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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2024/4228 |
24.7.2024 |
P9_TA(2023)0442
Relazione "Legiferare meglio" relativa agli anni 2020, 2021 e 2022
Risoluzione del Parlamento europeo del 23 novembre 2023 sull'adeguatezza, la sussidiarietà e la proporzionalità normative dell'Unione europea - relazione "Legiferare meglio" relativa agli anni 2020, 2021 e 2022 (2023/2079(INI))
(C/2024/4228)
Il Parlamento europeo,
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visto l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, |
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visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea (1), |
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visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (2), |
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visti l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 16 dicembre 2003 (3) e la sua versione più recente, l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione del 13 aprile 2016 (4), |
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viste le disposizioni pratiche convenute il 22 luglio 2011 fra i servizi competenti del Parlamento europeo e del Consiglio per l'attuazione dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in caso di accordi in prima lettura, |
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viste le relazioni annuali 2020, 2021 e 2022 della Commissione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e sui rapporti con i parlamenti nazionali rispettivamente del 23 luglio 2021 (COM(2021)0417), del 1o agosto 2022 (COM(2022)0366) e del 12 ottobre 2023 (COM(2023)640), |
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vista la sua risoluzione del 9 giugno 2016 per un'amministrazione dell'Unione europea aperta, efficace e indipendente (5), |
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vista la sua risoluzione del 24 giugno 2021 sull'adeguatezza, la sussidiarietà e la proporzionalità normative dell'Unione europea – relazione "Legiferare meglio" relativa agli anni 2017, 2018 e 2019 (6), |
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vista la comunicazione della Commissione del 29 aprile 2021 dal titolo "Legiferare meglio: unire le forze per produrre leggi migliori" (COM(2021)0219), |
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vista la comunicazione della Commissione del 7 luglio 2022 dal titolo "Legiferare meglio: unire le forze per produrre leggi migliori" (7), |
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vista la comunicazione della Commissione del 23 ottobre 2018 dal titolo "I principi di sussidiarietà e di proporzionalità: rafforzarne il ruolo nel processo di definizione delle politiche dell'UE" (COM(2018)0703), |
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visto l'accordo di cooperazione firmato il 5 febbraio 2014 tra il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni, |
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viste tutte le precedenti comunicazioni della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato europeo delle regioni sulla necessità di legiferare meglio al fine di conseguire risultati migliori a vantaggio dei cittadini dell'UE, |
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visto l'articolo 54 del suo regolamento, |
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visto il parere della commissione per gli affari costituzionali, |
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vista la relazione della commissione giuridica (A9-0310/2023), |
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A. |
considerando che dal 2018 la Commissione ha proseguito l'applicazione del programma rafforzato "Legiferare meglio" integrando i principi di sussidiarietà e di proporzionalità in tutte le fasi del processo di definizione delle politiche; che ha iniziato ad accorpare le relazioni sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nell'elaborazione della legislazione dell'UE con le relazioni sui rapporti con i parlamenti nazionali, dando maggiore rilievo alle opinioni dei parlamenti nazionali ed evitando sovrapposizioni tra le due relazioni annuali; |
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B. |
considerando che permane la necessità di ridurre gli oneri normativi superflui al fine di garantire che le leggi dell'UE apportino i vantaggi previsti riducendo al contempo i costi non necessari, in particolare per i cittadini e le piccole e medie imprese (PMI); che il programma "Legiferare meglio" dovrebbe conseguire risultati per tutti e tutelare gli interessi della società europea; |
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C. |
considerando che garantire la coerenza della legislazione dell'UE può facilitarne notevolmente l'attuazione; |
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D. |
considerando che il mandato del comitato per il controllo normativo include la verifica della qualità delle valutazioni d'impatto; |
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E. |
considerando che i parlamenti nazionali sono i garanti naturali del principio di sussidiarietà e hanno il diritto di controllarlo attraverso il sistema di allarme preventivo, in virtù del quale un parlamento e/o una camera nazionale che ritiene che una proposta legislativa non rispetti il principio di sussidiarietà può adottare un parere motivato; |
Sulla sussidiarietà
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1. |
ricorda che il principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea mira a garantire che le decisioni siano prese il più vicino possibile ai cittadini e che siano effettuati controlli costanti per verificare che l'azione a livello dell'UE sia giustificata; rammenta che il principio di proporzionalità prevede che qualunque azione intrapresa dall'UE si limiti a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati; |
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2. |
accoglie con favore le misure, che hanno prodotto risultati positivi, tese ad aiutare i parlamenti nazionali a svolgere il proprio ruolo con più efficacia, escludendo il periodo compreso tra il 20 dicembre e il 10 gennaio dal periodo di otto settimane durante il quale i parlamenti nazionali possono presentare pareri motivati e invita la Commissione a valutare la possibilità di estendere ulteriormente questo periodo; |
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3. |
osserva che il numero di pareri motivati ricevuti dai parlamenti nazionali dell'UE è stato di 9 nel 2020, 16 nel 2021 e 34 nel 2022; sottolinea che, dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009, i parlamenti nazionali dell'UE hanno attivato il sistema di allarme preventivo o "cartellino giallo" solo in tre occasioni e che non è mai stato estratto un "cartellino arancione" (il sistema in base al quale la metà dei Parlamenti nazionali solleva un'obiezione a una proposta della Commissione); |
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4. |
osserva che, dei 16 pareri motivati ricevuti nel 2021, nove riguardavano il pacchetto "Pronti per il 55 %", tre il pacchetto Unione europea della salute, due il Patto sulla migrazione e l'asilo, uno la proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati nell'UE, e uno la proposta di modifica della direttiva IVA (8) per quanto riguarda il conferimento alla Commissione di competenze di esecuzione al fine di determinare il significato dei termini utilizzati in talune disposizioni di tale direttiva; osserva inoltre che, dei nove pareri motivati ricevuti nel 2020, tre riguardavano la proposta di regolamento che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica (normativa europea sul clima (9)) adottata dalla Commissione il 4 marzo 2020; |
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5. |
rileva inoltre che, nel 2020, su un totale di 39 camere dei parlamenti nazionali, solo otto hanno emesso pareri motivati, che nel 2021 tale numero è sceso a sette e che nel 2022 è salito a 13; |
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6. |
osserva che nel 2021 i parlamenti nazionali hanno presentato 360 pareri, a fronte dei 225 pareri presentati nel 2020; sottolinea inoltre che l'andamento del numero di pareri e pareri motivati nel periodo 2007-2022 dimostra che i parlamenti nazionali chiedono sempre di più un maggiore dialogo politico e un maggiore coinvolgimento nel dibattito sulle politiche dell'UE; |
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7. |
invita la Commissione a tenere maggiormente conto dei pareri espressi dal Comitato europeo delle regioni attraverso la rete di controllo della sussidiarietà istituita per facilitare lo scambio di informazioni tra gli enti regionali e locali e l'Unione sulle varie proposte legislative che, dopo la loro adozione, avranno un impatto diretto su tali organismi e sulle politiche di cui sono responsabili; |
Sulla promozione dell'inclusione dei parlamenti nazionali
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8. |
sottolinea l'importanza della partecipazione dei parlamenti nazionali al processo decisionale a livello dell'UE; evidenzia il ruolo cruciale dei parlamenti nazionali nel controllo prelegislativo dei progetti di legge dell'UE, che migliora la legittimità e la qualità della legislazione dell'UE; osserva che le attuali forme di cooperazione con i parlamenti nazionali potrebbero essere migliorate; chiede che sia ulteriormente perfezionata la piattaforma per lo scambio interparlamentare di informazioni sull'UE (IPEX), che facilita lo scambio elettronico di informazioni relative all'Unione tra i parlamenti nazionali degli Stati membri e il Parlamento europeo, con l'aggiunta di un sistema di notifica efficace per i parlamentari nazionali; |
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9. |
sottolinea l'importanza di promuovere il dialogo tra i deputati ai parlamenti nazionali e i deputati al Parlamento europeo; sottolinea la necessità che le commissioni del Parlamento europeo collaborino direttamente con i parlamenti nazionali con obiettivi tematici specifici; invita la Commissione a valutare la possibilità che l'UE coinvolga i parlamenti nazionali in una fase più precoce della procedura legislativa, in particolare quando si svolgono le consultazioni; |
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10. |
incoraggia i parlamenti nazionali a tener conto dei pareri motivati dei parlamenti regionali con poteri legislativi nei pareri motivati definitivi da trasmettere ai presidenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, soprattutto quando possono essere in gioco competenze regionali esclusive; |
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11. |
è favorevole alle risposte aggregate nel caso in cui sette o più parlamenti nazionali elaborino pareri motivati su una delle proposte legislative della Commissione, sebbene il loro numero non sia sufficiente a raggiungere la soglia richiesta per l'attivazione di un "cartellino giallo"; insiste affinché ogni parere motivato di un parlamento nazionale riceva una risposta dettagliata dalla Commissione; |
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12. |
propone che la sua commissione giuridica svolga una vera e propria discussione sui pareri motivati che le vengono inviati dai parlamenti nazionali, richiamando l'attenzione dei suoi membri quando almeno due pareri motivati criticano la stessa proposta; |
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13. |
ricorda l'assoluta importanza del controllo parlamentare nel processo legislativo dell'Unione e rinnova la sua richiesta di un diritto di iniziativa del Parlamento in materia di proposte politiche; |
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14. |
condivide le preoccupazioni espresse dai parlamenti nazionali secondo cui le insufficienti spiegazioni fattuali fornite dalla Commissione nel proporre progetti di atti legislativi impediscono loro di effettuare una solida valutazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; |
Sul miglioramento dell'adeguatezza normativa e del processo legislativo dell'UE per un mercato unico efficace
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15. |
continua a sostenere l'impegno della Commissione a favore di una valutazione ex ante prima di prendere in considerazione eventuali modifiche legislative o nuove iniziative; ritiene che l'UE e le autorità degli Stati membri debbano continuare a collaborare strettamente per garantire una migliore valutazione dell'impatto reale delle normative dell'UE sui cittadini e sulle imprese, in particolare le PMI; sottolinea l'importanza dell'applicazione e dell'attuazione del principio "pensare anzitutto in piccolo"; |
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16. |
sottolinea che la valutazione d'impatto è uno strumento fondamentale del programma "Legiferare meglio" al fine di garantire il rispetto della sussidiarietà e della proporzionalità e per promuovere la rendicontabilità delle iniziative della Commissione suscettibili di avere un impatto economico, sociale o ambientale significativo; invita la Commissione a effettuare valutazioni dell'impatto di genere per l'elaborazione di proposte legislative; |
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17. |
invita la Commissione a sviluppare un approccio più integrato alla sostenibilità che tenga maggiormente conto dell'interazione degli impatti economici, sociali e ambientali delle politiche e della legislazione dell'UE; ritiene che le valutazioni d'impatto debbano prestare pari attenzione alla valutazione di tali impatti; sottolinea la necessità di sviluppare strumenti aggiuntivi per valutare gli impatti sociali e ambientali di nuove politiche, iniziative e normative laddove gli strumenti esistenti siano insufficienti, al fine di garantire che le ambizioni politiche del Green Deal e il loro legame con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite siano più evidenti nelle valutazioni d'impatto della Commissione; |
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18. |
osserva che nel 2020 il comitato per il controllo normativo ha esaminato un totale di 53 valutazioni d'impatto, che in 12 casi ha stabilito che fosse necessario approfondire l'analisi della sussidiarietà e del valore aggiunto dell'UE e che 30 pareri contenevano osservazioni relative alla proporzionalità; constata che nel 2018 il comitato ha esaminato 75 valutazioni d'impatto, che in 16 casi ha ritenuto necessario migliorare la loro analisi della sussidiarietà e del valore aggiunto dell'UE e che 47 pareri contenevano osservazioni tese a migliorare l'analisi della proporzionalità e i confronti tra le opzioni politiche; sottolinea che nel 2019 il comitato ha esaminato una sola valutazione d'impatto; |
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19. |
sottolinea che il comitato per il controllo normativo mira a garantire un controllo efficace sul lavoro della Commissione con indipendenza e imparzialità; chiede, a tale proposito, di rafforzare l'indipendenza del comitato, anche garantendo una composizione equilibrata che rifletta un'ampia gamma di contesti e competenze; chiede una maggiore trasparenza del comitato, pubblicando tra l'altro tutti i suoi pareri subito dopo l'adozione, dichiarando i suoi incontri con i gruppi di interesse e rendendo obbligatorio l'uso del registro per la trasparenza per i suoi membri; sottolinea che, sebbene il parere del comitato debba essere preso in considerazione dalla Commissione al fine di migliorare le valutazioni d'impatto, le valutazioni e i controlli dell'adeguatezza, esso non dovrebbe in alcun modo compromettere la capacità della Commissione di proporre atti legislativi; chiede una più stretta cooperazione tra il comitato e i colegislatori; |
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20. |
accoglie con favore l'impegno della Commissione a sottoporre a un test PMI le proposte legislative dell'UE; apprezza la maggiore accessibilità della stessa; deplora, tuttavia, che il test non sia svolto in modo sistematico e coerente; chiede che il test sia vincolante e aggiornato durante l'intero processo legislativo, al fine di garantire una legislazione dell'UE chiara e prevedibile; raccomanda che il test PMI operi una distinzione tra diverse classi di dimensione delle PMI per garantire la proporzionalità; sottolinea la necessità di monitorare e valutare l'attuazione e la qualità del test PMI; |
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21. |
sottolinea che la qualità del quadro normativo dell'UE è fondamentale per la competitività dell'Unione; si compiace della comunicazione della Commissione dal titolo "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030" (10) e il relativo impegno a valutare meglio gli impatti cumulativi delle diverse misure politiche al fine di sviluppare una metodologia complementare al controllo della competitività a cui si ricorre attualmente nelle valutazioni d'impatto (11); deplora, tuttavia, che la metodologia promessa non sia stata ancora sviluppata e che l'attuale controllo della competitività si concentri solo sulle singole proposte legislative; invita pertanto la Commissione a sviluppare tempestivamente una metodologia generale che tratti gli effetti cumulativi delle pertinenti misure politiche relative alla competitività dell'UE; chiede inoltre che il controllo della competitività sia effettuato non solo sulle valutazioni d'impatto delle singole proposte legislative dell'UE, ma anche sui pacchetti legislativi (12) e sul programma di lavoro della Commissione nel suo complesso; |
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22. |
osserva con preoccupazione che, nel 2022, il 58 % delle valutazioni d'impatto ha fornito una quantificazione insufficiente dei costi relativi all'approccio "one in, one out" (13); invita pertanto la Commissione a chiarire l'attuazione dell'approccio "one in, one out" nel processo legislativo, a indicare meglio quali costi e benefici sono stati presi in considerazione e a fornire informazioni chiare sulla riduzione degli oneri normativi esistenti; |
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23. |
esprime preoccupazione per le possibili conseguenze indesiderate della legislazione dell'UE per i cittadini e le imprese che ostacolano la transizione verso un'economia sostenibile; sottolinea l'importanza di un approccio olistico alla valutazione ex post; invita pertanto la Commissione a presentare un'approfondita "verifica delle pratiche"ex post volta a chiarire le migliori pratiche di sostegno e gli ostacoli, come la burocrazia, che impediscono ai cittadini e alle imprese di realizzare la necessaria transizione sostenibile; |
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24. |
chiede una maggiore trasparenza dei processi decisionali all'interno di tutte le istituzioni; deplora la mancanza di trasparenza del Consiglio e la prassi di sovraclassificare i documenti; esorta il Consiglio ad aumentare il numero di documenti che rende pubblici, in particolare le posizioni espresse dagli Stati membri, consentendo così ai cittadini di conoscere la posizione del proprio governo e di migliorare il controllo da parte dei parlamenti nazionali; |
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25. |
sottolinea che la mancanza di un insieme coerente e completo di norme codificate riguardanti la buona amministrazione applicabili in tutta l'Unione rende difficile per i cittadini e le imprese comprendere facilmente e pienamente i loro diritti nel quadro del diritto dell'UE; ritiene che la codifica delle norme sulla buona amministrazione rafforzerebbe i diritti dei cittadini e la trasparenza e risponderebbe alle esigenze di investimento e di riforma in tutta l'Unione europea; invita la Commissione a presentare una proposta legislativa per una legge europea in materia di procedimenti amministrativi, tenendo conto delle azioni intraprese dal Parlamento in tale settore;
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26. |
incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale europeo nonché ai parlamenti nazionali degli Stati membri. |
(1) GU C 202 del 7.6.2016, pag. 203.
(2) GU C 202 del 7.6.2016, pag. 206.
(3) GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.
(4) GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
(5) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 126.
(6) GU C 81 del 18.2.2022, pag. 74.
(7) GU C 47 del 7.2.2023, pag. 250.
(8) Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).
(9) Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
(10) Comunicazione della Commissione, del 16 marzo 2023, dal titolo "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030" (COM(2023)0168).
(11) COM(2023)0168, pag. 17.
(12) Ad esempio, il pacchetto "Pronti per il 55 %".
(13) Comitato per il controllo normativo, "Annual Report 2022" (Relazione annuale 2022), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 16 maggio 2023, pag. 25.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4228/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)