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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2026/1709 |
24.4.2026 |
P10_TA(2025)0300
Accesso ai finanziamenti per le PMI e le scale-up
Risoluzione del Parlamento europeo del 26 novembre 2025 sull'accesso ai finanziamenti per le PMI e le scale-up (2025/2072(INI))
(C/2026/1709)
Il Parlamento europeo,
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vista la comunicazione della Commissione del 29 gennaio 2025 dal titolo «Bussola per la competitività dell'UE» (COM(2025)0030), |
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vista la comunicazione della Commissione del 28 maggio 2025 dal titolo «Strategia dell'UE per le start-up e le scale-up: scegliere l'Europa per muovere i primi passi e crescere» (COM(2025)0270), |
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vista la comunicazione della Commissione del 21 maggio 2025 dal titolo «Mercato unico: il nostro mercato interno europeo in un mondo incerto – Una strategia per un mercato unico semplice, integrato e forte» (COM(2025)0500), |
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vista la dichiarazione di Budapest adottata l'8 novembre 2024 in occasione della riunione informale dei capi di Stato e di governo, |
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vista la pubblicazione del 18 luglio 2024 della Presidente della Commissione von der Leyen dal titolo «La scelta dell'Europa: orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029», |
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vista la relazione della Banca centrale europea dal titolo «Survey on the Access to Finance of Enterprises in the euro area – First Quarter of 2025» (Indagine sull'accesso delle imprese ai finanziamenti nella zona euro – Primo trimestre 2025), pubblicata nell'aprile 2025, |
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vista la comunicazione della Commissione del 19 marzo 2025 dal titolo «Unione del risparmio e degli investimenti – Una strategia per promuovere la ricchezza dei cittadini e la competitività economica nell'UE» (COM(2025)0124), |
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vista la relazione della Banca centrale europea dal titolo «Survey on the access to finance of enterprises (SAFE) – Analytical report 2024» (Indagine sull'accesso delle imprese ai finanziamenti – relazione analitica 2024), pubblicata nel gennaio 2025, |
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vista la relazione di Mario Draghi dal titolo «The future of European Competitiveness» (Il futuro della competitività europea) (relazione Draghi), pubblicata nel settembre 2024, |
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vista la relazione della Commissione del 25 luglio 2024 dal titolo «Relazione annuale sulle PMI europee 2023/2024», |
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vista la relazione di Enrico Letta dal titolo «Much more than a market» (Molto più di un mercato) (relazione Letta), pubblicata nell'aprile 2024, |
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viste le conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17 e 18 aprile 2024, |
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vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2023 sul miglioramento dell'innovazione e della competitività industriale e tecnologica attraverso un ambiente favorevole alle start-up e alle scale-up (1), |
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vista la comunicazione della Commissione del 12 settembre 2023 dal titolo «Pacchetto di aiuti per le PMI» (COM(2023)0535), |
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visto l'articolo 55 del suo regolamento, |
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vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A10-0185/2025), |
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A. |
considerando che le microimprese e le piccole e medie imprese (MPMI) costituiscono la spina dorsale delle imprese europee e che nel 2023 le PMI rappresentavano il 99,8 % di tutte le imprese, il 65,2 % dell'occupazione e il 53,1 % del valore aggiunto nel settore delle imprese non finanziarie dell'UE (2); |
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B. |
considerando che l'Unione europea nel suo complesso – e in particolare le sue maggiori economie – sta attualmente attraversando una fase di crescita economica lenta e di difficoltà, poiché le imprese stanno perdendo competitività rispetto ai paesi terzi, il che è aggravato dalle conseguenze della pandemia, della crisi energetica e dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina, che hanno colpito in modo particolare le PMI e le economie dei paesi lungo il confine orientale dell'Unione; |
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C. |
considerando che le PMI europee variano in termini di dimensioni, settore, esigenze finanziarie, ubicazione, proprietà, modello aziendale e capacità di innovazione e si trovano pertanto dinanzi a sfide ed esigenze di finanziamento diversificate, con una capacità limitata di affrontarle; che la maggioranza delle PMI europee opera soprattutto a livello nazionale; che sono relativamente poche le PMI impegnate in attività transfrontaliere all'interno dell'UE e che quelle che esportano al di fuori dell'Unione rappresentano una minoranza; |
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D. |
considerando che la relazione Draghi indica che gli ostacoli normativi e gli oneri amministrativi sono tra le maggiori sfide che le PMI devono affrontare, dato che oltre il 60 % delle imprese dell'UE considera le norme in materia di rendicontazione, soprattutto nell'ambito del Green Deal europeo, un ostacolo agli investimenti e il 55 % delle PMI vede negli ostacoli normativi e negli oneri amministrativi la difficoltà più grande, mentre la percentuale è ancora maggiore per le start-up e le microimprese, e raccomanda che le PMI siano esentate dalle regolamentazioni per motivi di proporzionalità, essendo un quadro normativo più semplice, prevedibile e competitivo e una revisione del Green Deal europeo fondamentali per la loro prosperità; |
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E. |
considerando che la Commissione mira a migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti al fine di aumentare le dimensioni di scala, ridurre le inefficienze e favorire l'interoperabilità, e che ha fissato un obiettivo di riduzione di almeno il 35 % degli oneri di comunicazione per le PMI e annunciato un nuovo controllo della competitività delle PMI nelle valutazioni d'impatto; che tali iniziative devono essere accompagnate da un ecosistema di capitale di rischio ben sviluppato, tenendo presente che gli investitori istituzionali, come le compagnie di assicurazione, contribuiscono in modo significativo al finanziamento delle PMI attraverso il trasferimento e la trasformazione dei rischi, e tenendo altresì presente che, a differenza degli Stati Uniti, la maggior parte dei finanziamenti nell'Unione europea proviene dalle banche e vi sono notevoli disparità tra la cultura europea degli investimenti e quella di altre regioni del mondo, in particolare per quanto riguarda il capitale di rischio e gli investimenti informali; che tale situazione rende le PMI particolarmente vulnerabili a un irrigidimento dei criteri per la concessione di prestiti bancari; |
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F. |
considerando che l'Europa manca di un contesto più dinamico e favorevole all'espansione delle imprese innovative e a ulteriori investimenti e progressi nell'infrastruttura digitale, il che comporta la delocalizzazione all'estero di quasi il 30 % delle aziende «unicorno» (3); |
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G. |
considerando che la Commissione ha pubblicato una strategia per le start-up e le scale-up e che vi sono varie iniziative volte a promuovere l'imprenditorialità, l'innovazione e la trasformazione digitale nell'UE, come la strategia per le start-up e le scale-up, il quadro europeo di valutazione dell'ecoinnovazione, le comunità della conoscenza e dell'innovazione, la piattaforma europea di collaborazione tra cluster, il decennio digitale e la strategia per il mercato unico digitale, nonché programmi di finanziamento dedicati all'innovazione in altri settori di intervento; |
Considerazioni generali
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1. |
ritiene che la creazione di condizioni di mercato favorevoli affinché le imprese europee possano innovare, prendere avvio, creare, crescere ed espandersi in Europa sia essenziale per sbloccare il pieno potenziale del nostro mercato e aiutare le nostre economie a diventare più competitive; riconosce che la frammentazione normativa è uno degli ostacoli che impediscono alle scale-up di raggiungere il pieno potenziale del mercato unico; riconosce che le PMI devono far fronte a condizioni e requisiti di finanziamento ineguali tra gli Stati membri e le regioni, a causa di fattori specifici a ciascuna impresa, della loro ubicazione geografica – ad esempio in zone remote, ultraperiferiche e insulari – e dell'ambiente economico, e che pertanto hanno bisogno di soluzioni adeguate a tali specificità, nonché alle esigenze delle economie più piccole; |
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2. |
accoglie con favore il fatto che, a seguito delle relazioni Draghi e Letta, sia stata riconosciuta la necessità di un mercato unico più competitivo, meno frammentato e meno burocratico; invita la Commissione a tenere conto delle raccomandazioni contenute in tali relazioni, in cui si afferma che è necessaria un'azione immediata e risoluta a livello sia normativo che politico; deplora, a tale proposito, gli oneri eccessivi che le PMI hanno dovuto affrontare a seguito dell'attuazione di vari obblighi nell'ambito del Green Deal europeo; è convinto che definizioni specifiche di start-up e scale-up aumenterebbero le opportunità di sostegno attraverso misure adattate alle loro esigenze specifiche; |
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3. |
riconosce che i prestiti bancari rimangono la principale fonte di finanziamento esterno per le PMI nell'Unione; sottolinea il ruolo fondamentale dei modelli bancari tradizionali, tra cui le piccole banche regionali, le casse di risparmio, le banche cooperative e le istituzioni pubbliche; |
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4. |
sottolinea che l'UE dovrebbe adoperarsi per rendere il contesto imprenditoriale più agevole e attrattivo per la mobilitazione di capitali e investimenti sia europei che internazionali; sottolinea la necessità di promuovere un ecosistema di aziende in crescita basato principalmente su investimenti privati e partenariati pubblico-privati, il quale contribuirebbe a mobilitare capitali e a facilitare l'accesso ai finanziamenti per le imprese; sottolinea il ruolo importante e ben sviluppato delle banche che possiedono conoscenze locali e regionali specifiche per la concessione di finanziamenti alle PMI, il che deriva da rapporti di lunga data con tali imprese; |
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5. |
richiama l'attenzione sulle particolari sfide cui devono far fronte le scale-up europee per ottenere finanziamenti in fase avanzata di crescita; osserva che molte imprese dell'UE ad alto potenziale continuano a dipendere dal capitale di rischio e dagli investitori stranieri e che gran parte dei cicli di finanziamento per le fasi successive di vita dell'impresa è diretta da investitori non europei; sottolinea la necessità di creare condizioni di maggiore attrattiva per gli investimenti all'interno dell'Unione; sottolinea che l'accesso ai finanziamenti dovrebbe essere guidato da criteri di efficienza economica, redditività e scalabilità, a prescindere dall'origine del capitale, e ricorda che una concorrenza aperta e globale per attrarre investimenti va a vantaggio delle imprese e dell'innovazione; evidenzia a tale riguardo la recente adozione del regolamento dell'UE sulle quotazioni (4), che consente alle imprese di tutte le dimensioni, comprese le PMI, di accedere più facilmente alla quotazione nelle borse europee; |
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6. |
prende atto della pubblicazione da parte della Commissione della strategia europea per le start-up e le scale-up, che dovrebbe promuovere l'innovazione e affrontare le sfide poste a singoli innovatori, fondatori, start-up e scale-up nell'UE; sottolinea che, sebbene la diagnosi contenuta nella strategia sia in una certa misura accurata, le misure proposte devono essere più ambiziose e porre l'accento sull'abrogazione di tutte le normative dell'UE che impongono oneri burocratici inutili che ostacolano la creazione e l'espansione delle imprese; chiede alla Commissione di includere l'agricoltura tra i settori prioritari individuati nella strategia; |
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7. |
ritiene che agevolare l'accesso ai finanziamenti per le PMI e le scale-up dipenderà: i) da una significativa e continua riduzione degli oneri burocratici e normativi, comprese le lunghe procedure di autorizzazione, i costosi obblighi di rendicontazione e la complessità e l'imprevedibilità del contesto normativo, ii) da una maggiore capacità di sbloccare gli investimenti e i risparmi privati, ii) dalla copertura del divario di finanziamento per le scale-up, e iv) dal rafforzamento di un ecosistema dei mercati dei capitali competitivo all'interno dell'UE; sottolinea che, a tal fine, l'obiettivo ultimo della Commissione deve essere il completamento di un'Unione del risparmio e degli investimenti che rispetti le competenze degli Stati membri e il principio di sussidiarietà; |
Ridurre gli oneri burocratici e normativi
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8. |
ricorda che molte start-up e scale-up europee promettenti si stanno trasferendo in paesi terzi a causa di un panorama normativo europeo gravoso, lento, frammentato e imprevedibile; sottolinea che, se tale tendenza non sarà invertita attraverso una sostanziale semplificazione, l'Europa continuerà a perdere le imprese nella loro fase di crescita più strategica, con conseguente riduzione della creazione di posti di lavoro e rallentamento della crescita economica; deplora che le soglie fiscali e regolamentari scoraggino la crescita delle imprese imponendo un trattamento più oneroso una volta superati determinati livelli di dimensioni o di fatturato; |
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9. |
chiede ulteriori sforzi di semplificazione e incoraggia la Commissione a presentare proposte successive che vadano oltre i suoi pacchetti omnibus di semplificazione e istituiscano normative e quadri favorevoli alle start-up in grado di facilitare la crescita, la scalabilità e le operazioni transfrontaliere delle start-up e delle scale-up, garantendo al contempo la tutela dei consumatori, la riservatezza dei dati e una concorrenza leale; ricorda l'impegno della Commissione a ridurre la burocrazia attraverso un approccio orizzontale in tutti i settori e chiede lo screening sistematico dell'acquis dell'UE al fine di individuare ed eliminare gli ostacoli normativi alle PMI; |
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10. |
sottolinea, a seguito dell'adozione da parte della Commissione del secondo pacchetto omnibus, la necessità di processi semplificati nell'attuazione del programma InvestEU per garantire che le PMI, comprese quelle più piccole, possano accedere più facilmente al sostegno finanziario di cui hanno bisogno per crescere e innovare; sottolinea l'importanza di garantire che i quadri normativi e gli strumenti finanziati dall'UE siano proporzionati alle dimensioni e alla capacità amministrativa delle PMI e opportunamente adattati a queste, invece che essere applicati senza modifiche sulla base dei requisiti per le imprese più grandi; |
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11. |
rileva che l'imposizione di molteplici requisiti normativi alle banche può avere un impatto negativo sui prestiti alle PMI; sottolinea l'importanza di evitare la duplicazione degli obblighi di rendicontazione e molteplici canali di comunicazione, che impongono oneri amministrativi inutili, in particolare alle banche più piccole; invita la Commissione, con l'assistenza dell'Autorità bancaria europea e del meccanismo di vigilanza unico, a valutare gli effetti delle attuali norme regolamentari sui prestiti alle PMI; sottolinea la necessità di applicare il principio di proporzionalità nella regolamentazione bancaria; |
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12. |
esorta la Commissione a valutare gli obblighi normativi esistenti che gravano sulle imprese, come il quadro per la finanza sostenibile, che non è adeguato alle PMI europee, e altri obblighi derivanti dal Green Deal europeo, e a elaborare soglie di proporzionalità per esentare le PMI da obblighi eccessivi; accoglie con favore la proposta di nuova verifica della competitività delle PMI; invita la Commissione a garantire che eventuali norme sulla rendicontazione di sostenibilità siano semplici e volontarie e a rivedere gli obblighi di pubblicazione delle informazioni di cui al terzo pilastro che potrebbero indirettamente imporre richieste di dati sproporzionate ai clienti delle PMI; |
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13. |
sottolinea che l'approccio «one-in, one-out», che nella pratica non è sufficientemente attuato, non basta e invita la Commissione a proporre una strategia di semplificazione più ambiziosa che garantisca la certezza del diritto e la prevedibilità e che riveda anche la legislazione di livello 2 e 3; sottolinea che l'obiettivo di riduzione del 35 % degli obblighi di comunicazione della Commissione deve essere misurabile e i risultati devono essere tracciabili, con un calendario chiaro, indicatori chiave di prestazione e una metodologia di monitoraggio adeguata allo scopo; |
Sbloccare il capitale privato e i risparmi
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14. |
osserva che la Commissione mira ad attuare un'Unione del risparmio e degli investimenti, la quale deve includere non solo azioni a livello dell'UE, ma anche lo sviluppo di strumenti, soluzioni e migliori pratiche che rispettino e sostengano le azioni degli Stati membri a livello nazionale e promuovano la coerenza transfrontaliera e la graduale riduzione delle divergenze critiche; |
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15. |
invita la Commissione a migliorare l'accesso degli investitori alle informazioni e alla protezione, sfruttando nel contempo il potenziale dei prodotti al dettaglio semplificati per contribuire a canalizzare i risparmi delle famiglie verso i mercati dei capitali, e ricorda l'importante ruolo che i fondi pensione e le compagnie di assicurazione svolgono come facilitatori al riguardo; prende atto dell'introduzione dell'etichetta «Finance Europe», che dovrebbe permettere ai risparmiatori che lo desiderano di investire i loro risparmi nelle imprese europee e di contribuire così direttamente al finanziamento dell'economia dell'Unione; sottolinea che tale etichetta non dovrebbe creare oneri amministrativi supplementari per le imprese; |
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16. |
si rammarica del fatto che il regolamento relativo ai fondi europei per il venture capital (5) abbia avuto un impatto positivo limitato sui mercati locali del venture capital; si compiace dell'accento posto sul venture capital per le PMI giovani e innovative nella comunicazione della Commissione sull'Unione del risparmio e degli investimenti, ma si rammarica che la proposta della Commissione sul regolamento relativo ai fondi europei per il venture capital sia stata rinviata al primo trimestre del 2026; invita la Commissione a prendere in considerazione l'eliminazione della soglia minima di investimento di 100 000 EUR per permettere ai risparmiatori privati di investire in fondi alternativi; esorta la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a proporre quadri fiscali e normativi attraenti e stabili per i fondi di venture capital che investono nelle PMI; |
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17. |
sottolinea con forza la necessità di migliorare l'alfabetizzazione finanziaria dei cittadini e degli imprenditori dell'UE e di promuovere migliori condizioni di risparmio e di investimento che consentano di passare dal risparmio all'investimento in maniera informata e indipendente; invita la Commissione a includere l'imprenditorialità nell'ambito della futura strategia di alfabetizzazione finanziaria e in un pacchetto di strumenti che permetta agli Stati membri di migliorare il coordinamento a tale riguardo; |
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18. |
chiede che i finanziamenti pubblici non siano utilizzati come sovvenzioni, bensì come catalizzatori per mobilitare investimenti privati e mettere a disposizione delle MPMI maggiori finanziamenti privati; ricorda che la maggior parte di tali investimenti devono essere privati, e sottolinea che ciò che deve essere promosso attraverso quadri fiscali e normativi attraenti e stabili sia per gli investitori professionali che per quelli al dettaglio; ricorda l'attuale pregiudizio strutturale nei confronti dei prestiti e ritiene necessario avviare un dibattito sulla necessità di incentivi fiscali sul capitale proprio, nonché di incoraggiare il capitale di rischio come parte del modello di business del sistema bancario tradizionale senza compromettere la stabilità finanziaria; |
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19. |
sottolinea che il settore pubblico può svolgere un ruolo chiave nella mobilitazione di capitali privati, in particolare nei settori dove esiste un'asimmetria informativa o nelle regioni con mercati finanziari sottosviluppati; chiede che gli strumenti pubblici siano progettati in modo efficace e neutrale sotto il profilo della concorrenza e che siano incentrati sull'impatto, massimizzando l'effetto di attrazione degli investimenti privati; sottolinea, a tal fine, che occorre sfruttare appieno il potenziale del gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) per attrarre investimenti privati, e che tale gruppo deve destinare maggiori risorse ai progetti di innovazione delle PMI, alle start-up e alle scale-up; mette inoltre in evidenza il ruolo del Fondo di sviluppo regionale, in particolare nelle regioni con limitata disponibilità di credito e tenuto conto del fatto che il costo dei prestiti varia da un paese all'altro dell'UE, il che danneggia le PMI in alcuni Stati membri; |
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20. |
prende atto della pubblicazione della revisione del quadro in materia di cartolarizzazioni e invita la Commissione a renderlo più flessibile, in modo da permettere agli enti creditizi di erogare finanziamenti supplementari alle imprese, comprese le PMI, e sostenerne la crescita senza erodere la trasparenza e la qualità del credito; sottolinea, a tal fine, che la solidità del quadro per il trasferimento significativo del rischio deve essere rafforzata introducendo una maggiore sensibilità al rischio e migliorando il controllo di vigilanza, il che contribuirà alla semplificazione; |
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21. |
prende atto dell'intenzione della Commissione di sviluppare un modello per i conti di risparmio e investimento dell'UE, che dovrebbe includere i) una procedura di dichiarazione fiscale semplificata, ii) incentivi fiscali connessi e iii) l'assenza di restrizioni per quanto riguarda la geografia degli investimenti, il settore, i limiti di deposito o i periodi minimi di detenzione; |
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22. |
riconosce il ruolo centrale svolto dal settore privato nella crescita economica e nella prosperità dell'UE; sottolinea che qualsiasi progresso verso l'integrazione dei mercati dei capitali deve basarsi sui principi della libertà economica, della concorrenza e della certezza del diritto; |
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23. |
sottolinea che un mercato europeo per le operazioni secondarie dirette, che permetterebbe la negoziazione di azioni di start-up in fase avanzata e nella fase precedente all'IPO (offerta pubblica iniziale), migliorerebbe l'ecosistema di finanziamento dell'Unione, purché garantisca condizioni di parità tra gli Stati membri, impedisca la concentrazione dell'attività finanziaria soltanto in poche giurisdizioni e rispetti pienamente le competenze nazionali; |
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24. |
osserva che la rifusione della direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari (6) (MiFID II) prevede una categoria specifica di mercati di crescita per le PMI che dovrebbero soddisfare le esigenze specifiche delle imprese più piccole; invita la Commissione a sviluppare ulteriormente tale strumento fornendo un regime normativo più flessibile che risponda alle esigenze delle imprese con piccola o media capitalizzazione; |
Colmare il deficit di finanziamento per le scale-up
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25. |
deplora che, a causa della mancanza di opzioni di finanziamento allettanti per le scale-up nel nostro mercato e di un contesto normativo competitivo, molte imprese europee finiscano per ricorrere a investitori di capitale di rischio con sede in paesi terzi e per stabilirsi nei mercati di paesi terzi per espandere le loro attività; esprime preoccupazione per il crescente numero di fallimenti di PMI nell'UE (7); ritiene prioritario affrontare le cause di fondo, quali la mancanza di capitale a lungo termine, la pressione fiscale durante la fase di espansione e gli oneri amministrativi sproporzionati; |
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26. |
è consapevole del fatto che, per ridurre il divario di espansione, è fondamentale mobilitare gli investitori istituzionali europei, in particolare le compagnie di assicurazione, le banche e i fondi pensione; osserva che è necessario un aumento della quota di fondi di venture capital in Europa per fornire maggiori finanziamenti alle scale-up, il che richiede un quadro più favorevole per il finanziamento con venture capital e investimenti esteri diretti sicuri nell'UE; invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri con sistemi pensionistici sottosviluppati a sviluppare settori pensionistici complementari (secondo pilastro), che potrebbero contribuire alla creazione di mercati di venture capital, e a creare un contesto normativo che promuova gli investimenti azionari da parte degli investitori istituzionali; ricorda l'impegno della Commissione di lavorare a misure di assorbimento del rischio per attrarre finanziamenti privati da banche commerciali, investitori e capitale di rischio; |
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27. |
incoraggia la Commissione a rafforzare le piattaforme di coinvestimento, compresi i veicoli radicati a livello regionale e le reti di investitori informali (business angels), per attrarre capitali privati e colmare le persistenti carenze di finanziamento nelle fasi iniziali per le PMI a forte crescita e orientate all'innovazione; chiede che la prossima iniziativa European Tech-Champions 2.0 sia adeguatamente capitalizzata e che siano previsti regimi di finanziamento specifici dell'UE per sostenere la raccolta di fondi e la quotazione delle start-up e delle imprese tecnologiche in fase di espansione; mette in evidenza la missione del gruppo BEI di sostenere le PMI, ed esorta tale gruppo ad adottare un quadro di valutazione dei rischi più flessibile e a garantire che la nuova piattaforma TechEU sia ampiamente accessibile in tutti gli Stati membri grazie a procedure semplificate; concorda con la comunicazione sull'Unione del risparmio e degli investimenti riguardo all'importanza del finanziamento pubblico a livello dell'UE, e raccomanda pertanto di riorientare i fondi dell'UE verso programmi meno numerosi ma più flessibili che permettano, nel corso del tempo, di trasferire le risorse da una priorità all'altra; |
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28. |
sottolinea l'importanza di creare le giuste condizioni affinché i risparmi dei cittadini siano canalizzati verso strumenti di investimento produttivi a vantaggio delle PMI e delle scale-up; incoraggia la Commissione a eliminare i disincentivi normativi per i prodotti di investimento al dettaglio e a garantire che gli investitori al dettaglio siano adeguatamente protetti nell'adozione di decisioni di investimento; riconosce che il crowdfunding e tecnologie quali i contratti intelligenti e i finanziamenti decentrati possono ampliare l'accesso delle PMI ai finanziamenti diretti, ed esorta la Commissione a rivedere il suo quadro normativo adottando un approccio al rischio proporzionato e incentrato sull'innovazione; |
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29. |
sottolinea che, per aiutare le imprese a espandersi, è fondamentale un ecosistema dell'innovazione più integrato, con reti di università, start-up, grandi imprese e investitori di capitali di rischio, sostenuto dall'accesso a strutture di prova e infrastrutture tecnologiche; mette in evidenza il ruolo positivo che i forum per gli imprenditori, gli acceleratori privati e le reti di tutoraggio possono svolgere nel sostenere la crescita delle start-up, e invita la Commissione e gli Stati membri a basarsi su iniziative come la rete degli investitori di fiducia, che mira a mobilitare capitali privati a sostegno delle ambizioni europee in materia di innovazione; |
Rafforzamento di un ecosistema competitivo nell'UE
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30. |
ritiene che un ecosistema competitivo nell'UE debba essere composto, al tempo stesso, da mercati nazionali forti e da un mercato interno forte e che una concorrenza sana tra gli Stati membri, in particolare per quanto riguarda gli approcci economici e normativi, li incentivi a mantenere la loro economia dinamica e attraente, ma ricorda che gli Stati membri non devono creare ostacoli all'allocazione transfrontaliera efficace dei capitali né fissare priorità unicamente sulla base dell'origine geografica dei finanziamenti; chiede che le iniziative della Commissione rispettino le migliori pratiche che hanno già avuto successo negli Stati membri e si basino su di esse; |
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31. |
esorta la Commissione a concentrarsi sulle condizioni favorevoli ai mercati, sui denominatori comuni pertinenti per gli Stati membri e su quadri volontari e complementari volti a eliminare gradualmente la frammentazione del mercato; |
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32. |
invita la Commissione a chiarire in cosa consisterebbe il 28° regime giuridico e ricorda che, qualora fosse introdotto, dovrebbe essere volontario, rispettare pienamente i regimi degli Stati membri ed essere sviluppato in stretta collaborazione con il settore privato al fine di proporre un quadro semplificato che attragga investitori privati verso le start-up, le scale-up e le PMI europee e aiuti le start-up europee a diventare campioni tecnologici mondiali; |
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33. |
invita la Commissione, con il sostegno delle autorità degli Stati membri, a elaborare strumenti di orientamento semplificati e sportelli unici per le PMI e le scale-up, al fine di aiutarle a orientarsi tra i diversi sistemi giuridici dell'UE su materie quali il diritto societario, il diritto del lavoro, il diritto fallimentare, il diritto tributario, i diritti di proprietà intellettuale e le possibilità di finanziamento nazionali; invita inoltre la Commissione a migliorare gli strumenti di monitoraggio dell'accesso delle PMI ai finanziamenti, compreso lo sviluppo di indicatori e quadri operativi a livello dell'UE che possano aiutare le PMI a individuare le opportunità in tutti gli Stati membri senza creare nuovi obblighi di comunicazione o aumentare gli oneri amministrativi; ° ° ° |
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34. |
incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione. |
(1) GU C, C/2024/4182, 2.8.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4182/oj.
(2) Katsinis, A., Lagüera-González, J., Di Bella, L., Odenthal, L., Hell, M., Lozar, B., «Annual Report on European SMEs 2023/2024» (Relazione annuale sulle PMI europee 2023/2024), Ufficio pubblicazioni dell'Unione europea, 2024, https://single-market-economy.ec.europa.eu/document/download/2bef0eda-2f75-497d-982e-c0d1cea57c0e_en?filename=Annual%20Report%20on%20European%20SMEs%202024.pdf.
(3) Mario Draghi, «The future of European competitiveness – A competitiveness strategy for Europe» (Il futuro della competitività europea – Una strategia di competitività per l'Europa), 2024, https://commission.europa.eu/document/97e481fd-2dc3-412d-be4c-f152a8232961_en.
(4) Il regolamento sulle quotazioni è composto da: regolamento (UE) 2024/2809 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, che modifica i regolamenti (UE) 2017/1129, (UE) n. 596/2014 e (UE) n. 600/2014 per rendere i mercati pubblici dei capitali nell'Unione più attraenti per le società e facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai capitali (GU L, 2024/2809, 14.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2809/oj); direttiva (UE) 2024/2810 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, sulle strutture con azioni a voto plurimo nelle società che chiedono l'ammissione alla negoziazione delle loro azioni in un sistema multilaterale di negoziazione (GU L, 2024/2810, 14.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/2810/oj); e direttiva (UE) 2024/2811 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, che modifica la direttiva 2014/65/UE per rendere i mercati pubblici dei capitali nell'Unione più attraenti per le imprese e per facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai capitali, e che abroga la direttiva 2001/34/CE (GU L, 2024/2811, 14.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/2811/oj).
(5) Regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per il venture capital (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/345/oj).
(6) Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2014/65/oj).
(7) Katsinis, A., Lagüera-González, J., Di Bella, L., Odenthal, L., Hell, M., Lozar, B., «Annual Report on European SMEs 2023/2024» (Relazione annuale sulle PMI europee 2023/2024), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2024, https://single-market-economy.ec.europa.eu/document/download/2bef0eda-2f75-497d-982e-c0d1cea57c0e_en?filename=Annual%20Report%20on%20European%20SMEs%202024.pdf.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/1709/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)