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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2025/6260

19.12.2025

P10_TA(2025)0130

Relazioni 2023 e 2024 della Commissione sul Montenegro

Risoluzione del Parlamento europeo del 18 giugno 2025 sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sul Montenegro (2025/2020(INI))

(C/2025/6260)

Il Parlamento europeo,

visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Montenegro, dall'altra (1), entrato in vigore il 1° maggio 2010,

vista la domanda di adesione all'Unione europea presentata dal Montenegro il 15 dicembre 2008,

visti il parere della Commissione del 9 novembre 2010 sulla domanda di adesione del Montenegro all'Unione europea (COM(2010)0670), la decisione del Consiglio europeo del 16 e 17 dicembre 2010 di concedere al Montenegro lo status di paese candidato e la decisione del Consiglio europeo del 29 giugno 2012 di avviare i negoziati di adesione all'Unione europea con il Montenegro,

visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III) (2),

visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali (3),

viste le conclusioni della presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,

visti la dichiarazione di Sofia del vertice UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 e il programma delle priorità di Sofia ad essa allegato,

viste le dichiarazioni dei vertici UE-Balcani occidentali del 13 dicembre 2023 e del 18 dicembre 2024, tenutisi a Bruxelles,

visto il processo di Berlino avviato il 28 agosto 2014,

vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020 dal titolo «Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali» (COM(2020)0641),

vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo «Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE» (COM(2023)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato «Montenegro 2023 Report» (relazione 2023 sul Montenegro) (SWD(2023)0694),

vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 dal titolo «Un nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali» (COM(2023)0691),

vista la comunicazione della Commissione del 20 marzo 2024 sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),

vista la comunicazione della Commissione del 24 luglio 2024 dal titolo «Relazione sullo Stato di diritto 2024» (COM(2024)0800), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato «2024 Rule of Law Report – The rule of law situation in the European Union: Country Chapter on the rule of law situation in Montenegro» (relazione sullo Stato di diritto 2024 – La situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea: capitolo per paese relativo alla situazione dello Stato di diritto in Montenegro) (SWD(2024)0829),

vista la comunicazione della Commissione del 30 ottobre 2024 dal titolo «Comunicazione 2024 sulla politica di allargamento dell'UE» (COM(2024)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato «Montenegro 2024 Report» (relazione 2024 sul Montenegro) (SWD(2024)0694),

viste la sintesi e le valutazioni per paese della Commissione, del 31 maggio 2023 e del 13 giugno 2024, sul programma di riforma economica del Montenegro, le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario tra l'UE e i Balcani occidentali e la Turchia, adottate dal Consiglio il 16 maggio 2023, e le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario tra l'UE e i partner dei Balcani occidentali, la Turchia, la Georgia, la Repubblica di Moldova e l'Ucraina, adottate dal Consiglio il 14 maggio 2024,

viste le conferenze intergovernative di adesione UE-Montenegro del 22 giugno 2021, del 13 dicembre 2021, del 29 gennaio 2024, del 26 giugno 2024 e del 16 dicembre 2024,

vista l'11a sessione del consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro tenutasi il 14 luglio 2022,

viste la dichiarazione e le raccomandazioni adottate in occasione della 22a riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro, tenutasi il 31 ottobre e il 1° novembre 2024,

vista l'adesione del Montenegro alla NATO il 5 giugno 2017,

vista la relazione speciale 01/2022 della Corte dei conti europea, del 10 gennaio 2022, dal titolo «Sostegno dell'UE allo Stato di diritto nei Balcani occidentali: nonostante gli sforzi, permangono problemi fondamentali»,

viste la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul), ratificata dal Montenegro nel 2013, e le raccomandazioni della Commissione concernenti la parità di genere e la lotta contro la violenza di genere,

vista la relazione relativa all'indice sulla libertà di stampa nel mondo, pubblicata ogni anno da Reporter senza frontiere,

visti i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) sulla situazione dei rifugiati in Ucraina nell'aprile 2025,

vista la sua raccomandazione del 23 novembre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento (4),

viste le sue precedenti risoluzioni sul Montenegro,

vista la sua risoluzione del 29 febbraio 2024 sull'approfondimento dell'integrazione dell'UE in vista del futuro allargamento (5),

visto l'articolo 55 del suo regolamento,

vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0093/2025),

A.

considerando che l'allargamento rappresenta uno strumento fondamentale della politica estera dell'UE e un investimento geopolitico strategico nella pace, nella stabilità, nella sicurezza e nella prosperità;

B.

considerando che il nuovo impulso all'allargamento, innescato dall'evoluzione della realtà geopolitica e dalle domande di adesione all'UE da parte di diversi paesi del partenariato orientale, ha spinto l'UE a intensificare gli sforzi per onorare gli impegni, da tempo attesi, nei confronti dei Balcani occidentali; che il futuro dei paesi dei Balcani occidentali è nell'UE;

C.

considerando che ciascun paese è giudicato in base ai propri meriti nel soddisfare i criteri di Copenaghen, compreso il pieno rispetto della democrazia, dello Stato di diritto, della buona governance, dei valori fondamentali dell'UE e dell'allineamento alla politica estera e di sicurezza dell'UE; che l'attuazione delle riforme necessarie nel settore delle «questioni fondamentali» determina il calendario e i progressi del processo di adesione;

D.

considerando che il Montenegro è il paese che ha compiuto i maggiori passi avanti nel processo di adesione, dal momento che ha aperto tutti i 33 capitoli dell'acquis dell'UE e ne ha chiusi in via provvisoria sei, e gode di un significativo sostegno pubblico a tal fine;

E.

considerando che l'UE è il principale partner commerciale, investitore e fornitore di assistenza finanziaria del Montenegro;

F.

considerando che il Montenegro è esposto a influenze straniere malevole, campagne di disinformazione e altre forme di influenza, tra cui ingerenze elettorali, strategie di guerra ibrida e investimenti sfavorevoli da parte di attori di paesi terzi, in particolare la Russia e la Cina, che tentano di influenzare la traiettoria politica, economica e strategica del Montenegro e minacciano i processi democratici e l'integrità dei media, mettendo a repentaglio le prospettive di adesione del paese all'UE;

G.

considerando che l'8 giugno 2024 si è tenuta a Belgrado un'«Assemblea panserba», a cui hanno partecipato parlamentari di alto livello, all'insegna del motto «Un popolo, un'assemblea»;

Impegno a favore dell'adesione all'UE

1.

riconosce il fermo impegno del Montenegro a favore dell'adesione all'UE e ribadisce il suo pieno sostegno alla futura adesione del paese all'UE; accoglie con favore la posizione regionale di primo piano del Montenegro nel processo di adesione all'UE e l'enorme sostegno dei cittadini montenegrini e della maggioranza degli attori politici all'adesione all'UE nel 2028;

2.

si compiace dei progressi positivi compiuti dal Montenegro nell'attuazione delle riforme e delle misure connesse all'UE, sulla base di un calendario ambizioso, e chiede sforzi collettivi da parte degli attori politici, della società civile e dei cittadini; elogia il Montenegro per aver soddisfatto i parametri intermedi per i capitoli 23 e 24, che continuano a determinare il ritmo generale dei negoziati, e per aver ricevuto un giudizio positivo nella relazione di valutazione dei parametri intermedi; plaude alla chiusura di altri tre capitoli negoziali, che porta il totale a sei;

3.

incoraggia tutti gli attori politici a mantenere l'attenzione sull'integrazione nell'UE e sulle riforme necessarie; evidenzia la necessità di stabilità politica, impegno e dialogo costruttivo nella ricerca di un consenso tra i diversi partiti per progredire velocemente e in maniera più efficace verso la chiusura di ulteriori capitoli nel 2025, in modo da rispettare l'ambizioso calendario del paese; sottolinea che le riforme adottate devono essere attuate in modo efficace e coerente per garantire progressi reali e il pieno allineamento alla legislazione dell'UE; invita a rafforzare il funzionamento delle istituzioni statali, nonché il coordinamento tra le stesse, al fine di conseguire la stabilità politica e portare avanti i progressi sostanziali del paese nell'attuazione delle riforme chiave connesse all'UE, in particolare le riforme elettorali e giudiziarie e la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione;

4.

sottolinea che la credibilità dell'UE, compresa la sua politica di allargamento nel suo complesso, ne risentirebbe se i progressi tangibili compiuti da alcuni paesi dei Balcani occidentali non si traducessero in chiari avanzamenti nel percorso di adesione all'UE;

5.

accoglie con favore il duraturo e pieno allineamento del Montenegro alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE, comprese le misure restrittive dell'UE, tra cui quelle connesse alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e quelle contro gli attacchi informatici, nonché il suo sostegno all'ordine internazionale basato su regole a livello delle Nazioni Unite; incoraggia il Montenegro a rafforzare l'applicazione delle misure restrittive e a evitarne l'elusione, nonché a confiscare i beni delle persone sanzionate; invita tutti i rappresentanti del governo a rispettare e promuovere l'allineamento alla PESC e i valori dell'UE e ad astenersi da qualsiasi attività che possa minacciare il percorso strategico del Montenegro verso l'adesione all'UE e la sua sovranità; esprime profonda preoccupazione, in tale contesto, per le dichiarazioni rilasciate da alti funzionari pubblici a sostegno del presidente dell'entità Republika Srpska, Milorad Dodik, che sta minando la sovranità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina; deplora la partecipazione di parlamentari di alto livello del Montenegro all'«Assemblea panserba» a Belgrado, nonché il loro sostegno alla dichiarazione adottata in tale occasione, che mina la sovranità del Montenegro, della Bosnia-Erzegovina e del Kosovo;

6.

sottolinea l'importanza strategica dell'adesione del Montenegro alla NATO e si compiace della sua attiva partecipazione alle missioni e alle operazioni nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune dell'UE, come l'operazione Atalanta della Forza navale dell'UE, nonché alle missioni della NATO e ad altre missioni internazionali e multilaterali; accoglie con favore la decisione del Consiglio per la difesa e la sicurezza del Montenegro di approvare la partecipazione delle sue forze armate alla missione di assistenza militare dell'UE a sostegno dell'Ucraina, nonché al comando NATO di assistenza e formazione in materia di sicurezza per l'Ucraina, e invita il parlamento montenegrino ad adottare queste decisioni, rafforzando in tal modo l'impegno del paese a favore della sicurezza collettiva;

7.

elogia il Montenegro per il suo sostegno umanitario e materiale all'Ucraina e per la proroga del meccanismo di protezione temporanea che concede alle persone in fuga dall'Ucraina il diritto di soggiornare in Montenegro per un anno; ricorda che il Montenegro è uno dei paesi dei Balcani occidentali che ospitano il maggior numero di rifugiati ucraini e che, secondo le statistiche dell'UNHCR, al 31 gennaio 2025 sono stati registrati in Montenegro oltre 18 800 rifugiati provenienti dall'Ucraina;

8.

resta seriamente preoccupato per le ingerenze straniere malevole, gli sforzi di destabilizzazione, gli attacchi informatici, le minacce ibride e le campagne di disinformazione, compresi i tentativi di influenzare i processi politici e l'opinione pubblica, da parte di attori di paesi terzi, che screditano l'UE e compromettono i progressi del Montenegro nel suo percorso di adesione; esorta il Montenegro ad adottare contromisure nell'ambito di una cooperazione rafforzata con l'UE e la NATO e mediante una maggiore cooperazione regionale tra i paesi dei Balcani occidentali; osserva che gli istituti religiosi possono essere utilizzati come strumenti di influenza esterna e condanna qualsiasi indebita ingerenza da parte della Chiesa ortodossa serba a tale riguardo; ribadisce l'importanza di rafforzare la capacità di resilienza contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, anche attraverso un maggiore controllo del panorama mediatico, campagne di sensibilizzazione del pubblico e programmi di alfabetizzazione mediatica; raccomanda al Montenegro di istituire una task force dedicata alla lotta contro le minacce ibride;

9.

esorta la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), la delegazione dell'UE in Montenegro e le autorità montenegrine a potenziare la comunicazione strategica nei confronti dei cittadini montenegrini sui vantaggi del processo di allargamento e dell'adesione all'UE, nonché sui criteri concreti di adesione che il Montenegro deve ancora soddisfare per allinearsi ai requisiti dell'UE; li esorta inoltre a migliorare la visibilità dell'UE nel paese, anche per quanto riguarda i progetti finanziati dall'UE; chiede che il monitoraggio StratCom sia ampliato in modo da incentrare l'attenzione sulle minacce di disinformazione transfrontaliere nei paesi dei Balcani occidentali e nei paesi limitrofi; invita la Commissione a sostenere ulteriormente gli sforzi del SEAE e della task force per i Balcani occidentali al fine di espandere le attività di sensibilizzazione mediante un rafforzamento della visibilità nei media locali, relazioni di verifica dei fatti e la creazione di partenariati con le organizzazioni della società civile per contrastare più efficacemente le false narrazioni;

10.

accoglie con favore il rinnovato impegno del parlamento montenegrino in seno al comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione;

Democrazia e Stato di diritto

11.

riconosce il ruolo chiave del parlamento montenegrino nel processo di adesione, in particolare per quanto riguarda l'approvazione della legislazione relativa all'adesione, e sottolinea l'importanza della cooperazione parlamentare a tale riguardo; ribadisce la disponibilità del Parlamento europeo a utilizzare le sue risorse politiche e tecniche per far progredire il programma di riforme connesse all'UE, anche attraverso attività di sostegno alla democrazia; prende atto con preoccupazione del riemergere delle tensioni e della polarizzazione etnica, che rallentano il processo di riforma; chiede un dialogo costruttivo e la costruzione di un consenso in tutto lo spettro politico, dando priorità alla qualità legislativa, ed esorta vivamente a trovare soluzioni attraverso il dialogo parlamentare; chiede di evitare che la politica identitaria distolga l'attenzione dall'agenda dell'UE o metta a dura prova le relazioni con i paesi limitrofi, garantendo che il Montenegro rimanga saldamente sul cammino verso l'adesione all'UE; accoglie con favore il fatto che il primo ministro montenegrino e i leader dell'opposizione abbiano concordato di chiedere un parere alla Commissione di Venezia in merito alla cessazione del mandato della giudice della Corte costituzionale Dragana Đuranović e di permettere il ritorno dell'opposizione in parlamento;

12.

esprime preoccupazione per i tentativi di modificare la legge sulla cittadinanza montenegrina in seno al parlamento montenegrino, che potrebbero avere implicazioni gravi e a lungo termine sui processi decisionali e sull'identità del paese, e sottolinea nel contempo che qualsiasi discussione sulle politiche identitarie deve essere gestita con la massima sensibilità per evitare un'ulteriore polarizzazione e dovrebbe mirare a un ampio consenso sociale; incoraggia le autorità montenegrine a consultarsi e coordinarsi con l'UE in merito a eventuali modifiche della legge sulla cittadinanza e sottolinea l'importanza di raggiungere un consenso su qualunque questione relativa a questo argomento di fondamentale importanza per l'identità e l'indipendenza del Montenegro;

13.

incoraggia vivamente il parlamento montenegrino a tenere consultazioni pubbliche inclusive e trasparenti e un dialogo regolare e significativo con la società civile nell'ambito del processo decisionale, sin dalle prime fasi del processo legislativo, soprattutto per quanto concerne la legislazione fondamentale nel processo di riforma dell'UE; incoraggia un ruolo più attivo del Club parlamentare montenegrino delle donne;

14.

invita il Montenegro ad allineare pienamente il suo quadro giuridico elettorale alle norme dell'UE, in particolare per quanto riguarda l'armonizzazione della legislazione elettorale, le restrizioni ai diritti di voto e di candidatura, la trasparenza, i meccanismi di risoluzione delle controversie, il controllo delle campagne e dei media e il finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, e ad attuare le raccomandazioni dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (6); esorta il Montenegro ad aumentare la trasparenza e il controllo della spesa dei partiti politici e a prevenire l'abuso delle risorse statali, allineando la legislazione pertinente alle norme dell'UE, nonché migliorando l'applicazione delle norme sul finanziamento da parte di terzi e rafforzando le sanzioni in caso di violazione; sottolinea il ruolo dell'Agenzia per la prevenzione della corruzione a tale riguardo e chiede una maggiore cooperazione tra l'Agenzia e le autorità di intelligence finanziaria per individuare e prevenire le influenze straniere nelle campagne politiche; invita inoltre il Montenegro ad attuare le raccomandazioni del Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW) concernenti la parità di genere nelle liste elettorali;

15.

ribadisce l'invito rivolto alle autorità montenegrine relativo all'istituzione di un'unica giornata di elezioni comunali a livello nazionale, come previsto dalla legge sull'autonomia locale, al fine di migliorare l'efficienza della governance, ridurre le tensioni politiche e rafforzare la stabilità e l'efficacia delle istituzioni comunali e statali; ricorda che la futura erogazione di fondi nell'ambito dello strumento per le riforme e la crescita è subordinata alla realizzazione di tale riforma, in linea con gli impegni assunti dal Montenegro nel suo programma di riforme, e dovrebbe essere perseguita in via prioritaria; accoglie con favore il fatto che, nel 2022, si siano tenute elezioni in 14 comuni nello stesso giorno; invita a istituire un solido quadro giuridico a tale riguardo; esprime preoccupazione per la gestione irregolare del processo elettorale nel comune di Šavnik;

16.

invita le autorità montenegrine ad adottare la legge sul governo che dovrebbe permettere di migliorare il quadro di governance e di ottimizzare la pubblica amministrazione;

17.

sottolinea l'importanza di una funzione pubblica professionale, meritocratica, trasparente e depoliticizzata; invita il Montenegro a modificare e attuare la legislazione pertinente per fornire un quadro per la professionalizzazione, l'ottimizzazione e la razionalizzazione dell'amministrazione pubblica, comprese garanzie procedurali contro le decisioni di matrice politica in materia di nomine e licenziamenti, nonché norme rigorose per quanto concerne le posizioni dirigenziali; deplora l'assenza di progressi significativi nell'adozione e nell'efficace attuazione di tale legislazione e sottolinea che ciò fa sì che le assunzioni per la pubblica amministrazione possano continuare a essere soggette a influenze politiche;

18.

accoglie con favore l'inclusione del Montenegro nella relazione sullo Stato di diritto 2024 della Commissione; prende atto con preoccupazione delle carenze individuate, anche per quanto concerne le nomine giudiziarie e l'indipendenza della procura;

19.

accoglie con favore i progressi compiuti nell'attuazione delle riforme giudiziarie fondamentali, nell'adozione di un nuovo quadro strategico e nel completamento delle nomine giudiziarie da lungo tempo in sospeso; invita il Montenegro a ricoprire le cariche giudiziarie di alto livello rimanenti;

20.

esorta il Montenegro ad allineare ulteriormente il suo quadro giuridico, compresa la sua costituzione, in particolare per quanto riguarda la composizione e il processo decisionale del Consiglio giudiziario, alle leggi e alle norme dell'UE in materia di indipendenza, responsabilità, imparzialità, integrità e professionalità della magistratura, a depoliticizzare ulteriormente le nomine al fine di rafforzare l'indipendenza, ad attuare le raccomandazioni internazionali ancora in sospeso e a stabilire criteri per il pensionamento di giudici e pubblici ministeri in linea con le norme europee e nel pieno rispetto della costituzione; deplora l'arretrato giudiziario pendente e invita il Montenegro ad adottare misure volte a ridurre la durata dei procedimenti giudiziari, in particolare per i casi di criminalità organizzata e forme gravi di criminalità, soprattutto in relazione al riciclaggio di denaro; raccomanda al Montenegro di adottare le modifiche alla costituzione nella fase finale dei negoziati di adesione del paese all'UE;

21.

prende atto delle misure adottate nella lotta alla corruzione, comprese le nuove leggi e disposizioni sulla protezione degli informatori, la creazione di un nuovo Consiglio nazionale per la lotta alla corruzione e una nuova strategia anticorruzione per il periodo 2024-2028; incoraggia il Montenegro ad allinearsi ulteriormente all'acquis e alle norme dell'UE e a dare seguito alle raccomandazioni della Commissione, della Commissione di Venezia e del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO); incoraggia le autorità montenegrine a continuare ad affrontare le carenze esistenti nella gestione dei casi di criminalità organizzata e nel sequestro e nella confisca dei proventi di reato;

22.

esorta il Montenegro a intensificare la risposta della giustizia penale alla corruzione ad alto livello, anche mediante il rafforzamento dell'effettiva applicazione della legislazione penale esistente e l'imposizione di sanzioni efficaci e dissuasive, e a creare le condizioni affinché le istituzioni giudiziarie e gli organismi indipendenti che si occupano della corruzione funzionino efficacemente senza essere sottoposti a influenze politiche;

23.

prende atto del lavoro svolto dall'Agenzia per la prevenzione della corruzione e chiede che quest'ultima sia dotata di finanziamenti sufficienti e sia depoliticizzata; si attende che l'Agenzia ottenga risultati tangibili e agisca in modo non selettivo per rafforzare la sua integrità e la sua autorità nell'esercizio efficace delle sue competenze; chiede un quadro più solido per la prevenzione della corruzione;

24.

esorta il Montenegro ad allineare la sua legislazione in materia di armi al diritto dell'UE e alle norme internazionali, in particolare per quanto riguarda le norme tecniche per la marcatura delle armi da fuoco, le procedure di disattivazione e la regolamentazione relativa alle armi d'allarme e da segnalazione, nonché a istituire un sistema standardizzato ed efficace di raccolta e comunicazione dei dati sulle armi da fuoco; manifesta sgomento per la tragica sparatoria di massa avvenuta a Cetinje ed esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime; esprime preoccupazione per lo sfruttamento di questa tragedia a fini di disinformazione e polarizzazione etnica; esorta il Montenegro a rafforzare la propria comunicazione in caso di crisi, al fine di contrastare la disinformazione e garantire una copertura mediatica responsabile in seguito al verificarsi di eventi violenti; chiede misure sistematiche nell'ambito della sicurezza, della salute mentale e della trasparenza istituzionale, oltre che dell'educazione civica, e iniziative di sensibilizzazione pubblica, di divulgazione e di formazione incentrate sui pericoli e i rischi delle armi da fuoco, in linea con le aspettative dei cittadini e le esigenze della società;

25.

invita il Montenegro ad allineare urgentemente e pienamente la sua politica in materia di visti a quella dell'UE, in particolare per quanto concerne i paesi che presentano rischi per l'UE in termini di migrazione irregolare o di sicurezza; esprime preoccupazione per il fatto che, contrariamente alle aspettative, altri due paesi sono stati aggiunti al regime di esenzione dal visto e che i titolari di passaporti russi e bielorussi continuano a beneficiare di tale regime; osserva che l'armonizzazione della politica dei visti è prevista anche dal programma di riforme del Montenegro nell'ambito dello strumento per le riforme e la crescita;

26.

si compiace della cooperazione instaurata tra il Montenegro e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), Europol, Eurojust e l'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL) e ne rileva l'importanza ai fini della lotta alla criminalità transfrontaliera, compreso il traffico di armi, droga ed esseri umani, e della lotta al terrorismo e all'estremismo; accoglie con favore l'entrata in vigore, il 1o luglio 2023, dell'accordo aggiornato sulla cooperazione operativa nella gestione delle frontiere concluso con Frontex e incoraggia una maggiore cooperazione tra il Montenegro e Frontex allo scopo di rafforzare la gestione delle frontiere, sostenere le procedure di asilo, combattere il contrabbando e migliorare i processi di riammissione;

Libertà fondamentali e diritti umani

27.

deplora che i gruppi più vulnerabili della società siano ancora oggetto di discriminazione; invita il Montenegro ad adottare una nuova legge antidiscriminazione e strategie pertinenti servendosi di un processo inclusivo, trasparente e significativo che coinvolga attivamente le persone più colpite, al fine di migliorare l'accesso ai diritti da parte dei gruppi vulnerabili; sottolinea che il rispetto dei diritti di tutte le minoranze nazionali è parte integrante dell'acquis dell'UE; chiede un'attuazione più rigorosa al fine di garantire la parità di trattamento di tutti i gruppi etnici, religiosi, nazionali e sociali, in modo che possano godere di pari diritti e opportunità e partecipare pienamente alla vita sociale, politica ed economica;

28.

si compiace dell'identità multietnica del Montenegro e invita a promuovere e a rispettare maggiormente le lingue, il patrimonio culturale e le tradizioni delle comunità locali e delle minoranze nazionali, dal momento che questi aspetti sono strettamente legati alla prospettiva europea del paese;

29.

sottolinea l'identità multietnica della baia di Kotor; evidenzia che la prospettiva europea del Montenegro è strettamente legata alla tutela delle minoranze e del loro patrimonio culturale; invita le autorità montenegrine a coltivare l'identità multietnica dello Stato, comprese le tradizioni e il patrimonio culturale della comunità croata presente nella baia di Kotor;

30.

esprime profonda preoccupazione per la situazione di pericolo in cui versano alcuni siti appartenenti al patrimonio culturale, tra cui la baia di Kotor e Sveti Stefan; sottolinea che Sveti Stefan, insieme al parco Miločer, è stata inserita tra i «7 siti del patrimonio culturale più a rischio in Europa» per il 2023;

31.

invita le autorità montenegrine a intervenire in merito alle difficili condizioni di vita in cui si trovano i rom in Montenegro e alle discriminazioni di cui sono vittime e chiede maggiori misure volte alla promozione della comprensione interculturale nelle scuole; invita inoltre le autorità montenegrine ad adottare misure intese a migliorare il clima di inclusione sociale delle persone LGBTI;

32.

si compiace che il Montenegro abbia allineato il proprio quadro legislativo e istituzionale all'acquis dell'UE e alle norme internazionali in materia di diritti umani per quanto riguarda il rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e dei suoi protocolli facoltativi; esorta le autorità a rispondere alle carenze nell'attuazione, in particolare per quanto concerne l'assunzione di responsabilità e il monitoraggio;

33.

chiede l'efficace attuazione di strategie volte a sostenere i diritti delle persone con disabilità in tutti i settori e tutte le politiche;

34.

condanna qualsiasi forma di incitamento all'odio, compreso quello online e quello basato sul genere, così come i reati generati dall'odio; accoglie con favore la criminalizzazione del razzismo e dell'incitamento all'odio;

35.

sottolinea la necessità di rafforzare i meccanismi istituzionali per la parità di genere e invita le autorità montenegrine a colmare il divario retributivo di genere, a migliorare la partecipazione delle donne ai processi decisionali – sia nel settore pubblico, in particolare nella pubblica amministrazione e nel settore giudiziario e della sicurezza, sia nelle imprese –, a garantire una maggiore partecipazione politica delle donne, a introdurre un bilancio sensibile alla dimensione di genere, a combattere gli stereotipi di genere e a intensificare gli sforzi intesi a contrastare la discriminazione nei confronti delle donne, in particolare nelle zone rurali; accoglie con favore i recenti sforzi volti a promuovere la rappresentanza delle donne nel campo della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM) e incoraggia ulteriori sforzi nei settori tecnologici;

36.

esprime profonda preoccupazione per gli elevati tassi di violenza di genere, in particolare per la violenza domestica e i femminicidi; invita il Montenegro ad allineare pienamente le sue definizioni di violenza di genere e di violenza domestica alla convenzione di Istanbul e alle raccomandazioni degli organismi internazionali, a istituire meccanismi di protezione e prevenzione efficaci e centri di assistenza, nonché a garantire un seguito giudiziario adeguato per le vittime di violenza domestica e sessuale e una politica penale più rigorosa nei confronti dei responsabili; chiede la raccolta di dati disaggregati sulla violenza di genere e sulle disparità di genere al fine di migliorare le risposte politiche;

37.

deplora che il progetto di legge sul riconoscimento giuridico del genere non sia stato adottato nel 2024, nonostante fosse una delle misure previste dal programma di adesione all'UE del Montenegro; esorta il Montenegro ad adottare senza indugio tale legge;

38.

accoglie con favore le nuove leggi sui media e la strategia in materia di politica dei media introdotte dal Montenegro, che mirano a rafforzare il quadro giuridico in modo da proteggere efficacemente i giornalisti e gli altri professionisti dei media; insiste sull'adozione di una politica di tolleranza zero per quanto riguarda le pressioni sui giornalisti, le vessazioni o le violenze nei loro confronti, anche da parte di personalità pubbliche; evidenzia la necessità di condurre indagini efficaci, di perseguire qualsiasi caso di incitamento all'odio, campagna diffamatoria e azione legale strategica nei confronti dei giornalisti e di dare seguito ai casi passati; sottolinea la necessità di garantire il diritto dei giornalisti di accedere alle informazioni e di mantenere una posizione critica; prende atto di un significativo miglioramento in relazione alla libertà di stampa in Montenegro, come dimostra l'avanzamento del paese nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo;

39.

esprime preoccupazione per le pressioni subite da giornalisti, esponenti del mondo accademico e organizzazioni della società civile per aver esercitato la libertà di parola, compresi i casi in cui la polizia ha avviato procedimenti per atti illeciti nei loro confronti; esprime preoccupazione per il ricorso ad azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) con l'intento di colpire i giornalisti;

40.

deplora l'alto livello di polarizzazione che prevale nei media e la loro vulnerabilità agli interessi politici e alle influenze straniere, nonché alle campagne di disinformazione straniere e nazionali che diffondono narrazioni che incidono negativamente sui processi democratici nel paese, mettendo così a repentaglio la prospettiva europea del Montenegro; invita il Montenegro a sviluppare ulteriormente i programmi di alfabetizzazione mediatica e a includerli tra le materie principali nell'insegnamento; invita le autorità montenegrine a garantire l'indipendenza editoriale, istituzionale e finanziaria dell'emittente di servizio pubblico RTCG, come pure la legittimità della nomina dei suoi dirigenti e il pieno rispetto delle sentenze dei tribunali in merito alla RTCG; ricorda la necessità di rispettare il diritto e le norme più rigorose in materia di assunzione di responsabilità e integrità; deplora che l'indipendenza dei media pubblici venga indebolita e compromessa; invita tutte le entità mediatiche a rispettare i requisiti giuridici in materia di trasparenza dei finanziamenti pubblici;

41.

accoglie con favore la pubblicazione dei risultati del censimento della popolazione del 2023; invita le autorità a evitare qualsiasi politicizzazione del processo; incoraggia le parti interessate a utilizzare tali risultati in modo non discriminatorio;

42.

si compiace del dinamismo e dello spirito costruttivo dimostrati dalla società civile del Montenegro e sottolinea l'importanza che quest'ultima riveste nel favorire la democrazia e il pluralismo e nel promuovere il buon governo e il progresso sociale; esprime preoccupazione per la riduzione dello spazio a disposizione delle organizzazioni della società civile che manifestano una posizione critica e condanna tutte le campagne diffamatorie, le intimidazioni e gli attacchi contro le organizzazioni della società civile, specialmente da parte di personalità politiche nel contesto delle proposte relative a una «legge sugli agenti stranieri»; osserva che tali leggi rischiano di compromettere le libertà fondamentali e il funzionamento della società civile e sono incompatibili con i valori e le norme dell'UE; chiede un quadro giuridico favorevole e criteri di selezione chiari ed equi per quanto riguarda i finanziamenti pubblici; invita il consiglio di cooperazione tra il governo e le organizzazioni non governative a riprendere i lavori; sottolinea l'importanza di instaurare relazioni collaborative e di coinvolgere effettivamente la società civile nei progetti legislativi fin dalle prime fasi;

Riconciliazione, relazioni di buon vicinato e cooperazione regionale

43.

ricorda che le relazioni di buon vicinato e la cooperazione regionale sono elementi essenziali del processo di allargamento; elogia il coinvolgimento attivo del Montenegro nelle iniziative di cooperazione regionale; ribadisce che le relazioni di buon vicinato sono fondamentali per progredire nel processo di adesione;

44.

deplora che il capitolo 31 non abbia potuto essere chiuso nel dicembre del 2024; invita tutte le parti coinvolte a trovare soluzioni alle questioni bilaterali in sospeso adottando un approccio costruttivo e mostrando spirito di buon vicinato e a dare priorità agli interessi futuri dei cittadini dei Balcani occidentali; ricorda che le controversie bilaterali e regionali irrisolte non dovrebbero essere sfruttate per bloccare i processi di adesione dei paesi candidati; accoglie con favore le consultazioni bilaterali tenutesi tra la Repubblica di Croazia e il Montenegro in merito allo stato delle questioni bilaterali irrisolte; incoraggia le autorità a continuare a intraprendere misure volte a rafforzare la fiducia;

45.

prende atto delle modifiche apportate dal Montenegro al codice di procedura penale nell'intento di rimediare agli ostacoli giuridici e pratici che pregiudicano l'efficacia delle indagini, dell'azione penale, del processo e delle pene per i crimini di guerra, in linea con le pertinenti raccomandazioni; invita il Montenegro ad applicare un approccio proattivo alla gestione dei casi di crimini di guerra, nel rispetto del diritto e delle norme internazionali, a individuare, perseguire e punire i responsabili e gli episodi di glorificazione dei crimini di guerra e a garantire alle vittime giustizia, riparazioni e risarcimenti e l'accesso alle stesse, oltre che a chiarire la sorte delle persone scomparse; invita il Montenegro a destinare risorse sufficienti a procuratori e tribunali specializzati, a indagare in modo proattivo su tutte le accuse di crimini di guerra e a sollevare questioni relative alla responsabilità di comando, nonché a riesaminare i casi verificatisi nel passato che non sono stati perseguiti in conformità del diritto internazionale o nazionale; chiede cooperazione regionale nell'ambito delle indagini e dei procedimenti penali nei confronti delle persone accusate di crimini di guerra; riconosce che affrontare tali questioni e salvaguardare i fatti giudiziari sono condizioni fondamentali per garantire la fiducia, i valori democratici, la riconciliazione e il rafforzamento delle relazioni bilaterali con i paesi vicini e incoraggia il Montenegro a intensificare i suoi sforzi in tal senso;

46.

mette in guardia contro i pericoli del revisionismo politico, che distorce i fatti storici a fini politici, mina la responsabilità e aggrava le divisioni sociali; condanna fermamente la glorificazione dei criminali di guerra e la negazione pubblica generalizzata delle sentenze internazionali sui crimini di guerra, anche da parte delle autorità montenegrine; ritiene che la dichiarazione del presidente Jakov Milatović, in cui è stato espresso rammarico per la partecipazione delle forze montenegrine al bombardamento della città di Dubrovnik, abbia dato un prezioso contributo alla pace e alla riconciliazione regionali;

47.

ribadisce il proprio sostegno all'iniziativa volta a istituire la commissione regionale per l'accertamento dei fatti relativi ai crimini di guerra e ad altre gravi violazioni dei diritti umani nel territorio dell'ex Jugoslavia (RECOM);

48.

ribadisce la richiesta di aprire gli archivi relativi alle ex repubbliche della Iugoslavia e di concedere l'accesso ai fascicoli dei servizi segreti dell'ex Iugoslavia e del servizio segreto dell'esercito popolare iugoslavo, affinché sia possibile indagare e trattare i crimini commessi durante il periodo comunista;

Riforme socioeconomiche

49.

accoglie con favore l'inclusione del Montenegro negli schemi di pagamento SEPA e la conseguente riduzione dei costi per i cittadini e le imprese; sottolinea che ciò comporta possibilità di espansione per le imprese, di aumento della competitività, di innovazione e di migliore accesso agli investimenti esteri diretti;

50.

accoglie con favore il piano di crescita per i Balcani occidentali, che mira a integrare la regione nel mercato unico dell'UE, a promuovere la cooperazione economica regionale e ad approfondire le riforme connesse all'UE e che comprende lo strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali, che prevede una dotazione pari a 6 miliardi di EUR; si compiace dell'adozione da parte del Montenegro di un programma di riforme e ne incoraggia la piena attuazione; osserva che l'attuazione delle misure di riforma definite nell'ambito del programma di riforme del piano di crescita del Montenegro, se portata a termine con successo, garantirebbe l'accesso a oltre 380 milioni di EUR in sovvenzioni e prestiti agevolati; sottolinea l'importanza di tenere consultazioni inclusive con le parti interessate, comprese le autorità locali e regionali, le parti sociali e la società civile, durante le fasi di progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione;

51.

incoraggia il Montenegro a sfruttare al meglio tutti i finanziamenti dell'UE disponibili nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA III), del piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, del programma IPARD e dello strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali, al fine di accelerare la convergenza socioeconomica con l'UE e allineare ulteriormente la sua legislazione in materia di prevenzione delle frodi a quella dell'Unione; ribadisce la condizionalità dei finanziamenti dell'UE, che possono essere modulati o sospesi in caso di regressione significativa o di persistente mancanza di progressi rispetto alle questioni fondamentali;

52.

invita l'UE e i paesi dei Balcani occidentali a istituire un quadro per una cooperazione efficace tra la Procura europea (EPPO) e i paesi in via di adesione, al fine di facilitare una stretta collaborazione e il perseguimento dell'uso improprio dei fondi dell'UE, anche attraverso il distacco di funzionari nazionali di collegamento presso l'EPPO; incoraggia il Montenegro ad attuare pienamente gli accordi di lavoro con l'EPPO; invita l'UE ad adottare le disposizioni giuridiche e politiche necessarie per estendere la giurisdizione dell'EPPO ai fondi dell'UE destinati al Montenegro in quanto paese candidato;

53.

rileva con soddisfazione la crescita economica del Montenegro; chiede ulteriori misure per ridurre il disavanzo di bilancio e il debito pubblico e per proseguire nell'eliminazione delle esenzioni dalle imposte indirette non conformi all'acquis dell'UE; accoglie con favore gli sforzi volti a ridurre tali vulnerabilità di bilancio; ribadisce la necessità di maggiori investimenti pubblici nel sistema di istruzione, a favore di uno sviluppo sociale ed economico sostenibile;

54.

prende atto del debito pubblico del Montenegro nei confronti di istituzioni finanziarie e imprese estere, che può essere utilizzato come strumento per influenzare le sue decisioni politiche, in particolare quelle correlate alla Cina e alla Russia; accoglie con favore gli sforzi volti a ridurre dette vulnerabilità e invita le autorità a diminuire ulteriormente la dipendenza economica dalla Cina e a continuare a utilizzare il piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, l'iniziativa «Global Gateway» dell'UE e lo strumento per le riforme e la crescita al fine di trovare alternative più verdi e trasparenti per il finanziamento di progetti di infrastrutture; invita il Montenegro ad aumentare la trasparenza per quanto concerne i futuri progetti di infrastrutture, a garantire offerte competitive e a evitare un'eccessiva dipendenza del debito da creditori esteri;

55.

invita le autorità montenegrine ad adottare misure atte a contrastare lo spopolamento e l'emigrazione, in particolare attraverso investimenti nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria, soprattutto nel nord del paese, nonché attraverso il decentramento tramite investimenti nelle città di medie dimensioni;

56.

incoraggia le autorità montenegrine a promuovere la trasformazione digitale e a perseguire politiche del mercato del lavoro basate su dati concreti per far fronte al tasso di disoccupazione persistentemente elevato, in particolare tra le donne e i giovani, rafforzando nel contempo la capacità istituzionale e il quadro strategico digitale sottostante, nonché ad attuare in modo efficace il sistema di garanzia per i giovani e la nuova strategia per la gioventù; esorta le autorità ad affrontare con urgenza la questione della fuga dei cervelli; incentiva lo sviluppo di misure preventive mirate e di incentivi intesi alla legalizzazione delle imprese e dei dipendenti informali, dal momento che la presenza di un vasto settore informale sta continuando a ostacolare lo sviluppo economico e sociale del Montenegro;

57.

accoglie con favore le richieste volte a una rapida integrazione di tutti i paesi dei Balcani occidentali nel mercato unico digitale dell'UE prima dell'effettiva adesione all'Unione, misura che contribuirebbe in modo fondamentale alla creazione di un ambiente sicuro dal punto di vista digitale;

58.

chiede una maggiore trasparenza negli appalti pubblici, in particolare per quanto riguarda le procedure organizzate nel quadro di accordi intergovernativi, e il pieno rispetto delle norme e dei principi dell'UE; invita il Montenegro a ridurre il numero di procedure di appalto pubblico che non prevedono la pubblicazione di bandi; esprime preoccupazione riguardo all'onere finanziario e alla mancanza di trasparenza legati alla costruzione dell'autostrada montenegrina Bar-Boljare, finanziata grazie a un prestito cinese; sottolinea che la segretezza che circonda gli accordi di prestito e i contratti di costruzione solleva preoccupazioni in materia di assunzione di responsabilità;

59.

esprime preoccupazione in merito a qualsiasi accordo o progetto che eluda le norme in materia di appalti pubblici e gli obblighi di trasparenza e di consultazione pubblica, come stabilito dalla legislazione nazionale e dalle norme dell'UE; invita il governo del Montenegro a garantire il pieno rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e inclusività del processo decisionale, nonché dello Stato di diritto, nell'ambito di tutte le iniziative legate a infrastrutture pubbliche e allo sviluppo;

Energia, ambiente, biodiversità e connettività

60.

esorta il Montenegro a portare avanti la transizione verde, con il sostegno dei finanziamenti dell'UE, a migliorare il proprio quadro istituzionale e normativo e a rafforzare la resilienza energetica adottando e attuando finalmente il piano nazionale per l'energia e il clima, da tempo atteso, introducendo leggi in materia di efficienza energetica e proseguendo l'integrazione nei mercati dell'energia dell'UE; chiede che tutti i nuovi progetti di transizione verde siano attuati in conformità delle norme dell'UE in materia di ambiente, aiuti di Stato e concessioni;

61.

deplora la mancanza di progressi per quanto riguarda le principali riforme settoriali nell'ambito della politica dei trasporti; invita le autorità montenegrine ad allineare lo sviluppo dei trasporti del paese alla strategia per una mobilità sostenibile e intelligente per i Balcani occidentali, concentrandosi sulle ferrovie, sulla multimodalità e sulla riduzione delle emissioni di CO2 e delle conseguenze ambientali di altro tipo, nonché ad attuare ulteriormente la strategia di sviluppo dei trasporti e a rafforzare le capacità amministrative per la realizzazione delle reti transeuropee dei trasporti;

62.

si compiace della riduzione delle tariffe di roaming tra l'UE e i paesi dei Balcani occidentali e invita le autorità, gli attori privati e tutte le parti interessate ad adottare tutte le misure necessarie per conseguire l'obiettivo di avvicinare le tariffe di roaming ai prezzi nazionali entro il 2028; accoglie con favore l'entrata in vigore della prima fase di attuazione della tabella di marcia per il roaming tra i Balcani occidentali e l'UE;

63.

incoraggia l'adozione di strategie settoriali per la gestione dei rifiuti, la qualità dell'aria e dell'acqua, la protezione della natura e il cambiamento climatico, garantendo una pianificazione strategica degli investimenti; constata la mancanza di progressi e il conseguente aumento dei costi in relazione alla costruzione di impianti essenziali di trattamento delle acque reflue volti a prevenire l'inquinamento da acque reflue dei fiumi e del mare in sette comuni;

°

° °

64.

incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla commissaria per l'allargamento, alla commissaria per il Mediterraneo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al presidente, al governo e al parlamento del Montenegro, nonché di farla tradurre e pubblicare in montenegrino.


(1)   GU L 108 del 29.4.2010, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2010/224/oj.

(2)   GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.

(3)   GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.

(4)   GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 105.

(5)   GU C, C/2024/6746, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6746/oj.

(6)   https://www.osce.org/odihr/elections/montenegro.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/6260/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)