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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2024/4659

9.8.2024

Parere del Comitato economico e sociale europeo

Approcci e buone pratiche industriali e tecnologiche

per una società resiliente sul piano delle risorse idriche

(parere esplorativo richiesto dalla Commissione europea)

(C/2024/4659)

Relatore:

Florian MARIN

Correlatore:

John BRYAN

Consiglieri

Kevin KINSELLA (per il correlatore - cat. 3)

Josef SCHNAITL (per il relatore - II gruppo)

Consultazione

11.12.2023

Base giuridica

Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

 

 

Organo competente

Commissione consultiva per le trasformazioni industriali

Adozione in CCMI

15.5.2024

Adozione in sessione plenaria

30.5.2024

Sessione plenaria n.

588

Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti)

215/2/2

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Per garantire la resilienza, la sicurezza e la sostenibilità delle risorse idriche sono necessari una strategia autonoma e un piano d'azione sull'acqua. Ciò richiede la corretta attuazione futura di un Blue Deal dell'UE, che integrerà il Green Deal dell'UE. Il presente documento risponde alla richiesta della Commissione europea di adottare un parere esplorativo per approfondire l'analisi eseguita nel parere CCMI/208 (1), concentrandosi sull'attuazione dei principi guida (7, 9, 10, 11 e 12) e delle azioni (7, 8, 9, 10 e 14-17) del Blue Deal concernenti l'industria (2).

1.2.

Gli approcci industriali e tecnologici e le migliori pratiche a sostegno di una società che gestisca le risorse idriche in modo intelligente devono essere saldamente strutturati attorno a una politica globale di gestione sostenibile di tali risorse per un'industria basata sulla riduzione dell'uso di acqua, la sua riutilizzazione e il suo riciclaggio, l'aumento del suo stoccaggio, la diminuzione del suo inquinamento, nonché l'introduzione graduale e l'impiego di tecnologie efficienti sotto il profilo idrico (3), e al tempo stesso la garanzia di una transizione giusta che tuteli la competitività industriale.

1.3.

Per integrare l'acqua in una politica industriale riveduta e nei percorsi di transizione, dobbiamo:

adottare un quadro strategico industriale riveduto, comprendente un quadro modificato di finanziamento per le infrastrutture, le competenze (tabella di marcia per la dimensione umana), le tecnologie e la ricerca, volto ad affrontare le sfide idriche parallelamente alla politica di decarbonizzazione (ad esempio il Fondo per la transizione blu) e a sostenere la competitività industriale. Tale revisione dovrebbe offrire l'opportunità di proporre un nuovo accordo industriale che fornisca all'industria europea una strategia consolidata capace di rispondere alle molteplici sfide cui è confrontata (in materia di acqua, energia, materie prime critiche, digitalizzazione e autonomia strategica) entro quattro anni, ed elaborare piani idrici a livello di bacino idrico, locale, nazionale ed europeo;

includere nella strategia industriale riveduta una tabella di marcia della dimensione umana (competenze, apprendimento permanente) per garantire la disponibilità delle risorse umane necessarie alla gestione delle trasformazioni industriali in questione;

proteggere posti di lavoro di qualità e condizioni di lavoro dignitose in situazioni di carenza idrica;

adottare un approccio settoriale attraverso la revisione entro due anni dai percorsi di transizione industriale;

individuare le industrie ad alta intensità idrica ed elaborare piani d'azione su misura per aiutarle a diventare sempre più sostenibili dal punto di vista idrico;

riesaminare e classificare le industrie, tenendo conto della loro importanza per la società, al fine di garantire l'accesso all'acqua per le industrie più critiche durante le situazioni di crisi;

dare priorità alla sovranità alimentare e alla sicurezza alimentare e proteggere i posti di lavoro e le condizioni di lavoro nelle situazioni di carenza idrica;

rispettare un obiettivo specifico di estrazione netta di acqua dolce in un dato bacino idrico;

esplorare e sviluppare un meccanismo europeo di quote idriche non burocratico, simile al sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e basato sull'offerta e sulla domanda settoriali, e un meccanismo per le risorse idriche alle frontiere, nonché un ruolo più importante per l'acqua nell'ambito della certificazione EMAS e dei sistemi di progettazione ecocompatibile.

1.4.

Affinché un'industria diventi efficiente sotto il profilo idrico grazie a una riduzione del consumo idrico e al trattamento e al riciclaggio dell'acqua, essa deve:

sviluppare un ecosistema europeo di gestione dei dati sulle risorse idriche;

misurare il consumo di acqua in tutti i processi di produzione;

ridurre al minimo l'uso di acqua potabile a fini industriali;

tracciare un quadro dello stato effettivo delle infrastrutture fognarie dell'UE e sviluppare un piano di modernizzazione;

definire norme e obiettivi di prestazione SMART (4) per quanto riguarda l'uso dell'acqua a livello di settore e di impresa;

designare un gruppo di persone (dirigenza e personale) come responsabile dell'efficienza idrica negli impianti industriali, della comunicazione regolare con i dipendenti e della formazione in materia di alfabetizzazione idrica;

condividere le pratiche industriali e gli approcci tecnologici migliori utilizzando la piattaforma dei portatori di interessi del Blue Deal per incoraggiarne l'adozione.

1.5.

Tra le proposte volte a promuovere un settore tecnologico europeo efficiente in termini di risorse idriche figurano le seguenti:

tracciare un quadro delle attuali tecnologie efficienti sotto il profilo idrico;

definire un percorso di transizione per sviluppare detto settore tecnologico pulito ed efficiente sotto il profilo idrico, compresa una tabella di marcia per la dimensione umana al fine di garantire la disponibilità delle competenze richieste, posti di lavoro di qualità e condizioni di lavoro dignitose.

1.6.

L'attuazione del Fondo per la transizione del Blue Deal dell'UE nel settore industriale richiederà:

la messa a disposizione di finanziamenti pluriennali e multifondo dell'UE e nazionali, pubblici e privati, compresi sovvenzioni e prestiti;

la comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) in materia di acqua, finanziata dall'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), che è in preparazione e che dovrebbe contribuire a colmare le lacune in materia di istruzione, ricerca, innovazione e imprenditorialità;

il sostegno finanziario della transizione verso delle infrastrutture idriche e una gestione delle risorse idriche sostenibili e resilienti; la ricerca relativa a tecnologie efficienti in materia di risorse idriche e l'adozione di tali tecnologie; e misure volte a garantire l'accesso a risorse idriche e a servizi igienico-sanitari di alta qualità e a prezzi accessibili.

2.   Integrare l'acqua in una politica industriale riveduta e in percorsi di transizione industriale

2.1.

La resilienza idrica può essere definita come la capacità della società di adattarsi e rispondere ai cambiamenti nella disponibilità delle risorse idriche imposti da fattori socio-ecologici. La resilienza idrica dovrebbe costituire uno degli obiettivi di una strategia industriale riveduta e del Blue Deal dell'UE.

2.2.

I principi 9 e 10 della dichiarazione per un Blue Deal dell'UE stabiliscono che l'acqua dovrebbe essere un elemento fondamentale della strategia industriale dell'UE. Quest'ultima dovrebbe essere adottata nell'arco di due anni. Il piano industriale del Green Deal menziona l'acqua solo sporadicamente, mentre la normativa sull'industria a zero emissioni nette non la menziona affatto. È necessario un quadro strategico riveduto, comprendente un piano di investimenti pluriennale ad hoc e un quadro di finanziamento adattato per le infrastrutture idriche, le competenze, le tecnologie e la ricerca, volto ad affrontare le sfide idriche parallelamente alla politica di decarbonizzazione (azione 10). Questo quadro riveduto, che introdurrebbe una dimensione idrica nella politica industriale, potrebbe offrire l'opportunità di proporre un nuovo accordo industriale, fornendo all'industria europea una strategia consolidata che risponda alle sfide che deve affrontare in materia di acqua, energia, materie prime critiche, digitalizzazione e autonomia strategica.

2.3.

Tale accordo industriale dovrebbe includere una dimensione umana e sociale, e tracciare la mappa delle competenze necessarie all'industria per affrontare con successo le sfide idriche. Tale mappa della dimensione umana dovrebbe tenere conto della piramide delle età. Occorrerebbe sviluppare a livello nazionale e locale la capacità di anticipare i cambiamenti attraverso rigorose valutazioni d'impatto e di elaborare misure di adattamento, quali percorsi di transizione da un posto di lavoro a un altro.

2.4.

La revisione dei percorsi di transizione industriale da eseguire entro due anni dovrebbe offrire un approccio settoriale all'efficienza idrica. Alcuni ecosistemi industriali potrebbero diventare rapidamente efficienti sotto il profilo idrico, date le tecnologie esistenti, mentre sarà necessario adottare un approccio graduale a medio-lungo termine per altri settori, che necessitano di più tempo per adattarsi. Mentre i settori «marroni» come l'aviazione abbiano avuto talvolta difficoltà a ottenere aiuti finanziari per la decarbonizzazione, (specie durante la pandemia di COVID-19), è essenziale che le industrie con consumi idrici maggiori ricevano aiuti per ridurre gradualmente tali consumi, attraverso un sostegno finanziario e un forte sostegno alla ricerca sulle tecnologie pulite, che tenga conto del consumo di acqua, energia e materie prime critiche.

2.5.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) propone di individuare le industrie ad alta intensità idrica nel novero delle industrie ad alta intensità di risorse e di energia, come il tessile, l'acciaio, il settore alberghiero, la ristorazione e il turismo, l'abbigliamento, la produzione agroalimentare, la chimica, l'industria della carta, l'energia, l'edilizia, il settore minerario, i centri di dati e l'industria automobilistica. Date le particolari sfide che si troveranno ad affrontare con la crescente carenza idrica, le industrie ad alta intensità idrica dovrebbero beneficiare di piani d'azione settoriali su misura, accompagnati da un sostegno finanziario. Ciò le aiuterà a diventare sempre più sostenibili sotto il profilo idrico attraverso l'introduzione di pratiche e tecnologie adeguate, a condizione che dispongano anche delle risorse umane necessarie. Le esperienze passate hanno dimostrato che se viene attuata una strategia adeguata anche i settori ad alta intensità idrica possono migliorare la loro efficienza idrica. Ad esempio, in una località turistica del Mar Egeo, in Grecia, l'acqua piovana viene catturata, insieme al vapore, mediante unità di condensazione e poi utilizzata come acqua potabile. Le acque reflue generate dall'attività turistica sono trattate attraverso zone umide appositamente realizzate. Queste acque depurate sono poi utilizzate per irrigare un giardino coltivato con la tecnica della permacultura biologica e destinato a fornire alimenti agli ospiti (5).

2.6.

La società civile organizzata dovrebbe essere consultata e partecipare, a livello sia nazionale che locale, allo sviluppo dei percorsi di transizione riveduti, data la sua conoscenza dettagliata dei vincoli industriali di un determinato settore. I comitati di dialogo sociale settoriale a livello europeo dovrebbero discutere della questione delle risorse idriche e dei piani d'azione settoriali. I settori industriali dovrebbero definire indicatori di prestazione in termini di risorse idriche che si impegnerebbero a conseguire gradualmente nel tempo. Questi indicatori dovrebbero essere tracciabili, progressivi e raggiungibili a livello settoriale.

2.7.

In un contesto di carenza idrica le industrie devono adattare la loro produzione in modo da privilegiare la vita umana e le esigenze essenziali. Per garantire l'accesso all'acqua da parte delle industrie più critiche durante le situazioni di crisi occorre analizzare e classificare le industrie tenendo conto della loro importanza per la società. Tuttavia in caso di crisi idrica è importante ridurre l'approvvigionamento idrico di alcune industrie al fine di proteggere l'ambiente. Le relative decisioni devono essere adottate a livello di bacino, tenendo conto della diversità di ciascun sottobacino.

2.8.

Dovrebbero essere elaborati, per tutti i bacini idrografici, dei piani idrici comprendenti scenari climatici, crescita demografica e rischi (come l'inquinamento delle acque o la loro estrazione eccessiva). Occorrerebbe definire dei regimi per le risorse idriche critiche e per l'assegnazione dell'acqua in modo da proteggere efficacemente la biodiversità, consentendo nel contempo lo sviluppo di attività economiche. Se in determinate regioni si devono fissare limiti all'approvvigionamento idrico, ciò deve avvenire in modo equo e sostenibile. Occorre adottare decisioni sulla ripartizione dell'acqua tra i vari impieghi e utilizzatori, ad esempio tra consumatori, agricoltori, settore della produzione alimentare e industria. Bisognerà prevedere dei diritti di accesso all'acqua. I permessi e le licenze dovrebbero attenersi a un obiettivo specifico di estrazione netta di acqua dolce, basato sulla disponibilità di acqua. È importante utilizzare lo stesso approccio per le autorizzazioni e i permessi nella concessione di licenze relative all'infrastruttura per l'uso dell'acqua. Il CESE suggerisce di dedicare particolare attenzione alle sfide legate all'acqua dolce. Si dovrebbe elaborare una metodologia comune fondata su principi generali e applicata a livello dell'UE. I fattori territoriali e industriali dovrebbero essere integrati in modo trasversale nella pianificazione territoriale e industriale. Dato l'aumento delle disuguaglianze tra le zone urbane e quelle rurali, si dovrà dedicare particolare attenzione a queste ultime.

2.9.

Si dovrebbero rendere vincolanti entro quattro anni i piani nazionali sulle acque, in modo da poter elaborare una strategia che tenga conto dell'esigenza di garantire un accesso sostenibile, sicuro e resiliente all'acqua e al tempo stesso salvaguardi la competitività industriale e permetta alle industrie di svilupparsi, crescere e progredire. Sono necessari modelli imprenditoriali collaborativi e un approccio di gestione condivisa tra governi e industrie. Ai fini dell'avanzamento della strategia per la resilienza idrica sono essenziali il coinvolgimento collettivo e il sostegno alle imprese, ai consumatori e ai lavoratori.

2.10.

Su una scala più ampia, per migliorare le attività di pianificazione e l'assegnazione dell'acqua è importante la cooperazione transfrontaliera tra industrie, Stati e enti locali. Lo stesso vale per la trasparenza in merito alle risorse a livello dell'UE e per una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. È opportuno sviluppare un meccanismo europeo di quote idriche simile all'ETS e basato sulla domanda e sull'offerta settoriali, e un meccanismo per le risorse idriche alla frontiera simile al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Si dovrebbe inoltre considerare la possibilità di promuovere un ruolo più importante per l'acqua nell'ambito della certificazione EMAS. L'importanza dell'acqua nei vari sistemi di progettazione ecocompatibile dovrebbe essere consolidata anche adottando un'impronta idrica per i prodotti e promuovendo il concetto di «acqua virtuale».

3.   Diventare un'industria efficiente sotto il profilo idrico grazie al trattamento e al riciclaggio dell'acqua e alla riduzione del suo consumo

3.1.

Una cartiera in Spagna, a causa della carenza idrica nella regione, non ha avuto altra scelta se non quella di diventare efficiente sotto il profilo idrico per continuare a operare. Nell'ambito dei suoi sforzi di gestione sostenibile delle risorse idriche, l'impresa ha investito nell'ottimizzazione dei processi e nei trattamenti interni, che le hanno consentito di riciclare l'acqua 13 volte nei suoi processi di produzione (6). Inoltre, un investimento in un sistema a membrana multibarriera presso il locale impianto comunale di trattamento delle acque reflue ha consentito alla cartiera di iniziare a utilizzare acqua depurata anziché acqua dolce per i suoi processi, risparmiando 10 500 m3 di acqua potabile al giorno.

3.2.

Questa soluzione può essere adattata e utilizzata in altri settori industriali, a condizione che lo stabilimento interessato conosca il proprio consumo di acqua e che l'impianto di trattamento delle acque reflue possa fornire la qualità richiesta. Un altro buon esempio di riduzione dell'uso di acqua potabile è quello di uno stabilimento automobilistico sito in Belgio, che tramite un apposito collegamento viene rifornito di acque grigie dal vicino impianto comunale di trattamento delle acque reflue, con una riduzione di circa l'80 % del consumo di acqua potabile. Nella pianificazione e nei processi di produzione industriali andrebbe considerata l'esigenza di una chiara corrispondenza tra le differenti qualità di acqua necessarie e quelle ricevute.

3.3.

Il miglioramento sistematico delle infrastrutture idriche è fondamentale per migliorare l'efficienza idrica (industriale). In Irlanda l'azienda erogatrice nazionale regolamentata ha varato un programma di riparazione delle perdite e di sostituzione delle condutture inteso a ridurre il tasso nazionale di perdita al 25 % entro la fine del 2030, con un risparmio giornaliero di 200 000 m3 di acqua. Dal 2018 in qua sono già stati compiuti progressi significativi, e il tasso di perdita è sceso dal 46 % al 37 % (7). In base al principio 7 della dichiarazione si dovrebbe tracciare un quadro chiaro della situazione attuale dell'infrastruttura (compresa la distribuzione delle condotte) per evitare perdite, e dovrebbe essere possibile, grazie alla modernizzazione, distribuire qualità di acqua differenti. Gli impianti di trattamento dovrebbero essere in grado di fornire acqua di qualità appropriata per una serie di utilizzatori e di usi (agricoltura, industria, utenze domestiche ed enti pubblici). Andrebbe ridotta al minimo la fornitura di acqua potabile o di qualità per scopi industriali (principio 10), tranne nei settori in cui l'acqua è una materia prima o è necessaria in base ai criteri di salute e sicurezza di un prodotto, come nei settori alimentare, del turismo e dell'acquacoltura.

3.4.

La riutilizzazione, il riciclaggio di acqua e la riduzione del consumo di acqua dolce dovrebbero diventare la norma nell'industria (azione 9). Esistono buone pratiche che danno già risultati positivi. Nella regione di Murcia, una delle più secche della Spagna, in cui si realizza il 20 % della produzione agricola del paese, l'autorità per il trattamento delle acque riutilizza tutte le acque reflue a fini di irrigazione, e nel solo 2023 ha fornito agli agricoltori e al settore agricolo 121 hm3 di acque depurate (8).

3.5.

Nel prossimo futuro l'efficienza idrica dell'industria diventerà una pressante questione sociale. È evidente l'esigenza di un sistema integrato di gestione dell'acqua che comprenda una serie di utilizzazioni dell'acqua, in grado di rispondere alle esigenze di varie industrie. Durante l'intero processo di produzione, a partire dal livello di impianto, deve essere effettuata in modo coerente la raccolta di dati standardizzati e armonizzati. Occorrerebbe sviluppare una metodologia specifica utilizzata a livello dell'UE per massimizzare l'uso dei dati raccolti. Si dovrebbe considerare una serie comune di indicatori monitorati a livello aziendale e settoriale, quali i litri per unità di prodotto, per dipendente, per processo, per ciclo, per unità di consumo energetico e per periodo di tempo, come pure un indice di consumo idrico e di dipendenza idrica. Bisognerebbe inoltre definire standard, misure di prestazione e obiettivi relativi all'uso dell'acqua a livello settoriale, al fine di monitorare i progressi compiuti verso l'efficienza idrica.

3.6.

Il CESE esprime preoccupazione per il fatto che, a causa della diffusa mancanza di dati tra gli Stati membri, le bollette dell'acqua non sono state incluse nella revisione recentemente conclusa del regolamento (UE) n. 691/2011 (9) sui conti ambientali europei. Il CESE esorta la Commissione a istituire strutture adeguate per la raccolta dei dati prima che gli Stati membri siano tenuti a raccogliere e condividere dati sull'uso dell'acqua. È opportuno sviluppare uno spazio europeo di dati sull'acqua per includervi tali dati, nonché le risorse idriche disponibili e gli investimenti aggregati in corso. Per creare una società più efficiente sotto il profilo idrico, le imprese del settore idrico, le imprese di servizi pubblici, l'industria e le famiglie dovrebbero far parte del flusso di dati che fornisce dati essenziali sulla disponibilità e sull'uso dell'acqua.

3.7.

La tecnologia non può da sola risolvere il problema dell'acqua. È necessario creare una cultura dell'acqua e fare opera di sensibilizzazione in merito all'acqua nella società europea, tenendo conto dell'importanza dell'acqua per lo sviluppo e la crescita. È opportuno istituire apposite etichette per i prodotti efficienti sotto il profilo idrico, come proposto dall'azione 8 della dichiarazione del CESE per un Blue Deal dell'UE. Dovrebbe essere elaborata a livello dell'UE anche una definizione comune di prodotti o servizi a basso impatto idrico. Nel 2023 il governo del Regno Unito ha introdotto un nuovo sistema di marchio ecologico per i prodotti che utilizzano acqua o la erogano, quali toilette, rubinetti per bagno, apparecchi erogatori per doccia, lavastoviglie, lavatrici e lava-asciuga biancheria. L'obiettivo è ridurre il consumo di acqua del 20 % entro il 2038, con un risparmio stimato di 147 milioni di EUR sull'acqua per i consumatori nell'arco di 10 anni (10). Un altro buon esempio è il regime volontario di marchio unico per l'acqua, uno strumento intelligente che consente ai consumatori di identificare i prodotti che utilizzano l'acqua o la erogano, con un'etichetta comune che offre messaggi chiari, concisi e di facile comprensione sul consumo di acqua ed energia (11).

3.8.

L'acqua dovrebbe far parte della cultura organizzativa industriale, compresi il modello sociale e il partenariato sociale. L'acqua deve essere considerata una risorsa scarsa. Un buon esempio di progetto dell'UE sul risparmio e il riutilizzo dell'acqua nel settore del turismo è Life Wat'Savereuse, un progetto basato nel bacino del Mediterraneo, che segnala i vantaggi del risparmio e del riutilizzo dell'acqua e promuove l'economia circolare attraverso la riduzione del consumo idrico (12).

3.9.

Poiché l'efficienza idrica inizia a livello di impianto, è opportuno designare un gruppo di persone (dirigenza e personale) responsabile dell'efficienza idrica e adottare un chiaro piano di efficienza idrica per ridurre il consumo di acqua dolce, garantire che le perdite siano rilevate e riparate attraverso frequenti controlli di routine, adottare contatori intelligenti e tecnologie pulite (efficienza idrica ed energetica), depurare l'acqua dopo l'uso e riutilizzarla e ridurre l'inquinamento industriale (principio 10).

3.10.

Al fine di ottenere il sostegno dei lavoratori, è essenziale informare e consultare i rappresentanti del luogo di lavoro e i lavoratori nell'attuazione del piano di efficienza idrica (con particolare attenzione al risparmio idrico e ai costi) e comprendere l'importanza del loro impegno a favore dell'efficienza idrica. Si dovrebbe considerare di incentivare i lavoratori affinché raggiungano gli obiettivi di efficienza idrica. È opportuno creare e promuovere un'infrastruttura specifica simile alla rete delle scuole blu europee per la conoscenza degli oceani. In un contesto più ampio, deve essere attentamente preso in considerazione il ruolo delle donne e dei giovani (principio 11).

3.11.

La piattaforma consultiva dell'UE per le parti interessate del Blue Deal (azione 2 della dichiarazione del CESE) dovrebbe svolgere un ruolo importante nella condivisione delle migliori pratiche, nello sviluppo di norme specifiche e nella promozione di partenariati settoriali in materia di risorse idriche che consentano ai settori di passare da un approccio basato su impianti a un approccio settoriale industriale per sviluppare capacità comuni. Per migliorare gli investimenti, l'accesso all'acqua e l'uso sostenibile dell'acqua tra le varie comunità è opportuno istituire partenariati in materia di acqua, nonché coinvolgere attori pubblici e privati e affrontare questioni quali la ricerca, la tecnologia, le competenze e le infrastrutture. Dovrebbe essere fornita assistenza tecnica per consentire tali scambi di migliori pratiche a livello settoriale ed ecosistemico.

4.   Promuovere un settore efficiente sotto il profilo idrico attraverso l'adozione di tecnologie efficienti in termini di acqua

4.1.

Le tecnologie esistenti possono produrre risultati eccellenti. Il CESE desidera presentare alcuni esempi di successi conseguiti in diversi settori industriali.

4.2.

Dovrebbero essere sviluppati servizi quali le banche idriche o i mercati di affitto dell'acqua, così come le strutture per aumentare lo stoccaggio dell'acqua (per le precipitazioni e le inondazioni piovane) senza incidere sulla biodiversità. La costruzione di sistemi di riempimento attraverso le inondazioni anziché di sistemi di protezione potrebbe rappresentare un cambiamento di paradigma nel modo in cui affrontiamo le infrastrutture idriche. Le acque alluvionali possono essere usate per l'irrigazione e per la ricarica delle falde acquifere, e le «città spugna» hanno un enorme potenziale. Si dovrebbe considerare anche l'uso a cascata dell'acqua. Utilizzando la tecnologia dell'osmosi inversa a circuito chiuso, una birreria danese è riuscita a riciclare il 90 % dell'acqua utilizzata per la pulizia e altri processi industriali e ha ridotto il consumo di acqua del 58,8 % (ossia di 500 000 m3 all'anno), eliminando praticamente le acque reflue dal processo (ad alta intensità idrica) di produzione della birra.

4.3.

Un altro esempio riguarda un'importante cooperativa irlandese del settore lattiero-caseario, che trasforma ogni anno 11 milioni di litri di latte ed estrae circa 11 000 m3 di acqua al giorno dal vicino fiume e dai pozzi del suo principale impianto di trasformazione. Attraverso le tecnologie di trattamento delle acque, l'impianto restituisce ogni giorno al fiume circa 14 500 m3 di acqua pulita. Ciò significa che l'impianto lattiero-caseario rigenera circa il 30 % in più di acqua pulita di elevata qualità e la riversa nel fiume.

4.4.

Nel settore edile il ricorso a nanotecnologie, grazie alle quali un rivestimento ultrasottile conferisce al vetro proprietà autopulenti, riduce notevolmente i costi di pulizia delle finestre e l'uso di acqua, specie negli edifici di grande altezza (13).

4.5.

Sistemi ibridi di raffreddamento che combinano le tecnologie di raffreddamento dell'acqua e dell'aria possono ridurre il consumo di acqua fino all'80 %, mantenendo nel contempo la prestazione energetica delle centrali elettriche.

4.6.

Una tecnologia che applica i colori ai tessuti attraverso un procedimento a pressione mediante CO2 non fa alcun uso di acqua e riduce il consumo di sostanze chimiche ed energetiche del 50 % rispetto ai metodi tradizionali (14).

4.7.

Tutti questi esempi illustrano l'enorme potenziale delle tecnologie esistenti e le opportunità che l'industria europea può offrire se decide di investire massicciamente nella ricerca e nello sviluppo. È della massima importanza sviluppare un percorso di transizione specifico per il settore delle tecnologie pulite, che copra anche la disponibilità della forza lavoro necessaria, così come lo sviluppo o l'aggiornamento di nuove tecnologie innovative attraverso varie opzioni di finanziamento adattate alle sfide idriche. Occorre intensificare gli sforzi per trasferire le migliori pratiche in materia di efficienza idrica e di riciclaggio dell'acqua tra regioni, imprese e industrie, attraverso strumenti quali la futura piattaforma dell'UE per le parti interessate del Blue Deal.

5.   Attuazione del Fondo per la transizione del Blue Deal nel settore industriale e lancio di una CCI nell'ambito dell'EIT

5.1.

Secondo le stime dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) (15), i paesi dell'UE spendono mediamente un totale di 100 miliardi di EUR all'anno per l'approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari. Tuttavia, ciò non è sufficiente né a garantire il rispetto della direttiva sul trattamento (16) delle acque reflue urbane e della direttiva (17) sull'acqua potabile, né a coprire gli investimenti necessari per rinnovare le infrastrutture. Detta spesa non basta neppure per garantire la conformità alla direttiva quadro sulle acque (18) e alla direttiva sulle alluvioni (19) (20).

5.2.

Se l'UE considera l'acqua una delle sue priorità per il prossimo mandato legislativo, sarà fondamentale affrontare questo deficit di finanziamento, che non può essere colmato solamente con finanziamenti pubblici e tariffe; bisogna quindi combinare i finanziamenti pubblici e privati in un sostegno finanziario comune. Secondo il principio 12 e le azioni da 14 a 17 della dichiarazione del CESE per un Blue Deal dell'UE, il Fondo per la transizione del Blue Deal dovrebbe:

costituire un punto di accesso unico per il finanziamento delle risorse idriche al livello dell'UE attraverso un apposito portale online che includa la politica di coesione, la piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa e la politica agricola comune, nonché fondi aggiuntivi a sostegno delle industrie ad alta intensità idrica affinché diventino più sostenibili in termini di risorse idriche, in combinazione con fondi privati (compreso il finanziamento collettivo);

basarsi su una struttura di governance che includa le società civile;

adottare un approccio integrato basato sulle concentrazioni tematiche a livello di programma operativo;

integrare nel quadro strategico dell'UE indicatori chiave di prestazione in materia di risorse idriche, obiettivi tematici trasversali tra i vari fondi pertinenti e il monitoraggio ciclico nell'ambito del semestre europeo. Dovrebbero essere associate anche le condizionalità sociali;

riflettere gli indicatori settoriali dell'acqua definiti per settori specifici in vari fondi, in aggiunta al principio 10, e adottare condizionalità per l'acqua per gli inviti a presentare proposte;

adottare un approccio settoriale e regionale, in cui i settori ad alta intensità idrica beneficiano di stanziamenti speciali e hanno priorità nell'accesso ai fondi;

adottare un approccio pluriennale e multifondo, in sinergia con i diversi periodi di programmazione;

includere un invito transnazionale a presentare proposte, tenendo conto dell'approccio basato sui bacini idrografici;

coordinare strettamente il finanziamento degli investimenti nel settore idrico con la Commissione europea, la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

5.3.

Servono inoltre chiarimenti e futuri orientamenti nelle procedure di appalto pubblico, al fine di evitare di utilizzare i criteri del prezzo più basso negli acquisti di tecnologie idriche da parte delle pubbliche autorità e di integrare le condizionalità idriche nelle procedure di appalto pubblico.

5.4.

Gli investimenti nelle infrastrutture idriche dovrebbero essere esclusi dal patto di stabilità e crescita e trattati alla stregua di bene comune. È inoltre importante monitorare attentamente l'attuazione delle norme ambientali, sociali e di governance (che includono l'acqua) e adottare un approccio basato sull'intera catena di approvvigionamento.

5.5.

È opportuno continuare a sviluppare cluster industriali nel settore idrico e a collegarli ai progetti di Orizzonte Europa e ad altri strumenti dell'UE per il sostegno delle industrie. Il programma quadro di ricerca dovrebbe contenere anche un capitolo sull'acqua.

5.6.

Il lavoro svolto dalla comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) Clima dell'EIT è un ottimo esempio di sviluppo di una comunità della conoscenza e dell'innovazione in materia di acqua, che affronta soluzioni per la carenza idrica nell'Europa meridionale. L'EIT rafforza la conoscenza attraverso l'innovazione, l'imprenditorialità, l'istruzione e la comunicazione, sostenendo le scale-up e le PMI, offrendo soluzioni, creando una comunità di esperti forte e condividendo le conoscenze (21). Sulla base di questo impatto positivo dimostrato dal modello di innovazione dell'EIT, quest'ultimo pubblicherà un invito a presentare proposte per una nuova CCI sull'acqua (22). Questa nuova CCI dovrebbe essere essenziale per affrontare le principali sfide economiche, ambientali e sociali in materia di acqua dolce, siccità e inondazioni, ad esempio attraverso la diffusione di ecosistemi di innovazione per una società efficiente sotto il profilo idrico, oltre a colmare le lacune in materia di istruzione, ricerca, innovazione e imprenditorialità (23). Poiché finora le sfide relative all'acqua dolce non sono state affrontate in misura sufficiente a livello regionale, nazionale ed europeo, la CCI sull'acqua dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento di questo aspetto. Essa dovrebbe beneficiare di sinergie con altre iniziative, come un accesso più rapido e agevole al Fondo per la transizione del Blue Deal, che potrebbero concedere finanziamenti o fungere da garanzia di accesso a finanziamenti pubblici o privati.

5.7.

Il CESE invita a promuovere la creazione di laboratori viventi orientati all'acqua (Water-Oriented Living Labs) per sviluppare, convalidare e ampliare le innovazioni, adottare tecnologie, governance e modelli imprenditoriali innovativi e promuovere politiche innovative.

Bruxelles, 30 maggio 2024

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Industrie ad alta intensità idrica e tecnologie efficienti sotto il profilo idrico» (parere d’iniziativa) (GU C 349 del 29.9.2023, pag. 74).

(2)   https://www.eesc.europa.eu/sites/default/files/2024-01/qe-04-23-852-it-n.pdf.

(3)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Industrie ad alta intensità idrica e tecnologie efficienti sotto il profilo idrico» (parere d’iniziativa) (GU C 349 del 29.9.2023, pag. 74) https://www.eesc.europa.eu/it/our-work/opinions-information-reports/opinions/water-intensive-industries-and-water-efficient-technologies.

(4)  SMART - specifici, misurabili, attuabili, pertinenti e temporalmente definiti.

(5)   https://www.climate-kic.org/opinion/water-scarcity-in-southern-europe-problems-and-solutions/.

(6)  Ordóñez, R., et al., «Evaluation of MF and UF as pretreatments prior to RO applied to reclaim municipal wastewater for freshwater substitution in a paper mill: A practical experience» [Valutazione della microfiltrazione e dell'ultrafiltrazione come pretrattamento prima dell'osmosi inversa nel recupero delle acque reflue urbane per l'uso in sostituzione dell'acqua dolce in una cartiera: un'esperienza pratica], Chemical Engineering Journal, Volume 166, numero 1, 2011, pagg. 88-98.

(7)   https://www.water.ie/projects/national-projects/leakage-reduction-programme/.

(8)   https://euroweeklynews.com/2024/01/08/water-reuse-in-murcia-a-game-changer-for-agriculture/.

(9)  Regolamento (UE) n. 691/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2011, relativo ai conti economici ambientali europei (GU L 192 del 22.7.2011, pag. 1).

(10)   https://www.gov.uk/government/news/household-goods-to-carry-water-efficiency-labels#:~:text=New%20eco%2Dlabels%20to%20will,their%20energy%20and%20water%20bills.&text=Toilets%2C%20sinks%2C%20dishwashers%20and%20washing,today%20(Friday%2029%20September).

(11)   https://uwla.eu/.

(12)   https://www.water-reuse-europe.org/life-project-watsavereuse/.

(13)   https://www.azonano.com/article.aspx?ArticleID=5510.

(14)   https://www.theguardian.com/sustainable-business/sustainable-fashion-blog/2015/apr/24/nike-and-adidas-show-cautious-support-for-eco-friendly-dye-technology.

(15)   https://www.oecd.org/environment/financing-a-water-secure-future-a2ecb261-en.htm.

(16)  Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L 135 del 30.5.1991, pag. 40).

(17)  Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2020 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (GU L 435 del 23.12.2020, pag. 1).

(18)  Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).

(19)  Direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007 , relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni (GU L 288 del 6.11.2007, pag. 27).

(20)   https://commission.europa.eu/news/estimating-investment-needs-and-financing-capacities-water-related-investment-eu-member-states-2020-05-28_en?prefLang=it.

(21)   https://www.eitfood.eu/projects/water-in-south-finding-innovative-solutions-for-water-scarcity-in-southern-europe.

(22)  L'avvio della nuova CCI dipende dall'esito di un'analisi ex ante effettuata dalla Commissione europea con l'assistenza di esperti indipendenti. L'analisi valuterà la rilevanza strategica della nuova CCI sull'acqua rispetto alle sfide globali e alle priorità politiche dell'UE.

(23)  Agenda strategica per l'innovazione (2021-2027), https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021D0820.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4659/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)