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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie C


C/2025/638

10.2.2025

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

del 21 gennaio 2025

che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Croazia

(C/2025/638)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121,

visto il regolamento (UE) 2024/1263, in particolare l'articolo 17,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

considerando quanto segue:

CONSIDERAZIONI GENERALI

(1)

Il 30 aprile 2024 è entrato in vigore il quadro riformato di governance economica dell'UE. Unitamente al regolamento modificato (CE) n. 1467/97, relativo all'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (1), e alla direttiva modificata 2011/85/UE del Consiglio, relativa ai quadri di bilancio degli Stati membri (2), il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale (3) costituisce l'elemento centrale del quadro riformato di governance economica dell'UE. Il quadro punta a promuovere finanze pubbliche sane e sostenibili, crescita sostenibile e inclusiva e resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché a prevenire disavanzi pubblici eccessivi. Promuove altresì la titolarità nazionale ed è maggiormente incentrato sul medio termine, oltre a prevedere un'esecuzione più efficace e coerente delle norme.

(2)

I piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine che gli Stati membri presentano al Consiglio e alla Commissione sono al centro del nuovo quadro di governance economica. I piani devono perseguire due obiettivi: i) garantire che, tra l'altro entro la fine del periodo di aggiustamento, il debito pubblico segua una traiettoria di riduzione plausibile o rimanga a livelli prudenti e che il disavanzo pubblico sia portato e mantenuto al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL nel medio termine, e ii) garantire la realizzazione delle riforme e degli investimenti in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e affrontare le priorità comuni dell'UE. A tale fine ciascun piano deve presentare un impegno di medio termine a favore di un percorso della spesa netta (4) che stabilisca di fatto un vincolo di bilancio per la durata del piano, che copre quattro o cinque anni (a seconda della normale durata della legislatura di uno Stato membro). Il piano deve inoltre spiegare in che modo lo Stato membro garantirà la realizzazione delle riforme e degli investimenti in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo, in particolare nelle raccomandazioni specifiche per paese (tra cui quelle relative alla procedura per gli squilibri macroeconomici, se del caso), e in che modo lo Stato membro affronterà le priorità comuni dell'Unione. L'aggiustamento di bilancio copre un periodo di quattro anni, che può essere prorogato fino a tre anni ulteriori se lo Stato membro si impegna a realizzare una serie di riforme e investimenti pertinenti che soddisfino i criteri di cui al regolamento (UE) 2024/1263.

(3)

Dopo la presentazione dei piani, la Commissione deve valutare se questi soddisfano i requisiti del regolamento (UE) 2024/1263.

(4)

Sulla base di una raccomandazione della Commissione, il Consiglio deve quindi adottare una raccomandazione per definire il percorso della spesa netta dello Stato membro interessato e, se del caso, approva la serie di impegni di riforma e di investimento che giustificano una proroga del periodo di aggiustamento di bilancio.

CONSIDERAZIONI RIGUARDANTI IL PIANO NAZIONALE STRUTTURALE DI BILANCIO DI MEDIO TERMINE DELLA CROAZIA

(5)

Il 14 novembre 2024 la Croazia ha presentato al Consiglio e alla Commissione il suo piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine. La presentazione è avvenuta a seguito di una proroga del termine di cui all'articolo 36 del regolamento (UE) 2024/1263, come concordato con la Commissione. Il ritardo nella presentazione è stato motivato dalla necessità di garantire che il piano strutturale di bilancio di medio termine e il documento programmatico di bilancio fossero complementari e coerenti con il bilancio nazionale 2025-2027, la cui adozione era prevista per il 14 novembre 2024, utilizzando appieno i dati pubblicati con la revisione statistica generale. Il 21 novembre 2024 la Croazia ha presentato un addendum per rivedere il percorso di crescita della spesa netta del piano al fine di applicare un approccio prudente nella pianificazione della politica di bilancio (spesa) durante il periodo di aggiustamento e garantire che il debito pubblico previsto rimanga, secondo criteri plausibili, a livelli prudenti.

Iter precedente la presentazione del piano

(6)

Prima della presentazione del proprio piano, la Croazia ha chiesto informazioni tecniche (5) che la Commissione ha fornito il 21 giugno 2024 e pubblicato il 14 novembre (6). Le informazioni tecniche indicano il livello del saldo primario strutturale nel 2028 necessario per fare in modo che il disavanzo pubblico sia mantenuto al di sotto del 3 % del PIL nel medio termine e che il debito pubblico rimanga al di sotto del 60 % del PIL nel medio termine, in assenza di ulteriori misure di bilancio oltre il periodo di aggiustamento di quattro anni. Il medio termine è definito come il periodo di dieci anni successivo alla fine del periodo di aggiustamento. Le informazioni tecniche sono state preparate e trasmesse allo Stato membro prendendo in considerazione due scenari: uno scenario in cui la coerenza con la salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo è assicurata (7), in linea con l'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2024/126, e uno scenario senza tale salvaguardia.

Le informazioni tecniche per la Croazia stabiliscono che, per rispettare le regole di bilancio applicabili nell'arco di un periodo di aggiustamento di 4 anni e in base alle ipotesi della Commissione su cui si fondano gli orientamenti preliminari trasmessi nel giugno 2024, alla fine del periodo di aggiustamento (2028; scenario senza salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo) il saldo primario strutturale dovrebbe essere pari almeno a -0,4 % del PIL, come indicato nella tabella seguente. A titolo informativo, considerando anche la salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo, alla fine del periodo di aggiustamento (2028) il saldo primario strutturale dovrebbe essere pari almeno a -0,4 % del PIL. Tuttavia la salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo non costituisce un obbligo per la Croazia, che soddisfa le condizioni per richiedere le informazioni tecniche.

Tabella 1 - Informazioni tecniche fornite dalla Commissione alla Croazia

Ultimo anno del periodo di aggiustamento

2028

Valore minimo del saldo primario strutturale (in % del PIL), scenario senza salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo

-0,4  %

A titolo puramente informativo - Valore minimo del saldo primario strutturale (in % del PIL), scenario con salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo

-0,4  %

Fonte: calcoli della Commissione.

(7)

In linea con l'articolo 12 del regolamento (UE) 2024/1263, da settembre a novembre 2024 la Croazia e la Commissione hanno svolto un dialogo tecnico. Il dialogo tecnico ha fatto il punto delle informazioni tecniche fornite dalla Commissione e si è incentrato sulla discussione della riforma fiscale che entrerà in vigore nel 2025, nonché sulla prevista realizzazione di riforme e investimenti in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e alle priorità comuni dell'Unione in tema di transizione verde e digitale equa, resilienza sociale ed economica, sicurezza energetica e sviluppo di capacità di difesa.

(8)

Nel novembre 2024, in linea con l'articolo 11, paragrafo 3, e l'articolo 36, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) 2024/1263, la Croazia ha consultato la società civile, le parti sociali e altri portatori di interessi pertinenti. Il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine è stato discusso in seno al Consiglio economico e sociale, che comprende i sindacati, l'associazione dei datori di lavoro e rappresentanti del governo.

(9)

La commissione per la politica di bilancio ha formulato un parere sulle previsioni macroeconomiche e sulle ipotesi macroeconomiche alla base del percorso della spesa netta pluriennale. La commissione per la politica di bilancio ha concluso che le dimensioni previste dei tassi di crescita del PIL reale, il deflatore implicito del PIL e l'indice nazionale dei prezzi sono adeguati, e che le proiezioni macroeconomiche sono sostanzialmente identiche o leggermente più positive rispetto alle proiezioni attualmente disponibili delle altre istituzioni pertinenti. La commissione per la politica di bilancio ha approvato le proiezioni macroeconomiche per il periodo fino al 2028 elaborate dal ministero delle Finanze; ha sottolineato che le proiezioni si collocano entro un intervallo accettabile e costituiscono una base valida per l'elaborazione del piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine.

Processi collegati

(10)

Il 14 novembre 2024 la Croazia ha presentato il documento programmatico di bilancio per il 2025, in merito al quale la Commissione ha adottato un parere il 26 novembre (8).

(11)

Il 21 ottobre 2024 il Consiglio ha rivolto alla Croazia una serie di raccomandazioni specifiche per paese nel contesto del semestre europeo (9).

SINTESI DEL PIANO E VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE

(12)

In linea con l'articolo 16 del regolamento (UE) 2024/1263, la Commissione ha valutato il piano nel modo seguente.

Contesto: situazione e prospettive macroeconomiche e di bilancio

(13)

Nel 2023 l'attività economica in Croazia è cresciuta del 3,3 %, trainata da tutte le componenti del PIL a eccezione delle scorte; i più importanti contributi positivi sono giunti dagli investimenti e dai consumi delle famiglie. Secondo le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea l'economia crescerà del 3,6 % nel 2024, sulla scia dell'espansione della domanda interna, in primo luogo dei consumi delle famiglie e degli investimenti, e con un contributo negativo da parte delle esportazioni nette. Nel 2025 il PIL reale è dato in aumento del 3,3 %, in quanto la crescita della domanda interna rallenterà. Nel 2026 secondo le previsioni il PIL reale aumenterà del 2,9 %, giacché la domanda interna continuerà a rallentare e il contributo delle esportazioni nette diventerà neutro. Nel periodo oggetto delle previsioni in Croazia è attesa una crescita del PIL potenziale pari al 4,2 % nel 2024, al 3,6 % nel 2025 e al 3,3 % nel 2026, grazie all'accumulo di capitale, alla produttività totale dei fattori e al contributo del lavoro; quest'ultimo diminuirà sensibilmente verso il 2026, in un contesto di calo della popolazione in età lavorativa e nonostante l'aumento dei tassi di partecipazione al lavoro. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 6,1 % nel 2023 e, secondo le proiezioni della Commissione, sarà pari al 5,1 % nel 2024, al 4,7 % nel 2025 e al 4,6 % nel 2026. L'inflazione (deflatore del PIL) è data in discesa dall'11,7 % del 2023 al 6,6 % nel 2024, per poi situarsi al 3,2 % nel 2025 e al 2,1 % nel 2026.

(14)

Per quanto riguarda l'andamento del bilancio, nel 2023 il disavanzo pubblico della Croazia è risultato pari allo 0,9 % del PIL. Secondo le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea, raggiungerà il 2,1 % del PIL nel 2024 per poi rimanere al 2,1 % del PIL nel 2025 e, nell'ipotesi di politiche invariate, scenderà all'1,9 % nel 2026. Le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea non includono ancora il progetto di bilancio della Croazia per il 2025, proposto dal governo al parlamento nazionale in novembre. Le previsioni della Commissione includono però il quadro di bilancio per il periodo 2025-2027, adottato dal governo il 31 ottobre. Alla fine del 2023 il debito pubblico era pari al 61,8 % del PIL. Secondo le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea, il rapporto debito/PIL scenderà al 57,3 % alla fine del 2024. Secondo le proiezioni tale rapporto scenderà al 56,0 % del PIL alla fine del 2025 e, secondo le previsioni, rimarrà al 56,0 % alla fine del 2026. Le previsioni di bilancio della Commissione tengono conto degli impegni politici contenuti nei piani di medio termine soltanto quando poggiano su concrete misure politiche annunciate in modo credibile e sufficientemente dettagliate.

Percorso della spesa netta e principali ipotesi macroeconomiche del piano

(15)

Il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Croazia copre il periodo 2025-2028 e prevede un aggiustamento di bilancio nell'arco di quattro anni.

(16)

Il piano contiene tutte le informazioni richieste a norma dell'articolo 13 del regolamento (UE) 2024/1263.

(17)

Nel piano, integrato dall'addendum, la Croazia si assume l'impegno di seguire il percorso della spesa netta indicato nella tabella 2, corrispondente a una crescita media della spesa netta del 4,8 % negli anni fino al 2028.

Le informazioni tecniche (ipotizzando un percorso di aggiustamento lineare) sono coerenti con una crescita media della spesa netta del 4,0 % durante il periodo di aggiustamento (2025-2028). Il percorso della spesa netta oggetto di impegno nel piano porterà, secondo quanto riferito, a un saldo primario strutturale pari a -0,2 % del PIL alla fine del periodo di aggiustamento (2028) (10). Questo importo è superiore al livello minimo del saldo primario strutturale di -0,4 % del PIL nel 2028 indicato dalla Commissione nelle informazioni tecniche il 21 giugno 2024  (11).

Il piano ipotizza una diminuzione della crescita del PIL potenziale fino al 2,5 % nel 2028 (dal 4,5 % nel 2024). Prevede inoltre che il tasso di crescita del deflatore del PIL diminuisca fino al 2,2 % nel 2028 (dal 6,7 % nel 2024).

Tabella 2 - Percorso della spesa netta e principali ipotesi del piano della Croazia

 

2024

2025

2026

2027

2028

Media nel periodo di validità del piano

2025-2028

Crescita della spesa netta (annuale, in %)

18,6

6,4

4,9

4,1

3,7

4,8

Crescita della spesa netta (cumulativa, dall'anno di riferimento 2023, in %)

18,6

26,2

32,3

37,8

42,9

n.d.

Crescita del PIL potenziale (in %)

4,5

4,0

3,5

2,9

2,5

3,2

Inflazione (crescita del deflatore del PIL) (in %)

6,7

3,7

2,6

2,4

2,2

2,7

Fonte: piano strutturale di bilancio di medio termine della Croazia e calcoli della Commissione.

Implicazioni per il debito pubblico degli impegni di spesa netta indicati nel piano

(18)

Se si materializzassero il percorso della spesa netta prospettato nel piano e le ipotesi sottostanti, il debito pubblico diminuirebbe gradualmente, secondo il piano, dal 57,3 % del PIL nel 2024 al 53,1 % alla fine del periodo di aggiustamento nel 2028, come indicato nella tabella riportata qui di seguito. Secondo le previsioni, nel medio termine il livello del rapporto debito pubblico/PIL scenderà gradualmente fino a raggiungere il 49 % nel 2038. Sebbene tali cifre non rispecchino l'addendum presentato il 21 novembre, il suo approccio prudente al percorso della spesa netta garantisce che il debito pubblico previsto rimanga secondo criteri plausibili a livelli prudenti.

Tabella 3 - Andamento del debito pubblico e del saldo nel piano della Croazia

 

2023

2024

2025

2026

2027

2028

2038

Debito pubblico (in % del PIL)

61,8

57,3

55,8

54,9

54,1

53,1

49,0

Saldo delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL)

-0,9

-2,1

-2,3

-1,9

-1,8

-1,5

-1,4

Fonte: piano strutturale di bilancio di medio termine della Croazia.

Pertanto, secondo il piano, nel medio termine il debito pubblico rimarrebbe al di sotto del valore di riferimento del 60 % del PIL stabilito dal trattato.

In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con il requisito relativo al debito di cui all'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2024/1263.

Implicazioni per il saldo delle amministrazioni pubbliche degli impegni di spesa netta indicati nel piano

(19)

In base al percorso della spesa netta e alle ipotesi del piano, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche aumenterebbe dal 2,1 % del PIL nel 2024 al 2,3 % nel 2025 per poi scendere gradualmente fino all'1,5 % nel 2028. Sebbene tali cifre non riflettano l'addendum presentato il 21 novembre 2024, il suo approccio prudente al percorso della spesa netta garantisce che il disavanzo pubblico previsto rimanga al di sotto del 3 % del PIL nel medio termine.

In base al piano, il saldo delle amministrazioni pubbliche non supererebbe pertanto il valore di riferimento del 3 % del PIL alla fine del periodo di aggiustamento (2028).

Inoltre, nei dieci anni successivi al periodo di aggiustamento (vale a dire fino al 2038), il disavanzo pubblico non supererebbe il 3 % del PIL.

In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con il requisito relativo al disavanzo di cui all'articolo 6, lettera b), e all'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2024/1263.

Ipotesi macroeconomiche del piano

(20)

Il piano è basato su una serie di ipotesi diverse da quelle che la Commissione ha trasmesso alla Croazia il 21 giugno. In particolare, muove da ipotesi diverse per quattro variabili: punto di partenza (ossia il saldo primario strutturale), crescita del PIL potenziale, crescita del deflatore del PIL, tasso di interesse implicito nominale. È necessaria un'attenta valutazione di tali divergenze fra le ipotesi per garantire che siano fondate su argomentazioni economiche solide e basate su dati, soprattutto perché la crescita media della spesa netta indicata nel piano è più elevata di quanto non implichino le informazioni tecniche. Di seguito è esposta una valutazione delle divergenze fra le ipotesi.

Le divergenze fra le ipotesi con l'incidenza più significativa sulla crescita media della spesa netta sono elencate di seguito, unitamente a una valutazione di ciascuna divergenza considerata isolatamente.

Il piano utilizza dati più aggiornati e ipotizza una posizione iniziale migliore rispetto alle ipotesi che la Commissione ha trasmesso il 21 giugno. Negli orientamenti preliminari il saldo primario strutturale per il 2024 era pari a - 2 % del PIL, mentre il piano ipotizza un -1,5 % del PIL, ossia lo stesso valore indicato nelle previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea. Il saldo primario strutturale più elevato è dovuto a una significativa revisione dei dati pubblicati dopo la trasmissione degli orientamenti preliminari. Ciò contribuisce a una crescita media della spesa netta più elevata durante il periodo di aggiustamento rispetto alle ipotesi della Commissione. Quest'ipotesi è ritenuta debitamente giustificata.

Il piano ipotizza un graduale rallentamento della crescita del PIL potenziale dal 4,5 % stimato nel 2024 al 2,5 % entro il 2028, e un'ulteriore diminuzione fino all'1,6 % entro il 2038, con una media del 3,2 % nel periodo di aggiustamento. Secondo le proiezioni contenute negli orientamenti preliminari della Commissione, il prodotto potenziale crescerà in media del 2,6 % nello stesso periodo. Oltre il periodo di aggiustamento, il piano ipotizza la stessa crescita potenziale indicata negli orientamenti preliminari. Nelle previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea, la crescita potenziale media nel periodo di aggiustamento è pari al 2,9 %, valore che rispecchia gli aggiornamenti dei dati e le nuove ipotesi formulate dopo le previsioni di primavera 2024. La differenza tra il piano e gli orientamenti preliminari durante il periodo di aggiustamento è giustificata solo in parte dalla revisione dei dati e dalle nuove ipotesi. La differenza rimanente dipende in gran parte dall'ipotesi di un'elevata crescita dell'occupazione, contenuta nel piano. Nel complesso, ciò contribuisce a una crescita media della spesa netta più elevata durante il periodo di aggiustamento nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Di conseguenza questa ipotesi è ritenuta non debitamente giustificata.

Il piano ipotizza che il deflatore del PIL raggiungerà il 6,7 % nel 2024, il 3,7 % nel 2025, il 2,6 % nel 2026, il 2,4 % nel 2027 e il 2,2 % nel 2028. Negli orientamenti preliminari della Commissione si ipotizzava un deflatore del PIL pari al 5,5 % nel 2024, con una diminuzione al 2,2 % nel 2025 e nel 2026 e una lieve crescita fino al 2,3 % nel 2027 e nel 2028. Rispetto a quanto ipotizzato negli orientamenti preliminari, le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea ipotizzano nel 2024 e nel 2025 un deflatore del PIL più elevato, fissato al 6,6 % e al 3,2 %, che rispecchia gli aggiornamenti dei dati e le nuove ipotesi formulate dopo le previsioni di primavera 2024. Secondo le proiezioni della Commissione il deflatore del PIL raggiungerà il 2,1 % nel 2026. Pertanto il deflatore del PIL ipotizzato nel piano è superiore di 0,5 punti percentuali rispetto alle ipotesi della Commissione sia per il 2025 che per il 2026, e rispecchia deflatori più elevati dei consumi privati e pubblici. Ciò contribuisce a una crescita media della spesa netta più elevata durante il periodo di aggiustamento nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Di conseguenza questa ipotesi è ritenuta non debitamente giustificata.

Il piano ipotizza che i tassi di interesse impliciti nominali raggiungeranno il 2,9 % nel 2024, per poi scendere gradualmente al 2,6 % nel 2028. Ciò contribuisce a una crescita media della spesa netta più elevata durante il periodo di aggiustamento nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Gli orientamenti preliminari della Commissione ipotizzavano tassi di interesse impliciti nominali del 2,8 % nel 2024, che sarebbero poi cresciuti gradualmente fino al 3,1 % nel 2028. I tassi di interesse impliciti nominali più bassi indicati nel piano rispecchiano tassi di interesse di mercato inferiori a seguito dei miglioramenti del rating del credito per la Croazia da parte delle pertinenti agenzie di rating del credito. Nel complesso l'ipotesi del piano è ritenuta debitamente giustificata dall'utilizzo di dati di mercato più recenti.

Nel complesso, dalle divergenze fra le ipotesi considerate collettivamente potrebbe risultare una crescita media della spesa netta nel piano notevolmente più elevata di quanto non implichino le informazioni tecniche. Il piano della Croazia, integrato dall'addendum, comprende però un percorso della spesa netta più prudente, che porta a una crescita media della spesa netta ancora più elevata di quanto non implichino le informazioni tecniche, ma solo di un importo che può essere spiegato mediante divergenze fra le ipotesi considerate debitamente giustificate.

La Commissione terrà conto dell'esposta valutazione delle ipotesi del piano nelle future valutazioni della conformità al percorso della spesa netta.

Strategia di bilancio del piano

(21)

Secondo la strategia di bilancio indicativa del piano, gli impegni di spesa netta devono essere conseguiti sia mediante il contenimento della spesa che tramite l'aumento delle entrate generate da misure discrezionali. Al fine di conseguire gli obiettivi di bilancio, per alcune categorie di spesa, che sono sotto il controllo del governo, il piano indica una crescita limitata (ad esempio secondo le previsioni la spesa per le retribuzioni dei dipendenti calerà dal 13,0 % del PIL nel 2025 al 12,6 % nel 2028). Secondo il piano, le misure discrezionali sul lato delle entrate, connesse alla riforma fiscale che entrerà in vigore nel 2025, dovrebbero generare entrate supplementari pari allo 0,4 % del PIL durante l'intero periodo di aggiustamento. Al contempo vi sono anche misure che aumentano la spesa pubblica connessa all'attuazione della riforma pensionistica (aumento della formula di indicizzazione delle pensioni) e all'attuazione di nuove misure di politica sociale, come gli alloggi a prezzi accessibili.

Le specifiche misure di intervento da adottare devono essere confermate o adeguate e quantificate nei bilanci annuali. Al tempo stesso vi sono rischi per l'attuazione della strategia di bilancio indicativa del piano, che derivano dai rischi per le ipotesi macroeconomiche su cui si fonda il piano, dai ritardi nelle procedure di appalto pubblico che potrebbero rallentare gli investimenti e da ulteriori battute d'arresto nell'attuazione delle riforme strutturali.

Nel documento programmatico di bilancio per il 2025 sono specificate le misure di intervento mediante le quali sarà conseguito l'impegno di spesa netta per il 2025 (12).

Riforme e investimenti per rispondere alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e affrontare le priorità comuni dell'Unione

(22)

Il piano descrive intenti politici riguardanti riforme e investimenti per rispondere alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo, in particolare le raccomandazioni specifiche per paese, e per affrontare le priorità comuni dell'UE. Il piano comprende 290 riforme e misure d'investimento programmate, 209 delle quali sono sostenute finanziariamente dal dispositivo per la ripresa e la resilienza mentre 81 sono misure recentemente individuate e misure che rientrano in altri programmi UE, tra cui la politica di coesione. Nel complesso, le misure del piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PRR) sono state adattate per contribuire all'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese esistenti. Le nuove misure aggiunte nel piano di medio termine contribuiscono ulteriormente all'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese degli anni scorsi e delle nuove raccomandazioni specifiche per paese pubblicate nel 2024.

(23)

Per quanto riguarda la priorità comune della transizione verde e digitale equa, in cui rientrano gli obiettivi climatici di cui al regolamento (UE) 2021/1119, il piano comprende una serie di misure volte a sostenere la neutralità climatica e ad affrontare le sfide connesse all'adattamento ai cambiamenti climatici. Per intensificare gli sforzi verso il conseguimento dell'obiettivo per il 2030 e l'attuazione del piano nazionale integrato per l'energia e il clima, sarà istituito un quadro di pianificazione per l'attuazione della strategia di sviluppo a basse emissioni di carbonio, comprendente una proposta di obiettivi settoriali vincolanti di riduzione delle emissioni per i settori più difficili da decarbonizzare e la creazione delle strutture necessarie per l'attuazione del Fondo sociale per il clima. Per rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici sarà adottato un piano d'azione unitamente a indicatori al fine di accelerare l'attuazione della strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Queste azioni riguardano le raccomandazioni specifiche per paese del 2023 sull'assorbimento efficace dei fondi UE, nonché la raccomandazione specifica per paese del 2023 sulla riduzione della dipendenza complessiva dai combustibili fossili.

Il piano contiene misure del PRR a sostegno del rafforzamento della pubblica amministrazione, del sistema giudiziario e dei beni statali attraverso la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure amministrative e giudiziarie, il potenziamento delle infrastrutture TIC statali, l'espansione della rete di servizi digitali e l'ampliamento dell'accesso alla banda larga e al 5G per le famiglie. Le riforme e gli investimenti nelle infrastrutture TIC statali e nei servizi digitali riguardano le raccomandazioni specifiche per paese del 2020 sul miglioramento dell'accesso alle infrastrutture e ai servizi digitali, sulla promozione dell'acquisizione di competenze, nonché sul rafforzamento della capacità e dell'efficienza della pubblica amministrazione nell'elaborare e attuare progetti e politiche pubblici a livello centrale e locale. Il piano comprende misure che vanno oltre il PRR, volte a migliorare la cibersicurezza, a digitalizzare ulteriormente i servizi pubblici e a rafforzare la gestione dei dati nell'ambito della pubblica amministrazione. Tali misure riguardano le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2020 connesse al miglioramento delle comunicazioni elettroniche presso i tribunali, al miglioramento dell'efficienza del sistema giudiziario e al miglioramento dell'accesso alle infrastrutture e ai servizi digitali. Il piano comprende inoltre importanti riforme volte a migliorare l'attrattiva delle carriere nel settore della ricerca nel campo delle TIC, in relazione alle raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2020 volte a migliorare l'accesso alle infrastrutture e ai servizi digitali e a concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale. Il piano comprende anche una serie di misure del PRR nel settore dei trasporti, che danno seguito, tra le altre, alle raccomandazioni specifiche per paese sul miglioramento dell'accesso alle infrastrutture e ai servizi digitali, sulla promozione della transizione verde e digitale, sulla riduzione della domanda di energia e della dipendenza dai combustibili fossili nei trasporti e sulla promozione di soluzioni di trasporto sostenibili. Il piano comprende inoltre misure in materia di ristrutturazione energetica e post-sismica degli edifici, sviluppo di reti di dati sismologici, uso circolare dei rifiuti da costruzione derivanti da edifici aventi lo status di beni culturali e sviluppo di strategie di rinnovamento urbano verde, al fine di dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di efficienza energetica, transizione verde, riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e prosecuzione dell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

(24)

Per quanto riguarda la priorità comune della resilienza sociale ed economica, in cui rientra il pilastro europeo dei diritti sociali, il piano comprende una riforma globale del sistema di istruzione volta ad ampliare l'accesso all'educazione e cura della prima infanzia e all'istruzione superiore, nonché a migliorare la qualità dell'istruzione primaria e superiore, anche introducendo la didattica a turno unico e preparando la transizione verso la scuola a tempo pieno nell'istruzione primaria. La riforma del sistema di istruzione riguarda la raccomandazione specifica per paese del 2019 sul miglioramento dell'accesso all'istruzione e alla formazione, della loro qualità e della loro pertinenza con il mercato del lavoro, la raccomandazione specifica per paese del 2020 sulla promozione dell'acquisizione di competenze, la raccomandazione specifica per paese del 2024 sulla riduzione delle carenze di competenze potenziando le competenze di base, incentivando il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione, e le raccomandazioni specifiche per paese del 2023 e del 2024 sul proseguimento dell'attuazione costante del PRR. Il piano comprende anche importanti riforme del mercato del lavoro per potenziare il quadro giuridico e aumentare l'occupazione migliorando l'accessibilità e la qualità dell'istruzione professionale e dell'apprendimento degli adulti, fornendo politiche attive mirate del mercato del lavoro e rafforzando il sistema di inclusione e monitoraggio dei gruppi vulnerabili. Tali riforme riguardano le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2020 relative al potenziamento delle misure e delle istituzioni connesse al mercato del lavoro, al miglioramento della loro cooperazione con i servizi sociali e al miglioramento dell'adeguatezza delle indennità di disoccupazione e delle prestazioni minime garantite. Nel settore della resilienza sociale il piano comprende una riforma del sistema pensionistico volta ad aumentare l'adeguatezza delle pensioni, nonché riforme globali del sistema di previdenza sociale volte a ridurre il rischio di povertà ed esclusione sociale dei gruppi vulnerabili integrando le prestazioni sociali e migliorando la qualità, l'accessibilità e la disponibilità di servizi sociali di prossimità deistituzionalizzati, in particolare l'assistenza a lungo termine. Queste riforme in materia di previdenza sociale riguardano la raccomandazione specifica per paese del 2019 relativa al consolidamento delle prestazioni sociali e al miglioramento della loro capacità di ridurre la povertà, la raccomandazione specifica per paese del 2020 sul miglioramento dell'adeguatezza delle indennità di disoccupazione e delle prestazioni minime garantite e la raccomandazione specifica per paese del 2024 sulla riduzione delle carenze di manodopera e di competenze agevolando l'accesso all'assistenza formale a lungo termine a livello domiciliare e di prossimità. Il piano contiene inoltre molteplici misure di protezione dei minori a rischio di povertà e di esclusione sociale nel quadro della garanzia europea per l'infanzia.

Il piano comprende inoltre misure volte a migliorare ulteriormente le prestazioni e la competitività della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione pubblici riducendo la frammentazione degli istituti pubblici di ricerca e degli istituti di istruzione superiore e fornendo sovvenzioni a progetti di ricerca nell'ambito di un nuovo quadro programmatico, in linea con le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 volte a incentrare la politica economica connessa agli investimenti sulla ricerca e l'innovazione e a rafforzare le capacità delle autorità nazionali di elaborare progetti e politiche pubblici, con la raccomandazione specifica per paese del 2020 sul rafforzamento dell'efficienza e della capacità della pubblica amministrazione nell'elaborare e attuare progetti pubblici e con le raccomandazioni specifiche per paese del 2024 sul proseguimento dell'attuazione del PRR e sul miglioramento della competitività affrontando l'elevata frammentazione degli istituti pubblici di ricerca. Il piano comprende inoltre riforme volte a migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione migliorando le capacità dei funzionari pubblici, in linea con la raccomandazione specifica per paese del 2020 sul rafforzamento dell'efficienza e della capacità della pubblica amministrazione nell'elaborare e attuare progetti pubblici, con le raccomandazioni specifiche per paese del 2022 e del 2024 sul proseguimento dell'attuazione del PRR e con la raccomandazione specifica per paese del 2024 sulla riduzione delle carenze di competenze. Il piano comprende inoltre misure del PRR nell'ambito della ristrutturazione delle componenti edili, incentrate sullo sviluppo di competenze per la ricostruzione post-sismica e la ristrutturazione energetica e sull'introduzione di nuovi programmi di apprendimento degli adulti nell'edilizia per i lavoratori di paesi terzi, che riguardano le raccomandazioni specifiche per paese sulla promozione dell'acquisizione di competenze per la transizione verde, sulla garanzia di un assorbimento efficace dei fondi e sul proseguimento dell'attuazione del PRR.

(25)

Per quanto riguarda la priorità comune della sicurezza energetica, il piano comprende investimenti chiave del PRR volti ad ammodernare le reti elettriche, aumentare la capacità di rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL) e ampliare le infrastrutture di trasporto transfrontaliero del gas. Comprende inoltre misure a sostegno della diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, della ristrutturazione energetica degli edifici, dell'efficienza energetica nell'industria e dei trasporti sostenibili a zero emissioni, affrontando nel contempo la povertà energetica. Tali misure riguardano le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 che esortavano a incentrare la politica di investimento sull'efficienza energetica, le energie rinnovabili e le infrastrutture ambientali, la raccomandazione specifica per paese del 2020 che esortava a concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare sulle infrastrutture ambientali, nonché su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell'energia, le raccomandazioni specifiche per paese del 2022 sulla diversificazione delle importazioni di combustibili fossili e sulla riduzione della dipendenza complessiva da questi ultimi, nonché sull'accelerazione della diffusione delle energie rinnovabili, le raccomandazioni specifiche per paese del 2022, del 2023 e del 2024 sul proseguimento dell'attuazione del PRR e la raccomandazione specifica per paese del 2023 sulla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili.

(26)

Per quanto riguarda la priorità comune delle capacità di difesa, il piano non contiene dettagli su investimenti o riforme volti ad affrontarla.

(27)

Il piano comprende inoltre altre misure di intervento che vanno oltre le priorità comuni dell'UE, per esempio il miglioramento della gestione dei beni statali riducendo il numero di imprese statali, migliorandone la governance, anche allineando le norme nazionali alle migliori pratiche internazionali, e rafforzando la capacità umana di monitorare il governo societario delle imprese statali. Tali misure riguardano la raccomandazione specifica per paese del 2019 che esortava a migliorare il governo societario delle imprese statali e a intensificare la vendita di tali imprese e degli attivi non produttivi. Il piano comprende altresì la liberalizzazione dei mercati dei servizi, la riduzione degli oneri amministrativi e fiscali e il rafforzamento del sostegno alla crescita delle start-up. Tali misure riguardano la raccomandazione specifica per paese del 2019 relativa all'eccessiva regolamentazione del mercato dei prodotti e dei servizi e alla riduzione dei prelievi parafiscali più gravosi; e le raccomandazioni specifiche per paese del 2020 sull'ulteriore riduzione dei prelievi parafiscali e delle restrizioni nella regolamentazione del mercato dei beni e dei servizi e sulla promozione degli investimenti privati per favorire la ripresa economica. Il piano comprende anche misure quali l'erogazione di prestiti e la concessione di contributi in conto interessi alle microimprese e alle piccole e medie imprese, il sostegno a progetti nelle imprese a media capitalizzazione e nelle grandi imprese nonché investimenti in strumenti di equity e quasi-equity, in relazione alla raccomandazione specifica per paese del 2020 sul mantenimento delle misure volte a fornire liquidità alle piccole e medie imprese e alla raccomandazione specifica per paese del 2024 sull'accelerazione degli investimenti finanziati dai fondi dell'UE. Sono inoltre incluse misure volte a promuovere un funzionamento più efficiente dei mercati dei capitali, da ultimo in linea con la raccomandazione specifica per paese del 2024 relativa all'ampliamento dell'accesso a fonti di finanziamento diversificate e alla promozione dei mercati dei capitali. Il piano comprende anche misure del PRR in materia di modernizzazione dei porti marittimi e adattamento delle infrastrutture e dei veicoli completamente autonomi ed elettrici alle esigenze dei passeggeri con disabilità, dando ulteriore seguito alla raccomandazione specifica per paese del 2020 relativa al miglioramento dell'accesso alle infrastrutture e ai servizi digitali. Il piano comprende inoltre le misure del PRR per la ristrutturazione energetica degli edifici aventi lo status di beni culturali, l'integrazione dei dati sismici in banche di esperti per i piani territoriali e l'adozione di orientamenti per l'applicazione di un modello per il monitoraggio del consumo energetico nei condomini, dando seguito, tra le altre cose, alla raccomandazione specifica per paese del 2020 relativa al miglioramento dell'accesso alle infrastrutture e ai servizi digitali.

Il piano mira inoltre a rafforzare la resilienza del sistema sanitario ampliando l'accesso ai servizi attraverso modelli innovativi, investimenti in attrezzature e infrastrutture all'avanguardia, nonché nella digitalizzazione del percorso medico, migliorando nel contempo la qualità dell'assistenza attraverso orientamenti clinici armonizzati e formazioni specialistiche. Tali sforzi mirano ad affrontare le principali sfide sanitarie, quali l'oncologia e le liste di attesa, migliorando nel contempo la gestione dei rifiuti e delle risorse all'interno delle strutture sanitarie, dando seguito in tal modo alle raccomandazioni specifiche per paese del 2020 sul miglioramento della resilienza del sistema sanitario e sulla promozione di una distribuzione equilibrata dell'assistenza sanitaria e della sanità elettronica, nonché alla raccomandazione specifica per paese del 2021 sulle riforme di bilancio per un'assistenza sanitaria sostenibile. Gli aspetti relativi alla formazione sono collegati anche alla raccomandazione specifica per paese del 2020 sulla promozione dell'acquisizione di competenze. Al di fuori del PRR la Croazia sta attuando misure tra cui lo sviluppo della sanità elettronica, le cure palliative e la valutazione delle tecnologie sanitarie, nonché la promozione di stili di vita sani e la prevenzione delle malattie.

(28)

Il piano fornisce informazioni sulla coerenza e, se del caso, sulla complementarità con i fondi della politica di coesione e con il PRR della Croazia. Gli investimenti nell'ambito della politica di coesione volti a rafforzare le capacità di ricerca e innovazione sono complementari agli investimenti e alle riforme nell'ambito del PRR volti a migliorare le prestazioni del settore della ricerca pubblica e l'innovazione da parte delle imprese. Gli investimenti in strutture scolastiche che coprono tutti i livelli di istruzione integrano gli investimenti del PRR e contribuiscono ad ampliare l'accesso all'educazione e cura della prima infanzia e all'istruzione superiore, nonché a migliorare la qualità dell'istruzione primaria.

(29)

Il piano fornisce una panoramica del fabbisogno di investimenti pubblici della Croazia per quanto riguarda le priorità comuni dell'UE, a eccezione della quarta priorità relativa allo sviluppo delle capacità di difesa. Il piano mira a contribuire al soddisfacimento del fabbisogno di investimenti pubblici della Croazia in relazione alle priorità comuni dell'UE. Per la prima priorità comune relativa alla transizione verde e digitale giusta, compresa la conformità alla normativa europea sul clima, il piano descrive il fabbisogno di investimenti per 78 misure. Le misure riguardano, ad esempio, gli investimenti nell'idrogeno verde, l'efficienza energetica e la promozione dell'energia pulita, gli investimenti nel trasporto urbano e ferroviario sostenibile, la digitalizzazione della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, il sostegno e la promozione di R&S. Per quanto riguarda la priorità concernente la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali, il piano descrive il fabbisogno di investimenti per 30 misure. Tra queste vi sono misure volte a migliorare l'accesso ad alloggi a prezzi accessibili, programmi di apprendimento per adulti, buoni per la riqualificazione e il miglioramento delle competenze, politiche attive del mercato del lavoro, la costruzione e l'ammodernamento delle strutture per l'educazione e la cura della prima infanzia, nonché delle scuole primarie e secondarie, anche per completare la transizione verso la didattica a turno unico nelle scuole primarie, e misure di rilancio demografico per sostenere le famiglie con bambini e prevenire lo spopolamento. In relazione alla priorità legata alla sicurezza energetica, il piano descrive il fabbisogno di investimenti per 15 misure, relative tra le altre cose al miglioramento dell'efficienza energetica tramite la ristrutturazione degli edifici, alla promozione dell'energia pulita tramite lo sviluppo della capacità di produzione di idrogeno e delle stazioni di ricarica, e infine al potenziamento della rete di trasmissione dell'energia elettrica.

Conclusioni della valutazione della Commissione

(30)

Nel complesso la Commissione ritiene che il piano della Croazia rispetti le prescrizioni del regolamento (UE) 2024/1263.

CONCLUSIONI GENERALI DEL CONSIGLIO

(31)

Il Consiglio accoglie con favore il piano strutturale di bilancio di medio termine della Croazia e ritiene che la sua piena attuazione contribuirebbe a garantire finanze pubbliche sane e a favorire la sostenibilità del debito pubblico e una crescita sostenibile e inclusiva.

(32)

Il Consiglio prende atto della valutazione del piano da parte della Commissione. Tuttavia, il Consiglio invita la Commissione a presentare la sua valutazione dei piani futuri in un documento separato dalle raccomandazioni della Commissione relative a raccomandazioni del Consiglio.

(33)

Il Consiglio prende atto della valutazione, da parte della Commissione, del percorso della spesa netta e delle principali ipotesi macroeconomiche contenute nel piano, anche in relazione agli orientamenti preliminari elaborati dalla Commissione, nonché delle implicazioni per il disavanzo e il debito pubblico del percorso della spesa netta contenuto nel piano. Il Consiglio prende atto della valutazione della Commissione secondo cui le ipotesi macroeconomiche e di bilancio, pur differendo in alcuni casi da quelle della Commissione, anche per tener conto di dati macroeconomici e di bilancio aggiornati, sono nel complesso debitamente giustificate e fondate su solide argomentazioni economiche. Il Consiglio prende atto dell'ampia strategia di bilancio del piano e dei rischi per le prospettive, che potrebbero incidere sulla concretizzazione dello scenario macroeconomico e delle ipotesi sottostanti e sul conseguimento del percorso della spesa netta contenuto nel piano. In particolare, il Consiglio accoglie altresì con favore il fatto che i portatori di interessi pertinenti siano stati consultati a livello nazionale prima della presentazione del piano. Il Consiglio rileva inoltre che i rischi geopolitici possono esercitare pressioni sulle spese per la difesa.

(34)

Il Consiglio si attende che la Croazia sia pronta ad adattare la sua strategia di bilancio ove necessario per garantire il conseguimento del suo percorso della spesa netta. Il Consiglio decide di monitorare attentamente gli sviluppi economici e di bilancio, compresi quelli sottostanti allo scenario del piano.

(35)

Il Consiglio ritiene che siano necessarie ulteriori discussioni per trovare un'intesa comune sulle implicazioni in termini di sorveglianza annuale dei tassi di crescita cumulativi della spesa netta in tempo utile per il prossimo ciclo di sorveglianza di bilancio.

(36)

Il Consiglio prende atto della descrizione da parte della Commissione del fabbisogno e degli intenti di riforma e investimento in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo, e sottolinea l'importanza di garantire la realizzazione di tali riforme e investimenti. Il Consiglio, sulla base delle relazioni presentate dalla Commissione, valuterà tali riforme e investimenti e ne monitorerà l'attuazione nel quadro del semestre europeo.

(37)

Il Consiglio attende con interesse la relazione annuale della Croazia sui progressi compiuti, che deve contenere segnatamente informazioni riguardanti i progressi compiuti nell'attuazione del percorso della spesa netta stabilito dal Consiglio e nell'attuazione delle riforme e degli investimenti di più ampia portata nel contesto del semestre europeo.

(38)

Conformemente all'articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1263 il Consiglio dovrebbe raccomandare alla Croazia il percorso della spesa netta stabilito nel piano,

RACCOMANDA alla Croazia di:

1.

Fare in modo che la crescita della spesa netta non superi i massimali stabiliti nell'allegato I della presente raccomandazione.

Fatto a Bruxelles, il 21 gennaio 2025

Per il Consiglio

Il presidente

A. DOMAŃSKI


(1)  Regolamento (UE) 2024/1264 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica del regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L, 2024/1264, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1264/oj).

(2)  Direttiva (UE) 2024/1265 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica della direttiva 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (GU L, 2024/1265, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1265/oj).

(3)  Regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio (GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj).

(4)  Spesa netta quale definita all'articolo 2 del regolamento (UE) 2024/1263, ossia spesa pubblica al netto di: i) spesa per interessi, ii) misure discrezionali sul lato delle entrate, iii) spesa per i programmi dell'Unione interamente finanziata dai fondi dell'Unione, iv) spesa nazionale per il cofinanziamento di programmi finanziati dall'Unione, v) componente ciclica della spesa per i sussidi di disoccupazione e vi) misure una tantum e altre misure temporanee.

(5)  Gli orientamenti preliminari trasmessi agli Stati membri e al comitato economico e finanziario comprendono informazioni tecniche: i) senza e con proroga del periodo di aggiustamento (per una durata rispettiva di 4 e 7 anni) e ii) con e senza salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo.

(6)   https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/national-medium-term-fiscal-structural-plans_it#Croatia.

(7)  La salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo di cui all'articolo 8 del regolamento (UE) 2024/1263 stabilisce che il miglioramento annuo del saldo primario strutturale è pari a 0,4 punti percentuali del PIL (o a 0,25 punti percentuali del PIL in caso di proroga del periodo di aggiustamento) finché il disavanzo strutturale non scende al di sotto dell'1,5 % del PIL.

(8)  Parere della Commissione sul documento programmatico di bilancio della Croazia, 26.11.2024 (C(2024) 9080 final).

(9)  Raccomandazione del Consiglio, del 21 ottobre 2024, sulle politiche economiche, di bilancio, occupazionali e strutturali della Croazia (GU C, C/2024/6818, 29.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6818/oj).

(10)  Ciò non rispecchia l'addendum presentato il 21 novembre 2024 e il suo approccio prudente al percorso della spesa netta.

(11)  Nello scenario senza salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo.

(12)  Cfr. il parere della Commissione del 26 novembre 2024 sul documento programmatico di bilancio della Croazia.


ALLEGATO I

Tassi massimi di crescita della spesa netta

(tassi di crescita annuali e cumulativi, in termini nominali)

Croazia

Anni

2025

2026

2027

2028

Tassi di crescita (in %)

Annuali

6,4

4,9

4,1

3,7

Cumulativi (*1)

26,2

32,3

37,8

42,9


(*1)  I tassi di crescita cumulativi sono calcolati in riferimento all'anno base 2023. I tassi di crescita cumulativi sono utilizzati nel monitoraggio annuale della conformità ex post nel conto di controllo.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/638/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)