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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2024/3670 |
26.6.2024 |
Parere del Comitato europeo delle regioni - Rafforzare il ruolo degli enti locali e regionali nei sistemi integrati di protezione dei minori
(Parere d’iniziativa)
(C/2024/3670)
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RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR),
Dare priorità a sistemi di protezione sociale attenti alle esigenze dei minori
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1. |
ribadisce il proprio sostegno incondizionato alla raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia europea per l’infanzia (1) e alla strategia dell’UE sui diritti dei minori (2). Tali iniziative, accanto alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (3) e agli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030, rivestono un’enorme importanza in quanto mirano a coinvolgere attivamente gli Stati membri e gli enti locali e regionali nella lotta contro la povertà infantile e nel rafforzamento dei diritti dei minori, questi ultimi definiti dalla suddetta Convenzione come «ogni essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile», promuovendo in tal modo una maggiore giustizia e inclusività all’interno dell’Unione; |
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2. |
in attesa dell’imminente raccomandazione della Commissione europea sui sistemi integrati di protezione dei minori (4), classificata come iniziativa prioritaria nel programma di lavoro della Commissione europea per il 2024, sottolinea la necessità di dare la massima priorità a sistemi di protezione sociale attenti alle esigenze dei minori. Nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, tali misure di protezione dovrebbero essere adeguate al contesto, incentrate sui minori e attuate al livello di governance più appropriato, al fine di agevolare la cooperazione e il coordinamento tra le autorità locali, regionali, nazionali e dell’UE con l’obiettivo di creare sistemi integrati di protezione dei minori che tutelino efficacemente il loro benessere, conformemente all’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, con riferimento sia alla prevenzione della violenza che alla protezione dalla povertà, dalla vulnerabilità e dall’esclusione sociale in tutta l’Unione europea; |
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3. |
sottolinea il collegamento tra protezione dei minori e povertà, in quanto la povertà e l’esclusione sociale possono rendere i minori più vulnerabili alla violenza. Tenuto conto della vulnerabilità dei minori e del fatto che il lavoro minorile viene favorito dalla povertà, occorre riaffermare gli obiettivi della convenzione dell’OIL relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e all’azione immediata per la loro eliminazione. Lo stress, la scarsità di risorse e l’accesso limitato ai servizi di sostegno negli ambienti impoveriti possono contribuire ad aumentare i rischi di violenza contro i minori. Per affrontare tali problematiche interconnesse sono necessarie strategie globali che combinino la protezione dei minori e la lotta alla povertà; |
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4. |
sottolinea il ruolo fondamentale della realizzazione dei diritti dei minori per il conseguimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16 (OSS 16), che prevede di non lasciare indietro nessun bambino e di dare una priorità specifica ai minori particolarmente vulnerabili alla povertà, alla violenza e all’esclusione sociale nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030; |
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5. |
evidenzia la necessità di sviluppare approcci esemplari volti a potenziare gli sforzi compiuti per proteggere i minori e migliorare il loro accesso ai servizi essenziali; raccomanda fortemente, in tale contesto, che gli enti locali e regionali siano coinvolti nelle iniziative di sensibilizzazione e scambio di buone pratiche in tutta l’Unione; |
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6. |
chiede con forza alla Commissione e agli Stati membri di garantire che la strategia dell’UE sui diritti dei minori riceva il necessario sostegno finanziario e che questo sia consistente, in modo da evidenziare il ruolo centrale della protezione dei minori. Tale impegno finanziario è della massima importanza per garantire solidi servizi di protezione dei minori, che puntino sia a prevenire la vulnerabilità economica sia a proteggere i minori dagli abusi e dalla violenza; |
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7. |
facendo riferimento in generale agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, sottolinea che la protezione dei minori si sovrappone a diversi settori tematici quali la salute, compresa la salute mentale, la povertà, l’equità, la non discriminazione, il genere, l’istruzione e la giustizia, e che un approccio olistico è essenziale per affrontare in modo globale tali questioni interconnesse; |
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8. |
sottolinea che i minori devono essere tenuti in debita considerazione nell’ambito del semestre europeo, al fine di garantire una politica per l’infanzia globale, equa e lungimirante che vada a beneficio sia delle generazioni attuali che di quelle future. Con l’obiettivo di contribuire al benessere e al futuro dell’Unione europea nel suo complesso, va accolta con favore l’inclusione dell’eliminazione della povertà e del lavoro minorile nel processo del semestre europeo; |
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9. |
sollecita un coordinamento multilivello, in linea con la convenzione dell’Aia sulla protezione dei minori (5) e con l’OSS n. 16, nel cui ambito gli enti locali e regionali, le autorità di contrasto, l’assistenza sanitaria, i servizi educativi e sociali collaborino per rispondere efficacemente alle preoccupazioni in materia di protezione dei minori; chiede, in tale contesto, la creazione di sistemi di raccolta e monitoraggio dei dati, anche a livello regionale e a ogni altro livello competente in materia di protezione dei minori, al fine di seguire i progressi, individuare le tendenze e assegnare le risorse in maniera efficace; |
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10. |
con riferimento all’OSS n. 5, insiste sul fatto che le questioni di genere dovrebbero essere parte integrante delle politiche di protezione dei minori, ponendo l’accento in particolare sulla protezione delle ragazze dalla violenza di genere, perpetrata anche attraverso la tratta di esseri umani, la violenza religiosa, lo sfruttamento sessuale e pratiche quali i matrimoni infantili, i matrimoni forzati o le mutilazioni genitali femminili, nonché sulla realizzazione di politiche attente alla dimensione di genere con una legislazione applicabile per promuovere la parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze; |
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11. |
sottolinea l’importanza di avere una consapevolezza particolare delle esigenze e delle sfide specifiche in una prospettiva intersezionale, come quelle riguardanti i minori con disabilità o migranti, e pertanto la necessità di misure di sostegno inclusive, ad esempio in relazione all’accessibilità (fisica), alle barriere linguistiche e alle gravi conseguenze dei traumi che i minori possono aver subito; |
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12. |
riconosce la grande importanza delle attività di sensibilizzazione destinate ai professionisti e ai volontari che lavorano con i minori in diversi settori (servizi sociali, sistemi giuridici, istruzione, sport, tempo libero) per prevenire gli abusi, i danni, la vittimizzazione e per promuovere le buone pratiche, contribuendo in tal modo a città e regioni più inclusive e sicure per i minori, in linea con l’OSS n. 11. Ruolo degli enti locali e regionali nella protezione dei minori |
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13. |
sottolinea che i sistemi per il benessere e la protezione dei minori a livello locale e regionale sono i più efficaci, e che in tale ambito occorre coinvolgere i servizi sociali, le istituzioni sanitarie, le scuole e le organizzazioni delle comunità; |
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14. |
riconosce il ruolo cruciale degli enti locali e regionali nel proteggere i minori vulnerabili dalla violenza nelle rispettive comunità e sottolinea l’importanza di misure comunitarie per la protezione dei minori e della promozione di una cultura di tolleranza zero nei confronti della violenza contro i minori; invita a condurre ricerche periodiche e valutazioni delle esigenze per individuare le vulnerabilità e i rischi specifici cui devono far fronte i minori svantaggiati nelle loro comunità e adeguare di conseguenza le misure; |
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15. |
raccomanda di creare centri locali di assistenza all’infanzia e di garantire l’accessibilità e la riservatezza delle procedure di denuncia degli abusi e richiesta di aiuto; raccomanda inoltre il ricorso a squadre mobili di assistenza, che sono in grado di valutare i rischi per la protezione dei minori e di fornire sostegno alle famiglie che ne hanno bisogno; |
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16. |
sottolinea la necessità di un approccio olistico in stretta collaborazione tra le parti interessate che lavorano con i minori, ad esempio nei settori dell’istruzione e della formazione, della sanità, dei servizi sociali, dei sistemi giudiziari, delle attività di contrasto, dello sport e del tempo libero, e gli enti locali e regionali che promuovono il dialogo con le comunità al fine di migliorare la tutela dei diritti dei minori; è favorevole inoltre a campagne di informazione locali e regionali finanziate dall’UE volte a sensibilizzare in merito a un sistema integrato di protezione dei minori, che tenga conto della prevenzione della violenza e della vulnerabilità economica dei minori, il che va a vantaggio sia della società che di tutti i minori; |
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17. |
invita le autorità competenti degli Stati membri a istituire servizi di protezione dei bambini e dei giovani che siano efficaci e accessibili e diano la priorità ad ambienti sicuri e inclusivi, misure preventive, interventi precoci e sostegno alle famiglie vulnerabili; raccomanda pertanto di creare spazi sicuri all’interno delle comunità, che offrano rifugio e sostegno ai minori che vivono una situazione di violenza o abuso; |
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18. |
sottolinea l’importanza che gli enti locali e regionali mettano a disposizione delle risorse e partecipino attivamente alle iniziative volte a promuovere pratiche pedagogiche positive, con particolare attenzione alla promozione di forme di disciplina non violente e alla prevenzione dei comportamenti dannosi; chiede di agevolare i gruppi di sostegno all’istruzione per fornire ai genitori e ai prestatori di assistenza orientamenti di base in materia di disciplina positiva e gestione dello stress; |
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19. |
mette in evidenza il ruolo degli enti locali e regionali nella definizione e nel perfezionamento di strategie che promuovano la cooperazione tra le autorità di assistenza ai giovani, le autorità di contrasto e le organizzazioni dei media per affrontare efficacemente i casi di minori scomparsi, comprese le situazioni in cui i minori non sono visibili nel sistema per vari motivi, come il timore di violenze, le persecuzioni o l’immigrazione irregolare; |
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20. |
sottolinea il ruolo degli enti locali e regionali nell’aiutare le scuole situate sul loro territorio ad attuare politiche globali di protezione dei minori, che dovrebbero includere misure rigorose per combattere il bullismo online e offline, al fine di garantire un ambiente di apprendimento sicuro per tutti gli alunni; fa presente in particolare la necessità di servizi accessibili e inclusivi a sostegno dei minori affetti da problemi di salute mentale; segnala, a tal fine, l’importanza di programmi a livello nazionale e, laddove pertinente, regionale, basati sulle scuole che informino i minori in merito ai loro diritti, alla loro sicurezza personale e alla possibilità di denunciare gli abusi, formando nel contempo gli educatori a riconoscere i segni di abuso; |
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21. |
ribadisce l’invito a ricorrere a tutte le risorse disponibili, quali il FSE+, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di aiuti europei agli indigenti, il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, InvestEU, REACT-EU, il Fondo per la ripresa e la resilienza ed Erasmus+, e a sfruttarle appieno (6), al fine di attuare efficacemente sistemi integrati di protezione dei minori; ricorda che tutti gli Stati membri dovrebbero destinare almeno il 5 % delle proprie risorse nel quadro del FSE+ a misure mirate e riforme strutturali volte a combattere la povertà infantile, fermo restando che tale percentuale costituisce solo una soglia minima e che gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare una quota maggiore del FSE+ per combattere la povertà infantile; fa presente inoltre che, secondo il regolamento FSE+, la quota del finanziamento a sostegno degli indigenti deve essere del 90 %, il che dovrebbe facilitare l’accesso a tali finanziamenti per lo sviluppo di sistemi integrati di protezione dei minori per quelli che rientrano in tale categoria. |
Un ambiente sicuro per i bambini
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22. |
sottolinea l’importanza di eliminare la violenza contro i minori in tutte le sue forme, sia fisiche che mentali, tanto negli spazi fisici (come la famiglia, la scuola, lo sport e il tempo libero) quanto nel mondo digitale (compresi il bullismo online, gli abusi online e altre forme emergenti di rischi digitali legati all’intelligenza artificiale e ai mondi virtuali), nonché di sviluppare approcci preventivi mediante un trattamento adeguato e la creazione di ambienti protettivi per i bambini e gli adolescenti in tutti gli ambiti della loro vita. Il CdR sottolinea che i giovani sono particolarmente vulnerabili a forme specifiche di violenza; |
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23. |
invita la Commissione europea a rafforzare i suoi meccanismi di finanziamento diretto e a semplificare le procedure per agevolare l’accesso degli enti locali ai finanziamenti dell’UE, al fine di promuovere un’azione più rapida e mirata nella lotta contro la povertà infantile; |
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24. |
evidenzia la necessità di sistemi giudiziari a misura di bambino, con procedure inclusive per garantire il diritto dei minori di essere ascoltati in merito a tutte le questioni che li riguardano, laddove necessario offrendo loro accesso al patrocinio a spese dello Stato, che prevede un’assistenza legale gratuita ed efficace (comprendente la consulenza e la rappresentanza legali), servizi gratuiti di interpretazione e traduzione e assistenza; |
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25. |
chiede un’attenta sorveglianza dei minori da parte delle autorità e degli enti pubblici deputati alla loro tutela, che dovrebbero essere pronti a intervenire per contrastare i loro comportamenti violenti e contribuire al reinserimento dei giovani autori di reati; sottolinea che la decisione in merito alla sorveglianza deve essere preceduta da una valutazione dell’interesse superiore del minore. Le misure adottate per contrastare i comportamenti violenti dei minori dovrebbero essere basate su dati concreti; |
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26. |
sottolinea l’importanza di facilitare l’accesso ai servizi sociali e di salute mentale per i minori vittime di violenza affinché possano intraprendere un percorso di guarigione; |
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27. |
prende atto dell’invito della piattaforma per la partecipazione dei minori (7) a fare in modo che i bambini si sentano più sicuri nei contesti scolastici. Al di là della scuola, è essenziale rafforzare le misure volte a garantire la sicurezza delle aree di gioco e dei parchi, come pure quelle relative all’illuminazione stradale, nonché fornire maggiori informazioni e formazione per adulti e bambini sui comportamenti online sicuri; |
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28. |
chiede, nel contesto della strategia dell’UE sui diritti dei minori, che le autorità competenti degli Stati membri stabiliscano misure volte a proteggere l’infanzia e l’adolescenza nell’ambiente digitale, affrontando vari aspetti quali la limitazione dell’accesso a contenuti inadeguati, la supervisione degli algoritmi e dei sistemi di trattamento automatico, la prevenzione ai fini di un uso sicuro e responsabile, una progettazione di prodotti e servizi digitali adeguata all’età degli utenti, nonché l’educazione a una cittadinanza digitale responsabile. |
Partecipazione ed emancipazione dei minori
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29. |
ribadisce, con riferimento alla strategia dell’UE sui diritti dei minori, l’importanza di dare ai minori la possibilità di partecipare alle decisioni che incidono sulla loro vita, ed esorta gli Stati membri e le regioni a migliorare, attraverso risorse adeguate, la partecipazione dei minori a tutti i livelli; giudica positivamente, a tale proposito, la piattaforma dell’UE per la partecipazione dei minori quale buona pratica per ascoltare i minori e rafforzarne la partecipazione, per loro e con loro, nonché dare un seguito concreto alle raccomandazioni sulla partecipazione dei cittadini formulate nel quadro della Conferenza sul futuro dell’Europa; plaude all’importante scelta di assicurare una continuità del sostegno tra la partecipazione dei bambini e dei giovani, promossa nella strategia dell’UE per la gioventù 2019-2027 (8) e ribadita nella comunicazione sull’Anno europeo dei giovani 2022 (9); |
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30. |
invita l’Unione europea, in particolare la Commissione europea, a consolidare gli strumenti finanziari disponibili per assistere gli enti locali e regionali nel loro approccio per quanto riguarda i minori non accompagnati, a seguito dell’aumento significativo del loro numero sul territorio dell’UE, e ad armonizzare la normativa europea in materia di protezione e assistenza ai minori non accompagnati; |
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31. |
evidenzia come uno dei risultati più importanti scaturiti dalla consultazione dei bambini nel quadro della piattaforma dell’UE per la partecipazione dei bambini il fatto che questi ultimi vogliono essere coinvolti nel processo decisionale relativo alle modalità per garantire la loro sicurezza a casa, nelle scuole, nelle aree locali o nelle strutture sanitarie; chiede, dal canto suo, un approccio inclusivo per rafforzare la partecipazione dei bambini e dei giovani ai processi decisionali che li riguardano, rispettando nel contempo la diversità di età, genere, origine etnica e disabilità e garantendo che la loro voce sia ascoltata e presa in considerazione; |
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32. |
ribadisce un altro importante risultato della consultazione dei bambini, relativo alla necessità di istituire e mantenere una varietà di canali di comunicazione diretta e di feedback ad essi destinati, che dovrebbero essere considerati una caratteristica fondamentale dei sistemi integrati di protezione dei minori; |
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33. |
fa presente che l’interesse superiore del minore dovrebbe guidare tutte le politiche pertinenti e le azioni a livello locale, regionale, nazionale e internazionale per garantire il rispetto delle norme internazionali e dell’UE in materia di diritti dei minori e la coerenza delle politiche relative alla loro protezione a tutti i livelli; |
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34. |
sottolinea l’importanza di adottare un approccio a lungo termine nella garanzia della protezione dei minori, mettendo in atto misure e politiche che promuovano la stabilità e la continuità dei servizi destinati ai bambini; incoraggia gli Stati membri e – laddove sia di loro competenza – gli enti locali e regionali, a rivedere periodicamente le loro pratiche e politiche in materia di protezione dei minori, tenendo conto delle raccomandazioni europee e delle buone pratiche internazionali, al fine di migliorare costantemente la loro risposta alle esigenze dei bambini e delle famiglie. |
Bruxelles, 18 aprile 2024
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Vasco ALVES CORDEIRO
(1) https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9106-2021-INIT/it/pdf
(2) COM(2021) 142 del 24.3.2021.
(3) Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza | Unicef.
(4) Ai sensi dell'articolo 292 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
(5) Convenzione sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori (GU L 151 del 11.6.2008, p. 39).
(6) Relazione sulla riduzione delle disuguaglianze e la promozione dell'inclusione sociale in tempi di crisi per i bambini e le loro famiglie | A9-0360/2023 | Parlamento europeo (europa.eu).
(7) Cfr. Feeling Safe | EU Child Participation (europa.eu).
(8) Risoluzione del Consiglio dell'Unione europea e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, su un quadro di cooperazione europea in materia di gioventù: La strategia dell'Unione europea per la gioventù 2019-2027 (GU C 456 del 18.12.2018, p. 1).
(9) COM(2024) 1 final del 10.1.2024.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/3670/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)