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ISSN 1977-0944 doi:10.3000/19770944.C_2013.155.ita |
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Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 155 |
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Edizione in lingua italiana |
Comunicazioni e informazioni |
56o anno |
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Numero d'informazione |
Sommario |
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IV Informazioni |
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INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA |
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Consiglio |
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2013/C 155/01 |
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Commissione europea |
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2013/C 155/02 |
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V Avvisi |
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ALTRI ATTI |
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Commissione europea |
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2013/C 155/03 |
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2013/C 155/04 |
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2013/C 155/05 |
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IT |
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IV Informazioni
INFORMAZIONI PROVENIENTI DALLE ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI E DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE EUROPEA
Consiglio
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1.6.2013 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 155/1 |
Avviso all'attenzione delle persone e delle entità cui si applicano le misure restrittive previste dalla decisione 2013/255/PESC del Consiglio e dal regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria
2013/C 155/01
Le seguenti informazioni sono portate all'attenzione delle persone e delle entità che figurano negli allegati I e II della decisione 2013/255/PESC del Consiglio (1) e negli allegati II e II bis del regolamento (UE) n. 36/2012 del Consiglio, concernenti misure restrittive in considerazione della situazione in Siria.
Il Consiglio dell'Unione europea ha deciso che le persone ed entità che figurano nei suddetti allegati dovranno essere oggetto delle misure restrittive previste da detta decisione e detto regolamento del Consiglio. I motivi che hanno determinato l'indicazione di queste persone ed entità sono specificati alle pertinenti voci di tali allegati.
Si richiama l'attenzione delle persone ed entità in questione sulla possibilità di presentare richiesta alle autorità competenti dello Stato o degli Stati membri pertinenti, indicate nei siti web di cui all'allegato III del regolamento (UE) n. 36/2012, al fine di ottenere un'autorizzazione a utilizzare i fondi congelati per soddisfare bisogni fondamentali o per effettuare pagamenti specifici (cfr. articolo 16 del regolamento).
Ai fini del prossimo riesame, da parte del Consiglio, dell'elenco di persone ed entità oggetto di misure restrittive, anteriormente al 28 febbraio 2014 le persone ed entità in questione possono presentare al Consiglio, unitamente ai documenti giustificativi, una richiesta volta ad ottenere il riesame della decisione che le include nel suddetto elenco al seguente indirizzo:
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Consiglio dell'Unione europea |
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Segretariato generale |
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DG C — Unità 1C (Questioni orizzontali) |
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Rue de la Loi/Wetstraat 175 |
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1048 Bruxelles/Brussel |
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BELGIQUE/BELGIË |
Si richiama inoltre l'attenzione delle persone e entità interessate sulla possibilità di presentare ricorso contro la decisione del Consiglio dinanzi al Tribunale dell'Unione europea conformemente alle condizioni stabilite all'articolo 275, secondo comma e all'articolo 263, quarto e sesto comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
(1) GU L 147 dell’1.6.2013, pag. 14.
Commissione europea
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1.6.2013 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 155/2 |
Tassi di cambio dell'euro (1)
31 maggio 2013
2013/C 155/02
1 euro =
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Moneta |
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dollari USA |
1,3006 |
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JPY |
yen giapponesi |
130,47 |
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DKK |
corone danesi |
7,4557 |
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GBP |
sterline inglesi |
0,85365 |
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SEK |
corone svedesi |
8,5828 |
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CHF |
franchi svizzeri |
1,2406 |
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ISK |
corone islandesi |
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NOK |
corone norvegesi |
7,6140 |
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BGN |
lev bulgari |
1,9558 |
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CZK |
corone ceche |
25,711 |
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HUF |
fiorini ungheresi |
296,11 |
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LTL |
litas lituani |
3,4528 |
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LVL |
lats lettoni |
0,7018 |
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PLN |
zloty polacchi |
4,2792 |
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RON |
leu rumeni |
4,3843 |
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TRY |
lire turche |
2,4456 |
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AUD |
dollari australiani |
1,3540 |
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CAD |
dollari canadesi |
1,3434 |
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HKD |
dollari di Hong Kong |
10,0981 |
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NZD |
dollari neozelandesi |
1,6265 |
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SGD |
dollari di Singapore |
1,6412 |
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KRW |
won sudcoreani |
1 470,85 |
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ZAR |
rand sudafricani |
13,2174 |
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CNY |
renminbi Yuan cinese |
7,9789 |
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HRK |
kuna croata |
7,5500 |
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IDR |
rupia indonesiana |
12 742,47 |
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MYR |
ringgit malese |
4,0267 |
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PHP |
peso filippino |
55,031 |
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RUB |
rublo russo |
41,4400 |
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THB |
baht thailandese |
39,480 |
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BRL |
real brasiliano |
2,7664 |
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MXN |
peso messicano |
16,7688 |
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INR |
rupia indiana |
73,4980 |
(1) Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.
V Avvisi
ALTRI ATTI
Commissione europea
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1.6.2013 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 155/3 |
Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari
2013/C 155/03
La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1).
DOCUMENTO UNICO
REGOLAMENTO (CE) N. 510/2006 DEL CONSIGLIO
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari (2)
«ISTARSKI PRŠUT»
N. CE: HR-PDO-0005-01041-04.10.2012
IGP ( ) DOP ( X )
1. Denominazione
«Istarski pršut»
2. Stato membro o paese terzo
Repubblica di Croazia
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto
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Classe 1.2 — |
Prodotti a base di carne (riscaldati, salati, affumicati, ecc.). |
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1
L’«Istarski Pršut» (prosciutto istriano) è un prodotto essiccato a base di carne, ottenuto dalla coscia di maiale (zampa posteriore), senza cotenna né tessuto adiposo sottocutaneo, e con le ossa pelviche. Le cosce fresche in un primo tempo sono asperse di una salamoia secca con sale marino e spezie, in seguito lasciate asciugare all’aria, non affumicate e sottoposte ad un processo di stagionatura della durata complessiva di almeno dodici mesi.
L’età dell’«Istarski pršut» è calcolata dal primo giorno di salagione. Per le cosce fresche fino a 16 kg, il processo di produzione dura almeno 12 mesi e per quelle di peso superiore a 16 kg si protrae per almeno 15 mesi.
L’«Istarski pršut» è di forma allungata poiché contiene anche le ossa pelviche. Il piede viene staccato nell’articolazione tarsale e anche la cotenna è rimossa, tranne nella parte sottostante tale articolazione (10-15 cm). Il prosciutto presenta angoli correttamente arrotondati, le superfici piane sono pulite o con un sottile strato di muffa, cosa che influisce su una più lunga durata di conservazione del prodotto. La sezione del tessuto muscolare presenta un colore uniforme tra il rosa e il rosso, senza decolorazioni accentuate, e il tessuto adiposo dev’essere bianco. «Istarski pršut» ha l’odore ben distinto e caratteristico della carne di suino stagionata ed essiccata e delle erbe aromatiche. Ha un tipico profumo, pieno ed intenso, ed un tenore salino moderato.
Quando è pronto per la vendita il prodotto deve presentare le seguenti caratteristiche fisico-chimiche: un tenore di acqua inferiore al 55 %, un tenore di cloruro di sodio inferiore all’8 % e l’attività dell’acqua (aW) inferiore a 0,93.
L’«Istarski pršut», al momento dell’immissione sul mercato, deve avere un peso di almeno 7 kg.
3.3. Materie prime (solo per i prodotti trasformati)
L’«Istarski pršut» è prodotto da coscia fresca di suino:
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discendente purosangue delle razze Landrace svedese, Landrace tedesca e Large White di animali domestici da riproduzione, |
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incroci two-breed tra due di queste razze, |
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incrocio backcross fra tali razze, |
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incroci three-breed tra le razze della generazione F1 (Landrace x Large White) x la razza Duroc. |
La massa corporea media dei gruppi di suini alla macellazione dev’essere dell’ordine di 180 kg e ± il 10 % degli animali deve avere almeno 9 mesi di età. Le cosce fresche sono lavorate in modo tale che vengano mantenute le ossa del bacino (ileo, ischio e pube), mentre vengono eliminati l’osso sacro e le vertebre caudali. L’osso sacro viene eliminato sezionando l’articolazione sacro-iliaca e il piede viene tagliato a livello dell’articolazione tarsale. La cotenna e il tessuto sottocutaneo sono eliminati dalla coscia a 10-15 cm dall’articolazione tarsale. Le cosce fresche trattate devono avere un peso non inferiore a 13 kg.
3.4. Alimenti per animali (solo per i prodotti di origine animale)
Durante la fase di ingrasso, i maiali utilizzati per la produzione dell’«Istarski pršut» sono nutriti con alimenti composti. Tutti gli ingredienti del mangime composto, esclusi minerali, vitamine e altri additivi, devono provenire dalla zona autorizzata per l’allevamento dei suini di cui alla sezione 4. L’origine di tutti gli ingredienti dev’essere tracciabile dal luogo di produzione alla stalla e verificata dall’organismo di certificazione abilitato.
Nell’ultima fase di ingrasso (oltre 110 kg) è consentito sostituire fino al 50 % di granturco con orzo. Oltre a questo si possono utilizzare per l’alimentazione dei suini: frumento o crusca di frumento, trifoglio fresco e erba medica, zucca, cavoli, barbabietola da foraggio, polpa di barbabietola da zucchero, siero di latte e patate cotte. Per l’ingrasso dei suini è vietato l’impiego di trebbia di birreria e di residui della distillazione di cereali.
3.5. Fasi specifiche della produzione che devono aver luogo nella zona geografica delimitata
Tutte le fasi di produzione del prosciutto istriano, dalla salagione e la pressatura, all’essiccazione e la stagionatura, fino al prodotto finito, devono essere effettuate all’interno della zona geografica di cui alla sezione 4.
3.6. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc.
L’«Istarski pršut» può essere commercializzato in un unico pezzo (forma integrale con ossa) o in imballaggi che possono contenere prosciutto disossato, o tranci più o meno grandi di prosciutto crudo stagionato o affettato. Quand’è così imballato, il prosciutto crudo stagionato deve essere confezionato sottovuoto o in atmosfera modificata.
Il processo di disossamento del prosciutto istriano, il taglio in tranci o fette per vendita in porzioni e il condizionamento ai fini di un’ulteriore vendita devono avvenire esclusivamente nella zona di produzione dell’«Istarski pršut». Limitando il taglio e il condizionamento del prosciutto istriano alla zona di produzione risulta notevolmente semplificata la fase di controllo, l’applicazione della tracciabilità è facilitata e la possibilità di frodi e abusi di etichette è ridotta al minimo. Inoltre mantenere i processi di affettatura e condizionamento nella zona di produzione consente ai produttori di eseguire tali trattamenti personalmente, o farli eseguire da personale esperto, qualificato a trattare l’«Istarski pršut», con le sue peculiarità e qualità, garantendo in tal modo il mantenimento della qualità del prodotto originale anche dopo l’affettatura e il condizionamento.
3.7. Norme specifiche in materia di etichettatura
Al termine della fase di stagionatura, tutti i prosciutti crudi stagionati che soddisfino i requisiti del disciplinare, ottengono la marcatura costituita da un marchio collettivo e dal codice del produttore di «Istarski pršut» identico al numero di controllo veterinario dello stabilimento di produzione. Il marchio collettivo è illustrato nella figura che segue.
Quando il prodotto intero o condizionato in vari modi (prosciutto crudo stagionato intero, in tranci o affettato) è immesso sul mercato, il prodotto deve riportare sull’etichetta, oltre alle informazioni previste dalla legislazione, la denominazione «Istarski pršut» e il marchio collettivo del prodotto. La denominazione «Istarski pršut» dev’essere chiaramente leggibile e indelebile e dev’essere più chiaramente evidenziata, in dimensioni, tipo e colore delle lettere (tipografia), di qualsiasi altra etichetta, compreso il marchio collettivo, il numero di lotti di produzione (serie) e le marche commerciali, le immagini e le iscrizioni del produttore.
Oltre alla denominazione di origine «Istarski pršut» non è consentito iscrivere altri termini, quali gli aggettivi: vero, tradizionale, lavorato a mano, tipico, autoctono, artigianale, ecc., o termini che rappresentano toponimi della penisola istriana, indipendentemente dalla lingua in cui sono pronunciati o scritti.
4. Delimitazione concisa della zona geografica
La zona di produzione delle materie prime destinate ad essere utilizzate nella produzione di «Istarski pršut» è limitata alle seguenti contee della Repubblica di Croazia: Istarska, Primorsko-Goranska (limitato solo alla terraferma, escluse le isole), Karlovačka, Sisačko-Moslavačka, Zagrebačka, Bjelovarsko-Bilogorska, Koprivničko-Križevačka, Međimurska, Virovitičko-Podravska, Požeško-Slavonska, Brodsko-Posavska, Osječko-Baranjska e Vukovarsko-Srijemska. La denominazione di origine «Istarski pršut» è stata registrata per la prima volta nel 2002, il che consente alla zona di produzione della materia prima di essere più vasta della zona di produzione del prodotto finale stesso.
La zona di produzione dell’«Istarski pršut» è limitata alla zona situata entro i confini amministrativi della contea dell’’Istria, ad eccezione delle isole che appartengono a tale contea, in cui la produzione non è consentita. La contea dell’Istria comprende le seguenti città e comuni: Buje, Buzet, Labin, Novigrad, Pazin, Poreč, Pula, Rovinj, Umag, Vodnjan, Bale, Barban, Brtonigla, Cerovlje, Fažana, Funtana, Gračišće, Grožnjan, Kanfanar, Karojba, Kaštelir-Labinci, Kršan, Lanišće, Ližnjan, Lupoglav, Marčana, Medulin, Motovun, Oprtalj, Pićan, Raša, Sveta Nedjelja, Sveti Lovreč, Sveti Petar u Šumi, Svetvinčenat, Tar-Vabriga, Tinjan, Višnjan, Vižinada, Vrsar e Žminj.
5. Legame con la zona geografica
5.1. Specificità della zona geografica
La caratteristica più importante della penisola istriana è il clima mediterraneo che cambia gradualmente, andando dalla costa verso l’entroterra, e poco a poco diventa continentale per la prossimità delle Alpi e per l’influenza di correnti fredde provenienti dalle montagne. Il clima istriano è caratterizzato da venti frequenti in inverno, provenienti, in quasi la metà dei casi, da settentrione e da levante. Tale influenza dei venti nel periodo invernale è propizia alla produzione di prosciutto, per il quale in quel periodo iniziano la salagione e l’essiccazione. Ossia, le particolari condizioni naturali favorevoli all’essiccazione del prosciutto nel periodo invernale vengono create grazie ai venti provenienti dalla direzione settentrionale, nordorientale e orientale. Particolarmente propizia è la bora, forte vento nordorientale, proveniente dalla montagna di Učka, che soffia da terra verso il mare. Grazie all’influenza dal clima mediterraneo, per cui le temperature invernali non sono troppo rigide, l’aria è asciutta e sono frequenti i venti freschi, le condizioni naturali dell’Istria costituiscono un ambiente ideale per la produzione dell’«Istarski pršut». La peculiarità del clima consente al prosciutto istriano di essere essiccato unicamente all’aria e non affumicato. Questa è la particolarità che determina in modo significativo la qualità e l’unicità dell’«Istarski pršut» rispetto ad altri prosciutti crudi stagionati.
Il famoso sapore che ben distingue l’«Istarski pršut» non è soltanto il risultato delle condizioni climatiche, bensì anche dell’esperienza e delle competenze di generazioni di contadini istriani. Infatti, una delle più importanti attività economiche di ogni famiglia di contadini istriani era l’allevamento e la macellazione dei maiali e la produzione di numerosi prodotti tradizionali a base di carne di maiale essiccata, tra i quali si distingue dagli altri per importanza e qualità il prosciutto crudo stagionato.
Tradizionalmente i maiali erano allevati per oltre un anno e nutriti con alimenti vari disponibili all’interno della fattoria nei diversi periodi dell’anno: trifoglio ed erba medica, zucche, cavoli, barbabietola da foraggio, siero di latte, patate cotte, ecc. La macellazione avveniva soltanto quando i maiali erano molto pesanti, ben oltre i 200 chilogrammi. Il metodo di produzione del prosciutto crudo stagionato, che in passato differiva leggermente da un paese all’altro, era già stato unificato nel XIX secolo, soprattutto nel modo in cui i produttori preparavano e utilizzavano la salamoia o in cui pressavano la coscia nella durata di tali operazioni. Una delle peculiarità del metodo lungamente sviluppato dagli istriani è la composizione della salamoia, composta di sale e di una o più spezie (pepe nero, aglio, alloro, rosmarino). Un’altra è il modo in cui la zampa posteriore è separata dalla mezzena e in cui il prosciutto è sagomato e trasformato. Ad esempio il metodo tradizionale e assolutamente unico di lavorare il prosciutto è stato mantenuto dall’epoca in cui le famiglie rurali avevano bisogno di fondere quanto più tessuto adiposo possibile e conservare così il grasso per utilizzarlo successivamente. Di conseguenza, secondo la ricetta tradizionale, nella prima fase di preparazione del prosciutto l’intera cotenna e il grasso sottocutaneo sono eliminati dalla coscia fresca, il che costituisce una rarità e un’eccezione rispetto al metodo di produzione del prosciutto crudo stagionato in altre regioni. Un’altra peculiarità nel processo di sagomatura è che non vengono tolte le ossa iliache: in tal modo rimane più carne e il prosciutto è più grande.
Fino a poco tempo fa la maggior parte delle famiglie rurali istriane produceva prosciutti crudi stagionati, in modo che i metodi di produzione tradizionali hanno potuto essere facilmente mantenuti. Non vi sono prove che un nessun produttore istriano di tali prosciutti abbia mai utilizzato un metodo diverso da quello ereditato dai suoi antenati. L’arte della produzione di prosciutto in Istria risale a parecchi secoli addietro, nel corso dei quali i metodi di produzione tradizionali sono stati perfezionati. La prima testimonianza rivenuta finora che menzioni esplicitamente il pršut, risale al 1580, quando nei registri di Glagolitic, nel municipio di Roč, è documentato che, tra altri alimenti, è stato ordinato prosciutto crudo stagionato in occasione della cerimonia del matrimonio del prefetto (Dražen Vlahov: «Knjiga računa općine Roč (1566-1628)», Državni arhiv u Pazinu (Archivio di Stato di Pasino/Pazin), Pazin, 2009, pagg. 102-103). Sempre a Roč, ma più tardi, nel 1594, è stato ordinato e servito per pranzo prosciutto crudo stagionato al capitano Rašpor (governatore del territorio veneziano dell’Istria settentrionale) e al suo seguito, in occasione delle festività in onore di S. Marina (ibid., pagg. 110-111). Una testimonianza del 1612 afferma che «400 Uskoks hanno attraversato l’Učka … Gli Uskoks hanno rubato numerose vacche, grandi quantità di formaggio, prosciutto crudo stagionato, vino e altro cibo» (Miroslav Bertoša: «Istra: doba Venecije», Zavičajna naklada Žakan Juri, Pula 1995, pag. 318). Un documento del 1810 afferma che la carne più costosa di tutte era la carne salata di maiale, il prosciutto e la pancetta, (Nevio Šettó: Napoleon u Istri, IKK Grozd, Pula, 1989, pagg. 54, 100, 112, 116, 139, 141).
5.2. Specificità del prodotto
Le caratteristiche che distinguono l’«Istarski pršut» e lo differenziano nettamente dagli altri tipi di prosciutto crudo stagionato sono il risultato del patrimonio culturale della comunità rurale istriana e del potenziale naturale globale che possiede la penisola istriana ai fini della produzione e trasformazione dei prodotti agricoli e alimentari. Lef peculiarità dell’«Istarski pršut» sono essenzialmente dovute a tre fattori: la materia prima, la tecnologia di produzione basata sulla tradizione e le caratteristiche organolettiche del prodotto finale.
Le peculiarità della materia prima sono il risultato della riproduzione controllata di taluni genotipi di suini che vengono alimentati in base ai criteri particolari dell’ingrasso prolungato al fine di ottenere una massa corporea di 180 kg. Per la macellazione sono necessari suini pesanti per ottenere cosce fresche di peso considerevole, in previsione della perdita di un’ingente quantità d’acqua nelle fasi di essiccazione e di stagionatura.
La tecnica tradizionale richiede che il prosciutto sia trattato in modo da lasciare attaccate le ossa pelviche (os ilium, os pubis e os ishii), procedura non abituale nella produzione di questo genere di prosciutti in altre regioni. In particolare, dopo che il prosciutto è lavorato e arrotondato, la testa del femore è nascosta, mentre in altri tipi di prosciutto crudo stagionato, si può osservare dalla parte interna, faccia mediale, e costituisce una delle loro principali caratteristiche visive. Nell’«Istarski pršut», la testa del femore è nascosta, perché si trova all’interno dell’osso pelvico (acetabolo).
Assolutamente inusuale, nella tecnica usata per la lavorazione della coscia, è anche l’eliminazione della cotenna e del tessuto adiposo sottocutaneo prelevato dall’intera superficie, vale a dire al limite della carne. I prosciutti lavorati sono coperti di sale marino con aggiunta di pepe, aglio, alloro e rosmarino. L’aggiunta di spezie così numerose durante la salagione rappresenta un’altra caratteristica distintiva della produzione del prosciutto istriano. La mancanza di cotenna e di tessuto adiposo non solo comporta un’essicazione leggermente superiore a quella di altri prosciutti, ma anche un’altra caratteristica distintiva: la crescita di muffe sulle superfici esterne del prosciutto. La presenza di muffe superficiali durante le fasi di essicazione e di stagionatura costituisce un’altra caratteristica esterna che differenzia l’«Istarski pršut».
Le specifiche qualità organolettiche dell’«Istarski pršut» sono evidenti innanzitutto nel suo aspetto esterno poiché mancano la cotenna e il tessuto adiposo sottocutaneo, e rimangono invece le ossa pelviche, che gli conferiscono una forma peculiarmente allungata e spesso, sulla superficie, sono presenti colonie, più o meno grandi, di muffe.
Il prodotto finale è caratterizzato da un aroma particolare, un sapore delicato, leggermente salato, un colore uniforme tra il rosa e il rosso e la consistenza ideale del tessuto muscolare. Non contiene additivi, poiché viene prodotto con il metodo tradizionale.
5.3. Legame causale fra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto (per le DOP) o una qualità specifica, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto (per le IGP)
Il legame causale tra l’«Istarski pršut» e il territorio dell’Istria può essere attribuito all’esistenza di condizioni favorevoli alla produzione di prodotti a base di carne essiccata stagionata. Le condizioni naturali dell’Istria sono influenzate dal clima mediterraneo: le temperature invernali, quindi, non scendono troppo e l’aria viene frequentemente rinfrescata e asciugata dal vento. I valori medi della temperatura e dell’umidità relativa da dicembre e marzo facilitano la naturale essiccazione della carne in modo ottimale. La bassa temperatura iniziale e una graduale diminuzione dell’umidità relativa consentono un regolare processo di essiccazione del prosciutto. Per tale motivo e al fine di permettere che le condizioni naturali esercitino una spiccata influenza sul prodotto, la fase di salagione dei prosciutti (fase iniziale della produzione) può aver luogo soltanto nel periodo compreso dal 15 ottobre e il 20 marzo. Il carattere stagionale della produzione, in particolare il limite di tempo imposto alla prima fase, costituisce una delle basi fondamentali del metodo di produzione tradizionale.
Con l’arrivo della primavera e di giornate più miti, i prosciutti vengono trasferiti per la stagionatura nelle cantine o in altri locali analoghi, dove non vi siano oscillazioni significative di temperatura e di umidità. Tali condizioni offrono un ambiente ideale per la produzione di «Istarski pršut» tradizionale, che è essiccato soltanto all’aria e non affumicato, e influenzano così notevolmente la sua qualità e unicità rispetto ad altri prosciutti crudi stagionati.
Le caratteristiche che distinguono nettamente l’«Istarski pršut» da altri tipi di prosciutto crudo stagionato non sono solo dovuti alle condizioni climatiche, ma anche al patrimonio culturale delle comunità rurali istriane, vale a dire all’esperienza e alle competenze di numerose generazioni di contadini istriani. Costoro producevano prosciutti crudi stagionati utilizzando solo maiali molto pesanti (di peso superiore a 180 kg) che erano alimentati con trifoglio, erba medica, zucche, cavoli, barbabietola da foraggio, siero di latte, patate bollite, ecc. Sebbene l’alimentazione citata non sia più utilizzata per l’ingrasso moderno, è consentito utilizzarla nella fase finale per mantenere le caratteristiche tradizionali dell’ingrasso e ottenere carne di qualità speciale.
Il metodo di lavorazione del prosciutto per la produzione dell’«Istarski pršut» è stato mantenuto dall’epoca in cui le famiglie rurali avevano bisogno di fondere quanto più tessuto adiposo possibile e quindi conservare il grasso per utilizzarlo successivamente. Pertanto, secondo le ricette tradizionali, nella prima fase di preparazione del prosciutto istriano, la cotenna e il tessuto sottocutaneo sono eliminate fino al limite della carne, il che costituisce una rarità, quasi un’eccezione rispetto al metodo di produzione di altre regioni, dove il prosciutto, di norma, viene essiccato con la cotenna. Un ulteriore elemento che rende l’«Istarski pršut» diverso da altri prosciutti crudi stagionati è legato alla tecnica di produzione tradizionale che richiede un trattamento del prosciutto in modo che siano mantenute le ossa del bacino. Con questo trattamento particolare, l’«Istarski pršut» è quindi sempre leggermente più grande e più pesante dei prosciutti crudi prodotti in altre regioni, anche se questi ultimi hanno la cotenna e il tessuto adiposo sottocutaneo.
L’essiccazione del prosciutto senza cotenna né tessuto adiposo sottocutaneo, che comporta l’esposizione diretta all’aria dell’intera superficie del tessuto muscolare e la sua copertura con muffe durante la fase di stagionatura, ha sicuramente come risultato un processo di maturazione leggermente diverso e, in seguito, dà luogo alle peculiari caratteristiche organolettiche dell’«Istarski pršut».
La specificità dell’aroma e del gusto dell’«Istarski pršut» è influenzata dalle diverse spezie che compongono la salamoia secca. L’influenza delle spezie sull’aroma dell’«Istarski pršut» è molto rilevante, perché, contrariamente ad altri tipi di prosciutto crudo stagionato, l’intera superficie del prosciutto è in contatto con le spezie, cosicché il loro profumo può penetrare più facilmente e profondamente in tutte le parti del prosciutto.
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
[Articolo 5, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 510/2006 (3)]
Pagina web del Ministero dell’agricoltura della Repubblica di Croazia (Autorità nazionale):
http://www.mps.hr/UserDocsImages/Specifikacija%20proizvoda.pdf
(1) GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.
(2) GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12. Sostituito dal regolamento (UE) n. 1151/2012.
(3) Cfr. nota 2.
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1.6.2013 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 155/9 |
Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari
2013/C 155/04
La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla registrazione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1).
DOCUMENTO UNICO
REGOLAMENTO (CE) N. 510/2006 DEL CONSIGLIO
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine (2)
«VALAŠSKÝ FRGÁL»
N. CE: CZ-PGI-0005-0805-04.04.2010
IGP ( X ) DOP ( )
1. Nome
«Valašský frgál»
2. Stato membro o paese terzo
Repubblica ceca
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto
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Classe 2.4. |
Prodotti di panetteria, pasticceria, confetteria o biscotteria. |
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione del punto 1
Torta di forma circolare con un diametro di 30-32 cm. La torta, nota anche con i nomi di «vdolek», «pcák» o «lopaťák», è costituita da una fine pasta lievitata ricoperta da una farcitura.
Dopo la cottura, la pasta assume una colorazione dorata mentre la farcitura assume il colore caratteristico dei prodotti utilizzati per farcirla. La torta è ricoperta da un crumble chiaro, che può essere cosparso di panpepato grattugiato e cannella macinata, spolverizzato di zucchero e spruzzato con qualche goccia di burro fuso.
Tipi di farcitura: pere, ricotta, semi di papavero, marmellata di prugne, frutta (susine, mele, mirtilli, albicocche), noci, cavolo (fresco o crauti), carote, cavoli rapa. La farcitura rappresenta il 42-48 % del prodotto.
La torta viene disposta su un vassoietto rotondo di cartone e, il più delle volte, imballata mediante una pellicola alimentare termoretraibile o un altro tipo di pellicola alimentare utilizzata sul mercato. La torta può anche essere confezionata in una scatola di cartone, di plastica o di legno o imballata con carta pergamena.
Tipi di confezionamento: frgál intero (600-700 g), mezzo frgál (300-350 g), un quarto di frgál (150-175 g).
Sul luogo di produzione i frgál possono anche essere venduti senza alcun imballaggio.
Il Valašský frgál può anche essere venduto congelato. Il congelamento non modifica le proprietà del prodotto. Il prodotto viene congelato già imballato. Una volta congelato, si conserva a una temperatura pari o inferiore a – 18 °C per un periodo di 9 mesi. Dopo lo scongelamento, è consigliabile consumare il prodotto entro 24 ore. Le informazioni necessarie sulla scadenza e le condizioni di conservazione del prodotto figurano sull’imballaggio.
3.3. Materie prime (solo per i prodotti trasformati)
Per la preparazione dell’impasto si usano le seguenti materie prime: farina di frumento semigrezza oppure una miscela di tre tipi diversi di farina: raffinata, semigrezza e grezza; zucchero di barbabietola o dolcificanti; grassi vegetali, olio vegetale, sugna o burro; tuorlo d’uovo pastorizzato o fresco; latte fresco o in polvere o acqua potabile; succo di frutta (limone, mela, pera); lievito per dolci; sale; attualmente è possibile aggiungere un agente che migliora l’impasto e aiuta a conservare la freschezza.
L’ingrediente principale dell’impasto è la farina. Le altre materie prime devono rispettare i limiti di peso seguenti: materie grasse (grassi vegetali, olio vegetale, sugna o burro): almeno il 20 % del peso totale dell’impasto; zucchero o dolcificante (fruttosio): almeno il 10 % del peso totale dell’impasto (in caso di utilizzazione del dolcificante, la quantità dipende dal suo potere dolcificante); tuorli d’uovo: almeno il 5 % del peso totale dell’impasto. Le quantità di succo di frutta, sale e degli altri ingredienti che esaltano il gusto dipende dalla ricetta utilizzata dai diversi produttori.
La farcitura del «Valašský frgál» deve rappresentare circa il 42-48 % del peso totale del prodotto crudo.
Per la preparazione della farcitura si usano le seguenti materie prime.
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Farcitura di pere: marmellata di pere preparata con le pere essiccate, marmellata di susine o confettura di frutta, mele essiccate, panpepato grattugiato, aroma a base di etilossidrato (in appresso «aroma»), anice stellato macinato, zucchero vanigliato, acqua potabile. |
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Farcitura di ricotta: ricotta, zucchero di barbabietola o dolcificante, tuorlo d’uovo pastorizzato o fresco, acqua potabile, uvetta, zucchero vanigliato o polvere di vaniglia ed eventualmente succo di frutta; olio vegetale, aroma, noce moscata in polvere, stabilizzatore per ricotta, frutti di bosco. |
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Farcitura di semi di papavero: semi di papavero macinati, zucchero di barbabietola o dolcificante, acqua potabile, olio vegetale, farina di frumento raffinata, zucchero vanigliato, uvetta, pangrattato, cannella macinata, aroma. |
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Farcitura di marmellata: marmellata di susine, zucchero vanigliato o dolcificante, acqua potabile, aroma. |
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Farcitura di mele: mela grattugiata o composta di mele, zucchero di barbabietola o dolcificante, zucchero vanigliato, cannella macinata, noci o nocciole spezzettate, uvetta, acqua potabile. |
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Farcitura di mirtilli: mirtilli freschi, composta di mirtilli o mirtilli congelati, marmellata di mirtilli. |
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Farcitura di albicocche: albicocche fresche, composta di albicocche o albicocche congelate, marmellata di albicocche. |
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Farcitura di susine: susine fresche, composta di susine, susine congelate, marmellata di susine, semi di papavero macinati, zucchero di barbabietola o dolcificante. |
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Farcitura di noci o nocciole: noci o nocciole (oppure un misto di entrambe), semi di papavero macinati, zucchero di barbabietola o dolcificante, farina di frumento raffinata, latte, olio o grasso vegetale, pangrattato, marmellata di albicocche, acqua potabile, uvetta, zucchero vanigliato, aroma. |
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Farcitura di cavolo: cavolo fresco sminuzzato o crauti ben lavati, zucchero di barbabietola o dolcificante, olio o grasso vegetale, farina di frumento raffinata, acqua potabile, pepe nero macinato, sale. |
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Farcitura di carote: carote fresche, zucchero di barbabietola o dolcificante, zucchero vanigliato, semi di papavero, burro, grasso vegetale, olio vegetale, farina di frumento raffinata, acqua potabile, cannella macinata, sale. |
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Farcitura di cavolo rapa: cavoli rapa freschi, zucchero di barbabietola o dolcificante, burro o olio o grasso vegetale, farina di frumento raffinata, succo di limone o di mela, prezzemolo fresco o essiccato, acqua potabile, sale. |
3.4. Alimenti per animali (solo per i prodotti di origine animale)
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3.5. Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata
Tutte le fasi di lavorazione dell’impasto (considerato il metodo utilizzato, vale a dire la lievitazione, che non prevede interruzioni tra una fase e l’altra della preparazione) dalla fabbricazione dell’impasto alla cottura della torta e successivamente al suo imballaggio devono svolgersi nella zona delimitata al fine di garantire il mantenimento della qualità del prodotto e il rispetto delle norme di igiene. Soltanto la farcitura non deve essere necessariamente preparata nella zona delimitata.
3.6. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc.
Il prodotto viene tagliato e imballato sul luogo di produzione dal momento che si tratta di un prodotto fresco, da consumare a breve termine, di cui va tutelata la qualità. Se il prodotto fosse trasportato senza essere confezionato, rischierebbe di rompersi o sbriciolarsi con conseguente riduzione della qualità e sarebbero violate le norme in materia di igiene. Inoltre, è necessario apporre sulla confezione del prodotto un’etichetta che fornisca informazioni sul produttore e sulla composizione del prodotto. L’etichetta deve indicare anche tutti i dati obbligatori che garantiscono che il prodotto provenga da una zona delimitata e che possono essere usati ai fini di eventuali controlli.
3.7. Norme specifiche in materia di etichettatura
I produttori del «Valašský frgál» devono indicare chiaramente sulla confezione la dicitura «Valašský frgál». Analogamente, l’imballaggio deve riportare il logo dell’indicazione geografica protetta al fine di informare i consumatori e di permettere il controllo del prodotto da parte delle autorità competenti. In caso di vendita del prodotto non imballato, il posto di vendita deve indicare chiaramente che si tratta di «Valašský frgál».
4. Delimitazione concisa della zona geografica
La Valacchia (Valašsko) è una zona geografica delimitata situata nella parte sudorientale della Repubblica ceca. La zona geografica è costituita dai seguenti comuni (da est a ovest): Velké Karlovice, Horní Bečva, Čeladná, Kunčice pod Ondřejníkem, Kozlovice, Měrkovice, Tichá, Vlčovice, Kopřivnice, Štramberk, Lichnov, Veřovice, Mořkov, Hodslavice, Straník, Kojetín, Loučka, Bernartice, Hůrka, Starojická Lhota, Vysoká, Hustopeče, Milotice, Špičky, Skalička, Horní Tešice, Rouské, Všechovice, Provodovice, Komárno, Podhradní Lhota, Rajnochovice, Držková, Rusava, Lukoveček, Fryšták, Mladcová, Zlín-Prštné, Zlín-Jaroslavice, Březnice, Želechovice, Lípa, Zádveřice, Vizovice, Slopné, Haluzice, Vlachovice, Vrbětice, Popov, Jestřábí, Štítná nad Vláří, Bylnice, Brumov, Nedašov, Nedašova Lhota, Študlov, Střelná, Francova Lhota, Valašská Senice, Hovězí, Halenkov, Nový Hrozenkov.
5. Legame con la zona geografica
5.1. Specificità della zona geografica
Nel passato, per gli abitanti della Valacchia, l’essiccazione della frutta era il modo più tradizionale per conservare i raccolti. Per tutto il resto dell’anno potevano così utilizzare i frutti conservati in tal modo per i più diversi preparati culinari. Il prodotto più tipico era la marmellata di pere ottenuta dalle pere essiccate. La tradizione di questa regione, come testimoniano le fonti storiche, prevede l’utilizzo per ciascun «frgál» di un solo tipo di farcitura.
5.2. Specificità del prodotto
Il «Valašský frgál» si distingue dagli altri prodotti di pasticceria per le seguenti caratteristiche:
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il metodo di preparazione e di composizione della pasta: gli ingredienti più fluidi dell’impasto sono dapprima mescolati con una frusta finché non formano un composto omogeneo; poi si aggiungono i grassi fusi e si mescola il tutto per ottenere un composto omogeneo. Si aggiunge poi il lievito e, un po’ alla volta, la farina e si lavora il tutto fino a ottenere un composto omogeneo che produca bolle (la pasta contiene aria) e non si attacchi, |
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la stesura dell’impasto con un mattarello dotato di un solo manico, anch’esso proveniente dalla regione della Valacchia. L’impasto viene steso uniformemente dal centro verso i bordi e ciò fa sì che la pasta, benché sottile, sia compatta e morbida, con una struttura delicata, |
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la farcitura tipica utilizzata, ottenuta dalla frutta secca, |
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per il «Valašský frgál» si utilizza sempre un solo tipo di farcitura (che non può essere combinata con altre). La torta prevede una grande quantità di farcitura, pari a circa il 42-48 % della massa totale del prodotto. La superficie della farcitura viene cosparsa di crumble cui può essere aggiunta una spolverata di panpepato o di cannella macinata. Dopo la cottura in forno può essere aggiunto zucchero o può essere spruzzata qualche goccia di burro. |
5.3. Legame causale fra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto (per le DOP) o una qualità specifica, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto (per le IGP)
La richiesta si basa sulla specificità e la notorietà del prodotto in Valacchia e fuori da tale regione. Le prime testimonianze scritte di grandi torte, chiamate «vdolek» o «frgál» si trovano nella cronaca Bromatologia moravo-rustica di J.H.A. Gallaš del 1826. Il libro riporta informazioni su torte di farina di frumento o di segale, ricoperte di ricotta, marmellata o di un impasto ottenuto facendo bollire delle pere essiccate, tipiche di questa zona e realizzate solo nella regione Valacchia.
La produzione del «Valašský frgál» avviene sulla base delle ricette tradizionali della zona delimitata, conservate in documenti scritti che risalgono al 1826. La tradizione popolare della preparazione di questa torta tipica è legata principalmente alle feste (nozze, battesimi, Natale, Pasqua e fine del raccolto) celebrate nella regione Valacchia. Le famiglie povere la mangiavano solo a Natale, mentre per le famiglie ricche era anche il dolce della domenica. Le dimensioni della torta (30-32 cm. di diametro) derivano da quelle della pala che veniva utilizzata per cuocere il pane. La torta veniva preparata soprattutto con materie prime domestiche come frutta secca, ricotta, farina macinata in casa, burro, sugna, olio di lino, latte.
La varietà più nota è il «Valašský frgál» di pere, farcito con pere essiccate. Un tempo in Valacchia accanto ad ogni casa c’era un albero di pere. La varietà di pere più diffusa era la cosiddetta «ovesňanky» che si distingueva per le piccole dimensioni e la polpa ricca e molto dolce. Anche altre varietà di pere, principalmente quelle maturate in autunno, si prestavano all’essiccazione. Occorreva lasciarle ben maturare fino alle prime gelate autunnali. Successivamente, le pere erano essiccate intere in un essiccatoio preferibilmente riscaldato con legna proveniente da alberi da frutto. Era fondamentale che fossero completamente essiccate e poi conservate in solaio in sacchi di tessuto sospesi al soffitto. Le ricette per la preparazione delle marmellate di pere essiccate e per la preparazione dell’impasto e della farcitura di queste grandi torte si sono tramandate di generazione in generazione per diversi secoli.
Nel secolo scorso la fama di queste torte è giunta fino alla capitale, Praga. Quando, alla fine del XIX secolo si è svolta a Praga Holešovice l’esposizione nazionale, queste torte sono state presentate insieme con numerosi altri prodotti della Valacchia e ampiamente apprezzate. Il «Valašský frgál» ha conservato la sua fama fino ai giorni nostri (si trovano molte informazioni su Internet, sulla stampa nazionale e locale e nelle guide turistiche) e continua ad aggiudicarsi premi in occasione di fiere ed esposizioni (Zlatá Salima 2006 e 2008, Perla Zlínska 2006, 2007 e 2008, Trendy 2006, HIT 2006 Moderní obchod, Marchio di qualità KLASA nel 2007).
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
[Articolo 5, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 510/2006 (3)].
Il testo consolidato del disciplinare di produzione è consultabile sul sito Internet:
http://isdv.upv.cz/portal/pls/portal/portlets.ops.det?popk=1322&plang=cs
(1) GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.
(2) GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12. Sostituito dal regolamento (UE) n. 1151/2012.
(3) Cfr. nota 2.
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1.6.2013 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 155/13 |
Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari
2013/C 155/05
La presente pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda di registrazione ai sensi dell'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (1).
DOCUMENTO UNICO
REGOLAMENTO (CE) N. 510/2006 DEL CONSIGLIO
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari (2)
«FOCACCIA DI RECCO COL FORMAGGIO»
N. CE: IT-PGI-0005-0944-31.01.2012
IGP ( X ) DOP ( )
1. Denominazione
«Focaccia di Recco col formaggio»
2. Stato membro o paese terzo
Italia
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto
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Classe 2.4. |
Prodotti di panetteria, pasticceria, confetteria o biscotteria |
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto (1)
La «Focaccia di Recco col formaggio» è un prodotto da forno ottenuto dalla lavorazione di un impasto a base di farina di grano tenero, olio extravergine di oliva, acqua, sale, farcito con formaggio fresco a pasta molle.
Al momento dell'immissione al consumo la «Focaccia di Recco col formaggio» presenta le seguenti caratteristiche:
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forma: circolare, quadrata o rettangolare. |
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dimensioni:
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aspetto:
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Al palato si presenta di consistenza fragrante e croccante, l’impasto è leggermente salato con sentore di pane appena cotto e profumi riconducibili al latte e al formaggio fresco, il formaggio è dolce con una leggera e gradevole nota acidula.
3.3. Materie prime (solo per i prodotti trasformati)
Il metodo di produzione della «Focaccia di Recco col formaggio» prevede l’utilizzo dei seguenti ingredienti:
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farina di grano tenero tipo «00», con le seguenti caratteristiche: W: > 300; P/L: non inferiore a 0,50 o in alternativa farina di Manitoba tipo «00», |
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acqua naturale, |
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olio extravergine di oliva, |
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sale fino, |
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formaggio fresco a pasta molle. |
Il formaggio utilizzato per la produzione della «Focaccia di Recco col formaggio» è ottenuto dalla lavorazione di latte vaccino fresco pastorizzato.
Non vi sono limitazioni geografiche relative al luogo di trasformazione del latte.
Il formaggio destinato alla farcitura della «Focaccia di Recco col formaggio» deve essere di consistenza cremosa, senza aggiunta di panna e adatto a sostenere uno stress termico legato alle condizioni di cottura, senza filare, creare bolle o rilasciare siero.
Il formaggio impiegato per la preparazione della «Focaccia di Recco col formaggio» deve presentare le seguenti caratteristiche:
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Carattere |
Parametro |
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Forma |
Parallelepipedo, con bordi smussati |
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Dimensioni |
Base con lati rispettivamente pari a 15-20 cm e 8-10 cm con scalzo (altezza) dritto a facce piane di 4-5 cm |
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Peso |
Da 0,7 a 2 kg |
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Caratteristiche della pasta |
Morbida, delicatamente compatta, lattosa di struttura omogenea, priva di occhiature |
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Colore |
Bianco, con sfumature tendenti al lucido |
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Umidità sul tal quale |
57-60 % |
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Proteine sul tal quale |
13-15 % |
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Grasso sul tal quale |
21-24 % |
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Grasso su s.s. |
48-60 % |
3.4. Alimenti per animali (solo per i prodotti di origine animale)
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3.5. Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata
Tutte le fasi della produzione della «Focaccia di Recco col formaggio», dalla preparazione e lavorazione dell’impasto, alla farcitura e cottura devono avvenire nell’area geografica delimitata al successivo punto 4.
3.6. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc.
La «Focaccia di Recco col formaggio» può essere commercializzata intera o porzionata.
Sono vietati trattamenti di pre-cottura, surgelazione, congelazione o altre tecniche di conservazione.
3.7. Norme specifiche in materia di etichettatura
L’identificazione del prodotto avviene tramite l’apposizione di un’etichetta in ostia di amido sulla sfoglia superiore. L’etichetta riporta la denominazione del prodotto «Focaccia di Recco col formaggio» da utilizzare in abbinamento inscindibile con la dicitura «Indicazione geografica protetta» per esteso e in acronimo.
4. Definizione concisa della zona geografica
La zona di produzione della «Focaccia di Recco col formaggio» è rappresentata dall’intero territorio del comune di Recco e dei comuni confinanti di Avegno, Sori e Camogli.
5. Legame con la zona geografica
5.1. Specificità della zona geografica
I comuni compresi nella zona di produzione della «Focaccia di Recco col formaggio» fanno parte di quella che gli storici locali chiamano «la valle di Recco» una zona che ad est viene delimitata dal Monte di Portofino — nel comune di Camogli — ad ovest dalla cittadina di Sori, comprendendo il comune di Recco e a nord il comune di Avegno.
In tale area sono migrati artigiani panettieri di Recco che sin dagli anni ’60 e ’70 iniziarono a preparare la «Focaccia di Recco col formaggio» nel rispetto della tradizione recchese.
La tradizione richiede una grande maestria degli artigiani nella lavorazione dell’impasto. Questo infatti viene prima tirato poi lavorato manualmente fino ad ottenere due sfoglie sottilissime, integre e quasi trasparenti. La particolare lavorazione dell’impasto in due sottili sfoglie è riconducibile unicamente al territorio in questione.
5.2. Specificità del prodotto
La «Focaccia di Recco col formaggio» è composta da due sottilissime sfoglie farcite col formaggio. Alla vista si distingue facilmente dalle focacce tipiche della tradizione italiana e ligure in quanto è estremamente sottile ed all’interno è farcita con uno strato di formaggio fuso. Altra particolarità che caratterizza la «Focaccia di Recco col formaggio» è rappresentata dal formaggio, dolce con una leggera e gradevole nota acidula e consistenza cremosa.
5.3. Legame causale tra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto (per le DOP) o una qualità specifica, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto (per le IGP)
La reputazione della «Focaccia di Recco col formaggio» è testimoniata dalla presenza di manifestazioni storiche che da più anni sono state dedicate al prodotto e da importanti recensioni pubblicate su riviste e guide gastronomiche italiane ed estere nelle quali i riferimenti alla sottigliezza delle sfoglie e alla gradevolezza del formaggio accompagnano la descrizione di questo prodotto.
Tra le manifestazioni più importanti si ricorda la «Festa della focaccia» che, dal 1955, nell’ultima settimana del mese di maggio, costituisce la più importante occasione per celebrare e degustare la «Focaccia di Recco col formaggio».
La reputazione della «Focaccia di Recco col formaggio» è cresciuta esponenzialmente grazie alla presenza ad importanti eventi nazionali quali Salone del Gusto di Torino, Cheese a Brà, Artigiano in Fiera a Milano, Salone Nautico di Genova.
A partire dai primi anni ’60, con il boom economico in Italia e l’incremento del flusso turistico nel territorio, la richiesta e la notorietà della «Focaccia di Recco col formaggio» è andata ad aumentare progressivamente come dimostrano numerosi articoli sul prodotto pubblicati su quotidiani e riviste dell’epoca. Nel 1967 il prodotto viene segnalato anche ai gourmet americani sul quotidiano statunitense «Daily American», definendolo «quite divine».
Le prime guide gastronomiche italiane sono un ulteriore esempio di come il prodotto fosse diventato tipico e affermato («Guide Veronelli all’Italia piacevole» ed. Garzanti, Milano 1968, «Guida gastronomica d’Italia» ed. TCI, Milano 1969).
Da allora fino ai giorni nostri la «Focaccia di Recco col formaggio» è citata praticamente su ogni libro di gastronomia regionale o locale, su tutte le guide enogastronomiche e su numerose riviste del settore, come un’autentica specialità locale.
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
[Articolo 5, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 510/2006 (3)].
Questa Amministrazione ha attivato la procedura nazionale di opposizione pubblicando la proposta di riconoscimento della IGP «Focaccia di Recco col formaggio» sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 181 del 5 agosto 2011.
Il testo consolidato del disciplinare di produzione è consultabile sul sito Internet:
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3335
oppure:
accedendo direttamente all’home page del sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (http://www.politicheagricole.it), cliccando su «Qualità e sicurezza» (in alto a destra dello schermo) ed infine su «Disciplinari di produzione all’esame dell’UE».
(1) GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.
(2) GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12. Sostituito dal regolamento (UE) n. 1151/2012.
(3) Cfr. nota 2.