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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie C


C/2024/1047

9.2.2024

Parere del Comitato europeo delle regioni — La Banca europea dell’idrogeno

(C/2024/1047)

Relatrice:

Arianna CENSI (IT/PSE), assessora comunale di Milano

Testo di riferimento:

COM(2023) 156 final

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR),

Quadro normativo e condizioni generali

1.

accoglie con favore la comunicazione sulla Banca europea dell’idrogeno (di seguito: «la Banca»); osserva, tuttavia, che la denominazione di tale strumento rischia di essere fuorviante, in quanto non si tratta di una banca, bensì di un’iniziativa che coordina le attività e i finanziamenti volti a stimolare la produzione e l’importazione di idrogeno rinnovabile nell’UE e a sostenere progetti in materia di idrogeno rinnovabile;

2.

sottolinea che la creazione di un’economia dell’idrogeno rinnovabile è un elemento essenziale per realizzare gli obiettivi del Green Deal e realizzare la neutralità climatica. Il conseguimento degli obiettivi ambiziosi stabiliti da REPowerEU per la produzione di idrogeno rinnovabile in sinergia con il piano industriale del Green Deal deve garantire il potenziamento della capacità industriale dell’Europa e l’aumento del suo vantaggio competitivo;

3.

invita la Commissione europea ad accelerare in modo significativo la notifica dei progetti IPCEI (1) nel settore dell’idrogeno, dato che i portatori di interessi nei distretti («valli») dell’idrogeno delle regioni europee hanno urgente bisogno di certezze riguardo agli investimenti e alla pianificazione; e in particolare sollecita la terza ondata di notifiche dei progetti infrastrutturali in sospeso;

4.

si rammarica che la comunicazione non tenga sufficientemente conto degli enti locali e regionali, e invita la Commissione europea a riconsiderare il ruolo di tali enti nel funzionamento futuro della Banca, in quanto essi svolgeranno una funzione importante nell’attuazione dei progetti in tutti i territori dell’UE, con riguardo sia alle attività di programmazione e pianificazione energetica, sia a quelle connesse all’iter autorizzatorio; invita la Commissione europea a tenere pienamente conto di questo aspetto nella sua annunciata tabella di marcia per i distretti dell’idrogeno (2);

5.

ricorda che l’unica forma sostenibile di idrogeno compatibile con gli obiettivi del Green Deal è l’idrogeno rinnovabile, e sottolinea che lo strumento della Banca europea dell’idrogeno deve puntare ad abbassare i costi di produzione dell’idrogeno rinnovabile; riconosce che altre fonti di idrogeno a basse emissioni di carbonio potrebbero contribuire, nel breve periodo, a garantire una transizione agevole all’idrogeno rinnovabile il più rapidamente possibile;

6.

sottolinea che gli elettrolizzatori producono meno del 4 % del totale dell’idrogeno generato nell’UE e riconosce l’urgente necessità di accrescerne le capacità produttive nell’Unione. Al tempo stesso, è consapevole dell’importanza, ai fini del conseguimento degli obiettivi di REPowerEU, di importare idrogeno rinnovabile da paesi terzi; sottolinea che gli sforzi compiuti da tali paesi per raggiungere i loro obiettivi in materia di energia e clima non dovrebbero essere compromessi; invita la Commissione europea a prendere in considerazione unicamente le importazioni dai paesi vicini dell’UE che ne condividono i valori e sono impegnati a garantire la sostenibilità e a non generare emissioni aggiuntive lungo la catena di approvvigionamento. Ricorda che il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) si applicherà all’idrogeno, e invita la Commissione a mettere a punto un solido sistema di certificazione per le importazioni di idrogeno rinnovabile, sulla base degli stessi criteri applicati alla produzione nell’UE; rimane cauto quanto ai potenziali rischi di ricreare delle dipendenze;

7.

accoglie con favore il fatto che la Banca europea dell’idrogeno si basi sullo strumento H2Global già introdotto per le aste relative alle importazioni di idrogeno, e chiede, a tale proposito, che lo strumento per l’importazione dell’idrogeno della Banca europea dell’idrogeno possa essere integrato da misure nazionali specifiche di sostegno a tali importazioni; ravvisa nelle importazioni di idrogeno un elevato potenziale per lo sviluppo dei porti e degli attuali terminali GNL delle regioni costiere in poli energetici del futuro;

8.

sottolinea la necessità di potenziare le infrastrutture dell’UE per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione e il consumo di idrogeno in tutta l’Unione europea; ed evidenzia altresì che è necessaria una pianificazione integrata delle reti per l’elettricità, il calore e il gas onde assicurare un’integrazione agevole dell’idrogeno nei sistemi energetici. Le aste della Banca europea dell’idrogeno possono essere organizzate per settore (3), assicurando condizioni di parità tra i concorrenti con strutture di costo e requisiti simili;

9.

riconosce il ruolo di modello svolto dal primo invito della Banca per promuovere ulteriormente l’idrogeno rinnovabile al fine di decarbonizzare le attività industriali, l’approvvigionamento energetico e i trasporti pesanti nell’UE. Dopo il primo invito, si dovrebbero organizzare delle aste per dare priorità alla decarbonizzazione dei settori industriali (tra cui quello della produzione di energia) con il maggiore potenziale in termini di riduzione delle emissioni e che avranno più bisogno della copertura del delta prezzo. La priorità dovrebbe essere accordata anche ai settori in cui l’elettrificazione non è un’opzione praticabile dal punto di vista tecnico ed economico, e con particolare riguardo alle imprese che rivestono un’importanza strategica per il paese o la regione in questione;

10.

invita i colegislatori a garantire l’adozione del quadro normativo per l’idrogeno rinnovabile al fine di sostenere l’economia emergente dell’idrogeno rinnovabile con un’adeguata protezione dei consumatori e investimenti significativi. Il pacchetto legislativo «Pronti per il 55 %» e altre iniziative di rilievo, quali la normativa sull’industria a zero emissioni nette e quella sulle materie prime critiche, devono essere adottati quanto prima per consentire lo svolgimento tempestivo delle aste della Banca, tenendo conto delle prospettive locali e regionali;

11.

esprime apprezzamento per la dotazione finanziaria iniziale di 800 milioni di EUR prevista per la prima asta della Banca e invita la Commissione ad adoperarsi rapidamente per indire e valutare tale asta pilota. Esorta tuttavia la Commissione europea e gli Stati membri a fare in modo che i finanziamenti complessivi disponibili per le future aste della Banca siano aumentati, ad esempio attraverso risorse supplementari messe a disposizione dal sistema per lo scambio delle quote di emissione dell'UE (ETS), risorse europee e nazionali. Anche la piattaforma delle tecnologie strategiche per l'Europa (STEP), recentemente introdotto, potrebbe svolgere un ruolo in tale contesto;

12.

ribadisce l’importanza dell’equilibrio geografico per consentire la produzione e l’utilizzo di idrogeno rinnovabile in tutta l’UE; esorta la Commissione a indire aste macroregionali e, a tal fine, a definire macroregioni sufficientemente ampie da garantire un’adeguata concorrenza, assicurando nel contempo l’equilibrio geografico; chiede alla Commissione di proporre un criterio di ripartizione per suddividere equamente la dotazione finanziaria tra le diverse regioni, in modo da poter contribuire, in particolare, alla trasformazione dell’industria dell’UE per rafforzare la competitività globale e ridurre l’impatto climatico. Tale differenziazione regionale dovrebbe tenere conto delle sfide specifiche cui devono far fronte le regioni ultraperiferiche, le isole, le zone montane e le regioni periferiche, come pure le città e le regioni caratterizzate dalla presenza di attività industriali ad alta intensità energetica che hanno un impatto significativo sull’ambiente e sulla salute umana e sono difficili da elettrificare;

13.

riconosce l’importanza delle regioni che svolgono una funzione generale nel garantire una distribuzione geograficamente equilibrata dell’idrogeno nell’UE attraverso l’importazione e il trasporto di tale sostanza, e invita la Commissione a istituire un meccanismo di compensazione destinato a tali regioni e volto a bilanciare le particolari difficoltà che esse devono affrontare per svolgere tale funzione di transito.

Le regioni come catalizzatori della Banca europea dell’idrogeno

14.

sottolinea inoltre, in tale contesto, che le infrastrutture per l’idrogeno devono essere sviluppate a livello sia nazionale che transnazionale e transfrontaliero, al fine di fornire idrogeno laddove sia maggiormente necessario nei settori industriali dell’UE;

15.

sottolinea l’intrinseca debolezza del sistema di asta scelto, rappresentata dalle insufficienti garanzie contro l’inadempimento. Un’asta tra un solo fornitore e un acquirente fa infatti aumentare il rischio che, nel periodo di attuazione operativa, che può durare fino a 10 anni, uno dei partecipanti risulti inadempiente, con conseguenze economiche potenzialmente disastrose per i partecipanti stessi. Pertanto, il CdR raccomanda vivamente di valutare gli strumenti disponibili per attenuare questo rischio. In quest’ottica, bisognerebbe che sia i produttori che gli acquirenti impiegassero metodi efficaci e suffragati dal mercato. Per le aste successive, è necessario valutare se la scelta di meccanismi d’asta alternativi (ad esempio le doppie aste, come quelle di H2Global) possa ridurre al minimo i rischi di questo tipo;

16.

fa notare che non sarà possibile trasportare efficacemente l’idrogeno mediante condotte in un intero paese — o addirittura in tutta Europa — entro il 2027. Occorre pertanto tenere presente che, nelle prime aste dell’idrogeno, gli aspetti regionali svolgeranno un ruolo molto importante. Il CdR fa osservare che la Commissione dovrebbe adottare misure di controllo efficaci al fine di impedire che venditore e acquirente si accordino per falsare i prezzi e di escludere che vi siano legami di proprietà tra tali soggetti (ad esempio la vendita da un’impresa a se stessa, a una sua controllata o ad altre imprese dello stesso gruppo).

17.

ritiene che gli enti locali e regionali fungeranno da facilitatori per lo sviluppo dell’economia dell’idrogeno, in quanto costituiscono una piattaforma naturale per creare forti collegamenti tra i produttori e gli acquirenti di idrogeno. Se si vuole sfruttare appieno questo ruolo di facilitazione, occorre predisporre strumenti di sostegno per fornire ulteriore assistenza tecnica e sviluppo di capacità aggiuntive agli enti locali e regionali. È inoltre importante eliminare gli ostacoli giuridici che impediscono agli enti locali e regionali stessi di contribuire alla produzione e alla vendita di idrogeno, ragion per cui il Comitato invita la Commissione europea ad affrontare tale questione nella tabella di marcia per i distretti dell’idrogeno (4) da essa annunciata;

18.

invita la Commissione europea a coinvolgere attivamente gli enti locali e regionali per aggregare l’offerta e la domanda e raccogliere dati esatti sulla distribuzione dei principali punti di produzione e utilizzo dell’idrogeno in tutta l’UE, dedicando una particolare attenzione ai territori che si trovano ad affrontare ostacoli strutturali;

19.

sottolinea la necessità di decarbonizzare le attività industriali ad alta intensità energetica, i trasporti pesanti e le zone urbane, dando la priorità alla riduzione delle emissioni e al tempo stesso creando nuove opportunità occupazionali, in particolare nelle regioni ad alta intensità di carbonio e nelle città. Gli inviti a presentare proposte lanciati dalla Banca dovrebbero promuovere la fornitura di idrogeno rinnovabile per la decarbonizzazione delle città e dei processi industriali, la sostituzione dei combustibili fossili per la produzione di derivati (ad esempio l’ammoniaca) e l’immissione diretta di idrogeno per la produzione di acciaio, laddove la piena elettrificazione non sia ancora possibile;

20.

invita la Commissione europea a promuovere delle aste future per la mobilità a zero emissioni, in particolare per i trasporti a lungo raggio in treno, aereo, autocarro e nave. Un’ampia offerta di idrogeno rinnovabile contribuirà alla realizzazione di stazioni di rifornimento di idrogeno in tutta l’UE, come sottolineato nel regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi;

21.

sottolinea l’importanza delle infrastrutture per l’idrogeno per sostenere l’efficienza degli inviti a presentare proposte della Banca, con l’obiettivo di diffondere la produzione e l’utilizzo di idrogeno rinnovabile sovvenzionato in tutta l’UE. È dimostrato che le condotte dell’idrogeno sono il vettore meno costoso per trasportare tale gas. Il CdR sottolinea tuttavia l’importanza di promuovere il più possibile la produzione e l’utilizzo locali e regionali dell’idrogeno rinnovabile, anche nello spirito dei distretti dell’idrogeno, anche detti «valli dell’idrogeno»;

22.

ricorda che, sebbene la produzione di idrogeno mediante elettrolisi richieda un volume consistente di acqua, che va da 18 a 24 chilogrammi per chilogrammo di idrogeno prodotto (5), essa può comunque offrire un approccio sostenibile all’uso dell’acqua rispetto ad altre industrie ad alta intensità idrica. Nondimeno, invita tuttavia la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione all’efficienza delle risorse e alla direttiva quadro sulle acque (6), in particolare per le regioni a rischio di siccità; osserva che evitare i conflitti per l’uso dell’acqua dovrebbe essere un obiettivo primario dei partenariati con i paesi terzi, in particolare con quelli situati in regioni aride; chiede che vengano effettuate ulteriori ricerche sulle tecnologie relative all’efficienza delle risorse e alla desalinizzazione dell’acqua, nonché su soluzioni intese a contrastare l’inquinamento da salamoia, che riducano al minimo il consumo energetico e l’impatto ambientale.

Finanziamento della transizione verso l’idrogeno rinnovabile — Banca europea per l’idrogeno rinnovabile e azioni da sostenere

23.

chiede un ulteriore miglioramento del bilancio futuro per incentivare un più ampio spread del mercato, consentire l’effettivo coinvolgimento delle imprese più piccole e delle piccole e medie imprese e dare un sostegno più efficace ai settori industriali che dovranno affrontare costi di transizione più elevati;

24.

invita la Commissione europea a destinare maggiori risorse dell’ETS al bilancio della Banca. Il Fondo per l’innovazione riveduto, con una dotazione più consistente e nuove categorie di progetti da sostenere, consentirebbe alla Banca di ampliare le finestre temporali per la partecipazione alle aste e di accrescere i volumi sostenuti. In un siffatto scenario, aumentare il numero di inviti lanciati ogni anno, organizzandoli per settore o per macroregione, potrebbe essere la soluzione adatta per dare il via alla creazione di un mercato dell’idrogeno rinnovabile distribuito uniformemente in Europa;

25.

invita espressamente la Commissione europea a tenere conto del fatto che saranno necessarie maggiori risorse — non solo per gli inviti a presentare proposte, ma anche per la loro attuazione da parte degli enti locali e regionali — in termini di capacità connesse alle competenze tecniche e/o amministrative. A tal fine, si dovrebbe esplorare la possibilità di creare sinergie con strumenti esistenti, quali lo strumento di sostegno tecnico e il programma JASPERS (Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee), nonché, in ogni caso, garantire un’adeguata formazione specialistica tramite appositi corsi finanziati dagli Stati membri;

26.

invita la Commissione europea a ripensare in che modo il sostegno della Banca possa essere associato ai finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo per una transizione giusta e del programma InvestEU gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), anche al fine di sostenere l’introduzione dell’idrogeno nel ciclo industriale dei settori in cui le emissioni sono difficili da abbattere. Questo tipo di sostegno favorirà, in ultima analisi, la realizzazione degli impianti di produzione e delle relative infrastrutture, consentendo una più agevole mobilitazione di risorse pubbliche e private;

27.

riconosce che le regioni meno sviluppate possono avere bisogno di un sostegno supplementare per l’attuazione e il monitoraggio dei progetti relativi all’idrogeno rinnovabile, a causa delle loro esigenze e capacità specifiche. Incoraggia la Commissione europea a collaborare strettamente con gli enti locali e regionali di tali regioni per mettere a punto soluzioni su misura, semplificare le procedure amministrative e fornire assistenza nella gestione delle complessità normative;

28.

sottolinea che la prima asta pilota, in particolare, dovrebbe cercare di attrarre anche progetti più piccoli e in fase di sviluppo; invita pertanto la Commissione a ridurre gli oneri amministrativi e a modificare taluni elementi della struttura del meccanismo — in particolare l’obbligo di una capacità minima installata di elettrolizzatori e la restrizione relativa al volume dell’offerta — al fine di facilitare la partecipazione delle piccole e medie imprese;

29.

esorta la Commissione europea ad applicare un criterio di indicizzazione per i premi fissi accordati, al fine di salvaguardare la produzione di idrogeno rinnovabile da fluttuazioni inflazionistiche impreviste;

30.

concorda con la Commissione europea nel ritenere che il sostegno finanziario ottenuto mediante le aste, con le eccezioni previste nei termini e nelle condizioni di ciascuna di esse, non dovrebbe essere cumulato con il sostegno pubblico a livello nazionale; tuttavia, invita la Commissione europea a valutare i risultati della prima asta al fine di rendere meno rigide le norme in materia di cumulo per le aste future, purché ciò non comporti distorsioni della concorrenza;

31.

accoglie con favore l’idea della Commissione europea di lanciare il concetto di aste «di servizio»; ritiene infatti che ciò potrebbe ridurre i costi amministrativi per gli Stati membri, ma suggerisce di effettuare una valutazione prima di estendere tale modalità ad altre forme di sostegno.

Creazione di posti di lavoro e misure trasversali

32.

sottolinea che gli enti locali e regionali dispongono delle maggiori potenzialità per promuovere lo sviluppo delle competenze e la riqualificazione della forza lavoro, soprattutto nelle comunità difficili da decarbonizzare. Sia per i profili tecnici che per quelli amministrativi, si prevede che verranno creati 249 000 posti di lavoro entro il 2030 nel solo settore della produzione di idrogeno (7), mentre per l’intera catena del valore dell’idrogeno tale stima è pari a 1 milione di nuovi posti di lavoro entro il 2030 (8);

33.

sottolinea che le aste della Banca e il loro successo dipenderanno dal modo in cui l’attuazione dei programmi sarà pianificata nei contesti locali e regionali. Le valli dell’idrogeno e le relative infrastrutture svolgeranno un ruolo sostanziale raggruppando tutti i segmenti della catena del valore dell’idrogeno, promuovendo l’innovazione e contribuendo all’economia locale. Il CdR accoglie con favore il progetto — contenuto nella proposta di normativa sull’industria a zero emissioni nette (9) — di creare dei centri di eccellenza e delle accademie europee, finalizzate anche alla formazione specialistica degli addetti, sia tecnici che amministrativi;

34.

invita gli Stati membri e gli enti locali e regionali a utilizzare gli appalti pubblici verdi per dare la precedenza ai beni prodotti con idrogeno rinnovabile nei casi in cui non siano disponibili opzioni più sostenibili. Così facendo si promuoverà lo sviluppo di catene del valore europee per la fabbricazione di macchinari e componenti connessi alla produzione di idrogeno, stimolando pertanto uno sviluppo economico sostenibile in tutta l’Unione europea;

35.

invita la Commissione europea a riconsiderare il ruolo essenziale degli enti locali e regionali nella governance complessiva della Banca, poiché si tratta di attori fondamentali per quanto riguarda la concessione delle autorizzazioni per l’ulteriore diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, l’assegnazione di parcelle territoriali ai progetti e la definizione e l’applicazione delle norme ambientali, auspicando la creazione, da parte dell’UE e degli Stati membri, di un quadro normativo favorevole per l’energia, l’industria e la tutela delle risorse naturali che lasci un margine di manovra agli enti locali e regionali. In tale contesto, gli enti locali e regionali svolgeranno un ruolo chiave nella definizione delle misure di salvaguardia ambientale relative agli impianti di produzione e alle infrastrutture collegate, per lo svolgimento del quale gli Stati membri potranno anche eventualmente garantire loro una maggiore autonomia decisionale, al fine di velocizzare i relativi iter;

36.

sottolinea l’importanza di limitare la frammentazione delle entità e delle iniziative dell’UE in materia di idrogeno (ad esempio, l’impresa comune «Idrogeno pulito», l’Osservatorio per le celle a combustibile e l’idrogeno, l’Alleanza europea per l’idrogeno pulito), senza perciò ridurre gli investimenti pubblici destinati alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione;

37.

Pur apprezzando lo sforzo che la Commissione sta compiendo per incrementare la produzione dell’idrogeno rinnovabile, è necessario, tuttavia, non perdere di vista il rispetto del principio di economia circolare nell’intero ciclo di vita di produzione, in particolare nei territori nei quali le caratteristiche morfologiche riducono la varietà di impiego di fonti energetiche rinnovabili.

Bruxelles, 30 novembre 2023

Il presidente del Comitato europeo delle regioni

Vasco ALVES CORDEIRO


(1)   GU C 528 del 30.12.2021, pag. 10.

(2)  REPowerEU: la svolta energetica dell’UE con i distretti dell’idrogeno (tabella di marcia), https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13875-REPowerEU-la-svolta-energetica-dellUE-con-i-distretti-dellidrogeno-tabella-di-marcia-_it.

(3)  Ad esempio un’asta per l’acciaio, una per l’ammoniaca, una per la produzione di elettrocarburanti, una per la mobilità ecc.

(4)  REPowerEU: la svolta energetica dell’UE con i distretti dell’idrogeno (tabella di marcia), https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13875-REPowerEU-la-svolta-energetica-dellUE-con-i-distretti-dellidrogeno-tabella-di-marcia-_it.

(5)   Fonte: Agenzia internazionale per le energie rinnovabili.

(6)  Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).

(7)  Stime di Hydrogen Europe.

(8)  https://greenskillsforhydrogen.eu/wp-content/uploads/2023/04/Final-deliverable-T2.1.pdf

(9)  Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo di produzione di prodotti delle tecnologie a zero emissioni nette (normativa sull'industria a zero emissioni nette), COM(2023) 161 final.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/1047/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)