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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2025/49 |
6.1.2025 |
Ricorso proposto il 10 ottobre 2024 – Commissione europea / Regno del Belgio
(Causa C-662/24)
(C/2025/49)
Lingua processuale: il francese
Parti
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A Ferrand, W. Roels, agenti)
Convenuto: Regno del Belgio
Conclusioni della ricorrente
La Commissione chiede che la Corte voglia:
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1. |
Dichiarare che il Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza dell’articolo 260 TFUE, non avendo adottato tutti i provvedimenti che comporta l’esecuzione della sentenza della Corte di giustizia del 10 marzo 2022 nella causa C-60/21, Commissione / Belgio (EU:C:2022:172), concernente l’inosservanza da parte del Regno del Belgio degli obblighi a esso incombenti in forza dell’articolo 45 TFUE e dell’articolo 28 dell’accordo sullo Spazio economico europeo. |
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2. |
Condannare il Regno del Belgio a versare alla Commissione una penalità dell’importo di EUR 25 200 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione della sentenza pronunciata nella causa C-60/21, a decorrere dalla data della pronuncia della sentenza nella presente causa e fino alla data di completa esecuzione della sentenza nella causa C-60/21. |
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3. |
Condannare il Regno del Belgio a versare alla Commissione una somma forfettaria, pari almeno a EUR 2 352 000, corrispondente all’importo giornaliero di EUR 4 200 moltiplicato per il numero di giorni di persistenza dell’infrazione trascorsi dalla data della pronuncia della sentenza nella causa C-60/21:
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4. |
Condannare il Regno del Belgio alle spese. |
Motivi e principali argomenti
La Commissione ritiene che il Regno del Belgio non abbia adottato tutti i provvedimenti che comporta l’esecuzione della sentenza della Corte di giustizia del 10 marzo 2022 nella causa C-60/21, Commissione / Belgio, concernente l’inosservanza da parte del Regno del Belgio degli obblighi ad esso incombenti in forza dell’articolo 45 TFUE e dell’articolo 28 dell’accordo sullo Spazio economico europeo. Secondo la Commissione, da un lato, subordinando la deduzione delle rendite alimentari per i non residenti al fatto che tale deduzione non possa essere applicata a un periodo d’imposta successivo nel loro Stato di residenza, sebbene nel periodo d’imposta di riferimento gli stessi non possano beneficiare di tale vantaggio a causa dell’importo esiguo dei loro redditi imponibili in quest’ultimo Stato, il Belgio introduce una disparità di trattamento rispetto ai residenti, e, dall’altro, l’inclusione del coniuge del contribuente non residente nell’analisi di comparabilità delle situazioni è in contrasto con la sentenza pronunciata dalla Corte nella causa C-60/21.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/49/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)