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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2025/2007 |
30.4.2025 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo
Contributo del CESE alle priorità dell'UE alla 69a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (CSW)
(parere d'iniziativa)
(C/2025/2007)
Relatrice:
Maria NIKOLOPOULOU|
Consigliera |
Laura KAUN (per la relatrice, II gruppo) |
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Decisione dell’Assemblea plenaria |
24.10.2024 |
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Base regolamentare |
Articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento interno |
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Sezione competente |
Occupazione, affari sociali e cittadinanza |
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Adozione in sezione |
4.2.2025 |
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Adozione in sessione plenaria |
26.2.2025 |
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Sessione plenaria n. |
594 |
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Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
167/03/01 |
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
Il CESE riconosce gli sviluppi positivi in materia di parità di genere avvenuti in Europa negli ultimi decenni ed esorta l’UE e gli Stati membri ad aumentare il ritmo dei progressi, a dar prova di maggiore ambizione, a denunciare la riduzione dello spazio concesso alla società civile e a bloccare qualsiasi arretramento sui diritti delle donne, diritti che sono sotto attacco, in particolare da parte dei partiti politici di estrema destra. |
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1.2. |
Il CESE raccomanda che l’UE, gli Stati membri e i partiti politici si adoperino per attrarre le donne verso la politica, combattendo gli stereotipi, offrendo corsi di formazione, creando spazi sicuri online e offline e prendendo in considerazione misure per incoraggiare l’elezione e la nomina di donne a posizioni chiave, quali quote, liste chiuse (1), sistemi di copresidenza, suddivisione dei mandati e proponendo candidati uomini e candidati donne. |
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1.3. |
Il CESE esorta tutti gli Stati membri a dotare di risorse sufficienti i loro piani d’azione nazionali per porre fine alla violenza contro le donne e a progettare tali piani in consultazione con le organizzazioni della società civile. La prevenzione dei femminicidi e della violenza contro le donne richiede campagne di sensibilizzazione, la formazione nelle scuole e una indipendenza finanziaria per le donne. È necessario impartire una formazione specifica a tutto il personale a contatto con le persone sopravvissute (agenti di polizia, operatori sanitari e sociali, avvocati e giudici) e in tutte le regioni dovrebbero essere istituite strutture di assistenza e case rifugio. |
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1.4. |
Il CESE ritiene che un quadro dell’UE per una transizione giusta debba comprendere una strategia in materia di competenze per affrontare le disuguaglianze di genere preesistenti e debba mappare il fabbisogno di competenze, sviluppare programmi di formazione adeguati, stimolare l’imprenditoria femminile nei settori verdi e colmare il divario di genere nella forza lavoro. Le donne e le ragazze che vivono nel Sud del mondo e nelle zone rurali devono essere oggetto di particolare attenzione dal momento che sono colpite in modo sproporzionato dalla triplice crisi planetaria. |
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1.5. |
Per colmare il divario digitale di genere, il CESE raccomanda di investire nella formazione in materia di alfabetizzazione digitale, nell’accesso a Internet a prezzi abbordabili, nei dispositivi digitali e nei progetti tecnologici guidati da donne, oltre a promuovere l’istruzione e i percorsi professionali nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) per le donne e le ragazze. La prospettiva delle donne deve essere integrata nella progettazione, nello sviluppo e nella diffusione dell’intelligenza artificiale (IA) e degli algoritmi, in modo da rendere l’IA socialmente sensibile e inclusiva. |
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1.6. |
Per superare il divario di genere nelle responsabilità di assistenza non retribuite e aiutare le donne a rimanere nel mercato del lavoro, il CESE rinnova la sua richiesta di una garanzia europea per l’assistenza, anche per quel che riguarda l’assistenza all’infanzia, onde offrire ai cittadini dell’UE servizi di cura e assistenza accessibili, di qualità e a prezzi abbordabili. In ultima istanza, i prestatori di assistenza che lasciano il mercato del lavoro dovrebbero avere accesso a reti di sicurezza quali periodi più lunghi di congedo familiare retribuito, regimi di reddito di base e «crediti di assistenza» per i piani pensionistici, conformemente alle norme nazionali. |
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1.7. |
Il CESE chiede di rafforzare la visione contenuta originariamente nella dichiarazione di Pechino per la risoluzione non violenta dei conflitti e la costruzione della pace a livello locale e di introdurre una strategia dell’UE a lungo termine forte e ambiziosa in materia di politica estera inclusiva che ponga al centro la parità di genere, i diritti umani, la diplomazia femminista e la giustizia sociale. |
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1.8. |
Il CESE sottolinea la necessità di disporre di dati intersezionali maggiormente disaggregati rispetto al genere in modo da definire le strategie da attuare e darvi seguito, di utilizzare strumenti di bilancio di genere e di adottare una prospettiva di genere nella politica di bilancio. |
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1.9. |
Il CESE auspica un’azione più incisiva per combattere la violenza online contro le donne (soprattutto in considerazione della quantità crescente di contraffazione digitale nella pornografia), per tutelare la salute fisica e mentale delle donne, per attuare misure volte a contrastare la violenza economica e per garantire il rispetto della salute sessuale e riproduttiva delle donne e dei relativi diritti. |
2. Osservazioni generali
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2.1. |
Forte della sua esperienza, della sua diversità e del suo solido impegno ad accelerare i cambiamenti necessari per realizzare un mondo pacifico e giusto, in cui tutti siano trattati con dignità e rispetto, il CESE desidera contribuire alle priorità della 69a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (UNCSW69) da una prospettiva europea, con azioni da intraprendere a livello dell’UE e degli Stati membri. |
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2.2. |
I lavori dell’UNCSW69 saranno incentrati sull’esame e sulla valutazione dell’attuazione della dichiarazione e della piattaforma d’azione di Pechino del 1995 (2), nonché sui risultati della 23a sessione speciale dell’Assemblea generale (3). |
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2.3. |
UN Women, l’organismo ONU per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne, ha individuato sei settori di intervento prioritari, elencati di seguito senza un ordine particolare (4):
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3. Situazione nell’UE
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3.1. |
Negli ultimi decenni, grazie al lavoro attivo della società civile organizzata e all’impegno dell’UE a favore della parità tra donne e uomini, sono stati compiuti progressi nell’integrazione della dimensione di genere a livello sociale e legislativo, soprattutto rispetto ad altre regioni del mondo. Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) (5), abbiamo fatto passi avanti, seppur lenti, nel campo del lavoro, del reddito, dell’istruzione, della rappresentanza politica e delle posizioni di potere. |
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3.2. |
Inoltre (6), sebbene gli sforzi per far progredire la situazione delle donne e delle ragazze abbiano avuto effetti positivi, le disuguaglianze di genere persistono in misura considerevole e i progressi degli Stati membri sono disomogenei. Sebbene in alcuni paesi (7) il numero di donne in possesso di un diploma di istruzione superiore sia più alto rispetto a quello degli uomini, molte delle questioni di lunga data che colpiscono le donne rimangono tuttora attuali, come, oltre all’esposizione alla violenza di genere, livelli più elevati di povertà, livelli più bassi di occupazione e di retribuzione, la mancanza di accesso alle risorse e al capitale, la sottorappresentanza nel processo decisionale e l’insufficiente istruzione nelle discipline STEM, tutti fattori che impediscono le pari opportunità nel mercato del lavoro. A tutto questo si aggiungono nuove sfide indotte dalla digitalizzazione, dai cambiamenti climatici, dalla migrazione e dal regresso sulla parità di genere e sui diritti delle donne. |
4. Settori prioritari di intervento di UN Women nell’UE
4.1. Parità di genere nella governance
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4.1.1. |
Le donne costituiscono circa il 51 % della popolazione dell’UE. Dopo le elezioni europee del 2024, la loro percentuale nella composizione del Parlamento europeo (8) è del 39 % e diverse sono le posizioni dirigenziali di alto livello nelle istituzioni dell’UE ricoperte da donne. La loro percentuale è più bassa nei governi nazionali e locali degli Stati membri dell’UE (9). Il raggiungimento di una quota equilibrata di donne negli organi decisionali si inscrive in un approccio equo sul piano della rappresentanza ed è il modo migliore per garantire che tutte le politiche tengano conto delle prospettive delle donne e delle ragazze. |
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4.1.2. |
Il CESE esorta gli Stati membri, i partiti politici e l’UE ad adoperarsi per raggiungere quanto prima la parità nei loro organi direttivi adottando le misure che ritengono più appropriate. I presupposti per attrarre un maggior numero di donne verso la politica sono la lotta agli stereotipi, la messa in evidenza dei modelli di riferimento esistenti, la formazione e il tutoraggio delle donne in materia di elaborazione delle politiche e rappresentanza politica, la garanzia di un equilibrio tra vita professionale e vita privata e la creazione di spazi pienamente democratici (online e offline) in cui donne e uomini possano parlare e prendere decisioni con tolleranza zero verso la mancanza di rispetto o i comportamenti scorretti. Le misure da adottare potrebbero comprendere la fissazione di quote per le liste elettorali, la creazione di liste chiuse, l’introduzione della copresidenza per le posizioni chiave, la suddivisione dei mandati e la candidatura di un uomo e di una donna nelle procedure di selezione per le cariche di primo piano. |
4.2. Piani d’azione nazionali per porre fine alla violenza contro le donne
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4.2.1. |
La violenza fisica e psicologica online e offline contro le donne e le ragazze costituisce una violazione dei diritti umani e spinge le donne ad allontanarsi da determinati luoghi di lavoro, dagli spazi pubblici e dalla politica, limitandole, impedendo loro di realizzare appieno il loro potenziale e, in ultima analisi, mettendo a rischio le nostre democrazie. L’emancipazione economica (10) delle donne è fondamentale per ridurre la violenza economica, come il controllo delle risorse economiche, lo sfruttamento e il sabotaggio economico (11). |
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4.2.2. |
Il CESE esprime soddisfazione per l’innovazione normativa rappresentata dalla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne da una prospettiva intersezionale (12). Il corretto recepimento e la corretta attuazione della direttiva forniranno agli Stati membri gli strumenti legislativi per proteggere le donne. |
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4.2.3. |
Il CESE esorta tutti gli Stati membri dell’UE a ratificare e attuare la convenzione n. 190 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro (13) e la convenzione di Istanbul (14), e chiede che la ratifica di tali accordi sia promossa tra i paesi che aderiranno all’UE. |
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4.2.4. |
Le parti sociali possono svolgere una funzione essenziale nell’affrontare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro. Alla luce della direttiva (UE) 2024/1385 (15) adottata dall’UE e della convenzione n. 190 dell’OIL, le parti sociali dell’UE potrebbero discutere la possibilità di aggiornare l’accordo quadro autonomo europeo del 2007 sulle molestie e sulla violenza sul luogo di lavoro, da attuare in tutti gli Stati membri. |
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4.2.5. |
I piani nazionali e regionali devono essere adeguatamente finanziati, prevedere obiettivi, indicatori e meccanismi di monitoraggio chiari ed essere elaborati con il coinvolgimento della società civile, garantendo che sia adottato un approccio globale e interdisciplinare. |
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4.2.6. |
Per combattere il femminicidio, la violenza contro le donne e gli stereotipi di genere dannosi nella vita quotidiana, come anche nei media e nei social media, bisognerebbe organizzare campagne di sensibilizzazione e corsi di formazione per genitori, prestatori di assistenza e insegnanti, e nelle scuole dovrebbe essere promossa l’educazione sessuale. La formazione sui traumi e su come interagire con i sopravvissuti dovrebbe essere obbligatoria per gli agenti di polizia, gli operatori sanitari, gli operatori sociali, gli avvocati e i giudici. |
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4.2.7. |
È necessario fornire finanziamenti per servizi locali di qualità a sostegno delle persone sopravvissute in tutte le regioni e per centri di accoglienza con capacità ricettiva sufficiente; occorre inoltre disporre di squadre specializzate e diversificate e prestare particolare attenzione ai minori. È della massima importanza sia creare spazi sicuri per incoraggiare le persone sopravvissute a denunciare gli abusi, sia sviluppare una strategia di lotta alla povertà che le aiuti ad accedere al mercato del lavoro e ad acquisire l’indipendenza finanziaria. |
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4.2.8. |
Sono necessarie misure per proteggere e allontanare i minori da coloro che li hanno sottoposti ad abusi, concedere asilo alle donne migranti vittime di abusi in modo che evitino l’espulsione, riconoscere tutti i tipi di violenza, compresa quella da parte di un partner intimo, ed elaborare una definizione di stupro basata sul consenso. |
4.3. Transizione giusta
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4.3.1. |
Le donne e le ragazze sono colpite in misura sproporzionata dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla perdita di biodiversità, in quanto questi fenomeni aggravano e perpetuano le disuguaglianze già esistenti, in particolare nelle zone rurali e nel Sud del mondo (16). Allo stesso tempo, nella maggior parte dei settori interessati dalla transizione verde, quali i trasporti, l’energia, la pianificazione urbana, l’edilizia abitativa e l’agricoltura, vi è una predominanza maschile. |
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4.3.2. |
Un pacchetto strategico dell’UE su una transizione giusta dovrebbe includere una strategia in materia di competenze per affrontare le disuguaglianze di genere preesistenti e garantire che le politiche per la transizione giusta migliorino attivamente la parità di genere. È necessario mappare il fabbisogno di competenze, elaborare programmi di formazione adeguati e istituire un accesso significativo e tutelato a un certo numero di ore di formazione pienamente retribuite (17). |
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4.3.3. |
L’adozione di misure per promuovere l’imprenditoria femminile in generale e nei settori verdi in particolare e per colmare il divario di genere nella forza lavoro renderà l’UE più competitiva. L’accesso alla terra e ai finanziamenti accelererebbe la transizione per le donne nelle zone rurali. Le donne devono avere le stesse opportunità, le stesse risorse, le stesse capacità e le stesse competenze degli uomini, in modo da progettare la transizione verde, contribuirvi e trarne pieno beneficio. |
4.4. Divario digitale di genere
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4.4.1. |
Il divario digitale nell’accesso a Internet da parte delle famiglie negli Stati membri si è ridotto ma rimane più accentuato nelle zone rurali. Tuttavia, soltanto il 19 % degli specialisti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione e un laureato su tre in discipline STEM sono donne (18). |
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4.4.2. |
Le cause del divario digitale di genere sono molteplici e richiedono un’azione in diversi ambiti: il sistema di istruzione dall’infanzia all’età adulta, il mercato del lavoro, l’equilibrio tra vita professionale e vita privata, i servizi pubblici e il divario digitale in generale. Il CESE raccomanda di adottare un approccio multidisciplinare che riunisca diversi aspetti dell’innovazione (tecnologico, sociale, culturale ecc.) (19). Sono necessari finanziamenti, anche attraverso il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), e collaborazione con le imprese per attuare programmi di accesso a Internet e alfabetizzazione digitale, per creare punti di connettività comuni, per fornire dispositivi digitali e per investire in progetti tecnologici guidati da donne. |
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4.4.3. |
Poiché la digitalizzazione sta trasformando le professioni d’oggi e ne sta creando di nuove, è essenziale promuovere l’istruzione e i percorsi professionali nelle discipline STEM tra le donne e le ragazze per aumentare la presenza femminile in questi settori, in quanto ciò migliorerà la posizione delle donne, l’economia e la nostra società. |
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4.4.4. |
Il CESE incoraggia la Commissione a rafforzare la task force «Donne nel digitale», il Women4Cyber Council e l’iniziativa «Digital4Her». È importante continuare a sviluppare e sostenere le reti femminili europee nel settore digitale. |
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4.4.5. |
Occorre prestare particolare attenzione alla progettazione, allo sviluppo e alla diffusione dell’IA e degli algoritmi, in quanto queste tecnologie rischiano di replicare e amplificare i pregiudizi e gli stereotipi di genere esistenti nei dati che esse utilizzano, ad esempio nelle assunzioni, nella comunicazione mediatica, nella pubblicità, nell’intrattenimento ecc. Nel settore dell’IA, le donne rappresentano il 30 % dei lavoratori (20). Questa mancanza di diversità fa sì che tali strumenti rispecchino i pregiudizi esistenti e potrebbero trascurare o fraintendere la prospettiva delle donne e di altri gruppi emarginati. Non sviluppare un’IA socialmente sensibile e inclusiva che cambierebbe il nostro mondo sarebbe un’occasione mancata. |
4.5. Divario di genere nell’assistenza familiare
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4.5.1. |
Sebbene gli uomini che lavorano siano tuttora più numerosi delle donne e le percentuali varino da uno Stato membro all’altro, le donne stanno entrando sempre di più nel mercato del lavoro. Il nostro attuale sistema di distribuzione del tempo, che suddivide la giornata in ore di sonno, di lavoro e di svago, non tiene conto del tempo che dobbiamo dedicare alle responsabilità di assistenza familiare. Oltre agli stereotipi di genere, questo comporta un onere eccessivo per le donne che, per potersi occupare della famiglia, devono o lavorare a tempo parziale o dedicare meno tempo al sonno oppure al tempo libero. L’eccesso di responsabilità di assistenza familiare non retribuite ha un impatto negativo sulle donne, in quanto ne compromette il percorso professionale e la situazione economica, contribuendo al divario retributivo e pensionistico, o porta all’esaurimento fisico e mentale e alla povertà di tempo. |
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4.5.2. |
Le attività che consistono nel prendersi cura dei familiari sostengono le nostre economie, in quanto garantiscono il benessere degli adulti che lavorano e lo sviluppo delle generazioni future. Pertanto, l’economia dell’assistenza, che comprende anche il lavoro non retribuito, dovrebbe essere considerata una responsabilità collettiva, in modo da rispondere meglio alle esigenze dei singoli e della società, oltre che affrontare le disuguaglianze sistemiche. Considerando che le donne sono impiegate in maggior numero nel settore dell’assistenza, con salari più bassi, è importante valorizzare il loro lavoro, migliorando le retribuzioni e le condizioni di lavoro, oltre ad attrarre un maggior numero di uomini. |
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4.5.3. |
Il CESE rinnova la sua proposta di istituire una garanzia europea per l’assistenza, al fine di sostenere servizi di cura e assistenza accessibili, di qualità e a prezzi abbordabili a disposizione dei cittadini dell’UE. Questo contribuirebbe ad affrontare le discrasie nel settore dell’assistenza e a promuovere condizioni di lavoro dignitose, anche per i prestatori di assistenza informale. L’invecchiamento demografico e l’ulteriore necessità di servizi di assistenza specializzati incideranno sul mercato del lavoro e sui sistemi di protezione sociale. Il CESE chiede di istituire una strategia europea per le persone anziane e un gruppo di esperti ad alto livello, equilibrato sotto il profilo del genere, sull’assistenza a lungo termine al fine di co-creare i servizi di assistenza di domani (21). |
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4.5.4. |
I giovani genitori hanno urgente bisogno di servizi di assistenza all’infanzia accessibili, a prezzi abbordabili e di qualità per poter rimanere nel mercato del lavoro. Quando tornano a lavorare, devono poter continuare a perseguire il loro percorso professionale. |
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4.5.5. |
In ultima istanza, le donne e gli uomini che lasciano il mercato del lavoro per prendersi cura dei propri familiari dovrebbero essere sostenuti da reti di sicurezza quali periodi più lunghi di congedo familiare retribuito, regimi di reddito di base e «crediti di assistenza» per i piani pensionistici, conformemente alle norme nazionali. |
4.6. Agenda su donne, pace e sicurezza
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4.6.1. |
Il CESE accoglie con favore il lavoro svolto dal Servizio europeo per l’azione esterna e dalla Commissione sull’integrazione della dimensione di genere. Dobbiamo allineare i nostri valori fondamentali in tutte le nostre azioni, interne ed esterne, in tutti i settori di intervento quali la politica estera, la sicurezza, la difesa, il commercio, lo sviluppo e l’azione per il clima, oltre a rafforzare la visione originaria della dichiarazione di Pechino per la risoluzione non violenta dei conflitti e la costruzione della pace a livello locale. |
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4.6.2. |
I movimenti sociali femminili si sono espressi in maniera molto decisa in favore della lotta contro le guerre, i conflitti e le ingiustizie, come anche della garanzia di una rappresentanza equa e paritaria negli organi decisionali e della sensibilizzazione in merito agli abusi nei confronti delle donne nelle zone di conflitto. Pertanto, la prospettiva delle donne nella risoluzione dei conflitti favorirà l’allentamento delle tensioni e i processi di pace. I negoziati di pace condotti dalle donne hanno dimostrato di avere maggiori probabilità di sfociare in una pacificazione duratura (22). |
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4.6.3. |
Il CESE raccomanda di attuare rapidamente una strategia dell’UE a lungo termine, forte e ambiziosa, per una politica estera inclusiva che ponga al centro la parità di genere, la diplomazia femminista e la giustizia sociale. Tale strategia potrebbe consentire di trattare la parità di genere come una questione di diritti umani, considerandone l’intersezionalità con altre forme di discriminazione. Essa potrebbe inoltre contribuire a spostare l’attenzione dalla sicurezza militarizzata alla sicurezza delle persone e della natura, investendo maggiormente nella protezione, nella prevenzione dei conflitti e nella responsabilizzazione dei civili. |
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4.6.4. |
Il CESE invita l’UE a sostenere con forza la lotta contro l’apartheid di genere nelle zone di conflitto come l’Afghanistan, l’Iran, l’Iraq, il Sudan e lo Yemen. |
4.7. Attenzione sul futuro
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4.7.1. |
Per progredire ulteriormente verso un’effettiva parità di genere dobbiamo affrontare l’intersezione con altre forme di discriminazione (ad esempio orientamento sessuale, razza, origine, disabilità, contesto socioeconomico ed età). È necessario disporre di dati intersezionali maggiormente disaggregati rispetto al genere per definire le strategie da attuare e darvi seguito e per chiedere conto ai governi e alle istituzioni. |
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4.7.2. |
Nei nostri sistemi sanitari e nei nostri trattamenti farmaceutici si dovrebbe prestare maggiore attenzione alle specificità biologiche maschili e femminili. Per migliorare la salute fisica e mentale delle donne occorrono ulteriori ricerche e ulteriori dati. La salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti devono essere rafforzati in tutti gli Stati membri, in modo che tutte le donne che necessitano di attenzione sul piano della prevenzione o delle cure possano accedervi. |
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4.7.3. |
Il CESE prende atto dell’iniziativa dei cittadini europei «My Voice, My Choice» (La mia voce, la mia scelta) (23), che propone alternative nel caso in cui gli Stati membri non garantiscano un accesso sicuro e legale all’aborto. |
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4.7.4. |
Dobbiamo esaminare ulteriormente come utilizzare i bilanci nazionali e il bilancio dell’UE per migliorare la parità di genere. Il CESE raccomanda che l’UE e gli Stati membri utilizzino strumenti di bilancio di genere a tutti i livelli del processo di bilancio e applichino una prospettiva di genere nella politica di bilancio. Anche la partecipazione della società civile e il dialogo sociale sono fondamentali per individuare i settori da affrontare (24). |
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4.7.5. |
Il CESE elogia l’UE per l’impegno strutturale dei delegati dei giovani nella preparazione della sessione della CSW e invita tutti gli Stati membri a fare lo stesso e a garantire un ruolo attivo per i giovani. |
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4.7.6. |
È importante che l’UE dia prova di volontà politica e ambizione, denunci la riduzione dello spazio concesso alla società civile e blocchi l’arretramento sui diritti delle donne, compresi i loro diritti sessuali e riproduttivi, diritti che sono sotto attacco, in particolare da parte dei partiti politici di estrema destra. |
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4.7.7. |
Sin da quando è stata adottata l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il CESE chiede una strategia globale dell’UE per lo sviluppo sostenibile e un impegno a lungo termine anche oltre il 2030 (25). Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) devono essere affrontati nel loro complesso, e non uno per uno, in modo da consentire di integrare la dimensione di genere in tutti i settori di intervento. |
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4.7.8. |
La violenza online contro le donne è un fenomeno nuovo, da affrontare con misure preventive e di sensibilizzazione, oltre che con un solido quadro giuridico per perseguire i responsabili e chiedere conto alle piattaforme online. Occorre prestare particolare attenzione alle falsificazioni digitali a sfondo sessuale in cui immagini di donne sono utilizzate nella pornografia. |
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4.7.9. |
La parità di genere non può essere realizzata senza il lavoro attivo delle organizzazioni della società civile, in particolare quelle impegnate nella difesa dei diritti delle donne e quelle che forniscono servizi legali. Le organizzazioni giovanili rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere l’impegno attraverso la mobilitazione delle comunità e il volontariato e nel facilitare il dialogo intergenerazionale. A tal fine, devono essere adeguatamente coinvolte nelle discussioni e nei processi legislativi e sostenute finanziariamente affinché possano proseguire il loro lavoro. |
Bruxelles, 26 febbraio 2025
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Oliver RÖPKE
(1) Lista elettorale caratterizzata da un'alternanza sistematica della presenza femminile e maschile.
(2) https://unric.org/it/30-anni-dalla-dichiarazione-di-pechino/.
(3) https://www.un.org/womenwatch/daw/followup/beijing+5.htm.
(4) https://www.unwomen.org/en/digital-library/publications/2024/09/brochure-equal-is-greater-time-to-act-for-gender-equality-and-womens-empowerment-and-rights.
(5) https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2024.
(6) https://eige.europa.eu/publications-resources/publications/beijing-25-fifth-review-implementation-beijing-platform-action-eu-member-states.
(7) https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20230530-3.
(8) https://results.elections.europa.eu/it/equilibrio-di-genere-eurodeputati/2024-2029/.
(9) https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2023/domain/power.
(10) https://www.unwomen.org/en/what-we-do/economic-empowerment/facts-and-figures#87144.
(11) https://eige.europa.eu/sites/default/files/documents/EIGE_Factsheet_EconomicViolence.pdf.
(12) GU C 443 del 22.11.2022, pag. 93.
(13) https://rls2.firenze.cgil.it/images/leggi_normative/Convenzione%20190.pdf.
(14) https://www.coe.int/en/web/istanbul-convention.
(15) Direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (GU L, 2024/1385, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1385/oj).
(16) https://www.fao.org/socioeconomic-research-analysis/resources/unjust-climate/the-unjust-climate/en.
(17) Parere del Comitato economico e sociale europeo — Verso una proposta legislativa su una transizione giusta e strumenti di politica dell'UE per un Green Deal europeo più sociale (parere d'iniziativa) (GU C, C/2025/772, 11.2.2025, ELI: https://eur-lex.europa.eu/eli/C/2025/772/oj).
(18) Indice di digitalizzazione dell'economia e della società 2022: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/desi.
(19) Parere del Comitato economico e sociale europeo sul «Divario digitale di genere» [parere esplorativo richiesto dal Parlamento europeo] ( GU C 440 del 6.12.2018, pag. 37).
(20) https://www.weforum.org/publications/global-gender-gap-report-2023/.
(21) Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla strategia europea per l’assistenza [COM(2022) 440 final] ( GU C 140 del 21.4.2023, pag. 39).
(22) https://wps.unwomen.org/participation.
(23) https://eci.ec.europa.eu/044/public/#/screen/home.
(24) Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Investimenti in un’ottica di genere come mezzo per migliorare la parità di genere nell’Unione europea» (parere d’iniziativa) ( GU C 100 del 16.3.2023, pag. 16).
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/2007/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)