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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2026/1491

9.4.2026

P10_TA(2025)0171

Accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione UE-Repubblica del Kirghizistan (risoluzione)

Risoluzione non legislativa del Parlamento europeo del 9 settembre 2025 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell’Unione, dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra (10724/22 – C10-0057/2024 – 2022/0184M(NLE))

(C/2026/1491)

Il Parlamento europeo,

visto il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra (10724/22),

vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio il 27 giugno 2024 a norma degli articoli 207 e 209, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), e con l'articolo 218, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C10-0057/2024),

visto l'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra (1) (ARPC),

vista la tabella di marcia comune per l'approfondimento dei legami tra l'UE e l'Asia centrale, del 23 ottobre 2023,

vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 15 maggio 2019, dal titolo «L'UE e l'Asia centrale: nuove opportunità per un partenariato rafforzato» (JOIN(2019)0009),

viste le relazioni di valutazione della Commissione sul sistema di preferenze generalizzate (SPG+) dell'UE con il Kirghizistan,

visto il primo vertice UE-Asia centrale del 4 aprile 2025,

visto l'11° dialogo politico e di sicurezza ad alto livello tra l'Unione europea e i paesi dell'Asia centrale, tenutosi a Bruxelles il 5 giugno 2024,

vista la dichiarazione comune per la stampa del presidente della Repubblica del Kirghizistan, Sadyr Zhaparov, e dell'allora presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, pubblicata il 3 giugno 2023,

visto il 14° dialogo sui diritti umani, tenutosi a Bishkek il 25 giugno 2024,

vista la 19a riunione del Consiglio di cooperazione UE-Kirghizistan, tenutasi a Bruxelles il 15 novembre 2022,

visti i pareri della Commissione di Venezia sulle recenti modifiche giuridiche che limitano la libertà di stampa e ostacolano il lavoro delle organizzazioni non governative in Kirghizistan,

viste le relazioni sul Kirghizistan pubblicate dalle organizzazioni per i diritti umani, come le relazioni annuali 2022, 2023 e 2024 di Human Rights Watch,

vista la nota informativa del Partenariato internazionale per i diritti dell'uomo (International Partnership for Human Rights – IPHR) sulla protezione delle libertà fondamentali e dello spazio civico in Kirghizistan, pubblicata nel febbraio 2025,

vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2024 sulla strategia dell'UE per l'Asia centrale (2),

viste le sue precedenti risoluzioni sul Kirghizistan, in particolare quella del 19 dicembre 2024 sulla situazione dei diritti umani in Kirghizistan, in particolare il caso di Temirlan Sultanbekov (3),

vista la missione della delegazione della sottocommissione per i diritti dell'uomo in Kirghizistan dal 25 al 27 febbraio 2025,

vista la dichiarazione rilasciata dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, a seguito della sua visita ufficiale in Kirghizistan il 19 e 20 marzo 2025,

visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

vista la sua risoluzione legislativa del 9 settembre 2025 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell’Unione, dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra (4),

visto l'articolo 107, paragrafo 2, del suo regolamento,

vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0111/2025),

A.

considerando che il Kirghizistan occupa una posizione importante nell'Asia centrale, una regione di crescente importanza geopolitica che l'UE ha riconosciuto come partner chiave con cui ha avviato un dialogo strutturato in occasione del primo vertice UE-Asia centrale;

B.

considerando che l'UE e il Kirghizistan sono partner dall'indipendenza del paese nel 1991 e hanno istituito un quadro giuridico completo per la loro cooperazione attraverso l'accordo di partenariato e di cooperazione UE-Kirghizistan, firmato nel 1999;

C.

considerando che l'UE e il Kirghizistan hanno recentemente concordato di approfondire il loro partenariato firmando un accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione (ARPC), che rappresenta un quadro moderno e ambizioso per rafforzare il dialogo e la cooperazione in ambiti chiave quali il commercio e gli investimenti, lo sviluppo sostenibile e la connettività, la ricerca e l'innovazione, l'istruzione, l'ambiente e i cambiamenti climatici, nonché lo Stato di diritto, i diritti umani e la società civile;

D.

considerando che l'ARPC potrebbe altresì facilitare una maggiore cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, compresi la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi, la riduzione del rischio, la cibersicurezza, la stabilità regionale, il disarmo, la non proliferazione, il controllo degli armamenti e il controllo delle esportazioni di armi;

E.

considerando che l'ARPC, che rafforza l'attuale accordo di partenariato e di cooperazione del 1999, è stato firmato il 25 giugno 2024; che, per entrare in vigore, l'ARPC necessita dell'approvazione del Parlamento;

F.

considerando che il Kirghizistan beneficia di un accesso unilaterale e preferenziale al mercato dell'UE attraverso il sistema di preferenze generalizzate plus (SPG +) dal 2016; che il Kirghizistan ha aderito a 27 convenzioni internazionali in materia di diritti umani e del lavoro, protezione dell'ambiente e del clima e buona governance per poter beneficiare di tale regime;

G.

considerando che per il periodo 2021-2027 l'UE ha stanziato 98 milioni di EUR per sostenere la governance e la trasformazione digitale, lo sviluppo umano e un'economia verde e resiliente ai cambiamenti climatici in Kirghizistan, in linea con la strategia nazionale di sviluppo della Repubblica del Kirghizistan;

H.

considerando che l'UE ha stanziato 12 milioni di EUR per migliorare la qualità della legislazione e aumentare l'efficienza, l'indipendenza, la professionalità e le capacità della magistratura e dei servizi del settore della giustizia in Kirghizistan, a dimostrazione della sua volontà di investire in una crescita stabile e rispettosa dello Stato di diritto; che persistono preoccupazioni in merito all'indipendenza della magistratura, visti i procedimenti di matrice politica avviati contro persone critiche nei confronti del governo; che la riforma del 2021 del codice penale della Repubblica del Kirghizistan ha reintrodotto la versione fortemente criticata del codice del 1997, che conferisce maggiore potere alle autorità di contrasto, limitando nel contempo i diritti dei cittadini;

I.

considerando che l'ARPC stabilisce che l'UE e il Kirghizistan debbano cooperare allo scopo di rafforzare la società civile e il suo ruolo nello sviluppo economico, sociale e politico di una società democratica aperta;

J.

considerando che il Kirghizistan figura al 100o posto nell’Indice globale del terrorismo 2025 dell'Istituto per l'economia e la pace, nel quale figura come paese non interessato dal terrorismo;

K.

considerando che, benché il governo del Kirghizistan abbia ripetutamente espresso il proprio impegno a favore dei principi della democrazia e del rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, le organizzazioni per i diritti umani hanno richiamato l'attenzione sul regresso democratico, sull'inasprimento delle pratiche autoritarie e sulla persecuzione delle organizzazioni della società civile in Kirghizistan negli ultimi anni, anche durante i negoziati sull'ARPC e dopo la sua firma, e che Transparency International e Freedom House hanno constatato che il Kirghizistan, da bastione della democrazia caratterizzato da una società civile dinamica, si è trasformato in un regime autoritario consolidato che utilizza il sistema giudiziario per colpire i suoi oppositori e le cui autorità compromettono ulteriormente l'equilibrio dei poteri e il sistema di pesi e contrappesi;

L.

considerando che il Kirghizistan si colloca al 146o posto su 180 paesi secondo l'indice di percezione della corruzione di Transparency International relativo al 2024; che, su iniziativa del Presidente Japarov, la legge sugli appalti pubblici è stata modificata per consentire alle imprese statali di eludere le procedure di gara; che non esiste un controllo adeguato della spesa pubblica a causa della mancanza di accesso a tali informazioni; che i fondi statali e le risorse nazionali sono utilizzati dalle élite al potere per consolidare il loro dominio, mettere a tacere il dissenso e opporsi alle riforme;

M.

considerando che Bolot Temirov, difensore dei diritti umani, giornalista d'inchiesta e fondatore dell'organo di informazione Temirov Live, è stato privato della cittadinanza kirghisa e costretto a lasciare il paese come atto di ritorsione contro il suo lavoro d'inchiesta sulla corruzione diffusa; che nel gennaio 2024 sono stati arrestati almeno 11 dei suoi colleghi, tra cui Makhabat Tajibek kyzy, Azamat Ishenbekov, Aike Beishekeyeva e Aktilek Kaparov;

N.

considerando che nel luglio 2025 la giornalista indipendente e attivista Kanyshai Mamyrkulova è stata condannata a quattro anni di libertà vigilata come atto di ritorsione contro i suoi post critici nei confronti del governo pubblicati sui social media; che, nel giugno 2025, undici persone affiliate a Kloop, organo di informazione indipendente, sono state trattenute come ritorsione per l'attività investigativa svolta da Kloop e per i presunti legami di quest'ultimo con Bolot Temirov, e che Aleksandr Aleksandrov e Zhoomart Duulatov sono tuttora detenuti; che l'attivista per i diritti umani Rita Karasartova si trova in custodia cautelare dall'aprile 2025;

O.

considerando che la propaganda del governo kirghiso ha utilizzato false narrazioni per screditare i media indipendenti agli occhi della società e per dipingerli come «nemici del popolo» e «schiavi dell'Occidente»;

P.

considerando che, negli ultimi anni, si è rilevato un allarmante deterioramento delle norme democratiche e dei diritti umani in Kirghizistan; che il Kirghizistan è sceso dal 72o al 144o posto nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2024 di Reporter senza frontiere; che è il paese in cui si è osservata la più marcata riduzione della libertà di stampa nel periodo precedente al 2025;

Q.

considerando che le autorità kirghise cercano di chiudere Aprel TV; che, come afferma il comitato per la protezione dei giornalisti, il fascicolo presentato dai pubblici ministeri indica che le autorità stanno cercando di chiudere l'organo di informazione sulla base del fatto che i suoi contenuti critici ritraggono le autorità «in una luce sfavorevole» e «compromettono l'autorità del governo»;

R.

considerando che il Parlamento ha espresso preoccupazione per la persecuzione dei partiti di opposizione e dei mezzi d'informazione indipendenti nelle sue risoluzioni del 13 luglio 2023 (5) e del 19 dicembre 2024; che la persecuzione dei membri del partito socialdemocratico (SDK) continua nonostante i ripetuti appelli a garantire elezioni libere e regolari; che il leader dell'SKD, Temirlan Sultanbekov, e altri due suoi membri, Irina Karamushkina e Roza Turksever, rimangono in stato di detenzione; che vi è motivo di temere per le condizioni di salute di Temirlan Sultanbekov dopo il suo prolungato sciopero della fame;

S.

considerando che i tribunali kirghisi hanno emesso molteplici condanne in relazione agli eventi verificatisi a Koi-Tash nel 2019, in occasione dei quali le forze di sicurezza hanno tentato di trattenere un ex capo di Stato presso la sua residenza, scatenando violenti scontri; che tali eventi sono al centro di un processo in corso, iniziato nel 2022, che vede coinvolti un ex presidente, diversi ex funzionari e varie personalità politiche, oggetto di accuse di istigazione a disordini, corruzione e riciclaggio di denaro; che sono state espresse preoccupazioni in merito alla politicizzazione del sistema giudiziario e al ricorso ad azioni penali per colpire esponenti dell'opposizione; che le dichiarazioni secondo cui gli imputati sarebbero stati torturati e sottoposti a trattamenti disumani suscitano grande inquietudine;

T.

considerando che la legge sui «rappresentanti stranieri» di ispirazione russa, adottata dal parlamento kirghiso nel marzo 2024, che impone alle organizzazioni senza scopo di lucro che ricevono finanziamenti dall'estero ed esercitano attività politica in senso lato di registrarsi come «rappresentanti stranieri», discrimina e stigmatizza i giornalisti, gli attivisti per i diritti umani e altri lavoratori di organizzazioni senza scopo di lucro e li sottopone a un controllo intrusivo, a onerosi obblighi di rendicontazione e a multe eccessive; che tale legge imita la legislazione repressiva di altri regimi autoritari e può essere considerata un precursore di ulteriori tentativi di reprimere la società civile e i media indipendenti;

U.

considerando che la repressione dei diritti umani ha colpito in particolare le persone LGBTIQ+; che il nuovo panorama legislativo del Kirghizistan, insieme al contesto più ampio del cambiamento politico e della repressione, ha di fatto ridotto drasticamente il lavoro delle organizzazioni e degli attivisti per i diritti delle persone LGBTIQ+, con il completo scioglimento di importanti organizzazioni; che, il 14 agosto 2023, il Kirghizistan ha adottato disposizioni discriminatorie nei confronti della comunità LGBTIQ+ con il pretesto di proteggere i minori da «informazioni nocive»; che il progetto di legge contro la discriminazione recentemente esaminato dal Consiglio supremo del Kirghizistan non ha incluso l'orientamento sessuale e l'identità di genere tra le categorie protette;

V.

considerando che la legge adottata il 6 ottobre 2023, che conferisce al presidente del Kirghizistan il potere di revocare le sentenze della Corte costituzionale se sono in conflitto con la sua interpretazione di «valori morali», indebolisce in maniera sostanziale la separazione dei poteri – elemento fondamentale dello Stato di diritto – e riduce l'indipendenza della magistratura in Kirghizistan;

W.

considerando che il servizio di sicurezza nazionale (GKNB) è diventato una delle istituzioni più potenti del Kirghizistan, fungendo spesso da vero centro decisionale e, in alcuni casi, mettendo in ombra i funzionari eletti; che il consolidamento di un potere incontrollato ha creato di fatto un sistema di doppia autorità che mina le istituzioni democratiche, alimenta la paura e soffoca il dissenso; che il governo kirghiso dovrebbe garantire che le attività del GKNB siano soggette a un controllo giudiziario e parlamentare indipendente;

X.

considerando che il Kirghizistan sta investendo in misura sempre maggiore nella promozione della parità di genere e dell'emancipazione femminile, in particolare attraverso quadri nazionali fondamentali come la strategia nazionale per la parità di genere fino al 2030; che il Kirghizistan registra ancora tassi elevati di violenza domestica, che oltre il 20 % dei matrimoni in Kirghizistan avviene mediante la pratica dell'ala kachuu (rapimento della sposa) e che le donne detengono solo il 22 % dei seggi parlamentari, nonostante le quote di genere vigenti; che, in media, le donne guadagnano il 25 % in meno rispetto agli uomini, in quanto sono impiegate prevalentemente in settori a bassa retribuzione come l'istruzione, l'assistenza sanitaria e i servizi sociali;

Y.

considerando che le autorità kirghise hanno intrapreso azioni che limitano la libertà di parola nel paese e hanno arrestato, posto in custodia cautelare a lungo termine o imprigionato giornalisti, blogger, poeti e utenti regolari dei social media per aver criticato i dirigenti del paese o la situazione nel medesimo, e hanno inoltre chiuso un premiato organo di informazione d'inchiesta;

Z.

considerando che il Kirghizistan ha ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nel 2014; che sono stati compiuti timidi passi verso il miglioramento dell'accessibilità per le persone con disabilità e per introdurre il concetto di istruzione inclusiva, sebbene permangano sfide, in particolare per quanto riguarda l'istituzionalizzazione delle persone con disabilità;

AA.

considerando che la legge sulle «informazioni false», promulgata il 24 agosto 2021, è stata utilizzata per colpire i media indipendenti e gli oppositori del governo; che il 10 aprile 2025 il Consiglio supremo del Kirghizistan ha approvato modifiche alla legge, prevedendo sanzioni amministrative per la diffusione di «informazioni false» sui social media;

AB.

considerando che il Consiglio supremo del Kirghizistan sta attualmente valutando il ripristino del reato di possesso di materiale «estremista», che in precedenza è stato utilizzato abusivamente nei confronti di operatori religiosi pacifici e che, a causa della formulazione vaga del progetto di legge, potrebbe essere utilizzato per tacitare discorsi politici legittimi;

AC.

considerando che il 1o gennaio 2025 sono entrate in vigore due nuove leggi sulla libertà di religione; che tali leggi continuano a vietare qualsiasi esercizio non registrato della libertà di religione o di credo e impediscono alle comunità con meno di 500 membri adulti di acquisire uno status giuridico;

AD.

considerando che la negligenza delle autorità di contrasto kirghise di fronte a una campagna intimidatoria e vessatoria ha costretto giornalisti e operatori dei diritti umani a fuggire dal paese;

AE.

considerando che le autorità kirghise hanno messo a tacere, arrestato, detenuto ed estradato rifugiati in fuga dalla Russia per aver protestato contro la guerra in Ucraina, contravvenendo all'obbligo, assunto dal Kirghizistan in virtù della convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati, di non rimpatriare persone in paesi in cui la loro vita o libertà sono minacciate a motivo delle loro opinioni politiche o in cui vi sono fondati motivi per ritenere che sarebbero a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani, come la tortura o altre forme di trattamenti o punizioni crudeli, disumani o degradanti;

AF.

considerando che il 13 marzo 2025 i presidenti del Kirghizistan e del Tagikistan hanno firmato un accordo relativo alla demarcazione della frontiera, che riconosce giuridicamente la frontiera tra i due paesi e permette lo sviluppo di strade e infrastrutture energetiche interstatali, contribuendo alla stabilità regionale e alle opportunità di rafforzamento della cooperazione transfrontaliera nei settori dell'energia, dei trasporti e del commercio; che l'accordo sulla frontiera in sé non è stato reso pubblico né è stato sottoposto a consultazioni pubbliche;

AG.

considerando che il 31 marzo 2025 i leader del Kirghizistan, del Tagikistan e dell'Uzbekistan hanno firmato la dichiarazione di amicizia eterna di Khujand;

AH.

considerando che l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha richiamato l'attenzione sui preoccupanti segnali di regresso democratico osservati in Kirghizistan negli ultimi anni, ponendo in particolare l'accento sulle crescenti restrizioni imposte alla società civile e al giornalismo indipendente;

AI.

considerando che l'Asia centrale deve ancora creare quadri regionali orizzontali che non siano dominati da attori esterni che perseguono i propri fini geopolitici;

AJ.

considerando che il Kirghizistan intrattiene storicamente relazioni molto strette con la Russia, e che entrambi i paesi sono membri dell'Unione economica eurasiatica, dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva e della Comunità di Stati indipendenti; che nell'ottobre 2023 il presidente kirghiso Sadyr Japarov ha ospitato il presidente Vladimir Putin a Bishkek, durante il primo viaggio all'estero di Putin da quando la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto nei suoi confronti; che il Kirghizistan, insieme ad altri paesi dell'Asia centrale, è diventato un punto di transito per eludere le sanzioni imposte alla Russia per la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina; che le esportazioni di tecnologie avanzate e prodotti a duplice uso verso il Kirghizistan, che vengono poi esportati verso la Russia, sono considerevolmente aumentate; che il Kirghizistan si è astenuto dal voto o si è schierato con la Russia nelle votazioni su numerose risoluzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e, in particolare, sulla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; che il Kirghizistan ha deciso di partecipare all'esercitazione militare russa e bielorussa Zapad 2025 vicino alla frontiera dell'UE;

AK.

considerando che la OJSC Keremet Bank, con sede in Kirghizistan, è stata coinvolta con la banca statale russa per la difesa Promsvyazbank Public Joint-Stock Company (PSB) in un sistema di evasione delle sanzioni, nell'ambito del quale ha facilitato i trasferimenti transfrontalieri per conto della PSB; che nel 2024 il ministero delle Finanze kirghiso ha venduto una partecipazione di controllo nella Keremet Bank a un oligarca russo legato al governo russo; che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Keremet Bank;

AL.

considerando che nell'ottobre 2024 Bakai Bank OJSC, con sede in Kirghizistan, ha avviato un procedimento civile in Belgio nei confronti di Open Dialogue Foundation (ODF) per presunti danni alla reputazione a seguito di due relazioni pubblicate da ODF nel 2023, stando alle quali alcune banche kirghise, tra cui Bakai Bank, avrebbero agevolato l'elusione delle sanzioni imposte ai cittadini russi; che Bakai Bank OJSC chiede un risarcimento danni pari a 1 050 000 EUR, oltre a ulteriori sanzioni pecuniarie in caso di inosservanza di eventuali sentenze future; che la banca ha atteso 18 mesi dopo la pubblicazione delle relazioni prima di presentare la denuncia, il che lascia supporre l'assenza di danni immediati alla reputazione; che nel luglio 2025 il tribunale commerciale di Bruxelles ha respinto tutte le misure provvisorie richieste dalla ricorrente al fine di rimuovere le relazioni pubblicate da ODF nel 2023; che tale caso può essere considerato un esempio di azione legale strategica tesa a bloccare la partecipazione pubblica ai danni di un'organizzazione della società civile;

ARPC UE-Kirghizistan

1.

nonostante l'interesse comune a rafforzare le importanti relazioni politiche e commerciali tra l'UE e il Kirghizistan, esprime preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto in Kirghizistan, in particolare nel contesto della conclusione dei negoziati e della firma dell'ARPC; invita le autorità kirghise, in tale contesto, a rispettare e difendere le libertà fondamentali, in particolare la libertà dei media e la libertà di espressione, e a promuovere un ambiente di cooperazione e di partecipazione della società civile e delle comunità locali alle consultazioni pubbliche e ai processi decisionali; sottolinea l'importanza della partecipazione attiva del Parlamento nel monitorare l'attuazione di tutte le parti dell'ARPC; chiede che le due parti dell'accordo effettuino, entro i prossimi due anni, una valutazione efficace dell'attuazione dei suoi elementi essenziali, con scadenze e parametri di riferimento chiari in materia di diritti umani; invita la Commissione a presentare al Parlamento l'esito di tali valutazioni; auspica che, data la recente regressione su questi fronti e in vista della votazione sull'ARPC al Parlamento europeo e della sua successiva applicazione, il governo kirghiso adotti alcune misure concrete per affrontare le pressanti preoccupazioni esposte nella presente relazione, come il rilascio di prigionieri politici e l'abrogazione della legislazione repressiva recentemente adottata; ritiene che una valutazione negativa dell'attuazione di tali elementi essenziali potrebbe dare luogo all'attivazione dell'articolo 316 dell'ARPC;

Relazioni UE-Kirghizistan

2.

accoglie con favore le relazioni strategiche e di lunga data che legano l'UE e il Kirghizistan, così come l'aumento della cooperazione e degli scambi; ricorda che il Kirghizistan è il terzo partner commerciale dell'UE in Asia centrale; ribadisce il suo impegno a collaborare con il paese e con i suoi partner in Asia centrale allo scopo di garantire la pace, la sicurezza, la stabilità, la prosperità, la democrazia e lo sviluppo sostenibile;

3.

si compiace dei risultati del primo vertice UE-Asia centrale, che si è svolto a Samarcanda il 4 aprile 2025; si compiace del suo impegno a favore della stabilità regionale e globale, della promozione e protezione dello Stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché dell'azione per il clima, della connettività e dell'istruzione; prende altresì atto della 20a riunione ministeriale UE-Asia centrale tenutasi ad Ashgabat il 27 marzo 2025;

4.

mette in evidenza la necessità di cooperare per promuovere iniziative verdi basate su un'economia di mercato sostenibile, sull'innovazione del settore privato e sulla gestione ambientale a lungo termine, sistemi di allarme rapido in caso di catastrofi naturali, lo sviluppo a basse emissioni di carbonio e la transizione verso fonti energetiche rinnovabili; mette in risalto le iniziative del Kirghizistan per promuovere sulle piattaforme mondiali il programma a favore delle montagne, incentrato, tra l'altro, sulla conservazione degli ecosistemi montani, la protezione dell'ambiente e lo sviluppo del turismo sostenibile e delle comunità montane; sottolinea che gli investimenti negli obiettivi del Kirghizistan in materia di energia verde contribuirebbero in modo significativo a ridurre la dipendenza energetica regionale del paese e ad affrontare le sfide ambientali; si compiace della partecipazione della Repubblica del Kirghizistan all'iniziativa Team Europa sull'acqua, l'energia e i cambiamenti climatici;

5.

sostiene gli sforzi del Kirghizistan a favore dello sviluppo sostenibile, allineando le sue iniziative alla strategia nazionale di sviluppo 2018-2040 del paese, oltre che attraverso la strategia Global Gateway e la strategia dell'UE per l'Asia centrale; ricorda che il partenariato tra l'UE e il Kirghizistan attribuisce priorità alla governance e alla trasformazione digitale per migliorare la trasparenza e l'efficienza della pubblica amministrazione;

6.

accoglie con favore le iniziative Team Europa volte a costruire un'economia verde e resiliente ai cambiamenti climatici al fine di affrontare le sfide ambientali e promuovere la crescita sostenibile; mette in evidenza la recente firma dell'accordo tra il ministero delle Finanze kirghiso e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che rafforzerà il programma kirghiso per risorse idriche resilienti ai cambiamenti climatici;

7.

invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a continuare a promuovere iniziative di cooperazione congiunta in ambiti strategici quali le infrastrutture energetiche, in particolare nel settore idroelettrico, lo sviluppo sostenibile e la cultura, valorizzando inoltre nel contempo le esperienze positive degli Stati membri già attivi nella regione;

8.

sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione sulle materie prime critiche, che sono state riconosciute come strategicamente importanti per garantire catene di approvvigionamento sicure, sostenibili e diversificate; prende atto dell'approvazione della dichiarazione comune di intenti UE-Asia centrale sulle materie prime critiche in occasione del primo vertice UE-Asia centrale e della proposta del Kirghizistan di istituire un partenariato con l'UE per lo sviluppo di materie prime critiche;

9.

osserva che il programma Erasmus+ è stato determinante per facilitare gli scambi accademici; si compiace del sostegno dell'UE alla digitalizzazione e all'istruzione nel paese e chiede la creazione di un programma per gli scambi di imprenditori nel settore della trasformazione digitale e della transizione verde; sottolinea l'importanza di promuovere la convergenza e riforme coordinate nell'istruzione superiore, ad esempio allineando il quadro nazionale delle qualifiche kirghiso al quadro europeo delle qualifiche; sottolinea la necessità di promuovere gli scambi accademici e culturali tra il Kirghizistan e gli Stati membri dell'UE e la partecipazione attiva dei giovani kirghisi a programmi di istruzione non formale e della società civile; sottolinea l'importanza di rafforzare gli scambi accademici e professionali, sulla base dell'accordo sull'istruzione del 2024;

10.

condanna fermamente la decisione delle autorità kirghise di abolire l'organismo indipendente di monitoraggio della prevenzione della tortura, il Centro nazionale per la prevenzione della tortura, senza consultazione pubblica né trasparenza, e di fonderlo con l'ufficio del difensore civico, ponendo fine alla sua indipendenza; accoglie con favore la dichiarazione dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, in cui si esprime profonda preoccupazione a tale riguardo, e il suo appello alle autorità kirghise a porre fine a tale linea d'azione; esorta le autorità a ratificare e applicare pienamente lo Statuto di Roma;

11.

ricorda che l'UE ha già stanziato 12 milioni di EUR per sostenere la riforma del sistema giudiziario del Kirghizistan, a conferma dell'impegno dell'UE a favore dello sviluppo istituzionale del paese; insiste sull'importanza di continuare a investire nello sviluppo delle istituzioni, nella trasparenza e nell'indipendenza della magistratura;

12.

esprime preoccupazione, considerata la diffusa corruzione presente in Kirghizistan, rispetto all'uso trasparente ed efficiente dei 98 milioni di EUR di aiuti forniti dall'UE per il periodo 2021-2027; invita le autorità kirghise a pubblicare relazioni dettagliate riguardo all'uso dei fondi dell'UE e a rafforzare la cooperazione con gli organismi internazionali antifrode, compreso l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), al fine di garantire il rispetto delle norme mondiali di gestione dei fondi e di attuare solide misure antifrode a tutela degli interessi finanziari dell'UE; invita la Commissione e le altre istituzioni competenti dell'UE a garantire il migliore controllo possibile dell'uso dei fondi dell'UE e a prendere in considerazione l'assegnazione di eventuali risorse aggiuntive nell'ottica di rafforzare la capacità finanziaria e operativa delle agenzie kirghise coinvolte nella gestione di tali fondi;

13.

evidenzia l'importanza di un miglioramento dello scambio di informazioni riguardo alle minacce terroristiche, del pieno rispetto delle norme internazionali in materia di finanziamento della lotta al terrorismo e dell'attuazione di solide misure per prevenire l'acquisizione, il trasferimento e l'uso di materiali chimici, biologici, radiologici e nucleari a fini terroristici;

14.

insiste sull'importanza di coinvolgere tutte le parti interessate, agevolare la cooperazione tra le agenzie competenti e allineare le leggi nazionali alle norme internazionali in materia di trasparenza, al fine di indagare sui reati finanziari e promuovere un buon governo societario; esorta le autorità kirghise a intensificare gli sforzi volti a eliminare la corruzione e a non servirsi della lotta alla corruzione come pretesto per reprimere la società civile e i critici del governo;

15.

invita la Repubblica del Kirghizistan a rivedere la propria regolamentazione tecnica e a consolidare la collaborazione in materia di norme, metrologia, vigilanza del mercato, accreditamento e procedure di valutazione della conformità allo scopo di agevolare il reciproco accesso al mercato, approfondire gli scambi bilaterali con l'UE e garantire l'equo trattamento degli investitori; esorta il Kirghizistan a evitare misure restrittive che potrebbero andare a svantaggio degli investitori dell'UE;

Cooperazione regionale e sfide globali

16.

considera l'Asia centrale una regione di interesse strategico per l'UE in termini di sicurezza, connettività, diversificazione energetica, risoluzione dei conflitti e difesa dell'ordine internazionale multilaterale basato su regole, soprattutto in un momento storico segnato da profondi mutamenti geopolitici; incoraggia l'UE a intensificare le relazioni con l'Asia centrale sul piano politico, economico e della sicurezza, nel rispetto dei valori della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto, che sono alla base dell'azione esterna dell'UE; sottolinea che il rafforzamento della cooperazione dell'UE con i paesi dell'Asia centrale non può avvenire a scapito di tali valori; mette in luce la necessità di intensificare il dialogo e la collaborazione in materia di politica estera e di sicurezza, il che comprende la cibersicurezza, la stabilità regionale, la gestione delle crisi, il disarmo e il controllo degli armamenti, in conformità dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite;

17.

sottolinea che l'UE e l'Asia centrale si trovano ad affrontare gravi sfide e mutamenti geopolitici a livello mondiale e regionale; evidenzia, a tale proposito, la necessità di lavorare a una cooperazione strutturata, a lungo termine e reciprocamente vantaggiosa rispetto alle questioni di interesse comune; incoraggia con forza l'UE a intensificare il dialogo con l'Asia centrale, data l'importanza geostrategica della regione, e a promuovere un'associazione strategica con paesi centroasiatici ampliando la cooperazione sul piano politico ed economico; si compiace dell'aumento dei contatti ad alto livello tra l'UE e l'Asia centrale;

18.

sottolinea che, sia nell'UE che nella Repubblica del Kirghizistan, il multilateralismo e l'ordine basato su regole devono far fronte a sfide gravi e sempre maggiori, come la guerra di aggressione illegale della Russia contro l'Ucraina; prende atto con preoccupazione della posizione neutrale assunta dal Kirghizistan e da altri paesi della regione rispetto al conflitto e incoraggia le autorità kirghise a difendere le norme internazionali e a contribuire agli sforzi regionali tesi alla salvaguardia della sovranità e dell'integrità territoriale; constata l'influenza della Russia nella regione, nonostante gli sforzi compiuti dai paesi dell'Asia centrale per diversificare le loro relazioni estere; deplora il fatto che il Kirghizistan non abbia condannato l'invasione illegale dell'Ucraina da parte della Russia;

19.

esprime profondo rammarico per la decisione delle autorità kirghise di partecipare all'esercitazione militare russa e bielorussa Zapad 2025 vicino alla frontiera dell'UE e ritiene che tale azione sia incompatibile con le intenzioni dichiarate di creare un partenariato più stretto con l'UE;

20.

deplora il ruolo attivo svolto da alcune imprese e banche kirghise, come la Keremet Bank, nell'aiutare la Russia ad eludere le sanzioni e ad ottenere tecnologie e beni a duplice uso a sostegno del suo sforzo bellico contro l'Ucraina; deplora il recente tentativo della Bakai Bank OJSC di avviare un'azione legale strategica tesa a bloccare la partecipazione pubblica nei confronti della Open Dialogue Foundation; esorta le autorità kirghise ad adottare ulteriori misure per fermare il transito di beni oggetto di sanzioni diretti in Russia attraverso il loro territorio, come, ad esempio, l'applicazione di requisiti di licenza più rigorosi e l'esercizio della dovuta diligenza nei confronti delle imprese coinvolte nel commercio di beni a duplice uso; evidenzia che una mancata risposta al problema dell'esportazione di tecnologie a duplice uso potrebbe dare luogo a sanzioni secondarie; invita la Commissione a valutare, con l'aiuto di attori dei paesi dell'Asia centrale, l'attuale livello di elusione delle sanzioni da parte della Russia e a proporre soluzioni concrete per risolvere la questione; raccomanda l'istituzione di un gruppo di lavoro incentrato sul monitoraggio e sulla localizzazione degli scambi di beni a duplice uso;

21.

si rammarica del fatto che, nonostante il suo dichiarato impegno a rispettare i principi democratici, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali, come concordato negli accordi di partenariato e cooperazione con l'UE, il Kirghizistan non allinei le proprie posizioni a quelle dei paesi democratici, in particolare degli Stati membri dell'UE, nelle sue votazioni in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite;

22.

deplora il fatto che l'entità secessionista turco-cipriota abbia ricevuto dall'Organizzazione degli Stati turchi lo status di osservatore e che fosse presente al vertice dell'Organizzazione svoltosi a Bishkek; ribadisce che, nel quadro della dichiarazione comune rilasciata a seguito del primo vertice UE-Asia centrale, tenutosi a Samarcanda, gli Stati centroasiatici, compresa la Repubblica del Kirghizistan, si sono impegnati a rispettare le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ossia la 541 (1983) e la 550 (1984);

23.

riconosce la necessità di consolidare le relazioni per favorire una cooperazione più stretta, profonda e fondata su valori, che permetta di far fronte alle minacce comuni e di conseguire obiettivi condivisi a livello mondiale;

24.

apprezza le iniziative volte a rafforzare il corridoio di trasporto transcaspico e prende atto della piattaforma di coordinamento del corridoio;

25.

evidenzia il ruolo dell'UE quale importante donatore di aiuti alla regione; insiste sulla necessità di intensificare gli sforzi dell'UE a sostegno della cooperazione allo sviluppo in Asia centrale, in particolare in Kirghizistan, nel quadro dell'ARPC recentemente firmato;

26.

accoglie con favore l'accordo sulle frontiere raggiunto tra il Kirghizistan e il Tagikistan e la sua recente ratifica; esorta entrambe le parti a prendere i provvedimenti necessari per attuare l'accordo, anche avviando consultazioni con le popolazioni locali, e ad adottare misure tese a rafforzare la cooperazione transfrontaliera e a sostenere le comunità frontaliere più gravemente colpite dal recente conflitto transfrontaliero; accoglie con favore il sostegno finanziario fornito dall'UE alla costruzione di strutture nella regione di Sughd, in Tagikistan, al confine con il Kirghizistan; invita le autorità kirghise a indagare sui gravi reati, documentati da osservatori indipendenti, commessi durante il conflitto armato del settembre 2022 e a far sì che i responsabili rispondano delle loro azioni;

27.

accoglie con favore il primo vertice trilaterale che riunisce Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan senza la mediazione di attori esterni; si compiace del fatto che i paesi dell'Asia centrale aspirino a rafforzare i loro legami regionali e a istituire un'architettura di cooperazione orizzontale nella regione senza il coinvolgimento assertivo di potenze esterne;

Diritti umani, democrazia e Stato di diritto

28.

sottolinea che il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto rafforza la stabilità, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza, poiché garantisce certezza del diritto, prevedibilità e solidità delle istituzioni; ricorda che l'esistenza di istituzioni e quadri giuridici democratici solidi favorisce l'innovazione, il commercio, gli investimenti e l'espansione economica, assicurando nel contempo uno sviluppo inclusivo e un accesso equo ai diritti sociali ed economici e riducendo le disuguaglianze sociali, ed è indispensabile per costruire società resilienti in grado di resistere a influenze autoritarie e a destabilizzazioni esterne;

29.

incoraggia il Kirghizistan ad adottare una normativa antidiscriminazione completa che contempli come categorie protette l'orientamento sessuale, il genere, la disabilità e l'origine etnica; sottolinea che la protezione delle minoranze in Kirghizistan richiede una strategia articolata che affronti le cause profonde della discriminazione, compresi gli ostacoli all'accesso alla giustizia esistenti;

30.

accoglie con favore gli atti legislativi volti a rafforzare la protezione contro la violenza domestica, sessuale e di genere; invita il governo kirghiso a garantire che la normativa sia applicata in modo coerente e che i responsabili siano formalmente incriminati per i reati commessi e a continuare ad adoperarsi per eliminare la violenza di genere e domestica;

31.

esprime preoccupazione per l'entrata in vigore in Kirghizistan di una nuova normativa che limita la libertà di religione o di credo, poiché incrementa la vigilanza e il controllo dello Stato sui gruppi religiosi mediante la creazione di un registro statale delle entità e degli edifici religiosi, introduce sanzioni pecuniarie per l'uso di determinati indumenti religiosi, come il niqab, all'interno di istituzioni statali e in luoghi pubblici e rafforza il controllo sull'istruzione religiosa; invita le autorità kirghise a garantire la protezione della libertà di religione e di credo nel paese, conformemente alle norme internazionali in materia di diritti umani e agli impegni assunti in virtù della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;

32.

incoraggia il governo kirghiso a elaborare un piano d'azione nazionale per i diritti umani con il coinvolgimento della società civile, in linea con le raccomandazioni formulate dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani;

33.

invita il governo kirghiso a rilasciare senza condizioni tutti i giornalisti, i blogger e gli attivisti ingiustamente incarcerati o detenuti, tra cui Kanyshai Mamyrkulova e le persone affiliate a Temirov Live, come Makhabat Tajibek-kyzy, e Aike Beishekeyeva e Aktilek Kaparov, e a ritirare tutte le accuse nei loro confronti, nonché a restituire la cittadinanza a Bolot Temirov e ad astenersi da altre pratiche illecite, compresi i tentativi di sottrarre il figlio di Temirov alla sua famiglia e di affidarlo alle cure dello Stato, come pure a compiere ogni sforzo possibile per ricongiungere Temirov con il figlio in linea con l'interesse superiore del minore; deplora la condanna, avvenuta nell'ottobre 2024, dei giornalisti Azamat Ishenbekov e Makhabat Tajibek-kyzy, legati alla piattaforma Temirov Live, nota per le sue indagini sulla corruzione, rispettivamente a cinque e a sei anni di carcere; pone in evidenza il parere del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che riconosce come arbitraria la detenzione dei giornalisti di Temirov Live; accoglie con favore la grazia concessa a Azamat Ishenbekov, giornalista e dipendente di Temirov Live, e all'attivista Zarina Torokulova, condannati con l'accusa di «incitamento a disordini di massa»; invita il governo kirghiso ad attuare pienamente le raccomandazioni formulate dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite nel parere n. 57/2024;

34.

esorta il governo kirghiso a garantire il rispetto dei principi di elezioni libere e regolari salvaguardando i diritti di partecipazione alle elezioni e di campagna elettorale, mantenendo nel contempo la neutralità amministrativa nei confronti di tutti i partiti politici durante l'attuale ciclo elettorale, conformemente alle norme internazionali; condanna fermamente la campagna di intimidazione e persecuzione giudiziaria condotta dal governo kirghiso contro i partiti di opposizione, in particolare l'SDK, che le autorità kirghise hanno escluso dalla partecipazione alle elezioni locali del novembre 2024 a Bishkek; osserva che in seno al parlamento kirghiso si sono svolte discussioni incentrate su una riforma elettorale; esprime profonda preoccupazione per le conseguenze della legislazione del parlamento kirghiso che vieta alle persone con precedenti penali di ricoprire le principali cariche pubbliche, compreso il divieto di candidarsi alla presidenza e al parlamento, dal momento che tale legislazione potrebbe essere applicata in maniera selettiva per escludere dalla vita pubblica oppositori politici ed esponenti della società civile;

35.

deplora vivamente la detenzione di Temirlan Sultanbekov, Irina Karamushkina e Roza Turksever il 13 novembre 2024 e invita il governo kirghiso a porre fine con urgenza ai procedimenti penali di matrice politica nei loro confronti, annullando tutte le restrizioni imposte nelle rispettive sentenze; condanna il fatto che i procedimenti a loro carico siano stati viziati da pratiche dubbie, dalla mancanza di tutele giuridiche sin dalle prime fasi e dalla violazione del diritto a un giusto processo; ricorda che a dare il via alle indagini è stata una registrazione audio di origine sconosciuta, che funge da prova principale e che manca di autorizzazione giudiziaria; lamenta il fatto che i loro processi si siano svolti a porte chiuse, in assenza di registrazioni audio o video; denuncia il fatto che le condizioni per il loro rilascio in libertà condizionata sono sproporzionate e violano il loro diritto di partecipare agli affari pubblici;

36.

esorta il governo kirghiso ad astenersi dall'intentare procedimenti penali di matrice politica o dall'esercitare pressioni ingiustificate nei confronti dell'opposizione politica e delle voci di dissenso; sottolinea che il pluralismo politico è una componente necessaria di qualsiasi democrazia moderna e deve essere rispettato al fine di preservare la legittimità e la stabilità a lungo termine;

37.

esorta il governo kirghiso a garantire il diritto di riunione pacifica revocando il divieto di organizzare proteste nel centro della città di Bishkek, introdotto in risposta alla richiesta dell'ambasciata russa di porre fine alle proteste contro la guerra davanti alla sua sede nel 2022;

38.

accoglie con favore l'assoluzione di Klara Sooronkulova, di Gulnara Dzhurabayeva, di Asya Sasykbayeva e di altri membri del comitato per la protezione del bacino idrico di Kempir-Abad; esorta il governo kirghiso a rinunciare all'impugnazione della decisione del tribunale di primo grado e a porre fine ai procedimenti penali di matrice politica;

39.

condanna fermamente la costante e crescente repressione della società civile e gli sforzi delle autorità kirghise volti a reprimere i media indipendenti e limitare il dissenso pubblico attraverso una combinazione di misure giuridiche, amministrative e coercitive, ed esorta le autorità kirghise a porvi fine; invita le autorità a promuovere un ambiente di cooperazione, coinvolgendo la società civile e le comunità locali nelle consultazioni pubbliche e nei processi decisionali; deplora, in particolare, la detenzione a sfondo politico dell'attivista per i diritti umani Rita Karasartova, che è in custodia cautelare dall'aprile 2025 senza che sia stata intrapresa alcuna azione investigativa, in violazione delle norme procedurali, e il cui caso è stato secretato dalle autorità, il che implica che la sua difesa non può ottenere una copia del fascicolo probatorio e che il suo processo, previsto per agosto 2025 dopo due precedenti rinvii, si svolgerà a porte chiuse, e chiede il suo urgente rilascio; deplora la sentenza sproporzionata emessa nei confronti dell'attivista per i diritti umani Kanyshai Mamyrkulova, che è stata condannata a quattro anni di libertà vigilata con coprifuoco e sarà inoltre soggetta al divieto di lasciare il paese e a restrizioni e sorveglianza delle sue pubblicazioni online per aver pubblicato sui social media un post critico nei confronti del governo kirghiso; deplora inoltre la condanna in regime di libertà vigilata nei confronti di Joomart Karabaev, linguista ed ex esperto dell'Accademia nazionale delle scienze, per aver «istigato a disordini» sulla base di post sui social media che criticano la corruzione giudiziaria; esprime la sua ammirazione nei confronti dei media indipendenti e della società civile kirghisa che, nonostante le persecuzioni, la repressione e i gravi rischi personali, rimane una delle società civili più vivaci e attive dell'Asia centrale;

40.

invita gli Stati membri e le istituzioni dell'UE a sostenere le organizzazioni della società civile kirghisa, i difensori dei diritti umani e gli avvocati, gli attivisti LGBTIQ+ e ambientali, i media indipendenti e i blogger, così come a esprimere, durante tutti gli scambi con le autorità kirghise, la loro grave preoccupazione riguardo al deterioramento dei diritti umani nel paese, a rivalutare i vantaggi spettanti al paese a titolo dell'SPG+ e ad adottare misure appropriate, tra cui, come ultima risorsa, l'introduzione di sanzioni nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani («legge Magnitsky dell'UE»), qualora il Kirghizistan continuasse a non rispettare gli impegni assunti in virtù delle convenzioni internazionali;

41.

deplora i diversi casi recenti di oppositori del governo kirghiso residenti al di fuori del paese minacciati di estradizione in Kirghizistan, dove rischiano di essere arrestati, detenuti e torturati per motivi politici come forma di ritorsione per le critiche espresse; denuncia il caso di Tilekmat Kurenov, attivista in esilio recentemente estradato dagli Emirati arabi uniti in Kirghizistan, dove era stato precedentemente detenuto, torturato e minacciato per motivi politici a causa del suo attivismo;

42.

esorta il governo kirghiso a revocare la legge di stampo russo sui «rappresentanti stranieri», che pregiudica gravemente la capacità della società civile di svolgere attività legittime di interesse pubblico e di agire senza interferenze e vessazioni ingiustificate garantendo nel contempo un ambiente di lavoro sicuro ed è in contrasto con gli obblighi internazionali spettanti al Kirghizistan in virtù del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e con gli impegni assunti dal paese in qualità di partner dell'UE nel quadro dell'ARPC; esorta la Commissione a garantire che i programmi e le iniziative dell'UE non siano pregiudicati dalle leggi proposte, che rischiano di limitare la libertà di espressione e le attività delle organizzazioni non governative;

43.

esorta il Kirghizistan a rispettare e a tutelare la libertà e il pluralismo dei media, condizioni fondamentali per la democrazia, e ad astenersi dall'imporre la chiusura di organi di informazione indipendenti, come avvenuto nel caso di Kloop, o dal lanciare accuse infondate nei loro confronti in risposta al loro giornalismo d'inchiesta e di taglio critico; condanna fermamente la recente repressione nei confronti di Kloop e chiede il rilascio incondizionato dei restanti giornalisti affiliati a Kloop (Aleksandr Aleksandrov e Zhoomart Duulatov) nonché la cessazione delle azioni penali e delle vessazioni nei confronti del suo personale; si compiace che organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International e Media Action Platform abbiano condannato tale repressione in quanto parte di un più ampio tentativo di smantellamento del giornalismo indipendente nel paese; invita le autorità kirghise a consentire ai professionisti dei media indipendenti di svolgere il proprio lavoro, a garantire che giornalisti e reporter non subiscano ritorsioni a causa delle loro attività professionali, compreso il giornalismo d'inchiesta, e a fornire una protezione adeguata ai reporter che potrebbero essere oggetto di vessazioni per i loro servizi d'informazione; invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE a garantire la continuità operativa del servizio kirghiso di Radio Free Europe/Radio Liberty;

44.

invita il SEAE e la delegazione dell'UE in Kirghizistan a praticare una diplomazia pubblica attiva e a contrastare le false narrazioni diffuse dalle autorità kirghise, in particolare quelle che forniscono una rappresentazione errata dei valori e delle politiche dell'UE allo scopo di screditare i media indipendenti e la società civile; esorta i diplomatici dell'UE e degli Stati membri in Kirghizistan a partecipare ai processi di matrice politica e a fornire sostegno a quanti sono perseguitati ingiustamente e alle loro famiglie;

45.

condanna i tentativi delle autorità kirghise di chiudere Aprel TV revocando la sua licenza di radiodiffusione e ponendo fine alle sue attività sui social media sulla base di un'indagine del servizio di sicurezza nazionale del Kirghizistan; deplora la sentenza emessa il 9 luglio 2025 dal tribunale del distretto Oktyabrsky di Bishkek, che dispone la liquidazione del canale e la rimozione delle sue pagine dai social media, il che equivale a un'effettiva chiusura dell'organo di informazione; deplora tali azioni in un contesto di chiusura degli organi di informazione per motivi illegittimi;

46.

esprime preoccupazione riguardo alle leggi relative al ripristino della perseguibilità della diffamazione e dell'insulto e invita il governo kirghiso a non abusare di tali disposizioni per colpire i giornalisti e la legittima opposizione politica; invita le autorità a rivedere tale normativa conformemente alle raccomandazioni della Commissione di Venezia; esprime ulteriore preoccupazione per il progetto di legge sulla modifica del Codice penale proposto dall'amministrazione presidenziale, in particolare per quanto concerne le modifiche all'articolo 18 contenente la definizione di reato, in quanto viene introdotta una formulazione preoccupante che potrebbe dare luogo ad abusi giuridici rimuovendo la responsabilità e giustificando le azioni illegali compiute da funzionari, membri delle autorità di contrasto e agenti del servizio di sicurezza nazionale (GKNB);

47.

esorta le autorità kirghise ad abrogare la legge sulle «informazioni false» e quella che vieta la «propaganda LGBT», che sono in contrasto con gli obblighi del Kirghizistan in virtù del diritto internazionale e sono state sistematicamente utilizzate per mettere a tacere le voci critiche, tra cui quelle di giornalisti e attori della società civile; deplora fermamente l'approvazione finale della controversa legge sui mass media, che secondo esperti dei media e membri della società civile introdurrebbe un controllo repressivo dei media, e invita le autorità kirghise a garantire che la legge sui mass media sia pienamente in linea con le norme internazionali e non comporti violazioni della libertà dei media o di espressione;

48.

invita il governo kirghiso a proteggere da intimidazioni e vessazioni i giornalisti, i lavoratori delle organizzazioni non governative e gli attivisti, compresi quelli che subiscono minacce di morte e altre minacce alla loro incolumità mentre si trovano in carcere, e chiede alla delegazione dell'UE di monitorare da vicino tali minacce e a riferire regolarmente sulla situazione delle persone a rischio; deplora le irruzioni da parte del governo, il blocco dei siti di informazione e i procedimenti penali contro giornalisti e blogger; condanna la chiusura per via giudiziaria dell'organizzazione alla base della piattaforma d'inchiesta Kloop, decisa per la sua presunta copertura «negativa»; deplora la richiesta del Presidente Japarov di chiudere il servizio kirghiso di Radio Free Europe/Radio Liberty, accusato di diffondere disinformazione;

49.

esorta il governo kirghiso ad astenersi dal qualificare come reato il possesso di materiale «estremista», dal momento che alcuni osservatori dei diritti umani hanno segnalato che un tale provvedimento potrebbe contribuire a un ulteriore deterioramento della libertà di parola in Kirghizistan, dato il rischio di abuso del diritto, e ad assicurare chiare garanzie giuridiche per prevenire l'uso improprio delle leggi che penalizzano l'incitamento pubblico ad attività estremiste; esorta il Consiglio supremo del Kirghizistan a difendere il diritto alla libertà di espressione e ricorda che la lotta contro le «informazioni false» non può condurre a una repressione dei media indipendenti, dell'opposizione e di altri soggetti critici nei confronti del governo;

50.

esorta il governo kirghiso a rafforzare lo Stato di diritto, la separazione dei poteri e l'indipendenza della magistratura in linea con le norme internazionali, a istituire processi per misurare le prestazioni giudiziarie, migliorare il controllo pubblico e aumentare la trasparenza all'interno della magistratura, nonché a rafforzare l'impegno della magistratura nei confronti della società civile e di altri rami del governo; invita le autorità kirghise a intensificare gli sforzi volti a garantire la parità di accesso alla giustizia, il diritto a un processo equo e il rispetto del diritto a un giusto processo;

51.

esprime preoccupazione per l'elevato numero di casi di custodia cautelare evidenziato dalla difensora civica kirghisa Dzhamilia Dzhamanbaeva e fa eco all'invito rivolto da quest'ultima agli organi di contrasto e giudiziari kirghisi perché rispettino le norme internazionali, tra cui le regole minime delle Nazioni Unite sulle misure alternative alla custodia detentiva;

52.

prende atto delle riforme del sistema penitenziario intraprese negli ultimi anni, che comprendono principalmente lo sviluppo della libertà condizionata, la digitalizzazione di diversi processi e l'introduzione di misure preventive alternative; deplora tuttavia i casi di maltrattamento dei detenuti e incoraggia le autorità kirghise ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che i detenuti non siano sottoposti a condizioni o trattamenti inumani o degradanti e che ricevano un'assistenza sanitaria adeguata in condizioni di sicurezza;

53.

evidenzia la necessità di elaborare una nuova legislazione nel settore del diritto amministrativo e della giustizia, compresa la riforma della pubblica amministrazione e la risoluzione alternativa delle controversie, e di rafforzare le capacità professionali dei rappresentanti della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, obiettivo che potrebbe essere in parte conseguito mediante l'adozione di sistemi di e-governance;

54.

chiede alle autorità kirghise di difendere l'indipendenza della professione legale e di garantire che gli avvocati non siano soggetti a ingerenze o vessazioni a seguito dell'adempimento dei loro doveri professionali, compresa la difesa di clienti in procedimenti sensibili dal punto di vista politico;

55.

elogia la partecipazione del Kirghizistan al programma sullo Stato di diritto in Asia centrale, che ha sostenuto gli sforzi nazionali volti a prevenire e combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro e ha contribuito a sensibilizzare i professionisti del diritto in merito, tra l'altro, alle norme in materia di diritti umani;

56.

prende atto del rinvio, da parte del presidente Japarov, del controverso codice fondiario al parlamento a seguito delle proteste pubbliche a esso contrarie;

°

° °

57.

incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e alla Repubblica del Kirghizistan.


(1)   GU L, 2024/2141, 13.9.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2024/2141/oj.

(2)   GU C, C/2024/5718, 17.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5718/oj.

(3)   GU C, C/2025/1969, 11.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/1969/oj.

(4)  Testi approvati, P10_TA(2025)0170.

(5)  Risoluzione del Parlamento europeo del 13 luglio 2023 sulle raccomandazioni per una riforma delle norme del Parlamento europeo in materia di trasparenza, integrità, responsabilità e lotta alla corruzione (GU C, C/2024/4011, 17.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4011/oj ).


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/1491/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)