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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2026/682 |
28.1.2026 |
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
La strategia Battery Booster
(C/2026/682)
L'industria europea delle batterie è al centro degli sforzi messi in campo dall'UE per conseguire gli obiettivi climatici che si è posta e rafforzarsi sul piano della resilienza economica, della sicurezza energetica e delle capacità di difesa. Secondo le proiezioni, la domanda di batterie in Europa crescerà vertiginosamente nei prossimi anni, trainata dall'elettrificazione di diversi settori, tra cui quello dei veicoli elettrici, e di mercati emergenti quali l'aviazione elettrica e il trasporto marittimo elettrico. Le batterie rivestono inoltre una funzione fondamentale per lo stoccaggio dell'energia su scala di rete, strumentale allo sviluppo della resilienza del sistema energetico, nonché per le applicazioni di difesa, a riprova della loro importanza strategica. Questi sviluppi, sommati alla continua decarbonizzazione del settore energetico, permetteranno di ridurre la spesa per le importazioni di energia e la nostra dipendenza geopolitica dalle importazioni di combustibili fossili.
Nell'ultimo decennio l'azione attuata dall'UE per potenziare la catena del valore della produzione di batterie ha sbloccato ingenti investimenti, trainati dalla rapida crescita del settore. Grazie alla spinta data dall'Alleanza europea delle batterie, nata nel 2017, e da importanti progetti specifici di comune interesse europeo (1) (IPCEI), la capacità di produzione di celle per batterie è passata dall'esiguo 1 GWh del 2017 agli oltre 200 GWh attuali, generando investimenti per circa 33 miliardi di EUR nelle sole fabbriche di batterie da allora al 2025 (2). Anche i segmenti intermedi hanno registrato un'espansione significativa, con un aumento della produzione di componenti critici quali materiali catodici e anodici attivi, elettroliti, separatori e leganti.
Le condizioni che avevano inizialmente alimentato questa crescita sono però mutate negli ultimi anni. Una combinazione di questioni strutturali ed esterne sta mettendo a repentaglio la capacità dell'ecosistema delle batterie dell'UE di svilupparsi in modo adeguato e rischia di aggravare la dipendenza strategica da tecnologie di paesi terzi. Tali condizioni pongono anche rischi per la sicurezza economica. La conseguente flessione si riflette nell'annullamento, nel ridimensionamento e nel differimento di molti progetti.
Una delle sfide è rappresentata dalla sovraccapacità globale della catena del valore delle batterie, responsabile di aver generato un'intensa concorrenza basata sui prezzi. Nel 2025 la produzione mondiale di batterie ha superato i 4 000 GWh a fronte di una domanda mondiale inferiore a 2 000 GWh. Tale situazione rappresenta una sfida strutturale per la catena del valore europea delle batterie, in quanto la competitività si acquisisce attraverso una dimensione di scala, che è possibile raggiungere soltanto dopo una costosa fase di espansione, durante la quale i costi di produzione sono nettamente superiori a quelli sostenuti dai produttori maturi. La situazione che si è venuta a creare ha posto un ostacolo al raggiungimento della dimensione di scala.
La concorrenza mondiale, inoltre, non si svolge in un contesto di parità di condizioni, e questo aspetto è pregiudizievole per l'ecosistema europeo delle batterie. Molti concorrenti di paesi terzi sono sostenuti in misura massiccia da sovvenzioni statali che consentono loro di ridurre i costi e di espandersi in modo aggressivo sia a livello nazionale che internazionale. A differenza delle sovvenzioni estere, che sono principalmente finalizzate a sostenere la produzione, la strategia europea non si è concentrata abbastanza sull'adozione di misure efficaci per l'approvvigionamento di batterie nel mercato unico e non ha affrontato in misura sufficiente la questione dello sviluppo di una catena di approvvigionamento interna competitiva. Questo pone i produttori europei in una posizione di svantaggio. Attualmente molti concorrenti beneficiano di doppie sovvenzioni: sostenuti a livello nazionale sul versante della produzione, ricevono un ulteriore sostegno nell'UE sul versante della domanda. Tale situazione non è più accettabile.
Nonostante i notevoli sforzi compiuti per costruire una catena del valore interna delle batterie, l'UE è diventata un importatore netto di batterie e l'industria del settore è fortemente concentrata in determinati mercati. Nel 2024 l'UE ha importato batterie per un controvalore di circa 28 miliardi di EUR, di cui 22 miliardi dalla sola Cina (3). Attualmente la Cina domina la produzione mondiale di batterie, se si considera che nel 2024 ha realizzato circa l'83 % della capacità globale, superando di gran lunga la propria domanda interna (4). Il suo controllo sugli anelli intermedi e a monte della catena di approvvigionamento delle batterie è ancora più marcato. La Cina detiene una posizione dominante di tipo sistemico sull'intera catena del valore delle batterie, che crea dipendenze critiche e strozzature della catena di approvvigionamento per quanto riguarda componenti e tecnologie a monte di importanza cruciale. Tale posizione consente alla Cina di gonfiare i costi dei fattori produttivi, il che potrebbe erodere ulteriormente la competitività dei fabbricanti dell'UE, e di imporre restrizioni all'esportazione, come ha fatto per le sue tecnologie avanzate per batterie. Il rischio è che la dipendenza dalle tecnologie estere per batterie non soltanto metta a repentaglio la competitività industriale dell'UE, ma comporti anche un ritardo dell'Unione nelle applicazioni critiche per la difesa e la sicurezza energetica.
Con una strategia industriale assertiva, la Cina sfrutta gli investimenti esteri diretti per espandere la propria posizione dominante sul mercato. Negli ultimi anni imprese straniere hanno acquisito progetti critici e avviato attività di solo assemblaggio. Questo ha portato a un aumento delle dipendenze strategiche dai fornitori esterni, che ha reso l'Europa più vulnerabile alla manipolazione dei prezzi, alle perturbazioni dell'approvvigionamento e agli shock geopolitici. L'Europa non può permettersi di ripetere gli errori strategici commessi con le dipendenze energetiche del passato. Quella delle batterie è una delle tecnologie chiave individuate nella strategia di sicurezza economica dell'UE. Salvaguardare la sovranità tecnologica in questo settore, che costituisce l'elemento portante dell'elettrificazione, non è una scelta, ma una necessità.
Le sfide appena delineate impongono un'azione urgente su tutta la catena del valore delle batterie dell'UE ancorata a una solida strategia industriale che utilizzi al meglio e sviluppi la catena del valore in tutto il territorio dell'Unione. Con la transizione dell'industria automobilistica verso veicoli a emissioni zero, l'UE si trova ad affrontare una riduzione del valore aggiunto lungo la catena del valore. Mentre per i veicoli con motore a combustione interna il contenuto dell'UE supera l'80 %, per i veicoli elettrici a batteria, nei quali il 30-40 % del costo è rappresentato dalla batteria, il contenuto dell'UE si attesta attualmente a meno del 50 % nella maggior parte dei casi. In un mercato in crescita, che entro il 2030 raggiungerà secondo le stime i 250 miliardi di EUR l'anno (un importo pari al PIL della Grecia), sosteniamo l'obiettivo del piano d'azione per il settore automobilistico di conseguire per il 2030 un valore aggiunto europeo superiore al 50 % nell'ambito della catena del valore.
È per questo motivo che la Commissione presenta un nuovo business case per la fabbricazione di batterie in Europa, che spazia dall'approvvigionamento delle materie prime all'espansione della produzione, a favore delle vendite e della parità di condizioni. L'iniziativa «Battery Booster», basata su iniziative precedenti quali il regolamento sulle batterie, il regolamento sull'industria a zero emissioni nette, il piano d'azione per il settore automobilistico e il piano d'azione strategico per le batterie, poggia su sei pilastri. È concepita per: 1) sbloccare gli investimenti; 2) sviluppare una catena del valore a monte resiliente; 3) allineare gli investimenti esteri agli interessi strategici dell'Europa; 4) stimolare la domanda di batterie prodotte nell'UE; 5) accelerare la ricerca, l'innovazione e la disponibilità di competenze per la catena del valore delle batterie; e 6) coordinare l'azione in modo da massimizzare l'impatto in tutta Europa.
Figura 1. I sei pilastri del Battery Booster
Pilastro I: favorire l'espansione dei fabbricanti dell'UE attraverso il sostegno finanziario
È assolutamente necessario sostenere la produzione di batterie nell'UE in risposta alle pressanti sfide internazionali e alle difficoltà che l'industria incontra nel potenziare la produzione. La fabbricazione di celle per batterie richiede ingenti investimenti in conto capitale a causa della necessità di grandi infrastrutture industriali, di attrezzature avanzate e di elevati standard di qualità e sicurezza. Inoltre, la fase di espansione tende a presentare costi elevati e ricavi modesti a causa degli alti tassi di scarto, del tempo necessario per avviare la produzione e dei modesti quantitativi prodotti. In questa fase occorre affrontare una curva di apprendimento ripida per padroneggiare e perfezionare il processo di fabbricazione. Per mettere in sicurezza l'attuale riserva di progetti, incoraggiare ulteriori investimenti privati e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento del settore automobilistico e di quello dello stoccaggio dell'energia, la Commissione si impegna ad attuare misure di sostegno finanziario mirate.
Nel dicembre del 2024, attraverso il Fondo per l'innovazione, la Commissione europea ha proposto sovvenzioni per 1 miliardo di EUR per sostenere progetti di produzione di celle per batterie per veicoli elettrici. Ha inoltre dotato il programma InvestEU di un'integrazione di 200 milioni di EUR (sotto forma di garanzie per prestiti) a titolo del Fondo per l'innovazione dell'UE, al fine di sostenere progetti innovativi nell'ambito della catena del valore europea della produzione di batterie. Relativamente alla produzione di tecnologie pulite nel quadro dell'invito ancora aperto per le tecnologie a zero emissioni nette, con dotazione di 1 miliardo di EUR, è altresì disponibile un sostegno per la catena del valore delle batterie a monte, ad esempio per il materiale catodico attivo (CAM) e il materiale anodico attivo (AAM), nonché per il riciclaggio delle batterie. I materiali CAM e AAM sono componenti essenziali delle batterie agli ioni di litio. Lo strumento per gli investimenti in materia di innovazione interregionale (I3) supporta inoltre l'espansione di progetti di innovazione interregionale maturi nell'ambito delle catene del valore europee di importanza strategica, come l'industria delle batterie (5).
Sulla base di queste iniziative iniziali, la Commissione europea sta istituendo lo strumento «Battery Booster» per mobilitare finanziamenti per 1,5 miliardi di EUR a titolo del Fondo per l'innovazione a sostegno dei produttori europei di celle per batterie durante la fase di espansione. Il sostegno assumerà la forma di prestiti senza interessi. Tali prestiti saranno erogati in più rate in base alle prestazioni e vincolati al raggiungimento di traguardi specifici determinati in funzione dei progressi compiuti nell'attuazione del piano aziendale, fino a quando i progetti avranno effettivamente conseguito la produzione su larga scala e livelli più elevati di sostenibilità commerciale. La conformità al regolamento (UE, Euratom) 2024/2509, alla direttiva 2003/87/CE e al regolamento delegato (UE) 2019/856 sarà garantita sia nella progettazione che nell'attuazione dello strumento. L'obiettivo generale è fare in modo che il sostegno pubblico catalizzi gli investimenti del settore privato, acceleri lo sviluppo industriale e rafforzi la posizione dell'Europa sul mercato mondiale delle batterie.
Per quanto riguarda l'ulteriore coinvolgimento degli Stati membri, nella disciplina degli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita la Commissione ha già riconosciuto la situazione specifica di produttori di tecnologie pulite come i produttori di batterie, in particolare per quanto riguarda la concorrenza sleale a livello mondiale, gli sforamenti imprevisti dei costi o le incertezze sulla domanda futura. Ha inoltre chiarito che gli Stati membri possono fornire finanziamenti a condizioni di mercato, anche sotto forma di strumenti di equity e quasi-equity, insieme ad operatori privati, intervento questo che può contribuire a ovviare al suddetto problema di limitata capacità di assorbimento degli shock che affligge i fornitori con sede nell'UE a causa delle dimensioni ridotte dei loro bilanci. La Commissione invita gli Stati membri ad avvalersi di queste possibilità già esistenti, che possono concorrere al superamento delle criticità più gravi dell'industria, offrendo al contempo la possibilità di un ritorno per i contribuenti una volta che i livelli di produzione consentiranno una produzione redditizia.
A medio termine, nell'ambito del prossimo bilancio pluriennale dell'UE che si applicherà a partire dal 2028, la proposta relativa a un Fondo europeo per la competitività (ECF) prevede un sostegno alle «azioni per l'incremento della produzione», anche nel settore delle tecnologie pulite, come quello dell'industria delle batterie. Nelle more, lo strumento Battery Booster offrirà al comparto una soluzione ponte, fornendo un sostegno immediato fino a quando il quadro ECF non sarà pienamente operativo.
Tale approccio riconosce l'urgente necessità di un'azione rapida per potenziare le capacità produttive dell'UE nel campo delle batterie al fine di conseguire e mantenere un vantaggio competitivo nel mercato globale.
Figura 2. Sostegno finanziario
Per quanto riguarda il rafforzamento dell'economia circolare, gli Stati membri sono inoltre invitati a sfruttare appieno le attuali possibilità di aiuti di Stato previste dalla disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell'ambiente e dell'energia per incoraggiare l'uso efficiente delle risorse e la transizione verso un'economia circolare.
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Pilastro II: sviluppare una catena del valore a monte resiliente per l'accesso alle materie prime e ai fattori produttivi
L'industria delle batterie dell'UE è alle prese con difficoltà nella catena di approvvigionamento dovute alle tensioni geopolitiche e alla dipendenza da un ristretto numero di fornitori di paesi terzi, anche con riguardo a materie prime critiche. Tale dipendenza, che comporta il rischio di perturbazioni dell'approvvigionamento e di costi più elevati, ostacola gli sforzi tesi a costruire una catena del valore sicura.
La Commissione europea ha adottato misure significative per sostenere l'elaborazione di progetti relativi alle materie prime strategiche connessi alla produzione di batterie. All'inizio di quest'anno ha designato come progetti strategici a norma del regolamento sulle materie prime critiche 32 progetti nell'UE incentrati sulle materie prime per batterie, quali litio, nichel e grafite, e 10 progetti in paesi terzi. Questi progetti strategici potranno beneficiare di procedure semplificate di rilascio delle autorizzazioni e di finanziamenti coordinati. La Commissione ha pubblicato un secondo invito a presentare progetti strategici, chiedendo ai promotori di progetti di presentare domanda entro il 15 gennaio 2026.
Figura 3. Progetti strategici relativi alle materie prime critiche connessi alle batterie
Per accelerare la diversificazione dell'approvvigionamento di materie prime per batterie la Commissione ha inoltre adottato il piano d'azione RESourceEU, che mobiliterà 3 miliardi di EUR di fondi dell'UE nei prossimi 12 mesi per fornire un sostegno diretto alla catena del valore delle materie prime critiche.
Il recente accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo sul rafforzamento del programma InvestEU aumenta la garanzia dell'UE di 2,9 miliardi di EUR, con l'obiettivo di sbloccare quasi 55 miliardi di EUR di investimenti aggiuntivi del settore pubblico e privato. In questo modo è possibile sostenere, tra l'altro, progetti nel settore delle materie prime critiche, comprese tutte le fasi di sviluppo, dal sostegno alle start-up alla fase di espansione fino alla diffusione sul mercato. Nel complesso, la Commissione prevede di mobilitare investimenti nell'ambito dello strumento InvestEU per circa 6 miliardi di EUR entro il 2027, di cui almeno 2 miliardi di EUR di investimenti connessi alle materie prime critiche nel periodo 2026-2027. Darà impulso alla riserva di progetti attraverso il polo di consulenza InvestEU.
La Commissione ha individuato progetti adeguati per ridurre del 30 %-50 % entro il 2029, o anche prima, le dipendenze dell'UE dalle materie prime provenienti da un unico paese di origine. Con il polo di finanziamento per le materie prime critiche e il centro per le materie prime critiche, che saranno istituiti nel 2026, la Commissione seguirà da vicino i progressi nella definizione del fabbisogno di finanziamenti e nell'accelerazione verso la maturità del mercato. Nel marzo del 2026 la Commissione avvierà inoltre il primo ciclo del meccanismo per le materie prime sulla piattaforma dell'UE per l'energia e le materie prime. Il primo ciclo del marzo 2026 riguarderà le catene del valore delle terre rare e delle materie prime per le batterie e la difesa immediatamente disponibili o di prossima disponibilità.
Per rafforzare la catena del valore delle batterie dell'UE è altrettanto importante riciclare le risorse disponibili in Europa. Per questo motivo, muovendo da quanto recentemente annunciato per RESourceEU e dall'atto di esecuzione del regolamento sulle batterie relativo all'etichettatura, la Commissione adotterà misure per facilitare il recupero e il riciclaggio delle materie prime per batterie. Per quanto riguarda le batterie, il riciclaggio richiede anche l'accesso alla massa nera e una capacità di raffinazione sufficiente, aspetti che continuano a essere problematici per l'industria europea.
Come deciso nel marzo 2025, i rifiuti di batterie agli ioni di litio e la massa nera saranno classificati come rifiuti pericolosi a partire dal dicembre 2026. Ciò significa che le relative esportazioni verso paesi non appartenenti all'OCSE saranno vietate dopo tale data. La Commissione si adopererà affinché il divieto sia attuato in modo efficace e senza elusioni e, se necessario, presenterà misure supplementari per limitare ulteriormente le esportazioni di massa nera.
È assolutamente necessario inoltre che il recupero di litio, cobalto e nichel dalla massa nera avvenga all'interno dell'UE. Gli impianti di riciclaggio che permettono di estrarre materiali dalla massa nera stanno compiendo progressi, ma rappresentano solo una piccola parte della futura domanda europea e devono maturare ulteriormente. Queste sfide richiedono investimenti sostanziali negli impianti di riciclaggio delle batterie e un potenziamento del sostegno finanziario destinato al riciclaggio delle batterie.
Sulla scia dell'ambizioso programma annunciato in RESourceEU, il Battery Booster permette di compiere un ulteriore passo avanti nello sviluppo della catena del valore a monte del settore delle batterie. Fino a 300 milioni di EUR saranno utilizzati per sostenere progetti relativi alle materie prime critiche fondamentali per la catena del valore delle batterie, in particolare riguardanti litio, cobalto, nichel, manganese e grafite. Tale sostegno colmerà una grave carenza del mercato, in quanto molti promotori di progetti relativi alle materie prime per batterie devono far fronte a ingenti costi iniziali per potenziare la produzione, disponendo di un bilancio di dimensioni limitate al quale attingere. Nel terzo trimestre del 2026 la Commissione adotterà inoltre un atto legislativo sull'economia circolare che permetterà di accelerare la transizione circolare, rafforzando la sostenibilità, la resilienza e la competitività dell'Unione facendo leva sul mercato unico. Tale atto legislativo introdurrà norme più semplici e armonizzate, ridurrà i costi delle attività circolari transfrontaliere e creerà un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie.
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Azioni faro
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Pilastro III: assicurare investimenti a valore aggiunto e condizioni di parità a livello industriale nell'UE
I produttori europei di batterie si muovono in un contesto segnato da avversità geopolitiche e da un'agguerrita concorrenza estera in un mercato privo di reali condizioni di parità per il commercio e gli investimenti. Questa situazione rende possibile l'ingresso nell'ecosistema delle batterie dell'UE di importazioni che sono frutto di concorrenza sleale. Si registra un crescente interesse da parte di operatori stranieri a investire nel settore delle batterie, ma attualmente l'UE non dispone di condizioni chiare per garantire che gli investimenti apportino un valore aggiunto. In assenza di solide misure di salvaguardia, l'UE rimane esposta a una concentrazione della proprietà in mano a soggetti esteri, al controllo tecnologico esterno e a una limitata integrazione nelle catene di approvvigionamento europee.
Per questo motivo la Commissione sta valutando la possibilità di proporre una nuova serie di condizioni volte a fare in modo che gli investimenti esteri diretti, compresi quelli che interessano la catena del valore delle batterie, procurino vantaggi evidenti per la competitività e la resilienza dell'Europa. I progetti nei segmenti strategici, dalla trasformazione dei materiali alla fabbricazione delle celle delle batterie fino al riciclaggio, dovrebbero portare alla creazione di valore per l'economia dell'UE e potrebbero pertanto dover essere vincolati al rispetto di alcune condizioni in materia di governance, quota massima di proprietà straniera, trasferimento di tecnologia, ricerca e sviluppo, sviluppo della forza lavoro e integrazione della catena di approvvigionamento.
In linea con gli obiettivi del patto per l'industria pulita e del piano d'azione per il settore automobilistico, l'UE deve continuare a formare partenariati strategici per rafforzare la resilienza della sua catena di approvvigionamento. Il memorandum d'intesa sulle batterie tra le associazioni di settore europee e giapponesi, firmato nel settembre del 2025, porterà a una maggiore cooperazione su aspetti chiave, tra cui il riciclaggio e la circolarità, la condivisione dei dati e le competenze. Insieme ai paesi partner internazionali continueremo a sviluppare e a diversificare le catene di approvvigionamento e a ridurne i rischi, per rafforzare la capacità produttiva dell'UE.
Parallelamente, la Commissione continuerà a valersi dei propri strumenti per garantire condizioni di parità nel mercato unico, anche, se del caso, con indagini a norma del regolamento sulle sovvenzioni estere su potenziali distorsioni della concorrenza nella catena del valore delle batterie imputabili a sovvenzioni estere, promuovendo una concorrenza leale in tutti gli Stati membri. In più, la Commissione monitorerà attivamente gli sviluppi relativi agli strumenti di sicurezza economica e di difesa commerciale per il settore delle batterie. Questa attività di vigilanza è essenziale per mantenere la stabilità del mercato e garantire condizioni commerciali eque in tutti i settori.
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Pilastro IV: sostenere gli acquisti di prodotti «made in EU», rafforzare la resilienza e la sostenibilità
Per sostenere l'emergere di una catena del valore europea delle batterie resiliente e dare impulso alla domanda, la Commissione stimolerà la nascita di mercati guida per le batterie, i componenti e i materiali prodotti nell'UE facendo leva sulle dimensioni e sulla prevedibilità del fabbisogno di batterie dell'UE.
Nell'ambito dell'atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale, la Commissione proporrà prescrizioni di contenuto dell'UE per le batterie e i relativi componenti, in linea con gli impegni giuridici internazionali dell'Unione e le norme applicabili in materia di aiuti di Stato. Tali prescrizioni saranno concepite in modo da fare sì che i fondi pubblici siano convogliati verso la produzione e l'occupazione nell'UE per aiutare i fabbricanti di batterie dell'Unione a espandersi e ad appiattire la ripida curva di apprendimento industriale. Saranno inoltre concepite in modo da sbloccare capitali privati e attirarli nei segmenti più strategici della catena del valore delle batterie.
Le prescrizioni di contenuto dell'UE contribuiranno a garantire il pieno utilizzo delle capacità esistenti di produzione di componenti essenziali per batterie ogniqualvolta sia fornito un sostegno da parte dell'UE o degli Stati membri e assicureranno il sostegno necessario affinché i progetti pianificati, annunciati e in sospeso possano essere realizzati con successo. Ciò è possibile ancorando più fasi della catena del valore delle batterie in Europa. Questa impostazione non soltanto ridurrà l'esposizione dell'industria delle batterie dell'UE ai rischi geopolitici, ma farà anche sì che i finanziamenti pubblici siano utilizzati ai fini della resilienza industriale europea e della competitività del settore a lungo termine. Le prescrizioni di cui sopra possono anche avere un effetto positivo sull'estrazione e sulla trasformazione delle materie prime critiche, ambiti in cui è fondamentale creare una domanda forte e prevedibile per ridurre i rischi per gli investimenti.
La Commissione esaminerà anche in che modo la produzione europea di droni per l'industria della difesa possa contribuire in misura maggiore a ridurre i rischi nel processo di espansione della catena del valore delle batterie.
Quanto sopra verrà a integrare le prescrizioni già applicabili a norma del regolamento sull'industria a zero emissioni nette, che impongono agli Stati membri di includere criteri di resilienza in tutti i regimi di sovvenzione nuovi o aggiornati a favore dei veicoli elettrici a partire dal gennaio del 2026. La Commissione pubblica oggi una comunicazione che contiene orientamenti sulle modalità di attuazione pratica di tali disposizioni.
Parallelamente, avanzano i lavori per attuare il regolamento sulle batterie nell'ottica di un rafforzamento del mercato unico europeo delle batterie. Una maggiore trasparenza e una maggiore disponibilità di informazioni attraverso l'etichettatura, con informazioni sull'impronta di carbonio, consentiranno inoltre di migliorare la sostenibilità dell'intera catena del valore.
Occorre promuovere iniziative e tecnologie che rispondano alle esigenze effettive dei conducenti, evitando nel contempo inutili sovradimensionamenti, e rendere più agevoli ed economiche le attività di riparazione e riciclaggio, ad esempio attraverso la standardizzazione.
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Pilastro V: promuovere la ricerca, l'innovazione e le competenze per la catena del valore delle batterie dell'UE
Quella delle batterie è ancora un'industria nascente, con un enorme potenziale di innovazione e crescita. L'UE deve fare in modo che il suo ecosistema delle batterie cresca, tenga il passo con i progressi tecnologici a livello mondiale e rimanga all'avanguardia nella tecnologia delle batterie. Per restare competitiva sia nella produzione delle batterie che nello sviluppo tecnologico, l'UE deve investire di più nella ricerca e nello sviluppo (R&S) per sviluppare nuove tecnologie delle batterie, migliorare il riciclaggio delle batterie e colmare le lacune critiche nella catena del valore.
Non si tratta di un percorso inedito: l'opera di sviluppo e rafforzamento dell'ecosistema di R&S dell'UE nel settore delle batterie è in corso da molti anni, ma ora è necessario imprimere un'accelerazione e potenziare questo ecosistema. Nel periodo 2021-2027 l'UE mira a fornire fino a 925 milioni di EUR a sostegno del partenariato Batt4EU di Orizzonte Europa. Questa iniziativa strategica sostiene lo sviluppo di tecnologie differenzianti nei settori dei materiali per batterie, della progettazione delle celle per batterie, della fabbricazione e del riciclaggio delle batterie, sfruttando le sinergie tra le applicazioni delle batterie nel settore dei trasporti e in quello dello stoccaggio dell'energia elettrica. Tra il 2025 e il 2027 il partenariato sosterrà progetti di ricerca e innovazione (R&I) nell'ambito dell'intera catena del valore per un importo complessivo di 382 milioni di EUR. Il partenariato di specializzazione intelligente sui materiali avanzati per batterie destinate alla mobilità elettrica e allo stoccaggio stazionario dell'energia consente alle regioni di allineare le rispettive priorità in tema di innovazione e di collaborare a tali progetti (6). Nel settembre del 2025, inoltre, il partenariato Batt4EU, insieme agli altri due partenariati riguardanti il settore automobilistico nell'ambito di Orizzonte Europa (2Zero e CCAM), ha firmato un memorandum d'intesa con la Commissione europea per allineare le priorità strategiche allo scopo di stimolare la competitività dell'industria automobilistica dell'UE e mettere a punto un'agenda strategica comune per la ricerca e l'innovazione. La Commissione esaminerà nel contempo ulteriori possibilità di finanziamento delle attività di ricerca e innovazione per migliorare le tecnologie delle celle per batterie. Il Consiglio europeo per l'innovazione (CEI) finanzierà inoltre start-up e PMI che sviluppano materiali avanzati per il settore dello stoccaggio dell'energia attraverso un invito specifico a presentare proposte nell'ambito del programma di finanziamento Acceleratore, che sarà lanciato nel 2026.
In futuro l'allineamento e la deframmentazione delle iniziative di ricerca pubbliche e private saranno fondamentali per la competitività della catena del valore delle batterie dell'UE. Nell'ambito del rinnovato piano strategico per le tecnologie energetiche (SET), ora ancorato al regolamento sull'industria a zero emissioni nette, il gruppo di lavoro per l'attuazione dedicato alle tecnologie delle batterie (guidato dagli Stati membri insieme alla Commissione europea e sostenuto dal settore privato e dal mondo accademico) presenterà un piano comune di investimenti e attuazione nel 2026.
Il piano mapperà le risorse disponibili e definirà gli impegni di attuazione e investimento degli Stati membri e dei portatori di interessi per conseguire le priorità e gli obiettivi comuni europei in materia di R&I condivisi tra settore pubblico e settore privato. Si concentrerà sulle composizioni chimiche delle batterie ad alte prestazioni di prossima generazione, comprese quelle rilevanti per le applicazioni militari, affrontando problemi connessi ad accordi di acquisto iniziali e linee di produzione a bassi volumi. Il piano getterà le basi per una nuova programmazione coordinata in materia di R&I che, sulla base delle iniziative finanziate nell'ambito del pilastro II della presente strategia, sarà concepita per stimolare la competitività nelle tecnologie delle batterie, al fine di migliorare il processo di fabbricazione e riciclaggio e sviluppare macchinari fabbricati nell'UE per la produzione di batterie nonché nuovi concetti di batteria e nuovi materiali per batterie in tutte le applicazioni. Ciò sarà di supporto ai lavori nell'ambito dello strumento di coordinamento per la competitività (pilastro VI).
Data la rapida evoluzione tecnologica, se si vuole far sì che l'industria delle batterie disponga di una forza lavoro dotata delle giuste competenze, è necessario portare un'attenzione costante allo sviluppo di queste ultime, al miglioramento del loro livello e alla riqualificazione. L'osservatorio sull'analisi del fabbisogno di competenze, istituito nell'ambito dell'Unione delle competenze, svolgerà un ruolo fondamentale nell'individuare il fabbisogno e nel monitorare costantemente la domanda da questo punto di vista. Fornirà contributi al processo del semestre europeo, rafforzando l'attenzione politica e consentendo di mobilitare i finanziamenti necessari. Per adeguare l'offerta di competenze alla domanda, serviranno investimenti provenienti sia da fonti pubbliche (fondi dell'UE, progetti sostenuti dall'UE) che private, che dovranno essere disponibili su un arco temporale stabile, in considerazione della crescente evoluzione del settore.
Il rafforzamento della capacità di produzione di batterie dell'UE richiede una ragguardevole forza lavoro qualificata. Le ulteriori azioni da mettere in campo dovrebbero basarsi sugli insegnamenti tratti dalle accademie dell'industria a zero emissioni nette, tra cui l'accademia dell'Alleanza europea delle batterie. Attraverso le accademie dell'industria a zero emissioni nette la Commissione sostiene l'istruzione e la formazione per il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione nel settore delle batterie in tutta l'UE. Tale intervento richiede la mobilitazione di attori europei provenienti dall'industria, dalle autorità degli Stati membri (anche a livello regionale e locale), dagli erogatori di istruzione e formazione e dalle parti sociali.
La Commissione valuterà inoltre ulteriori modalità pratiche per sostenere l'innovazione della produzione europea di batterie, tenendo conto dei quadri e degli strumenti esistenti. Tra queste modalità potrebbero rientrare, se necessario, la fornitura di orientamenti sulla possibilità di sviluppare una più stretta cooperazione tra gli operatori dell'industria delle batterie allo scopo di collaborare a nuovi progetti di R&I.
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Azioni faro
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Pilastro VI: coordinare le azioni in modo da massimizzarne gli effetti in tutta Europa
Il Battery Booster incarna la strategia industriale generale dell'Europa per l'intera catena del valore delle batterie. Il sostegno deve essere coordinato e l'attuazione deve essere coerente in tutto l'ecosistema: queste sono condizioni fondamentali per la sua riuscita. La Commissione e gli Stati membri devono intraprendere un'azione congiunta, insieme ad istituti finanziari e operatori del mercato, per imprimere un impulso coerente ed efficace.
La Commissione ha in programma di introdurre un nuovo strumento di coordinamento per la competitività, concepito per coordinare l'azione portata avanti a livello europeo con quella intrapresa a livello nazionale e per conseguire la coerenza tra le priorità condivise degli Stati membri in tema di competitività in settori e progetti fondamentali di importanza strategica e di comune interesse europeo (7). Per quanto riguarda il settore delle batterie, l'obiettivo principale sarà allineare l'azione a livello transfrontaliero e di UE per conseguire un maggiore impatto economico in tutta Europa.
Figura 4. Progetti dell'UE relativi alle batterie in base agli annunci dell'industria
Sarà istituito per il settore delle batterie uno strumento pilota di coordinamento per la competitività al fine di sostenere l'efficace attuazione delle misure annunciate nell'ambito del Battery Booster. L'obiettivo dello strumento pilota sarà di:
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consentire lo scambio di informazioni in tema di competenze, finanziamenti, ricerca e innovazione, in particolare riguardo ai programmi di miglioramento del livello delle competenze, riqualificazione e formazione; |
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allineare gli investimenti nell'ambito dell'intera catena del valore europea delle batterie, coordinando gli strumenti di finanziamento dell'UE e nazionali, insieme agli investitori privati; |
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allineare e rafforzare gli impegni degli Stati membri per quanto riguarda l'attuazione di misure sul versante della domanda, ad esempio le prescrizioni relative al «made in Europe». |
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Azioni faro
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Conclusioni e prossime tappe
La catena del valore europea delle batterie si trova a un punto di svolta. Il fattore tempo è fondamentale. La strategia Battery Booster mira ad accelerare la realizzazione della strategia dell'UE per le batterie affrontando tutte le strozzature della catena del valore e sostenendo l'intero ecosistema per consentirne il rapido sviluppo.
Il Battery Booster consente di dare immediata attuazione a un nuovo business case per la produzione di batterie nell'Unione europea e in tutti i suoi territori. Un'attuazione rapida è di fondamentale importanza per fornire agli operatori dell'UE gli strumenti necessari a espandersi, sviluppare la resilienza, essere competitivi e rimanere in prima linea sul fronte dell'innovazione.
La Commissione procederà immediatamente all'istituzione dello strumento Battery Booster in modo da accelerare e rendere efficace la fase di espansione dei fabbricanti europei di celle per batterie. La Commissione intende pubblicare il relativo invito a presentare proposte nel primo trimestre del 2026 e nello stesso anno le imprese selezionate dovrebbero ricevere la prima rata del sostegno.
Il mese prossimo la Commissione proporrà l'atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale per sostenere i mercati guida delle batterie e dei componenti per batterie prodotti in Europa e per garantire investimenti esteri a valore aggiunto nell'UE. Le misure sono essenziali affinché l'industria delle batterie dell'UE rafforzi la propria competitività in un ecosistema globale che si evolve con sempre maggiore rapidità. Nel frattempo, a partire dal gennaio del 2026, gli Stati membri dovranno iniziare ad applicare i criteri di resilienza e sostenibilità del regolamento sull'industria a zero emissioni nette in regimi di sostegno pubblico nuovi o aggiornati; la Commissione incoraggia inoltre gli Stati membri ad avvalersi appieno degli strumenti per il controllo degli investimenti esteri.
(1) Nel 2019 e nel 2021 la Commissione ha approvato due IPCEI dedicati all'ecosistema delle batterie che prevedevano la concessione di aiuti di Stato per un importo fino a 6,1 miliardi di EUR a sostegno di 59 imprese in 12 Stati membri, con l'obiettivo di stimolare ulteriori investimenti privati per oltre 13,8 miliardi di EUR. Gli IPCEI sostengono attività ambiziose di ricerca e sviluppo volte a produrre innovazioni in tutte le fasi della catena del valore delle batterie, compresi l'estrazione e la trasformazione delle materie prime, lo sviluppo di materiali chimici avanzati, la progettazione di celle per batterie e la relativa integrazione in applicazioni quali i veicoli elettrici, nonché il riciclaggio delle batterie usate.
(2) BloombergNEF.
(3) Bruegel Clean Tech Tracker.
(4) BloombergNEF.
(5) Ne è un esempio il progetto BATMASS, che sviluppa una catena del valore circolare europea delle batterie e soluzioni per il riciclaggio e il riutilizzo pronte per l'investimento.
(6) Materiali avanzati per batterie destinate alla mobilità elettrica e allo stoccaggio stazionario di energia, https://ec.europa.eu/regional_policy/policy/communities-and-networks/s3-community-of-practice/partnership_industrial_mod_advanced_materials_en?etrans=it.
(7) Commissione europea (2025), Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, «Bussola per la competitività dell'UE» (COM(2025) 30 final), Bruxelles, 29 gennaio 2025.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/682/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)