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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2025/124 |
6.1.2025 |
Ricorso proposto il 4 dicembre 2024 – Commissione europea / Ungheria
(Causa C-829/24)
(C/2025/124)
Lingua processuale: l’ungherese
Parti
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: L. Armati, A. Bouchagiar, M. Mataija, Zs. Teleki e J. Tomkin, agenti)
Convenuta: Ungheria
Conclusioni della ricorrente
La Commissione chiede che la Corte voglia:
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Dichiarare che, avendo adottato la a nemzeti szuverenitás védelméről szóló 2023. évi LXXXVIII. törvény (Legge LXXXVIII del 2023, sulla tutela della sovranità nazionale), l’Ungheria ha violato gli articoli 49 TFUE, 56 TFUE e 63 TFUE, l’articolo 3 della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al commercio elettronico (1), gli articoli 14, 16 e 19 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa ai servizi nel mercato interno (2), gli articoli 7, 8, 11, 12, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e gli articoli 5, 6, 9 e 10 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (3); |
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condannare l’Ungheria alle spese. |
Motivi e principali argomenti
Normativa nazionale controversa
Il 12 dicembre 2023 l’Assemblea nazionale ungherese ha approvato la a nemzeti szuverenitás védelméről szóló 2023. évi LXXXVIII. törvény (Legge LXXXVIII del 2023, sulla tutela della sovranità nazionale; in prosieguo: la «legge controversa»).
Principali argomenti
La legge controversa crea un Ufficio nazionale per la tutela della sovranità, dotato di ampie competenze di indagine, la cui attività è in larga misura esente dal controllo giurisdizionale e che, sulla base di una differenziazione binaria fra attività ed interessi ungheresi e non ungheresi, è autorizzata ad operare in modo che, nel suo funzionamento, non sia tenuto conto del fatto che l’Ungheria è parte dell’Unione né degli obblighi ad essa incombenti in virtù dei trattati dell’Unione. Più specificamente, la Commissione ritiene che la legge controversa consenta di focalizzarsi su attività che sono legittima espressione dei diritti conferiti dai trattati dell’Unione ai cittadini e alle organizzazioni dell’Unione e limitare tali attività. Inoltre, la legge in parola assoggetta i cittadini e le organizzazioni di cui si tratta all’esercizio di prerogative con natura di potere di potere pubblico che violano le norme in materia di protezione dei dati e che sono incompatibili con vari diritti fondamentali, i quali costituiscono i pilastri su cui si fonda una società pluralista e democratica.
(1) Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (GU 2000, L 178, pag. 1).
(2) Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU 2006, L 376, pag. 36).
(3) Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (GU 2016, L 119, pag. 1).
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/124/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)