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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2026/2602 |
20.5.2026 |
Parere del Comitato europeo delle regioni — Pacchetto Allargamento 2025 — Balcani occidentali e Turchia
(C/2026/2602)
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RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR)
Osservazioni generali
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1. |
accoglie con vivo interesse la comunicazione 2025 della Commissione europea sulla politica di allargamento dell'UE e le relazioni per paese che la accompagnano, e attende con interesse le prossime riforme e revisioni strategiche pre-allargamento, in particolare per quanto riguarda le revisioni strategiche della politica di coesione, della politica agricola comune e del quadro istituzionale generale. Al tempo stesso, sottolinea la particolare importanza strategica dell'allargamento dell'UE ai paesi dei Balcani occidentali come tassello da troppo tempo mancante per completare la comunità europea di pace e valori; |
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2. |
riconosce che la guerra russa contro l'Ucraina ha trasformato il panorama della sicurezza in Europa, ricordando che l'allargamento dell'UE è un imperativo strategico e di sicurezza, sul piano democratico e della società, fondato sullo Stato di diritto e sui diritti fondamentali; invita la Commissione europea e i governi nazionali dei paesi candidati all'adesione ad affrontare l'allargamento non solo come un processo tecnico, ma considerando il suo impatto concreto sui cittadini e sulle comunità locali, nella consapevolezza che la prima linea della democrazia si trova nelle città e nelle regioni, la cui resilienza e il cui benessere sono direttamente collegati a quelli dell'UE nel suo insieme; sottolinea a tale proposito la necessità di rafforzare la resilienza democratica, anche attraverso il sostegno contro le minacce ibride, la disinformazione e le pressioni sullo spazio civico; |
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3. |
rinnova il suo sostegno a un'adesione dei Balcani occidentali e della Turchia basata sul merito, sottolineando nel contempo che l'adesione deve essere saldamente fondata sulla democrazia, sullo Stato di diritto e sui diritti fondamentali; evidenzia che un'integrazione graduale può rendere l'UE più tangibile per i cittadini dei paesi impegnati nei negoziati, migliorandone la vita quotidiana e promuovendo la partecipazione e la fiducia in quello che può essere un lungo percorso verso l'adesione all'UE; |
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4. |
sottolinea che le città e le regioni sono in prima linea nella trasformazione della società, nello sviluppo delle infrastrutture e nella concretizzazione dei benefici del percorso europeo, anche quando le amministrazioni nazionali non sono in grado di garantire tutto questo. Qualsiasi vessazione, detenzione arbitraria o intimidazione nei confronti di sindaci e rappresentanti eletti a livello locale deve essere combattuta con fermezza; incoraggia i comuni di tutta l'UE e dei paesi candidati ad aderire a iniziative quali l'osservatorio internazionale dei sindaci a rischio del comune di Istanbul, e si dichiara pronto a fornire un sostegno significativo in tal senso; |
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5. |
invita la Commissione europea e i governi nazionali a riconoscere formalmente gli enti subnazionali come partner fondamentali nell'attuazione delle norme europee in una serie di settori e ritiene che, in quanto tali, dovrebbero essere riconosciuti come partner istituzionali chiave e consultati durante l’intero processo di allargamento dell’UE; chiede pertanto di coinvolgere in modo sistematico e tempestivo gli enti locali e regionali nelle riforme collegate all'adesione, è pronto a offrire sostegno per contribuire a elaborare le relazioni sull'allargamento attraverso il coinvolgimento strutturato dei comitati consultivi misti (CCM) e dei gruppi di lavoro (GL) ed esorta la Commissione a garantire la partecipazione del CdR ai principali forum dell'UE, inclusi i vertici dei Balcani occidentali e il forum sull'allargamento dell'UE, affinché le priorità locali siano prese in considerazione nella definizione dell'agenda, nella pianificazione e nelle riforme; |
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6. |
chiede alla Commissione europea di rendere la democrazia locale, come pure uno sviluppo economico locale e regionale equilibrato, elementi integranti del processo di adesione all'UE; sottolinea che occorre prestare particolare attenzione alle regioni rurali, periferiche, montane e meno sviluppate; avverte che trascurare questi aspetti aumenta i rischi di fuga dei cervelli, di arretramento della democrazia, di destabilizzazione e di ingerenze esterne nei paesi in via di adesione; |
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7. |
propone di organizzare campagne di sensibilizzazione per gli enti locali e regionali dei paesi in via di adesione, in concomitanza con le riunioni dei CCM/GL, in merito al loro ruolo cruciale nell'attuazione delle politiche dell'UE sul campo, nella lotta alla corruzione, nel guidare le riforme e nel garantire che i cittadini assumano la titolarità del processo di adesione; |
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8. |
chiede alla Commissione europea di garantire risorse di bilancio adeguate e di istituire un programma strutturato e facilmente accessibile, finanziato dall'UE, per lo sviluppo di capacità, l'elaborazione di riforme istituzionali e lo scambio di buone pratiche tra gli enti locali e regionali degli Stati membri e dei paesi in via di adesione. Tale programma dovrebbe essere fondato su iniziative di successo, tra cui il progetto TIPS4UA del CdR, il progetto UE per i comuni e il programma TAIEX, e potrebbe includere un meccanismo di tipo Erasmus+ tra pari per promuovere lo scambio di conoscenze, i progetti congiunti, la resilienza e una più rapida integrazione e coesione nell'UE; |
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9. |
sostiene fermamente l'inasprimento del meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto da parte della Commissione europea, ma chiede misure volte a garantire che i fondi trattenuti agli Stati membri o ai governi nazionali dei paesi in via di adesione a causa di violazioni dello Stato di diritto possano rimanere accessibili alle città e alle regioni di tali paesi; |
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10. |
chiede alla Commissione europea di garantire che gli strumenti di finanziamento preadesione includano inviti specifici a sostenere i gemellaggi tra città e la cooperazione intercomunale e interregionale tra gli enti locali e regionali degli Stati membri dell'UE e dei paesi dell'allargamento; sottolinea che i partenariati concreti, la cooperazione tra pari, gli scambi culturali, le visite di studio, i progetti pilota congiunti e il trasferimento di buone pratiche in materia di sviluppo locale, servizi pubblici, pianificazione territoriale e governance sono mezzi efficaci per avvicinare l'Unione europea ai cittadini, rafforzare la fiducia reciproca e migliorare la capacità amministrativa e la preparazione all'adesione all'UE a livello locale e regionale; |
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11. |
accoglie con favore il contributo che le reti di città europee e le iniziative regionali, tra cui Eurocities e la rete di città balcaniche «B40», apportano alla promozione di un'integrazione precoce delle città dei paesi candidati nei quadri di governance europei e ne sostiene il ruolo nel realizzare una cooperazione strutturata in materia di azione per il clima, democrazia, digitalizzazione e sviluppo economico locale; segnala, in tale contesto, la cooperazione concreta tra città che vede la partecipazione di Sofia e di città partner dei Balcani occidentali, anche attraverso il progetto CIVICAct finanziato dal programma CERV – Attivismo civico per una democrazia resiliente –, che riunisce Sofia, Tirana e Podgorica al fine di rafforzare la partecipazione civica e la resilienza democratica. |
Osservazioni specifiche per paese
ALBANIA
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12. |
si compiace dei notevoli progressi compiuti dall'Albania, che hanno portato all'apertura di tutti i gruppi di capitoli di negoziato. Accoglie inoltre con favore l'ambizioso obiettivo di concludere i negoziati di adesione entro la fine del 2027 e incoraggia tutte le forze politiche e i portatori di interessi a intensificare i loro sforzi e a collaborare per garantire ulteriori progressi; |
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13. |
si compiace per la costituzione dell'associazione nazionale dei comuni albanesi (National Association of Municipalities of Albania — NAMA) e l'avvio di un CCM, elogiando l'entusiasmo dei partner albanesi e l'inclusività del loro approccio; |
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14. |
ricorda al governo albanese che il decentramento fiscale è essenziale per consentire agli enti locali di svolgere i loro compiti in modo sostenibile, soprattutto considerando l'ampliamento delle responsabilità nel contesto dell'adesione all'UE. La riforma amministrativa e territoriale dovrebbe essere guidata dalle funzioni e dai compiti dei comuni piuttosto che da considerazioni elettorali, e le dimensioni ottimali di un comune dovrebbero rispecchiare la sua capacità di fornire servizi in modo efficace. Tale riforma dovrebbe inoltre seguire le norme europee e internazionali, compresa la consultazione dei rappresentanti delle minoranze nazionali, e garantire il diritto delle minoranze a partecipare efficacemente agli affari pubblici a livello locale; |
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15. |
deplora la richiesta di dimissioni rivolta nel 2025 dal governo centrale ai funzionari locali, e sottolinea che la democrazia locale dovrebbe svilupparsi in modo indipendente, in linea con la Carta europea dell'autonomia locale; sottolinea inoltre l'importanza di assumere, promuovere e licenziare i funzionari in base al merito per garantire che l'amministrazione locale sia professionale e non politicizzata; |
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16. |
accoglie con favore i costanti progressi compiuti dall'Albania in materia di riforma giudiziaria, lotta alla corruzione, contrasto della criminalità organizzata e libertà dei media, ed esorta nel contempo ad accelerare le riforme connesse all'UE e a rafforzare la capacità amministrativa a tutti i livelli; |
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17. |
elogia la delega sperimentale delle competenze in materia di sanità, istruzione e agricoltura a quattro comuni, e sottolinea la necessità di finanziamenti adeguati, di competenze tecniche e di sviluppo delle capacità per garantire la sostenibilità a lungo termine. |
BOSNIA-ERZEGOVINA
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18. |
invita la Bosnia-Erzegovina ad adottare e realizzare riforme costituzionali, legislative e procedurali, in particolare le modifiche della legge elettorale al fine di attuare le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e di garantire che i tre popoli costituenti siano legittimamente rappresentati nelle istituzioni statali e che tutti i cittadini possano essere eletti in qualsiasi istituzione, nonché ad applicare le raccomandazioni dell'ODIHR dell'OSCE al fine di rafforzare l'integrità elettorale, garantire una partecipazione inclusiva, accrescere la funzionalità istituzionale e migliorare il funzionamento delle istituzioni, consentendo così un pieno coinvolgimento dei livelli locale e regionale nell'integrazione nell'UE; |
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19. |
incoraggia la Bosnia-Erzegovina, a seguito della decisione del Consiglio europeo del marzo 2024, a prendere tutte le pertinenti misure indicate nella raccomandazione della Commissione del 12 ottobre 2022, in vista dell'adozione, da parte del Consiglio stesso, del quadro di negoziazione nel momento in cui saranno soddisfatte le condizioni. In via prioritaria, la Bosnia-Erzegovina dovrebbe adottare la nuova legge sul Consiglio superiore della magistratura e delle procure e la legge sugli organi giurisdizionali, in linea con le norme europee, e attuare le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina; sottolinea che, per il buon esito del processo di adesione, è fondamentale collaborare al di là delle differenze politiche, cominciando dalla nomina di un capo negoziatore; |
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20. |
esprime delusione per la bassa affluenza alle urne, inferiore al 35 %, nelle elezioni presidenziali anticipate della Republika Srpska e sottolinea le preoccupazioni circa le implicazioni che ne derivano per la legittimità democratica; chiede misure volte a rafforzare la democrazia locale, aumentare la partecipazione elettorale e garantire la trasparenza e l'assunzione di responsabilità nelle future elezioni; |
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21. |
condanna le iniziative della leadership della Republika Srpska volte alla secessione di tale entità dalla Bosnia-Erzegovina e invita la Republika Srpska a riconoscere e applicare pienamente le decisioni della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e a rispettare l'ordine costituzionale del paese; |
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22. |
contesta la decisione degli Stati Uniti di revocare le sanzioni nei confronti di Milorad Dodik e di altri funzionari della Republika Srpska, e, al fine di salvaguardare la stabilità e sostenere l'integrazione nell'UE, invita l'UE a imporre sanzioni mirate a tutti gli attori in Bosnia-Erzegovina che compromettono la sovranità, l'integrità territoriale o l'ordine costituzionale del paese; |
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23. |
conferma l'impegno del CdR a sostenere gli enti locali e regionali della Bosnia-Erzegovina nel percorso di integrazione nell'UE attraverso il gruppo di lavoro e, quando le condizioni lo consentiranno, un CCM, sottolineando il ruolo cruciale di tutti gli enti subnazionali quali attori chiave nell'attuazione delle riforme e dell'acquis dell'UE a livello locale, seguendo il buon esempio del cantone di Sarajevo e della lotta alla corruzione; |
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24. |
sottolinea che le sfide non derivano dalla struttura decentrata, ma dalla mancanza di volontà politica e di coinvolgimento costruttivo. Ribadisce che il decentramento, se attuato correttamente e finanziato in misura adeguata, può rappresentare un punto di forza piuttosto che un ostacolo, e che tutti i livelli di governance devono promuovere il coordinamento, rinunciare ai veti etnici e adottare decisioni pragmatiche per rafforzare la funzionalità, l'assunzione di responsabilità e l'erogazione dei servizi pubblici; |
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25. |
accoglie con favore il programma di riforme del settembre 2025 e il via libera da parte della Commissione europea; sottolinea, tuttavia, che la sua efficace attuazione è essenziale affinché la Bosnia-Erzegovina possa beneficiare appieno del piano di crescita per i Balcani occidentali, in particolare a livello locale e regionale; |
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26. |
invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a portare avanti i preparativi per il capitolo 22 sulla politica regionale e il coordinamento degli strumenti strutturali, adottando una strategia nazionale per i fondi strutturali e di coesione, rafforzando la capacità di gestire l'assistenza dell'UE e migliorando la gestione degli investimenti pubblici attraverso un elenco di progetti aggiornato e trasparente. |
KOSOVO
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27. |
si compiace per lo svolgimento pacifico e inclusivo delle elezioni locali nell'autunno 2025, con la partecipazione di tutte le comunità, e osserva che il rinnovato impegno della comunità serba del Kosovo ha rafforzato la legittimità delle istituzioni comunali e ristabilito il funzionamento della democrazia locale; |
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28. |
rileva che, con il ripristino di una partecipazione democratica locale inclusiva, la giustificazione originaria delle misure dell'UE imposte al Kosovo non è più valida, e invita la Commissione europea a revocare, con urgenza, le misure che hanno colpito direttamente i comuni a seguito della sospensione dei finanziamenti dell'UE, con un conseguente impatto chiaro e immediato sul benessere dei cittadini; chiede, parallelamente, di allentare le tensioni, in particolare nel nord del paese, e di garantire a tutti i cittadini l'accesso ai servizi pubblici e sociali di base; |
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29. |
riconosce il costante impegno del Kosovo nel suo percorso verso l'UE e il forte sostegno dell'opinione pubblica a favore dell'integrazione europea, pur deplorando che la polarizzazione politica e il prolungato stallo istituzionale a livello centrale abbiano rallentato le riforme; sottolinea la necessità di migliorare il coordinamento e la fiducia tra le autorità centrali e gli enti locali, in quanto le persistenti tensioni di governance compromettono l'efficace attuazione della legislazione e delle politiche in settori chiave quali la riforma della pubblica amministrazione, la protezione delle comunità non maggioritarie, la protezione dell'ambiente, l'azione per il clima e i servizi pubblici di base; |
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30. |
esorta il Kosovo e la Serbia a impegnarsi in modo costruttivo nel dialogo facilitato dall'UE e il Kosovo a compiere passi immediati verso l'istituzione dell'associazione/comunità dei comuni kosovari a maggioranza serba in linea con la proposta europea dell'ottobre 2023; evidenzia il contributo che i membri del CdR possono apportare attraverso le loro competenze, in particolare nella risoluzione dei conflitti; |
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31. |
chiede di rafforzare ulteriormente la capacità amministrativa dei comuni, con particolare attenzione a un migliore controllo finanziario, a una sana pianificazione di bilancio e all'applicazione coerente di sistemi basati sul merito per lo sviluppo professionale, la valutazione delle prestazioni e la promozione, onde garantire una governance locale sostenibile e responsabile; sottolinea l'importanza degli investimenti a livello comunale nei sistemi idrici e di gestione dei rifiuti, nei programmi di riciclaggio e nelle misure di adattamento ai cambiamenti climatici, tutti elementi cruciali per il livello di vita e in linea con gli sforzi che il Kosovo sta mettendo in atto per dare attuazione alle norme ambientali; |
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32. |
invita il governo del Kosovo ad astenersi da misure che hanno un impatto negativo sulla vita quotidiana delle persone nelle comunità locali, in particolare nel nord del paese; sottolinea come sia importante evitare di aggravare involontariamente le tensioni e di ostacolare i passi avanti nel dialogo; |
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33. |
ritiene che, alla luce della risoluzione del Parlamento europeo del 7 maggio 2025 e al fine di garantire coerenza istituzionale e chiarezza politica, rispecchiando le prospettive europee del Kosovo, sia opportuno allineare la terminologia a quella del Parlamento europeo, cessando di utilizzare la dicitura «Kosovo*» con la relativa nota a piè di pagina nei documenti ufficiali. |
MONTENEGRO
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34. |
accoglie con favore la comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE pubblicata dalla Commissione europea, che conferma che il Montenegro rimane sulla buona strada e continua a essere il paese candidato più avanzato nel processo di adesione all'UE, fornendo certezza ai comuni nella pianificazione a lungo termine e nell'utilizzo del sostegno preadesione; si compiace per l'ambizione del paese di concludere i negoziati di adesione entro la fine del 2026; |
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35. |
osserva che, nonostante i progressi complessivi, le istituzioni democratiche rimangono fragili e l'attuazione delle principali raccomandazioni formulate nei capitoli sulle questioni fondamentali è spesso incompleta, con implicazioni dirette sulla governance locale, sulla credibilità elettorale e sulla fiducia dei cittadini nel processo decisionale; |
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36. |
esorta il governo centrale del Montenegro a perseguire un decentramento efficace garantendo che i comuni dispongano di entrate sostenibili da fonti proprie e di competenze chiaramente definite, in particolare per quanto riguarda la pianificazione territoriale e lo sviluppo locale sostenibile; osserva che il costante controllo centrale sulla governance fondiaria, compresi i parchi nazionali e le vaste zone costiere, limita notevolmente la capacità dei comuni di eseguire una pianificazione trasparente, attrarre investimenti sostenibili e attuare politiche ambientali, territoriali e climatiche in linea con l'acquis dell'UE; sottolinea che tale decentramento dovrebbe essere pienamente in linea con i principi di sussidiarietà e di autonomia locale dell'UE; raccomanda una risoluzione pacifica delle controversie con le autorità locali nel comune di Zeta e nella città di Dulcigno, nel rispetto di tutte le procedure e normative previste, in particolare quelle dell'UE in materia di protezione ambientale; |
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37. |
evidenzia l'importanza di promuovere un clima politico inclusivo e tollerante a livello locale e nazionale, di evitare azioni quali l'adozione della risoluzione sul genocidio nei campi di Jasenovac, Dachau e Mauthausen, assicurando un dialogo aperto e costruttivo che rispetti il carattere multietnico e multireligioso del Montenegro, e garantendo la piena attuazione dei diritti di tutti i gruppi, come sancito dalla legge, dato il ruolo centrale dei comuni nella coesione sociale e nelle relazioni tra le diverse comunità; |
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38. |
raccomanda vivamente al Montenegro di continuare ad adoperarsi con sincero impegno con i paesi vicini, in settori di interesse per gli enti locali e regionali, riconoscendo i vantaggi per la cooperazione transfrontaliera, la stabilità regionale e lo sviluppo economico locale; |
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39. |
elogia il lavoro realizzato dal CCM CdR-Montenegro e sostiene un ulteriore coinvolgimento strutturato tra il CdR, gli enti locali montenegrini e l'Unione dei comuni del Montenegro, al fine di rafforzare la democrazia locale e ancorare saldamente il processo di adesione all'UE a livello territoriale. |
MACEDONIA DEL NORD
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40. |
prende atto dei progressi graduali compiuti dalla Macedonia del Nord verso l'adesione all'UE, in particolare l'adesione all'area unica dei pagamenti in euro, i passi avanti in materia di roaming e l'accesso a tutti i fondi stanziati nel quadro del piano di crescita dell'UE per i Balcani occidentali; esorta nel contempo il governo nazionale ad adottare le modifiche costituzionali da tempo promesse sui diritti delle minoranze, come indicato nelle conclusioni del Consiglio del luglio 2022, per sbloccare il suo processo di adesione e garantire la piena protezione di tutte le comunità; |
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41. |
elogia l'allineamento della Macedonia del Nord alla politica estera e di sicurezza dell'UE e l'adesione alla NATO, esortando nel contempo il paese a proseguire nell'attuazione delle riforme per garantire progressi costanti verso l'integrazione nell'UE e la piena partecipazione alle strutture europee; |
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42. |
invita il governo nazionale ad adottare rapidamente la proposta di legge sull'autonomia locale e a rafforzare il dialogo a tutti i livelli di governo, attuando nel contempo misure globali volte a rafforzare la capacità di governance locale e regionale, compresi il decentramento fiscale, lo sviluppo territoriale integrato e un migliore coordinamento per garantire un'attuazione trasparente ed efficace dei programmi finanziati dall'UE; |
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43. |
è consapevole della rilevanza, ai fini dell'integrazione nell'UE, dell'esito delle recenti elezioni locali nel paese, deplorando che la campagna sia stata dominata da politiche identitarie e che non siano state affrontate questioni importanti a livello locale né la questione della rappresentanza femminile; |
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44. |
chiede all'associazione delle autonomie locali della Macedonia del Nord (ZELS), in quanto partner principale del CCM Macedonia del Nord, di integrare, per quanto possibile, l'equilibrio di genere e il pluralismo politico nella sua composizione e di promuovere una collaborazione continua e attiva tra gli enti locali e regionali della Macedonia del Nord e i partner del CdR; |
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45. |
sottolinea la necessità di rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, i reati finanziari e il riciclaggio di denaro, migliorando le capacità investigative, di azione penale e di condanna e garantendo risorse adeguate per le autorità di contrasto; |
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46. |
incoraggia a compiere progressi nella riforma della pubblica amministrazione, compresa la piena attuazione delle leggi del luglio 2025 sui funzionari amministrativi e i dipendenti del settore pubblico, lo sviluppo dell'e-government, la digitalizzazione dei registri amministrativi e l'utilizzo di strumenti digitali quali il portafoglio di identità digitale. |
SERBIA
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47. |
prende atto con preoccupazione della lentezza del processo di adesione della Serbia, con diversi capitoli negoziali aperti ma un evidente rallentamento delle riforme fondamentali per lo Stato di diritto, la governance democratica e la libertà dei media. Questo stallo solleva seri dubbi sulla capacità della Serbia di rispettare il calendario dichiarato per l'integrazione nell'UE, ma vi sono stati alcuni sviluppi positivi; accoglie con favore, in tal senso, la squadra operativa ad alto livello recentemente istituita dalla Serbia per accelerare la sua adesione all'UE, nonché i progressi compiuti per quanto riguarda i media elettronici e il quadro elettorale; si aspetta che la Serbia dimostri una forte volontà politica e coerenza nell'attuazione delle riforme connesse all'UE e attende con interesse l'apertura del gruppo di capitoli 3 dei negoziati della Serbia, una volta soddisfatti tutti i criteri necessari; |
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48. |
elogia il coraggio dimostrato dagli studenti serbi, in particolare dopo il crollo della stazione ferroviaria di Novi Sad; esprime piena solidarietà ai manifestanti pacifici e al loro diritto di riunione; condanna fermamente l'uso sproporzionato della forza, l'arretramento della democrazia e gli arresti illegali; chiede il rilascio immediato di tutte le persone arrestate, lo smantellamento del campo nel Pionirski park e la piena protezione delle libertà civili; esorta la Commissione a imporre misure restrittive mirate nei confronti dei funzionari responsabili di violenze, intimidazioni e violazioni dello Stato di diritto; |
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49. |
invita la Serbia ad affrontare la corruzione sistematica e sottolinea l'importanza di sforzi costanti per garantire risultati tangibili, compresa l'attuazione di una solida risposta della giustizia penale, a seguito dell'adozione di una nuova strategia anticorruzione per il periodo 2024-2028; |
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50. |
condanna la repressione dei giornalisti e degli attori della società civile, compresi i corrispondenti stranieri, la repressione di diverse minoranze, compresa la comunità LGBTIQ, e sottolinea che tali violazioni dei diritti fondamentali sono incompatibili con i valori dell'UE e dannosi per la fiducia dell'opinione pubblica, il pluralismo democratico e le prospettive di adesione del paese; |
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51. |
pur accogliendo con favore l'adozione di modifiche alla legislazione sui media e le misure adottate finora in vista della finalizzazione della nomina dei membri del Consiglio dell'autorità di regolamentazione dei media elettronici (REM) in modo inclusivo e trasparente, invita le autorità serbe a ripristinare la libertà e il pluralismo dei media, a impedire che i criminali di guerra compaiano nei media statali, a contrastare le ingerenze politiche e le campagne diffamatorie e a garantire che le voci indipendenti e di opposizione siano ascoltate e rispettate a tutti i livelli di governo; |
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52. |
accoglie con favore l'adozione delle modifiche alla legge sul registro elettorale unificato e sollecita la piena attuazione delle raccomandazioni elettorali formulate dall'ODIHR, con particolare attenzione alle elezioni locali, al fine di garantire processi trasparenti, equi e credibili che sostengano la legittimità democratica, il pluralismo e un'autonomia locale efficace; |
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53. |
incoraggia lo sviluppo mirato delle capacità affinché i comuni applichino l'acquis ambientale dell'UE in materia di acqua, rifiuti e qualità dell'aria, unitamente ad azioni concrete di economia circolare, che migliorino la salute pubblica e riducano i costi dei servizi; |
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54. |
evidenzia la necessità di rafforzare il coinvolgimento costruttivo nel dialogo facilitato dall'UE con il Kosovo, garantendo la piena attuazione dell'accordo del 2023 sul percorso verso la normalizzazione, quale passo essenziale per la stabilità della regione e per il proseguimento del processo di adesione della Serbia all'UE; sottolinea l'importanza del più ampio allineamento strategico della Serbia con l'UE, specialmente la conformità alla politica estera e di sicurezza dell'UE, ed esorta a compiere progressi concreti nel dialogo, nell'allineamento delle politiche e nella cooperazione con la società civile per ricostruire la credibilità e avanzare sul percorso europeo; |
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55. |
accoglie con favore il fatto che la Serbia si sia impegnata attivamente e abbia iniziato a realizzare l'attuazione del nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali in tutti e quattro i pilastri della graduale integrazione con l'UE: mercato unico, integrazione economica regionale, riforme fondamentali e maggiore sostegno finanziario; accoglie inoltre con favore il fatto che, nell'ambito dello strumento per le riforme e la crescita, un dispositivo dell'UE basato sui risultati che sostiene il processo di adesione all'Unione, il paese abbia adottato il suo programma di riforme. |
TURCHIA
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56. |
ribadisce che la Turchia rimane un paese candidato e un partner strategico fondamentale per l'Unione europea, ma esprime profonda preoccupazione per il continuo e sistemico arretramento in materia di Stato di diritto, diritti fondamentali, libertà di espressione, indipendenza della magistratura e norme democratiche, come indicato nella relazione per paese 2025 della Commissione; sottolinea che la traiettoria attuale è incompatibile con i valori e i principi su cui si fonda l'UE e che i negoziati di adesione non possono essere rilanciati in modo significativo in assenza di progressi chiari e misurabili; |
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57. |
condanna l'erosione della democrazia locale e civica, compresi l'arresto e la destituzione di sindaci dell'opposizione eletti, di funzionari comunali e di attori della società civile, nonché la sostituzione con commissari nominati dal governo come espresso nella risoluzione urgente del CdR sull'arresto di sindaci turchi e l'attacco alla democrazia locale in Turchia; condanna altresì la criminalizzazione dell'attivismo pacifico degli studenti e la limitazione sistematica dei diritti delle persone LGBTI; sollecita il rispetto dei risultati elettorali, il rilascio dei sindaci arrestati illegalmente, la fine della pratica del commissariamento e l'accertamento delle responsabilità per le azioni che minano l'autonomia locale; sottolinea che la protezione della democrazia locale è un parametro di riferimento fondamentale per qualsiasi rinnovato impegno credibile nel processo di adesione all'UE; |
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58. |
sottolinea che i valori democratici dell'UE esigono che la Turchia garantisca a tutti i rappresentanti locali il pieno esercizio dei loro diritti politici e civili, compresa la protezione da arresti arbitrari e da procedimenti giudiziari di matrice politica; ribadisce che il rilascio dei sindaci incarcerati e il ripristino della vita democratica a livello locale sono condizioni essenziali per ristabilire la fiducia nelle istituzioni e far avanzare le relazioni tra l'Unione europea e la Turchia; |
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59. |
deplora che, finora, le autorità turche si siano rifiutate in due occasioni di autorizzare una visita in carcere al sindaco di Istanbul e vincitore del premio Paweł Adamowicz, Ekrem İmamoğlu; invita le autorità turche a concedere senza indugio tale autorizzazione; ribadisce la disponibilità a inviare una delegazione del CdR in Turchia al fine di esprimere, in modo concreto e visibile, la solidarietà e il sostegno del Comitato a tutti i rappresentanti locali e regionali turchi democraticamente eletti che sono imprigionati o ai quali è altrimenti impedito di esercitare il loro mandato; |
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60. |
ricorda di aver assegnato il premio Paweł Adamowicz 2025 al sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, in riconoscimento del suo impegno a favore dei valori democratici, dell'autonomia locale e di una governance inclusiva; sottolinea che tale premio riflette il costante sostegno del Comitato ai rappresentanti locali e regionali democraticamente eletti e alla protezione della democrazia locale quale valore europeo fondamentale; |
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61. |
incoraggia la diplomazia delle città e la cooperazione rafforzata tra comuni, anche attraverso la commissione ARLEM e il gruppo di lavoro Turchia del CdR, per mantenere vivo il dialogo, condividere le competenze e rafforzare la democrazia locale; accoglie con favore l'iniziativa del comune di Istanbul di istituire un osservatorio internazionale dei sindaci a rischio ed è pronto ad impegnarsi attivamente con tale osservatorio, coinvolgendo gli Stati membri dell'UE e i paesi dell'allargamento, per sostenere i sindaci in quanto difensori dei valori democratici; esprime seria preoccupazione per le riforme centralizzatrici recenti e in corso che rischiano di compromettere l'autonomia comunale, il pluralismo e l'effettivo esercizio dell'autonomia locale, in contrasto con le norme democratiche europee; |
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62. |
si compiace per il cessate il fuoco tra lo Stato turco e il PKK quale finestra di opportunità di pace, allentamento delle tensioni e stabilità regionale; sottolinea che qualsiasi processo di riconciliazione durevole deve essere ancorato nella governance democratica, nella partecipazione inclusiva e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali, compresi i diritti dei rappresentanti eletti, in particolare nei comuni a maggioranza curda; chiede progressi credibili per costruire la fiducia e sostenere una più ampia stabilità nella regione; |
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63. |
ribadisce che la Turchia deve: (i) evitare qualsiasi minaccia o azione che rischi di aumentare le tensioni, di compromettere le prospettive di una soluzione pacifica e di danneggiare le relazioni di buon vicinato; (ii) riconoscere la Repubblica di Cipro e normalizzare le relazioni con tale paese; (iii) adempiere i propri obblighi ai sensi del protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione UE-Turchia eliminando tutti gli ostacoli alla libera circolazione delle merci e ai collegamenti di trasporto diretti con la Repubblica di Cipro; (iv) revocare immediatamente le azioni unilaterali compiute a Varosha e rispettare pienamente le risoluzioni 541, 550, 789 e 1251 dell'ONU; e v) rispettare la sovranità di tutti gli Stati membri dell'UE sulle loro acque territoriali e sul loro spazio aereo, nonché i loro diritti sovrani, compreso il diritto di esplorare e sfruttare le risorse naturali, conformemente al diritto dell'UE e al diritto internazionale, e in particolare alla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS); |
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64. |
chiede che l'UE svolga un ruolo più attivo nel sostenere tutte le fasi del processo guidato dalle Nazioni Unite, ricorrendo a tutti i mezzi adeguati a sua disposizione, e accoglie con favore la nomina dell'inviato speciale della Commissione per Cipro. |
Bruxelles, 5 marzo 2026
La presidente
del Comitato europeo delle regioni
Kata TÜTTŐ
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/2602/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)