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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie C


C/2024/4063

12.7.2024

Parere del Comitato economico e sociale europeo

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda le norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali, i regimi per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali, le modifiche dei piani strategici della PAC, la revisione dei piani strategici della PAC e le esenzioni da controlli e sanzioni

[COM(2024) 139 final – 2024/0073]

(C/2024/4063)

Relatore:

Stoyan TCHOUKANOV

Consultazioni

Consiglio dell'Unione europea, 19.3.2024

Parlamento europeo, 22.3.2024

Base giuridica

Articolo 43, paragrafo 2, e articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

Sezione competente

Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente

Adozione in sessione plenaria

24.4.2024

Sessione plenaria n.

587

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

200/1/8

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie con favore il fatto che la Commissione europea, in linea con quanto raccomandato dal Comitato stesso nei suoi precedenti pareri in materia (1), abbia proposto diverse misure per aumentare la flessibilità e alleggerire gli oneri amministrativi a carico degli agricoltori dell’UE al fine di rafforzare la sovranità alimentare e migliorare i redditi agricoli. Al tempo stesso, sottolinea che la politica agricola comune (PAC), anche se con un formato di domanda semplificato, deve avere come obiettivo ultimo quello di promuovere sistemi alimentari sostenibili, che rispondano alle esigenze della società e dell’ambiente contribuendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Tuttavia, il CESE desidera evidenziare alcuni limiti e incertezze della proposta in esame.

1.2.

In primo luogo, il CESE sottolinea che la proposta non risolverà il problema principale che incontrano gli agricoltori, ossia l’iniqua distribuzione del valore lungo la filiera alimentare, che impedisce loro di ottenere un reddito equo per la loro produzione alimentare (i redditi degli agricoltori sono inferiori di circa il 40 % al reddito medio non agricolo) (2)(3). Il CESE chiede pertanto che gli altri elementi proposti dalla Commissione europea nel pacchetto (4) (in materia di contratti, associazioni di produttori, regimi volontari, pratiche commerciali sleali e osservatorio dei costi di produzione, dei margini e delle pratiche commerciali) siano presentati e adottati rapidamente. Tali elementi sono tutti altrettanto urgenti e contribuiranno ulteriormente all’obiettivo generale di assicurare a un reddito più equo per gli agricoltori, attraendo nel contempo le generazioni più giovani. Si dovrebbero sostenere ulteriormente anche le misure volte a promuovere le filiere corte e i regimi di qualità e a far sì che questi criteri abbiano la precedenza nelle procedure di appalto degli Stati membri, anche imponendo a questi ultimi degli obiettivi vincolanti relativamente alla creazione o al miglioramento di tali filiere e regimi; in questo modo si potrebbe aumentare il valore aggiunto e la redditività delle aziende agricole. Un netto aumento del reddito è fondamentale per consentire agli agricoltori di avere un tenore di vita adeguato e di dare un contributo maggiore agli obiettivi ambientali attraverso misure di inverdimento.

1.3.

In linea di principio, il CESE sostiene la flessibilità offerta agli Stati membri – e di conseguenza agli agricoltori dell’UE – per adattare in modo dinamico le pratiche agricole alle condizioni regionali1. Tuttavia, il CESE osserva che le politiche ambientali e climatiche e le norme sociali non dovrebbero essere considerate come un onere, ma piuttosto come una parte delle soluzioni a lungo termine e degli orientamenti per le decisioni da prendere in futuro1, e che la flessibilità non dovrebbe significare una riduzione delle ambizioni e un indebolimento dell’architettura verde della PAC riformata. Il CESE sottolinea che la condizionalità è stata introdotta per legittimare agli occhi dei contribuenti la concessione di premi per ettaro («sostegno di base al reddito per la sostenibilità»). Solo se gli agricoltori potranno contare sulla sostenibilità economica sarà possibile perseguire obiettivi ambientali più ambiziosi, anche attraverso la condizionalità. Gli agricoltori devono continuare ad adattarsi ai cambiamenti climatici, impegnarsi a favore di iniziative contrattualizzate volte a ridurre le emissioni di carbonio ecc. Essi sono pericolosamente vulnerabili ai cambiamenti climatici e devono far fronte a eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, il che rischia di limitare la loro capacità di operare entro scadenze e tempistiche ideali, come quelle per la realizzazione di colture di copertura. Le deroghe temporanee proposte per le condizioni meteorologiche avverse e le semplificazioni in materia di lavorazione del terreno, copertura del suolo e ripristino dei prati permanenti consentiranno agli agricoltori di prendersi cura dei loro campi nel miglior modo possibile e compatibilmente con le condizioni climatiche.

1.4.

Il CESE rammenta la necessità di proteggere il mercato interno e di garantire una concorrenza leale per gli agricoltori e le PMI dell’UE attraverso accordi commerciali equilibrati e misure commerciali autonome con i paesi terzi che stabiliscano per le importazioni una serie di norme in materia di salute e di obiettivi sociali e ambientali almeno equivalenti a quelle previste nell’UE1. Sono inoltre necessarie clausole di salvaguardia facili da applicare ed efficaci in caso di perturbazione del mercato (misure speculari, reciprocità).

1.5.

La riforma della PAC è stata concepita prima della pandemia di COVID-19 e prima dell’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia; due eventi, questi, che hanno dato luogo a una situazione economica complessa per gli agricoltori e che non potevano essere previsti. Al fine di promuovere la sostenibilità e l’autonomia a lungo termine della produzione alimentare dell’UE, l’attuale PAC dovrebbe fare di più, con un bilancio in linea con le sue ambizioni, per aiutare gli agricoltori a impegnarsi ad aderire a regimi ecologici o a fornire altri servizi ambientali, come la conservazione della biodiversità.

1.6.

Il CESE ritiene che gli agricoltori dovrebbero essere adeguatamente sostenuti per l’intera durata della transizione e che le esternalità positive per il paesaggio, la biodiversità, l’ambiente e il clima, prodotte da alcune attività agricole specifiche, dovrebbero essere incentivate attraverso finanziamenti pubblici o contratti privati (5). In tale contesto, il CESE ritiene che le misure proposte riguardo ai cosiddetti «elementi non produttivi», che consentono agli agricoltori di scegliere di mettere a riposo una parte dei seminativi o di creare nuovi elementi caratteristici del paesaggio in tali aree (e quindi di ricevere un sostegno finanziario supplementare attraverso un regime ecologico), potrebbero dare luogo a risultati ancora migliori di quelli inizialmente previsti dalla PAC, purché siano disponibili risorse finanziarie supplementari sufficienti e adeguate. Ciò non solo garantirebbe l’efficacia ecologica della PAC, ma consentirebbe anche alle aziende agricole di pianificare una transizione graduale verso il prossimo periodo di finanziamento.

1.7.

Il CESE esorta pertanto la Commissione europea e gli Stati membri a garantire che i finanziamenti siano commisurati all’ambizione concordata di garantire una PAC economicamente sostenibile, più verde e più equa, e raccomanda che l’impatto di tali semplificazioni sia valutato il prima possibile nel 2025 a livello degli Stati membri, esaminando in particolare gli effetti sui redditi degli agricoltori e sulla quantità totale di superfici o elementi che favoriscono la biodiversità.

1.8.

Poiché alcune di queste misure di semplificazione ridurranno gli obblighi in materia di buone condizioni agronomiche e ambientali, offrendo nel contempo agli agricoltori una maggiore flessibilità nella scelta delle misure da applicare, il CESE sottolinea la necessità di programmi di formazione adeguati, volti a migliorare le conoscenze relative alle misure di inverdimento, dato il loro impatto economico, tra cui la rotazione delle colture, l’ecologia degli impollinatori, l’identificazione e il ripristino degli habitat, per i consulenti delle aziende agricole e gli agricoltori stessi (6).

1.9.

Il CESE rinnova inoltre la sua raccomandazione di fornire maggiore sostegno agli agricoltori affinché possano far fronte ai controlli necessari1. A tale riguardo, il CESE non è convinto della proposta di esentare gli agricoltori con meno di 10 ettari dai controlli e dalle sanzioni relativi al rispetto dei requisiti di condizionalità. Il CESE sottolinea che i controlli e le sanzioni rimangono un problema per tutti i tipi di aziende agricole, siano esse grandi o piccole, e che è importante ridurre l’onere dei controlli per tutte le aziende agricole europee. Inoltre, tale misura dividerebbe gli agricoltori europei e discriminerebbe una parte di essi su basi giuridicamente ingiustificate. Sebbene alcune esenzioni dai controlli o una riduzione della relativa frequenza possano essere appropriate, in particolare per i piccoli agricoltori (la definizione di «piccolo» è relativa e dipende dal tipo di produzione), il CESE ritiene che un certo grado di controlli adattati e proporzionati possa essere un modo per garantire lo scambio di informazioni e il sostegno agli agricoltori.

1.10.

Infine, pur concordando con l’urgenza di queste proposte al fine di garantirne l’applicabilità in tempo per il prossimo periodo di coltivazione, il CESE sottolinea che la società civile avrebbe dovuto essere consultata in modo diverso al riguardo. Il CESE esorta pertanto la Commissione europea a garantire che tutte le parti interessate siano adeguatamente consultate in merito all’attuazione di tali misure e, nel prosieguo, agli altri elementi proposti nel pacchetto, al tempo stesso discutendoli nel contesto del dialogo strategico in corso. È essenziale ristabilire un dialogo a lungo termine tra la società civile e la comunità agricola e porre gli agricoltori al centro della PAC.

Bruxelles, 24 aprile 2024

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Promuovere una produzione alimentare autonoma e sostenibile: strategie per la politica agricola comune dopo il 2027» (parere esplorativo richiesto dalla presidenza belga) (GU C, C/2024/2099, 26.3.2024, ELI: https://eur-lex.europa.eu/eli/C/2024/2099/oj?locale=it).

(2)   La PAC in sintesi: https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/cap-overview/cap-glance_en.

(3)  Il presente e il futuro dell'agricoltura europea dal punto di vista della società civile organizzata: https://www.eesc.europa.eu/en/news-media/news/present-and-future-european-agriculture-organised-civil-society-perspective; Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Promuovere una produzione alimentare autonoma e sostenibile: strategie per la politica agricola comune dopo il 2027» (parere esplorativo richiesto dalla presidenza belga) (GU C, C/2024/2099, 26.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2099/oj); Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Revisione dell’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori: — Un nuovo patto per gli impollinatori» [COM(2023) 35 final] ( GU C 349 del 29.9.2023, pag. 173).

(4)   Nota della Commissione europea sul pacchetto di sostegno della Commissione agli agricoltori dell'UE: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/QANDA_24_1494?s=09.

(5)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Promuovere una produzione alimentare autonoma e sostenibile: strategie per la politica agricola comune dopo il 2027» (parere esplorativo richiesto dalla presidenza belga) (GU C, C/2024/2099, 26.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2099/oj) e Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Revisione dell’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori: — Un nuovo patto per gli impollinatori» [COM(2023) 35 final] ( GU C 349 del 29.9.2023, pag. 173).

(6)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Revisione dell’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori: — Un nuovo patto per gli impollinatori» [COM(2023) 35 final] ( GU C 349 del 29.9.2023, pag. 173).


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4063/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)