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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie C


C/2025/5160

28.10.2025

Parere del Comitato economico e sociale europeo

Strategia dell'UE per sostenere, proteggere e responsabilizzare la società civile

(parere richiesto dalla Commissione europea (1))

(C/2025/5160)

Relatori generali: Pietro Vittorio BARBIERI

Peter SCHMIDT

Christa SCHWENG

Base regolamentare

Articolo 51, paragrafo 2, del Regolamento interno

Consultazione

13.5.2025

Base giuridica

Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Sezione competente

Occupazione, affari sociali e cittadinanza

Adozione in sessione plenaria

17.7.2025

Sessione plenaria n.

598

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

152/00/02

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è stato istituito nel 1957 dal Trattato di Roma quale organo consultivo delle istituzioni dell'Unione europea. Esso consente alla società civile organizzata di esprimere il proprio punto di vista a livello europeo e di far sentire la sua voce nel processo di elaborazione delle politiche dell'UE. Il CESE ha svolto un ruolo significativo nel promuovere il dialogo civile nel corso della storia e, con questo parere, presenterà alla Commissione europea un piano per una strategia per la società civile e una proposta relativa a una piattaforma congiunta della società civile.

1.2.

Il CESE accoglie con favore l'iniziativa della Commissione europea a favore di una strategia a vasto raggio per la società civile e di una piattaforma della società civile. Questa iniziativa è tanto più urgente se si considera che, nel panorama attuale, la democrazia è minacciata e gli spazi della società civile si stanno riducendo, sia negli Stati membri che a livello mondiale.

1.3.

Una strategia dell'UE per la società civile dovrebbe introdurre misure basate su:

—

un contesto sicuro e favorevole per la società civile;

—

sostenibilità e indipendenza (grazie ai finanziamenti); e

—

una maggiore partecipazione dei cittadini e un dialogo civile rafforzato (grazie alla strutturazione e al potenziamento dei meccanismi esistenti).

1.4.

La strategia dovrebbe includere, anche grazie al sostegno del CESE, un accordo interistituzionale sul dialogo civile teso a garantire pratiche coerenti in materia di dialogo civile in tutte le istituzioni dell'UE.

1.5.

Il CESE sottolinea inoltre che la strategia per la società civile e la piattaforma di dialogo civile dovrebbero essere accompagnate da una cooperazione interistituzionale rafforzata e da dialoghi più strutturati e inclusivi in merito alle raccomandazioni del CESE.

1.6.

Sulla base della propria esperienza e della rete di cui dispone, il CESE propone di avviare, in partenariato con la Commissione europea, un progetto pilota che istituisca un ampio dialogo sin dalle prime fasi del processo politico. Tale progetto si concentrerebbe soprattutto sulle questioni relative alla democrazia, ai diritti fondamentali e allo Stato di diritto, che verrebbero discusse in collaborazione con il gruppo ad hoc Diritti fondamentali e Stato di diritto (gruppo FRRL) del CESE. Una volta che il progetto sia stato attuato e valutato, si potrebbe proporre di avviare analoghi processi di dialogo di ampio respiro, dedicati ad altri temi chiave di interesse per la società civile.

1.7.

La piattaforma permetterebbe di:

—

orientare (con l'ausilio degli organi direttivi) i dialoghi in materia di democrazia, diritti fondamentali e Stato di diritto e, in un secondo tempo, di contribuire ai principali processi politici, ad esempio al programma di lavoro annuale della Commissione;

—

ospitare un convegno annuale sul dialogo civile per presentare e perfezionare i progetti di raccomandazione insieme a tutte le parti interessate;

—

monitorare il dialogo civile attraverso un quadro di valutazione annuale, che contribuirebbe alle relazioni biennali sul dialogo civile; e di

—

gettare le basi per un accordo interistituzionale sul dialogo civile, anche grazie al sostegno del CESE, al fine di garantire pratiche coerenti in materia di dialogo civile in tutte le istituzioni dell'UE, nel rispetto dei principi elencati al punto 3.7.1.

1.8.

Il CESE raccomanda alla Commissione europea di prevedere disposizioni adeguate per rafforzare il dialogo civile europeo a tutti i livelli e di fornire finanziamenti per l'istituzione della piattaforma della società civile. Il progetto pilota proposto consentirebbe alla Commissione di mettere alla prova l'ampia iniziativa di consultazione proposta utilizzando risorse aggiuntive limitate, dato che la maggior parte degli strumenti sono già operativi.

2.   Osservazioni generali

2.1.

Nella sua lettera di incarico (2) al commissario designato per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto Michael McGrath, la Presidente della Commissione europea ha dichiarato che, al fine di intensificare la cooperazione con la società civile in materia di democrazia, Stato di diritto e questioni correlate, McGrath sarebbe incaricato di creare una piattaforma della società civile per promuovere un dialogo civile più sistematico, nonché di adoperarsi per rafforzare la protezione della società civile, degli attivisti e dei difensori dei diritti umani nel loro lavoro.

2.2.

Nel passaggio pertinente del programma di lavoro della Commissione per il 2025 si afferma che le «organizzazioni della società civile svolgono un ruolo importante nella protezione dei sistemi e delle istituzioni della democrazia» e che «questa Commissione intensificherà l'impegno per sostenere, tutelare e responsabilizzare la società civile». Nell'ambito delle «nuove iniziative» di cui all'allegato del programma di lavoro, la Commissione si impegna a elaborare una «strategia dell'UE per sostenere, proteggere e responsabilizzare la società civile (carattere non legislativo, terzo trimestre 2025)». Nella sua consultazione pubblica sul portale «Di' la tua», la Commissione europea ha annunciato che i principali obiettivi intermedi di tale strategia consisterebbero nel rafforzare il dialogo significativo con le organizzazioni della società civile che si occupano di un'ampia gamma di politiche dell'UE, e nel proteggere tali organizzazioni. Ha poi ricordato che la strategia proporrà iniziative a sostegno di un ambiente favorevole, con azioni a livello dell'UE tese a impedire la riduzione dello spazio civico. Proporrà inoltre azioni volte a migliorare il dialogo tra le autorità pubbliche e le organizzazioni della società civile in materia di democrazia, Stato di diritto e questioni correlate. A livello dell'UE, questo significherà garantire l'impegno attraverso una piattaforma della società civile (3).

2.3.

Il Trattato di Roma ha istituito il Comitato economico e sociale europeo quale organo consultivo composto da rappresentanti delle categorie economiche e sociali e degli interessi generali degli Stati membri. L'articolo 300 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) allarga la prospettiva a partire da tale principio: «Il Comitato economico e sociale è composto da rappresentanti delle organizzazioni di datori di lavoro, di lavoratori dipendenti e di altri attori rappresentativi della società civile, in particolare nei settori socioeconomico, civico, professionale e culturale». Il compito del CESE consiste nel contribuire al processo decisionale elaborando pareri indipendenti su questioni di sua competenza, come stabilito dai Trattati. Tra le numerose innovazioni introdotte dal Trattato di Roma nel panorama europeo e mondiale figurano i primi passi mossi dalla democrazia partecipativa, grazie a consultazioni dirette e strutturate con la società civile organizzata. Il ruolo del Comitato deriva direttamente dalla democrazia partecipativa, che permette ai rappresentanti delle organizzazioni nazionali delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile di formulare pareri sulla legislazione dell'UE, collaborare in uno spirito di compromesso, applicare i principi democratici e dare voce alla società civile, compresi i gruppi minoritari, nel rispetto della trasparenza.

2.4.

L'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea (TUE), che getta le basi per un dialogo civile autentico e strutturato a livello europeo, ha aperto importanti prospettive per un ulteriore sviluppo della democrazia partecipativa. Il dialogo civile deve andare di pari passo con il dialogo sociale con le parti sociali, garantendo in tal modo la partecipazione a lungo termine della società civile organizzata al processo decisionale europeo.

2.5.

In quanto casa della democrazia partecipativa, il CESE funge da piattaforma per la partecipazione diffusa della società civile e da fattore propulsivo degli sforzi volti a dare alla società civile un posto al tavolo dell'UE. Il CESE agisce come un faro, guidando la società civile verso i processi decisionali dell'UE. La sua funzione principale consiste nel promuovere, organizzare e indirizzare la democrazia partecipativa presso le istituzioni dell'UE.

2.6.

Dal 1992 il Comitato ha elaborato un rilevante corpus di pareri, studi e dichiarazioni sul dialogo civile e la democrazia partecipativa. Un compendio di tutti questi contributi è disponibile nel Documento di sintesi sulla democrazia partecipativa: una storia di successo scritta dal CESE (4), che viene aggiornato regolarmente.

2.7.

Di seguito è riportato un elenco di realizzazioni e pubblicazioni degne di nota.

—

CESE, Relazione informativa sul tema L'Europa dei cittadini, dell'8 aprile 1992, che ha aperto il dibattito sul dialogo con i cittadini e i loro rappresentanti.

—

Parere d'iniziativa sul tema Il ruolo e il contributo della società civile organizzata nella costruzione europea, del 22 settembre 1999, che ha promosso e accompagnato l'adozione dell'articolo 11 del TUE.

—

L'istituzione nel 2024 (assieme alle organizzazioni e alle reti europee della società civile) del gruppo di collegamento, incaricato di fornire un quadro di riferimento per il dialogo politico e la cooperazione su questioni trasversali di interesse comune. Il gruppo è composto da membri del CESE e da 47 organizzazioni e reti europee. Va osservato che il CESE è stato il primo organo dell'UE ad adottare un processo di democrazia partecipativa.

—

L'evento annuale «Settimana della società civile», ospitato dal CESE per dialogare con le organizzazioni della società civile e la società civile in generale, al fine di promuovere il dialogo sulle questioni chiave che l'Europa si trova ad affrontare. Il CESE è la casa della società civile organizzata, e mette a disposizione di questi gruppi una piattaforma per esprimere le loro opinioni e contribuire all'elaborazione delle politiche dell'UE.

—

L'istituzione, nel 2013, del gruppo ad hoc Iniziativa dei cittadini europei (ICE), incaricato di orientare la politica del CESE in materia di ICE e di formulare raccomandazioni per azioni istituzionali volte a sviluppare ulteriormente questo strumento. Il gruppo ad hoc mantiene contatti regolari sia con gli organizzatori di ICE che con le organizzazioni della società civile, che sostengono attivamente lo strumento dell'ICE e la cittadinanza attiva. Molte di queste sono partner permanenti della Giornata dell'ICE, l'evento annuale di punta del CESE in materia (che dal 2024 si tiene in concomitanza con la Settimana della società civile).

—

Gli organi per le relazioni esterne del CESE, che monitorano le politiche commerciali e di sviluppo dell'UE attraverso un dialogo con le organizzazioni della società civile dei paesi terzi e delle loro regioni con cui l'UE intrattiene relazioni formali.

—

L'istituzione, nel 2018, del gruppo ad hoc Diritti fondamentali e Stato di diritto (FRRL) per contrastare l'ascesa del populismo e la riduzione degli spazi della società civile. La missione del gruppo FRRL consiste nel valutare la situazione dei diritti fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto negli Stati membri. Esso si occupa in particolare dei diritti che rivestono un'importanza cruciale per la società civile, comprese le parti sociali, quali la libertà di associazione, la libertà di riunione, la libertà di espressione (compresa la libertà dei media), il diritto alla non discriminazione e la situazione più generale dello Stato di diritto. La relazione annuale finale elaborata dal gruppo contribuisce alla relazione annuale sullo Stato di diritto pubblicata dalla Commissione.

—

I contatti che il CESE coltiva da tempo con una rete di consigli economici e sociali (CES) nazionali. Tali legami contribuiscono a creare fiducia tra i cittadini, la società civile e le autorità pubbliche, e a garantire la partecipazione degli attori economici e sociali al processo decisionale pubblico.

—

Il parere SOC/526, dell'ottobre 2016, in cui il CESE ha preso in considerazione per la prima volta la possibilità di convocare un forum annuale nel cui ambito le organizzazioni della società civile (OSC) possano discutere di democrazia, diritti fondamentali e Stato di diritto. Nel parere SOC/627, adottato nel giugno 2019 (5), il CESE ha ribadito la sua proposta di istituire «un Forum annuale dell'UE sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto».

—

La proposta n. 39 della Conferenza sul futuro dell'Europa, tenutasi tra il 2021 e il 2022, in cui si raccomanda di «riformare il funzionamento dell'Unione europea coinvolgendo maggiormente le parti sociali e la società civile organizzata; rafforzare le strutture esistenti in modo da rispecchiare meglio le esigenze e le aspettative dei cittadini dell'UE nel processo decisionale, data la loro importanza nella vita democratica europea; in tale contesto, rafforzare il ruolo istituzionale del CESE, conferendogli il ruolo di facilitatore e garante di attività di democrazia partecipativa, come il dialogo strutturato con le organizzazioni della società civile e i panel di cittadini». Aggiunge che «una società civile dinamica è fondamentale per la vita democratica dell'Unione europea». La proposta n. 36 raccomanda di «includere la società civile organizzata, le autorità regionali e le strutture esistenti, come il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Comitato delle regioni (CdR), nel processo di partecipazione dei cittadini».

—

Il parere del CESE SOC/728 sul tema Valutazione d'impatto dell'UE dal punto di vista dei giovani, uno strumento concepito per rafforzare la partecipazione dei giovani e l'integrazione della dimensione giovanile nell'elaborazione delle politiche sulla base della consultazione, della valutazione d'impatto e delle misure di mitigazione, che ha fatto del CESE la prima istituzione dell'UE impegnata ad attuarlo. Per il CESE questo significa coinvolgere i rappresentanti dei giovani nell'elaborazione dei pareri. Nell'aprile 2024 l'Ufficio di presidenza del CESE ha approvato una metodologia elaborata dal gruppo Gioventù del CESE per applicare la valutazione d'impatto dell'UE dal punto di vista dei giovani nell'attività del CESE.

—

L'istituzione, nel 2017, del gruppo ad hoc Semestre europeo del CESE, un organo orizzontale che rafforza e sostiene il lavoro svolto nelle sezioni del CESE. Il gruppo si occupa dell'esame delle proposte della società civile europea in materia di crescita sostenibile e occupazione, e garantisce un contributo costante del CESE al ciclo annuale del semestre europeo.

—

Il parere del CESE SOC/782 sul tema Rafforzare il dialogo civile e la democrazia partecipativa nell'UE: la strada da seguire, un parere strategico sul dialogo civile, adottato nel febbraio 2024, che presenta molti elementi essenziali per l'elaborazione di una strategia per il dialogo civile.

—

Il coinvolgimento del CESE nell'organizzazione o nell'agevolazione di diversi contributi e piattaforme della società civile, come il Forum europeo della migrazione, la Piattaforma europea delle parti interessate per l'economia circolare (congiuntamente alla Commissione) e le tavole rotonde dei giovani. Nel quadro dell'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il CESE ha coordinato il contributo della società civile alla prima revisione volontaria dell'UE.

3.   Strategia dell'UE per sostenere, proteggere e responsabilizzare la società civile

3.1.

Il CESE accoglie con favore l'iniziativa della Commissione europea a favore di una strategia a vasto raggio per la società civile e di una piattaforma della società civile. Tale iniziativa è tanto più urgente se si considera che, nel panorama attuale, la democrazia è minacciata e gli spazi della società civile si stanno riducendo, sia negli Stati membri che a livello mondiale. È necessario mobilitare tutte le risorse della società per costruire un'Unione europea resiliente, in particolare di fronte alle crisi attuali e alla luce del panorama geopolitico generale.

3.2.

Il CESE sottolinea l'importanza di avviare una strategia globale per la società civile tesa a salvaguardare una società civile forte e autonoma e a creare una piattaforma della società civile a livello dell'UE, in cui le istituzioni europee possano dialogare con la società civile nel quadro di una cooperazione concreta e significativa.

3.3.

Il CESE ribadisce l'importanza di dare piena attuazione all'articolo 11 del TUE per integrare le attuali disposizioni in materia di consultazioni.

3.4.

Una strategia dell'UE per la società civile dovrebbe introdurre misure che siano basate su:

—

un contesto sicuro e favorevole per la società civile;

—

sostenibilità e indipendenza (grazie ai finanziamenti); e

—

un rafforzamento della partecipazione dei cittadini e del dialogo civile (grazie alla strutturazione e alla promozione dei meccanismi esistenti e a livello dell'UE mediante una piattaforma della società civile, come descritto in appresso).

3.5.

L'UE deve garantire un contesto sicuro e favorevole alla società civile:

—

promuovendo e presentando il ruolo e le caratteristiche specifiche della società civile organizzata quale pilastro fondamentale della democrazia, della coesione, della partecipazione e dell'innovazione sociale a livello regionale, nazionale ed europeo;

—

elaborando un meccanismo di protezione per gli attori della società civile e i difensori dei diritti umani all'interno dell'UE;

—

rafforzando il ruolo del CESE in quanto polo, mediatore, canale e facilitatore per la società civile organizzata a livello unionale, internazionale e nazionale;

—

adottando la proposta di direttiva della Commissione europea sulle associazioni transfrontaliere europee (ECBA) e discutendo dell'opportunità di elaborare uno strumento giuridico analogo per le fondazioni.

3.6.

L'UE deve promuovere la sostenibilità e l'indipendenza mediante i finanziamenti, garantendo che:

—

gli attori della società civile abbiano accesso a finanziamenti pluriennali, coerenti e flessibili e che il quadro finanziario pluriennale preveda risorse adeguate;

—

le organizzazioni della società civile siano coinvolte nell'attuazione, nel monitoraggio e nella valutazione dei programmi di finanziamento di loro interesse;

—

si superino gli ostacoli di carattere amministrativo, normativo e fiscale all'accesso ai finanziamenti e alle donazioni, anche a livello transfrontaliero;

—

tutte le leggi che incidono sulle organizzazioni della società civile e sulle loro attività siano pienamente conformi agli obblighi giuridici e ai diritti fondamentali dell'UE e internazionali e che le OSC siano consultate in merito alle modifiche legislative che le riguardano;

—

le misure che limitano l'accesso ai finanziamenti non siano applicate e che i meccanismi amministrativi, giuridici e finanziari non siano utilizzati impropriamente per limitare la partecipazione pubblica, l'azione civica o la libertà dei media;

—

le persone siano incoraggiate a denunciare le vessazioni o gli attacchi subiti dalle organizzazioni della società civile e dai difensori dei diritti umani, e che tali violazioni siano correttamente registrate, esaminate e perseguite per difendere lo Stato di diritto;

—

le norme dell'UE in materia di protezione della società civile organizzata siano correttamente applicate, anche attraverso misure provvisorie, ove necessario; e che

—

le organizzazioni della società civile siano supportate mediante finanziamenti sostenibili a favore del loro lavoro e attraverso meccanismi di sviluppo delle capacità.

3.7.

L'UE deve garantire una partecipazione civica e un dialogo civile più solidi favorendo condizioni adeguate, definendo parametri di riferimento e promuovendo le strutture di dialogo a tutti i livelli.

3.7.1.

Favorire condizioni adeguate e definire parametri di riferimento

3.7.1.1.

Per instaurare un dialogo civile denso di contenuti è necessario garantire le condizioni giuste, che consentano a tutte le parti in causa di impegnarsi, facendo sì che a ciascuna di esse siano assegnati ruoli e responsabilità ben definiti. È inoltre indispensabile che le istituzioni siano reattive e responsabili, sia all'interno che all'esterno dei meccanismi di dialogo, conformemente alle norme che disciplinano il diritto a una buona amministrazione. Il dialogo civile a livello europeo non può svolgersi correttamente senza un dialogo civile adeguatamente gestito e condotto a livello nazionale. Per creare un contesto favorevole allo svolgimento di un dialogo civile efficace e costruttivo, devono essere soddisfatte determinate condizioni, tra cui, in particolare, l'instaurazione di un rapporto di fiducia, l'assunzione di responsabilità, la trasparenza e condizioni propizie alla partecipazione. Il codice di buone prassi per la partecipazione civile nel processo decisionale, adottato dalla Conferenza delle ONG del Consiglio d'Europa, presenta in forma sintetica i principi chiave e le condizioni di base che possono servire da guida in materia. Il CESE propone che la strategia per la società civile stabilisca obiettivi e definisca indicatori che prevedano chiari parametri di riferimento per gli Stati membri e le istituzioni dell'UE in materia di spazi civici e dialogo civile a livello nazionale.

3.7.1.2.

Il CESE raccomanda che il dialogo civile a tutti i livelli, compreso quello dell'UE, presenti le seguenti caratteristiche (6):

—

Deve essere significativo. Il dialogo civile, in quanto parte reale e concreta del processo decisionale, deve permettere un vero scambio e mettere a disposizione delle organizzazioni della società civile uno spazio per esprimere i loro punti di vista. Non deve fungere da semplice vetrina della democrazia, bensì essere un dialogo reale.

—

Deve essere orientato ai risultati e garantire la partecipazione civile, sia nei dibattiti sugli obiettivi e sul contenuto delle misure e delle disposizioni legislative che interessano la società civile, sia nelle fasi di valutazione.

—

Deve svolgersi regolarmente.

—

Deve essere trasparente. Le norme e i criteri sulle modalità di selezione delle parti interessate e sui temi su cui verterà il dialogo stesso devono essere accessibili al pubblico. Deve garantire che le organizzazioni della società civile abbiano accesso a tutte le informazioni pertinenti.

—

Deve essere legittimo. L'accreditamento delle OSC deve fondarsi su una loro reale legittimità e rappresentatività. Le organizzazioni della società civile devono rispettare i principi di democrazia interna, autonomia, indipendenza e trasparenza, e seguire un modello di entità senza scopo di lucro al servizio dell'interesse generale o di interessi specifici.

—

Deve consentire a tutte le parti di condividere idee. Le organizzazioni della società civile devono essere in grado di integrare le proprie iniziative e priorità nelle agende degli Stati membri e delle istituzioni europee. Il fatto di definire congiuntamente le tempistiche del dialogo permette di aumentare l'impatto e prevenire i problemi relativi alla capacità per tutte le parti coinvolte.

—

Deve essere inclusivo e rappresentativo, in particolare nei confronti dei soggetti più vulnerabili. Garantire un'Unione dell'uguaglianza significa garantire che si tenga conto delle prospettive relative al genere, ai gruppi LGBTIQ+, alle persone migranti e con disabilità e ai Rom.

—

Deve essere strutturato e coordinato. È necessario prevedere un servizio di coordinamento che contribuisca ai lavori e alle proposte delle organizzazioni della società civile.

—

Dovrebbe prevedere dei risultati e un seguito. A livello europeo, le istituzioni dell'UE dovrebbero rispondere ai contributi delle OSC utilizzando un quadro di valutazione pubblico, che permetta loro di indicare le azioni di follow-up adottate oppure di illustrare i motivi per cui non hanno adottato azioni per dar seguito a quei contributi. In tale contesto si dovrebbero inoltre raccogliere riscontri dai partecipanti.

3.7.1.3.

Le organizzazioni della società civile dovrebbero esprimersi con una sola voce al fine di conferire maggior forza alle loro azioni.

3.7.2.

Promuovere e rafforzare le strutture di dialogo a tutti i livelli

3.7.2.1.

In un mondo sempre più plasmato da conflitti, disinformazione e polarizzazione sociale, l'UE deve ripensare con urgenza il ruolo della società civile e rafforzare il dialogo civile, non solo come fondamento della legittimità istituzionale, ma anche come pilastro essenziale per costruire un'Europa più resiliente, inclusiva e partecipativa (7).

3.7.2.2.

Una strategia per la società civile dovrebbe occuparsi di ogni genere di dialogo civile, compresi il dialogo trasversale, il dialogo verticale/settoriale e il dialogo orizzontale (dialogo all'interno della società civile stessa).

3.7.2.3.

Garantire una maggiore partecipazione civica e un dialogo civile strutturato richiederà tempo. È necessario valutare le pratiche esistenti, trarne i dovuti insegnamenti ed elaborare principi e orientamenti che potrebbero, in ultima analisi, essere codificati in un accordo interistituzionale sul dialogo civile a livello dell'UE. Il CESE propone pertanto di adottare un accordo interistituzionale sul dialogo civile, anche grazie al sostegno del Comitato stesso, che garantisca pratiche coerenti in materia di dialogo civile all'interno di tutte le istituzioni dell'UE e nel rispetto dei principi elencati al punto 3.7.1 del presente parere.

3.7.2.4.

Il CESE è inoltre pronto a impegnarsi proattivamente in un dialogo significativo con le istituzioni dell'UE. Propone che la Commissione organizzi una riunione annuale con il Comitato stesso per discutere delle modalità di attuazione delle raccomandazioni contenute nei suoi pareri (oltre ai riscontri scritti che il CESE già riceve), al fine di garantire un circuito di feedback. Il Parlamento europeo potrebbe invitare il CESE a partecipare alle riunioni delle commissioni competenti quando l'ordine del giorno preveda dei dossier legislativi o politici collegati ai suoi pareri. Analogamente, il Consiglio potrebbe coinvolgere periodicamente il CESE nel processo legislativo per esaminare e discutere le sue raccomandazioni.

3.7.2.5.

Il CESE propone inoltre di avviare un ampio processo di dialogo (presentato come parte di un progetto pilota al punto 4.3 del presente parere), che, in una fase successiva, potrebbe contribuire a definire la governance e la struttura del dialogo settoriale (8).

3.7.2.6.

Attualmente, a livello europeo le pratiche in materia di dialogo civile sono strutturate in modo molto diverso in termini di qualità e quantità. La creazione di meccanismi di coordinamento tra le istituzioni e al loro interno contribuirebbe molto probabilmente a ridurre al minimo le sovrapposizioni e l'uso delle risorse.

3.7.2.7.

Come sottolineato in uno studio recentemente commissionato dal CESE (9), la sfida consiste ora nel garantire che le unità competenti all'interno delle istituzioni rispettino i principi fondamentali, mettendo a disposizione della società civile uno spazio adeguato in cui possano far sentire la loro voce e istituendo meccanismi trasparenti che permettano di integrare contributi significativi nell'elaborazione delle politiche. Sebbene vi siano validi motivi per essere ottimisti, resta ancora molto da fare. Un accordo interistituzionale sul dialogo civile permetterebbe di assegnare ruoli differenti e conseguire risultati scaturiti dal dialogo diversi a seconda delle funzioni delle istituzioni coinvolte, a partire dai meccanismi esistenti.

—

Nel caso del Consiglio, oltre agli altri strumenti a favore di un dialogo continuo, si dovrebbe ricorrere al processo del semestre europeo.

—

Nel caso del Parlamento europeo, occorre rafforzare il ruolo del vicepresidente delegato e potenziare i meccanismi di influenza all'interno dei gruppi parlamentari e delle commissioni.

—

Nel caso della Commissione europea, gli sforzi del commissario delegato dovrebbero essere coordinati con le direzioni generali (DG).

—

Nel caso del CESE, si dovrebbe rafforzare il ruolo del gruppo di collegamento.

3.7.2.8.

Queste considerazioni, che rivestono una grande importanza, riguardano il rafforzamento della partecipazione civica grazie alla responsabilizzazione delle organizzazioni della società civile e alla creazione di strutture a sostegno della formazione e dello sviluppo di capacità, allo scopo di migliorare il coinvolgimento della comunità. Si tratta di una tappa fondamentale per portare a termine l'elaborazione dell'intera strategia nel miglior modo possibile e, secondo il CESE, costituisce un investimento economico fondamentale per il futuro dell'Europa.

4.   Creare una piattaforma della società civile

4.1.   Osservazioni generali

4.1.1.

È necessario tenere debitamente conto della disomogeneità degli attori della società civile, delle iniziative locali, delle ONG e delle piattaforme nazionali. È possibile conseguire un'ampia partecipazione solo se si riconoscono le specificità di ciascuno di questi soggetti e se se ne tiene conto; in caso contrario la piattaforma non sarà né efficace né legittima. Il CESE può svolgere un ruolo centrale nell'assicurare tale legittimità.

4.2.   Avvalersi delle competenze e delle reti del CESE

4.2.1.

Ogni analisi deve partire dall'esame delle eventuali strutture o istituzioni già esistenti che potrebbero e sarebbero disposte a ospitare la piattaforma. Il CESE potrebbe e, di fatto, sarebbe disposto a ospitarla, e, data la sua esperienza nel facilitare il dialogo e la consultazione, si trova anche nella posizione ideale per farlo. Le proposte 38 e 39 della Conferenza sul futuro dell'Europa sembrano corroborare questa idea. Secondo la proposta 39, «il ruolo istituzionale del CESE dovrebbe essere rafforzato, conferendogli il ruolo di facilitatore e garante di attività di democrazia partecipativa, come il dialogo strutturato con le organizzazioni della società civile e i panel di cittadini».

4.2.2.

Affidare al CESE l'incarico di ospitare questa piattaforma permetterebbe di promuovere il mandato, le funzioni consultive e i metodi di lavoro del Comitato stesso, consentendogli di fungere da punto di contatto con la società civile. Alla luce della sua esperienza, delle sue competenze e delle sue reti, il CESE deve essere coinvolto nel progetto della piattaforma fin dalle fasi iniziali. Tra le competenze citate figurano la conoscenza approfondita da parte dei membri del CESE dei rispettivi settori, il loro know-how in materia di promozione dello sviluppo armonioso delle politiche dell'UE, e una grande rappresentatività, in quanto i membri sono ufficialmente incaricati di adottare decisioni a nome di coloro che rappresentano. I lavori del Comitato sono organizzati in modo tale da garantire l'interazione tra la dimensione «tecnica» o «settoriale» (10) e gli aspetti più «orizzontali». Grazie a questo approccio, tutti i pareri, elaborati da gruppi di studio composti da membri estremamente qualificati, si fondano su un'eccellente base di conoscenze tecniche. Nelle sezioni permanenti, in cui i testi vengono esaminati da oltre 100 membri, è inoltre prevista una sorta di filtro democratico grazie a cui la maggior parte dei pareri del Comitato viene adottata all'unanimità, il che rispecchia l'approccio particolare adottato dal Comitato per raggiungere il consenso sociale.

4.2.3.

Il CESE ha accesso a una rete vasta e unica nel suo genere. Visto che i membri del Comitato sono radicati nella società civile dei diversi Stati membri, essi possono contribuire alle politiche dell'UE dalla base e ricondurre i dibattiti europei nell'alveo delle comunità locali.

4.3.   Struttura e governance della piattaforma della società civile

4.3.1.

Sulla base della propria esperienza e della rete di cui dispone, il CESE propone di avviare, in partenariato con la Commissione europea, un progetto pilota che istituisca un ampio dialogo sin dalle prime fasi del processo politico. Tale progetto si concentrerebbe soprattutto sulle questioni relative alla democrazia, ai diritti fondamentali e allo Stato di diritto, che sarebbero discusse in collaborazione con il gruppo FRRL del CESE. La missione della piattaforma della società civile consisterebbe nell'ampliare la partecipazione delle organizzazioni della società civile che si occupano di democrazia, diritti fondamentali e Stato di diritto, al fine di individuare le questioni di particolare interesse per le OSC al livello di base e di contribuire alle relazioni del CESE e della Commissione europea su tali tematiche. Il CESE propone di istituire, nell'ambito della piattaforma, un gruppo direttivo composto da Commissione europea, CESE e gruppo di collegamento, sul modello del Forum europeo della migrazione. La piattaforma contribuirebbe al convegno annuale del CESE sullo Stato di diritto e i diritti fondamentali. Anche i contributi della Settimana della società civile confluirebbero nei lavori della piattaforma, secondo modalità che sarebbero definite dal gruppo direttivo (ad esempio, dedicando un giorno specifico ai lavori della piattaforma).

4.3.2.

Il gruppo direttivo sarebbe responsabile dell'avvio del progetto pilota e approverebbe i pertinenti meccanismi di governance e partecipazione. Occorre sviluppare ulteriormente una proposta concreta di processo. A seguito dell'attuazione, il gruppo procederebbe alla valutazione del progetto e proporrebbe interventi futuri, al fine di agevolare analoghi processi di dialogo di ampio respiro su altri temi chiave di interesse per la società civile. Ogni anno il gruppo direttivo concorderebbe i temi e i calendari precisi del progetto.

4.3.3.

Secondo il CESE, in futuro la strategia (compresa la piattaforma) potrebbe contribuire:

—

all'elaborazione di una relazione, da redigere ogni due anni, sulle attività della strategia e su tutte le attività in materia di dialogo civile svolte per mezzo della piattaforma e dalle diverse DG;

—

all'istituzione di un quadro di valutazione annuale, sotto forma di forum pubblico di discussione sui risultati delle attività di follow-up dei dialoghi; e

—

all'organizzazione, in partenariato con la Commissione europea, di un forum annuale che potrebbe formare parte integrante della Settimana della società civile.

4.3.4.

Il progetto pilota costituirebbe un'opportunità per sviluppare ulteriormente la collaborazione strutturata in corso con le organizzazioni della società civile e per darle una struttura formale. Il CESE ha già sperimentato diverse modalità per stabilire un dialogo sistemico con le organizzazioni della società civile, tra l'altro attraverso: i) il Forum europeo della migrazione; ii) i locali messi a disposizione dalla sezione Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente (sezione NAT) del CESE per permettere alle organizzazioni della società civile di riunirsi ed elaborare contributi congiunti destinati ad alimentare i processi europei e internazionali; e iii) i lavori del gruppo di collegamento che alimenteranno il contributo del CESE al programma di lavoro annuale della Commissione. Queste e altre iniziative potrebbero entrare a far parte del progetto pilota in un'unica struttura di governance (che comprenderebbe la Commissione europea, il CESE e il gruppo di collegamento). Dato che si fonda sulle strutture e sugli strumenti esistenti, il progetto pilota potrebbe essere attuato rapidamente e senza indugio. Al tempo stesso, il suo successo dipenderebbe dalla messa a disposizione di risorse adeguate e da attività di sviluppo delle capacità destinate alle organizzazioni della società civile.

4.3.5.

La piattaforma permetterebbe di:

—

orientare (con l'ausilio degli organi direttivi) i dialoghi in materia di democrazia, diritti fondamentali e Stato di diritto e, in un secondo tempo, i contributi ai principali processi politici, tra cui ad esempio il programma di lavoro annuale della Commissione;

—

ospitare, eventualmente durante la Settimana della società civile, un convegno annuale sul dialogo civile per presentare e perfezionare i progetti di raccomandazione insieme a tutte le parti interessate;

—

monitorare il dialogo civile attraverso un quadro di valutazione annuale, che contribuirebbe alle relazioni biennali sul dialogo civile; e di

—

contribuire all'accordo interistituzionale.

4.3.6.

La Commissione europea dovrebbe prevedere disposizioni adeguate per rafforzare il dialogo civile europeo a tutti i livelli e, più in particolare, fornire finanziamenti per l'introduzione del progetto pilota proposto. Senza finanziamenti adeguati, non è possibile realizzare una strategia per la società civile. Dopo due anni e mezzo (a metà del mandato del CESE), il Comitato, le organizzazioni della società civile e la Commissione europea procederebbero a una valutazione della strategia per migliorare il processo e individuare le prossime fasi del suo sviluppo.

Bruxelles, 17 luglio 2025

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  Parere basato su un punto del programma di lavoro della Commissione, prima della pubblicazione del documento della Commissione, e richiesto da quest'ultima nella lettera del 13 maggio 2025.

(2)  Lettera di incarico di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, a Michael McGrath, commissario designato per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto, 17 settembre 2024, https://commission.europa.eu/document/download/907fd6b6-0474-47d7-99da-47007ca30d02_it?filename=Mission%20letter%20-%20McGRATH.pdf.

(3)  Invito a presentare contributi dal titolo «Strategia dell'UE per la società civile» dal portale «Di' la tua» della Commissione europea, pubblicato il 13 giugno 2025.

(4)  CESE, Democrazia partecipativa: una storia di successo scritta dal CESE, 2020, https://www.eesc.europa.eu/sites/default/files/files/qe-04-19-663-en-n.pdf.

(5)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio “Rafforzare lo Stato di diritto nell’Unione — Il contesto attuale e possibili nuove iniziative” » [COM(2019) 163 final] ( GU C 282 del 20.8.2019, pag. 39).

(6)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Rafforzare il dialogo civile e la democrazia partecipativa nell’UE: la strada da seguire» (parere esplorativo richiesto dalla presidenza belga) (GU C, C/2024/2481, 23.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2481/oj).

(7)  Centro per gli studi politici europei, Mapping civil dialogue in the EU institutions [Mappatura delle pratiche in materia di dialogo civile nelle istituzioni dell'UE], 2025, studio commissionato dal CESE su richiesta del gruppo Organizzazioni della società civile.

(8)  Ad eccezione del dialogo sociale settoriale.

(9)  Centro per gli studi politici europei, Mapping civil dialogue in the EU institutions [Mappatura delle pratiche in materia di dialogo civile nelle istituzioni dell'UE], 2025, studio commissionato dal CESE su richiesta del gruppo Organizzazioni della società civile.

(10)  Da non confondere con il dialogo sociale settoriale.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5160/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)