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dell'Unione europea

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Serie C


C/2025/4944

13.10.2025

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALLA CORTE DEI CONTI

Conti annuali consolidati dell’Unione europea per l’esercizio 2024

(C/2025/4944)

INDICE

ASPETTI FINANZIARI SALIENTI DELL’ESERCIZIO 2
NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AI CONTI CONSOLIDATI 33
STATI FINANZIARI CONSOLIDATI E NOTE ESPLICATIVE 34
STATO PATRIMONIALE 35
CONTO ECONOMICO 36
SITUAZIONE DEI FLUSSI DI CASSA 37
SITUAZIONE DI VARIAZIONE DELL’ATTIVO NETTO 38
NOTE AGLI STATI FINANZIARI 39
RELAZIONE SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO E NOTE ESPLICATIVE 136
GLOSSARIO 219
ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI 223

ASPETTI FINANZIARI SALIENTI DELL’ESERCIZIO

L’obiettivo della presente sezione sugli aspetti finanziari salienti, preparata sulla base dei principi delineati nell’orientamento sulle prassi raccomandate (RPG) n. 2 dell’IPSASB «Discussione e analisi degli stati finanziari», è aiutare il lettore a comprendere come le attività operative, finanziarie e di investimento dell’UE si riflettano nei diversi elementi degli stati finanziari consolidati dell’UE. Le informazioni presentate in questa sezione non sono state sottoposte ad audit.

Si noti che, a seguito dell’arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, la somma di taluni dati finanziari ripresi nelle tabelle seguenti potrebbe non corrispondere al totale.

INDICE

1.

DATI PRINCIPALI E ASPETTI SALIENTI DELL’ESERCIZIO 3

2.

QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027, NextGenerationEU E SOSTEGNO ALL’UCRAINA 5

3.

ATTUAZIONE DI NGEU 7

3.1.

Panoramica 7

3.2.

Erogazioni di sostegno non rimborsabile a titolo dell’RRF (compreso REPowerEU) 7

3.3.

Erogazioni di prestiti a titolo dell’RRF (compreso REPowerEU) 8

3.4.

Contributi di NGEU ad altri programmi a titolo del bilancio dell’UE 9

4.

PASSIVITÀ POTENZIALI DI BILANCIO 10

4.1.

Attività di assunzione e concessione di prestiti 10

4.2.

Garanzie di bilancio 17

4.3.

Fondo comune di copertura 18

5.

ANALISI DEGLI STATI FINANZIARI 19

5.1.

Proventi 19

5.2.

Spese 20

5.3.

Attività 21

5.4.

Passività 23

5.5.

Attivo netto 25

6.

SINTESI DELL’ESECUZIONE DEL BILANCIO 25

6.1.

Proventi 25

6.2.

Spese 27

7.

QUADRO POLITICO E FINANZIARIO, GOVERNANCE E RESPONSABILITÀ DELL’UE 29

7.1.

Quadro politico e finanziario 29

7.2.

Governance e responsabilità 30

1.   DATI PRINCIPALI E ASPETTI SALIENTI DELL’ESERCIZIO

Stati finanziari consolidati

Gli stati finanziari consolidati dell’UE riguardano oltre 50 entità (compresi il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e le agenzie dell’UE) e sono elaborati secondo le norme della contabilizzazione per competenza adottate dal contabile della Commissione, basate sui principi contabili internazionali per il settore pubblico (IPSAS).

Come indicato nello stato patrimoniale riportato in sintesi di seguito e ulteriormente dettagliato nell’analisi degli stati finanziari (sezione 5), le caratteristiche più significative degli stati finanziari consolidati dell’UE per il 2024 sono state un aumento dei prestiti assunti connesso all’attuazione di NextGenerationEU e l’ulteriore sostegno finanziario fornito all’Ucraina:

in miliardi di EUR

 

2024

2023

Variazione

ATTIVITÀ

 

 

 

Attività finanziarie

328,3

285,4

43,0

Prefinanziamenti

78,9

91,7

-12,8

Crediti

31,7

35,2

-3,5

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

63,2

39,6

23,6

Immobili, impianti e macchinari e altre attività

16,3

15,8

0,5

Totale

518,5

467,7

50,8

PASSIVITÀ

 

 

 

Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro

93,1

90,8

2,3

Passività finanziarie

601,9

458,4

143,5

Debiti

55,4

50,5

4,9

Ratei

67,1

76,8

-9,7

Altre passività

9,8

3,3

6,5

Totale

827,3

679,8

147,5

ATTIVO NETTO

 

 

 

Riserve

1,0

1,1

-0,1

Importi da richiedere agli Stati membri

(309,8 )

(213,2 )

-96,6

Totale

(308,8 )

(212,2 )

-96,7

→ cfr. Analisi degli stati finanziari, sezione 5

Principali sviluppi nel 2024

Successo costante delle emissioni di obbligazioni UE, buoni UE e obbligazioni verdi NGEU

Image 1

 

→ cfr. sezione 4


Conseguimento degli obiettivi di NGEU

 

Concessione di assistenza finanziaria all’Ucraina

Image 2

 

Image 3

 

 

 

→ cfr. sezione 3

 

→ cfr. sezione 4

2.   QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027, NextGenerationEU E SOSTEGNO ALL’UCRAINA

Il bilancio a lungo termine 2021-2027 dell’UE, insieme allo strumento per la ripresa NextGenerationEU («NGEU»), ammonta a 2 028 miliardi di EUR a prezzi correnti (1 800 miliardi di EUR a prezzi del 2018).

Il pacchetto è costituito dal bilancio a lungo termine, dal quadro finanziario pluriennale («QFP») 2021-2027, di 1 221 miliardi di EUR a prezzi correnti (1 081 miliardi di EUR a prezzi del 2018), combinato con lo strumento temporaneo per la ripresa NGEU, con una dotazione iniziale fino a 806,9 miliardi di EUR a prezzi correnti (750 miliardi di EUR a prezzi del 2018). Tale importo iniziale è stato adeguato a 712 miliardi di EUR, in quanto il sostegno totale disponibile sotto forma di prestiti non è stato interamente richiesto dagli Stati membri.

Revisione del bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027

Dall’adozione del bilancio a lungo termine 2021-2027 dell’UE nel 2020, l’UE ha dovuto affrontare una serie di crisi impreviste e senza precedenti, tra cui la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e le relative conseguenze, l’accelerazione dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, nonché la migrazione e le sfide esterne come il conflitto in Medio Oriente. Affrontare queste molteplici crisi ha gravato enormemente sulle risorse del bilancio dell’UE, ostacolandone la capacità di affrontare persino le sfide più urgenti. Affinché il bilancio dell’UE possa continuare a conseguire i suoi obiettivi principali, nel giugno 2023 la Commissione europea ha proposto di rafforzare il bilancio a lungo termine dell’UE.

Il 1o febbraio 2024 i leader dell’UE hanno approvato tutte le priorità enunciate nella proposta della Commissione e hanno raggiunto un accordo sulla prima revisione del bilancio a lungo termine dell’UE, approvata anche dal Parlamento europeo il 27 febbraio 2024. Fra gli elementi chiave figurano:

sostegno essenziale all’Ucraina: un nuovo strumento per l’Ucraina, fondato su sovvenzioni, prestiti e garanzie, con una capacità totale di 50 miliardi di EUR per il periodo 2024-2027, farà fronte alle esigenze immediate dell’Ucraina, alla ricostruzione e all’ammodernamento del paese nel suo percorso verso l’UE;

rafforzamento della sovranità e della competitività: la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP) promuoverà la competitività a lungo termine dell’UE nelle tecnologie critiche, nel digitale e deep tech, nelle tecnologie pulite e nelle biotecnologie, con nuovi margini di flessibilità e incentivi per i finanziamenti a favore della coesione e il dispositivo per la ripresa e la resilienza nonché un sostegno integrativo di 1,5 miliardi di EUR per il Fondo europeo per la difesa;

ulteriori azioni in materia di migrazione e sfide esterne: un aumento di 9,6 miliardi di EUR servirà ad affrontare il fenomeno migratorio nella sua duplice dimensione interna ed esterna e aiuterà i partner dei Balcani occidentali, del vicinato meridionale e altri partner dell’UE;

una risposta più incisiva alle crisi impreviste: affinché il bilancio UE possa continuare a rispondere a circostanze impreviste, come la crisi energetica, le crisi alimentari e le conseguenze della guerra provocata dalla Russia in un contesto di aumento dell’inflazione e degli interessi passivi, lo strumento di flessibilità sarà rafforzato con ulteriori 2 miliardi di EUR, mentre il massimale della riserva per gli aiuti d’urgenza sarà aumentato di 1,5 miliardi di EUR e suddiviso in due strumenti distinti: la riserva di solidarietà europea e la riserva per gli aiuti d’urgenza;

maggiore resilienza alle crisi: un meccanismo di emergenza articolato in tre fasi e un nuovo strumento offriranno chiarezza sui meccanismi di bilancio per il finanziamento dei costi connessi a NextGenerationEU;

la revisione sarà finanziata attraverso una combinazione di nuove risorse e riassegnazioni all’interno del bilancio dell’UE. Questo permetterà all’UE di continuare ad affrontare le priorità più urgenti riducendo al minimo l’impatto sui bilanci nazionali, a vantaggio dei cittadini dell’UE e non solo.

La revisione è entrata in vigore il 1o marzo 2024 e si applica retroattivamente al bilancio dell’UE a partire dal 1o gennaio 2024. L’impatto della revisione sul bilancio 2024 si è riflesso nel bilancio rettificativo n. 1/2024, mentre l’impatto a lungo termine si riflette nel bilancio 2025 e nella programmazione finanziaria per il 2026 e il 2027.

NextGenerationEU

Con un bilancio iniziale fino a 806,9 miliardi di EUR, NGEU è concepito per contribuire a porre rimedio ai danni economici e sociali provocati nell’immediato dalla pandemia di COVID-19, e contribuire a creare un’Europa post COVID-19 più verde, più digitale, più resiliente e maggiormente in grado di far fronte alle sfide presenti e future. La maggioranza dei fondi è veicolata attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). Una parte dei fondi, fino a 338,0 miliardi di EUR, è fornita sotto forma di sostegno non rimborsabile (sovvenzioni). L’altra parte, fino a 385,8 miliardi di EUR, è utilizzata per concedere prestiti dell’UE a singoli Stati membri.

Il termine per la richiesta di prestiti da parte degli Stati membri è scaduto nell’agosto 2023, il che significa che non è più possibile erogare 94,9 miliardi di EUR di prestiti. Di conseguenza, l’importo totale per i prestiti ammonta ora a 290,9 miliardi di EUR e la dotazione finanziaria complessiva adeguata per il sostegno non rimborsabile e i prestiti ammonta a 712 miliardi di EUR. Tali prestiti inizieranno a essere rimborsati dagli Stati membri che li hanno ricevuti solto dopo il termine dell’attuale QFP e i rimborsi proseguiranno per un periodo di tempo prolungato (dal 2032 al 2054, cfr. sezione 3.3). Next Generation EU rafforzerà inoltre i seguenti programmi e politiche dell’UE:

la politica di coesione, nell’ambito del programma di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (REACT-EU), per contribuire ad affrontare le conseguenze economiche della pandemia di COVID-19 nei primi anni della ripresa;

il Fondo per una transizione giusta, per garantire che la transizione verso la neutralità climatica funzioni per tutti;

il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, per fornire un ulteriore sostegno agli agricoltori;

InvestEU, per sostenere gli sforzi di investimento delle imprese dell’UE;

Orizzonte Europa, per assicurarsi che l’UE disponga della capacità di finanziare un livello più elevato di eccellenza nella ricerca;

RescEU, per salvaguardare la capacità del meccanismo di protezione civile dell’Unione di rispondere a emergenze di vasta portata.

Inoltre le sovvenzioni dell’RRF sono ora integrate dall’inclusione delle misure di REPowerEU, finanziate anche dai proventi del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e dalle dotazioni della riserva di adeguamento alla Brexit (BAR), insieme alle dotazioni di NGEU. Analogamente, i prestiti a titolo dell’RRF contribuiscono alle finalità di REPowerEU. Cfr. sezione 3 per ulteriori informazioni dettagliate sull’attuazione di NGEU e sezione 4 sull’assunzione di prestiti tramite l’approccio unificato in materia di finanziamenti.

Sostegno all’Ucraina

Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina il bilancio dell’UE è stato notevolmente rafforzato per sostenere su tutti i fronti la risposta dell’UE alla crisi in Ucraina. Più concretamente, con un approccio da «Team Europa», alla fine del 2024 l’UE insieme ai suoi Stati membri e alle istituzioni finanziarie aveva mobilitato più di 130 miliardi di EUR per il sostegno generale a favore dell’Ucraina e del suo popolo, esprimendo chiaramente la perdurante solidarietà dell’UE. Tale sostegno ha compreso:

64,4 miliardi di EUR per assistenza finanziaria, sostegno di bilancio e assistenza umanitaria, messi a disposizione dal bilancio dell’UE e provenienti direttamente dagli Stati membri dell’UE sotto forma di sovvenzioni, prestiti e garanzie (di cui 19,6 miliardi di EUR sono stati mobilitati nel corso del 2024 nell’ambito di tutti e tre i pilastri dello strumento per l’Ucraina sotto forma di prestiti, sostegno non rimborsabile e garanzie di bilancio);

47,3 miliardi di EUR per l’assistenza militare forniti direttamente dagli Stati membri dell’UE, compresi 6,1 miliardi di EUR attraverso lo strumento europeo per la pace (strumento fuori bilancio);

1,5 miliardi di EUR messi a disposizione dai proventi derivanti dai beni sovrani russi congelati e bloccati (proventi straordinari); e

17 miliardi di EUR messi a disposizione dall’UE e dai suoi Stati membri per sostenere le persone in fuga dall’Ucraina.

Priorità politiche per la Commissione 2024-2029

Le priorità politiche della Commissione europea sono definite negli orientamenti politici stabiliti dalla sua presidenza. Sotto la presidenza von der Leyen la Commissione, che è entrata in carica il 1o dicembre 2024, si concentra sulle sette priorità chiave di cui in appresso.

 

Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell’Europa

L’Europa quale continente di crescita economica, impresa e innovazione garantendo competitività, prosperità ed equità.

 

Una nuova era per la difesa e la sicurezza europee

Rispondere alle sfide dell’Europa in materia di sicurezza e difesa e migliorare la preparazione e la gestione delle crisi.

 

Sostenere le persone e rafforzare le nostre società e il nostro modello sociale

Promuovere l’equità sociale, aumentare la solidarietà nella nostra società e garantire pari opportunità per tutti.

 

Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura

Costruire un sistema agroalimentare competitivo e resiliente, salvaguardare la biodiversità e prepararsi ai cambiamenti climatici.

 

Proteggere la nostra democrazia, difendere i nostri valori

Porre i cittadini al centro della nostra democrazia per consentire a tutti di contribuire a plasmare il futuro della nostra Unione europea.

 

Un’Europa globale: fare leva sulla nostra potenza e sui nostri partenariati

Concentrarsi sul nostro vicinato in senso lato per affrontare le sfide globali e promuovere la pace, i partenariati e la stabilità economica.

 

Raggiungere insieme gli obiettivi e preparare l’Unione al futuro

Un bilancio dell’UE moderno e rafforzato e un ambizioso programma di riforme per conseguire i nostri obiettivi.

3.   ATTUAZIONE DI NGEU

3.1.   Panoramica

Alla fine del 2024 la Commissione aveva erogato in totale 373,0 miliardi di EUR di sostegno finanziario. La maggior parte di tale importo, ossia 306,1 miliardi di EUR, è stata erogata a titolo dell’RRF (compreso il sostegno alle riforme e agli investimenti di REPowerEU), di cui 197,5 miliardi di EUR in forma di sostegno non rimborsabile e 108,7 miliardi di EUR sotto forma di prestiti finanziari. Altri 66,9 miliardi di EUR (al netto dei recuperi) sono stati erogati come pagamenti del QFP a titolo di programmi esistenti.

3.2.   Erogazioni di sostegno non rimborsabile a titolo dell’RRF (compreso REPowerEU)

Il sostegno non rimborsabile approvato e giuridicamente impegnato a titolo dei piani per la ripresa e la resilienza dei 27 Stati membri ammonta in totale a 359,5 miliardi di EUR. Al 31 dicembre 2024 gli impegni di bilancio ammontavano a 358,9 miliardi di EUR. Alla fine del 2024 la Commissione aveva erogato un totale di 197,5 miliardi di EUR di sostegno non rimborsabile a 26 Stati membri:

in miliardi di EUR

Stato membro

Valore totale delle sovvenzioni

Impegni di bilancio 31.12.2024 (*1)

Totale erogato 31.12.2024

Austria

4,0

4,0

1,2

Belgio

5,0

4,9

1,5

Bulgaria

5,7

5,7

1,4

Croazia

5,8

5,8

3,7

Cipro

1,0

1,0

0,4

Cechia

8,4

8,4

4,2

Danimarca

1,6

1,6

1,0

Estonia

1,0

1,0

0,5

Finlandia

1,9

1,9

0,5

Francia

40,3

40,3

30,9

Germania

30,3

30,3

19,8

Grecia

18,2

18,2

8,6

Ungheria

6,5

6,5

0,1

Irlanda

1,2

1,1

0,3

Italia

71,8

71,8

46,4

Lettonia

2,0

2,0

0,8

Lituania

2,3

2,3

1,1

Lussemburgo

0,2

0,1

0,0

Malta

0,3

0,3

0,2

Paesi Bassi

5,4

5,3

1,3

Polonia

25,3

25,3

7,3

Portogallo

16,3

16,3

8,5

Romania

13,6

13,6

5,8

Slovacchia

6,4

6,4

3,5

Slovenia

1,6

1,6

0,7

Spagna

79,9

79,9

48,0

Svezia

3,4

3,4

Totale

359,5

358,9

197,5

Nel corso del 2024 la Commissione ha erogato un totale di 55,9 miliardi di EUR di sostegno non rimborsabile. Le erogazioni principali sono state destinate a Germania (13,5 miliardi di EUR), Spagna (10,9 miliardi di EUR), Francia (7,5 miliardi di EUR), Polonia (6,8 miliardi di EUR) e Italia (5,5 miliardi di EUR).

3.3.   Erogazioni di prestiti a titolo dell’RRF (compreso REPowerEU)

Il sostegno sotto forma di prestiti finanziari approvato in conformità dei piani ammonta in totale a 290,9 miliardi di EUR. L’intero importo è coperto da accordi di prestito firmati. Alla fine del 2024 la Commissione aveva erogato 108,7 miliardi di EUR di sostegno sotto forma di prestiti finanziari a 13 Stati membri:

in miliardi di EUR

Stato membro

Totale concesso

Totale firmato al 31.12.2024

Totale erogato al 31.12.2024

Totale rimborsato al 31.12.2024

Totale in essere al 31.12.2024

Belgio

0,2

0,2

0,0

0,0

0,0

Croazia

4,3

4,3

0,8

0,0

0,8

Cipro

0,2

0,2

0,0

0,0

0,0

Cechia

0,8

0,8

0,2

0,0

0,2

Grecia

17,7

17,7

9,6

0,0

9,6

Ungheria

3,9

3,9

0,8

0,0

0,8

Italia

122,6

122,6

75,7

0,0

75,7

Lituania

1,6

1,6

0,8

0,0

0,8

Polonia

34,5

34,5

13,5

0,0

13,5

Portogallo

5,9

5,9

2,9

0,0

2,9

Romania

14,9

14,9

3,7

0,0

3,7

Slovenia

1,1

1,1

0,4

0,0

0,4

Spagna

83,2

83,2

0,3

0,0

0,3

Totale

290,9

290,9

108,7

0,0

108,7

Nel corso del 2024 la Commissione ha erogato nuovo sostegno sotto forma di prestiti finanziari per l’importo di 29,4 miliardi di EUR. Le erogazioni principali sono state destinate a Italia (14,7 miliardi di EUR), Polonia (9,0 miliardi di EUR), Grecia (2,3 miliardi di EUR) e Portogallo (1,2 miliardi di EUR). A norma degli accordi di prestito, gli Stati membri effettueranno rimborsi pari al 5 % degli importi erogati ogni anno, a partire da 10 anni dopo la data di erogazione. Il periodo di rimborso va quindi dal 2032 al 2054 per i prestiti erogati fino al 31 dicembre 2024.

3.4.   Contributi di NGEU ad altri programmi a titolo del bilancio dell’UE

A fine esercizio 2024, l’importo totale dei pagamenti netti erogati a favore di altri programmi nell’ambito del QFP ammontava a 66,9 miliardi di EUR. Tale contributo, al netto dei recuperi, riguardava principalmente REACT-EU, che finanzia il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE, compreso il FEAD):

in miliardi di EUR

Programma QFP

Totale dell’RRF

Totale impegni netti

31.12.2024

Totale pagamenti netti

31.12.2024

REACT-EU

50,6

50,6

46,3

di cui FESR

30,0

30,0

28,1

di cui FSE (incl. FEAD)

20,6

20,6

18,2

Fondo per una transizione giusta

10,9

10,8

6,3

Sviluppo rurale (FEASR)

8,1

8,1

4,8

InvestEU

6,1

6,1

3,8

Orizzonte Europa

5,4

5,4

4,5

RescEU

2,0

2,0

1,3

Totale

83,1

82,9

66,9

Nel corso del 2024 la Commissione ha erogato 24,6 miliardi di EUR in pagamenti a favore di altri programmi QFP. Tale importo comprendeva i pagamenti relativi a REACT-EU (14,9 miliardi di EUR, di cui 7,1 miliardi di EUR a titolo del FESR e 7,8 miliardi di EUR a titolo del FSE, compreso il FEAD), al Fondo per una transizione giusta (6,0 miliardi di EUR), allo sviluppo rurale (1,5 miliardi di EUR), InvestEU (1,2 miliardi di EUR), Orizzonte Europa (0,6 miliardi di EUR) e RescEU (0,3 miliardi di EUR).

4.   PASSIVITÀ POTENZIALI DI BILANCIO

Negli ultimi anni l’UE si è basata sempre di più sugli strumenti finanziari (quali prestiti, garanzie e investimenti azionari) come mezzi per attuare le sue politiche e perseguire gli obiettivi dell’UE. Ad esempio, i prestiti dell’UE agli Stati membri o ai paesi partner mirano a ripristinare la stabilità finanziaria o a favorire la ripresa economica dalle situazioni di crisi. L’obiettivo principale dei programmi di garanzie dell’UE è promuovere gli investimenti e migliorare l’accesso ai finanziamenti per colmare le carenze del mercato nei principali settori d’intervento.

Quando l’UE fornisce sostegno sotto forma di prestiti o garanzie si aspetta che il contributo finanziario erogato generi un elevato valore aggiunto. Infatti, a differenza dei metodi tradizionali di esecuzione del bilancio non rimborsabili, come la concessione di sovvenzioni o sussidi, per ogni euro del bilancio dell’UE erogato il beneficiario finale riceve, grazie al cosiddetto effetto leva, un importo superiore all’importo nominale del sostegno finanziario dell’UE.

Sebbene l’UE preveda che le spese sostenute saranno inferiori all’importo dei finanziamenti forniti, il bilancio dell’UE potrebbe comunque subire perdite al verificarsi di alcuni eventi che non sono pienamente sotto il controllo dell’UE. È il caso dei programmi in cui l’UE assume prestiti per finanziare i prestiti agli Stati membri e ai paesi terzi (cfr. punto 4.1) e quando emette garanzie agli istituti finanziari (cfr. punto 4.2). Poiché è improbabile che le perdite dovute al mancato rimborso da parte dei beneficiari finali si concretizzino completamente, l’UE non detiene attività a totale copertura di tali passività potenziali (1), ma solo fino al livello necessario per coprire le perdite previste, e detiene un cuscinetto di sicurezza sufficiente per coprire le perdite inattese. Se tuttavia le perdite superassero le attività accantonate, tali perdite sarebbero coperte dagli Stati membri attraverso i futuri bilanci dell’UE. In tal senso si creano «passività potenziali di bilancio» per il bilancio dell’UE.

L’UE monitora regolarmente la sostenibilità delle sue passività potenziali e l’adeguatezza delle attività accantonate detenute nel fondo comune di copertura (2) (cfr. punto 4.3).

Alla fine del 2024 le passività potenziali di bilancio dell’UE ammontavano a 408,9 miliardi di EUR, di cui 298,9 miliardi di EUR si riferivano ai prestiti in essere a entità sovrane (296,4 miliardi di EUR di valore nominale e 2,5 miliardi di EUR di interessi maturati) e 109,9 miliardi di EUR agli importi massimi (massimali) delle garanzie emesse. Le attività accantonate sono state pari a 23,4 miliardi di EUR.

L’UE assume anche altre passività, che non hanno carattere potenziale ma che, a causa della loro natura a lungo termine, saranno finanziate dagli Stati membri solo attraverso i bilanci futuri. Ciò riguarda principalmente la passività pensionistica (93,1 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024) e i prestiti assunti nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti, che hanno finanziato le sovvenzioni dell’RRF/di REPowerEU e alcuni altri programmi QFP (264,4 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024, cfr. punti 3.2 e 3.4).

4.1.   Attività di assunzione e concessione di prestiti

4.1.1.   Assunzione di prestiti

L’Unione assume prestiti tramite l’emissione di titoli sui mercati dei capitali internazionali. Il bilancio dell’UE garantisce, in ultima analisi, tutti i prestiti assunti dall’Unione. Fino al 2020 i prestiti assunti erano utilizzati solo per finanziare attività di concessione di prestiti (cfr. punto 4.1.2). A seguito dell’introduzione dello strumento NGEU, i prestiti assunti sono ora utilizzati anche per finanziare il sostegno non rimborsabile, cfr. punto 3.2.

L’approccio in materia di finanziamenti

Back to back

Finanziamento unificato

Image 4

Image 5

Fino al 2020 la Commissione seguiva un approccio back to back, che prevedeva l’emissione di un’obbligazione dedicata per finanziare uno specifico accordo di prestito. La Commissione trasferiva il denaro direttamente al paese beneficiario agli stessi termini e condizioni (tasso di interesse, scadenza). Il calendario, i volumi e le scadenze delle emissioni delle obbligazioni erano determinati dalle esigenze del beneficiario.

Per lo strumento NGEU, la Commissione utilizza un approccio in materia di finanziamenti diversificato e combinato in cui i prestiti assunti non corrispondono direttamente a erogazioni specifiche. Il debito è invece emesso secondo piani di finanziamento semestrali, con obbligazioni a lungo termine e buoni a breve termine. La Commissione utilizza aste e operazioni sindacate per emettere tali titoli e successivamente, in linea con il metodo di attribuzione dei costi concordato con gli Stati membri (3), imputa i costi dei prestiti ai beneficiari e i costi del sostegno non rimborsabile al bilancio dell’UE. Tale approccio combinato in materia di finanziamenti permette di esplicare un’attività di assunzione e concessione di prestiti più flessibile e coerente. Offre inoltre costi di finanziamento più convenienti e consente di definire un migliore quadro di gestione dei rischi e di conformità. Tale flessibilità di finanziamento richiede anche una riserva di liquidità per una gestione efficiente della liquidità.

Secondo il regolamento (UE, Euratom) 2022/2434 del Parlamento europeo e del Consiglio del dicembre 2022 (4), la Commissione può utilizzare questo approccio per tutte le future assunzioni di prestiti. In tal modo, l’assistenza macrofinanziaria (AMF)+ per l’Ucraina, lo strumento per l’Ucraina e altri programmi futuri di concessione di prestiti possono beneficiare di questa gestione del debito flessibile ed efficiente in termini di costi, grazie all’istituzione di un approccio unificato in materia di finanziamenti per tutte le assunzioni di prestiti dell’UE.

Nel corso del 2024 i prestiti in essere dell’UE sono aumentati di 142,8 miliardi di EUR, portando l’importo nominale in essere a 601,3 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024. Tale importo comprende 68,2 miliardi di EUR di obbligazioni verdi NGEU. Tali emissioni sono sostenute dal quadro per le obbligazioni verdi NGEU, che è in linea con i principi delle obbligazioni verdi dell’International Capital Market Association (ICMA) (5). I fondi reperiti mediante le obbligazioni verdi NGEU finanziano le misure per il clima previste dai piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF).

La tabella seguente illustra il calendario di rimborso dei prestiti UE in essere al 31 dicembre 2024:

In miliardi di EUR

 

FINANZIAMENTO UNIFICATO

PRESTITI BACK TO BACK

Totale

 

SURE

MESF

AMF

BDP

EURATOM

2025

41,1

8,0

2,4

0,0

0,2

-

51,8

2026

33,0

8,0

6,2

0,1

-

-

47,4

2027

32,6

-

3,0

0,2

-

-

35,9

2028

30,6

10,0

4,1

0,2

-

-

44,9

2029

27,6

8,1

1,4

0,9

-

0,1

38,1

2030

15,4

10,0

-

0,1

-

-

25,5

2031

29,0

-

7,3

1,2

-

0,1

37,5

2032

18,4

-

3,0

0,7

-

0,1

22,1

2033

11,8

-

2,1

0,5

-

-

14,4

2034

33,1

-

0,0

0,7

-

-

33,8

2035

-

8,5

2,0

2,0

-

-

12,5

2036

-

9,0

5,8

1,3

-

-

16,1

2037

18,4

8,7

-

0,9

-

-

28,1

2038

14,3

-

1,8

0,3

-

-

16,5

2039

12,0

-

-

0,1

-

-

12,1

2040

-

7,0

-

0,5

-

-

7,5

2041

16,0

-

-

-

-

-

16,0

2042

12,0

-

3,0

2,0

-

-

17,0

2043

12,0

-

-

-

-

-

12,0

2044

12,0

-

-

-

-

-

12,0

2045

-

-

-

-

-

-

0,0

2046

-

5,0

-

-

-

-

5,0

2044

-

6,0

-

-

-

-

6,0

2048

14,0

-

-

-

-

-

14,0

2049

-

-

-

-

-

-

0,0

2050

12,0

10,0

-

-

-

-

22,0

2051

14,0

-

-

-

-

-

14,0

2052

10,9

-

-

0,5

-

-

11,4

2053

15,3

-

-

2,5

-

-

17,8

2054

10,0

-

-

-

-

-

10,0

Totale

445,7

98,4

42,0

14,7

0,2

0,3

601,3

Il «finanziamento unificato» finanzia i prestiti NGEU e il sostegno non rimborsabile, oltre ai prestiti a titolo dello strumento per l’Ucraina e per l’AMF sottoscritti al 2023.

4.1.2.   Concessione di prestiti

La Commissione eroga prestiti bilaterali conformemente alle decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio. Nel 2024 la Commissione, agendo per conto dell’UE, gestisce sette programmi principali per i quali essa può concedere prestiti:

assistenza SURE (sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza);

assistenza al meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF);

assistenza macrofinanziaria (AMF);

assistenza alla bilancia dei pagamenti (BDP);

Euratom;

strumento per l’Ucraina e

NGEU (RRF e REPowerEU), cfr. sezione 3.3.

Al 31 dicembre 2024 gli importi nominali dei prestiti erano i seguenti:

in miliardi di EUR

 

Totale firmato

Totale non utilizzato a fine esercizio

Totale erogato a fine esercizio

In essere a fine esercizio

SURE

 

 

 

 

Belgio

8,2

-

8,2

8,2

Bulgaria

1,0

-

1,0

1,0

Croazia

1,6

-

1,6

1,6

Cipro

0,6

-

0,6

0,6

Cechia

4,5

-

4,5

4,5

Estonia

0,2

-

0,2

0,2

Grecia

6,2

-

6,2

6,2

Ungheria

0,7

-

0,7

0,7

Irlanda

2,5

-

2,5

2,5

Italia

27,4

-

27,4

27,4

Lettonia

0,5

-

0,5

0,5

Lituania

1,1

-

1,1

1,1

Malta

0,4

-

0,4

0,4

Polonia

11,2

-

11,2

11,2

Portogallo

6,2

-

6,2

6,2

Romania

3,0

-

3,0

3,0

Slovacchia

0,6

-

0,6

0,6

Slovenia

1,1

-

1,1

1,1

Spagna

21,3

-

21,3

21,3

 

98,4

-

98,4

98,4

MESF

 

 

 

 

Irlanda

22,5

-

22,5

19,7

Portogallo

24,3

-

24,3

22,3

 

46,8

-

46,8

42,0

AMF

 

 

 

 

Albania

0,2

-

0,2

0,2

Armenia

0,1

-

0,1

0,1

Bosnia-Erzegovina

0,3

-

0,3

0,1

Georgia

0,1

-

0,2

0,1

Giordania

1,1

-

1,1

1,1

Kosovo

0,1

-

0,1

0,1

Rep. del Kirghizistan

0,0

-

0,0

0,0

Moldova

0,4

0,0

0,4

0,4

Montenegro

0,1

-

0,1

0,1

Macedonia del Nord

0,3

0,1

0,2

0,2

Serbia

0,2

-

0,2

0,0

Tunisia

1,4

-

1,4

1,4

AMF Ucraina

12,2

-

12,2

11,0

AMF+ Ucraina

18,0

-

18,0

18,0

AMF Ucraina ULCM

18,1

18,1

-

-

Egitto

1,0

-

1,0

1,0

 

53,6

18,2

34,9

33,7

BDP

 

 

 

 

Lettonia

2,9

-

2,9

0,2

 

2,9

-

2,9

0,2

EURATOM

 

 

 

 

Energoatom, K2R4 Ucraina

0,4

-

0,4

0,3

 

0,4

-

0,4

0,3

Strumento per l’Ucraina

33,0

19,9

13,1

13,1

Prestiti NGEU

290,9

182,2

108,7

108,7

Totale

526,0

220,3

305,2

296,4

SURE

SURE era stato istituito nel 2020 per fornire assistenza finanziaria agli Stati membri che avevano subito o rischiato seriamente di subire gravi perturbazioni economiche dovute alla pandemia di COVID-19. Lo strumento integra le misure nazionali adottate dagli Stati membri interessati.

Lo strumento non è più disponibile dal 31 dicembre 2022 e non vi sono erogazioni in sospeso. La scadenza dei prestiti varia tra 5 e 30 anni.

MESF

Il MESF è stato creato per fornire assistenza finanziaria a tutti gli Stati membri che subiscano o rischino seriamente di subire gravi perturbazioni economiche o finanziarie causate da circostanze eccezionali che sfuggono al loro controllo. Il programma è terminato e non possono essere concessi altri prestiti, eccetto per compiti specifici, quali la proroga della scadenza di prestiti in essere. Il Portogallo ha chiesto di prorogare la scadenza per 1,8 miliardi di EUR dovuti nel 2024. Il nuovo prestito è stato finanziato da un’obbligazione a lungo termine con scadenza nel 2028.

AMF

Il programma di assistenza macrofinanziaria (AMF) è una forma di assistenza finanziaria prestata dall’UE a paesi partner al di fuori dell’UE che si trovano ad affrontare una crisi nella bilancia dei pagamenti. Assume la forma di prestiti o sovvenzioni a medio/lungo termine, ovvero di una combinazione di tali strumenti, ed è disponibile solo per paesi che beneficiano di un programma del Fondo monetario internazionale (FMI).

Ucraina

Nel 2022 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato tre pacchetti di assistenza finanziaria a favore dell’Ucraina (6), per un totale di 7,2 miliardi di EUR, intesi a rafforzare la resilienza immediata del paese in seguito alla guerra di aggressione non provocata e ingiustificata della Russia. Tutti i prestiti erano stati erogati all’Ucraina entro la fine del 2022, con scadenza variabile tra 10 e 30 anni.

Per non interrompere il sostegno dell’UE a favore dell’Ucraina, il 14 dicembre 2022 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato un nuovo pacchetto di assistenza finanziaria di 18 miliardi di EUR (regolamento (UE) 2022/2463 del Parlamento europeo e del Consiglio (7)). All’inizio del 2023 la Commissione e l’Ucraina avevano firmato un protocollo d’intesa e un accordo di prestito e i 18 miliardi di EUR erano stati erogati nel corso del 2023. I prestiti AMF+ sono finanziati mediante l’approccio unificato in materia di finanziamenti, mentre tutti i prestiti AMF precedenti erano stati finanziati applicando l’approccio di finanziamento back to back.

Nell’ottobre 2024 l’UE ha approvato una nuova AMF per l’Ucraina e il meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina (ULCM) (8). Nell’ambito dell’ULCM, le entrate straordinarie provenienti da beni sovrani russi bloccati saranno utilizzate per concedere all’Ucraina un sostegno non rimborsabile al fine di aiutare il paese a rimborsare nuovi prestiti bilaterali erogati dai partner del G7 e dall’UE nell’ambito di questa iniziativa. Di conseguenza, nel dicembre 2024 l’UE ha firmato un nuovo accordo di prestito AMF con l’Ucraina per un importo di 18,1 miliardi di EUR da erogare nel 2025. Fino a maggio 2025 la Commissione aveva erogato 6 miliardi di EUR.

Nel corso del 2024 l’Ucraina ha tempestivamente rimborsato 600 milioni di EUR di precedenti prestiti AMF concessi dall’UE. Alla fine del 2024 i prestiti AMF in essere a favore dell’Ucraina ammontavano in totale a 29,0 miliardi di EUR (importo nominale).

Strumento per l’Ucraina

Il 29 febbraio 2024 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il regolamento (UE) 2024/792 che istituisce lo strumento per l’Ucraina (9). Questo nuovo strumento copre il periodo dal 2024 al 2027 e offre fino a 50 miliardi di EUR di sostegno finanziario all’Ucraina, compreso un massimo di 33 miliardi di EUR di prestiti sovrani. Al 31 dicembre 2024 sono stati erogati all’Ucraina prestiti per 13,1 miliardi di EUR. I prestiti sovrani dello strumento per l’Ucraina sono finanziati mediante prestiti assunti applicando l’approccio unificato in materia di finanziamenti.

BDP

BDP è un programma di assistenza concepito per gli Stati membri al di fuori della zona euro che si trovano, o che corrono seri rischi di trovarsi, in difficoltà per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti. L’assistenza nell’ambito del programma BDP è fornita sotto forma di prestiti a medio termine subordinati all’attuazione di politiche elaborate per far fronte a problemi economici soggiacenti. Solitamente l’assistenza dell’UE alla BDP è fornita in collaborazione con l’FMI e altre istituzioni internazionali o altri paesi. Nel 2024 non hanno avuto luogo nuove operazioni né rimborsi dei prestiti. Il programma dovrebbe concludersi nel 2025, quando il prestito in essere e il relativo prestito assunto saranno in scadenza.

Euratom

La Comunità europea dell’energia atomica concede prestiti agli Stati membri e non membri, nonché a entità di entrambi, per finanziare progetti legati agli impianti energetici.

Riserva di liquidità

Nell’ambito della strategia di finanziamento unificata, un determinato importo dei proventi dei prestiti è detenuto in un conto bancario presso la Banca centrale europea. La riserva di liquidità garantisce la disponibilità di fondi sufficienti per soddisfare tutte le imminenti esigenze di pagamento, evitando saldi in eccesso. Nella gestione di tale riserva di liquidità la Commissione tiene conto delle esigenze di pagamento previste e dei costi di opportunità delle disponibilità liquide. A fine esercizio 2024 i fondi detenuti sul conto bancario ammontavano a 33,9 miliardi di EUR.

4.1.3.   Sistema di protezione

I prestiti assunti dall’UE rappresentano impegni diretti e incondizionati dell’UE e sono garantiti dagli Stati membri dell’UE. I prestiti assunti per finanziare la concessione di prestiti sono destinati a essere rimborsati mediante riscossione tempestiva del capitale e degli interessi dovuti sui prestiti concessi. Tuttavia, nell’eventualità in cui un paese beneficiario sia inadempiente o in ritardo sui rimborsi, esistono numerose garanzie per assicurare il servizio del debito dell’UE, che sono riportate in sintesi nella tabella seguente. A breve termine, i prestiti assunti saranno rimborsati prelevando dal saldo di tesoreria disponibile della Commissione. Successivamente, i prestiti assunti in relazione a prestiti da concedere a paesi terzi (ad eccezione dei prestiti AMF+ e a titolo dello strumento per l’Ucraina) saranno rimborsati prelevando dalle attività detenute nel CPF, mentre nel caso dei prestiti AMF+ e a titolo dello strumento per l’Ucraina e dei prestiti a favore degli Stati membri la Commissione può chiedere risorse aggiuntive agli Stati membri fino al margine disponibile delle risorse proprie («margine di manovra del bilancio»). Per alcuni programmi esistono anche garanzie fornite dagli Stati membri. Gli investitori sono pertanto esposti solo al rischio di credito dell’UE e non a quello dei beneficiari dei prestiti.

Programma dell’UE finanziato mediante l’assunzione di prestiti

Sistema di protezione

NGEU (RRF e REPowerEU)

Margine di manovra del bilancio sotto il massimale temporaneo delle risorse proprie del bilancio dell’UE - un ulteriore 0,6 % dell’RNL dell’UE in aggiunta al massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

SURE

Garanzia fornita da tutti gli Stati membri dell’UE (25 %) + margine di manovra del bilancio sotto il massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

MESF

Margine di manovra del bilancio sotto il massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

BDP

Margine di manovra del bilancio sotto il massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

AMF (standard)

Fondo comune di copertura (9 % del prestito a favore del paese terzo)

AMF eccezionale a favore dell’Ucraina

Fondo comune di copertura (9 %) + garanzie di tutti gli Stati membri (61 %)

AMF+ a favore dell’Ucraina

Margine di manovra del bilancio sotto il massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

Strumento per l’Ucraina

Margine di manovra del bilancio sotto il massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

Prestiti Euratom a favore di paesi terzi (enti statali)

Fondo comune di copertura (9 % del prestito) e controgaranzie dei paesi terzi

Prestiti Euratom concessi a Stati membri

Margine di manovra del bilancio sotto il massimale delle risorse proprie del bilancio dell’UE pari all’1,4 % dell’RNL dell’UE

4.2.   Garanzie di bilancio

Nel quadro di questa tipologia di esecuzione del bilancio, l’UE fornisce garanzie a istituti finanziari (partner esecutivi) per le loro operazioni di finanziamento (erogazione di prestiti) e di investimento (titoli azionari) al fine di perseguire i suoi obiettivi strategici.

L’UE ha emesso garanzie nell’ambito dei seguenti programmi:

garanzie del mandato per i prestiti esterni (ELM), concesse alla banca europea per gli investimenti (BEI) per le sue operazioni di erogazione di prestiti al di fuori dell’UE, principalmente a favore di beneficiari sovrani e subsovrani;

garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), concessa al gruppo BEI per le sue operazioni a sostegno di ulteriori investimenti nell’UE e dell’accesso al credito da parte delle PMI;

garanzia InvestEU, fornita al gruppo BEI, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e a diversi partner finanziari negli Stati membri dell’UE, al fine di mobilitare gli investimenti privati a favore della transizione verde e digitale, dell’innovazione, degli investimenti sociali e delle competenze. La garanzia InvestEU può essere incrementata dei contributi e delle controgaranzie dell’EFTA e degli Stati membri;

garanzia per le azioni esterne a norma del regolamento NDICI, che fornisce garanzie sia alla BEI, per i suoi finanziamenti e investimenti al di fuori dell’Europa, sia ai beneficiari del settore pubblico e privato, nonché a diverse altre controparti, con l’obiettivo di promuovere investimenti sostenibili destinati a paesi partner dell’UE;

garanzia del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), emessa a favore di diverse controparti allo scopo di sostenere gli investimenti destinati all’Africa e ai paesi del vicinato europeo;

garanzia per l’Ucraina emessa a norma del regolamento relativo allo strumento per l’Ucraina a favore di diverse controparti per stimolare gli investimenti destinati alla ripresa e alla ricostruzione dell’Ucraina.

Al 31 dicembre 2024 l’importo nominale in essere di queste garanzie al livello massimo concesso a tali istituzioni finanziarie ammontava a 109,9 miliardi di EUR, di cui 72,6 miliardi di EUR riguardano operazioni di finanziamento o investimento firmate dai partner esecutivi (le garanzie InvestEU, NDICI e per l’Ucraina si trovano ancora nel periodo di investimento, durante il quale i partner possono includere nuove operazioni nell’ambito della garanzia).

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Anche gli Stati membri e i paesi del SEE possono contribuire al programma InvestEU. Fino al 31 dicembre 2024 l’UE ha firmato accordi di contributo con tali paesi per un valore di 2,8 miliardi di EUR, di cui 2,2 miliardi di EUR si riferiscono a contributi in contanti e 0,6 miliardi di EUR a controgaranzie.

4.3.   Fondo comune di copertura

Al fine di soddisfare tempestivamente eventuali attivazioni di garanzie per coprire le perdite subite dai partner esecutivi, l’UE accantona importi dal bilancio. A partire dal 2021 tutte le attività accantonate sono detenute nel fondo comune di copertura, che funziona come un unico portafoglio, con attività principalmente investite in titoli di debito. Attualmente combina accantonamenti per varie garanzie di bilancio dell’UE e alcuni programmi di assistenza finanziaria. Le risorse del fondo sono suddivise in comparti allo scopo di tenere traccia degli importi relativi alle garanzie di bilancio e ai programmi di assistenza finanziaria che esso riceve.

Al 31 dicembre 2024 la Commissione deteneva 23,2 miliardi di EUR di attività nette nel fondo comune di copertura per i comparti seguenti:

fondo di garanzia per le azioni esterne - 3,2 miliardi di EUR (a copertura delle garanzie del mandato per i prestiti esterni nonché dei prestiti AMF ed Euratom a favore di paesi terzi precedenti al 2021)

FEIS - 8,9 miliardi di EUR

EFSD - 0,8 miliardi di EUR

comparti di InvestEU - 6,8 miliardi di EUR (compresi i contributi in contanti degli Stati membri e dei paesi del SEE)

NDICI EFSD+ - 2,9 miliardi di EUR

garanzia per l’Ucraina - 0,2 miliardi di EUR

prestiti AMF successivi al 2020 - 0,1 miliardi di EUR

prestiti AMF a favore dell’Ucraina - 0,3 miliardi di EUR

5.   ANALISI DEGLI STATI FINANZIARI

5.1.   Proventi

I proventi consolidati dell’UE comprendono importi relativi a operazioni di scambio e operazioni senza corrispettivo equivalente, laddove queste ultime rappresentano la categoria più significativa. La tendenza quinquennale delle principali categorie di proventi senza corrispettivo equivalente (compresi risorse RNL, risorse proprie tradizionali, risorse IVA, risorse proprie basate sulla plastica, ammende e recupero spese) è come segue:

Tendenza quinquennale dei proventi generati dalle principali operazioni senza corrispettivo equivalente 1

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*

dati dal 2020 al 2024: esclusi i proventi relativi al recesso del Regno Unito dall’UE

Poiché le entrate di bilancio dovrebbero essere pari (o superiori) alle spese di bilancio, il principale fattore che determina l’andamento delle entrate sopra indicato è costituito dai pagamenti effettuati ogni anno.

Principali sviluppi nel 2024

Nel 2024 i proventi totali, che comprendono tutte le categorie di entrate, sono ammontati a 175,7 miliardi di EUR, rispetto a 171,9 miliardi di EUR nell’esercizio precedente. I principali sviluppi che spiegano l’aumento di 3,8 miliardi di EUR, pari allo 2,2 %, sono stati i seguenti:

le entrate derivanti dalle ammende sono aumentate di 2,3 miliardi di EUR principalmente a causa delle ammende inflitte a società per violazioni delle norme dell’UE in materia di concorrenza;

le entrate finanziarie sono aumentate di 2,0 miliardi di EUR principalmente a causa dell’aumento degli interessi maturati;

i contributi IVA sono aumentati da 22,5 miliardi di EUR nel 2023 a 24,5 miliardi di EUR nel 2024;

le risorse proprie basate sulla plastica sono aumentate da 7,2 miliardi di EUR nel 2023 a 8,2 miliardi di EUR nel 2024;

le risorse proprie tradizionali sono aumentate da 19,8 miliardi di EUR nel 2023 a 20,6 miliardi di EUR nel 2024; e

le entrate da RNL (reddito nazionale lordo), ossia l’elemento principale delle entrate di esercizio dell’UE, sono diminuite da 101,3 miliardi di EUR nel 2023 a 95,0 miliardi di EUR nel 2024. La diminuzione di 6,3 miliardi di EUR, pari al 6,2 %, che compensa parzialmente le altre variazioni delle entrate sopra descritte, è riconducibile in larga misura alla riduzione del fabbisogno di stanziamenti di pagamento.

5.2.   Spese

La principale componente di spesa rilevata negli stati finanziari consolidati è rappresentata dalle spese in regime di gestione concorrente, che comprende i fondi seguenti: i) Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA); ii) Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e altri strumenti per lo sviluppo rurale, iii) Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e Fondo di coesione (FC) e iv) Fondo sociale europeo (FSE). Questi fondi hanno rappresentato 101,9 miliardi di EUR, ossia il 37,3 % della spesa totale di 272,9 miliardi di EUR sostenuta nel 2024 (2023: 125,4 miliardi di EUR, ossia il 51,5 % della spesa totale). La ripartizione delle spese in regime di gestione concorrente e il loro peso relativo sono illustrati di seguito:

Principali spese in regime di gestione concorrente per l’esercizio finanziario 2024

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La diminuzione delle spese in regime di gestione concorrente è dovuta principalmente al calo delle spese relative al FESR e al Fondo di coesione (di 23,6 miliardi di EUR) dato che l’attuazione dei programmi del precedente QFP è giunta alla fase finale.

Le spese in regime di gestione diretta, che rappresentano l’esecuzione del bilancio da parte della Commissione, delle agenzie esecutive e dei fondi fiduciari, sono aumentate da 61,9 miliardi di EUR nel 2023 a 99,0 miliardi di EUR nel 2024. L’aumento di 37,1 miliardi di EUR è dovuto principalmente al sostegno non rimborsabile concesso a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza di NGEU, che è ammontato a 65,8 miliardi di EUR (2023: 36,0 miliardi di EUR), parallelamente all’utilizzo dei fondi erogati e al conseguimento dei traguardi da parte degli Stati membri.

Le spese in regime di gestione indiretta rappresentano l’esecuzione del bilancio da parte delle agenzie dell’UE, degli organismi dell’UE, dei paesi terzi, delle organizzazioni internazionali e di altri soggetti. Nel 2024 le spese in regime di gestione indiretta sono ammontate a 16,6 miliardi di EUR (2023: 15,2 miliardi di EUR). L’aumento è dovuto principalmente alle maggiori spese per le azioni esterne.

5.3.   Attività

Al 31 dicembre 2024 le attività totali ammontavano a 518,5 miliardi di EUR (2023: 467,7 miliardi di EUR); l’aumento è dovuto principalmente all’ulteriore concessione di prestiti nel quadro dello strumento NGEU e ai nuovi prestiti concessi all’Ucraina a titolo dello strumento per l’Ucraina. Le attività più significative nello stato patrimoniale dell’UE erano le attività finanziarie diverse da disponibilità liquide e mezzi equivalenti (328,3 miliardi di EUR), prefinanziamenti (78,9 miliardi di EUR), crediti e valori recuperabili (31,7 miliardi di EUR) e disponibilità liquide e mezzi equivalenti (63,2 miliardi di EUR). Le altre attività, per un totale di 16,3 miliardi di EUR, comprendevano principalmente immobili, impianti e macchinari e attività immateriali.

Composizione delle attività al 31 dicembre 2024

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L’aumento delle attività totali di 50,7 miliardi di EUR, pari al 10,8 %, rispetto all’esercizio precedente è dovuto principalmente ai fattori seguenti:

i prestiti in essere sono aumentati da 246,9 miliardi di EUR nel 2023 a 283,6 miliardi di EUR nel 2024. L’aumento di 36,7 miliardi di EUR, pari al 14,9 %, riflette in primo luogo la concessione di ulteriori prestiti agli Stati membri a titolo dell’RRF e di REPowerEU (29,4 miliardi di EUR) e nuovi prestiti nel quadro dello strumento per l’Ucraina e dei programmi di AMF (rispettivamente, 13,1 miliardi di EUR e 1,1 miliardi di EUR), compensati dai rimborsi del MESF e dell’AMF di 1,4 miliardi di EUR e dalle riduzioni di valore dei nuovi prestiti all’Ucraina (5,7 miliardi di EUR);

i prefinanziamenti totali sono diminuiti da 91,7 miliardi di EUR nel 2023 a 78,9 miliardi di EUR nel 2024. Ciò è dovuto principalmente alla significativa diminuzione di 18 miliardi di EUR dei prefinanziamenti a titolo di FESR, FC e FSE del precedente periodo di programmazione, in quanto il periodo sta raggiungendo la fase di chiusura e vengono liquidati importi più elevati. Si è inoltre verificata una significativa diminuzione di 3,8 miliardi di EUR del sostegno finanziario non rimborsabile concesso nell’ambito dell’RRF a causa delle liquidazioni effettuate durante l’esercizio successivo al conseguimento dei traguardi e degli obiettivi da parte degli Stati membri;

le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti sono aumentati da 39,6 miliardi di EUR nel 2023 a 63,2 miliardi di EUR nel 2024. L’aumento di 23,6 miliardi di EUR, ossia il 59,6 %, è dovuto principalmente alla maggiore riserva di liquidità relativa al finanziamento unificato (12,5 miliardi di EUR detenuti sul conto bancario della BCE nel 2023 rispetto a 33,9 miliardi di EUR alla fine del 2024), in seguito all’elevato livello di erogazioni a favore degli Stati membri previsto per l’inizio del 2025; e

crediti e valori recuperabili sono diminuiti da 35,2 miliardi di EUR a 31,7 miliardi di EUR. Il calo di 3,5 miliardi di EUR, pari al 9,9 %, è dovuto principalmente alla diminuzione dell’importo netto dovuto dal Regno Unito a norma dell’accordo di recesso (cfr. infra).

Recesso del Regno Unito dall’UE

Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito ha receduto dall’Unione europea. I termini della sua uscita sono definiti in un accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’Unione europea e dalla Comunità europea dell’energia atomica, noto anche come «accordo di recesso». Nell’ambito di tale accordo, il Regno Unito ha convenuto di onorare tutti gli obblighi finanziari assunti quando era membro dell’UE. L’accordo è entrato in vigore il 31 gennaio 2020. A norma dell’accordo di recesso, il Regno Unito continuerà a contribuire al bilancio dell’UE e a beneficiare dei programmi e della spesa dell’UE precedenti al 2021 come se fosse uno Stato membro. Al Regno Unito inoltre saranno rimborsati importi specifici da esso versati al bilancio dell’UE o importi percepiti dal bilancio dell’UE connessi al periodo della sua adesione. L’UE comunica due volte l’anno al Regno Unito gli importi dovuti e il Regno Unito effettua i relativi pagamenti su base mensile. La comunicazione è aggiornata ogni anno sulla base delle cifre effettive.

Gli obblighi a norma dell’accordo di recesso creano passività e crediti per l’UE che devono essere calcolati e rispecchiati nei conti annuali dell’UE. Riguardano in particolare gli ambiti seguenti:

risorse proprie (articolo 136)

impegni da liquidare (articolo 140)

ammende per violazioni delle norme di concorrenza (articolo 141)

responsabilità dell’Unione (articolo 142)

passività finanziarie potenziali e strumenti finanziari (articoli 143 e 144)

attività nette della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (articolo 145)

investimenti dell’Unione nel FEI (Fondo europeo per gli investimenti) (articolo 146)

passività potenziali relative ad azioni legali (articolo 147).

 

articolo 140

articolo 142

altro

31.12.2024

31.12.2023

Importo dovuto dal Regno Unito

4 432

10 136

116

14 683

18 867

Importo dovuto al Regno Unito

-

(1 922 )

(1 922 )

(3 394 )

Totale

4 432

10 136

(1 806 )

12 762

15 473

Non correnti

2 469

9 802

(1 040 )

11 231

13 088

Correnti

1 963

334

(766 )

1 530

2 385

Prefinanziamenti

Nel 2024 i prefinanziamenti totali, esclusi gli altri anticipi agli Stati membri e i contributi ai fondi fiduciari Bêkou e Africa, sono ammontati a 75,1 miliardi di EUR (2023: 89,4 miliardi di EUR), di cui la quasi totalità si riferiva ad attività della Commissione. Il calo di 14,3 miliardi di EUR, pari al 16,0 %, è riferito alla diminuzione del prefinanziamento relativo alla gestione concorrente da 36,6 miliardi di EUR nel 2023 a 25,0 miliardi di EUR nel 2024, poiché i programmi del precedente QFP si avvicinano alla chiusura.

Prefinanziamenti della Commissione per modalità di gestione

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Il livello dei prefinanziamenti concessi a titolo dei programmi QFP è influenzato in misura significativa dal rispettivo ciclo del QFP: ad esempio, è normale che all’inizio di un QFP sia necessario versare agli Stati membri anticipi consistenti nel quadro della politica di coesione e che tali importi rimangano a disposizione degli Stati membri fino alla chiusura dei programmi. È inoltre corrisposto un prefinanziamento annuale, che deve essere utilizzato entro l’esercizio oppure recuperato nell’esercizio successivo nell’ambito della chiusura annuale del ciclo contabile. La Commissione compie ogni sforzo per garantire che i prefinanziamenti siano mantenuti a un livello appropriato. Occorre trovare il giusto equilibrio fra la necessità di garantire finanziamenti sufficienti ai progetti e la tempestiva rilevazione delle spese.

5.4.   Passività

Al 31 dicembre 2024 le passività totali ammontavano a 827,3 miliardi di EUR (2023: 679,8 miliardi di EUR); l’aumento è dovuto principalmente ai prestiti assunti nel 2024 nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti. Le passività più significative sono stati i prestiti assunti per NGEU e l’assistenza finanziaria (594,0 miliardi di EUR), le obbligazioni pensionistiche e altre passività derivanti da benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro (93,1 miliardi di EUR), ratei e risconti passivi (67,1 miliardi di EUR) e debiti nei confronti di terzi (55,4 miliardi di EUR).

Composizione delle passività al 31 dicembre 2024

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L’aumento di 147,5 miliardi di EUR, pari al 21,7 %, rispetto all’esercizio precedente è dovuto principalmente ai fattori seguenti:

i prestiti assunti sono aumentati da 450,6 miliardi di EUR nel 2023 a 594,0 miliardi di EUR nel 2024. L’aumento di 143,4 miliardi di EUR, ossia il 31,8 %, si riferisce in primo luogo a nuove emissioni nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti (per NGEU e lo strumento per l’Ucraina), al netto dei rimborsi e delle variazioni del valore contabile, pari a 144,9 miliardi di EUR, meno i rimborsi del MESF e dell’AMF di 1,4 miliardi di EUR;

i ratei e risconti passivi sono diminuiti da 76,8 miliardi di EUR nel 2023 a 67,1 miliardi di EUR nel 2024. Il calo di 9,7 miliardi di EUR, pari al 12,6 %, si riferisce in primo luogo all’RRF e al FC; e

i debiti sono aumentati da 50,5 miliardi di EUR nel 2023 a 55,4 miliardi di EUR nel 2024. L’aumento di 4,9 miliardi di EUR, pari al 9,7 %, si riferisce in primo luogo all’RRF (aumento di 4,9 miliardi di EUR).

Totale dichiarazioni di spesa e fatture ricevute e rilevate nella rubrica debiti dello stato patrimoniale

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5.5.   Attivo netto

L’eccesso di passività rispetto alle attività al 31 dicembre 2024 ammontava a 308,8 miliardi di EUR (2023: 212,2 miliardi di EUR). Va notato che tale eccesso di passività rispetto alle attività non significa che le istituzioni e gli organismi dell’UE siano in difficoltà finanziaria, ma indica piuttosto che alcune passività saranno finanziate dai futuri bilanci annuali. Conformemente alle norme della contabilizzazione per competenza, numerose spese sono rilevate nell’esercizio corrente, sebbene possano essere effettivamente pagate in esercizi successivi e finanziate dai bilanci futuri; i proventi relativi a tali finanziamenti futuri saranno contabilizzati solo negli esercizi futuri. A parte i prestiti assunti nel quadro dell’approccio unificato di finanziamento, che saranno rimborsati entro il 2054, e le passività derivanti dai benefici per i dipendenti, da versare nel corso di diversi decenni, gli importi più significativi sono le attività relative al FEAGA, di cui la maggior parte è solitamente versata nel primo trimestre dell’esercizio successivo.

6.   SINTESI DELL’ESECUZIONE DEL BILANCIO

6.1.   Proventi

Nel bilancio dell’UE inizialmente adottato, firmato dalla Presidente del Parlamento europeo il 22 novembre 2023, il totale degli stanziamenti di pagamento ammontava a 142 630 milioni di EUR e il totale da finanziare dalle risorse proprie era pari a 136 499 milioni di EUR. Le stime delle entrate e delle spese riportate nel bilancio iniziale sono tipicamente soggette ad adeguamento nel corso dell’esercizio contabile mediante bilanci rettificativi. Gli adeguamenti delle risorse proprie basate sull’RNL assicurano che le entrate previste siano esattamente pari alle spese previste. Secondo il principio dell’equilibrio di bilancio, le entrate e le spese di bilancio (stanziamenti di pagamento) devono risultare in pareggio.

Nel corso del 2024 sono stati adottati cinque bilanci rettificativi, considerati i quali l’importo finale delle entrate adottato per il 2024 è risultato pari a 149 744 milioni di EUR e il totale finanziato dalle risorse proprie è risultato pari a 141 170 milioni di EUR. Il fattore principale di tale incremento dei contributi degli Stati membri nel 2024 è stato l’aumento degli stanziamenti di pagamento.

Titolo 1: risorse proprie

La riscossione delle risorse proprie tradizionali è risultata molto vicina agli importi previsti in bilancio.

I pagamenti finali degli Stati membri basati sull’IVA, sull’RNL e sulla plastica erano prossimi alle stime di bilancio definitive. Le differenze tra gli importi previsti e gli importi effettivamente versati sono dovute alle differenze tra il tasso di cambio dell’euro utilizzato a fini di bilancio e il tasso in vigore alla data effettiva dei pagamenti degli Stati membri al di fuori della zona euro.

Titolo 2: Avanzi, saldi e adeguamenti

L’avanzo dell’esercizio finanziario precedente ammontava a 633 milioni di EUR. Questo importo è stato iscritto nel bilancio 2024 mediante un bilancio rettificativo e i contributi alle risorse proprie dovuti dagli Stati membri sono stati ridotti di conseguenza.

Per quanto riguarda i saldi IVA e RNL, le norme sono stabilite all’articolo 10 ter del regolamento sulla messa a disposizione [regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio (10)]. Per quanto riguarda i saldi della risorsa basata sulla plastica, le norme sono stabilite all’articolo 9 del regolamento sulla messa a disposizione della risorsa basata sulla plastica [regolamento (UE, Euratom) 2021/770 del Consiglio (11)].

Secondo tali disposizioni la somma totale dei saldi è calcolata in modo tale che l’impatto sul bilancio dell’UE sia pari a zero («sistema di compensazione») e la procedura non comporta una rettifica del bilancio. La Commissione pertanto richiede direttamente agli Stati membri di pagare gli importi netti a norma del regolamento sulla messa a disposizione.

Titolo 3: entrate a carattere amministrativo

Questo titolo comprende principalmente le entrate da imposte e tasse sulla retribuzione del personale.

Titolo 4: entrate finanziarie, interessi di mora e ammende

Corrisponde principalmente alle ammende relative all’applicazione delle norme in materia di concorrenza.

Titolo 5: garanzie di bilancio, operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti

Questo titolo è aumentato in misura significativa con l’avvento di NGEU. I fondi NGEU nell’ambito di questo titolo sono entrate con destinazione specifica. Il titolo 5 copre le entrate relative a garanzie e interessi e i rimborsi di prestiti erogati. Inoltre veicola i fondi (per il sostegno non rimborsabile di NGEU a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza e per il rafforzamento dei programmi QFP) da entrate con destinazione specifica ricevute dagli Stati membri a titolo dello strumento dell’Unione europea per la ripresa (EURI).

Titolo 6: entrate, contributi e restituzioni relativi a politiche dell’Unione

Questo titolo riguarda in particolare le entrate da rettifiche finanziarie relative a fondi strutturali e agricoli (fondi SIE, FEAGA e FEASR) e comprende anche la partecipazione di paesi terzi a programmi di ricerca, la liquidazione dei conti dei fondi agricoli e altri contributi e restituzioni relativi a programmi/attività dell’UE. Una parte consistente del totale è costituita da entrate con destinazione specifica, le quali danno luogo all’iscrizione di stanziamenti supplementari sul lato della spesa.

Nel 2024 le entrate di bilancio sono ammontate in totale a 250 609 milioni di EUR.

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6.2.   Spese

6.2.1.   Esecuzione del bilancio

Nel 2024, il quarto anno del QFP 2021-2027, il bilancio definitivo adottato è ammontato a 195,3 miliardi di EUR in stanziamenti di impegno e 149,7 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento. Erano inoltre disponibili stanziamenti di impegno sotto forma di entrate con destinazione specifica per un totale di 31,1 miliardi di EUR, di cui 0,7 miliardi di EUR relativi a NGEU (12), mentre 1,3 miliardi di EUR di stanziamenti di impegno sono stati riportati dal 2023. Gli stanziamenti di pagamento relativi alle entrate con destinazione specifica nel 2024 sono ammontati a 122,9 miliardi di EUR, di cui 79,0 miliardi di EUR relativi a NGEU, mentre 3,2 miliardi di EUR di stanziamenti di pagamento sono stati riportati dal 2023.

Il controllo attivo dell’esecuzione del bilancio e la buona cooperazione tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno determinato la piena esecuzione del bilancio.

L’esecuzione di tutti gli stanziamenti di impegno nel 2024 è ammontata a 213,7 miliardi di EUR:

193,1 miliardi di EUR dal bilancio definitivo adottato;

0,9 miliardi di EUR da stanziamenti riportati o ricostituiti dal 2023;

19,7 miliardi di EUR da stanziamenti derivanti da entrate con destinazione specifica,

di cui 0,5 miliardi di EUR da NGEU.

L’esecuzione di tutti gli stanziamenti di pagamento nel 2024 è ammontata a 247,0 miliardi di EUR:

146,1 miliardi di EUR dal bilancio definitivo adottato;

2,7 miliardi di EUR da stanziamenti riportati o ricostituiti dal 2023;

98,2 miliardi di EUR da stanziamenti derivanti da entrate con destinazione specifica,

di cui 73,1 miliardi di EUR da NGEU.

Nei casi consentiti dal regolamento finanziario e/o dalle basi giuridiche, gli stanziamenti del bilancio votato non eseguiti nel 2024 sono stati riportati al 2025: 1,4 miliardi di EUR in stanziamenti di impegno e 3,8 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento.

Analogamente, 11,1 miliardi di EUR in stanziamenti di impegno da entrate con destinazione specifica e 24,7 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento da entrate con destinazione specifica sono stati riportati al 2025 conformemente al regolamento finanziario.

L’esecuzione totale degli stanziamenti di impegno nel 2024 per rubrica del QFP 2021-2027 è indicata di seguito:

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Nel 2024 l’esecuzione di tutti i tipi di stanziamenti (di bilancio, riporti dall’esercizio precedente ed entrate con destinazione specifica) è stata pari al 94 % per gli impegni e al 90 % per i pagamenti. I tassi di esecuzione, compresi gli stanziamenti riportati al 2025 (a norma del regolamento finanziario e/o delle basi giuridiche) hanno raggiunto il 99,6 % per gli stanziamenti di impegno e il 100 % per gli stanziamenti di pagamento del bilancio votato per il 2023.

Nel 2021 l’intero importo degli stanziamenti a titolo di NGEU, ossia 421,1 miliardi di EUR, è stato iscritto in bilancio come stanziamenti di impegno. Il 2023 è stato l’ultimo esercizio per il quale potevano essere assunti i relativi impegni giuridici.

Nel 2024 gli stanziamenti di pagamento a titolo di NGEU ammontavano a 76,6 miliardi di EUR e l’esecuzione ha raggiunto il 95,4 %. L’importo restante di 3,5 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento è stato riportato al 2025.

6.2.2.   Stanziamenti d’impegno annullati definitivamente

A norma del regolamento sulla condizionalità, nel corso del 2022 sono stati registrati disimpegni per un totale di 1 044 milioni di EUR (di cui 30 milioni di EUR a titolo di NGEU) relativi a impegni concernenti l’Ungheria. Alla fine del 2024 i relativi stanziamenti d’impegno non hanno potuto essere ricostituiti e sono stati annullati definitivamente.

6.2.3.   Impegni da liquidare

Gli impegni da liquidare (denominati comunemente RAL, reste à liquider), corrispondenti agli importi impegnati ma non ancora erogati, si sono attestati a 507,4 miliardi di EUR alla fine del 2024, registrando un aumento rispetto al 2023 (di 35,6 miliardi di EUR).

Il fattore determinante dell’aumento del RAL nel 2024 è stata l’attuazione di NGEU (parte non rimborsabile), che ha contribuito per 166,3 miliardi di EUR (33 %) al RAL complessivo alla fine del 2024. Poiché gli stanziamenti di impegno a titolo di NGEU dovevano essere contratti entro il 31 dicembre 2023 e devono essere pagati entro il 31 dicembre 2026, a norma dell’articolo 3, paragrafi 4 e 9, del regolamento EURI, la tendenza alla crescita in termini nominali del RAL relativo a NGEU si è invertita nel 2024.

6.2.4.   Risultato di bilancio

Il risultato di bilancio (avanzo) è aumentato da 0,6 miliardi di EUR nel 2023 a 1,3 miliardi di EUR nel 2024. Il risultato di bilancio 2024 risente principalmente dell’esecuzione eccessiva delle entrate di bilancio relative al titolo 4 – Entrate finanziarie, interessi di mora e ammende.

7.   QUADRO POLITICO E FINANZIARIO, GOVERNANCE E RESPONSABILITÀ DELL’UE

L’Unione europea (UE) è un’unione a cui gli Stati membri hanno attribuito competenze per realizzare obiettivi comuni. L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata da pluralismo, non discriminazione, tolleranza, giustizia, solidarietà e parità tra uomini e donne.

7.1.   Quadro politico e finanziario

Trattati UE

Gli obiettivi e i principi generali che guidano l’Unione e le istituzioni europee sono definiti nei trattati. L’Unione e le istituzioni dell’UE possono agire solo nei limiti delle competenze attribuite dai trattati per raggiungere gli obiettivi da questi stabiliti, e devono farlo nel rispetto dei principi (13) di sussidiarietà e proporzionalità. Al fine di conseguire i suoi obiettivi e attuare le sue politiche, l’Unione si dota dei necessari mezzi finanziari. La Commissione ha il compito di promuovere l’interesse generale dell’Unione, anche attraverso l’esecuzione del bilancio e la gestione dei programmi in cooperazione con gli Stati membri e in conformità del principio di sana gestione finanziaria.

L’UE persegue gli obiettivi stabiliti dal trattato con vari strumenti, uno dei quali è il bilancio dell’UE. Altri strumenti sono, ad esempio, un quadro legislativo comune o strategie politiche comuni.

Quadro finanziario pluriennale e programmi di spesa

Le politiche finanziate dal bilancio dell’UE sono attuate conformemente al quadro finanziario pluriennale (QFP) e alla corrispondente legislazione di settore che definisce i programmi di spesa e gli strumenti. Il QFP e la corrispondente legislazione di settore traducono le priorità politiche dell’UE in termini finanziari per un periodo sufficientemente lungo per essere efficaci e per offrire una prospettiva coerente a lungo termine ai beneficiari dei fondi dell’UE e alle autorità nazionali di cofinanziamento. Sono fissati importi massimi annui (massimali) della spesa dell’UE nel suo complesso e per le principali categorie di spesa (rubriche). La somma dei massimali di tutte le rubriche corrisponde al massimale totale degli stanziamenti di impegno. Il QFP è adottato dal Consiglio all’unanimità di tutti gli Stati membri, con il consenso del Parlamento europeo. L’attuale quadro finanziario pluriennale 2021-2027 è stato adottato il 17 dicembre 2020  (14). Il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 è integrato dallo strumento temporaneo per la ripresa NextGenerationEU (cfr. sezione 2).

Bilancio annuale

Il bilancio annuale è preparato dalla Commissione. Il Parlamento europeo e il Consiglio approvano (di solito entro metà dicembre) il bilancio per l’esercizio successivo, secondo la procedura di cui all’articolo 314 TFUE. Secondo il principio dell’equilibrio di bilancio, il totale delle entrate deve essere uguale al totale delle spese (stanziamenti di pagamento) per un dato esercizio finanziario.

Le principali fonti di finanziamento del bilancio dell’UE sono le entrate provenienti dalle risorse proprie, integrate da altre entrate. Esistono quattro categorie di risorse proprie: le risorse proprie tradizionali (principalmente i dazi doganali), la risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA), la risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati (introdotta nel 2021) e la risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL). Le altre entrate derivanti dalle attività dell’UE (ad esempio le ammende per violazioni delle norme di concorrenza) rappresentano di norma meno del 10 % delle entrate totali.

Modalità di gestione

L’esecuzione del bilancio dell’UE avviene secondo tre modalità di gestione, che determinano la modalità di pagamento e di gestione del denaro:

gestione concorrente: gran parte del bilancio (circa i 3/4) è gestita in regime di gestione concorrente dalla Commissione in cooperazione con gli Stati membri, in particolare nei settori dei fondi strutturali e dell’agricoltura;

gestione diretta: la Commissione inoltre gestisce direttamente alcuni programmi e può delegare l’attuazione di programmi specifici ad agenzie esecutive;

gestione indiretta: le decisioni di spesa possono essere gestite anche indirettamente attraverso altri organismi interni o esterni all’UE. Il regolamento finanziario e/o gli accordi di contributo definiscono i necessari meccanismi di controllo e rendicontazione di tali soggetti e la supervisione da parte della Commissione laddove funzioni di esecuzione del bilancio sono affidate ad agenzie nazionali, al gruppo della Banca europea per gli investimenti, a paesi terzi, a organizzazioni internazionali (ad esempio, la Banca mondiale o le Nazioni Unite) o ad altre entità (ad esempio le agenzie decentrate dell’UE e le imprese comuni).

Strumenti finanziari e garanzie di bilancio

Il metodo tradizionale di esecuzione del bilancio mediante la concessione di sovvenzioni e sussidi è integrato da strumenti finanziari sotto forma di garanzie, investimenti in capitale proprio e prestiti. L’UE inoltre svolge attività di assunzione e concessione di prestiti per programmi specifici di assistenza finanziaria, al fine di sostenere Stati membri e paesi terzi con prestiti bilaterali finanziati da obbligazioni emesse sui mercati dei capitali con la garanzia del bilancio dell’UE. A dicembre 2022, il parlamento e il Consiglio hanno stabilito l’approccio unificato in materia di finanziamenti per l’assunzione di prestiti dell’UE, a norma del quale l’Unione emette esclusivamente «obbligazioni UE» invece di obbligazioni denominate separatamente per i singoli programmi.

Regolamento finanziario

Il regolamento finanziario (RF) (15) applicabile al bilancio generale è un atto centrale nel quadro normativo delle finanze dell’UE, che definisce in dettaglio le regole finanziarie applicabili all’esecuzione del bilancio dell’UE e i ruoli dei diversi soggetti che contribuiscono a garantire una sana gestione del denaro per conseguire gli obiettivi stabiliti. Sono comprese anche disposizioni specifiche applicabili a strumenti finanziari, garanzie di bilancio e assistenza finanziaria.

7.2.   Governance e responsabilità

7.2.1.   Struttura istituzionale

L’Unione dispone di un quadro istituzionale inteso a promuovere i suoi valori, a perseguire i suoi obiettivi, a servire i suoi interessi, quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri e a garantire la coerenza, l’efficacia e la continuità delle sue politiche e delle sue azioni. La struttura organizzativa si articola in una serie di istituzioni, agenzie e altri enti autonomi dell’UE. Il regolamento finanziario, unitamente alle norme contabili applicabili, definisce quali di queste entità figurano nei conti consolidati dell’UE (per conoscere l’elenco delle entità che rientrano nell’ambito del consolidamento cfr. nota 9 dei conti annuali consolidati dell’UE).

Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. La Commissione è politicamente responsabile dinanzi al Parlamento europeo. Anche il Consiglio esercita funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento nell’ambito degli orientamenti e delle priorità politiche generali dell’Unione definiti dal Consiglio europeo.

La Commissione europea è il ramo esecutivo dell’Unione europea; promuove l’interesse generale dell’Unione, prendendo iniziative adeguate a tal fine; garantisce l’applicazione dei trattati e vigila sull’applicazione del diritto dell’Unione da parte degli Stati membri, sotto il controllo della Corte di giustizia dell’Unione europea; esercita funzioni di coordinamento, esecuzione e gestione, quali l’esecuzione del bilancio e la gestione di programmi.

La Commissione dà esecuzione al bilancio, in gran parte in cooperazione con gli Stati membri (16). Insieme garantiscono che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi della buona gestione finanziaria. La normativa prevede gli obblighi di controllo e di revisione contabile degli Stati membri nell’esecuzione del bilancio in gestione concorrente e le responsabilità che ne derivano. Essa prevede inoltre responsabilità e disposizioni dettagliate per ciascuna istituzione dell’UE in merito alle rispettive spese.

7.2.2.   La struttura di governance della Commissione

I meccanismi di governance della Commissione e le modalità con cui garantiscono che la Commissione funzioni come un’istituzione moderna, responsabile e orientata ai risultati sono descritti nella comunicazione (17) sulla governance nella Commissione europea.

La Commissione svolge le sue funzioni sotto la guida del collegio dei commissari, che stabilisce le priorità e si assume la responsabilità politica generale dell’attività della Commissione. In quanto collegio, la Commissione opera sotto la direzione politica del suo presidente, che presenta al Parlamento europeo, nell’ambito della sua nomina, gli obiettivi che intende perseguire sotto forma di orientamenti politici. Il presidente decide l’organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza, l’efficacia e la collegialità della sua azione.

Il collegio delega l’esecuzione operativa del bilancio e la gestione finanziaria ai direttori generali e ai capi servizio, che dirigono la struttura amministrativa della Commissione. Questo approccio decentrato crea una cultura amministrativa che incoraggia i funzionari ad assumersi la responsabilità delle attività su cui esercitano il controllo e li obbliga a fornire garanzie per quanto riguarda le attività di cui sono responsabili.

Sotto l’autorità del presidente e in stretta collaborazione con i membri della Commissione responsabili del bilancio, delle risorse umane e dell’amministrazione, e con il coinvolgimento dei servizi presidenziali e centrali, l’organo di gestione interno fornisce coordinamento, supervisione, consulenza e orientamenti strategici.

Le disposizioni interne definiscono una serie coerente di controlli rigorosi e solidi strumenti di gestione che consentono al collegio dei commissari di assumersi la responsabilità politica dell’azione della Commissione (18).

7.2.3.   La gestione finanziaria della Commissione

Nella Commissione i ruoli e le responsabilità in materia di gestione finanziaria sono chiaramente definiti (ad esempio nel regolamento finanziario e nel regolamento interno (19)) e opportunamente applicati. In qualità di ordinatori delegati, i direttori generali e i capi servizio della Commissione sono responsabili della sana gestione finanziaria delle risorse dell’UE, del rispetto delle disposizioni del regolamento finanziario, della gestione dei rischi e della creazione di un quadro di controllo interno adeguato.

Sugli ordinatori ricade la responsabilità dell’intero processo di gestione: dalla definizione degli interventi necessari per conseguire gli obiettivi politici stabiliti dall’istituzione alla gestione delle attività dal punto di vista sia operativo sia della sana gestione finanziaria. I compiti possono essere ulteriormente delegati ai direttori, ai capi unità e ad altri, che diventano pertanto ordinatori sottodelegati. Ciascun ordinatore delegato può affidarsi a uno o due direttori responsabili della gestione dei rischi e del controllo interno per sorvegliare e monitorare l’attuazione dei sistemi di controllo interno.

I servizi centrali della Commissione forniscono orientamenti e consulenza e promuovono le migliori pratiche, anche attraverso l’attività dell’organo di gestione interno.

A norma del regolamento finanziario ogni ordinatore è tenuto a preparare una relazione annuale di attività («RAA») che descriva in dettaglio le realizzazioni e le attività di controllo interno e gestione finanziaria dell’esercizio. La RAA comprende una dichiarazione che le risorse sono state utilizzate sulla base dei principi della sana gestione finanziaria e che sono state messe in atto procedure di controllo che offrono le garanzie necessarie per quanto riguarda la legittimità e la regolarità delle operazioni sottostanti. La relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio dell’UE (20) è il principale strumento attraverso il quale il collegio dei commissari si assume la responsabilità politica della gestione finanziaria del bilancio dell’UE.

Il contabile della Commissione è responsabile a livello centrale della gestione della tesoreria, delle procedure di recupero, della definizione delle norme contabili basate sui principi contabili internazionali per il settore pubblico (IPSAS), della convalida dei sistemi contabili e della preparazione dei conti annuali della Commissione e dei conti annuali consolidati dell’UE. Il contabile è inoltre tenuto a firmare i conti annuali dichiarando che presentano un quadro fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della situazione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa dell’Unione. I conti annuali sono adottati dal collegio dei commissari. Il contabile è una funzione indipendente e ha una grande responsabilità per quanto riguarda l’informativa finanziaria della Commissione.

Il revisore interno della Commissione riveste anch’esso una funzione centralizzata e indipendente e fornisce consulenza, pareri e raccomandazioni indipendenti sulla qualità e sul funzionamento dei sistemi di controllo interno in seno alla Commissione, alle agenzie UE e ad altri enti autonomi dell’UE.

Il comitato di controllo degli audit assicura l’indipendenza del revisore interno e monitora la qualità delle attività di audit interno e il seguito dato dai servizi della Commissione alle raccomandazioni in materia di audit interno ed esterno, nonché alle constatazioni della Corte dei conti europea relative al discarico e alle raccomandazioni da questa formulate in merito all’affidabilità dei conti annuali consolidati dell’UE. Il ruolo consultivo svolto dal comitato contribuisce a migliorare ulteriormente, in generale, l’efficacia e l’efficienza della Commissione nel conseguimento dei suoi obiettivi e agevola la verifica della governance, della gestione dei rischi e delle prassi di controllo interno della Commissione da parte del collegio.

7.2.4.   Audit esterno e procedura di discarico

Conformemente ai principi della sana gestione finanziaria, i fondi devono essere gestiti in maniera efficace, efficiente ed economica. Esiste un quadro di rendicontabilità basato su relazioni esaustive, audit esterno e controllo politico per fornire la ragionevole garanzia che i fondi UE siano spesi in modo adeguato.

Il Parlamento europeo decide, a seguito di una raccomandazione del Consiglio, se concedere o meno la sua approvazione definitiva, nota come «discarico», alla modalità con cui la Commissione ha eseguito il bilancio dell’UE in un determinato esercizio. La procedura annuale di discarico garantisce che la Commissione sia ritenuta politicamente responsabile dell’esecuzione del bilancio dell’UE.

Ogni anno la Corte dei conti europea esamina l’affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità di tutte le entrate ricevute e di tutte le spese sostenute, la sana gestione finanziaria e gli aspetti qualitativi del bilancio, compresa la dimensione relativa alla performance. A partire dal 2021, data la notevole importanza di NextGenerationEU, il parere della Corte dei conti europea sulla legittimità e regolarità della spesa a titolo del tradizionale bilancio dell’UE è integrato da un parere separato sulla legittimità e regolarità della spesa a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza. La pubblicazione della relazione annuale della Corte dei conti europea è il punto di partenza della procedura di discarico. I revisori redigono inoltre relazioni speciali su spese o settori d’intervento specifici o su questioni di bilancio o di gestione.

La decisione riguardante il discarico si basa anche sulle relazioni integrate in materia finanziaria e di responsabilità della Commissione, sulle audizioni dei commissari al Parlamento europeo e sulle risposte alle interrogazioni scritte rivolte alla Commissione.

NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AI CONTI CONSOLIDATI

I conti annuali consolidati dell’Unione europea per l’esercizio 2024 sono stati elaborati in base alle informazioni presentate dalle istituzioni e dagli organismi a norma dell’articolo 252, paragrafo 2, del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell’Unione europea. Si dichiara pertanto che detti conti sono stati elaborati conformemente al titolo XIII del regolamento finanziario e ai principi, alle norme e ai metodi contabili definiti nelle note degli stati finanziari.

La sottoscritta ha ottenuto dai contabili delle istituzioni e degli organismi, che ne hanno certificato l’attendibilità, tutte le informazioni necessarie per l’elaborazione dei conti, che presentano le attività e le passività dell’Unione europea e l’esecuzione del bilancio.

Con la presente la sottoscritta dichiara che, in base a tali informazioni e ai controlli che ha ritenuto necessario effettuare per convalidare i conti della Commissione europea, ha la ragionevole certezza che i conti presentano un quadro fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della posizione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa dell’Unione europea.

Beatriz SANZ REDRADO

Contabile della Commissione

13 giugno 2025

STATI FINANZIARI CONSOLIDATI E NOTE ESPLICATIVE  (21)

INDICE

STATO PATRIMONIALE 35
CONTO ECONOMICO 36
SITUAZIONE DEI FLUSSI DI CASSA 37
SITUAZIONE DI VARIAZIONE DELL’ATTIVO NETTO 38
NOTE AGLI STATI FINANZIARI 39

1.

PRINCIPALI POLITICHE CONTABILI 39

2.

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE 55

3.

NOTE AL CONTO ECONOMICO 94

4.

PASSIVITÀ E ATTIVITÀ POTENZIALI 104

5.

IMPEGNI DI BILANCIO E GIURIDICI 109

6.

GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI 114

7.

INFORMATIVA SULLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 132

8.

FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO 133

9.

AMBITO DEL CONSOLIDAMENTO 134

STATO PATRIMONIALE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

ATTIVITÀ NON CORRENTI

 

 

 

Attività immateriali

2.1

1 095

976

Immobili, impianti e macchinari

2.2

13 713

13 399

Investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto

2.3

1 446

1 365

Attività finanziarie

2.4

308 961

274 283

Prefinanziamenti

2.5

40 861

41 417

Crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6

13 272

16 083

 

 

379 347

347 524

ATTIVITÀ CORRENTI

 

 

 

Attività finanziarie

2.4

19 377

11 088

Prefinanziamenti

2.5

38 058

50 257

Crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6

18 465

19 116

Rimanenze

2.7

85

78

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

2.8

63 163

39 616

 

 

139 148

120 156

TOTALE ATTIVITÀ

 

518 495

467 679

PASSIVITÀ NON CORRENTI

 

 

 

Pensioni e altri benefici per i dipendenti

2.9

(93 096 )

(90 808 )

Accantonamenti

2.10

(2 280 )

(2 102 )

Passività finanziarie

2.11

(539 575 )

(430 771 )

 

 

(634 951 )

(523 682 )

PASSIVITÀ CORRENTI

 

 

 

Accantonamenti

2.10

(7 536 )

(1 233 )

Passività finanziarie

2.11

(62 328 )

(27 613 )

Debiti

2.12

(55 414 )

(50 516 )

Ratei e risconti passivi

2.13

(67 091 )

(76 805 )

 

 

(192 368 )

(156 166 )

TOTALE PASSIVITÀ

 

(827 319 )

(679 848 )

ATTIVO NETTO

 

(308 824 )

(212 169 )

Riserve

2.14

986

1 052

Importi da richiedere agli Stati membri  (22)

2.15

(309 810 )

(213 221 )

ATTIVO NETTO

 

(308 824 )

(212 169 )

CONTO ECONOMICO

in milioni di EUR

 

Nota

2024

2023

PROVENTI

 

 

 

Proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente

 

 

 

Risorse RNL

3.1

95 037

101 287

Risorse proprie tradizionali

3.2

20 587

19 840

Risorse IVA

3.3

24 547

22 526

Risorse proprie basate sulla plastica

3.4

8 227

7 225

Ammende

3.5

4 039

1 748

Recupero spese

3.6

957

803

Accordo di recesso del Regno Unito

3.7

681

Altro

3.8

10 673

8 800

 

 

164 068

162 909

Proventi generati da operazioni di scambio

 

 

 

Proventi finanziari

3.9

9 005

6 983

Altro

3.10

2 592

1 963

 

 

11 597

8 946

Totale proventi

 

175 665

171 855

SPESE

 

 

 

Eseguite dagli Stati membri

3.11

 

 

Fondo europeo agricolo di garanzia

 

(40 267 )

(40 716 )

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e

altri strumenti di sviluppo rurale

 

(14 779 )

(14 605 )

Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione

 

(28 833 )

(52 429 )

Fondo sociale europeo

 

(18 037 )

(17 665 )

Altro

 

(3 854 )

(4 251 )

Eseguite dalla Commissione, dalle agenzie esecutive e dai fondi fiduciari

3.12

(98 971 )

(61 888 )

Eseguite da altre agenzie e altri organismi dell’UE

3.13

(4 388 )

(4 226 )

Eseguite da paesi terzi e organizzazioni internazionali

3.13

(6 639 )

(6 090 )

Eseguite da altre entità

3.13

(5 599 )

(4 902 )

Costi per personale e pensioni

3.14

(14 966 )

(14 023 )

Oneri finanziari

3.15

(27 226 )

(14 355 )

Accordo di recesso del Regno Unito

3.7

(315 )

Altre spese

3.16

(8 999 )

(8 142 )

Totale spese

 

(272 873 )

(243 292 )

RISULTATO ECONOMICO DELL’ESERCIZIO

 

(97 208 )

(71 437 )

SITUAZIONE DEI FLUSSI DI CASSA

in milioni di EUR

 

2024

2023

Risultato economico dell’esercizio

(97 208 )

(71 437 )

Attività operative

 

 

Ammortamento

191

181

Deprezzamento

1 194

1 203

(Annullamento delle) perdite per riduzione di valore di investimenti

(Aumento)/diminuzione dei prestiti

(36 703 )

(42 522 )

(Aumento)/diminuzione dei prefinanziamenti

12 756

8 821

(Aumento)/diminuzione dei crediti derivanti da operazioni di scambio e dei valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

3 463

13 000

(Aumento)/diminuzione delle rimanenze

(7 )

3

Aumento/(diminuzione) delle passività derivanti da pensioni e altri benefici per i dipendenti

2 288

10 192

Aumento/(diminuzione) degli accantonamenti

6 481

564

Aumento/(diminuzione) delle passività finanziarie (diverse da quelle assunte nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti)

(1 382 )

(3 516 )

Aumento/(diminuzione) dei debiti

4 898

(4 825 )

Aumento/(diminuzione) dei ratei e risconti passivi

(9 714 )

(9 359 )

Avanzo di bilancio dell’esercizio precedente considerato come provento non monetario

(633 )

(2 519 )

Rivalutazioni delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti (movimenti non monetari non inclusi nel conto economico)

1 159

(6 877 )

Altri movimenti non monetari

27

(11 )

Attività di investimento

 

 

(Aumento)/diminuzione delle attività immateriali e degli immobili, degli impianti e dei macchinari

(1 817 )

(1 938 )

(Aumento)/diminuzione degli investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto

(80 )

(52 )

(Aumento)/diminuzione delle attività finanziarie non derivate valutate al valore equo («fair value») rilevato nell’avanzo o disavanzo

(6 246 )

(7 329 )

(Aumento)/diminuzione delle attività finanziarie derivate valutate al valore equo («fair value») rilevato nell’avanzo o disavanzo

(19 )

(107 )

Attività di finanziamento

 

 

Aumento/(diminuzione) dei prestiti assunti nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti

144 900

109 600

FLUSSI FINANZIARI NETTI

23 547

(6 928 )

Aumento/(diminuzione) netto delle disponibilità liquide e dei mezzi equivalenti

23 547

(6 928 )

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all’inizio dell’esercizio

39 616

46 544

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell’esercizio

63 163

39 616

SITUAZIONE DI VARIAZIONE DELL’ATTIVO NETTO

in milioni di EUR

 

Importi da richiedere agli Stati membri Avanzo/(disavanzo) accumulato

Altre riserve

Attivo netto

SALDO AL 31.12.2022

(132 637 )

1 312

(131 325 )

Rivalutazione delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti

(6 877 )

(6 877 )

Altro

249

(260 )

(11 )

Risultato di bilancio 2022 accreditato agli Stati membri

(2 519 )

(2 519 )

Risultato economico dell’esercizio

(71 437 )

(71 437 )

SALDO AL 31.12.2023

(213 221 )

1 052

(212 169 )

Rivalutazione delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti

1 159

1 159

Altro

94

(66 )

27

Risultato di bilancio 2023 accreditato agli Stati membri

(633 )

(633 )

Risultato economico dell’esercizio

(97 208 )

(97 208 )

SALDO AL 31.12.2024

(309 810 )

986

(308 824 )

NOTE AGLI STATI FINANZIARI

Si noti che nelle tabelle seguenti gli importi concernenti il Regno Unito in relazione ai QFP fino alla fine del 2020 sono ancora indicati nella rubrica «Stati membri». Ciò è dovuto al fatto che, pur avendo receduto dall’UE il 1o febbraio 2020 a norma dell’accordo di recesso, il Regno Unito ha continuato ad avere relazioni finanziarie con l’UE equivalenti a quelle di uno Stato membro per tali periodi.

1.   PRINCIPALI POLITICHE CONTABILI

1.1.   BASE GIURIDICA E NORME CONTABILI

I conti dell’UE sono tenuti conformemente alle disposizioni del regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2024, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (rifusione) (23), di seguito denominato «regolamento finanziario».

A norma dell’articolo 80 del regolamento finanziario, l’UE prepara gli stati finanziari secondo le norme della contabilizzazione per competenza, basate sui principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards - IPSAS). Tali norme contabili, adottate dal contabile della Commissione, devono essere applicate da tutte le istituzioni e da tutti gli organismi dell’UE che rientrano nell’ambito del consolidamento, al fine di garantire la coerenza interna dei conti consolidati dell’UE.

Applicazione di norme contabili dell’Unione europea nuove e modificate

Norme contabili dell’UE rivedute in vigore per esercizi finanziari annuali iniziati a partire dal 1° gennaio 2024

Non esistono nuove norme contabili dell’UE che sono entrate in vigore per esercizi annuali a partire dal 1o gennaio 2024.

Nuove norme contabili dell’UE adottate ma non ancora in vigore al 31 dicembre 2024

Non esistono nuove norme contabili dell’UE adottate ma non ancora in vigore al 31 dicembre 2024.

1.2.   PRINCIPI CONTABILI

L’obiettivo degli stati finanziari è fornire informazioni, utili a una vasta gamma di utilizzatori, sulla situazione finanziaria, sulla performance e sui flussi di cassa di un’entità. Nello specifico, per l’Unione europea in quanto entità pubblica gli obiettivi sono fornire informazioni utili ai fini del processo decisionale e dimostrare la responsabilità dell’entità in relazione alle risorse ad essa affidate. A questo scopo è stato redatto il presente documento.

Le considerazioni generali (o principi contabili) da seguire nella redazione degli stati finanziari sono esposte nella norma contabile dell’UE 1 «Bilancio» e corrispondono a quelle prescritte dall’IPSAS 1: l’attendibilità della presentazione, la contabilizzazione per competenza, la continuità aziendale, la coerenza nella presentazione, la rilevanza, l’aggregazione, la compensazione e le informazioni comparative.

Le caratteristiche qualitative dell’informativa finanziaria sono la pertinenza, la rappresentazione fedele (affidabilità), la comprensibilità, la tempestività, la comparabilità e la verificabilità.

1.3.   CONSOLIDAMENTO

Ambito del consolidamento

Gli stati finanziari consolidati dell’UE comprendono tutte le entità controllate, gli accordi a controllo congiunto e le collegate rilevanti. L’elenco completo delle entità che rientrano nell’ambito del consolidamento, che ora comprende 54 entità controllate e una collegata (invariate rispetto al 2023), si trova nella nota 9. Tra le entità controllate figurano le istituzioni dell’UE (tra cui la Commissione, ma non la Banca centrale europea) e le agenzie dell’UE (ad eccezione di quelle attive nel settore della politica estera e di sicurezza comune). Anche la Comunità europea del carbone e dell’acciaio in liquidazione (CECA i.l.) è considerata un’entità controllata. L’unica collegata dell’UE è il Fondo europeo per gli investimenti (FEI).

Le entità che rientrano nel consolidamento ma che non sono rilevanti per gli stati finanziari consolidati dell’UE nel loro complesso non devono essere consolidate o contabilizzate con il metodo del patrimonio netto, se ciò può comportare tempi o costi eccessivi per l’UE. Queste entità, indicate con il termine «entità minori», sono riportate in un elenco distinto nella nota 9. Nel 2024 le entità classificate come entità minori erano undici (2023: dieci entità).

Entità controllate

Al fine di stabilire l’ambito del consolidamento si applica il concetto di controllo. Le entità controllate sono entità per le quali l’UE è esposta a, o ha diritto a, benefici variabili derivanti dalla sua partecipazione e ha la capacità di influenzare la natura e l’ammontare di detti benefici grazie al potere di cui dispone sull’altra entità. Tale potere deve essere esercitabile attualmente e deve riguardare le pertinenti attività dell’entità. Le entità controllate sono pienamente consolidate. Il consolidamento viene effettuato a decorrere dalla prima data in cui il controllo sussiste e termina quando il controllo cessa.

Gli indicatori di controllo più comuni nell’UE sono: la creazione dell’entità in forza dei trattati istitutivi o del diritto derivato, il finanziamento dell’entità mediante il bilancio dell’UE, l’esistenza di diritti di voto negli organi direttivi, l’audit da parte della Corte dei conti europea e il discarico da parte del Parlamento europeo. Per ciascuna entità viene effettuata una valutazione individuale per decidere se uno o la totalità dei criteri summenzionati sono sufficienti per far scattare il controllo.

Tutte le operazioni e i saldi rilevanti tra le entità controllate dell’UE sono eliminati, mentre i profitti e le perdite non realizzati su tali operazioni, essendo non rilevanti, non sono stati eliminati.

Accordi a controllo congiunto

Un accordo a controllo congiunto è un accordo nel quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Il controllo congiunto è la condivisione del controllo di un accordo, concordata attraverso un accordo vincolante, che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo. Gli accordi a controllo congiunto possono essere joint venture o attività a controllo congiunto. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto che è strutturato in un veicolo separato e nel quale le parti che detengono il controllo congiunto dell’accordo vantano diritti sulle attività nette dell’accordo. Le partecipazioni nelle joint venture sono contabilizzate utilizzando il metodo del patrimonio netto (cfr. nota 1.5.4). Un’attività a controllo congiunto è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto dell’accordo vantano diritti sulle attività e detengono obbligazioni per le passività relative all’accordo. Per contabilizzare le partecipazioni nelle attività a controllo congiunto l’UE rileva nei propri stati finanziari le attività e le passività, i proventi e le spese, nonché la sua quota di attività, passività, entrate e spese detenuti o sostenuti congiuntamente.

Entità collegate

Le entità collegate sono entità sulle quali l’UE esercita, direttamente o indirettamente, un’influenza notevole, ma non il controllo esclusivo o congiunto. Per influenza notevole si intende che l’UE detiene direttamente o indirettamente il 20 % o più dei diritti di voto. Le partecipazioni in collegate sono contabilizzate utilizzando il metodo del patrimonio netto (cfr. nota 1.5.4).

Entità non consolidate i cui fondi sono gestiti dalla Commissione

I fondi del regime comune di assicurazione malattia per il personale dell’UE, il Fondo europeo di sviluppo e il fondo di garanzia per i partecipanti sono gestiti dalla Commissione per conto di tali entità; tuttavia, non essendo controllate dall’UE, tali entità non sono consolidate nei suoi stati finanziari.

1.4.   BASE DELLA PREPARAZIONE

Gli stati finanziari sono presentati annualmente in conformità dell’articolo 249 del regolamento finanziario. L’esercizio contabile si apre il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre.

1.4.1.   Valuta e base di conversione

Valuta funzionale e moneta di presentazione

Salvo se diversamente indicato, gli stati finanziari sono presentati in milioni di euro, essendo l’euro la valuta funzionale dell’UE.

Operazioni e saldi

Le operazioni in valuta estera sono convertite in euro utilizzando i tassi di cambio in vigore alla data dell’operazione. I profitti e le perdite su cambi derivanti dal regolamento di operazioni in valuta estera e dalla riconversione ai tassi di cambio a fine esercizio delle attività e passività monetarie denominate in valuta estera sono rilevati nel conto economico.

Metodi di conversione diversi si applicano agli immobili, impianti e macchinari e alle attività immateriali, il cui valore viene convertito in euro al tasso vigente alla data del loro acquisto.

I saldi di fine esercizio delle attività e passività monetarie denominate in valuta estera sono convertiti in euro sulla base dei tassi di cambio della Banca centrale europea (BCE) del 31 dicembre.

Tassi di cambio dell’Euro

Valuta

31.12.2024

31.12.2023

Valuta

31.12.2024

31.12.2023

BGN

1,9558

1,9558

RON

4,9743

4,9756

CZK

25,1850

24,7240

SEK

11,459

11,096

DKK

7,4578

7,4529

CHF

0,9412

0,9260

GBP

0,8292

0,8691

JPY

163,06

156,3300

HUF

411,3500

382,8

USD

1,0389

1,105

PLN

4,275

4,3395

 

 

 

1.4.2.   Impiego di stime

Conformemente agli IPSAS e ai principi contabili comunemente accettati (generally accepted accounting principles - GAAP), gli stati finanziari includono necessariamente importi basati su stime e ipotesi formulate dall’amministrazione sulla base delle informazioni più affidabili a disposizione. Le stime principali comprendono, tra l’altro: gli importi delle passività derivanti da benefici per i dipendenti, il rischio finanziario sui crediti e gli importi indicati nelle note riguardanti gli strumenti finanziari, svalutazioni per riduzione del valore per le attività finanziarie al costo ammortizzato e per le passività per contratti di garanzia finanziaria, i ratei passivi e attivi, gli accantonamenti, il grado di riduzione del valore delle attività immateriali e di immobili, impianti e macchinari, il valore netto di realizzo delle rimanenze, le attività e passività potenziali. I risultati effettivi possono discostarsi dalle stime. Le variazioni delle stime sono indicate nel periodo in cui sono rese note, se la variazione riguarda soltanto quel periodo, oppure in tale periodo e nei periodi successivi, se la variazione riguarda entrambi.

1.5.   STATO PATRIMONIALE

1.5.1.   Attività immateriali

Un’attività immateriale è un’attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica. Un’attività è identificabile se è separabile (ossia può essere separata o scorporata dall’entità, ad esempio venduta, trasferita, data in licenza, locata o scambiata, individualmente o nel contesto del relativo contratto o della relativa attività o passività identificabile, indipendentemente dal fatto che l’entità intenda procedere in tal senso), o deriva da accordi vincolanti (compresi diritti nascenti da contratti o altri diritti legali), indipendentemente dal fatto che tali diritti siano trasferibili o separabili dall’entità o da altri diritti e obbligazioni).

Le attività immateriali acquisite sono iscritte al costo storico, detratti gli ammortamenti accumulati e le perdite per riduzione di valore. Le attività immateriali prodotte internamente sono capitalizzate quando vengono soddisfatti i pertinenti criteri delle norme contabili dell’UE e le spese si riferiscono soltanto alla fase di sviluppo dell’attività. I costi capitalizzabili comprendono tutti i costi direttamente imputabili, necessari per creare, produrre e preparare le attività in modo da poter funzionare come previsto dall’amministrazione. I costi associati alle attività di ricerca, i costi di sviluppo non capitalizzabili e i costi di manutenzione sono rilevati come spese al momento in cui sono sostenuti.

Le attività immateriali sono ammortizzate secondo il metodo delle quote costanti lungo la loro vita utile stimata (da 3 a 11 anni). La vita utile stimata delle attività immateriali dipende dalla durata specifica della loro vita economica o giuridica determinata per accordo.

1.5.2.   Immobili, impianti e macchinari

Tutti gli immobili, gli impianti e i macchinari sono registrati al costo storico, detratti l’ammortamento accumulato e le perdite per riduzione di valore. Il costo comprende le spese direttamente riconducibili all’acquisizione, alla costruzione o al trasferimento delle attività.

I costi successivi sono inclusi nel valore contabile dell’attività o rilevati, se del caso, come attività separata solo se è probabile che i benefici economici futuri o i servizi potenziali connessi all’attività andranno all’UE e il costo del bene possa essere calcolato in maniera affidabile. I costi di manutenzione e riparazione sono registrati nel conto economico dell’esercizio nel corso del quale sono sostenuti.

I terreni non sono ammortizzati, in quanto si ritiene abbiano una vita utile indefinita. Le immobilizzazioni in corso non sono ammortizzate, in quanto non sono ancora disponibili per l’uso. L’ammortamento delle altre attività è calcolato utilizzando il metodo dell’ammortamento a quote costanti per imputare i relativi costi meno il loro valore residuo durante la vita utile stimata, come segue:

Tipo di attività

Tasso di ammortamento a quote costanti

Immobili

4  % - 10  %

Attività spaziali

8  % - 25  %

Impianti e macchinari

10  % - 25  %

Mobilio e mezzi di trasporto

10  % - 25  %

Materiale informatico (hardware)

25  % - 33  %

Altro

10  % - 33  %

I profitti e le perdite derivanti dalla dismissione sono determinati raffrontando le entrate, al netto delle spese per la vendita, con il valore contabile dell’attività dismessa e sono inclusi nel conto economico.

Leasing

Il leasing è un accordo per mezzo del quale il locatore trasferisce al locatario, in cambio di un pagamento o di una serie di pagamenti, il diritto all’utilizzo di un bene per un periodo di tempo stabilito. I leasing sono classificati come leasing finanziari o come leasing operativi.

Nei leasing finanziari sostanzialmente tutti i rischi e tutti i benefici inerenti alla proprietà sono trasferiti al locatario. Quando un locatario conclude un leasing finanziario, le attività acquisite nel quadro del leasing finanziario sono rilevate come attività mentre le obbligazioni associate al leasing sono rilevate come passività a decorrere dall’inizio del periodo di leasing. Le attività e passività sono rilevate a valori pari al valore equo del bene locato o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi per il leasing, determinati ciascuno all’inizio del leasing. Per il periodo del leasing le attività detenute mediante leasing finanziario sono ammortizzate sul periodo più breve tra la vita utile dell’attività e la durata del leasing. I pagamenti minimi per il leasing sono ripartiti tra l’onere finanziario (quota interessi) e la riduzione delle passività esistenti (quota capitale). L’onere finanziario è imputato a ciascun periodo durante il leasing in modo tale da produrre un tasso di interesse periodico costante in relazione alla passività residua, che è presentata come passività corrente/non corrente, a seconda dei casi. I canoni potenziali di locazione sono rilevati come costi nell’esercizio nel quale sono sostenuti.

Il leasing operativo è un leasing diverso dal leasing finanziario, ossia un leasing nel quale il locatore mantiene sostanzialmente tutti i rischi e i benefici inerenti alla proprietà di un bene. Quando il locatario conclude un leasing operativo, i pagamenti per il leasing operativo sono rilevati come spesa nel conto economico a quote costanti per il periodo del leasing, senza presentare nello stato patrimoniale né le attività locate né le passività relative al leasing.

1.5.3.   Riduzione di valore delle attività non finanziarie

La riduzione di valore è una perdita di benefici economici futuri o servizi potenziali di un’attività, eccedente la rilevazione sistematica della perdita dei benefici economici futuri o dei servizi potenziali dovuta ad ammortamento o deprezzamento (a seconda dei casi). Le attività che hanno una vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento e ogni anno ne viene verificata la riduzione di valore. Si procede alla verifica della riduzione di valore delle attività soggette ad ammortamento ogniqualvolta, alla data di riferimento, vi siano indicazioni di una possibile riduzione del valore dell’attività. È rilevata una perdita per riduzione di valore pari alla differenza tra il valore contabile dell’attività e il relativo valore recuperabile (di servizio). Il valore recuperabile (di servizio) è il più elevato tra il valore equo dell’attività, dedotti i costi di vendita, e il valore d’uso.

Il valore residuo delle attività immateriali, degli immobili, impianti e macchinari e la loro vita utile sono rivisti e, se necessario, rettificati almeno una volta all’anno. Se i motivi delle riduzioni di valore rilevate in anni precedenti non sono più validi, le perdite per riduzione di valore sono rettificate di conseguenza.

1.5.4.   Investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto

Partecipazioni in collegate e joint venture

Gli investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto sono inizialmente rilevati al prezzo di costo, aumentando o diminuendo successivamente il valore contabile iniziale per rilevare ulteriori contributi, la quota UE dell’eccedenza o del disavanzo della partecipata, eventuali riduzioni di valore e dividendi. Il costo iniziale assieme a tutti i movimenti danno il valore contabile dell’investimento negli stati finanziari alla data di riferimento del bilancio. La quota UE dell’eccedenza o del disavanzo della partecipata è rilevata nel conto economico, e la sua quota dei movimenti del patrimonio netto della partecipata è rilevata nelle riserve nell’attivo netto. I dividendi derivanti dall’investimento riducono il valore contabile dell’attività.

Se la quota dell’UE dei disavanzi di un investimento contabilizzato con il metodo del patrimonio netto è uguale o superiore alla partecipazione nell’investimento, l’UE cessa di rilevare la propria quota delle perdite ulteriori («perdite non rilevate»). Dopo aver azzerato la partecipazione dell’UE, le ulteriori perdite sono coperte da accantonamenti e rilevate come passività soltanto nella misura in cui l’UE abbia contratto obbligazioni legali o implicite oppure abbia effettuato pagamenti per conto dell’entità.

Se vi sono indicazioni di una riduzione di valore, è necessario procedere a una svalutazione al valore recuperabile più basso. Il valore recuperabile si determina come descritto alla nota 1.5.3. Se successivamente il motivo della riduzione di valore decade, la perdita per riduzione di valore viene rettificata al valore contabile che sarebbe stato determinato qualora non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.

Laddove detiene una percentuale pari o superiore al 20% di un fondo di investimento, l’UE non mira a esercitare un’influenza notevole. Tali fondi sono pertanto trattati come strumenti finanziari e classificati come attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo («FVSD»).

Le collegate e le joint venture classificate come entità minori (cfr. nota 1.3.) non sono contabilizzate con il metodo del patrimonio netto. I contributi dell’UE a favore di dette entità sono contabilizzati come spese dell’esercizio.

1.5.5.   Attività finanziarie

Classificazione in sede di rilevazione iniziale

La classificazione dipende da due criteri:

il modello di gestione delle attività finanziarie, che comporta una valutazione di come l’UE gestisce le attività finanziarie per generare flussi di cassa e conseguire i propri obiettivi e di come essa valuta il rendimento delle attività finanziarie;

le caratteristiche del flusso di cassa contrattuale delle attività. In questo caso occorre valutare se i flussi di cassa contrattuali siano esclusivamente pagamenti di capitale e interessi sul capitale da rimborsare. Gli interessi rappresentano il corrispettivo per il valore temporale del denaro, il rischio di credito e altri rischi e costi di base legati al prestito.

In seguito alla valutazione effettuata sulla base di tali criteri, le attività finanziarie possono essere classificate in tre categorie: attività finanziarie al costo ammortizzato («AC»), attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto («FVNA») o attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo («FVSD»).

Le attività finanziarie con flussi di cassa contrattuali che rappresentano esclusivamente il capitale e gli interessi sono classificate in base al modello gestionale dell’entità. Se il modello gestionale prevede di detenere le attività finanziarie allo scopo di incassare i relativi flussi di cassa contrattuali, le attività finanziarie sono classificate come AC. Se invece prevede sia di incassare i flussi di cassa contrattuali che di vendere le attività finanziarie, la classificazione è FVNA. Se il modello gestionale è diverso da questi due modelli (ad esempio, le attività finanziarie sono detenute a scopo di negoziazione o in un portafoglio gestito e valutato sulla base del valore equo), le attività finanziarie sono classificate come FVSD.

Le attività finanziarie con flussi di cassa contrattuali che non rappresentano esclusivamente capitale e interessi, ma introducono elementi di esposizione al rischio e volatilità diversi da quelli presenti in un normale accordo di prestito (ad esempio variazioni dei prezzi azionari), sono classificate come FVSD a prescindere dal modello gestionale.

In sede di rilevazione iniziale l’UE classifica le attività finanziarie come segue:

(a)

Attività finanziarie al costo ammortizzato

L’UE classifica in questa categoria:

disponibilità liquide e mezzi equivalenti;

prestiti (compresi depositi a termine con scadenza originaria superiore a tre mesi);

crediti derivanti da operazioni di scambio, eccetto la receive leg (gamba ricevente) di contratti di garanzia finanziaria, classificati come attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo.

Queste attività finanziarie non derivate soddisfano due condizioni: il modello gestionale dell’UE prevede di detenere le attività finanziarie al fine di incassare i flussi di cassa contrattuali. Inoltre in determinati giorni esistono flussi di cassa contrattuali che rappresentano esclusivamente il capitale e gli interessi sul capitale in essere.

Le attività finanziarie al costo ammortizzato sono incluse nelle attività correnti, tranne quelle con una scadenza superiore a 12 mesi dalla data di riferimento.

(b)

Attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto

In queste attività finanziarie non derivate i flussi di cassa contrattuali rappresentano esclusivamente il capitale e gli interessi sul capitale in essere. Il modello gestionale inoltre prevede di detenere le attività finanziarie al fine di incassare i flussi di cassa contrattuali e di vendere le attività finanziarie.

Le attività che rientrano in questa categoria sono classificate come attività correnti qualora se ne preveda il realizzo entro 12 mesi dalla data di riferimento.

L’UE non detiene simili attività alla fine del periodo di riferimento.

(c)

Attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

L’UE classifica le attività finanziarie seguenti come FVSD perché i flussi di cassa contrattuali non rappresentano esclusivamente capitale e interessi sul capitale:

derivati;

investimenti azionari e in fondi comuni monetari o in portafogli comuni;

altri investimenti di tipo azionario (ad esempio operazioni con capitali di rischio).

L’UE classifica inoltre i titoli di debito detenuti come FVSD poiché i portafogli di titoli di debito sono gestiti e valutati in base al valore equo del portafoglio (ad esempio il fondo comune di copertura a norma dell’articolo 215 del regolamento finanziario).

Le attività che rientrano in questa categoria sono classificate come attività correnti qualora se ne preveda il realizzo entro 12 mesi dalla data di riferimento.

Rilevazione e valutazione iniziali

Le acquisizioni di attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto e nell’avanzo o disavanzo sono rilevate alla loro data di negoziazione, ossia alla data alla quale l’UE si impegna ad acquistare l’attività. I mezzi equivalenti a disponibilità liquide e i prestiti sono rilevati quando il denaro viene depositato presso un istituto finanziario o erogato ai mutuatari.

Le attività finanziarie sono inizialmente valutate al valore equo. Per tutte le attività finanziarie non contabilizzate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo, al momento della rilevazione iniziale il valore equo è maggiorato dei costi di transazione. Per le attività finanziarie contabilizzate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo i costi di transazione sono rilevati nel conto economico.

Il valore equo di un’attività finanziaria al momento della rilevazione iniziale è normalmente il prezzo dell’operazione, a meno che l’operazione si discosti dalle condizioni di libera concorrenza, ossia avvenga a titolo gratuito o a fronte di un corrispettivo nominale per scopi di politica pubblica. Se è così la differenza tra il valore equo dello strumento finanziario e il prezzo dell’operazione è una componente senza corrispettivo equivalente che è rilevata come spesa nel conto economico. In questo caso il valore equo di un’attività finanziaria è derivato dalle operazioni di mercato correnti per uno strumento direttamente equivalente. In mancanza di un mercato attivo per lo strumento, il valore equo è desunto da una tecnica di valutazione che utilizza i dati disponibili dei mercati osservabili.

Quando viene concesso un prestito a lungo termine a tasso zero o a un tasso inferiore a quello di mercato, il suo valore equo può essere stimato pari al valore attuale di tutti gli incassi futuri, calcolato sulla base del tasso di interesse prevalente nel mercato per strumenti simili con analogo rating del credito.

I prestiti concessi a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza e i prestiti per l’assistenza finanziaria sono inizialmente valutati al loro importo nominale, per cui il prezzo dell’operazione è considerato il valore equo del prestito. Ciò in quanto:

il «mercato» per le attività di concessione di prestiti dell’UE è molto specifico e diverso dal mercato dei capitali utilizzato per l’emissione di titoli di debito commerciale o pubblico. Poiché i prestatori che operano in tali mercati hanno l’opportunità di scegliere investimenti alternativi, nei prezzi di mercato si tiene conto di questa circostanza. Tuttavia l’opportunità di effettuare investimenti alternativi non esiste per l’UE, alla quale non è consentito investire denaro nei mercati dei capitali; essa ha soltanto la possibilità di prendere in prestito fondi per concedere prestiti. Ne consegue che l’UE non dispone di un’opzione alternativa di investimento o di erogazione di prestiti per gli importi presi a prestito. Non esiste quindi un costo di opportunità e pertanto non vi è una base di confronto con i tassi di mercato. In effetti il mercato è rappresentato dalla stessa operazione di prestito dell’UE. In sostanza, poiché «l’opzione» del costo di opportunità non è applicabile, il prezzo di mercato non rispecchia correttamente la sostanza delle operazioni di prestito dell’UE. Non è opportuno pertanto determinare il valore equo dei prestiti dell’UE in riferimento ai titoli commerciali o ai titoli di Stato.

Inoltre, poiché non esistono un mercato attivo od operazioni simili paragonabili, il tasso di interesse che l’UE deve utilizzare per calcolare il valore equo delle proprie operazioni di prestito dovrebbe essere il tasso di interesse applicato.

Valutazione successiva

Le attività finanziarie al costo ammortizzato sono successivamente valutate al costo ammortizzato secondo il metodo dell’interesse effettivo.

Le attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto sono successivamente valutate al valore equo. I profitti e le perdite derivanti da variazioni del valore equo sono rilevati nella riserva del valore equo, fatta eccezione per le differenze di cambio sulle attività monetarie, che sono rilevate nel conto economico.

Le attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo sono successivamente valutate al valore equo. I profitti e le perdite derivanti da variazioni del valore equo (inclusi quelli derivanti dalla conversione di valuta estera ed eventuali interessi maturati) sono inclusi nel conto economico nell’esercizio in cui insorgono.

Valore equo in misurazioni successive

Il valore equo degli investimenti quotati nei mercati attivi è basato sui prezzi di offerta correnti. Qualora per un’attività finanziaria non vi siano mercati attivi (come nel caso dei titoli non quotati e dei derivati OTC), l’UE stabilisce un valore equo ricorrendo a tecniche di valutazione. Tali tecniche includono l’utilizzo di operazioni in condizioni di libera concorrenza, il riferimento ad altri strumenti sostanzialmente analoghi, l’analisi dei flussi finanziari attualizzati, i modelli di determinazione del prezzo delle opzioni e altre tecniche di valutazione comunemente in uso fra i partecipanti al mercato.

Gli investimenti in fondi di venture capital che non hanno un prezzo di mercato quotato in un mercato attivo sono valutati al valore dell’attivo netto attribuibile, che è considerato un equivalente del loro valore equo.

Riduzione di valore delle attività finanziarie

L’UE rileva e valuta una perdita per riduzione di valore relativa a perdite attese su crediti sulle attività finanziarie che sono valutate al costo ammortizzato e al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto.

Per le attività al costo ammortizzato, il valore contabile dell’attività è ridotto dall’importo della perdita per riduzione di valore rilevato nel conto economico. Per le attività al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto il fondo a copertura perdite è rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto e non riduce il valore contabile dell’attività finanziaria nello stato patrimoniale. Se in un esercizio successivo l’importo della perdita per riduzione di valore diminuisce, la perdita per riduzione di valore rilevata in precedenza è stornata nel conto economico.

La perdita attesa su crediti (ECL) è il valore attuale della differenza tra i flussi di cassa contrattuali e i flussi di cassa che l’UE prevede di ricevere. L’ECL contiene informazioni ragionevoli e dimostrabili che sono disponibili senza eccessivi costi o sforzi alla data di riferimento.

Politiche relative ai livelli

L’ECL è valutata con un modello a tre livelli che tiene conto degli eventi di inadempimento ponderati per la probabilità lungo tutta la vita dell’attività finanziaria, nonché dell’evoluzione del rischio di credito dal momento dell’emissione dell’attività finanziaria. Per i prestiti, la data di emissione corrisponde alla data dell’impegno irrevocabile all’erogazione del finanziamento.

L’attribuzione ai livelli dipende principalmente dal rating del credito della controparte. Il modello su più livelli si basa su una valutazione relativa del rischio di credito, ossia l’UE può erogare alla stessa controparte vari prestiti a livelli diversi, a seconda del rischio di credito della controparte al momento dell’emissione. L’UE, avendo uno status istituzionale unico, presta denaro ai propri Stati membri o a entità sovrane in difficoltà. L’UE pertanto applica anche una valutazione qualitativa del rischio di credito basata sul monitoraggio della situazione economica dei mutuatari in difficoltà.

Livello 1 – nessun aumento significativo del rischio di credito

I prestiti a controparti con rating del credito rientranti nella categoria investment grade (ossia tra AAA (Aaa) e BBB- (Baa3) nella scala di rating S&P/Fitch (Moody’s) o un rating esterno o interno equivalente) alla data di riferimento sono considerati prestiti a basso rischio di credito e pertanto indicati al livello 1, tranne se sono scaduti da più di 30 giorni (cfr. livello 2). Sono classificati al livello 1 anche eventuali prestiti che non hanno evidenziato un aumento significativo del rischio di credito, come definito infra. Per i prestiti al livello 1, la svalutazione per riduzione di valore è calcolata come pari alle perdite attese su crediti («ECL») su un orizzonte temporale di 12 mesi.

Livello 2 – aumento significativo del rischio di credito (SICR)

Al fine di accertare se sia avvenuto un aumento significativo del rischio di credito rispetto all’emissione, e l’eventuale spostamento al livello 2, l’UE applica una combinazione di valutazioni quantitative e qualitative:

tutti i prestiti per cui i pagamenti contrattuali sono scaduti da 31-90 giorni sono trasferiti al livello 2;

per controparti con rating del credito compresi tra AAA (Aaa) e BB- (Ba3) alla data di rilevazione iniziale: salvo nel caso di un rischio basso (di cui al livello 1) il deterioramento è considerato significativo se la differenza tra il rating all’emissione e quello alla data di riferimento è pari o superiore a 3 punti;

per controparti con rating del credito B+ (B1) o B (B2) alla data di rilevazione iniziale: il deterioramento è considerato significativo se la differenza tra il rating iniziale e il rating corrente è pari o superiore a 2 punti;

per controparti con rating del credito B- (B3) o inferiori (nella fascia CCC/Caa) alla data di rilevazione iniziale: il deterioramento è considerato significativo se la differenza tra il rating iniziale e il rating corrente alla data di riferimento è pari o superiore a 1 punto; e

i prestiti emessi prima della transizione alla norma contabile dell’UE 11 riveduta (1° gennaio 2021), per i quali non sono disponibili informazioni sul rischio di credito alla rilevazione iniziale senza costi o sforzi eccessivi, sono classificati al livello 2.

Per i prestiti al livello 2, la svalutazione per riduzione di valore è calcolata al livello delle perdite attese su crediti lungo tutta la vita del credito.

Livello 3 - prestiti con una qualità creditizia deteriorata

I prestiti sono classificati al livello 3 quando sono scaduti da oltre 90 giorni o se dopo l’emissione del prestito si verificano eventi che esercitano un impatto negativo sui futuri flussi di cassa stimati di tale attività finanziaria. Ad esempio un prestito è classificato al livello 3 se:

sussiste la probabilità che il mutuatario dichiari fallimento o sia soggetto ad altre procedure di ristrutturazione finanziaria;

secondo quanto pubblicato da un’agenzia di rating esterna il mutuatario rientra nella classe di rating D; e

il mutuatario è inadempiente rispetto agli obblighi finanziari assunti nei confronti dell’UE o, in caso di prestiti per assistenza finanziaria, se il mutuatario è inadempiente nei confronti di altre organizzazioni internazionali che finanziano il programma.

Per i prestiti al livello 3, la svalutazione per riduzione di valore è calcolata al livello delle perdite attese su crediti lungo tutta la vita del credito.

Prestiti di qualità creditizia deteriorata acquistati od originati («POCI»)

L’UE detiene anche prestiti POCI. Si tratta di prestiti in stato di inadempimento per i quali l’UE ha attivato una garanzia a favore del partner esecutivo. Per questi prestiti l’UE è subentrata in tutti i diritti. L’UE li indica nel suo stato patrimoniale al valore equo alla rilevazione iniziale. L’UE li classifica come prestiti POCI e calcola una svalutazione per riduzione di valore basata sulle perdite attese su crediti lungo tutta la vita del credito. Gli accordi sottoscritti fra l’UE e i partner esecutivi in materia prevedono procedure di recupero svolte per conto dell’UE allo scopo di recuperare ogni eventuale somma dovuta.

(a)   Prestiti a entità sovrane

Per la sua valutazione della riduzione di valore dei prestiti, l’UE prende le mosse dalla natura dell’attività di finanziamento dell’UE e dal suo status istituzionale unico.

Per la riduzione di valore di prestiti a Stati non membri, l’UE calcola le perdite attese su crediti utilizzando dati esterni sulla qualità creditizia, tenendo conto tuttavia della sua posizione di creditore privilegiato, che riduce il rischio di credito. Per il calcolo del valore attuale, il tasso di attualizzazione è il tasso di interesse effettivo originario del prestito. Se un prestito ha un tasso di interesse variabile, il tasso di attualizzazione è il tasso di interesse effettivo corrente stabilito secondo contratto.

Per quanto riguarda i prestiti agli Stati membri, l’UE non ha mai subito perdite per riduzione di valore, né affrontato casi di inadempienza nei pagamenti. Per questi prestiti, oltre che della posizione di creditore privilegiato, l’UE tiene conto anche del rapporto con gli Stati membri. Questi due elementi, in linea di principio, garantiscono il recupero integrale dei prestiti concessi agli Stati membri alla scadenza. L’UE ritiene pertanto che le perdite attese su crediti derivanti da prestiti agli Stati membri siano trascurabili e che un approccio statistico per calcolare le perdite attese su crediti sia inopportuno per questi prestiti. Nel conto economico non sono pertanto rilevate perdite attese su crediti per i prestiti concessi agli Stati membri.

(b)   Crediti

L’UE calcola la perdita per riduzione di valore come l’importo delle perdite attese su crediti lungo tutta la vita del credito, utilizzando espedienti pratici (ad esempio una matrice di accantonamento).

(c)   Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

L’UE detiene disponibilità liquide e mezzi equivalenti in conti correnti bancari e depositi a termine fino a tre mesi. Le disponibilità liquide sono detenute principalmente in banche che godono di un rating del credito molto elevato (cfr. nota 6.6) e pertanto hanno una bassissima probabilità di inadempimento. Data la breve durata e le basse probabilità di inadempimento, le perdite attese su crediti derivanti da disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono trascurabili. Di conseguenza non è rilevata alcuna svalutazione per riduzione di valore per le disponibilità liquide equivalenti.

Eliminazione contabile

Gli strumenti finanziari sono eliminati contabilmente quando i diritti di ricevere i flussi finanziari che ne derivano sono scaduti o quando l’UE ha trasferito a un’altra parte sostanzialmente tutti i rischi e i benefici inerenti alla proprietà. Le cessioni di attività finanziarie al valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto e nell’avanzo o disavanzo sono rilevate alla rispettiva data di negoziazione.

1.5.6.   Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo è calcolato utilizzando il metodo FIFO (first-in, first-out). Il costo dei prodotti finiti e di quelli in corso di produzione comprende le materie prime, la manodopera diretta, altri costi direttamente imputabili e i relativi costi generali di produzione (in base alla normale capacità operativa). Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita stimato nel normale svolgimento dell’attività al netto dei costi di completamento e dei costi di vendita. Quando le rimanenze sono destinate alla distribuzione gratuita o a un prezzo simbolico, sono valutate al minore fra il costo e il costo di sostituzione attuale. Il costo di sostituzione attuale è il costo che l’UE dovrebbe sostenere per acquistare l’attività alla data di riferimento.

1.5.7.   Prefinanziamenti

I prefinanziamenti sono pagamenti destinati a fornire al beneficiario un anticipo di cassa, ossia un fondo cassa. Possono essere frazionati in diversi versamenti, nel rispetto del principio della sana gestione finanziaria, nell’arco di un periodo stabilito nel contratto, nella decisione, nella convenzione o nell’atto di base specifici. Il fondo cassa o anticipo di cassa è utilizzato per gli scopi per cui è corrisposto nel periodo stabilito nell’accordo oppure è restituito. Se non sostiene spese ammissibili, il beneficiario è tenuto a restituire all’UE il prefinanziamento. Poiché l’UE mantiene il controllo dei prefinanziamenti e ha diritto al rimborso della parte non ammissibile, l’importo è presentato come attività.

Il prefinanziamento è inizialmente rilevato nello stato patrimoniale quando la liquidità è trasferita al destinatario ed è valutato all’importo del corrispettivo versato. Negli esercizi successivi il prefinanziamento è valutato all’importo inizialmente rilevato nello stato patrimoniale meno le spese ammissibili (se necessario, anche utilizzando importi stimati) sostenute durante il periodo.

Gli interessi sui prefinanziamenti sono rilevati al momento della maturazione, conformemente all’accordo pertinente. A fine esercizio è elaborata una stima degli interessi maturati, sulla base delle informazioni più attendibili, che viene inclusa nello stato patrimoniale.

Gli altri anticipi agli Stati membri che hanno origine dal rimborso, da parte dell’UE, di importi versati come anticipi dagli Stati membri ai loro beneficiari (inclusi gli «strumenti finanziari nell’ambito della gestione concorrente») sono rilevati come attività e presentati nella rubrica «Prefinanziamenti». Gli altri anticipi agli Stati membri sono successivamente valutati all’importo inizialmente rilevato nello stato patrimoniale meno la migliore stima delle spese ammissibili sostenute dai beneficiari finali, calcolata sulla base di ipotesi ragionevoli e sostenibili.

I contributi a fondi fiduciari dell’UE (come stabilito all’articolo 238 del regolamento finanziario) non consolidati nella Commissione europea, o ad altre entità non consolidate, sono classificati come prefinanziamenti, in quanto il loro scopo è fornire un fondo cassa al fondo fiduciario per permettere a quest’ultimo di finanziare azioni specifiche determinate dagli obiettivi del fondo fiduciario. I contributi dell’UE ai fondi fiduciari sono valutati all’importo iniziale del contributo dell’UE meno le spese ammissibili (se necessario anche utilizzando importi stimati) sostenute dal fondo fiduciario nel periodo di riferimento e assegnate al contributo dell’UE conformemente al relativo accordo.

1.5.8.   Crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

Le norme contabili dell’UE richiedono la presentazione separata delle operazioni di scambio e delle operazioni senza corrispettivo equivalente. Al fine di distinguere tra le due categorie, il termine «crediti» è riservato alle operazioni di scambio, mentre per le «operazioni senza corrispettivo equivalente», vale a dire quando l’UE riceve valore da un’altra entità senza dover dare in cambio un valore approssimativamente uguale, si utilizza il termine «valori recuperabili» (ad esempio nel caso dei valori recuperabili dagli Stati membri relativi alle risorse proprie).

I crediti derivanti da operazioni di scambio sono attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, fatta eccezione per determinati importi di componenti di credito di contratti di garanzia finanziaria che sono classificati come attività finanziarie al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo(cfr. nota 1.5.5).

I valori recuperabili derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente sono contabilizzati al valore equo alla data di acquisizione meno la svalutazione per la riduzione di valore. Si stabilisce una svalutazione per riduzione di valore dei valori recuperabili derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente quando sussistono elementi oggettivi che indicano che l’UE non sarà in grado di riscuotere la totalità degli importi dovuti entro le scadenze originariamente previste. L’importo della svalutazione è pari alla differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore recuperabile. L’importo della svalutazione è rilevato nel conto economico. Viene altresì effettuata una svalutazione generale, basata sull’esperienza passata, per gli ordini di riscossione in essere non ancora soggetti a svalutazione specifica. Cfr. nota 1.5.14 sul trattamento dei ratei attivi a fine esercizio. Gli importi esposti e indicati come valori recuperabili derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente non sono strumenti finanziari, dato che non derivano da un contratto che darebbe origine a una passività finanziaria o a uno strumento rappresentativo di capitale. Tuttavia, nelle note agli stati finanziari, i valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente sono indicati assieme ai crediti derivanti da operazioni di scambio, se del caso.

1.5.9.   Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti sono attività finanziarie al costo ammortizzato e includono il denaro contante, i depositi bancari a vista o a breve termine e altri investimenti a breve termine ad alta liquidità con scadenze originarie pari o inferiori ai tre mesi.

1.5.10.   Benefici per i dipendenti

L’UE fornisce ai lavoratori dipendenti una serie di benefici (emolumenti e sicurezza sociale). Ai fini contabili, tali benefici devono essere classificati in benefici a breve termine e benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.

Benefici a breve termine per i dipendenti

I benefici a breve termine per i dipendenti sono quei benefici che devono essere liquidati entro dodici mesi dalla fine del periodo di riferimento in cui i dipendenti hanno prestato il servizio, quali stipendi, ferie annuali e congedi per malattia retribuiti e altri benefici a breve termine. I benefici a breve termine per i dipendenti sono rilevati come costo quando viene prestato il relativo servizio. Viene rilevata una passività per l’importo che si prevede venga pagato se l’UE ha in essere un’obbligazione di pagamento, legale o implicita, come risultato del servizio prestato in passato dal dipendente e l’obbligazione può essere stimata in modo attendibile.

Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro

L’UE concede ai dipendenti una serie di benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, che comprendono pensioni di anzianità, invalidità e reversibilità previste nel quadro del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea, nonché la copertura assicurativa sanitaria prevista nel quadro del regime comune di assicurazione malattia (cfr. nota 2.9). Tali benefici sono forniti nell’ambito di un unico piano (benché suddiviso in due regimi) e devono essere trattati in modo simile per fornire un quadro fedele della situazione e riflettere la realtà economica:

regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea: i benefici concessi nell’ambito di questo regime finanziato figurativamente (24) riguardano l’anzianità, l’invalidità e la reversibilità, nonché gli assegni familiari, il decesso prima del pensionamento dei dipendenti che lavorano o hanno lavorato presso le istituzioni, le agenzie e altri organismi dell’UE o sono superstiti di funzionari o pensionati deceduti. Un terzo del costo previsto di tali benefici è posto a carico degli stipendi del personale;

regime comune di assicurazione malattia (RCAM): nell’ambito di tale regime, l’UE fornisce la copertura assicurativa sanitaria al personale della Commissione europea, delle istituzioni, delle agenzie e di altri organismi dell’UE attraverso il rimborso delle spese mediche. I benefici concessi alle persone «non in attività» di tale regime (ossia pensionati, orfani, ecc.) sono classificati come benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.

L’UE fornisce inoltre benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a membri ed ex membri delle istituzioni dell’UE attraverso regimi pensionistici separati. Tali benefici sono indicati nella rubrica «Altri regimi pensionistici». Nell’ambito di tali regimi l’UE eroga benefici pensionistici ai membri della Commissione, della Corte di giustizia europea, della Corte dei conti, del Consiglio, del Parlamento europeo, del Mediatore europeo e del Garante della protezione dei dati. L’UE fornisce copertura sanitaria ai membri delle istituzioni dell’UE attraverso il regime comune di assicurazione malattia.

I suddetti benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro sono considerati obbligazioni per benefici definiti dell’UE e sono calcolati a ogni data di riferimento, stimando l’importo dei benefici futuri che i dipendenti hanno maturato nell’esercizio in corso e in quelli precedenti, attualizzando tale importo e deducendo il valore equo delle attività del piano. Il calcolo dell’obbligazione per benefici definiti viene effettuato annualmente secondo il metodo della proiezione unitaria del credito. Il valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti è determinato attualizzando i futuri flussi finanziari in uscita stimati sulla base dei tassi di interesse di titoli di Stato espresse nella valuta in cui saranno pagati i benefici e con scadenza prossima a quella della relativa passività pensionistica.

I benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro forniti al personale dell’UE sono integrati in un unico piano che comprende sia un regime pensionistico sia un regime di assicurazione malattia; il diritto alla copertura nel quadro del regime di assicurazione malattia dipende dal fatto di aver acquisito il diritto alla copertura nel quadro del regime pensionistico. In base a tale piano unico, come previsto dallo statuto dei funzionari, determinati diritti, come il diritto a una pensione differita e ridotta nell’ambito del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea, sono acquisiti dopo dieci anni di servizio. Tuttavia i diritti acquisiti nell’ambito del piano unico dal servizio successivo del dipendente sono notevolmente superiori ai diritti iniziali, come risulta dai successivi diritti a pensione annuali maturati.

Pertanto, al fine di presentare la sostanza economica dell’operazione sottostante richiesta dalla caratteristica qualitativa di un quadro fedele dell’informativa finanziaria, come indicato sia nella norma contabile dell’UE 1 sia nel quadro concettuale IPSAS, il costo delle prestazioni di servizio sostenuto è maturato a quote costanti lungo il periodo di servizio attivo stimato del personale, vale a dire il periodo che va dalla data in cui il servizio del dipendente comporta per la prima volta i benefici previsti dal piano (indipendentemente dal fatto che i benefici siano o meno subordinati alla permanenza in servizio) fino alla data in cui il futuro servizio del dipendente non porterà ad ulteriori benefici aggiuntivi di importo rilevante nell’ambito del piano, salvo ulteriori incrementi salariali. Tale approccio è applicato in modo coerente ai benefici previsti dal piano unico.

Le rivalutazioni delle passività nette per benefici definiti comprendono i profitti e le perdite attuariali e il rendimento delle attività del piano e sono rilevate immediatamente nell’attivo netto.

L’UE rileva gli interessi passivi (proventi) netti e gli altri costi relativi ai piani a benefici definiti nel conto economico nella rubrica «Costi per personale e pensioni».

Quando i benefici erogati sono modificati o ridotti, la conseguente variazione dei benefici relativi a prestazioni di lavoro passate o il profitto o la perdita derivante dalla riduzione sono rilevati immediatamente nel conto economico. I profitti e le perdite al momento della liquidazione sono rilevati nel momento in cui avviene la liquidazione. Il costo relativo alle prestazioni di lavoro passate è immediatamente rilevato nel conto economico, a meno che le modifiche non siano subordinate alla permanenza in servizio dei dipendenti per un determinato periodo di tempo.

1.5.11.   Accantonamenti

Gli accantonamenti sono rilevati quando l’UE ha un’obbligazione attuale, legale o implicita nei confronti di terzi, a seguito di eventi passati, ed è probabile che per adempiere all’obbligazione si renda necessaria un’uscita di risorse di cui è possibile fare una stima affidabile. Non sono rilevati accantonamenti per future perdite di esercizio. L’ammontare dell’accantonamento è dato dalla migliore stima delle spese che si prevede saranno necessarie per adempiere all’obbligazione attuale alla data di riferimento. Quando l’accantonamento include un ampio numero di voci, l’obbligazione è stimata ponderando tutti i possibili risultati con le relative probabilità (metodo del «valore atteso»).

Gli accantonamenti per contratti onerosi sono valutati al valore attuale del minore tra il costo previsto per la risoluzione del contratto e il costo netto previsto per la prosecuzione dello stesso.

1.5.12.   Passività finanziarie

Le passività finanziarie sono classificate come passività finanziarie al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo, passività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato o passività per contratti di garanzia finanziaria.

Prestiti assunti

I prestiti assunti sono costituiti da prestiti concessi da istituti di credito e da debiti rappresentati da certificati (obbligazioni UE, depositi UE e buoni UE). Essi sono inizialmente rilevati al valore equo, con i proventi della loro emissione (valore equo del corrispettivo percepito) al netto dei costi di transazione sostenuti, e successivamente contabilizzati al costo ammortizzato utilizzando il metodo dell’interesse effettivo; le differenze tra i proventi, al netto dei costi di transazione, e il valore di riscatto sono rilevate nel conto economico lungo la durata del prestito utilizzando il metodo dell’interesse effettivo. I costi di transazione sostenuti dall’UE e successivamente addebitati al beneficiario del prestito erogato sono importi non rilevanti, rilevati direttamente nel conto economico.

I prestiti assunti sono classificati come passività non correnti, ad eccezione delle scadenze inferiori a 12 mesi a decorrere dalla data dli riferimento del bilancio.

Passività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

Sono compresi i derivati il cui valore equo è negativo. Si applica il medesimo trattamento contabile riservato alle attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo (cfr. nota 1.5.5).

Passività per contratti di garanzia finanziaria

L’UE rileva una passività derivante da contratto di garanzia finanziaria quando conclude un contratto che prevede che l’UE effettui pagamenti prestabiliti per rimborsare al detentore della garanzia una perdita subita a causa del mancato pagamento da parte di un determinato debitore alla data prevista, conformemente ai termini originari o modificati di uno strumento di debito. Se il contratto di garanzia prevede che l’UE effettui pagamenti in risposta a variazioni dei prezzi di strumenti finanziari o a variazioni di altri elementi sottostanti, il contratto di garanzia è un derivato, ossia una passività finanziaria al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo. Tutti gli altri contratti di garanzia sono contabilizzati come accantonamenti finanziari.

Le passività derivanti da contratti di garanzia finanziaria sono inizialmente rilevate al valore equo, equivalente al valore attuale netto del premio da ricevere, se è a condizioni di mercato. Se non si applicano premi di garanzia o se il corrispettivo non è al valore equo, quest’ultimo è determinato sulla base dei prezzi quotati in un mercato attivo per contratti di garanzia finanziaria direttamente equivalenti a quello che dà origine alla passività per garanzia finanziaria, se disponibili, o ricorrendo a una tecnica di valutazione. Se non è possibile stabilire un importo affidabile del valore equo mediante l’osservazione diretta di un mercato attivo o un’altra tecnica di valutazione, la passività per contratto di garanzia finanziaria è inizialmente valutata come l’importo delle perdite attese lungo tutta la vita del credito.

La valutazione successiva dipende dall’evoluzione dell’esposizione al rischio di credito derivante dalla garanzia finanziaria, monitorata attribuendo al contratto livelli diversi. Il principale indicatore di rischio per l’assegnazione del relativo livello ai contratti di garanzia finanziaria è il rating creditizio del debito garantito. Il modello su più livelli confronta il rating del credito all’emissione e alla data di riferimento.

Se non si verifica un aumento significativo del rischio di credito («livello 1»), le passività per garanzie finanziarie sono valutate al valore più elevato tra le ECL a 12 mesi e l’importo inizialmente rilevato, dedotto se del caso l’ammortamento cumulativo. Se si verifica un aumento significativo del rischio di credito («livello 2»), le passività per garanzie finanziarie sono valutate al valore più elevato tra le ECL lungo tutta la vita e l’importo inizialmente rilevato, dedotto se del caso l’ammortamento cumulativo.

I criteri relativi ai livelli per il debito garantito nei contratti di garanzia finanziaria che coprono un unico strumento di debito sono gli stessi di quelli per le attività finanziarie al costo ammortizzato (cfr. nota 1.5.5).

I criteri relativi ai livelli per il debito garantito nelle garanzie di portafoglio sono in linea con quelli per le attività finanziarie al costo ammortizzato, con le seguenti eccezioni:

per i criteri relativi ai livelli si considera il rating del credito medio ponderato del portafoglio garantito, o il rating della garanzia, e non il rating dei singoli strumenti di debito in maniera distinta;

per garanzie con rating del credito compreso tra AAA (Aa1) e BB- (Ba3) alla data di rilevazione iniziale: il deterioramento è considerato significativo se la differenza tra il rating all’emissione e quello alla data di riferimento è pari o superiore a due punti;

per garanzie con rating del credito B+ (B1) o inferiore alla data di rilevazione iniziale: il deterioramento è considerato significativo se la differenza tra il rating all’emissione e quello alla data di riferimento è pari o superiore a un punto.

In alternativa, se non sono disponibili informazioni sul rating del credito, ma alla rilevazione iniziale si dispone di una stima delle dichiarazioni di spesa annuali previste, anche il livello effettivo delle dichiarazioni di spesa rispetto alla stima iniziale è considerato un ragionevole indicatore di rischio per la valutazione dell’aumento significativo del rischio di credito (SICR).

In aggiunta ai criteri di cui sopra, l’UE può applicare una valutazione qualitativa del SICR, sulla base di ulteriori informazioni disponibili, ragionevoli e motivate.

I contratti di garanzia finanziaria stipulati prima della transizione alla norma contabile dell’UE 11 riveduta (1° gennaio 2021), per i quali non sono disponibili informazioni sul rischio di credito alla rilevazione iniziale senza costi o sforzi eccessivi, sono classificati al livello 2.

La classificazione al livello 3 e POCI non si applica ai contratti di garanzia finanziaria.

I contratti di garanzia finanziaria sono classificati come passività correnti tranne nel caso in cui l’UE abbia un diritto incondizionato a differire il regolamento della passività per almeno 12 mesi dalla data di riferimento.

Contributi con condizioni

I fondi fiduciari dell’UE che sono considerati parte delle attività operative della Commissione (ossia i fondi fiduciari Madad e Colombia) sono contabilizzati nei conti della Commissione e consolidati nei conti annuali dell’UE. Pertanto i contributi di altri donatori ai fondi fiduciari dell’UE soddisfano i criteri dei proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente soggette a condizioni e sono presentati come passività finanziarie fino a quando sono soddisfatte le condizioni cui sono soggetti i contributi trasferiti, ossia i costi ammissibili sono sostenuti dal fondo fiduciario. Il fondo fiduciario è tenuto a finanziare progetti specifici e a restituire i fondi rimanenti al momento della liquidazione. Alla data di riferimento del bilancio le passività residue relative ai contributi sono valutate in base ai contributi ricevuti al netto delle spese sostenute dal fondo fiduciario, utilizzando, ove necessario, importi stimati. Ai fini dell’informativa, le spese nette sono ripartite tra i contributi di altri donatori in proporzione ai contributi netti versati al 31 dicembre. La ripartizione dei contributi è solo indicativa. Quando il fondo fiduciario è liquidato l’effettiva distribuzione delle risorse restanti è decisa dal comitato del fondo fiduciario.

Gli stessi principi di valutazione si applicano ai contributi esterni ai programmi dell’UE, se il ricevimento di tali contributi è soggetto alla condizione di impiegare le risorse come precisato nell’accordo di contributo, o altrimenti di restituirle al contributore.

1.5.13.   Debiti

Una parte considerevole dei debiti dell’UE consiste in dichiarazioni di spesa non liquidate presentate da beneficiari di sovvenzioni o di altri finanziamenti dell’UE (operazioni senza corrispettivo equivalente). Sono registrate come debiti per l’importo richiesto al momento del ricevimento. Successivamente alla verifica e all’accettazione dei costi ammissibili, i debiti sono valutati all’importo ammissibile.

I debiti derivanti dall’acquisizione di beni e servizi sono rilevati al ricevimento della fattura per l’importo originario, mentre le relative spese ammissibili sono contabilizzate al momento della consegna o prestazione e dell’accettazione da parte dell’UE.

1.5.14.   Ratei e risconti attivi e passivi

Le operazioni e gli eventi sono rilevati negli stati finanziari nel periodo al quale si riferiscono. A fine esercizio, qualora non sia ancora stata emessa la fattura ma il servizio sia stato prestato o le forniture siano state consegnate dall’UE o esista un accordo contrattuale (ad esempio in riferimento a un trattato), viene rilevato negli stati finanziari un rateo attivo. Inoltre, al termine dell’esercizio, qualora sia stata emessa una fattura ma i servizi non siano ancora stati prestati o le forniture non siano ancora state consegnate, i proventi sono oggetto di risconto e rilevati nell’esercizio successivo.

Anche le spese sono contabilizzate nel periodo al quale si riferiscono. Alla fine dell’esercizio i ratei passivi sono rilevati in base all’importo stimato delle obbligazioni di trasferimento nell’esercizio. I ratei passivi sono calcolati in conformità delle linee guida pratiche e operative dettagliate pubblicate dalla Commissione, che mirano ad assicurare che gli stati finanziari forniscano un quadro fedele dei fenomeni economici e di altra natura che intendono rappresentare. Per analogia, se è stato effettuato un pagamento anticipato per servizi e beni non ancora ricevuti, la spesa è oggetto di risconto e rilevata nell’esercizio successivo.

1.6.   CONTO ECONOMICO

1.6.1.   Proventi

PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE

La maggior parte delle entrate dell’UE si riferisce a operazioni senza corrispettivo equivalente, come segue.

Risorse proprie basate sull’RNL, sull’IVA e sulla plastica

I proventi sono rilevati per l’esercizio per il quale la Commissione invia una richiesta di fondi agli Stati membri domandandone il contributo. I proventi sono valutati al rispettivo «importo richiesto». Poiché le risorse proprie basate sull’IVA, sull’RNL e sulla plastica si basano su stime dei dati relativi all’esercizio contabile in questione, esse sono soggette a revisione per tenere conto delle variazioni intervenute fino alla data in cui gli Stati membri comunicano i dati definitivi. L’effetto della variazione delle stime è contabilizzato quando si determina l’avanzo o il disavanzo netto relativo all’esercizio in cui la variazione è intervenuta.

Risorse proprie tradizionali

I valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente e i relativi proventi sono rilevati al momento del ricevimento degli estratti mensili del conto «A» (comprendenti i diritti riscossi e gli importi dovuti che sono garantiti e non contestati) inviati dagli Stati membri. Alla data di riferimento le entrate riscosse dagli Stati membri per l’esercizio ma non ancora versate alla Commissione sono stimate e rilevate come ratei attivi. Gli estratti trimestrali del conto «B» (comprendente i diritti né riscossi né garantiti, nonché gli importi garantiti che sono stati contestati dal debitore) trasmessi dagli Stati membri sono rilevati come entrate al netto dei costi di riscossione loro dovuti. Inoltre è rilevata una riduzione di valore per l’importo stimato del mancato recupero.

Ammende

I proventi da ammende sono rilevati quando l’UE adotta la decisione di infliggere l’ammenda e questa è ufficialmente notificata al destinatario. Dopo la decisione di infliggere l’ammenda, le entità sanzionate dispongono di un termine di due mesi dalla notifica per:

accettare la decisione e quindi pagare l’importo dell’ammenda nei termini prescritti; l’importo è incassato dall’UE in via definitiva; o

non accettare la decisione e impugnarla ai sensi del diritto dell’UE.

Anche in caso di ricorso l’importo dell’ammenda deve essere pagato entro i tre mesi prescritti, dato che il ricorso non ha effetto sospensivo (articolo 278 TFUE). La liquidità percepita viene utilizzata in compensazione del valore recuperabile. Tuttavia, previo consenso del contabile della Commissione, l’impresa può, in alternativa, presentare una garanzia bancaria per l’importo. In tal caso l’ammenda resta contabilizzata come valore recuperabile. Qualora non venga fornita liquidità né una garanzia e vi siano dubbi riguardo alla solvibilità di un’impresa, viene rilevata una riduzione di valore sul diritto.

Se l’impresa che presenta ricorso contro la decisione ha già provveduto a pagare l’ammenda in via provvisoria, l’importo dell’ammenda è registrato come passività potenziale oppure, qualora appaia probabile che il Tribunale emetta una sentenza sfavorevole nei confronti dell’UE, viene rilevato un accantonamento per far fronte a detto rischio. Laddove invece sia stata presentata una garanzia, il valore recuperabile è cancellato.

Gli interessi accumulati percepiti dalla Commissione sui conti bancari in cui sono depositati i pagamenti ricevuti sono contabilizzati come entrate e le passività potenziali sono aumentate in proporzione.

Dal 2010 gli importi delle ammende incassate in via provvisoria sono gestiti dalla Commissione in un fondo appositamente creato (BUFI) e investiti in strumenti finanziari.

PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO

I proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi vengono rilevati quando i rischi e i vantaggi significativi inerenti alla proprietà dei beni sono trasferiti all’acquirente. I proventi associati a un’operazione di fornitura di servizi sono rilevati in funzione della fase raggiunta dall’operazione alla data di riferimento.

Interessi attivi e passivi

Gli interessi attivi e passivi sono rilevati nel conto economico in base al metodo dell’interesse effettivo. Questo metodo permette di calcolare il costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria e di attribuire gli interessi attivi e passivi nel corso dell’esercizio pertinente. Nel calcolare il tasso di interesse effettivo, l’UE stima i flussi finanziari prendendo in considerazione tutti i termini contrattuali dello strumento finanziario (ad esempio le possibilità di pagamento anticipato) senza considerare tuttavia perdite su crediti future. Il calcolo include tutte le commissioni e i punti di tasso di interesse versati o riscossi tra le parti del contratto, che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, nonché i costi di transazione e tutti gli altri premi o sconti.

Una volta che un’attività finanziaria, o un gruppo di attività finanziarie simili, è considerata deteriorata («livello 3»), gli interessi attivi sono rilevati utilizzando il tasso di interesse applicato per attualizzare i flussi finanziari futuri al fine di valutare la perdita per riduzione di valore.

Proventi da dividendi

I proventi da dividendi e le ripartizioni simili sono rilevati quando è accertato il diritto di ricevere il pagamento.

Proventi e spese da attività finanziarie rilevate nell’avanzo o disavanzo

Sono gli utili (proventi) e le perdite (spese) in termini di valore equo derivanti da queste attività finanziarie, compresi quelli derivanti dalla conversione di valuta estera. Per le attività finanziarie fruttifere di interessi, questa voce comprende anche gli interessi. Cfr. anche nota 3.9.

Proventi derivanti da contratti di garanzia finanziaria

I proventi derivanti da contratti di garanzia finanziaria (premio di garanzia) sono rilevati per tutta la durata della disponibilità dell’UE a compensare il titolare del contratto di garanzia finanziaria per l’eventuale perdita su crediti subita. Il piano di ammortamento applicato tiene in considerazione il passare del tempo e il volume dell’esposizione garantita. I proventi da contratti di garanzia finanziaria comprendono anche l’ammortamento delle passività derivanti da contratti di garanzia finanziaria nei casi in cui la garanzia è stata fornita a titolo gratuito o a fronte di un corrispettivo nominale.

1.6.2.   Spese

Le spese per operazioni senza corrispettivo equivalente rappresentano la maggior parte delle spese dell’UE. Esse si riferiscono a trasferimenti a favore di beneficiari e possono essere di tre tipi: i) diritti, ii) trasferimenti nel quadro di contratti e sovvenzioni discrezionali, nonché iii) contributi e donazioni.

I trasferimenti sono rilevati come spese nel periodo in cui si sono verificati gli eventi che hanno dato luogo al trasferimento, a condizione che la natura di tale trasferimento sia ammessa dal regolamento pertinente (regolamento finanziario, statuto dei funzionari o altra norma) o che sia stato sottoscritto un accordo che autorizza il trasferimento, che il beneficiario soddisfi gli eventuali criteri di ammissibilità e che sia possibile fare una stima ragionevole dell’importo.

Quando si ricevono richieste di pagamento o dichiarazioni di spesa conformi ai criteri di rilevazione, il trasferimento è rilevato come spesa per l’importo ammissibile. Alla chiusura dell’esercizio le spese ammissibili sostenute dovute ai beneficiari ma non ancora dichiarate sono stimate e contabilizzate come ratei passivi.

Le spese per operazioni di scambio associate all’acquisto di beni e servizi sono rilevate quando le forniture sono consegnate e accettate dall’UE. Sono valutate all’importo originario della relativa fattura. Alla data di riferimento del bilancio inoltre le spese relative al servizio prestato durante il periodo per il quale non è ancora stata ricevuta o accettata una fattura sono stimate e rilevate nel conto economico.

1.7.   ATTIVITÀ E PASSIVITÀ POTENZIALI

1.7.1.   Attività potenziali

Un’attività potenziale è una possibile attività derivante da eventi passati, la cui esistenza potrebbe essere confermata solo dal verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti su cui l’UE non esercita un controllo completo. L’attività potenziale è segnalata quando è probabile un afflusso di benefici economici o di servizi potenziali.

1.7.2.   Passività potenziali

Una passività potenziale è una possibile obbligazione derivante da eventi passati, la cui esistenza potrebbe essere confermata solo dal verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti su cui l’UE non esercita un controllo completo, oppure un’obbligazione attuale derivante da eventi passati ma non rilevata o perché è improbabile che sia necessaria un’uscita di risorse rappresentative di benefici economici o servizi potenziali per liquidare l’obbligazione, oppure, in circostanze rare, perché l’ammontare dell’obbligazione non può essere quantificato in maniera sufficientemente attendibile. Una passività potenziale è segnalata salvo qualora un’uscita di risorse rappresentative di benefici economici o servizi potenziali sia una possibilità remota.

1.8.   SITUAZIONE DEI FLUSSI DI CASSA

Le informazioni relative ai flussi finanziari costituiscono il punto di partenza per valutare la capacità dell’UE di generare disponibilità liquide e mezzi equivalenti e le sue necessità di utilizzo di detti flussi.

La situazione dei flussi di cassa viene preparata con il metodo indiretto: il risultato economico dell’esercizio finanziario viene rettificato per gli effetti delle operazioni non monetarie, dei risconti o dei ratei relativi a incassi o pagamenti operativi già effettuati o previsti o di voci di entrata o spesa associate ai flussi finanziari inerenti agli investimenti.

I flussi finanziari derivanti da operazioni in valuta estera sono contabilizzati nella moneta di presentazione dell’UE (EUR), applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio tra l’euro e detta valuta estera in vigore alla data dell’operazione.

La situazione dei flussi di cassa riporta i flussi finanziari relativi all’esercizio, classificandoli in attività operative, attività di investimento e attività di finanziamento.

Le attività operative sono le attività dell’UE diverse dalle attività di investimento o di finanziamento. In quanto tali, rappresentano la maggior parte delle attività svolte dall’UE.

Le attività di investimento includono l’acquisizione e la cessione di attività immateriali, immobili, impianti e macchinari e altri investimenti non rientranti nelle disponibilità liquide equivalenti. Tra le attività di investimento non figurano i prestiti concessi ai beneficiari, che rientrano negli obiettivi generali e quindi nelle operazioni quotidiane dell’UE. L’obiettivo è illustrare gli investimenti effettivi realizzati dall’UE.

Le attività di finanziamento comportano variazioni nelle dimensioni e nella composizione di prestiti assunti, diversi da quelli concessi ai beneficiari su base back to back o per l’acquisizione di immobili, impianti e attrezzature (che sono riportati nelle attività operative).

2.   NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE

ATTIVITÀ

2.1.   ATTIVITÀ IMMATERIALI

in milioni di EUR

Valore contabile lordo al 31.12.2023

2 085

Incrementi

331

Dismissioni

(152 )

Trasferimenti fra categorie di attività

0

Altre variazioni

(7 )

Valore contabile lordo al 31.12.2024

2 257

Ammortamenti accumulati al 31.12.2023

(1 109 )

Spese di ammortamento per l’esercizio

(191 )

Ripresa di valore dell’ammortamento

-

Dismissioni

137

Trasferimenti fra categorie di attività

0

Altre variazioni

0

Ammortamenti accumulati al 31.12.2024

(1 162 )

Valore contabile netto al 31.12.2024

1 095

Valore contabile netto al 31.12.2023

976

Gli importi di cui sopra si riferiscono essenzialmente a software.

2.2.   IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI

La categoria «Attività spaziali» comprende le immobilizzazioni operative relative ai due programmi spaziali dell’UE: il sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), ossia Galileo e il servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (EGNOS), e il programma europeo di osservazione della Terra Copernicus. Le immobilizzazioni dei sistemi spaziali non ancora operativi sono riportate nella rubrica «Immobilizzazioni in corso». Le attività relative ai programmi spaziali dell’UE sono realizzate con l’assistenza dell’Agenzia spaziale europea (ESA).

Per quanto riguarda Galileo, la costellazione attualmente comprende 30 satelliti. Al 31 dicembre 2024 le immobilizzazioni operative di Galileo, relative sia ai satelliti sia agli impianti a terra, erano pari a 2 987 milioni di EUR, al netto dell’ammortamento accumulato (2023: 2 486 milioni di EUR). Le immobilizzazioni in fase di costruzione rimanenti ammontano in totale a 2 145 milioni di EUR (2023: 2 479 milioni di EUR).

Per quanto riguarda Copernicus, 8 satelliti sono operativi e 17 satelliti e strumenti sono in fase di costruzione. Il valore complessivo delle immobilizzazioni operative di Copernicus è pari a 492 milioni di EUR (2023: 438 milioni di EUR), al netto dell’ammortamento accumulato. Ulteriori 3 520 milioni di EUR relativi ai satelliti di Copernicus sono rilevati come immobilizzazioni in fase di costruzione (2023: 3 078 milioni di EUR).

Le immobilizzazioni relative all’infrastruttura terrestre di EGNOS, pari a 160 milioni di EUR (2023: 187 milioni di EUR) sono anch’esse incluse nella rubrica «Attività spaziali». Inoltre le immobilizzazioni in fase di costruzione di EGNOS ammontano a 345 milioni di EUR (2023: 289 milioni di EUR).

Il 29 aprile 2024 la Commissione europea ha venduto 23 dei suoi edifici a Bruxelles alla SFPIM («Société Fédérale de Participations et d’Investissement», il fondo sovrano nazionale del Belgio) per un prezzo complessivo di vendita di 900 milioni di EUR. Il valore contabile netto degli edifici in questione era di 432 milioni di EUR, con una plusvalenza di 468 milioni di EUR che era stata pienamente riconosciuta al momento della vendita. I proventi della vendita saranno reinvestiti nel finanziamento di nuovi edifici, nel rimborso delle rimanenti passività finanziarie e nella ristrutturazione degli edifici esistenti. Sebbene la vendita sia stata sottoscritta per tutti i 23 edifici, il trasloco sarà graduale e gli ultimi edifici saranno liberati nel settembre 2029.

Immobili, impianti e macchinari

in milioni di EUR

 

Terreni e fabbricati

Attività spaziali

Impianti e macchinari

Mobilio e mezzi di trasporto

Materiale informatico (hardware)

Altro

Leasing finanziari

Immobilizzazioni in corso

Totale

Valore contabile lordo al 31.12.2023

7 034

7 702

575

283

863

370

2 378

6 308

25 513

Incrementi

57

4

25

31

83

22

6

1 786

2 014

Dismissioni

(1 056 )

(0 )

(117 )

(59 )

(234 )

(87 )

(28 )

(0 )

(1 581 )

Trasferimenti fra categorie di attività

494

1 351

0

2

3

(281 )

(1 569 )

(0 )

Altre variazioni

(3 )

0

0

1

(1 )

3

(1 )

Valore contabile lordo al 31.12.2024

6 528

9 056

483

255

714

308

2 075

6 528

25 945

Ammortamento accumulato al 31.12.2023

(4 417 )

(4 591 )

(507 )

(214 )

(681 )

(288 )

(1 416 )

 

(12 114 )

Spese di ammortamento per l’esercizio

(141 )

(826 )

(27 )

(16 )

(89 )

(18 )

(77 )

 

(1 195 )

Reinserimenti relativi all’ammortamento

1

(0 )

 

1

Dismissioni

611

0

111

52

197

82

23

 

1 076

Trasferimenti fra categorie di attività

(159 )

(0 )

(2 )

161

 

0

Altre variazioni

0

(0 )

(0 )

(0 )

(0 )

 

(0 )

Ammortamento accumulato al 31.12.2024

(4 106 )

(5 417 )

(423 )

(177 )

(575 )

(225 )

(1 309 )

 

(12 232 )

VALORE CONTABILE NETTO AL 31.12.2024

2 422

3 639

59

77

139

83

766

6 528

13 713

VALORE CONTABILE NETTO AL 31.12.2023

2 617

3 111

68

69

181

82

962

6 308

13 399

2.3.   INVESTIMENTI CONTABILIZZATI CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO

La partecipazione dell’UE, rappresentata dalla Commissione, al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) è trattata come una partecipazione in una società collegata utilizzando il metodo del patrimonio netto. Il FEI è l’istituzione finanziaria dell’UE specializzata nella fornitura di capitale di rischio e di garanzie alle piccole e medie imprese (PMI). Il FEI opera come partenariato pubblico-privato, i cui membri sono la Banca europea per gli investimenti (BEI), l’UE e un gruppo di enti finanziari.

Al 31 dicembre 2024, l’UE detiene il 29,7 % delle partecipazioni del FEI (2023: 29,7 %) e il 29,7 % dei diritti di voto (2023: 29,7 %). Conformemente al suo statuto, il FEI è tenuto a destinare almeno il 20 % del suo risultato netto annuo a una riserva legale, fino a che l’importo aggregato della riserva sia pari al 10 % del capitale sottoscritto. Tale riserva non è destinata alla distribuzione.

La tabella seguente mostra la variazione della partecipazione dell’UE nel FEI registrata nell’esercizio corrente.

in milioni di EUR

 

Fondo europeo per gli investimenti

Partecipazioni al 31.12.2023

1 365

Contributi

Dividendi ricevuti

(7 )

Quota risultato netto

83

Quota attività nette

4

Partecipazioni al 31.12.2024

1 446

Informazioni finanziarie sul FEI riportate in sintesi:

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

 

Totale FEI

Totale FEI

Attività

7 789

6 554

Passività

(2 923 )

(1 959 )

Avanzo/(disavanzo)

280

234

La riconciliazione delle informazioni finanziarie riportate in sintesi con il valore contabile degli interessi detenuti nel FEI è la seguente:

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Attivo netto della collegata

4 866

4 595

Quote CE nel FEI

29,7  %

29,7  %

Valore contabile

1 446

1 365

L’UE, rappresentata dalla Commissione, ha versato il 20 % delle sue quote sottoscritte nel capitale FEI al 31 dicembre 2024, con l’importo non richiamato suddiviso come segue:

in milioni di EUR

 

Totale capitale FEI

Sottoscrizione UE

Totale quota del capitale

7 370

2 190

Versato

(1 474 )

(438 )

Non richiamato

5 896

1 752

2.4.   ATTIVITÀ FINANZIARIE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

 

Attività finanziarie al costo ammortizzato

2.4.1

269 903

242 265

Attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.4.2

39 058

32 018

 

 

308 961

274 283

Correnti

 

 

 

Attività finanziarie al costo ammortizzato

2.4.1

13 677

4 612

Attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.4.2

5 700

6 476

 

 

19 377

11 088

Totale

 

328 338

285 370

2.4.1.   Attività finanziarie al costo ammortizzato

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Prestiti per NGEU e assistenza finanziaria

2.4.1.1

283 114

246 622

Altri prestiti

2.4.1.2

466

255

Totale

 

283 580

246 877

Non correnti

 

269 903

242 265

Correnti

 

13 677

4 612

2.4.1.1.   Prestiti per NGEU e assistenza finanziaria

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Prestiti concessi a Stati membri

251 457

221 883

Prestiti concessi a paesi terzi

31 656

24 739

Totale al 31.12.2024

283 114

246 622

Non correnti

269 782

242 144

Correnti

13 332

4 477

Prestiti concessi a Stati membri

in milioni di EUR

 

NGEU

SURE

MESF

BDP

EURATOM

Totale

Totale al 31.12.2023

79 589

98 984

43 095

201

13

221 883

Nuovi prestiti (nominali)

29 446

1 800

31 246

Rimborsi

(2 600 )

(13 )

(2 613 )

Variazioni del valore contabile

1 085

(145 )

2

0

(0 )

942

Variazioni della riduzione di valore

Totale al 31.12.2024

110 120

98 839

42 297

201

251 457

Non correnti

108 686

90 539

39 517

238 742

Correnti

1 434

8 300

2 780

201

12 715

Il valore nominale dei prestiti agli Stati membri al 31 dicembre 2024 ammonta a 249,2 miliardi di EUR (2023: 220,6 miliardi di EUR), di cui 108,7 miliardi di EUR si riferiscono ai prestiti NGEU per l’RRF e REPowerEU.

Nella presente tabella e nella tabella relativa ai prestiti concessi a paesi terzi più avanti, la riga «variazioni del valore contabile» corrisponde alla variazione dell’interesse maturato e alla variazione di premi/sconti (nuovi premi/sconti e ammortamento).

I programmi SURE, MESF, Euratom e BDP sono stati attuati su base back to back, per cui i prestiti concessi sono stati finanziati da prestiti assunti equivalenti per termini e condizioni. Le scadenze sono le stesse e i premi/sconti di emissione e i costi sono addebitati al beneficiario del prestito che, alla scadenza, rimborsa la Commissione che a sua volta rimborsa il prestito assunto. Per i prestiti concessi a titolo dell’NGEU non esiste un rapporto back to back tra i relativi termini e i prestiti assunti. Tali prestiti sono finanziati mediante l’approccio unificato in materia di finanziamenti illustrato nella nota 2.11.1.1.

NGEU (RRF/REPowerEU)

L’RRF è uno strumento temporaneo, istituito nel 2021, inteso ad aiutare le economie degli Stati membri a riprendersi dalla pandemia di coronavirus e diventare resilienti per le transizioni verde e digitale. A titolo dello strumento dell’UE per la ripresa (NGEU), la Commissione prende in prestito fondi che l’RRF utilizza per finanziare le riforme e gli investimenti degli Stati membri, che devono essere in linea con le priorità dell’UE e affrontare le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese di cui al quadro per il coordinamento delle politiche economiche e sociali del semestre europeo. Il finanziamento può assumere la forma di un prestito (sostegno rimborsabile) o di una sovvenzione (sostegno non rimborsabile, cfr. nota 2.5). Gli Stati membri possono ricevere finanziamenti nei limiti di una dotazione per prestiti e sovvenzioni precedentemente concordata. Per beneficiare del sostegno, gli Stati membri devono presentare alla Commissione europea i rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza. Ciascun piano descrive le riforme e gli investimenti da attuare entro la fine del 2026, definendo traguardi e obiettivi chiari che devono essere esaminati dalla Commissione europea e approvati dal Consiglio europeo. I prestiti a titolo dell’RRF possono essere erogati fino al 31 dicembre 2026, ma solo previo conseguimento dei traguardi e degli obiettivi concordati.

Nel 2023 il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza è stato modificato e ha consentito agli Stati membri di aggiungere un capitolo dedicato al piano REPowerEU ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza. Gli Stati membri possono finanziare investimenti e riforme al fine di conseguire gli obiettivi di REPowerEU. Il finanziamento può avvenire anche mediante prestiti, utilizzando le risorse dei prestiti a titolo dell’RRF non ancora richieste dagli Stati membri.

Al 31 dicembre 2024 gli accordi di prestito firmati ammontavano a 290,9 miliardi di EUR, di cui 108,7 miliardi di EUR erano già stati erogati.

Strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE)

SURE ha fornito assistenza finanziaria al fine di mantenere le persone al lavoro e proteggere i posti di lavoro colpiti dalla pandemia di coronavirus. Lo strumento non è più disponibile dal 31 dicembre 2022. I prestiti erogati ammontavano a 98,4 miliardi di EUR (valore nominale) e non vi sono erogazioni in sospeso.

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF)

Il MESF ha permesso di concedere assistenza finanziaria a uno Stato membro in difficoltà finanziarie. Il programma è terminato, ad eccezione di operazioni specifiche quali la proroga della scadenza dei prestiti. Nel 2024 l’Irlanda ha rimborsato 0,8 miliardi di EUR di capitale del prestito MESF dovuto, mentre il Portogallo ha chiesto una proroga della scadenza per un importo di 1,8 miliardi di EUR. Il nuovo prestito è stato finanziato mediante un’obbligazione a lungo termine con scadenza nel 2028.

Bilancia dei pagamenti (BDP)

Si tratta di uno strumento finanziario strategico che offre assistenza finanziaria a medio termine agli Stati membri che non hanno aderito all’euro.

Prestiti della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom)

La Comunità europea dell’energia atomica concede prestiti agli Stati membri e ai paesi terzi, nonché a entità di entrambi, per finanziare progetti legati agli impianti energetici. Non vi sono importi in essere relativi agli Stati membri o a una delle loro entità.

Prestiti concessi a paesi terzi

in milioni di EUR

 

AMF

Strumento per l’Ucraina

EURATOM

Totale

Totale al 31.12.2023

24 528

210

24 739

Nuovi prestiti (nominali)

1 145

13 112

14 257

Rimborsi

(600 )

(600 )

Variazioni del valore contabile

(19 )

205

(0 )

187

Variazioni della riduzione di valore

(1 224 )

(5 694 )

(8 )

(6 926 )

Totale al 31.12.2024

23 831

7 623

203

31 656

Non correnti

23 420

7 418

202

31 040

Correnti

411

205

1

617

Il valore nominale dei prestiti a paesi terzi al 31 dicembre 2024 ammontava a 47,2 miliardi di EUR (2023: 33,5 miliardi di EUR).

Nella presente tabella, la riga «variazioni della riduzione di valore» corrisponde al nuovo calcolo delle perdite attese su crediti al 31 dicembre 2024. La riga «variazioni del valore contabile» corrisponde alla variazione degli interessi maturati e alla variazione di premi/sconti (nuovi premi/sconti e ammortamento).

L’Euratom opera su base back to back.

Fino alla fine del 2022 i prestiti AMF sono stati finanziati secondo l’approccio back to back mentre, con l’attuazione del programma AMF+ nel 2023, i nuovi prestiti a titolo dell’AMF saranno attuati principalmente utilizzando l’approccio unificato in materia di finanziamenti illustrato nella nota 2.11.1.1. Anche tutti gli eventuali programmi nuovi, come lo strumento per l’Ucraina, saranno finanziati ricorrendo all’approccio unificato in materia di finanziamenti.

Assistenza macrofinanziaria

L’AMF si riferisce a prestiti per l’assistenza finanziaria a paesi partner che si trovano ad affrontare una crisi nella bilancia dei pagamenti.

L’esposizione nominale complessiva di prestiti AMF in essere a fine esercizio ammontava a 33,7 miliardi di EUR, di cui 29,0 miliardi di EUR sono stati concessi all’Ucraina.

Al 31 dicembre 2024 la svalutazione per riduzione di valore per i prestiti AMF era pari a 10,2 miliardi di EUR (2023: 9,0 miliardi di EUR), di cui 10,1 miliardi di EUR si riferiscono ai prestiti all’Ucraina. Tutti gli importi dovuti nel 2024 dall’Ucraina sono stati pagati tempestivamente e al momento della preparazione dei conti annuali non si rilevano pagamenti il cui termine è scaduto, conformemente alle norme contabili, ma la riduzione di valore riflette le perdite attese su crediti lungo tutta la vita del credito, stimate con particolare prudenza a causa della presenza di notevoli incertezze.

Nell’ottobre 2024 è stato adottato il regolamento (UE) 2024/2773 che istituisce il meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina (ULCM) e autorizza una nuova AMF a favore dell’Ucraina. Nell’ambito dell’ULCM, le entrate straordinarie provenienti da beni sovrani russi bloccati saranno utilizzate per concedere all’Ucraina un sostegno non rimborsabile con l’obiettivo di aiutare il paese a rimborsare nuovi prestiti bilaterali erogati dai partner del G7 e dall’UE nell’ambito di questa iniziativa. Nel dicembre 2024 l’UE ha firmato l’accordo di prestito AMF con l’Ucraina per un importo di 18,1 miliardi di EUR da erogare nel 2025. Poiché l’Ucraina aveva soddisfatto tutte le condizioni politiche per l’erogazione entro la fine dell’esercizio, il prestito AMF nell’ambito dell’ULCM è stato considerato un impegno irrevocabile che ha portato alla rilevazione di un accantonamento per perdite attese su crediti pari a 7,1 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024 (cfr. anche la nota 2.10).

Inoltre a fine esercizio in altri accordi di prestito dell’AMF figuravano 95 milioni di EUR di importi non utilizzati impegnati condizionatamente (2023: 95 milioni di EUR).

Nel 2024 l’UE ha concesso all’Ucraina 763 milioni di EUR di contributi in conto interessi per gli interessi maturati sui prestiti concessi nel quadro del programma di AMF+ e AMF eccezionale. Ciò rappresenta una modifica delle condizioni del prestito (cfr. anche le note 3.15 e 6.6) e figura alla voce «Variazioni del valore contabile» della tabella di cui sopra.

Prestiti a titolo dello strumento per l’Ucraina

Il regolamento relativo allo strumento per l’Ucraina (25) è un nuovo strumento adottato nel 2024 che offre all’Ucraina un sostegno finanziario fino a 50 miliardi di EUR, tra cui fino a 33 miliardi di EUR di prestiti sovrani, da erogare entro la fine del 2027. Nel 2024 sono stati erogati all’Ucraina prestiti per 13,1 miliardi di EUR.

La svalutazione per riduzione di valore è calcolata come per i prestiti AMF all’Ucraina per un totale di 5,7 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024. A fine esercizio negli accordi di prestito sottoscritti figurano 19,9 miliardi di EUR di importi condizionati che non sono stati utilizzati.

Prestiti della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom)

La Comunità europea dell’energia atomica concede prestiti agli Stati membri e non membri, nonché a entità di entrambi, per finanziare progetti legati agli impianti energetici. L’importo totale in essere si riferisce a prestiti a Energoatom, garantiti dallo Stato ucraino, per i quali è stata riconosciuta una svalutazione per riduzione di valore di 98 milioni di EUR. Tutti gli importi degli accordi di prestito sottoscritti sono stati utilizzati.

Garanzia del bilancio dell’UE per prestiti agli Stati membri e ai paesi terzi.

Il bilancio dell’UE garantisce i prestiti emessi dall’UE che finanziano i prestiti agli Stati membri e ai paesi terzi. In caso di mancato rimborso di prestiti in futuro, il bilancio dell’UE può essere tenuto a rimborsare i relativi importi di prestiti assunti.

I prestiti assunti per NGEU, MESF, BDP, AMF+ e lo strumento per l’Ucraina sono garantiti esclusivamente dal bilancio dell’UE;

i prestiti assunti per SURE sono garantiti dal bilancio dell’UE e si appoggiano su garanzie degli Stati membri per 25 miliardi di EUR;

i prestiti assunti per l’AMF in relazione a prestiti da concedere a paesi terzi sono coperti in primo luogo dal fondo comune di copertura (cfr. nota 2.4.2.1) e successivamente dal bilancio dell’UE, ad eccezione dei prestiti di 6 miliardi di EUR dell’assistenza finanziaria eccezionale nel quadro dell’AMF a favore dell’Ucraina, che sono coperti per il 61 % da garanzie fornite dagli Stati membri dopo il primo 9 % di perdite coperte dal fondo comune di copertura; e

i prestiti assunti per Euratom sono coperti in primo luogo dalle garanzie di terze parti, poi dal fondo comune di copertura (cfr. nota 2.4.2.1), e successivamente dal bilancio dell’UE.

Per maggiori dettagli, cfr. nota 6.7.

Obblighi del Regno Unito a seguito della sua uscita dall’UE

A norma dell’articolo 143 dell’accordo di recesso, il Regno Unito è responsabile nei confronti dell’Unione della propria quota di passività finanziarie potenziali relative ai prestiti per l’assistenza finanziaria (MESF, AMF, BDP ed Euratom) approvati/decisi alla data del recesso, 31 gennaio 2020. A norma dell’articolo 143, in caso di inadempimento relativo a un prestito per l’assistenza finanziaria approvato prima della data del recesso, il Regno Unito sarebbe responsabile nei confronti dell’Unione della propria quota dei pagamenti effettuati dall’Unione a titolo di tale operazione inadempiente, salvo se coperta dalla quota di accantonamenti in capo al Regno Unito disponibile nel comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia per le azioni esterne, ove pertinente (ossia prestiti AMF ed Euratom in paesi terzi) (cfr. nota 4.1.1).

Le passività potenziali dell’UE relative ai prestiti per l’assistenza finanziaria di cui sopra ammontavano a 53,9 miliardi di EUR alla data del recesso. A seguito di rimborsi effettuati dopo tale data, il valore di questi prestiti coperti dalla garanzia dell’UE al 31 dicembre 2024 è pari a 47,4 miliardi di EUR, di cui 5,9 miliardi di EUR pertinenti alla quota del Regno Unito.

2.4.1.2.   Altri prestiti

Sono compresi tre tipi di prestiti:

a)

prestiti concessi dai programmi di bilancio dell’UE (ad esempio le iniziative di finanziamento per l’agricoltura e per l’elettrificazione e il programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale), per un totale di 75 milioni di EUR al 31 dicembre 2024 (2023: 77 milioni di EUR);

b)

prestiti oggetto di surrogazione: prestiti concessi dalla BEI e garantiti da programmi del FEIS e del mandato per i prestiti esterni. Si tratta di prestiti in stato di inadempienza per i quali la Commissione ha onorato le garanzie attivate e pertanto detiene i diritti di recupero, per cui ora i prestiti sono indicati nello stato patrimoniale dell’UE. Al 31 dicembre 2024 la Commissione è titolare di diritti di recupero relativi a tali prestiti per 1,0 miliardi di EUR, compresi gli interessi maturati (2023: 0,1 miliardi di EUR). Tenuto conto tuttavia delle perdite attese su crediti, l’importo rilevato in bilancio è di 51 milioni di EUR (2023: 56 milioni di EUR);

c)

depositi a termine pari a 340 milioni di EUR (2023: 122 milioni di EUR) con scadenza superiore a tre mesi, che non soddisfano la definizione di disponibilità liquide equivalenti.

2.4.2.   Attività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo (FVSD)

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Attività finanziarie all’FVSD non derivate

2.4.2.1

43 648

37 402

Attività finanziarie all’FVSD derivate

2.4.2.2

1 110

1 091

Totale

 

44 758

38 493

Non correnti

 

39 058

32 018

Correnti

 

5 700

6 476

2.4.2.1.   Attività finanziarie all’FVSD non derivate

Attività finanziarie all’FVSD non derivate per tipo

in milioni di EUR

 

 

31.12.2024

31.12.2023

Titoli di debito

 

34 465

29 703

Fondi comuni monetari, fondi indicizzati quotati e investimenti in portafogli comuni

5 975

4 806

Altri investimenti azionari

 

3 201

2 893

Prestiti erogati

 

8

 

Totale

43 648

37 402

Non correnti

 

37 948

30 967

Correnti

 

5 700

6 435

I titoli di debito sono principalmente obbligazioni sovrane e societarie. Sono detenuti nei fondi (portafogli) gestiti dalla Commissione (principalmente il fondo comune di copertura e il fondo ammende di bilancio (BUFI)) o dalla BEI per conto dell’UE (principalmente Orizzonte 2020 e il fondo per l’innovazione). La performance dei portafogli è valutata in base al valore equo (valore di mercato). Al 31 dicembre 2024 il valore di mercato dei titoli concessi in prestito nell’ambito dei programmi di prestito titoli ammonta a 5,8 miliardi di EUR (3,2 miliardi di euro nel 2023). Tali titoli concessi in prestito non sono eliminati contabilmente dallo stato patrimoniale dell’UE, in quanto i rischi e i benefici sono ancora detenuti dall’UE.

I fondi comuni monetari sono fondi comuni che investono in titoli di debito a breve termine (ad esempio lo Unitary Fund della BEI). I fondi indicizzati quotati (ETF) sono fondi di investimento negoziati in borsa, che riproducono l’andamento di indici e detengono attività quali azioni, obbligazioni, valute e contratti futures. Gli investimenti in portafogli comuni sono fondi dell’UE dei programmi del meccanismo per collegare l’Europa e di Orizzonte 2020 riuniti con fondi degli Stati membri dal programma NER 300. Sono utilizzati per fornire garanzie alle operazioni di finanziamento e investimento della BEI.

Gli «Altri investimenti azionari» si riferiscono principalmente a investimenti di denaro del bilancio dell’UE, tramite partner esecutivi, in fondi di venture capital o altri tipi di fondi di investimento per il conseguimento di obiettivi strategici dell’UE, come il miglioramento dell’accesso ai finanziamenti per le PMI in fase di avviamento, la ricerca e l’innovazione e le infrastrutture all’interno e all’esterno dell’UE.

Attività finanziarie all’FVSD non derivate per programma

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Fondo comune di copertura

23 174

18 698

Fondo per l’innovazione

10 616

8 754

Investimenti BUFI

2 141

2 268

CECA i.l.

1 206

1 219

BERS

188

188

Piano pensionistico per il personale locale del SEAE

128

97

Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa

3 968

3 872

Meccanismo per collegare l’Europa

716

731

Strumenti di capitale per le PMI dell’UE

453

485

Fondo europeo per l’Europa sudorientale

243

233

Fondo Green for Growth

128

116

Strumento di finanziamento per l’efficienza energetica

103

110

Altro

586

630

Totale

43 648

37 402

Non correnti

37 948

30 967

Correnti

5 700

6 435

Fondo comune di copertura

L’UE fornisce garanzie ai partner finanziari per le perdite su investimenti azionari e prestiti (cfr. nota 4.1 per le garanzie di bilancio dell’UE). Conformemente agli atti giuridici, il bilancio dell’UE accantona gradualmente denaro per pagare ai partner eventuali perdite coperte da tali garanzie. Il bilancio dell’UE accantona inoltre denaro per rimborsare i prestiti assunti in caso di inadempienza dei prestiti AMF ed Euratom concessi a Stati non membri.

A norma del regolamento finanziario, la Commissione ha istituito il fondo comune di copertura per gestire, in un portafoglio comune, il denaro accantonato («copertura»). Gli importi sono investiti in titoli di debito, fondi comuni monetari e fondi indicizzati quotati. Oltre agli accantonamenti del bilancio dell’UE, il fondo comune di copertura è alimentato dagli importi recuperati da operazioni inadempienti, dai rendimenti dei suoi investimenti e dal corrispettivo versato all’UE dai partner finanziari. Il fondo comune di copertura può anche ricevere contributi volontari dagli Stati membri e altri donatori, che in tal modo aumentano la disponibilità di garanzie di bilancio dell’UE.

Il fondo comune di copertura suddivide i contributi in entrata in comparti, a seconda del programma che fornisce il contributo. Gli atti giuridici relativi ai programmi indicano la copertura necessaria per le garanzie fornite. Il bilancio dell’UE riunisce i singoli accantonamenti nel fondo comune di copertura in modo da ottimizzare la gestione delle attività.

Al 31 dicembre 2024 le attività del fondo comune di copertura risultano aumentate, in quanto si stanno accumulando gli accantonamenti necessari per le garanzie InvestEU, NDICI e per l’Ucraina e anche in seguito agli incrementi di portafoglio pari a 0,9 miliardi di EUR. Le attività totali ammontavano a 23,2 miliardi di EUR, di cui 19,8 miliardi di EUR sono stati investiti in titoli di debito e 3,3 miliardi di EUR in fondi indicizzati quotati.

Fondo per l’innovazione

Il fondo per l’innovazione stabilisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell’Unione, allo scopo di utilizzare i proventi per sostenere l’innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio in alcuni settori economici. Il fondo per l’innovazione è alimentato con i proventi derivanti dalla progressiva monetizzazione di 530 milioni di quote di emissioni e anche con eventuali fondi inutilizzati dai 300 milioni di quote disponibili per il programma NER300 (cfr. nota 3.8). La BEI gestisce i fondi fino al loro utilizzo per la finalità prevista, e li investe in titoli di debito. L’incremento registrato nel 2024 è dovuto principalmente ai proventi derivanti dalle vendite all’asta.

Investimenti BUFI

La Commissione ha istituito il fondo ammende di bilancio (fondo «BUFI») per gestire il denaro percepito in via provvisoria per ammende inflitte alle società che sono in fase di ricorso. Fino alla sentenza definitiva dell’organo giurisdizionale riguardante una determinata ammenda, la Commissione investe il denaro in strumenti di debito.

CECA i.l.

Il trattato CECA è scaduto il 23 luglio 2002 e tutte le attività della CECA sono state trasferite all’Unione europea e destinate ad attività di ricerca nei settori associati alle industrie del carbone e dell’acciaio, ad esempio tecnologie innovative per la produzione di acciaio a emissioni quasi zero. La Commissione investe i fondi in titoli di debito, fino al loro stanziamento a fini di ricerca.

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

L’UE detiene un investimento finanziario nel capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS); il numero di azioni detenute al 31 dicembre 2024 era 90 044 (2023: 90 044 azioni), pari al 2,9 % del capitale sottoscritto totale. L’UE ha sottoscritto un importo complessivo di 900 milioni di EUR di capitale azionario, 713 milioni di EUR dei quali costituiti attualmente da capitale non richiamato.

Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa

Ai sensi del regolamento dell’UE che istituisce Orizzonte 2020, il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020), sono stati istituiti nuovi strumenti finanziari al fine di migliorare l’accesso ai finanziamenti per le entità attive nella ricerca e innovazione (R&I). Tali strumenti sono:

il servizio InnovFin di prestiti e garanzie per R&I con il quale la Commissione condivide i rischi finanziari connessi a un portafoglio di nuove operazioni di finanziamento realizzate dalla BEI;

la garanzia InnovFin per le PMI e lo strumento di garanzia illimitata dell’iniziativa per le PMI (SME Initiative Uncapped Guarantee Instrument — SIUGI) – strumenti di garanzia gestiti dal FEI che forniscono garanzie e controgaranzie agli intermediari finanziari per nuovi portafogli di prestiti (nel quadro del SIUGI, la Commissione condivide con gli Stati membri, il FEI e la BEI i rischi finanziari connessi alla garanzia prestata);

lo strumento di capitale per R&I di InnovFin, che effettua investimenti in fondi di venture capital gestiti dal FEI; e

il Fondo CEI (Fondo del Consiglio europeo per l’innovazione) che fornisce finanziamenti azionari per accelerare l’innovazione e le azioni di diffusione sul mercato. Il Fondo CEI è finanziato dai programmi Orizzonte Europa e Orizzonte 2020.

Meccanismo per collegare l’Europa

Ai sensi del regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (26) è stato creato uno strumento di debito del meccanismo per collegare l’Europa (MCE), con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai finanziamenti dei progetti infrastrutturali nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Lo strumento è gestito dalla BEI conformemente a una convenzione conclusa con l’UE. Esso offre una condivisione del rischio per il finanziamento del debito sotto forma di debito privilegiato o di debito subordinato o di garanzia, nonché sostegno alle obbligazioni per il finanziamento di progetti garantite dall’UE.

Strumenti di capitale per le PMI dell’UE

Si tratta di strumenti rappresentativi di capitale finanziati dai programmi COSME, CIP e MAP e dall’iniziativa a favore della crescita e occupazione, in gestione fiduciaria al FEI, che sostengono la creazione e il finanziamento delle PMI dell’UE nelle fasi di avviamento (start-up) e crescita investendo in idonei fondi di venture capital specializzati.

Gerarchia del valore equo delle attività finanziarie all’FVSD non derivate

in milioni di EUR

Tipo di attività finanziaria

31.12.2024

31.12.2023

Livello 1: prezzi quotati nei mercati attivi

37 559

31 477

Livello 2: input osservabili diversi dai prezzi quotati

3 098

3 230

Livello 3: tecniche di valutazione con input non basati sui dati di mercato osservabili

2 991

2 695

Totale

43 648

37 402

Nell’esercizio non si sono verificati trasferimenti tra il livello 1 e il livello 2 della gerarchia del valore equo.

Riconciliazione di attività finanziarie non derivate misurate utilizzando tecniche di valutazione con input non basati su dati di mercato osservabili (livello 3)

in milioni di EUR

Movimenti del valore equo

 

Saldo di apertura all’1.1.2024

2 695

Investimenti durante il periodo

508

Rimborsi di capitale

(85)

Entrate liquidate

(38)

Profitti o perdite dell’esercizio nell’avanzo o disavanzo

(89)

Trasferimenti al livello 3

Trasferimenti dal livello 3

Altro

0

Saldo di chiusura al 31.12.2024

2 991

2.4.2.2.   Attività e passività finanziarie all’FVSD derivate

Attività e passività finanziarie all’FVSD derivate per tipo

in milioni di EUR

Tipo di derivato

31.12.2024

31.12.2023

Importo nozionale

Attività al valore equo

Passività al valore equo

Importo nozionale

Attività al valore equo

Passività al valore equo

Garanzia su portafoglio azionario

6 057

1 110

(60 )

5 059

1 050

(53 )

Derivati FX

2 417

(38 )

1 528

41

(6 )

Totale

8 474

1 110

(98 )

6 587

1 091

(60 )

Non correnti

 

1 110

(13 )

 

1 050

(8 )

Correnti

 

(84 )

 

41

(52 )

Garanzie su portafogli azionari

La rubrica «Garanzia su portafoglio azionario» comprende garanzie fornite dall’UE alle istituzioni finanziarie su portafogli di investimenti azionari, classificate come strumenti finanziari derivati e contabilizzate come attività o passività finanziarie al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo in quanto non soddisfano la definizione di passività per garanzie finanziarie (cfr. nota 1.5.12). L’attività o passività finanziaria dell’UE è misurata sulla base del valore degli investimenti sottostanti.

L’importo complessivo rappresenta principalmente la garanzia FEIS fornita dall’UE al gruppo BEI con investimenti azionari sottostanti erogati dalla BEI e dal FEI pari a 3,8 miliardi di EUR (2023: 3,7 miliardi di EUR). Il valore equo della garanzia dell’UE sul portafoglio azionario FEIS ha registrato un valore complessivo di 1,1 miliardi di EUR (2023: 1,0 miliardi di EUR).

Derivati su tassi di cambio

L’UE conclude contratti forward su valuta estera per coprire il rischio di cambio relativo ai titoli di debito denominati in USD detenuti nel fondo comune di copertura. Nell’ambito dei contratti forward su valuta estera, l’UE fornisce l’importo nozionale in valuta estera concordato contrattualmente («gamba pagatrice» o pay leg), riportato nella tabella in alto, e riceve l’importo nozionale in EUR («gamba ricevente» o receive leg) alla data di scadenza.

È riportato qui anche l’effetto delle attività di copertura del rischio di cambio nell’ambito della garanzia InvestEU e nei casi in cui l’UE garantisce il rischio di cambio.

Gerarchia del valore equo delle attività e passività finanziarie derivate

in milioni di EUR

Tipo di derivato

31.12.2024

31.12.2023

Attività al valore equo

Passività al valore equo

Attività al valore equo

Passività al valore equo

Livello 1: prezzi quotati nei mercati attivi

Livello 2: input osservabili diversi dai prezzi quotati

(27 )

41

(1 )

Livello 3: tecniche di valutazione con input non basati sui dati di mercato osservabili

1 110

(71 )

1 050

(59 )

Totale

1 110

(98 )

1 091

(60 )

Nell’esercizio non si sono verificati trasferimenti tra il livello 1 e il livello 2. I derivati al valore equo di livello 3 comprendono principalmente garanzie su portafogli azionari.

Riconciliazione di attività e passività finanziarie derivate misurate utilizzando tecniche di valutazione con input non basati su dati di mercato osservabili (livello 3)

in milioni di EUR

Movimenti del valore equo

 

Saldo di apertura attività/(passività) all’1.1.2024

992

Attivazione di garanzie

170

Garanzie restituite

(10 )

Proventi da garanzie liquidate

(129 )

Profitti o perdite dell’esercizio nell’avanzo o disavanzo

16

Trasferimenti al livello 3

Trasferimenti dal livello 3

Altro

0

Saldo di chiusura al 31.12.2024

1 039

2.5.   PREFINANZIAMENTI

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

 

Prefinanziamenti

2.5.1

39 093

40 970

Altri anticipi agli Stati membri

2.5.2

1 682

371

Contributo a fondi fiduciari

 

85

76

 

 

40 861

41 417

Correnti

 

 

 

Prefinanziamenti

2.5.1

35 969

48 478

Altri anticipi agli Stati membri

2.5.2

2 089

1 780

 

 

38 058

50 257

Totale

 

78 919

91 675

Il livello di prefinanziamento dei vari programmi deve essere sufficiente ad assicurare ai beneficiari i finanziamenti necessari per l’avvio e l’avanzamento dei progetti, tutelando allo stesso tempo gli interessi finanziari dell’UE e tenendo conto delle restrizioni di ordine giuridico, operativo e legate all’efficienza sotto il profilo dei costi.

2.5.1.   Prefinanziamenti

in milioni di EUR

 

Importo lordo

Liquidati con ratei

Importo netto al 31.12.2024

Importo lordo

Liquidati con ratei

Importo netto al 31.12.2023

Gestione concorrente

 

 

 

 

 

 

FEASR e altri strumenti

di sviluppo rurale

3 885

(840 )

3 045

3 614

(686 )

2 928

FESR e FC

25 859

(16 476 )

9 384

31 502

(10 125 )

21 378

FSE

9 437

(6 258 )

3 180

12 105

(3 236 )

8 869

Altro

14 220

(4 836 )

9 384

8 755

(5 348 )

3 408

 

53 402

(28 409 )

24 992

55 976

(19 394 )

36 582

Gestione diretta

 

 

 

 

 

 

effettuata da:

 

 

 

 

 

 

Commissione

34 727

(14 289 )

20 438

37 273

(12 782 )

24 491

di cui RRF (NGEU)

18 930

(3 541 )

15 389

22 889

(3 710 )

19 178

Agenzie esecutive UE

40 693

(25 586 )

15 107

36 130

(21 683 )

14 446

Fondi fiduciari

508

(429 )

79

639

(507 )

133

 

75 928

(40 304 )

35 624

74 042

(34 972 )

39 070

Gestione indiretta

 

 

 

 

 

 

effettuata da:

 

 

 

 

 

 

altre agenzie e altri organismi dell’UE

5 281

(2 814 )

2 467

4 983

(2 314 )

2 670

Paesi terzi

1 843

(1 103 )

739

1 602

(1 166 )

436

Organizzazioni internazionali

13 171

(8 839 )

4 333

14 229

(9 713 )

4 516

Altre entità

19 295

(12 389 )

6 906

17 606

(11 432 )

6 175

 

39 590

(25 144 )

14 446

38 421

(24 625 )

13 797

Totale

168 920

(93 858 )

75 062

168 439

(78 991 )

89 448

Non correnti

39 093

39 093

40 970

40 970

Correnti

129 826

(93 858 )

35 969

127 469

(78 991 )

48 478

I prefinanziamenti sono somme erogate e, pertanto, rappresentano l’esecuzione degli stanziamenti di pagamento. Come spiegato nella nota 1.5.7, si tratta di anticipi non ancora liquidati. Pertanto, sebbene riducano il RAL (cfr. nota 5.1), i prefinanziamenti rappresentano spese non ancora accettate né rilevate nel conto economico.

Per quanto riguarda la gestione concorrente, la significativa diminuzione dei prefinanziamenti nell’ambito della coesione è legata al periodo di programmazione 2014-2020: man mano che il periodo si avvicina alla fase di chiusura vengono liquidati importi più elevati, il che spiega una diminuzione di 18 miliardi di EUR.

Per quanto riguarda il periodo di programmazione 2021-2027, anche gli importi di prefinanziamento più significativi riguardano l’ambito della coesione, pari a 9,3 miliardi di EUR (2023: 9 miliardi di EUR).

L’aumento in altri casi di gestione concorrente è legato all’erogazione di 6 miliardi di EUR di prefinanziamenti alle regioni europee a titolo del Fondo per una transizione giusta.

Per la gestione diretta, gli importi di prefinanziamento più elevati sono quelli relativi al sostegno non rimborsabile concernente lo strumento RRF, pari a 15,4 miliardi di EUR netti a fine esercizio (2023: 19,2 miliardi di EUR). La diminuzione è principalmente legata alle liquidazioni effettuate nel corso dell’anno (7,2 miliardi di EUR) in seguito al conseguimento di traguardi e obiettivi da parte degli Stati membri. Nel 2023 l’RRF è stato modificato dal regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio (27) per fornire ulteriore sostegno agli Stati membri attraverso capitoli dedicati al piano REPowerEU per le riforme e gli investimenti che promuovono l’indipendenza, la sicurezza e la sostenibilità dell’approvvigionamento energetico dell’Unione. Nel 2024 sono stati versati agli Stati membri nuovi importi di prefinanziamento (2,4 miliardi di EUR) in relazione ai capitoli dedicati al piano REPowerEU. Altri importi significativi, per un totale di 11,9 miliardi di EUR (2023: 12,1 miliardi di EUR), si riferiscono all’ambito della ricerca (principalmente Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa, attuati dalle agenzie esecutive dell’UE e dalla Commissione).

Per la gestione indiretta, i prefinanziamenti riguardano prevalentemente programmi delle politiche interne, quali Erasmus+ (4,3 miliardi di EUR), Galileo ed EGNOS (programmi spaziali, 2,7 miliardi di EUR) e lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale e i suoi precursori (2,5 miliardi di EUR).

Garanzie ricevute in relazione a prefinanziamenti

Si tratta di garanzie che la Commissione richiede in alcuni casi a beneficiari diversi dagli Stati membri, quando vengono effettuati pagamenti anticipati (prefinanziamenti). Vi sono due valori da indicare per questo tipo di garanzie: il valore «nominale» e il valore «in corso». Per il valore nominale il fatto generatore è collegato all’esistenza della garanzia. Per il valore in corso il fatto generatore della garanzia è costituito dal pagamento del prefinanziamento erogato a fronte della garanzia, ridotto per effetto delle successive liquidazioni. Al 31 dicembre 2024 il valore nominale delle garanzie ricevute in relazione a prefinanziamenti ammontava a 942 milioni di EUR, mentre il valore in corso di tali garanzie era pari a 587 milioni di EUR (2023: rispettivamente 576 e 525 milioni di EUR).

Alcuni importi di prefinanziamento versati nell’ambito del settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (7° PQ) e dei programmi Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa sono di fatto coperti dal meccanismo di mutua assicurazione, in precedenza denominato fondo di garanzia per i partecipanti. Tale meccanismo è uno strumento di mutua assicurazione istituito per coprire i rischi di mancato pagamento degli importi da parte dei beneficiari durante la fase di attuazione delle azioni indirette nel quadro di tali programmi. Tutti i partecipanti alle azioni indirette che ricevono una sovvenzione dall’UE contribuiscono in misura pari al 5 % dell’importo massimo al capitale del meccanismo, che viene investito dalla Commissione sui mercati finanziari per generare interessi. Gli interessi possono essere utilizzati per coprire debiti non onorati da un partecipante inadempiente nei confronti dell’Unione. Al termine dell’azione indiretta i contributi sono restituiti ai partecipanti. L’UE (rappresentata dalla Commissione) funge da agente esecutivo dei partecipanti del meccanismo di mutua assicurazione, ma il fondo resta di proprietà dei partecipanti e pertanto è un’entità separata che non è consolidata nei presenti conti annuali dell’UE.

Al 31 dicembre 2024 gli importi dei prefinanziamenti coperti dal meccanismo di mutua assicurazione ammontavano in totale a 3,0 miliardi di EUR (2023: 3,0 miliardi di EUR). Le attività totali del meccanismo di mutua assicurazione, comprese le attività finanziarie gestite dalla Commissione, ammontavano a 3,2 miliardi di EUR (2023: 3,0 miliardi di EUR).

2.5.2.   Altri anticipi agli Stati membri

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Anticipi agli Stati membri per gli strumenti finanziari nell’ambito della gestione concorrente

1 889

594

Regimi di aiuto

1 883

1 556

Totale

3 772

2 150

Non correnti

1 682

371

Correnti

2 089

1 780

Anticipi agli Stati membri per gli strumenti finanziari nell’ambito della gestione concorrente

Nel quadro dei programmi dei Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) è possibile effettuare pagamenti anticipati dal bilancio dell’UE a favore degli Stati membri, in modo da consentire loro di contribuire agli strumenti finanziari (ossia prestiti, investimenti azionari o garanzie). Tali strumenti finanziari sono istituiti e gestiti sotto la responsabilità degli Stati membri e non della Commissione, ma gli importi non utilizzati da tali strumenti al termine dell’esercizio restano di proprietà dell’UE (come tutti i prefinanziamenti) e sono pertanto registrati come attività nel bilancio dell’UE.

Per quanto riguarda l’ambito della coesione, poiché il precedente periodo di programmazione sta raggiungendo la fase di chiusura, tutti gli importi per il QFP 2014-2020 sono considerati eseguiti. Pertanto l’aumento significativo riguarda il QFP 2021-2027, per il quale si stima che 1 803 milioni di EUR - su 1 832 milioni di EUR erogati - fossero ancora inutilizzati al 31 dicembre 2024.

Per lo sviluppo rurale, a fine esercizio risultavano inutilizzati 85 milioni di EUR.

Regimi di aiuto

Analogamente a quanto sopra, gli importi rimborsati corrispondenti ad anticipi versati dagli Stati membri per diversi regimi di aiuto (aiuti di Stato, misure di mercato del FEAGA o misure di investimento del FEASR) che non sono stati utilizzati a fine esercizio sono registrati come attività (anticipi) nel bilancio dell’UE. La Commissione ha stimato il valore di tali anticipi sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri; i relativi importi sono inclusi nella sottorubrica «Regimi di aiuto». Nel 2024 l’importo di 1 685 milioni di EUR è riferito all’agricoltura e allo sviluppo rurale. Per la politica di coesione, gli importi inutilizzati a fine esercizio sono stati stimati a 198 milioni di EUR e si riferiscono al QFP 2021-2027.

2.6.   CREDITI DERIVANTI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO E VALORI RECUPERABILI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

 

Importi recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6.1

11 541

13 954

Crediti derivanti da operazioni di scambio

2.6.2

1 731

2 129

 

 

13 272

16 083

Correnti

 

 

 

Importi recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6.1

16 529

16 795

Crediti derivanti da operazioni di scambio

2.6.2

1 936

2 321

 

 

18 465

19 116

Totale

 

31 736

35 199

2.6.1.   Importi recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

 

Stati membri

2.6.1.1

275

272

Accordo di recesso del Regno Unito

2.6.1.2

11 231

13 088

Ratei e risconti attivi

2.6.1.4

10

567

Altri importi recuperabili

 

25

27

 

 

11 541

13 954

Correnti

 

 

 

Stati membri

2.6.1.1

4 667

3 706

Accordo di recesso del Regno Unito

2.6.1.2

1 530

2 385

Ammende inflitte alle società

2.6.1.3

9 152

9 861

Ratei e risconti attivi

2.6.1.4

1 085

787

Altri importi recuperabili

 

94

57

 

 

16 529

16 795

Totale

 

28 070

30 749

2.6.1.1.   Valori recuperabili dagli Stati membri

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

RPT contabilità A

3 277

2 326

RPT contabilità separata

849

1 249

Risorse proprie da ricevere

139

7

Riduzione di valore

(553 )

(673 )

Altro

Valori recuperabili da risorse proprie

3 712

2 908

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

1 534

1 483

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e altri strumenti per lo sviluppo rurale

127

126

Riduzione di valore

(741 )

(683 )

Valori recuperabili da FEAGA e sviluppo rurale

920

927

Recuperi di prefinanziamenti

16

1

IVA pagata e da recuperare

53

49

Altri valori recuperabili dagli Stati membri

242

93

Totale

4 943

3 977

Non correnti

275

272

Correnti

4 667

3 706

Gli importi non correnti dovuti dagli Stati membri si riferiscono principalmente a decisioni di verifica di conformità non eseguite relative al Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Gli importi relativi a tali decisioni vengono recuperati in rate annuali.

Valori recuperabili da risorse proprie

La contabilità «A» si riferisce agli estratti mensili in cui gli Stati membri comunicano i diritti accertati in materia di risorse proprie tradizionali (RPT). La tabella elenca gli importi della contabilità «A» che non sono ancora stati pagati alla Commissione. Le RPT sono costituite principalmente da dazi doganali riscossi dagli Stati membri per conto della Commissione.

Tendenzialmente la contabilità «A» si è attestata a un livello compreso tra 3 e 4 miliardi di EUR a fine esercizio. Nel 2024 gli importi dichiarati dagli Stati membri sono tornati al livello abituale, dopo la diminuzione registrata nel corso dell’esercizio precedente (dovuta principalmente alla chiusura di un caso relativo a dazi antidumping sui pannelli solari). Inoltre i dazi doganali accertati nei mesi di novembre e dicembre 2024 sono stati superiori rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.

Per quanto riguarda la procedura di infrazione nei confronti del Regno Unito (procedura di infrazione n. 2018/2008), l’8 marzo 2022 la Corte ha emesso la relativa sentenza e ha confermato che il Regno Unito era venuto meno ai propri obblighi di tutelare il bilancio dell’Unione. Il procedimento ha tratto origine da una relazione dell’OLAF del 2017, che aveva evidenziato come importatori del Regno Unito avessero evaso un’elevata quantità di dazi doganali attraverso fatture false e dichiarazioni infedeli relative al valore in dogana in sede di importazione.

La Commissione ha valutato la sentenza e in particolare le osservazioni della Corte in merito alla determinazione degli importi dovuti. A seguito di un’analisi dettagliata, il Regno Unito ha pagato sia il capitale che gli interessi di mora tra il 2022 e il 2023 (1,6 miliardi di EUR per il capitale e 1,4 miliardi di EUR per gli interessi di mora prima della riduzione della quota del Regno Unito).

Applicando gli stessi parametri per il calcolo dell’importo stimato di perdite di RPT dovuto per le importazioni di prodotti tessili e calzature dalla Cina a un valore notevolmente sottostimato, gli Stati membri hanno versato con riserva un importo di 1,9 miliardi di EUR nel 2021 e nel 2022. A seguito della chiusura del fascicolo del caso di sottovalutazione relativo al Regno Unito, la Commissione ha ricalcolato, in cooperazione con gli Stati membri, i rispettivi importi definitivi dovuti conformemente alla sentenza della Corte nella causa C-213/19. Nel 2024 gli importi definitivi del capitale e degli interessi dovuti sono stati concordati con diversi Stati membri e i rispettivi casi sono stati chiusi. Sono in corso chiarimenti con alcuni Stati membri per stabilire gli importi definitivi dovuti. Al 31 dicembre 2024 0,9 miliardi di EUR versati con riserva restavano soggetti a ulteriori analisi e si prevedono ulteriori riduzioni in considerazione delle informazioni supplementari che gli Stati membri interessati devono fornire.

Gli interessi di mora dovuti in relazione a questi casi attualmente sono stimati a 0,3 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024 (cfr. nota 2.6.2).

La contabilità «separata» si riferisce ai diritti accertati che non sono stati iscritti nella contabilità «A», perché gli Stati membri non li hanno recuperati e non è stata fornita alcuna garanzia (o la garanzia è stata fornita ma gli importi sono contestati). Tali diritti sono soggetti a riduzione di valore sulla base delle informazioni trasmesse ogni anno dagli Stati membri. Gli importi della riduzione di valore rappresentano generalmente una percentuale analoga dell’importo principale a ogni fine esercizio.

Valori recuperabili da FEAGA e sviluppo rurale

Questa voce copre principalmente gli importi dovuti dagli Stati membri al 31 dicembre 2024, dichiarati e certificati dagli Stati membri al 15 ottobre 2024. Per i valori recuperabili che insorgono dopo la predetta dichiarazione e fino al 31 dicembre 2024 viene effettuata una stima. La Commissione stima inoltre la svalutazione degli importi dovuti dai beneficiari che si ha scarsa probabilità di recuperare. Il fatto che un tale adeguamento venga effettuato non implica una rinuncia da parte della Commissione a un recupero futuro di detti importi. Nell’adeguamento è anche inclusa una detrazione del 20 %, che corrisponde all’importo che gli Stati membri sono autorizzati a trattenere a copertura delle spese amministrative.

2.6.1.2.   Accordo di recesso del Regno Unito

L’accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord dall’Unione europea e dalla Comunità europea dell’energia atomica (rif. 2019/C 384 I/01) («accordo di recesso») concluso tra l’UE e il Regno Unito stabilisce vari obblighi finanziari a carico di entrambe le parti. Al 31 dicembre 2024 il credito netto verso il Regno Unito sulla base di tali obblighi ammontava a 12 762 milioni di EUR (2023: 15 473 milioni di EUR), di cui 1 530 milioni di EUR da pagare nei 12 mesi successivi alla data di riferimento (2023: 2 385 milioni di EUR):

in milioni di EUR

 

Articolo 140

Articolo 142

Altro

31.12.2024

31.12.2023

Importo dovuto dal Regno Unito

4 432

10 136

116

14 683

18 867

Importo dovuto al Regno Unito

-

(1 922 )

(1 922 )

(3 394 )

Totale

4 432

10 136

(1 806 )

12 762

15 473

Non correnti

2 469

9 802

(1 040 )

11 231

13 088

Correnti

1 963

334

(766 )

1 530

2 385

Quota del Regno Unito (articolo 139)

A norma dell’articolo 139, la quota del Regno Unito degli obblighi finanziari derivanti dall’accordo di recesso è una percentuale risultante dal rapporto tra le risorse proprie messe a disposizione dal Regno Unito nel periodo 2014-2020 e le risorse proprie messe a disposizione nel medesimo periodo da tutti gli Stati membri e dal Regno Unito, rettificata dall’importo comunicato agli Stati membri prima del 1° febbraio 2022. La quota definitiva del Regno Unito è stata calcolata pari al 12,431681219587700 %.

Pagamenti a norma dell’accordo di recesso

Il meccanismo di pagamento da applicare agli obblighi previsti tra le due parti è indicato nell’articolo 148. In sintesi l’UE fattura gli importi netti dovuti dal Regno Unito ad aprile e a settembre di ogni anno e il Regno Unito provvede ai pagamenti su base mensile. Gli importi comunicati ad aprile di un dato anno devono essere pagati in quattro rate mensili di uguale importo da giugno a settembre dello stesso anno. Gli importi comunicati a settembre devono essere pagati in otto rate mensili di uguale importo da ottobre di quell’anno a maggio dell’anno successivo. Poiché alcuni importi indicati si basano necessariamente su previsioni e stime, le comunicazioni sono aggiornate ogni anno sulla base delle cifre effettive.

Nel 2024 l’importo totale comunicato al Regno Unito a norma dell’articolo 136 e degli articoli da 140 a 147 è stato di 377 milioni di EUR (2023: 8 585 milioni di EUR), di cui 1 414 milioni di EUR dovuti al Regno Unito comunicati ad aprile 2024 e 1 791 milioni di EUR dovuti dal Regno Unito comunicati a settembre 2024 (2023: rispettivamente 3 572 e 5 013 milioni di EUR dovuti dal Regno Unito).

I pagamenti totali ricevuti nel 2024 sono ammontati a 2 391 milioni di EUR (2023: 9 450 milioni di EUR). Di tale importo, 3 133 milioni di EUR si riferivano al saldo residuo della comunicazione di settembre 2023 e sono stati pagati dal Regno Unito in cinque rate di uguale importo nel periodo da gennaio a maggio 2024 (2023: 3 998 milioni di EUR), 1 414 milioni di EUR si riferivano alla comunicazione di aprile 2024 e sono stati pagati al Regno Unito in quattro rate di uguale importo nel periodo da giugno a settembre 2024 (2023: 3 572 milioni di EUR, pagati dal Regno Unito) e 672 milioni di EUR si riferivano alla comunicazione di settembre 2024 e sono stati pagati dal Regno Unito in tre rate di uguale importo nel periodo da ottobre a dicembre 2024 (2023: 1 880 milioni di EUR).

in milioni di EUR

 

Saldo residuo della

Comunicazione di

settembre 2023:

(importi dovuti e pagati da gennaio a maggio 2024)

Comunicazione di

aprile 2024:

(importi dovuti e pagati

da giugno a settembre 2024)

Comunicazione di

settembre 2024:

(importi dovuti e pagati

da ottobre a dicembre 2024)

Totale

pagamenti

nel 2024

Articolo 136

21

8

29

Articolo 140

3 092

672

3 763

Articolo 142

18

280

11

309

Articolo 143

11

11

Articolo 147

12

12

 

3 141

292

690

4 123

Articolo 136

(1 349 )

(1 349 )

Articolo 140

(10 )

(10 )

Articolo 141

(8 )

(19 )

(27 )

Articolo 143

(244 )

(244 )

Articolo 144

(0 )

(59 )

(59 )

Articolo 145

(37 )

(37 )

Articolo 146

(7 )

(7 )

 

(8 )

(1 706 )

(19 )

(1 732 )

Totale

3 133

(1 414 )

672

2 391

Inoltre nel luglio 2024 il Regno Unito ha versato un importo netto di 4,7 milioni di EUR (dopo aver compensato la quota del Regno Unito di 0,7 milioni di EUR) in relazione a una procedura di infrazione concernente l’IVA (mini sportello unico — MOSS).

Il saldo residuo della fattura del settembre 2024 alla fine dell’esercizio, pari a 1 120 milioni di EUR, è dovuto dal Regno Unito in cinque rate mensili di uguale importo nel periodo da gennaio a maggio 2025 (2023: 3 133 milioni di EUR).

Articolo 140 – Impegni da liquidare

Il Regno Unito si è impegnato a pagare all’UE la sua quota degli impegni di bilancio che restano da liquidare al 31 dicembre 2020 («Brexit RAL»), rettificata in base ai requisiti di cui all’articolo 140. Al 31 dicembre 2024 l’importo complessivo rilevato come credito ammontava a 4 432 milioni di EUR (2023: 8 340 milioni di EUR), di cui 1 963 milioni di EUR da pagare nei 12 mesi successivi alla fine dell’esercizio. La tabella seguente presenta le principali variazioni tra l’importo complessivo rilevato come credito al 31 dicembre 2023 e l’importo complessivo rilevato come credito al 31 dicembre 2024:

in milioni di EUR

Importo dovuto dal Regno Unito al 31.12.2023

8 340

Rettifiche finanziarie nette per il 2014-2020 o periodi di programmazione precedenti (compresa la rettifica delle deduzioni per il 2023)

(35 )

Pagamenti netti pervenuti dal Regno Unito nel 2024

(3 753 )

Rettifica dell’inesecuzione stimata

(121 )

Totale

4 432

Non correnti

2 469

Correnti

1 963

La diminuzione anno su anno dell’importo totale rilevato come credito ammontava a 3 909 milioni di EUR (2023: 8 688 milioni di EUR) ed era dovuta principalmente ai pagamenti pervenuti dal Regno Unito nel 2024.

L’importo da pagare entro 12 mesi dalla data di riferimento (1 963 milioni di EUR) comprende il saldo residuo della fattura di settembre 2024 (1 119 milioni di EUR), dovuto dal Regno Unito nel periodo tra gennaio e maggio 2025, l’importo fatturato ad aprile 2025 (599 milioni di EUR), dovuto dal Regno Unito nel periodo tra giugno e settembre 2025, e la parte dell’importo da fatturare a settembre 2025, dovuta dal Regno Unito nel trimestre ottobre-dicembre 2025 (244 milioni di EUR). L’importo fatturato ad aprile 2025 è composto da 342 milioni di EUR relativi alla quota del Regno Unito dell’esecuzione stimata del RAL nel 2025 e 257 milioni di EUR relativi alla rettifica della quota del Regno Unito del RAL derivante dall’esecuzione nel 2024. L’importo da fatturare a settembre 2025 e dovuto nel trimestre ottobre-dicembre 2025 è costituito da 257 milioni di EUR relativi alla quota del Regno Unito dell’esecuzione stimata del RAL nel 2025 e da un importo negativo di 13 milioni di EUR relativi alla quota del Regno Unito delle rettifiche finanziarie nette stimate relative al 2014-2020 o a periodi di programmazione precedenti (compresa la rettifica delle deduzioni per il 2023).

L’inesecuzione stimata è stata rettificata per 121 milioni di EUR per rispecchiare i disimpegni effettivi nel 2024, nonché i disimpegni futuri del RAL residuo per Brexit stimati a fine esercizio 2024.

Articolo 142 – Responsabilità dell’Unione alla fine del 2020

Il Regno Unito si è impegnato a pagare all’UE la propria quota delle passività dell’Unione alla fine del 2020 ad eccezione delle passività: a) con attività corrispondenti e b) connesse al funzionamento del bilancio e alla gestione delle risorse proprie (compresi importi già coperti dagli impegni da liquidare, cfr. articolo 140). In questo caso l’importo principale riguarda gli obblighi dell’UE relativi ai benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro (pensioni e assicurazione malattia) esistenti al 31 dicembre 2020.

Passività in essere per il 2020 a norma dell’articolo 142, paragrafo 6

in milioni di EUR

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

Regime comune di assicurazione malattia

31.12.2024

31.12.2023

Passività residue per il 2020

72 580

4 948

77 529

79 709

Quota del Regno Unito

9 023

615

9 638

9 909

Contributi PSEO/RCAM

294

11

305

280

Totale

9 317

626

9 943

10 189

Non correnti

9 023

615

9 638

9 909

Correnti

294

11

305

280

Secondo la modalità di pagamento predefinita di cui all’articolo 142, paragrafo 6, il Regno Unito contribuisce ogni anno ai pagamenti netti effettuati dal bilancio dell’Unione nell’esercizio precedente a favore di ciascun beneficiario del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea (PSEO) e al relativo contributo del bilancio dell’Unione al regime comune di assicurazione malattia (RCAM) per ciascun beneficiario o soggetto che fruisce di tale regime tramite un beneficiario. I contributi sono dovuti in quattro rate mensili da giugno a settembre del rispettivo esercizio.

La quota del Regno Unito per quel che riguarda i pagamenti netti effettuati dal bilancio dell’Unione nel 2024 a favore dei beneficiari di PSEO e RCAM ammontava rispettivamente a 294 milioni di EUR e 11 milioni di EUR. Tali importi sono stati comunicati al Regno Unito nella fattura di aprile 2025 (e sono pertanto pagabili dal Regno Unito in quattro rate di pari importo nel periodo da giugno a settembre 2025).

Inoltre al 31 dicembre 2024 le passività del Regno Unito in essere per il 2020 a norma dell’articolo 142, paragrafo 6, relative a PSEO e RCAM ammontavano rispettivamente a 9 023 milioni di EUR e 615 milioni di EUR (2023: 9 207 milioni di EUR e 703 milioni di EUR). Va notato che sebbene la perdita (o il guadagno) attuariale derivante da variazioni nelle ipotesi attuariali incida sul valore attuale delle passività in essere per il 2020 calcolate sulla base dell’IPSAS 39/della norma contabile dell’UE 12, non cambiano né l’importo delle prestazioni che devono essere effettivamente erogate dall’UE, né, di conseguenza, i contributi del Regno Unito a tali pagamenti dovuti a norma del meccanismo di liquidazione predefinito di cui all’articolo 142, paragrafo 6.

Passività in essere per il 2020 a norma dell’articolo 142, paragrafo 5

A norma dell’articolo 142, paragrafo 5, il Regno Unito contribuisce alle passività relative ad altri regimi pensionistici registrate nei conti consolidati dell’UE per l’esercizio finanziario 2020 in 10 rate a partire dal 31 ottobre 2021 (ciascun importo annuale è pagabile in otto rate mensili da ottobre a maggio dell’anno successivo). Per l’esercizio finanziario 2020 tali passività nei conti annuali consolidati dell’Unione sono ammontate a 2 344 miliardi di EUR, dando luogo a una quota del Regno Unito al 31 dicembre 2020 pari a 291 milioni di EUR. Tenendo conto degli importi pagati dal Regno Unito fino alla fine dell’esercizio 2024, per un totale di 98 milioni di EUR, la quota residua del Regno Unito relativa agli altri regimi pensionistici è scesa a 193 milioni di EUR al 31 dicembre 2024, di cui 29 milioni di EUR dovuti entro i 12 mesi successivi alla fine dell’esercizio.

Per maggiori informazioni concernenti i regimi di prestazioni sociali per i dipendenti, cfr. nota 1.5.10 e nota 2.9.

Altri articoli

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Importo dovuto dal Regno Unito:

 

 

Articolo 136

8

Articolo 147

107

115

 

116

115

Importo dovuto al Regno Unito:

 

 

Articolo 136

(1 451 )

Articolo 141

(1 630 )

(1 564 )

Articolo 143

(191 )

(233 )

Articolo 144

(58 )

(59 )

Articolo 145

(37 )

(74 )

Articolo 146

(7 )

(13 )

 

(1 922 )

(3 394 )

Totale

(1 806 )

(3 279 )

Non correnti

(1 040 )

(1 602 )

Correnti

(766 )

(1 677 )

Articolo136 – Disposizioni applicabili in relazione alle risorse proprie

L’articolo 136 stabilisce le disposizioni applicabili dopo il 31 dicembre 2020 in relazione alle risorse proprie. Il Regno Unito ha diritto a ricevere la propria quota, o è obbligato a versare la propria quota a seconda dei casi, qualora le risorse proprie relative agli esercizi finanziari fino al 2020 compreso debbano essere messe a disposizione, corrette o sottoposte a rettifica dopo il 31 dicembre 2020. Il Regno Unito è quindi soggetto a eventuali rettifiche delle risorse proprie basate sull’IVA e sull’RNL che si riferiscono agli esercizi finanziari fino al 2020 compreso; tali rettifiche saranno però apportate solo se decise entro e non oltre il 31 dicembre 2028. Occorre tenere conto anche degli aggiornamenti delle correzioni a favore del Regno Unito del 2018-2019.

A norma dell’articolo 136 dell’accordo di recesso, le autorità del Regno Unito continuano a trasmettere estratti mensili della contabilità «A» contenenti un riepilogo degli importi delle risorse proprie tradizionali dovuti al bilancio dell’UE. Tali importi (meno l’aliquota di trattenuta applicabile) sono inclusi negli importi totali della fattura successiva di cui all’articolo 148, paragrafo 2, dell’accordo di recesso (cfr. paragrafo successivo). In caso di pagamento tardivo di tali importi, sono dovuti interessi a norma dell’articolo 12 del regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014.

Il Regno Unito è pertanto tenuto a versare le risorse proprie tradizionali che esso riscuote dopo il 28 febbraio 2021 se relative agli esercizi 2020 e precedenti. La quota spettantegli del totale messo a disposizione deve essere dedotta da questo importo. La contabilità separata per le risorse proprie tradizionali è liquidata completamente al 31 dicembre 2025.

L’importo netto dovuto dal Regno Unito in essere al 31 dicembre 2024 ammonta a 8 milioni di EUR (2023: 1 451 milioni di EUR dovuti al Regno Unito), composto da 112 milioni di EUR che dovranno essere pagati al Regno Unito entro i 12 mesi successivi alla fine dell’esercizio, mentre 121 milioni di EUR saranno dovuti dal Regno Unito negli anni successivi.

in milioni di EUR

Importo dovuto al (-)/dal (+) Regno Unito al 31.12.2023

(1 451 )

Adeguamento della stima degli importi fatturati a settembre 2024

16

Quota del Regno Unito per la procedura di infrazione concernente l’IVA (MOSS)

1

Pagamenti effettuati al Regno Unito nel 2024

1 319

Adeguamenti di IVA e RNL (saldi esercizio 2023)

(2 )

Adeguamenti di IVA e RNL (saldi esercizio 2024)

121

Interessi di mora relativi alle risorse proprie tradizionali del Regno Unito e alle risorse proprie provenienti dall’IVA

4

Risorse proprie tradizionali nette del Regno Unito dopo il 28 febbraio 2021

(0 )

Importo dovuto al (-)/dal (+) Regno Unito al 31.12.2024

8

Non correnti

121

Correnti

(112 )

L’importo che figura alla voce «Pagamenti effettuati al Regno Unito nel 2024» è al netto della quota del Regno Unito dell’importo per la procedura di infrazione concernente l’IVA (mini sportello unico — MOSS).

L’importo che figura alla voce «Adeguamenti di IVA e RNL (saldi esercizio 2023)» corrisponde alla differenza tra la fattura di aprile 2025 (- 129,4 milioni di EUR) e la stima già inclusa nel credito Brexit a fine esercizio 2023 (- 127,7 milioni di EUR).

L’importo che figura alla voce «Adeguamenti di IVA e RNL (saldi esercizio 2024)» corrisponde all’importo stimato da fatturare ad aprile 2026.

Articolo 141 - Ammende

Il Regno Unito ha diritto alla propria quota di ammende decise prima del 31 dicembre 2020 e anche di quelle decise dall’Unione dopo il 31 dicembre 2020 in una procedura di cui all’articolo 92, paragrafo 1, quando le ammende diventano definitive. Le ammende pertinenti per il Regno Unito non pagate al 31 dicembre 2024 ammontano a 8,9 miliardi di EUR (2023: 12,4 miliardi di EUR). Al netto, il calo di tali ammende è stato pari a 3,4 miliardi di EUR (1,2 miliardi di EUR di ammende emesse nel 2024 meno 4,6 miliardi di EUR di ammende confermate e pagate, ridotte o annullate da sentenze). La quota del Regno Unito delle ammende pertinenti per il Regno Unito non pagate al 31 dicembre 2024 ammonta a 1,1 miliardi di EUR (2023: 1,5 miliardi di EUR), di cui un importo di 7 milioni di EUR sarà incluso nella fattura di settembre 2025 e pagato al Regno Unito nel periodo da ottobre 2025 a maggio 2026. Il Regno Unito inoltre ha diritto alla propria quota di ammende definitive che non erano più in essere al 31 dicembre 2024 (343 milioni di EUR, che sono stati inclusi nella fattura di aprile 2025 e devono essere pagati al Regno Unito nel periodo da giugno 2025 a settembre 2025, nonché 146 milioni di EUR da includere nella fattura di settembre 2025 e da pagare al Regno Unito nel periodo da ottobre 2025 a maggio 2026) e alla propria quota di ammende definitive fatturate nel settembre 2024 ma non ancora pagate a fine esercizio (31 milioni di EUR, pagati al Regno Unito nel periodo da gennaio a maggio 2025). Il totale della quota delle ammende da versare al Regno Unito ammonta pertanto a 1,6 miliardi di EUR (2023: 1,6 miliardi di EUR), di cui 431 milioni di EUR da pagare nei 12 mesi successivi alla data di riferimento (2023: 27 milioni di EUR).

Articolo 143 – Passività finanziarie potenziali: prestiti erogati per assistenza finanziaria, FEIS, EFSD e mandato per i prestiti esterni

A norma di questo articolo il Regno Unito è responsabile della propria quota di passività potenziali dell’UE in relazione alle sue attività di assunzione o concessione di prestiti e di garanzie, qualora si concretizzino e non siano coperte da fondi di garanzia esistenti – cfr. nota 4.1 per le relative passività potenziali. L’UE rimborserà al Regno Unito gli importi da esso già conferiti a fondi di garanzia e che non risultano più necessari. Il Regno Unito ha anche diritto ai rientri da operazioni per le quali condivide la responsabilità. Al 31 dicembre 2024 l’importo da pagare al Regno Unito entro i 12 mesi successivi era pari a 190,6 milioni di EUR (2023: 243,8 milioni di EUR). Tale importo comprende la quota spettante al Regno Unito di recuperi e proventi netti riscossi nel 2024 (104,4 milioni di EUR), la quota di accantonamento eccedente (59,7 milioni di EUR) e i proventi derivanti dalla gestione degli attivi (30,1 milioni di EUR). Comprende inoltre -3,6 milioni di EUR di adeguamenti individuati nel corso delle procedure di riesame concordate: adeguamento per gli importi recuperati nel 2023 nell’ambito del mandato per i prestiti esterni (1 302 EUR), adeguamento al tasso di copertura corrente 2023 nell’ambito del mandato per i prestiti esterni (-0,5 milioni di EUR), adeguamento per gli importi recuperati nel 2023 nell’ambito del FEIS (-3,2 milioni di EUR), adeguamento al tasso di copertura corrente 2023 nell’ambito del FEIS (0,1 milioni di EUR) e adeguamento all’importo del 2023 per i proventi derivanti dalla gestione degli attivi della dotazione del FEIS (-9 448 EUR).

Articolo 144 – Strumenti finanziari

A norma di questo articolo l’UE si è impegnata a rimborsare al Regno Unito la sua quota dei rientri derivanti da operazioni finanziarie approvate entro la data del recesso, nonché la quota delle erogazioni a favore di operazioni finanziarie approvate dopo la data del recesso. Al 31 dicembre 2024 l’importo da pagare al Regno Unito entro i 12 mesi successivi era pari a 57,9 milioni di EUR (2023: 59,4 milioni di EUR).

Articolo 145 - Comunità europea del carbone e dell’acciaio in liquidazione (CECA i.l.)

Il Regno Unito ha diritto alla propria quota delle attività nette della CECA i.l. al 31 dicembre 2020, da rimborsare in cinque rate al 30 giugno di ogni anno, a decorrere dal 2021. Le attività nette della CECA i.l. al 31 dicembre 2020 ammontavano a 1,5 miliardi di EUR e la relativa quota del Regno Unito è pari a 184 milioni di EUR. In seguito al pagamento della seconda rata di 37 milioni di EUR nel 2024, l’importo non pagato al 31 dicembre 2024 è pari a 37 milioni di EUR (2023: 74 milioni di EUR), da pagare integralmente nei 12 mesi successivi alla data di riferimento.

Articolo 146 – Investimenti nel Fondo europeo per gli investimenti (FEI)

Il Regno Unito ha diritto alla propria quota degli investimenti dell’UE nel capitale versato del FEI al 31 dicembre 2020, da rimborsare in cinque rate al 30 giugno di ogni anno, a decorrere dal 2021. L’investimento dell’UE nel capitale versato del FEI al 31 dicembre 2020 ammontava a 267 milioni di EUR, e la relativa quota del Regno Unito è pari a 33 milioni di EUR. In seguito al pagamento della quarta rata di 6,6 milioni di EUR nel 2024, l’importo non pagato al 31 dicembre 2024 era pari a 6,6 milioni di EUR (2023: 13,3 milioni di EUR), interamente da pagare nei 12 mesi successivi alla data di riferimento.

Articolo 147 – Azioni legali

Il Regno Unito si è impegnato a contribuire alla propria quota dei pagamenti dell’UE che diventano esigibili in relazione ad azioni legali che vertono sugli interessi finanziari dell’Unione, purché i fatti oggetto di tali azioni siano avvenuti entro il 31 dicembre 2020. Tenendo conto di accantonamenti e ratei a fine esercizio, nonché dei pagamenti effettivi effettuati e ricevuti dall’UE per azioni legali nel 2024, il Regno Unito dovrà pagare un importo stimato di 107 milioni di EUR (2023: 115 milioni di EUR), di cui 69 milioni di EUR da pagare entro 12 mesi dalla data di riferimento.

2.6.1.3.   Valori recuperabili da ammende inflitte alle società

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Valori recuperabili dall’importo lordo delle ammende

12 247

13 762

Pagamenti provvisori e definitivi

(2 161 )

(3 014 )

Riduzione di valore

(934 )

(887 )

Totale

9 152

9 861

Non correnti

Correnti

9 152

9 861

Le ammende inflitte alle società comprendono principalmente ammende per violazioni delle norme di concorrenza e indennità per le emissioni di CO2 in eccesso. Le società a cui è stata inflitta un’ammenda che hanno presentato o stanno progettando di presentare un ricorso hanno la possibilità di effettuare pagamenti in via provvisoria o fornire garanzie alla Commissione. Per quanto riguarda il totale delle ammende non pagate a fine esercizio che non sono coperte da pagamenti provvisori o definitivi, 7 091 milioni di EUR (2023: 9 324 milioni di EUR) di garanzie sono stati ricevuti a titolo di copertura.

I pagamenti ricevuti dalle società a cui è stata inflitta un’ammenda sono detenuti come investimenti (cfr. nota 2.4.2.1) o su conti bancari nel BUFI (cfr. nota 2.8).

Gli importi svalutati a causa di riduzione di valore riflettono la valutazione della Commissione, effettuata caso per caso, di tali ammende non incassate o non coperte da garanzia, che la Commissione non prevede di recuperare, nonché dei casi di ammende ridotte dagli organi giurisdizionali.

I proventi da ammende inflitte alle società per l’esercizio sono stati pari a 3 512 milioni di EUR (cfr. nota 3.5), mentre le spese, vale a dire le riduzioni di ammende per sentenza, sono state pari a 1 123 milioni di EUR (cfr. nota 3.16).

È rilevata una passività potenziale pari a 2 178 milioni di EUR per la possibilità che gli importi pagati in via provvisoria debbano essere rimborsati alle società a cui è stata inflitta l’ammenda che hanno presentato ricorso o che hanno il diritto di presentare ricorso contro le ammende loro inflitte (cfr. nota 4.2.1).

2.6.1.4.   Ratei e risconti attivi

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Ratei attivi

756

1 131

Risconti attivi relativi a operazioni senza corrispettivo equivalente

339

223

Totale

1 095

1 354

Non correnti

10

567

Correnti

1 085

787

I ratei attivi comprendono 0,4 miliardi di EUR (2023: 1 miliardo di EUR) che la Commissione prevede di recuperare nel settore della coesione a seguito dell’esame e dell’accettazione dei conti annuali trasmessi dagli Stati membri.

2.6.2.   Crediti derivanti da operazioni di scambio

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

Receive leg (gamba ricevente) di garanzie finanziarie

1 324

1 666

Interessi di mora

323

365

Altri crediti

84

98

 

1 731

2 129

Correnti

 

 

Receive leg (gamba ricevente) di garanzie finanziarie

306

340

Clienti

302

286

Riduzione di valore dei crediti verso clienti

(136 )

(158 )

Risconti attivi relativi a operazioni di scambio

363

380

Interessi di mora

761

1 186

Altro

339

287

 

1 936

2 321

Totale

3 666

4 450

Gli interessi di mora riguardano principalmente risorse proprie e interessi maturati su ammende coperte da garanzie fornite da società a cui è stata inflitta un’ammenda. L’importo non corrente (0,3 miliardi di EUR) si riferisce ai casi ancora in corso con gli Stati membri di cui alla nota 2.6.1.1.

La gamba ricevente del contratto di garanzia finanziaria rappresenta il corrispettivo futuro atteso dall’UE per le garanzie fornite. La maggior parte delle garanzie dell’UE è non remunerata o concessa a tassi inferiori a quello di mercato. La gamba ricevente del contratto di garanzia finanziaria è pertanto notevolmente inferiore alla passività del contratto di garanzia finanziaria (cfr. nota 2.11.2). Sull’importo complessivo di 1 629 milioni di EUR della gamba ricevente del contratto di garanzia finanziaria al 31 dicembre 2024, 1 588 milioni di EUR sono classificati come attività finanziarie valutate all’FVSD (valore equo di livello 3). Rispetto al saldo di apertura al 1 gennaio 2023, di 2 006 milioni di EUR, in totale la componente ricevente del contratto di garanzia finanziaria è diminuita di 377 milioni di EUR a causa dei premi di garanzia di 274 milioni di EUR ricevuti nel 2024 e dei premi di garanzia inferiori di 103 milioni di EUR da ricevere in futuro.

2.7.   RIMANENZE

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Materiale scientifico

66

60

Altro

19

20

Totale

85

78

2.8.   DISPONIBILITÀ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Conti presso Tesoro e banca centrale

 

24 059

22 620

Conti correnti

 

808

312

Casse di anticipi

 

10

7

Trasferimenti (disponibilità liquide in transito)

 

0

Conti bancari per l’esecuzione del bilancio

2.8.1

24 877

22 940

Approccio unificato in materia di finanziamenti

2.8.2

33 926

12 539

Strumenti finanziari

2.8.3

2 758

2 279

Ammende

2.8.4

134

540

Altre istituzioni, agenzie e organismi

 

1 439

1 281

Fondi fiduciari

 

30

37

Totale

 

63 163

39 616

2.8.1.   Conti bancari per l’esecuzione del bilancio

In tale rubrica rientrano i fondi detenuti dalla Commissione in conti bancari presso gli Stati membri e i paesi dell’EFTA (Tesoro o banca centrale) e in conti correnti presso banche commerciali, nonché casse di anticipi e fondi per spese minute.

I saldi di cassa rispecchiano determinati modelli ciclici in cui le spese seguono la riscossione di risorse. Di conseguenza oscillano sulla base di questi flussi di segno opposto. In particolare, il saldo di cassa a fine esercizio è, in larga misura, assorbito all’inizio dell’anno successivo da un ingente pagamento delle spese relative al FEAGA.

La lieve differenza del saldo di cassa disponibile alla fine del 2024 rispetto al 2023 è dovuta principalmente al ritmo di alcune spese leggermente più lento del previsto.

2.8.2.   Approccio unificato in materia di finanziamenti

Nell’ambito della strategia di finanziamento unificata, una parte dei prestiti assunti è detenuta in contanti su un conto bancario presso la BCE. L’obiettivo è mantenere la liquidità per gli obblighi di erogazione imminenti e mantenere una riserva di liquidità definita, evitando saldi eccessivi (cfr. anche le note 6.4 e 6.6). I livelli di liquidità di questo conto variano nel corso dell’anno. L’aumento dei saldi di cassa alla fine del 2024 è dovuto agli esborsi previsti per l’inizio del 2025.

2.8.3.   Strumenti finanziari

Gli importi che figurano in tale rubrica riguardano soprattutto equivalenti di liquidità, gestiti da fiduciari per conto della Commissione per l’attuazione di programmi relativi a strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE: 1,8 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024, di cui 0,5 miliardi di EUR si riferiscono al Fondo del Consiglio europeo per l’innovazione (cfr. nota 2.4.2.1). Sono compresi anche 0,8 miliardi di EUR di equivalenti di liquidità (depositi a termine e titoli commerciali a breve termine) appartenenti al fondo per l’innovazione gestito dalla BEI (cfr. nota 2.4.2.1). Questa rubrica non copre la riserva di liquidità relativa al fondo comune di copertura (0,1 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024) detenuta presso la tesoreria centrale della Commissione. Le disponibilità liquide appartenenti a strumenti finanziari possono essere impiegate esclusivamente nell’ambito dei relativi programmi.

2.8.4.   Ammende

Si tratta di disponibilità liquide percepite in relazione ad ammende inflitte dalla Commissione alle società in casi ancora aperti. Se è stato presentato ricorso o nei casi in cui si ignora se la società a cui è stata inflitta l’ammenda presenterà ricorso, l’importo sottostante è presentato come passività potenziale nella nota 4.2.1. Dal 2010 tutte le ammende inflitte alle società incassate in via provvisoria sono state gestite dalla Commissione nel fondo BUFI e investite in strumenti finanziari classificati come attività finanziarie all’FVSD non derivate (cfr. nota 2.4.2), mentre alcune delle attività del fondo sono costituite da disponibilità liquide a fine esercizio.

PASSIVITÀ

2.9.   PENSIONI E ALTRI BENEFICI PER I DIPENDENTI

2.9.1.   Passività nette derivanti da benefici per i dipendenti

in milioni di EUR

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale al 31.12.2024

Totale al 31.12.2023

Obbligazione per benefici definiti

84 765

1 942

6 850

93 557

91 261

Attività dei piani

N/D

(23 )

(438 )

(461 )

(453 )

Passività nette

84 765

1 919

6 413

93 096

90 808

Il totale delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti è rimasto relativamente stabile e il lieve aumento è stato determinato principalmente da un aumento delle passività nette del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea, che è il più vasto regime esistente. Gli utili attuariali derivanti dall’aumento del tasso di attualizzazione reale del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea nel corso dell’anno sono stati ampiamente compensati dalle perdite dovute a ipotesi attuariali relative alle variazioni salariali, con conseguenti perdite attuariali nette derivanti da ipotesi finanziarie (cfr. note 2.9.2 e 2.9.4). Va notato tuttavia che, pur incidendo sull’entità della passività a fine esercizio, l’aumento o il calo del tasso di attualizzazione reale non modifica l’importo delle prestazioni che dovranno essere effettivamente erogate dal bilancio dell’UE ai beneficiari negli esercizi futuri. Inoltre la diminuzione delle passività nette dovuta agli utili attuariali è stata, secondo l’esperienza, compensata dall’aumento dovuto ai costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti annuali e agli interessi passivi (riduzione dell’attualizzazione delle passività) (cfr. nota 2.9.2).

Regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

Questa obbligazione per benefici definiti rappresenta il valore attuale dei pagamenti futuri attesi che l’UE dovrà effettuare per onorare le obbligazioni pensionistiche derivanti dall’attività lavorativa dei dipendenti nell’esercizio corrente e in quelli precedenti. Il regime è in corso e pertanto tutti i pagamenti che devono essere effettuati dal regime su base annua sono inclusi ogni anno nel bilancio dell’UE.

Ai sensi dell’articolo 83 dello statuto dei funzionari, il pagamento dei benefici previsti dal regime pensionistico dei funzionari è a carico del bilancio dell’UE. Si tratta di un regime finanziato in modo figurativo, per il quale gli Stati membri garantiscono collettivamente il pagamento dei benefici previsti. I contributi pensionistici obbligatori sono detratti dalla retribuzione di base degli affiliati in attività e sono attualmente pari al 12,1 %. I contributi sono trattati come entrate di bilancio dell’esercizio e contribuiscono al finanziamento della spesa generale dell’UE, cfr. anche nota 3.8.

Le passività del regime pensionistico sono state valutate sulla base del numero di membri del personale che beneficiano del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea (funzionari in attività, funzionari in pensione, funzionari precedentemente in attività che attualmente percepiscono una pensione d’invalidità e persone a carico di funzionari deceduti) al 31 dicembre 2024 e delle disposizioni dello statuto dei funzionari applicabili a tale data. La valutazione è stata effettuata in conformità delle norme contabili dell’IPSAS 39 (e pertanto anche della norma contabile dell’UE 12).

Altri regimi pensionistici

Si tratta delle passività relative alle obbligazioni pensionistiche nei confronti di membri ed ex membri della Commissione, della Corte di giustizia europea, della Corte dei conti, del Consiglio, del Mediatore europeo e del Garante europeo della protezione dei dati. Questa rubrica comprende anche passività relative alle pensioni di deputati del Parlamento europeo.

Regime comune di assicurazione malattia

Oltre ai suddetti regimi pensionistici, viene effettuata una valutazione delle passività stimate dell’UE relative al regime comune di assicurazione malattia (RCAM) per quanto riguarda i costi dell’assistenza sanitaria che devono essere pagati nel periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro (al netto dei contributi). Come indicato nella nota 1.5.10, il calcolo di questa passività tiene conto dell’intero periodo di servizio attivo, assicurando che sia il regime pensionistico che il regime di assicurazione malattia successivo alla fine del rapporto di lavoro del personale siano contabilizzati in modo coerente.

Tenendo conto dell’obbligo di presentare fedelmente la sostanza economica della situazione sottostante, come richiesto sia dalle norme contabili dell’UE che dall’IPSAS, nell’attribuire i benefici ai periodi di servizio la norma IPSAS 39 non è stata interpretata in senso più rigoroso. Se il costo del servizio per il regime comune di assicurazione malattia fosse calcolato interamente sull’arco di 10 anni per tutti i funzionari, anziché sul periodo di servizio attivo del dipendente, l’impatto di tale approccio sull’obbligazione per benefici definiti alla fine dell’esercizio consisterebbe in un aumento di 1,2 miliardi di EUR. Tuttavia, come già indicato, questo approccio più rigoroso non sarebbe compatibile con la caratteristica qualitativa di un quadro fedele e non sarebbe quindi ritenuto fonte di informazioni affidabili conformemente alla norma contabile dell’UE 1 e al quadro concettuale IPSAS. Tale stima è altamente sensibile all’andamento dell’attuale status amministrativo del personale (in particolare il numero di agenti assunti a tempo determinato che si presume diventino funzionari in futuro).

2.9.2.   Variazione del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti

Il valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti è il valore attualizzato dei pagamenti futuri attesi necessari per onorare l’obbligazione derivante dall’attività lavorativa dei dipendenti nell’esercizio corrente e in quelli precedenti.

L’analisi della variazione dell’obbligazione per benefici definiti registrata nell’esercizio corrente è riportata di seguito:

in milioni di EUR

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale

Valore attuale al 31.12.2023

82 718

1 808

6 735

91 261

Contabilizzati nel conto economico

 

 

 

 

Costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti

2 839

76

241

3 156

Interessi passivi

2 480

53

209

2 742

Costi relativi alle prestazioni di lavoro passate

(3 )

(3 )

Contabilizzati nell’attivo netto

 

 

 

 

Rivalutazione delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti

 

 

 

 

(Profitti)/Perdite attuariali derivanti

dall’esperienza

(1 542 )

138

(119 )

(1 523 )

(Profitti)/Perdite attuariali derivanti

da ipotesi demografiche

308

3

18

329

(Profitti)/Perdite attuariali derivanti

da ipotesi finanziarie

339

(52 )

(102 )

185

Altro

 

 

 

 

Benefici erogati

(2 378 )

(82 )

(131 )

(2 591 )

Valore attuale al 31.12.2024

84 765

1 942

6 850

93 557

Il costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti corrisponde all’incremento del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti risultante dalle prestazioni di lavoro correnti per gli affiliati al regime per l’esercizio corrente.

Gli interessi passivi si riferiscono all’aumento, nel corso dell’esercizio, del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti, dato che la liquidazione dei benefici si è avvicinata di un esercizio.

I profitti e le perdite attuariali derivanti dall’esperienza si riferiscono agli effetti delle differenze tra quanto era previsto in base alle ipotesi formulate l’anno precedente per il 2024 e quanto si è effettivamente verificato nel 2024. Questa voce riflette anche l’impatto dei nuovi assunti (membri del personale presenti nell’esercizio in corso ma non in quello precedente).

I profitti e le perdite attuariali derivanti da variazioni nei valori delle ipotesi attuariali (variabili demografiche, quali la rotazione e la mortalità dei dipendenti, e variabili finanziarie quali tassi di attualizzazione e incrementi retributivi attesi) sorgono quando i valori stimati di tali ipotesi sono aggiornati per riflettere le condizioni sottostanti.

I benefici (ad esempio sotto forma di pensioni o rimborsi di spese mediche) sono corrisposti nel corso dell’anno conformemente alle norme del regime corrispondente. I benefici corrisposti determinano una riduzione dell’obbligazione per benefici definiti.

2.9.3.   Attività dei piani

in milioni di EUR

 

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale

Valore attuale al 31.12.2023

34

419

453

Variazioni nette delle attività dei piani

(11)

19

8

Valore attuale al 31.12.2024

23

438

461

2.9.4.   Ipotesi attuariali – Benefici per i dipendenti

Le ipotesi attuariali più importanti utilizzate nella valutazione dei due principali regimi di benefici per i dipendenti dell’UE sono riportate di seguito:

 

2024

2023

Regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

 

 

Tasso di attualizzazione nominale

3,3  %

3,0  %

Tasso di inflazione atteso

2,0  %

2,2  %

Tasso di attualizzazione reale

1,3  %

0,8  %

Tasso previsto degli aumenti retributivi futuri

1,3  %

1,1  %

Età pensionabile

63 /64 /66

63 /64 /66

Regime comune di assicurazione malattia

 

 

Tasso di attualizzazione nominale

3,3  %

3,1  %

Tasso di inflazione atteso

2,0  %

2,2  %

Tasso di attualizzazione reale

1,3  %

0,8  %

Tasso previsto degli aumenti retributivi futuri

1,3  %

1,1  %

Tassi tendenziali dei costi dell’assistenza medica

1,6  %

1,7  %

Età pensionabile

63 /64 /66

63 /64 /66

I tassi di mortalità per il 2024 si basano sulla Tavola di mortalità aggiornata dei funzionari dell’UE (EU Civil Servants Life Table - EULT) 2023, secondo un andamento dinamico per i prossimi 18 anni.

Il tasso di attualizzazione nominale è definito come il valore del rendimento dei titoli in euro «zero coupon» (con scadenza, nel dicembre 2024, a 18 anni per il PSEO e a 19 anni per il regime comune di assicurazione malattia). Il tasso di inflazione utilizzato è il tasso di inflazione atteso per il periodo equivalente: l’inflazione di pareggio è determinata confrontando i rendimenti dei titoli di Stato indicizzati all’inflazione con i rendimenti dei titoli di Stato ordinari dei principali mercati finanziari europei. Il tasso di attualizzazione reale è calcolato in base al tasso di attualizzazione nominale e al tasso di inflazione atteso a lungo termine.

2.9.5.   Analisi di sensibilità

L’analisi di sensibilità si basa su simulazioni che cambiano, ferme restando le altre condizioni, il valore delle ipotesi in esame.

Sensibilità del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

Una variazione di dieci punti base (0,1 %) del tasso di attualizzazione reale ipotizzato avrebbe i seguenti effetti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Obbligazione per benefici definiti

(1 516 )

1 558

(1 541 )

1 585

Una variazione di dieci punti base (0,1 %) degli aumenti retributivi previsti avrebbe gli effetti seguenti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Obbligazione per benefici definiti

1 514

(1 476 )

1 532

(1 493 )

Una variazione di un anno dell’età pensionabile ipotizzata avrebbe gli effetti seguenti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento a un anno

Diminuzione a un anno

Incremento a un anno

Diminuzione a un anno

Obbligazione per benefici definiti

(799 )

1 109

(795 )

1 076

Sensibilità del regime comune di assicurazione malattia

Una variazione di dieci punti base dei tassi tendenziali ipotizzati dei costi dell’assistenza medica avrebbe i seguenti effetti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Aggregato della componente dei costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti e della componente degli interessi passivi dei costi netti periodici dell’assistenza medica nel periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro

11

(11 )

12

(12 )

Obbligazione per benefici definiti

166

(162 )

166

(162 )

Una variazione di dieci punti base (0,1 %) del tasso di attualizzazione nominale ipotizzato avrebbe i seguenti effetti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Obbligazione per benefici definiti

(130 )

133

(132 )

135

Una variazione di dieci punti base (0,1 %) degli aumenti retributivi previsti avrebbe gli effetti seguenti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Incremento dello 0,1 %

Diminuzione dello 0,1 %

Obbligazione per benefici definiti

(27 )

26

(25 )

25

Una variazione di un anno dell’età pensionabile ipotizzata avrebbe gli effetti seguenti:

in milioni di EUR

 

2024

2023

 

Incremento a un anno

Diminuzione a un anno

Incremento a un anno

Diminuzione a un anno

Obbligazione per benefici definiti

(185)

197

(188)

199

2.10.   ACCANTONAMENTI

in milioni di EUR

 

Importo al 31.12.2023

Accantonamenti aggiuntivi

Importi inutilizzati stornati

Importi utilizzati

Trasferimenti fra categorie

Variazione delle stime

Importo al 31.12.2024

Cause legali:

 

 

 

 

 

 

 

Agricoltura

1

204

(1 )

204

Altro

823

11

(197 )

(536 )

0

100

Smantellamento di siti nucleari

1 768

(46 )

75

1 796

Finanziari

1

7 082

(1 )

0

7 082

Altro

742

137

(228 )

(16 )

(2 )

633

Totale

3 334

7 434

(426 )

(599 )

73

9 816

Non correnti

2 102

204

(12 )

(23 )

(63 )

73

2 280

Correnti

1 233

7 230

(414 )

(576 )

63

(0 )

7 536

Gli accantonamenti sono importi stimati in modo affidabile derivanti da eventi passati, che probabilmente dovranno essere pagati in futuro dal bilancio dell’UE.

Accantonamenti finanziari

Gli importi aggiunti sono accantonamenti per perdite attese su crediti sugli impegni all’erogazione di prestiti AMF nell’ambito dell’ULCM (cfr. nota 2.4.1.1). Al 31 dicembre 2024 l’UE si era irrevocabilmente impegnata a erogare 18,1 miliardi di EUR a favore dell’Ucraina. Il prestito sarà erogato nel 2025. Secondo i principi contabili, l’UE deve riconoscere le perdite attese su crediti come accantonamento al momento dell’impegno irrevocabile.

Cause legali

Si tratta di una stima degli importi che dovranno probabilmente essere pagati dopo la fine dell’esercizio in relazione a una serie di cause legali in corso. Gli importi alla voce «Agricoltura» riguardano ricorsi presentati dagli Stati membri nei confronti di decisioni di verifica di conformità per il FEAGA e il FEASR.

Smantellamento di siti nucleari

Nel 2017 è stata aggiornata la base di calcolo dell’accantonamento alla luce della strategia del programma di disattivazione e gestione dei rifiuti del JRC (D&WMP), aggiornata nel 2017. La revisione della strategia, insieme alle relative esigenze in termini di risorse di bilancio e personale, è stata condotta in collaborazione con il gruppo di esperti indipendenti D&WMP. Costituisce la migliore stima disponibile delle risorse di bilancio e del personale necessari per il completamento della disattivazione dei siti JRC di Ispra, Geel, Karlsruhe e Petten.

In conformità delle norme contabili dell’UE, tale accantonamento è indicizzato all’inflazione e quindi attualizzato al suo valore netto attuale (utilizzando la curva degli swap in EUR). Al 31 dicembre 2024 ne deriva un accantonamento pari a 1 796 milioni di EUR, ripartiti tra importi che si prevede di utilizzare nel 2025 (38 milioni di EUR) e negli anni successivi (1 758 milioni di EUR).

Occorre sottolineare la presenza di forti incertezze, insite nella pianificazione a lungo termine della disattivazione dei siti nucleari, che potrebbero influenzare tale stima facendola aumentare in modo significativo in futuro. Le principali fonti di incertezza sono correlate allo stato finale del sito disattivato, ai materiali nucleari, agli aspetti legati alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, alla definizione carente o del tutto assente di quadri normativi nazionali, a processi di autorizzazione lunghi e complicati e ai futuri sviluppi del mercato industriale della disattivazione.

2.11.   PASSIVITÀ FINANZIARIE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

 

Passività finanziarie al costo ammortizzato

2.11.1

539 522

430 633

Passività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.4.2.2

13

8

Passività per garanzie finanziarie

2.11.2

39

131

 

 

539 575

430 771

Correnti

 

 

 

Passività finanziarie al costo ammortizzato

2.11.1

55 904

21 424

Passività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.4.2.2

84

52

Passività per garanzie finanziarie

2.11.2

6 340

6 137

 

 

62 328

27 613

Totale

 

601 903

458 385

2.11.1.   Passività finanziarie al costo ammortizzato

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Prestiti assunti

2.11.1.1

594 028

450 561

Altre passività finanziarie

2.11.1.2

1 398

1 496

Totale

 

595 426

452 057

Non correnti

 

539 522

430 633

Correnti

 

55 904

21 424

2.11.1.1.   Prestiti assunti

in milioni di EUR

 

Approccio unificato in materia di finanziamenti

SURE

MESF

BDP

AMF

Euratom

Totale

Totale al 31.12.2023

292 728

98 984

43 095

201

15 238

314

450 561

Nuovi prestiti assunti - valore nominale

194 472

1 800

145

196 417

Rimborsi

(50 404 )

(2 600 )

(600 )

(13 )

(53 617 )

Variazioni del valore contabile

832

(145 )

2

0

(21 )

(0 )

667

Totale al 31.12.2024

437 628

98 839

42 297

201

14 762

301

594 028

Non correnti

393 285

90 539

39 517

14 624

300

538 266

Correnti

44 342

8 300

2 780

201

138

0

55 762

L’importo nominale dei prestiti assunti al 31 dicembre 2024 ammonta a 601,3 miliardi di EUR (2023: 458,5 miliardi di EUR). La maggior parte dei prestiti assunti consiste in emissioni di obbligazioni a lungo termine, tranne per il finanziamento unificato nell’ambito del quale sono stati emessi anche buoni UE a breve termine per 23,1 miliardi di EUR (2023: 15,2 miliardi di EUR). L’importo netto dei prestiti assunti nel 2024 è stato di 142,8 miliardi di EUR (valore nominale).

Gli importi presi in prestito per prestiti SURE, MESF, BDP, Euratom e AMF sottoscritti prima del 2023 sono operazioni back to back, il che significa che l’UE emette un’obbligazione dedicata per finanziare uno specifico accordo di prestito, agli stessi termini e condizioni - cfr. nota 2.4.1.1.

Il «finanziamento unificato» finanzia i prestiti NGEU e il sostegno non rimborsabile, oltre ai prestiti a titolo dello strumento per l’Ucrainae per l’AMF sottoscritti al 2023. La Commissione utilizza un approccio combinato in materia di finanziamenti, in cui i prestiti assunti non finanziano direttamente erogazioni specifiche. Il debito è invece emesso secondo un piano annuale di assunzione di prestiti, con obbligazioni a lungo termine e buoni a breve termine. La Commissione utilizza aste e operazioni sindacate per emettere tali titoli e successivamente, in linea con il metodo di attribuzione dei costi concordato con gli Stati membri, imputa i costi dei prestiti agli Stati membri e i costi del sostegno non rimborsabile al bilancio dell’UE. Tale flessibilità di finanziamento richiede anche una riserva di liquidità per una gestione efficiente della liquidità (cfr. nota 2.8.2). Nel contesto della strategia di finanziamento unificata, l’Unione emette buoni UE a breve termine (da 3 a 12 mesi), che possono essere rimborsati nello stesso anno o in quello successivo. La riga «Rimborsi» si riferisce a 50,2 miliardi di EUR di tali prestiti assunti a breve termine.

Altri 0,2 miliardi di EUR nella riga «Rimborsi» e nella riga «Nuovi prestiti assunti» si riferiscono ai contratti di vendita con patto di riacquisto che l’UE offre a partire dal 2024 ai suoi operatori principali per migliorare l’efficienza e la fluidità del mercato delle obbligazioni dell’UE.

La riga «variazioni del valore contabile» corrisponde alla variazione degli interessi maturati e alla variazione di premi/sconti (nuovi premi/sconti e ammortamento).

Il rimborso dei predetti prestiti assunti è garantito in ultima istanza dal bilancio dell’UE (cfr. nota 2.4.1.1).

2.11.1.2.   Altre passività finanziarie

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Non correnti

 

 

Passività relative a leasing finanziari

605

750

Immobili pagati a rate

283

288

Contributi con condizioni

234

177

Altro

134

129

 

1 256

1 343

Correnti

 

 

Passività relative a leasing finanziari

79

91

Immobili pagati a rate

55

55

Contributi con condizioni

8

7

Altro

 

142

153

Totale

1 398

1 496

Passività relative a leasing finanziari

in milioni di EUR

 

Importi futuri da pagare

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale passività

Terreni e fabbricati

77

279

321

677

Altre attività immobilizzate

2

5

7

Totale al 31.12.2024

79

283

321

683

Componente interessi

24

77

72

173

Totale pagamenti minimi futuri per leasing al 31.12.2024

102

361

393

856

Totale pagamenti minimi futuri per leasing al 31.12.2023

121

448

453

1 022

Gli importi di cui sopra relativi a leasing e edifici dovranno essere finanziati dai bilanci futuri.

I contributi con condizioni si riferiscono ai contributi degli Stati membri e di altri donatori ai programmi dell’UE, in particolare a InvestEU (cfr. nota 4.1.1), in base ai quali l’UE è tenuta a restituire al contributore i fondi inutilizzati.

2.11.2.    Passività per garanzie finanziarie

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

 

Receive leg (gamba ricevente) di garanzie finanziarie

(nota 2.6.2)

Passività per garanzie

finanziarie

Receive leg (gamba ricevente) di garanzie finanziarie

(nota 2.6.2)

Passività per garanzie

finanziarie

Programmi di garanzie di bilancio dell’UE

 

 

 

 

Garanzie BEI-ELM

19

1 862

51

2 170

Garanzia FEIS

1 345

1 402

1 789

1 863

Garanzia EFSD

7

192

4

196

Garanzia InvestEU

190

1 606

117

920

Garanzia NDICI dell’UE

30

582

10

367

Garanzia per l’Ucraina

10

61

 

1 600

5 707

1 970

5 515

Programmi relativi a strumenti finanziari dell’UE

 

 

 

 

COSME

304

0

338

Orizzonte 2020

6

198

9

266

Altro

23

171

27

149

 

29

673

36

753

Totale

1 629

6 379

2 006

6 268

Non correnti

1 324

39

1 666

131

Correnti

306

6 340

340

6 137

L’UE applica la presentazione al lordo dei contratti di garanzia finanziaria, per cui le entrate ancora da ricevere a norma della garanzia sono rilevate come gamba ricevente della garanzia finanziaria (presentata nella rubrica dei crediti derivanti da operazioni di scambio; cfr. nota 2.6.2) ed è rilevata una passività per garanzie finanziarie che rappresenta la passività dell’UE per la copertura delle future garanzie attivate.

Sebbene le passività per garanzie finanziarie relative al mandato per i prestiti esterni e al FEIS rimangano significative, le garanzie nell’ambito dei nuovi programmi nell’attuale QFP, segnatamente InvestEU, NDICI e garanzia per l’Ucraina, avviate nel 2024, continuano ad aumentare a causa della firma di nuove operazioni da parte dei partner esecutivi dell’UE (cfr. anche la nota 4.1.1).

Fatta eccezione per la garanzia del FEIS, nell’ambito della quale l’UE ha diritto a un corrispettivo atteso, rilevato come un credito per garanzia finanziaria, che copre in larga misura la passività, per i restanti programmi i proventi attesi coprono solo una frazione limitata della garanzia. Ciò è dovuto all’elevata percentuale di sovvenzionamento da parte dell’UE per tali programmi, in particolare quelli mirati a rendere possibili finanziamenti a maggior rischio a favore delle PMI o del settore dell’innovazione, nonché per le garanzie per progetti nei paesi in via di sviluppo.

2.12.   DEBITI

in milioni di EUR

 

Importo lordo

Adeguamenti

Importo netto al 31.12.2024

Importo lordo

Adeguamenti

Importo netto al 31.12.2023

Dichiarazioni di spesa e fatture ricevute da:

 

 

 

 

 

 

Stati membri

 

 

 

 

 

 

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

269

(0 )

269

300

(0 )

300

FESR e FC

6 036

(2 258 )

3 778

7 251

(1 995 )

5 256

FSE

2 156

(447 )

1 708

2 062

(310 )

1 752

RRF (NGEU)

28 016

(724 )

27 292

22 427

 

22 427

Altro

1 824

(318 )

1 506

1 124

(225 )

899

Enti pubblici e privati

1 957

(334 )

1 623

1 859

(407 )

1 452

Totale dichiarazioni di spesa e fatture ricevute

40 258

(4 082 )

36 176

35 023

(2 937 )

32 085

FEAGA

15 086

N/D

15 086

12 503

N/D

12 503

Debiti relativi a risorse proprie

-

N/D

-

3 248

N/D

3 248

Altri debiti

3 624

N/D

3 624

2 277

N/D

2 277

Altro

528

N/D

528

402

N/D

402

Totale

59 496

(4 082 )

55 414

53 453

(2 937 )

50 516

I debiti includono le fatture e le dichiarazioni di spesa ricevute ma non ancora pagate a fine esercizio. Sono inizialmente rilevati al momento del ricevimento delle fatture o dichiarazioni di spesa per gli importi richiesti. I debiti vengono successivamente adeguati per riflettere solo gli importi accettati a seguito della revisione dei costi e gli importi stimati ammissibili. Gli importi non ammissibili vengono inclusi nella colonna «Adeguamenti»; gli importi più elevati riguardano le azioni strutturali.

L’aumento di 4,9 miliardi di EUR dei debiti dell’RRF indica che verso la fine dell’esercizio sono state ricevute più richieste di pagamento in relazione alle quali la valutazione di traguardi e obiettivi era ancora in corso.

L’aumento dei debiti del FEAGA si riferisce alla ripartizione del totale delle passività del FEAGA tra debiti e ratei passivi. Il totale dei debiti del FEAGA rimane relativamente stabile a 40 672 milioni di EUR rispetto ai 40 843 milioni di EUR dell’esercizio precedente. Nel 2024 gli importi delle dichiarazioni di spesa, contabilizzati come debiti, sono superiori a quelli del 2023, mentre i ratei sono diminuiti di un importo analogo.

Gli RDC (regolamenti recanti disposizioni comuni (UE) 1303/2013 (28) e (UE) 2021/1060 (29) del Parlamento europeo e del Consiglio) applicabili ai fondi strutturali (FESR e FSE), al Fondo di coesione e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) prevedono che il bilancio dell’Unione sia protetto mediante una trattenuta sistematica sui pagamenti intermedi effettuati. Entro il febbraio successivo alla fine dell’esercizio contabile secondo l’RDC (1° luglio - 30 giugno) il ciclo dei controlli termina con le verifiche di gestione da parte delle autorità di gestione e con gli audit da parte delle autorità di audit. La Commissione esamina i documenti di affidabilità e i conti forniti dalle autorità competenti degli Stati membri. Il pagamento o il recupero del saldo finale viene effettuato solo dopo il completamento di detta valutazione e ad accettazione dei conti avvenuta. A fine 2024 l’importo trattenuto ai sensi di questa disposizione ammontava a 9,3 miliardi di EUR. Una parte di tale importo (1,1 miliardi di EUR) secondo le stime risulta non ammissibile sulla base delle informazioni trasmesse dagli Stati membri nei loro conti ed è altresì inserita nella colonna «Adeguamenti».

Domande di prefinanziamento

Oltre agli importi di cui sopra, alla fine del 2024 sono state ricevute domande di prefinanziamento per un importo di 2,1 miliardi di EUR, non ancora pagate a fine esercizio. In base alle norme contabili dell’Unione europea, tali importi non vengono iscritti come debiti.

Debiti relativi a risorse proprie

I debiti relativi a risorse proprie si riferiscono ai contributi degli Stati membri al bilancio dell’UE da rimborsare alla fine dell’esercizio. L’esecuzione dei bilanci rettificativi avviene a norma dell’articolo 10 bis, paragrafo 3, del regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014. Il saldo significativo al 31 dicembre 2023 era dovuto all’approvazione del bilancio rettificativo n. 4/2023 in data 22 novembre 2023. In base a tale disposizione, gli importi risultanti sono stati restituiti agli Stati membri il primo giorno lavorativo utile di gennaio 2024. Quest’anno non vi è stato un bilancio rettificativo analogo e dunque non vi sono debiti di questo tipo.

2.13.   RATEI E RISCONTI PASSIVI

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Ratei passivi

66 792

76 237

Risconti passivi

159

182

Altro

140

386

Totale

67 091

76 805

La ripartizione dei ratei passivi è la seguente:

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

RRF (NGEU)

4 371

3 709

FEAGA

25 586

28 339

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

17 374

17 895

FESR e FC

3 101

11 052

FSE

2 318

3 882

Altro

14 042

11 360

Totale

66 792

76 237

I ratei passivi si riferiscono a spese rilevate per le quali l’Unione deve ancora ricevere dichiarazioni di spesa. La variazione principale riguarda la politica di coesione e consta in una riduzione di 8 miliardi di EUR per il FESR e il FC e di 1,6 miliardi di EUR per il FSE. Ciò è dovuto alla diminuzione dei ratei del precedente periodo di programmazione 2014-2020, essendo il programma entrato nella sua fase di chiusura. Per la diminuzione dei ratei passivi del FEAGA, cfr. nota 2.12.

ATTIVO NETTO

2.14.   RISERVE

in milioni di EUR

 

 

31.12.2024

31.12.2023

Altre riserve

 

986

1 052

Totale

 

986

1 052

L’importo si riferisce principalmente alle riserve della CECA i.l. (593 milioni di EUR) per le attività del Fondo di ricerca carbone e acciaio, creato nel contesto della liquidazione della CECA, e al fondo di riserva dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, che ne garantisce la continuità operativa (293 milioni di EUR).

2.15.   IMPORTI DA RICHIEDERE AGLI STATI MEMBRI

in milioni di EUR

Importi da richiedere agli Stati membri al 31.12.2023

213 221

Risultato di bilancio 2023 accreditato agli Stati membri

633

Rivalutazione delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti

(1 159 )

Altro

(94 )

Risultato economico dell’esercizio

97 208

Totale importi da richiedere agli Stati membri al 31.12.2024

309 810

Tale importo rappresenta la parte delle spese già sostenute dall’UE fino al 31 dicembre che deve essere finanziata dai bilanci futuri. Conformemente alle norme della contabilizzazione per competenza, numerose spese vengono rilevate nell’esercizio N, sebbene possano essere effettivamente pagate nell’esercizio N+1 (o in esercizi successivi) e quindi finanziate dal bilancio dell’esercizio N+1 (o di esercizi successivi). L’iscrizione nei conti di queste passività, unita al fatto che i relativi importi saranno finanziati dai bilanci futuri, fa sì che alla fine dell’esercizio le passività eccedano di gran lunga le attività. Gli importi più significativi da evidenziare riguardano i prestiti assunti in relazione al sostegno non rimborsabile erogato a titolo di NGEU, le attività del FEAGA e le passività derivanti dai benefici per i dipendenti.

Si osservi inoltre che quanto sopra non influisce sul risultato di bilancio: le entrate di bilancio devono essere sempre pari o superiori alle spese di bilancio e le eventuali eccedenze vengono restituite agli Stati membri.

Le rivalutazioni delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti si riferiscono ai profitti e alle perdite attuariali derivanti dalla valutazione attuariale di tali passività.

Il notevole aumento degli importi da richiedere agli Stati membri negli ultimi anni è dovuto principalmente ai prestiti assunti in relazione al sostegno non rimborsabile erogato a titolo di NGEU nello stesso periodo.

3.   NOTE AL CONTO ECONOMICO

PROVENTI

PROVENTI DERIVANTI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE: RISORSE PROPRIE

3.1.   RISORSE RNL

Le entrate da risorse proprie costituiscono l’elemento principale delle entrate di esercizio dell’Unione europea. Le entrate da RNL (reddito nazionale lordo) costituiscono l’importo più significativo delle quattro categorie di risorse proprie. Una percentuale uniforme è applicata all’RNL di ciascuno Stato membro. Le entrate da RNL equilibrano entrate e spese, ossia finanziano la parte di bilancio non coperta da altre fonti di reddito. La diminuzione delle entrate da RNL nel 2024 rispetto al 2023 si attribuibile in larga misura a una riduzione del fabbisogno di stanziamenti di pagamento.

3.2.   RISORSE PROPRIE TRADIZIONALI

Le risorse proprie tradizionali si riferiscono principalmente a dazi doganali, di cui gli Stati membri trattengono il 25 % a titolo di rimborso delle spese di riscossione, per cui le cifre riportate sopra sono al netto di tale detrazione. Il livello dei dazi all’importazione riflette essenzialmente la combinazione delle fluttuazioni del valore delle importazioni provenienti da paesi terzi e delle modifiche della tariffa comune, che è stata abbassata in numerose occasioni a seguito dei negoziati in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), e di accordi specifici che concedono preferenze tariffarie a taluni partner commerciali o a determinati prodotti. Il livello dei dazi all’importazione dipende quindi anche dalla situazione economica generale, dal livello dei prezzi mondiali e dall’impatto dei tassi di cambio.

3.3.   RISORSE IVA

La risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) è calcolata sulle basi IVA degli Stati membri, che sono state a tal fine armonizzate in conformità delle norme dell’UE. Un’aliquota di prelievo uniforme dello 0,30 % si applica all’importo complessivo dell’IVA incassata da ciascuno Stato membro per tutte le forniture imponibili, diviso per l’aliquota IVA media ponderata. La base IVA è limitata al 50 % dell’RNL di ogni singolo Stato membro.

3.4.   RISORSE PROPRIE BASATE SULLA PLASTICA

Un’aliquota uniforme di prelievo di 0,80 EUR per chilogrammo si applica sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati in ciascuno Stato membro. I rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in un determinato anno sono calcolati come differenza tra i rifiuti di imballaggio di plastica prodotti in uno Stato membro in tale anno e i rifiuti di imballaggio di plastica riciclati nello stesso anno. Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno diritto a specifiche riduzioni forfettarie annue da applicare ai rispettivi contributi alle risorse proprie basate sulla plastica. Questa risorsa propria relativamente nuova è stata introdotta nel 2021 con l’entrata in vigore della nuova decisione relativa alle risorse proprie (decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio) (30).

PROVENTI DERIVANTI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE: TRASFERIMENTI

3.5.   AMMENDE

Le entrate pari a 4 039 milioni di EUR (2023: 1 748 milioni di EUR) si riferiscono principalmente ad ammende che la Commissione ha inflitto a società per violazioni delle norme dell’UE in materia di concorrenza (3 509 milioni di EUR) e ad ammende agli Stati membri per violazioni del diritto dell’UE (527 milioni di EUR).

3.6.   RECUPERO SPESE

in milioni di EUR

 

2024

2023

Gestione concorrente

755

691

Gestione diretta

157

102

Gestione indiretta

44

10

Totale

957

803

Questa rubrica rappresenta principalmente gli ordini di riscossione emessi dalla Commissione che sono incassati o compensati con (ossia detratti dai) pagamenti successivi registrati nel sistema contabile della Commissione. Tali ordini sono emessi allo scopo di recuperare spese precedentemente pagate dal bilancio dell’UE. I recuperi si basano su controlli, audit e valutazioni di ammissibilità, per cui queste operazioni tutelano il bilancio dell’UE dalle spese sostenute in violazione della legge.

Sono inoltre inclusi gli ordini di riscossione emessi dagli Stati membri nei confronti dei beneficiari delle spese del FEAGA, nonché la variazione delle stime dei ratei attivi dalla fine dell’esercizio precedente fino a quella dell’esercizio corrente.

Gli importi indicati nella tabella precedente rappresentano le entrate derivanti dall’emissione degli ordini di riscossione. Per tale ragione queste cifre non illustrano e non possono illustrare la totalità delle misure adottate per tutelare il bilancio dell’UE, in particolare per quanto riguarda la politica di coesione, per la quale esistono meccanismi specifici atti a garantire la correzione delle spese non ammissibili, che per la maggior parte non comportano l’emissione di un ordine di riscossione. Il bilancio dell’UE è tutelato anche da revoche di spesa e recuperi di prefinanziamenti. I recuperi nel quadro della gestione concorrente rappresentano la maggior parte del totale:

Agricoltura: FEAGA e sviluppo rurale

Nell’ambito del FEAGA e del FEASR, gli importi iscritti come entrate dell’esercizio in questa rubrica sono rettifiche finanziarie dell’esercizio e rimborsi dichiarati dagli Stati membri e recuperati durante l’esercizio, cui si aggiunge l’aumento netto degli importi in essere dichiarati dagli Stati membri da recuperare a fine esercizio in relazione a frodi e irregolarità.

Politica di coesione

La Commissione prevede di recuperare dagli Stati membri gli importi principali relativi alla politica di coesione. Il recupero avverrà a seguito dell’esame e dell’accettazione dei conti annuali trasmessi dagli Stati membri all’inizio del 2025. Gli importi da recuperare rappresentano essenzialmente la differenza tra gli importi inizialmente dichiarati ammissibili durante l’esercizio contabile e gli importi confermati come ammissibili nei conti annuali degli Stati membri. Un importo basso significa che i controlli in vigore al livello degli Stati membri hanno consentito di rilevare gli importi non ammissibili nelle prime fasi del processo.

3.7.   ACCORDO DI RECESSO DEL REGNO UNITO

Queste entrate si riferiscono agli importi netti dovuti dal Regno Unito a norma dell’accordo di recesso firmato a seguito della sua uscita dall’Unione nel 2020 (cfr. nota 2.6.1.2), adeguati ogni anno a norma dell’accordo di recesso. Nel 2024 non vi sono state entrate derivanti dall’accordo di recesso del Regno Unito; è stata invece rilevata una spesa.

3.8.   ALTRI PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE

in milioni di EUR

 

2024

2023

Contributi degli Stati membri:

 

 

Fondo per l’innovazione

2 297

1 812

Aiuti esterni

671

165

InvestEU

207

179

Imposte e contributi del personale

1 754

1 565

Contributo di altre entità alla CE

6 393

3 456

Contributo dell’EFTA, dei paesi terzi e dei paesi candidati all’adesione

4 527

1 770

Trasferimento di attività

307

280

Adeguamenti di bilancio

(6 169 )

(1 058 )

Adeguamenti degli accantonamenti

426

407

Altro

261

224

Totale

10 673

8 800

I contributi degli Stati membri al fondo per l’innovazione sono proventi derivanti principalmente dalla vendita di quote di emissioni da utilizzare a sostegno dell’innovazione nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio. L’aumento rispetto al 2023 è legato al maggiore volume di quote di emissioni ETS vendute che sono state assegnate al Fondo per l’innovazione. I contributi degli Stati membri per gli aiuti esterni comprendono principalmente i contributi in conto interessi per i prestiti AMF+ a favore dell’Ucraina (0,6 miliardi di EUR).

I proventi derivanti da imposte e contributi del personale si riferiscono principalmente alle trattenute sulle retribuzioni del personale. I contributi pensionistici e l’imposta sul reddito rappresentano gli importi sostanziali all’interno di questa categoria.

I contributi di altre entità alla CE comprendono principalmente i rientri (0,3 miliardi di EUR) trasferiti dalla BEI nell’ambito del Fondo investimenti ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) e del Fondo investimenti per i PTOM (paesi e territori d’oltremare) e i proventi della vendita all’asta (5,9 miliardi di EUR) di quote di emissioni ETS, una fonte di finanziamento utilizzata anche per fornire sostegno supplementare agli Stati membri attraverso i capitoli dedicati al piano REPowerEU.

I contributi da Stati EFTA ammontano a 1,1 miliardi di EUR e i contributi dei paesi terzi e dei paesi candidati comprendono principalmente contributi finanziari a Orizzonte Europa (2,8 miliardi di EUR).

L’adeguamento di bilancio è legato principalmente agli adeguamenti delle risorse proprie basate sull’IVA e sull’RNL degli esercizi finanziari precedenti. Con questa operazione la Commissione ridistribuisce il totale dei saldi IVA e RNL, positivi o negativi, agli Stati membri secondo la loro chiave RNL. La diminuzione è legata a una minore eccedenza di bilancio rispetto all’esercizio precedente e a importi più elevati da ridistribuire per le risorse proprie basate sull’RNL, sull’IVA e sulla plastica.

Altri proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente comprendono i contributi di adesione e dello Stato ospitante ITER a «Fusion for Energy», l’impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione (68,2 milioni di EUR).

PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO

3.9.   PROVENTI FINANZIARI

in milioni di EUR

 

2024

2023

Interessi su:

 

 

Ritardi di pagamento

224

(121 )

Prestiti erogati

4 129

2 305

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

1 726

1 778

Prestiti assunti

228

229

Altro

38

9

Proventi da contratti di garanzia finanziaria

971

887

Guadagni su attività o passività finanziarie all’FVSD:

 

 

Non derivate

1 490

1 695

Derivate

165

149

Dividendi

31

46

Altro

4

6

Totale

9 005

6 983

Gli interessi attivi sui ritardi di pagamento derivano principalmente da ammende e contributi alle risorse proprie dovuti e non pagati tempestivamente.

Gli interessi sui prestiti sono aumentati principalmente in ragione dell’RRF/REPowerEU, dell’AMF e dello strumento per l’Ucraina. Per quanto riguarda l’RRF/REPowerEU gli interessi sono stati pari a 2 miliardi di EUR nel 2024, rispetto agli 0,7 miliardi di EUR dell’esercizio precedente. Nel 2024 hanno avuto luogo nuove erogazioni e le erogazioni della seconda metà del 2023 hanno maturato un intero anno di interessi nel 2024. Per quanto riguarda l’AMF gli interessi sono stati pari a 0,8 miliardi di EUR rispetto agli 0,5 miliardi di EUR del 2023. L’aumento è dovuto principalmente alle erogazioni AMF+ del 2023, che hanno maturato un intero anno di interessi nel 2024. Per quanto riguarda lo strumento per l’Ucraina gli interessi sono stati pari a 0,2 miliardi di EUR; si tratta di un nuovo strumento con erogazioni nel secondo semestre del 2024.

Gli interessi attivi su disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono costituiti principalmente da 1,2 miliardi di EUR di interessi sul conto bancario detenuto presso la BCE per la gestione della riserva di liquidità connessa all’approccio unificato in materia di finanziamenti (cfr. nota 2.8.2).

Gli interessi attivi sui prestiti assunti si riferiscono principalmente a SURE e derivano dai tasso di interesse effettivi negativi su determinate emissioni precedenti.

I proventi da contratti di garanzia finanziaria si riferiscono in primo luogo all’ammortamento delle passività per garanzie finanziarie. Tale ammortamento si può interpretare come la fine delle passività per garanzie che gravavano sull’UE nel periodo in cui questa era tenuta a compensare i titolari delle garanzie per le rispettive perdite su crediti. La rilevazione dei proventi per le garanzie finanziarie riflette pertanto il passare del tempo e il volume garantito. L’ammortamento si applica a entrambi i tipi di garanzie, quelle remunerate e quelle per cui l’UE prevede una remunerazione nominale o nessuna remunerazione (cfr. nota 2.11.2). Tra le garanzie remunerate la più significativa è la garanzia FEIS, concessa alla BEI per il portafoglio debiti nell’ambito dello sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione (IIW) e combinato con il portafoglio debiti di InvestEU (cfr. nota 4.1.1). Nel 2024 i proventi ottenuti dalla garanzia FEIS in relazione a tali portafogli debiti combinati sono ammontati a 242 milioni di EUR.

I proventi relativi ai contratti di garanzia finanziaria pari a 971 milioni di EUR sono compensati dalle perdite per riduzione di valore delle passività per garanzie finanziarie, che ammontano a 474 milioni di EUR e si riferiscono a: attivazioni di garanzie al netto di recuperi per 462 milioni di EUR e a perdite non realizzate per riduzione di valore per 12 milioni di EUR (cfr. note 3.15 e 6.6). L’Unione europea ha inoltre sovvenzionato programmi di garanzia finanziaria (1 156 milioni di EUR) applicando premi di garanzia a tasso zero o a tassi inferiori a quelli di mercato (nota 3.15). Nel complesso il risultato netto dei programmi di garanzia finanziaria è un disavanzo di 658 milioni di EUR.

La plusvalenza derivante da attività finanziarie all’FVSD non derivate si riferisce principalmente al fondo comune di copertura (0,9 miliardi di EUR) e al fondo per l’innovazione (0,3 miliardi di EUR). Le riduzioni dei tassi di interesse hanno avuto un impatto positivo sul valore equo dei titoli.

3.10.   ALTRI PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO

in milioni di EUR

 

2024

2023

Commissioni percepite per la fornitura di servizi (agenzie)

855

739

Profitti derivanti da operazioni su cambi

325

393

Vendita di beni

58

75

Quota risultato netto del FEI

83

67

Proventi relativi a immobilizzazioni

907

9

Altro

364

679

Totale

2 592

1 963

Le commissioni percepite per la fornitura di servizi comprendono prevalentemente le tariffe per l’autorizzazione all’immissione in commercio imposte dall’Agenzia europea per i medicinali e le tasse relative ai marchi riscosse dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. L’aumento dei proventi relativi a immobilizzazioni è dovuto principalmente alla vendita di 23 edifici della Commissione a Bruxelles (cfr. nota 2.2).

SPESE

3.11.   GESTIONE CONCORRENTE

in milioni di EUR

Eseguite dagli Stati membri

2024

2023

Fondo europeo agricolo di garanzia

40 267

40 716

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e altri strumenti per lo sviluppo rurale

14 779

14 605

Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione

28 833

52 429

Fondo sociale europeo

18 037

17 665

Altro

3 854

4 251

Totale

105 770

129 667

La riduzione di 23,6 miliardi di EUR della spesa relativa a FESR e FC è dovuta alla transizione dal precedente periodo di programmazione 2014-2020 all’attuale periodo di programmazione 2021-2027: i costi dichiarati per il periodo 2014-2020 sono diminuiti in modo sostanziale (30,4 miliardi di EUR), in quanto la fase di attuazione è terminata e i programmi sono entrati nella loro fase di chiusura. Al tempo stesso, i costi dichiarati per il periodo 2021-2027 sono aumentati, ma solo di 6,9 miliardi di EUR in quanto i programmi sono in fase di avanzamento.

Altre spese riguardano in particolare il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (0,8 miliardi di EUR), il Fondo Asilo e migrazione (1,2 miliardi di EUR), il Fondo di aiuti europei agli indigenti (0,4 miliardi di EUR) e il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (0,4 miliardi di EUR).

3.12.   GESTIONE DIRETTA

in milioni di EUR

 

2024

2023

Eseguite dalla Commissione

79 652

45 664

di cui RRF (NGEU)

65 787

36 045

Eseguite dalle agenzie esecutive dell’UE

19 126

15 897

Eseguite dai fondi fiduciari

194

326

Totale

98 971

61 888

L’aumento delle spese in regime di gestione diretta eseguite dalla Commissione si riferisce principalmente all’attuazione di RRF, politica di ricerca e azione esterna. La spesa principale riguarda l’RRF (65,8 miliardi di EUR), che è aumentato rispetto all’esercizio precedente, con l’utilizzo dei fondi erogati e il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi da parte degli Stati membri. Il resto degli importi in regime di gestione diretta riguarda in primo luogo l’attuazione della politica di ricerca (10,6 miliardi di EUR) e le azioni esterne, che comprendono lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale e i suoi precursori (3,7 miliardi di EUR), nonché il sostegno non rimborsabile a titolo dello strumento per l’Ucraina (3,4 miliardo di EUR). Un ulteriore importo di 4,8 miliardi di EUR si riferisce al meccanismo per collegare l’Europa, il fondo comune per le infrastrutture per la realizzazione di reti intelligenti nei settori dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni.

3.13.   GESTIONE INDIRETTA

in milioni di EUR

 

2024

2023

Eseguite da altre agenzie e altri organismi dell’UE

4 388

4 226

Eseguite da paesi terzi

549

479

Eseguite da organizzazioni internazionali

6 090

5 610

Eseguite da altre entità

5 599

4 902

Totale

16 626

15 218

Nelle spese della gestione indiretta, 8,3 miliardi di EUR si riferiscono ad azioni esterne (prevalentemente in settori quali preadesione, aiuti umanitari, cooperazione internazionale e vicinato). Un ulteriore importo di 4 miliardi di EUR si riferisce all’aumento della competitività dell’Europa (in ambiti quali ricerca, programmi spaziali e istruzione).

3.14.   COSTI PER PERSONALE E PENSIONI

in milioni di EUR

 

2024

2023

Costi per il personale

9 070

8 481

Costi per le pensioni

5 896

5 543

Totale

14 966

14 023

I costi per le pensioni rappresentano elementi dei movimenti apparsi a seguito della valutazione attuariale delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti, diversi da quelli rilevati nell’attivo netto. Pertanto non rappresentano i pagamenti di pensioni effettivi dell’esercizio, che sono significativamente inferiori e ammontano a 2,6 miliardi di EUR.

3.15.   ONERI FINANZIARI

in milioni di EUR

 

2024

2023

Interessi passivi:

 

 

Prestiti assunti

9 780

5 762

Prestiti erogati

159

160

Leasing finanziari

31

45

Altro

32

21

Contratti di garanzia finanziaria – remunerazione sovvenzionata

1 156

762

Perdite nette per riduzione di valore su:

 

 

Contratti di garanzia finanziaria

474

263

Prestiti erogati, impegni all’erogazione di prestiti e crediti

14 134

6 812

Perdite su attività o passività finanziarie all’FVSD:

 

 

Non derivate

153

137

Derivate

252

104

Minusvalenza derivante dalla modifica

763

100

Costi di finanziamento garantiti

151

94

Altro

140

95

Totale

27 226

14 355

L’aumento di 4 miliardi di EUR delle spese di assunzione di prestiti deriva dalle attività di finanziamento unificate, per le quali gli interessi sono stati pari a 8,4 miliardi di EUR rispetto ai 4,4 miliardi di EUR dell’esercizio precedente. Ciò è dovuto a nuovi prestiti assunti nel 2024 e al fatto che le emissioni del secondo semestre del 2023 hanno prodotto un intero anno di interessi nel 2024.

Gli interessi passivi sui prestiti sono il risultato di alcune operazioni SURE, in cui i fondi presi in prestito in periodi di tassi di interesse negativi sono stati concessi in prestito agli Stati membri back to back, agli stessi termini e condizioni.

Per maggiori dettagli sulle spese relative alle garanzie finanziarie (contratto di garanzia finanziaria), cfr. nota 3.9.

Le perdite nette per riduzione di valore su prestiti erogati, impegni all’erogazione di prestiti e crediti si riferiscono principalmente alle perdite attese su crediti relative ai nuovi prestiti a titolo dello strumento per l’Ucraina e agli impegni all’erogazione di prestiti sul prestito AMF sottoscritto nell’ambito dell’ULCM nel 2024. Cfr. note 2.4.1.1, 2.11 e 6.6.

La minusvalenza derivante dalla modifica si riferisce a un contributo in conto interessi concesso all’Ucraina per i prestiti AMF+ (0,6 miliardi di EUR) e per i prestiti concessi nel quadro di AMF eccezionale del 2022 (0,2 miliardi di EUR), cfr. nota 2.4.1.1.

I costi di finanziamento garantiti sono costi sostenuti dai partner finanziari per finanziare investimenti azionari garantiti dall’UE. Sulla base degli accordi di garanzia, l’UE garantisce tali costi, insieme agli investimenti azionari associati.

Cfr. nota 3.9 per la significativa diminuzione delle perdite derivanti da attività finanziarie all’FVSD non derivate.

3.16.   ALTRE SPESE

in milioni di EUR

 

2024

2023

Spese amministrative e informatiche

2 865

2 687

Adeguamenti degli accantonamenti

415

1 065

Spese relative a immobilizzazioni

1 929

1 443

Spese di amministrazione di terreni e fabbricati

733

729

Perdite dovute a operazioni su cambi

282

314

Spese di leasing operativo

560

448

Riduzione di ammende per sentenza

1 123

597

Altro

1 093

857

Totale

8 999

8 142

L’aumento nella riga ’Riduzione di ammende per sentenza’ riguarda principalmente due ammende. Nel 2024 la Commissione ha revocato la decisione relativa all’ammenda inflitta a Illumina/Grail nell’ambito di un procedimento relativo a una concentrazione, con conseguente cancellazione dell’ammenda di 432 milioni di EUR. L’importo comprende anche 684 milioni di EUR relativi a un’ammenda inflitta nel 2009 a Intel che è stata parzialmente cancellata nei conti annuali del 2024 a seguito di una decisione della Corte di giustizia dell’ottobre 2024.

L’importo aggregato delle spese di ricerca e sviluppo rilevato come spesa nel 2024 è il seguente:

in milioni di EUR

 

2024

2023

Costi delle attività di ricerca

479

452

Costi di sviluppo non capitalizzati

119

149

Totale

598

600

3.17.   INFORMATIVA SETTORIALE PER RUBRICA DEL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE (QFP)

in milioni di EUR

 

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

Coesione e valori

Risorse naturali e ambiente

Migrazione e gestione delle frontiere

Resilienza, sicurezza e difesa

Vicinato e resto del mondo

Pubblica amministrazione europea

Non assegnato ad una rubrica del QFP (31)

Totale

Risorse RNL

95 037

95 037

Risorse proprie tradizionali

20 587

20 587

IVA

24 547

24 547

Nuove risorse proprie

8 227

8 227

Ammende

4 039

4 039

Recupero spese

82

(19 )

831

2

1

56

0

3

957

Altro

4 090

6 163

15

177

846

2 454

(3 070 )

10 673

Proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente

4 172

6 144

846

179

1

902

2 454

149 371

164 068

Proventi finanziari

1 176

26

3

6

228

272

7 295

9 005

Altro

197

(24 )

(19 )

(0 )

(5 )

18

1 445

979

2 592

Proventi generati da operazioni di scambio

1 373

2

(16 )

(0 )

1

246

1 717

8 274

11 597

Totale proventi

5 545

6 146

830

179

2

1 148

4 171

157 644

175 665

Spese eseguite dagli Stati membri:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FEAGA

(40 267 )

(40 267 )

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

(14 779 )

(14 779 )

FESR e FC

(28 763 )

(88 )

18

(28 833 )

FSE

(18 037 )

(18 037 )

Altro

(562 )

(938 )

(1 844 )

(173 )

(106 )

(231 )

(3 854 )

Eseguite dalla CE, dalle agenzie esecutive e dai fondi fiduciari

(15 193 )

(71 672 )

(969 )

(263 )

(1 208 )

(8 828 )

(3 )

(836 )

(98 971 )

Eseguite da altre agenzie e altri organismi dell’UE

(3 530 )

(595 )

(105 )

(1 266 )

(254 )

(44 )

(111 )

1 517

(4 388 )

Eseguite da paesi terzi e organizzazioni internazionali

(466 )

(183 )

(13 )

(90 )

(145 )

(5 535 )

(1 )

(205 )

(6 639 )

Eseguite da altre entità

(22 )

(2 769 )

(5 )

(5 )

(82 )

(2 692 )

(23 )

(5 599 )

Costi per personale e pensioni

(543 )

(24 )

(2 )

(1 )

(1 )

(181 )

(12 350 )

(1 865 )

(14 966 )

Oneri finanziari

(1 858 )

(11 )

(72 )

(0 )

(0 )

(196 )

(78 )

(25 010 )

(27 226 )

Accordo di recesso del Regno Unito

(315 )

(315 )

Altre spese

(2 221 )

(239 )

(272 )

(6 )

(86 )

(287 )

(4 271 )

(1 616 )

(8 999 )

Totale spese

(23 834 )

(122 856 )

(57 422 )

(3 475 )

(1 949 )

(17 957 )

(16 815 )

(28 566 )

(272 873 )

Risultato economico dell’esercizio

(18 290 )

(116 710 )

(56 592 )

(3 296 )

(1 947 )

(16 809 )

(12 643 )

129 079

(97 208 )

La presentazione dei proventi e delle spese per rubrica del QFP si basa su stime, dato che non tutti gli impegni sono collegati a una rubrica del QFP.

4.   PASSIVITÀ E ATTIVITÀ POTENZIALI

Le passività potenziali sono obbligazioni eventuali di pagamento future a carico dell’UE che possono sorgere a causa di eventi passati o impegni giuridicamente vincolanti assunti, ma che dipenderanno da eventi futuri non interamente sotto il controllo dell’UE. Esse si riferiscono principalmente a garanzie concesse e a rischi giuridici. Tutte le passività potenziali, eccetto quelle relative ad ammende, a garanzie e a strumenti finanziari fino al livello coperto da fondi (cfr. nota 2.4.2.1), saranno finanziate, se dovute, dal bilancio dell’UE (e quindi dagli Stati membri dell’UE) negli anni a venire.

4.1.   GARANZIE FORNITE DAL BILANCIO DELL’UE

4.1.1.   Garanzie fornite a titolo di programmi di garanzie di bilancio dell’UE (nominali)

in milioni di EUR

 

31.12.2024

 

Garanzie fornite

Attività finanziate1

 

Massimale

Sottoscritti

Erogati

Garanzie BEI-ELM

25 772

25 772

19 184

3 400

Garanzia FEIS

25 373

22 998

21 033

8 941

Garanzia EFSD

759

667

521

785

Garanzia InvestEU

27 042

11 769

3 468

6 802

Garanzia per le azioni esterne NDICI

30 173

11 228

1 341

2 943

Garanzia per l’Ucraina

790

172

132

202

Totale

109 909

72 606

45 678

23 073


in milioni di EUR

 

31.12.2023

 

Garanzie fornite

Attività finanziate1

 

Massimale

Sottoscritti

Erogati

Garanzie BEI-ELM

27 729

27 729

19 856

2 962

Garanzia FEIS

25 591

23 635

21 551

9 175

Garanzia EFSD

1 077

548

478

765

Garanzia InvestEU

25 767

6 592

1 433

3 736

Garanzia per le azioni esterne NDICI

28 115

7 660

634

2 222

Totale

108 279

66 163

43 953

18 860

Le tabelle precedenti illustrano il grado di esposizione del bilancio dell’UE a eventuali pagamenti futuri legati alle garanzie concesse al gruppo BEI o ad altre istituzioni finanziarie. Gli importi erogati rappresentano gli importi già versati ai beneficiari finali, mentre gli importi sottoscritti comprendono le somme erogate più gli accordi già sottoscritti con i beneficiari o gli intermediari finanziari ma non ancora erogati a fine esercizio (26,9 miliardi di EUR). Il massimale rappresenta la garanzia totale che il bilancio dell’UE, e quindi gli Stati membri, si sono impegnati a coprire in quanto, ai fini della comunicazione dell’esposizione massima dell’UE al 31 dicembre 2024, devono essere incluse le operazioni di cui è autorizzata la sottoscrizione ma non ancora sottoscritte (37,3 miliardi di EUR).

I programmi di garanzie di bilancio sono sostenuti da accantonamenti costituiti in maniera graduale dal bilancio e detenuti nel fondo comune di copertura come riserva di liquidità a copertura di future attivazioni di garanzie (cfr. nota 2.4.2.1) Cfr. nota 6.2 per le misure istituite al fine di garantire che la dotazione sia sufficiente per coprire le attivazioni di garanzie nel medio termine. Eventuali perdite sostenute nell’ambito dei programmi di garanzie di bilancio che superino la dotazione accantonata dovrebbero comunque essere coperte da bilanci futuri. Per il comparto degli Stati membri di InvestEU, l’UE riceve anche controgaranzie dagli Stati membri e dai paesi del SEE (cfr. infra).

Garanzie BEI-ELM

Il bilancio dell’UE garantisce prestiti sottoscritti e concessi dalla BEI a titolo delle sue risorse proprie a favore di paesi terzi. Al 31 dicembre 2024 l’importo dei prestiti in essere coperti dalla garanzia dell’UE ammontava in totale a 19 184 milioni di EUR. Il bilancio dell’UE garantisce:

18 960 milioni di EUR tramite il comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia per le azioni esterne; e e

224 milioni di EUR direttamente per prestiti concessi agli Stati membri prima dell’adesione.

Le garanzie fornite al 31 dicembre 2024 comprendono 2,1 miliardi di EUR di prestiti sottoscritti ma non erogati, le cui erogazioni future sono subordinate all’approvazione dell’UE.

La garanzia dell’UE per il mandato per i prestiti esterni (ELM) relativa ai prestiti concessi dalla BEI è limitata al 65 % dei saldi residui per gli accordi conclusi dopo il 2007 (mandati 2007-2013 e 2014-2021). Per gli accordi conclusi prima del 2007 la garanzia dell’UE è limitata a una percentuale del massimale delle linee di credito autorizzate, pari nella maggior parte dei casi al 65 %, ma anche al 70 %, al 75 % o al 100 %. Quando il massimale non è raggiunto, la garanzia dell’UE copre la totalità dell’esposizione.

Con la decisione (UE) 2018/412 del Parlamento europeo e del Consiglio (34) è stato istituito un mandato di prestiti per il settore privato destinato a progetti che contribuiscono alla resilienza economica a lungo termine dei rifugiati, dei migranti, delle comunità di accoglienza e di transito nell’ambito dell’iniziativa della BEI per la resilienza economica. Il bilancio dell’Unione è remunerato per il rischio assunto in relazione alle garanzie concesse per le operazioni di finanziamento della BEI nell’ambito del mandato per il settore privato dell’iniziativa per la resilienza economica, il che spiega il premio per la garanzia del mandato per i prestiti esterni, che è in altri termini una garanzia non remunerata (cfr. nota 2.11.2).

Il mandato per i prestiti esterni 2014-2020, scaduto nel 2021, è stato l’ultimo nell’ambito del fondo di garanzia per le azioni esterne. Il nuovo mandato della BEI è coperto dalla garanzia per le azioni esterne istituita dal regolamento NDICI.

I pagamenti a titolo della garanzia dell’UE sono effettuati dal comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia per le azioni esterne. Nel 2024 sono stati versati 11 milioni di EUR per attivazioni di garanzie al netto dei recuperi (2023: 67 milioni di EUR).

Garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

Il FEIS è un’iniziativa che mira ad aumentare la capacità di assunzione di rischi del gruppo BEI consentendo alla BEI di ampliare i propri investimenti nell’UE. L’obiettivo del FEIS è sostenere ulteriori investimenti nell’UE e l’accesso al credito da parte delle piccole imprese. Il bilancio dell’UE fornisce una garanzia fino a un massimo di 26 miliardi di EUR («garanzia FEIS dell’UE») in forza di un accordo sottoscritto tra l’UE e la BEI, in appresso denominato l’«accordo FEIS»; l’obiettivo è tutelare la BEI da potenziali perdite che potrebbe subire in relazione alle sue operazioni di finanziamento e di investimento.

Le operazioni del FEIS sono effettuate nel quadro di due strutture: lo sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione (IIW) attuato dalla BEI (garanzia FEIS dell’UE di 19 250 milioni di EUR) e lo sportello relativo alle PMI (SMEW) attuato dal FEI (garanzia FEIS dell’UE di 6 750 milioni di EUR), entrambi dotati di un portafoglio debiti e di un portafoglio azionario. Il FEI opera nel quadro di un accordo con la BEI sulla base di una garanzia della BEI, a sua volta controgarantita dalla garanzia FEIS dell’UE in forza dell’accordo FEIS. Al fine di migliorare l’efficienza della garanzia dell’UE e aumentarne la capacità di assunzione di rischi, nel 2022 è entrata in vigore una combinazione di due portafogli di debiti FEIS con InvestEU. Eventuali attivazioni di garanzie, recuperi e proventi sono distribuiti tra il FEIS e la garanzia InvestEU sulla base delle dotazioni effettive garantite.

L’UE e la BEI svolgono ruoli distinti nell’ambito del FEIS. Il FEIS è stato istituito nell’ambito della BEI, che finanzia le operazioni (titoli di debito e investimenti azionari) e, a tal fine, prende in prestito le risorse necessarie sui mercati dei capitali. Il gruppo BEI adotta le decisioni di investimento in piena indipendenza e gestisce le operazioni conformemente alle proprie regole e procedure. L’UE fornisce la garanzia per tali operazioni e copre le perdite sostenute dalla BEI entro il massimale di tale garanzia.

Dal momento che i criteri di controllo e i requisiti contabili in materia di consolidamento previsti dalle norme contabili dell’UE (e dagli IPSAS) non sono soddisfatti, le relative attività garantite non vengono contabilizzate nei conti annuali consolidati dell’UE.

La garanzia dell’UE concessa al gruppo BEI a titolo del FEIS è contabilizzata come passività per garanzie finanziarie per i portafogli debiti dell’IIW e dello SMEW (cfr. nota 2.11.2) e come un derivato (attività o passività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo) per entrambi i portafogli azionari (cfr. nota 2.4.2.2). La garanzia concessa per il FEIS comprende le operazioni dei programmi COSME, Orizzonte 2020, CCS LGF ed EaSI per la parte coperta dalla garanzia FEIS dell’UE nel quadro del portafoglio di debiti dello SMEW.

Nel corso del 2024 sono stati versati 151 milioni di EUR per attivazioni di garanzie nette dal comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia del FEIS, comprese alcune attivazioni di garanzie sostenute negli anni precedenti ma temporaneamente coperte dalle entrate dell’UE detenute sul conto di regolamento del FEIS presso la BEI (2023: 193 milioni di EUR).

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

Il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, istituito dal regolamento EFSD, è un’iniziativa che mira a sostenere investimenti destinati all’Africa e ai paesi del vicinato europeo, in quanto strumento che permette di contribuire al conseguimento dello sviluppo sostenibile e di affrontare le specifiche cause socio-economiche profonde della migrazione. A norma del regolamento EFSD l’UE è stata autorizzata a mettere a disposizione dei partner esecutivi garanzie per un importo pari a 1,5 miliardi di EUR (incrementate da contributi esterni), in modo da ridurre i loro rischi di investimento nelle operazioni di investimento e finanziamento realizzate. La garanzia dell’EFSD si appoggia al fondo comune di copertura (cfr. nota 2.4.2.1).

Per un accordo di garanzia EFSD (in virtù del quale l’UE garantisce l’adeguatezza patrimoniale di un fondo di copertura valutaria per un importo di 145 milioni di EUR), in caso di attivazione della garanzia l’UE ha diritto a un rimborso costituito da quote del fondo del valore dell’importo pagato.

Garanzia per le azioni esterne NDICI

Il regolamento (UE) 2021/947 del Parlamento europeo e del Consiglio (35), del 9 giugno 2021, ha istituito lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale — Europa globale («strumento»), comprendente il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus («EFSD+») e la garanzia per le azioni esterne per il periodo del QFP 2021-2027. L’obiettivo dell’EFSD+ è promuovere investimenti sostenibili nei paesi partner dell’UE.

La garanzia per le azioni esterne sostiene le operazioni dell’EFSD+ coperte da garanzie di bilancio, l’assistenza macrofinanziaria e i prestiti a paesi terzi. Si appoggia al fondo comune di copertura (cfr. nota 2.4.2.1).

Al 31 dicembre 2024 erano in vigore accordi di garanzia di bilancio per un massimale totale in essere di 30,2 miliardi di EUR, di cui 26,0 miliardi di EUR si riferiscono a un accordo di garanzia, successore del programma ELM, stipulato con la BEI.

Garanzia InvestEU

Attraverso il programma InvestEU la Commissione può fornire garanzie fino a 26,2 miliardi di EUR per sostenere gli investimenti con l’appoggio del bilancio dell’UE. Questa garanzia dell’UE sostiene gli investimenti pubblici e privati in quattro settori strategici: infrastrutture sostenibili, ricerca, innovazione e digitalizzazione, piccole e medie imprese, nonché investimenti sociali e competenze. Diversi partner finanziari, come le banche nazionali di promozione, stanno beneficiando della garanzia dell’UE. Sostengono gli investimenti concedendo prestiti, garanzie o capitale proprio. Ad esempio, i partner finanziari possono erogare prestiti alle PMI, partecipare a fondi azionari o fornire garanzie alle banche commerciali per i prestiti che esse erogano. La Commissione può inoltre destinare al fondo InvestEU importi dell’UE provenienti da altri programmi dell’UE, ad esempio dall’HERA Invest (salute), dal programma spaziale europeo o da Catalyst (innovazione).

Al fine di costituire una riserva di capitale per far fronte alle perdite derivanti da investimenti garantiti, la Commissione sta gradualmente accantonando denaro («copertura») dal bilancio dell’UE nel fondo comune di copertura. Il regolamento InvestEU ha stabilito la copertura al 40 % della garanzia dell’UE.

La garanzia dell’UE può essere aumentata, oltre ai 26,2 miliardi di EUR di cui sopra, con il sostegno degli Stati membri e dei paesi del SEE che possono contribuire mediante i rispettivi fondi per la politica di coesione e l’RFF o mediante i rispettivi bilanci nazionali. Per gli Stati membri il tasso di copertura è stabilito caso per caso, mentre la garanzia aggiuntiva dell’UE sostenuta dai paesi del SEE è coperta al 40 % da contributi in denaro. Le disponibilità liquide provenienti dagli Stati membri e dai paesi del SEE sono detenute nel fondo comune di copertura. L’importo non accantonato è coperto da controgaranzie degli Stati membri e dei paesi del SEE. Al 31 dicembre 2024 erano in vigore accordi con sette Stati membri e due paesi del SEE, in base ai quali la Commissione può fornire ai partner finanziari una garanzia aggiuntiva dell’UE di 2,8 miliardi di EUR, di cui 2,2 miliardi di EUR devono essere coperti da contributi in denaro e 0,6 miliardi di EUR da controgaranzie. In effetti, al 31 dicembre 2024 erano stati firmati accordi di garanzia con diversi partner esecutivi per un valore di 2,8 miliardi di EUR.

Garanzia per l’Ucraina

A seguito del regolamento relativo allo strumento per l’Ucraina, l’UE ha istituito la garanzia per l’Ucraina con una capacità massima di garanzia di 7,8 miliardi di EUR, al fine di stimolare gli investimenti per la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina.

Al 31 dicembre 2024 erano stati sottoscritti ed erano in vigore quattro accordi di garanzia di bilancio per un limite di copertura totale di 0,8 miliardi di EUR.

Obblighi del Regno Unito a seguito della sua uscita dall’UE

A norma dell’articolo 143 dell’accordo di recesso, il Regno Unito è responsabile nei confronti dell’Unione della propria quota delle passività finanziarie potenziali dell’Unione relative a FEIS, EFSD e alle operazioni del mandato per i prestiti esterni della BEI approvate alla data del recesso, il 31 gennaio 2020. A norma dell’articolo 143, in caso di attivazione di una garanzia per un’operazione finanziaria approvata prima della data del recesso, il Regno Unito sarebbe responsabile nei confronti dell’Unione della propria quota dei pagamenti effettuati dall’Unione a titolo di tale operazione, a meno che non possa essere coperta dalla quota di accantonamenti detenuta dal Regno Unito nel fondo di garanzia, ove pertinente.

Per quanto riguarda le operazioni del FEIS, il valore della garanzia di bilancio dell’UE alla data del recesso, per le operazioni approvate entro la data del recesso, era di 33,7 miliardi di EUR. Al 31 dicembre 2024 tale valore era diventato pari a 20,6 miliardi di EUR (2023: 22,2 miliardi di EUR). La quota del Regno Unito di questa passività potenziale al 31 dicembre 2024 è quindi pari a 2,6 miliardi di EUR (31 dicembre 2023: 2,8 miliardi di EUR). Come accennato sopra tuttavia un eventuale inadempimento su questi prestiti è coperto in primo luogo dal comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia per le azioni esterne; sarebbero richiesti importi al Regno Unito solo qualora l’accantonamento del Regno Unito per tale fondo, pari a 260 milioni di EUR al 31 dicembre 2024, non risultasse sufficiente.

Per quanto riguarda le operazioni del FEIS, il valore della garanzia di bilancio dell’UE alla data del recesso, per le operazioni approvate entro la data del recesso, era di 23,5 miliardi di EUR. Al 31 dicembre 2024 tale valore era diventato 17 miliardi di EUR (2023: 18,6 miliardi di EUR). La quota del Regno Unito di questa passività potenziale al 31 dicembre 2024 è quindi pari a 2,1 miliardi di EUR. Eventuali attivazioni di garanzie del FEIS sono coperte in primo luogo dal comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia del FEIS; sarebbero richiesti importi al Regno Unito solo qualora l’accantonamento del Regno Unito per tale fondo, pari a 584 milioni di EUR al 31 dicembre 2024, non risultasse sufficiente.

Poiché i partner esecutivi non avevano approvato operazioni in relazione alla garanzia EFSD prima della data del recesso, non sussistono obblighi del Regno Unito in proposito.

La quota a carico del Regno Unito dei pagamenti effettuati nel 2024 per le operazioni approvate a partire dalla data del recesso e fino al 31 dicembre 2020 ammontava a 74 milioni di EUR (69 milioni di EUR per il FEIS e 5 milioni di EUR per il mandato per i prestiti esterni), con una corrispondente riduzione dell’accantonamento del Regno Unito. L’importo dovuto al Regno Unito nel 2025 è pari a 190,6 milioni di EUR (cfr. nota 2.6.1.2).

4.1.2.   Garanzie concesse nell’ambito di programmi relativi a strumenti finanziari dell’UE (nominali)

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Orizzonte 2020

2 145

2 352

Meccanismo per collegare l’Europa

649

649

COSME

378

526

Altro

471

511

Totale

3 642

4 037

Gli importi nella tabella indicano gli importi nominali in essere delle garanzie concesse nell’ambito di programmi relativi a strumenti finanziari dell’UE.

Come previsto dall’articolo 210, paragrafo 1, del regolamento finanziario, i pagamenti di bilancio connessi a uno strumento finanziario e la passività finanziaria dell’Unione non superano in alcun caso l’importo dell’impegno di bilancio a essi corrispondente, evitando passività potenziali per il bilancio. In pratica ciò significa che queste passività hanno una contropartita sul lato dell’attivo dello stato patrimoniale o sono coperte da impegni di bilancio non ancora liquidati.

Lo strumento di garanzia dei prestiti (LGF) di COSME è costituito principalmente da garanzie limitate per portafogli di finanziamento del debito a rischio più elevato (soprattutto prestiti) offerti da intermediari finanziari alle PMI. Lo strumento LGF di COSME è attuato dal FEI per conto dell’UE.

Per maggiori dettagli su Orizzonte 2020 e sul meccanismo per collegare l’Europa cfr. anche nota 2.4.2.1.

Obblighi del Regno Unito a seguito della sua uscita dall’UE

Per quanto riguarda le passività potenziali dell’UE per gli importi approvati entro la data del recesso in relazione agli strumenti finanziari dell’UE, compresi quelli indicati sopra, qualora tali passività potenziali dovessero concretizzarsi sarebbero coperte dal bilancio dell’UE con fondi detenuti su conti fiduciari. In linea di principio non sarebbero quindi richiesti importi al Regno Unito, se non la sua quota del RAL di bilancio come indicato all’articolo 140 dell’accordo di recesso (cfr. nota 2.6.1.2).

4.2.   PASSIVITÀ POTENZIALI RELATIVE AD AZIONI LEGALI

4.2.1.   Azioni legali in materia di ammende

Al 31 dicembre 2024 le passività potenziali relative ad ammende ammontavano a 2 178 milioni di EUR (2023: 2 231 milioni di EUR). Detto importo comprende le ammende inflitte alle società (1 451 milioni di EUR, cfr. nota 2.6.1.3) e le ammende inflitte agli Stati membri (727 milioni di EUR) che sono state pagate in via provvisoria e contro le quali è stato presentato (o si ignora se sarà presentato) ricorso. La passività potenziale continuerà a essere contabilizzata fino all’emanazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea o fino alla scadenza dei termini per il ricorso. Gli interessi maturati sui pagamenti provvisori figurano nel risultato economico dell’esercizio nonché come passività potenziale, per tenere conto del carattere incerto del diritto della Commissione a detti importi. Qualora l’UE dovesse perdere le cause relative ad ammende inflitte, gli importi percepiti in via provvisoria saranno restituiti alle società o agli Stati membri, senza alcuna incidenza sul bilancio. Le ammende sono rilevate come entrate di bilancio solo quando sono definitive (articolo 107 del regolamento finanziario).

4.2.2.   Altre cause legali

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Agricoltura

77

84

Altro

67

73

Totale

144

157

Agricoltura

Si tratta delle passività potenziali nei confronti degli Stati membri correlate a decisioni di conformità relative al FEAGA e allo sviluppo rurale in attesa della sentenza della Corte di giustizia. La determinazione dell’importo definitivo della passività e dell’esercizio in cui verranno iscritti in bilancio gli effetti dei ricorsi accolti dipende dalla durata del procedimento dinanzi alla Corte di giustizia.

Altre cause legali

Questa rubrica comprende le cause per risarcimento danni contro l’UE, altri contenziosi legali, nonché le spese legali stimate. Si noti che in un’azione per risarcimento danni ai sensi dell’articolo 340 del TFUE il ricorrente deve dimostrare una violazione sufficientemente grave, da parte dell’istituzione, di una norma di legge volta a conferire un diritto individuale, un reale danno subito dal ricorrente e un nesso causale diretto fra l’atto illegittimo e il danno.

Obblighi del Regno Unito a seguito della sua uscita dall’UE

A norma dell’articolo 147 dell’accordo di recesso, il Regno Unito è responsabile della sua quota dei pagamenti necessari per liquidare le passività potenziali dell’Unione che diventano esigibili in relazione ad azioni legali che vertono sugli interessi finanziari dell’Unione, purché i fatti oggetto di tali azioni siano avvenuti entro il 31 dicembre 2020. L’esposizione massima stimata del Regno Unito in questo caso è di 15 milioni di EUR (2023: 18 milioni di EUR). Per le cause legali dove si ritiene probabile che saranno pagati importi a carico del bilancio dell’UE (cfr. nota 2.10), la quota del Regno Unito figura come parte dell’importo complessivo dovuto dal Regno Unito; per maggiori dettagli cfr. nota 2.6.1.2.

4.3.   ATTIVITÀ POTENZIALI

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Garanzie ricevute:

 

 

Garanzie di esecuzione

275

249

Altre garanzie

5

6

Altre attività potenziali

15

15

Totale

295

270

Si richiedono garanzie di esecuzione per assicurare che i beneficiari dei finanziamenti UE onorino le obbligazioni assunte nell’ambito di contratti stipulati con l’Unione europea.

5.   IMPEGNI DI BILANCIO E GIURIDICI

La presente nota fornisce informazioni sulla procedura di bilancio e sul futuro fabbisogno di finanziamento e non sulle passività esistenti al 31 dicembre 2024.

Il quadro finanziario pluriennale (QFP) concordato dagli Stati membri definisce i programmi e presenta i massimali delle rubriche per gli stanziamenti di impegno e il totale degli stanziamenti di pagamento a concorrenza dei quali l’UE può assumere impegni di bilancio e giuridici, e, in ultima analisi, effettuare pagamenti per un periodo di sette anni (cfr. tabella 3.2 nelle note alle relazioni sull’esecuzione del bilancio).

Gli impegni giuridici corrispondono a programmi, progetti, accordi o contratti firmati, quindi giuridicamente vincolanti per l’UE. L’impegno giuridico è l’atto con il quale l’ordinatore responsabile assume o crea un’obbligazione (per l’UE) dalla quale deriva un onere (articolo 2, punto 37, del regolamento finanziario).

Di norma l’impegno di bilancio è contratto prima dell’impegno giuridico, ma per alcuni programmi/progetti pluriennali succede il contrario: gli impegni di bilancio sono assunti in frazioni annue, su più esercizi, quando ciò è previsto dall’atto di base. Per quanto riguarda la coesione, ad esempio, l’articolo 86 del regolamento recante disposizioni comuni (regolamento (UE) 2021/1060) stabilisce che la decisione della Commissione di adottare un programma costituisce un impegno giuridico ai sensi del regolamento finanziario, ma che gli impegni di bilancio dell’Unione per ciascun programma sono assunti in rate annuali per ciascun fondo nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2021 e il 31 dicembre 2027. Altre basi giuridiche possono contenere disposizioni analoghe. Per questo motivo vi sono importi che l’UE si è giuridicamente impegnata a pagare ma per i quali l’impegno di bilancio non è stato ancora assunto (cfr. nota 5.2).

Se l’impegno di bilancio è stato assunto, ma i pagamenti non sono ancora stati effettuati, l’importo degli impegni da liquidare è denominato «Reste à Liquider» (RAL). Ciò può riguardare programmi o progetti, spesso pluriennali, che sono firmati e i cui pagamenti saranno effettuati solo negli esercizi successivi. Essi rappresentano obbligazioni di pagamento per gli esercizi futuri. Poiché gli stati finanziari sono redatti secondo la contabilità per competenza, mentre le relazioni sull’esecuzione del bilancio sono redatte secondo il principio di cassa, una parte degli importi complessivi non pagati (RAL) è già stata liquidata e rilevata come passività nello stato patrimoniale (cfr. note 2.12 e 2.13). Il calcolo di dette spese è effettuato sulla base delle dichiarazioni di spesa/fatture ricevute, o della stima dell’esecuzione del programma o progetto se le dichiarazioni di spesa non sono state ancora trasmesse all’UE alla data di riferimento. Una volta effettuati i pagamenti relativi al RAL, la passività è eliminata contabilmente dallo stato patrimoniale. La parte del RAL non ancora liquidata non è inclusa tra le passività ma è invece riportata di seguito (cfr. nota 5.1).

Le informazioni riportate di seguito rappresentano quindi importi al 31 dicembre 2024 che l’UE si è impegnata a pagare in adempimento di accordi contrattuali e che sono quindi destinati a essere finanziati dai futuri bilanci dell’UE.

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2024

31.12.2023

Impegni di bilancio non ancora liquidati

5,1

428 588

466 467

Impegni giuridici significativi

5,2

257 256

329 939

Totale

 

685 844

796 407

5.1.   IMPEGNI DI BILANCIO NON ANCORA LIQUIDATI

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Impegni di bilancio non ancora liquidati

428 588

466 467

L’importo sopra indicato è costituito dal RAL («Reste à Liquider») del bilancio pari a 507 378 milioni di EUR (cfr. tabella 6.4 nelle relazioni sull’esecuzione del bilancio), al netto dei relativi importi inseriti come passività nello stato patrimoniale e come spese nel conto economico. Il RAL del bilancio è un importo che rappresenta gli impegni aperti, per i quali non sono ancora stati effettuati pagamenti e/o disimpegni. Si tratta della normale conseguenza dell’esistenza di programmi pluriennali.

È opportuno rilevare che gli anticipi per prefinanziamenti in essere al 31 dicembre 2024 ammontavano a 78,9 miliardi di EUR (cfr. nota 2.5). Si tratta di impegni di bilancio che sono stati pagati, con conseguente riduzione del RAL, ma gli importi pagati sono ancora considerati appartenenti all’UE e non al beneficiario fino all’adempimento dei pertinenti obblighi contrattuali. Al pari del RAL indicato in precedenza, essi non sono ancora liquidati.

5.2.   IMPEGNI GIURIDICI SIGNIFICATIVI

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Coesione economica, sociale e territoriale

177 459

239 903

Risorse naturali e ambiente

46 659

62 365

Migrazione e gestione delle frontiere

4 153

5 932

Sicurezza e difesa  (36)

520

743

ITER

9 898

6 926

Meccanismo per collegare l’Europa

7 313

5 570

Programma spaziale e programma per una connettività sicura

3 303

2 886

Strumento per l’Ucraina

2 270

Impegni per il sostegno non rimborsabile a titolo dell’RRF

558

357

Fondo per l’innovazione

521

Orizzonte Europa

519

589

Accordi di pesca

234

166

EURATOM

166

252

RescEU

106

253

Impegni di leasing operativo

2 721

2 528

Altri impegni contrattuali

856

968

Fondo di solidarietà dell’UE

502

Totale

257 256

329 939

Questi importi rispecchiano gli impegni giuridici a lungo termine non ancora coperti da stanziamenti di impegno iscritti in bilancio a fine esercizio. Tali obbligazioni vincolanti saranno iscritte in bilancio e pagate negli esercizi futuri.

Alcuni programmi importanti (cfr. infra) possono essere attuati mediante frazioni annue, conformemente all’articolo 112, paragrafo 2, del regolamento finanziario. Ciò consente all’UE di assumere impegni giuridici (firmare le convenzioni di sovvenzione, gli accordi di delega e i contratti di appalto) per importi superiori agli stanziamenti di impegno disponibili per un dato esercizio. Pertanto, una parte consistente della dotazione complessiva per il vigente QFP può risultare già impegnata. Ciò vale in particolare per i programmi di seguito descritti:

Fondi in regime di gestione concorrente

Si tratta di obbligazioni giuridiche che l’UE si è impegnata a pagare in sede di adozione dei programmi operativi relativi alla gestione concorrente. La decisione della Commissione di adottare un programma operativo costituisce una decisione di finanziamento ai sensi dell’articolo 110 del regolamento finanziario e, una volta notificata allo Stato membro interessato, rappresenta un impegno giuridico ai sensi dello stesso regolamento.

L’articolo 86, paragrafo 2, del regolamento recante disposizioni comuni per i fondi in regime di gestione concorrente recita:

«Gli impegni di bilancio dell’Unione per ciascun programma sono assunti dalla Commissione in rate annuali per ciascun fondo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2027 ».

Gli importi indicati nelle prime quattro righe della tabella di cui sopra si riferiscono alla rubrica 2A (Coesione economica, sociale e territoriale), alla rubrica 3 (Risorse naturali e ambiente), alla rubrica 4 (Migrazione e gestione delle frontiere) e alla rubrica 5 (Sicurezza e difesa) del QFP 2021-2027 e rappresentano gli importi in essere che l’UE impegnerà a bilancio e in seguito pagherà dopo il 31 dicembre 2024.

ITER – Reattore sperimentale termonucleare internazionale

Questi impegni sono destinati a coprire il fabbisogno futuro di finanziamento degli impianti ITER. Il contributo dell’UE (Euratom) a ITER International è versato tramite l’agenzia «Fusion for Energy» e comprende altresì i contributi degli Stati membri e della Svizzera. ITER è stata creata per gestire gli impianti ITER e incoraggiarne l’utilizzo, promuovere la comprensione e l’accettazione da parte dell’opinione pubblica dell’energia da fusione e intraprendere qualsiasi altra attività necessaria per il conseguimento della sua finalità. ITER vede la partecipazione dell’UE e di vari altri paesi.

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE2)

L’MCE2 fornisce assistenza finanziaria alle reti transeuropee per sostenere progetti di interesse comune nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture energetiche. Gli impegni giuridici per il programma MCE coprono un periodo di attuazione che va dal 2021 al 2027 per l’MCE per la componente energia (con una possibilità di proroga). La base giuridica di tali impegni è il regolamento (UE) 2021/1153 del Parlamento europeo e del Consiglio (37) il cui articolo 4, paragrafo 5, stabilisce che «[g]li impegni di bilancio per azioni la cui realizzazione si estenda su più esercizi possono essere ripartiti in frazioni annue su due o più esercizi».

Programma spaziale e programma per una connettività sicura

Il programma spaziale (2 672 milioni di EUR) comprende le componenti seguenti: Galileo, EGNOS, Copernicus, Govsatcom e SSA. Quelle più significative sono Galileo, che sviluppa un sistema globale europeo di navigazione satellitare, e Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra. Tali impegni sono assunti per il periodo fino al 2027. Sulla base del regolamento (UE) 2021/696 del Parlamento europeo e del Consiglio (38), la Commissione ha firmato accordi di contributo con l’Agenzia spaziale europea (ESA), EUMETSAT, Mercator e il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. L’articolo 11, paragrafo 6, del regolamento (UE) 2021/696 autorizza l’uso di frazioni annue.

Il programma per una connettività sicura (631 milioni di EUR) è inteso a migliorare i servizi di comunicazione dell’UE sviluppando e gestendo un’infrastruttura di connettività multiorbitale, basata su un modello di partenariato pubblico. Garantirà la fornitura di servizi di comunicazione satellitare sicuri, flessibili e resilienti a livello mondiale agli enti governativi dell’Unione e degli Stati membri. A tale riguardo, sulla base del regolamento (UE) 2023/588 del Parlamento europeo e del Consiglio (39), è stato aggiudicato un contratto di concessione a un raggruppamento di società.

Impegni per il sostegno non rimborsabile a titolo dello strumento per l’Ucraina

Lo strumento per l’Ucraina è stato istituito per aiutare l’Ucraina a far fronte al deficit di finanziamenti e alle sue esigenze per la ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione. È stato istituito dal regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio per il periodo dal 2024 al 2027. A norma dell’articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2024/792, le risorse per l’attuazione dello strumento sono messe a disposizione attraverso la riserva per l’Ucraina per essere mobilitate nel quadro della procedura di bilancio annuale in conformità dell’articolo 10 ter del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093. Tale stanziamento finanzia il sostegno a tre pilastri (piano per l’Ucraina, quadro di investimenti per l’Ucraina, assistenza e relative misure di sostegno all’adesione all’Unione) conformemente alla ripartizione indicativa stabilita nel regolamento.

Impegni per il sostegno non rimborsabile a titolo dell’RRF

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) è un programma fondamentale di NGEU, lo strumento dell’UE per la ripresa. È stato istituito dal regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio (40) che prevede il finanziamento di riforme e investimenti negli Stati membri dall’inizio della pandemia di coronavirus nel febbraio 2020 fino al 2026. L’articolo 23 del regolamento (UE) 2021/241 autorizza l’uso di frazioni annue. Nel 2023 l’RRF è stato modificato dal regolamento (UE) 2023/435 per fornire ulteriore sostegno agli Stati membri attraverso capitoli dedicati al piano REPowerEU per le riforme e gli investimenti che promuovono l’indipendenza, la sicurezza e la sostenibilità dell’approvvigionamento energetico dell’Unione.

Fondo per l’innovazione

La direttiva 2023/959 del Parlamento europeo e del Consiglio (41), recante modifica della direttiva 2003/87/CE, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell’Unione e della decisione (UE) 2015/1814, relativa all’istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell’Unione per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra, prevede all’articolo 10, paragrafo 8, che «[g]li impegni di bilancio per azioni la cui realizzazione si estende su più esercizi possono essere ripartiti in frazioni annue su più esercizi». Questa disposizione si applica alle nuove azioni sottoscritte a partire dal 2024, comprese le azioni finanziate mediante inviti a presentare proposte o nell’ambito di un meccanismo di gara competitivo.

Orizzonte Europa

Si tratta di importi impegnati nel programma Orizzonte Europa per la connettività sicura e per attività a monte e a valle nelle varie componenti spaziali. Tali impegni sono assunti per il periodo fino al 2027. In base al regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio (42), la Commissione ha firmato un accordo di contributo con l’ESA. L’articolo 12, paragrafo 8, del regolamento autorizza l’uso di frazioni annue.

Accordi di pesca

Si tratta di impegni assunti con paesi terzi per operazioni nell’ambito di accordi internazionali di pesca fino al 2030. Gli impegni assunti si basano sulle decisioni del Consiglio per ciascun paese terzo (ad esempio l’accordo tra l’UE e il governo della Groenlandia e il governo della Danimarca (43) e il relativo protocollo di attuazione (44)) e sono considerati trattati internazionali specifici con diritti e obblighi pluriennali.

EURATOM

Il programma EURATOM si basa sul regolamento (Euratom) 2021/765 del Consiglio (45). L’articolo 4 del regolamento autorizza l’uso di frazioni annue.

L’obiettivo generale del programma è svolgere attività di ricerca e formazione nel settore nucleare, con particolare attenzione al costante miglioramento della sicurezza e della protezione nucleari e della radioprotezione, nonché contribuire al conseguimento degli obiettivi di Orizzonte Europa, anche nell’ambito della transizione energetica. Il programma Euratom concede sovvenzioni per la ricerca a beneficiari nominati e mediante inviti a presentare proposte competitivi.

RESCEU

RescEU è una riserva europea di risorse e mezzi di risposta istituita nell’ambito del meccanismo unionale di protezione civile nel quadro della revisione legislativa del 2019 della decisione n. 1313/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (46). La riserva RescEU è stata istituita come ultima istanza a cui ricorrere quando le risorse nazionali e quelle impegnate nel pool europeo di protezione civile non sono in grado di garantire una risposta efficace ai vari tipi di catastrofi. L’Unione europea finanzia tali risorse finalizzate alla risposta come misura di preparazione al fine di renderle disponibili in caso di necessità di operazioni di risposta nell’ambito del meccanismo unionale di protezione civile. I settori prioritari di sviluppo delle risorse di RescEU sono quelli della lotta aerea agli incendi boschivi, degli incidenti di tipo chimico, biologico, radiologico e nucleare, della risposta sanitaria d’emergenza nonché dei trasporti e della logistica.

Impegni di leasing operativo

Gli importi minimi impegnati da pagare ai sensi dei relativi contratti nel corso del periodo rimanente di durata di questi contratti di leasing sono i seguenti:

in milioni di EUR

 

Pagamenti minimi per contratti di leasing

< 1 anno

1- 5 anni

> 5 anni

Totale

Immobili

519

1 062

1 087

2 668

Materiale informatico e altre attrezzature

14

36

3

53

Totale

532

1 099

1 090

2 721

Nel marzo 2019, nel contesto della notifica da parte del Regno Unito della sua intenzione di recedere dall’UE e a seguito del regolamento (UE) 2018/1718 del Parlamento europeo e del Consiglio (47), la sede dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) è stata trasferita da Londra ad Amsterdam. Il 2 luglio 2019 l’Agenzia ha raggiunto un accordo con il proprietario e da allora concede i suoi locali in sublocazione a un sublocatario a condizioni che sono coerenti con quelle del contratto di locazione principale, compresa la durata del contratto di sublocazione, che si estende fino alla scadenza, nel giugno 2039, del contratto di locazione principale sottoscritto dall’EMA.

Gli importi indicati nella tabella di cui sopra comprendono 369 milioni di EUR ancora dovuti in virtù del contratto di locazione principale.

Altri impegni contrattuali

Gli importi qui inclusi corrispondono agli importi impegnati che rimangono da versare nel periodo di durata dei contratti. Di questi importi il più consistente si riferisce a un contratto di costruzione (JMO2) della Commissione a Lussemburgo (422 milioni di EUR).

6.   GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI

L’informativa dell’UE sulla gestione del rischio finanziario riguarda diversi settori chiave:

le attività di assunzione e concessione di prestiti della Commissione per l’assistenza finanziaria attraverso programmi quali NGEU, MESF, BDP, AMF, SURE, strumento per l’Ucraina ed Euratom;

le operazioni di tesoreria della Commissione per l’esecuzione del bilancio dell’UE;

le attività detenute in fondi come il fondo comune di copertura, nella CECA i.l. e nel portafoglio BUFI;

gli strumenti finanziari sostenuti mediante il bilancio dell’UE;

i programmi di garanzie di bilancio dell’UE.

6.1.   TIPI DI RISCHI FINANZIARI

L’UE si trova ad affrontare rischi finanziari derivanti dai suoi strumenti finanziari.

Rischio di mercato: l’incertezza del valore degli investimenti dovuta alle variazioni dei prezzi di mercato. Comprende rischi quali:

rischio di cambio: le variazioni dei tassi di cambio possono incidere sulle operazioni e sugli investimenti dell’UE;

rischio di tasso di interesse: tassi di interesse più elevati possono ridurre il valore di determinati investimenti, come le obbligazioni;

altro rischio di prezzo: comprende vari fattori (diversi dai tassi di interesse e dai tassi di cambio) che possono incidere sul valore degli investimenti, quali le variazioni dei prezzi di mercato o fattori specifici dei singoli investimenti.

Rischio di credito: il rischio che un mutuatario non restituisca un prestito o non adempia ai propri obblighi contrattuali, il che comporta casi di inadempimento, come ritardi nei pagamenti o il fallimento.

Rischio di liquidità: il rischio che un’impresa dell’UE non disponga di fondi o attività sufficienti per adempiere ai propri obblighi finanziari.

6.2.   POLITICHE DI GESTIONE DEI RISCHI

Valutazione degli strumenti finanziari

Le classi di attività e passività finanziarie seguenti non sono valutate al valore equo: disponibilità liquide e mezzi equivalenti, prestiti al costo ammortizzato, crediti derivanti da operazioni di scambio diversi dai crediti derivanti da contratti di garanzia finanziaria classificati come attività finanziarie all’FVSD, prestiti assunti, contratti di garanzia finanziaria e altre passività finanziarie calcolate al costo ammortizzato. Il valore contabile di tali attività e passività finanziarie è considerato un’approssimazione ragionevole del loro valore equo.

Governance per la gestione dei rischi per l’assunzione di prestiti, la gestione del debito e le relative operazioni di erogazione di prestiti

Il quadro per la gestione dei rischi dell’UE è concepito per tutelare gli interessi finanziari e in termini di reputazione dell’Unione, garantendo nel contempo la sana gestione delle sue operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti. Pur non essendo un’istituzione finanziaria, la Commissione europea utilizza pratiche avanzate di gestione dei rischi adattate alla struttura unica dell’UE e ai requisiti dei programmi. L’obiettivo principale del quadro è salvaguardare gli interessi finanziari dell’Unione e mantenere l’integrità, la trasparenza e l’affidabilità delle sue operazioni, in particolare quelle relative al programma NGEU.

Il quadro, elaborato dal direttore rischi (Chief Risk Officer - CRO), comprende politiche fondamentali quali la politica di alto livello in materia di rischi e conformità, la politica per la gestione del rischio di liquidità del mercato e di provvista di liquidità e la politica di gestione del rischio operativo Il CRO fissa limiti di rischio fissi e flessibili nonché i principali indicatori di rischio per monitorare e valutare i rischi.

Relazioni periodiche sui rischi garantiscono il rispetto dei limiti, evidenziano le esposizioni al rischio e propongono strategie di attenuazione. Un modello basato su «tre linee di difesa» rafforza la governance separando i poteri, definendo la gerarchia e chiarendo i ruoli nella gestione e nel controllo dei rischi.

Coadiuvato dal comitato per la gestione dei rischi e la conformità, il CRO attua il quadro per la gestione dei rischi mediante politiche e procedure interne di gestione. Il comitato fornisce consulenza al CRO su questioni relative ai rischi, in particolare per le operazioni di NGEU.

L’adozione delle decisioni di esecuzione (UE, Euratom) 2022/2544 (48) e 2023/2825 (49) della Commissione ha ampliato le responsabilità del CRO per quanto riguarda la supervisione sui seguenti aspetti:

le operazioni di assunzione di prestiti nell’ambito dell’approccio unificato in materia di finanziamenti e del metodo di finanziamento back to back per i programmi di assistenza finanziaria;

la valutazione del rischio di credito per i prestiti agli Stati membri e ai paesi terzi nell’ambito di NGEU, dell’AMF, dell’AMF+ per l’Ucraina e di programmi analoghi;

le operazioni di gestione del debito;

le operazioni di gestione della liquidità.

Il CRO gode di autonomia nello svolgimento dei propri compiti e delle proprie responsabilità e riferisce al membro del collegio competente per il bilancio a norma della decisione di esecuzione (UE, Euratom) 2023/2825 della Commissione. In tal modo si garantisce l’indipendenza nell’esecuzione dei compiti e delle responsabilità assegnati.

Attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria e NGEU

L’UE non prende in prestito fondi per finanziare le proprie spese operative, fatta eccezione per i prestiti relativi a NGEU.

Le operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti dell’UE sono gestite conformemente ai regolamenti, alle decisioni e alle linee guida interne pertinenti. Manuali dettagliati disciplinano attività quali l’assunzione e l’erogazione di prestiti e le unità competenti valutano costantemente i rischi finanziari e operativi, garantendo nel contempo la conformità.

Storicamente, le operazioni di prestito dell’UE erano finanziate mediante assunzione di prestiti back to back, che riducevano al minimo i rischi di tasso di interesse o di cambio relativi a posizioni aperte. Tuttavia a partire dal 2021 l’UE prende in prestito fondi anche nell’ambito di un approccio unificato in materia di finanziamenti.

L’approccio unificato in materia di finanziamenti, originariamente sviluppato per NGEU, utilizza vari strumenti e tecniche di finanziamento per soddisfare il fabbisogno di finanziamento sia a lungo che a breve termine. Ciò comprende l’emissione di obbligazioni UE, in sostituzione della prassi precedente di emissioni distinte per ciascun programma. Dal dicembre 2022 questa strategia è stata estesa ai prestiti AMF+ a favore dell’Ucraina, nel 2023 al programma relativo allo strumento per l’Ucraina e dal 2024 ad altri prestiti AMF. Il ricorso a un approccio unificato in materia di finanziamenti migliora la flessibilità e l’efficienza in termini di costi.

Tesoreria

Le norme e i principi di gestione delle operazioni di tesoreria della Commissione sono stabiliti dal regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio, modificato dai regolamenti (UE, Euratom) 2016/804 (50) e (UE, Euratom) 2022/615 (51) del Consiglio, (di seguito denominato «regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio») e dal regolamento finanziario.

Si applicano i seguenti principi fondamentali:

le risorse proprie sono versate dagli Stati membri in conti aperti a tale scopo a nome della Commissione presso il Tesoro o la banca centrale nazionale;

le risorse proprie sono versate dagli Stati membri nelle rispettive monete nazionali, mentre i pagamenti della Commissione sono denominati per lo più in EUR;

non sono consentiti scoperti di conto sui conti bancari aperti a nome della Commissione, a eccezione di casi specifici quali inadempimenti su prestiti o fabbisogno di liquidità eccessivo.

i fondi detenuti in conti bancari denominati in valute diverse dall’euro vengono utilizzati per i pagamenti in quelle stesse valute oppure convertiti periodicamente in euro.

Oltre ai conti delle risorse proprie, la Commissione apre altri conti bancari presso le banche centrali e le banche commerciali al fine di effettuare i pagamenti e incassare somme diverse dai contributi degli Stati membri al bilancio.

Le operazioni di tesoreria e di pagamento sono altamente automatizzate e si avvalgono di moderni sistemi informatici. Sono applicate procedure per garantire la sicurezza del sistema, separare i compiti e garantire il rispetto del regolamento finanziario, delle norme di controllo interno e dei principi di audit.

Linee guida e procedure disciplinano la gestione delle operazioni di pagamento e di tesoreria della Commissione, al fine di limitare i rischi finanziari e operativi e garantire un controllo adeguato. Tali linee guida riguardano settori quali l’esecuzione dei pagamenti, la gestione di cassa, le previsioni dei flussi finanziari e la continuità dell’attività. Il loro rispetto è monitorato regolarmente.

Gestione degli attivi

Il controllo dei vari rischi relativi alla gestione degli attivi è basato su procedure dedicate di governance e operative, adottate seguendo i parametri di riferimento degli standard più elevati adottati da pari istituzioni internazionali. Tali procedure, sottoposte a vari audit interni ed esterni, garantiscono il conseguimento di una sana gestione patrimoniale.

La Commissione ha posto in essere un’adeguata struttura di governance per il riesame e l’approvazione di decisioni tecniche e strategiche in relazione a operazioni di gestione patrimoniale, che sono soggette alla supervisione di due organi: il comitato per i rischi, composto da rappresentanti della DG BUDG, e il comitato per la gestione patrimoniale, composto da rappresentanti della DG BUDG, della DG ECFIN e della DG FISMA. Le decisioni tecniche sono discusse e approvate in seno al comitato per i rischi, mentre le decisioni strategiche sono approvate dal comitato per i rischi e dal comitato per la gestione patrimoniale prima dell’approvazione definitiva del direttore generale della DG BUDG, di concerto con il contabile.

La governance di gestione degli attivi garantisce una chiara delega del processo decisionale e delle responsabilità e un’adeguata separazione delle funzioni tra front office, gestione dei rischi e back office. Le procedure di conformità forniscono il quadro per adeguati codici di condotta per la gestione di potenziali conflitti di interessi personali e norme per la gestione dei rischi di insider trading.

Gli orientamenti per la gestione delle attività e le restrizioni interne agli investimenti offrono un solido quadro di controllo interno a garanzia della salvaguardia degli attivi. I titoli sono detenuti presso i depositari dell’UE conformemente alle migliori prassi di mercato, mentre liquidità e depositi sono collocati presso istituzioni finanziarie di prim’ordine. La salvaguardia delle attività finanziarie è assicurata anche dalla separazione dei compiti tra il team responsabile delle operazioni in titoli e il team di back office responsabile della loro liquidazione e della riconciliazione bancaria. Un ulteriore livello di controllo è assicurato dal team contabile durante il processo di riconciliazione alla chiusura mensile, quando il portafoglio titoli è riconciliato con la dichiarazione del depositario dei titoli. Eventuali discrepanze nella liquidazione e pagamenti tardivi delle controparti sono seguiti quotidianamente dai team per la riconciliazione bancaria e dal back office.

Per il monitoraggio del rispetto del quadro di controllo, una serie esaustiva di indicatori di prestazione e rischio per le attività gestite è comunicata periodicamente ai pertinenti portatori di interessi.

Gli orientamenti per la gestione delle attività e le strategie di rischio e di investimento definiscono determinati limiti e restrizioni, al fine di limitare l’esposizione al rischio di credito del portafoglio, che è limitato a titoli di investment grade, tranne per l’esposizione agli Stati membri dell’UE.

Fondo comune di copertura

Il fondo comune di copertura è gestito in base agli orientamenti per la gestione degli attivi definiti dalla Commissione, conformemente alla decisione C(2020)1896 del 25 marzo 2020  (52). Il direttore generale della DG BUDG è responsabile della gestione delle attività finanziarie del fondo comune di copertura.

L’obiettivo del fondo comune di copertura è garantire la liquidità necessaria a coprire integralmente e tempestivamente tutti i flussi in uscita richiesti, come le attivazioni delle garanzie, e preservare il capitale lungo l’orizzonte d’investimento del fondo, con un elevato livello di affidabilità.

Il portafoglio del fondo comune di copertura è concepito per garantire un livello elevato di diversificazione tra diverse classi di attivi, zone geografiche, emittenti e scadenze, conformemente agli orientamenti per la gestione degli attivi. Al 31 dicembre 2024 il portafoglio comprendeva investimenti in strumenti del mercato monetario, obbligazioni e titoli societari nonché fondi azionari indicizzati quotati.

Dato che al 31 dicembre 2024 l’unica controparte per tutti i contratti forward su valuta in essere è la Banque de France, a tale data non sono state messe in atto forme di miglioramento della qualità creditizia, quali garanzie reali, accordi di compensazione o garanzie. L’esposizione massima al rischio di credito per i derivati su valuta estera aventi un valore equo positivo alla fine del periodo di riferimento è uguale al valore contabile nello stato patrimoniale.

Ammende

Ammende versate in via provvisoria: portafoglio BUFI

Gli importi delle ammende versate in via provvisoria sono investiti nel portafoglio BUFI.

La Commissione gestisce il portafoglio BUFI in base alle procedure e alle linee guida interne in materia di gestione patrimoniale. Gli obiettivi delle attività di gestione patrimoniale sono i seguenti:

garantire che i fondi siano facilmente disponibili quando sono necessari;

ridurre i rischi associati ai mercati finanziari; mirare a ottenere un rendimento in linea con il parametro di riferimento del BUFI, preservando nel contempo l’importo nominale delle ammende.

Gli investimenti nel portafoglio BUFI sono limitati a:

depositi a termine presso le banche centrali degli Stati membri, agenzie di emissione di debito sovrano, banche di proprietà esclusivamente statale o garantite dallo Stato o istituzioni sovranazionali;

obbligazioni, buoni e certificati di deposito emessi da enti sovrani o da istituzioni sovranazionali.

Garanzie finanziarie ricevute

La Commissione detiene importi significativi di garanzie emesse da enti finanziari in relazione alle ammende inflitte a imprese che violano le norme dell’UE (cfr. nota 2.6.1.3). Tali garanzie vengono fornite dalle imprese a cui è stata inflitta l’ammenda in alternativa al pagamento in via provvisoria.

La Commissione gestisce dette garanzie conformemente alla sua politica interna di gestione dei rischi. Tale politica garantisce che i rischi finanziari e operativi siano individuati e valutati, e che il rispetto delle politiche e procedure interne sia verificato regolarmente.

Programmi di garanzie di bilancio dell’UE

Il regolamento finanziario ha posto in atto diverse salvaguardie intese a tutelare il bilancio dell’UE dai rischi finanziari connessi alle garanzie di bilancio. Tali salvaguardie possono essere raggruppate in quattro categorie principali.

(a)

Misure per limitare le passività potenziali

La garanzia dell’UE è limitata in modo chiaramente definito e la passività finanziaria non può superare l’importo della garanzia di bilancio autorizzato dal suo atto di base. La passività potenziale generata da una garanzia di bilancio può superare gli attivi finanziari previsti a copertura della passività finanziaria dell’UE soltanto ove previsto dall’atto di base sottostante e a condizioni specifiche.

Il profilo di rischio desiderato delle operazioni/dei prodotti finanziari garantiti dall’UE è determinato ex ante, ossia prima della sottoscrizione degli accordi di garanzia.

(b)

Misure relative alla selezione dei partner esecutivi

I programmi di garanzie di bilancio sono attuati con partner affidabili e valutati per pilastro, che si impegnano a utilizzare risorse proprie, garantendo l’allineamento degli interessi con l’UE.

(c)

Misure per assicurare un’adeguata capacità di bilancio ex-ante per assorbire l’attivazione delle garanzie

I programmi di garanzie di bilancio sono sostenuti da accantonamenti detenuti nel fondo comune di copertura. Il tasso di copertura è stabilito nell’atto di base di ciascun programma in modo da consentire la programmazione di stanziamenti di bilancio per costituire una dotazione che consenta di assorbire le perdite senza turbare il bilancio. La Commissione garantisce annualmente che il tasso di copertura sia adeguato e in linea con i principi del regolamento finanziario e con la programmazione finanziaria.

(d)

Misure per gestire le perdite realizzate che superano la stima ex ante

Il regolamento finanziario prevede due soglie di allerta precoce (ossia quando restano disponibili il 50 % e il 30 % del tasso di copertura). Tali soglie consentono alla Commissione di anticipare il potenziale esaurimento della copertura e di valutare se proporre una copertura aggiuntiva. In caso di fabbisogno temporaneo di liquidità aggiuntiva, esistono procedure quali i trasferimenti tra comparti del fondo comune di copertura, l’uso della riserva di liquidità della tesoreria centrale e il ricorso al margine di bilancio disponibile.

Inoltre nel 2020 è stato istituito un comitato direttivo sulle passività potenziali per sorvegliare le garanzie di bilancio e l’assistenza finanziaria, che creano passività potenziali per il bilancio. Il comitato interviene su questioni riguardanti la gestione dei rischi, gli accordi standard e le relazioni integrate per stabilire i requisiti istituzionali per la gestione sostenibile delle passività potenziali.

Programmi relativi a strumenti finanziari

Il bilancio dell’UE si basa da molti anni su programmi relativi a strumenti finanziari. Detti programmi sono utilizzati per finanziare i beneficiari più rischiosi che incontrano difficoltà a ottenere finanziamenti dai prestatori commerciali. La Commissione delega l’attuazione di tali programmi al gruppo BEI o ad altre istituzioni finanziarie mediante accordi con la Commissione. Cfr. nota 2.4.2.1 per esempi di tali programmi.

Una volta impegnato il contributo finanziario a favore di uno strumento finanziario, i fondi necessari vengono trasferiti su un conto fiduciario aperto dell’istituzione finanziaria in nome proprio ma per conto della Commissione. L’istituzione finanziaria può utilizzare tali fondi per concedere prestiti, emettere strumenti di debito, investire in strumenti rappresentativi di capitale o coprire attivazioni di garanzie.

Il rischio associato a tali strumenti finanziari è limitato al massimale definito negli accordi sottostanti, che corrisponde all’importo previsto per lo strumento che è stato iscritto in bilancio. Poiché la Commissione sostiene spesso la «prima perdita», è probabile che il bilancio dell’UE subisca alcune perdite.

Gli accordi della Commissione con le istituzioni finanziarie prevedono termini e obblighi rigorosi per garantire che i fondi UE siano gestiti adeguatamente e che siano oggetto di adeguata rendicontazione. I proventi derivanti dagli strumenti finanziari sono generalmente rimborsati al bilancio dell’UE.

6.3.   RISCHIO DI CAMBIO

Esposizione al rischio di cambio degli strumenti finanziari dell’UE a fine esercizio — Posizione netta

in milioni di EUR

 

31.12.2024

 

USD

RON

PLN

SEK

Altro

EUR

Totale

Attività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Attività finanziarie al costo ammortizzato 1

40

5

7

414

466

Attività finanziarie all’FVSD

 

 

 

 

 

 

 

Non derivate

2 148

45

120

41 336

43 648

Derivate

1 110

1 110

Crediti 2

72

1

17

1

111

3 039

3 240

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

111

258

573

314

966

60 941

63 163

 

2 371

264

590

360

1 204

106 839

111 628

Passività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Passività per garanzie finanziarie

(518 )

(36 )

(59 )

(12 )

(112 )

(5 643 )

(6 379 )

Passività finanziarie all’FVSD

(1 712 )

285

76

75

138

1 040

(98 )

 

(2 230 )

248

17

63

26

(4 603 )

(6 477 )

Totale

141

512

607

423

1 230

102 237

105 151


in milioni di EUR

 

31.12.2023

 

USD

RON

PLN

SEK

Altro

EUR

Totale

Attività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Attività finanziarie al costo ammortizzato  (53)

39

5

11

200

255

Attività finanziarie all’FVSD

 

 

 

 

 

 

 

Non derivate

1 568

20

129

35 686

37 402

Derivate

(1 142 )

17

21

74

65

2 055

1 091

Crediti  (54)

123

2

28

1

120

3 757

4 032

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

145

474

1 076

654

1 657

35 608

39 616

 

734

499

1 126

749

1 982

77 306

82 396

Passività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Passività per garanzie finanziarie

(591 )

(32 )

(38 )

(15 )

(105 )

(5 488 )

(6 268 )

Passività finanziarie all’FVSD

(1 )

152

(3 )

(6 )

(201 )

(60 )

 

(593 )

120

(38 )

(18 )

(111 )

(5 689 )

(6 328 )

Totale

142

619

1 088

731

1 871

71 618

76 068

Nei conti annuali dell’UE per il 2024, rispetto ai conti annuali dell’UE del 2023 è stato aggiunto il RON per l’esame dell’esposizione al rischio di cambio e l’analisi di sensibilità, mentre la sterlina (GBP) è stata eliminata. La ragione è una diminuzione delle esposizioni in GBP da quando il Regno Unito ha lasciato l’UE nel 2020 e un costante aumento delle esposizioni in RON.

Se l’euro si fosse rafforzato o indebolito del 10 % rispetto alle altre valute, l’impatto sul risultato economico sarebbe stato il seguente:

in milioni di EUR

Aumento (+)/

diminuzione (-) del tasso di cambio

2024

USD

RON

PLN

SEK

+10 %

(13 )

(47 )

(55 )

(38 )

-10 %

16

57

67

47


in milioni di EUR

Aumento (+)/

diminuzione (-) del tasso di cambio

2023

USD

RON

PLN

SEK

+10 %

(13 )

(56 )

(99 )

(66 )

-10 %

16

69

121

81

Attività di assunzione e concessione di prestiti per NGEU e assistenza finanziaria

Poiché tutte le attività e passività finanziarie dell’UE sono attualmente in euro, l’UE non è esposta al rischio di cambio.

Tesoreria

Le risorse proprie versate dagli Stati membri in valute diverse dall’euro sono detenute sui conti delle risorse proprie. Quando sono necessari per i pagamenti, tali fondi sono convertiti in euro. In alcuni casi, sono utilizzati direttamente per pagamenti nelle stesse valute.

La Commissione detiene inoltre conti in valute dell’UE diverse dall’euro, quali USD, GBP e CHF, presso banche commerciali per effettuare pagamenti in tali valute. Detti conti vengono alimentati in funzione delle necessità, attenuando così il rischio di cambio.

Al momento dell’incasso di somme varie in valute diverse dall’euro, le somme sono trasferite su conti della Commissione in quelle stesse valute oppure sono convertite in euro e trasferite su conti in euro.

Le casse di anticipi in valute diverse dall’euro sono alimentate sulla base del fabbisogno stimato di pagamenti da effettuarsi a breve termine e sono mantenute entro i rispettivi massimali.

Ammende

Tutte le ammende inflitte, pagate o coperte in via provvisoria sono in euro, il che evita qualsiasi rischio di cambio quando sono detenute nel fondo BUFI.

Garanzie di bilancio

Le garanzie di bilancio presentano di norma un limite massimo in euro. Alcune operazioni sottostanti tuttavia possono essere denominate in altre valute, quali USD o valute locali.

La Commissione tiene conto del rischio di cambio nel determinare le esigenze di copertura per le garanzie di bilancio.

Fondo comune di copertura

Il fondo comune di copertura opera sia in euro che in dollaro statunitense. Per gestire il rischio di cambio, il fondo comune di copertura stipula contratti forward su valuta estera per coprire il valore di mercato dei suoi investimenti in USD; il limite dell’esposizione massima al rischio di cambio senza copertura è fissato all’1 % del valore totale del portafoglio entro i limiti del valore di riferimento e delle assegnazioni strategiche annuali, come definito nei pertinenti strumenti finanziari. Per ulteriori informazioni si veda la nota 2.4.1.2.

Il fondo comune di copertura utilizza questa strategia di copertura per adeguare o invertire la posizione coperta, secondo necessità. Il fondo comune di copertura non copre invece il rischio di cambio per i prestiti oggetto di surrogazione (cfr. nota 2.4.1.2) che sono contabilizzati nella loro valuta originaria, cosa che espone l’UE al rischio di cambio. Per quanto riguarda tali prestiti, a causa dell’incertezza sui relativi tempi di rimborso, non vengono effettuate attività volte a compensare le variazioni dei cambi.

6.4.   RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE

La tabella seguente mostra come una variazione dell’1 % dei tassi di interesse (± 100 punti base) inciderebbe sui risultati economici dell’UE per quanto riguarda i titoli di debito e i fondi indicizzati quotati.

in milioni di EUR

 

Aumento (+) /diminuzione (–) in punti base

Risultato economico

2024: Attività finanziarie all’FVSD

+ 100

(1 172 )

- 100

1 246

2023: Attività finanziarie all’FVSD

+ 100

(960 )

- 100

1 021

La sensibilità di un portafoglio obbligazionario alle variazioni dei tassi di interesse aumenta in funzione della sua durata. La durata dei principali portafogli di attività gestiti dalla Commissione è illustrata in appresso.

Attività di assunzione e concessione di prestiti per NGEU e assistenza finanziaria

Date sue attività di assunzione e concessione di prestiti, l’UE detiene importanti attività e passività che generano interessi. Gli strumenti di assistenza finanziaria, esclusi i prestiti assunti nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti, tuttavia non presentano un rischio di tasso di interesse, poiché i prestiti assunti sono compensati da prestiti equivalenti per termini e per condizioni (back to back).

Per l’approccio unificato in materia di finanziamenti, il rischio di tasso di interesse è coperto applicando procedure e meccanismi di mitigazione. Il principio alla base dell’approccio unificato in materia di finanziamenti è quello di ripartire il costo del finanziamento e i relativi costi tra i beneficiari dei prestiti e il bilancio dell’UE in maniera trasparente, nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi ed equo, basato su calcoli di interessi giornalieri. Il finanziamento unificato si basa sul principio della ripartizione integrale dei costi, per cui gli interessi passivi dovuti a strumenti di assunzione di prestiti, giacenze monetarie o altri strumenti di investimento sono interamente ripartiti e fatturati ai beneficiari dei prestiti come costi di finanziamento o costi di gestione della liquidità.

I costi di finanziamento sono attribuiti ai beneficiari dei prestiti sulla base dell’importo in essere dei prestiti. I costi di finanziamento non attribuiti ai prestiti o al sostegno non rimborsabile sono fatturati ai beneficiari dei prestiti e al bilancio dell’UE sotto forma di costi di gestione della liquidità, che possono essere positivi o negativi a seconda dell’evoluzione dei tassi di interesse applicati ai saldi di cassa.

Nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti, le disponibilità liquide sono detenute in un pool prudenziale e di finanziamento dell’UE per mantenere un cuscinetto di sicurezza definito, evitando saldi in eccesso. Le disponibilità liquide sono detenute presso la Banca centrale europea e dal 4 aprile 2022 si applica al saldo di cassa in essere il tasso di interesse a breve termine del mercato monetario in euro meno 20 punti base. Le entrate derivanti da giacenze monetarie e da altri strumenti di investimento, quali i depositi a termine del mercato monetario, fanno parte della fatturazione dei costi di gestione della liquidità.

Tesoreria

La Commissione dispone di misure per garantire che gli interessi maturati sui suoi conti bancari rispecchino regolarmente i tassi di interesse di mercato e le loro possibili fluttuazioni.

I conti delle risorse proprie sono protetti dai costi poiché sono esenti da spese o interessi conformemente all’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio.

I conti aperti presso il Tesoro di ciascuno Stato membro per i versamenti delle risorse proprie sono infruttiferi e senza spese. I conti aperti presso le banche centrali nazionali (risorse proprie e di altro tipo) possono essere remunerati al tasso ufficiale applicato da ciascuna istituzione.

La Commissione adegua le proprie procedure di gestione della liquidità alle condizioni correnti degli interessi di mercato. Nel 2023 i tassi di interesse positivi hanno agevolato l’attuazione del modello di conto centrale. Un cuscinetto di sicurezza di liquidità è detenuto su conti di deposito centrali alimentati settimanalmente attingendo ai conti delle risorse proprie al fine di coprire il fabbisogno di pagamenti per l’esecuzione del bilancio, evitando saldi in eccesso.

I saldi overnight dei conti detenuti presso le banche commerciali e centrali maturano interessi quotidianamente, sulla base di tassi variabili di mercato a cui viene applicato un margine contrattuale (positivo o negativo).

Ammende

Le ammende incassate in via provvisoria sono investite in un portafoglio di obbligazioni a lungo termine con una durata media del portafoglio di 1,55 anni.

Fondo comune di copertura

Il portafoglio del fondo comune di copertura ha una durata media complessiva di 3,42 anni.

CECA i.l.

Gli importi della CECA i.l. sono investiti in un portafoglio obbligazionario a lungo termine con una durata media di 3,31 anni.

6.5.   ALTRO RISCHIO DI PREZZO

Al 31 dicembre 2024 l’UE è esposta al rischio azionario derivante da vari investimenti, tra cui:

investimenti azionari non quotati (quali fondi di venture capital e altri fondi di investimento);

fondi comuni monetari (ad esempio lo Unitary Fund della BEI);

fondi indicizzati quotati e

investimenti in portafogli comuni (cfr. nota 2.4.2.1).

L’UE è inoltre esposta al rischio azionario tramite garanzie a copertura di investimenti azionari non quotati e quasi azionari, assimilati a derivati valutati al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo (cfr. nota 2.4.2.2).

Il rischio di mercato sui titoli azionari è il rischio che cambi il valore equo degli investimenti azionari a causa di fluttuazioni dei prezzi dei titoli azionari e/o del valore degli investimenti azionari garantiti.

L’effetto sull’avanzo o disavanzo di un aumento o una diminuzione del 10 % del valore degli strumenti di cui sopra sarebbe il seguente:

in milioni di EUR

 

10 %

(10) %

Investimenti azionari

320

(320 )

Fondi comuni monetari, fondi indicizzati quotati e investimenti in portafogli comuni

598

(598 )

Garanzie su portafogli azionari  (55)

606

(606 )

Totale al 31.12.2024

1 523

(1 523 )

Investimenti azionari

289

(289 )

Fondi comuni monetari, fondi indicizzati quotati e investimenti in portafogli comuni

481

(481 )

Garanzie su portafogli azionari  (55)

506

(506 )

Totale al 31.12.2023

1 276

(1 276 )

L’UE investe in attività non quotate il cui valore non è disponibile pubblicamente, oppure le garantisce. Tali attività sono generalmente gestite da entità incaricate, che sono esperte del settore e ne valutano e monitorano regolarmente il valore.

6.6.   RISCHIO DI CREDITO

Esposizione massima al rischio di credito

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Attività finanziarie

 

 

Prestiti erogati

283 580

246 877

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

63 163

39 616

Crediti derivanti da operazioni di scambio  (56)

3 240

4 032

Attività finanziarie all’FVSD - titoli di debito

34 465

29 703

Attività finanziarie all’FVSD - derivate

1 110

1 091

Garanzie fornite e impegni all’erogazione di prestiti

 

 

Contratti di garanzia finanziaria

60 857

57 066

Impegni all’erogazione di prestiti

18 193

40

Totale

464 607

378 426

L’UE è inoltre esposta indirettamente al rischio di credito tramite i suoi investimenti in fondi comuni monetari, fondi indicizzati quotati di obbligazioni societarie e portafogli comuni di titoli di debito (cfr. nota 2.4.2.1), fatto che esercitare un impatto sui relativi prezzi (cfr. nota 6.5).

Prestiti erogati: qualità creditizia

in milioni di EUR

31.12.2024

 

Livello 1

Livello 2

Livello 3

POCI

Totale

Rating del credito

 

 

 

 

 

Prime e high grade (grado eccellente o elevato)

35 593

35 593

Upper medium grade (grado medio-alto)

87 005

87 005

Lower medium grade (grado medio-basso)

129 200

129 200

Non investment grade (grado di non investimento) (incl. rischio di inadempimento)

3 593

44 139

14

27

47 773

Valore contabile lordo

255 391

44 139

14

27

299 571

Meno fondo a copertura perdite

(31 )

(15 969 )

(14 )

24

(15 991 )

Valore contabile netto

255 360

28 170

(1 )

51

283 580


in milioni di EUR

31.12.2023

 

Livello 1

Livello 2

Livello 3

POCI

Totale

Rating del credito

 

 

 

 

 

Prime e high grade (grado eccellente o elevato)

36 302

36 302

Upper medium grade (grado medio-alto)

72 051

72 051

Lower medium grade (grado medio-basso)

113 652

113 652

Non investment grade (grado di non investimento) (incl. rischio di inadempimento)

2 130

31 762

25

38

33 955

Valore contabile lordo

224 134

31 762

25

38

255 960

Meno fondo a copertura perdite

(54 )

(9 024 )

(23 )

18

(9 083 )

Valore contabile netto

224 081

22 738

2

56

246 877

Le categorie di rischio di cui sopra si basano in via di principio sulle scale di rating delle agenzie di rating del credito esterne. Tali categorie corrispondono a:

Prime e high grade (grado eccellente o elevato): Moody’s P-1, Aaa — Aa3; S&P A-1+, A-1, AAA — AA -; Fitch F1+, F1, AAA — AA- ed equivalenti;

Upper medium grade (grado medio-alto): Moody’s P-2, A1 — A3; S&P A-2, A+ — A-; Fitch F2, A+ — A- ed equivalenti;

Lower medium grade (grado medio-basso): Moody’s P-3, Baa1 — Baa3; S&P A-3, BBB+ — BBB-; Fitch F3, BBB+ — BBB- ed equivalenti;

Non-investment grade (grado di non investimento): Moody’s not prime, Ba1 — C; S&P B, C, D, BB+ — D; Fitch B, C, BB+ — D ed equivalenti.

L’UE si serve di tali categorie di rating come riferimento per gli strumenti finanziari e le banche commerciali. Tuttavia l’UE, dopo aver effettuato la propria analisi dei singoli casi, può mantenere importi con una particolare categoria di rischio anche se un’agenzia di rating ha declassato la controparte.

I prestiti erogati classificati nella categoria non-investment grade (grado di non investimento) si riferiscono principalmente all’assistenza finanziaria sotto forma di prestiti a favore di paesi partner in difficoltà finanziarie. Tutti i prestiti concessi a Stati membri sono classificati nella categoria investment grade e al livello 1. I prestiti erogati classificati al livello 2 comprendono principalmente prestiti AMF, AMF+, a titolo dello strumento per l’Ucraina ed Euratom a favore dell’Ucraina. I prestiti POCI sono prestiti oggetto di surrogazione dai programmi del mandato per i prestiti esterni.

Attività di assunzione e concessione di prestiti per NGEU e assistenza finanziaria

In caso di inadempimento da parte dei debitori, la Commissione può attingere alle attività detenute nel fondo comune di copertura per il servizio dell’eventuale debito dovuto, in particolare per i prestiti AMF ed Euratom a favore di paesi terzi (ad eccezione dei prestiti AMF+).

I prestiti concessi all’Ucraina a titolo del programma di AMF eccezionale (6 miliardi di EUR erogati nel 2022) sono coperti in primo luogo dai rispettivi comparti del fondo comune di copertura e successivamente anche da garanzie aggiuntive degli Stati membri per 3,7 miliardi di EUR, che sono considerate come un miglioramento della qualità creditizia per tali prestiti e riducono pertanto la svalutazione per riduzione di valore da rilevare in relazione a tali prestiti a 337 milioni di EUR (sull’intera svalutazione per riduzione di valore di 10,1 miliardi di EUR riferita al totale dei prestiti AMF e AMF+ a favore dell’Ucraina) al 31 dicembre 2024.

La Commissione gestisce l’esposizione al rischio di credito per i prestiti Euratom ottenendo garanzie di Stato per un totale di 300 milioni di EUR al 31 dicembre 2024 (2023: 314 milioni di EUR).

I prestiti concessi agli Stati membri a titolo dello strumento SURE sono sostenuti da un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri che ammontano al 25 % dell’importo massimo disponibile per la relativa assistenza finanziaria.

Per eventuali perdite su crediti relative ai prestiti erogati agli Stati membri e ai prestiti AMF+ e a titolo dello strumento per l’Ucraina, la Commissione può fare appello agli Stati membri, nel rispetto dei massimali delle risorse proprie («margine di manovra del bilancio»; cfr. nota 6.7).

Prestiti erogati: variazioni del fondo svalutazione crediti

in milioni di EUR

 

Livello 1

Livello 2

Livello 3

POCI

Totale

Fondo a copertura perdite all’1.1.2024

54

9 024

23

(18 )

9 083

Trasferimento al livello 1

23

(23 )

Trasferimento al livello 2

(0 )

0

Trasferimento al livello 3

Nuovi prestiti

14

5 694

5 708

Eliminazioni contabili - rimborsi

(1 )

(25 )

(8 )

(34 )

Eliminazioni contabili - cancellazioni

(12 )

(12 )

Rivalutazione del fondo a copertura perdite

(59 )

1 299

(1 )

6

1 245

Altro

0

0

0

0

Fondo a copertura perdite al 31.12.2024

31

15 969

14

(24 )

15 991

La svalutazione ulteriore di crediti al livello 2 è principalmente dovuta a nuovi prestiti a favore dell’Ucraina erogati nell’ambito dello strumento per l’Ucraina (cfr. nota 2.4.1.1).

Nel 2024 l’UE ha concesso all’Ucraina 763 milioni di EUR di contributi in conto interessi per gli interessi maturati su alcuni dei prestiti concessi nel quadro del programma di AMF+ e AMF eccezionale. Il costo ammortizzato prima della modifica ammontava a 17,3 miliardi di EUR. Questa modifica dei termini contrattuali è stata contabilizzata come minusvalenza derivante dalla modifica nel conto economico (cfr. nota 3.15). Il contributo in conto interessi non ha avuto un impatto significativo sulla valutazione del rischio di credito e al 31 dicembre 2024 i prestiti continuavano a essere classificati al livello 2.

Si veda la nota 1.5.5 per le politiche dell’UE relative ai livelli per quanto riguarda i prestiti.

Prestiti erogati: misurazione delle perdite attese su crediti

L’UE utilizza una stima ponderata in base alle probabilità per misurare le perdite attese su crediti. A tal fine si procede alla stima della differenza tra i flussi di cassa contrattuali e i flussi di cassa attesi.

Per questa stima l’UE applica tre parametri di rischio del credito:

probabilità di inadempimento: percentuale che rappresenta la probabilità che una controparte sia inadempiente rispetto ai propri obblighi finanziari, nell’arco dei 12 mesi successivi o lungo la restante durata della vita dell’obbligo;

perdita in caso di inadempimento: percentuale che evidenzia la prevista diminuzione dei flussi finanziari, tenendo conto dei recuperi e delle garanzie reali;

esposizione in caso di inadempimento: l’esposizione in essere (importo) al momento di un inadempimento.

L’UE tiene conto del suo status di creditore privilegiato de facto nella stima della perdita in caso di inadempimento in relazione a esposizioni sovrane.

I flussi di cassa stimati lungo la vita attesa dell’attività finanziaria sono attualizzati al tasso di interesse effettivo.

L’UE prende in considerazione informazioni prospettiche ragionevoli e motivate, disponibili senza costi e sforzi eccessivi, e adegua i parametri del modello laddove necessario.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti: qualità creditizia

in milioni di EUR

 

31.12.2024

31.12.2023

Rating del credito

 

 

Premium e high grade (grado eccellente o elevato)

57 251

35 687

Upper medium grade (grado medio-alto)

4 161

3 114

Lower medium grade (grado medio-basso)

1 722

786

Non-investment grade (grado di non investimento)

28

28

Valore contabile lordo

63 163

39 616

Meno fondo a copertura perdite

-

Valore contabile netto

63 163

39 616

Tesoreria

La maggior parte delle risorse di tesoreria della Commissione è detenuta sui conti delle risorse proprie aperti dagli Stati membri per il pagamento dei loro contributi, principalmente RNL, IVA e RPT. Questi conti sono detenuti presso il Tesoro o la banca centrale nazionale dei singoli Stati membri, che presentano un rischio di credito (o di controparte) minimo per la Commissione.

Per la parte delle risorse di tesoreria della Commissione detenute presso banche commerciali, l’alimentazione di tali conti avviene in base al principio del just in time ed è gestita automaticamente dal sistema di gestione delle disponibilità liquide della tesoreria. Su ogni conto commerciale vengono mantenuti livelli minimi di liquidità, in modo che gli importi complessivi detenuti overnight su questi conti commerciali si mantengano invariabilmente contenuti (mediamente meno di 100 milioni di EUR).

Per la selezione delle banche commerciali vengono applicate linee guida specifiche, per ridurre ulteriormente il rischio di controparte al quale è esposta la Commissione. Tali linee guida comprendono:

selezione mediante gara d’appalto di banche commerciali aventi un rating del credito a lungo termine minimo S&P A- o equivalente;

i rating sono monitorati e viene definita un’esposizione massima per ciascuna istituzione finanziaria, tenendo conto dell’affidabilità creditizia e della capitalizzazione dell’entità del settore finanziario;

casse di anticipi sono detenute presso banche locali selezionate mediante procedura di gara semplificata nelle delegazioni al di fuori dell’UE; i livelli di rating prescritti sono in funzione della situazione locale. Al fine di limitare l’esposizione al rischio, i saldi delle casse di anticipi vengono tenuti al livello più basso possibile e alimentati regolarmente, e i massimali applicati sono rivisti annualmente.

Disponibilità liquide detenute nell’ambito del finanziamento unificato

In conformità dell’approccio unificato in materia di finanziamenti, sono detenute disponibilità liquide sufficienti per soddisfare tutte le imminenti esigenze di pagamento e mantenere un cuscinetto di sicurezza definito, evitando saldi in eccesso. Poiché le disponibilità liquide sono depositate su un conto bancario presso la BCE il rischio di credito è molto basso.

Crediti: qualità creditizia

in milioni di EUR

 

Non in scadenza

Scaduto da

Scaduto da

Scaduto da

Scaduto da

Totale

 

0-30 giorni

31-90 giorni

91 giorni-1 anno

> 1 anno

Valore contabile lordo

1 508

15

33

27

207

1 789

Meno fondo a copertura perdite

(5 )

(2 )

(3 )

(13 )

(115 )

(138 )

Valore contabile netto al 31.12.2024

1 502

13

30

14

92

1 652

Valore contabile lordo

1 819

23

10

40

304

2 195

Meno fondo a copertura perdite

(2 )

(2 )

(4 )

(12 )

(140 )

(159 )

Valore contabile netto al 31.12.2023

1 817

21

6

28

164

2 036

Gli importi nella presente tabella non comprendono i risconti attivi e la gamba ricevente del contratto di garanzia finanziaria valutata all’FVSD (cfr. nota 2.6.2), poiché non sono soggetti alle prescrizioni relative alla riduzione di valore.

Attività finanziarie all’FVSD – titoli di debito: qualità creditizia

Fondo comune di copertura

Il rating del credito medio ponderato del portafoglio del fondo comune di copertura è pari ad A (S&P o equivalente).

Ammende incassate in via provvisoria: portafoglio BUFI

Il rating del credito medio ponderato del portafoglio è pari ad A (S&P o equivalente).

Garanzie finanziarie ricevute

La politica di gestione dei rischi applicata per l’accettazione delle garanzie finanziarie assicura un’elevata qualità creditizia alla Commissione. Tale politica comprende:

la definizione di un’esposizione creditizia massima, basata sul rating del credito e sul livello di capitale di un’entità del settore finanziario, come riferito nei relativi stati finanziari redatti in base agli IFRS;

la verifica regolare che le garanzie in essere siano conformi a quanto prescritto dalla politica.

CECA i.l.

Il rating del credito medio ponderato del portafoglio è pari ad A- (S&P o equivalente).

Attività finanziarie all’FVSD – derivate: qualità creditizia

Le attività derivate dell’UE si riferiscono principalmente alle garanzie su portafogli azionari e a contratti forward su valuta. Il rischio di credito è limitato al rischio di controparte. La garanzia sul portafoglio azionario sarà liquidata principalmente con il gruppo BEI, che ha un rating AAA, riducendo il rischio di credito.

Al 31 dicembre 2024 l’unica controparte per tutti i contratti forward su valuta in essere è la Banque de France. Di conseguenza non sono necessarie forme di miglioramento della qualità creditizia, quali garanzie o garanzie reali.

Contratti di garanzia finanziaria: qualità creditizia

in milioni di EUR

 

 

31.12.2024

 

 

31.12.2023

 

 

Livello 1

Livello 2

Totale

Livello 1

Livello 2

Totale

Rating a lungo termine

 

 

 

 

 

 

Prime e high grade (grado eccellente o elevato)

1

1

2

2

Upper medium grade (grado medio-alto)

5

5

5

0

5

Lower medium grade (grado medio-basso)

137

137

29

29

Non-investment grade (grado di non investimento)

34 912

25 746

60 658

30 310

26 697

57 007

Gestito su base collettiva/non sottoposto a rating

10

47

56

13

10

23

Totale

35 064

25 793

60 857

30 360

26 707

57 066

Contratti di garanzia finanziaria: movimenti nel fondo a copertura perdite

in milioni di EUR

 

Livello 1

Livello 2

Totale

Fondo a copertura perdite all’1.1.2024

1 430

2 397

3 826

Trasferimento al livello  (57)

(54 )

54

Trasferimento al livello  (57)

8

(8 )

Incrementi

292

34

326

Svincoli garanzie

(26 )

(4 )

(30 )

Rivalutazione

280

(398 )

(117 )

Fondo a copertura perdite al 31.12.2024

1 930

2 075

4 005

Valore contabile passività per garanzie finanziarie al 31.12.2024

4 109

2 271

6 379

L’aumento del fondo a copertura perdite per le garanzie nella fase 1 nel 2024 è stato principalmente dovuto alle nuove operazioni firmate nell’ambito delle garanzie InvestEU e NDICI (cfr. nota 4.1.1).

Per l’ECL in essere per le garanzie al livello 2 pari a 2,1 miliardi di EUR al 31 dicembre 2024, 1,7 miliardi di EUR si riferiscono alle garanzie del mandato per i prestiti esterni (cfr. nota 4.1.1). Sono compresi 0,9 miliardi di EUR di perdite attese su crediti lungo tutta la vita del credito per l’esposizione della BEI in Ucraina (3,7 miliardi di EUR di prestiti in essere della BEI a favore di controparti in Ucraina) garantiti dall’UE. La riduzione delle perdite attese su crediti per le garanzie nella fase 2 riguarda principalmente la rivalutazione delle perdite attese su crediti per il portafoglio garantito dell’ELM per via del relativo ammortamento, nonché la variazione delle stime.

Si veda la nota 1.5.12 per le politiche dell’UE relative ai livelli per quanto riguarda i contratti di garanzia finanziaria.

Garanzie di bilancio

L’UE è esposta al rischio di credito principalmente tramite le operazioni che essa garantisce. Con il peggiorare della qualità creditizia delle operazioni sottostanti, la probabilità che si verifichino casi di inadempimento aumenta e può aumentare anche l’attivazione di garanzie dell’UE.

Per monitorare e gestire questo rischio, la Commissione si basa su un modello del rischio di credito che valuta le perdite potenziali. Il modello utilizza le informazioni fornite dai partner esecutivi e le combina con il giudizio di esperti per ricavare una valutazione del rischio che sia coerente con l’operazione e le circostanze economiche pertinenti.

6.7.   RISCHIO DI LIQUIDITÀ

Analisi delle scadenze delle passività finanziarie non derivate per scadenze contrattuali residue

in milioni di EUR

Flussi di cassa contrattuali non attualizzati

Valore contabile

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale

Prestiti assunti

(61 589 )

(201 152 )

(468 669 )

(731 410 )

(594 028 )

Debiti

(55 414 )

(55 414 )

(55 414 )

Altro

(168 )

(560 )

(850 )

(1 578 )

(1 398 )

Totale al 31.12.2024

(117 171 )

(201 711 )

(469 519 )

(788 401 )

(650 839 )

Prestiti assunti

(24 526 )

(147 211 )

(367 296 )

(539 033 )

(450 561 )

Debiti

(50 516 )

(50 516 )

(50 516 )

Altro

(195 )

(661 )

(867 )

(1 723 )

(1 496 )

Totale al 31.12.2023

(75 237 )

(147 872 )

(368 164 )

(591 272 )

(502 572 )

Analisi delle scadenze delle passività finanziarie derivate per scadenze contrattuali residue

in milioni di EUR

 

Flussi di cassa contrattuali non attualizzati

Valore contabile

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale

Pay leg del derivato

(1 779 )

(7 )

(4 )

(1 790 )

 

Receive leg del derivato

1 691

1 691

 

Flusso di cassa netto al 31.12.2024

(88 )

(7 )

(4 )

(99 )

(98 )

Pay leg del derivato

(1 203 )

(6 )

(1 209 )

 

Receive leg del derivato

1 186

1 186

 

Flusso di cassa netto al 31.12.2023

(17 )

(6 )

(23 )

(21 )

Analisi delle scadenze di contratti di garanzia finanziaria emessi nel primo periodo di possibile attivazione della garanzia

in milioni di EUR

 

Importo massimo garantito

Valore contabile

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale

Contratti di garanzia finanziaria al 31.12.2024

(64 115 )

(2 211 )

(10 271 )

(76 597 )

(6 379 )

Contratti di garanzia finanziaria al 31.12.2023

(65 661 )

(2 995 )

(7 043 )

(75 699 )

(6 268 )

Analisi della scadenza di un impegno all’erogazione di finanziamenti non utilizzato

in milioni di EUR

 

Importo massimo dell’impegno all’erogazione di finanziamenti non utilizzato

Valore contabile

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale

Impegni all’erogazione di finanziamenti non utilizzati al 31.12.2024

18 152

41

18 193

7 082

Impegni all’erogazione di finanziamenti non utilizzati al 31.12.2023

20

20

40

1

Prestiti assunti per NGEU e assistenza finanziaria

Per il rimborso dei prestiti assunti per l’assistenza finanziaria e NGEU l’UE procede in primo luogo alla riscossione tempestiva della relativa assistenza finanziaria e dei rimborsi dei prestiti NGEU. Esistono comunque ulteriori salvaguardie in caso di inadempimento o di ritardi nei pagamenti da parte dei mutuatari.

La Commissione ha istituito una misura temporanea a breve termine denominata copertura di bilancio che fornisce liquidità per coprire il pagamento delle obbligazioni derivanti dai programmi di assistenza finanziaria back to back.

Per i prestiti AMF ed Euratom a favore di paesi terzi, il comparto del fondo comune di copertura relativo al fondo di garanzia per le azioni esterne fornisce una riserva di liquidità. Questa riserva è utilizzata per rimborsare i relativi prestiti assunti, ma solo dopo aver fatto ricorso a garanti terzi per Euratom (cfr. nota 6.6).

Se le attività disponibili nella riserva dovessero risultare insufficienti per coprire le perdite effettive, la Commissione attiverà misure per fornire risorse aggiuntive, come ad esempio il ricorso temporaneo alla riserva di liquidità della tesoreria della Commissione, trasferimenti temporanei o spese aggiuntive dal bilancio dell’UE.

I prestiti forniti all’Ucraina a titolo del programma di AMF eccezionale sono coperti dal rispettivo comparto del fondo comune di copertura e da garanzie aggiuntive degli Stati membri (cfr. nota 2.4.1.1).

Nel caso dei prestiti erogati e dei prestiti assunti emessi nel quadro dell’approccio unificato in materia di finanziamenti, la Commissione può ricorrere alla gestione di cassa attiva e all’assunzione di prestiti a breve termine per il servizio dei debiti dell’UE. La gestione del rischio di liquidità nel quadro di tale approccio richiede l’attuazione di procedure di gestione della liquidità e di strumenti dedicati per monitorare e gestire la liquidità quotidianamente.

La Commissione può anche chiedere agli Stati membri risorse fino al massimale delle risorse proprie per il servizio dei debiti dell’UE. La decisione sulle risorse proprie fissa il massimale delle risorse proprie a copertura degli stanziamenti annuali di pagamento all’1,40 % del reddito nazionale lordo (RNL) degli Stati membri, maggiorato temporaneamente di 0,6 punti percentuali esclusivamente per NGEU. Il bilancio del 2024 comprendeva un totale di risorse proprie pari allo 0,79 % dell’RNL dell’UE per finanziare la spesa. Ciò significa che al 31 dicembre 2024 esisteva un margine disponibile dell’1,21 % per coprire le passività.

I prestiti concessi agli Stati membri a titolo dello strumento SURE infine sono sostenuti da un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri che ammontano al 25 % dell’importo massimo disponibile per la relativa assistenza finanziaria. Prima di attivare tali garanzie, la Commissione dovrebbe esaminare la possibilità di avvalersi del margine disponibile sotto il massimale delle risorse proprie per gli stanziamenti di pagamento.

Gli impegni all’erogazione di finanziamenti non utilizzati al 31 dicembre 2024 si riferiscono principalmente al prestito AMF nell’ambito dell’ULCM per un importo di 18,1 miliardi di EUR (cfr. nota 2.4.1.1). Questo prestito sarà erogato nel 2025 e finanziato mediante prestiti assunti.

Tesoreria

I principi di bilancio dell’UE garantiscono che le risorse di cassa complessive per un determinato esercizio siano sempre sufficienti per l’esecuzione dei pagamenti.

I contributi totali degli Stati membri, insieme alle entrate varie, sono pari all’importo degli stanziamenti di pagamento per l’esercizio contabile. Tuttavia i contributi degli Stati membri vengono versati in 12 rate mensili nel corso dell’esercizio, sulla base del bilancio adottato, mentre i pagamenti sono effettuati in funzione delle necessità operative.

I contributi degli Stati membri relativi ai bilanci rettificativi approvati in un determinato mese (N) diventano disponibili solo il primo giorno feriale del mese N+1 o N+2, mentre i relativi stanziamenti di pagamento sono immediatamente disponibili.

Per assicurare che le risorse di tesoreria disponibili siano sempre sufficienti per coprire i pagamenti da effettuare in ogni mese sono in vigore procedure di previsione di cassa a intervalli regolari. Risorse proprie o finanziamenti aggiuntivi possono, se necessario, essere richiesti in anticipo agli Stati membri, entro determinati limiti e alle condizioni di cui al regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio.

Oltre a queste procedure, strumenti automatizzati di gestione del contante garantiscono la disponibilità di liquidità sufficiente su tutti i conti bancari della Commissione, nell’ambito delle operazioni quotidiane di tesoreria della Commissione.

Ammende

Il fondo BUFI è gestito in modo da mantenere un livello sufficiente di liquidità e mobilitazione per soddisfare gli impegni a breve termine. Il portafoglio è composto per lo più da titoli altamente liquidi che possono essere venduti agevolmente per coprire deflussi di liquidità. La percentuale di disponibilità liquide, mezzi equivalenti e titoli con scadenza entro un anno è pari all’incirca al 61 %.

Garanzie di bilancio

L’analisi applicata dall’UE delle scadenze delle garanzie finanziarie utilizza un approccio prudente, assegnando l’importo massimo della garanzia al primo periodo in cui è possibile attivarla. La probabilità che la garanzia dell’UE sia attivata per la totalità dell’importo nel primo periodo è comunque remota e la perdita attesa è spesso inferiore al massimale della garanzia. Il rischio di liquidità deve pertanto essere considerato in combinazione con il valore contabile delle passività per garanzie.

Un obiettivo fondamentale del quadro per la gestione dei rischi è garantire che il bilancio dell’UE sia in grado di onorare i suoi obblighi senza interferire con la normale esecuzione del bilancio. Questo comprende la mitigazione del rischio di liquidità connesso alle garanzie di bilancio, vale a dire il rischio che i fondi siano insufficienti per rispettare puntualmente gli obblighi di pagamento.

Per far fronte a tale rischio, ogni garanzia di bilancio è sostenuta da accantonamenti sufficienti nel fondo comune di copertura per garantire il pagamento tempestivo delle attivazioni di garanzie. L’UE controlla regolarmente l’adeguatezza del tasso di copertura per ciascun programma di garanzia di bilancio e riferisce ogni anno in merito all’adeguatezza degli importi a coprire il rischio nei cinque anni successivi con un grado di certezza definito.

L’UE dispone inoltre di ulteriori procedure di salvaguardia, tra cui trasferimenti temporanei tra comparti del fondo comune di copertura e uso della riserva di liquidità della tesoreria centrale, atte a garantire la disponibilità di liquidità sufficiente quando necessario.

Fondo comune di copertura

Il fondo comune di copertura è gestito in modo da garantire che le attività presentino un livello sufficiente di liquidità e mobilitazione per soddisfare gli impegni a breve termine. Il portafoglio è composto da attività liquide che possono essere vendute agevolmente per coprire deflussi di liquidità se necessario. Circa il 12 % del portafoglio è costituito da disponibilità liquide, mezzi equivalenti e titoli con scadenza entro un anno.

Il regolamento dei contratti derivati è al lordo e basato sulla scadenza contrattuale. Se necessario, le obbligazioni sono onorate mediante la vendita di attività denominate in USD o mediante un’operazione swap, che può comportare un deflusso di liquidità a causa delle differenze di cambio.

7.   INFORMATIVA SULLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

7.1.   PARTI CORRELATE

Le parti correlate dell’UE sono le entità consolidate e collegate dell’UE e il personale con funzioni direttive di tali entità. Le operazioni tra queste entità hanno luogo nell’ambito delle normali operazioni dell’UE e pertanto, ai sensi delle norme contabili dell’UE, non sono previsti obblighi specifici di informativa per tali operazioni.

7.2.   DIRITTI DELLE FUNZIONI DIRETTIVE

Al fine di presentare le informazioni sulle operazioni con parti correlate riguardanti il personale con funzioni direttive dell’UE, tali soggetti sono di seguito raggruppati in cinque categorie:

 

Categoria 1: i presidenti di Consiglio europeo, Commissione e Corte di giustizia dell’Unione europea.

 

Categoria 2: il vicepresidente della Commissione e alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli altri vicepresidenti della Commissione.

 

Categoria 3: il segretario generale del Consiglio, i membri della Commissione, i giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia dell’Unione europea, il presidente e i membri del Tribunale, il Mediatore europeo e il Garante europeo della protezione dei dati.

 

Categoria 4: il presidente e i membri della Corte dei conti europea.

 

Categoria 5: i funzionari di più alto grado delle istituzioni e delle agenzie.

Di seguito viene presentato il riepilogo dei diritti loro spettanti. Ulteriori informazioni sono contenute nello statuto dei funzionari, pubblicato sul sito web Europa, che è il documento ufficiale in cui sono descritti i diritti e gli obblighi di tutti i funzionari dell’Unione europea. Il personale con funzioni direttive non ha ricevuto alcun prestito agevolato dall’UE.

DIRITTI PECUNIARI DELLE FUNZIONI DIRETTIVE

EUR

Diritto (per dipendente)

Categoria 1

Categoria 2

Categoria 3

Categoria 4

Categoria 5

Stipendio base (mensile)

34 419,66

31 177,23 - 32 424,31

24 941,78 - 28 059,50

26 937,12 - 28 683,05

15 859,33 - 24 941,78

Indennità di abitazione/dislocazione

15  %

15  %

15  %

15  %

0 -4  %- 16  %

Assegni familiari:

 

 

 

 

 

Nucleo familiare (% stipendio)

2  % + 231,51

2  % + 231,51

2  % + 231,51

2  % + 231,51

2  % + 231,51

Figlio a carico

505,87

505,87

505,87

505,87

505,87

Indennità prescolastica

123,59

123,59

123,59

123,59

123,59

Indennità scolastica, oppure

343,24

343,24

343,24

343,24

343,24

Indennità per figlio che frequenta un istituto scolastico di un paese diverso dalla sede di servizio

686,48

686,48

686,48

686,48

686,48

Indennità di presidenza per i giudici

N/D

N/D

799,35

N/D

N/D

Indennità di rappresentanza

1 865,24

1 198,77

799,35

N/D

N/D

Spese di viaggio annuali

N/D

N/D

N/D

N/D

Rimborsate

Trasferimenti verso uno Stato membro:

 

 

 

 

 

Indennità scolastica (58)

% dello stipendio (58)

5  %

5  %

5  %

5  %

5  %

% dello stipendio senza cc

max. 25  %

max. 25  %

max. 25  %

max. 25  %

max. 25  %

Spese di rappresentanza

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

N/D

N/D

Entrata in servizio:

 

 

 

 

 

Spese di insediamento

68 839,32

62 354,46 - 64 848,62

49 883,56 - 56 119,00

53 874,24 - 57 366,10

Rimborsate

Spese di viaggio della famiglia

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Spese di trasloco

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Cessazione dal servizio:

 

 

 

 

 

Spese di reinsediamento

34 419,66

31 177,23 - 32 424,31

24 941,78 - 28 059,50

26 937,12 - 28 683,05

Rimborsate

Spese di viaggio della famiglia

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Spese di trasloco

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Transizione (% stipendio) (59)

40  % -65  %

40  % -65  %

40  % -65  %

40  % -65  %

N/D

Assicurazione malattia

Coperto

Coperto

Coperto

Coperto

Coperto

Pensione (% stipendio lordo, al lordo delle imposte)

max. 70  %

max. 70  %

max. 70  %

max. 70  %

max. 70  %

Detrazioni:

 

 

 

 

 

Imposta comunitaria

8  % -45  %

8  % -45  %

8  % -45  %

8  % -45  %

8  % -45  %

Assicurazione malattia (% dello stipendio)

1,7  %

1,7  %

1,7  %

1,7  %

1,7  %

Prelievo speciale sullo stipendio

7  %

7  %

7  %

7  %

6 -7  %

Detrazione pensione

N/D

N/D

N/D

N/D

12,10  %

Numero di persone al termine dell’esercizio

3

8

93

27

112

8.   FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Alla data della firma dei presenti conti, la contabile della Commissione non aveva constatato né ricevuto segnalazioni di ulteriori questioni rilevanti tali da dover essere riportate separatamente in questa sezione. I conti e le relative note esplicative sono stati redatti sulla base delle informazioni disponibili più recenti, come risulta dalle informazioni riportate.

9.   AMBITO DEL CONSOLIDAMENTO

A.

ENTITÀ CONTROLLATE (54)

1.

Istituzioni e organismi consultivi (11)

Consiglio dell’Unione europea

Garante europeo della protezione dei dati

Corte di giustizia dell’Unione europea

Comitato economico e sociale europeo

Commissione europea

Servizio europeo per l’azione esterna

Comitato europeo delle regioni

Mediatore europeo

Consiglio europeo

Parlamento europeo

Corte dei conti europea

 

 

 

2.

Agenzie dell’UE e altri organismi (41)

2.1.

Agenzie esecutive (6)

 

Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente (CINEA)

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo per l’innovazione e delle PMI (Eismea)

Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA)

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca (ERCEA)

Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HADEA)

Agenzia esecutiva europea per la ricerca (REA)

 

 

2.2.

Agenzie dell’UE decentrate e altri organismi (35)

 

Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC)

Procura europea (EPPO)

Ufficio comunitario delle varietà vegetali (UCVV)

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

Fondazione europea per la formazione (ETF)

Autorità bancaria europea (ABE)

Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA)

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex)

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust)

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA)

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop)

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)

Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA)

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol)

Agenzia europea dell’ambiente (AEA)

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL)

Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA)

Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie (ERA)

Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER)

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)

Agenzia dell’Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (euLisa)

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)

Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA)

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA)

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (AESA)

Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione

Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA)

Autorità europea del lavoro (ELA)

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA)

Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea (CdT)

Agenzia europea per i medicinali (EMA)

 

3.

Altre entità controllate (2)

Comunità europea del carbone e dell’acciaio in liquidazione (CECA i.l.)

Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)

B.

ENTITÀ COLLEGATE (1)

Fondo europeo per gli investimenti (FEI)

 

ENTITÀ MINORI

Le entità elencate di seguito non sono state consolidate con il metodo del patrimonio netto negli stati finanziari consolidati dell’UE per il 2024, in ragione della loro non rilevanza:

ENTITÀ MINORI (11)

Impresa comune «Chip»

Impresa comune «Europa biocircolare»

Impresa comune «Aviazione pulita»

Impresa comune «Idrogeno pulito»

Impresa comune «Ferrovie europee»

Centro europeo di competenza per la cibersicurezza

Impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC)

Impresa comune «Salute globale EDCTP3»

Impresa comune «Iniziativa per l’innovazione nel settore della salute»

Impresa comune «Ricerca ATM nel cielo unico europeo 3»

Impresa comune «Reti e servizi intelligenti» (SNS)

I conti annuali delle predette entità sono disponibili sui rispettivi siti web.

RELAZIONE SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO E NOTE ESPLICATIVE  (60)

INDICE

1.

RISULTATO DEL BILANCIO DELL’UE 137

2.

SCHEDA DI CONFRONTO TRA IMPORTI IN BILANCIO E IMPORTI EFFETTIVI 138

3.

NOTE ALLE RELAZIONI SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO 140

3.1.

IL QUADRO DI BILANCIO DELL’UE 140

3.2.

QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027 141

3.3.

RUBRICHE DETTAGLIATE DEL QFP (PROGRAMMI) 143

3.4.

NextGenerationEU 144

3.5.

BILANCIO ANNUALE 144

3.6.

PROVENTI 145

3.7.

CALCOLO DEL RISULTATO DI BILANCIO 147

3.8.

RICONCILIAZIONE DEL RISULTATO ECONOMICO CON IL RISULTATO DI BILANCIO 148

4.

ESECUZIONE DEL BILANCIO UE 2024 149

5.

ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE 150

5.1.

RIEPILOGO DELL’ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE 150

6.

ESECUZIONE DELLE SPESE DI BILANCIO DELL’UE 151

6.1.

QFP: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO 151

6.2.

QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO 152

6.3.

QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO 154

6.4.

QFP: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL) 155

6.5.

QFP: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE 156

6.6.

QFP: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER TIPO DI STANZIAMENTO 157

6.7.

QFP DETTAGLIATO: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E PAGAMENTO 158

6.8.

QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO 168

6.9.

QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO 177

6.10.

QFP DETTAGLIATO: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL) 188

6.11.

QFP DETTAGLIATO: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE 197

6.12.

QFP DETTAGLIATO: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER TIPO DI STANZIAMENTO 203

7.

ESECUZIONE DEL BILANCIO PER ISTITUZIONE 212

7.1.

ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO 212

7.2.

ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO 213

7.3.

ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO 214

8.

ESECUZIONE DEI BILANCI DELLE AGENZIE 215

8.1.

ENTRATE DI BILANCIO 215

8.2.

STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO PER AGENZIA 216

1.   RISULTATO DEL BILANCIO DELL’UE

in milioni di EUR

Nota

 

2024

2023

a

Entrate dell’esercizio

250 609

248 361

b

Pagamenti eseguiti a fronte degli stanziamenti di bilancio dell’esercizio in corso

(244 309 )

(236 739 )

c

Stanziamenti di pagamento riportati all’esercizio N+1

(3 848 )

(3 014 )

d

Annullamento di stanziamenti non utilizzati riportati dall’esercizio N-1

334

4

e

Evoluzione delle entrate con destinazione specifica (B)-(A)

(1 486 )

(8 055 )

 

Stanziamenti non utilizzati alla fine dell’esercizio in corso (A)

24 692

23 207

 

Stanziamenti non utilizzati alla fine dell’esercizio precedente (B)

23 206

15 152

f

Differenze fra i tassi di cambio nell’esercizio

44

78

g

Risultato di bilancio

1 345

635

Il risultato di bilancio dell’UE è restituito agli Stati membri nell’esercizio successivo previa deduzione delle somme dovute per l’esercizio. È calcolato a norma dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 608/2014 del Consiglio, che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie. Maggiori informazioni sono disponibili al punto 3.7 Calcolo del risultato di bilancio.

a.

Entrate dell’esercizio: tabella 5.1 «Riepilogo dell’esecuzione delle entrate del bilancio dell’UE», colonna 8 «Totale proventi».

b.

Pagamenti eseguiti a fronte degli stanziamenti di bilancio dell’esercizio in corso: tabella 6.3 «QFP: Esecuzione degli stanziamenti di pagamento», colonna 2 «Pagamenti effettuati dal bilancio adottato» e colonna 4 «Pagamenti effettuati da entrate con destinazione specifica».

c.

Stanziamenti di pagamento riportati all’esercizio N+1: tabella 6.3 «QFP: Esecuzione degli stanziamenti di pagamento», colonna 7 «Riporti automatici» più colonna 8 «Riporti su decisione».

d.

Annullamento di stanziamenti di pagamento non utilizzati riportati dall’esercizio N-1: tiene conto dell’importo degli stanziamenti di pagamento riportati (automaticamente e su decisione) alla fine dell’esercizio precedente e dei «Pagamenti effettuati dai riporti» dell’esercizio in corso come da colonna 3 della tabella 6.3 «QFP: Esecuzione degli stanziamenti di pagamento».

e.

Andamento del totale degli stanziamenti delle entrate con destinazione specifica a fine esercizio: calcola la differenza tra l’importo degli stanziamenti di entrate con destinazione specifica alla fine dell’esercizio precedente (valore positivo) e l’importo degli stanziamenti di entrate con destinazione specifica alla fine dell’esercizio in corso (come nella colonna 8 della tabella 6.3 «QFP: Esecuzione degli stanziamenti di pagamento» - valore negativo) per ottenere la variazione netta delle entrate con destinazione specifica nell’esercizio in corso.

f.

Le differenze fra i tassi di cambio comprendono le differenze fra i tassi di cambio realizzate e non realizzate.

2.   SCHEDA DI CONFRONTO TRA IMPORTI IN BILANCIO E IMPORTI EFFETTIVI

Entrate di bilancio

in milioni di EUR

 

 

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Diritti accertati

Proventi

1

Risorse proprie

136 499

141 170

141 082

141 047

 

11 -

Contributi zucchero

0

0

(0 )

 

12 –

Dazi doganali

24 620

20 119

20 102

20 066

 

13 -

IVA

23 616

23 463

23 438

23 438

 

14 –

RNL

81 169

90 449

90 334

90 334

 

16 –

Riduzione del contributo basato sull’RNL concessa a determinati Stati membri

23

23

 

17 –

Rifiuti di imballaggio di plastica

7 094

7 140

7 185

7 185

2

Avanzi, saldi e adeguamenti

0

633

669

669

3

Entrate a carattere amministrativo

2 124

2 124

3 942

3 897

4

Entrate finanziarie, interessi di mora e ammende

149

3 478

17 926

4 774

5

Garanzie di bilancio, operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti

0

0

73 376

73 332

6

Entrate, contributi e restituzioni relativi a politiche dell’Unione

3 858

2 340

29 884

26 890

 

Totale

142 630

149 744

266 879

250 609

 

di cui NextGenerationEU (NGEU)

73 536

73 535

Spese di bilancio: impegni per rubrica del quadro finanziario pluriennale (QFP)

in milioni di EUR

 

Rubrica del QFP

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

21 493

21 492

29 209

25 962

2

Coesione, resilienza e valori

74 561

74 583

86 683

84 193

 

2a.

Coesione economica, sociale e territoriale

64 665

64 665

72 701

71 416

 

2b.

Resilienza e valori

9 895

9 917

13 982

12 778

3

Risorse naturali e ambiente

57 339

57 307

59 874

57 964

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

40 517

40 517

41 745

40 810

4

Migrazione e gestione delle frontiere

3 893

3 893

4 232

4 039

5

Sicurezza e difesa

2 321

2 699

2 778

2 770

6

Vicinato e resto del mondo

16 230

17 303

19 569

18 283

7

Pubblica amministrazione europea

11 988

12 057

14 502

13 351

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

4 955

4 956

5 470

5 291

O

Non compresi nel QFP

4 768

8 941

5 552

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

1 561

1 178

1 899

1 546

 

Totale

189 385

195 279

227 687

213 661

 

di cui NextGenerationEU (NGEU)

721

490

Spese di bilancio: pagamenti per rubrica del quadro finanziario pluriennale (QFP)

in milioni di EUR

 

Rubrica del QFP

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

20 828

20 900

32 504

25 864

2

Coesione, resilienza e valori

33 716

35 980

121 796

116 525

 

2a.

Coesione economica, sociale e territoriale

24 156

26 493

54 441

51 949

 

2b.

Resilienza e valori

9 560

9 487

67 355

64 576

3

Risorse naturali e ambiente

54 151

56 110

67 233

64 448

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

40 505

40 474

41 702

40 762

4

Migrazione e gestione delle frontiere

3 249

3 261

3 727

3 405

5

Sicurezza e difesa

2 035

2 084

2 142

2 123

6

Vicinato e resto del mondo

15 291

14 454

16 241

15 395

7

Pubblica amministrazione europea

11 988

12 057

15 516

13 266

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

4 955

4 956

6 091

5 224

O

Non compresi nel QFP

3 755

14 261

3 987

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

1 371

1 144

2 347

1 975

 

Totale

142 630

149 744

275 769

246 988

 

di cui NextGenerationEU (NGEU)

76 628

73 080

Spese di bilancio: impegni da liquidare per rubrica del quadro finanziario pluriennale (QFP)

in milioni di EUR

 

Rubrica del QFP

Impegni da liquidare riportati dal 2023

Liquidazione di impegni riportati dal 2023

Nuovi impegni da liquidare dal 2024

Totale impegni da liquidare

 

 

1

2

3

4=1+2+3

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

51 926

(18 682 )

17 920

51 164

2

Coesione, resilienza e valori

376 757

(103 313 )

70 644

344 088

 

2a.

Coesione economica, sociale e territoriale

154 864

(48 569 )

67 875

174 170

 

2b.

Resilienza e valori

221 893

(54 744 )

2 769

169 918

3

Risorse naturali e ambiente

57 477

(23 526 )

16 916

50 867

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

358

(137 )

150

371

4

Migrazione e gestione delle frontiere

5 121

(2 130 )

2 763

5 754

5

Sicurezza e difesa

3 803

(1 383 )

2 025

4 445

6

Vicinato e resto del mondo

39 987

(11 212 )

13 321

42 097

7

Pubblica amministrazione europea

1 004

(1 004 )

1 011

1 011

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

608

(608 )

623

623

O

Non compresi nel QFP

6 447

(375 )

1 827

7 899

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

482

(429 )

0

53

 

Totale

543 003

(162 054 )

126 428

507 378

 

di cui NextGenerationEU (NGEU)

238 611

(68 834 )

(3 481 )

166 296

 

di cui escluso NextGenerationEU (NGEU)

304 393

(93 220 )

129 909

341 081

3.   NOTE ALLE RELAZIONI SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO

3.1.   IL QUADRO DI BILANCIO DELL’UE

La contabilità di bilancio viene tenuta conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario. Il bilancio generale è lo strumento che prevede e autorizza le entrate e le spese dell’Unione ogni anno, entro i massimali e le altre disposizioni stabilite dal QFP, in linea con gli atti legislativi riguardanti i programmi pluriennali adottati a norma di detto quadro.

3.2.   QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027

in milioni di EUR, a prezzi correnti

 

2021

2022

2023

2024

2025

2026

2027

Totale

1.

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

20 919

21 878

21 727

21 598

21 596

21 230

20 991

149 939

2.

Coesione, resilienza e valori

6 364

67 806

70 137

73 289

75 697

66 404

70 128

429 825

2a.

Coesione economica, sociale e territoriale

1 769

61 345

62 939

64 683

66 361

56 593

58 484

372 174

2b.

Resilienza e valori

4 595

6 461

7 198

8 606

9 336

9 811

11 644

57 651

3.

Risorse naturali e ambiente

56 841

56 965

57 295

57 449

57 336

57 100

57 316

400 302

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

40 368

40 639

40 693

40 603

40 529

40 542

40 496

283 870

4.

Migrazione e gestione delle frontiere

1 791

3 360

3 814

4 020

4 871

4 858

5 619

28 333

5.

Sicurezza e difesa

1 696

1 896

1 946

2 380

2 617

2 810

3 080

16 425

6.

Vicinato e resto del mondo

16 247

16 802

16 329

16 331

16 303

15 614

16 071

113 697

7.

Pubblica amministrazione europea

10 635

11 058

11 419

11 773

12 124

12 506

12 959

82 474

di cui: spese amministrative delle istituzioni

8 216

8 528

8 772

9 006

9 219

9 464

9 786

62 991

TOTALE STANZIAMENTI DI IMPEGNO

114 493

179 765

182 667

186 840

190 544

180 522

186 164

1 220 995

TOTALE STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

163 496

166 534

162 053

170 543

175 378

180 586

184 198

1 202 788

in percentuale dell’RNL

1,18  %

1,12  %

0,99  %

0,96  %

0,95  %

0,95  %

0,93  %

1,01  %

Il regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio, che stabilisce il QFP per il periodo 2021-2027, è stato adottato il 17 dicembre 2020  (61). La tabella precedente riporta i massimali del QFP a prezzi correnti adottati con l’adeguamento tecnico del QFP 2021-2027 per il 2025 (62), conformemente al deflatore fisso del 2 % annuo di cui all’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento QFP. Come stabilito nel regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio che stabilisce il QFP 2021-2027, per gli stanziamenti di impegno gli importi sono suddivisi per rubrica, mentre per gli stanziamenti di pagamento i massimali si applicano solo a livello complessivo. Il 2024 è stato il quarto esercizio finanziario del QFP 2021-2027.

A seguito dell’accordo politico sulla revisione intermedia del QFP 2021-2027 raggiunto in seno al Consiglio europeo il 1o febbraio e con il Parlamento europeo il 6 febbraio 2024, il regolamento QFP riveduto (63) è stato adottato il 29 febbraio . La revisione intermedia ha rafforzato il bilancio dell’UE per il periodo 2024-2027 con un importo di 64,6 miliardi di EUR, di cui 33 miliardi di EUR in prestiti, in una serie di settori prioritari tra cui il sostegno all’Ucraina, l’istituzione della piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP), la creazione del meccanismo per coprire i costi aggiuntivi per finanziare lo strumento per la ripresa Next Generation EU, dovuti aa tassi di interesse più elevati nonché a finanziamenti aggiuntivi per la gestione della migrazione e i partenariati internazionali, e il rafforzamento di alcuni strumenti speciali. A partire dal 1o gennaio 2024 la riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza (SEAR) è suddivisa in due strumenti distinti (la riserva di solidarietà europea e la riserva per gli aiuti d’urgenza). Al fine di integrare l’impatto della revisione intermedia nel bilancio annuale per il 2024, è stato adottato il bilancio rettificativo n. 1/2024 (64).

Il massimale complessivo degli stanziamenti di impegno per il 2024 era fissato a 186 840 milioni di EUR, mentre il corrispondente massimale per gli stanziamenti di pagamento era di 170 543 milioni di EUR.

A norma dell’articolo 312, paragrafo 3, TFUE, il QFP fissa gli importi dei massimali annui per gli stanziamenti di impegno per categoria di spesa («rubriche») e dei massimali annui per gli stanziamenti di pagamento. Le rubriche del QFP corrispondono ai principali settori di attività dell’Unione. Di seguito è riportata la descrizione delle diverse rubriche del QFP 2021-2027.

Il QFP 2021-2027 ammonta a 1 221 miliardi di EUR (1 081 miliardi di EUR a prezzi del 2018), compreso il Fondo europeo di sviluppo (FES). NextGenerationEU inoltre fornisce un importo aggiuntivo di 806,9 miliardi di EUR (750 miliardi di EUR a prezzi del 2018) sotto forma di impegni fino al 2023 e di pagamenti fino al 2026. Tale importo iniziale è stato adeguato a 712 miliardi di EUR, in quanto il sostegno totale disponibile sotto forma di prestiti non è stato interamente richiesto dagli Stati membri.

Per la procedura di bilancio annuale, la nomenclatura di bilancio è ulteriormente strutturata per «cluster» strategici, per indicare con maggiore chiarezza in che modo i singoli programmi di spesa contribuiscono agli obiettivi strategici dell’Unione.

Rubrica 1 — Mercato unico, innovazione e agenda digitale

Questa rubrica comprende programmi fondamentali dell’UE a sostegno degli ambiti di ricerca e innovazione, trasformazione digitale, infrastrutture strategiche, rafforzamento del mercato unico e progetti spaziali strategici. I programmi di questa rubrica comprendono Orizzonte Europa, il fondo InvestEU, il meccanismo per collegare l’Europa, il programma per il mercato unico e il programma spaziale europeo.

Programmi di questa rubrica che ricevono contributi da NGEU (entrate con destinazione specifica esterne): Orizzonte Europa e fondo InvestEU.

Rubrica 2 — Crescita sostenibile: risorse naturali

Questa rubrica è suddivisa in due sottorubriche: coesione economica, sociale e territoriale (2a), e resilienza e valori (2b).

Le spese a titolo di questa rubrica mirano a rafforzare la resilienza e la coesione tra gli Stati membri dell’UE. Il finanziamento contribuisce a ridurre le disparità tra le regioni dell’UE e al loro interno, nonché tra gli Stati membri e al loro interno, e a promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo di coesione, Fondo sociale europeo plus). Sostiene inoltre la solidarietà e la cooperazione dell’Unione nella preparazione e nella risposta alle catastrofi (meccanismo unionale di protezione civile e RescEU). I programmi compresi in questa rubrica inoltre cercano di rendere l’UE più resiliente alle sfide attuali e future investendo nella transizione verde e digitale, nei giovani (Erasmus), nella salute (EU4Health) e in azioni per tutelare i valori dell’UE (giustizia, diritti e valori) e promuovere la diversità culturale (Europa creativa).

Questa rubrica comprende il dispositivo per la ripresa e la resilienza, alimentato dall’ampia maggioranza dei finanziamenti forniti da NGEU nel periodo 2021-2023. Altri programmi di questa rubrica che ricevono contributi da NGEU (entrate con destinazione specifica esterne): REACT-EU, meccanismo unionale di protezione civile (RescEU). Per una panoramica più dettagliata delle attività dell’RRF, consultare le sezioni 2 e 3 relative a NGEU degli Aspetti finanziari salienti dell’esercizio.

Rubrica 3 — Risorse naturali e ambiente

Le spese a titolo di questa rubrica riguardano l’agricoltura sostenibile (politica agricola comune) e la politica per la pesca e gli affari marittimi (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura), nonché programmi dedicati alla protezione dell’ambiente e all’azione per il clima (programma LIFE, fondo per una transizione giusta).

Programmi di questa rubrica che ricevono contributi da NGEU (entrate con destinazione specifica esterne): sviluppo rurale, fondo per una transizione giusta.

Rubrica 4 — Migrazione e gestione delle frontiere

I programmi (Fondo Asilo, migrazione e integrazione, Fondo per la gestione integrata delle frontiere) e le agenzie decentrate (quali l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo) finanziati a titolo di questa rubrica affrontano le sfide legate alla migrazione e alla gestione delle frontiere esterne dell’UE e alla salvaguardia del meccanismo di asilo all’interno dell’UE.

Rubrica 5 — Sicurezza e difesa

Questa rubrica riflette la necessità di una maggiore cooperazione a livello dell’Unione per far fronte alle minacce alla sicurezza e accrescere la sua autonomia strategica. Comprende programmi intesi a migliorare la sicurezza dei cittadini europei (Fondo Sicurezza interna), rafforzare le capacità di difesa dell’Europa (Fondo europeo per la difesa) e fornire gli strumenti necessari per rispondere alle minacce per la sicurezza interne ed esterne.

Rubrica 6 — Vicinato e resto del mondo

I programmi di questa rubrica rafforzano l’impatto socioeconomico dell’UE nel suo vicinato, nei paesi in via di sviluppo e nel resto del mondo. Il nuovo strumento NDICI-Europa globale combina vari strumenti di finanziamento esterno precedenti dell’UE, ivi compresa la cooperazione con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) precedentemente finanziata dal Fondo europeo di sviluppo. La rubrica comprende anche l’assistenza ai paesi che si preparano all’adesione all’UE (assistenza preadesione) e il programma di aiuto umanitario dell’Unione.

Rubrica 7 — Pubblica amministrazione europea

Questa rubrica copre le spese amministrative di tutte le istituzioni, le pensioni e le scuole europee.

S - Strumenti speciali

I meccanismi di flessibilità del bilancio dell’UE consentono all’Unione di mobilitare i fondi necessari per far fronte a circostanze impreviste, quali crisi, calamità naturali e situazioni di emergenza. L’ambito di applicazione, la dotazione finanziaria e le modalità operative sono previsti dal regolamento QFP e dall’accordo interistituzionale. Essi assicurano inoltre che le risorse di bilancio possano rispondere all’evoluzione delle priorità, in modo che ogni euro sia utilizzato dove è più necessario.

Nella nomenclatura e nell’esecuzione annuale del bilancio sono indicati come strumenti speciali («S»), poiché possono essere mobilitati al di sopra dei massimali di spesa del QFP per stanziamenti di impegno e di pagamento.

3.3.   RUBRICHE DETTAGLIATE DEL QFP (PROGRAMMI)

Le rubriche del QFP sono ulteriormente ripartite in rubriche dettagliate, che corrispondono ai principali programmi di spesa (ad esempio Orizzonte 2020, Erasmus+, ecc.). Le basi giuridiche sottostanti all’esecuzione del bilancio sono adottate a tale livello di programma. I programmi sono la struttura comunemente utilizzata per informare in merito all’attuazione e ai risultati. Le tabelle per programma sono disponibili nelle relazioni sull’esecuzione del bilancio (cfr. tabelle 6.7 - 6.12).

3.4.   NEXTGENERATIONEU

Con un bilancio di 420,8 miliardi di EUR per il sostegno non rimborsabile, NGEU esercita un impatto rilevante sui bilanci annuali dell’UE dal 2021 al 2026 e sulla loro esecuzione. Nel 2021 l’intero importo è stato iscritto in bilancio come stanziamenti di entrate con destinazione specifica. Tutti gli impegni per il sostegno non rimborsabile sono stati contratti entro il 31 dicembre 2023 e saranno onorati con pagamenti entro il 31 dicembre 2026, a norma dell’articolo 3, paragrafi 4 e 9, del regolamento EURI (65).

Per una panoramica generale delle attività di NGEU, consultare le sezioni 2 e 3 degli Aspetti finanziari salienti dell’esercizio.

3.5.   BILANCIO ANNUALE

La procedura di adozione del bilancio è stabilita nell’articolo 314 del trattato sul funzionamento dell’UE. Il diagramma seguente presenta le scadenze e le fasi dell’adozione del bilancio.

Image 15

1)

Nella pratica, le tre istituzioni si adoperano per presentare i rispettivi documenti all’inizio dell’anno per agevolare la procedura.

2)

Il comitato di conciliazione è composto dai membri del Consiglio o dai loro rappresentanti e da altrettanti rappresentanti del Parlamento europeo. La Commissione partecipa ai lavori del comitato di conciliazione e prende ogni iniziativa necessaria per favorire un ravvicinamento fra la posizione del Parlamento europeo e quella del Consiglio.

3)

Il Parlamento europeo approva il progetto comune e in seguito, entro 14 giorni dalla data in cui il Consiglio lo ha respinto, decide (a maggioranza dei membri che lo compongono e dei tre quinti dei voti espressi) di confermare tutti gli emendamenti o alcuni di essi.

La struttura del bilancio consiste per la Commissione in stanziamenti amministrativi e operativi. Le altre istituzioni dispongono infatti soltanto di stanziamenti amministrativi. Inoltre il bilancio distingue due tipi di stanziamenti: non dissociati e dissociati. Gli stanziamenti non dissociati sono destinati al finanziamento delle operazioni a carattere annuale (che rispondono al principio dell’annualità del bilancio). Gli stanziamenti dissociati sono utilizzati per conciliare il principio dell’annualità del bilancio con la necessità di finanziare azioni pluriennali la cui realizzazione si estende su più esercizi. Gli stanziamenti dissociati si scompongono in stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento:

stanziamenti di impegno: coprono il costo totale delle obbligazioni giuridiche contratte nell’esercizio finanziario corrente per operazioni che si estendono su più esercizi. Tuttavia gli impegni di bilancio per azioni la cui realizzazione si estende su più esercizi possono essere ripartiti su più esercizi in frazioni annue, qualora previsto dall’atto di base;

stanziamenti di pagamento: coprono le spese derivanti dall’esecuzione degli impegni contratti nel corso dell’esercizio e/o di esercizi precedenti.

Nei conti questi tipi di finanziamenti sono raggruppati in due voci principali:

gli stanziamenti del bilancio definitivo adottato; e

ulteriori stanziamenti contenenti:

importi riportati dall’esercizio precedente (il regolamento finanziario consente, in un numero limitato di casi, il riporto all’esercizio corrente degli importi non spesi nell’esercizio precedente); e

entrate con destinazione specifica derivanti da rimborsi, contributi di terze parti/paesi terzi a programmi dell’UE e attività svolte per terze parti, che sono iscritte direttamente nelle linee di bilancio di spesa corrispondenti e costituiscono il terzo pilastro del finanziamento.

Tutti i tipi di finanziamento formano insieme gli stanziamenti disponibili.

3.6.   PROVENTI

3.6.1.   Entrate da risorse proprie

La stragrande maggioranza delle entrate proviene da risorse proprie, che si suddividono nelle seguenti categorie:

(1)

risorse proprie tradizionali (RPT): nel 2024 hanno rappresentato circa il 14 % delle entrate da risorse proprie;

(2)

risorsa basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA): nel 2024 ha rappresentato circa il 17 % delle entrate da risorse proprie;

(3)

risorsa basata sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati: nel 2024 ha rappresentato circa il 5 % delle entrate da risorse proprie;

(4)

reddito nazionale lordo (RNL): nel 2024 ha rappresentato circa il 64 % delle entrate da risorse proprie.

La decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, relativa al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea (decisione sulle risorse proprie 2020), specifica le categorie di risorse proprie e stabilisce i metodi per il rispettivo calcolo. Detta decisione è entrata in vigore il 1o giugno 2021 ed è stata applicata retroattivamente a decorrere dal 1o gennaio 2021.

La decisione sulle risorse proprie 2020 stabilisce che l’importo totale delle risorse proprie attribuite all’Unione per gli stanziamenti annuali di pagamento non supera l’1,40 % della somma dell’RNL di tutti gli Stati membri. La decisione inoltre conferisce alla Commissione, in via eccezionale e temporanea, il potere di contrarre sui mercati dei capitali prestiti fino a 750 miliardi di EUR a prezzi del 2018 per conto dell’Unione, per far fronte alle conseguenze della pandemia di COVID-19 tramite lo strumento per la ripresa NextGenerationEU. I massimali delle risorse proprie per gli stanziamenti di pagamento saranno incrementati in via temporanea di 0,6 punti percentuali per coprire tutte le passività derivanti dai prestiti contratti.

Con effetto dal 2021, la voce «altri proventi» del bilancio dell’UE comprende i contributi finanziari dal Regno Unito derivanti dal regolamento delle pendenze finanziarie a norma dell’accordo di recesso del Regno Unito.

3.6.2.   Risorse proprie tradizionali (RPT)

Le RPT sono costituite da dazi doganali, applicati alle importazioni da paesi terzi, riscossi dagli Stati membri per conto dell’UE. Gli Stati membri tuttavia ne trattengono il 25 % a copertura delle spese di riscossione. Tutti gli importi accertati delle RPT devono essere rilevati in una delle contabilità seguenti, tenute dalle autorità competenti:

nella contabilità ordinaria, a norma dell’articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio: tutti gli importi recuperati o garantiti;

nella contabilità separata, sempre a norma dell’articolo di cui sopra: tutti gli importi non ancora recuperati e/o non garantiti; possono essere iscritti in questa contabilità anche gli importi garantiti ma contestati.

Gli Stati membri devono versare le RPT sul conto della Commissione tramite la loro tesoreria o la banca centrale nazionale, al più tardi il primo giorno feriale dopo il 19° giorno del secondo mese successivo a quello nel corso del quale ha avuto luogo l’accertamento (o il recupero nel caso del conto separato).

3.6.3.   Imposta sul valore aggiunto (IVA)

La risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) è calcolata sulle basi IVA degli Stati membri, che sono state a tal fine armonizzate in conformità delle norme dell’UE. Un’aliquota di prelievo uniforme dello 0,30 % si applica all’importo complessivo dell’IVA incassata da ciascuno Stato membro per tutte le forniture imponibili, diviso per l’aliquota IVA media ponderata. La base IVA è limitata al 50 % dell’RNL di ogni singolo Stato membro.

3.6.4.   Rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati

Un’aliquota uniforme di prelievo di 0,80 EUR per chilogrammo si applica sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati in ciascuno Stato membro. I rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in un determinato anno sono calcolati come differenza tra i rifiuti di imballaggio di plastica prodotti in uno Stato membro in tale anno e i rifiuti di imballaggio di plastica riciclati nello stesso anno. Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno diritto a specifiche riduzioni forfettarie annue da applicare ai rispettivi contributi alle risorse proprie basate sulla plastica.

3.6.5.   Reddito nazionale lordo (RNL)

La risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) viene utilizzata per finanziare la parte del bilancio non coperta da altre fonti di entrate. All’RNL di ogni Stato membro è applicata un’aliquota uniforme di prelievo, stabilita in conformità delle norme dell’UE.

3.6.6.   Riduzione lorda

Per il periodo 2021-2027, gli Stati membri seguenti beneficiano di una riduzione lorda del rispettivo contributo annuo basato sull’RNL, pari a 565 milioni di EUR per l’Austria, 377 milioni di EUR per la Danimarca, 3 671 milioni di EUR per la Germania, 1 921 milioni di EUR per i Paesi Bassi e 1 069 milioni di EUR per la Svezia. Tali riduzioni lorde sono calcolate a prezzi del 2020 e finanziate da tutti gli Stati membri.

3.6.7.   Adeguamenti alle risorse proprie di precedenti esercizi finanziari

Le risorse basate sull’IVA e sull’RNL sono determinate in base alle previsioni sulle pertinenti basi imponibili formulate al momento dell’elaborazione del progetto di bilancio. Queste previsioni sono successivamente riviste e aggiornate nel corso dell’esercizio contabile interessato mediante bilancio rettificativo. La differenza tra gli importi dovuti dagli Stati membri in riferimento alle basi imponibili effettive e gli importi effettivamente versati in base alle previsioni (riviste), di valore sia positivo che negativo, è richiesta dalla Commissione agli Stati membri per il primo giorno feriale del mese di marzo del terzo anno successivo all’esercizio in questione. Durante i quattro esercizi successivi possono ancora essere apportate correzioni alle basi imponibili effettive delle risorse basate sull’IVA e sull’RNL, a meno che vengano formulate riserve. Tali riserve rappresentano potenziali crediti verso gli Stati membri di importo incerto, perché il loro impatto finanziario non può essere stimato con esattezza. Quando è possibile determinare l’importo esatto, le corrispondenti risorse basate sull’IVA o sull’RNL sono richieste o in occasione dell’esercizio di determinazione dei saldi IVA e RNL o mediante singole richieste di fondi. La previsione delle risorse proprie basate sulla plastica è adeguata in maniera analoga. La differenza tra gli importi dovuti dagli Stati membri in base ai rispettivi stati finanziari annuali con il risultato dell’esecuzione di bilancio e gli importi effettivamente versati in base alle previsioni (riviste), di valore sia positivo che negativo, è richiesta dalla Commissione agli Stati membri per il primo giorno feriale del mese di giugno del terzo anno successivo all’esercizio in questione. Durante i cinque esercizi successivi possono ancora essere apportate correzioni alle basi imponibili effettive, a meno che vengano formulate riserve.

3.7.   CALCOLO DEL RISULTATO DI BILANCIO

Il risultato di bilancio dell’UE è restituito agli Stati membri nell’esercizio successivo previa deduzione delle somme dovute per l’esercizio.

Le risorse proprie iscritte nella contabilità corrispondono agli importi accreditati nel corso dell’esercizio sui conti aperti a nome della Commissione dalle amministrazioni degli Stati membri. Le entrate comprendono altresì, in caso di avanzo, il risultato dell’esecuzione del bilancio dell’esercizio precedente. Le altre entrate sono iscritte sulla base degli importi effettivamente percepiti nel corso dell’esercizio.

Ai fini del calcolo del risultato di bilancio per l’esercizio, le spese comprendono i pagamenti effettuati a fronte degli stanziamenti dell’esercizio, ai quali si aggiungono gli stanziamenti dell’esercizio riportati all’esercizio successivo. I pagamenti effettuati a fronte degli stanziamenti dell’esercizio sono pagamenti eseguiti dal contabile entro il 31 dicembre dell’esercizio. Per il FEAGA, i pagamenti considerati sono quelli effettuati dagli Stati membri dal 16 ottobre N-1 al 15 ottobre N, sempre che l’impegno e l’ordine di pagamento siano pervenuti al contabile al più tardi il 31 gennaio N+1. Le spese del FEAGA possono essere oggetto di una decisione di conformità adottata a seguito di controlli effettuati negli Stati membri.

A norma dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 608/2014 che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie, il risultato di bilancio è costituito dalla differenza tra:

il totale delle entrate di bilancio percepite per l’esercizio, e

l’importo dei pagamenti effettuati in base agli stanziamenti dell’esercizio, più l’importo degli stanziamenti del medesimo esercizio riportati all’esercizio successivo.

La cifra che ne risulta è aumentata o diminuita dei seguenti elementi:

il saldo netto degli stanziamenti di pagamento annullati riportati da esercizi precedenti e gli importi versati in eccesso, a causa di variazioni dei tassi dell’euro, di pagamenti corrispondenti a stanziamenti non dissociati riportati dal precedente esercizio;

l’evoluzione delle entrate con destinazione specifica; e

i guadagni o le perdite netti su cambi registrati nell’esercizio.

Gli stanziamenti riportati dall’esercizio precedente relativi a contributi di terzi e lavori per conto terzi, che per definizione non possono mai essere annullati, sono ripresi come stanziamenti supplementari dell’esercizio. Questo spiega la differenza tra i riporti dall’esercizio precedente indicati nelle relazioni sull’esecuzione del bilancio dell’esercizio N e i riporti all’esercizio successivo figuranti nelle relazioni sull’esecuzione del bilancio dell’esercizio N-1. Il calcolo del risultato di bilancio non tiene conto degli stanziamenti di impegno ricostituiti a seguito della restituzione di acconti.

Gli stanziamenti di pagamento riportati comprendono riporti automatici e riporti su decisione. Gli annullamenti di stanziamenti di pagamento non utilizzati riportati dall’esercizio precedente comprendono gli annullamenti di stanziamenti riportati automaticamente e su decisione.

3.8.   RICONCILIAZIONE DEL RISULTATO ECONOMICO CON IL RISULTATO DI BILANCIO

in milioni di EUR

 

2024

2023

RISULTATO ECONOMICO DELL’ESERCIZIO

(97 208 )

(71 437 )

Proventi

 

 

Diritti accertati nell’esercizio corrente ma non ancora riscossi

(6 773 )

(5 714 )

Diritti accertati in esercizi precedenti e riscossi nell’esercizio corrente

9 925

10 046

Diritti riscossi che non devono essere registrati come entrate nel risultato economico

83 953

73 209

Ratei attivi (netti)

(723 )

(923 )

 

86 382

76 618

Spese

 

 

Ratei passivi (netti)

10 599

14 090

Spese dell’esercizio precedente pagate nell’esercizio corrente

(2 220 )

(1 638 )

Prefinanziamento netto

(11 678 )

(12 575 )

Stanziamenti di pagamento riportati all’esercizio successivo

(4 031 )

(3 208 )

Pagamenti effettuati a fronte di stanziamenti di pagamento inutilizzati riportati o annullati

1 711

(5 409 )

Variazioni degli accantonamenti

9 948

3 752

Altro

7 757

240

 

12 086

(4 748 )

Risultato economico Agenzie e CECA i.l.

85

202

RISULTATO DI BILANCIO DELL’ESERCIZIO

1 344

635

In conformità del regolamento finanziario, il risultato economico dell’esercizio è calcolato in base ai principi della contabilità per competenza e delle norme contabili dell’UE, mentre il risultato di bilancio si basa su regole modificate della contabilità di cassa. Poiché il risultato economico e il risultato di bilancio si riferiscono alle medesime operazioni sottostanti, fatta eccezione per le altre fonti di entrate e le spese (fuori bilancio) delle agenzie e della CECA i.l., che figurano soltanto nel risultato economico dell’esercizio, la riconciliazione del risultato economico dell’esercizio con il risultato di bilancio è un utile controllo di coerenza.

Elementi di riconciliazione — Proventi

Le entrate di bilancio effettive di un esercizio finanziario corrispondono alle entrate riscosse in relazione ai diritti accertati nel corso dell’esercizio e agli incassi relativi ai diritti accertati in esercizi precedenti. Pertanto ai fini della riconciliazione i diritti accertati nell’esercizio in corso ma non ancora riscossi devono essere detratti dal risultato economico, perché non fanno parte delle entrate di bilancio. Al contrario, ai fini della riconciliazione i diritti accertati negli esercizi precedenti e riscossi nell’esercizio in corso devono essere aggiunti al risultato economico. Taluni diritti riscossi non devono essere registrati come entrate nel risultato economico e devono inoltre essere aggiunti ai fini della riconciliazione. Tali diritti sono principalmente relativi ai finanziamenti di NextGenerationEU.

I ratei attivi consistono principalmente di importi relativi a rettifiche finanziarie, risorse proprie, interessi e dividendi. Si tiene conto solo dell’effetto netto, ossia i ratei attivi per l’esercizio in corso meno gli storni dei ratei attivi dell’esercizio precedente.

Elementi di riconciliazione — Spese

I ratei passivi consistono principalmente di ratei iscritti a fini di chiusura dell’esercizio, ossia le spese ammissibili sostenute dai beneficiari dei fondi dell’UE, ma non ancora comunicate alla Commissione. Si tiene conto solo dell’effetto netto, ossia i ratei passivi per l’esercizio in corso meno gli storni dei ratei passivi dell’esercizio precedente. I pagamenti effettuati durante l’esercizio corrente e relativi a fatture registrate in esercizi precedenti rientrano nella spesa di bilancio dell’esercizio corrente e devono pertanto essere aggiunti al risultato economico a fini di riconciliazione.

L’effetto netto del prefinanziamento è la combinazione 1) dei nuovi importi di prefinanziamento versati nell’esercizio in corso e rilevati come spese di bilancio dell’esercizio e 2) della compensazione dei prefinanziamenti, mediante accettazione delle spese ammissibili durante l’esercizio in corso. Queste ultime rappresentano spese di competenza, ma non spese di bilancio, dal momento che il pagamento del prefinanziamento iniziale era già stato considerato come spesa di bilancio al momento del relativo versamento.

Oltre ai pagamenti effettuati a fronte degli stanziamenti dell’esercizio, gli stanziamenti dell’esercizio riportati all’esercizio successivo devono anch’essi essere inclusi nel calcolo del risultato di bilancio (conformemente all’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 608/2014). La stessa regola si applica ai pagamenti di bilancio effettuati nell’esercizio in corso a fronte degli stanziamenti riportati da esercizi precedenti e agli annullamenti di stanziamenti di pagamento non utilizzati.

Le variazioni degli accantonamenti riguardano stime di fine esercizio formulate negli stati finanziari (principalmente benefici per i dipendenti) che non incidono sulla contabilità di bilancio. Tra gli altri importi di riconciliazione rientrano vari elementi quali gli ammortamenti delle attività, le acquisizioni di attività, i pagamenti per leasing finanziari e partecipazioni finanziarie, che formano oggetto di un trattamento differente in termini di contabilità finanziaria e di contabilità economico-patrimoniale.

Elemento di riconciliazione - Risultato economico Agenzie e CECA i.l.

Il risultato di bilancio dell’esercizio è un dato non consolidato e non comprende le altre fonti (fuori bilancio) di entrate e le spese delle agenzie consolidate e della CECA i.l. (cfr. nota 6). Per riconciliare il risultato economico dell’esercizio (dato consolidato che comprende tali importi) con il risultato di bilancio dell’esercizio, l’intero risultato economico consolidato dell’esercizio delle agenzie e della CECA i.l. è presentato come elemento di riconciliazione.

4.   ESECUZIONE DEL BILANCIO UE 2024

Cfr. sezione 6, «Sintesi dell’esecuzione del bilancio», negli Aspetti finanziari salienti dell’esercizio per le note esplicative sull’esecuzione del bilancio 2024 per quanto riguarda entrate e spese, impegni da liquidare e risultati di bilancio.

5.   ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE

5.1.   RIEPILOGO DELL’ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE

in milioni di EUR

 

 

Entrate iscritte in bilancio

Diritti accertati

Proventi

Entrate in % sul bilancio

Da liquidare

 

Denominazione

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Esercizio in corso

Riportati

Totale

Su diritti dell’esercizio in corso

Su diritti riportati

Totale

 

 

1

2

3

4

5=3+4

6

7

8=6+7

9=8/2

10=5-8

1

Risorse proprie

136 499

141 170

141 280

(197 )

141 082

141 202

(155 )

141 047

100  %

36

 

11 - Contributi zucchero

0

0

(0 )

(0 )

-

(0 )

 

12 — Dazi doganali

24 620

20 119

20 299

(197 )

20 102

20 222

(155 )

20 066

100  %

36

 

13 - IVA

23 616

23 463

23 438

23 438

23 438

23 438

100  %

 

14 — RNL

81 169

90 449

90 334

90 334

90 334

90 334

100  %

 

16 — Riduzione del contributo basato sull’RNL concessa a determinati Stati membri

23

23

23

23

-

 

17 – Rifiuti di imballaggio di plastica

7 094

7 140

7 185

7 185

7 185

7 185

101  %

2

Avanzi, saldi e adeguamenti

0

633

662

7

669

662

7

669

106  %

3

Entrate a carattere amministrativo

2 124

2 124

3 906

36

3 942

3 877

20

3 897

183  %

45

4

Entrate finanziarie, interessi di mora e ammende

149

3 478

3 245

14 681

17 926

(739 )

5 513

4 774

137  %

13 152

5

Garanzie di bilancio, operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti

0

0

73 376

73 376

73 332

73 332

-

44

6

Entrate, contributi e restituzioni relativi a politiche dell’Unione

3 858

2 340

25 115

4 769

29 884

22 345

4 545

26 890

1 149  %

2 994

 

Totale

142 630

149 744

247 584

19 295

266 879

240 680

9 929

250 609

167  %

16 270

6.   ESECUZIONE DELLE SPESE DI BILANCIO DELL’UE

6.1.   QFP: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

 

 

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

 

Rubrica del QFP

Stanziamenti di bilancio

Stanziamenti supplementari

Totale stanziamenti disponibili

Stanziamenti di bilancio

Stanziamenti supplementari

Totale stanziamenti disponibili

 

 

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi e storni

Bilancio definitivo adottato

Riporti

Entrate con destinazione specifica

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi e storni

Bilancio definitivo adottato

Riporti

Entrate con destinazione specifica

 

 

1

2

3=1+2

4

5

6=3+

4+5

7

8

9=7+8

10

11

12=9+

10+11

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

21 493

(1 )

21 492

95

7 621

29 209

20 828

72

20 900

109

11 495

32 504

2

Coesione, resilienza e valori

74 561

22

74 583

12

12 088

86 683

33 716

2 264

35 980

813

85 003

121 796

 

2a. Coesione economica, sociale e territoriale

64 665

64 665

12

8 023

72 701

24 156

2 337

26 493

1

27 947

54 441

 

2b. Resilienza e valori

9 895

22

9 917

0

4 065

13 982

9 560

(73 )

9 487

812

57 056

67 355

3

Risorse naturali e ambiente

57 339

(32 )

57 307

316

2 252

59 874

54 151

1 959

56 110

324

10 799

67 233

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

40 517

(0 )

40 517

316

912

41 745

40 505

(32 )

40 474

316

912

41 702

4

Migrazione e gestione delle frontiere

3 893

1

3 893

338

4 232

3 249

12

3 261

3

463

3 727

5

Sicurezza e difesa

2 321

378

2 699

79

2 778

2 035

48

2 084

8

51

2 142

6

Vicinato e resto del mondo

16 230

1 073

17 303

483

1 783

19 569

15 291

(838 )

14 454

161

1 626

16 241

7

Pubblica amministrazione europea

11 988

69

12 057

1

2 445

14 502

11 988

69

12 057

1 004

2 456

15 516

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

4 955

1

4 956

1

513

5 470

4 955

1

4 956

613

522

6 091

O

Non compresi nel QFP

4 768

4 768

4 174

8 941

3 755

3 755

10 506

14 261

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

1 561

(383 )

1 178

407

314

1 899

1 371

(227 )

1 144

728

475

2 347

 

Totale

189 385

5 894

195 279

1 314

31 094

227 687

142 630

7 114

149 744

3 150

122 875

275 769

6.2.   QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

in milioni di EUR

 

 

Totale

stanziamenti

disponibili

Impegni assunti

Stanziamenti riportati al 2025

Stanziamenti da annullare

 

Rubrica del QFP

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

dal bilancio definitivo adottato

da entrate con destinazione specifica

Totale

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

 

 

1

2

3

4

5=2+3

+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+

11+12

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

29 209

21 489

95

4 378

25 962

89  %

0

3 243

3 244

3

0

3

2

Coesione, resilienza e valori

86 683

73 513

12

10 668

84 193

97  %

0

1 335

1 335

1 070

85

1 155

 

2a. Coesione economica, sociale e territoriale

72 701

63 596

12

7 808

71 416

98  %

131

131

1 070

85

1 154

 

2b. Resilienza e valori

13 982

9 917

0

2 860

12 778

91  %

0

1 204

1 204

0

0

1

3

Risorse naturali e ambiente

59 874

57 243

721

57 964

97  %

366

1 296

1 663

13

234

247

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

41 745

40 465

345

40 810

98  %

366

567

933

2

2

4

Migrazione e gestione delle frontiere

4 232

3 892

147

4 039

95  %

191

191

1

0

1

5

Sicurezza e difesa

2 778

2 699

71

2 770

100  %

8

8

0

0

0

6

Vicinato e resto del mondo

19 569

16 646

421

1 217

18 283

93  %

657

566

1 224

0

62

0

62

7

Pubblica amministrazione europea

14 502

12 003

1

1 348

13 351

92  %

1 097

1 097

54

0

54

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

5 470

4 911

1

379

5 291

97  %

 

134

134

45

0

45

O

Non compresi nel QFP

8 941

4 737

815

5 552

62  %

30

3 359

3 389

0

0

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

1 899

842

407

297

1 546

81  %

310

7

318

25

10

35

 

Totale

227 687

193 064

937

19 661

213 661

94  %

1 365

11 103

12 468

1 166

62

330

1 558

6.3.   QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

 

 

Totale

stanziamenti

disponibili

Pagamenti effettuati

Stanziamenti riportati al 2025

Stanziamenti da annullare

 

Rubrica del QFP

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

dal bilancio definitivo adottato

da entrate con destinazione specifica

Totale

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

 

 

1

2

3

4

5=2+

3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+11+12

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

32 504

20 778

98

4 988

25 864

80  %

113

6 504

6 617

9

11

3

23

2

Coesione, resilienza e valori

121 796

34 082

811

81 633

116 525

96  %

1 898

3 368

5 266

0

2

2

5

 

2a. Coesione economica, sociale e territoriale

54 441

26 490

1

25 458

51 949

95  %

2

2 489

2 491

0

1

0

1

 

2b. Resilienza e valori

67 355

7 591

810

56 175

64 576

96  %

1 896

879

2 775

0

2

2

4

3

Risorse naturali e ambiente

67 233

56 043

8

8 398

64 448

96  %

376

2 401

2 777

7

0

0

8

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

41 702

40 416

0

345

40 762

98  %

367

567

934

6

0

6

4

Migrazione e gestione delle frontiere

3 727

3 231

2

171

3 405

91  %

28

292

320

2

0

0

2

5

Sicurezza e difesa

2 142

2 073

7

42

2 123

99  %

6

8

14

5

1

0

5

6

Vicinato e resto del mondo

16 241

14 346

153

897

15 395

95  %

107

729

836

1

9

0

10

7

Pubblica amministrazione europea

15 516

11 114

926

1 226

13 266

85  %

889

1 229

2 118

54

78

1

133

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

6 091

4 329

557

338

5 224

86  %

582

183

766

45

55

1

100

O

Non compresi nel QFP

14 261

3 634

353

3 987

28  %

121

10 154

10 274

(0 )

(0 )

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

2 347

834

675

466

1 975

84  %

310

7

318

0

53

2

55

 

Totale

275 769

146 134

2 680

98 175

246 988

90  %

3 848

24 692

28 540

78

154

8

240

6.4.   QFP: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL)

in milioni di EUR

 

 

Impegni ancora da liquidare alla fine dell’esercizio precedente

Impegni dell’esercizio in corso

Totale impegni in sospeso a fine esercizio

 

Rubrica del QFP

Impegno riportato dall’esercizio precedente

Disimpegni/

Rivalutazioni/

Annullamenti

Pagamenti

Impegni da liquidare a fine esercizio

Impegni assunti nell’esercizio

Pagamenti

Annullamento di impegni non riportabili

Impegni da liquidare a fine esercizio

 

 

1

2

3

4=1+2+3

5

6

7

8=5+6+7

9=4+8

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

51 926

(853 )

(17 829 )

33 244

25 962

(8 035 )

(7 )

17 920

51 164

2

Coesione, resilienza e valori

376 757

(336 )

(102 977 )

273 444

84 193

(13 548 )

(1 )

70 644

344 088

 

2a. Coesione economica, sociale e territoriale

154 864

(161 )

(48 409 )

106 295

71 416

(3 540 )

(1 )

67 875

174 170

 

2b. Resilienza e valori

221 893

(176 )

(54 568 )

167 149

12 778

(10 008 )

(0 )

2 769

169 918

3

Risorse naturali e ambiente

57 477

(125 )

(23 401 )

33 950

57 964

(41 048 )

(0 )

16 916

50 867

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

358

(35 )

(102 )

221

40 810

(40 660 )

150

371

4

Migrazione e gestione delle frontiere

5 121

(1 )

(2 129 )

2 991

4 039

(1 276 )

(0 )

2 763

5 754

5

Sicurezza e difesa

3 803

(4 )

(1 378 )

2 420

2 770

(744 )

(0 )

2 025

4 445

6

Vicinato e resto del mondo

39 987

(779 )

(10 433 )

28 776

18 283

(4 962 )

(0 )

13 321

42 097

7

Pubblica amministrazione europea

1 004

(76 )

(927 )

0

13 351

(12 339 )

(2 )

1 011

1 011

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

608

(51 )

(557 )

5 291

(4 668 )

(1 )

623

623

O

Non compresi nel QFP

6 447

(114 )

(261 )

6 072

5 552

(3 726 )

(0 )

1 827

7 899

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

482

(0 )

(429 )

53

1 546

(1 546 )

0

53

 

Totale

543 003

(2 288 )

(159 765 )

380 950

213 661

(87 223 )

(10 )

126 428

507 378

6.5.   QFP: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE

in milioni di EUR

 

 

<2018

2018

2019

2020

2021

2022

2023

2024

Totale

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

957

639

2 663

4 496

4 309

7 314

11 086

19 700

51 164

2

Coesione, resilienza e valori

1 587

273

588

1 478

3 357

42 094

54 161

240 550

344 088

3

Risorse naturali e ambiente

136

201

178

222

372

3 544

663

45 551

50 867

4

Migrazione e gestione delle frontiere

40

3

18

421

139

313

1 580

3 241

5 754

5

Sicurezza e difesa

18

46

74

188

506

612

909

2 094

4 445

6

Vicinato e resto del mondo

1 336

1 149

1 651

1 948

4 056

8 352

9 878

13 726

42 097

7

Pubblica amministrazione europea

0

0

1 011

1 011

O

Non compresi nel QFP

65

2 586

3 421

1 827

7 899

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

53

0

53

 

Totale

4 074

2 312

5 172

8 752

12 804

64 814

81 750

327 700

507 378

A seguito della riassegnazione degli impegni nel quadro del passaggio a un nuovo sistema di contabilità (SUMMA), si è verificato un riporto dell’importo in essere (201 274 milioni di EUR) da un esercizio all’altro. L’importo complessivo degli impegni da liquidare è rimasto invariato.

6.6.   QFP: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER TIPO DI STANZIAMENTO

in milioni di EUR

 

 

Da stanziamenti di bilancio

Da stanziamenti delle entrate con destinazione specifica

Totale impegni da liquidare a fine 2024

 

 

Impegno riportato dal 2023

Adegua menti

Impegni assunti

Pagamenti effettuati

Importo restante da liquidare

Impegno riportato dal 2023

Adegua menti

Impegni assunti

Pagamenti effettuati

Importo restante da liquidare

 

 

1

2

3

4

5=1+2+3-4

6

7

8

9

10=6+7+8-9

11=5+10

1

Mercato unico, innovazione e agenda digitale

43 318

(629 )

21 584

20 969

43 304

8 608

(230 )

4 378

4 895

7 860

51 164

2

Coesione, resilienza e valori

129 392

825

73 525

31 113

172 629

247 365

(1 163 )

10 668

85 412

171 459

344 088

 

2a. Coesione economica, sociale e territoriale

123 345

982

63 608

22 751

165 184

31 520

(1 144 )

7 808

29 198

8 986

174 170

 

2b. Resilienza e valori

6 048

(157 )

9 917

8 363

7 445

215 846

(19 )

2 860

56 214

162 473

169 918

3

Risorse naturali e ambiente

41 606

109

57 243

56 066

42 891

15 871

(234 )

721

8 382

7 976

50 867

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

358

(35 )

40 465

40 420

368

0

345

342

3

371

4

Migrazione e gestione delle frontiere

4 949

24

3 892

3 239

5 627

172

(25 )

147

166

127

5 754

5

Sicurezza e difesa

3 748

(2 )

2 699

2 066

4 379

55

(2 )

71

57

66

4 445

6

Vicinato e resto del mondo

39 345

(701 )

17 067

14 618

41 093

642

(78 )

1 217

777

1 004

42 097

7

Pubblica amministrazione europea

886

(32 )

12 004

11 969

888

118

(46 )

1 348

1 297

123

1 011

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

567

(10 )

4 912

4 886

582

42

(42 )

379

338

40

623

O

Non compresi nel QFP

(0 )

4 737

3 634

1 103

6 447

(114 )

815

353

6 795

7 899

S

Meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

321

(0 )

1 249

1 517

53

161

297

458

53

 

Totale

263 564

(405 )

194 000

145 192

311 967

279 440

(1 893 )

19 661

101 797

195 410

507 378

6.7.   QFP DETTAGLIATO: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E PAGAMENTO

in milioni di EUR

 

 

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

 

 

 

Stanziamenti di bilancio

Stanziamenti supplementari

Totale stanziamenti disponibili

Stanziamenti di bilancio

Stanziamenti supplementari

Totale stanziamenti disponibili

 

Programma

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi e storni

Bilancio definitivo adottato

Riporti

Entrate con destinazione specifica

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi e storni

Bilancio definitivo adottato

Riporti

Entrate con destinazione specifica

 

 

1

2

3=1+2

4

5

6=3+4+5

7

8

9=7+8

10

11

12=9+10+11

1

Orizzonte Europa

12 897

1

12 898

95

4 458

17 451

11 833

196

12 028

67

7 104

19 199

 

Euratom

281

(1 )

280

58

337

333

40

372

15

107

494

 

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

436

436

3

440

509

54

563

1

3

568

 

Altre azioni

712

712

446

446

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

24

24

0

25

27

(5 )

22

0

22

 

Fondo InvestEU

348

348

1 672

2 019

347

(89 )

258

1

2 945

3 203

 

MCE - Trasporti

1 757

0

1 758

48

1 806

2 119

(49 )

2 070

1

40

2 112

 

MCE — Energia

885

(1 )

885

3

888

741

39

781

2

2

784

 

MCE — Digitale

87

87

4

91

151

(11 )

140

1

4

145

 

Europa digitale

1 266

(1 )

1 265

75

1 340

1 150

(115 )

1 034

7

71

1 112

 

Agenzie decentrate

213

4

217

11

228

213

7

220

11

231

 

Altre azioni

1

1

170

171

1

1

170

171

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

14

14

14

14

6

20

20

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

24

24

4

29

21

2

22

5

28

 

Mercato unico

602

1

604

48

651

601

(21 )

580

8

68

657

 

Lotta antifrode dell’UE

26

26

1

27

23

(1 )

22

1

22

 

Fiscalità

38

38

1

39

30

4

35

0

1

36

 

Dogane

136

136

9

144

105

27

132

0

9

141

 

Agenzie decentrate

136

(4 )

132

15

147

136

(4 )

132

15

147

 

Altre azioni

9

(3 )

6

1

7

9

(1 )

8

1

8

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

12

12

12

11

(4 )

7

7

 

Programma spaziale europeo

2 088

(0 )

2 088

327

2 415

2 183

(4 )

2 179

5

489

2 673

 

Agenzie decentrate

78

1

79

4

83

78

4

82

4

86

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

17

17

17

4

(4 )

 

Connettività sicura dell’Unione

117

117

117

190

190

0

190

 

Totale rubrica 1: mercato unico, innovazione e agenda digitale

21 493

(1 )

21 492

95

7 621

29 209

20 828

72

20 900

109

11 495

32 504

2

Sviluppo regionale (FESR)1

39 434

(4 )

39 431

12

4 932

44 375

13 079

2 825

15 904

0

14 623

30 528

 

Fondo di coesione

6 842

6 842

1 127

7 969

2 264

8

2 273

0

1 815

4 088

 

Contributo del Fondo di coesione a MCE — Trasporti

1 606

1 606

12

1 618

1 952

286

2 238

11

2 248

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

4

4

0

4

5

(2 )

3

0

3

 

Fondo sociale europeo Plus (FSE+)1

16 783

16 783

1 953

18 736

6 856

(781 )

6 075

1

11 498

17 574

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

34

34

8

42

32

5

37

0

7

44

 

Ripresa e resilienza europee

123

123

2 784

2 907

105

(5 )

100

2

55 240

55 342

 

Pericles IV

1

1

0

1

1

(0 )

1

0

0

1

 

Ripresa dell’UE

3 340

3 340

51

3 391

3 340

3 340

651

51

4 042

 

RescEU

240

240

0

27

268

260

0

260

125

476

862

 

EU4Health

754

(0 )

753

43

796

689

(146 )

544

5

31

580

 

Strumento per il sostegno di emergenza all’interno dell’Unione (ESI)

8

8

2

(2 )

36

36

 

Agenzie decentrate

249

13

263

50

312

245

10

256

49

305

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

12

0

12

0

13

12

0

12

0

12

 

Occupazione e innovazione sociale

94

94

11

104

85

(3 )

82

1

12

95

 

Erasmus+

3 796

3 796

993

4 789

3 522

43

3 565

16

1 051

4 631

 

Corpo europeo di solidarietà (ESC)

144

144

49

193

139

(7 )

131

5

56

192

 

Europa creativa

335

335

21

356

366

33

398

4

25

428

 

Giustizia

42

42

1

43

39

9

48

1

1

50

 

Diritti e valori

219

(0 )

219

3

222

226

(28 )

197

1

2

201

 

Agenzie decentrate

295

9

303

9

313

286

12

299

10

308

 

Altre azioni

8

8

0

8

7

2

9

0

9

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

26

26

0

26

39

(8 )

30

0

31

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

183

183

7

190

167

11

178

7

185

 

Totale rubrica 2: coesione, resilienza e valori

74 561

22

74 583

12

12 088

86 683

33 716

2 264

35 980

813

85 003

121 796

3

Garanzie agricole

40 517

(0 )

40 517

316

912

41 745

40 505

(32 )

40 474

316

912

41 702

 

Altri programmi in materia di risorse naturali e ambiente

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

13 156

13 156

420

13 576

11 992

1 774

13 765

0

2 712

16 478

 

Affari marittimi e pesca

1 070

1 070

154

1 224

781

199

979

1

175

1 155

 

Pesca (APPS e ORGP)

163

(33 )

130

130

143

(29 )

114

114

 

Agenzie decentrate

30

0

30

2

32

30

0

30

2

32

 

Altre azioni

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

9

9

9

5

(2 )

3

3

 

Ambiente e clima (LIFE)

765

3

768

5

773

571

29

600

7

4

612

 

Fondo per una transizione giusta

1 490

1 490

246

1 736

3

2

5

6 465

6 470

 

Strumento di prestito nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

50

50

504

554

35

25

60

521

582

 

Agenzie decentrate

68

(2 )

66

8

74

68

(2 )

66

8

74

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

6

6

6

12

(3 )

9

9

 

Azioni specifiche

16

16

16

7

(3 )

4

4

 

Totale rubrica 3: risorse naturali e ambiente

57 339

(32 )

57 307

316

2 252

59 874

54 151

1 959

56 110

324

10 799

67 233

4

Asilo, migrazione e integrazione

1 508

(5 )

1 503

10

1 513

1 359

1

1 360

2

10

1 372

 

Agenzie decentrate

169

(17 )

152

18

170

169

(17 )

152

18

170

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Gestione frontiere e visti

1 023

(19 )

1 004

182

1 186

524

42

565

1

307

873

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Attrezzature doganali

144

144

0

144

157

(16 )

141

0

0

141

 

Agenzie decentrate

1 048

42

1 090

128

1 218

1 040

3

1 043

128

1 171

 

Totale rubrica 4: migrazione e gestione delle frontiere

3 893

1

3 893

338

4 232

3 249

12

3 261

3

463

3 727

5

Fondo Sicurezza interna (ISF)

322

1

323

2

325

238

(27 )

211

2

2

215

 

Disattivazione degli impianti nucleari

75

(7 )

67

67

152

(10 )

142

142

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

62

(2 )

61

0

61

72

6

78

1

0

79

 

Agenzie decentrate

251

1

252

17

269

251

(3 )

249

17

266

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

(0 )

1

1

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

23

9

32

0

32

21

15

36

0

36

 

Difesa europea (ricerca)

218

125

344

12

355

211

(5 )

206

1

7

215

 

Difesa europea (non ricerca)

420

260

680

23

703

540

8

547

2

21

570

 

Mobilità militare

251

251

251

262

73

335

1

335

 

Strumento per la difesa mediante appalti comuni

260

(10 )

250

9

259

100

(100 )

 

Strumento per il rafforzamento dell’industria della difesa

343

343

16

359

79

91

170

1

3

173

 

Programma per l’industria europea della difesa

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

(0 )

0

0

 

Connettività sicura dell’Unione

96

96

96

110

110

110

 

Totale rubrica 5: sicurezza e difesa

2 321

378

2 699

79

2 778

2 035

48

2 084

8

51

2 142

6

Vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

11 524

(10 )

11 514

461

966

12 940

10 764

(1 510 )

9 254

71

828

10 153

 

Strumento europeo per la sicurezza nucleare (EINS)

42

42

0

21

63

27

6

33

1

21

55

 

Aiuto umanitario (HUMA)

1 911

584

2 495

26

2 521

1 897

528

2 426

6

26

2 458

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

385

385

22

406

385

(0 )

385

0

12

397

 

Paesi e territori d’oltremare (PTOM)

71

71

1

35

107

72

(21 )

51

8

21

79

 

AMF+

5

5

569

574

5

5

525

530

 

Altre azioni

81

(2 )

79

1

80

81

(31 )

50

1

51

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

95

(0 )

95

0

95

86

2

88

0

88

 

Strumento di assistenza preadesione (IPA III)

2 116

2 116

21

143

2 281

1 975

163

2 138

75

192

2 405

 

Strumento per i Balcani occidentali

501

501

501

24

24

24

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Totale rubrica 6: vicinato e resto del mondo

16 230

1 073

17 303

483

1 783

19 569

15 291

(838 )

14 454

161

1 626

16 241

7

Pensioni del personale

2 515

74

2 589

280

2 870

2 515

74

2 589

280

2 870

 

(Pensioni degli ex membri) PE

15

0

15

15

15

0

15

15

 

(Pensioni degli ex membri) Consiglio europeo e Consiglio

1

(0 )

1

1

1

(0 )

1

1

 

(Pensioni degli ex membri) Commissione

10

(1 )

9

9

10

(1 )

9

9

 

(Pensioni degli ex membri) CGUE

17

(2 )

15

15

17

(2 )

15

15

 

(Pensioni degli ex membri) Corte dei conti

7

(0 )

7

7

7

(0 )

7

7

 

(Pensioni degli ex membri) Mediatore europeo

0

(0 )

0

0

0

(0 )

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) GEPD

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Scuole europee

246

246

29

275

246

246

1

29

276

 

Retribuzioni del personale statutario

2 898

6

2 903

124

3 027

2 898

6

2 903

0

124

3 027

 

Retribuzioni del personale esterno

288

(23 )

265

120

386

288

(23 )

265

32

121

419

 

Membri - stipendi, assegni e indennità

18

0

18

0

18

18

0

18

0

0

18

 

Membri - indennità transitorie

1

1

1

1

1

1

 

Spese per l’assunzione di personale

32

(1 )

31

0

31

32

(1 )

31

2

0

33

 

Cessazione definitiva dal servizio

8

(0 )

7

7

8

(0 )

7

7

 

Costi di formazione

16

1

17

7

25

16

1

17

11

7

35

 

Sociale e mobilità

21

2

24

30

53

21

2

24

11

30

65

 

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

281

6

287

227

514

281

6

287

171

228

685

 

Affitti e acquisti

312

14

326

962

1 287

312

14

326

7

962

1 294

 

Spese connesse agli edifici

133

(26 )

107

43

150

133

(26 )

107

63

43

214

 

Sicurezza

64

10

74

13

87

64

10

74

38

13

125

 

Missione e rappresentanza

43

11

54

3

57

43

11

54

11

3

69

 

Riunioni, comitati, conferenze

19

(4 )

15

3

17

19

(4 )

15

6

3

24

 

Gazzetta ufficiale

7

(4 )

3

0

3

7

(4 )

3

1

0

4

 

Pubblicazioni

10

1

12

4

16

10

1

12

6

4

22

 

Acquisizione di informazioni

7

(0 )

7

1

7

7

(0 )

7

2

1

9

 

Studi e indagini

5

1

6

0

6

5

1

6

5

0

10

 

Attrezzature generali, veicoli, mobilio

15

1

16

8

24

15

1

16

12

8

36

 

Servizi linguistici esterni

29

(1 )

27

51

79

29

(1 )

27

2

51

81

 

Altre spese amministrative

18

1

19

26

45

18

1

19

10

26

55

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Spese amministrative di altre istituzioni

4 955

1

4 956

1

513

5 470

4 955

1

4 956

613

522

6 091

 

Totale rubrica 7: pubblica amministrazione europea

11 988

69

12 057

1

2 445

14 502

11 988

69

12 057

1 004

2 456

15 516

O

Fondo per l’innovazione

3 886

3 886

10 218

10 218

 

Strumento per l’Ucraina

4 768

4 768

157

4 924

3 755

3 755

157

3 912

 

Altre azioni

131

131

132

132

 

Totale rubrica O: non compresi nel QFP

4 768

4 768

4 174

8 941

3 755

3 755

10 506

14 261

S

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza (SEAR)

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Riserva di solidarietà europea

1 351

(207 )

1 144

400

1 544

1 351

(207 )

1 144

400

1 544

 

Riserva per gli aiuti d’urgenza

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

209

(176 )

34

17

51

20

(20 )

0

0

17

18

 

Riserva di adeguamento alla Brexit

7

297

304

328

458

786

 

Totale rubrica S: meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

1 561

(383 )

1 178

407

314

1 899

1 371

(227 )

1 144

728

475

2 347

 

Totale

189 385

5 894

195 279

1 314

31 094

227 687

142 630

7 114

149 744

3 150

122 875

275 769

6.8.   QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

in milioni di EUR

 

 

Totale

stanziamenti

disponibili

Impegni assunti

Stanziamenti riportati al 2025

Stanziamenti da annullare

 

Programma

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

dal bilancio definitivo adottato

da entrate con destinazione specifica

Totale

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

 

 

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+11+12

1

Orizzonte Europa

17 451

12 898

95

2 087

15 081

86  %

2 370

2 370

0

(0 )

0

 

Euratom

337

280

7

287

85  %

51

51

0

0

0

 

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

440

436

1

438

100  %

2

2

 

Altre azioni

712

222

222

31  %

490

490

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

25

24

24

97  %

0

0

1

1

 

Fondo InvestEU

2 019

348

1 603

1 950

97  %

69

69

0

0

 

MCE - Trasporti

1 806

1 758

23

1 780

99  %

26

26

 

MCE — Energia

888

885

885

100  %

3

3

 

MCE — Digitale

91

87

1

88

97  %

3

3

0

0

 

Europa digitale

1 340

1 264

49

1 313

98  %

26

26

1

0

1

 

Agenzie decentrate

228

217

9

227

99  %

1

1

 

Altre azioni

171

1

69

70

41  %

101

101

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

14

14

14

100  %

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

29

24

4

28

99  %

0

0

(0 )

(0 )

 

Mercato unico

651

604

22

626

96  %

25

25

0

0

0

 

Lotta antifrode dell’UE

27

24

1

25

93  %

0

0

0

1

0

1

 

Fiscalità

39

38

0

39

98  %

1

1

0

0

 

Dogane

144

136

1

137

95  %

7

7

 

Agenzie decentrate

147

132

10

142

97  %

5

5

 

Altre azioni

7

6

0

6

92  %

1

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

12

12

12

100  %

 

Programma spaziale europeo

2 415

2 088

265

2 353

97  %

62

62

(0 )

(0 )

 

Agenzie decentrate

83

79

3

82

99  %

1

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

17

17

17

100  %

 

Connettività sicura dell’Unione

117

117

117

100  %

 

Totale rubrica 1: mercato unico, innovazione e agenda digitale

29 209

21 489

95

4 378

25 962

89  %

0

3 243

3 244

3

0

3

2

Sviluppo regionale (FESR)1

44 375

38 656

12

4 798

43 466

98  %

106

106

775

27

803

 

Fondo di coesione

7 969

6 600

1 095

7 695

97  %

0

0

242

32

274

 

Contributo del Fondo di coesione a MCE — Trasporti

1 618

1 606

2

1 608

99  %

9

9

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

4

4

4

97  %

0

0

 

Fondo sociale europeo Plus (FSE+)1

18 736

16 731

1 913

18 643

100  %

15

15

52

25

77

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

42

34

7

41

99  %

0

0

(0 )

(0 )

 

Ripresa e resilienza europee

2 907

123

2 230

2 353

81  %

554

554

0

0

0

 

Pericles IV

1

1

0

1

98  %

0

0

 

Ripresa dell’UE

3 391

3 340

2

3 342

99  %

49

49

 

RescEU

268

240

0

14

254

95  %

0

13

14

(0 )

(0 )

 

EU4Health

796

753

41

795

100  %

1

1

0

0

0

 

Strumento per il sostegno di emergenza all’interno dell’Unione (ESI)

8

8

8

 

Agenzie decentrate

312

263

38

301

96  %

12

12

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

-

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

13

12

0

13

100  %

 

Occupazione e innovazione sociale

104

93

7

101

96  %

4

4

0

0

0

 

Erasmus+

4 789

3 796

477

4 273

89  %

516

516

0

0

 

Corpo europeo di solidarietà (ESC)

193

144

16

160

83  %

34

34

 

Europa creativa

356

335

15

350

98  %

6

6

0

0

 

Giustizia

43

42

1

42

99  %

0

0

 

Diritti e valori

222

219

1

220

99  %

1

1

0

0

 

Agenzie decentrate

313

303

5

308

99  %

5

5

0

0

 

Altre azioni

8

8

0

8

100  %

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

26

26

0

26

99  %

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

190

183

6

189

100  %

0

0

0

0

0

 

Totale rubrica 2: coesione, resilienza e valori

86 683

73 513

12

10 668

84 193

97  %

0

1 335

1 335

1 070

85

1 155

3

Garanzie agricole

41 745

40 465

345

40 810

98  %

366

567

933

2

2

 

Altri programmi in materia di risorse naturali e ambiente

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

13 576

13 155

1

13 156

97  %

189

189

0

230

231

 

Affari marittimi e pesca

1 224

1 070

127

1 196

98  %

23

23

0

4

4

 

Pesca (APPS e ORGP)

130

130

130

100  %

0

0

 

Agenzie decentrate

32

30

1

31

96  %

1

1

 

Altre azioni

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

9

8

8

99  %

0

0

 

Ambiente e clima (LIFE)

773

768

4

771

100  %

2

2

0

0

0

 

Fondo per una transizione giusta

1 736

1 479

160

1 640

94  %

86

86

11

0

11

 

Strumento di prestito nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

554

50

76

126

23  %

428

428

 

Agenzie decentrate

74

66

8

73

99  %

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

6

6

6

100  %

 

Azioni specifiche

16

16

16

100  %

0

0

 

Totale rubrica 3: risorse naturali e ambiente

59 874

57 243

721

57 964

97  %

366

1 296

1 663

13

234

247

4

Asilo, migrazione e integrazione

1 513

1 502

6

1 508

100  %

5

5

1

0

1

 

Agenzie decentrate

170

152

13

165

97  %

6

6

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Gestione frontiere e visti

1 186

1 004

53

1 057

89  %

129

129

1

1

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Attrezzature doganali

144

144

144

100  %

0

0

 

Agenzie decentrate

1 218

1 090

76

1 166

96  %

52

52

 

Totale rubrica 4: migrazione e gestione delle frontiere

4 232

3 892

147

4 039

95  %

191

191

1

0

1

5

Fondo Sicurezza interna (ISF)

325

323

1

324

99  %

2

2

0

0

 

Disattivazione degli impianti nucleari

67

67

67

100  %

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

61

60

0

61

100  %

0

0

0

0

0

 

Agenzie decentrate

269

252

11

263

98  %

6

6

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

-

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

32

32

32

100  %

0

0

0

0

 

Difesa europea (ricerca)

355

344

12

355

100  %

 

Difesa europea (non ricerca)

703

680

23

703

100  %

 

Mobilità militare

251

251

251

100  %

 

Strumento per la difesa mediante appalti comuni

259

250

9

259

100  %

 

Strumento per il rafforzamento dell’industria della difesa

359

343

16

359

100  %

 

Programma per l’industria europea della difesa

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

-

 

Connettività sicura dell’Unione

96

96

96

100  %

 

Totale rubrica 5: sicurezza e difesa

2 778

2 699

71

2 770

100  %

8

8

0

0

0

6

Vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

12 940

11 032

400

525

11 956

92  %

482

441

923

(0 )

61

0

61

 

Strumento europeo per la sicurezza nucleare (EINS)

63

42

0

1

43

68  %

0

20

20

0

0

0

 

Aiuto umanitario (HUMA)

2 521

2 495

17

2 512

100  %

9

9

0

0

0

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

406

385

21

406

100  %

0

0

0

(0 )

0

 

Paesi e territori d’oltremare (PTOM)

107

71

1

72

67  %

1

35

36

(0 )

0

0

 

AMF+

574

5

569

574

100  %

 

Altre azioni

80

79

0

80

99  %

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

95

95

0

95

100  %

0

0

0

0

 

Strumento di assistenza preadesione (IPA III)

2 281

2 043

20

83

2 146

94  %

73

60

133

1

(0 )

1

 

Strumento per i Balcani occidentali

501

400

400

80  %

101

101

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Totale rubrica 6: vicinato e resto del mondo

19 569

16 646

421

1 217

18 283

93  %

657

566

1 224

0

62

0

62

7

Pensioni del personale

2 870

2 589

273

2 862

100  %

7

7

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) PE

15

15

15

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Consiglio europeo e Consiglio

1

1

1

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Commissione

9

9

9

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) CGUE

15

15

15

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Corte dei conti

7

7

7

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Mediatore europeo

0

0

0

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) GEPD

0

0

0

100  %

 

Scuole europee

275

246

23

269

98  %

6

6

0

0

 

Retribuzioni del personale statutario

3 027

2 897

60

2 957

98  %

64

64

6

6

 

Retribuzioni del personale esterno

386

265

45

310

80  %

75

75

0

0

0

 

Membri - stipendi, assegni e indennità

18

17

0

17

95  %

0

0

1

1

 

Membri - indennità transitorie

1

1

1

100  %

 

Spese per l’assunzione di personale

31

30

0

31

98  %

0

0

0

0

 

Cessazione definitiva dal servizio

7

7

7

100  %

 

Costi di formazione

25

17

4

22

88  %

3

3

0

0

0

 

Sociale e mobilità

53

23

15

38

72  %

15

15

0

0

0

 

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

514

287

134

420

82  %

93

93

0

0

0

 

Affitti e acquisti

1 287

326

314

639

50  %

648

648

0

0

 

Spese connesse agli edifici

150

107

22

129

86  %

21

21

0

0

 

Sicurezza

87

74

9

83

96  %

3

3

0

0

0

 

Missione e rappresentanza

57

54

2

55

97  %

2

2

0

0

0

 

Riunioni, comitati, conferenze

17

15

1

16

92  %

1

1

0

0

0

 

Gazzetta ufficiale

3

3

0

3

100  %

0

0

 

Pubblicazioni

16

12

3

14

90  %

2

2

0

0

 

Acquisizione di informazioni

7

7

0

7

94  %

0

0

0

0

 

Studi e indagini

6

6

0

6

99  %

0

0

0

0

 

Attrezzature generali, veicoli, mobilio

24

16

6

23

94  %

1

1

0

0

0

 

Servizi linguistici esterni

79

27

36

63

80  %

16

16

0

0

 

Altre spese amministrative

45

19

21

41

89  %

5

5

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Spese amministrative di altre istituzioni

5 470

4 911

1

379

5 291

97  %

0

134

134

45

0

45

 

Totale rubrica 7: pubblica amministrazione europea

14 502

12 003

1

1 348

13 351

92  %

1 097

1 097

54

0

54

O

Fondo per l’innovazione

3 886

603

603

16  %

3 283

3 283

 

Strumento per l’Ucraina

4 924

4 737

150

4 887

99  %

30

7

37

0

0

0

 

Altre azioni

131

62

62

48  %

68

68

 

Totale rubrica O: non compresi nel QFP

8 941

4 737

815

5 552

62  %

30

3 359

3 389

0

0

0

S

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza (SEAR)

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Riserva di solidarietà europea

1 544

834

400

1 234

80  %

310

310

 

Riserva per gli aiuti d’urgenza

-

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

51

8

8

16  %

7

7

25

10

35

 

Riserva di adeguamento alla Brexit

304

7

297

304

100  %

 

Totale rubrica S: meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

1 899

842

407

297

1 546

81  %

310

7

318

25

10

35

 

Totale

227 687

193 064

937

19 661

213 661

94  %

1 365

11 103

12 468

1 166

62

330

1 558

6.9.   QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

 

 

Totale

stanziamenti

disponibili

Pagamenti effettuati

Stanziamenti riportati

al 2025

Stanziamenti da annullare

 

Programma

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

dal bilancio definitivo adottato

da entrate con destinazione specifica

Totale

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

 

 

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+11+12

1

Orizzonte Europa

19 199

11 956

59

1 789

13 803

72  %

72

5 314

5 386

0

8

2

10

 

Euratom

494

354

14

36

405

82  %

18

71

89

0

1

1

 

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

568

561

1

1

563

99  %

2

2

4

(0 )

0

0

 

Altre azioni

446

86

86

19  %

361

361

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

22

21

21

94  %

0

0

1

1

 

Fondo InvestEU

3 203

253

1

2 836

3 090

96  %

1

109

109

4

0

0

4

 

MCE - Trasporti

2 112

2 069

1

37

2 107

100  %

1

4

5

0

0

0

 

MCE — Energia

784

780

2

782

100  %

1

2

3

0

0

0

 

MCE — Digitale

145

140

1

2

143

98  %

0

2

3

0

0

0

 

Europa digitale

1 112

1 027

7

41

1 075

97  %

6

29

35

1

0

0

2

 

Agenzie decentrate

231

220

9

230

99  %

1

1

0

0

 

Altre azioni

171

1

10

11

6  %

161

161

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

20

20

20

100  %

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

28

22

4

27

97  %

1

1

0

0

0

 

Mercato unico

657

573

8

22

603

92  %

7

46

53

0

1

0

1

 

Lotta antifrode dell’UE

22

20

0

20

90  %

0

0

2

0

2

 

Fiscalità

36

35

0

0

35

97  %

0

1

1

0

0

0

 

Dogane

141

132

0

1

133

95  %

0

7

7

0

0

0

 

Agenzie decentrate

147

132

10

141

96  %

5

5

0

0

 

Altre azioni

8

8

0

8

96  %

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

7

7

7

96  %

0

0

 

Programma spaziale europeo

2 673

2 175

5

101

2 280

85  %

4

388

392

0

0

0

0

 

Agenzie decentrate

86

82

3

85

99  %

1

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

-

 

Connettività sicura dell’Unione

190

190

190

100  %

0

0

0

0

 

Totale rubrica 1: mercato unico, innovazione e agenda digitale

32 504

20 778

98

4 988

25 864

80  %

113

6 504

6 617

9

11

3

23

2

Sviluppo regionale (FESR)1

30 528

15 903

0

13 357

29 261

96  %

1

1 266

1 267

0

0

0

 

Fondo di coesione

4 088

2 272

0

1 815

4 087

100  %

0

0

1

(0 )

0

0

0

 

Contributo del Fondo di coesione a MCE — Trasporti

2 248

2 238

8

2 246

100  %

3

3

0

(0 )

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

3

3

3

97  %

0

0

 

Fondo sociale europeo Plus (FSE+)1

17 574

6 074

0

10 278

16 352

93  %

1

1 221

1 221

0

0

0

1

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

44

37

0

7

44

99  %

0

0

0

0

0

 

Ripresa e resilienza europee

55 342

98

2

55 189

55 288

100  %

2

52

54

0

0

0

0

 

Pericles IV

1

1

0

0

1

95  %

0

0

0

0

 

Ripresa dell’UE

4 042

1 477

651

1

2 128

53  %

1 863

51

1 914

0

0

 

RescEU

862

260

125

372

757

88  %

105

105

0

0

 

EU4Health

580

540

4

29

573

99  %

4

2

5

0

1

0

1

 

Strumento per il sostegno di emergenza all’interno dell’Unione (ESI)

36

9

9

24  %

27

27

1

1

 

Agenzie decentrate

305

256

38

294

96  %

12

12

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

-

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

12

12

0

12

100  %

0

0

 

Occupazione e innovazione sociale

95

81

1

5

87

92  %

1

6

8

0

0

0

0

 

Erasmus+

4 631

3 547

16

478

4 041

87  %

18

572

590

(0 )

0

0

1

 

Corpo europeo di solidarietà (ESC)

192

128

5

18

151

78  %

3

38

42

(0 )

0

0

0

 

Europa creativa

428

396

4

17

417

97  %

2

9

11

0

0

0

0

 

Giustizia

50

47

1

1

49

98  %

1

0

1

0

0

0

 

Diritti e valori

201

196

1

1

199

99  %

1

1

2

0

0

0

 

Agenzie decentrate

308

299

5

304

98  %

5

5

0

0

0

 

Altre azioni

9

9

0

9

100  %

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

31

30

0

31

99  %

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

185

178

6

184

99  %

1

1

0

0

 

Totale rubrica 2: coesione, resilienza e valori

121 796

34 082

811

81 633

116 525

96  %

1 898

3 368

5 266

0

2

2

5

3

Garanzie agricole

41 702

40 416

0

345

40 762

98  %

367

567

934

6

0

6

 

Altri programmi in materia di risorse naturali e ambiente

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

16 478

13 765

0

1 704

15 469

94  %

0

1 008

1 008

0

0

1

 

Affari marittimi e pesca

1 155

978

1

173

1 152

100  %

1

2

3

0

0

0

0

 

Pesca (APPS e ORGP)

114

114

114

100  %

 

Agenzie decentrate

32

30

1

31

96  %

1

1

 

Altre azioni

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

3

3

3

100  %

0

0

 

Ambiente e clima (LIFE)

612

592

7

3

603

99  %

8

1

8

0

0

0

1

 

Fondo per una transizione giusta

6 470

5

6 145

6 150

95  %

320

320

0

0

 

Strumento di prestito nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

582

60

19

79

14  %

503

503

 

Agenzie decentrate

74

66

8

73

99  %

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

9

9

9

99  %

0

0

 

Azioni specifiche

4

4

4

100  %

 

Totale rubrica 3: risorse naturali e ambiente

67 233

56 043

8

8 398

64 448

96  %

376

2 401

2 777

7

0

0

8

4

Asilo, migrazione e integrazione

1 372

1 357

1

8

1 366

100  %

2

3

5

1

0

1

 

Agenzie decentrate

170

152

13

165

97  %

6

6

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Gestione frontiere e visti

873

563

1

75

639

73  %

1

231

233

1

0

1

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Attrezzature doganali

141

117

0

0

117

83  %

24

24

0

0

 

Agenzie decentrate

1 171

1 043

76

1 119

96  %

52

52

 

Totale rubrica 4: migrazione e gestione delle frontiere

3 727

3 231

2

171

3 405

91  %

28

292

320

2

0

0

2

5

Fondo Sicurezza interna (ISF)

215

209

1

1

211

99  %

1

2

3

0

0

0

 

Disattivazione degli impianti nucleari

142

142

142

100  %

0

0

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

79

75

1

0

76

97  %

2

2

1

0

0

1

 

Agenzie decentrate

266

247

11

257

97  %

6

6

2

0

2

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

1

1

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

36

35

35

98  %

0

0

1

1

 

Difesa europea (ricerca)

215

205

1

7

214

99  %

1

1

0

0

0

 

Difesa europea (non ricerca)

570

545

2

21

568

100  %

2

2

(0 )

0

0

0

 

Mobilità militare

335

335

1

335

100  %

0

0

0

0

0

 

Strumento per la difesa mediante appalti comuni

-

 

Strumento per il rafforzamento dell’industria della difesa

173

170

1

3

173

100  %

0

0

0

 

Programma per l’industria europea della difesa

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

 

Connettività sicura dell’Unione

110

110

110

100  %

 

Totale rubrica 5: sicurezza e difesa

2 142

2 073

7

42

2 123

99  %

6

8

14

5

1

0

5

6

Vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

10 153

9 192

64

346

9 603

95  %

62

482

544

0

7

0

7

 

Strumento europeo per la sicurezza nucleare (EINS)

55

33

1

8

41

75  %

1

13

13

0

0

0

 

Aiuto umanitario (HUMA)

2 458

2 419

6

17

2 442

99  %

6

9

16

0

0

1

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

397

383

0

9

393

99  %

1

3

4

0

0

0

 

Paesi e territori d’oltremare (PTOM)

79

47

8

55

69  %

4

21

25

(0 )

0

0

 

AMF+

530

5

416

421

79  %

109

109

 

Altre azioni

51

50

0

51

99  %

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

37  %

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

88

88

0

88

100  %

0

0

0

0

 

Strumento di assistenza preadesione (IPA III)

2 405

2 128

74

100

2 301

96  %

10

92

102

0

2

2

 

Strumento per i Balcani occidentali

24

1

1

3  %

23

23

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Totale rubrica 6: vicinato e resto del mondo

16 241

14 346

153

897

15 395

95  %

107

729

836

1

9

0

10

7

Pensioni del personale

2 870

2 589

273

2 862

100  %

7

7

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) PE

15

15

15

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Consiglio europeo e Consiglio

1

1

1

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Commissione

9

9

9

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) CGUE

15

15

15

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Corte dei conti

7

7

7

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) Mediatore europeo

0

0

0

100  %

 

(Pensioni degli ex membri) GEPD

0

0

0

100  %

 

Scuole europee

276

246

1

20

266

96  %

0

10

10

0

0

 

Retribuzioni del personale statutario

3 027

2 897

0

60

2 957

98  %

0

64

64

6

0

6

 

Retribuzioni del personale esterno

419

243

29

44

316

75  %

22

77

98

0

4

0

4

 

Membri - stipendi, assegni e indennità

18

16

0

0

16

89  %

1

0

1

1

0

1

 

Membri - indennità transitorie

1

0

0

30  %

0

0

 

Spese per l’assunzione di personale

33

27

1

0

29

87  %

3

0

4

0

0

1

 

Cessazione definitiva dal servizio

7

7

7

99  %

0

0

 

Costi di formazione

35

8

10

2

20

56  %

10

5

15

0

1

0

1

 

Sociale e mobilità

65

16

9

11

36

56  %

7

20

27

0

1

0

1

 

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

685

167

170

89

425

62  %

120

139

259

0

1

0

1

 

Affitti e acquisti

1 294

295

7

313

615

48  %

30

649

679

0

0

0

 

Spese connesse agli edifici

214

63

58

17

138

65  %

44

26

70

0

5

5

 

Sicurezza

125

49

36

2

87

70  %

25

10

35

0

3

0

3

 

Missione e rappresentanza

69

44

8

2

54

78  %

10

2

12

0

3

0

3

 

Riunioni, comitati, conferenze

24

10

3

1

14

58  %

5

2

7

0

3

0

3

 

Gazzetta ufficiale

4

2

1

2

66  %

1

0

1

0

0

 

Pubblicazioni

22

6

6

1

14

63  %

5

3

8

0

0

0

 

Acquisizione di informazioni

9

5

2

0

7

74  %

2

0

2

0

0

0

 

Studi e indagini

10

1

5

5

52  %

5

0

5

0

0

0

0

 

Attrezzature generali, veicoli, mobilio

36

7

12

5

24

66  %

9

3

12

0

0

0

0

 

Servizi linguistici esterni

81

26

2

35

63

78  %

2

16

18

0

0

0

 

Altre spese amministrative

55

14

9

14

38

69  %

5

12

17

0

1

0

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Spese amministrative di altre istituzioni

6 091

4 329

557

338

5 224

86  %

582

183

766

45

55

1

100

 

Totale rubrica 7: pubblica amministrazione europea

15 516

11 114

926

1 226

13 266

85  %

889

1 229

2 118

54

78

1

133

O

Fondo per l’innovazione

10 218

292

292

3  %

9 926

9 926

 

Strumento per l’Ucraina

3 912

3 634

3

3 637

93  %

121

153

274

(0 )

(0 )

 

Altre azioni

132

57

57

44  %

74

74

 

Totale rubrica O: non compresi nel QFP

14 261

3 634

353

3 987

28  %

121

10 154

10 274

(0 )

(0 )

S

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza (SEAR)

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

 

Riserva di solidarietà europea

1 544

834

400

1 234

80  %

310

310

 

Riserva per gli aiuti d’urgenza

-

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

18

0

0

8

8

47  %

0

7

7

0

0

2

2

 

Riserva di adeguamento alla Brexit

786

275

458

733

93  %

53

53

 

Totale rubrica S: meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

2 347

834

675

466

1 975

84  %

310

7

318

0

53

2

55

 

Totale

275 769

146 134

2 680

98 175

246 988

90  %

3 848

24 692

28 540

78

154

8

240

6.10.   QFP DETTAGLIATO: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL)

in milioni di EUR

 

 

Impegni ancora da liquidare alla fine dell’esercizio precedente

Impegni dell’esercizio in corso

Totale impegni in sospeso a fine esercizio

 

Programma

Impegno riportato dall’esercizio precedente

Disimpegni/

Rivalutazioni/

Annullamenti

Pagamenti

Impegni da liquidare a fine esercizio

Impegni assunti nell’esercizio

Pagamenti

Annullamento di impegni non riportabili

Impegni da liquidare a fine esercizio

 

 

1

2

3

4=1+2+3

5

6

7

8=5+6+7

9=4+8

1

Orizzonte Europa

27 939

(566 )

(9 905 )

17 468

15 081

(3 898 )

(5 )

11 178

28 646

 

Euratom

357

(5 )

(249 )

103

287

(156 )

131

234

 

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

1 576

(0 )

(484 )

1 093

438

(80 )

(1 )

356

1 449

 

Altre azioni

135

(8 )

(55 )

72

222

(30 )

191

263

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

48

(1 )

(16 )

31

24

(4 )

20

50

 

Fondo InvestEU

5 834

(31 )

(1 474 )

4 329

1 950

(1 616 )

334

4 663

 

MCE - Trasporti

6 503

(88 )

(2 093 )

4 322

1 780

(13 )

1 767

6 089

 

MCE — Energia

3 873

(42 )

(778 )

3 053

885

(4 )

881

3 934

 

MCE — Digitale

650

(39 )

(137 )

474

88

(6 )

83

556

 

Europa digitale

2 116

(3 )

(830 )

1 283

1 313

(245 )

(0 )

1 068

2 351

 

Agenzie decentrate

39

(39 )

227

(191 )

36

36

 

Altre azioni

2

(0 )

(1 )

1

70

(10 )

60

61

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

34

(2 )

(10 )

22

14

(10 )

4

26

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

36

(1 )

(21 )

13

28

(6 )

23

36

 

Mercato unico

949

(58 )

(461 )

430

626

(141 )

(0 )

484

914

 

Lotta antifrode dell’UE

29

(0 )

(11 )

18

25

(9 )

16

34

 

Fiscalità

42

(1 )

(26 )

14

39

(9 )

30

44

 

Dogane

146

(2 )

(97 )

47

137

(36 )

101

148

 

Agenzie decentrate

0

(0 )

142

(141 )

0

0

 

Altre azioni

7

(0 )

(7 )

0

6

(1 )

5

5

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

21

(1 )

(6 )

14

12

(1 )

11

25

 

Programma spaziale europeo

1 413

(4 )

(953 )

457

2 353

(1 327 )

1 026

1 483

 

Agenzie decentrate

20

(20 )

82

(65 )

17

17

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

17

17

17

 

Connettività sicura dell’Unione

156

(0 )

(156 )

117

(34 )

83

83

 

Totale rubrica 1: mercato unico, innovazione e agenda digitale

51 926

(853 )

(17 829 )

33 244

25 962

(8 035 )

(7 )

17 920

51 164

2

Sviluppo regionale (FESR)1

91 069

(86 )

(27 087 )

63 896

43 466

(2 173 )

(1 )

41 292

105 188

 

Fondo di coesione

12 460

(19 )

(3 288 )

9 153

7 695

(799 )

(0 )

6 896

16 048

 

Contributo del Fondo di coesione a MCE — Trasporti

6 080

(40 )

(2 234 )

3 806

1 608

(12 )

1 596

5 402

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

3

(0 )

(1 )

2

4

(2 )

1

4

 

Fondo sociale europeo Plus (FSE+)1

45 251

(15 )

(15 798 )

29 438

18 643

(554 )

(0 )

18 090

47 528

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

100

(3 )

(39 )

59

41

(5 )

(0 )

36

95

 

Ripresa e resilienza europee

214 518

(13 )

(51 488 )

163 017

2 353

(3 800 )

(1 447 )

161 570

 

Pericles IV

1

(0 )

(0 )

0

1

(1 )

0

0

 

Ripresa dell’UE

651

(0 )

(651 )

3 342

(1 477 )

1 865

1 865

 

RescEU

1 707

(11 )

(659 )

1 036

254

(97 )

(0 )

157

1 193

 

EU4Health

1 301

(15 )

(403 )

883

795

(171 )

624

1 507

 

Strumento per il sostegno di emergenza all’interno dell’Unione (ESI)

40

(3 )

(9 )

28

28

 

Agenzie decentrate

43

(0 )

(12 )

31

301

(282 )

19

50

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

10

(1 )

(8 )

1

13

(4 )

9

10

 

Occupazione e innovazione sociale

184

(12 )

(65 )

107

101

(23 )

78

185

 

Erasmus+

2 083

(64 )

(661 )

1 358

4 273

(3 380 )

893

2 251

 

Corpo europeo di solidarietà (ESC)

166

(27 )

(42 )

97

160

(108 )

52

149

 

Europa creativa

427

(6 )

(220 )

201

350

(197 )

153

354

 

Giustizia

67

(7 )

(24 )

36

42

(25 )

18

53

 

Diritti e valori

272

(5 )

(119 )

147

220

(80 )

140

288

 

Agenzie decentrate

49

(0 )

(7 )

41

308

(296 )

12

53

 

Altre azioni

16

(2 )

(9 )

5

8

(1 )

7

13

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

65

(2 )

(31 )

32

26

26

58

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

195

(4 )

(122 )

69

189

(61 )

128

197

 

Totale rubrica 2: coesione, resilienza e valori

376 757

(336 )

(102 977 )

273 444

84 193

(13 548 )

(1 )

70 644

344 088

3

Garanzie agricole

358

(35 )

(102 )

221

40 810

(40 660 )

150

371

 

Altri programmi in materia di risorse naturali e ambiente

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

37 891

(61 )

(15 431 )

22 399

13 156

(38 )

(0 )

13 118

35 517

 

Affari marittimi e pesca

3 299

(2 )

(1 092 )

2 204

1 196

(59 )

(0 )

1 137

3 341

 

Pesca (APPS e ORGP)

23

(1 )

(14 )

8

130

(100 )

30

38

 

Agenzie decentrate

31

(31 )

 

Altre azioni

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

4

(0 )

(2 )

2

8

(1 )

8

10

 

Ambiente e clima (LIFE)

2 547

(25 )

(565 )

1 957

771

(37 )

734

2 691

 

Fondo per una transizione giusta

13 276

(0 )

(6 149 )

7 127

1 640

(1 )

1 638

8 765

 

Strumento di prestito nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

57

(36 )

21

126

(43 )

83

104

 

Agenzie decentrate

73

(73 )

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

18

(0 )

(9 )

9

6

6

15

 

Azioni specifiche

4

(0 )

(1 )

3

16

(3 )

13

16

 

Totale rubrica 3: risorse naturali e ambiente

57 477

(125 )

(23 401 )

33 950

57 964

(41 048 )

(0 )

16 916

50 867

4

Asilo, migrazione e integrazione

2 720

(0 )

(1 291 )

1 428

1 508

(74 )

(0 )

1 433

2 862

 

Agenzie decentrate

13

13

165

(165 )

13

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Gestione frontiere e visti

1 798

(0 )

(585 )

1 213

1 057

(54 )

(0 )

1 002

2 215

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Attrezzature doganali

278

(0 )

(71 )

207

144

(46 )

98

305

 

Agenzie decentrate

312

(182 )

130

1 166

(937 )

230

359

 

Totale rubrica 4: migrazione e gestione delle frontiere

5 121

(1 )

(2 129 )

2 991

4 039

(1 276 )

(0 )

2 763

5 754

5

Fondo Sicurezza interna (ISF)

524

(0 )

(205 )

319

324

(6 )

(0 )

317

636

 

Disattivazione degli impianti nucleari

405

(0 )

(142 )

263

67

(0 )

67

331

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

312

(1 )

(66 )

246

61

(10 )

50

296

 

Agenzie decentrate

263

(257 )

6

6

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

1

1

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

26

(2 )

(16 )

8

32

(19 )

13

22

 

Difesa europea (ricerca)

646

(0 )

(198 )

448

355

(16 )

(0 )

339

788

 

Difesa europea (non ricerca)

1 323

(0 )

(454 )

869

703

(114 )

589

1 458

 

Mobilità militare

376

(1 )

(218 )

157

251

(117 )

134

291

 

Strumento per la difesa mediante appalti comuni

259

259

259

 

Strumento per il rafforzamento dell’industria della difesa

157

(0 )

(49 )

107

359

(124 )

235

343

 

Programma per l’industria europea della difesa

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

 

Connettività sicura dell’Unione

30

(30 )

96

(80 )

16

16

 

Totale rubrica 5: sicurezza e difesa

3 803

(4 )

(1 378 )

2 420

2 770

(744 )

(0 )

2 025

4 445

6

Vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

30 682

(639 )

(7 791 )

22 252

11 956

(1 811 )

(0 )

10 145

32 397

 

Strumento europeo per la sicurezza nucleare (EINS)

140

(5 )

(33 )

102

43

(8 )

34

137

 

Aiuto umanitario (HUMA)

1 063

(6 )

(557 )

500

2 512

(1 885 )

(0 )

627

1 127

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

108

(25 )

(40 )

43

406

(352 )

54

96

 

Paesi e territori d’oltremare (PTOM)

129

(0 )

(27 )

102

72

(27 )

44

147

 

AMF+

574

(421 )

153

153

 

Altre azioni

28

(0 )

(28 )

0

80

(23 )

57

57

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

(0 )

(0 )

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

153

(9 )

(57 )

87

95

(31 )

64

151

 

Strumento di assistenza preadesione (IPA III)

7 684

(95 )

(1 899 )

5 689

2 146

(402 )

1 744

7 434

 

Strumento per i Balcani occidentali

400

(1 )

399

399

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Totale rubrica 6: vicinato e resto del mondo

39 987

(779 )

(10 433 )

28 776

18 283

(4 962 )

(0 )

13 321

42 097

7

Pensioni del personale

2 862

(2 862 )

 

(Pensioni degli ex membri) PE

15

(15 )

 

(Pensioni degli ex membri) Consiglio europeo e Consiglio

1

(1 )

 

(Pensioni degli ex membri) Commissione

9

(9 )

 

(Pensioni degli ex membri) CGUE

15

(15 )

 

(Pensioni degli ex membri) Corte dei conti

7

(7 )

 

(Pensioni degli ex membri) Mediatore europeo

0

(0 )

 

(Pensioni degli ex membri) GEPD

0

(0 )

 

Scuole europee

1

(1 )

269

(265 )

4

4

 

Retribuzioni del personale statutario

0

(0 )

(0 )

2 957

(2 957 )

(0 )

0

0

 

Retribuzioni del personale esterno

33

(4 )

(29 )

0

310

(287 )

(0 )

23

23

 

Membri - stipendi, assegni e indennità

0

(0 )

(0 )

17

(16 )

1

1

 

Membri - indennità transitorie

1

(0 )

(0 )

 

Spese per l’assunzione di personale

2

(0 )

(1 )

31

(27 )

3

3

 

Cessazione definitiva dal servizio

7

(7 )

(0 )

 

Costi di formazione

11

(1 )

(10 )

22

(10 )

12

12

 

Sociale e mobilità

13

(3 )

(10 )

0

38

(26 )

12

12

 

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

172

(1 )

(171 )

420

(255 )

166

166

 

Affitti e acquisti

7

(0 )

(7 )

639

(608 )

31

31

 

Spese connesse agli edifici

63

(5 )

(58 )

129

(80 )

49

49

 

Sicurezza

38

(3 )

(36 )

83

(51 )

32

32

 

Missione e rappresentanza

11

(3 )

(8 )

55

(45 )

10

10

 

Riunioni, comitati, conferenze

7

(3 )

(3 )

16

(10 )

6

6

 

Gazzetta ufficiale

1

(0 )

(1 )

3

(2 )

1

1

 

Pubblicazioni

6

(0 )

(6 )

14

(8 )

7

7

 

Acquisizione di informazioni

2

(0 )

(2 )

7

(5 )

2

2

 

Studi e indagini

5

(0 )

(5 )

6

(1 )

5

5

 

Attrezzature generali, veicoli, mobilio

12

(0 )

(12 )

23

(12 )

11

11

 

Servizi linguistici esterni

2

(0 )

(2 )

63

(61 )

2

2

 

Altre spese amministrative

10

(1 )

(9 )

41

(29 )

12

12

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Spese amministrative di altre istituzioni

608

(51 )

(557 )

5 291

(4 668 )

(1 )

623

623

 

Totale rubrica 7: pubblica amministrazione europea

1 004

(76 )

(927 )

0

13 351

(12 339 )

(2 )

1 011

1 011

O

Fondo per l’innovazione

6 443

(111 )

(261 )

6 071

603

(31 )

572

6 643

 

Strumento per l’Ucraina

4 887

(3 637 )

(0 )

1 250

1 250

 

Altre azioni

4

(3 )

(0 )

1

62

(57 )

5

6

 

Totale rubrica O: non compresi nel QFP

6 447

(114 )

(261 )

6 072

5 552

(3 726 )

(0 )

1 827

7 899

S

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza (SEAR)

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Riserva di solidarietà europea

1 234

(1 234 )

 

Riserva per gli aiuti d’urgenza

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

0

(0 )

(0 )

8

(8 )

0

0

 

Riserva di adeguamento alla Brexit

482

(429 )

53

304

(304 )

53

 

Totale rubrica S: meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

482

(0 )

(429 )

53

1 546

(1 546 )

0

53

 

Totale

543 003

(2 288 )

(159 765 )

380 950

213 661

(87 223 )

(10 )

126 428

507 378

6.11.   QFP DETTAGLIATO: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE

in milioni di EUR

 

Programma

<2018

2018

2019

2020

2021

2022

2023

2024

Totale

1

Orizzonte Europa

346

434

880

1 964

2 704

3 826

5 777

12 715

28 646

 

Euratom

24

5

6

14

16

17

21

131

234

 

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

610

482

356

1 449

 

Altre azioni

0

2

5

4

61

191

263

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

1

0

0

2

9

18

20

50

 

Fondo InvestEU

182

74

102

133

60

1 203

2 571

337

4 663

 

MCE - Trasporti

83

71

984

1 289

696

403

797

1 767

6 089

 

MCE — Energia

274

43

659

902

381

551

242

881

3 934

 

MCE — Digitale

1

0

1

7

102

175

188

83

556

 

Europa digitale

0

281

356

429

1 285

2 351

 

Agenzie decentrate

36

36

 

Altre azioni

1

60

61

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

10

5

4

3

4

26

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

0

1

2

9

23

36

 

Mercato unico

49

9

25

27

32

97

169

506

914

 

Lotta antifrode dell’UE

0

0

1

5

5

7

16

34

 

Fiscalità

0

0

3

4

7

30

44

 

Dogane

0

0

0

3

13

31

101

148

 

Agenzie decentrate

0

0

 

Altre azioni

0

0

5

5

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

0

8

5

11

25

 

Programma spaziale europeo

0

2

5

144

12

28

267

1 026

1 483

 

Agenzie decentrate

17

17

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

17

17

 

Connettività sicura dell’Unione

83

83

 

Totale rubrica 1: mercato unico, innovazione e agenda digitale

957

639

2 663

4 496

4 309

7 314

11 086

19 700

51 164

2

Sviluppo regionale (FESR)

686

1

0

26

77

506

159

103 733

105 188

 

Fondo di coesione

84

0

0

0

0

17

18

15 928

16 048

 

Contributo del Fondo di coesione a MCE — Trasporti

523

261

547

1 163

450

462

401

1 596

5 402

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

1

0

0

1

1

4

 

Fondo sociale europeo Plus (FSE+)

279

0

2

1

6

15

45

47 180

47 528

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

0

0

1

5

9

16

27

36

95

 

Ripresa e resilienza europee

0

0

2 298

39 792

51 627

67 853

161 570

 

Pericles IV

0

0

0

 

Ripresa dell’UE

1 865

1 865

 

RescEU

3

98

75

264

595

157

1 193

 

EU4Health

1

0

5

6

122

346

366

661

1 507

 

Strumento per il sostegno di emergenza all’interno dell’Unione (ESI)

0

9

19

28

 

Agenzie decentrate

0

0

0

0

2

11

16

19

50

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

0

1

9

10

 

Occupazione e innovazione sociale

3

1

8

10

12

22

52

78

185

 

Erasmus+

0

1

3

115

216

439

584

893

2 251

 

Corpo europeo di solidarietà (ESC)

0

5

33

21

20

18

52

149

 

Europa creativa

0

2

5

18

75

101

153

354

 

Giustizia

4

2

3

2

5

10

10

18

53

 

Diritti e valori

5

3

3

3

9

45

74

145

288

 

Agenzie decentrate

0

19

9

13

12

53

 

Altre azioni

0

0

0

2

3

7

13

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

1

1

4

3

8

15

26

58

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

1

3

5

6

6

15

33

128

197

 

Totale rubrica 2: coesione, resilienza e valori

1 587

273

588

1 478

3 357

42 094

54 161

240 550

344 088

3

Garanzie agricole

8

13

18

31

59

91

150

371

 

Altri programmi in materia di risorse naturali e ambiente

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

0

0

6

0

2 995

9

32 507

35 517

 

Affari marittimi e pesca

22

0

1

3

11

19

42

3 242

3 341

 

Pesca (APPS e ORGP)

0

8

30

38

 

Agenzie decentrate

 

Altre azioni

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

1

8

10

 

Ambiente e clima (LIFE)

113

193

164

194

329

457

489

753

2 691

 

Fondo per una transizione giusta

0

1

4

8 760

8 765

 

Strumento di prestito nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

10

11

83

104

 

Agenzie decentrate

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

1

0

3

4

6

15

 

Azioni specifiche

3

13

16

 

Totale rubrica 3: risorse naturali e ambiente

136

201

178

222

372

3 544

663

45 551

50 867

4

Asilo, migrazione e integrazione

20

2

18

235

21

95

725

1 746

2 862

 

Agenzie decentrate

13

13

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Gestione frontiere e visti

20

0

0

186

46

140

655

1 168

2 215

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Attrezzature doganali

72

64

70

98

305

 

Agenzie decentrate

130

230

359

 

Totale rubrica 4: migrazione e gestione delle frontiere

40

3

18

421

139

313

1 580

3 241

5 754

5

Fondo Sicurezza interna (ISF)

5

5

3

32

8

27

171

385

636

 

Disattivazione degli impianti nucleari

3

1

13

65

42

99

41

67

331

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

10

39

44

74

39

12

27

50

296

 

Agenzie decentrate

6

6

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

1

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

0

0

1

1

2

5

13

22

 

Difesa europea (ricerca)

110

160

178

339

788

 

Difesa europea (non ricerca)

14

14

232

286

322

589

1 458

 

Mobilità militare

74

26

57

134

291

 

Strumento per la difesa mediante appalti comuni

259

259

 

Strumento per il rafforzamento dell’industria della difesa

107

235

343

 

Programma per l’industria europea della difesa

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

 

Connettività sicura dell’Unione

16

16

 

Totale rubrica 5: sicurezza e difesa

18

46

74

188

506

612

909

2 094

4 445

6

Vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

1 044

825

993

1 407

2 985

6 785

8 133

10 224

32 397

 

Strumento europeo per la sicurezza nucleare (EINS)

2

4

8

11

23

20

34

34

137

 

Aiuto umanitario (HUMA)

6

7

28

127

333

627

1 127

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

1

12

0

7

6

18

54

96

 

Paesi e territori d’oltremare (PTOM)

1

2

46

53

44

147

 

AMF+

153

153

 

Altre azioni

0

57

57

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

0

0

4

13

26

42

66

151

 

Strumento di assistenza preadesione (IPA III)

290

320

630

519

998

1 342

1 266

2 069

7 434

 

Strumento per i Balcani occidentali

399

399

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Totale rubrica 6: vicinato e resto del mondo

1 336

1 149

1 651

1 948

4 056

8 352

9 878

13 726

42 097

7

Pensioni del personale

 

(Pensioni degli ex membri) PE

 

(Pensioni degli ex membri) Consiglio europeo e Consiglio

 

(Pensioni degli ex membri) Commissione

 

(Pensioni degli ex membri) CGUE

 

(Pensioni degli ex membri) Corte dei conti

 

(Pensioni degli ex membri) Mediatore europeo

 

(Pensioni degli ex membri) GEPD

 

Scuole europee

4

4

 

Retribuzioni del personale statutario

0

0

 

Retribuzioni del personale esterno

0

23

23

 

Membri - stipendi, assegni e indennità

1

1

 

Membri - indennità transitorie

 

Spese per l’assunzione di personale

3

3

 

Cessazione definitiva dal servizio

 

Costi di formazione

12

12

 

Sociale e mobilità

0

0

12

12

 

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

166

166

 

Affitti e acquisti

31

31

 

Spese connesse agli edifici

49

49

 

Sicurezza

32

32

 

Missione e rappresentanza

10

10

 

Riunioni, comitati, conferenze

6

6

 

Gazzetta ufficiale

1

1

 

Pubblicazioni

7

7

 

Acquisizione di informazioni

2

2

 

Studi e indagini

5

5

 

Attrezzature generali, veicoli, mobilio

11

11

 

Servizi linguistici esterni

2

2

 

Altre spese amministrative

12

12

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Spese amministrative di altre istituzioni

0

0

0

0

0

0

0

623

623

 

Totale rubrica 7: pubblica amministrazione europea

0

0

1 011

1 011

O

Fondo per l’innovazione

65

2 586

3 420

572

6 643

 

Strumento per l’Ucraina

1 250

1 250

 

Altre azioni

1

5

6

 

Totale rubrica O: non compresi nel QFP

65

2 586

3 421

1 827

7 899

S

Riserva di solidarietà e per gli aiuti d’urgenza (SEAR)

0

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Riserva di solidarietà europea

 

Riserva per gli aiuti d’urgenza

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

0

0

 

Riserva di adeguamento alla Brexit

53

53

 

Totale rubrica S: meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

53

0

53

 

Totale

4 074

2 312

5 172

8 752

12 804

64 814

81 750

327 700

507 378

A seguito della riassegnazione degli impegni nel quadro del passaggio a un nuovo sistema di contabilità (SUMMA), si è verificato un riporto dell’importo in essere (201 274 milioni di EUR) da un esercizio all’altro. L’importo complessivo degli impegni da liquidare è rimasto invariato.

6.12.   QFP DETTAGLIATO: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER TIPO DI STANZIAMENTO

in milioni di EUR

 

 

Da stanziamenti di bilancio

Da stanziamenti delle entrate con destinazione specifica

Totale impegni da liquidare a fine 2024

 

Rubrica

Impegno riportato dal 2023

Adegua menti

Impegni assunti

Pagamenti effettuati

Importo restante da liquidare

Impegno riportato dal 2023

Adegua menti

Impegni assunti

Pagamenti effettuati

Importo restante da liquidare

 

 

1

2

3

4

5=1+2+3-4

6

7

8

9

10=6+7+8-9

11=5+10

1

Orizzonte Europa

23 506

(367 )

12 994

12 039

24 094

4 433

(204 )

2 087

1 765

4 551

28 646

 

Euratom

304

(1 )

280

369

214

54

(4 )

7

36

21

234

 

Reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)

1 570

(2 )

436

562

1 443

6

1

1

6

1 449

 

Altre azioni

0

0

135

(8 )

222

86

263

263

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

48

(1 )

24

21

50

0

0

0

0

0

50

 

Fondo InvestEU

2 253

(31 )

348

256

2 314

3 582

(0 )

1 603

2 834

2 350

4 663

 

MCE - Trasporti

6 442

(85 )

1 758

2 087

6 028

61

(3 )

23

20

61

6 089

 

MCE — Energia

3 819

(42 )

885

775

3 886

54

6

48

3 934

 

MCE — Digitale

647

(39 )

87

142

553

3

(0 )

1

1

3

556

 

Europa digitale

2 070

4

1 264

1 042

2 296

46

(7 )

49

33

55

2 351

 

Agenzie decentrate

39

217

220

36

9

9

36

 

Altre azioni

2

(0 )

1

1

1

69

10

60

61

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

34

(2 )

14

20

26

0

0

0

0

0

26

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

31

(1 )

24

23

31

5

(0 )

4

4

5

36

 

Mercato unico

917

(55 )

604

583

882

32

(3 )

22

20

32

914

 

Lotta antifrode dell’UE

29

(0 )

24

20

33

0

(0 )

1

0

1

34

 

Fiscalità

40

(1 )

38

35

43

2

0

0

1

44

 

Dogane

141

(2 )

136

129

146

4

(0 )

1

4

1

148

 

Agenzie decentrate

0

(0 )

132

132

0

10

10

0

0

 

Altre azioni

7

(0 )

6

8

5

0

0

0

5

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

21

(1 )

12

7

25

0

0

0

0

0

25

 

Programma spaziale europeo

1 223

(2 )

2 088

2 226

1 083

190

(2 )

265

54

399

1 483

 

Agenzie decentrate

18

79

84

14

2

3

2

3

17

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

17

17

0

0

0

0

0

17

 

Connettività sicura dell’Unione

156

(0 )

117

190

83

0

0

0

0

0

83

 

Totale rubrica 1: mercato unico, innovazione e agenda digitale

43 318

(629 )

21 584

20 969

43 304

8 608

(230 )

4 378

4 895

7 860

51 164

2

Sviluppo regionale (FESR)

74 573

443

38 668

13 263

100 420

16 496

(530 )

4 798

15 997

4 768

105 188

 

Fondo di coesione

11 413

(3 )

6 600

2 352

15 658

1 048

(17 )

1 095

1 736

390

16 048

 

Contributo del Fondo di coesione a MCE — Trasporti

6 066

(40 )

1 606

2 246

5 387

13

(0 )

2

0

15

5 402

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

3

(0 )

4

3

4

0

0

0

0

0

4

 

Fondo sociale europeo Plus (FSE+)

31 288

582

16 731

4 887

43 714

13 963

(597 )

1 913

11 465

3 814

47 528

 

Sostegno alla comunità turco-cipriota

99

(3 )

34

40

91

1

(0 )

7

3

5

95

 

Ripresa e resilienza europee

157

(10 )

123

101

169

214 361

(3 )

2 230

55 187

161 401

161 570

 

Pericles IV

1

(0 )

1

1

0

0

0

0

0

 

Ripresa dell’UE

649

(0 )

3 340

2 125

1 863

2

(0 )

2

3

2

1 865

 

RescEU

540

(10 )

240

355

415

1 166

(1 )

14

402

778

1 193

 

EU4Health

1 274

(15 )

753

546

1 466

27

(1 )

41

27

41

1 507

 

Strumento per il sostegno di emergenza all’interno dell’Unione (ESI)

21

(3 )

8

9

19

0

19

28

 

Agenzie decentrate

42

(0 )

263

256

49

0

38

38

1

50

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

10

(1 )

12

12

10

0

(0 )

0

0

0

10

 

Occupazione e innovazione sociale

174

(11 )

93

83

173

9

(0 )

7

4

12

185

 

Erasmus+

1 863

(55 )

3 796

3 532

2 072

221

(9 )

477

509

179

2 251

 

Corpo europeo di solidarietà (ESC)

153

(23 )

144

135

138

14

(4 )

16

15

10

149

 

Europa creativa

414

(6 )

335

402

341

14

(1 )

15

15

13

354

 

Giustizia

63

(7 )

42

47

51

4

(0 )

1

1

3

53

 

Diritti e valori

271

(5 )

219

198

286

1

(0 )

1

0

1

288

 

Agenzie decentrate

48

(0 )

303

299

52

1

(0 )

5

5

1

53

 

Altre azioni

13

(2 )

8

8

11

2

(0 )

0

1

1

13

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

65

(2 )

26

31

58

0

0

0

0

58

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

192

(4 )

183

181

190

3

(0 )

6

3

7

197

 

Totale rubrica 2: coesione, resilienza e valori

129 392

825

73 525

31 113

172 629

247 365

(1 163 )

10 668

85 412

171 459

344 088

3

Garanzie agricole

358

(35 )

40 465

40 420

368

0

345

342

3

371

 

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

33 157

(61 )

13 155

13 997

32 254

4 734

(0 )

1

1 471

3 263

35 517

 

Affari marittimi e pesca

2 692

231

1 070

760

3 233

607

(234 )

127

392

108

3 341

 

Pesca (APPS e ORGP)

23

(1 )

130

114

38

0

0

0

0

0

38

 

Agenzie decentrate

30

30

1

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

4

(0 )

8

3

10

0

0

0

0

0

10

 

Ambiente e clima (LIFE)

2 538

(24 )

768

597

2 684

9

(0 )

4

6

7

2 691

 

Fondo per una transizione giusta

2 773

(0 )

1 479

6

4 245

10 504

(0 )

160

6 144

4 520

8 765

 

Strumento di prestito nel quadro del meccanismo per una transizione giusta

40

50

60

29

17

76

19

75

104

 

Agenzie decentrate

66

66

8

8

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

18

(0 )

6

9

15

0

0

0

0

0

15

 

Azioni specifiche

4

(0 )

16

4

16

0

0

0

0

0

16

 

Totale rubrica 3: risorse naturali e ambiente

41 606

109

57 243

56 066

42 891

15 871

(234 )

721

8 382

7 976

50 867

4

Asilo, migrazione e integrazione

2 709

8

1 502

1 363

2 856

11

(8 )

6

3

6

2 862

 

Agenzie decentrate

13

152

152

13

13

13

13

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Gestione frontiere e visti

1 637

17

1 004

564

2 094

161

(17 )

53

75

121

2 215

 

Gestione delle frontiere (IBMF) - Attrezzature doganali

278

(0 )

144

117

305

0

0

0

0

0

305

 

Agenzie decentrate

312

1 090

1 043

359

76

76

359

 

Totale rubrica 4: migrazione e gestione delle frontiere

4 949

24

3 892

3 239

5 627

172

(25 )

147

166

127

5 754

5

Fondo Sicurezza interna (ISF)

518

2

323

208

635

6

(2 )

1

3

1

636

 

Disattivazione degli impianti nucleari

405

(0 )

67

142

331

0

0

0

0

0

331

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

312

(1 )

60

76

296

0

0

0

0

296

 

Agenzie decentrate

252

247

6

11

11

6

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

1

0

0

0

0

0

1

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

26

(2 )

32

35

22

0

0

22

 

Difesa europea (ricerca)

631

(0 )

344

212

763

15

(0 )

12

2

25

788

 

Difesa europea (non ricerca)

1 290

(0 )

680

529

1 441

33

23

39

16

1 458

 

Mobilità militare

376

(1 )

251

335

291

0

0

0

0

0

291

 

Strumento per la difesa mediante appalti comuni

250

250

9

0

9

259

 

Strumento per il rafforzamento dell’industria della difesa

157

(0 )

343

172

327

16

1

15

343

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Connettività sicura dell’Unione

30

96

110

16

0

0

0

0

0

16

 

Totale rubrica 5: sicurezza e difesa

3 748

(2 )

2 699

2 066

4 379

55

(2 )

71

57

66

4 445

6

Vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

30 342

(610 )

11 432

9 352

31 811

340

(29 )

525

250

586

32 397

 

Strumento europeo per la sicurezza nucleare (EINS)

137

(5 )

42

40

133

4

1

1

3

137

 

Aiuto umanitario (HUMA)

1 047

(6 )

2 495

2 422

1 115

15

(0 )

17

20

12

1 127

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

94

(23 )

385

379

78

13

(2 )

21

14

19

96

 

Paesi e territori d’oltremare (PTOM)

129

(0 )

72

55

147

0

0

0

0

0

147

 

AMF+

5

5

569

416

153

153

 

Altre azioni

28

(0 )

79

50

57

0

0

57

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

(0 )

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Azioni rientranti tra le prerogative della Commissione

152

(9 )

95

88

151

0

(0 )

0

0

0

151

 

Strumento di assistenza preadesione (IPA III)

7 415

(48 )

2 063

2 227

7 203

269

(47 )

83

74

231

7 434

 

Strumento per i Balcani occidentali

400

1

399

0

0

0

0

0

399

 

Totale rubrica 6: vicinato e resto del mondo

39 345

(701 )

17 067

14 618

41 093

642

(78 )

1 217

777

1 004

42 097

7

Pensioni del personale

2 589

2 589

(0 )

273

273

0

(0 )

 

(Pensioni degli ex membri) PE

15

15

0

0

0

0

0

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) Consiglio europeo e Consiglio

1

1

(0 )

0

0

0

0

0

(0 )

 

(Pensioni degli ex membri) Commissione

9

9

(0 )

0

0

0

0

0

(0 )

 

(Pensioni degli ex membri) CGUE

15

15

0

0

0

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) Corte dei conti

7

7

0

0

0

0

0

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) Mediatore europeo

0

0

0

0

0

0

0

 

(Pensioni degli ex membri) GEPD

0

0

0

0

0

0

0

 

Scuole europee

0

(0 )

246

246

0

1

(0 )

23

20

4

4

 

Retribuzioni del personale statutario

0

(0 )

2 897

2 897

0

60

60

0

 

Retribuzioni del personale esterno

32

(4 )

265

272

21

1

(0 )

45

44

2

23

 

Membri - stipendi, assegni e indennità

0

(0 )

17

16

1

0

0

0

1

 

Membri - indennità transitorie

(0 )

1

0

0

0

0

0

0

0

0

 

Spese per l’assunzione di personale

2

(0 )

30

28

3

0

(0 )

0

0

0

3

 

Cessazione definitiva dal servizio

(0 )

7

7

0

0

0

0

0

 

Costi di formazione

8

(1 )

17

15

10

3

(0 )

4

4

2

12

 

Sociale e mobilità

7

(1 )

23

22

7

6

(2 )

15

14

5

12

 

Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

129

(1 )

287

295

120

42

(0 )

134

130

46

166

 

Affitti e acquisti

5

(0 )

326

300

30

2

(0 )

314

315

1

31

 

Spese connesse agli edifici

57

(5 )

107

115

44

6

(0 )

22

23

5

49

 

Sicurezza

32

(2 )

74

79

25

6

(0 )

9

8

7

32

 

Missione e rappresentanza

11

(3 )

54

52

10

0

(0 )

2

2

0

10

 

Riunioni, comitati, conferenze

6

(3 )

15

13

5

1

(0 )

1

1

1

6

 

Gazzetta ufficiale

1

(0 )

3

2

1

0

0

1

 

Pubblicazioni

5

(0 )

12

11

5

2

(0 )

3

3

1

7

 

Acquisizione di informazioni

2

(0 )

7

6

2

0

0

0

2

 

Studi e indagini

5

(0 )

6

5

5

0

0

0

0

5

 

Attrezzature generali, veicoli, mobilio

11

(0 )

16

18

9

1

(0 )

6

6

2

11

 

Servizi linguistici esterni

2

(0 )

27

27

2

1

(0 )

36

36

1

2

 

Altre spese amministrative

4

(0 )

19

18

5

6

(0 )

21

20

7

12

 

Spese amministrative di altre istituzioni

567

(10 )

4 912

4 886

582

42

(42 )

379

338

40

623

 

Totale rubrica 7: pubblica amministrazione europea

886

(32 )

12 004

11 969

888

118

(46 )

1 348

1 297

123

1 011

O

Fondo per l’innovazione

0

0

6 443

(111 )

603

292

6 643

6 643

 

Strumento per l’Ucraina

(0 )

4 737

3 634

1 103

150

3

147

1 250

 

Altre azioni

0

0

4

(3 )

62

57

6

6

 

Totale rubrica O: non compresi nel QFP

(0 )

4 737

3 634

1 103

6 447

(114 )

815

353

6 795

7 899

S

Riserva di solidarietà europea

1 234

1 234

0

0

0

0

0

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

0

(0 )

8

8

0

0

0

0

0

0

0

 

Riserva di adeguamento alla Brexit

321

7

275

53

161

297

458

53

 

Totale rubrica S: meccanismi di solidarietà all’interno e all’esterno dell’Unione (strumenti speciali)

321

(0 )

1 249

1 517

53

161

297

458

53

 

Totale

263 564

(405 )

194 000

145 192

311 967

279 440

(1 893 )

19 661

101 797

195 410

507 378

7.   ESECUZIONE DEL BILANCIO PER ISTITUZIONE

7.1.   ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO

in milioni di EUR

 

Entrate iscritte in bilancio

Diritti accertati

Proventi

Entrate in % sul bilancio

da

liquidare

Istituzione

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Esercizio in corso

Riportati

Totale

Su diritti

dell’esercizio in corso

Su diritti

riportati

Totale

 

1

2

3

4

5=3+4

6

7

8=6+7

9=8/2

10=5-8

Parlamento europeo

222

222

281

12

293

279

3

282

127  %

11

Consiglio europeo e Consiglio

72

72

99

1

100

98

1

99

137  %

1

Commissione

142 141

149 255

246 702

19 281

265 983

239 802

9 925

249 727

167  %

16 256

Corte di giustizia

73

73

74

0

74

74

0

74

101  %

0

Corte dei conti

31

31

30

0

30

30

0

30

97  %

0

Comitato economico e sociale europeo

17

17

22

0

22

22

0

22

134  %

0

Comitato europeo delle regioni

14

14

16

0

16

16

0

16

117  %

0

Mediatore europeo

2

2

2

0

2

2

0

2

107  %

0

Garante europeo della protezione dei dati

2

2

2

0

2

2

0

2

102 %

Servizio europeo per l’azione esterna

57

57

356

0

356

356

0

356

626  %

0

Totale

142 630

149 744

247 584

19 295

266 879

240 680

9 929

250 609

167  %

16 270

Le relazioni consolidate sull’esecuzione del bilancio generale dell’UE comprendono, come per gli esercizi precedenti, l’esecuzione del bilancio di tutte le istituzioni, dato che il bilancio dell’UE include un bilancio separato per ciascuna istituzione.

Il bilancio e l’esecuzione delle agenzie non sono consolidati nel bilancio dell’UE e non sono inclusi nelle relazioni di bilancio dell’UE. Tuttavia la sovvenzione pagata dalla Commissione alle agenzie fa parte del bilancio dell’UE. In questa parte dedicata al bilancio dei conti annuali è presa in considerazione soltanto la sovvenzione versata alle agenzie dal bilancio della Commissione.

Per quanto riguarda il SEAE, occorre sottolineare che, oltre al proprio bilancio, esso riceve anche contributi dalla Commissione per 236,1 milioni di EUR (2023: 240,5 milioni di EUR) e dai fondi residui FES e fondi fiduciari 19,3 milioni di EUR (2023: 18,7 milioni di EUR). Tali contributi coprono i costi del personale della Commissione nelle delegazioni finanziati a titolo del FES e dei fondi fiduciari, comprese le entrate con destinazione specifica generate nel corso dell’anno da tali contributi.

7.2.   ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

in milioni di EUR

 

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

Stanziamenti riportati al 2025

Stanziamenti da annullare

Istituzione

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

dal bilancio definitivo adottato

da entrate con destinazione specifica

Totale

dal bilancio definitivo adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

 

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+ 11+12

Parlamento europeo

2 469

2 375

0

49

2 424

98  %

0

37

37

8

0

0

8

Consiglio europeo e Consiglio

732

653

0

32

684

93  %

0

23

23

24

0

0

24

Commissione

222 217

188 153

936

19 282

208 370

94  %

1 365

10 969

12 334

1 121

62

330

1 513

Corte di giustizia

506

499

0

1

500

99  %

0

1

1

5

0

0

5

Corte dei conti

186

181

0

0

182

98  %

0

0

0

4

0

4

Comitato economico e sociale europeo

172

164

0

5

169

98  %

0

2

2

1

0

0

1

Comitato delle regioni

126

123

0

1

124

99  %

0

1

1

0

0

0

Mediatore europeo

14

14

0

14

98  %

0

0

0

0

Garante europeo della protezione dei dati

24

23

0

23

96  %

0

0

0

1

0

1

Servizio europeo per l’azione esterna

1 240

880

1

290

1 171

94  %

0

68

68

0

0

0

Totale

227 687

193 064

937

19 661

213 661

94  %

1 365

11 103

12 468

1 166

62

330

1 558

7.3.   ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

 

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

Stanziamenti riportati al 2025

Stanziamenti da annullare

Istituzione

dal bilancio definitivo adottato

dai ripor ti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

dal bilancio definitivo adottato

da entrate con destinazione specifica

Totale

dal

bilancio

definitivo

adottato

dai ripor ti

da entrate con destinazione specifica

Totale

 

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13

Parlamento europeo

2 825

2 038

322

47

2 407

85  %

337

46

383

8

26

1

35

Consiglio europeo e Consiglio

819

574

78

32

684

84  %

79

24

103

24

8

32

Commissione

269 678

141 805

2 122

97 837

241 764

90  %

3 266

24 509

27 775

33

99

7

140

Corte di giustizia

537

467

27

1

494

92  %

32

1

33

5

4

9

Corte dei conti

196

171

9

0

181

92  %

10

0

10

4

0

5

Comitato economico e sociale europeo

186

153

12

4

168

90  %

10

4

14

1

2

3

Comitato delle regioni

137

113

10

1

124

91  %

10

2

11

0

1

1

Mediatore europeo

14

13

0

13

94  %

0

0

0

0

0

Garante europeo della protezione dei dati

27

21

2

23

84  %

3

0

3

1

1

2

Servizio europeo per l’azione esterna

1 350

778

98

253

1 129

84  %

102

106

208

0

13

13

Totale

275 769

146 134

2 680

98 175

246 988

90  %

3 848

24 692

28 540

78

154

8

240

8.   ESECUZIONE DEI BILANCI DELLE AGENZIE

Le entrate e le spese delle agenzie, illustrate nelle relazioni 8.1 e 8.2 che seguono, non sono consolidate in quanto tali nel bilancio dell’UE. In questa parte dedicata al bilancio dei conti annuali è presa in considerazione soltanto la sovvenzione versata alle agenzie dal bilancio della Commissione.

Le relazioni sull’esecuzione del bilancio dell’UE riportano la sovvenzione versata dal bilancio dell’UE alle agenzie come stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento, se del caso.

Le relazioni delle agenzie sotto riportate offrono una panoramica delle agenzie, sia decentrate (note anche come agenzie tradizionali) sia esecutive, e delle rispettive entrate (8.1) e spese (8.2).

Le altre fonti di entrate e le spese correlate non sono aggiunte alla contabilità del bilancio dell’UE. Ciascuna agenzia presenta la propria serie di conti annuali.

8.1.   ENTRATE DI BILANCIO

in milioni di EUR

Agenzia

Rubrica del QFP

Bilancio definitivo adottato

Entrate percepite

Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia

1

35

35

Agenzia per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala

4

257

287

Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche

1

8

8

Ufficio comunitario delle varietà vegetali

N/D

23

21

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

2b

18

17

Agenzia dell’Unione europea per l’asilo

4

182

185

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea

1

243

217

Autorità bancaria europea

1

56

57

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera

4

922

927

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

2b

93

102

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale

2b

20

21

Agenzia europea per le sostanze chimiche

1

127

131

Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente

1, 2a, 3, 5

69

70

Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura

2b, 6

70

70

Agenzia europea dell’ambiente

3

103

98

Agenzia europea di controllo della pesca

3

31

32

Autorità europea per la sicurezza alimentare

2b

157

155

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro

2b

24

25

Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale

1, 2b

56

56

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo per l’innovazione e delle PMI

1, 2a

50

49

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere

2b

9

9

Istituto europeo di innovazione e tecnologia

1

418

466

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali

1

37

38

Autorità europea del lavoro

2b

40

39

Agenzia europea per la sicurezza marittima

1

93

122

Agenzia europea per i medicinali

2b

481

492

Agenzia dell’Unione europea sulle droghe

5

35

30

Procura europea

2b

76

76

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca

1

67

67

Agenzia esecutiva europea per la ricerca

1, 3

112

112

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

1

75

76

Fondazione europea per la formazione

2b

28

29

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale

2b

65

71

Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza

1

26

45

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto

5

222

232

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto

5

13

32

Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie

1

32

44

Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale

1

85

1 342

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali

2b

27

28

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale

N/D

315

323

Impresa comune Fusion for Energy

1

625

662

Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea

7

45

37

Totale

 

5 470

6 937


in milioni di EUR

Tipo di entrate delle agenzie

 

 

Importi percepiti

Sovvenzioni della Commissione

 

 

4 854

Diritti percepiti

 

 

984

Altre entrate

 

 

1 098

Totale

 

 

6 937

8.2.   STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO PER AGENZIA

in milioni di EUR

 

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

Agenzia

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia

35

35

43

33

Agenzia per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala

407

365

380

277

Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche

8

8

9

8

Ufficio comunitario delle varietà vegetali

21

20

24

21

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

18

17

23

18

Agenzia dell’Unione europea per l’asilo

224

174

242

173

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea

335

259

348

221

Autorità bancaria europea

58

57

61

57

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera

957

936

1 323

873

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

110

100

134

96

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale

20

20

22

21

Agenzia europea per le sostanze chimiche

135

130

150

128

Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente

69

68

72

68

Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura

70

69

75

68

Agenzia europea dell’ambiente

116

104

140

86

Agenzia europea di controllo della pesca

35

32

43

33

Autorità europea per la sicurezza alimentare

164

163

170

154

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro

26

26

30

26

Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale

56

55

57

54

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo per l’innovazione e delle PMI

48

48

52

48

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere

9

9

11

9

Istituto europeo di innovazione e tecnologia

454

432

495

433

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali

38

38

40

37

Autorità europea del lavoro

49

46

45

41

Agenzia europea per la sicurezza marittima

134

122

146

115

Agenzia europea per i medicinali

516

503

601

515

Agenzia dell’Unione europea sulle droghe

34

33

35

27

Procura europea

76

75

86

75

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca

67

67

69

68

Agenzia esecutiva europea per la ricerca

112

111

118

112

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

77

76

83

78

Fondazione europea per la formazione

33

30

35

28

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale

84

71

94

69

Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza

43

32

47

30

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto

240

233

263

228

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto

39

20

42

20

Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie

62

46

49

44

Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale

2 779

580

2 173

971

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali

29

28

35

29

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale

483

321

483

318

Impresa comune Fusion for Energy

812

746

694

642

Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea

45

42

48

43

Totale

9 123

6 348

9 091

6 393


in milioni di EUR

 

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

Tipo di spesa

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

Spese amministrative

569

546

694

536

Spese operative

6 334

3 735

6 147

3 794

Personale

2 221

2 067

2 250

2 063

Totale

9 123

6 348

9 091

6 393

GLOSSARIO

Annullamento di stanziamenti

Stanziamenti non utilizzati che non possono più essere utilizzati.

Attività e passività finanziarie al costo ammortizzato

Si tratta di tutte le attività o passività finanziarie che, conformemente ai principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards - IPSAS), sono rilevate al costo ammortizzato.

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Si tratta di tutte le attività finanziarie (esclusi i derivati) che, conformemente ai principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards — IPSAS), sono valutate al valore equo e per le quali le variazioni del valore equo devono essere rilevate in una riserva nell’attivo netto fino all’eliminazione contabile (o alla riduzione di valore).

Attività o passività finanziarie valutate al valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

Si tratta di tutte le attività o passività finanziarie che, conformemente ai principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards - IPSAS), sono valutate al valore equo e per le quali le variazioni del valore equo devono essere rilevate nell’avanzo o disavanzo dell’esercizio (ossia i derivati).

Bilancio adottato

Il progetto di bilancio diventa il bilancio adottato non appena è approvato dall’autorità di bilancio e dichiarato adottato in via definitiva del presidente del Parlamento europeo.

Bilancio rettificativo

Decisione adottata nel corso dell’esercizio per modificare (aumento, diminuzione, storno) alcuni elementi del bilancio dell’esercizio in corso adottato.

Costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti

Incremento delle passività di un regime risultante dalle prestazioni di lavoro nell’esercizio corrente.

Derivati

Strumenti finanziari il cui valore è legato all’evoluzione del valore di un altro strumento finanziario, di un indicatore o di una materia prima. Diversamente dal titolare di uno strumento finanziario primario (ad esempio un titolo di Stato), che ha il diritto incondizionato a ricevere in futuro denaro (o altri benefici economici), per il titolare di un derivato il diritto è condizionato. Un esempio di derivato è il contratto forward su valuta.

Disimpegno

Atto con cui è annullato un impegno precedente (o parte di esso).

Entrate con destinazione specifica

Entrate dedicate destinate a finanziare specifiche spese. La principale fonte di entrate con destinazione specifica esterne è rappresentata dai contributi dei paesi terzi ai programmi finanziati dall’Unione. La principale fonte di entrate con destinazione specifica interne è costituita dalle entrate provenienti da terzi per forniture, prestazioni di servizi o lavori effettuati su loro richiesta, dalle entrate provenienti dalla restituzione di somme indebitamente pagate e dalle entrate provenienti dalla vendita di pubblicazioni e film.

Gestione diretta

Modalità di esecuzione del bilancio. In regime di gestione diretta l’esecuzione del bilancio è affidata direttamente ai servizi della Commissione, alle agenzie esecutive o ai fondi fiduciari.

Impegno

Assunzione dell’obbligo giuridico di fornire finanziamenti, purché siano soddisfatte talune condizioni. L’UE si impegna a rimborsare la propria quota dei costi di un progetto che essa finanzia. Gli impegni di oggi sono i pagamenti di domani, mentre i pagamenti di oggi corrispondono agli impegni di ieri.

Importi da richiedere agli Stati membri

Rappresentano spese sostenute nel periodo di riferimento che dovranno essere finanziate dai bilanci futuri, ossia dagli Stati membri dell’UE. Sono una conseguenza della coesistenza di stati finanziari per competenza economico-patrimoniale e di un bilancio di previsione per competenza finanziaria.

Gestione concorrente

Modalità di esecuzione del bilancio. Nella gestione concorrente alcuni compiti di esecuzione del bilancio sono delegati agli Stati membri. Circa tre quarti della spesa dell’UE rientrano nell’ambito di questa modalità di esecuzione.

Gestione indiretta

Modalità di esecuzione del bilancio. In regime di gestione indiretta la Commissione affida i compiti di esecuzione del bilancio a organismi di diritto dell’UE o nazionale.

Impegni da liquidare

Come il Reste à Liquider (RAL), rappresentano l’importo dell’impegno di bilancio assunto, ma il cui pagamento non è stato ancora eseguito. Costituiscono un’obbligazione di pagamento a carico dell’UE per gli esercizi futuri e sono una diretta conseguenza dell’esistenza di programmi pluriennali e della dissociazione tra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento.

Interruzioni e sospensioni

La Commissione può interrompere o sospendere i pagamenti se, nell’esercizio della sua attività o sulla base di informazioni comunicate dalle autorità di audit, constata che uno Stato membro non ha provveduto a colmare gravi lacune nei sistemi di gestione e di controllo e/o a rettificare spese irregolari dichiarate e certificate.

Ipotesi attuariali

Ipotesi utilizzate per il calcolo dei costi di eventi futuri che incidono sulle passività pensionistiche.

Irregolarità

Un’irregolarità è un atto non conforme alle norme applicabili nell’UE o a livello nazionale, avente ripercussioni potenzialmente negative sugli interessi finanziari dell’UE. Le irregolarità possono essere il risultato della condotta dei beneficiari dei fondi o delle autorità responsabili dell’effettuazione dei pagamenti. La nozione di irregolarità è più ampia di quella di frode, che si riferisce a una condotta che può qualificarsi come un reato penale.

Linea di bilancio

Per quanto riguarda la struttura del bilancio, le entrate e le spese sono iscritte in bilancio secondo una nomenclatura vincolante, che riflette una classificazione imposta dall’autorità di bilancio secondo la natura e la finalità di ogni singola voce. Le singole rubriche (titolo, capitolo, articolo o linea) forniscono la descrizione formale della nomenclatura.

Misura preventiva

Si tratta di misure preventive che la Commissione può adottare per tutelare il bilancio dell’UE, quando viene a conoscenza di potenziali carenze. Vi rientrano la sospensione e l’interruzione dei pagamenti dal bilancio dell’UE a favore del programma operativo.

Prefinanziamenti

Pagamenti destinati a fornire al beneficiario un fondo cassa. Possono essere frazionati in una serie di rate conformemente alle disposizioni del contratto, della decisione, della convenzione o dell’atto di base sottostanti. Il fondo cassa o anticipo di cassa è utilizzato per gli scopi per cui è corrisposto nel periodo fissato nell’accordo oppure è restituito.

Profitti e perdite attuariali

Per i regimi a benefici definiti, le variazioni dell’avanzo o del disavanzo attuariale. Derivano dalle differenze tra le precedenti ipotesi attuariali e quanto si è effettivamente verificato e dagli effetti delle modifiche delle ipotesi attuariali.

Regime a benefici definiti

Regime pensionistico o altro regime per benefici pensionistici nel quale i benefici sono definiti dalle regole del regime e sono indipendenti dai contributi versati e non sono direttamente legati agli investimenti del regime. Il regime può essere con o senza patrimonio di previdenza.

Relazione annuale di attività (RAA)

Le relazioni annuali di attività indicano i risultati delle operazioni, con riferimento, tra l’altro, agli obiettivi prefissati, ai rischi associati e alla struttura del controllo interno. Dall’esercizio di bilancio 2001 per la Commissione e dall’esercizio 2003 per tutte le istituzioni dell’Unione europea l’«ordinatore delegato» è tenuto a presentare alla propria istituzione la relazione annuale di attività sull’esercizio delle sue funzioni, insieme a informazioni finanziarie e di gestione.

Reste à Liquider (RAL)

Come gli Impegni da liquidare, rappresenta l’importo dell’impegno di bilancio assunto, ma il cui pagamento non è stato ancora eseguito. Costituiscono un’obbligazione di pagamento a carico dell’UE per gli esercizi futuri e sono una diretta conseguenza dell’esistenza di programmi pluriennali e della dissociazione tra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento.

Rettifica finanziaria

Scopo delle rettifiche finanziarie è proteggere il bilancio dell’UE dall’onere derivante da spese irregolari. Per le spese nell’ambito della gestione concorrente il recupero dei pagamenti irregolari è di competenza dello Stato membro.

La rettifica finanziaria è «confermata» quando è stata accettata dallo Stato membro interessato. La rettifica finanziaria è «decisa» quando è stata adottata con decisione della Commissione che impone allo Stato membro di rimborsare i fondi irregolari al bilancio dell’UE con riduzione definitiva della dotazione finanziaria che gli è stata assegnata. Essa è sempre al netto. Nella presente pubblicazione le rettifiche finanziare confermate e le rettifiche finanziarie decise sono indicate in un’unica categoria.

La rettifica finanziaria è «eseguita» quando ha consentito di correggere l’irregolarità constatata.

Riporto degli stanziamenti

Eccezione al principio dell’annualità del bilancio, nella misura in cui gli stanziamenti che non è stato possibile utilizzare nel corso di un dato esercizio possono, nel rispetto di rigorose condizioni, essere eccezionalmente riportati all’esercizio successivo.

Risorse proprie

La principale fonte di entrate del bilancio dell’UE. Le varie risorse proprie, elencate nella decisione sulle risorse proprie vigente (decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio), sono le risorse proprie tradizionali, la risorsa propria basata sull’IVA, la risorsa propria basata sull’RNL e la risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati.

Risorse proprie tradizionali

Le risorse proprie tradizionali sono definite nella decisione sulle risorse proprie vigente (decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio) e comprendono in particolare i dazi doganali e i contributi nel settore dello zucchero.

Stanziamenti

Il finanziamento del bilancio. Il bilancio prevede sia gli impegni che i pagamenti (trasferimenti in contanti o bancari ai beneficiari). Spesso gli stanziamenti differiscono per gli impegni e per i pagamenti (stanziamenti dissociati), perché di norma, per i programmi e i progetti pluriennali, gli impegni sono pienamente assunti nell’esercizio in cui sono decisi mentre i relativi versamenti sono effettuati nel corso degli anni, con l’avanzamento dell’attuazione del programma o del progetto. Gli stanziamenti non dissociati riguardano le spese amministrative, il sostegno ai mercati agricoli e i pagamenti diretti, e in questo caso gli stanziamenti di impegno sono equivalenti agli stanziamenti di pagamento.

Stanziamenti amministrativi

Gli stanziamenti amministrativi coprono i costi di esercizio delle istituzioni e degli organismi (personale, immobili, apparecchiature di ufficio).

Stanziamenti da annullare

Stanziamenti non utilizzati da annullare a fine esercizio. Comportano l’annullamento totale o parziale dell’autorizzazione, rappresentata dallo stanziamento, a effettuare la spesa e/o ad assumere passività. Solo per le imprese comuni, come specificato nelle loro regole finanziarie, ogni stanziamento non utilizzato può essere inserito nella stima dei proventi e delle spese per un numero di esercizi fino a un massimo di tre (cosiddetta regola «N+3»). Pertanto, gli stanziamenti da annullare per le imprese comuni potrebbero essere riattivati fino all’esercizio «N+3».

Stanziamenti di pagamento

Gli stanziamenti di pagamento coprono le spese previste per l’esercizio in corso derivanti dagli impegni giuridici assunti nell’esercizio corrente e/o negli esercizi precedenti.

Stanziamento di impegno

Gli stanziamenti di impegno coprono i costi totali delle obbligazioni giuridiche (contratti, convenzioni o decisioni di sovvenzione) che potrebbero essere sottoscritte nel corso dell’esercizio corrente.

Storni (tra linee di bilancio)

Gli storni tra linee di bilancio comportano la riassegnazione degli stanziamenti da una linea di bilancio a un’altra nel corso dell’esercizio finanziario; costituiscono pertanto un’eccezione al principio della specializzazione del bilancio. Sono, tuttavia, espressamente autorizzati dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea alle condizioni stabilite nel regolamento finanziario. Il regolamento finanziario individua vari tipi di storni, a seconda se attuati tra o all’interno di linee, capitoli, articoli o rubriche di bilancio e impone diversi livelli di autorizzazione.

Tasso di interesse effettivo

Tasso che consente di attualizzare gli incassi o i pagamenti futuri stimati lungo la vita attesa dell’attività o della passività finanziaria al valore contabile netto.

Tasso di attualizzazione

Tasso utilizzato per l’adeguamento al valore temporale del denaro. L’attualizzazione è una tecnica usata per confrontare costi e benefici che si realizzano in momenti diversi.

ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI

7° PQ

Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico

AC

Costo ammortizzato

AFS

Disponibile per la vendita

AMF

Assistenza macrofinanziaria

AMIF

Fondo Asilo, migrazione e integrazione

AOD

Ordinatori delegati

ATM

Gestione del traffico aereo

BAR

Riserva di adeguamento alla Brexit

BCE

Banca centrale europea

BDP

Bilancia dei pagamenti

BEI

Banca europea per gli investimenti

BERS

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

CCS LGF

Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi

CIP

Programma quadro per la competitività e l’innovazione

COM

Commissione europea

Corte

Corte dei conti europea

COSME

Competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese

COSO

Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (Comitato delle organizzazioni sponsorizzatrici della commissione Treadway)

CPF

CRII+

CRO

Fondo comune di copertura

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus

Direttore rischi

Deputato

Deputato al Parlamento europeo

D&WM

Disattivazione e gestione dei rifiuti

EAD

Esposizione in caso di inadempimento

FEASR

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

FEAGA

Fondo europeo agricolo di garanzia

EAR

Norma contabile dell’Unione europea

EaSI

Occupazione e innovazione sociale

EDIF

Strumento di garanzia nell’ambito dello strumento per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese nei Balcani occidentali

EFSD

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile

EFSE

Fondo europeo per l’Europa sudorientale

EFTA

Associazione europea di libero scambio

EGNOS

Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria

ElectriFI

Iniziativa di finanziamento per l’elettrificazione

ELM

Mandato per i prestiti esterni

ENEF

Fondo per la crescita delle imprese

ENIF

Fondo per l’innovazione imprenditoriale

ENPI

Strumento europeo di vicinato e partenariato

ERI

Iniziativa della BEI per la resilienza

ESA

Agenzia spaziale europea

ETF

Fondo indicizzato quotato

ETS

Sistema di scambio di quote di emissione

EUMETSAT

Organizzazione europea per l’esercizio dei satelliti meteorologici

Euratom

Comunità europea dell’energia atomica

FEAMP

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

FC

Fondo di coesione

FEI

Fondo europeo per gli investimenti

FESF

Fondo europeo di stabilità finanziaria

FEIS

Fondo europeo per gli investimenti strategici

FESR

Fondo europeo di sviluppo regionale

FGP

Fondo di garanzia per i partecipanti

Fondi SIE

Fondi strutturali e d’investimento europei

Fondo BUFI

Fondo ammende di bilancio

FSE

Fondo sociale europeo

FSUE

FGC

Fondo di solidarietà dell’Unione europea

Contratto di garanzia finanziaria

FIFO

First-in, First-out (primo entrato - primo uscito)

FMI

Fondo monetario internazionale

FSDA

Discussione ed analisi degli stati finanziari

FVNA

Valore equo rilevato nell’attivo netto/patrimonio netto

FVSD

Valore equo rilevato nell’avanzo o disavanzo

GNSS

Sistema globale di navigazione satellitare

HLRCP

Politica di alto livello per la gestione del rischio e la conformità

IBMF

IF

Fondo per la gestione integrata delle frontiere

Fondo per l’innovazione

IIW

Sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione

IPSAS

Principi contabili internazionali per il settore pubblico

IT

Tecnologie dell’informazione

ITER

Reattore sperimentale termonucleare internazionale

IVA

Imposta sul valore aggiunto

JRC

Centro comune di ricerca

JU

Impresa comune

LGD

Perdita in caso di inadempimento

LGF

Strumento di garanzia dei prestiti

LGTT

Strumento di garanzia dei prestiti per i progetti della rete transeuropea dei trasporti

MAP

Programma pluriennale - Programma di inclusione finanziaria per le medie imprese

MCE2

Meccanismo per collegare l’Europa

MESF

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria

MES

Meccanismo europeo di stabilità

MIM

MMF

Meccanismo di mutua assicurazione

Fondi comuni monetari

MPMI

Micro, piccole e medie imprese

NDICI

Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale

NGEU

NextGenerationEU

ORD

Decisione risorse proprie

Orizzonte 2020

Orizzonte 2020

PAC

Politica agricola comune

PBI

Iniziativa prestiti obbligazionari

PD

Probabilità di inadempimento

PE

Parlamento europeo

PF4EE

Strumento di finanziamento privato per l’efficienza energetica

PIL

Prodotto interno lordo

PMI

Piccola(e) e media(e) impresa(e)

POCI

PPP

Prestiti di qualità creditizia deteriorata acquistati od originati

Partenariato pubblico-privato

PSEO

Regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea

QFP

Quadro finanziario pluriennale

RAA

Relazione annuale di attività

RCAM

Regime comune di assicurazione malattia

RAL

«Reste à Liquider» (impegni da liquidare)

RDC

Regolamento sulle disposizioni comuni

RF

Regolamento finanziario

RNL

Reddito nazionale lordo

RPT

Risorse proprie tradizionali

RSFF

Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi

RRF

Dispositivo per la ripresa e la resilienza

RST

Ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione

SANAD

Fondo per le micro, piccole e medie imprese in Medio Oriente e Nord Africa

SAPARD

Programma speciale di adesione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale

SEE

Spazio economico europeo

SEAE

Servizio europeo per l’azione esterna

SEMED

Programma di inclusione finanziaria per le micro, piccole e medie imprese nel Mediterraneo meridionale e orientale

SICR

Aumento significativo del rischio di credito

SIUGI

Strumento di garanzia illimitata dell’iniziativa per le PMI

SMEW

Sportello PMI (Sportello per piccole e medie imprese)

S&P

Standard & Poor’s Financial Services LLC

STEP

Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa

Strumento di debito del MCE

Strumento di debito del meccanismo per collegare l’Europa

STSR

Strumento temporaneo per lo sviluppo rurale

SURE

TFUE

UE

UEM

ULCM

Sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza

Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

Unione europea

Unione economica e monetaria

Meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina


(*1)   Gli impegni di bilancio tengono conto di tutti i disimpegni, anche relativi agli impegni assunti prima del 2024. Sul totale degli impegni di bilancio, 2,5 miliardi di EUR sono stati impegnati nel 2024.

(1)  Ad eccezione di alcune garanzie fornite nell’ambito di programmi relativi a strumenti finanziari dei precedenti QFP, che erano finanziati o coperti completamente a carico del bilancio dell’UE.

(2)  Cfr. «Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sugli strumenti finanziari, le garanzie di bilancio, l’assistenza finanziaria e le passività potenziali» pubblicata ogni anno dalla Commissione.

(3)  Decisione di esecuzione (UE) 2022/9701 della Commissione.

(4)  Regolamento (UE, Euratom) 2022/2434 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 dicembre 2022, che modifica il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 per quanto riguarda l’istituzione di una strategia di finanziamento diversificata come metodo generale di assunzione di prestiti (GU L 319 del 13.12.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2434/oj).

(5)  Commissione europea (2023), Direzione generale del Bilancio, «Green bonds: Impact and allocation report, NGEU report 2023», Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, https://data.europa.eu/doi/10.2761/302803.

(6)  Decisione (UE) 2022/313 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2022, relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria all’Ucraina ( GU L 55 del 28.2.2022, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/313/oj), decisione (UE) 2022/1201 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2022, relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria eccezionale all’Ucraina ( GU L 186 del 13.7.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/1201/oj), decisione (UE) 2022/1628 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 settembre 2022, relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria eccezionale all’Ucraina, al rafforzamento del fondo comune di copertura mediante garanzie degli Stati membri e una dotazione specifica per alcune passività finanziarie relative all’Ucraina garantite a norma della decisione n. 466/2014/UE, e che modifica la decisione (UE) 2022/1201 (GU L 245 del 22.9.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/1628/oj).

(7)  Regolamento (UE) 2022/2463 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, che istituisce uno strumento per fornire sostegno all’Ucraina nel 2023 (assistenza macrofinanziaria +) (GU L 322 del 16.12.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2463/oj).

(8)  Regolamento (UE) 2024/2773 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2024, che istituisce il meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina e fornisce assistenza macrofinanziaria eccezionale all’Ucraina (GU L, 2024/2773, 28.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2773/oj).

(9)  Regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l’Ucraina (GU L, 2024/792, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/792/oj).

(10)  Regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio, del 26 maggio 2014 , concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e delle risorse proprie basate sull’IVA e sull’RNL, nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria (Rifusione) (GU L 168 del 7.6.2014, pag. 39, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2014/609/oj).

(11)  Regolamento (UE, Euratom) 2021/770 del Consiglio, del 30 aprile 2021, concernente il calcolo della risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, le modalità e la procedura di messa a disposizione di tale risorsa, le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria, nonché taluni aspetti della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (GU L 165 del 11.5.2021, pag. 15, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/770/oj).

(12)  Per una panoramica generale di NextGenerationEU (NGEU), consultare anche i punti 2.2 e 2.3.

(13)  In virtù del principio di sussidiarietà, l’Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell’azione, essere conseguiti meglio a livello di Unione. In virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell’azione dell’Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati (cfr. articolo 5 TUE).

(14)  Il 1o febbraio 2024 il Consiglio europeo ha approvato una revisione intermedia dei massimali del QFP 2021-2027, a seguito della proposta della Commissione COM(2023) 336.

(15)  Regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2024, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione (GU L 2024/2509, 26.9.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2509/oj).

(16)  Cfr. articolo 317 TFUE.

(17)  C(2020) 4240 del 24.6.2020.

(18)  Di conseguenza il termine «Commissione europea» è usato per indicare sia l’istituzione (il collegio, formato dai membri della Commissione) sia la sua amministrazione, gestita dai direttori generali a capo delle direzioni generali (e dai capi di altre strutture amministrative, quali servizi, uffici e agenzie esecutive).

(19)  Dalla metà del 2019 (a seguito della revisione dell’articolo 12 del regolamento interno) la gestione del Fondo europeo di sviluppo (FES) è co-delegata a cinque soggetti (INTPA (DEVCO), ECHO, EAC, EACEA e JRC).

(20)   https://ec.europa.eu/info/publications/integrated-financial-and-accountability-reporting_it.

(21)  Si noti che, a seguito dell’arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, la somma di taluni dati finanziari ripresi nelle tabelle seguenti potrebbe non corrispondere al totale.

(22)   Il 27 novembre 2024 il Parlamento europeo ha adottato un bilancio che prevede il pagamento delle passività a breve termine dell’UE con risorse proprie, raccolte dagli Stati membri o a essi richieste nell’esercizio successivo. Inoltre, ai sensi dell’articolo 83 dello statuto dei funzionari (regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, e successive modificazioni, GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1), gli Stati membri sono responsabili in solido delle pensioni.

(23)   GU L, 2024/2509, 26.9.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2509/oj.

(24)  Il regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea è un fondo figurativo (virtuale) a benefici definiti in cui i contributi del personale servono a finanziare le future pensioni. Sebbene non esista un fondo di investimento effettivo, l’importo che sarebbe stato raccolto da tale fondo è considerato investito nelle obbligazioni a lungo termine degli Stati membri e si riflette nella passività pensionistica registrata nei conti annuali dell’Unione europea. Gli Stati membri garantiscono congiuntamente il pagamento dei benefici a norma dell’articolo 83 dello statuto dei funzionari e dell’articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea (cfr. COM(2018)829 per una descrizione dettagliata del regime).

(25)  Regolamento (UE) 2024/792.

(26)  Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/1316/oj).

(27)  Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l’inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE (GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/435/oj).

(28)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/1303/oj).

(29)  Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1060/oj).

(30)  Decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, relativa al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea e che abroga la decisione 2014/335/UE, Euratom (GU L 424 del 15.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2020/2053/oj).

(31)   La voce «Non assegnato ad una rubrica del QFP» comprende l’esecuzione del bilancio delle entità consolidate e le eliminazioni dal consolidamento, le operazioni fuori bilancio e i programmi non assegnati di singoli importi non rilevanti.

(32)   I 3,4 miliardi di EUR di attività accantonate relativi alle garanzie BEI-ELM coprono anche i prestiti concessi e relativi prestiti assunti nell’ambito dell’AMF e di Euratom (cfr. nota 2.4.1.1).

(33)   1 I 3,0 miliardi di EUR di attività accantonate relativi alle garanzie BEI-ELM coprono anche i prestiti concessi e relativi prestiti assunti nell’ambito dell’AMF e di Euratom (cfr. nota 2.4.1.1).

(34)  Decisione (UE) 2018/412 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2018, che modifica la decisione n. 466/2014/UE, sulla concessione di una garanzia dell’Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell’Unione (GU L 76 del 19.3.2018, pag. 30, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2018/412/oj).

(35)  Regolamento (UE) 2021/947 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 giugno 2021, che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale — Europa globale, che modifica e abroga la decisione n. 466/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 del Consiglio (GU L 209 del 14.6.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/947/oj).

(36)   A partire dal 2023, gli importi relativi alla sicurezza e alla difesa (compresi i dati comparativi) sono presentati separatamente da quelli relativi alla migrazione e alla gestione delle frontiere.

(37)  Regolamento (UE) 2021/1153 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2021, che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2014 (GU L 249 del 14.7.2021, pag. 38, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1153/oj).

(38)  Regolamento (UE) 2021/696 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma spaziale dell’Unione e l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale e che abroga i regolamenti (UE) n. 912/2010, (UE) n. 1285/2013 e (UE) n. 377/2014 e la decisione n. 541/2014/UE (GU L 170 del 12.5.2021, pag. 69, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/696/oj).

(39)  Regolamento (UE) 2023/588 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2023, che istituisce il programma dell’Unione per una connettività sicura per il periodo 2023-2027 (GU L 179 del 17.3.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj).

(40)  Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 nd of the Council of 12 February 2021 establishing the Recovery and Resilience Facility (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj).

(41)  Direttiva (UE) 2023/959 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, recante modifica della direttiva 2003/87/CE, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell’Unione, e della decisione (UE) 2015/1814, relativa all’istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell’Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra (GU L 130 del 16.5.2023, pag. 134, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2023/959/oj).

(42)  Regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, e che abroga i regolamenti (UE) n. 1290/2013 e (UE) n. 1291/2013 (GU L 170 del 12.5.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/695/oj).

(43)  Decisione (UE) 2024/3202 del Consiglio, del 5 dicembre 2024, relativa alla firma, a nome dell’Unione, e all’applicazione provvisoria del protocollo di attuazione dell’accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l’Unione europea, da una parte, e il governo della Groenlandia e il governo della Danimarca, dall’altra (2025-2030) (GU L, 2024/3202, 30.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/3202/oj).

(44)  Protocollo di attuazione dell’accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l’Unione europea, da una parte, e il governo della Groenlandia e il governo della Danimarca, dall’altra (2025–2030) (GU L, 2024/3203, 30.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/prot/2024/3203/oj).

(45)  Regolamento (Euratom) 2021/765 del Consiglio, del 10 maggio 2021, che istituisce il programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell’energia atomica per il periodo 2021-2025 che integra il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa e abroga il regolamento (Euratom) 2018/1563 (GU L 167 I del 12.5.2021, pag. 81, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/765/oj).

(46)  Decisione n. 1313/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, su un meccanismo unionale di protezione civile (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 924, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2013/1313/oj).

(47)  Regolamento (UE) 2018/1718 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, che modifica il regolamento (CE) n. 726/2004 per quanto riguarda l’ubicazione della sede dell’agenzia europea per i medicinali (GU L 291 del 16.11.2018, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2018/1718/oj).

(48)  Decisione di esecuzione (UE, Euratom) 2022/2544 della Commissione, del 19 dicembre 2022, che stabilisce le disposizioni per l’amministrazione e l’attuazione delle operazioni di assunzione di prestiti e di gestione del debito dell’UE nel quadro della strategia di finanziamento diversificata e delle relative operazioni di erogazione di prestiti (GU L 328 del 22.12.2022, pag. 109, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2022/2544/oj).

(49)  Decisione di esecuzione (UE, Euratom) 2023/2825 della Commissione, del 12 dicembre 2023, che stabilisce le disposizioni per l’amministrazione e l’attuazione delle operazioni di assunzione di prestiti e di gestione del debito dell’Unione nel quadro della strategia di finanziamento diversificata e delle relative operazioni di erogazione di prestiti (GU L, 2023/2825, 18.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2023/2825/oj).

(50)  Regolamento (UE, Euratom) n. 2016/804 del Consiglio, del 17 maggio 2016, che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e delle risorse proprie basate sull’IVA e sull’RNL, nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria (GU L 132 del 21.5.2016, pag. 85, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2016/804/oj).

(51)  Regolamento (UE, Euratom) 2022/615 del Consiglio, del 5 aprile 2022, che modifica il regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 al fine di migliorare la prevedibilità per gli Stati membri e di chiarire le procedure di risoluzione delle controversie al momento della messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e delle risorse proprie basate sull’IVA e sull’RNL (GU L 115 del 13.4.2022, pag. 51, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/615/oj).

(52)  Decisione della Commissione, del 25 marzo 2020, sugli orientamenti per la gestione degli attivi del fondo comune di copertura (2020/C 131/03) (GU C 131 del 22.4.2020, pag. 3).

(53)   Esclusi i prestiti per RFF (NGEU) e assistenza finanziaria.

(54)   Esclusi i risconti attivi.

(55)   Il rischio delle garanzie su portafogli azionari si basa sull’importo nozionale coperto dalla garanzia.

(56)   1Esclusi i risconti attivi.

(57)   I trasferimenti tra i livelli 1 e 2 sono valutati in base alla svalutazione per riduzione di valore al saldo di apertura, mentre le variazioni dell’importo dovute al passaggio di livello (ossia il calcolo dell’ECL a 12 mesi o lungo tutta la vita del credito) rientrano nella rivalutazione.

(58)   con applicazione del coefficiente di correzione («cc»).

(59)   Importo corrisposto per i primi tre anni dalla partenza.

(60)  Si noti che, a seguito dell’arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, la somma di taluni dati finanziari ripresi nelle tabelle seguenti potrebbe non corrispondere al totale.

(61)  Regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio, del 17 dicembre 2020, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (GU L 433I del 22.12.2020, pag. 11, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2093/oj).

(62)  Adeguamento tecnico del quadro finanziario pluriennale per il 2025 conformemente all’articolo 4 del regolamento (UE, Euratom) 2021/365 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 [COM(2024) 320 final del 18.6.2024].

(63)  Come modificato da ultimo dal regolamento (UE, Euratom) 2024/765 del Consiglio, del 29 febbraio 2024, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021- 2027 (GU L, 2024/765, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/765/oj).

(64)  Adozione definitiva (UE, Euratom) 2024/1430 del bilancio rettificativo n. 1 dell'Unione europea per l'esercizio 2024 (GU L, 2024/1430, 5.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/budget_suppl_amend/2024/1430/oj).

(65)  Regolamento (UE) 2020/2094 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, che istituisce uno strumento dell’Unione europea per la ripresa, a sostegno alla ripresa dopo la crisi COVID-19 (GU L 433I, 22.12.2020, pag. 23, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2094/oj).


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/4944/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)