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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie C


C/2025/113

10.1.2025

Parere del Comitato economico e sociale europeo

a) L'IA per finalità generali: la via da seguire dopo la legge sull'intelligenza artificiale

(parere esplorativo richiesto della Commissione europea)

b) Una tecnologia sicura per il futuro: l'intelligenza artificiale

(parere esplorativo richiesto dalla presidenza ungherese)

INT/1055

(C/2025/113)

Relatrice:

Sandra PARTHIE

Consigliera

Vera DEMARY (per la relatrice)

Consultazione

a)

Commissione europea, 11.12.2023

b)

Presidenza ungherese del Consiglio dell'Unione europea, 14.3.2024

Base giuridica

a) e b): art. 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Sezione competente

Mercato unico, produzione e consumo

Adozione in sezione

1.10.2024

Adozione in sessione plenaria

23.10.2024

Sessione plenaria n.

591

Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti)

186/2/2

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Per essere competitiva nel campo dell'IA per finalità generali (General-purpose AI - GPAI), l'Europa deve investire in una connettività sicura e in infrastrutture portanti resilienti, nonché in una catena di approvvigionamento resiliente per garantire che gli effetti dell'IA generativa possano essere sfruttati a beneficio degli operatori europei e in linea con i valori e le esigenze dell'Europa.

1.2.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sottolinea che l'IA è un tema molto dinamico e che la legge sull'IA dovrà essere aggiornata in modo altrettanto flessibile e dinamico per conseguire l'obiettivo di creare un ecosistema che sia affidabile e che rispetti i diritti e i valori fondamentali dell'UE. Sebbene i modelli GPAI siano altamente tecnici e prevalentemente pertinenti nel contesto dei rapporti tra imprese (business-to-business - B2B), essi hanno un impatto indiretto sui lavoratori e sui consumatori. Per dissipare i timori e rafforzare la consapevolezza, il CESE raccomanda di organizzare dialoghi con i portatori di interessi, comprese le parti sociali, in merito ai codici di buone pratiche nei luoghi di lavoro e ai diritti dei lavoratori nel contesto della GPAI.

1.3.

Per contrastare una concentrazione del mercato dominata da grandi imprese digitali spesso non europee, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ritiene essenziale mobilitare gli strumenti della politica di concorrenza (valutazione del potenziale abuso di posizione dominante di un'impresa, controllo delle concentrazioni) per prevenire, individuare e affrontare le situazioni e i comportamenti critici. Per contribuire allo sviluppo delle catene del valore dell'UE e alla creazione di valore nell'IA sono necessari investimenti nell'innovazione coordinati a livello europeo e nazionale.

1.4.

I codici volontari di buone pratiche previsti per quanto riguarda la legge sull'IA renderanno più facile per le imprese rispettare i regolamenti. Il CESE si aspetta che tali codici forniscano agli utenti, agli sviluppatori e ad altri portatori di interessi in materia di IA orientamenti, buone pratiche per l'applicazione del regolamento, modelli, informazioni su soglie e norme e liste di controllo di facile utilizzo.

1.5.

L'Ufficio europeo per l'IA svolgerà un ruolo cruciale nell'attuazione e nell'applicazione delle disposizioni della legge sull'IA, anche fornendo orientamenti, stabilendo codici di condotta, favorendo la cooperazione internazionale in materia di IA, promuovendo le norme europee e applicando i regolamenti dell'UE nei confronti delle imprese europee e non europee attive nell'UE. L'Ufficio per l'IA e le autorità nazionali devono disporre delle risorse necessarie per monitorare, valutare e far rispettare le disposizioni della legge, garantendo la conformità e la protezione dei diritti dei consumatori.

1.6.

Il CESE è consapevole delle preoccupazioni che nutrono attualmente varie categorie di creatori di contenuti in merito all'uso dell'IA generativa. È della massima importanza garantire che l'IA sia sviluppata nel rispetto delle norme in materia di brevettabilità, diritto d'autore e proprietà intellettuale.

1.7.

L'IA può aumentare l'efficienza energetica e delle risorse migliorando i processi e fornendo soluzioni che consentano prove virtuali, gemelli digitali e altre opzioni per ridurre l'uso dei materiali. I sistemi e i modelli di IA e il loro sviluppo hanno inoltre un impatto sull'ambiente e sull'uso dell'energia, che deve essere accuratamente misurato e preso in considerazione.

2.   Osservazioni generali

2.1.

Con l'entrata in vigore della legge sull'intelligenza artificiale (IA), l'attenzione si sposta ora sull'attuazione del regolamento per quanto riguarda l'IA per finalità generali e sulla produzione di un'IA «made in Europe» competitiva. L'IA è un tema molto dinamico e la suddetta normativa dovrà essere costantemente aggiornata per conseguire l'obiettivo di creare un ecosistema che sia affidabile e che rispetti i diritti e i valori fondamentali dell'UE.

2.2.

Poiché la legge sull'IA è di portata molto vasta, il presente parere si concentra sugli aspetti chiave della GPAI che viene addestrata con dati non personali ed è applicata in un contesto tra imprese e imprese (business-to-business - B2B) o tra imprese e pubblica amministrazione (business-to-government - B2G), ad esempio nei dispositivi dell'Internet delle cose (Internet of Things - IoT). Il parere tratta dei fornitori e degli operatori, nonché delle questioni relative all'innovazione, agli investimenti in tutte le parti della catena del valore dell'IA, alla promozione dei casi d'uso, all'accesso ai dati e al futuro sistema di governance relativo alla GPAI.

2.3.

Secondo la legge sull'IA, l'IA per finalità generali si riferisce a un modello di IA «che sia caratterizzato da una generalità significativa e sia in grado di svolgere con competenza un'ampia gamma di compiti distinti, indipendentemente dalle modalità con cui il modello è immesso sul mercato, e che può essere integrato in una varietà di sistemi o applicazioni a valle» (1). I sistemi di IA per finalità generali (General-purpose AI Systems - GPAIS) possono pertanto svolgere molti compiti, compresi quelli per i quali non erano originariamente addestrati. Questa definizione di GPAI comprende, come termine generico, modelli di base e modelli linguistici di grandi dimensioni, e ciò fa dell'IA generativa un tipo di modello di base e quindi anche un GPAIS.

2.4.

La legge sull'IA affronta ampiamente i rischi connessi allo sviluppo e all'utilizzo della GPAI ed è tesa ad attuare un quadro per la gestione sicura della tecnologia. In tale contesto, il CESE sostiene l'attuazione, da parte della Commissione, del «patto per l'IA» e sottolinea che tutti gli insegnamenti che se ne possono ricavare, ad esempio per gli utenti pionieri, potrebbero essere vantaggiosi per le MPMI e dovrebbero pertanto essere raccolti in un formato che li renda facilmente accessibili a questa categoria di imprese.

2.5.

Il CESE deplora il fatto che la legge sull'IA non affronti i rischi insiti nel mancato sviluppo e utilizzo della GPAI, che risiedono principalmente nel calo della competitività delle imprese europee con possibili conseguenze quali il calo delle vendite, la perdita di posti di lavoro, la stagnazione economica e la povertà. Pur concordando sulla necessità di regolamentare l'IA e sui rischi che il suo sviluppo e il suo utilizzo comportano, il CESE chiede anche che gli effetti della legge sull'IA siano attentamente monitorati e che siano presi in considerazione adeguamenti qualora la normativa dovesse dimostrare di avere un impatto negativo sulla capacità di innovazione delle imprese europee incentrate sull'IA. Ciò può accadere in particolare se le imprese sono incerte sulle modalità di applicazione del regolamento nei loro confronti, se lo applicano in modo sbagliato o, in generale, se decidono che il regolamento è troppo complesso per il mercato europeo perché valga la pena di investire e innovare in tale mercato.

2.6.

Il CESE è consapevole del fatto che i principali sviluppi della GPAI sono determinati da attori al di fuori della giurisdizione dell'UE. Tuttavia, i valori europei (in particolare la sostenibilità, i diritti sociali e il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente), la protezione dei dati e la trasparenza devono essere criteri fondamentali per tutti gli sviluppatori, i fornitori e gli utenti dell'IA, in particolare nelle applicazioni ad alto rischio. In altri casi d'uso dell'IA, gli utenti e i consumatori dovrebbero essere informati dell'impiego della tecnologia. Inoltre, gli attori di paesi terzi attivi nel mercato europeo o che utilizzano dati europei devono rispettare questi stessi requisiti.

3.   Osservazioni particolari

3.1.    Governance

3.1.1.

I codici di buone pratiche previsti per quanto riguarda la GPAI e la legge sull'IA renderanno più facile per le imprese rispettare le regole. Il CESE si aspetta che tali codici forniscano agli utenti, agli sviluppatori e ad altri portatori di interessi in materia di IA orientamenti, buone pratiche per l'applicazione del regolamento, modelli, informazioni su soglie e norme e liste di controllo di facile utilizzo. La qualità dei modelli forniti dall'Ufficio europeo per l'IA determinerà la qualità delle informazioni che i fornitori di GPAI dovranno mettere a disposizione.

3.1.2.

Il CESE raccomanda vivamente di organizzare dialoghi con i portatori di interessi, comprese le parti sociali, in merito ai codici di buone pratiche nei luoghi di lavoro, in quanto questi renderanno più facile per i fornitori e gli utenti rispettare i regolamenti e contribuiranno a rafforzare la fiducia nell'IA, compresa la GPAI. Il CESE sottolinea che occorre garantire sempre il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei requisiti in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, anche facendo in modo che i lavoratori comprendano l'IA e la utilizzino in modo responsabile. In tale contesto, il CESE raccomanda di offrire una formazione adeguata, aumentare l'alfabetizzazione digitale generale e sensibilizzare i cittadini (2).

3.1.3.

L'Ufficio europeo per l'IA svolgerà un ruolo cruciale nell'attuazione e nell'applicazione delle disposizioni della legge sull'IA, anche fornendo orientamenti, stabilendo codici di condotta, favorendo la cooperazione internazionale in materia di IA, promuovendo le norme europee e applicando i regolamenti dell'UE nei confronti delle imprese europee e non europee attive nell'UE. Il CESE sottolinea che l'Ufficio deve essere in grado di valutare le procedure di addestramento dei modelli e di offrire la possibilità di un audit indipendente. Dovrebbe inoltre istituire meccanismi di reclamo efficienti per i cittadini e gli utenti in materia di GPAI e coordinare le indagini transfrontaliere.

3.1.4.

Le norme per i sistemi di IA, ad esempio quelle che ne disciplinano la solidità e l'affidabilità in campo medico o nel reclutamento di personale, sono fondamentali per lo sviluppo di modelli e casi d'uso dell'IA. Il CESE ritiene che la rapida definizione e applicazione di norme per la valutazione dei GPAIS sia di interesse globale e che tali norme debbano essere armonizzate almeno a livello dell'UE, ma preferibilmente a livello mondiale.

3.1.5.

Una valutazione costante degli effetti che la legge sull'IA avrà sulla GPAI nell'UE è fondamentale affinché il regolamento consegua gli effetti desiderati a medio termine. A differenza della posizione adottata dagli Stati Uniti, la visione dell'UE, sostenuta dal CESE, comprende il divieto delle forme più invasive della tecnologia e norme rigorose che impongono alle grandi imprese iperscalabili di essere più trasparenti sul modo in cui progettano prodotti basati sull'IA.

3.1.6.

Il CESE è consapevole delle preoccupazioni che nutrono attualmente varie categorie di creatori di contenuti in merito all'uso dell'IA generativa. È della massima importanza garantire che l'IA sia sviluppata nel rispetto delle norme in materia di brevettabilità, diritto d'autore e proprietà intellettuale. I creatori (ad esempio di opere letterarie o artistiche) dovrebbero conservare la possibilità di concedere o rifiutare il permesso per l'utilizzo della loro opera, anche mediante modelli GPAI.

3.1.7.

Il CESE invita l'Ufficio per l'IA ad aiutare i portatori di interessi a comprendere altri quadri internazionali in materia di IA (ad esempio quello dell'OCSE (3)) e regolamenti come quelli in vigore in Cina e negli Stati Uniti, e a comprendere in che modo essi interagiscono con la legge dell'UE sull'IA, anche su questioni quali quella dei modelli «aperti» rispetto a quelli basati su licenze. L'Ufficio dovrebbe inoltre cooperare con altre autorità dell'UE e degli Stati membri che si occupano dell'accesso ai dati per le imprese al fine di rendere i dati più accessibili, in particolare per le MPMI. Il CESE invita inoltre la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e gli Stati membri ad adottare un «approccio multipartecipativo» per quanto riguarda gli sforzi volti a creare un meccanismo globale di governance dell'IA, quali l'ordine esecutivo degli Stati Uniti sull'IA (4) e le misure adottate dal governo cinese per la gestione della GPAI (5). Tale approccio potrebbe anche comportare il periodico svolgimento di dialoghi politici internazionali e inclusivi sulla governance dell'IA al fine di evitare la frammentazione in diverse regioni.

3.1.8.

Il CESE invita la Commissione europea e le autorità nazionali competenti a fornire finanziamenti sufficienti per attuare efficacemente la legge sull'IA e a cooperare strettamente con l'Ufficio per l'IA affinché possa conseguire gli obiettivi dichiarati; in caso contrario, l'Ufficio non sarà in grado di attrarre e mantenere i talenti e gli esperti di IA necessari per svolgere i compiti di cui sopra.

3.1.9.

L'UE ha recentemente adottato la normativa sui dati per migliorare la condivisione dei dati e l'accesso agli stessi. La sua strategia in materia di dati e l'atto sulla governance dei dati seguono la stessa linea. Queste normative devono ora essere attuate e messe in pratica. Il loro impatto deve essere attentamente monitorato e valutato prima di prendere in considerazione qualsiasi ulteriore tentativo normativo di promuovere l'accesso ai dati.

3.1.10.

Gli spazi di sperimentazione normativa sono inclusi nelle disposizioni della legge sull'IA a livello nazionale, e ciò offre ai nuovi arrivati spazi per sperimentare. Secondo il CESE, è fondamentale razionalizzare gli sforzi e gli obiettivi di questi spazi di sperimentazione, ed è essenziale che gli Stati membri e i partecipanti condividano tra loro gli insegnamenti tratti.

3.2.    Innovazione e investimenti

3.2.1.

La legge sull'IA è tesa a promuovere un ecosistema di IA sicuro e affidabile. Poiché gli utenti e i consumatori possono trarre vantaggio dall'innovazione dell'IA fruendo di prodotti e servizi più avanzati ed efficienti utilizzati in settori quali la sanità e l'energia sostenibile, è importante che l'attuazione della legge sull'IA non ostacoli tale innovazione.

3.2.2.

Il futuro della GPAI prodotta in Europa si basa sulla potenza di calcolo, sui chip, sulla capacità di cloud e sui dati, che richiedono, tutti, notevoli investimenti in apparecchiature terrestri, energetiche e dei centri dati. Gli investimenti, e altri incentivi rivolti allo stesso obiettivo, dovrebbero concentrarsi sulla connettività sicura e su infrastrutture portanti resilienti, in quanto entrambe sono fondamentali se l'Europa vuole conseguire la sovranità digitale. Il CESE richiama l'attenzione in particolare sull'IMEC, il principale polo indipendente di R&S nel settore della nanoelettronica a livello mondiale, situato in Belgio, quale centro di eccellenza in Europa ed elemento chiave della catena del valore dell'IA, che dovrebbe essere ulteriormente sviluppato ed emulato.

3.2.2.1.

I cloud host hanno un potere senza precedenti, quello cioè di monitorare, individuare e soffocare i concorrenti. Nel contesto attuale, i fornitori europei più piccoli possono al massimo modificare i modelli statunitensi trasformandoli in sistemi personalizzati o specifici per settore che richiedono meno potenza di calcolo, meno dati e meno manodopera. Gli sviluppatori e gli operatori a valle dipendono quindi dai fornitori di modelli più grandi situati a monte. I fornitori europei di servizi cloud possono essere parte di una soluzione che soddisfi le domande di conformità ai valori europei e alle esigenze di sicurezza dell'Europa e dovrebbero essere promossi, ad esempio utilizzando i loro servizi nei progetti degli appalti pubblici dell'UE.

3.2.3.

Il mercato dei chip di IA in grado di utilizzare i modelli durante la fase di addestramento e di gestire le domande degli utenti è altamente concentrato e dominato da un numero molto ristretto di imprese, in particolare taiwanesi e statunitensi. Per creare una capacità sovrana di sviluppo di chip nell'UE sono necessari investimenti per un valore stimato di 5 000-7 000 miliardi di USD. La creazione di partenariati strategici con una serie di alleati affidabili in questo campo potrebbe rappresentare un'alternativa praticabile e meno costosa.

3.2.4.

L'IA generativa inciderà, tra gli altri, sui settori farmaceutico, manifatturiero, dei media, automobilistico, aerospaziale, della difesa, medico, dell'elettronica e dell'energia, nonché nel settore dei servizi, potenziando i processi di base con modelli di IA. Avrà un impatto su marketing, progettazione, comunicazioni istituzionali e aziendali, formazione e ingegneria del software, potenziando i processi di sostegno svolti in molte organizzazioni.

3.3.    Promozione dei casi d'uso

3.3.1.

La GPAI sostituirà in misura significativa il lavoro cognitivo e intelligente con l'automazione assistita dall'IA. Le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, hanno bisogno di competenze e sostegno tecnici per adattarsi al nuovo ambiente di IA, impiegare questa tecnologia in modo utile e conformarsi al quadro normativo pertinente, che può mutare rapidamente. Analogamente, gli effetti che questa transizione potrebbe avere sul mercato del lavoro e i lavoratori devono essere gestiti mediante l'adattamento dei programmi di istruzione e di studio, la riqualificazione e il miglioramento delle competenze dei lavoratori e il sostegno a coloro che sono meno in grado di adattarsi ai cambiamenti di tali processi.

3.3.2.

Il CESE ritiene che, in futuro, le scoperte di nuovi materiali, farmaci e servizi avverranno sistematicamente utilizzando tecniche di IA generativa. Quest'ultima può ridurre i costi e i tempi necessari per scoprire nuove cure e può creare progetti ottimizzati per soddisfare obiettivi e vincoli specifici, accelerando il processo di progettazione. Per poter beneficiare di tali sviluppi l'Europa deve essere all'avanguardia in questo settore. L'UE dispone già di diversi centri di supercalcolo. Il CESE invita la Commissione a garantire che le capacità messe a disposizione siano sufficienti per consentire la realizzazione di tali progetti in Europa, nonché a sensibilizzare i portatori di interessi in merito a tale offerta e alle possibilità di collaborazione tra università e industria.

3.3.3.

Per aumentare l'accesso ai GPAIS e il loro utilizzo, è necessario che questi sistemi siano spiegabili. La trasparenza potrebbe contribuire, ad esempio, a rendere l'automazione più efficiente, a facilitare i processi decisionali, a prevenire gli errori nei compiti ripetitivi, a trovare più rapidamente gli errori nei processi e ad aumentare la produttività. I guadagni in termini di efficienza energetica e delle risorse grazie a processi e soluzioni migliori che consentano test virtuali, gemelli digitali e altre opzioni per ridurre l'uso di materiali devono essere valutati nella prospettiva dell'impatto dei GPAIS sull'ambiente e sull'uso dell'energia.

3.3.4.

Il CESE è consapevole delle preoccupazioni che nutrono attualmente varie categorie di creatori di contenuti in merito all'uso delle tecnologie di IA generativa. Il quadro dell'UE sul diritto d'autore prevede norme fondamentali per proteggere i creatori di contenuti quando le loro opere sono utilizzate dagli sviluppatori di IA. Le eccezioni relative all'estrazione di testo e di dati (text and data mining - TDM) introdotte dalla direttiva (UE) 2019/790 (6) forniscono un quadro pertinente per l'uso di contenuti protetti per l'addestramento dell'IA. In particolare, l'eccezione TDM di cui all'articolo 4 si applica a condizione che i diritti sui contenuti utilizzati per la TDM non siano stati espressamente riservati dai titolari dei diritti. Questi ultimi possono avvalersi di questo meccanismo di opt-out per negoziare licenze commerciali con gli sviluppatori di IA per l'utilizzo dei loro contenuti. Il CESE invita la Commissione e il futuro Ufficio per l'IA a garantire che tutti gli sviluppatori e gli utenti di applicazioni basate sulla GPAI rispettino le regole.

3.4.    Competitività dell'IA dell'UE

3.4.1.

Il CESE invita la Commissione a promuovere la concorrenza nel settore dell'IA garantendo la coerenza con la legge dell'UE sui mercati digitali per adattarla alla struttura della catena del valore dell'IA e fornendo un quadro favorevole per la ricerca, lo sviluppo e l'espansione dei modelli europei di IA, in cui i valori europei fungano da principi guida.

3.4.2.

Per contrastare una concentrazione del mercato dominata da grandi imprese digitali spesso non europee, il CESE ritiene essenziale mobilitare gli strumenti della politica di concorrenza (valutazione del potenziale abuso di posizione dominante di un'impresa, controllo delle concentrazioni) per prevenire, individuare e affrontare le situazioni e i comportamenti critici. Per contribuire allo sviluppo delle catene del valore dell'UE e alla creazione di valore nell'IA sono necessari investimenti nell'innovazione coordinati a livello europeo e nazionale.

3.4.3.

Le autorità garanti della concorrenza nell'UE devono far leva sulle loro capacità per garantire che i cosiddetti hyperscaler (ossia, gestori di centri di elaborazione dati che offrono servizi scalabili di cloud computing) non abusino della loro posizione di mercato in un contesto B2B o B2G. Dette autorità hanno urgente bisogno di personale qualificato per dare seguito all'applicazione delle politiche dell'UE, come la legge sui mercati digitali. È necessario attuare ed estendere ad altri portatori di interessi accordi come quelli tra l'UE e gli Stati Uniti sulla collaborazione in materia di semiconduttori per garantire la trasparenza in materia di sovvenzioni e fornire un sistema di allarme rapido in caso di perturbazioni.

3.4.4.

È importante aiutare le imprese e le MPMI europee ad accedere alle risorse necessarie per sviluppare modelli di IA, come i centri o le infrastrutture di ricerca, la capacità di calcolo, i dati e la manodopera qualificata, in modo che possano essere non solo utenti, ma anche sviluppatori, di soluzioni di IA, e siano in grado di sviluppare modelli GPAI basati sulle loro esigenze e sui loro prodotti. L'accesso alla capacità di supercalcolo deve essere completo, in quanto per addestrare i modelli è necessaria la disponibilità di potenza di calcolo a lungo termine.

3.4.5.

Una volta che siano state sviluppate, l'UE dovrebbe mirare a promuovere e diffondere soluzioni europee attraverso organismi quali il G7, il G20 e altri consessi internazionali e organizzazioni di normazione.

3.4.6.

Sebbene la legge sull'IA definisca in maniera dettagliata la regolamentazione della GPAI, disponiamo di scarsi dati statistici sullo status quo di questi modelli in Europa, sul loro sviluppo e sul loro impatto. Per migliorare questo aspetto, il tema dovrebbe essere oggetto dell'indagine Eurostat sulle TIC. I dati raccolti potrebbero quindi essere perfettamente utilizzabili per la già menzionata valutazione costante della legge sull'IA.

Bruxelles, 23 ottobre 2024

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  Articolo 3, paragrafo 63.

(2)  Cfr. anche i pareri già adottati e futuri del CESE riguardanti specificamente l'uso dell'IA sul luogo di lavoro e il ricorso all'IA per realizzare società più eque e inclusive.

(3)   https://legalinstruments.oecd.org/en/instruments/OECD-LEGAL-0449.

(4)   www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2023/10/30/executive-order-on-the-safe-secure-and-trustworthy-development-and-use-of-artificial-intelligence/.

(5)  Misure provvisorie per la gestione dei servizi di intelligenza artificiale generativa.

(6)  Direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE (Testo rilevante ai fini del SEE.) ( GU L 130 del 17.5.2019, pag. 92).


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/113/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)