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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2026/2152

6.5.2026

P10_TA(2025)0335

Mobilità militare

Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2025 sulla mobilità militare (2025/2090(INI))

(C/2026/2152)

Il Parlamento europeo,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare i titoli VI e XVI,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare il titolo V,

visto il regolamento (UE) 2024/1679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, che modifica il regolamento (UE) 2021/1153 e il regolamento (UE) n. 913/2010 e abroga il regolamento (UE) n. 1315/2013 (1),

visto il regolamento (UE) 2021/1153 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2021, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2014 (2),

viste le conclusioni del Consiglio europeo, in particolare quelle del 26 giugno 2025, 6 marzo 2025, 21 e 22 marzo 2024, 14 e 15 dicembre 2023, 29 e 30 giugno 2023, 15 dicembre 2022 e 30 e 31 maggio 2022,

viste le conclusioni del Consiglio, in particolare quelle del 6 dicembre 2024, 18 novembre 2024, 13 giugno 2024, 27 maggio 2024, 24 ottobre 2023, 24 gennaio 2022 e 22 gennaio 2018,

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 novembre 2017, dal titolo «Miglioramento della mobilità militare nell'Unione europea» (JOIN(2017)0041),

visto il regolamento di esecuzione (UE) 2021/1328 della Commissione, del 10 agosto 2021, che specifica i requisiti concernenti le infrastrutture applicabili a determinate categorie di azioni relative alle infrastrutture a duplice uso a norma del regolamento (UE) 2021/1153 del Parlamento europeo e del Consiglio (3),

vista la relazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 24 settembre 2021, sull'attuazione del piano d'azione sulla mobilità militare da ottobre 2020 a settembre 2021 (JOIN(2021)0026),

vista la «Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali», adottata dal Consiglio il 21 marzo 2022,

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 novembre 2022, dal titolo «Piano d'azione sulla mobilità militare 2.0» (JOIN(2022)0048),

vista la relazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 13 novembre 2023, sull'attuazione del piano d'azione sulla mobilità militare 2.0 da novembre 2022 a ottobre 2023 (JOIN(2023)0037),

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 28 maggio 2025, sull'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero (JOIN(2025)0135),

visto lo studio di sostegno della Commissione sull'adattamento al cambiamento climatico e la necessità di investimenti transfrontalieri per realizzare la rete TEN-T, pubblicato nel 2024,

vista la relazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 20 marzo 2025, sull'attuazione del piano d'azione sulla mobilità militare 2.0 (JOIN(2025)0011),

visto il Libro bianco congiunto della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 19 marzo 2025, sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 (JOIN(2025)0120),

visto l'allegato II riveduto dei requisiti militari per la mobilità militare all'interno e all'esterno dell'Unione, adottati dal Consiglio il 18 marzo 2025 (ST 6728/25 ADD1),

viste le relazioni annuali 2022, 2023 e 2024 dell'Agenzia europea per la difesa e le sue relazioni sulla mobilità militare del marzo 2018 e 26 gennaio 2024,

vista la relazione speciale 04/2025 della Corte dei conti europea, del 5 febbraio 2025, dal titolo «Mobilità militare nell'UE: velocità massima non raggiunta a causa di carenze di progettazione e problemi di percorso»,

vista la relazione di Sauli Niinistö del 30 ottobre 2024 dal titolo «Safer Together: Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness» (Più sicuri insieme: rafforzare la preparazione e la prontezza dell'Europa nel settore civile e militare),

vista la dichiarazione sulla mobilità militare rilasciata il 27 maggio 2025 dai ministri dei Trasporti di Bulgaria, Cechia, Estonia, Finlandia, Ungheria, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania e Slovacchia,

vista la decima relazione, del 10 giugno 2025, sullo stato di avanzamento dei lavori relativi all'attuazione dell'insieme di proposte comuni approvate dai Consigli dell'UE e della NATO il 6 dicembre 2016 e il 5 dicembre 2018,

visti il comunicato del vertice di Vilnius pubblicato dai capi di Stato e di governo della NATO che hanno partecipato alla riunione del Consiglio Nord Atlantico a Vilnius l'11 luglio 2023 e la dichiarazione del vertice di Washington rilasciata dai capi di Stato e di governo della NATO che hanno partecipato alla riunione del Consiglio Nord Atlantico della NATO a Washington il 10 luglio 2024,

viste le tre dichiarazioni congiunte sulla cooperazione UE-NATO firmate rispettivamente dai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione e dal Segretario generale della NATO il 10 gennaio 2023, il 5 dicembre 2018 e il 6 dicembre 2016,

vista la proposta di regolamento del Consiglio che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) mediante il rafforzamento dell'industria europea della difesa (COM(2025)0122), presentata dalla Commissione il 19 marzo 2025,

vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/1058 e (UE) 2021/1056 per quanto riguarda misure specifiche per affrontare le sfide strategiche nel contesto del riesame intermedio (COM(2025)0123), presentata dalla Commissione il 1o aprile 2025,

vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/694, (UE) 2021/695, (UE) 2021/697, (UE) 2021/1153, (UE) 2023/1525 e (UE) 2024/795 per quanto riguarda l'incentivazione di investimenti nel settore della difesa nell'ambito del bilancio dell'UE per attuare il piano «ReArm Europe» (COM(2025)0188), presentata dalla Commissione il 22 aprile 2025,

vista la sua risoluzione del 2 aprile 2025 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2024 (4),

vista la sua risoluzione del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea (5),

vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2024 «Costruire una strategia portuale europea globale» (6),

vista la sua risoluzione del 5 maggio 2022 sull'impatto della guerra illegale di aggressione russa contro l'Ucraina sui settori dei trasporti e del turismo dell'UE (7),

vista la sua risoluzione del 7 luglio 2021 sulla cooperazione UE-NATO nel contesto delle relazioni transatlantiche (8),

vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2018 sulla mobilità militare (9),

visto l'articolo 55 del suo regolamento,

viste le deliberazioni congiunte della commissione per la sicurezza e la difesa e della commissione per i trasporti e il turismo a norma dell'articolo 59 del regolamento,

vista la relazione della commissione per la sicurezza e la difesa e della commissione per i trasporti e il turismo (A10-0242/2025),

A.

considerando che la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha richiamato nuovamente l'attenzione sulla mobilità militare, sottolineando l'urgente necessità di agevolare il rapido movimento transfrontaliero di truppe, attrezzature e mezzi in tutta l'UE al fine di rafforzare la deterrenza e la difesa;

B.

considerando che le instabilità e le mutevoli crisi geopolitiche in diverse regioni del mondo impongono all'UE e agli Stati membri, in coordinamento con la NATO, di essere pronti a rispondere a potenziali atti di aggressione o a diversi tipi di crisi lungo tutte le loro frontiere esterne;

C.

considerando che gli Stati membri che condividono frontiere esterne con la Russia o la Bielorussia, nonché quelli che confinano con l'Ucraina, e quelli che subiscono le incursioni della Russia nel loro spazio aereo, sono esposti a una minaccia diretta per la sicurezza, soprattutto perché i servizi di sicurezza occidentali avvertono che la Russia potrebbe attaccare l'UE a breve termine;

D.

considerando che la mobilità militare rappresenta un fattore abilitante essenziale per la sicurezza e la difesa comuni europee ed è stata identificata come fattore abilitante critico nelle priorità di sviluppo delle capacità (CDP) dell'UE per il 2023;

E.

considerando che la resilienza, la deterrenza e la velocità degli spostamenti militari in Europa sono ormai diventate una condizione essenziale per la credibilità della difesa europea; che la mobilità militare nell'UE rafforza in modo significativo la sicurezza e la resilienza dei 27 Stati membri, anche nei confronti dei crescenti atti di sabotaggio a danno delle infrastrutture critiche e dell'aumento delle minacce ibride, a condizione che sia pienamente in grado di realizzare il suo potenziale;

F.

considerando che sono necessari sforzi significativi per migliorare i collegamenti di trasporto regionali e potenziare la rete paneuropea, collegando i paesi dell'UE dalla Finlandia e dagli Stati baltici a nord alla penisola iberica a sud; che lo sviluppo di infrastrutture coerenti di mobilità militare nei quattro corridoi di mobilità militare prioritari dell'UE sarebbe essenziale per dispiegare e rifornire truppe e attrezzature militari con breve preavviso e su larga scala per via ferroviaria, stradale, marittima e aerea, nonché per vie navigabili, ove e quando necessario, garantendone nel contempo la funzionalità a duplice uso per assicurare il funzionamento delle catene di approvvigionamento civili essenziali;

G.

considerando che la mobilità militare è una priorità della cooperazione UE-NATO e deve consentire, mediante un approccio allineato, il movimento delle forze alleate in tempi sia di pace che di crisi o guerra; che il rafforzamento dell'interoperabilità all'interno dell'UE, con la NATO e con partner come l'Ucraina è fondamentale per la difesa collettiva; che, al fine di conseguire gli obiettivi strategici del partenariato UE-NATO, occorrono una forte leadership e una governance coordinata per trasformare la cooperazione tecnica in una visione strategica comune, rafforzando in tal modo la mobilità quale strumento di coesione e sicurezza collettiva;

H.

considerando che la cooperazione strutturata permanente (PESCO) svolge un ruolo fondamentale nel potenziare e allineare le capacità di difesa dell'UE, riducendo le dipendenze per quanto riguarda i fattori abilitanti strategici, come ad esempio la mobilità militare;

I.

considerando che l'UE si sta adoperando per promuovere la connettività con i partner regionali e i paesi candidati;

J.

considerando che la base industriale della difesa dell'UE presenta vulnerabilità, tra cui un'eccessiva dipendenza dalle importazioni da paesi terzi, una produzione e un approvvigionamento frammentati, investimenti insufficienti e una capacità produttiva limitata; che la strategia europea per la sicurezza economica sottolinea l'importanza di ridurre le dipendenze strategiche e di proteggere le tecnologie e le risorse critiche per salvaguardare la sovranità e la competitività dell'UE;

K.

considerando che le conclusioni del Consiglio europeo del 6 marzo 2025 hanno sottolineato che l'Unione deve «diventare più sovrana, maggiormente responsabile della propria difesa e meglio attrezzata per agire e affrontare autonomamente le sfide e le minacce immediate e future», ribadendo in tal modo la necessità di ridurre le dipendenze esterne e consolidare la base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB);

L.

considerando che l'iniziativa SAFE, adottata dal Consiglio il 27 maggio 2025, prevede fino a 150 miliardi di EUR a sostegno degli appalti congiunti, del potenziamento industriale e della produzione nel settore della difesa all'interno dell'UE, creando in tal modo un'opportunità strategica per rendere operativo il principio della preferenza europea e garantire che i fondi dell'UE rafforzino l'industria europea anziché le dipendenze esterne;

M.

considerando che lo strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (10) (EDIRPA) e il programma per l'industria europea della difesa (EDIP) possono svolgere un ruolo importante nel sostenere lo sviluppo di tecnologie e capacità innovative attinenti alla mobilità militare; che le sinergie tra l'EDIP, l'EDIRPA, il meccanismo per collegare l'Europa e altri strumenti di finanziamento dell'UE dovrebbero essere sfruttate appieno al fine di rafforzare la resilienza delle infrastrutture di trasporto e migliorare la capacità complessiva dell'UE di garantire spostamenti militari rapidi e sicuri;

N.

considerando che un solido controllo degli investimenti contribuisce alla sicurezza economica dell'UE, protegge le infrastrutture e le tecnologie critiche da acquisizioni ostili e integra le politiche industriali volte a promuovere l'autonomia e la leadership tecnologica europee; che la revisione del regolamento (UE) 2019/452 (11) relativo al controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione rappresenta uno strumento fondamentale per salvaguardare la sicurezza, l'ordine pubblico e gli interessi strategici dell'UE;

O.

considerando che il Parlamento ha adottato la sua posizione sulla proposta di regolamento (12), sottolineando che tutti gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a mantenere un meccanismo di controllo degli investimenti esteri per motivi di sicurezza o di ordine pubblico, e che è necessaria una maggiore armonizzazione tra i sistemi nazionali per affrontare le dipendenze strategiche e le vulnerabilità tecnologiche e infrastrutturali emergenti;

P.

considerando che, nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni per rafforzare la mobilità militare attraverso l'attuazione delle azioni stabilite nel piano d'azione sulla mobilità militare 2.0, permangono notevoli ostacoli normativi, amministrativi, finanziari e infrastrutturali, nonché strozzature;

Q.

considerando l'urgente necessità di intensificare gli sforzi coordinati e integrati a livello di UE, NATO e Stati membri per accrescere le risorse e affrontare tali ostacoli fisici, giuridici e normativi;

R.

considerando che gli audit interni e l'esperienza recente mostrano gravi carenze nella politica di mobilità militare dell'UE, con ritardi dovuti alla burocrazia e a infrastrutture inadeguate, il che significa che potrebbe potenzialmente essere necessario più di un mese per movimentare attrezzature militari attraverso le frontiere in risposta a un attacco;

S.

considerando che numerose vie di trasporto europee non sono ancora adatte ai veicoli militari pesanti; che i carri armati non sono autorizzati a entrare in alcuni Stati membri in quanto superano il limite di peso nazionale e che alcuni convogli sono stati bloccati nei pressi di ponti che non sono progettati per reggere tali carichi, evidenziando l'urgente necessità di ammodernare le principali infrastrutture quali ferrovie, strade, gallerie e ponti affinché siano conformi alle norme militari;

T.

considerando che gli investimenti volti a migliorare le attuali infrastrutture a duplice uso per il trasporto aereo, ferroviario, stradale e per vie navigabili apportano notevoli benefici alle comunità e alle imprese in tempi di pace, oltre a favorire i sistemi di trasporto di passeggeri e merci e a contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti, al completamento della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), alle capacità di protezione civile e al rafforzamento del mercato unico;

U.

considerando che gli operatori dei trasporti svolgono un ruolo importante nella mobilità militare; che procedure non armonizzate, tuttavia, causano spesso gravi ritardi nelle operazioni di trasporto e nel rilascio di autorizzazioni transfrontaliere;

Rispondere alle mutevoli realtà geopolitiche

1.

evidenzia l'importanza della mobilità militare per la sicurezza e la difesa europee; sottolinea che la correzione delle carenze strategiche dell'UE e la necessità di rafforzare la mobilità militare sono diventate più urgenti alla luce della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina;

2.

accoglie con favore l'ambizione dell'UE e degli Stati membri di aumentare in modo sostanziale la loro prontezza alla difesa, ridurre le dipendenze strategiche, affrontare le lacune in termini di capacità e rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea nel quadro delle pertinenti politiche dell'UE e della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nonché nel contesto della NATO; plaude alla cooperazione UE-NATO sul rafforzamento della mobilità militare; ritiene, tuttavia, che sia giunto il momento di tradurre con urgenza i dichiarati obiettivi comuni dell'UE e della NATO in progressi reali;

3.

elogia gli sforzi collettivi volti a sostenere l'Ucraina; insiste sulla necessità di trarre sistematicamente insegnamenti dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, anche per quanto riguarda la mobilità militare, in particolare sulla base dell'esperienza delle forze armate ucraine, nonché dalle esercitazioni nazionali e multinazionali; sottolinea l'importanza di assicurare la pianificazione di soluzioni di riserva e per le emergenze logistiche, nonché di individuare i collegamenti deboli e mancanti; evidenzia l'importanza di un coordinamento tempestivo ed efficace con i partner strategici, in particolare con la NATO;

4.

sottolinea che la Russia rappresenta una minaccia considerevole per la sicurezza dell'Unione europea e che è essenziale sviluppare la capacità di dispiegamento rapido di truppe e capacità militari sul fianco orientale dell'UE;

5.

evidenzia la necessità strategica di investimenti in tutti gli Stati membri lungo i quattro corridoi di mobilità militare prioritari dell'UE – i corridoi settentrionale, orientale, centro-meridionale e centro-settentrionale – in quanto una mobilità militare rafforzata ed efficace è essenziale per la sicurezza di tutti gli Stati membri e di tutti i cittadini europei;

6.

sottolinea che una maggiore mobilità militare rafforzerà la PSDC dell'UE e le sue missioni e operazioni; invita l'UE e gli Stati membri ad adottare una visione comune su come portare avanti le loro azioni in materia di mobilità militare e a formulare risultati specifici che dovrebbero essere integrati nella bussola strategica dell'UE; sollecita una preparazione concreta in materia di mobilità militare orientandosi verso un approccio globale alla logistica militare, che comprenda la sicurezza delle infrastrutture critiche, i nodi di trasporto, la manutenzione, lo stoccaggio, il rifornimento, la riparazione e le munizioni;

7.

evidenzia che la mobilità militare non si limita al movimento di truppe, armi e attrezzature, ma riguarda anche gli aiuti umanitari e le azioni di solidarietà; sottolinea che il sostegno alla mobilità militare può anche apportare notevoli benefici ai cittadini, poiché la capacità di dispiegare rapidamente le forze militari può facilitare una più rapida fornitura di aiuti umanitari e assistenza medica, nonché la riparazione delle infrastrutture in caso di catastrofi naturali, pandemie o altre crisi; evidenzia inoltre che gli investimenti dell'UE nelle infrastrutture di mobilità militare possono generare benefici tangibili per le comunità locali e per la connettività, aumentando in tal modo la resilienza locale, l'integrazione economica, la creazione di posti di lavoro e il sostegno pubblico all'agenda europea sulla sicurezza;

Affrontare le questioni finanziarie

8.

sottolinea che nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) deve essere mantenuto uno strumento di finanziamento dei trasporti dell'UE specifico e gestito centralmente, come il meccanismo per collegare l'Europa (MCE), quale fonte principale di solidi finanziamenti per la mobilità militare, e che il relativo bilancio complessivo per i trasporti deve essere aumentato in modo significativo; accoglie pertanto con favore la proposta di aumentare il bilancio destinato alla mobilità militare nel prossimo QFP, che prevede stanziamenti per oltre 50 miliardi di EUR per i trasporti nell'ambito dell'MCE per il periodo 2028-2034, tra cui oltre 17 miliardi di EUR per la mobilità militare;

9.

ricorda il taglio senza precedenti del 75 % rispetto alla posizione del Parlamento e della Commissione che il Consiglio ha apportato ai finanziamenti per la mobilità militare nell'ambito del QFP 2021-2027, e sottolinea che tale situazione non può ripetersi; evidenzia che, a causa dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, il bilancio per la mobilità militare ha dovuto essere anticipato ed è stato interamente esaurito entro l'inizio del 2024; insiste affinché le risorse destinate alla mobilità militare nell'ambito del prossimo QFP siano drasticamente aumentate al fine di allinearle al fabbisogno di investimenti stimato di almeno 100 miliardi di EUR per affrontare i 500 punti critici individuati nell'UE come necessitanti un urgente ammodernamento (13);

10.

insiste, tenendo conto di tale fabbisogno di investimenti e delle raccomandazioni formulate nella relazione Draghi, sull'importanza di mantenere almeno l'importo indicato pari a 17 miliardi di EUR nei successivi negoziati sul massimale complessivo del QFP, tutelando nel contempo la dotazione destinata alla realizzazione della TEN-T; sottolinea che il Consiglio non deve presentare alcuna proposta volta a ridurre l'importo di tali finanziamenti e ritiene che l'incanalamento di tali fondi a favore della mobilità militare dovrà essere attentamente monitorato;

11.

sottolinea la necessità di promuovere con successo la cooperazione e l'allineamento tra gli Stati membri in materia di progetti di trasporto transfrontalieri su larga scala, nonché la realizzazione di infrastrutture a duplice uso, al fine di consentire una mobilitazione e uno spostamento su larga scala, rapidi ed efficienti delle truppe, delle attrezzature e dei mezzi militari in tutta l'UE;

12.

ribadisce che le iniziative e i finanziamenti per la mobilità militare non dovrebbero ostacolare l'attuazione complessiva degli interventi relativi al completamento di una TEN-T intelligente, resiliente, interoperabile, decarbonizzata e sostenibile; ricorda l'obiettivo di completare la rete centrale TEN-T entro il 2030, compresa la realizzazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS), e la rete centrale estesa entro il 2040;

13.

ricorda che il completamento tempestivo di progetti di infrastrutture di trasporto transfrontaliere nell'ambito della rete TEN-T è un obiettivo indispensabile per conseguire gli obiettivi in materia di mobilità militare e a duplice uso efficaci in Europa; ricorda che, secondo il documento di sintesi dei coordinatori TEN-T dell'aprile 2024, l'investimento totale necessario per completare la rete centrale e la rete centrale estesa della TEN-T ammonta a 845 miliardi di EUR nei prossimi 15 anni e che, per i soli progetti che presentano il più elevato valore aggiunto dell'UE, l'importo residuo da investire è stimato ad almeno 210 miliardi di EUR;

14.

rammenta che, data la natura degli interventi da realizzare, l'attuazione di grandi progetti infrastrutturali di trasporto fondamentali per la mobilità militare richiede finanziamenti a lungo termine;

15.

pone l'accento sulla necessità di razionalizzare e semplificare le procedure per ottenere finanziamenti destinati a progetti infrastrutturali a duplice uso nell'ambito del quadro per la mobilità militare dell'MCE nel prossimo QFP;

16.

valuta positivamente i prestiti iniziali della Banca europea per gli investimenti (BEI) per gli investimenti progetti infrastrutturali a duplice uso volti a rafforzare la mobilità militare; chiede che la BEI contribuisca in modo duraturo al finanziamento di altri progetti infrastrutturali e capacità a duplice uso;

17.

incoraggia a esplorare le possibilità connesse allo sviluppo di ulteriori meccanismi di finanziamento, come una banca per la difesa, la sicurezza e la resilienza, per far fronte alle esigenze di finanziamento in materia di sicurezza, difesa e resilienza;

18.

ricorda che gli Stati membri possono utilizzare i finanziamenti massimi disponibili nell'ambito dell'attuale QFP, comprese le misure introdotte di recente per riassegnare le risorse nel Fondo europeo di sviluppo regionale e nel Fondo di coesione, nonché reindirizzare rapidamente i fondi inutilizzati del dispositivo per la ripresa e la resilienza verso investimenti nella difesa, tra cui le infrastrutture a duplice uso e le risorse mobili, per promuovere la mobilità militare, compresa la contromobilità militare;

19.

chiede garanzie circa il fatto che i bilanci specifici nell'ambito del programma per l'industria europea della difesa, del Fondo europeo per la difesa, del SAFE e delle misure adottate nell'ambito del pacchetto omnibus in materia di prontezza alla difesa e di altre iniziative di difesa dell'UE possano essere utilizzati per sostenere l'espansione e il potenziamento delle infrastrutture a duplice uso fisiche e digitali e l'acquisizione collaborativa e prevedibile di capacità abilitanti per la difesa, anche in materia di mobilità militare, al fine di rafforzare un'autentica Unione europea della difesa;

Rimuovere gli ostacoli alla mobilità militare e progredire verso uno «spazio Schengen militare»

20.

ribadisce la richiesta di uno «spazio Schengen militare» e incoraggia la Commissione a elaborare senza ulteriori indugi una tabella di marcia verso questo obiettivo;

21.

ribadisce la sua profonda preoccupazione per l'attuale mancanza di reattività ed efficienza nella mobilità militare, ostacolata da una complessità normativa e procedurale e dall'assenza di armonizzazione che comportano una lentezza del coordinamento e perdite di tempo;

22.

invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio «esteso a tutta la società» nel settore della mobilità militare, che coinvolga tutte le parti interessate, compresi i settori pubblico, privato e civile, comunicando e spiegando le misure adottate;

23.

chiede che la Commissione e gli Stati membri attuino pienamente con urgenza le 13 azioni previste nell'ambito dell'impegno per la mobilità militare 2024, concentrandosi sugli investimenti nelle infrastrutture e nelle risorse di trasporto, sull'armonizzazione normativa, sull'accelerazione delle autorizzazioni dei movimenti transfrontalieri e sul rafforzamento della cooperazione UE-NATO;

24.

esorta la Commissione ad adottare un approccio orizzontale nel proporre nuovi interventi, armonizzando e semplificando i regolamenti e le procedure, con l'obiettivo di integrare e coordinare urgentemente l'approccio dell'UE alla rimozione di tutti gli ostacoli amministrativi, diplomatici, logistici e infrastrutturali alla mobilità militare;

25.

chiede l'istituzione di uno sportello unico digitale europeo per il rilascio delle autorizzazioni per gli spostamenti transfrontalieri di attrezzature militari, che comprenda un sistema prioritario codificato e una banca dati condivisa con la NATO;

26.

sottolinea la necessità di razionalizzare norme e procedure nazionali complesse, lunghe e divergenti; insiste sul fatto che il prossimo pacchetto sulla mobilità militare propone procedure semplificate, armonizzate, uniformi e digitalizzate per tutti i modi di trasporto, anche per quanto riguarda le dogane, il trasporto di merci pericolose, i trasporti eccezionali, i nulla osta diplomatici e l'uso di permessi identici, ad esempio per le offerte e i crediti di movimenti transfrontalieri e la documentazione relativa al modulo 302 UE/NATO, che dovrebbero essere riconosciute e utilizzate da tutti gli Stati membri; chiede inoltre lo sviluppo di un sistema doganale militare per digitalizzare le formalità doganali e ridurre gli oneri e i costi amministrativi in relazione ai progetti dell'UE esistenti, come il sistema digitale per lo scambio rapido e sicuro di informazioni sulla mobilità militare;

27.

sottolinea l'importanza di rimuovere le barriere amministrative e gli ostacoli infrastrutturali cui sono confrontate le imprese che effettuano trasporti eccezionali di attrezzature militari e gru per progetti infrastrutturali critici; chiede pertanto un'ulteriore armonizzazione delle norme sui trasporti eccezionali su strada nel quadro della revisione in corso della direttiva sui pesi e sulle dimensioni;

28.

sottolinea che la concessione di una copertura assicurativa contro i rischi di guerra ai fornitori di servizi logistici ad alto rischio può fungere da incentivo per le imprese, in quanto contribuisce ad attenuare i rischi operativi;

29.

sottolinea che l'armonizzazione delle procedure e l'effettiva interoperabilità rafforzeranno la fiducia reciproca tra Stati membri e stimoleranno la connettività transfrontaliera;

30.

accoglie con favore l'obiettivo di semplificare i quadri giuridici e amministrativi, come proposto nel pacchetto omnibus sulla prontezza alla difesa e nella prossima comunicazione congiunta sulla mobilità militare 2025 e ne chiede la rapida entrata in vigore e attuazione;

Quadro di crisi

31.

esorta la Commissione a presentare un quadro giuridico e operativo che affronti le «situazioni di crisi», distinguendo chiaramente tra almeno tre «fasi» quasi «tempo di pace», «crisi» e «tempo di guerra» e includendo norme per ciascuna fase, per garantire l'interoperabilità e l'accesso prioritario delle forze armate alle infrastrutture, alle reti e ai mezzi di trasporto e per razionalizzare gli spostamenti del personale e delle attrezzature militari lungo e attraverso i corridoi militari; chiede che tale quadro fornisca definizioni chiare delle «situazioni di ripiego» e delle «soluzioni di ripiego» al fine di garantire la continuità del trasporto militare in caso di perturbazioni, nonché orientamenti destinati ad aiutare gli Stati membri a conferire l'incarico di sorvegliare e proteggere le infrastrutture critiche a diversi fornitori di servizi di sicurezza;

32.

si aspetta che il prossimo quadro giuridico istituisca un sistema di comunicazione e coordinamento chiaro ed efficiente tra le autorità militari e pubbliche, compresa la NATO, anche per scambiare informazioni sulla base del principio della necessità di sapere con i gestori dell'infrastruttura e gli operatori di trasporto qualificati per fornire servizi di logistica militare, al fine di promuovere la resilienza nell'insieme delle reti per ciascuna fase; constata, in particolare, la mancanza di cooperazione e la comunicazione limitata tra le autorità portuali e gli attori militari o del settore della difesa interessati; comprende la sensibilità delle pratiche di condivisione delle informazioni, in particolare con le autorità portuali europee di proprietà straniera; sottolinea, tuttavia, che è necessario un canale affidabile e sicuro per lo scambio di informazioni specifiche;

33.

sottolinea la necessità di istituire un meccanismo decisionale permanente che consenta ai capi di Stato e di governo di intervenire immediatamente nella fase di «crisi» e in «tempo di guerra»;

34.

invita la Commissione a istituire una task force per la mobilità militare, composta da rappresentanti di tutti gli organi competenti dell'UE, al fine di razionalizzare la preparazione, l'attuazione e il monitoraggio di tutte le iniziative riguardanti la mobilità militare in modo orizzontale e, parallelamente, chiede che siano nominati punti di contatto nazionali per migliorare la governance generale e il coordinamento della mobilità militare;

35.

esorta la Commissione a tenere conto di tutte le raccomandazioni della Corte dei conti europea relative alla governance in tutte le iniziative future nel settore della mobilità militare;

36.

riconosce il ruolo cruciale dei lavoratori del settore dei trasporti nella mobilità militare e nell'agevolare le catene di approvvigionamento; invita la Commissione e gli Stati membri a far fronte alle carenze di manodopera, a investire nella manodopera nel settore dei trasporti, nonché a migliorare le condizioni di lavoro, le opportunità di formazione per dotare i lavoratori delle competenze necessarie per la mobilità militare e l'attrattiva del settore;

Migliorare e realizzare nuove infrastrutture a duplice uso

37.

accoglie con favore l'adozione da parte del Consiglio dei quattro corridoi di mobilità militare prioritari nell'UE per movimenti su larga scala e con breve preavviso, creati in cooperazione con la NATO, e l'individuazione in corso di 500 punti di crisi che necessitano urgentemente di un potenziamento; sottolinea che tali corridoi rientrano per oltre il 94 % nella TEN-T ed evidenzia le forti sinergie tra infrastrutture civili e militari; chiede una valutazione precisa delle esigenze finanziarie per completare tali corridoi di mobilità militare;

38.

sottolinea la necessità di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e di migliorare la protezione sia fisica che informatica delle loro componenti critiche lungo i quattro corridoi di mobilità militare prioritari;

39.

sottolinea che i collegamenti più deboli e le strozzature hanno effetti a catena sul funzionamento e sull'effettiva continuità di interi corridoi e della rete di trasporto nel suo complesso; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a stanziare risorse adeguate a garantire una rete di mobilità militare ben collegata, compresi miglioramenti nella manutenzione, nella modernizzazione e nell'interoperabilità delle infrastrutture esistenti;

40.

invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la necessità di nominare, per ciascun corridoio di mobilità militare prioritario al fine di agevolarne l'attuazione, un coordinatore europeo specifico che faccia parte della task force per la mobilità militare;

41.

ricorda che anche le infrastrutture di contromobilità, compresi gli ostacoli a duplice uso, le fortificazioni e i sistemi di dispiegamento rapido per rafforzare la difesa territoriale e delle frontiere rappresentano una parte importante della mobilità militare; invita la Commissione e gli Stati membri a procedere a una pianificazione e a una preparazione approfondite e coordinate delle infrastrutture di contromobilità, nei quattro corridoi di mobilità militare prioritari, dando priorità al corridoio orientale e a quello settentrionale;

42.

ricorda che le ferrovie sono la spina dorsale del sistema di mobilità terrestre per spostare grandi quantitativi di mezzi militari sovradimensionati, pesanti e pericolosi; insiste sulla necessità di dare priorità a soluzioni immediate e a breve termine, quali l'eliminazione degli oneri amministrativi per il personale militare con riguardo ai movimenti transfrontalieri; invita la Commissione a garantire un maggiore sviluppo di capacità, in particolare nei nodi di trasporto e nei settori chiave, in linea con i quattro corridoi di mobilità militare prioritari;

43.

sottolinea il ruolo cruciale svolto dall'interoperabilità ferroviaria nel garantire operazioni senza soluzione di continuità in tutti gli Stati membri; esprime profonda preoccupazione per la continua assenza di interoperabilità ferroviaria a causa delle differenze negli scartamenti dei binari all'interno dell'UE, come quelli degli Stati baltici, della Finlandia e della penisola iberica, il che incide sui movimenti transfrontalieri di truppe, attrezzature e mezzi, rendendo pertanto indispensabile il trasporto su strada; chiede alla Commissione di continuare ad affrontare i vari ostacoli alla continuità delle operazioni ferroviarie in tutta l'UE, tra cui la lenta diffusione dell'ERTMS e dell'accoppiamento automatico digitale e le differenze nello scartamento dei binari; ricorda che il regolamento TEN-T impone agli Stati membri interessati di presentare, entro luglio 2026, i piani per il passaggio delle rispettive reti allo scartamento standard nominale europeo; accoglie con favore, a tale riguardo, il progetto Rail Baltica volto a collegare gli Stati baltici alla rete ferroviaria dell'UE adeguando gli scartamenti dei binari; ritiene che tale progetto sia strategico per la mobilità sia civile che militare, in quanto fornisce collegamenti ferroviari interoperabili, sostenibili e ad alta capacità attraverso il fianco orientale dell'UE;

44.

osserva che le tecnologie digitali pertinenti per aumentare la capacità ferroviaria civile, come l'ERTMS e l'accoppiamento automatico digitale, sono pertinenti anche per la mobilità militare e dovrebbero essere migliorate; avverte che l'ERTMS è stato sviluppato in un contesto geostrategico diverso e chiede una valutazione della sua solidità e della sua resilienza in materia di cibersicurezza; sottolinea che, data la sua dipendenza dalla tecnologia radio, qualsiasi indisponibilità della rete dovuta a jamming o ad altri fattori comporterebbe l'immediata sospensione del traffico ferroviario; chiede una valutazione di natura analoga nel quadro dello sviluppo del futuro sistema di comunicazione mobile ferroviario (FRMCS);

45.

osserva che i collegamenti stradali e ferroviari con i porti e le reti dei terminali merci sono spesso fondamentali per facilitare gli spostamenti «dell'ultimo miglio» di attrezzature militari nelle zone in cui sono richieste e, per tale motivo, svolgono un ruolo fondamentale per il successo della mobilità militare; ricorda che tutti i punti strategici del trasporto su strada, come strutture di parcheggio, stazioni di rifornimento e stazioni di autolavaggio, dovrebbero essere urgentemente potenziati perché possano accogliere un gran numero di unità di trasporto militare e di personale in caso di emergenza; chiede pertanto che gli investimenti nelle principali infrastrutture stradali lungo i quattro corridoi di mobilità militare prioritari figurino tra le priorità al fine di agevolare la mobilità militare nel modo più efficace possibile;

46.

chiede un quadro europeo armonizzato che faciliti la circolazione dei convogli militari gestita da fornitori civili autorizzati, come quelli che forniscono servizi di trasporto eccezionale su strada, gru specializzate e attrezzature pesanti, attraverso i quattro corridoi di mobilità militare prioritari, garantendo nel contempo la sicurezza civile;

47.

sottolinea che i porti svolgono un ruolo strategico in quanto nodi critici all'interno della rete di mobilità militare, fungendo da punti di ingresso e uscita per dispiegamenti militari su larga scala e consentendo l'integrazione dei trasporti da mare a terra, in particolare per la cooperazione transatlantica, nonché nella resilienza degli interessi economici strategici dell'Unione; osserva che le infrastrutture marittime risentono di carenze strutturali e che molti terminali dell'UE non sono progettati per gestire carichi militari; sottolinea la necessità di garantire una capacità sufficiente per le forniture militari e di definire piani di emergenza per deviare i carichi civili, se necessario;

48.

sottolinea che la proprietà e il controllo di determinate infrastrutture marittime critiche richiedono un intervento immediato e norme più rigorose, come evidenziato nel Libro bianco sulla Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030;

49.

chiede investimenti nelle infrastrutture portuali e modifiche agli obblighi per l'accesso agli strumenti finanziari sia per i porti marittimi che per i porti delle acque interne, al fine di rafforzarne l'integrazione nei corridoi TEN-T e di rafforzare le politiche dell'UE in materia di sicurezza energetica; esorta la Commissione a creare e attuare strategie che aumentino le capacità e sviluppino le capacità dei porti; sottolinea la dimensione sia di superficie che sottomarina del settore marittimo; chiede che le navi ro-ro (roll-on/roll-off) e ro-pax (ro-ro da passeggeri) siano inserite come beni mobili a duplice uso nell'ambito di applicazione della strategia dell'UE per la mobilità militare;

50.

osserva che anche le vie navigabili interne sono un elemento importante della mobilità militare, in quanto offrono mezzi di trasporto a duplice uso senza soluzione di continuità e sostenibili grazie alla loro capacità disponibile, alla complementarità intermodale e alla minore vulnerabilità all'intelligence opportunistica; prende atto dell'attuale capacità della rete delle vie navigabili di trasportare mezzi militari di grandi dimensioni, merci pericolose e combustibili per le forniture regolari, nonché di fornire soluzioni di riserva nell'ambito della pianificazione di emergenza; suggerisce di valutare la necessità di un ulteriore ampliamento delle chiuse esistenti e di aumentare la disponibilità di gru e della flotta dedicata al trasporto per vie navigabili;

51.

sottolinea l'importanza di creare poli logistici aggiuntivi e terminali di trasbordo lungo i quattro corridoi di mobilità militare prioritari; chiede che i poli logistici e i terminali commerciali di trasbordo esistenti utili per i trasporti militari lungo i corridoi di mobilità militare siano adeguatamente designati come infrastrutture a duplice uso, nonché dotati di attrezzature adatte allo scopo, quali piattaforme di carico ad accesso diretto e rampe adatte ai mezzi militari;

52.

sottolinea l'importanza di istituire una rete di poli logistici ubicati strategicamente lungo i quattro corridoi di mobilità militare prioritari, compresi i porti interni, in grado di fornire le infrastrutture necessarie per la manutenzione, lo stoccaggio e la riparazione al fine di garantire rapidi trasferimenti intermodali tra le infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime, di navigazione interna e aeroportuali e le installazioni militari; sottolinea, a tale riguardo, che tali poli dovrebbero fornire le infrastrutture energetiche a duplice uso, come stazioni di rifornimento e di ricarica, necessarie per sostenere le esigenze di mobilità e la sicurezza dell'approvvigionamento;

53.

sottolinea che i poli logistici dovrebbero fornire spazi, capacità e infrastrutture alle truppe in transito, in particolare per quanto riguarda l'alloggio, i viveri e l'approvvigionamento di carburante;

54.

chiede che lo sviluppo di poli logistici sia sostenuto anche nell'ambito dei pertinenti programmi industriali europei per rafforzare la resilienza della base industriale e tecnologica europea; ricorda la necessità di intervenire sulla digitalizzazione dei processi logistici per garantire la resilienza e la sicurezza delle infrastrutture strategiche;

55.

ritiene sia fondamentale estendere i corridoi di trasporto, anche per la mobilità militare, all'Ucraina, alla Repubblica di Moldova e ai Balcani occidentali al fine di migliorare l'interoperabilità, aumentare la reattività operativa, sostenere i partner, se del caso, nella loro resistenza all'aggressione russa e ad altre minacce ibride nella regione, e scoraggiare future aggressioni sul territorio dell'UE; prende atto dell'uso dei corridoi di solidarietà per la mobilità militare e ritiene sia importante rafforzarli al fine di aumentare la sicurezza e la resilienza dell'Ucraina;

56.

sottolinea che la modellazione digitale, mappe digitali, sistemi di informazione geografica e servizi di dati geospaziali precisi, sicuri e aggiornati sono indispensabili per la pianificazione delle infrastrutture e degli itinerari sia civili che militari, il coordinamento transfrontaliero e il rapido dispiegamento di truppe e attrezzature; sottolinea che la protezione dei dati e delle comunicazioni durante i movimenti militari è fondamentale per la sicurezza dei civili e del personale militare, nonché per il mantenimento delle capacità; sottolinea che tutti i servizi di informazione sui trasporti utilizzati a scopi militari e di difesa dovrebbero essere debitamente messi in sicurezza e protetti giuridicamente per evitare fughe digitali di informazioni sensibili relative alle operazioni di mobilità militare e a dati economici; esorta la Commissione a coordinare le misure di sicurezza digitale ed elettronica lungo i quattro corridoi di mobilità militare prioritari;

57.

evidenzia che tutta l'UE è vulnerabile agli attacchi informatici e alle intrusioni digitali; sottolinea che i sistemi digitali che controllano le infrastrutture e i mezzi di trasporto fisici rappresentano obiettivi prioritari per gli attacchi informatici; invita pertanto l'UE e gli Stati membri a sostenere lo sviluppo e l'adozione di tecnologie digitali sovrane europee innovative, compreso Galileo, per rafforzare sia la cibersicurezza che la resilienza di tali infrastrutture e mezzi; sottolinea, a tale proposito, il potenziale dell'intelligenza artificiale e incoraggia ulteriori sforzi di ricerca e sviluppo per mettere a punto capacità digitali di prossima generazione;

58.

esprime profonda preoccupazione per l'aumento degli attacchi informatici russi contro i sistemi di navigazione nella regione del Mar Baltico; invita la Commissione a includere e affrontare la natura delle minacce ibride nel prossimo pacchetto Omnibus, nonché il disturbo intenzionale e lo «spoofing» dei sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) quale attacco ibrido al traffico marittimo e aereo europeo;

59.

sottolinea la necessità di accelerare il recepimento e l'attuazione della direttiva NIS 2 (14) e di rafforzare la cooperazione tra le autorità settoriali dei trasporti, le agenzie di cibersicurezza competenti, i gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (CSIRT) e la rete europea delle organizzazioni di collegamento per le crisi informatiche (EU-CyCLONe); sottolinea l'importanza di includere misure concrete che affrontino gli aspetti della mobilità militare nelle valutazioni dei rischi per la cibersicurezza a livello nazionale e dell'UE;

60.

sottolinea l'importanza di proteggere e migliorare la resilienza delle infrastrutture di trasporto critiche, anche dagli attacchi informatici e da minacce ibride che mettono a repentaglio il traffico aereo, marittimo e terrestre civile; ricorda che anche le infrastrutture critiche per l'energia e la comunicazione (aeree, di superficie o sottomarine, compreso il GNSS) incidono direttamente sul successo delle attività di mobilità militare;

61.

chiede l'istituzione di un meccanismo europeo per monitorare e fornire una risposta rapida in caso di attacchi informatici o ibridi alle infrastrutture critiche dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, da sviluppare in stretta cooperazione con la NATO;

62.

chiede alla Commissione di adottare con urgenza misure volte a semplificare e accelerare le procedure per gli investimenti destinati alla mobilità militare, in particolare per stabilire deroghe mirate alle attuali norme in materia di appalti pubblici per le infrastrutture e le risorse di mobilità militare aventi una componente militare significativa o a duplice uso; sottolinea che i progetti di interesse strategico europeo devono essere attuati senza ritardi eccessivi, garantendo nel contempo la trasparenza, la concorrenza leale e il diritto a un giusto processo;

63.

rileva l'importanza dei partenariati pubblico-privato per la mobilità militare; incoraggia l'UE e gli Stati membri ad agevolare e incentivare la cooperazione civile-militare in relazione alla mobilità militare; sottolinea l'importanza della prevedibilità in termini di domanda di capacità di mobilità militare, unitamente a finanziamenti sufficienti e norme semplificate in materia di appalti, il che consentirebbe al settore dell'approvvigionamento di aumentare e mantenere i livelli di produzione;

64.

ritiene che il principio della preferenza europea dovrebbe essere una priorità negli sforzi dell'UE volti a rafforzare la sua autonomia strategica e la sua resilienza, riconoscendo nel contempo la libertà degli Stati membri di sviluppare le loro capacità militari per rispondere alle minacce a breve termine; ricorda che tale principio dovrebbe essere applicato per garantire che i fondi dell'UE investiti nella difesa e nella sicurezza attraverso programmi quali SAFE, EDIP ed EDIRPA, in particolare nelle tecnologie relative alle infrastrutture critiche a duplice uso, sostengano l'EDTIB;

65.

ribadisce che la resilienza delle infrastrutture critiche richiede un controllo più armonizzato e approfondito degli investimenti esteri diretti nell'UE; sottolinea che la revisione del regolamento (UE) 2019/452 sul controllo degli investimenti esteri diretti rappresenta un passo importante verso un quadro europeo più coerente ed efficace per proteggere la sicurezza e l'ordine pubblico, preservando nel contempo l'apertura e la trasparenza; accoglie con favore, a tale proposito, la proposta della Commissione di rivedere il regolamento (UE) 2019/452 sul controllo degli investimenti esteri diretti, che dovrebbe mirare a bilanciare adeguatamente le esigenze di investimento e la protezione degli interessi essenziali in materia di sicurezza e delle capacità di difesa dell'UE;

66.

sottolinea che nel prossimo decennio, pur portando avanti gli sforzi di decarbonizzazione dei trasporti, l'uso di combustibili fossili nella mobilità militare rimarrà fondamentale, come l'uso di locomotive elettro-diesel e locomotive con motori a combustione interna, che è l'unica soluzione operativa in caso di carenza di energia elettrica su vasta scala;

67.

richiama l'attenzione sulla necessità di estendere le catene di approvvigionamento del combustibile per le forze armate lungo i quattro corridoi prioritari di mobilità militare; sottolinea che le infrastrutture energetiche in tutto il fianco orientale devono essere sviluppate per sostenere le attività di mobilità militare e invita la Commissione ad affrontare la penuria di combustibile; invita a costituire riserve strategiche di energia, che potrebbero essere particolarmente importanti per le regioni con infrastrutture di gasdotti e uno stoccaggio del combustibile insufficienti; invita la Commissione, a tale proposito, a rivedere la direttiva sulle scorte petrolifere (15) alla luce dei recenti cambiamenti geopolitici, in modo da rafforzare la sicurezza energetica e la resilienza alle minacce emergenti;

68.

ricorda che, poiché il sistema ferroviario dipende dall'energia elettrica per consentire la circolazione dei treni, le operazioni ferroviarie richiedono una maggiore resilienza delle reti energetiche e il rapido ripristino dell'energia in caso di carenza di energia;

69.

constata con preoccupazione che l'UE è fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio greggio e di prodotti petroliferi; invita la Commissione a riconoscere che una solida strategia europea per la mobilità militare richiede capacità di produzione e raffinazione di combustibili e di combustibili alternativi resilienti e con sede prevalentemente nell'UE anche per rafforzare l'autonomia strategica; chiede lo sviluppo immediato di una rete globale di distribuzione e stoccaggio dei combustibili e la diversificazione dell'approvvigionamento energetico per garantire la sicurezza energetica; sottolinea che anche la tempestiva attuazione delle disposizioni e degli obiettivi del regolamento sull'infrastruttura per i combustibili alternativi (16) (AFIR) può svolgere un ruolo importante nella diversificazione delle opzioni di approvvigionamento energetico per la mobilità militare e contribuire agli obiettivi generali di decarbonizzazione dei trasporti dell'UE;

70.

invita pertanto la Commissione a tenere conto delle capacità e delle esigenze di mobilità militare nello sviluppo del sistema energetico dell'UE, tenendo conto degli obiettivi di decarbonizzazione e della necessità di autonomia strategica e resilienza;

Fianco orientale

71.

sottolinea che, data la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, il fianco orientale dell'UE è stato ripetutamente preso di mira con attacchi informatici, minacce ibride e atti di sabotaggio, compresi incidenti ai danni di operatori dei trasporti; invita pertanto l'UE a intensificare gli sforzi a sostegno degli Stati membri per garantire che le infrastrutture critiche di trasporto sul fianco orientale siano pienamente protette e resilienti, anche attraverso meccanismi rapidi di rafforzamento e una migliore ciberdifesa per le ferrovie, le strade, i porti e i nodi di approvvigionamento energetico; sottolinea, a tale proposito, l'estrema vulnerabilità degli Stati baltici, in particolare a causa del «corridoio di Suwalki», e sottolinea che in caso di aggressione russa sarebbero necessari tempi di risposta accelerati e movimenti di truppe più rapidi;

72.

ricorda che i quattro corridoi di mobilità militare prioritari svolgono un ruolo cruciale nella sicurezza e nella difesa dell'UE; ritiene che solo consentendo il funzionamento rapido ed efficiente di tutti i corridoi di mobilità militare prioritari individuati sarà possibile garantire una sicurezza efficace per gli Stati membri attualmente più esposti alle minacce rappresentate dalla Russia; richiama l'attenzione sul fatto che i quattro corridoi di mobilità militare prioritari dell'UE garantiscono inoltre la capacità della NATO di rafforzare rapidamente e difendere efficacemente il fianco orientale, potenziando in tal modo la sicurezza collettiva, la deterrenza e la resilienza in tutta l'Alleanza;

73.

osserva che la mobilità militare all'interno e verso la Polonia è essenziale per la sicurezza dell'intero fianco orientale; sottolinea il valore aggiunto dei poli logistici multimodali situati nell'Europa occidentale per garantire il rapido movimento delle truppe europee e alleate e delle attrezzature pesanti nell'Europa orientale;

74.

accoglie con favore l'iniziativa del patto per le regioni orientali, recentemente annunciata dalla Commissione, che mira a fornire un sostegno su misura agli Stati membri lungo il confine orientale dell'UE al fine di migliorare le infrastrutture e rafforzare la resilienza nelle regioni frontaliere; sottolinea l'importanza cruciale del progetto dello scudo di frontiera orientale quale impegno strategico volto a rafforzare la sicurezza dell'Europa, anche proteggendo i corridoio militari pertinenti per mantenere la capacità di risposta, prendendo atto della sua inclusione nel Libro bianco sulla prontezza alla difesa; chiede che siano stanziate risorse finanziarie adeguate per garantirne l'attuazione;

75.

ricorda che i progetti infrastrutturali per la mobilità militare devono essere costantemente rivalutati e aggiornati nell'ambito del semestre europeo per la difesa, in modo da tenere conto delle più recenti minacce e capacità militari, andando oltre l'espansione territoriale dei porti per includere la formazione del personale e una migliore gestione del traffico marittimo, nonché delle capacità di resilienza a minacce in rapida evoluzione, come il rilevamento dei droni subacquei;

76.

sostiene l'iniziativa europea di difesa antidrone, alla luce delle violazioni recenti e ripetute dello spazio aereo europeo da parte di droni senza equipaggio; chiede miglioramenti e aumenti delle capacità di droni in tutti gli Stati membri in cooperazione con la NATO e sulla base delle esperienze sul campo delle forze armate ucraine; sottolinea che tali capacità europee in materia di droni dovrebbero basarsi sugli insegnamenti tratti dall'Ucraina in relazione al carattere essenziale della creazione di ecosistemi innovativi di droni e sistemi antidrone, collegando la ricerca e lo sviluppo alla produzione e facendo affidamento su capacità di produzione scalabili e sullo sviluppo tecnologico continuo, spaziando dai droni sottomarini, di ricognizione e da combattimento alle capacità di difesa e antidrone;

77.

ricorda che una rete antidrone potrebbe essere adattata per il duplice uso e contribuirebbe ad affrontare le minacce non legate alla difesa o altri rischi comuni a tutte le frontiere dell'UE, tra cui la protezione delle frontiere, la strumentalizzazione della migrazione, la protezione delle infrastrutture critiche e la criminalità organizzata transnazionale;

Migliorare le capacità

78.

ribadisce che i sistemi di trasporto di superficie sono i principali modi di trasporto per i movimenti di mezzi militari, che sono solitamente pesanti e di grandi dimensioni e contengono merci pericolose;

79.

prende atto con preoccupazione dell'attuale carenza di determinate attrezzature per la mobilità militare, come i carri pianali, e del relativo calo nella produzione dal periodo della guerra fredda; chiede che il loro sviluppo sia sostenuto nell'ambito dei programmi industriali europei; insiste sulla necessità fondamentale di una collaborazione tra i portatori di interessi pubblici e privati per sfruttare e massimizzare il potenziale delle risorse ferroviarie disponibili per la mobilità militare e incoraggia il ricorso a contratti di «stand-by»;

80.

sottolinea la necessità di affrontare con urgenza la mancanza di un parco materiale rotabile in tutte le organizzazioni ferroviarie europee; sottolinea l'importanza di una procedura di autorizzazione armonizzata per il materiale rotabile, gestita dall'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA); ricorda la necessità di sostituire le norme nazionali con specifiche tecniche di interoperabilità (STI) al fine di aumentare la disponibilità di materiale rotabile transfrontaliero per scopi militari e civili;

81.

chiede un approccio coordinato all'acquisizione di materiale rotabile ferroviario, al fine di massimizzare l'uso efficiente delle capacità produttive disponibili; evidenzia che dovrebbe essere incoraggiata l'acquisizione comune di detti veicoli;

82.

osserva che, oltre al trasporto di superficie, il trasporto aereo è il modo più rapido per spostare i primi mezzi militari e materiali logistici; sottolinea la necessità di sviluppare una riserva europea di trasporto aereo strategico e di rafforzare i fattori abilitanti strategici per la mobilità militare aerea, come i velivoli pesanti;

83.

prende atto del crescente utilizzo di veicoli autonomi nella consegna di forniture militari, il che offre una soluzione alla carenza di personale nelle unità logistiche militari e riduce al minimo le perdite umane in tempi di conflitto; sollecita l'adeguamento della legislazione e delle normative dell'UE e nazionali per consentire l'introduzione di una logistica semiautonoma nei corridoi di mobilità militare;

84.

chiede una riflessione sulla disponibilità e sull'adeguatezza delle capacità dell'UE di trasporto medico di pazienti multipli per il personale ferito, al fine di garantire la loro evacuazione tempestiva e fornire loro un'assistenza adeguata;

85.

sottolinea la necessità di valutare e aggregare le richieste degli Stati membri per garantire la disponibilità e la fornitura costanti di beni a duplice uso, quali locomotive, navi, autocarri, rimorchi adatti a carichi eccezionali, aerei di trasporto strategico, sistemi di rifornimento aria-aria e gru fisse e mobili;

86.

sottolinea l'importanza di registrare i suddetti mezzi di trasporto in una «riserva di solidarietà» civile e militare affinché possano essere utilizzati ogniqualvolta e ovunque sia necessario nel modo più efficiente possibile, basandosi sulle riserve strategiche rescEU di capacità europee di risposta alle crisi; invita la Commissione a garantire un coordinamento a livello dell'UE con gli Stati membri che consenta prevedibilità e pianificazione per il settore dell'approvvigionamento;

87.

sottolinea la necessità di garantire la coerenza tra le priorità del piano d'azione per la mobilità militare e la programmazione dell'EDIP, assicurando che le valutazioni delle carenze di capacità (CDP e revisione coordinata annuale sulla difesa, CARD) orientino la definizione delle priorità di finanziamento; invita la Commissione a incoraggiare l'EDTIB a colmare tali lacune; rileva la necessità di sostenere gli investimenti nell'acquisto, nella riparazione, nella manutenzione e nella condivisione dei mezzi di trasporto attraverso strumenti di finanziamento a livello dell'UE; sottolinea l'importanza della prevedibilità in termini di domanda di capacità di mobilità militare, unitamente a finanziamenti sufficienti e norme semplificate in materia di appalti, il che consentirebbe al settore dell'approvvigionamento di aumentare e mantenere i livelli di produzione;

88.

chiede investimenti nella ricerca e nello sviluppo per promuovere le capacità a duplice uso; sottolinea l'importanza del sostegno dell'UE per stimolare l'innovazione nelle tecnologie dei veicoli a duplice uso, comprese le piattaforme modulari adattabili per uso sia civile sia militare nonché nelle industrie navali e aerospaziali per promuovere le nuove tecnologie;

Rafforzare la cooperazione UE-NATO

89.

ritiene che una maggiore mobilità militare rafforzi sia la PSDC sia l'alleanza transatlantica; sottolinea che la NATO si basa sulle infrastrutture degli Stati membri dell'UE per lo spostamento di truppe e attrezzature; osserva con soddisfazione che, grazie ai progressi nella cooperazione UE-NATO, anche attraverso il dialogo strutturato UE-NATO sulla mobilità militare, i pertinenti requisiti militari dell'UE sono coerenti per il 95 % circa con i requisiti tecnici e geografici della NATO;

90.

invita gli Stati membri a rafforzare la cooperazione tra loro e con la NATO, in particolare nel quadro dell'attuale sistema di condotte dell'Europa centrale e del programma NATO di investimenti per la sicurezza, al fine di garantire l'interoperabilità, la cibersicurezza e sufficienti capacità di trasporto e stoccaggio per le operazioni militari dell'UE e della NATO;

91.

deplora il persistere di ostacoli politici e procedurali alla condivisione di informazioni classificate sulle reti logistiche tra la NATO e l'UE ed esorta a una comprensione condivisa a tale riguardo per realizzare sinergie; sottolinea che tali ostacoli, in particolare l'assenza di un accordo con la NATO per lo scambio di informazioni classificate, compromettono in modo significativo l'efficienza degli sforzi di difesa di entrambe le organizzazioni; chiede un forte impegno da parte degli Stati membri dell'UE per superare gli ostacoli politici che impediscono un accordo sullo scambio di informazioni classificate; chiede l'istituzione di una piattaforma permanente per la condivisione delle informazioni tra l'UE e la NATO al fine di sostenere l'operato del comando interforze di supporto e preparazione della NATO;

92.

chiede l'organizzazione di esercitazioni e prove di stress congiunte tra l'UE e la NATO periodiche che coinvolgano le forze armate, la protezione civile, i gestori delle infrastrutture e gli operatori dei trasporti al fine di migliorare la comunicazione e il coordinamento, semplificare le procedure e individuare e rimuovere gli ostacoli alla mobilità militare;

93.

invita la Commissione e la NATO ad approfondire il coordinamento in materia di mobilità marittima, garantendo norme di interoperabilità per il trasporto navale, l'accesso ai porti e la protezione delle linee di comunicazione marittime, prestando particolare attenzione all'Atlantico, al Mediterraneo e alle regioni ultraperiferiche; sollecita una stretta cooperazione UE-NATO per garantire la fornitura transatlantica di attrezzature e forniture militari via mare e per via aerea, data la loro importanza; riconosce l'importante ruolo della Turchia nel garantire le rotte di trasporto e la mobilità militare globale UE-NATO, in particolare la sua decisione di chiudere gli stretti del Mar Nero nel febbraio 2022, che ha impedito alla Russia di rafforzare la sua presenza navale nel Mar Nero;

94.

osserva che il calendario di pianificazione a livello operativo della NATO è di tre giorni; insiste pertanto sul rispetto degli impegni in materia di conseguimento dell'obiettivo di massimo tre-cinque giorni per il completamento delle pertinenti procedure di attraversamento delle frontiere e di autorizzazione di mezzi eccezionali, sovradimensionati e con eccesso di peso, basandosi su procedure semplificate, armonizzate e digitali; chiede che il termine sia ridotto a tre giorni per le unità di reazione rapida in «tempo di pace» e a 24 ore in una situazione di crisi; ribadisce il suo appello affinché i due moduli 302 utilizzati dalla NATO e dall'UE siano fusi in un modulo unico, al fine di ridurre inutili duplicazioni e agevolare movimenti transfrontalieri più rapidi; chiede, al fine di accelerare le procedure di autorizzazione, l'introduzione del riconoscimento automatico delle analisi di itinerari e ponti all'interno degli Stati membri e a livello transfrontaliero e di un regime accelerato basato sulla notifica per gli operatori certificati che effettuano trasporti militari o connessi a emergenze nell'ambito del pacchetto sulla mobilità militare;

95.

invita gli Stati membri a sviluppare con urgenza le capacità di difesa necessarie per il trasporto militare, compreso l'ampliamento delle reti di condotte NATO e delle capacità di trasporto aereo strategico, sulla base delle conclusioni della revisione coordinata annuale sulla difesa e delle priorità di sviluppo delle capacità dell'UE per il 2023; ritiene importante soddisfare, se del caso in consultazione con la NATO, i requisiti militari e attenuare le lacune tecniche e geografiche;

96.

evidenzia il valore aggiunto della partecipazione eccezionale degli Stati Uniti, del Canada, del Regno Unito, della Norvegia e della Svizzera, nonché di altri partner che condividono gli stessi principi al progetto di mobilità militare della cooperazione strutturata permanente (PESCO); chiede l'attuazione degli obiettivi in materia di capacità e l'estensione della partecipazione a paesi partner strategici quali l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, in linea con le norme della PESCO;

97.

sottolinea la necessità di interoperabilità, anche con i principali partner regionali e i paesi candidati quali l'Ucraina, la Repubblica di Moldova e i Balcani occidentali; chiede un'assistenza specifica per la Repubblica di Moldova, che la renda più resiliente alle minacce ibride e meglio collegata ai sistemi di trasporto e di sicurezza dell'UE; sottolinea l'importanza di rafforzare il coordinamento con i partner regionali in materia di norme tecniche, sicurezza delle infrastrutture critiche e protezione delle reti da intrusioni o interferenze contro le minacce e gli attacchi ibridi; ritiene che l'interoperabilità con i paesi terzi debba essere accompagnata da valutazioni periodiche;

98.

sottolinea l'importanza del Parlamento non solo in qualità di colegislatore nella politica di mobilità militare, nel quadro dell'ambizione dell'UE di conseguire la prontezza alla difesa entro il 2030, ma anche nel suo ruolo di controllo democratico sull'azione dell'UE; invita pertanto la Commissione a garantire un seguito più sistematico delle misure di mobilità militare, della loro attuazione e del loro finanziamento e a imporre obblighi di rendicontazione più rigorosi in materia, anche per quanto riguarda la cooperazione UE-NATO e la PESCO;

°

° °

99.

incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla NATO, all'Assemblea parlamentare della NATO, alle agenzie dell'UE per la sicurezza e la difesa nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.


(1)   GU L, 2024/1679, 28.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1679/oj.

(2)   GU L 249 del 14.7.2021, pag. 38, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1153/oj.

(3)   GU L 288 dell'11.8.2021, pag. 37, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2021/1328/oj.

(4)  Testi approvati, P10_TA(2025)0058.

(5)  Testi approvati, P10_TA(2025)0034.

(6)   GU C, C/2024/5716, 17.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5716/oj.

(7)   GU C 465 del 6.12.2022, pag. 164.

(8)   GU C 99 dell'1.3.2022, pag. 105.

(9)   GU C 388 del 13.11.2020, pag. 22.

(10)  Regolamento (UE) 2023/2418 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA) (GU L, 2023/2418, 26.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2418/oj).

(11)  Regolamento (UE) 2019/452 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione (GU L 79 I del 21.3.2019, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/452/oj).

(12)  Testi approvati, P10_TA(2025)0102.

(13)  Comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 16 ottobre 2025 dal titolo «Preservare la pace – Tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030», JOIN(2025)0027.

(14)  Direttiva (UE) 2022/2555 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014 e della direttiva (UE) 2018/1972 e che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 (direttiva NIS 2) (GU L 333 del 27.12.2022, pag. 80, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2555/oj).

(15)  Direttiva 2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi (GU L 265 del 9.10.2009, pag. 9, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/119/oj).

(16)  Regolamento (UE) 2023/1804 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 settembre 2023 sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, e che abroga la direttiva 2014/94/UE (GU L 234 del 22.9.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1804/oj).


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/2152/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)