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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie C


C/2024/4183

2.8.2024

P9_TA(2023)0482

Giovani ricercatori

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 dicembre 2023 sui giovani ricercatori (2023/2884(RSP))

(C/2024/4183)

Il Parlamento europeo,

vista la comunicazione della Commissione del 1° luglio 2020, dal titolo "Un'agenda per le competenze per l'Europa per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza" (COM(2020)0274),

vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2020, dal titolo "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" (COM(2020)0628),

vista la comunicazione della Commissione del 18 maggio 2021, dal titolo "L'approccio globale alla ricerca e all'innovazione – La strategia dell'Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia" (COM(2021)0252),

vista la comunicazione della Commissione del 18 gennaio 2022 su una strategia europea per le università (COM(2022)0016),

vista la comunicazione della Commissione del 27 aprile 2022, dal titolo "Attirare competenze e talenti nell'UE" (COM(2022)0657),

vista la comunicazione della Commissione del 17 gennaio 2023, dal titolo "Utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa" (COM(2023)0032),

vista la raccomandazione della Commissione dell'11 marzo 2005 riguardante la Carta europea dei ricercatori e un codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori (1),

vista la proposta di raccomandazione del Consiglio su un quadro europeo per attrarre e trattenere i talenti della ricerca, dell'innovazione e dell'imprenditorialità in Europa (COM(2023)0436), che istituisce un nuovo quadro europeo per le carriere della ricerca,

viste le conclusioni del Consiglio del 1° dicembre 2020 sul nuovo Spazio europeo della ricerca,

vista l'agenda politica dello Spazio europeo della ricerca 2022-2024,

viste le conclusioni del Consiglio del 28 maggio 2021 sull'approfondimento dello Spazio europeo della ricerca: offrire ai ricercatori carriere e condizioni di lavoro attraenti e sostenibili e fare della circolazione dei cervelli una realtà,

vista la raccomandazione (UE) 2021/2122 del Consiglio, del 26 novembre 2021, su un patto per la ricerca e l'innovazione in Europa (2),

vista la raccomandazione aggiornata dell'UNESCO, del 13 novembre 2017, sulla scienza e i ricercatori scientifici,

vista la sua risoluzione del 12 marzo 2009 su migliori carriere e maggiore mobilità: una partnership europea per i ricercatori (3),

vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2021 su un nuovo spazio europeo della ricerca e dell'innovazione (4),

vista la sua risoluzione dell'11 novembre 2021 sullo spazio europeo dell'istruzione: un approccio olistico condiviso (5),

vista la sua risoluzione del 14 giugno 2023 su tirocini di qualità nell'Unione (6),

vista l'interrogazione alla Commissione sui giovani ricercatori (O-000052/2023 – B9-0034/2023),

visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

vista la proposta di risoluzione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia,

A.

considerando che l'articolo 179 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sostiene la libera circolazione dei ricercatori in tutta l'UE nel quadro del rafforzamento delle sue basi scientifiche e tecnologiche;

B.

che, a norma dell'articolo 181 TFUE, l'UE e i suoi Stati membri sono tenuti a coordinare la loro azione in materia di ricerca e sviluppo tecnologico per garantire la coerenza reciproca delle politiche nazionali e della politica dell'UE, prevedendo la possibilità per la Commissione di prendere ogni iniziativa utile a promuovere e sostenere tale coordinamento;

C.

considerando che l'articolo 182 TFUE istituisce un programma quadro pluriennale per la ricerca e l'innovazione, da integrare con le misure necessarie al conseguimento di uno Spazio europeo della ricerca (SER), comprese azioni di sostegno alla formazione e alla mobilità dei ricercatori;

D.

considerando che il completamento del SER consentirà la libera circolazione dei ricercatori, delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie, il che rappresenta una priorità di lunga data dell'Unione europea;

E.

considerando che nelle conclusioni del Consiglio del 28 maggio 2021 si rileva una tendenza crescente alla precarietà dell'occupazione nel mondo accademico, in particolare nei settori delle scienze sociali e umanistiche, con una conseguente perdita di talenti e una riduzione della sicurezza del lavoro nonché un impatto particolarmente negativo sui giovani ricercatori; che attrarre e trattenere talenti in Europa richiede una maggiore interoperabilità e comparabilità tra le carriere della ricerca attraverso lo sviluppo di un quadro europeo per i ricercatori e una migliore mobilità intersettoriale tra imprese e mondo accademico; che le alleanze delle università europee potrebbero essere utilizzate per guidare procedure di assunzione congiunte e definire migliori pratiche in materia di formazione e sviluppo della carriera;

F.

considerando che la comunicazione della Commissione su un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione individua una serie di problemi che frenano la carriera dei giovani ricercatori, tra cui il lavoro precario; che esiste uno squilibrio significativo tra il numero crescente di dottori di ricerca e l'esiguo numero di posizioni di ruolo nei sistemi scientifici pubblici, il che costituisce un ostacolo al tentativo di trattenere i talenti;

G.

considerando che la comunicazione della Commissione su un'agenda per le competenze per l'Europa per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza sottolinea che i ricercatori sono all'avanguardia della scienza e dell'innovazione e hanno bisogno di competenze specifiche per percorrere carriere di successo in ambito accademico e non;

H.

considerando che la comunicazione della Commissione dal titolo "Utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa" evidenzia la trappola che impedisce lo sviluppo dei talenti nelle regioni dell'UE esposte al calo demografico, a una percentuale stagnante di persone con istruzione terziaria e a un massiccio esodo di giovani;

I.

considerando che la comunicazione della Commissione dal titolo "Attirare competenze e talenti nell'UE" riconosce l'importanza e la necessità che l'UE diventi più attraente per i talenti di tutto il mondo, compresi i giovani ricercatori che partecipano a programmi di mobilità;

J.

considerando che la comunicazione della Commissione dal titolo "L'approccio globale alla ricerca e all'innovazione – La strategia dell'Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia" sottolinea l'importanza della diplomazia della scienza ed evidenzia che l'UE dovrebbe incoraggiare i suoi ricercatori e innovatori a contribuire agli ecosistemi globali dell'innovazione e a trarne loro stessi beneficio, oltre a sostenere che l'UE dovrebbe promuovere ulteriormente la cooperazione in materia di sviluppo del capitale umano, segnatamente attraverso programmi di formazione e mobilità dei ricercatori, in particolare grazie alle azioni Marie Skłodowska Curie;

K.

considerando che per "giovani ricercatori" si intendono generalmente i titolari di un dottorato o di un titolo equivalente nei primi anni di ricerca post-dottorato e che qualsiasi definizione di giovani ricercatori dovrebbe basarsi sul livello di esperienza di ricerca piuttosto che sull'età; che definire i giovani ricercatori in base all'età potrebbe violare il principio di non discriminazione e non terrebbe conto dei diversi percorsi di vita che possono indurre le persone a scegliere una carriera nella ricerca; che, inoltre, tale definizione non terrebbe conto di alcune interruzioni di carriera che i giovani ricercatori si trovano necessariamente ad affrontare, come il congedo di maternità, di paternità o parentale, il servizio militare, il lavoro non di ricerca e i lunghi periodi di malattia;

L.

considerando che il tipo di finanziamento disponibile spesso determina l'equilibrio tra contratti a tempo determinato e non, in particolare a livello nazionale; che, se la stragrande maggioranza dei finanziamenti accessibili alle università è costituita da finanziamenti di progetti a breve termine, allora in via primaria potranno essere prorogati solo i contratti a breve termine basati su progetti, dato che le università avranno difficoltà ad assumere impegni finanziari a lungo termine senza finanziamenti a lungo termine per sostenerli;

M.

considerando che la crisi della COVID-19 ha inciso negativamente su molti giovani ricercatori, i quali hanno dovuto far fronte a un deterioramento delle condizioni di lavoro, a problemi di finanziamento e a un accesso ridotto ai laboratori e ad altre strutture essenziali; che, di conseguenza, hanno avuto minori opportunità di completare i loro progetti, ampliare le loro pubblicazioni e ottenere le qualifiche richieste per l'avanzamento di carriera;

N.

considerando che le donne occupano solo il 24 % delle posizioni di vertice nel settore dell'istruzione superiore nell'Unione europea e sono ancora sottorappresentate tra i dottorandi in diverse discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), comprese le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e l'ingegneria; che pochi Stati membri hanno incluso disposizioni sull'uguaglianza di genere nel settore della ricerca e dell'innovazione e che i progressi compiuti per integrare la dimensione di genere nei programmi nazionali di ricerca sono stati lenti;

O.

considerando che l'UE rimane il leader mondiale per quanto riguarda il numero totale di ricercatori, con una quota del 23,5 % (rispetto al 21,1 % in Cina e al 16,2 % negli Stati Uniti) e che l'Europa non ha registrato un aumento significativo del numero di posizioni accademiche permanenti; che solo una piccola percentuale di dottori di ricerca trova un posto permanente nel mondo accademico o nella ricerca pubblica, il che obbligherà i giovani ricercatori a sviluppare competenze trasferibili e a ottenere la formazione necessaria per avere la possibilità di avere carriere di successo al di fuori del mondo accademico;

P.

considerando che l'elevata inflazione dei prezzi dei beni e dei servizi, unitamente all'aumento dei canoni di locazione e dei tassi sui mutui ipotecari, contribuisce a una crisi del costo della vita che colpisce pesantemente i giovani ricercatori, in particolare quelli con salari bassi che devono far fronte a condizioni di lavoro precarie; che i giovani ricercatori devono svolgere una notevole quantità di lavoro non retribuito per progredire nella loro carriera, il che limita le loro possibilità di trovare una retribuzione aggiuntiva;

Q.

considerando che la sua risoluzione del 12 marzo 2009, dal titolo "Migliori carriere e maggiore mobilità: una partnership europea per i ricercatori", individuava molti dei principali problemi che i giovani ricercatori si trovano tuttora ad affrontare, a indicazione del fatto che sono stati compiuti progressi limitati nel tempo;

R.

considerando che la sua risoluzione dell'8 luglio 2021 su un nuovo spazio europeo della ricerca e dell'innovazione conteneva una serie di raccomandazioni per migliorare le condizioni di carriera e rafforzare la partecipazione ai programmi di ricerca e innovazione dell'UE in particolare dei giovani ricercatori e delle donne nelle discipline STEM;

S.

considerando che la sua risoluzione dell'11 novembre 2021 sullo spazio europeo dell'istruzione ha sottolineato l'importanza di maggiori opportunità di ricerca e formazione per i giovani ricercatori in tutta Europa, nonché del riconoscimento reciproco dei diplomi e delle qualifiche che possono facilitare la mobilità professionale;

T.

considerando che l'obiettivo di spesa per la ricerca e lo sviluppo del 3 % del prodotto interno lordo (PIL) dell'Unione non è ancora stato raggiunto, principalmente a causa della mancanza di investimenti privati nella ricerca e nello sviluppo, con una conseguente carenza persistente di investimenti nella scienza, nella ricerca e nell'innovazione che compromette la capacità degli organismi di ricerca di offrire prospettive di carriera eccellenti;

U.

considerando che il termine "giovani ricercatori" non si riferisce all'età dei ricercatori, bensì alla fase della loro carriera, il che significa che, nelle circostanze attuali, molti dei ricercatori interessati non potrebbero più essere considerati giovani;

Condizioni delle carriere e occasioni di networking

1.

plaude alle proposte della Commissione del luglio 2023 volte a rendere più attraenti le carriere di ricerca nell'UE, con maggiori possibilità di mobilità; ricorda che il miglioramento delle carriere di ricerca, in particolare per i giovani ricercatori, è una priorità fondamentale dell'agenda politica del SER 2022-2024 e potrebbe contribuire a determinare se l'UE manterrà il proprio status di leader mondiale della ricerca, dell'innovazione e delle nuove tecnologie;

2.

si compiace della proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione, volta a porre in essere un nuovo quadro europeo per le carriere di ricerca, tra cui una nuova Carta dei ricercatori e un quadro europeo delle competenze per i ricercatori (ResearchComp) a sostegno della mobilità intersettoriale, che comporta una piattaforma per i talenti del SER e un osservatorio delle carriere nel settore della ricerca e dell'innovazione; sottolinea che recenti studi dimostrano che la qualità dei dati sulle carriere di ricerca in Europa è insufficiente per l'elaborazione di politiche efficaci; esorta la Commissione dar prova di maggiore ambizione riguardo alla raccolta dei dati, in termini sia di qualità che di rapidità;

3.

rileva che, sebbene il numero di ricercatori in Europa sia cresciuto sensibilmente nell'ultimo decennio, la qualità delle posizioni si è abbassata; teme che la mancanza di posti permanenti, la tendenza a proporre contratti temporanei e precari, quadri giuridici e occupazionali obsoleti e la mancanza di sostegno istituzionale alla carriera dei ricercatori a inizio carriera possano impedire ai giovani di pianificare il loro futuro e indurre molti di loro a lasciare l'Europa a favore di paesi terzi che offrono condizioni più attraenti e stabili per i talenti internazionali; ritiene che questo tipo di fuga di cervelli rappresenti un grave rischio per l'UE in termini di conseguimento dell'obiettivo di confermarsi una potenza mondiale nei settori della ricerca e dell'innovazione, in particolare in alcune delle più avanzate tecnologie deep tech e digitali e in materia di energia pulita; ricorda che tale perdita di talenti rappresenta anche uno spreco di risorse pubbliche che sono state investite in tutte le fasi della formazione dei giovani ricercatori;

4.

ritiene che le politiche dell'UE volte a contrastare la fuga di cervelli dei giovani ricercatori dovrebbero essere di più largo respiro, non solo riconoscendo il valore comprovato della mobilità, ma anche prendendo in considerazione soluzioni per trattenere e attrarre talenti negli Stati membri e nelle regioni più colpiti dall'esodo dei ricercatori, obbligando nel contempo gli stessi Stati membri a raddoppiare gli sforzi per sostenere la carriera dei loro giovani ricercatori;

5.

deplora alcuni Stati membri utilizzino i finanziamenti dell'UE a favore della ricerca per compensare le riduzioni dei finanziamenti nazionali dovute a maggiori vincoli di bilancio, piuttosto che come mezzo per sviluppare un livello di eccellenza aggiuntivo e più elevato nell'ambito dei loro sistemi universitari;

6.

riconosce che i dottorandi si trovano ad affrontare molti dei problemi e preoccupazioni dei giovani ricercatori post-dottorandi, tra cui l'isolamento, i contratti precari e l'insicurezza finanziaria, nonché notevoli sfide in materia di mobilità e avanzamento di carriera; ritiene che un quadro globale per affrontare i problemi dei giovani ricercatori debba includere misure a sostegno dei ricercatori sia dottorandi che post-dottorandi; deplora che troppi ricercatori dottorandi siano coperti da sovvenzioni che offrono una sicurezza sociale limitata nonostante la natura altamente qualificata delle loro funzioni; insiste sul fatto che, sebbene la mobilità sia vantaggiosa per i ricercatori universitari nel loro sviluppo professionale e contribuisca alla qualità scientifica a livello globale, essa può anche presentare ingenti sfide per i ricercatori nella loro vita privata;

7.

incoraggia le università e gli istituti di ricerca in Europa a offrire posti di dottorato e post-dottorato più interessanti e, in particolare, a prendere in considerazione un aumento dei livelli retributivi ove questi siano attualmente troppo bassi per poter garantire ai ricercatori un adeguato equilibrio tra vita professionale e vita privata e mantenere un tenore di vita accettabile, soprattutto in un contesto di inflazione elevata e rincaro degli affitti; rileva che i giovani ricercatori in Europa dovrebbero poter vivere dignitosamente del loro stipendio per garantire la promozione di attività di ricerca liberamente scelte e della massima qualità; esprime profonda preoccupazione per le indicazioni secondo cui alcune agenzie di finanziamento della ricerca potrebbero aspettarsi che le organizzazioni di ricerca consacrino ai piani di lavoro meno di un equivalente a tempo pieno per ogni mese completo di progetto, il che potrebbe comportare che i ricercatori dottorandi percepiscano di fatto un reddito inferiore al salario minimo;

8.

riconosce la necessità di rafforzare le attività di networking tra le associazioni di ricercatori e le università dell'intera UE, al fine di promuovere meglio gli interessi comuni dei giovani ricercatori;

9.

plaude all'iniziativa "TalentON" e ad altre iniziative dell'UE volte a promuovere la creazione di reti, la visibilità e la cooperazione tra i giovani ricercatori; ritiene che la Commissione debba consolidare tali iniziative e predisporre apposite linee di finanziamento per sostenere gli obiettivi di creazione di reti all'interno di un bacino molto più ampio di ricercatori europei, e che la partecipazione dei giovani ricercatori a tali iniziative dell'UE debba diventare la norma piuttosto che l'eccezione;

10.

è favorevole al miglioramento dei programmi di tutoraggio per orientare i giovani ricercatori verso percorsi professionali diversi e per promuovere la mobilità del personale di ricerca a livello intrasettoriale e intersettoriale; è convinto che i giovani ricercatori dovrebbero avere la possibilità di partecipare a tirocini retribuiti di elevata qualità in settori pertinenti per la loro carriera, in grado di ampliare e migliorare le loro prospettive professionali;

11.

chiede uno sforzo globale per individuare e rimuovere gli ostacoli che impediscono la libera circolazione dei ricercatori, del sapere scientifico e delle tecnologie all'interno degli Stati membri, in tutta Europa e altrove; è favorevole al fatto che il rimborso integrale dei costi di trasloco diventi una pratica abituale in Europa; insiste sulla necessità che gli Stati membri compiano uno sforzo particolare verso una migliore cooperazione e un ulteriore allineamento delle procedure amministrative, facilitando la mobilità dei ricercatori all'interno dell'Unione con la loro famiglia; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero cercare di ridurre gli oneri amministrativi legati all'assunzione di giovani ricercatori e al rinnovo dei loro contratti;

12.

ritiene che le carriere accademiche dei giovani ricercatori nel settore delle scienze sociali e umanistiche siano particolarmente difficili a causa di retribuzioni inferiori e di finanziamenti più limitati per la ricerca in generale; ritiene che occorra intervenire per garantire che una carriera di ricerca nel settore delle scienze sociali e umanistiche offra una serie di opportunità analoghe a quelle per la ricerca nelle discipline STEM; riconosce che l'economia europea registra una crescente carenza di lavoratori altamente qualificati nelle discipline STEM; ricorda, tuttavia, che le conoscenze nei settori delle scienze sociali e umanistiche sono indispensabili anche per il funzionamento di un'economia e di una società libere e aperte;

13.

ritiene che l'avanzamento delle conoscenze scientifiche sulla base di una ricerca rigorosa debba restare un obiettivo valido di per sé; sostiene che i giovani ricercatori dovrebbero essere liberi di sviluppare la propria carriera in modo da dare precedenza alla ricerca di base e non richiedere necessariamente lo sviluppo immediato di soluzioni commerciali e tecnologiche; ricorda che i tirocini sono spesso la prima esperienza professionale di un individuo e possono definire un percorso professionale; insiste pertanto sull'importanza che i centri di ricerca garantiscano una retribuzione competitiva per attrarre giovani ricercatori di talento;

Finanziamento

14.

sottolinea che la responsabilità primaria di garantire finanziamenti pubblici sufficienti e sostenibili per la scienza, la ricerca e l'innovazione incombe agli Stati membri; rimarca che qualsiasi sforzo compiuto dall'Unione, anche tramite il programma quadro, viene ad aggiungersi agli sforzi nazionali e non può ovviare alle sfide create dalla struttura imperfetta dei sistemi nazionali; insiste sul fatto che gli Stati membri dovrebbero impegnarsi per un finanziamento più ambizioso della ricerca e dell'innovazione (R&I), con la piena attuazione dell'obiettivo di investimento del 3 % del PIL stabilito nelle conclusioni del Consiglio del 1o dicembre 2020; ritiene che, per conseguire tale obiettivo, almeno l'1,25 % del PIL destinato agli investimenti dovrebbe provenire da finanziamenti pubblici; chiede un maggiore impegno pubblico e privato a favore del settore R&I nonché migliori meccanismi di cooperazione e finanziamento tra il settore pubblico e quello privato se necessari per mantenere la capacità di leadership globale dell'UE e affrontare le pressanti sfide sociali, con l'ulteriore vantaggio di offrire prospettive di carriera a lungo termine più promettenti per i giovani ricercatori;

15.

deplora che il tasso di successo dei principali regimi di finanziamento di Orizzonte Europa, tra cui quelli orientati allo sviluppo delle carriere nel settore della ricerca (in particolare le borse Marie Skłodowska-Curie e le sovvenzioni di avviamento del Consiglio europeo della ricerca), sia a tutt'oggi troppo basso, e che la maggioranza dei progetti considerati eccellenti non beneficino di finanziamenti;

16.

sostiene che il mancato finanziamento di un'ingente quota di progetti eccellenti e innovativi indebolirà la capacità di R&I dell'Europa e potrebbe demotivare notevolmente i giovani ricercatori di talento, molti dei quali utilizzeranno le proprie competenze altrove nel mondo;

17.

sostiene inoltre che un tasso di successo più elevato potrebbe rivelarsi particolarmente vantaggioso per i richiedenti provenienti dagli Stati membri dell'UE con infrastrutture di ricerca meno sviluppate e una minore capacità di assistenza amministrativa, i quali hanno tendenzialmente maggiori difficoltà nell'assicurarsi finanziamenti competitivi dell'UE;

18.

deplora che né la proposta di bilancio dell'UE per il 2024 né la proposta di revisione del quadro finanziario pluriennale prevedano un aumento della dotazione di Orizzonte Europa, che si rende necessaria per migliorare il tasso di successo dei finanziamenti dell'UE ed evitare di sprecare talenti giacché i giovani ricercatori continuano la loro carriera al di fuori dell'Europa; chiede di incrementare la dotazione di Orizzonte Europa, che permetterebbe a ciascun sottoprogramma di finanziare almeno il 50 % di tutte le proposte "eccellenti".

Mobilità e portabilità

19.

sostiene il principio della mobilità tra gli Stati membri e tra settori, che costituisce uno dei capisaldi della politica e del finanziamento della ricerca dell'UE, nonché uno strumento importante per rafforzare e sostenere lo sviluppo dei giovani ricercatori in Europa, ai fini di una ricerca migliore e di migliori prospettive di carriera;

20.

rileva che alcuni dei più prestigiosi meccanismi di finanziamento dell'UE sono orientati allo sviluppo delle carriere di ricerca, tra cui le azioni Marie Skłodowska-Curie e le sovvenzioni di avviamento del Consiglio europeo della ricerca; insiste sull'importanza di utilizzare i meccanismi di finanziamento dell'UE per incentivare i ricercatori a tornare in Europa dopo aver effettuato il loro dottorato di ricerca in un paese terzo, allo scopo di contrastare la fuga di cervelli che danneggia i sistemi di ricerca europei;

21.

deplora che il Consiglio non abbia adottato misure più concrete per indurre tutti gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli che possono rendere difficile la mobilità per i giovani ricercatori; riconosce che sono stati compiuti alcuni sforzi volontari verso una maggiore armonizzazione, ma constata che norme nazionali obsolete e rigide rendono ancora molto difficile muoversi tra i sistemi accademici, a causa delle difficoltà e dei ritardi nel riconoscimento delle qualifiche accademiche, del rischio di condizioni di lavoro precarie, fino alla perdita dei diritti di sicurezza sociale per i ricercatori che scelgono di intraprendere una mobilità transnazionale;

22.

accoglie con favore l'iniziativa ERA4You e la proposta piattaforma per i talenti del SER quale mezzo per incoraggiare la mobilità intersettoriale e migliorare le prospettive dei giovani ricercatori;

23.

avverte che il semplice fatto di incoraggiare i giovani ricercatori ad abbandonare il mondo accademico per altri settori non rende più attraenti le carriere di ricerca stesse; ritiene che il miglioramento dei percorsi di carriera accademica e il rafforzamento della mobilità intersettoriale dovrebbero essere visti come due obiettivi complementari, con l'obiettivo ultimo di favorire la circolazione in tutte le direzioni, anche dalle imprese e dal governo alle università e agli istituti pubblici di ricerca; sottolinea che sostenendo i giovani ricercatori lungo tutto il loro percorso professionale si consentirebbe loro di restare nel sistema di ricerca dell'UE;

24.

sottolinea le forti variazioni geografiche in termini di attrattiva e sostenibilità delle carriere nel settore della ricerca, che finora i finanziamenti dell'UE non sono riusciti ad affrontare in modo globale; ritiene che la mobilità dei ricercatori all'interno dell'Europa sia in gran parte un processo a senso unico (da sud e est a nord e ovest), mentre l'UE dovrebbe mirare a uno spostamento circolare più equilibrato dei ricercatori tra i sistemi accademici, consentendo la circolazione dei talenti e contribuendo a contrastare la fuga di cervelli;

25.

sottolinea le attuali difficoltà nella portabilità dei diritti tra i paesi, nonché gli ostacoli alla portabilità tra diversi settori (pubblici o privati) all'interno dello stesso Stato membro; sostiene che una maggiore portabilità dei diritti agevolerebbe notevolmente la mobilità professionale e consentirebbe di trattenere i giovani ricercatori in Europa; incoraggia la Commissione a prendere in considerazione soluzioni a tale questione nel quadro delle alleanze universitarie europee;

26.

sostiene l'intenzione della Commissione di basarsi sul fondo pensione paneuropeo destinato ai ricercatori (RESAVER) e di sviluppare un quadro generale per le carriere dei ricercatori al fine di promuovere ulteriormente la mobilità transfrontaliera e intersettoriale, e che sono necessari ulteriori sforzi per garantire che il fondo RESAVER sia realmente utile per i ricercatori;

27.

deplora che le procedure per la standardizzazione e il riconoscimento dei titoli e dei diplomi universitari tra i diversi paesi possano essere eccessivamente burocratiche e applicate in modo incoerente; ritiene che il riconoscimento reciproco sia una condizione necessaria per la mobilità dei giovani ricercatori, e che non dovrebbe comportare oneri amministrativi eccessivi o subire ritardi prolungati che possano ostacolare la mobilità e l'assunzione;

28.

sottolinea che tutte queste sfide sono ancora maggiori per i ricercatori provenienti da paesi terzi e diretti nell'Unione; osserva che l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero fare di più per garantire che i requisiti in materia di visti e di assicurazione sanitaria necessari per l'ingresso nell'Unione e altri requisiti di ingresso siano più prontamente e facilmente accessibili e disponibili per i ricercatori di paesi terzi; sottolinea che ciò è assolutamente essenziale per attrarre un maggior numero di talenti in Europa;

Misure per l'equilibrio di genere e il benessere

29.

riconosce che sono necessari maggiori sforzi per garantire la parità di genere e l'equilibrio di genere nelle carriere della ricerca; chiede il rafforzamento della diversità nella ricerca, in particolare garantendo e promuovendo la parità di genere, basandosi sul lavoro dello strumento GEAR (Uguaglianza di genere nel mondo accademico e della ricerca); sottolinea che sono necessari sforzi particolari per affrontare la sottorappresentanza delle donne nelle discipline STEM;

30.

ritiene che le donne rappresentino solo un terzo dei ricercatori e poco più di un quarto dei posti accademici di alto livello, rappresentando nel contempo una quota sproporzionata di ricercatori con contratti a tempo parziale e precari in Europa;

31.

chiede un impegno concertato a livello dell'UE e negli Stati membri per garantire che le procedure di assunzione e selezione siano neutre dal punto di vista del genere e libere da pregiudizi; osserva che Orizzonte Europa sta attualmente sperimentando la possibilità di anonimizzazione per alcuni progetti al fine di ridurre i pregiudizi di valutazione;

32.

osserva che i giovani ricercatori sono spesso tenuti a svolgere una notevole quantità di lavoro non retribuito per garantire la loro progressione di carriera, il che limita le loro opportunità di trovare fonti alternative di retribuzione al di fuori del mondo accademico; ritiene che l'attuale crisi del costo della vita rappresenti un ulteriore rischio per la sostenibilità delle carriere di ricerca e possa scoraggiare alcuni dei giovani ricercatori più capaci in Europa dal proseguire un percorso di ricerca, in particolare quelli provenienti da contesti sociali più poveri o con responsabilità di assistenza;

33.

critica la mancanza di trasparenza e di merito in molte procedure accademiche chiuse, nonché la proliferazione di contratti di ricerca a bassa retribuzione, precari e a tempo parziale; si rammarica del fatto che molte università pubbliche restino piuttosto chiuse a candidati esterni; sottolinea l'ambizione di EURAXESS di pubblicare tutte le posizioni aperte in Europa in un unico luogo per promuovere le opportunità per i ricercatori e una concorrenza leale tra loro;

34.

esprime preoccupazione per lo scarso equilibrio tra vita professionale e vita privata, lo stress e il benessere mentale di molti giovani ricercatori, in particolare quelli che sono stati costretti a lottare con l'isolamento e la perdita di finanziamenti durante la pandemia di COVID-19; deplora che la pandemia sia stata particolarmente difficile per i ricercatori con responsabilità di assistenza, che sono ancora in gran parte costituiti da donne;

35.

invita gli Stati membri a garantire procedure eque e trasparenti per affrontare i diversi tipi di molestie e abusi nei sistemi accademici, che possono incidere in particolare sulle carriere dei ricercatori all'inizio della carriera, i quali continuano a dipendere fortemente da referenze e raccomandazioni di accademici di alto livello per avere successo nella loro carriera universitaria;

Ostacoli ai processi di finanziamento e valutazione

36.

incoraggia la Commissione a riflettere su come garantire che i regimi di finanziamento dell'UE non impongano aspettative irrealistiche od ostacoli irragionevoli alle domande dei giovani ricercatori, in particolare quelli che si candidano da paesi con strutture di sostegno amministrativo più deboli;

37.

sostiene gli sforzi volti a razionalizzare e semplificare i processi di valutazione in modo da ridurre lo stress e il sovraccarico di lavoro dei giovani ricercatori e a porre maggiormente l'accento sulla qualità delle domande piuttosto che sulla loro quantità;

38.

accoglie con favore il marchio di eccellenza, che consente ai giovani ricercatori di talento di avere più di un'opportunità di ottenere finanziamenti dell'UE per lo stesso tipo di progetto; ritiene che il marchio di eccellenza sia particolarmente necessario alla luce dei bassi tassi di successo delle singole sovvenzioni dell'UE nell'ambito di Orizzonte Europa, a causa dell'insufficiente disponibilità di fondi per finanziare la maggior parte dei progetti di ricerca e innovazione;

Prossime tappe

39.

osserva che l'ex commissaria Mariya Gabriel ha ripetutamente dichiarato la necessità di migliorare le condizioni di lavoro e le opportunità per i giovani ricercatori in Europa; accoglie con favore l'impegno della commissaria Iliana Ivanova, espresso durante la sua audizione in Parlamento, a portare avanti il lavoro del suo predecessore in tale direzione, riunendo consorzi per aiutare i giovani ricercatori e sostenendo un'equa retribuzione e opportunità di carriera;

40.

esorta la Commissione a dare priorità all'attuazione di un "Osservatorio della carriera" sotto forma di un sistema aperto di monitoraggio e rendicontazione in tutta Europa sui progressi annuali in materia di condizioni quadro e di occupazione, compresi la retribuzione, la sicurezza sociale, il tipo di contratto e i livelli pensionistici; osserva che ciò richiede ulteriori attività, insieme a progetti pilota, da sviluppare direttamente con le entità attualmente in possesso di tali dati;

41.

invita il Consiglio ad adottare e attuare rapidamente le nuove iniziative proposte dalla Commissione per rafforzare le carriere della ricerca e rafforzare il SER, compresa la proposta di raccomandazione del Consiglio per una Carta riveduta dei ricercatori e un quadro europeo delle competenze per i ricercatori;

42.

invita la Commissione a valutare in che modo il programma quadro possa contribuire a promuovere una maggiore diversità delle carriere nel settore della ricerca; invita in particolare la Commissione a sviluppare scenari e valutarne la fattibilità in termini di nuove modalità finanziarie e contrattuali per i progetti del programma quadro, al fine di promuovere il cambiamento desiderato nelle pratiche di assunzione e mantenimento dei beneficiari del programma; ritiene che tali scenari potrebbero inoltre valutare la fattibilità di una garanzia europea offerta agli organismi di ricerca pubblici che impiegano ricercatori per l'attuazione di un progetto Orizzonte Europa nel quadro di un contratto con una durata nettamente superiore alla durata del progetto; ritiene che, ove possibile, la Commissione dovrebbe esaminare modalità per incoraggiare nuove forme di meccanismi di finanziamento istituzionale nell'ambito di Orizzonte Europa;

43.

insiste sulla necessità di uno sforzo più concertato da parte dell'UE e dei suoi Stati membri per affrontare i problemi di fondo di lunga data cui sono confrontati i giovani ricercatori in Europa, in quanto ciò aiuterà in ultima analisi l'UE a raggiungere il suo obiettivo di rimanere un leader mondiale nel settore della ricerca e innovazione e in prima linea nello sviluppo di nuove tecnologie nei settori più critici; esorta la Commissione a guidare tali processi in modo da migliorare efficacemente l'accesso a carriere di ricerca di alta qualità in tutto il SER, garantendo in tal modo una circolazione multidirezionale ed equilibrata dei cervelli; ritiene che sia fondamentale mobilitare tutte le parti interessate per raggiungere tali obiettivi, comprese le autorità nazionali e le agenzie di finanziamento, le fondazioni private e il settore privato in generale, con la cooperazione del Parlamento;

44.

invita la Commissione a coinvolgere pienamente e in modo proattivo le organizzazioni che rappresentano gli interessi dei giovani ricercatori nello sviluppo di politiche volte a migliorare la situazione dei giovani ricercatori;

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45.

incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)   GU L 75 del 22.3.2005, pag. 67.

(2)   GU L 431 del 2.12.2021, pag. 1.

(3)   GU C 87 E dell'1.4.2010, pag. 116.

(4)   GU C 99 dell'1.3.2022, pag. 167.

(5)   GU C 205 del 20.5.2022, pag. 17.

(6)  Testi approvati, P9_TA(2023)0239.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4183/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)