ISSN 1725-2466

Gazzetta ufficiale

dell’Unione europea

C 8

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Edizione in lingua italiana

Comunicazioni e informazioni

50o anno
12 gennaio 2007


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pagina

 

I   Risoluzioni, raccomandazioni, orientamenti e pareri

 

PARERI

 

Corte dei conti

2007/C 008/01

Parere n. 7/2006 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)

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2007/C 008/02

Parere n. 8/2006 sulla proposta di regolamento del Consiglio che abroga il regolamento (CE) n. 2040/2000 del Consiglio riguardante la disciplina di bilancio

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IT

 


I Risoluzioni, raccomandazioni, orientamenti e pareri

PARERI

Corte dei conti

12.1.2007   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 8/1


PARERE N. 7/2006

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)

(presentato in virtù dell'articolo 280, paragrafo 4, del trattato CE)

(2007/C 8/01)

LA CORTE DEI CONTI DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 280, paragrafo 4,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 160 C,

vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (1),

vista la richiesta di un parere presentata alla Corte dei conti dal Parlamento europeo il 14 luglio 2006 e dal Consiglio il 21 settembre 2006,

visti i pareri precedentemente espressi dalla Corte dei conti (2),

HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:

1.

L'attuale proposta sostituisce una precedente proposta (3) della Commissione del febbraio 2004, che mirava a modificare il regolamento (CE) n. 1073/1999, al fine di rafforzare i diritti procedurali delle persone, garantire un migliore controllo della durata delle indagini e migliorare lo scambio di informazioni tra l’Ufficio e le istituzioni od organismi interessati, nonché l’efficacia delle attività operative. Nella relazione introduttiva si esplicita che la proposta modificata mira a migliorare ulteriormente il funzionamento dell'OLAF, tenendo altresì conto delle raccomandazioni formulate dalla Corte e delle conclusioni raggiunte nel corso della pubblica audizione sul rafforzamento dell'OLAF, organizzata dal Parlamento europeo nel luglio 2005.

2.

La proposta modificata ha preso in considerazione gran parte delle osservazioni riportate nel precedente parere della Corte del 9 giugno 2005, ad eccezione, principalmente, della posizione espressa nel paragrafo 7 dello stesso. Ciò riguarda la necessità di assicurare che l'obbligo di dare notifica dell'avvio di un'indagine all'istituzione, organo, ufficio od organismo interessati non venga accantonato senza motivo, col pretesto che la segretezza è indispensabile a garantire l'efficienza delle indagini.

3.

L'articolo 14 della proposta prevede la designazione di un consigliere revisore che eserciti un controllo sul rispetto delle procedure. La Corte accoglie favorevolmente tale designazione. Tuttavia, è necessario che il ruolo e le responsabilità del consigliere revisore siano esplicitamente indicati dal regolamento, come pure la necessità di sottoporre ad esame la legittimità delle azioni investigative previste da tale funzione. Inoltre, le qualifiche e l'esperienza richieste per poter ricoprire la funzione devono essere riportate nel regolamento. La Corte sottolinea inoltre la necessità che tale funzione sia svolta nella più completa indipendenza, come sancito dall'articolo 14, paragrafo 2, della proposta della Commissione, ma ritiene che tale indipendenza possa risultare compromessa dal potere conferito al direttore generale di adottare misure disciplinari nei confronti del consigliere revisore, previa consultazione del comitato di vigilanza. Al fine di evitare conflitti di interesse, si dovrebbe fare in modo che il consigliere revisore, il quale deve sorvegliare le indagini in corso, non intervenga più dopo che i risultati dell'indagine sono stati trasmessi alle autorità competenti.

4.

Una nuova disposizione (4) attribuisce al direttore generale dell'Ufficio la facoltà di decidere se trasmettere la relazione finale alle autorità giudiziarie degli Stati membri, qualora ritenga che esistano misure interne che consentono di adottare provvedimenti più consoni. Tuttavia, le circostanze in cui esercitare questo potere discrezionale devono essere definite più chiaramente. Inoltre, se tale decisione necessita di una valutazione preliminare della legislazione e della giurisprudenza nazionali, essa dovrebbe essere svolta dalle autorità giudiziarie degli Stati membri.

5.

Nel parere n. 8/2005, la Corte raccomandava alla Commissione di semplificare e consolidare la normativa comunitaria antifrode. Tuttavia, la nuova proposta fa ancora maggior riferimento al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (5) (la cui portata è stata considerevolmente ampliata (6)). Dato che non viene proposta alcuna modifica al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96, a una lettura dello stesso non risulterà chiaro che esso si applica anche per altri fini. Ciò è contrario all'accordo interistituzionale del 22 dicembre 1998 sugli orientamenti comuni relativi alla qualità redazionale della legislazione comunitaria (7). Infine, la Corte osserva che, sebbene la nuova proposta comprenda procedure e garanzie che i funzionari dell'Ufficio sono tenuti a rispettare nello svolgimento delle indagini interne, la Commissione non propone di sopprimere l'attuale articolo 4, paragrafo 6, lettera b). Ciò potrebbe dare origine a confusione e lasciare un margine per divergenze.

Il presente parere è stato adottato dalla Corte dei conti a Lussemburgo nella riunione del 6 dicembre 2006.

Per la Corte dei conti

Hubert WEBER

Presidente


(1)  COM(2006) 244 del 24.5.2006.

(2)  Parere n. 2/1999 del 14 e 15 aprile 1999 (GU C 154 dell’1.6.1999, pag. 1), parere n. 6/2005 del 9 giugno 2005 (GU C 202 del 18.8.2005, pag. 33) e parere n. 8/2005 del 27 ottobre 2005 (GU C 313 del 9.12.2005, pag. 1).

(3)  COM(2004) 103 def. del 10.2.2004.

(4)  Articolo 9, paragrafo 3 bis.

(5)  GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.

(6)  In base al considerando 4 e alle modifiche agli articoli 3 e 4 della nuova proposta.

(7)  L'accordo dispone che un testo giuridico deve evitare per quanto possibile il rinvio ad altri atti. Qualora le modifiche ad altri atti siano rilevanti, l'accordo prescrive l'adozione di un atto modificativo separato (GU C 73 del 17.3.1999, pag. 1).


12.1.2007   

IT

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C 8/3


PARERE N. 8/2006

sulla proposta di regolamento del Consiglio che abroga il regolamento (CE) n. 2040/2000 del Consiglio riguardante la disciplina di bilancio

(presentato in virtù dell'articolo 248, paragrafo 4, secondo comma, del trattato CE)

(2007/C 8/02)

LA CORTE DEI CONTI DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 37, 248, 279 e 308,

vista la proposta di regolamento del Consiglio (1) che abroga il regolamento (CE) n. 2040/2000 del Consiglio riguardante la disciplina di bilancio (2),

HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:

1.

Il regolamento (CE) n. 2040/2000 del Consiglio, del 26 settembre 2000, riguardante la disciplina di bilancio, reca disposizioni intese a garantire la corretta gestione delle spese comunitarie per il periodo 2000-2006.

2.

Per il periodo 2007-2013, viene applicato l'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (3). La Corte richiama l'attenzione sul fatto di non potersi pronunciare su questioni attinenti alla disciplina di bilancio e alla sana gestione finanziaria, se queste sono disciplinate da accordi interistituzionali anziché da regolamenti del Consiglio.

3.

La Corte conviene che, con il nuovo accordo interistituzionale, il precedente regolamento (CE) n. 2040/2000 diverrà obsoleto a partire dal 1o gennaio 2007 e dovrà essere abrogato, per consentire che il nuovo accordo interistituzionale sia applicato integralmente a partire da tale data.

4.

Tuttavia, nella proposta di abrogazione del regolamento (CE) n. 2040/2000, la Commissione sottolinea che non sono più necessarie disposizioni specifiche. In tale contesto, la Corte osserva che il meccanismo proposto per l'approvvigionamento del Fondo di garanzia per le azioni esterne (4) non è ancora fondato su una nuova base giuridica.

Il presente parere è stato adottato dalla Corte dei conti a Lussemburgo nella riunione del 6 dicembre 2006.

Per la Corte dei conti

Hubert WEBER

Presidente


(1)  COM(2006) 448 def. del 9.8.2006.

(2)  GU L 244 del 29.9.2000, pag. 27.

(3)  GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(4)  Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 del Consiglio che istituisce un Fondo di garanzia per le azioni esterne [COM(2005) 130 def. del 5.4.2005].