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Gazzetta ufficiale |
IT Serie L |
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2026/1105 |
19.5.2026 |
DECISIONE (PESC) 2026/1105 DEL CONSIGLIO
del 18 maggio 2026
che modifica la decisione 2013/255/PESC, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
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(1) |
Il 31 maggio 2013 il Consiglio ha adottato la decisione 2013/255/PESC (1). |
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(2) |
Il 27 maggio 2025 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2025/1096 (2), che ha prorogato fino al 1o giugno 2026 le misure restrittive di cui alla decisione 2013/255/PESC. La decisione ha inoltre revocato tutte le sanzioni economiche nei confronti della Siria al fine di sostenere la transizione politica inclusiva del paese e la sua rapida ripresa economica, la sua ricostruzione e la sua stabilizzazione, in linea con un approccio graduale e reversibile. Tuttavia, il Consiglio ha mantenuto le misure restrittive relative al regime di al-Assad in linea con la sua richiesta di accertamento delle responsabilità, nonché le misure restrittive basate su motivi di sicurezza. In parallelo, il Consiglio ha introdotto ulteriori misure restrittive nei confronti dei responsabili di violazioni dei diritti umani e di coloro che alimentano l’instabilità in Siria. |
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(3) |
Nelle conclusioni del 23 giugno 2025 il Consiglio ha sottolineato l’impegno dell’Unione a sostenere una transizione pacifica e inclusiva, guidata dalla Siria e sotto la sua titolarità, in cui i diritti umani e le libertà fondamentali devono essere rispettati, protetti e onorati per tutti, senza discriminazioni di alcun tipo. Il Consiglio ha ribadito il fermo sostegno dell’Unione agli sforzi siriani e internazionali volti ad accertare le responsabilità di tutte le atrocità commesse dal regime di al-Assad e ha sottolineato che un processo globale e inclusivo di giustizia di transizione è necessario per la riconciliazione e una pace duratura. |
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(4) |
Nonostante la caduta del regime di al-Assad e l’insediamento di autorità di transizione, la situazione in Siria rimane instabile e la rete di al-Assad, diffusa all’interno e all’esterno della Siria, non è ancora stata chiamata a rispondere delle proprie azioni e non può essere considerata sciolta. Sebbene siano stati compiuti progressi nel processo di transizione, compreso l’avvio del primo processo pubblico contro al-Assad e i suoi accoliti, garantire la giustizia e l’accertamento delle responsabilità per i crimini commessi dal regime di al-Assad è un processo a lungo termine connesso alle aspirazioni del popolo siriano per una transizione politica inclusiva nel paese. Le tappe fondamentali evidenziate nella risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, tra cui l’istituzione di un’Assemblea popolare operativa e l’elaborazione di una nuova costituzione, che avvierebbe irreversibilmente la Siria su un percorso verso la liberazione, non sono ancora state raggiunte. |
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(5) |
Permane un rischio attendibile di destabilizzazione e di potenziale recrudescenza dell’influenza del precedente regime di al-Assad, come dimostrano gli incidenti a sostegno del regime di al-Assad volti a minare il processo di transizione, sfociati in episodi di violenza mortale nella regione costiera siriana e oltre. Le persone ed entità collegate al regime di al-Assad inserite in elenco continuano a occupare posizioni di potere e di influenza ed esiste il rischio che sostengano, attraverso finanziamenti o altri mezzi, ulteriori conflitti armati e che possano contribuire ai tentativi di invertire la transizione. Nella dichiarazione dell’11 marzo 2025 a nome dell’Unione, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha espresso profonda preoccupazione per le diffuse violenze che hanno interessato la regione costiera siriana e ha condannato fermamente gli attacchi delle milizie pro-Assad contro le forze di sicurezza e i crimini atroci commessi contro i civili, tra cui uccisioni sommarie, sottolineando a tale riguardo la necessità di adottare misure efficaci per evitare che tali crimini si ripetano. |
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(6) |
Vi è il rischio che i membri delle famiglie al-Assad e Makhlouf e le persone associate, che devono ancora essere chiamati a rispondere del loro coinvolgimento nella brutale repressione contro la popolazione civile in Siria, tentino di inasprire il conflitto, acuiscano le divisioni settarie, infiammino la violenza settaria e ostacolino la transizione pacifica e la riconciliazione nazionale in Siria. |
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(7) |
I ministri del governo siriano in carica dopo il maggio 2011 sotto l’ex regime di al-Assad devono essere considerati responsabili in solido della politica di repressione perseguita dall’ex regime di al-Assad e continuano a rappresentare un rischio per la transizione pacifica in Siria. |
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(8) |
Vi è il rischio che le milizie, i gruppi armati, le forze di sicurezza e gli organismi di intelligence collegati e fedeli all’ex regime di al-Assad provochino un’escalation e una repressione ulteriori nei confronti della popolazione civile in Siria e pongano una minaccia alla transizione pacifica e alla riconciliazione nazionale in Siria. |
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(9) |
Dopo la caduta del regime di al-Assad restano in Siria oltre 100 siti in cui si presume siano presenti armi chimiche, un numero molto più elevato di quanto mai riconosciuto prima della caduta del regime di al-Assad. La distruzione delle rimanenti scorte di armi chimiche della Siria rimane una priorità per garantire la protezione della popolazione siriana, come indicato nelle conclusioni del Consiglio europeo del 19 dicembre 2024. |
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(10) |
Gli imprenditori di spicco che operano in Siria e che sono collegati all’ex regime di al-Assad e, in virtù di tale legame, hanno accumulato una ricchezza e un potere considerevoli restano influenti e le loro reti restano attive. Tali persone rappresentano pertanto un rischio intrinseco di repressione violenta della società civile e della transizione pacifica in Siria. Sebbene il Consiglio riconosca i progressi compiuti dalle autorità di transizione siriane, le istituzioni statali sono ancora in fase di consolidamento e il rischio di compromettere tale processo posto da imprenditori di spicco legati all’ex regime di al-Assad deve ancora essere pienamente affrontato. Alla luce del processo di giustizia di transizione in corso, il Consiglio dovrebbe mantenere il suo approccio prudente, garantendo un sostegno continuo a una transizione inclusiva che risponda alle legittime aspirazioni del popolo siriano. |
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(11) |
In esito a un riesame della decisione 2013/255/PESC risulta opportuno prorogare le misure restrittive ivi contemplate fino al 1o giugno 2027. |
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(12) |
È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2013/255/PESC, |
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 2013/255/PESC è così modificata:
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1) |
l’articolo 27 è così modificato:
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2) |
l’articolo 28 è così modificato:
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3) |
all’articolo 34, paragrafo 1, la data del «1o giugno 2026» è sostituita da quella del «1o giugno 2027». |
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il 18 maggio 2026
Per il Consiglio
Il presidente
K. KALLAS
(1) Decisione 2013/255/PESC del Consiglio, del 31 maggio 2013, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria (GU L 147 dell’1.6.2013, pag. 14, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2013/255/oj).
(2) Decisione (PESC) 2025/1096 del Consiglio, del 27 maggio 2025, che modifica la decisione 2013/255/PESC, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria (GU L, 2025/1096, 28.5.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2025/1096/oj).
ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2026/1105/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)