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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2026/867 |
27.2.2026 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo
I diritti dei giornalisti e dei professionisti dei media in materia di lavoro come garanzie dell'indipendenza e della veridicità dell'informazione
(parere d'iniziativa)
(C/2026/867)
Relatore:
José Antonio MORENO DÍAZCorrelatore:
Christian MOOS|
Consiglieri |
Ricardo GUTIÉRREZ (per il relatore, II gruppo) Julian PLOTTKA (per il correlatore, III gruppo) |
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Decisione dell'Assemblea plenaria |
23.1.2025 |
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Base regolamentare |
Articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento interno (parere d'iniziativa) |
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Sezione competente |
Occupazione, affari sociali e cittadinanza |
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Adozione in sezione |
6.11.2025 |
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Adozione in sessione plenaria |
3.12.2025 |
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Sessione plenaria n. |
601 |
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Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
209/4/11 |
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
L'ambiente in cui operano i giornalisti in Europa sta diventando sempre più ostile e ciò costituisce una minaccia per il diritto dei cittadini di essere informati in maniera affidabile, pluralista e indipendente. Di fronte al rischio democratico rappresentato dalla crescente insicurezza dei giornalisti, le autorità pubbliche devono adottare misure protettive urgenti. |
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1.2. |
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie con favore l'entrata in vigore del regolamento europeo sulla libertà dei media (EMFA) e invita la Commissione europea a garantirne la piena applicazione da parte degli Stati membri. |
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1.3. |
Il predominio delle piattaforme online statunitensi di dimensioni molto grandi, che beneficiano dell'80 % dei proventi della pubblicità digitale, minaccia la sostenibilità del settore europeo dei media. Il CESE invita pertanto la Commissione europea e gli Stati membri ad adottare misure di sostegno indipendenti per gli organi di informazione, in aggiunta alle sovvenzioni esistenti. Tali misure potrebbero includere una riduzione dell'aliquota IVA. |
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1.4. |
Il CESE esprime inoltre preoccupazione per il fatto che i processi di concentrazione nel settore possono minare il pluralismo dei mezzi di informazione in Europa. Pertanto, invita la Commissione europea ad avvalersi delle proprie competenze in materia di diritto della concorrenza per garantire la concorrenza, e quindi il pluralismo dei media, in questo settore. |
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1.5. |
Il Comitato raccomanda un aumento consistente dei fondi per la protezione di un solido ecosistema dell'informazione, che possa garantire condizioni di lavoro soddisfacenti per i giornalisti. |
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1.6. |
In particolare, il CESE invita la Commissione europea a presentare un pacchetto ambizioso con misure politiche e investimenti volti a sostenere posti di lavoro di qualità nel settore dei media. |
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1.7. |
Il CESE sollecita i governi a promuovere il dialogo sociale e la contrattazione collettiva per tutti i giornalisti, compresi gli autonomi (free-lance), attraverso il recepimento della direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio (1) relativa a salari minimi adeguati se del caso e gli orientamenti sull'applicazione del diritto della concorrenza dell'Unione agli accordi collettivi concernenti le condizioni di lavoro dei lavoratori autonomi individuali (2). Invita inoltre la Commissione europea e gli Stati membri a combattere il lavoro autonomo fittizio. |
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1.8. |
Il CESE invita i datori di lavoro del settore dei media ad applicare la direttiva quadro dell'UE 89/391/CEE (3). Sono necessari sforzi maggiori per applicare pienamente ed efficacemente le sue disposizioni e quelle delle direttive correlate alla realtà sul campo (4), come sottolineato nel bilancio che è stato tracciato in occasione del vertice sulla salute e sicurezza sul lavoro (SSL) tenutosi nel 2023 (5). |
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1.9. |
Il CESE invita la Commissione europea a dare seguito alla raccomandazione relativa alla garanzia della protezione, della sicurezza e dell'empowerment dei giornalisti (6), tenendo conto della valutazione dello studio sull'attuazione da parte degli Stati membri (7) . Sottolinea la necessità di un maggiore impegno con le organizzazioni dei giornalisti per creare strutture in grado di salvaguardare la sicurezza dei giornalisti. |
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1.10. |
I giornalisti sono lavoratori esposti in modo significativo a stress, burnout, molestie online e sovraccarico digitale. La precarietà, gli orari di lavoro prolungati, le scadenze e lo squilibrio tra vita professionale e vita privata possono esercitare un impatto diretto sulla salute. Come osservato in precedenza dal CESE, sarebbe utile che la Commissione esaminasse come dare seguito alla risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2022 che chiede l'adozione di una direttiva sui rischi psicosociali. Il Comitato intende elaborare un parere sull'argomento (8). |
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1.11. |
Il CESE invita la Commissione europea a monitorare l'applicazione del quadro legislativo dell'UE sull'uso dell'intelligenza artificiale (IA), al fine di garantire un giusto equilibrio tra l'accesso dei fornitori di IA ai dati europei e la garanzia della protezione dei giornalisti. |
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1.12. |
Il Comitato esorta i sindacati dei giornalisti e le organizzazioni dei media ad affrontare le questioni relative all'uso dell'IA nelle redazioni, nel quadro del dialogo sociale, al fine di garantire che l'IA consenta la produzione fattuale di notizie, tuteli la libertà di stampa e sostenga i posti di lavoro. |
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1.13. |
Il CESE raccomanda alla Commissione europea di istituire un regime di finanziamento per progetti che sviluppino l'alfabetizzazione dei giornalisti in materia di IA. La Commissione dovrebbe valutare le possibilità di cofinanziare le «accademie europee del giornalismo», che offrono una formazione duale ai giornalisti, e verificare se sia possibile sovvenzionare, per il periodo di formazione, parte degli stipendi dei giovani giornalisti provenienti da imprese del settore dei media che soddisfano standard elevati in materia di giornalismo di qualità e condizioni di lavoro. |
2. Osservazioni generali
2.1. Introduzione e contesto
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2.1.1. |
La professione giornalistica in Europa è sottoposta a forti pressioni. Oltre a una limitazione della libertà di stampa, le cui violazioni (violenze fisiche, intimidazioni, vessazioni giudiziarie, legislazione ostile, ecc.) sono documentate dalle piattaforme del Consiglio d'Europa (9) e dell'Unione europea (10), nella maggior parte degli Stati membri i giornalisti si trovano anche ad affrontare condizioni di lavoro deplorabili, come attesta la relazione dell'Osservatorio del pluralismo dei media (Media Pluralism Monitor — MPM) 2025 (11). La ricerca evidenzia che sta diminuendo la capacità del giornalismo di chiamare i potenti a rispondere del loro operato: «il giornalismo, nella sua traiettoria attuale, non assolve la sua funzione di “quarto potere” o di organo di controllo e, in modo critico, ciò influenza il modo in cui i cittadini vedono la società» (12). |
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2.1.2. |
Come affermato nella relazione annuale della piattaforma del Consiglio d'Europa per la protezione del giornalismo, «in una società democratica è essenziale che i giornalisti operino senza subire influenze politiche, commerciali o aziendali. Questa indipendenza presuppone l'esistenza di condizioni di lavoro dignitose, di solide tutele contro le minacce legali, di un'autonomia editoriale rispetto ai proprietari dei media e alle entità politiche, e della libertà dei giornalisti di organizzarsi in sindacati o associazioni professionali» (13). |
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2.1.3. |
La raccomandazione CM/Rec (2016)4 (14) del Consiglio d'Europa sottolinea l'importanza del diritto del lavoro e dell'occupazione per proteggere i giornalisti da licenziamenti arbitrari, rappresaglie e condizioni di lavoro precarie che possono sottoporli a pressioni indebite e compromessi etici. Tuttavia, l'Osservatorio del pluralismo dei media 2025 (15) evidenzia una negligenza istituzionale nella lotta contro le condizioni precarie nella maggior parte degli Stati membri. |
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2.1.4. |
Secondo l'MPM2025 (16), solo 7 dei 34 paesi europei analizzati (Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia) offrono buone condizioni di lavoro ai giornalisti. La relazione afferma che le condizioni di lavoro dei giornalisti sono deplorabili nella maggior parte degli Stati membri dell'UE, con salari bassi e regimi di sicurezza sociale deboli o inesistenti. |
3. Contesto del parere
3.1. Iniziativa contro l'abuso del contenzioso nei confronti di giornalisti e difensori dei diritti
In questo parere (17), il CESE sottolinea che i giornalisti sono i più vulnerabili alle minacce poste dalle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP o «cause bavaglio»). Di portata limitata, la direttiva anti-SLAPP fornisce solo una risposta molto parziale a tali minacce.
3.2. Garantire la libertà e la diversità dei media in Europa
In questo parere d'iniziativa (18), il CESE sottolinea la maggiore insicurezza sociale dei giornalisti e la loro vulnerabilità alle SLAPP.
3.3. Situazione occupazionale
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3.3.1. |
Secondo le ultime statistiche (19), negli Stati membri dell'UE vi sono almeno 400 000 giornalisti, pari allo 0,2 % dell'occupazione totale dell'Unione europea. I giornalisti free-lance, che rappresentano tra il 20 % e il 30 % del totale (20), continuano a figurare tra gli operatori più vulnerabili del settore (21). Tuttavia, questa crescente insicurezza colpisce anche i giornalisti dipendenti: il numero di contratti collettivi, soprattutto a livello settoriale, tende a diminuire (22). |
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3.3.2. |
In alcuni paesi gli organi di informazione utilizzano impropriamente lo status di free-lance per ridurre al minimo i costi e le responsabilità nei confronti dei loro lavoratori (23). Il falso lavoro autonomo rappresenta, in taluni paesi, un problema crescente nel settore, in quanto questi giornalisti non beneficiano di alcuna copertura previdenziale, come il congedo di malattia, la maternità retribuita e la pensione (24). |
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3.3.3. |
Tra i pochi paesi in cui le condizioni di lavoro dei free-lance sono migliorate figurano i Paesi Bassi, dove il contratto collettivo di lavoro ha permesso di aumentare gli stipendi dei giornalisti, compresi gli onorari dei free-lance che lavorano per i principali quotidiani. |
3.4. Precarietà
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3.4.1. |
Il giornalismo è un settore in cui il carico emotivo è notoriamente intenso e le condizioni di lavoro soggette a forti pressioni (25). I dati di OSHwiki dimostrano che la precarietà del lavoro costituisce uno dei fattori che possono essere legati alla salute e al benessere dei lavoratori. I lavoratori preoccupati per il mantenimento del loro posto di lavoro sono maggiormente soggetti a stress, burnout e depressione (26). Poiché i mutamenti nel panorama dei media hanno indotto molti datori di lavoro del settore a ridurre il personale, si può prevedere che coloro che sono rimasti debbano farsi carico del lavoro dei loro colleghi, facendo così aumentare il carico di lavoro individuale. Secondo un'analisi condotta dall'Istituto sindacale europeo (ETUI) (27) e un recente sondaggio europeo (28), il burnout dei giornalisti è un problema serio, tenuto conto delle elevate percentuali di professionisti che denunciano difficoltà in materia di salute mentale e valutano di abbandonare la professione (29). |
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3.4.2. |
Gli studi citati dalla ricerca condotta dall'Università di Limerick (30) hanno dimostrato che il lavoro nelle redazioni è sempre più intenso. Anche le perturbazioni causate dalla transizione digitale sarebbero fonte di preoccupazione, e molti temono che i loro posti di lavoro saranno sostituiti dall'intelligenza artificiale generativa (31). Le misure di riduzione dei costi sono diventate una costante per molti giornalisti, che spesso devono far fronte a congelamenti delle retribuzioni, riduzioni salariali e tagli al personale (32). |
3.5. Orario e intensità del lavoro
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3.5.1. |
Dalle indagini nazionali (33) ed europee (34) è emerso che la maggior parte dei giornalisti ha dovuto assumere compiti e responsabilità supplementari e che la maggior parte di essi non ha ricevuto un corrispondente aumento della retribuzione. Il sovraccarico di lavoro è diventato la norma: i giornalisti lavorano spesso su più storie con scadenze ravvicinate, e questo può dare l'impressione di essere sottoposti a pressioni eccessive (35). |
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3.5.2. |
Molti free-lance, per sopravvivere, sono costretti a svolgere anche altri lavori diversi dal giornalismo. Un'enorme percentuale di giornalisti ha pensato di abbandonare il giornalismo per una professione meglio retribuita, rendendo più brevi le carriere dei giornalisti (36). |
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3.5.3. |
I giornalisti locali e regionali sono svantaggiati, ricevendo spesso salari più bassi, e vi è il rischio che i free-lance abbiano un accesso limitato o inesistente ai regimi di sicurezza sociale. In tutti gli Stati membri, i media locali tendono ad essere maggiormente colpiti dall'interazione tra la diminuzione dei proventi pubblicitari e l'allocazione distorta della pubblicità e delle sovvenzioni statali (37). |
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3.5.4. |
La relazione MPM 2024 (38) rileva che la negoziazione di contratti collettivi risulta sempre più complicata. Ciò rende i giornalisti sempre più vulnerabili «a influenze esterne quali pressioni commerciali o politiche» (39). |
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3.5.5. |
In Francia, i sindacati hanno denunciato la «uberizzazione» dei giovani giornalisti e il ricorso da parte degli organi di informazione alla moltiplicazione di contratti a breve termine, al lavoro autonomo, alla remunerazione in diritti d'autore e ai tirocini (40). |
3.6. Rapporto di lavoro
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3.6.1. |
L'intensificazione del lavoro nelle redazioni può sfociare in comportamenti inaccettabili. Possono verificarsi casi di bullismo e molestie, con conseguenti gravi manifestazioni, come stress, depressione, riduzione dell'autostima, autocondanna e disturbi del sonno (41). Possono verificarsi anche casi di molestie sessuali. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato la prevalenza di burnout nella professione e l'aumento dei livelli di stress (42). I giornalisti maggiormente a rischio di burnout sono le donne più giovani, che hanno meno anni di esperienza, e lavorano per piccole testate giornalistiche. Da un'indagine europea emerge che il 60 % dei giornalisti intervistati riferisce di aver sofferto di burnout (43). |
3.7. Violenza da parte di terzi e minacce online
In Europa si è registrato un aumento degli episodi di violenza contro i giornalisti (44). L'ultima relazione di monitoraggio del consorzio Media Freedom Rapid Response (MFRR) ha documentato 1 548 violazioni della libertà di stampa nei confronti di 2 567 persone o entità collegate ai media nel 2024 (45).
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3.7.1. |
La salute mentale dei giornalisti può essere influenzata dall'aumento esponenziale delle minacce e degli attacchi online (molestie, intimidazioni, la divulgazione non autorizzata di informazioni private sensibili — doxing –, discredito attraverso account falsi, ecc.), che colpiscono in particolare le giornaliste e i giornalisti appartenenti a minoranze. Alla fine del 2023 l'OSCE ha pubblicato alcune linee guida (46) per aiutare le giornaliste ad affrontare più efficacemente questa nuova forma di pressione. Nel 2024 la piattaforma del Consiglio d'Europa (47) ha individuato nuove forme di attacchi digitali, con l'uso di deep fake su giornalisti. |
3.8. Intelligenza artificiale
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3.8.1. |
L'IA, oltre a offrire opportunità ai giornalisti, rappresenta anche una minaccia per il loro ruolo. Gli strumenti di IA generativa, come ChatGPT, sono una minaccia per la posizione dei giornalisti e molti temono che saranno sostituiti dall'IA. Nell'ottobre 2024 l'emittente OFF Radio di Cracovia (Polonia) è stata al centro di una serie di polemiche dopo aver sostituito i suoi giornalisti umani con presentatori generati dall'IA (48). Da un'indagine condotta dall'emittente pubblica belga VRT News (49) è emerso che oltre la metà degli articoli pubblicati sul sito web della rivista di moda Elle era attribuita a giornalisti generati dall'IA. I modelli di IA addestrati su grandi insiemi di dati di contenuti giornalistici possono generare risultati molto simili ai contenuti protetti dai diritti d'autore, e questo potrebbe comportare violazioni di tali diritti. |
3.9. Disinformazione
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3.9.1. |
La massiccia diffusione di disinformazione attraverso i social media, di origine straniera o nazionale, costringe i giornalisti a restare costantemente all'erta, anche al di fuori dell'orario di lavoro. Questa pressione si aggiunge all'aumento del carico di lavoro. Il diritto a un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata e alla disconnessione è considerato una nuova sfida. Alcuni degli Stati membri dell'UE hanno introdotto una legislazione che consente ai lavoratori di disconnettersi, come avviene in Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna (50). |
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3.9.2. |
Le relazioni rivelano una crescente perdita di fiducia nei media, dovuta alla portata della disinformazione. Questa perdita di credibilità ha un impatto sul morale e sull'autostima dei giornalisti. Da un'indagine è emerso che solo il 40 % dei partecipanti nei 47 mercati intervistati esprime fiducia nella maggior parte delle notizie (51). Di fronte all'avvelenamento del dibattito pubblico da parte della disinformazione, molti giornalisti si sentono incapaci di fronte alla minaccia che la professione possa essere privata dei suoi ruoli fondamentali di responsabilità e controllo. |
3.10. Media di servizio pubblico
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3.10.1. |
Sebbene godano generalmente di migliori condizioni lavorative e di una maggiore stabilità del posto di lavoro, i giornalisti del settore radiotelevisivo pubblico sono sempre più soggetti a restrizioni finanziarie, ristrutturazioni e interferenze politiche (52). Quasi la metà degli Stati membri dell'UE non garantisce la governance e l'indipendenza finanziaria dei propri media di servizio pubblico (53). Solo 14 paesi dispongono di emittenti pubbliche pienamente indipendenti: Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia. |
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3.10.2. |
Il CESE invita la Commissione europea a garantire un'attuazione e un'applicazione rigorose e tempestive del regolamento europeo sulla libertà dei media al fine di garantire l'indipendenza gestionale dei media di servizio pubblico, nonché la sostenibilità a lungo termine del relativo finanziamento. L'indipendenza operativa e i finanziamenti sostenibili hanno un impatto diretto sulle condizioni di lavoro dei giornalisti di tali media. |
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3.10.3. |
Il CESE sostiene i 14 Stati membri dell'UE che chiedono un aiuto finanziario sostenibile per Radio Free Europe / Radio Liberty (RFE/RL) e accoglie con favore la decisione di concedere un sostegno di emergenza da parte dell'UE dopo che il governo statunitense ha sospeso la sua concessione (54). RFE/RL può svolgere il suo ruolo cruciale, che consiste nel fornire un'informazione giornalistica multilingue indipendente agli Stati autocratici, solo se mirano a garantire ai giornalisti posti di lavoro dignitosi e buone condizioni di lavoro. |
3.11. Autocensura
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3.11.1. |
In un sondaggio commissionato dal Consiglio d'Europa (55), il 37 % degli intervistati dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa e della Bielorussia ha affermato che le «interferenze ingiustificate» influivano sul loro modo di lavorare, e il ricorso all'autocensura è risultato particolarmente diffuso. Il 69 % ha affermato di aver subito violenze psicologiche, soprattutto da parte delle autorità pubbliche, che comprendevano principalmente atti di svilimento e umiliazione (48 %), intimidazioni (56 %), minacce fisiche (41 %), nonché calunnie e campagne diffamatorie (43 %). |
Bruxelles, 3 dicembre 2025
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Séamus BOLAND
(1) Direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea (GU L 275 del 25.10.2022, pag. 33, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2041/oj).
(2) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52022XC0930%2802%29.
(3) Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/1989/391/oj).
(4) Conclusioni del vertice sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro (SSL) — Commissione europea.
(5) Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU C, C/2025/2958, 16.6.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/2958/oj), punto 1.1.
(6) https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/recommendation-protection-safety-and-empowerment-journalists.
(7) https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/bca5a5bd-090a-11ef-a251-01aa75ed71a1.
(8) Parere del Comitato economico e sociale europeo — Sviluppare delle prospettive e gestire i rischi in materia di nuove tecnologie per i servizi pubblici, per l'organizzazione del lavoro e per società più eque e inclusive (parere esplorativo richiesto dalla Commissione europea) (GU C, C/2025/114, 10.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/114/oj).
(9) https://fom.coe.int/en/accueil.
(11) Monitoring Media Pluralism in the EU [Monitorare il pluralismo dei media nell'Unione europea], 2025, pag. 6.
(12) Connolly, Emer. The Impact of Changing Work Practices in Journalism in Ireland [L'impatto del cambiamento delle pratiche di lavoro nel giornalismo in Irlanda], 2024.
(13) Europe Press Freedom Report [Relazione sulla libertà di stampa in Europa], redatta dalle organizzazioni partner della piattaforma del Consiglio d'Europa per promuovere la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti, marzo 2025.
(14) Raccomandazione CM/Rec(2016)4 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri sulla tutela del giornalismo e la sicurezza di giornalisti e altri operatori dei media, https://search.coe.int/cm?i=09000016806415d9.
(15) https://cadmus.eui.eu/server/api/core/bitstreams/6f582946-bb17-49fc-ab81-9a4b79b4d0ce/content.
(16) https://cadmus.eui.eu/server/api/core/bitstreams/6f582946-bb17-49fc-ab81-9a4b79b4d0ce/content.
(17) Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da procedimenti giudiziari manifestamente infondati o abusivi («azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica») [COM(2022) 177 final — 2022/0117 COD] (GU C 75 del 28.2.2023, pag. 143).
(18) Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Garantire la libertà e la diversità dei media in Europa» [parere d’iniziativa] (GU C 517 del 22.12.2021, pag. 9).
(19) https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/-/edn-20200503-1.
(20) https://transitionsmedia.org/2025/03/27/newtaktaksurvey/.
(21) https://cadmus.eui.eu/server/api/core/bitstreams/6f582946-bb17-49fc-ab81-9a4b79b4d0ce/content.
(22) https://www.etuc.org/en/speech/backing-journalists-etuc-stands-efj-collective-bargaining-and-quality-work.
(23) Media Pluralism Monitor 2024 [Osservatorio del pluralismo dei media 2024], pag. 91.
(24) https://cadmus.eui.eu/bitstream/handle/1814/77028/Media%20Pluralism%20Monitor%20Report_2024.pdf.
(25) Together, stronger: a collective approach to mental health [Insieme, più forti: un approccio collettivo alla salute mentale], Unione nazionale giornalisti del Regno Unito e dell'Irlanda (NUJ), 2023.
(26) https://oshwiki.osha.europa.eu/en/themes/journalism-and-psychosocial-risk-factors#_edn23.
(27) https://www.etui.org/topics/health-safety-working-conditions/hesamag/journalism-an-increasingly-precarious-profession/burnout-among-journalists-a-symptom-of-discontent-in-newsrooms.
(28) https://taktak.media/2025/03/27/new-survey-of-europes-journalists-finds-more-than-60-are-forced-to-work-other-jobs/.
(29) https://europeanjournalists.org/wp-content/uploads/2025/10/SUJ_Stronger-Minds-Stronger-Media_10.2025-1_compressed-1.pdf.
(30) Labouring the news: Management control strategies and work intensification in the digital newsroom [Produrre le notizie: strategie di controllo del management e intensificazione del lavoro nella redazione digitale], 2023.
(31) Savage, Michael. «We need to set the terms or we're all screwed»: how newsrooms are tackling AI's uncertainties and opportunities [«Dobbiamo fissare le condizioni o rimaniamo tutti fregati»: come le redazioni stanno affrontando le incertezze e le opportunità dell'IA], The Guardian, 22 marzo 2025.
(32) Liberties Media Freedom Report 2025 [Relazione sulla libertà dei media], pag. 13.
(33) Connolly, Emer. The Impact of Changing Work Practices in Journalism in Ireland [L'impatto del cambiamento delle pratiche di lavoro nel giornalismo in Irlanda], 2024.
(34) https://taktak.media/2025/03/27/new-survey-of-europes-journalists-finds-more-than-60-are-forced-to-work-other-jobs/.
(35) The impact of stress, anxiety, and burnout on journalists: a systematic review [L'impatto dello stress, dell'ansia e del burnout sui giornalisti: un'analisi sistematica], 2025.
(36) Charon, Jean-Marie. Hier, journalistes: ils ont quitté la profession [Ieri, giornalisti: hanno abbandonato la professione], Entremises, 2021.
(37) Verza & al. Studio LM4D, Uncovering news deserts in Europe. Risks and opportunities for local and community media in the EU [Individuare i deserti di notizie in Europa. Rischi e opportunità per i media locali e di comunità nell'UE], https://cmpf.eui.eu/wp-content/uploads/2024/02/CMPF_Uncovering-news-deserts-in-Europe_LM4D-final-report.pdf.
(38) https://cadmus.eui.eu/bitstream/handle/1814/77028/Media%20Pluralism%20Monitor%20Report_2024.pdf.
(39) https://cadmus.eui.eu/server/api/core/bitstreams/b0fef1e3-043a-5880-93ce-cb3ee9ed5d54/content.
(40) https://cadmus.eui.eu/bitstream/handle/1814/77028/Media%20Pluralism%20Monitor%20Report_2024.pdf.
(41) https://oshwiki.osha.europa.eu/it/themes/journalism-and-psychosocial-risk-factors#_edn28.
(42) Rafter, Kevin & Wheatley, Dawn., Irish Journalists at Work: Values, Roles & Influences [Giornalisti irlandesi al lavoro: valori, ruoli e influenze], Dublin City University, Irlanda, 2023. Disponibile qui: https://www.dcu.ie/sites/default/files/inline-files/full_irish-journalists-at-work-11122023-1.pdf.
(43) https://wan-ifra.org/2025/04/new-survey-finds-europes-journalists-marked-by-burnout-fearful-of-ai-yet-still-passionate-professionals/.
(44) https://www.mfrr.eu/; https://fom.coe.int/en/accueil.
(45) https://www.ecpmf.eu/mfrr-monitoring-report-2024/.
(46) https://www.osce.org/files/f/documents/b/0/554098_1.pdf.
(47) CoE Platform Annual report 2025 [Relazione annuale 2025 della piattaforma del Consiglio d'Europa], pag. 59.
(48) https://edition.cnn.com/2024/10/24/media/polish-radio-ai-presenters-scli-intl.
(49) https://www.vrt.be/vrtnws/nl/2025/06/26/modeblad-elle-gebruikt-nepjournalisten-voor-online-artikels/.
(50) https://oshwiki.osha.europa.eu/it/themes/journalism-and-psychosocial-risk-factors#_edn31.
(51) https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2024.
(52) Monitoring Media Pluralism in the European Union [Monitorare il pluralismo dei media nell'Unione europea], 2025.
(53) Monitoring Media Pluralism in the European Union [Monitorare il pluralismo dei media nell'Unione europea], 2025.
(54) https://www.publicmediaalliance.org/filling-the-gap-left-by-rfe-rl/.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/867/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)