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ISSN 1977-0944 |
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Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 305 |
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Edizione in lingua italiana |
Comunicazioni e informazioni |
63° anno |
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Sommario |
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IV Informazioni |
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INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA |
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Commissione europea |
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2020/C 305/01 |
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2020/C 305/02 |
Note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea |
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V Avvisi |
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ALTRI ATTI |
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Commissione europea |
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2020/C 305/03 |
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IT |
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IV Informazioni
INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA
Commissione europea
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15.9.2020 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 305/1 |
Tassi di cambio dell'euro (1)
14 settembre 2020
(2020/C 305/01)
1 euro =
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Moneta |
Tasso di cambio |
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USD |
dollari USA |
1,1876 |
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JPY |
yen giapponesi |
125,82 |
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DKK |
corone danesi |
7,4398 |
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GBP |
sterline inglesi |
0,92190 |
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SEK |
corone svedesi |
10,4178 |
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CHF |
franchi svizzeri |
1,0768 |
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ISK |
corone islandesi |
160,00 |
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NOK |
corone norvegesi |
10,6933 |
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BGN |
lev bulgari |
1,9558 |
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CZK |
corone ceche |
26,660 |
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HUF |
fiorini ungheresi |
357,65 |
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PLN |
zloty polacchi |
4,4504 |
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RON |
leu rumeni |
4,8580 |
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TRY |
lire turche |
8,8997 |
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AUD |
dollari australiani |
1,6327 |
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CAD |
dollari canadesi |
1,5641 |
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HKD |
dollari di Hong Kong |
9,2041 |
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NZD |
dollari neozelandesi |
1,7739 |
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SGD |
dollari di Singapore |
1,6207 |
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KRW |
won sudcoreani |
1 404,73 |
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ZAR |
rand sudafricani |
19,7876 |
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CNY |
renminbi Yuan cinese |
8,0987 |
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HRK |
kuna croata |
7,5368 |
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IDR |
rupia indonesiana |
17 671,49 |
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MYR |
ringgit malese |
4,9232 |
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PHP |
peso filippino |
57,587 |
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RUB |
rublo russo |
89,5924 |
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THB |
baht thailandese |
37,172 |
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BRL |
real brasiliano |
6,3109 |
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MXN |
peso messicano |
25,1792 |
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INR |
rupia indiana |
87,3415 |
(1) Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.
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15.9.2020 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 305/2 |
Note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea
(2020/C 305/02)
A norma dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio (1)(, le note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea (2)( sono così modificate:
A pagina 304
alla nota esplicativa della voce «7210 Prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, placcati o rivestiti», è aggiunto il testo seguente:
«La presente voce include anche fogli piatti di acciaio, sottili, finiti in superficie, per l’uso in lavagne bianche (cfr. anche note esplicative della voce 9610).».
A pagina 304
alla nota esplicativa della voce «7212 Prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza inferiore a 600 mm, placcati o rivestiti:», è aggiunto il testo seguente:
«La presente voce include fogli piatti di acciaio, sottili, finiti in superficie, per l’uso in lavagne bianche (cfr. anche note esplicative della voce 9610).».
A pagina 419, dopo la nota esplicativa della sottovoce NC 9609 20 00 è aggiunto il testo seguente:
«9610 Tavole di ardesia e lavagne per scrivere o disegnare, anche incorniciate
La presente sottovoce non comprende i fogli piatti di acciaio, sottili, finiti in superficie con bordi dritti. Su un lato i fogli sono verniciati per proteggerne la superficie. Sull’altro lato i fogli sono rivestiti con rivestimenti polimerici speciali, che consentono scritture e cancellazioni ripetute. I fogli non sono muniti di fondo, non sono incorniciati né rinforzati e non hanno fori. Essi sono progettati per lavagne con struttura (possono essere inseriti in un telaio, collocati su una lamiera d’irrigidimento, muniti di elementi che ne consentono la fissazione a muro o il collocamento su un supporto) o possono essere usati come lavagne prive di telaio (che possono essere per esempio incollate a un muro).
I fogli sono prodotti laminati piatti, quali definiti nella nota 1 k), del capitolo 72, finiti in superficie (rivestiti) [cfr. le note esplicative del SA, capitolo 72, parte quarta, lettera C, paragrafo 2, capoverso d), punto v)], senza elementi aggiuntivi. Di conseguenza, essi devono essere classificati in base al loro materiale costitutivo nelle voci 7210 o 7212 (in funzione della dimensione del foglio).».
(1) Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1).
V Avvisi
ALTRI ATTI
Commissione europea
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15.9.2020 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 305/3 |
Pubblicazione del documento unico modificato a seguito dell’approvazione di una modifica minore ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012
(2020/C 305/03)
La Commissione europea ha approvato la modifica minore ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento delegato (UE) n. 664/2014 della Commissione (1).
La domanda di approvazione di questa modifica minore può essere consultata nella banca dati eAmbrosia della Commissione.
DOCUMENTO UNICO
«Miel de sapin des Vosges»
n. UE: PDO-FR-0204-AM04 — 15.5.2020
DOP (X) IGP ( )
1. Nome
«Miel de sapin des Vosges»
2. Stato membro o Paese Terzo
Francia
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto [cfr. allegato XI]
Classe 1.4: Altri prodotti di origine animale (uova, miele, prodotti lattiero-caseari ad eccezione del burro, ecc.)
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica il nome di cui al punto 1
Il «Miel de sapin des Vosges» è un miele proveniente da melate raccolte dalle api sugli abeti dei Vosgi. Il colore è marrone scuro con riflessi verdognoli; sviluppa aromi balsamici e un sapore maltato molto caratteristico, senza retrogusto amaro né sapori estranei.
Presenta un tenore di umidità pari o inferiore al 18 %, una conduttività elettrica superiore a 950 micro-Siemens/cm e un tasso di idrossimetilfurfurale inferiore a 15 mg/kg.
Si presenta sotto forma liquida.
3.3. Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)
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3.4. Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata
Il miele dev’essere raccolto, estratto, filtrato e decantato nella zona geografica.
3.5. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc. del prodotto cui si riferisce il nome registrato
Il «Miel de sapin des Vosges» dev’essere presentato al consumo in vasetti di vetro muniti di un contrassegno di identificazione che si strappa al momento dell’apertura.
3.6. Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce il nome registrato
Oltre alle diciture obbligatorie previste dalla normativa sull’etichettatura e sulla presentazione dei prodotti alimentari, l’etichetta reca il nome registrato del prodotto scritto in caratteri visibili, leggibili, indelebili e sufficientemente grandi, con dimensioni superiori a quelle dei caratteri più grandi presenti nell’etichetta e nel simbolo DOP dell’Unione europea. Tali diciture si trovano nello stesso campo visivo.
4. Delimitazione concisa della zona geografica
Dipartimento Meurthe-et-Moselle:
i comuni di: Angomont, Azerailles, Baccarat, Badonviller, Bertrambois, Bertrichamps, Bionville, Bréménil, Brouville, Cirey-sur-Vezouze, Deneuvre, Fenneviller, Flin, Fontenoy-la-Joute, Gélacourt, Glonville, Hablainville, Lachapelle, Merviller, Migneville, Montigny, Neufmaisons, Neuviller-lès-Badonviller, Parux, Petitmont, Pettonville, Pexonne, Pierre-Percée, Raon-lès-Leau, Reherrey, Saint-Maurice-aux-Forges, Sainte-Pôle, Saint-Sauveur, Tanconville, Thiaville-sur-Meurthe, Vacqueville, Val-et-Châtillon, Vaxainville, Veney.
Dipartimento della Moselle:
cantoni di Phalsbourg e di Sarrebourg: tutti i comuni.
Dipartimento della Haute-Saône: i comuni di: Amont-et-Effreney, Belfahy, Belonchamp, Beulotte-Saint-Laurent, Corravillers, Ecromagny, Esmoulières, Faucogney-et-la-Mer, Fresse, Haut-du-Them-Château-Lambert, La Longine, Mélisey, La Montagne, Plancher-Bas, Plancher-les-Mines, La Rosière, Saint-Barthélemy, Saint-Bresson, Servance-Miellin, Ternuay-Melay-et-Saint-Hilaire.
Dipartimento dei Vosgi:
tutti i comuni tranne: il cantone di Neufchâteau e i comuni di: Aingeville, Aouze, Aroffe, Aulnois, Auzainvilliers, Balleville, Belmont-sur-Vair, Bulgneville, Châtenois, Courcelles-sous-Châtenois, Crainvilliers, Darney-aux-Chênes, Dolaincourt, Dombrot-sur-Vair, Dommartin-sur-Vraine, Gendreville, Gironcourt-sur-Vraine, Hagneville-et-Roncourt, Houecourt, Longchamp-sous-Châtenois, Maconcourt, Malaincourt, Mandres-sur-Vair, Médonville, Morelmaison, Morville, La Neuveville-sous-Châtenois, Norroy, Ollainville, Parey-sous-Montfort, Pleuvezain, Rainville, Removille, Saint-Ouen-les-Parey, Saint-Paul, Saint-Remimont, Sandaucourt, Saulxures-les-Bulgneville, Sauville, Soncourt, Suriauville, Urville, La Vacheresse-et-la-Rouillie, Vaudoncourt, Vicherey, Viocourt, Vouxey, Vrécourt.
Dipartimento del Territoire-de-Belfort:
i comuni di: Auxelles-Haut, Giromagny, Lamadeleine-Val-des-Anges, Lepuix, Riervescemont, Rougemont-le-Château, Vescemont.
5. Legame con la zona geografica
Il «Miel de sapin des Vosges» è un miele ottenuto da melate raccolte dalle api nelle foreste, costituite principalmente di pini della varietà dei Vosgi (Abies pectinata), tipiche della regione dei Vosgi.
La linfa degli abeti è estratta dagli afidi che la trasformano in melata. Le api bottinano poi la melata ottenuta per produrre il miele. Questo miele, frutto del lavoro delle api e del lavoro umano, è caratterizzato da un colore scuro con riflessi verdi e presenta aromi balsamici e un sapore maltato.
La zona geografica è caratterizzata dalla presenza del massiccio montuoso dei Vosgi. Su questo massiccio, coperto di fitti boschi, l’abete dei Vosgi è di gran lunga la specie più diffusa. Questa pianta si è adattata bene al suolo, costituito da substrato acido, graniti e gres, e al clima semicontinentale umido e fresco, propizio allo sviluppo di tale specie vegetale. L’orientamento nord-sud del massiccio dei Vosgi accentua le caratteristiche di tale clima, bloccando le nuvole provenienti da ovest e determinando abbondanti precipitazioni (effetto del favonio). L’attività di produzione del miele in Lorena è attestata da molto tempo. Vari documenti parlano di premi ottenuti nell’ambito di concorsi, in particolare in occasione di un comizio agrario nel 1902.
I responsabili apicoli dei Vosgi hanno fatto di tutto per valorizzare e promuovere questa produzione specifica.
Ciò ha portato al riconoscimento della denominazione di origine da parte del Tribunal de Grande Instance di Nancy — con la pronuncia, il 25 aprile 1952, della sentenza «Miel de sapin des Vosges-Montagne» — diventata poi denominazione di origine controllata «Miel de sapin des Vosges» il 30 luglio 1996.
Nell’opera Le goût du miel (Gonnet & Vache, 1985), gli autori evidenziano le caratteristiche specifiche che contraddistinguono il «Miel de sapin des Vosges» dagli altri mieli di abete prodotti in Francia: colore più scuro, tipici riflessi verdastri, cristallizzazione molto lenta o del tutto assente, aromi balsamici e sapore maltato molto caratteristico.
Il «Miel de sapin des Vosges» è un prodotto che possiede un legame molto forte con il suo territorio di origine poiché è il risultato di una catena ininterrotta a partire dalla varietà di abete dei Vosgi. È da questa varietà che l’afide estrae la linfa poi trasformata nelle melate che le api bottinano per produrre un miele molto caratteristico.
Tale produzione è fortemente legata alla presenza delle foreste di abeti tipiche della regione dei Vosgi, di cui gli apicoltori hanno saputo sfruttare e poi conservare tutta la specificità.
Alcuni riferimenti bibliografici (Gonnet & Vache, Le goût du miel, 1985) hanno dimostrato l’unicità del miele di abete dei Vosgi, che è dovuta in particolare alle condizioni del territorio, del clima e del suolo. Tali caratteristiche specifiche sono connesse al bottinaggio, ad opera delle api, della melata prodotta dagli afidi presenti sull’abete dei Vosgi (Abies pectinata). I caratteri specifici del prodotto sono perciò dovuti ai fattori seguenti: la specie di abete bottinata e la natura del «Miel de sapin des Vosges» (miele di melata).
Un elemento che illustra bene questa forte interazione tra l’ambiente e il prodotto è l’esistenza di una ciclicità nella mielata, connessa al ciclo di sviluppo delle popolazioni di afidi. Si tratta di un fenomeno ancora poco conosciuto.
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)
http://info.agriculture.gouv.fr/gedei/site/bo-agri/document_administratif-be8a8d67-bd17-426f-8c86-a4d3d42a4a27