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ISSN 1725-2466 |
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Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314 |
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Edizione in lingua italiana |
Comunicazioni e informazioni |
49o anno |
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(1) Testo rilevante ai fini del SEE |
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IT |
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I Comunicazioni
Commissione
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/1 |
Tassi di cambio dell'euro (1)
20 dicembre 2006
(2006/C 314/01)
1 euro=
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Moneta |
Tasso di cambio |
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USD |
dollari USA |
1,3203 |
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JPY |
yen giapponesi |
156,00 |
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DKK |
corone danesi |
7,4529 |
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GBP |
sterline inglesi |
0,67020 |
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SEK |
corone svedesi |
9,0038 |
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CHF |
franchi svizzeri |
1,6039 |
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ISK |
corone islandesi |
91,45 |
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NOK |
corone norvegesi |
8,1610 |
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BGN |
lev bulgari |
1,9558 |
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CYP |
sterline cipriote |
0,5781 |
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CZK |
corone ceche |
27,418 |
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EEK |
corone estoni |
15,6466 |
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HUF |
fiorini ungheresi |
251,90 |
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LTL |
litas lituani |
3,4528 |
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LVL |
lats lettoni |
0,6974 |
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MTL |
lire maltesi |
0,4293 |
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PLN |
zloty polacchi |
3,7993 |
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RON |
leu rumeni |
3,4029 |
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SIT |
tolar sloveni |
239,66 |
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SKK |
corone slovacche |
34,688 |
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TRY |
lire turche |
1,8855 |
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AUD |
dollari australiani |
1,6820 |
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CAD |
dollari canadesi |
1,5137 |
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HKD |
dollari di Hong Kong |
10,2651 |
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NZD |
dollari neozelandesi |
1,8915 |
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SGD |
dollari di Singapore |
2,0316 |
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KRW |
won sudcoreani |
1 222,60 |
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ZAR |
rand sudafricani |
9,2441 |
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CNY |
renminbi Yuan cinese |
10,3184 |
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HRK |
kuna croata |
7,3680 |
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IDR |
rupia indonesiana |
12 001,53 |
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MYR |
ringgit malese |
4,6791 |
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PHP |
peso filippino |
65,196 |
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RUB |
rublo russo |
34,7170 |
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THB |
baht thailandese |
47,400 |
Fonte: tassi di cambio di riferimento pubblicati dalla Banca centrale europea.
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/2 |
Avviso di apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di determinati compressori originarie della Repubblica popolare cinese
(2006/C 314/02)
La Commissione ha ricevuto una denuncia a norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da paesi non membri della Comunità europea («regolamento di base») (1), secondo la quale le importazioni di determinati compressori originarie della Repubblica popolare cinese («paese interessato») sarebbero oggetto di pratiche di dumping e arrecherebbero quindi un pregiudizio all'industria comunitaria.
1. Denuncia
La denuncia è stata presentata il 20 novembre 2006 dalla Federazione ANIMA/COMPO («denunziante») per conto di produttori che rappresentano una percentuale notevole, in questo caso più del 50 %, della produzione comunitaria complessiva di determinati compressori.
2. Prodotto
Il prodotto che secondo la denuncia sarebbe oggetto di dumping è costituito da compressori alternativi, comprese le pompe a compressore alternativo, di portata non superiore a 2 metri cubi (m3) al minuto, originari della Repubblica popolare cinese («prodotto in esame») dichiarati di norma ai codici NC ex 8414 40 10, 8414 80 22, ex 8414 80 28 and ex 8414 80 51. Questi codici NC sono indicati unicamente a titolo informativo.
3. Denuncia di dumping
In conformità all'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base, il denunziante ha determinato il valore normale per la Repubblica popolare cinese in base al prezzo praticato in un paese a economia di mercato, indicato al punto 5.1, lettera d). La denuncia di dumping si fonda sul confronto tra il valore normale, così calcolato, e i prezzi all'esportazione del prodotto in esame nella Comunità.
Il margine di dumping così calcolato risulta significativo.
4. Denuncia di pregiudizio
Il denunziante ha presentato elementi di prova del fatto che le importazioni del prodotto in esame provenienti dalla Repubblica popolare cinese sono complessivamente aumentate sia in termini assoluti che di quota di mercato.
Si asserisce che i volumi e i prezzi del prodotto importato, tra le altre conseguenze, hanno avuto un impatto negativo sulla quota di mercato detenuta, sui quantitativi venduti e sul livello dei prezzi applicati dall'industria comunitaria, incidendo negativamente sui risultati generali e sulla situazione finanziaria dell'industria comunitaria.
5. Procedura
Avendo stabilito, previa consultazione del comitato consultivo, che la denuncia è stata presentata da o per conto dell'industria comunitaria e che esistono elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento, la Commissione avvia un'inchiesta ai sensi dell'articolo 5 del regolamento di base.
5.1. Procedura di determinazione del dumping e del pregiudizio
L'inchiesta dovrà stabilire se il prodotto in esame originario della Repubblica popolare cinese sia oggetto di pratiche di dumping e se tale dumping abbia arrecato un pregiudizio.
a) Campionamento
Dato l'alto numero di parti interessate dalla presente procedura, la Commissione può decidere di ricorrere a tecniche di campionamento a norma dell'articolo 17 del regolamento di base.
i) Campionamento dei produttori/esportatori della Repubblica popolare cinese
Per consentire alla Commissione di stabilire se sia necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, si invitano tutti gli esportatori/produttori, o i loro rappresentanti, a contattare la Commissione e a fornirle le seguenti informazioni sulle loro società entro il termine di cui al punto 6, lettera b), parte i) e nel formato di cui al punto 7 del presente avviso:
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nome, indirizzo, e-mail, numeri di telefono e di fax e persona da contattare; |
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il fatturato in valuta locale e il volume in unità delle vendite all'esportazione verso la Comunità del prodotto in esame effettuate dal 1o ottobre 2005 al 30 settembre 2006; |
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il fatturato in valuta locale e il volume in unità delle vendite del prodotto in esame effettuate sul mercato interno nel periodo dal 1o gennaio 2005 al 30 settembre 2006; |
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se la società intenda chiedere l'applicazione di un margine individuale (2) (i margini individuali possono essere chiesti solo dai produttori); |
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una descrizione dettagliata delle attività dell'impresa relative alla produzione del prodotto in esame; |
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le ragioni sociali e una descrizione dettagliata delle attività di tutte le società collegate (3) coinvolte nella produzione e/o nella vendita (sul mercato interno e/o dell'esportazione) del prodotto in esame; |
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ogni altra informazione pertinente che possa risultare utile alla Commissione per selezionare il campione; |
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fornendo le informazioni di cui sopra, l'impresa dà il suo consenso a un'eventuale inclusione nel campione. Se è scelta per far parte del campione, la società deve rispondere ad un questionario ed accettare un sopralluogo a riscontro della sua risposta. Se l'impresa dichiara di essere contraria alla sua possibile inclusione nel campione, si ritiene che essa non abbia collaborato all'inchiesta. Le conseguenze di una mancata collaborazione sono esposte al punto 8 del presente avviso. |
Per raccogliere le informazioni ritenute necessarie per la selezione del campione dei produttori/esportatori, la Commissione contatterà inoltre le autorità della Repubblica popolare cinese e tutte le associazioni di produttori/esportatori note.
ii) Campionamento degli importatori
Per consentire alla Commissione di stabilire se sia necessario ricorrere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, tutti gli importatori o i loro rappresentanti vengono invitati a manifestarsi presso la Commissione e a fornirle le seguenti informazioni sulle loro imprese entro i termini fissati al punto 6, lettera b), parte i) e nel formato indicato al punto 7:
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nome, indirizzo, e-mail, numeri di telefono e di fax e persona da contattare; |
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il fatturato totale in euro dell'impresa nel periodo dal 1o ottobre 2005 al 30 settembre 2006; |
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il numero totale di dipendenti; |
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una descrizione dettagliata delle attività della società relative al prodotto in esame; |
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il volume in unità e il valore in euro delle importazioni nella Comunità e delle rivendite effettuate sul mercato comunitario nel periodo dal 1o ottobre 2005 al 30 settembre 2006 del prodotto in esame importato originario della Repubblica popolare cinese; |
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le ragioni sociali e una descrizione dettagliata delle attività di tutte le società collegate (3) coinvolte nella produzione e/o nella vendita del prodotto in esame; |
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ogni altra informazione pertinente che possa risultare utile alla Commissione per selezionare il campione; |
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fornendo le informazioni di cui sopra, l'impresa dà il suo consenso a un'eventuale inclusione nel campione. Se è scelta per far parte del campione, la società deve rispondere ad un questionario ed accettare un sopralluogo a riscontro della sua risposta. Se l'impresa dichiara di essere contraria alla sua possibile inclusione nel campione, si ritiene che essa non abbia collaborato all'inchiesta. Le conseguenze di una mancata collaborazione sono esposte al punto 8 del presente avviso. |
Per raccogliere le informazioni che ritiene necessarie per la selezione del campione degli importatori, la Commissione contatterà, inoltre, tutte le associazioni note di importatori.
iii) Campionamento dei produttori comunitari
In considerazione dell'elevato numero di produttori comunitari che hanno aderito alla denuncia, la Commissione intende accertare il pregiudizio arrecato all'industria comunitaria ricorrendo ad un campionamento.
Per consentire alla Commissione di selezionare un campione, si invitano tutti i produttori comunitari a fornire le seguenti informazioni sulla o sulle loro società entro il termine fissato al punto 6, lettera b), parte i) e nel formato indicato al punto 7:
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nome, indirizzo, e-mail, numeri di telefono e di fax e persona da contattare; |
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il fatturato totale in euro della società nel periodo dal 1o ottobre 2005 al 30 settembre 2006; |
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una descrizione dettagliata delle attività dell'impresa relative alla produzione del prodotto in esame; |
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il valore in euro delle vendite del prodotto in esame effettuate sul mercato comunitario nel periodo dal 1o gennaio 2005 al 30 settembre 2006; |
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il volume in unità delle vendite del prodotto in esame effettuate sul mercato comunitario nel periodo dal 1o ottobre 2005 al 30 settembre 2006; |
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il volume in unità della produzione del prodotto in esame nel periodo dal 1o ottobre 2005 al 30 settembre 2006; |
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le ragioni sociali e una descrizione dettagliata delle attività di tutte le società collegate (3) coinvolte nella produzione e/o nella vendita del prodotto in esame; |
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ogni altra informazione pertinente che possa risultare utile alla Commissione per selezionare il campione; |
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fornendo le informazioni di cui sopra, l'impresa dà il suo consenso a un'eventuale inclusione nel campione. Se è scelta per far parte del campione, la società deve rispondere ad un questionario ed accettare un sopralluogo a riscontro della sua risposta. Se l'impresa dichiara di essere contraria alla sua possibile inclusione nel campione, si ritiene che essa non abbia collaborato all'inchiesta. Le conseguenze di una mancata collaborazione sono esposte al punto 8 del presente avviso. |
iv) Selezione definitiva dei campioni
Tutte le parti interessate che desiderino fornire informazioni pertinenti relative alla selezione del campione devono farlo entro il termine fissato al punto 6, lettera b), parte ii).
La Commissione intende procedere alla selezione definitiva dei campioni dopo aver consultato le parti interessate che si sono dichiarate disponibili a essere inserite nel campione.
Le imprese incluse nei campioni devono rispondere a un questionario entro i termini fissati al punto 6, lettera b), parte iii) e collaborare nell'ambito dell'inchiesta.
In caso di insufficiente collaborazione, la Commissione può basare le proprie conclusioni sui dati disponibili, conformemente all'articolo 17, paragrafo 4, e all'articolo 18 del regolamento di base. Come indicato al punto 8 del presente avviso, le conclusioni basate sui dati disponibili possono essere meno vantaggiose per la parte interessata.
b) Questionari
Per raccogliere le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'inchiesta, la Commissione invierà questionari alle imprese dell'industria comunitaria incluse nel campione, a tutte le associazioni di produttori della Comunità, ai produttori/esportatori della Repubblica popolare cinese inclusi nel campione, a tutte le associazioni di produttori/esportatori, agli importatori inclusi nel campione, a tutte le associazioni di importatori citate nella denuncia, nonché alle autorità del paese esportatore interessato.
Gli esportatori/produttori della Repubblica popolare cinese che chiedono un margine individuale ai fini dell'applicazione dell'articolo 17, paragrafo 3 e dell'articolo 9, paragrafo 6 del regolamento di base devono far pervenire alla Commissione un questionario debitamente compilato entro il termine fissato al punto 6, lettera a), parte ii) del presente avviso. Dovranno perciò chiedere un questionario entro i termini fissati al punto 6, lettera a), parte i). Si informano tuttavia le parti interessate che, se si procede a un campionamento degli esportatori/produttori e se il loro numero è talmente elevato da rendere l'esame dei singoli casi indebitamente gravoso e tale da impedire la tempestiva conclusione dell'inchiesta, la Commissione può decidere di non concedere loro un margine individuale.
c) Raccolta di informazioni e audizioni
Tutte le parti interessate sono invitate a comunicare le proprie osservazioni, a presentare eventuali informazioni non contenute nelle risposte al questionario e a fornire elementi di prova a sostegno di tali osservazioni e informazioni. Tali informazioni e prove devono pervenire alla Commissione entro i termini fissati al punto 6, lettera a), parte ii).
Inoltre, la Commissione può sentire le parti interessate che ne facciano richiesta e che dimostrino di avere particolari motivi per essere sentite. Tale richiesta va presentata entro i termini fissati al punto 6, lettera a), parte iii).
d) Selezione del paese ad economia di mercato
In conformità all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) del regolamento di base, la Commissione intende scegliere il Brasile come paese ad economia di mercato appropriato ai fini della determinazione del valore normale per la Repubblica popolare cinese. Le parti interessate sono invitate a presentare le loro osservazioni in merito all'opportunità di questa scelta entro il termine specifico fissato al punto 6, lettera c).
e) Status di impresa operante in un'economia di mercato
Per gli esportatori/produttori della Repubblica popolare cinese che, presentando prove sufficienti, affermano di operare in condizioni di economia di mercato, nel rispetto cioè dei criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base, il valore normale sarà determinato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b) dello stesso regolamento. Gli esportatori/produttori che intendano presentare richieste debitamente motivate devono farlo entro il termine specifico di cui al paragrafo 6, lettera d). La Commissione invierà formulari a tutti gli esportatori/produttori della Repubblica popolare cinese citati nella denuncia, a tutte le associazioni di esportatori/produttori citate nella denuncia e alle autorità della Repubblica popolare cinese.
5.2. Procedura di valutazione dell'interesse della Comunità
Se viene provata la presenza di dumping e del conseguente pregiudizio, si dovrà decidere in conformità all'articolo 21 del regolamento di base se eventuali misure antidumping non siano contrarie all'interesse della Comunità. L'industria comunitaria, gli importatori, le associazioni che li rappresentano, le organizzazioni che rappresentano utenti e consumatori, purché dimostrino l'esistenza di un nesso oggettivo tra la loro attività e il prodotto in esame, possono perciò manifestarsi e fornire informazioni alla Commissione entro i termini generali fissati al punto 6, lettera a), parte ii). Le parti che abbiano agito conformemente a quanto stabilito dalla frase precedente possono, entro i termini fissati al punto 6, lettera a), parte iii), chiedere un'audizione indicando i motivi particolari per i quali chiedono di essere sentite. Si noti che le informazioni comunicate a norma dell'articolo 21 sono prese in considerazione solo se suffragate da validi elementi di prova all'atto della presentazione.
6. Termini
a) Termini generali
(i) Termine per la richiesta di questionari o altri formulari
Tutte le parti interessate devono chiedere il questionario o altri tipi di formulari quanto prima, e comunque entro 10 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
(ii) Termine entro il quale le parti devono manifestarsi, presentare le risposte al questionario e fornire ogni altra informazione
Salvo diversa disposizione, tutte le parti interessate devono manifestarsi prendendo contatto con la Commissione, comunicare le loro osservazioni, presentare le risposte al questionario e fornire qualsiasi altra informazione entro 40 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, affinché tali osservazioni ed informazioni possano essere prese in considerazione nel corso dell'inchiesta. Si noti che al rispetto di detto termine è subordinato l'esercizio della maggior parte dei diritti procedurali stabiliti nel regolamento di base.
Le imprese incluse in un campione devono presentare le risposte al questionario entro i termini specificati al punto 6, lettera b), parte iii).
(iii) Audizioni
Tutte le parti interessate possono inoltre chiedere di essere sentite dalla Commissione entro lo stesso termine di 40 giorni.
b) Termine specifico per quanto riguarda il campionamento
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(i) |
Le informazioni di cui al punto 5.1, lettera a), parti i), ii) e iii) devono pervenire alla Commissione entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, poiché la Commissione intende consultare le parti che si sono dichiarate disponibili a far parte di un campione in merito alla selezione definitiva dello stesso entro 21 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. |
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(ii) |
Ogni altra informazione relativa alla selezione dei campioni di cui al punto 5.1, lettera a), parte iv) deve pervenire alla Commissione entro 21 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. |
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(iii) |
Le risposte al questionario fornite dalle parti incluse nel campione devono pervenire alla Commissione entro 37 giorni dalla notifica della loro inclusione nel campione. |
c) Termine specifico per la selezione del paese ad economia di mercato
Le parti interessate dall'inchiesta possono presentare osservazioni in merito all'opportunità della scelta del Brasile che, come indicato nel punto 5.1, lettera d), viene preso in considerazione quale paese a economia di mercato ai fini della determinazione del valore normale in relazione alla Repubblica popolare cinese. Tali osservazioni devono pervenire alla Commissione entro 10 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
d) Termine specifico per presentare richieste di status di società operante in condizioni di economia di mercato e/o di trattamento individuale
Le domande, debitamente motivate, volte a ottenere lo status di società operante in condizioni di economia di mercato (di cui al punto 5.1, lettera e)) e/o un trattamento individuale ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base devono pervenire alla Commissione entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
7. Osservazioni scritte, risposte al questionario e corrispondenza
Tutte le comunicazioni e le richieste delle parti interessate devono essere formulate per iscritto (non in formato elettronico, salvo diversa disposizione), complete di nome, indirizzo, e-mail e numeri di telefono e di fax della parte interessata. Tutte le comunicazioni scritte, comprese le informazioni richieste nel presente avviso, le risposte ai questionari e la corrispondenza, fornite dalle parti interessate su base riservata devono essere contrassegnate dalla dicitura «Diffusione limitata» (4) e devono essere corredate di una versione non riservata contrassegnata dalla dicitura «Consultabile da tutte le parti interessate», conformemente all'articolo 19, paragrafo 2, del regolamento di base.
Indirizzo della Commissione per la corrispondenza:
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Commissione europea |
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Direzione generale Commercio |
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Direzione B |
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Ufficio: J-79 5/16 |
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B-1049 Bruxelles |
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Fax (32-2) 295 65 05. |
8. Omessa cooperazione
Se una parte interessata trattiene informazioni necessarie, non le comunica entro i termini fissati od ostacola in modo evidente lo svolgimento dell'inchiesta, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base possono essere elaborate conclusioni provvisorie o definitive, affermative o negative, in base ai dati disponibili.
Se si accerta che una parte interessata ha fornito informazioni false o fuorvianti, non si terrà conto di tali informazioni e si potranno usare i dati disponibili. Se una parte interessata non collabora, o collabora solo parzialmente, e le conclusioni dell'inchiesta si basano perciò, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base, sui dati disponibili, l'esito dell'inchiesta per essa può essere meno favorevole di quanto lo sarebbe stato se avesse collaborato.
9. Calendario dell'inchiesta
A norma dell'articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di base, l'inchiesta verrà conclusa entro 15 mesi dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. In conformità all'articolo 7, paragrafo 1 del regolamento di base, possono essere istituite misure provvisorie entro 9 mesi dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
(1) GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del Consiglio (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).
(2) I margini individuali possono essere chiesti ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 3 del regolamento di base, per le imprese non incluse nel campione; ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base relativo al trattamento individuale, per casi riguardanti paesi non retti da un'economia di mercato o economie in transizione; e infine ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base, per le imprese che chiedono lo status di società operante in condizioni di economia di mercato. È opportuno notare che il trattamento individuale implica una richiesta ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base, mentre le domande riguardanti lo status di società operante in condizioni di economia di mercato comportano una richiesta ai sensi dell'articolo 2 paragrafo 7, lettera b) del medesimo regolamento.
(3) Per chiarimenti sul significato dell'espressione «società collegate» si rimanda all'articolo 143 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario (GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1).
(4) Ciò significa che il documento è destinato esclusivamente a un uso interno. Esso è protetto, conformemente all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43). È un documento riservato ai sensi dell'articolo 19 del regolamento di base e dell'articolo 6 dell'accordo dell'OMC sull'attuazione dell'articolo VI del GATT 1994 (accordo antidumping).
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/7 |
Autorizzazione degli aiuti di Stato sulla base degli articoli 87 e 88 del trattato CE
Casi contro i quali la Commissione non solleva obiezioni
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/C 314/03)
|
Data di adozione della decisione |
25.1.2006 |
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Numero dell'aiuto |
N 305/05 |
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Stato membro |
Polonia |
|
Titolo |
Zobowiązania operatorów sieci telefonicznych |
|
Base giuridica |
Ustawa z dnia 23 listopada 2002 r. o restrukturyzacji zobowiązań koncesyjnych operatorów stacjonarnych sieci telefonicznych |
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Tipo di misura |
Regime |
|
Intensità |
Misura che non costituisce aiuto |
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Durata |
28 dicembre 2002-31 dicembre 2004 |
|
Settore economico |
Poste e telecomunicazioni |
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Nome e indirizzo dell'autorità che eroga l'aiuto |
Minister ds. Łączności |
Il testo delle decisioni nelle lingue facenti fede, ad eccezione dei dati riservati, è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/
|
Data di adozione della decisione |
22.3.2006 |
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Numero dell'aiuto |
N 638/05 |
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Stato membro |
Francia |
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Regione |
Corse |
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Titolo |
Aide à la création de la chaîne corse Via Stella |
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Base giuridica |
Convention d'objectifs et de moyens de la chaîne Via Stella entre l'Etat français, la Collectivité Territoriale de Corse et France 3 |
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Tipo di misura |
Aiuto individuale |
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Obiettivo |
Sviluppo settoriale |
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Forma dell'aiuto |
Sovvenzione a fondo perduto |
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Dotazione di bilancio |
Importo totale dell'aiuto previsto 6,2 Mio EUR |
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Durata |
31 dicembre 2008 |
|
Settore economico |
Media |
|
Nome e indirizzo dell'autorità che eroga l'aiuto |
Collectivité Territoriale de Corse |
Il testo delle decisioni nelle lingue facenti fede, ad eccezione dei dati riservati, è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/8 |
Comunicazione della Commissione nell'ambito dell'applicazione della Direttiva del Consiglio 1999/5/CE
(Testo rilevante ai fini del SEE)
Pubblicazione di titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della direttiva
(2006/C 314/04)
|
Organismo europeo di Normalizzazione (1) |
Riferimento e titolo della norma (Documento di riferimento) |
Riferimento della norma sostituita |
Data di cessazione della presunzione di conformità della norma sostituita Nota 1 |
Articolo 1999/5/CE |
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CENELEC |
EN 41003:1998 Requisiti particolari di sicurezza per apparecchiature da collegare a reti di telecomunicazioni |
EN 41003:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2002) |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 50360:2001 Norma di prodotto per la verifica di conformità dei telefoni mobili rispetto ai limiti di base relativi all'esposizione umana ai campi elettromagnetici (300 MHz — 3 GHz) |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a |
|
CENELEC |
EN 50364:2001 Limitazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici prodotti da dispositivi operanti nella gamma di frequenza 0 Hz — 10 GHz, utilizzati nei sistemi elettronici antitaccheggio (EAS), nei sistemi di identificazione a radio frequenza (RFID) e in applicazioni similari |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 50371:2002 Esposizione umana ai campi elettromagnetici (10 MHz — 300 GHz) — Norma generica per dimostrare la conformità di apparecchi elettronici ed elettrici di bassa potenza ai limiti di base fissati per la popolazione |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
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CENELEC |
EN 50385:2002 Norma di prodotto per dimostrare la conformità delle stazioni radio base e delle stazioni terminali fisse per sistemi di telecomunicazione senza fili ai limiti di base e ai livelli di riferimento relativi all'esposizione umana ai campi elettromagnetici a radio frequenza (110 MHz — 40 GHz) — Popolazione |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a |
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CENELEC |
EN 50401:2006 Norma di prodotto per dimostrare la conformità ai limiti di base o ai livelli di riferimento relativi all'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radio frequenza delle apparecchiature fisse per trasmissione radio (110 MHz — 40 GHz) destinate a reti di telecomunicazione senza fili, quando messe in servizio |
|
|
Art.3.1.a |
|
CENELEC |
EN 55022:1994 Limiti e metodi di misura delle caratteristiche di radiodisturbo prodotto dagli apparecchi per la tecnologia dell informazione (CISPR 22:1993) |
EN 55022:1987 Nota 2.1 |
Data scaduta (31.12.1998) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
Modifica A1:1995 alla EN 55022:1994 (CISPR 22:1993/A1:1995) |
Nota 3 |
Data scaduta (31.12.1998) |
|
|
|
Modifica A2:1997 alla EN 55022:1994 (CISPR 22:1993/A2:1996 (Modificata)) |
Nota 3 |
Data scaduta (31.12.1998) |
|
|
|
CENELEC |
EN 55022:1998 Apparecchi per la tecnologia dell'informazione — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura (CISPR 22:1997 (Modificata)) |
EN 55022:1994 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.8.2007 |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
Modifica A1:2000 alla EN 55022:1998 (CISPR 22:1997/A1:2000) |
Nota 3 |
1.10.2009 |
|
|
|
Modifica A2:2003 alla EN 55022:1998 (CISPR 22:1997/A2:2002) |
Nota 3 |
1.10.2009 |
|
|
|
CENELEC |
EN 55022:2006 Apparecchi per la tecnologia dell'informazione — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura (CISPR 22:2005 (Modificata)) |
EN 55022:1998 e corrispondenti modifiche |
1.10.2009 |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
CENELEC |
EN 55024:1998 Apparecchiature per la tecnologia dell'informazione — Caratteristiche di immunità — Limiti e metodi di misura (CISPR 24:1997 (Modificata)) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2001) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 55024:1998 (CISPR 24:1997/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2004) |
|
|
|
Modifica A2:2003 alla EN 55024:1998 (CISPR 24:1997/A2:2002) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.2005) |
|
|
|
CENELEC |
EN 60065:1998 Prescrizioni di sicurezza per apparecchi elettronici e loro accessori collegati alla rete per uso domestico e analogo uso generale (IEC 60065:1998 (Modificata)) |
EN 60065:1993 +A11:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.8.2002) |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 60065:2002 Apparecchi elettronici audio, video e similari — Prescrizioni di sicurezza (IEC 60065:2001 (Modificata)) |
EN 60065:1998 Nota 2.1 |
1.3.2007 |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 60215:1989 Radiotrasmettitori — Norme di sicurezza (IEC 60215:1987) |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
Modifica A1:1992 alla EN 60215:1989 (IEC 60215:1987/A1:1990) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.6.1993) |
|
|
|
Modifica A2:1994 alla EN 60215:1989 (IEC 60215:1987/A2:1993) |
Nota 3 |
Data scaduta (15.7.1995) |
|
|
|
CENELEC |
EN 60825-1:1994 Sicurezza degli apparecchi laser — Parte 1: Classificazione delle apparecchiature, prescrizioni e guida per l'utilizzatore (IEC 60825-1:1993) |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
Modifica A11:1996 alla EN 60825-1:1994 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.1.1997) |
|
|
|
Modifica A1:2002 alla EN 60825-1:1994 (IEC 60825-1:1993/A1:1997) |
EN 60825-1:1994/A11:1996 Nota 3 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
|
|
Modifica A2:2001 alla EN 60825-1:1994 (IEC 60825-1:1993/A2:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.7.2005) |
|
|
|
CENELEC |
EN 60825-2:2000 Sicurezza degli apparecchi laser — Parte 2: Sicurezza dei sistemi di telecomunicazione a fibre ottiche (IEC 60825-2:2000) |
EN 60825-2:1994 +A1:1998 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.4.2003) |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 60825-2:2004 Sicurezza degli apparecchi laser — Parte 2: Sicurezza dei sistemi di telecomunicazione a fibre ottiche (IEC 60825-2:2004) |
EN 60825-2:2000 Nota 2.1 |
1.9.2007 |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 60825-4:1997 Sicurezza degli apparecchi laser — Parte 4: Barriere per laser (IEC 60825-4:1997) |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
Modifica A1:2002 alla EN 60825-4:1997 (IEC 60825-4:1997/A1:2002) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2005) |
|
|
|
Modifica A2:2003 alla EN 60825-4:1997 (IEC 60825-4:1997/A2:2003) |
Nota 3 |
1.10.2006 |
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CENELEC |
EN 60825-12:2004 Sicurezza degli apparecchi laser — Parte 12: Sicurezza dei sistemi di comunicazione ottici nello spazio libero usati per la trasmissione di informazioni (IEC 60825-12:2004) |
NESSUNO |
|
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 60950:2000 Sicurezza delle apparecchiature per la tecnologia dell'informazione (IEC 60950:1999 (Modificata)) |
EN 60950:1992 +A1:1993 +A2:1993 +A3:1995 +A4:1997 +A11:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2005) |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
CENELEC |
EN 60950-1:2001 Apparecchiature per la tecnologia dell'informazione — Sicurezza — Parte 1: Requisiti generali (IEC 60950-1:2001 (Modificata)) |
EN 60950:2000 Nota 2.1 |
1.7.2006 |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
Modifica A11:2004 alla EN 60950-1:2001 |
Nota 3 |
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CENELEC |
EN 61000-3-2:2000 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3-2: Limiti — Limiti per le emissioni di corrente armonica (apparecchiature con corrente di ingresso <= 16 A per fase) (IEC 61000-3-2:2000 (Modificata)) |
EN 61000-3-2:1995 +A1:1998 +A2:1998 +A14:2000 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2004) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
Modifica A2:2005 alla EN 61000-3-2:2000 (IEC 61000-3-2:2000/A1:2001 + A2:2004) |
Nota 3 |
1.1.2008 |
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CENELEC |
EN 61000-3-3:1995 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3: Limiti — Sezione 3: Limitazione delle fluttuazioni di tensione e del flicker in sistemi di alimentazione in bassa tensione per apparecchiature con corrente nominale <= 16 A e non soggette ad allacciamento su condizione (IEC 61000-3-3:1994) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2001) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 61000-3-3:1995 (IEC 61000-3-3:1994/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.5.2004) |
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CENELEC |
EN 61000-3-11:2000 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3: Limiti — Sezione 11: Limitazione delle variazioni di tensione, delle fluttuazioni di tensione e del flicker in sistemi di alimentazione pubblici a bassa tensione per apparecchiature con correnti nominali <= 75 A e soggetti ad allacciamento su condizione (IEC 61000-3-11:2000) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.11.2003) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
CENELEC |
EN 61000-3-12:2005 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3-12: Limiti per le correnti armoniche prodotte da apparecchiature collegate alla rete pubblica a bassa tensione aventi correnti di ingresso > 16 A e = 75 A per fase (IEC 61000-3-12:2004) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.2.2008 |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
CENELEC |
EN 61000-6-1:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-1: Norme generiche — Immunità per gli ambienti residenziali, commerciali e per l'industria leggera (IEC 61000-6-1:1997 (Modificata)) |
EN 50082-1:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
CENELEC |
EN 61000-6-2:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-2: Norme generiche — Immunità per gli ambienti industriali (IEC 61000-6-2:1999 (Modificata)) |
EN 61000-6-2:1999 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
CENELEC |
EN 61000-6-2:2005 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-2: Norme generiche — Immunità per gli ambienti industriali (IEC 61000-6-2:2005) |
EN 61000-6-2:2001 Nota 2.1 |
1.6.2008 |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
CENELEC |
EN 61000-6-3:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-3: Norme generiche — Emissione per gli ambienti residenziali, commerciali e per l'industria leggera (CISPR/IEC 61000-6-3:1996 (Modificata)) |
EN 50081-1:1992 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
Modifica A11:2004 alla EN 61000-6-3:2001 |
Nota 3 |
1.7.2007 |
|
|
|
CENELEC |
EN 61000-6-4:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-4: Norme generiche — Emissione per gli ambienti industriali (IEC 61000-6-4:1997 (Modificata)) |
EN 50081-2:1993 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
Articolo 3.1.b (& Articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 300 065-2 V1.1.1 Apparecchiature telegrafiche in banda stretta a stampa diretta per la ricezione di informazioni meteorologiche o di navigazione (NAVTEX); Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 065-3 V1.1.1 Apparecchiature telegrafiche in banda stretta a stampa diretta per la ricezione di informazioni meteorologiche o di navigazione (NAVTEX); Parte 3: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.3e della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.3 |
|
ETSI |
EN 300 086-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre; apparecchiature radio con un connettore RF interno o esterno inteso principalmente per comunicazioni vocali analogiche. Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
ETS 300 086/A2 (02-1997) |
Data scaduta (31.8.2002) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 113-2 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); servizio mobile terrestre; apparecchiature radio intese per la trasmissione di dati (e/o comunicazioni vocali) con modulazione ad inviluppo costante o non-costante ed aventi un connettore di antenna; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
EN 300 113-2 V1.1.1 |
Data scaduta (31.12.2003) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 113-2 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); servizio mobile terrestre; apparecchiature radio intese per la trasmissione di dati (e/o comunicazioni vocali) con modulazione ad inviluppo costante o non-costante ed aventi un connettore di antenna; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
EN 300 113-2 V1.2.1 |
28.2.2007 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 135-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); apparecchiature radio con modulazione angolare per la Banda destinata ad uso privato (CB) (CEPT PR 27 Apparati radio); Part 2: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
ETS 300 135/A1:1997 |
Data scaduta (30.4.2001) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 152-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); segnalatori radio marittimi di posizione d'emergenza (EPIRBs) intesi per l'uso nella frequenza 121,5 MHz o nelle frequenze 121,5 MHz e 243 MHz per il solo uso locale. Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 152-3 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); segnalatori radio marittimi di posizione d'emergenza (EPIRBs) intesi per l'uso nella frequenza 121,5 MHz o nelle frequenze 121,5 MHz e 243 MHz per il solo uso locale. Part 3: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.3e della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.3 |
|
ETSI |
EN 300 162-2 V1.1.2 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ricevitori e trasmettitori di radiotelefoni per il servizio mobile marittimo in banda VHF; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 162-3 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ricevitori e trasmettitori di radiotelefoni per il servizio mobile marittimo in banda VHF; Parte 3: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.3e della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.3 |
|
ETSI |
EN 300 219-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre (RP02); apparecchiature radio intese per la trasmissione di segnali per avviare una risposta specifica nel ricevitore ed avente un connettore di antenna. Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 220-2 V2.1.1 Compatibilità elettromagnetica e spettro radio ( ERM ); Apparecchiature per comunicazioni a corto raggio (SRD); Apparati radio operanti nella banda di frequenza da 25 MHz a 1 000 MHz con livelli di potenza fino a 500 mW; Parte 2: Norma europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali di cui all'art. 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 300 220-3 V.1.1.1 |
31.12.2007 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 220-3 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e spettro radio ( ERM ); Apparecchiature per comunicazioni a corto raggio (SRD); Apparati radio operanti nella banda di frequenza da 25 MHz a 1 000 MHz con livelli di potenza fino a 500 mW; Parte 3: Norma europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali di cui all'art. 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 224-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio cercapersone sul posto. Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 296-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre (RP02); apparecchiature radio che utilizzano antenne integrate intese principalmente per le comunicazioni vocali. Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 328 V1.6.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); sistemi di trasmissione a banda larga; apparecchiature di trasmissione dati che operano nella banda da 2,4 GHz ISM e che utilizzano tecniche di modulazione ad ampio spettro; Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 300 328 V1.5.1 |
Data scaduta (31.8.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 328 V1.7.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); sistemi di trasmissione a banda larga; apparecchiature di trasmissione dati che operano nella banda da 2,4 GHz ISM e che utilizzano tecniche di modulazione ad ampio spettro; Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 300 328 V1.6.1 |
31.7.2008 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 330-2 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Dispositivi a breve portata (SRD); apparecchiature radio da utilizzare nella gamma di frequenze da 9 kHz a 25 MHz e sistemi con spire induttive nella gamma di frequenza da 9 kH a 25 MHz. Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 300 330-2 V1.1.1 |
31.12.2007 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 341-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre (RP02); apparecchiature radio che utilizzano segnali trasmittenti con antenna integrata per avviare una risposta specifica nel ricevitore. Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 373-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ricevitori e trasmettitori mobili marittimi per l'uso nelle bande MF e HF; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 373-3 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ricevitori e trasmettitori mobili marittimi per l'uso nelle bande MF e HF; Parte 3: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.3(e) della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.3 |
|
ETSI |
EN 300 390-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio Mobile Terrestre; apparecchiature radio intese per la trasmissione di dati (e comunicazioni vocali) che utilizzano un'antenna integrale; Part 2: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
ETS 300 390/A1:1997 |
Data scaduta (30.4.2001) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 422-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); microfoni senza filo nella banda di frequenza da 25MHz a 3GHz; Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 433-2 V1.1.2 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio Mobile Terrestre; apparecchiature radio destinate ad uso privato (CB) ad ampiezza modulata a doppia banda laterale (DSB) e/o a banda laterale unica (SSB); Part 2: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 300 433-2 V1.1.1 |
Data scaduta (30.9.2002) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 440-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Dispositivi a breve portata; apparecchiature radio da utilizzare nella gamma di frequenza da 1 GHz a 40 GHz; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 440-2 V1.1.2 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Dispositivi a breve portata; apparecchiature radio da utilizzare nella gamma di frequenza da 1 GHz a 40 GHz; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 300 440-2 V1.1.1 |
30.6.2007 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 454-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Collegamenti audio a banda larga; Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 300 471-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre; protocollo di accesso, regole di impiego e corrispondenti caratteristiche tecniche di apparecchiature radio per la trasmissione di dati su canali condivisi; Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 300 674-2-1 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Telematica del traffico e del trasporto su strada (RTTT); Apparati di trasmissione (500 kbit/s/250 kbit/s) per Comunicazioni dedicate a breve portata (DSRC) operanti a 5,8 GHz nella banda Industriale, Scientifica e Medica (ISM); Parte 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE; Sotto-parte 1: Requisiti per le unità a bordo strada (RSU) |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 300 674-2-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Telematica del traffico e del trasporto su strada (RTTT); Apparati di trasmissione (500 kbit/s/250 kbit/s) per Comunicazioni dedicate a breve portata (DSRC) operanti a 5,8 GHz nella banda Industriale, Scientifica e Medica (ISM); Parte 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE; Sotto-parte 2: Requisiti per le unità a bordo del veicolo (OBU) |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 300 698-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); apparecchiature radio telefoniche trasmittenti e riceventi per il servizio mobile marittimo, operativo nelle bande VHF, usate in canali interni navigabili; Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 300 698-3 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); apparecchiature radio telefoniche trasmittenti e riceventi per il servizio mobile marittimo, operativo nelle bande VHF, usate in canali interni navigabili; Part 3: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.3e della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.3 |
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ETSI |
EN 300 718-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Sistemi ricetrasmittenti per la localizzazione di vittime da valanga; Part 2: Norma europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE; |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 300 718-3 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Sistemi ricetrasmittenti per la localizzazione di vittime da valanga; Part 3: Norma europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3.3e della Direttiva R&TTE; |
EN 300 718-3 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.3 |
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ETSI |
EN 300 720-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); sistemi ed apparati per comunicazioni UHF di bordo; Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 300 761-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Dispositivi a breve portata (SRD); Caratteristiche tecniche e metodi di prova per l'identificazione automatica dei veicoli (AVI) per ferrovia nella gamma di frequenze dei 2.45 GHz; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 025-2 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); apparecchiature radiotelefoniche VHF per comunicazioni generiche ed apparecchiature associate per Chiamate Digitali Selettive (DSC) di Classe «D»; Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 025-2 V1.1.1 |
Data scaduta (30.6.2006) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 025-3 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); apparecchiature radiotelefoniche VHF per comunicazioni generiche ed apparecchiature associate per Chiamate Digitali Selettive (DSC) di Classe «D»; Part 3: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.3e della direttiva R&TTE |
EN 301 025-3 V1.1.1 |
Data scaduta (30.6.2006) |
Articolo 3.3 |
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ETSI |
EN 301 091-2 V.1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM): Dispositivi a breve portata: Telematica del traffico e del trasporto su strada (RTTT); Apparati radar operanti nella banda di frequenze da 76 a 77 GHZ; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 166-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre, Apparecchiature radio per la comunicazione analogica e/o digitale (dialogo e/o dati) e funzionati in canali a banda stretta ed aventi un connettore d'antenna; Parte 2: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 178-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); apparecchiature radiotelefoniche portatili per il servizio mobile marittimo operativo nelle bande VHF (solo per applicazioni non-GMDSS); Part 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 357-2 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Dispositivi audio analogici senza filo a larga banda che utilizzano un'antenna integrata funzionanti nella gamma di frequenza da 863MHz a 865MHz raccomandata dal CEPT; Parte 2: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 357 V1.1.1 |
Data scaduta (31.3.2003) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 357-2 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Dispositivi audio analogici senza filo a larga banda che utilizzano un'antenna integrata funzionanti nella gamma di frequenza da 863MHz a 865MHz raccomandata dal CEPT; Parte 2: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 357-2 V1.2.1 |
30.4.2008 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 360 V1.1.3 Sistemi e stazioni satellitari terrestri (SES); Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE per Terminali d'utente satellitari (SUT) per la trasmissione verso satelliti in orbita geostazionaria nella banda di frequenza da 27,5 a 29,5 GHz |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 360 V1.2.1 Sistemi e stazioni satellitari terrestri (SES); Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE per Terminali d'utente satellitari (SUT) per la trasmissione verso satelliti in orbita geostazionaria nella banda di frequenza da 27,5 a 29,5 GHz |
EN 301 360 V1.1.3 |
30.11.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 406 V1.5.1 Telefoni digitali senza fili (DECT); Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE per Telefoni digitali fili digitali (DECT) |
EN 301 406 V1.4.1 |
Data scaduta (31.3.2005) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 419-1 V4.0.1 Sistema di telecomunicazioni cellulari digitali (Fase 2); Requisiti ulteriori di collegamento per il Sistema Globale per Comunicazioni Mobili (GSM); Parte 1: Stazioni mobili nelle bande GSM 900 e DCS 1 800; Accesso (GSM 13.01 versione 4.0.1) (parti applicabili: 12.1.1, 12.1.2, 12.2.1, 12.2.2, 13.1, 13.2, 13.3-1, 13.4, 14.1.1.2, 14.1.2.2, 14.3, 14.4.1, 14.5.1, 14.6.1, 14.7.1, 19.1, 19.2, 19.3, 20.1, 20.2, 20.3, 20.4, 20.5, 20.6, 20.7, 20.8, 20.9, 20.10, 20.11, 20.12, 20.13, 20.15, 20.16, 20.20.1, 20.20.2, 21.1, 21.2, 21.3.1, 21.3.2, 21.4, 22.1, 25.2.1.1.4, 25.2.1.2.3, 25.2.1.2.4, 25.2.3, 26.2.1.1, 26.2.1.2, 26.2.1.3, 26.2.2, 26.6.1.1, 26.6.1.2, 26.6.13.10, 26.6.13.3, 26.6.13.5, 26.6.13.6, 26.6.13.8, 26.6.13.9, 26.7.4.6, 26.7.5.7.1, 26.8.1.2.6.6, 26.8.1.3.5.2, 26.8.2.1, 26.8.2.2, 26.8.2.3, 26.8.3, 26.9.2, 26.9.3, 26.9.4, 26.9.5, 26.10.2.2, 26.10.2.3, 26.10.2.4.1, 26.10.2.4.2, 26.11.2.1, 26.12.1, 26.12.2.1, 26.12.3, 26.12.4, 27.6, 27.7, 31.6.1.1, 34.2.1, 34.2.2, 34.2.3) |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 419-2 V5.1.1 Sistema di telecomunicazioni cellulari digitali (Fase 2+); Requisiti ulteriori di collegamento per il Sistema Globale per Comunicazioni Mobili (GSM); Trasmissione dati a commutazione di circuito ad alta velocità ( HSCSD ); Stazioni Mobili Multislot; Accesso (GSM 13.34 versione 5.0.3) |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 419-3 V5.0.2 Sistema di telecomunicazioni cellulari digitali (Fase 2+); Requisiti ulteriori di collegamento per il Sistema Globale per Comunicazioni Mobili (GSM); Norme per chiamate in fonia avanzate (ASCI); Stazioni mobili; Accesso (GSM 13.68 versione 5.0.2 Edizione 1996) (parti applicabili: 26.14.5.2, 26.14.7.3, 26.14.8.1) |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 419-7 V5.0.2 Sistema di telecomunicazioni cellulari digitali (Fase 2+); Requisiti ulteriori di collegamento per il Sistema Globale per Comunicazioni Mobili (GSM); Banda ferroviaria (R-GSM); Stazioni mobili; Accesso (GSM 13.67 versione 5.0.2 Edizione 1996) (parti applicabili: 12.3.1, 12.3.2, 12.4.1, 12.4.2, 13.9, 14.7.3, 20.21.1, 20.21.2, 20.21.3, 20.21.4, 20.21.5, 20.21.6, 20.21.7, 20.21.8, 20.21.9, 20.21.10, 20.21.11, 20.21.12, 20.21.13, 20.21.15, 20.21.16, 20.21.18, 26.10.2.2, 26.10.2.3, 26.10.2.4.1, 26.10.2.4.2) |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 423 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma armonizzata sotto l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE per sistemi di telecomunicazione terra-volo |
TBR 23: 1998 |
Data scaduta (30.9.2002) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 426 V1.2.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili terrestri per dati a bassa velocità ( LMES ) operanti nelle bande di frequenza 1,5/1,6 GHz relativamente ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 426 V1.1.1 |
Data scaduta (30.6.2002) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 427 V1.2.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili terrestri per dati a bassa velocità operanti nelle bande di frequenza 11/12/14 GHz relativa ai requisti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 427 V1.1.1 |
Data scaduta (31.8.2003) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 428 V1.2.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per terminali di piccole dimensioni (VSAT); Stazioni di terra via satellite solo trasmittenti, trasmittenti/riceventi e solo riceventi operanti nelle bande di frequenza 11/12/14 GHz relativamente ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 428 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2001) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 428 V1.3.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per terminali di piccole dimensioni (VSAT); Stazioni di terra via satellite solo trasmittenti, trasmittenti/riceventi e solo riceventi operanti nelle bande di frequenza 11/12/14 GHz relativamente ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 428 V1.2.1 |
30.6.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 430 V1.1.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni satellitari terrestri trasportabili per raccolta informazioni (SNG TES) operanti nelle bande di frequenza 11-12/13-14 GHz relativamente ai requisti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
TBR 30: 1998 |
Data scaduta (31.1.2001) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 441 V1.1.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili di terra incluse quelle palmari, per Reti di Comunicazione Personale via Satellite (S-PCN) nelle bande 1,6/2,4 GHz del Servizio Mobile via Satellite (MSS) relativamente ai requisti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
TBR 41: 1998 |
Data scaduta (31.1.2001) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 442 V1.1.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili di terra (MESs) incluse quelle palmari, per Reti di Comunicazione Personale via Satellite (S-PCN) nelle bande di frequenza 2,0 GHz del Servizio Mobile via Satellite (MSS) relativamente ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
TBR 42: 1998 |
Data scaduta (31.1.2001) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 443 V1.2.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per terminali di piccole dimensioni (VSAT); Stazioni di terra via satellite solo trasmittenti, trasmittenti/riceventi e solo riceventi operanti nelle bande di frequenza 4 GHz e 6 GHz relativamente ai requisti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 443 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2001) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 443 V1.3.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per terminali di piccole dimensioni (VSAT); Stazioni di terra via satellite solo trasmittenti, trasmittenti/riceventi e solo riceventi operanti nelle bande di frequenza 4 GHz e 6 GHz relativamente ai requisti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 443 V1.2.1 |
30.11.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 444 V1.1.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili terrestri (LMES) operanti nelle bande 1,5 ed 1,6 GHz che forniscono comunicazioni voce e/o dati relativamente ai requisti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
TBR 44: 1998 |
Data scaduta (31.1.2001) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 449 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Norma Europea armonizzata per stazioni base CDMA a spettro espanso operanti nella banda di frequenza a 450 MHz delle reti cellulari (CDMA 450) e nelle bande PAMR a 410, 450 e 870 MHz (CDMA-PAMR) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 459 V1.2.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per Terminali Satellitari Interattivi e Terminali Satellitari d'Utente trasmittenti verso satelliti in orbita geostazionaria nelle banda di frequenza da 29.5 a 30 GHz relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 459 V1.3.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per Terminali Satellitari Interattivi e Terminali Satellitari d'Utente trasmittenti verso satelliti in orbita geostazionaria nelle banda di frequenza da 29.5 a 30 GHz relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 459 V.1.2.1 |
31.12.2008 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 489-01 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 1: Requisiti tecnici comuni |
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Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-01 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio Parte 1: Requisiti tecnici comuni |
EN 301 489-01 V1.2.1 |
31.8.2007 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-01 V1.4.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio Parte 1: Requisiti tecnici comuni |
EN 301 489-01 V1.2.1 & V1.3.1 |
31.8.2007 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-01 V1.5.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio Parte 1: Requisiti tecnici comuni |
EN 301 489-01 V1.4.1 |
11.8.2008 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-01 V1.6.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio Parte 1: Requisiti tecnici comuni |
EN 301 489-01 V1.5.1 |
30.11.2008 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-02 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 2: Condizioni specifiche per le apparecchiature radio cerca-persone |
EN 301 489-02 V1.2.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-03 V1.4.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio breve portata (SRD) operanti su frequenze tra 9 kHz e 40 GHz |
EN 301 489-03 V1.3.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-04 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 4: Condizione specifiche per collegamenti radio fissi ed apparecchiature ausiliarie |
EN 301 489-04 V1.2.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-05 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 5: Condizione specifiche per Radio Mobili terrestri Private (PRM) ed apparecchiature ausiliarie (comunicazioni vocali e/o non vocali) |
EN 301 489-05 V1.2.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-06 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 6: Condizione specifiche per apparecchiature di Telecomunicazione senza filo potenziate digitali (DECT) |
EN 301 489-06 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-07 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 7: Condizioni specifiche per apparecchiature radio mobile e portatile ed apparecchiature ausiliarie per sistemi di telecomunicazione radio cellulare digitale (GSM e DCS) |
EN 301 489-07 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-07 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 7: Condizioni specifiche per apparecchiature radio mobili e portatili ed apparecchiature ausiliarie per sistemi di telecomunicazioni radio cellulari digitali (GSM e DCS) |
EN 301 489-07 V1.2.1 |
31.1.2009 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-08 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 8: Condizioni specifiche per stazioni base GSM |
EN 301 489-08 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-09 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 9: Condizioni specifiche per microfoni senza filo, apparecchiature di collegamento audio a radiofrequenza (RF), apparati audio senza filo e auricolari di monitoraggio. |
EN 301 489-09 V1.2.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
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ETSI |
EN 301 489-10 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 10: Condizioni specifiche per apparecchi telefonici senza filo di prima (CT1 e CT1+) e seconda (CT2) generazione |
EN 301 489-10 V1.2.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-11 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 11: Condizioni specifiche per trasmettitori del servizio di radiodiffusione audio terrestre |
EN 301 489-11 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-11 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 11: Condizioni specifiche per trasmettitori del servizio di radiodiffusione audio terrestre |
EN 301 489-11 V1.2.1 |
30.11.2007 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-12 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 12: Condizioni specifiche per Terminali di apertura molto piccolo (VSAT), per stazioni satellitari interattive di terra funzionanti nella gamma di frequenza tra 4GHz e 30GHz nei servizi satellitari fissi. |
EN 301 489-12 V1.1.1 |
Data scaduta (31.7.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-13 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 13: Condizioni specifiche per apparecchiature radio per Banda destinata ad uso privato (CB) ed apparecchiature ausiliarie (comunicazioni vocali e/o non vocali) |
EN 301 489-13 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-14 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 14: Condizioni specifiche per trasmettitori del servizio di radiodiffusione televisiva analogica e digitale terrestre |
EN 301 489-14 V1.1.1 |
Data scaduta (31.7.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-15 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 15: Condizioni specifiche per apparecchiature radio amatori disponibili commercialmente |
EN 301 489-15 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-16 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 16: Condizioni specifiche per apparecchiature di radiocomunicazioni cellulare analogica; Apparecchiature mobili e portatili |
EN 301 489-16 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-17 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 17: Condizioni specifiche per sistemi di trasmissione a banda larga nella banda 2,4 GHz ed apparecchiature per RLAN ad alte prestazioni nella banda 5 GHz |
EN 301 489-17 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-18 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparati e servizi radio; Parte 18: Condizioni specifiche per apparecchiature radio terrestri collegate (TETRA) |
EN 301 489-18 V1.2.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-19 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 19: Condizioni specifiche per soli ricevitori di stazioni mobili terrestri (ROMES) operativi nella banda 1,5GHz che forniscono comunicazioni di dati |
EN 301 489-19 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-20 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 20: Condizioni specifiche per stazioni di terra mobili (MES) utilizzate nei servizi satellitari mobili (MSS) |
EN 301 489-20 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-22 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità Elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi; Parte 22: Condizioni specifiche per apparecchiature fisse e mobili di terra per l'aeronautica |
EN 301 489-22 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-22 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità Elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi; Parte 22: Condizioni specifiche per apparecchiature fisse e mobili di terra per l'aeronautica |
EN 301 489-22 V1.2.1 |
28.2.2007 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-23 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 23: Condizioni specifiche per stazioni radio base, ripetitori e apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA Direct Spread (UTRA) |
EN 301 489-23 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-24 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 24: Condizioni specifiche per radio mobili e portatili ed apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA Direct Spread (UTRA) |
EN 301 489-24 V1.1.1 |
Data scaduta (30.11.2005) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-24 V1.3.1 (10-2005) Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 24: Condizioni specifiche per radio mobili e portatili ed apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA Direct Spread (UTRA) |
EN 301 489-24 V1.2.1 |
31.1.2009 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-25 V2.0.0 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 25: Condizioni specifiche per stazioni mobili a portante multipla e apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-25 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 25: Condizioni specifiche per stazioni mobili a portante multipla e apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA |
EN 301 489-25 V1.1.1 |
Data scaduta (31.7.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-25 V2.3.2 (7-2005) Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 25 Condizioni specifiche per stazioni mobili e apparecchiature ausiliarie per CDMA 1x Spread Spectrum |
EN 301 489-25 V2.2.1 |
30.4.2007 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-26 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 26: Condizioni specifiche per stazioni base a portante multipla e apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-26 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 26: Condizioni specifiche per stazioni base a portante multipla e apparecchiature ausiliarie per IMT-2000 CDMA |
EN 301 489-26 V1.1.1 |
Data scaduta (31.7.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-26 V2.3.2 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 26 Condizioni specifiche per stazioni basi, ripetitori e apparecchiature ausiliarie per CDMA 1x Spread Spectrum |
EN 301 489-26 V2.2.1 |
30.4.2007 |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-27 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 27: Condizioni specifiche per impianti medicali attivi a bassissima potenza (ULP-AMI) e relativi dispostivi periferici (ULP-AMI-P) |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-28 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Parte 28: Condizioni specifiche per collegamenti video digitali senza fili |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-31 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 31: EMC per apparecchiature radio nella banda da 9 a 315 kHz per impianti medicali attivi a bassissima potenza (ULP-AMI) e relativi dispostivi periferici (ULP-AMI-P) |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 489-32 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio; Part 32: Applicazioni radar per le indagini del sottosuolo e per le indagini verticali |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 502 V8.1.2 Norma Europea armonizzata per il sistema globale per la comunicazione mobile (GSM) che definisce i requisiti essenziali sotto l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE; Stazione base e ripetitore (GSM 13.21 versione 8.0.1, edizione 1999) |
EN 301 502 V7.0.1 |
Data scaduta (30.4.2002) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 511 V9.0.2 Sistemi globali per la comunicazione mobile (GSM); Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali sotto l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE (1999/5/EC) per stazioni mobili nella banda GSM 900 e DCS 1800 |
EN 301 511 V7.0.1 |
Data scaduta (30.6.2004) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 526 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili CDMA a spettro espanso operanti nella banda di frequenza a 450 MHz delle reti cellulari (CDMA 450) e nelle bande PAMR a 410, 450 e 870 MHz (CDMA-PAMR) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 681 V1.3.2 Stazioni e sistemi satellitari di terra (SES); Norma armonizzata per Stazioni di terra mobili (MES) di sistemi satellitari mobili geostazionari, incluse stazioni di terra palmari, per reti di comunicazione privata satellitare (S-PCN) nelle bande 1,5/1,6GHz nel Servizio Satellitare Mobile (MSS), relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE. |
EN 301 681 V1.2.1 |
Data scaduta (31.3.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 721 V1.2.1 Sistemi e Stazioni terrestri satellitari (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni mobili terrestri (MES) che forniscono comunicazioni dati a bassa velocità (LBRDC) e utilizzano satelliti in orbita bassa operanti sotto 1 GHz relativamente ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 301 721 V1.1.1 |
Data scaduta (31.3.2002) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 751 V1.2.1 Sistemi Radio Fissi; Apparati ed antenne Punto-Punto; Norma armonizzata generica per la rispondenza, dei sistemi radio digitali fissi Punto-Punto e delle relative antenne, ai requisiti essenziali relativi all'articolo 3.2 della Direttiva 1999/05/EC |
EN 301 751 V1.1.1 |
Data scaduta (30.4.2005) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 753 V1.2.1 Sistemi Radio Fissi;Apparati ed antenne Multipunto; Norma armonizzata generica per la rispondenza, dei sistemi radio digitali fissi per applicazioni Multipunto e delle relative antenne, ai requisiti essenziali relativi all'articolo 3.2 della Direttiva 1999/05/CE |
EN 301 753 V1.1.1 |
Data scaduta (28.2.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 783-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Servizio mobile terrestre; Apparecchiature per radio amatori disponibili in commercio; Parte 3: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE. |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 796 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma Europea armonizzata per apparecchi telefonici senza filo CT1 e CT1+ relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 797 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma Europea armonizzata per apparecchi telefonici senza filo (CT2) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 839-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Apparecchiature radio nella gamma di frequenza 402MHz fino a 405 MHz per accessori ed impianti medicali attivi di bassissima potenza; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE. |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 840-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Radio microfoni digitali funzionanti nella banda CEPT armonizzata da 1 785MHz a 1 800 MHz: Norma Europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 843-1 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) norma per apparecchiature e servizi radio marittimi; Parte 1: Requisiti tecnici comuni |
EN 301 843-1 V1.1.1 |
Data scaduta (31.3.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 843-2 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) norma per apparecchiature e servizi radio marittimi; Parte 2: Condizioni specifiche per trasmettitori e ricevitori per radiotelefoni |
EN 301 843-2 V1.1.1 |
Data scaduta (31.3.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 843-4 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) norma per apparecchiature e servizi radio marittimi; Parte 4: Condizioni specifiche per ricevitori NAVTEX in banda stretta a stampa diretta (NBDP) |
EN 301 843-4 V1.1.1 |
Data scaduta (31.3.2006) |
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 843-5 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio marittimi; Parte 5: Condizioni specifiche per trasmettitori e ricevitori per radiotelefoni MF/HF |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 843-6 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Norma di Compatibilità elettromagnetica (EMC) per apparecchiature e servizi radio marittimi; Parte 6: Condizioni specifiche per stazioni terrestri a bordo di navi, operanti nelle bande di frequenze al di sopra di 3 GHz |
|
|
Articolo 3.1.b (e articolo 4 89/336/CEE) |
|
ETSI |
EN 301 893 V1.2.3 Reti di accesso radio a larga banda (BRAN); 5GHz RLAN ad alte prestazioni; EN armonizzati soddisfacenti i requisiti dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
|
|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 893 V1.3.1 Reti di accesso radio a larga banda (BRAN); 5GHz RLAN ad alte prestazioni; EN armonizzati soddisfacenti i requisiti dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 893 V1.2.3 |
31.3.2008 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-01 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 1: Norma armonizzata perIMT-2000, Introduzione e requisiti comuni, relativi ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-01 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-02 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 2: Norma armonizzata per IMT?2000, CDMA Direct Spread (UTRA FDD) (UE) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-02 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-03 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 3: Norma armonizzata per IMT?2000, CDMA Direct Spread (UTRA FDD) (BS) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-03 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-04 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 4: Norma armonizzata perIMT-2000, CDMA Multi-Portante (cdma2000)) (UE) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-04 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-05 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS), Ripetitori e Terminali (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 5: Norma armonizzata per IMT 2000, CDMA Multi-Portante (cdma2000) (BS e Ripetitori) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-05 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-06 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS), Ripetitori e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 6: Norma armonizzata per IMT-2000, CDMA TDD (UTRA TDD) (UE) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-06 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-07 V2.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 7: Norma armonizzata per IMT-2000, CDMA TDD (UTRA TDD) (BS) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-07 V1.1.1 |
Data scaduta (31.1.2006) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 301 908-07 V2.2.2 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS), Ripetitori e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 7: Norma armonizzata per IMT-2000, CDMA TDD (UTRA TDD) (BS) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 908-08 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 8: Norma armonizzata per IMT-2000, TDMA Singola-Portante (UWC 136) (UE) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 908-09 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 9: Norma armonizzata perIMT-2000, TDMA Singola Portante (UWC 136) (BS) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 908-10 V2.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS) e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 10: Norma armonizzata per IMT?2000, FDMA/TDMA (DECT) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
EN 301 908-10 V1.1.1 |
Data scaduta (30.9.2005) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 908-11 V.2.3.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Stazioni Base (BS), Ripetitori e Terminali Mobili (UE) per le reti cellulari di terza generazione IMT-2000; Parte 11: Norma armonizzata per IMT-2000, CDMA Direct Spread (UTRA FDD) (Ripetitori) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 929-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Trasmettitori e ricevitori VHF di Stazioni Costiere per GMDSS e altre applicazioni nei servizi mobili marittimi; Parte 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 301 997-2 V1.1.1 Trasmissione e Multiplexing (TM); Sistemi Multipunto; Apparati Radio per Sistemi Wireless Multimediali (MWS) nella banda di frequenza 40,5 GHz — 43,5 GHz; Parte 2: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per l'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 017-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Trasmettitori del servizio di radiodiffusione audio; Parte 2: EN armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 018-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Apparati trasmittenti per servizi di radio diffusione a Modulazione di Frequenza (FM); Parte 2: Standard armonizzato per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
ETS 300 384/A1: 1997 |
Data scaduta (31.12.2005) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 018-2 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Apparati trasmittenti per servizi di radio diffusione a Modulazione di Frequenza (FM); Parte 2: Standard armonizzato per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
EN 302 018-2 V1.1.1 |
30.11.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 054-2 V1.1.1 Compatibilità Elettromagnetica e Spettro Radio (ERM); Sistemi Ausiliari della Meteorologia (Met Aids); Apparati radiosonde operanti nella bandadi frequenza da 400,15 MHz a 406 MHz con livelli di potenza fino a 200 mW; Parte 2: Norma europea armonizzata relativa ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva R & TTE Articolo 3, paragrafo 2 |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 064-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Collegamenti video senza fili (WVL) operanti nella banda di frequenze da 1,3 GHz a 50 GHz; Parte 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 066-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Dispositivi a breve portata (SRD); Applicazioni radar per le indagini del sottosuolo e per le indagini verticali; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 077-2 V.1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM) — Apparati trasmittenti per il servizio di Radiodiffusione audio digitale — Terrestre (T-DAB) — Parte 2: Norma armonizzata relativa all'articolo 3.2 della Direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 186 V1.1.1 Stazioni terrene dei servizi via satellite e sistemi (SES); Norma Europea armonizzata per stazioni terrene d'aeromobile (AESs) che operano nelle bande di frequenza 11/12/14 GHz, e che copre i requisiti essenziali di cui all'art. 3.2 della direttiva R&TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 195-2 V1.1.1 (3-2004) Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Apparecchiature radio nella banda da 9 kHz a 315 kHz per impianti medicali attivi a bassissima potenza (ULP-AMI) e relativi accessori; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 208-2 V.1.1.1 Compatibiltà elettromagnetica e questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM). Apparecchiature a Radio Frequenza per la Identificazione (RFID) operantinella banda di frequenza 865-868 MHz, con potenza fino a 2W. Parte 2: Norma Armonizzata Europea per i requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE. |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 217-2-2 V1.1.3 Sistemi radio per il Servizio Fisso; Caratteristiche e requisiti per apparati punto punto e relative antenne; Parte 2 2: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per l'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE dei sistemi digitali operanti in bande di frequenza ove sia applicato co ordinamento di frequenza |
EN 301 751 V1.2.1 |
31.5.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 217-3 V1.1.3 Sistemi radio per il Servizio Fisso; Caratteristiche e requisiti per apparati punto-punto e relative antenne; Parte 3: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per larticolo 3.2 della Direttiva R&TTE dei sistemi operanti in bande di frequenza ove non sia richiesto co-ordinamento di frequenza |
EN 301 751 V1.2.1 |
31.5.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 217-4-2 V1.1.3 Sistemi radio per il Servizio Fisso; Caratteristiche e requisiti per apparati punto punto e relative antenne; Parte 4 2: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per l'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE delle antenne |
EN 301 751 V1.2.1 |
31.5.2007 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 217-4-2 V1.2.1 Sistemi radio per il Servizio Fisso; Caratteristiche e requisiti per apparati punto punto e relative antenne; Parte 4 2: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per l'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE delle antenne |
EN 302 217-4-2 V1.1.3 |
31.3.2008 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 245-2 V.1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Apparecchiature di trasmissione per il servizio di radiodiffusione Digital Radio Mondiale (DRM); Parte 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 288-2 V.1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Dispositivi a breve portata; Telematica del traffico e del trasporto su strada (RTTT); Apparati radar a breve portata operanti nella banda di frequenze 24 GHz; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 288-2 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Dispositivi a breve portata; Telematica del traffico e del trasporto su strada (RTTT); Apparati radar a breve portata operanti nella banda di frequenze 24 GHz; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
EN 302 288-2 V1.1.1 |
30.6.2008 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 291-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Dispositivi a breve portata (SRD); Apparecchiature di prossimità induttive per comunicazioni dati operanti a 13,56 MHz; Parte 2: Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 296 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Apparecchiature di trasmissione per il servizio di radiodiffusione della televisione digitale terrestre (DVB-T); Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 297 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Apparecchiature di trasmissione per il servizio di radiodiffusione televisiva analogica; Norma Europea armonizzata per l'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 326-2 V1.1.2 Sistemi radio per il Servizio Fisso; Apparati ed antenne per sistemi multipunto; Parte 2: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per l'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE dei sistemi digitali multipunto |
EN 301 753 V1.2.1 |
30.9.2008 |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 326-3 V1.1.2 Sistemi radio per il Servizio Fisso; Caratteristiche e requisiti per apparati multi-punto e relative antenne; Parte 3: Norma armonizzata riguardante i requisiti essenziali per l'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE delle antenne |
EN 301 753 V1.2.1 |
30.9.2008 |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 302 340 V1.1.1 Translation of the title: Stazioni e sistemi satellitari di terra (SES); Norma europea armonizzata per stazioni satellitari di terra a bordo di navi (ESV) operanti nelle bande di frequenze a 11/12/14 GHz riservate ai servizi satellitari fissi (FSS), relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R& TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 372-2 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Dispositivi a breve portata (SRD); Apparati per la rilevazione e il movimento; Radar per la rilevazione del livello del serbatoio (TLPR) operanti nelle bande di frequenze a 5,8, 10, 25, 61 e 77 GHz; Parte 2: Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 302 426 V1.1.1 Compatibilità elettromagnetica e problematiche di Spettro Radio (ERM); Norma Europea armonizzata per ripetitori CDMA a spettro espanso operanti nella banda di frequenza a 450 MHz delle reti cellulari (CDMA 450) e nelle bande PAMR a 410, 450 e 870 MHz (CDMA PAMR) relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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|
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
EN 302 502 V1.1.1 Reti di accesso radio a larga banda (BRAN); Sistemi fissi di trasmissione dati a larga banda a 5,8 GHz; Norma armonizzata relativa ai requisiti essenziali dell'articolo 3.2 della direttiva R & TTE |
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Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 303 035-1 V1.2.1 EN Norma Europea Armonizzata per apparati TETRA relativa ai requisiti essenziali contemplati dall'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE; Parte1: Voce e dati (V+D) |
EN 303 035-1 V1.1.1 |
Data scaduta (30.9.2003) |
Articolo 3.2 |
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ETSI |
EN 303 035-2 V1.2.2 Norma Europea Armonizzata per apparati TETRA relativa ai requisiti essenziali contemplati dall'articolo 3.2 della Direttiva R&TTE; Parte2: Modo Operativo Diretto (Direct Mode Operation DMO) |
EN 303 035-2 V1.2.1 |
Data scaduta (31.10.2004) |
Articolo 3.2 |
|
ETSI |
ETS 300 487/A1:1997 Sistemi e stazioni satellitari di terra (SES); Stazioni di terra mobili di sola ricezione (ROMES) che operano nella banda di 1,5 GHz e forniscono comunicazioni dati; Caratteristiche tecniche di radiofrequenze (EF). |
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Articolo 3.2 |
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Nota 1: |
In genere, la data di cessazione della presunzione di conformità coincide con la data di ritiro («dow») fissata dall' organizzazione europea di normalizzazione, ma è bene richiamare l'attenzione di coloro che utilizzano queste norme sul fatto che in alcuni casi eccezionali può avvenire diversamente. |
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Nota 2.1: |
La norma nuova (o modificata) ha lo stesso campo di applicazione della norma sostituita. Alla data stabilita, la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
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Nota 2.2: |
La nuova norma ha un campo di applicazione più ampio della norma sostituita. Alla data stabilita la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
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Nota 2.3: |
La nuova norma ha un campo di applicazione più limitato rispetto alla norma sostituita. Alla data stabilita la norma (parzialmente) sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva per quei prodotti che rientrano nel campo di applicazione della nuova norma. La presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva per i prodotti che rientrano ancora nel campo di applicazione della norma (parzialmente) sostituita, ma non nel campo di applicazione della nuova norma, rimane inalterata. |
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Nota 3: |
In caso di modifiche, la Norma cui si fa riferimento è la EN CCCCC:YYYY, comprensiva delle sue precedenti eventuali modifiche, e la nuova modifica citata. La norma sostituita (colonna 4) perciò consiste nella EN CCCCC:YYYY e nelle sue precedenti eventuali modifiche, ma senza la nuova modifica citata. Alla data stabilita, la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
Esempio: Per la EN 60215:1989, si applica quanto segue:
|
CENELEC |
EN 60215:1989 Radiotrasmettitori — Norme di sicurezza (IEC 60215:1987) [La norma di riferimento è EN 60215:1989] |
NONE [Non c'è norma sostituita] |
—- |
Articolo 3.1.a (& Articolo 2 73/23/CEE) |
|
Modifica A1:1992 alla EN 60215:1989 (IEC 60215:1987/A1:1990) [La norma di riferimento è EN 60215:1989 +A1:1992 alla EN 60215:1989] |
Note 3 [La norma sostituita è EN 60215:1989] |
Data scaduta (1.6.1993) |
||
|
Modifica A2:1994 alla EN 60215:1989 (IEC 60215:1987/A2:1993) [La norma di riferimento è EN 60215:1989 +A1:1992 alla EN 60215:1989 +A2:1994 alla EN 60215:1989] |
Note 3 [La norma sostituita è EN 60215:1989 +A1:1992 alla EN 60215:1989] |
Data scaduta (15.7.1995) |
|
Nota 4: |
EN 301 489-1 contiene i requisiti comuni CEM relativi all'emissione e all'immunità per tutte le attrezzature radio e deve essere utilizzata unitamente all'apposita parte «radio» di questa norma, al fine di dimostrare la presunta conformità all' Articolo 3.1.b della direttiva. |
NOTA:
|
— |
Inoltre, le norme pubblicate ai sensi delle Direttive 73/23/CE, 89/336/CEE, 90/385/CEE e 93/42/CEE possono essere utilizzate per dimostrare la conformità con gli Articolo 3.1.a a 3.1.b della Direttiva 1999/5/CE. |
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— |
Si presume che i prodotti ottemperino alla direttiva quando soddisfano i requisiti nell'ambito delle condizioni di utilizzo cui sono destinati. |
|
— |
Questa lista sostituisce tutte le precedenti liste pubblicate nelle Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. |
|
— |
CEN: rue de Stassart/De Stassartstraat 36, B-1050 Brussels, tel: (32-2) 550 08 11, fax: (32-2) 550 08 19 (http://www.cenorm.be) |
|
— |
CENELEC: rue de Stassart/De Stassartstraat 35, B-1050 Brussels, tel: (32-2) 519 68 71, fax: (32-2) 519 69 19 (http://www.cenelec.org) |
|
— |
ETSI: 650, route des Lucioles, F-06921 Sophia Antipolis, tel: (33) 492 94 42 12, fax: (33) 493 65 47 16 (http://www.etsi.org) |
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/31 |
Comunicazione della Commissione nell'ambito dell'applicazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alla compatibilità elettromagnetica
(Testo rilevante ai fini del SEE)
Pubblicazione di titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della direttiva
(2006/C 314/05)
|
Organismo europeo di Normalizzazione (1) |
Riferimento e titolo della norma (Documento di riferimento) |
Riferimento della norma sostituita |
Data di cessazione della presunzione di conformità della norma sostituita Nota 1 |
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CENELEC |
EN 50065-1:2001 Trasmissione di segnali su reti elettriche a bassa tensione nella gamma di frequenza da 3 a 148,5 kHz — Parte 1: Prescrizioni generali, bande di frequenza e disturbi elettromagnetici |
EN 50065-1:1991 + A1:1992 + A2:1995 + A3:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.4.2003) |
|
CENELEC |
EN 50065-2-1:2003 Trasmissione di segnali su reti elettriche a bassa tensione nella gamma di frequenza da 3 kHz a 148,5 kHz — Parte 2-1: Requisiti di immunità per dispositivi e sistemi per la comunicazione sulle reti elettriche operanti nel campo di frequenza da 95 kHz a 148,5 kHz e previsti per l'uso in ambiente residenziale, commerciale e dell' industria leggera |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.10.2004) |
|
Modifica A1:2005 alla EN 50065-2-1:2003 |
Nota 3 |
1.7.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 50065-2-2:2003 Trasmissione di segnali su reti elettriche a bassa tensione nella gamma di frequenza da 3 a 148,5 kHz — Parte 2-2: Prescrizioni di immunità per apparecchi e sistemi di comunicazione nella gamma di frequenza da 95 a 148,5 kHz e utilizzati in ambienti industriali |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.10.2004) |
|
Modifica A1:2005 alla EN 50065-2-2:2003 |
Nota 3 |
1.7.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 50065-2-3:2003 Trasmissione di segnali su reti elettriche a bassa tensione nella gamma di frequenza da 3 a 148,5 kHz — Parte 2-3: Prescrizioni di immunità per apparecchi e sistemi di comunicazione nella gamma di frequenza da 3 a 95 kHz e utilizzati da fornitori e distributori di energia |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.8.2004) |
|
Modifica A1:2005 alla EN 50065-2-3:2003 |
Nota 3 |
1.7.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 50083-2:2001 Impianti di distribuzione via cavo per segnali televisivi, sonori e multimediali interattivi — Parte 2: Compatibilità elettromagnetica per le apparecchiature |
EN 50083-2:1995 + A1:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
Modifica A1:2005 alla EN 50083-2:2001 |
Nota 3 |
1.4.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 50090-2-2:1996 Sistemi elettronici per la casa e l'edificio (HBES) — Parte 2-2: Panoramica generale — Requisiti tecnici generali |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.10.1999) |
|
CENELEC |
EN 50091-2:1995 Sistemi statici di continuità (UPS) — Parte 2: Prescrizioni di compatibilità elettromagnetica (EMC) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.3.1999) |
|
CENELEC |
EN 50130-4:1995 Sistemi d allarme — Parte 4: Compatibilità elettromagnetica — Norma per famiglia di prodotto: Requisiti di immunità per componenti di sistemi antincendio, antintrusione e di allarme personale |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2001) |
|
Modifica A1:1998 alla EN 50130-4:1995 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.1.2001) |
|
|
Modifica A2:2003 alla EN 50130-4:1995 |
Nota 3 |
1.9.2007 |
|
|
CENELEC |
EN 50148:1995 Tassametri elettronici |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (15.12.1995) |
|
CENELEC |
EN 50240:2004 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Norma di prodotto per apparecchiature per la saldatura a resistenza |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.4.2007 |
|
CENELEC |
EN 50263:1999 Compatibilità Elettromagnetica (EMC) — Norma di prodotto per i relè di misura e i dispositivi di protezione |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.8.2002) |
|
CENELEC |
EN 50270:1999 Compatibilità elettromagnetica --Apparecchiatura elettrica per la rilevazione e misura dei gas combustibili, gas tossici od ossigeno |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.10.2001) |
|
CENELEC |
EN 50293:2000 Compatibilità elettromagnetica — Impianti semaforici — Norma di prodotto |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.4.2003) |
|
CENELEC |
EN 50295:1999 Apparecchiature a bassa tensione — Sistemi di interfaccia per apparecchi di comando — Interfaccia per Attuatori e Sensori (AS-i) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.12.1999) |
|
CENELEC |
EN 50370-1:2005 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Norma di famiglia di prodotti per le macchine utensili — Parte 1: Emissione |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.2.2008 |
|
CENELEC |
EN 50370-2:2003 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Norma di famiglia di prodotti per le macchine utensili — Parte 2: Immunità |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.11.2005) |
|
CENELEC |
EN 50412-2-1:2005 Requisiti di immunità per apparati e sistemi per comunicazioni su linee di energia usati in installazioni a bassa tensione nell'intervallo di frequenza da 1,6 MHz a 30 MHz -- Parte 1: Ambiente residenziale, commerciale e industriale |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.4.2008 |
|
CENELEC |
EN 50428:2005 Apparecchi di comando non automatici per installazione elettrica fissa per uso domestico e similare — Norma Collaterale — Apparecchi di comando non automatici e relativi accessori per uso in sistemi elettronici per la casa e l'edificio (HBES) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.1.2008 |
|
CENELEC |
EN 55011:1998 Apparecchi a radiofrequenza industriali, scientifici e medicali (ISM) — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura (CISPR 11:1997 (Modificata)) |
EN 55011:1991 + A1:1997 + A2:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2001) |
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Modifica A1:1999 alla EN 55011:1998 (CISPR 11:1997/A1:1999) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.8.2002) |
|
|
Modifica A2:2002 alla EN 55011:1998 (CISPR 11:1999/A2:2002) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2005) |
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CENELEC |
EN 55012:2002 Veicoli, imbarcazioni e dispositivi azionati da motori a combustione interna — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura per la protezione dei ricevitori, esclusi quelli installati sugli stessi veicoli/imbarcazion/dispositivi o su altri veicoli/imbarcazioni/dispositivi adiacenti (CISPR 12:2001) Nota 8 |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.2.2005) |
|
Modifica A1:2005 alla EN 55012:2002 (CISPR 12:2001/A1:2005) |
Nota 3 |
1.3.2008 |
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CENELEC |
EN 55013:2001 Ricevitori radiofonici e televisivi e apparecchi associati — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura (CISPR 13:2001 (Modificata)) |
EN 55013:1990 + A12:1994 + A13:1996 + A14:1999 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.9.2004) |
|
Modifica A1:2003 alla EN 55013:2001 (CISPR 13:2001/A1:2003) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.4.2006) |
|
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Modifica A2:2006 alla EN 55013:2001 (CISPR 13:2001/A2:2006) |
Nota 3 |
1.3.2009 |
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CENELEC |
EN 55014-1:2000 Compatibilità elettromagnetica — Prescrizioni per gli elettrodomestici, gli utensili elettrici e gli apparecchi similari — Parte 1: Emissione (CISPR 14-1:2000) |
EN 55014-1:1993 + A1:1997 + A2:1999 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.8.2003) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 55014-1:2000 (CISPR 14-1:2000/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2004) |
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Modifica A2:2002 alla EN 55014-1:2000 (CISPR 14-1:2000/A2:2002) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2005) |
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CENELEC |
EN 55014-2:1997 Compatibilità elettromagnetica Requisiti di immunità per gli elettrodomestici, gli utensili elettrici e gli apparecchi similari — Parte 1: Immunità — Norma di famiglia di prodotti (CISPR 14-2:1997) |
EN 55104:1995 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2001) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 55014-2:1997 (CISPR 14-2:1997/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.2004) |
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CENELEC |
EN 55015:2000 Limiti e metodi di misura delle caratteristiche di radiodisturbo degli apparecchi di illuminazione elettrici e degli apparecchi analoghi (CISPR 15:2000) |
EN 55015:1996 + A1:1997 + A2:1999 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.8.2003) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 55015:2000 (CISPR 15:2000/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.2004) |
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Modifica A2:2002 alla EN 55015:2000 (CISPR 15:2000/A2:2002) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2005) |
|
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CENELEC |
EN 55020:1994 Immunità elettromagnetica dei ricevitori di radiodiffusione e degli apparecchi associati |
EN 55020:1988 Nota 2.1 |
Data scaduta (31.12.1998) |
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Modifica A11:1996 alla EN 55020:1994 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.6.1999) |
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Modifica A13:1999 alla EN 55020:1994 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.8.2001) |
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Modifica A14:1999 alla EN 55020:1994 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.8.2001) |
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Modifica A12:1999 alla EN 55020:1994 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.8.2002) |
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CENELEC |
EN 55020:2002 Ricevitori radiofonici e televisivi e apparecchi associati — Caratteristiche di immunità — Limiti e metodi di misura (CISPR 20:2002) |
EN 55020:1994 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.12.2006 |
|
Modifica A1:2003 alla EN 55020:2002 (CISPR 20:2002/A1:2002) |
Nota 3 |
1.12.2006 |
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Modifica A2:2005 alla EN 55020:2002 (CISPR 20:2002/A2:2004) |
Nota 3 |
1.2.2008 |
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CENELEC |
EN 55022:1994 Limiti e metodi di misura delle caratteristiche di radiodisturbo prodotto dagli apparecchi per la tecnologia dell informazione (CISPR 22:1993) |
EN 55022:1987 Nota 2.1 |
Data scaduta (31.12.1998) |
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Modifica A1:1995 alla EN 55022:1994 (CISPR 22:1993/A1:1995) |
Nota 3 |
Data scaduta (31.12.1998) |
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Modifica A2:1997 alla EN 55022:1994 (CISPR 22:1993/A2:1996 (Modificata)) |
Nota 3 |
Data scaduta (31.12.1998) |
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Modifica A1:2000 alla EN 55022:1998 (CISPR 22:1997/A1:2000) |
Nota 3 |
1.8.2007 |
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Modifica A2:2003 alla EN 55022:1998 (CISPR 22:1997/A2:2002) |
Nota 3 |
1.8.2007 |
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CENELEC |
EN 55022:1998 Apparecchi per la tecnologia dell'informazione — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura (CISPR 22:1997 (Modificata)) |
EN 55022:1994 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.8.2007 |
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Modifica A1:2000 alla EN 55022:1998 (CISPR 22:1997/A1:2000) |
Nota 3 |
1.10.2009 |
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Modifica A2:2003 alla EN 55022:1998 (CISPR 22:1997/A2:2002) |
Nota 3 |
1.10.2009 |
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CENELEC |
EN 55022:2006 Apparecchi per la tecnologia dell'informazione — Caratteristiche di radiodisturbo — Limiti e metodi di misura (CISPR 22:2005 (Modificata)) |
EN 55022:1998 e corrispondenti modifiche |
1.10.2009 |
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CENELEC |
EN 55024:1998 Apparecchiature per la tecnologia dell'informazione — Caratteristiche di immunità — Limiti e metodi di misura (CISPR 24:1997 (Modificata)) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2001) |
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Modifica A1:2001 alla EN 55024:1998 (CISPR 24:1997/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2004) |
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Modifica A2:2003 alla EN 55024:1998 (CISPR 24:1997/A2:2002) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.2005) |
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CENELEC |
EN 55103-1:1996 Compatibilità elettromagnetica — Norme di famiglie di prodotto per apparecchi audio, video, audiovisivi e di comando di luci da intrattenimento per uso professionale — Parte 1: Emissione |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.9.1999) |
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CENELEC |
EN 55103-2:1996 Compatibilità elettromagnetica — Norme di famiglie di prodotto per apparecchi audio, video, audiovisivi e di comando di luci da intrattenimento per uso professionale — Parte 2: Immunità |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.9.1999) |
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CENELEC |
EN 60034-1:1998 Macchine elettriche rotanti — Parte 1: Caratteristiche nominali e di funzionamento (IEC 60034-1:1996 (Modificata)) |
— |
— |
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Modifica A11:2002 alla EN 60034-1:1998 |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2005) |
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CENELEC |
EN 60204-31:1998 Sicurezza del macchinario — Equipaggiamento elettrico delle macchine — Parte 31: Prescrizioni particolari di sicurezza e di compatibilità elettromagnetica per macchine per cucire, unità e sistemi (IEC 60204-31:1996 (Modificata)) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.6.2002) |
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CENELEC |
EN 60439-1:1999 Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) — Parte 1: Apparecchiature di serie soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature non di serie parzialmente soggette a prove di tipo (ANS) (IEC 60439-1:1999) |
EN 60439-1:1994 + A11:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.8.2002) |
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CENELEC |
EN 60669-2-1:2000 Apparecchi di comando non automatici per installazione elettrica fissa per uso domestico e similare — Parte 2-1: Prescrizioni particolari — Interruttori elettronici (IEC 60669-2-1:1996 (Modificata) + A1:1997 (Modificata)) |
EN 60669-2-1:1996 + A11:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.10.2005) |
|
Modifica A2:2001 alla EN 60669-2-1:2000 (IEC 60669-2-1:1996/A2:1999 (Modificata)) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2005) |
|
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CENELEC |
EN 60669-2-1:2004 Apparecchi di comando non automatici per installazione elettrica fissa per uso domestico e similare — Parte 2-1: Prescrizioni particolari — Interruttori elettronici (IEC 60669-2-1:2002 (Modificata)) |
EN 60669-2-1:2000 e corrispondente modifica Nota 2.1 |
1.7.2009 |
|
CENELEC |
EN 60669-2-2:1997 Apparecchi di comando non automatici per installazione fissa per uso domestico e similare — Parte 2: Prescrizioni particolari — Sezione 2: Interruttori con comando a distanza (RCS) (IEC 60669-2-2:1996) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.6.1999) |
|
CENELEC |
EN 60669-2-3:1997 Apparecchi di comando non automatici per installazione fissa per uso domestico e similare — Parte 2-3: Prescrizioni particolari per interruttori a tempo ritardato (IEC 60669-2-3:1997) |
EN 60669-2-3:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.6.1999) |
|
CENELEC |
EN 60730-1:1995 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 1: Norme generali (IEC 60730-1:1993 (Modificata)) |
— |
— |
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Modifica A11:1996 alla EN 60730-1:1995 |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.1998) |
|
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Modifica A17:2000 alla EN 60730-1:1995 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.10.2002) |
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CENELEC |
EN 60730-1:2000 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 1: Norme generali (IEC 60730-1:1999 (Modificata)) Nota 7 |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche |
— |
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Modifica A1:2004 alla EN 60730-1:2000 (IEC 60730-1:1999/A1:2003 (Modificata)) |
Nota 3 |
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CENELEC |
EN 60730-2-5:1995 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2-5: Prescrizioni particolari per i sistemi elettrici automatici di comando di bruciatori (IEC 60730-2-5:1993 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (15.12.2000) |
|
CENELEC |
EN 60730-2-5:2002 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Prescrizioni particolari per i sistemi elettrici automatici di comando di bruciatori (IEC 60730-2-5:2000 (Modificata)) |
— |
— |
|
Modifica A1:2004 alla EN 60730-2-5:2002 (IEC 60730-2-5:2000/A1:2004 (Modificata)) |
EN 60730-2-5:1995 Nota 2.1 |
1.12.2008 |
|
|
Modifica A11:2005 alla EN 60730-2-5:2002 |
Nota 3 |
1.12.2008 |
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CENELEC |
EN 60730-2-6:1995 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2-6: Norme particolari per dispositivi elettrici automatici di comando sensibili alla pressione, comprese le prescrizioni meccaniche (IEC 60730-2-6:1991 (Modificata)) |
— |
— |
|
Modifica A1:1997 alla EN 60730-2-6:1995 (IEC 60730-2-6:1991/A1:1994 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (15.12.2003) |
|
|
CENELEC |
EN 60730-2-7:1991 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Norme particolari per timer e temporizzatori (IEC 60730-2-7:1990 (Modificata)) |
— |
— |
|
Modifica A1:1997 alla EN 60730-2-7:1991 (IEC 60730-2-7:1990/A1:1994 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
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CENELEC |
EN 60730-2-8:1995 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Norme particolari per le valvole idrauliche ad azionamento elettrico, comprese le prescrizioni meccaniche (IEC 60730-2-8:1992 (Modificata)) |
— |
— |
|
Modifica A1:1997 alla EN 60730-2-8:1995 (IEC 60730-2-8:1992/A1:1994 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
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Modifica A2:1997 alla EN 60730-2-8:1995 (IEC 60730-2-8:1992/A2:1997) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
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CENELEC |
EN 60730-2-8:2002 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Norme particolari per le valvole idrauliche ad azionamento elettrico, comprese le prescrizioni meccaniche (IEC 60730-2-8:2000 (Modificata)) |
EN 60730-2-8:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.12.2008 |
|
Modifica A1:2003 alla EN 60730-2-8:2002 (IEC 60730-2-8:2000/A1:2002 (Modificata)) |
Nota 3 |
1.12.2008 |
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CENELEC |
EN 60730-2-9:1995 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Prescrizioni particolari per dispositivi di comando termosensibili (IEC 60730-2-9:1992 (Modificata)) |
— |
— |
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Modifica A1:1996 alla EN 60730-2-9:1995 (IEC 60730-2-9:1992/A1:1994 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2004) |
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Modifica A2:1997 alla EN 60730-2-9:1995 (IEC 60730-2-9:1992/A2:1994 (Modificata)) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
|
CENELEC |
EN 60730-2-9:2002 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Norme particolari per dispositivi di comando sensibili alla temperatura (IEC 60730-2-9:2000 (Modificata)) |
EN 60730-2-9:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.12.2008 |
|
Modifica A2:2005 alla EN 60730-2-9:2002 (IEC 60730-2-9:2000/A2:2004 (Modificata)) |
Nota 3 |
1.12.2007 |
|
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Modifica A1:2003 alla EN 60730-2-9:2002 (IEC 60730-2-9:2000/A1:2002 (Modificata)) |
Nota 3 |
1.12.2008 |
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CENELEC |
EN 60730-2-11:1993 Dispostivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2-11: Norme particolari per regolatori di energia (IEC 60730-2-11:1993) |
— |
— |
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Modifica A1:1997 alla EN 60730-2-11:1993 (IEC 60730-2-11:1993/A1:1994 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2000) |
|
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Modifica A11:2005 alla EN 60730-2-11:1993 |
Nota 3 |
1.3.2009 |
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CENELEC |
EN 60730-2-13:1998 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2: Norme particolari per dispositivi di comando sensibili all'umidità (IEC 60730-2-13:1995 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.8.2001) |
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Modifica A11:2005 alla EN 60730-2-13:1998 |
Nota 3 |
1.2.2009 |
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CENELEC |
EN 60730-2-14:1997 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2-14: Norme particolari per attuatori elettrici (IEC 60730-2-14:1995 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.6.2004) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 60730-2-14:1997 (IEC 60730-2-14:1995/A1:2001) |
Nota 3 |
1.7.2008 |
|
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CENELEC |
EN 60730-2-18:1999 Dispositivi elettrici automatici di comando per uso domestico e similare — Parte 2-18: Norme particolari per dispositivi di comando elettrici sensibili al flusso di acqua ed aria, comprese le prescrizioni meccaniche (IEC 60730-2-18:1997 (Modificata)) |
EN 60730-1:1995 e corrispondenti modifiche Nota 2.3 |
Data scaduta (1.4.2002) |
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CENELEC |
EN 60870-2-1:1996 Sistemi ed apparecchiature di telecontrollo — Parte 2: Condizioni di funzionamento — Sezione 1: Condizioni ambientali e di alimentazione (IEC 60870-2-1:1995) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.9.1996) |
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CENELEC |
EN 60945:2002 Apparecchiature e sistemi di navigazione marittima e di radiocomunicazione — Prescrizioni generali — Metodi di prova e risultati delle prove richieste (IEC 60945:2002) |
EN 60945:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.10.2005) |
|
CENELEC |
EN 60947-1:1999 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 1: Regole generali (IEC 60947-1:1999 (Modificata)) Nota 6 |
EN 60947-1:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.11.2001) |
|
Modifica A2:2001 alla EN 60947-1:1999 (IEC 60947-1:1999/A2:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.2004) |
|
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CENELEC |
EN 60947-1:2004 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 1: Regole generali (IEC 60947-1:2004) Nota 6 |
EN 60947-1:1999 e corrispondente modifica Nota 2.1 |
1.4.2007 |
|
CENELEC |
EN 60947-2:2003 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 2: Interruttori automatici (IEC 60947-2:2003) |
EN 60947-2:1996 + A1:1997 + A2:2001 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.6.2006) |
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CENELEC |
EN 60947-3:1999 Apparecchiatura a bassa tensione — Parte 3: Interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di manovra-sezionatori e unità combinate con fusibili (IEC 60947-3:1999) |
EN 60947-3:1992 + A1:1995 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2002) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 60947-3:1999 (IEC 60947-3:1999/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.3.2004) |
|
|
CENELEC |
EN 60947-4-1:2001 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 4: Contattori e avviatori — Sezione 1 — Contattori e avviatori elettromeccanici (IEC 60947-4-1:2000) |
— |
— |
|
Modifica A1:2002 alla EN 60947-4-1:2001 (IEC 60947-4-1:2000/A1:2002) |
EN 60947-4-1 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
Data scaduta (1.10.2005) |
|
|
Modifica A2:2005 alla EN 60947-4-1:2001 (IEC 60947-4-1:2000/A2:2005) |
Nota 3 |
1.7.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 60947-4-2:2000 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 4: Contattori e avviatori — Sezione 2: Regolatori e avviatori a semiconduttori in c.a. (IEC 60947-4-2:1999) |
EN 60947-4-2:1996 + A2:1998 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.12.2002) |
|
Modifica A1:2002 alla EN 60947-4-2:2000 (IEC 60947-4-2:1999/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.3.2005) |
|
|
CENELEC |
EN 60947-4-3:2000 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 4: Contattori e avviatori — Sezione 3: Regolatori a semiconduttori e contattori per carichi diversi da motori (IEC 60947-4-3:1999) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.12.2002) |
|
CENELEC |
EN 60947-5-1:1997 Apparecchiatura a bassa tensione — Parte 5: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra — Sezione 1: Dispositivi elettromeccanici per circuiti di comando (IEC 60947-5-1:1997) |
— |
— |
|
Modifica A12:1999 alla EN 60947-5-1:1997 |
EN 60947-5-1:1991 +A12:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.10.2002) |
|
|
CENELEC |
EN 60947-5-1:2004 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 5-1: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra — Dispositivi elettromeccanici per circuiti di comando (IEC 60947-5-1:2003) |
EN 60947-5-1:1997 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.5.2007 |
|
CENELEC |
EN 60947-5-2:1998 Apparecchiatura a bassa tensione — Parte 5-2: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra — Interruttori di prossimità (IEC 60947-5-2:1997 (Modificata)) |
EN 60947-5-2:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.10.2001) |
|
Modifica A2:2004 alla EN 60947-5-2:1998 (IEC 60947-5-2:1997/A2:2003) |
Nota 3 |
1.2.2007 |
|
|
CENELEC |
EN 60947-5-3:1999 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 5-3: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra — Prescrizioni per dispositivi di prossimità a comportamento definito in condizioni di guasto (IEC 60947-5-3:1999) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.5.2002) |
|
Modifica A1:2005 alla EN 60947-5-3:1999 (IEC 60947-5-3:1999/A1:2005) |
Nota 3 |
1.3.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 60947-5-6:2000 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 5-6: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra — Interfaccia in corrente continua per sensori di prossimità e amplificatori di manovra (NAMUR) (IEC 60947-5-6:1999) |
EN 50227:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2003) |
|
CENELEC |
EN 60947-5-7:2003 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 5-7: Dispositivi per circuiti di comando ed elementi di manovra — Prescrizioni per dispositivi di prossimità con uscita analogica (IEC 60947-5-7:2003) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.9.2006 |
|
CENELEC |
EN 60947-6-1:1991 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 6: Apparecchiature a funzioni multiple — Sezione 1: Apparecchiature di commutazione automatica (IEC 60947-6-1:1989) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.10.1997) |
|
Modifica A2:1997 alla EN 60947-6-1:1991 (IEC 60947-6-1:1989/A2:1997) |
EN 60947-6-1:1991/A11:1997 Nota 3 |
Data scaduta (1.7.1998) |
|
|
CENELEC |
EN 60947-6-1:2005 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 6-1: Apparecchiature a funzioni multiple — Apparecchiature di commutazione (IEC 60947-6-1:2005) |
EN 60947-6-1:1991 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.10.2008 |
|
CENELEC |
EN 60947-6-2:2003 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 6-2: Apparecchiatura a funzioni multiple — Apparecchi integrati di manovra e protezione (ACP) (IEC 60947-6-2:2002) |
EN 60947-6-2:1993 + A1:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.9.2005) |
|
CENELEC |
EN 60947-8:2003 Apparecchiature a bassa tensione — Parte 8: Unità di comando per protezione termica incorporata (CTP) in macchine elettriche rotanti (IEC 60947-8:2003) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.7.2006 |
|
CENELEC |
EN 60974-10:2003 Apparecchiature per la saldatura ad arco — Parte 10: Prescrizioni per la compatibilità elettromagnetica (EMC) (IEC 60974-10:2002 (Modificata)) |
EN 50199:1995 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.3.2006) |
|
CENELEC |
EN 61000-3-2:2000 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3-2: Limiti — Limiti per le emissioni di corrente armonica (apparecchiature con corrente di ingresso <= 16 A per fase) (IEC 61000-3-2:2000 (Modificata)) |
EN 61000-3-2:1995 + A1:1998 + A2:1998 + A14:2000 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.1.2004) |
|
Modifica A2:2005 alla EN 61000-3-2:2000 (IEC 61000-3-2:2000/A1:2001 + IEC 61000-3-2:2000/A2:2004) |
Nota 3 |
1.1.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 61000-3-3:1995 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3: Limiti — Sezione 3: Limitazione delle fluttuazioni di tensione e del flicker in sistemi di alimentazione in bassa tensione per apparecchiature con corrente nominale <= 16 A e non soggette ad allacciamento su condizione (IEC 61000-3-3:1994) |
EN 60555-3:1987 + A1:1991 Nota 2.2 |
Data scaduta (1.1.2001) |
|
Modifica A1:2001 alla EN 61000-3-3:1995 (IEC 61000-3-3:1994/A1:2001) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.5.2004) |
|
|
Modifica A2:2005 alla EN 61000-3-3:1995 (IEC 61000-3-3:1994/A2:2005) |
Nota 3 |
1.9.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 61000-3-11:2000 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3: Limiti — Sezione 11: Limitazione delle variazioni di tensione, delle fluttuazioni di tensione e del flicker in sistemi di alimentazione pubblici a bassa tensione per apparecchiature con correnti nominali <= 75 A e soggetti ad allacciamento su condizione (IEC 61000-3-11:2000) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.11.2003) |
|
CENELEC |
EN 61000-3-12:2005 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 3-12: Limiti per le correnti armoniche prodotte da apparecchiature collegate alla rete pubblica a bassa tensione aventi correnti di ingresso > 16 A e = 75 A per fase (IEC 61000-3-12:2004) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.2.2008 |
|
CENELEC |
EN 61000-6-1:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-1: Norme generiche — Immunità per gli ambienti residenziali, commerciali e per l'industria leggera (IEC 61000-6-1:1997 (Modificata)) |
EN 50082-1:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
|
CENELEC |
EN 61000-6-2:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-2: Norme generiche — Immunità per gli ambienti industriali (IEC 61000-6-2:1999 (Modificata)) |
EN 61000-6-2:1999 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
|
CENELEC |
EN 61000-6-2:2005 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-2: Norme generiche — Immunità per gli ambienti industriali (IEC 61000-6-2:2005) |
EN 61000-6-2:2001 Nota 2.1 |
1.6.2008 |
|
CENELEC |
EN 61000-6-3:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-3: Norme generiche — Emissione per gli ambienti residenziali, commerciali e per l'industria leggera (CISPR/IEC 61000-6-3:1996 (Modificata)) |
EN 50081-1:1992 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
|
Modifica A11:2004 alla EN 61000-6-3:2001 |
Nota 3 |
1.7.2007 |
|
|
CENELEC |
EN 61000-6-4:2001 Compatibilità elettromagnetica (EMC) — Parte 6-4: Norme generiche — Emissione per gli ambienti industriali (IEC 61000-6-4:1997 (Modificata)) |
EN 50081-2:1993 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2004) |
|
CENELEC |
EN 61008-1:1994 Interruttori differenziali senza sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari — Parte 1: Prescrizioni generali (IEC 61008-1:1990 (Modificata) + A1:1992 (Modificata)) |
— |
— |
|
Modifica A2:1995 alla EN 61008-1:1994 (IEC 61008-1:1990/A2:1995) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2000) |
|
|
Modifica A14:1998 alla EN 61008-1:1994 |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2001) |
|
|
CENELEC |
EN 61008-1:2004 Interruttori differenziali senza sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari — Parte 1: Prescrizioni generali (IEC 61008-1:1996 (Modificata) + A1:2002 (Modificata)) |
EN 61008-1:1994 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.4.2009 |
|
CENELEC |
EN 61009-1:1994 Interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari — Parte 1: Prescrizioni generali (IEC 61009-1:1991 (Modificata)) |
— |
— |
|
Modifica A1:1995 alla EN 61009-1:1994 (IEC 61009-1:1991/A1:1995) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2000) |
|
|
Modifica A14:1998 alla EN 61009-1:1994 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.1.2001) |
|
|
CENELEC |
EN 61009-1:2004 Interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari — Parte 1: Prescrizioni generali (IEC 61009-1:1996 (Modificata) + A1:2002 (Modificata)) |
EN 61009-1:1994 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.4.2009 |
|
CENELEC |
EN 61037:1992 Ricevitori elettronici di telecomando centralizzato per la tariffazione e il controllo del carico (IEC 61037:1990 (Modificata)) |
NESSUNO |
— |
|
Modifica A1:1996 alla EN 61037:1992 (IEC 61037:1990/A1:1996) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.1996) |
|
|
Modifica A2:1998 alla EN 61037:1992 (IEC 61037:1990/A2:1998) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.5.2001) |
|
|
CENELEC |
EN 61038:1992 Commutatori orari per tariffazione e controllo del carico (IEC 61038:1990 (Modificata)) |
NESSUNO |
— |
|
Modifica A1:1996 alla EN 61038:1992 (IEC 61038:1990/A1:1996) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.12.1996) |
|
|
Modifica A2:1998 alla EN 61038:1992 (IEC 61038:1990/A2:1998) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.5.2001) |
|
|
CENELEC |
EN 61131-2:2003 Controllori programmabili — Prescrizioni e prove per le apparecchiature (IEC 61131-2:2003) |
EN 61131-2:1994 + A11:1996 + A12:2000 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.5.2006) |
|
CENELEC |
EN 61204-3:2000 Dispositivi di alimentazione a bassa tensione con uscita in corrente continua — Parte 3: Compatibilità Elettromagnetica (EMC) (IEC 61204-3:2000) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.11.2003) |
|
CENELEC |
EN 61326:1997 Apparecchi elettrici di misura, controllo e laboratorio — Prescrizioni di compatibilità elettromagnetica — Parte 1: Prescrizioni generali (IEC 61326:1997) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.2001) |
|
Modifica A1:1998 alla EN 61326:1997 (IEC 61326:1997/A1:1998) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.7.2001) |
|
|
Modifica A2:2001 alla EN 61326:1997 (IEC 61326:1997/A2:2000) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.4.2004) |
|
|
Modifica A3:2003 alla EN 61326:1997 (IEC 61326:2002 (Annexes E & F only) |
Nota 3 |
1.10.2006 |
|
|
CENELEC |
EN 61543:1995 Interruttori differenziali (RCD) per usi domestici e similari — Compatibilità elettromagnetica (IEC 61543:1995) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (4.7.1998) |
|
Modifica A11:2003 alla EN 61543:1995 |
Nota 3 |
1.3.2007 |
|
|
Modifica A12:2005 alla EN 61543:1995 |
Nota 3 |
1.3.2008 |
|
|
Modifica A2:2006 alla EN 61543:1995 (IEC 61543:1995/A2:2005) |
Nota 3 |
1.12.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 61547:1995 Apparecchiature per illuminazione generale — Prescrizioni di immunità EMC (IEC 61547:1995) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.7.1996) |
|
Modifica A1:2000 alla EN 61547:1995 (IEC 61547:1995/A1:2000) |
Nota 3 |
Data scaduta (1.11.2003) |
|
|
CENELEC |
EN 61800-3:1996 Azionamenti elettrici a velocità variabile — Parte 3: Norma di prodotto relativa alla compatibilità elettromagnetica ed ai metodi di prova specifici (IEC 61800-3:1996) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.4.1997) |
|
Modifica A11:2000 alla EN 61800-3:1996 |
Nota 3 |
Data scaduta (1.1.2002) |
|
|
CENELEC |
EN 61800-3:2004 Azionamenti elettrici a velocità variabile — Parte 3: Norma di prodotto relativa alla compatibilità elettromagnetica ed ai metodi di prova specifici (IEC 61800-3:2004) |
EN 61800-3:1996 e corrispondente modifica Nota 2.1 |
1.10.2007 |
|
CENELEC |
EN 61812-1:1996 Relè a tempo per uso industriale — Parte 1: Prescrizioni e prove (IEC 61812-1:1996) |
— |
— |
|
Modifica A11:1999 alla EN 61812-1:1996 |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.1.2002) |
|
|
CENELEC |
EN 62020:1998 Apparecchiatura a bassa tensione — Indicatori di corrente differenziale per installazioni domestiche e similari (IEC 62020:1998) |
— |
— |
|
Modifica A1:2005 alla EN 62020:1998 (IEC 62020:1998/A1:2003 (Modificata)) |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
1.3.2008 |
|
|
CENELEC |
EN 62040-2:2006 Sistemi statici di continuità (UPS)-- Parte 2: Requisiti di compatibilità elettromagnetica (EMC) (IEC 62040-2:2005) |
EN 50091-2:1995 Nota 2.1 |
1.10.2008 |
|
CENELEC |
EN 62052-11:2003 Apparati per la misura dell'energia elettrica (c.a.) — Prescrizioni generali, prove e condizioni di prova — Parte 11: Apparato di misura (IEC 62052-11:2003) Nota 9 |
Norma/e generica/che relativa/e Nota 2.3 |
Data scaduta (1.3.2006) |
|
CENELEC |
EN 62052-21:2004 Apparati per la misura dell'energia elettrica (c.a.) — Prescrizioni generali, prove e condizioni di prova — Parte 21: Apparati per il controllo delle tariffe del carico (IEC 62052-21:2004) Nota 11 |
EN 61037:1992 e corrispondenti modifiche + EN 61038:1992 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.7.2007 |
|
CENELEC |
EN 62053-11:2003 Apparati per la misura dell'energia elettrica (c.a.) — Prescrizioni particolari — Parte 11: Contatori elettromeccanici per energia attiva (classe 0.5, 1 e 2) (IEC 62053-11:2003) |
EN 60521:1995 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.3.2006) |
|
CENELEC |
EN 62053-21:2003 Apparati per la misura dell'energia elettrica (c.a.) — Prescrizioni particolari — Parte 21: Contatori statici di energia attiva (classe 1 e 2) (IEC 62053-21:2003) |
EN 61036:1996 + A1:2000 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.3.2006) |
|
CENELEC |
EN 62053-22:2003 Apparati per la misura dell'energia elettrica (c.a.) — Prescrizioni particolari — Parte 22: Contatori statici di energia attiva (classe 0.2 S e 0.5 S) (IEC 62053-22:2003) |
EN 60687:1992 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.3.2006) |
|
CENELEC |
EN 62053-23:2003 Apparati per la misura dell'energia elettrica (c.a.) — Prescrizioni particolari — Parte 23: Contatori statici di energia reattiva (classe 2 e 3) (IEC 62053-23:2003) |
EN 61268:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.3.2006) |
|
CENELEC |
EN 62054-11:2004 Apparati per la misura dell'energia elettrica (C.A.) — Tariffazione e controllo del carico — Parte 11: Prescrizioni particolari per ricevitori elettronici di controllo delle ondulazioni (IEC 62054-11:2004) |
EN 61037:1992 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.7.2007 |
|
CENELEC |
EN 62054-21:2004 Misura dell'energia elettrica — Controllo delle tariffe del carico — Parte 21: Prescrizioni particolari per interruttori orari (IEC 62054-21:2004) |
EN 61038:1992 e corrispondenti modifiche Nota 2.1 |
1.7.2007 |
|
ETSI |
EN 300 386 V1.2.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ingegneria delle apparecchiature per reti di telecomunicazione; Requisiti di Compatibilità ElettroMagnetica (EMC); |
EN 300 386-2 V1.1.3 |
31.8.2007 |
|
ETSI |
EN 300 386 V1.3.1 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ingegneria delle apparecchiature per reti di telecomunicazione; Requisiti di Compatibilità ElettroMagnetica (EMC); |
EN 300 386-2 V.1.1.3 |
31.8.2007 |
|
ETSI |
EN 300 386 V1.3.2 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ingegneria delle apparecchiature per reti di telecomunicazione; Requisiti di Compatibilità ElettroMagnetica (EMC); |
EN 300 386-2 V.1.1.3 |
31.8.2007 |
|
ETSI |
EN 300 386 V1.3.3 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ingegneria delle apparecchiature per reti di telecomunicazione; Requisiti di Compatibilità ElettroMagnetica (EMC); |
EN 300 386-2 V1.1.3 |
31.8.2007 |
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ETSI |
EN 300 386-2 V1.1.3 Compatibilità elettromagnetica e Questioni relative allo spettro delle radiofrequenze (ERM); Ingegneria delle apparecchiature per reti di telecomunicazione; Requisiti di Compatibilità ElettroMagnetica (EMC); |
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CEN |
EN 617:2001 Equipaggiamenti e sistemi di movimentazione continua — Requisiti di sicurezza e compatibilità elettromagnetica per gli equipaggiamenti di stoccaggio di prodotti sfusi in sili, serbatoi, recipienti e tramogge |
— |
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CEN |
EN 618:2002 Equipaggiamenti e sistemi di movimentazione continua — Sicurezza e requisiti di compatibilità elettromagnetica per la movimentazione meccanica di materiali alla rinfusa eccetto convogliatori a nastro fissi |
— |
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CEN |
EN 619:2002 Equipaggiamenti e sistemi di movimentazione continua — Sicurazza e requisiti di compatibilità eletiromagnetica per la movimentazione mecccanica di carichi unitari |
— |
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CEN |
EN 620:2002 Equipaggiamenti e sistemi di movimentazione continua — Sicurezza e requisiti di compatibilità elettromagnetica per convogliatori a nastro fissi per materiali alla rinfusa |
— |
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CEN |
EN 12015:1998 Compatibilità elettromagnetica — Norma per famiglia di prodotto per ascensori, scale mobili e tappeti mobili — Emissione |
__ |
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CEN |
EN 12015:2004 Compatibilità elettromagnetica — Norma per famiglia di prodotti per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili — Emissione |
EN 12015:1998 |
30.6.2006 |
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CEN |
EN 12016:1998 Compatibilità elettromagnetica — Norma per famiglia di prodotto per ascensori, scale mobili e tappeti mobili — Immunità |
__ |
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CEN |
EN 12016:2004 Compatibilità elettromagnetica — Norma per famiglia di prodotto per ascensori, scale mobili e tappeti mobili — Immunità |
EN 12016:1998 |
30.6.2006 |
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CEN |
EN 12895:2000 Carrelli industriali — Compatibilità elettromagnetica |
— |
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CEN |
EN 13241-1:2003 Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage — Norma di prodotto — Parte 1: Prodotti senza caratteristiche di resistenza al fuoco o controllo del fumo |
— |
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CEN |
EN 13309:2000 Costruzioni stradali — Compatibilità elettromagnetica delle macchine con alimentazione interna elettrica |
— |
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CEN |
EN 14010:2003 Sicurezza del macchinario — Attrezzatura per parcheggi motorizzati per veicoli a motore — Requisiti di sicurezza e di compatibilità elettromagnetica per le fasi di progettazione, fabbricazione, installazione e messa in servizio |
— |
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CEN |
EN ISO 14982:1998 Macchine agricole e forestali — Compatibilità elettromagnetica — Metodi di prova e criteri di accettazione (ISO 14982:1998) |
— |
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Nota generale: se c'è un trattino nella colonna 3 (riferimento della norma sostituita), ciò significa che la norma di riferimento non può essere utilizzata agli effetti EMC senza modifica o parte particolare.
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Nota 1: |
In genere, la data di cessazione della presunzione di conformità coincide con la data di ritiro («dow») fissata dall' organizzazione europea di normalizzazione, ma è bene richiamare l'attenzione di coloro che utilizzano queste norme sul fatto che in alcuni casi eccezionali può avvenire diversamente. |
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Nota 2.1: |
La norma nuova (o modificata) ha lo stesso campo di applicazione della norma sostituita. Alla data stabilita, la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
|
Nota 2.2: |
La nuova norma ha un campo di applicazione più ampio della norma sostituita. Alla data stabilita la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
|
Nota 2.3: |
La nuova norma ha un campo di applicazione più limitato rispetto alla norma sostituita. Alla data stabilita la norma (parzialmente) sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva per quei prodotti che rientrano nel campo di applicazione della nuova norma. La presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva per i prodotti che rientrano ancora nel campo di applicazione della norma (parzialmente) sostituita, ma non nel campo di applicazione della nuova norma, rimane inalterata. |
|
Nota 3: |
In caso di modifiche, la Norma cui si fa riferimento è la EN CCCCC:YYYY, comprensiva delle sue precedenti eventuali modifiche, e la nuova modifica citata. La norma sostituita (colonna 3) perciò consiste nella EN CCCCC:YYYY e nelle sue precedenti eventuali modifiche, ma senza la nuova modifica citata. Alla data stabilita, la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
Esempio: Per la EN 61037:1992, si applica quanto segue:
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CENELEC |
EN 61037:1992 Ricevitori elettronici di telecomando centralizzato per la tariffazione e il controllo del carico (IEC 61037:1990 (Modificata)) [La norma di riferimento è EN 61037:1992] |
NONE [Non c'è norma sostituita] |
— |
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Modifica A1:1996 alla EN 61037:1992 (IEC 61037:1990/A1:1996) [La norma di riferimento è EN 61037:1997 +A1:1996 alla EN 61037:1992] |
Note 3 [La norma sostituita è EN 61037:1992] |
Data scaduta (1.12.1996) |
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|
Modifica A2:1998 alla EN 61037:1992 (IEC 61037:1990/A2:1998) [La norma di riferimento è EN 61037:1992 +A1:1996 alla EN 61037:1992 +A2:1998 alla EN 61037:1992] |
Note 3 [La norma sostituita è EN 61037:1992 +A1:1996 alla eN 61037:1992] |
Data scaduta (1.5.2001) |
|
Nota 6: |
La EN 60947-1:1999 non fornisce la presunzione di conformità senza altra parte della norma. La EN 60947-1:2004 non fornisce la presunzione di conformità senza altra parte della norma. |
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Nota 7: |
La EN 60730-1:2000 non fornisce la presunzione di conformità senza altra parte della norma. |
|
Nota 8: |
La EN 55012 è applicabile per ottenere la presunzione di conformità ai sensi della Direttiva 89/336/EEC per veicoli, imbarcazioni e dispositivi azionati da motori a combustione interna che non rientrano nel campo di applicazione delle Direttive 95/54/EC, 97/24/EC, 2000/2/EC o 2004/104/EC. |
|
Nota 9: |
La EN 62052-11:2003 non fornisce la presunzione di conformità se non è considerata congiuntamente con una parte della serie della EN 62053. |
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Nota 11: |
La EN 62052-21:2004 non fornisce la presunzione di conformità senza una parte della serie della EN 62054. |
AVVERTENZA:
Questa lista sostituisce tutte le precedenti liste pubblicate nelle Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
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— |
CEN: rue de Stassart/De Stassartstraat 36, B — 1050 Brussels, tel: (32-2) 550 08 11, fax: (32-2) 550 08 19 (http://www.cenorm.be) |
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— |
CENELEC: rue de Stassart/De Stassartstraat 35, B — 1050 Brussels, tel: (32-2) 519 68 71, fax: (32-2) 519 69 19 (http://www.cenelec.org) |
|
— |
ETSI: 650, route des Lucioles, F-06921 Sophia Antipolis, tel: (33) 492 94 42 12, fax: (33) 493 65 47 16 (http://www.etsi.org) |
|
21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/48 |
Comunicazione della Commissione nell'ambito dell'applicazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(Pubblicazione di titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della direttiva)
(2006/C 314/06)
|
OEN (1) |
Riferimento e titolo della norma (e documento di riferimento) |
Prima pubblicazione GU |
Riferimento della norma sostituita |
Data di cessazione della presunzione di conformità della norma sostituita Nota 1 |
|
CEN |
EN 132:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Definizioni dei termini e dei pittogrammi |
4.6.1999 |
EN 132:1990 |
Data scaduta (30.6.1999) |
|
CEN |
EN 133:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Classificazione |
10.8.2002 |
EN 133:1990 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
CEN |
EN 134:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Nomenclatura dei componenti |
13.6.1998 |
EN 134:1990 |
Data scaduta (31.7.1998) |
|
CEN |
EN 135:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Lista dei termini equivalenti |
4.6.1999 |
EN 135:1990 |
Data scaduta (30.6.1999) |
|
CEN |
EN 136:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Maschere intere — Requisiti, prove, marcatura |
13.6.1998 |
EN 136:1989 EN 136-10:1992 |
Data scaduta (31.7.1998) |
|
EN 136:1998/AC:1999 |
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CEN |
EN 137:1993 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto — Requisiti, prove, marcatura |
23.12.1993 |
EN 137:1986 |
Data scaduta (23.12.1993) |
|
EN 137:1993/AC:1993 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 138:1994 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Respiratori a presa d'aria esterna per l'uso con maschera intera, semimaschera o boccaglio — Requisiti, prove, marcatura |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 140:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Semimaschere e quarti di maschera — Requisiti, prove, marcatura |
6.11.1998 |
EN 140:1989 |
Data scaduta (31.3.1999) |
|
EN 140:1998/AC:1999 |
|
|
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|
CEN |
EN 142:2002 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Boccaglio completo — Requisiti, prove, marcatura |
10.4.2003 |
EN 142:1989 |
Data scaduta (10.4.2003) |
|
CEN |
EN 143:2000 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Filtri antipolvere — Requisiti, prove, marcatura |
24.1.2001 |
EN 143:1990 |
Data scaduta (24.1.2001) |
|
EN 143:2000/A1:2006 |
Questa è la prima pubblicazione |
Nota 3 |
La data di questa pubblicazione |
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CEN |
EN 144-1:2000 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Valvole per bombole per gas — Raccordo filettato per gambo di collegamento |
24.1.2001 |
EN 144-1:1991 |
Data scaduta (24.1.2001) |
|
EN 144-1:2000/A1:2003 |
21.2.2004 |
Nota 3 |
Data scaduta (31.10.2003) |
|
|
EN 144-1:2000/A2:2005 |
6.10.2005 |
Nota 3 |
Data scaduta (31.12.2005) |
|
|
CEN |
EN 144-2:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Valvole per bombole per gas — Raccordi di uscita |
4.6.1999 |
— |
|
|
CEN |
EN 144-3:2003 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Valvole per bombole per gas — Parte 3: Raccordi di uscita per gas per l'immersione subacquea, Nitrox e ossigeno |
21.2.2004 |
— |
|
|
CEN |
EN 145:1997 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Autorespiratori a circuito chiuso ad ossigeno compresso o ad ossigeno-azoto compressi — Requisiti, prove, marcatura |
19.2.1998 |
EN 145:1988 EN 145-2:1992 |
Data scaduta (28.2.1998) |
|
EN 145:1997/A1:2000 |
24.1.2001 |
Nota 3 |
Data scaduta (24.1.2001) |
|
|
CEN |
EN 148-1:1999 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Filettature per facciali — Raccordo filettato normalizzato |
4.6.1999 |
EN 148-1:1987 |
Data scaduta (31.8.1999) |
|
CEN |
EN 148-2:1999 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Filettature per facciali –Parte 2: Raccordo con filettatura centrale |
4.6.1999 |
EN 148-2:1987 |
Data scaduta (31.8.1999) |
|
CEN |
EN 148-3:1999 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Filettature per facciali — Raccordo filettato M 45 x 3 |
4.6.1999 |
EN 148-3:1992 |
Data scaduta (31.8.1999) |
|
CEN |
EN 149:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Semimaschera filtrante contro particelle — Requisiti, prove, marcatura |
21.12.2001 |
EN 149:1991 |
Data scaduta (21.12.2001) |
|
CEN |
EN 165:2005 Protezione personale degli occhi — Vocabolario |
19.4.2006 |
EN 165:1995 |
Data scaduta ( 31.5.2006) |
|
CEN |
EN 166:2001 Protezione personale degli occhi — Specifiche |
10.8.2002 |
EN 166:1995 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
CEN |
EN 167:2001 Protezione personale degli occhi — Metodi di prova ottici |
10.8.2002 |
EN 167:1995 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
CEN |
EN 168:2001 Protezione personale degli occhi — Metodi di prova non ottici |
10.8.2002 |
EN 168:1995 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
CEN |
EN 169:2002 Protezione personale degli occhi — Filtri per la saldatura e tecniche connesse — Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate |
28.8.2003 |
EN 169:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 170:2002 Protezione personale degli occhi — Filtri ultravioletti — Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate |
28.8.2003 |
EN 170:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 171:2002 Protezione personale degli occhi — Filtri infrarossi — Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate |
10.4.2003 |
EN 171:1992 |
Data scaduta (10.4.2003) |
|
CEN |
EN 172:1994 Protezione personale degli occhi — Filtri solari per uso industriale |
15.5.1996 |
— |
|
|
EN 172:1994/A1:2000 |
4.7.2000 |
Nota 3 |
Data scaduta (31.10.2000) |
|
|
EN 172:1994/A2:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2005) |
|
|
CEN |
EN 174:2001 Protezione personale degli occhi — Maschere per lo sci da discesa |
21.12.2001 |
EN 174:1996 |
Data scaduta (21.12.2001) |
|
CEN |
EN 175:1997 Protezione personale — Equipaggiamenti di protezione degli occhi e del viso durante la saldatura e i procedimenti connessi |
19.2.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 207:1998 Protezione personale degli occhi — Filtri e protettori dell'occhio contro radiazioni laser (protettori dell'occhio per laser) |
21.11.1998 |
EN 207:1993 |
Data scaduta (31.3.1999) |
|
EN 207:1998/A1:2002 |
28.8.2003 |
Nota 3 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
|
CEN |
EN 208:1998 Protezione personale degli occhi — Protettori dell'occhio per i lavori di regolazione sui laser e sistemi laser (protettori dell'occhio per regolazioni laser) |
21.11.1998 |
EN 208:1993 |
Data scaduta (31.3.1999) |
|
EN 208:1998/A1:2002 |
28.8.2003 |
Nota 3 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
|
CEN |
EN 250:2000 Respiratori — Autorespiratori per uso subacqueo a circuito aperto ad aria compressa — Requisiti, prove, marcatura |
8.6.2000 |
EN 250:1993 |
Data scaduta (19.7.2000) |
|
EN 250:2000/A1:2006 |
Questa è la prima pubblicazione |
Nota 3 |
La data di questa pubblicazione |
|
|
CEN |
EN 269:1994 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Respiratori a presa d'aria esterna assistiti con motore, con cappuccio — Requisiti, prove, marcatura |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 340:2003 Indumenti di protezione — Requisiti generali |
6.10.2005 |
EN 340:1993 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 341:1992 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Dispositivi di discesa |
23.12.1993 |
— |
|
|
EN 341:1992/A1:1996 |
6.11.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.11.1998) |
|
|
EN 341:1992/AC:1993 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 342:2004 Indumenti di protezione — Completi e capi di abbigliamento per la protezione contro il freddo |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 343:2003 Indumenti di protezione — Protezione contro la pioggia |
21.2.2004 |
— |
|
|
CEN |
EN 348:1992 Indumenti di protezione — Metodo di prova: determinazione del comportamento dei materiali al contatto con piccoli spruzzi di metallo fuso |
23.12.1993 |
— |
|
|
EN 348:1992/AC:1993 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 352-1:2002 Protettori dell'udito — Requisiti generali — Parte 1: Cuffie |
28.8.2003 |
EN 352-1:1993 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 352-2:2002 Protettori dell'udito — Requisiti generali — Parte 2: Inserti |
28.8.2003 |
EN 352-2:1993 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 352-3:2002 Protettori dell'udito — Requisiti generali — Parte 3: Cuffie montate su un elmetto di protezione per l'industria |
28.8.2003 |
EN 352-3:1996 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 352-4:2001 Protettori auricolari — Requisiti di sicurezza e prove — Cuffie con risposta in funzione del livello sonoro |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 352-4:2001/A1:2005 |
19.4.2006 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.4.2006) |
|
|
CEN |
EN 352-5:2002 Protettori dell'udito — Requisiti di sicurezza e prove — Parte 5: Cuffie con controllo attivo della riduzione del rumore |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 352-6:2002 Protettori dell'udito — Requisiti di sicurezza e prove — Parte 6: Cuffie con comunicazione audio |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 352-7:2002 Protettori dell'udito — Requisiti di sicurezza e prove — Parte 7: Inserti con attenuazione in funzione del livello sonoro |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 353-1:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio rigida |
28.8.2003 |
EN 353-1:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 353-2:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile |
28.8.2003 |
EN 353-2:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 354:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Cordini |
28.8.2003 |
EN 354:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 355:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Assorbitori di energia |
28.8.2003 |
EN 355:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 358:1999 Dispositivi di protezione individuale per il posizionamento sul lavoro e la prevenzione delle cadute dall'alto — Cinture di posizionamento sul lavoro e di trattenuta e cordini di posizionamento sul lavoro |
21.12.2001 |
EN 358:1992 |
Data scaduta (21.12.2001) |
|
CEN |
EN 360:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Dispositivi anticaduta di tipo retrattile |
28.8.2003 |
EN 360:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 361:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Imbracature per il corpo |
28.8.2003 |
EN 361:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 362:2004 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Connettori |
6.10.2005 |
EN 362:1992 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 363:2002 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Sistemi di arresto caduta |
28.8.2003 |
EN 363:1992 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 364:1992 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Metodi di prova |
23.12.1993 |
— |
|
|
EN 364:1992/AC:1993 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 365:2004 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Requisiti generali per le istruzioni per l'uso, la manutenzione, l'ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l'imballaggio |
6.10.2005 |
EN 365:1992 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 367:1992 Indumenti di protezione — Protezione contro il calore e le fiamme — Metodo di prova: Determinazione della trasmissione di calore mediante esposizione a una fiamma |
23.12.1993 |
— |
|
|
EN 367:1992/AC:1992 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 373:1993 Indumenti di protezione — Valutazione della resistenza dei materiali allo spruzzo di metallo fuso |
23.12.1993 |
— |
|
|
CEN |
EN 374-1:2003 Guanti di protezione contro prodotti chimici e microorganismi — Parte 1: Terminologia e requisiti prestazionali |
6.10.2005 |
EN 374-1:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 374-2:2003 Guanti di protezione contro prodotti chimici e microorganismi — Parte 2: Determinazione della resistenza alla penetrazione |
6.10.2005 |
EN 374-2:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 374-3:2003 Guanti di protezione contro prodotti chimici e microorganismi — Parte 3: Determinazione della resistenza alla permeazione dei prodotti chimici |
6.10.2005 |
EN 374-3:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
EN 374-3:2003/AC:2006 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 379:2003 Protezione personale degli occhi — Filtri automatici per saldatura |
6.10.2005 |
EN 379:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 381-1:1993 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Banco di prova per la verifica della resistenza al taglio con una sega a catena |
23.12.1993 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-2:1995 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Metodi di prova per protettori delle gambe |
12.1.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-3:1996 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Metodi di prova per calzature |
10.10.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-4:1999 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Metodi di prova per guanti di protezione per l'utilizzazione di seghe a catena |
16.3.2000 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-5:1995 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Requisiti per protettori delle gambe |
12.1.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-7:1999 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Requisiti per guanti di protezione per l'utilizzazione di seghe a catena |
16.3.2000 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-8:1997 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Metodi di prova per ghette di protezione per l'utilizzazione di seghe a catena |
18.10.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-9:1997 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Requisiti per ghette di protezione per l'utilizzazione di seghe a catena |
18.10.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-10:2002 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Metodo di prova per protettori per la parte superiore del corpo |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 381-11:2002 Indumenti di protezione per utilizzatori di seghe a catena portatili — Requisiti per protettori per la parte superiore del corpo |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 388:2003 Guanti di protezione contro rischi meccanici |
6.10.2005 |
EN 388:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 393:1993 Giubbotti di salvataggio ed equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento — Aiuto al galleggiamento — 50 N |
16.12.1994 |
— |
|
|
EN 393:1993/A1:1998 |
6.11.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.11.1998) |
|
|
EN 393:1993/AC:1995 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 395:1993 Giubbotti di salvataggio ed equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento — Giubbotti di salvataggio — 100 N |
16.12.1994 |
— |
|
|
EN 395:1993/A1:1998 |
6.11.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.11.1998) |
|
|
EN 395:1993/AC:1995 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 396:1993 Giubbotti di salvataggio ed equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento — Giubbotti di salvataggio — 150 N |
16.12.1994 |
— |
|
|
EN 396:1993/A1:1998 |
6.11.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.11.1998) |
|
|
EN 396:1993/AC:1995 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 397:1995 Elmetti di protezione per l'industria |
12.1.1996 |
— |
|
|
EN 397:1995/A1:2000 |
24.1.2001 |
Nota 3 |
Data scaduta (24.1.2001) |
|
|
CEN |
EN 399:1993 Giubbotti di salvataggio ed equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento — Giubbotti di salvataggio — 275 N |
16.12.1994 |
— |
|
|
EN 399:1993/A1:1998 |
6.11.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.11.1998) |
|
|
EN 399:1993/AC:1995 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 402:2003 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Autorespiratori a circuito aperto ad aria compressa con dosatore automatico e con maschera intera o boccaglio completo per la fuga — Requisiti, prove, marcatura |
21.2.2004 |
EN 402:1993 |
Data scaduta (21.2.2004) |
|
CEN |
EN 403:2004 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie per autosalvataggio — Dispositivi filtranti con cappuccio per la fuga da un incendio — Requisiti, prove, marcatura |
6.10.2005 |
EN 403:1993 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 404:2005 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie per autosalvataggio — Filtri per autosalvataggio da monossido di carbonio con boccaglio completo |
6.10.2005 |
EN 404:1993 |
Data scaduta (2.12.2005) |
|
CEN |
EN 405:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Semimaschere filtranti antigas o antigas e antipolvere dotate di valvole — Requisiti, prove, marcatura |
10.8.2002 |
EN 405:1992 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
CEN |
EN 407:2004 Guanti di protezione contro rischi termici (calore e/o fuoco) |
6.10.2005 |
EN 407:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 420:2003 Guanti di protezione — Requisiti generali e metodi di prova Nota 4 |
2.12.2005 |
EN 420:1994 |
Data scaduta (2.12.2005) |
|
CEN |
EN 421:1994 Guanti di protezione contro le radiazioni ionizzanti e la contaminazione radioattiva |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 443:1997 Elmi per vigili del fuoco |
19.2.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 458:2004 Protettori dell'udito — Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione — Documento guida |
6.10.2005 |
EN 458:1993 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 463:1994 Indumenti di protezione contro prodotti chimici liquidi — Metodo di prova — determinazione della resistenza alla penetrazione mediante un getto di liquido (prova al getto) |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 464:1994 Indumenti di protezione contro prodotti chimici liquidi e gassosi, inclusi aerosol e particelle solide — Metodo di prova — determinazione della tenuta delle tute protettive a tenuta di gas (prova della pressione interna) |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 468:1994 Indumenti di protezione contro prodotti chimici liquidi — Metodo di prova — determinazione della resistenza alla penetrazione mediante spruzzo (prova allo spruzzo) |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 469:2005 Indumenti di protezione per vigili del fuoco-Metodi di prova in laboratorio e requisiti prestazionali per indumenti di protezione per la lotta contro l'incendio |
19.4.2006 |
EN 469:1995 |
Data scaduta (30.6.2006) |
|
EN 469:2005/AC:2006 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 470-1:1995 Indumenti di protezione per saldatura e procedimenti connessi — Requisiti generali |
12.1.1996 |
— |
|
|
EN 470-1:1995/A1:1998 |
13.6.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (31.8.1998) |
|
|
CEN |
EN 471:2003 Indumenti di segnalazione ad alta visibilità per uso professionale — Metodi di prova e requisiti |
6.10.2005 |
EN 471:1994 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 510:1993 Specifiche per indumenti di protezione da utilizzare in presenza di rischio di impigliamento con parti in movimento |
16.12.1994 |
— |
|
|
CEN |
EN 511:2006 Guanti di protezione contro il freddo |
Questa è la prima pubblicazione |
EN 511:1994 |
La data di questa pubblicazione |
|
CEN |
EN 530:1994 Resistenza all'abrasione di materiale per indumenti di protezione — Metodi di prova |
30.8.1995 |
— |
|
|
EN 530:1994/AC:1995 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 531:1995 Indumenti di protezione per lavoratori dell'industria esposti al calore (esclusi gli indumenti per i vigili del fuoco e i saldatori) |
6.11.1998 |
— |
|
|
EN 531:1995/A1:1998 |
4.6.1999 |
Nota 3 |
Data scaduta (4.6.1999) |
|
|
CEN |
EN 533:1997 Indumenti di protezione — Protezione contro il calore e la fiamma — Materiali e assemblaggi di materiale a propagazione di fiamma limitata |
14.6.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 564:1997 Attrezzatura per alpinismo — Cordino — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 565:1997 Attrezzatura per alpinismo — Fettuccia — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 566:1997 Attrezzatura per alpinismo — Anelli — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 567:1997 Attrezzatura per alpinismo — Bloccanti — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 568:1997 Attrezzatura per alpinismo — Ancoraggi da ghiaccio — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
14.6.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 569:1997 Attrezzatura per alpinismo — Chiodi — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 659:2003 Guanti di protezione per vigili del fuoco |
21.2.2004 |
EN 659:1996 |
Data scaduta (21.2.2004) |
|
CEN |
EN 702:1994 Indumenti di protezione — Protezione contro il calore e il fuoco — Metodo di prova: Determinazione della trasmissione del calore per contatto attraverso indumenti di protezione o loro materiali |
12.1.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 795:1996 Protezione contro le cadute dall'alto — Dispositivi di ancoraggio — Requisiti e prove |
12.2.2000 |
— |
|
|
Avvertenza: La presente pubblicazione non riguarda i dispositivi descritti nelle classi A (ancoraggi strutturali), C (dispositivi di ancoraggio che utilizzano linee di ancoraggio flessibili orizzontali) e D (dispositivi di ancoraggio che utilizzano rotaie di ancoraggio rigide orizzontali), cui si fa riferimento ai punti seguenti: 3.13.1, 3.13.3, 3.13.4, 4.3.1, 4.3.3, 4.3.4, 5.2.1, 5.2.2, 5.2.4, 5.2.5, 5.3.2 (per quanto concerne la classe A 1), 5.3.3, 5.3.4, 5.3.5, 6 (per quanto concerne le classi A, C e D), e nelle appendici A (punti A.2, A.3, A.5 e A.6), B e ZA (per quanto concerne le classi A, C e D) per i quali essa non conferisce presunzione di conformità alle disposizioni della direttiva 89/686/CEE. |
||||
|
|
EN 795:1996/A1:2000 |
24.1.2001 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.4.2001) |
|
CEN |
EN 812:1997 Copricapo antiurto per l'industria |
19.2.1998 |
— |
|
|
EN 812:1997/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 813:1997 Dispositivi di protezione individuale per la prevenzione delle cadute dall'alto — Cinture con cosciali |
14.6.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 863:1995 Indumenti di protezione — Proprietà meccaniche — Metodo di prova: resistenza alla perforazione |
15.5.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 892:2004 Attrezzatura per alpinismo — Corde dinamiche per alpinismo — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
6.10.2005 |
EN 892:1996 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 893:1999 Attrezzatura per alpinismo — Ramponi — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 943-1:2002 Indumenti di protezione contro prodotti chimici liquidi e gassosi, inclusi aerosol liquidi e particelle solide — Requisiti prestazionali per tute di protezione chimica, ventilate e non ventilate, a tenuta di gas (Tipo 1) e non a tenuta di gas (Tipo 2) |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 943-2:2002 Indumenti di protezione contro prodotti chimici liquidi e gassosi, inclusi aerosol liquidi e particelle solide — Requisiti prestazionali per tute di protezione chimica «a tenuta di gas» (Tipo 1) per squadre di emergenza (ET) |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 958:1996 Attrezzatura per alpinismo — Dissipatori di energia utilizzati nelle ascensioni per via ferrata — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
14.6.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 960:1994 Teste di prova da utilizzare nelle prove degli elmetti di protezione |
15.5.1996 |
— |
|
|
EN 960:1994/A1:1998 |
6.11.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.11.1998) |
|
|
CEN |
EN 960:2006 Teste di prova da utilizzare nelle prove dei caschi/elmetti di protezione |
Questa è la prima pubblicazione |
EN 960:1994 |
31.12.2006 |
|
CEN |
EN 966:1996 Caschi per sport aerei |
10.10.1996 |
— |
|
|
EN 966:1996/A1:2000 |
4.7.2000 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.9.2000) |
|
|
EN 966:1996/A2:2006 |
Questa è la prima pubblicazione |
Nota 3 |
La data di questa pubblicazione |
|
|
CEN |
EN 1073-1:1998 Indumenti di protezione contro la contaminazione radioattiva — Requisiti e metodi di prova per indumenti di protezione ventilati contro la contaminazione radioattiva sotto forma di particelle |
6.11.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 1073-2:2002 Indumenti di protezione contro la contaminazione radioattiva — Requisiti e metodi di prova per indumenti di protezione non ventilati contro la contaminazione radioattiva sotto forma di particelle |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 1077:1996 Caschi per sci alpino |
10.10.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 1078:1997 Caschi per ciclisti e per utilizzatori di tavole a rotelle (skateboards) e pattini a rotelle |
14.6.1997 |
— |
|
|
EN 1078:1997/A1:2005 |
19.4.2006 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.6.2006) |
|
|
CEN |
EN 1080:1997 Caschi di protezione contro gli urti per bambini |
14.6.1997 |
— |
|
|
EN 1080:1997/A1:2002 |
28.8.2003 |
Nota 3 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
|
EN 1080:1997/A2:2005 |
19.4.2006 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.6.2006) |
|
|
CEN |
EN 1082-1:1996 Indumenti di protezione — Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano — Guanti e proteggi-braccia di maglia metallica |
14.6.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 1082-2:2000 Indumenti di protezione — Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano — Guanti e proteggi-braccia costruiti con materiale diverso dalla maglia metallica |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 1082-3:2000 Indumenti di protezione — Guanti e proteggi-braccia contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano — Prova di taglio da impatto per tessuto, cuoio ed altri materiali |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 1095:1998 Imbracatura di sicurezza da ponte e cima di ancoraggio per uso su imbarcazioni da diporto — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
6.11.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 1146:2005 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie per autosalvataggio — Autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto con cappuccio per la fuga — Requisiti, prove, marcatura |
19.4.2006 |
EN 1146:1997 |
Data scaduta (30.4.2006) |
|
CEN |
EN 1149-1:1995 Indumenti di protezione — Proprietà elettrostatiche — Resistività di superficie (metodi di prova e requisiti) |
10.10.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 1149-1:2006 Indumenti di protezione — Proprietà elettrostatiche — Parte 1: Metodo di prova per la misurazione della resistività di superficie |
Questa è la prima pubblicazione |
EN 1149-1:1995 |
31.12.2006 |
|
CEN |
EN 1149-2:1997 Indumenti di protezione — Proprietà elettrostatiche — Metodo di prova per la misurazione della resistenza elettrica attraverso un materiale (resistenza verticale) |
19.2.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 1149-3:2004 Indumenti di protezione — Proprietà elettrostatiche — Parte 3: Metodi di prova per la misurazione dell'attenuazione della carica |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 1150:1999 Indumenti di protezione — Indumenti di visualizzazione per uso non professionale — Metodi di prova e requisiti |
4.6.1999 |
— |
|
|
CEN |
EN 1384:1996 Elmetti per attività equestri |
14.6.1997 |
— |
|
|
EN 1384:1996/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 1385:1997 Elmetti per canoa-kayak e sport in acque torrentizie |
13.6.1998 |
— |
|
|
EN 1385:1997/A1:2005 |
6.10.2005 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
|
CEN |
EN 1486:1996 Indumenti di protezione per vigili del fuoco — Metodi di prova e requisiti per indumenti riflettenti per operazioni speciali di lotta contro l'incendio |
3.12.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 1621-1:1997 Indumenti di protezione contro l'impatto meccanico per motociclisti — Requisiti e metodi di prova per protettori contro l'impatto |
13.6.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 1621-2:2003 Indumenti di protezione contro l'impatto meccanico per motociclisti — Paraschiena — Parte 2: Requisiti e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 1731:1997 Protettori degli occhi e del viso, a rete, per uso industriale e non industriale, per la protezione contro i rischi meccanici e/o contro il calore |
14.6.1997 |
— |
|
|
EN 1731:1997/A1:1997 |
13.6.1998 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.6.1998) |
|
|
CEN |
EN 1809:1997 Accessori per l'immersione — Compensatori di galleggiamento — Requisiti funzionali e di sicurezza, metodi di prova |
13.6.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 1827:1999 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Semimaschere senza valvole di inspirazione e con filtri smontabili per la protezione contro gas o gas e particelle o solamente particelle — Requisiti, prove, marcatura |
24.2.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 1836:2005 Protezione personale degli occhi — Occhiali da sole, filtri per la protezione contro le radiazioni solari per uso generale e filtri per l'osservazione diretta del sole |
2.12.2005 |
EN 1836:1997 |
Data scaduta (31.3.2006) |
|
EN 1836:2005/AC:2006 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 1868:1997 Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto — Lista dei termini equivalenti |
18.10.1997 |
— |
|
|
CEN |
EN 1891:1998 Dispositivi di protezione individuale per la prevenzione delle cadute dall'alto — Corde con guaina a basso coefficiente di allungamento |
6.11.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 1938:1998 Protezione personale degli occhi — Occhiali a visiera per utilizzatori di motocicli e ciclomotori |
4.6.1999 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 4869-2:1995 Acustica — Protettori auricolari — Stima dei livelli di pressione sonora ponderati A quando i protettori auricolari sono indossati (ISO 4869-2:1994) |
15.5.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 4869-4:2000 Acustica — Protettori auricolari — Misurazione dei livelli effettivi di pressione sonora all'interno delle cuffie destinate alla riproduzione del suono (ISO/TR 4869-4:1998) |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 6529:2001 Indumenti di protezione — Protezione contro prodotti chimici — Determinazione della resistenza dei materiali utilizzati per indumenti di protezione alla permeazione mediante liquidi e gas (ISO 6529:2001) |
6.10.2005 |
EN 369:1993 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN ISO 6530:2005 Indumenti di protezione — Protezione contro agenti chimici liquidi — Metodo di prova per la resistenza dei materiali alla penetrazione di liquidi (ISO 6530:2005) |
6.10.2005 |
EN 368:1992 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN ISO 6942:2002 Indumenti di protezione — Protezione contro il calore e il fuoco — Metodo di prova: valutazione dei materiali e materiali assemblati quando esposti ad una sorgente di calore radiante (ISO 6942:2002) |
28.8.2003 |
EN 366:1993 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN ISO 10256:2003 Protezioni per la testa e il viso per l'uso in hockey su ghiaccio (ISO 10256:2003) |
6.10.2005 |
EN 967:1996 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN ISO 10819:1996 Vibrazioni e urti meccanici — Vibrazioni al sistema mano-braccio — Metodo per la misurazione e la valutazione della trasmissibilità delle vibrazioni dai guanti al palmo della mano (ISO 10819:1996) |
3.12.1996 |
— |
|
|
CEN |
EN 12083:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Filtri con tubi di respirazione (filtri non montati su maschera) — Filtri antipolvere, filtri antigas e filtri combinati — Requisiti, prove, marcatura |
4.7.2000 |
— |
|
|
EN 12083:1998/AC:2000 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 12270:1998 Attrezzatura per alpinismo — Blocchi da incastro — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
16.3.2000 |
— |
|
|
CEN |
EN 12275:1998 Attrezzatura per alpinismo — Connettori — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
16.3.2000 |
— |
|
|
CEN |
EN 12276:1998 Attrezzatura per alpinismo — Ancoraggi regolabili — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
24.2.2001 |
— |
|
|
EN 12276:1998/AC:2000 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 12277:1998 Attrezzatura per alpinismo — Imbracature — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
6.11.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 12278:1998 Attrezzatura per alpinismo — Pulegge — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
6.11.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 12402-2:2006 Dispositivi di galleggiamento individuali — Parte 2: Giubbotti di salvataggio per l'utilizzo in mare aperto in condizioni estreme (livello 275) — Requisiti di sicurezza (ISO 12402-2:2006) |
La data di questa pubblicazione |
EN 399:1993 |
31.3.2007 |
|
CEN |
EN ISO 12402-3:2006 Dispositivi di galleggiamento individuali — Parte 3: Guibbotti di salvataggio per l'utilizzo in mare aperto (livello 150) — Requisiti di sicurezza (ISO 12402-3:2006) |
La data di questa pubblicazione |
EN 396:1993 |
31.3.2007 |
|
CEN |
EN ISO 12402-4:2006 Dispositivi di galleggiamento individuali — Parte 4: Guibbotti di salvataggio per l'utilizzo in acque interne/in prossimità della costa (livello 100) — Requisiti di sicurezza (ISO 12402-4:2006) |
La data di questa pubblicazione |
EN 395:1993 |
31.3.2007 |
|
CEN |
EN ISO 12402-5:2006 Dispositivi di galleggiamento individuali — Parte 5: Sostegni alla galleggiabilità (livello 50) — Requisiti di sicurezza (ISO 12402-5:2006) |
La data di questa pubblicazione |
EN 393:1993 |
31.3.2007 |
|
CEN |
EN ISO 12402-6:2006 Dispositivi individuali per il galleggiamento — Parte 6: Guibbotti di salvataggio ed aiuti al galleggiamento per scopi speciali — Requisiti di sicurezza e metodi di prova supplementari (ISO 12402-6:2006) |
La data di questa pubblicazione |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 12402-8:2006 Dispositivi di galleggiamento individuali — Parte 8: Accessori — Requisiti di sicurezza e metodi di prova (ISO 12402-8:2006) |
2.8.2006 |
EN 394:1993 |
Data scaduta (31.8.2006) |
|
CEN |
EN ISO 12402-9:2006 Dispositivi di galleggiamento individuali — Parte 9: Metodi do prova (ISO 12402-9:2006) |
La data di questa pubblicazione |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 12402-10:2006 Dispositivi individuali di galleggiamento — Parte 10: Selezione e applicazione di dispositivi individuali di galleggiamento e di altri dispositivi pertinenti (ISO 12402-10:2006) |
2.8.2006 |
— |
|
|
CEN |
EN 12477:2001 Guanti di protezione per saldatori |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 12477:2001/A1:2005 |
6.10.2005 |
Nota 3 |
Data scaduta (31.12.2005) |
|
|
CEN |
EN 12492:2000 Attrezzatura per alpinismo — Caschi per alpinisti — Requisiti di sicurezza e metodi di prova |
21.12.2001 |
— |
|
|
EN 12492:2000/A1:2002 |
28.8.2003 |
Nota 3 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
|
CEN |
EN 12568:1998 Protettori del piede e della gamba — Requisiti e metodi di prova per puntali e solette antiperforazione di metallo |
6.11.1998 |
— |
|
|
CEN |
EN 12628:1999 Accessori per l'immersione — Dispositivi combinati di galleggiamento e salvataggio — Requisiti di funzionalità e sicurezza, metodi di prova |
4.7.2000 |
— |
|
|
EN 12628:1999/AC:2000 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN 12841:2006 Dispositivi di protezione individuale per la prevenzione delle cadute dall'alto — Sistemi di accesso con fune — Dispositivi di regolazione della fune per il posizionamento sul lavoro |
La data di questa pubblicazione |
— |
|
|
CEN |
EN 12941:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Elettrorespiratori a filtro completi di elmetto o cappuccio — Requisiti, prove, marcatura |
4.6.1999 |
EN 146:1991 |
Data scaduta (4.6.1999) |
|
EN 12941:1998/A1:2003 |
6.10.2005 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
|
CEN |
EN 12942:1998 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Elettrorespiratori a filtro completi di maschere intere, semimaschere o quarti di maschere — Requisiti, prove, marcatura |
4.6.1999 |
EN 147:1991 |
Data scaduta (4.6.1999) |
|
EN 12942:1998/A1:2002 |
28.8.2003 |
Nota 3 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
|
CEN |
EN 13034:2005 Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi — Requisiti prestazionali per indumenti di protezione chimica che offrono una protezione limitata contro agenti chimici liquidi (equipaggiamento tipo 6 e tipo PB [6]) |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 13061:2001 Indumenti di protezione — Parastinchi per giocatori di calcio — Requisiti e metodi di prova |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13087-1:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Condizioni e condizionamento |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 13087-1:2000/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 13087-2:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Assorbimento degli urti |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 13087-2:2000/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 13087-3:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Resistenza alla penetrazione |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 13087-3:2000/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 13087-4:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Efficienza del sistema di ritenuta |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13087-5:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Resistenza del sistema di ritenuta |
24.2.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13087-6:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Campo visivo |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 13087-6:2000/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 13087-7:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Resistenza alla fiamma |
10.8.2002 |
— |
|
|
EN 13087-7:2000/A1:2001 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (10.8.2002) |
|
|
CEN |
EN 13087-8:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Proprietà elettriche |
21.12.2001 |
— |
|
|
EN 13087-8:2000/A1:2005 |
6.10.2005 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
|
CEN |
EN 13087-10:2000 Caschi/elmetti di protezione — Metodi di prova — Resistenza al calore radiante |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13138-1:2003 Aiuti al galleggiamento per l'apprendimento delle tecniche di nuoto — Parte 1: Requisiti di sicurezza e metodi di prova per aiuti al galleggiamento destinati ad essere indossati |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 13158:2000 Indumenti di protezione — Giacche di protezione, protettori del corpo e delle spalle per cavalieri — Requisiti e metodi di prova |
24.2.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13178:2000 Protezione personale degli occhi — Protettori dell'occhio per utilizzatori di motoslitte |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-1:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Determinazione della perdita di tenuta verso l'interno e della perdita di tenuta totale verso l'interno |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-2:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Prove pratiche di impiego |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-3:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Determinazione della resistenza respiratoria |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-4:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Prove alla fiamma |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-5:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Condizioni climatiche |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-6:2001 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Determinazione del tenore di anidride carbonica dell'aria di inspirazione |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-7:2002 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Determinazione della penetrazione dei filtri antipolvere Nota 5 |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13274-8:2002 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Metodi di prova — Determinazione dell'intasamento con polvere di dolomite |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13277-1:2000 Equipaggiamento di protezione per arti marziali — Requisiti e metodi di prova generali |
24.2.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13277-2:2000 Equipaggiamento di protezione per arti marziali — Requisiti e metodi di prova supplementari per protettori del collo del piede, per protettori della tibia e per protettori dell'avambraccio |
24.2.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13277-3:2000 Equipaggiamento di protezione per arti marziali — Requisiti e metodi di prova supplementari per protettori del torso |
24.2.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13277-4:2001 Equipaggiamento di protezione per arti marziali — Requisiti e metodi di prova supplementari per protettori della testa |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13277-5:2002 Equipaggiamenti di protezione per arti marziali — Requisiti e metodi di prova supplementari per conchiglie e protettori addominali |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13277-6:2003 Equipaggiamenti di protezione per arti marziali — Parte 6: Requisiti e metodi di prova supplementari per protettori del petto per donne |
21.2.2004 |
— |
|
|
CEN |
EN 13287:2004 Dispositivi di protezione individuale — Calzature — Metodo di prova per la resistenza allo scivolamento |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 13356:2001 Accessori di visualizzazione per uso non professionale — Metodi di prova e requisiti |
21.12.2001 |
— |
|
|
CEN |
EN 13484:2001 Caschi per utilizzatori di slittini |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13546:2002 Indumenti di protezione — Protettori delle mani, delle braccia, del torace, dell'addome, delle gambe, dei piedi e conchiglie per portieri di hockey su prato e protettori della tibia per giocatori — Requisiti e metodi di prova |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13567:2002 Indumenti di protezione — Protettori delle mani, delle braccia, del torace, dell'addome, delle gambe, del viso e conchiglie per schermidori — Requisiti e metodi di prova |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13594:2002 Guanti di protezione per motociclisti professionali — Requisiti e metodi di prova |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13595-1:2002 Indumenti di protezione per motociclisti professionali — Giacche, pantaloni e tute intere o divisibili — Requisiti generali |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13595-2:2002 Indumenti di protezione per motociclisti professionali — Giacche, pantaloni e tute intere o divisibili — Metodo di prova per la determinazione della resistenza all'abrasione da impatto |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13595-3:2002 Indumenti di protezione per motociclisti professionali — Giacche, pantaloni e tute intere o divisibili — Metodo di prova per la determinazione della resistenza allo scoppio |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13595-4:2002 Indumenti di protezione per motociclisti professionali — Giacche, pantaloni e tute intere o divisibili — Metodo di prova per la determinazione della resistenza al taglio da impatto |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13634:2002 Calzature di protezione per motociclisti professionali — Requisiti e metodi di prova |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13781:2001 Caschi di protezione per conducenti e passeggeri di motoslitte e bob |
10.8.2002 |
— |
|
|
CEN |
EN 13794:2002 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Autorespiratori a circuito chiuso per la fuga — Requisiti, prove, marcatura |
28.8.2003 |
EN 1061:1996 EN 400:1993 EN 401:1993 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 13819-1:2002 Protettori dell'udito — Prove — Parte 1: Metodi di prova fisici |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13819-2:2002 Protettori dell'udito — Prove — Parte 2: Metodi di prova acustici |
28.8.2003 |
— |
|
|
CEN |
EN 13832-1:2006 Calzature che proteggono contro agenti e microorganismi — Parte 1: Terminologia e metodi di prova |
Questa è la prima pubblicazione |
— |
|
|
CEN |
EN 13832-2:2006 Calzature che proteggono contro agenti chimici e microorganismi — Parte 2: Calzature che proteggono contro spruzzi di agenti chimici |
Questa è la prima pubblicazione |
— |
|
|
CEN |
EN 13832-3:2006 Calzature che proteggono contro agenti chimici e microorganismi — Parte 3: Calzature ad elevata protezione contro agenti chimici |
Questa è la prima pubblicazione |
— |
|
|
CEN |
EN 13911:2004 Indumenti di protezione per vigili del fuoco — Requisiti e metodi di prova per cappucci di protezione contro il fuoco per vigili del fuoco |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 13949:2003 Equipaggiamento per la respirazione — Autorespiratori per uso subacqueo a circuito aperto per uso con Nitrox e ossigeno compressi — Requisiti, prove, marcatura |
21.2.2004 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 13982-1:2004 Indumenti di protezione per l'utilizzo contro particelle solide — Parte 1: Requisiti prestazionali per indumenti di protezione contro prodotti chimici che offrono protezione all'intero corpo contro particelle solide disperse nell'aria (indumenti tipo 5) ( |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 13982-2:2004 Indumenti di protezione per l'utilizzo contro particelle solide — Parte 2: Metodo di prova per la determinazione della perdita di tenuta verso l'interno di aerosol di particelle fini nelle tute (ISO 13982-2:2004) |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 13995:2000 Indumenti di protezione — Proprietà meccaniche — Metodo di prova per la determinazione della resistenza alla perforazione e alla lacerazione dinamica dei materiali (ISO 13995:2000) |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN ISO 13997:1999 Indumenti di protezione — Proprietà meccaniche — Determinazione della resistenza al taglio causato da oggetti taglienti (ISO 13997:1999) |
4.7.2000 |
— |
|
|
EN ISO 13997:1999/AC:2000 |
|
|
|
|
|
CEN |
EN ISO 13998:2003 Indumenti di protezione — Grembiuli, pantaloni e giubbetti di protezione contro tagli e coltellate causati da coltelli a mano (ISO 13998:2003) |
28.8.2003 |
EN 412:1993 |
Data scaduta (28.8.2003) |
|
CEN |
EN 14021:2003 Pettorina per il motociclismo fuoristrada adatta a proteggere il motociclista da pietre e detriti — Requisiti e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14052:2005 Elmetti ad elevate prestazioni per l'industria |
19.4.2006 |
— |
|
|
CEN |
EN 14058:2004 Indumenti di protezione — Capi di abbigliamento per la protezione contro gli ambienti freddi |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14120:2003 Indumenti di protezione — Protettori di polsi, palme, ginocchia e gomiti per utilizzatori di attrezzature per sport su rotelle — Requisiti e metodi di prova |
21.2.2004 |
— |
|
|
CEN |
EN 14126:2003 Indumenti di protezione — Requisiti prestazionali e metodi di prova per gli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14143:2003 Equipaggiamento per la respirazione — Autorespiratori a circuito chiuso per uso subacqueo |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14225-1:2005 Tute per immersione — Parte 1: Tute umide — Requisiti e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14225-2:2005 Tute per immersione — Parte 2: Tute stagne — Requisiti e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14225-3:2005 Tute per immersione — Parte 3: Tuta con sistemi attivi di riscaldamento o raffreddamento — Requisiti e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14225-4:2005 Tute per immersione — Parte 4: Tute a pressione atmosferica — Requisiti relativi ai fattori umani e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14325:2004 Indumenti di protezione contro prodotti chimici — Metodi di prova e classificazione della prestazione di materiali, cuciture, unioni e assemblaggi degli indumenti di protezione chimica |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14328:2005 Indumenti di protezione — Guanti e proteggi-braccia contro tagli causati da coltelli motorizzati — Requisiti e metodi di prova |
6.10.2005 |
— |
|
|
CEN |
EN 14360:2004 Indumenti di protezione contro la pioggia — Metodo di prova per capi di abbigliamento pronti da indossare — Impatto con goccioline ad alta energia |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN 14387:2004 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Filtri antigas e filtri combinati — Requisiti, prove, marcatura |
6.10.2005 |
EN 141:2000 EN 371:1992 EN 372:1992 |
Data scaduta (6.10.2005) |
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CEN |
EN 14404:2004 Dispositivi di protezione individuale — Protettori delle ginocchia per lavori in posizione inginocchiata |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN 14435:2004 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto con semimaschera, progettati per essere utilizzati solamente con pressione positiva — Requisiti, prove, marcatura |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN 14458:2004 Equipaggiamento individuale per gli occhi — Ripari facciali e visiere per l'uso con elmi per vigili del fuoco ed elmetti di sicurezza ad elevate prestazioni per l'industria utilizzati da vigili del fuoco e per servizi di ambulanza e di emergenza |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN ISO 14460:1999 Indumenti di protezione per piloti di automobili — Protezione contro calore e fuoco — Requisiti prestazionali e metodi di prova (ISO 14460:1999) |
16.3.2000 |
— |
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EN ISO 14460:1999/A1:2002 |
10.8.2002 |
Nota 3 |
Data scaduta (30.9.2002) |
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EN ISO 14460:1999/AC:1999 |
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CEN |
EN 14529:2005 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Autorespiratori a circuito aperto ad aria compressa con semimaschera, progettati per comprendere un dosatore automatico a pressione positiva, solamente per scopi di fuga |
19.4.2006 |
— |
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CEN |
EN 14572:2005 Caschi ad elevate prestazioni per attività equestri |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN 14593-1:2005 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Respiratori ad aria compressa alimentati dalla linea con erogatore a domanda — Parte 1: Apparecchi con maschera intera — Requisiti, prove, marcatura |
6.10.2005 |
EN 139:1994 |
Data scaduta (2.12.2005) |
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CEN |
EN 14593-2:2005 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Respiratori ad aria compressa alimentati dalla linea con erogatore a domanda — Parte 2: Apparecchi con semimaschera a pressione positiva — Requisiti, prove, marcatura |
6.10.2005 |
EN 139:1994 |
Data scaduta (2.12.2005) |
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EN 14593-2:2005/AC:2005 |
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CEN |
EN 14594:2005 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie — Respiratori ad aria compressa, a flusso continuo, alimentati dalla linea — Requisiti, prove, marcatura |
6.10.2005 |
EN 271:1995 EN 12419:1999 EN 139:1994 EN 1835:1999 EN 270:1994 |
Data scaduta (2.12.2005) |
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EN 14594:2005/AC:2005 |
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CEN |
EN 14605:2005 Indumenti di protezione contro agenti chimici liquidi — Requisiti prestazionali per indumenti con collegamenti a tenuta di liquido (Tipo 3) o a tenuta di spruzzi (Tipo 4), inclusi gli articoli che proteggono solamente parti del corpo (Tipo PB [3] e PB [4] |
6.10.2005 |
EN 467:1995 EN 466:1995 EN 465:1995 |
Data scaduta (6.10.2005) |
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CEN |
EN 14786:2006 Indumenti di protezione — Determinazione della resistenza alla penetrazione di agenti chimici liquidi spruzzati, emulsioni e dispersioni — Prova con atomizzatore |
Questa è la prima pubblicazione |
— |
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CEN |
EN ISO 14877:2002 Indumenti di protezione per operazioni di sabbiatura con abrasivi in grani (ISO 14877:2002) |
28.8.2003 |
— |
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CEN |
EN ISO 15025:2002 Indumenti di protezione — Protezione contro il calore e la fiamma — Metodo di prova per la propagazione limitata della fiamma (ISO 15025:2000) |
28.8.2003 |
EN 532:1994 |
Data scaduta (28.8.2003) |
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CEN |
EN ISO 15027-1:2002 Tute di protezione termica in caso di immersione — Tute da indossare permanentemente, requisiti inclusa la sicurezza (ISO 15027-1:2002) |
10.4.2003 |
— |
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CEN |
EN ISO 15027-2:2002 Tute di protezione termica in caso di immersione — Tute per abbandono, requisiti inclusa la sicurezza (ISO 15027-2:2002) |
10.4.2003 |
— |
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CEN |
EN ISO 15027-3:2002 Tute di protezione termica in caso di immersione — Parte 3: Metodi di prova (ISO 15027-3:2002) |
10.4.2003 |
— |
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CEN |
EN 15090:2006 Calzature per vigili del fuoco |
Questa è la prima pubblicazione |
— |
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CEN |
EN ISO 15831:2004 Indumenti — Effetti fisiologici — Misurazione dell'isolamento termico per mezzo di un manichino termico (ISO 15831:2004) |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN ISO 17249:2004 Calzature di sicurezza con resistenza al taglio da sega a catena (ISO 17249:2004) |
6.10.2005 |
— |
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CEN |
EN ISO 20344:2004 Dispositivi di protezione individuale — Metodi di prova per calzature (ISO 20344:2004) |
6.10.2005 |
EN 344:1992 EN 344-2:1996 |
Data scaduta (6.10.2005) |
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EN ISO 20344:2004/AC:2005 |
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CEN |
EN ISO 20345:2004 Dispositivi di protezione individuale — Calzature di sicurezza (ISO 20345:2004) |
6.10.2005 |
EN 345:1992 EN 345-2:1996 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN ISO 20346:2004 Dispositivi di protezione individuale — Calzature di protezione (ISO 20346:2004) |
6.10.2005 |
EN 346-2:1996 EN 346:1992 |
Data scaduta (6.10.2005) |
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CEN |
EN ISO 20347:2004 Dispositivi di protezione individuale — Calzature da lavoro (ISO 20347:2004) |
6.10.2005 |
EN 347:1992 EN 347-2:1996 |
Data scaduta (6.10.2005) |
|
CEN |
EN 24869-1:1992 Acustica — Protettori auricolari — Metodo soggettivo per la misura dell'attenuazione sonora (ISO 4869-1:1990) |
16.12.1994 |
— |
|
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CEN |
EN 24869-3:1993 Acustica — Protettori auricolari — Metodo semplificato per la misurazione della perdita di inserzioni di cuffie afoniche ai fini del controllo di qualità (ISO/TR 4869-3:1989) |
16.12.1994 |
— |
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|
CENELEC |
EN 50237:1997 Guanti e muffole con protezione meccanica per scopi elettrici |
4.6.1999 |
— |
|
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CENELEC |
EN 50286:1999 Indumenti protettivi isolanti per impianti elettrici a bassa tensione |
16.3.2000 |
— |
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|
CENELEC |
EN 50321:1999 Calzature elettricamente isolanti per lavori su impianti di bassa tensione |
16.3.2000 |
— |
|
|
CENELEC |
EN 50365:2002 Elmetti isolanti da utilizzare su impianti di Categoria 0 e I |
10.4.2003 |
— |
|
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CENELEC |
EN 60743:2001 Lavori sotto tensione — Terminologia per attrezzi, apparecchi e dispositivi (IEC 60743:2001) |
10.4.2003 |
EN 60743:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.12.2004) |
|
CENELEC |
EN 60895:2003 Lavori sotto tensione — Vestiario conduttore per l'utilizzo fino a tensioni di 800 kV in c.a. e di ± 600 kV in c.c. (IEC 60895:2002 (Modificata)) |
6.10.2005 |
EN 60895:1996 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2006) |
|
CENELEC |
EN 60903:2003 Lavori sotto tensione — Guanti e materiali isolanti (IEC 60903:2002 (Modificata)) |
6.10.2005 |
EN 60903:1992 e corrispondente modifica + EN 50237:1997 Nota 2.1 |
Data scaduta (1.7.2006) |
|
CENELEC |
EN 60984:1992 Manicotti di materiale isolante per lavori sotto tensione (IEC 60984:1990 (Modificata)) |
4.6.1999 |
— |
|
|
EN 60984:1992/A11:1997 |
4.6.1999 |
Nota 3 |
Data scaduta (4.6.1999) |
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|
EN 60984:1992/A1:2002 (IEC 60984:1990/A1:2002) |
10.4.2003 |
Nota 3 |
Data scaduta (6.10.2005) |
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|
Nota 1 |
In genere la data di cessazione della presunzione di conformità coincide con la data di ritiro («dow»), fissata dall'organismo europeo di normalizzazione, ma è bene richiamare l'attenzione di coloro che utilizzano queste norme sul fatto che in alcuni casi eccezionali può avvenire diversamente. |
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Nota 2.1 |
La norma nuova (o modificata) ha lo stesso campo di applicazione della norma sostituita. Alla data stabilita, la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
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Nota 3 |
In caso di modifiche, la Norma cui si fa riferimento è la EN CCCCC:YYYY, comprensiva delle sue precedenti eventuali modifiche, e la nuova modifica citata. La norma sostituita (colonna 4) perciò consiste nella EN CCCCC:YYYY e nelle sue precedenti eventuali modifiche, ma senza la nuova modifica citata. Alla data stabilita, la norma sostituita cessa di fornire la presunzione di conformità ai requisiti essenziali della direttiva. |
|
Nota 4 |
La presunzione di conformità conferita dalla norma EN 420:2003 in merito al punto 1.2.1.1 dei requisiti essenziali di salute e sicurezza e relativa al tenore di Cr(VI) dei materiali per guanti dipende dal limite di rilevazione del metodo di prova del Cr(VI), che deve essere inferiore o pari a 3 mg/kg. |
|
Nota 5 |
La clausola 6.4, ultima frase, e la clausola 7.4, ultima frase, della norma EN 13274-7:2002 non prevedono la presunzione di conformità ai requisiti essenziali di salute e di sicurezza della direttiva 89/686/CEE. |
AVVERTENZA:
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— |
Ogni informazione relativa alla disponibilità delle norme può essere ottenuta o presso gli organismi europei di normalizzazione o presso gli organismi nazionali di normalizzazione il cui l'elenco figura in annesso alla direttiva n. 98/34/CE (2) del Parlamento Europeo e del Consiglio modificata dalla direttiva n. 98/48/CE (3). |
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— |
La pubblicazione dei riferimenti nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea non implica che le norme siano disponibili in tutte le lingue della Comunità. |
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— |
Questa lista sostituisce tutte le precedenti liste pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. La Commissione assicura l'aggiornamento della presente lista. |
Per ulteriori informazioni, consultare il sito Europa, al seguente indirizzo:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/newapproach/standardization/harmstds.
(1) ESO: Organismo Europeo di Normalizzazione:
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— |
CEN: rue de Stassart 36, B-1050 Bruxelles, Tel. (32-2) 550 08 11; fax (32-2) 550 08 19 (http://www.cenorm.be) |
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— |
CENELEC: rue de Stassart 35, B-1050 Bruxelles, Tel. (32-2) 519 68 71; fax (32-2) 519 69 19 (http://www.cenelec.org) |
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— |
ETSI: 650, route des Lucioles, F-06921 Sophia Antipolis, Tel. (33) 492 94 42 00; fax (33) 493 65 47 16 (http://www.etsi.org) |
(2) GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.
(3) GU L 217 del 5.8.1998, pag. 18.
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/73 |
Informazioni comunicate dagli Stati membri sugli aiuti di Stato concessi in virtù del regolamento (CE) n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/C 314/07)
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Numero dell'aiuto |
XS 137/05 |
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Stato membro |
Lettonia |
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Regione |
Tutta la Lettonia |
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Titolo del regime di aiuti o nome dell'impresa che riceve un aiuto singolo |
Garanzia al programma di aiuti dell'Agenzia Lettone di garanzia, Ltd |
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Base giuridica |
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Spesa annua prevista per il regime o importo complessivo dell'aiuto singolo concesso all'impresa |
Regime di aiuti |
Spesa annua (aumento di capitale) |
2004– 3 450 000 LVL (4 908 935 EUR) 2006 — 168 072 LVL (239 146 EUR) |
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Importo complessivo dell'aiuto |
3 618 072 LVL (5 148 081 EUR) L'importo globale del l'aiuto, compreso un moltiplicatore × 2 raggiungerà l'importo di 7 236 144 LVL (10 296 163 EUR) |
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Intensità massima di aiuto |
Conformemente all'articolo 4, paragrafi da 2 a 6 e all'articolo 5 del regolamento |
Sì |
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Data di applicazione |
18.6.2003 Le modifiche previste dal programma dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1o ottobre 2006. |
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Durata del regime o dell'aiuto singolo concesso |
Fino al 31 agosto 2008 Se le norme relative al regime di aiuti non sono conformi con le regole che controllano le attività commerciali, le condizioni inbase alle quali l'aiuto viene erogato possono essere riviste ai sensi dell'erticolo 88, paragrafo 1 del Trattato che istituisce la Comunità europea. |
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Obiettivo dell'aiuto |
Aiuto alle PMI |
Sì |
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Settori economici interessati |
Tutti i settori in cui è ammissibile l'aiuto alle PMI ma non vale per:
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
SIA “Latvijas Garantiju aģentūra” |
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Concessione di aiuti singoli di importo elevato |
Conformemente all'articolo 6 del regolamento |
Sì |
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Numero dell'aiuto |
XS 184/05 |
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Stato membro |
Polonia |
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Regione |
Miasto Skierniewice, Województwo Łódzkie |
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Titolo del regime di aiuti o nome dell'impresa che riceve un singolo aiuto |
Programma di aiuto orizzontale a favore dello sviluppo delle piccole e medie imprese nella città di Skiernewice |
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Base giuridica |
Ustawa z 8 marca 1990 r. o samorządzie gminnym (tekst jedn. Dz.U. nr 142, poz. 1591 z późniejszymi zmianami), Ustawa z dnia 12 stycznia 1991 r. o podatkach i opłatach lokalnych (tekst jedn. Dz.U. z 2002 r. nr 9, poz. 84), Uchwała nr XLI/71/05 Rady Miasta Skierniewice z dnia 14 lipca 2005 roku w sprawie zwolnień z podatku od nieruchomości i udzielania dotacji dla małych i średnich przedsiębiorców na terenie Miasta Skierniewice |
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Spesa annua prevista per il regime o importo totale dell'aiuto singolo concesso all'impresa |
Regime di aiuti |
Importo annuo totale |
7 400 EUR |
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Credito garantito |
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Aiuto singolo |
Importo totale dell'aiuto |
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Credito garantito |
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Intensità massima dell'aiuto |
Conformemente all'articolo 4, paragrafi da 2 a 6 e all'articolo 5 del regolamento |
Sì |
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Data di applicazione |
Dal 31.8.2005 |
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Durata del regime o dell'aiuto singolo concesso |
Fino al 31.12.2006 |
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Obiettivo dell'aiuto |
Aiuto alle PMI |
Sì |
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Settori economici interessati |
Tutti i settori in cui è ammissibile l'aiuto alle PMI |
Sì |
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
Ryszard Bogusz Prezydent Miasta Skierniewice |
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Concessione di singoli aiuti di importo elevato |
Conformemente all'articolo 6 del regolamento |
Sì |
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Numero dell'aiuto |
XS 185/05 |
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Stato membro |
Repubblica polacca |
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Regione |
Centralny |
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Titolo del regime di aiuti o nome dell'impresa che riceve un singolo aiuto |
Impresa di progettazione e di servizi Bisprol srl |
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Base giuridica |
Ustawa z dnia 30 sierpnia 1996 r. o komercjalizacji i prywatyzacji (Dz.U. nr 171/2002, poz. 1397, z późn. zm.) art. 52 ust. 1 |
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Spesa annua prevista per il regime o importo totale dell'aiuto singolo concesso all'impresa |
Regime di aiuti |
Importo annuo totale |
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Credito garantito |
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Aiuto singolo |
Importo totale dell'aiuto |
0,098559 milioni di EUR (1) |
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Credito garantito |
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Intensità massima dell'aiuto |
Conformemente all'articolo 4, paragrafi da 2 a 6 e all'articolo 5 del regolamento |
Sì |
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Data di applicazione |
22.9.2005 |
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|
Durata del regime o dell'aiuto singolo concesso |
Fino al 30.12.2015 |
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|
Obiettivo dell'aiuto |
Aiuto alle PMI |
Sì |
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|
Settori economici interessati |
Aiuto limitato a settori specifici |
Sì |
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Altri servizi |
Sì |
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
Minister Skarbu Państwa |
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|
Concessione di singoli aiuti di importo elevato |
Conformemente all'articolo 6 del regolamento |
Sì |
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Numero dell'aiuto |
XS 205/05 |
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Stato membro |
Paesi Bassi |
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|
Regione |
Provincie Zuid-Holland |
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Titolo del regime di aiuti o nome dell'impresa che riceve un aiuto singolo |
Deltalinqs |
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Base giuridica |
Algemene Subsidieverordening Zuid-Holland, 1 juni 2004 |
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|
Spesa annua prevista per il regime o importo complessivo dell'aiuto singolo concesso all'impresa |
Regime di aiuti |
Importo annuo complessivo |
|
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|
Credito garantito |
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Aiuti singoli |
Importo complessivo dell'aiuto |
224 728 EUR |
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|
Credito garantito |
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|
Intensità massima di aiuto |
Conformemente all'articolo 4, paragrafi da 2 a 6 e all'articolo 5 del regolamento |
Sì, l'intensità dell'aiuto da parte dell'autorità è 43% |
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Data di applicazione |
1.12.2005 |
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Durata del regime o dell'aiuto singolo concesso |
Fino al 31.3.2008 (2) |
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Obiettivo dell'aiuto |
Aiuto alle PMI |
Sì Il progetto mira a rendere i complessi flussi di merci nel porto di Rotterdam maggiormente comprensibili per le imprese in fase di avvio. I risultati delle analisi svolte in tale ambito saranno accessibili per tutti. |
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Settori economici interessati |
Tutti i settori in cui è ammissibile l'aiuto alle PMI |
Sì |
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
Provincie Zuid-Holland |
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Concessione di aiuti singoli di importo elevato |
Conformemente all'articolo 6 del regolamento |
Sì |
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Numero dell'aiuto |
XS 206/05 |
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Stato membro |
Paesi Bassi |
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|
Regione |
Provincie Zuid-Holland |
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Titolo del regime di aiuti o nome dell'impresa che riceve un aiuto singolo |
LTO Groeiservice |
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Base giuridica |
Algemene Subsidieverordening Zuid-Holland, 1 juni 2004 |
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Spesa annua prevista per il regime o importo complessivo dell'aiuto singolo concesso all'impresa |
Regime di aiuti |
Importo annuo complessivo |
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Credito garantito |
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Aiuti singoli |
Importo complessivo dell'aiuto |
69 500 EUR |
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Credito garantito |
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Intensità massima di aiuto |
Conformemente all'articolo 4, paragrafi da 2 a 6 e all'articolo 5 del regolamento |
Sì, l'intensità dell'aiuto da parte dell'autorità è 50% |
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Data di applicazione |
1.12.2005 |
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Durata del regime o dell'aiuto singolo concesso |
Fino all'1.4.2007 (3) |
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Obiettivo dell'aiuto |
Aiuto alle PMI |
Sì Il progetto si prefigge di realizzare un inventario delle conoscenze già disponibili in merito all'influenza della luce sulla crescita e sulla qualità dei prodotti orticoli di serra. Una volta repertoriate le conoscenze disponibili, saranno proposti processi di ricerca al fine di colmare le lacune ancora presenti in materia. |
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Settori economici interessati |
Aiuto limitato a settori specifici |
Sì |
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Altre industrie manifatturiere |
Orticoltura in serra |
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
Provincie Zuid-Holland |
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Concessione di aiuti singoli di importo elevato |
Conformemente all'articolo 6 del regolamento |
Sì |
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Numero dell'aiuto |
XS 209/05 |
||||
|
Stato membro |
Paesi Bassi |
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|
Regione |
Provincie Zuid-Holland |
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|
Titolo del regime di aiuti o nome dell'impresa che riceve un aiuto singolo |
Holland Scherming |
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Base giuridica |
Algemene Subsidieverordening Zuid-Holland, 1 juni 2004 |
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Spesa annua prevista per il regime o importo complessivo dell'aiuto singolo concesso all'impresa |
Regime di aiuti |
Importo annuo complessivo |
|
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|
Credito garantito |
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|
Aiuti singoli |
Importo complessivo dell'aiuto |
101 330 EUR |
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Credito garantito |
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Intensità massima di aiuto |
Conformemente all'articolo 4, paragrafi da 2 a 6 e all'articolo 5 del regolamento |
Sì, l'intensità dell'aiuto da parte dell'autorità è 60% |
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Data di applicazione |
1.12.2005 |
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Durata del regime o dell'aiuto singolo concesso |
Fino all'1.6.2006 |
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Obiettivo dell'aiuto |
Aiuto alle PMI |
Sì L'obiettivo del progetto è svolgere ricerca industriale riguardo all'influenza di diversi tipi di luce sulla crescita di piante e fiori. Holland Scherming è un'impresa che fornisce schermi solari ai costruttori di serre. Grazie alle conoscenze acquisite sulla luce possono essere sviluppati nuovi prodotti. I sussidi sono destinati alla ricerca volta allo sviluppo di conoscenze relative all'influenza della luce, non allo sviluppo di nuovi prodotti. |
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Settori economici interessati |
Aiuto limitato a settori specifici |
Sì |
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Altri servizi |
Settore dell'impiantistica |
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
Provincie Zuid-Holland |
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Concessione di aiuti singoli di importo elevato |
Conformemente all'articolo 6 del regolamento |
Sì |
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(1) L'importo concesso all'impresa è espresso in equivalente sovvenzione lordo
(2) Se del caso, la misura sarà adeguata alle pertinenti disposizioni scaturite dalla revisione del regolamento 70/2001 e la Commissione ne verrà informata.
(3) Se del caso, la misura sarà adeguata alle pertinenti disposizioni scaturite dalla revisione del regolamento 70/2001 e la Commissione ne verrà informata.
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/78 |
Avviso di apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di biossido di manganese originario del Sudafrica
(2006/C 314/08)
La Commissione ha ricevuto una denuncia a norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da paesi non membri della Comunità europea («regolamento di base») (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 (2), secondo la quale le importazioni di biossido di manganese originario del Sudafrica («paese interessato») sarebbero oggetto di dumping e arrecherebbero pertanto un notevole pregiudizio all'industria comunitaria.
1. Denuncia
La denuncia è stata presentata il 10 novembre 2006 da Tosoh Hellas AIC («denunziante»), che rappresenta una percentuale maggioritaria, in questo caso oltre il 25 %, della produzione comunitaria complessiva di biossido di manganese.
2. Prodotto
Il prodotto che secondo la denuncia sarebbe oggetto di dumping è costituito da biossido di manganese elettrolitico (biossido di manganese di elevata purezza prodotto mediante un processo elettrolitico), che non ha subito il trattamento termico a cui generalmente è sottoposto per renderlo idoneo ad essere applicato nelle batterie al litio, originario del Sudafrica («prodotto in esame»), normalmente dichiarato nella NC con il codice ex 2820 10 00. Il codice NC viene fornito a titolo puramente indicativo.
3. Denuncia di dumping
La denuncia di pratiche di dumping nei confronti del Sudafrica si basa, in mancanza di vendite sufficienti sul mercato interno, sul confronto tra il valore normale costruito e i prezzi all'esportazione del prodotto in questione nella Comunità.
Il margine di dumping così calcolato risulta significativo.
4. Denuncia di pregiudizio
Il denunziante ha presentato elementi di prova del fatto che le importazioni del prodotto in esame dal Sudafrica sono complessivamente aumentate sia in termini assoluti che di quota di mercato.
Viene inoltre asserito che i volumi e i prezzi del prodotto in esame importato hanno avuto, fra le altre conseguenze, ripercussioni negative sul livello dei prezzi praticati dall'industria comunitaria, con conseguenti notevoli effetti negativi sulla situazione finanziaria ed occupazionale di tale industria.
5. Procedura
Avendo stabilito, previa consultazione del comitato consultivo, che la denuncia è stata presentata da o per conto dell'industria comunitaria e che esistono elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento, la Commissione avvia un'inchiesta ai sensi dell'articolo 5 del regolamento di base.
5.1. Procedura di determinazione del dumping e del pregiudizio
L'inchiesta è intesa a stabilire se il prodotto in esame originario del Sudafrica sia oggetto di dumping e se tale dumping abbia causato un pregiudizio.
a) Questionari
Per raccogliere le informazioni ritenute necessarie ai fini dell'inchiesta, la Commissione invierà questionari all'industria comunitaria e a tutte le associazioni di produttori della Comunità, ai produttori/esportatori del Sudafrica, a tutte le associazioni di produttori/esportatori, agli importatori, a tutte le associazioni di importatori citati nella denuncia e alle autorità dei paesi esportatori interessati.
Tutte le parti interessate sono invitate a contattare al più presto la Commissione via fax, entro e non oltre il termine indicato al punto 6, lettera a), per verificare se figurano nella denuncia ed, eventualmente, per richiedere un questionario, dal momento che il termine stabilito al punto 6, lettera b), è valido per tutte le parti interessate.
b) Raccolta di informazioni e audizioni
Tutte le parti interessate sono invitate a comunicare le proprie osservazioni, a presentare eventuali informazioni non contenute nelle risposte al questionario e a fornire elementi di prova a sostegno di tali osservazioni e informazioni. Tali informazioni ed elementi di prova devono pervenire alla Commissione entro il termine di cui al punto 6, lettera b).
Inoltre, la Commissione può procedere all'audizione delle parti interessate che ne facciano richiesta e che dimostrino di avere particolari motivi per essere sentite. Tale richiesta deve essere presentata entro il termine fissato al punto 6, lettera c).
5.2. Procedura di valutazione dell'interesse della Comunità
Se viene provata la presenza di dumping e del conseguente pregiudizio, si dovrà decidere ai sensi dell'articolo 21 del regolamento di base se eventuali misure antidumping non siano contrarie all'interesse della Comunità. Per tale motivo, l'industria comunitaria, gli importatori, le loro associazioni rappresentative, le organizzazioni rappresentative dei consumatori e degli utilizzatori, purché provino l'esistenza di un nesso obiettivo tra la loro attività e il prodotto in esame, possono manifestarsi e fornire informazioni alla Commissione entro i termini stabiliti al punto 6, lettera b). Le parti che hanno agito conformemente a quanto indicato nella precedente frase possono chiedere un'audizione, esponendo i motivi particolari per i quali chiedono di essere sentite, entro il termine fissato al punto 6, lettera c). Si noti che le informazioni comunicate a norma dell'articolo 21 sono prese in considerazione solo se suffragate da validi elementi di prova all'atto della presentazione.
6. Termini
a) Termine per la richiesta di un questionario
Tutte le parti interessate devono chiedere il questionario o altri tipi di formulari quanto prima, e comunque entro 15 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
b) Termine entro il quale le parti devono manifestarsi, presentare le risposte al questionario e fornire ogni altra informazione
Salvo altrimenti disposto, tutte le parti interessate devono manifestarsi prendendo contatto con la Commissione, comunicare le loro osservazioni, presentare le risposte al questionario e fornire qualsiasi altra informazione entro 40 giorni dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, affinché tali osservazioni ed informazioni possano essere prese in considerazione nel corso dell'inchiesta. Si noti che al rispetto di detto termine è subordinato l'esercizio della maggior parte dei diritti procedurali fissati dal regolamento di base.
c) Audizioni
Tutte le parti interessate possono inoltre chiedere di essere sentite dalla Commissione entro lo stesso termine di 40 giorni.
7. Comunicazioni scritte, risposte al questionario e corrispondenza
Tutte le comunicazioni e le richieste delle parti interessate devono essere formulate per iscritto (non in formato elettronico, salvo altrimenti disposto, complete di nome, indirizzo, indirizzo e-mail e numeri di telefono e di fax della parte interessata).
Indirizzo della Commissione per la corrispondenza:
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Commissione europea |
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Direzione generale Commercio |
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Direzione B |
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Ufficio: J-79 5/16 |
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B-1049 Bruxelles |
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Fax (32-2) 295 65 05. |
8. Omessa cooperazione
Se una parte interessata trattiene informazioni necessarie, non le comunica entro i termini fissati od ostacola in modo evidente lo svolgimento dell'inchiesta, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base possono essere elaborate conclusioni provvisorie o definitive, affermative o negative, in base ai dati disponibili.
Se si accerta che una parte interessata ha fornito informazioni false o fuorvianti, non si terrà conto di tali informazioni e si potrà ricorrere ai dati disponibili. Se una parte interessata non collabora, o collabora solo parzialmente, e le conclusioni dell'inchiesta si basano perciò, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base, sui dati disponibili, l'esito dell'inchiesta per tale parte può essere meno favorevole di quanto lo sarebbe stato se avesse collaborato.
9. Calendario dell'inchiesta
A norma dell'articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di base, l'inchiesta verrà conclusa entro 15 mesi dalla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento di base, si possono imporre misure provvisorie entro e non oltre 9 mesi dalla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
(1) GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17.
(2) GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del Consiglio (GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17).
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/80 |
Autorizzazione degli aiuti di Stato sulla base degli articoli 87 e 88 del trattato CE
Casi contro i quali la Commissione non solleva obiezioni
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/C 314/09)
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Data di adozione della decisione |
24.10.2006 |
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Numero dell'aiuto |
N 254/06 |
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Stato membro |
Belgio |
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Titolo |
Minimumprijs voor groenestroomcertificaten van PV installaties |
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Base giuridica |
Artikel 25ter, eerste alinea, van het decreet van 17 juli 2000 houdende de organisatie van de elektriciteitsmarkt en het decreet van 7 mei 2004. Article 25ter, paragraphe 1, du décret relatif à l'organisation du marché d'électricité du 17 juillet 2000 et décret du 7 mai 2004. |
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Tipo di misura |
Misura che non costituisce aiuto |
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Intensità |
Misura che non costituisce aiuto |
Il testo delle decisioni nelle lingue facenti fede, ad eccezione dei dati riservati, è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/
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Data di adozione della decisione |
24.10.2006 |
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Numero dell'aiuto |
N 623/06 |
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Stato membro |
Slovacchia |
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Titolo |
Individuálna pomoc na audiovizuálnu tvorbu v prospech spoločnosti ALEF Film & Media group s.r.o. |
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Base giuridica |
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Tipo di misura |
Aiuto individuale |
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Obiettivo |
Cultura |
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Forma dell'aiuto |
Sovvenzione a fondo perduto |
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Dotazione di bilancio |
Spesa annua prevista 7,5 Mio; SKK |
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Intensità |
23 % |
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Durata |
1o gennaio 2006-31 dicembre 2006 |
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Settore economico |
Media |
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Nome e indirizzo dell'autorità che eroga l'aiuto |
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Il testo delle decisioni nelle lingue facenti fede, ad eccezione dei dati riservati, è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/
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Data di adozione della decisione |
24.10.2006 |
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Numero dell'aiuto |
N 624/06 |
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Stato membro |
Slovacchia |
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Titolo |
Individuálna pomoc na audiovizuálnu tvorbu v prospech spoločnosti SEN Film s.r.o. |
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Base giuridica |
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Tipo di misura |
Aiuto individuale |
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Obiettivo |
Cultura |
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Forma dell'aiuto |
Sovvenzione a fondo perduto |
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Dotazione di bilancio |
Spesa annua prevista 4 Mio SKK; |
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Intensità |
12 % |
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Durata |
1o gennaio 2006-31 dicembre 2006 |
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Settore economico |
Media |
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Nome e indirizzo dell'autorità che eroga l'aiuto |
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Il testo delle decisioni nelle lingue facenti fede, ad eccezione dei dati riservati, è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/82 |
Notifica a norma dell'articolo 95, paragrafo 4, del trattato CE
Revoca di una richiesta di mantenimento di disposizioni nazionali in deroga alle disposizioni di una misura comunitaria di armonizzazione
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2006/C 314/10)
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1. |
Il 5 dicembre 2005 la Repubblica ceca ha notificato una richiesta di mantenimento dell'applicazione delle disposizioni nazionali relative alla commercializzazione di fertilizzanti contenenti cadmio. Tali disposizioni erano già in vigore alla data di adesione della Repubblica ceca all'Unione europea e si discostano dalle disposizioni del regolamento (CE) n. 2003/2003 relativo ai concimi (1). |
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2. |
La legislazione nazionale (2) vieta la commercializzazione sul territorio della Repubblica ceca di fertilizzanti minerali a base di fosforo contenenti cadmio in concentrazioni superiori a 50 mg/kg P2O5. |
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3. |
Il decreto ceco 209/2005, in vigore dal 1o giugno 2005, sospende l'applicazione della legislazione nazionale esistente ai fertilizzanti di «tipo CE» e limita l'applicazione del tenore massimo di cadmio ai fertilizzanti nazionali. |
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4. |
L'articolo 95, paragrafo 4, del trattato CE dispone che se, dopo l'adozione da parte del Consiglio o della Commissione di una misura d'armonizzazione, uno Stato membro ritiene necessario mantenere disposizioni nazionali giustificate da esigenze importanti di cui all'articolo 30 o relative alla protezione dell'ambiente o dell'ambiente di lavoro, esso notifica tali disposizioni alla Commissione precisando i motivi del mantenimento delle stesse. |
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5. |
A norma dell'articolo 95, paragrafo 6, la Commissione, entro sei mesi dalla notifica, approva o respinge le disposizioni nazionali in questione dopo aver verificato se esse costituiscano o no uno strumento di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata nel commercio tra gli Stati membri e se rappresentino o no un ostacolo al funzionamento del mercato interno. |
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6. |
In considerazione della complessità della questione e dell'assenza di prove di un pericolo per la salute umana, la Commissione ha ritenuto che la valutazione della posizione della Repubblica ceca dovesse essere rinviata fino a quando la Commissione non avesse ricevuto il parere del comitato scientifico dei rischi sanitari ed ambientali (CSRSA) e ha quindi ritenuto giustificato prorogare fino al 6 dicembre 2006 il termine di cui all'articolo 95, paragrafo 6, primo comma, del trattato CE. |
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7. |
Il 24 maggio 2006 la Commissione ha notificato alla Repubblica ceca la decisione 2006/390/CE della stessa data (3), con la quale ha prorogato fino al 6 dicembre 2006 il termine di cui all'articolo 95, paragrafo 6, primo comma, entro cui approvare o respingere le disposizioni nazionali notificate. |
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8. |
Il CSRSA ha emesso il suo parere sulla valutazione dei rischi ceca il 19 settembre 2006 (4). |
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9. |
Con lettera del 17 novembre 2006, le autorità ceche hanno informato la Commissione della revoca dell'attuale richiesta di deroga concernente il tenore massimo di cadmio nei fertilizzanti. Secondo quanto comunicato in tale lettera, le autorità ceche intendono presentare una nuova richiesta una volta che i dati contenuti nello studio ceco di valutazione dei rischi saranno stati ulteriormente elaborati tenendo conto del parere del CSRSA. |
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10. |
In ragione della revoca da parte delle autorità ceche, la Commissione non è più tenuta ad adottare una decisione che approvi o respinga le disposizioni nazionali. |
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11. |
La Commissione valuterà nel merito ogni altra notifica ricevuta dalla Repubblica ceca a norma dell'articolo 95, paragrafo 4 del trattato CE relativa al tenore massimo di cadmio nei fertilizzanti. |
(1) GU L 304 del 21.11.2003, pag. 1.
(2) Decreto n. 474/2000 che stabilisce prescrizioni per i fertilizzanti.
(3) GU L 150 del 3.6.2006, pag. 17.
(4) http://ec.europa.eu/health/ph_risk/committees/04_scher/scher_opinions_en.htm
SPAZIO ECONOMICO EUROPEO
Autorità di vigilanza EFTA
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/83 |
Informazioni sintetiche da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale
(2006/C 314/11)
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Numero dell'aiuto |
Aiuto N. 60540 |
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Stato EFTA |
Liechtenstein |
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Titolo del regime di aiuto |
Legge sul sostegno ai media (Medienförderungsgesetz) |
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Base giuridica |
Media Support Act, Government proposal to the Liechtenstein Landtag No 36/2006 |
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Spesa annua prevista per il regime |
1,5 milioni di CHF (circa 966 000 EUR) Importo totale su cinque anni: 7,5 milioni di CHF (circa 4 829 000 EUR) |
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Durata |
Entrata in vigore: 1o gennaio 2007 La legge sul sostegno ai media non è limitata nel tempo. Tuttavia, l'esenzione è richiesta per cinque anni, cioè fino al 31.12.2011. Successivamente il regime formerà oggetto di una nuova notifica. |
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Intensità massima del regime di aiuto |
30% dei costi salariali standard per gli impiegati che partecipano alla creazione del contenuto giornalistico-editoriale di un mezzo d'informazione ai sensi della sezione 4 della legge sul sostegno ai media 25% dei costi di divulgazione effettivamente sostenuti da un mezzo d'informazione ai sensi della sezione 4 della legge sul sostegno ai media 40% dei costi d'istruzione e formazione per gli impiegati che partecipano alla creazione del contenuto giornalistico-editoriale di un mezzo d'informazione ai sensi della sezione 4 della legge sul sostegno ai media |
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Settori economici |
Imprese del settore dei media |
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Nome e indirizzo dell'autorità che concede l'aiuto |
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/84 |
Orientamenti sul metodo per stabilire l'importo delle ammende inflitte in applicazione del Protocollo 4 dell'accordo sull'Autorita di vigilanza e la Corte, capo ii, articolo 23, paragrafo 2, lettera (a)
(2006/C 314/12)
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A. |
La presente comunicazione viene emanata in applicazione dell'accordo sullo Spazio economico europeo («l'accordo SEE») e dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia («l'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte»). |
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B. |
La Commissione europea («la Commissione») ha pubblicato una comunicazione dal titolo «Orientamenti per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione dell'articolo 23, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1/2003» (1), nella quale sono enunciati i principi che la Commissione segue per stabilire l'importo delle ammende in caso di infrazioni delle regole di concorrenza UE (2). |
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C. |
L'autorità di vigilanza EFTA ritiene che l'atto summenzionato abbia pertinenza per il SEE. Per mantenere pari condizioni di concorrenza e per assicurare l'applicazione uniforme delle regole di concorrenza del SEE in tutto lo Spazio economico europeo, l'Autorità adotta la presente comunicazione in base al potere conferitole dall'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte e intende seguire i principi e le regole in essa enunciati al momento di applicare le pertinenti regole SEE a un caso specifico. |
INTRODUZIONE
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1. |
A norma del Capo II, articolo 23, paragrafo 2, lettera a), dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte («Capo II») (3), l'autorità di vigilanza EFTA, mediante una decisione, può infliggere ammende alle imprese o associazioni d'imprese che, intenzionalmente o per negligenza, violano l'articolo 53 o 54 dell'accordo SEE. |
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2. |
Nell'esercitare il suo potere d'infliggere tali ammende, l'Autorità di vigilanza EFTA gode di un ampio margine discrezionale (4), entro i limiti stabiliti nel Capo II. Anzitutto, l'Autorità deve considerare la gravità e la durata dell'infrazione. In secondo luogo, l'ammenda inflitta non può superare i limiti indicati al Capo II, articolo 23, paragrafo 2, secondo e terzo comma. |
|
3. |
Per assicurare la trasparenza e l'imparzialità delle sue decisioni, l'Autorità di vigilanza EFTA ha pubblicato il 16 gennaio 2003 Orientamenti per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione delle regole di concorrenza del SEE (5) corrispondenti agli Orientamenti per il calcolo delle ammende pubblicati dalla Commissione nel 1998 (6). Considerata l'applicazione nella prassi degli orientamenti delineati nelle suddette comunicazioni, l'Autorità di vigilanza EFTA ritiene opportuno elaborare ancora e perfezionare la sua politica in materia di ammende. |
|
4. |
Il potere dell'Autorità di vigilanza EFTA d'infliggere ammende alle imprese o associazioni d'imprese che, intenzionalmente o per negligenza, violano l'articolo 53 o 54 dell'accordo SEE è uno dei mezzi messi a sua disposizione per svolgere le attività di vigilanza affidatele dall'accordo SEE (7). Queste attività comprendono non soltanto il dovere d'indagare su singoli casi di violazione e di sanzionarli con ammende, ma anche il dovere di perseguire una politica generale intesa ad applicare, nelle questioni di concorrenza, i principi enunciati nell'accordo SEE e di orientare il comportamento delle imprese in base a tali principi (8). A questo scopo, l'Autorità deve assicurare che le sue azioni abbiano un sufficiente effetto dissuasivo (9). Di conseguenza, quando l'Autorità scopre che è stato violato l'articolo 53 o 54 dell'accordo SEE, può essere necessario infliggere un'ammenda a coloro che hanno agito in contravvenzione della legge. Le ammende devono avere un sufficiente effetto dissuasivo, non soltanto per sanzionare le imprese in questione (deterrenza specifica), ma anche per dissuadere altre imprese da intraprendere o persistere in un comportamento contrario agli articoli 53 e 54 dell'accordo SEE (deterrenza generale). |
|
5. |
Per conseguire tali obiettivi è opportuno che, come riferimento su cui basarsi per stabilire l'importo dell'ammenda, l'Autorità di vigilanza EFTA assuma il valore delle vendite dei beni o servizi alle quali è correlata l'infrazione. Anche la durata dell'infrazione ha una funzione di rilievo nel calcolo dell'importo adeguato dell'ammenda, in quanto essa incide necessariamente sulle conseguenze che l'infrazione può esercitare sul mercato: è quindi importante che l'ammenda rispecchi anche il numero di anni durante i quali un'impresa ha partecipato all'infrazione. |
|
6. |
Si ritiene che la combinazione del valore delle vendite alle quali è correlata l'infrazione, da un lato, e della durata dell'infrazione stessa, dall'altro, fornisca un'approssimazione adeguata per rivelare l'importanza economica dell'infrazione e la rilevanza relativa di ciascuna impresa nell'infrazione. Il riferimento a tali fattori fornisce una valida indicazione dell'ordine di grandezza dell'ammenda e va considerata la base per un metodo di calcolo aritmetico e automatico. |
|
7. |
Si ritiene opportuno anche includere nell'ammenda un importo specifico indipendentemente dalla durata dell'infrazione, allo scopo di dissuadere le imprese già da iniziare pratiche illecite. |
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8. |
Nelle parti successive della presente comunicazione sono enunciati i principi sui quali si baserà l'Autorità di vigilanza EFTA nell'infliggere ammende in applicazione del Capo II, articolo 23, paragrafo 2, lettera a). |
METODO PER CALCOLARE L'IMPORTO DELLE AMMENDE
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1. |
Fatto salvo il successivo punto 37, per stabilire l'importo dell'ammenda da infliggere a imprese o associazioni d'imprese l'Autorità di vigilanza EFTA applicherà il seguente metodo a due fasi. |
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2. |
In primo luogo, l'Autorità di vigilanza EFTA determinerà un importo di base per ciascuna impresa o associazione d'imprese (cfr. la successiva Parte 1). |
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3. |
in secondo luogo, l'Autorità di vigilanza EFTA potrà aumentare o diminuire tale importo (cfr. la successiva Parte 2). |
1. Importo di base dell'ammenda
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4. |
L'importo di base viene determinato in riferimento al valore delle vendite, applicando il seguente metodo. |
A. Calcolo del valore delle vendite
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5. |
Per determinare l'importo di base dell'ammenda da infliggere, l'Autorità di vigilanza EFTA terrà conto del valore delle vendite di beni e servizi effettuate dall'impresa, che siano in correlazione diretta o indiretta con l'infrazione (10) nella pertinente zona geografica all'interno del SEE. Di norma, essa terrà conto delle vendite effettuate dall'impresa («il valore delle vendite») nell'ultimo esercizio concluso nel corso del quale l'impresa ha partecipato all'infrazione. |
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6. |
Quando l'infrazione perpetrata da un'associazione d'imprese si configura nelle attività dei suoi soci, in genere il valore delle vendite corrisponde alla somma del valore delle vendite effettuate dai soci. |
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7. |
Per determinare il valore delle vendite di un'impresa, l'Autorità di vigilanza EFTA si baserà sui dati migliori disponibili riguardanti tale impresa. |
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8. |
Quando i dati forniti da un'impresa sono incompleti o inaffidabili, l'Autorità di vigilanza EFTA può determinare il valore delle vendite in base ai dati parziali da essa ottenuti e/o ogni altra informazione che essa ritenga pertinente e adeguata. |
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9. |
Il valore delle vendite sarà determinato al netto dell'IVA e delle altre imposte applicate direttamente sulle vendite. |
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10. |
Quando la portata geografica di una violazione si estende al di là del SEE (per esempio, cartelli su scala mondiale), le pertinenti vendite dell'impresa all'interno del SEE possono non rispecchiare adeguatamente la rilevanza di ciascuna impresa nell'infrazione. Il che può verificarsi in particolare in caso d'intese per la ripartizione del mercato mondiale. In simili circostanze, per accertare al tempo stesso l'entità aggregata delle pertinenti vendite all'interno del SEE e la rilevanza relativa di ciascuna impresa nell'infrazione, l'Autorità di vigilanza EFTA può stimare il valore totale delle vendite di beni o di servizi alle quali è correlata l'infrazione nella pertinente zona geografica (più ampia del SEE), può determinare la quota delle vendite, su quel mercato, di ciascuna delle imprese partecipanti all'infrazione e può applicare tale quota alle vendite aggregate effettuate all'interno del SEE dalle imprese in questione. Il risultato sarà considerato quale valore delle vendite, allo scopo di calcolare l'importo di base dell'ammenda. |
B. Determinazione dell'importo di base dell'ammenda
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11. |
L'importo di base dell'ammenda sarà correlato ad una percentuale del valore delle vendite, in funzione del grado di gravità dell'infrazione, da moltiplicare per il numero di anni di durata dell'infrazione. |
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12. |
La gravità sarà valutata caso per caso per tutti i tipi di violazione, tenendo conto di tutte le pertinenti circostanze relative al caso. |
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13. |
Come regola generale, la percentuale del valore delle vendite di cui tener conto non oltrepasserà il 30 %. |
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14. |
Per decidere se la percentuale del valore delle vendite da applicare in un determinato caso debba situarsi all'estremità inferiore o superiore di tale gamma, l'Autorità di vigilanza EFTA terrà conto di vari fattori, quali la natura dell'infrazione, la quota combinata di mercato di tutte le imprese in questione, la portata geografica dell'infrazione e se l'infrazione è stata o no portata a compimento. |
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15. |
La determinazione orizzontale dei prezzi, la ripartizione del mercato e gli accordi di limitazione della produzione (11), che di solito sono segreti, per loro stessa natura si configurano tra le più dannose restrizioni della concorrenza. Poiché si tratta di una questione politica, a tali infrazioni si applicheranno ammende ingenti: di conseguenza, la proporzione del valore delle vendite di cui si terrà conto in caso di tali infrazioni sarà stabilita, in genere, all'estremità superiore della gamma. |
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16. |
Per tener pieno conto della durata della partecipazione di ciascuna impresa all'infrazione, l'importo determinato in base al valore delle vendite (cfr. i precedenti punti 9 e 10) sarà moltiplicato per il numero di anni di partecipazione all'infrazione. I periodi inferiori a sei mesi saranno computati come mezzo anno, mentre i periodi superiori a sei mesi ma inferiori a un anno saranno computati come un anno intero. |
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17. |
Inoltre, indipendentemente dalla durata della partecipazione dell'impresa all'infrazione, l'Autorità di vigilanza EFTA includerà nell'importo di base una somma compresa tra il 15 % e il 25 % del valore delle vendite, quale è definito nella precedente parte 1.A, allo scopo di dissuadere le imprese già da impegnarsi in intese orizzontali di determinazione dei prezzi, ripartizione del mercato e limitazione della produzione. L'Autorità può anche aggiungere tale importo in caso di altre infrazioni. Per decidere di quale percentuale del valore delle vendite tenere conto in un determinato caso, l'Autorità dovrà considerare vari fattori, in particolare quelli di cui al punto 22. |
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18. |
Quando il valore delle vendite effettuate dalla imprese partecipanti all'infrazione è analogo ma non identico, l'Autorità di vigilanza EFTA può stabilire per ciascuna di esse il medesimo importo di base. Inoltre, nel determinare l'importo di base dell'ammenda, l'Autorità arrotonderà le cifre. |
2. Aggiustamenti dell'importo di base
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19. |
Nel calcolare l'importo dell'ammenda, l'Autorità di vigilanza EFTA può tener conto delle circostanze, con conseguente aumento o diminuzione dell'importo di base determinato secondo la precedente Parte 1. A tale scopo, l'Autorità si baserà su una valutazione generale, comprendente tutte le circostanze pertinenti. |
A. Circostanze aggravanti
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20. |
L'Autorità di vigilanza EFTA potrà aumentare l'importo di base se riscontrerà circostanze aggravanti, per esempio:
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B. Circostanze attenuanti
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21. |
L'Autorità di vigilanza EFTA potrà diminuire l'importo di base se riscontrerà circostanze attenuanti, per esempio:
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C. Incremento specifico della deterrenza
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22. |
L'Autorità di vigilanza EFTA rivolgerà particolare attenzione all'esigenza di assicurare che le ammende abbiano un sufficiente effetto dissuasivo. A tale scopo, l'Autorità può aumentare l'importo dell'ammenda da infliggere alle imprese che realizzano un fatturato particolarmente cospicuo al di là delle vendite di beni o servizi alle quali è correlata l'infrazione. |
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23. |
L'Autorità di vigilanza EFTA terrà conto anche dell'esigenza di aumentare l'importo dell'ammenda in modo che esso superi l'ammontare dei profitti illecitamente realizzati come risultato dell'infrazione, quando sia possibile stimare tale ammontare. |
D. Massimale legale
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24. |
In ogni caso, come stabilito al Capo II, articolo 23, paragrafo 2, l'importo finale dell'ammenda non sarà superiore al 10 % del fatturato totale realizzato nel precedente esercizio dall'impresa o associazione d'imprese partecipante all'infrazione. |
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25. |
Quando l'infrazione perpetrata da un'associazione d'imprese si configura nelle attività dei suoi soci, l'importo dell'ammenda non sarà superiore al 10 % della somma del fatturato totale di ogni socio operante nel mercato nel quale è stata compiuta l'infrazione. |
E. La comunicazione relativa alla clemenza
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26. |
L'autorità di vigilanza EFTA applicherà le regole di clemenza alle condizioni stabilite nella relativa comunicazione. |
F Solvibilità
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27. |
In casi eccezionali e se le viene chiesto, l'Autorità di vigilanza EFTA può tener conto dell'incapacità dell'impresa, in uno specifico contesto socio-economico, di procedere al pagamento dell'ammenda. L'Autorità non baserà nessuna eventuale riduzione dell'ammenda da essa accordata per tale motivo sulla semplice constatazione di una situazione finanziaria sfavorevole o in perdita. L'Autorità potrà accordare una riduzione unicamente in base a elementi probatori obiettivi, secondo i quali l'irrogazione dell'ammenda secondo le disposizioni dei presenti orientamenti porrebbe irrimediabilmente a repentaglio la redditività economica dell'impresa in questione e comporterebbe la perdita dell'intero valore dei suoi attivi. |
CONSIDERAZIONI FINALI
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28. |
In determinati casi, l'autorità di vigilanza EFTA può infliggere un'ammenda simbolica. La motivazione in tal senso sarà indicata nella relativa decisione. |
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29. |
Sebbene i presenti orientamenti delineino il metodo generale per stabilire l'importo delle ammende, le caratteristiche precipue di un determinato caso o l'esigenza di ottenere l'effetto dissuasivo in un particolare caso possono giustificare deviazioni da tale metodo o dai limiti indicati al punto 21. |
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30. |
I presenti orientamenti saranno applicati in tutti i casi nei quali la comunicazione degli addebiti viene notificata dopo la loro pubblicazione nel Gazzetta ufficiale e nel Supplemento SEE della GU, indipendentemente dal fatto che l'ammenda sia inflitta in applicazione dell'articolo 23, paragrafo 2 del Capo II oppure dell'articolo 15, paragrafo 2 del testo precedente del Capo II del Protocollo 4 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte (13). |
(1) GU C 210 dell'1.9.2006, pag. 2.
(2) La competenza per trattare singoli casi rientranti nel campo di applicazione degli articoli 53 e 54 dell'accordo SEE è ripartita tra l'Autorità di vigilanza EFTA e la Commissione, secondo le norme stabilite dall'articolo 56 dell'accordo SEE. Soltanto una delle autorità di vigilanza è competente per trattare un determinato caso.
(3) In seguito all'accordo recante modifica del Protocollo 4 dell'accordo del 24 settembre 2004 tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, entrato in vigore il 20 maggio 2005, il Capo II del Protocollo 4 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte riflette in ampia misura, per quanto riguarda l'EFTA, il regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1).
(4) A tale riguardo, cfr. per esempio le cause C-189/02 P, C-202/02 P, da C-205/02 P a C-208/02 P e C-213/02 P, Dansk Rørindustri A/S e altri contro Commissione europea, Racc. 2005, pag. I-5425, punto 172.
(5) Orientamenti dell'Autorità di vigilanza EFTA per il calcolo delle ammende, GU C 10 del 16.1.2003, pag. 16 e Supplemento SEE della GU 3, del 16.1.2003, pag. 6.
(6) Orientamenti per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione dell'articolo 15, paragrafo 2 del regolamento n. 17 e dell'articolo 65, paragrafo 5 del trattato CECA (GU C 9 del 14.1.1998, pag. 3).
(7) Tale competenza è condivisa con la Commissione, a norma dell'articolo 55 dell'accordo SEE e delle disposizioni in materia di competenza di cui all'articolo 56 dell'accordo SEE (cfr. la precedente nota 2).
(8) A tale riguardo, cfr. per esempio Dansk Rørindustri A/S e altri contro Commissione europea, già citato, punto 170.
(9) A tale riguardo, cfr. le cause congiunte da 100/80 a 103/80 Musique Diffusion française e altri contro Commissione europea, Racc. 1983, pag. 1825, punto 106.
(10) È il caso, per esempio, di accordi internazionali per la determinazione del prezzo di un determinato prodotto, quando il prezzo di tale prodotto serve poi come base per il prezzo di prodotti di qualità inferiore o superiore.
(11) Vi sono incluse le intese, le pratiche concordate e le decisioni di associazioni d'imprese, ai sensi dell'articolo 53 dell'accordo SEE.
(12) Fatta salva ogni azione che si possa intraprendere contro lo Stato EFTA in questione.
(13) Il testo del Capo II del Protocollo 4 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte (corrispondente al regolamento n. 17/62, del 6 febbraio 1962, ossia il primo regolamento di attuazione degli articoli 65 e 86 (ora 81 e 82] del trattato (GU 13 del 21.2.1962, pag. 204), è stato sostituito il 20 maggio 2005: cfr. la precedente nota 3.
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/89 |
Invito a presentare osservazioni a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, della parte I del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte in relazione all'Icelandic Housing Financing Fund (Fondo islandese per il finanziamento degli alloggi)
(2006/C 314/13)
Con decisione 185/06/COL del 21 giugno 2006, riprodotta nella lingua facente fede dopo la presente sintesi, l'Autorità di vigilanza EFTA ha avviato un procedimento ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della parte I del protocollo 3 all'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (in appresso «accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte»). Una copia della suddetta decisione è stata inviata al governo islandese.
L'Autorità di vigilanza EFTA invita gli Stati EFTA, gli Stati membri dell'Unione europea e le parti interessate a inviare eventuali osservazioni sulla misura in questione entro un mese dalla data di pubblicazione al seguente indirizzo:
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Autorità di vigilanza EFTA |
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Rue Belliard, 35 |
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B-1040 Bruxelles |
Dette osservazioni saranno comunicate al governo islandese. Su richiesta scritta e motivata degli autori delle osservazioni, la loro identità non sarà rivelata.
SINTESI
CONTESTO
L'11 agosto 2004 l'Autorità di vigilanza EFTA ha adottato la decisione 213/04/COL (1), con cui ha dichiarato l'Icelandic Housing Financing Fund (Fondo islandese per il finanziamento degli alloggi, in appresso «HFF») compatibile con le norme sugli aiuti di Stato, in conformità dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE.
L'HFF, istituto detenuto interamente dallo Stato islandese, concede mutui ipotecari edilizi a soggetti residenti in Islanda. L'Autorità ha ritenuto che l'HFF abbia ricevuto dallo Stato islandese aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE per il finanziamento e il funzionamento del suo sistema di prestiti. L'Autorità ha inoltre dichiarato che il sistema HFF, istituito nel 1999, ha costituito un «aiuto nuovo», illegittimo per motivi procedurali, che prima di entrare in vigore avrebbe dovuto essere notificato e approvato dall'Autorità, a norma dell'articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.
Ciò nonostante, l'Autorità è giunta alla conclusione che il servizio fornito dall'HFF potesse essere qualificato «servizio di interesse economico generale» ai sensi dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE. Tale conclusione si fondava sulla premessa che l'HFF era tenuto a fornire finanziamenti per gli alloggi a tassi accessibili e a condizioni eque in tutto il territorio islandese, a prescindere dalla redditività delle singole operazioni. Secondo l'Autorità, l'HFF ha prestato un servizio che non era disponibile sul mercato privato in Islanda. Pertanto, l'Autorità ha deciso di approvare il sistema HFF, tramite un esame preliminare, senza avviare il cosiddetto procedimento di indagine formale di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della parte I del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte.
Tale decisione è stata impugnata davanti alla Corte EFTA dalla Bankers' and Securities Dealers' Association d'Islanda. L'azione di annullamento si fondava, tra l'altro, sull'argomento secondo cui l'HFF non forniva un servizio di interesse economico generale, in quanto le banche private offrivano finanziamenti per gli alloggi a condizioni comparabili. L'HFF non poteva quindi beneficiare della deroga prevista dall'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE. È stato inoltre sostenuto che, data la difficoltà di dichiarare l'HFF compatibile con l'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE, l'Autorità avrebbe dovuto avviare il procedimento di indagine formale.
LA DECISIONE DELLA CORTE EFTA DEL 7 APRILE 2006 NELLA CAUSA E-9/04
La Corte EFTA ha accolto la domanda (2). Secondo la Corte EFTA, il regime di aiuti di Stato in questione aveva sollevato «dubbi … quanto alla compatibilità con il funzionamento dell'accordo SEE», che non erano stati risolti attraverso l'esame preliminare. L'Autorità aveva quindi l'obbligo, prima di adottare una decisione, di avviare un procedimento di indagine formale, come previsto dall'articolo articolo 1, paragrafo 2, della parte I del protocollo 3 all'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte. Poiché non lo ha fatto, la Corte EFTA ha annullato la decisione dell'Autorità.
Per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE, la Corte ha affermato che un servizio avente gli obiettivi del regime di prestiti dell'HFF può costituire servizio di interesse economico generale e giustificare la concessione di aiuti di Stato. Tuttavia, alcune caratteristiche specifiche del regime hanno sollevato dubbi quanto alla compatibilità con il funzionamento dell'accordo SEE. Il regime di prestiti non si limitava a concedere prestiti per la costruzione o l'acquisto di alloggi rispondenti a precisi criteri di dimensione o valore, né si limitava ad assistere i mutuatari per il finanziamento delle loro abitazioni. La Corte EFTA ha inoltre ritenuto che sussistevano dubbi quanto all'identificazione del mercato del prodotto rilevante e quindi alla possibilità di valutare se il regime di prestiti comprometta lo sviluppo degli scambi in misura contraria agli interessi delle parti contraenti dell'Accordo SEE, ai sensi dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE.
CONSEGUENZE DELLA DECISIONE
Scopo della presente decisione di avviare il procedimento è conformarsi alla decisione della Corte EFTA e invitare le parti interessate a presentare le proprie osservazioni, al fine di chiarire se i servizi forniti dall'HFF soddisfino le condizioni previste dall'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE.
(1) La scheda relativa a questa decisione è pubblicata nella GU C 112 del 12.5.2005, pag. 8. La scheda rinvia al sito web dell'Autorità di vigilanza EFTA, dove è possibile consultare integralmente la versione non riservata del testo della decisione: www.eftasurv.int/fieldof work/fieldstateaid/stateaidregistry/
(2) Sentenza del 7 aprile 2006 nella causa E-9/04, The Bankers' and Securities' Dealers Association of Iceland/Autorità di vigilanza EFTA, Racc. Corte EFTA [2006] (non ancora pubblicata). La sentenza è consultabile sul sito web della Corte EFTA: www.eftacourt.lu
EFTA SURVEILLANCE AUTHORITY DECISION
No 185/06/COL
of 21 June 2006
to initiate the formal investigation procedure provided for in Article 1(2) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement with regard to the Icelandic Housing Financing Fund
(Iceland)
THE EFTA SURVEILLANCE AUTHORITY,
HAVING REGARD TO the Agreement on the European Economic Area (1), in particular to Articles 59, 61 to 63 and Protocol 26 thereof,
HAVING REGARD TO the Agreement between the EFTA States on the Establishment of a Surveillance Authority and a Court of Justice (2), in particular to Article 24 and Protocol 3 thereof,
HAVING REGARD TO the EFTA Surveillance Authority's Decision No 213/04/COL of 11 August 2004 concerning the Icelandic Housing Financing Fund and an increase of lending by that fund up to 90 % of the purchase price of housing (3),
HAVING REGARD TO the judgment of the EFTA Court dated 7 April 2006 in Case E-9/04 concerning an application for annulment of Decision No 213/04/COL regarding the Icelandic Housing Financing Fund (4),
HAVING REGARD TO the Authority's Guidelines (5) on the application and interpretation of Articles 61 and 62 of the EEA Agreement, and in particular Chapter 18C on ‘State aid in the form of public service compensation’,
WHEREAS:
I. FACTS
1. Introduction
On 11 August 2004, the EFTA Surveillance Authority (hereinafter referred to as ‘the Authority’) adopted Decision No 213/04/COL. In this Decision the Authority declared, according to Article 59(2) of the EEA Agreement, the Icelandic Housing Financing Fund (Íbúðalánasjóður) to be compatible with the State aid rules.
The Icelandic Housing Financing Fund (hereinafter referred to as ‘the HFF’ or ‘the HFF system’), an institution wholly owned by the Icelandic State, provides mortgage-secured housing loans to residents in Iceland. The Authority found that in funding and operating its loan system, the HFF received State aid from the Icelandic State within the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement. Furthermore, the Authority found that the HFF system, established in 1999, constituted ‘new aid’, unlawful on procedural grounds, which should have been notified to and approved by the Authority pursuant to Article 1(3) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, prior to putting it into effect.
Nevertheless, the Authority concluded that the service provided for by the HFF could be qualified as a ‘service of general economic interest’, in the meaning of Article 59(2) of the EEA Agreement. This conclusion was based on the premise that the HFF was obliged to provide house financing at affordable rates and on equal conditions throughout the entire Icelandic territory, irrespective of the profitability of individual operations. In the Authority's view, the HFF offered a service which was not available on the private market in Iceland. Therefore, the Authority decided to approve the HFF system, by means of a preliminary examination, without opening the so-called formal investigation procedure provided for in Article 1(2) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement.
This Decision was challenged before the EFTA Court by an application of the Bankers' and Securities' Dealers Association of Iceland. The annulment action was, inter alia, based on the plea that the HFF did not provide a service of general economic interest, since the private banks offered house financing at comparable conditions. The HFF could therefore not profit from the derogation in Article 59(2) of the EEA Agreement. It was further argued that because of the difficulty to declare the HFF compatible with Article 59(2) of the EEA Agreement, the Authority should have opened the formal investigation procedure.
The EFTA Court sustained the application. In the opinion of the EFTA Court, the State aid scheme in question had raised ‘doubts … as to the compatibility with the functioning of the EEA Agreement’, doubts which had not been overcome by means of the preliminary examination. Hence, the Authority was under an obligation to initiate a formal investigation procedure as provided for under Article 1(2) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, before making a decision. This was not done and, for that reason, the EFTA Court annulled the Authority's Decision.
With regard to the application of Article 59(2) of the EEA Agreement, the Court found that a service with the objectives of the HFF's loan scheme may qualify as a service of general economic interest justifying State aid. However, certain specific features of the scheme gave rise to doubts as to the compatibility with the functioning of the EEA Agreement. The loan scheme was not limited to providing loans for the construction or purchase of dwellings that fulfilled any particular criteria as to size or value. Neither was the lending scheme limited to assisting the borrowers in financing their own dwellings. The EFTA Court also found that there were doubts as to the identification of the relevant product market for the assessment of whether the lending scheme would affect the development of trade contrary to the interest of the Contracting Parties to the EEA Agreement, in the meaning of Article 59(2) of the EEA Agreement.
The purpose of this opening Decision is to follow the EFTA Court's judgment and to call upon the parties concerned to submit their comments, in order to clarify whether the services provided by the HFF comply with the conditions laid down in Article 59(2) of the EEA Agreement.
2. The administrative procedure and developments leading up to the EFTA Court's judgment of 7 April 2006
By letter of 20 November 2003 from the Icelandic Mission to the EU, forwarding a letter from the Icelandic Ministry of Finance dated the same date, both received and registered by the Authority on 25 November 2003 (Doc No: 03-8227 A, now Event No: 255584), the Icelandic Government notified, pursuant to Article 1(3) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, an increase of lending by the HFF up to 90 % of the purchase price of housing.
According to Article 5(1) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, the Competition and State Aid Directorate sent a letter dated 23 January 2004 (Event No: 184357), requesting additional information from the Icelandic Government. By letter of 11 March 2004 from the Icelandic mission to the EU, forwarding a letter from the Icelandic Ministry of Finance dated the same date, both received and registered by the Authority on 12 March 2004 (Event No: 259197), the Ministry of Finance replied to the request for additional information. Attachments to the letter of 11 March 2004 were forwarded separately by the Icelandic Mission to the EU on 18 March 2004, received and registered by the Authority on the same day (Event No: 259976).
By letter dated 23 April 2004, received and registered by the Authority on 27 April 2004 (Event No: 279495), the Bankers' and Securities Dealers' Association of Iceland (hereinafter referred to as ‘SBV’) lodged a complaint with the Authority, alleging that the ‘… current legislation in Iceland on the operation of the State Housing Financing Fund is incompatible with the EEA Agreement, in particular the competition rules, the rules on State aid, free movement of services, capital and the freedom of establishment of the EEA Agreement’. As a consequence of this complaint, the Authority opened two additional cases, to the already existing State aid case, which dealt separately with the alleged infringements of the competition rules and the rules on the four freedoms.
Based on Article 5(1) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, the Competition and State Aid Directorate sent a letter dated 14 May 2004 (Event No: 280306) to the Icelandic Government requesting, for a second time, information and clarification, and forwarded by that letter with the consent of SBV, a copy of the complaint.
The notification was discussed between representatives of the Icelandic Ministries of Finance and Social Affairs, the HFF and the Authority during the State aid package meeting in Reykjavik on 26 May 2004. By letter of 10 June 2004 from the Icelandic Mission to the EU, forwarding a letter from the Icelandic Ministry of Finance dated the same date, both received and registered by the Authority on 11 June 2004 (Event No: 284350), the Ministry of Finance replied to the second request for information.
On the request of SBV, a meeting took place in Brussels on 14 June 2004 between representatives of SBV and the Authority, to discuss the complaint.
By letter of 23 June 2004 (Event No: 284459), the Authority informed SBV that it saw no reason to take further action on the complaint with regard to the alleged abuse of the dominant position of the HFF. Therefore, the Authority indicated that it was inclined to close the case, unless SBV would submit further information or arguments within two weeks from the receipt of the letter. SBV did not react to the letter.
On 1 July 2004, the Icelandic Mission to the EU forwarded a letter from the Icelandic Ministry of Finance dated 30 June 2004, received and registered by the Authority on 1 July 2004 (Event No: 286392), in which the Icelandic Government provided outstanding information in response to the Authority's second information request.
By letter of 1 July 2004 (Event No: 285198), the Authority informed SBV that it had not been able to detect any incompatibility of the HFF system with the four freedoms. SBV was informed that the case was proposed to be closed and was invited to submit its comments at the latest by 12 July 2004. SBV did not react to the letter.
The Authority received an email from the Department of Local Government in the Ministry of Social Affairs on 7 July 2004, registered by the Authority on 8 July 2004 (Event No: 287125), by which the Icelandic Government forwarded the following laws: Act No 57/2004, amending the Housing Act No 44/1998; Regulation No 544/2004 on ‘the Finances and Risk Management of the Housing Financing Fund’; Regulation No 522/2004 on ‘HFF Mortgages and HFF Bonds’; Regulation No 521/2004 on ‘Loan Proportions and Maximum Amounts of HFF Mortgages’ (6). By the same email the Icelandic Government also provided a document on the HFF's Funding and Risk Policy elaborated by a financial consultant.
Supplementary information and explanations concerning the above mentioned laws, the document on the HFF's Funding and Risk Policy, and certain other issues were sent by fax from the Icelandic Ministry of Social Affairs dated 8 July 2004, forwarded to the Authority by letter of 9 July 2004 from the Icelandic Mission to the EU, received and registered by the Authority on the same day (Event No: 287337).
In light of the Authority's assessment of the raised competition issues and SBV's inactivity, the Authority decided to close the case and informed SBV of this closure by letter of 27 July 2004 (Event No: 288068).
On 11 August 2004, the Authority adopted Decision No 213/04/COL approving the HFF system and declaring it compatible with Article 59(2) of the EEA Agreement (7).
By letter dated 23 August 2004 (Event No: 289467), the Authority informed SBV that it had closed the case with regard to the alleged violation of the four freedoms.
By letter dated 15 September 2004 (Event No: 292140), the Authority informed SBV of Decision No 213/04/COL and attached, to this end, a copy of the decision.
By an application lodged at the Registry of the EFTA Court on 23 November 2004, SBV brought an action under Article 36 of the Surveillance and Court Agreement for annulment of the Authority's Decision No 213/04/COL.
On 7 April 2006, the EFTA Court rendered its judgment in the case and annulled the Authority's Decision No 213/04/COL (hereinafter referred to as the ‘annulled Decision’) (8).
3. The HFF system
3.3. Background
In 1955, a basis for State involvement, both as regards policy making in the field of housing affairs and the provision of loans for private housing, was laid. Later the State Housing Agency (Húsnæðisstofnun ríkisins) was established by Act No 51/1980 and provided, inter alia, loans on preferential terms to private home buyers.
In 1986 Icelandic Government assistance to private home-ownership was tied to access to pension funds, with the pension funds being required to provide partial funding for the system. The Icelandic banks generally did not provide funding for private housing. At this time, the State Housing Agency issued housing loans at affordable rates. This led to a substantial increase in demand, which in turn stretched the resources of the pension funds beyond their limits. To remedy the situation and in order to generate more financial resources to finance housing, a Housing Bond system was introduced in 1989. The Housing Bond system generated funding for the provision of housing loans. The issuing of Housing Bonds and the operation of the system were entrusted to the State Housing Agency.
The Housing Bond system was not a traditional mortgage loan system, but a bond swap system, meaning that homebuyers applied to the HFF to issue a mortgage bond, which was secured against the property to be bought. The State Housing Agency then bought this bond from the homebuyer and paid for it by issuing a Housing Bond to the seller. This Housing Bond could then be freely traded in the securities market. The seller could sell the Housing Bond on the securities market, use it as means of payment or keep it.
The Housing Bonds had maximum loan periods of 40 years but were subject to prepayment without penalty. They were linked to the consumer price index and carried a fixed real interest of 4,75 %. The Housing Bonds were secured by all the assets of the State Housing Agency, which consisted primarily of the collateral (mortgage-secured bonds) that the Agency held in property. In addition, the Housing Bonds carried an implicit State guarantee, due to the State ownership of the State Housing Agency.
The mortgage bonds had the same loan terms as the Housing Bonds, but with a fixed interest surcharge of 0,35 percentage points, to cover operational costs and expected losses on loans. This meant that the lending rate under the Housing Bond system was set at 5,10 % in real terms.
3.2. The Act on Housing Affairs No 44/1998
On 1 January 1999, the Act on Housing Affairs No 44/1998 (hereinafter referred to as ‘the Housing Act’) entered into force (9).
The Housing Act established and governed the HFF (10). The HFF was entrusted with the management and implementation of housing affairs under the Housing Act. The previous State Housing system was repealed (11) and the HFF took over all assets and obligations of the State Housing Agency (12), including the tasks of issuing Housing Bonds and providing housing loans through the bond-swap system. The HFF is a separate State-owned institution subject to special management. The State carries full liability for all obligations undertaken by the HFF. Organisationally, the HFF is accountable to the Minister of Social Affairs, who appoints its Board of Directors in accordance with Article 7 of the Housing Act.
According to Article 1 of the Housing Act, it is the purpose of this Act ‘… to promote, through the granting of loans and the organisation of housing affairs, the ability of Icelanders to live with security and equal rights in housing affairs along with the special allocation of funds to increase people's chances of acquiring or renting housing on manageable terms’.
The Housing Act was amended, inter alia, by Act No 57/2004, which entered into force on 1 July 2004. A number of changes were made to the housing loan system. These changes comprised, inter alia, the abolition of the system of swapping mortgage bonds for Housing Bonds. After 1 July 2004, loans have been paid out in cash to home buyers and secured by mortgages in the property under purchase.
At the time the Authority adopted the annulled Decision, the HFF provided the following three loan categories:
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— |
General loans to individuals for the purchase, renovation or construction of residential housing. |
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— |
Additional loans to individuals with low income and limited assets for the construction or purchase of their own residential housing. The additional loans were, however, later abolished by Act No 120/2004, which entered into force on 3 December 2004. |
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Loans for rental housing to municipalities, associations and companies for the construction or purchase of residential housing to be rented out. |
3.2.1. General Loans
The conditions for general loans are established in Chapter VI of the Housing Act. The general loans are available on equal terms to all residents in Iceland, regardless of nationality, on the conditions laid down in and pursuant to the Housing Act. The loans are not limited to persons with income below a certain income bracket or with limited assets.
Before a general loan is paid out, the borrower must issue a borrower's mortgage instrument as a security as stated in Article 19(1) of the Housing Act. Article 19(2) of the Housing Act and Articles 2 and 3 of Regulation No 521/2004 on ‘Loan Proportions and Maximum Amounts of Borrowers' Mortgages’ set out maximum amounts for general loans in percentage of the value of the housing and in absolute figures.
According to Article 19(2) of the Housing Act, prior to 1 July 2004, a mortgage bond was exchanged for a Housing Bond for an amount up to 70 % of a dwelling's appraised value if the applicant was buying or building his first dwelling, but otherwise for up to 65 % of the dwelling's appraised market value (the ‘relative lending cap’). The loans were also limited in relation to the fire insurance value, which was often lower than the market value. The relative lending cap has later been raised to 90 % with Act No 120/2004, amending the Housing Act, which entered into force on 3 December 2004.
In addition to the relative lending cap, the Housing Act, both under the bond-swap system and after the amendments of 1 July 2004, states that a maximum lending cap is to be specified in regulations (the ‘absolute lending cap’). As specified in Regulation No 521/2004, which entered into force on 1 July 2004, the absolute lending cap was ISK 9,7 million for new housing and ISK 9,2 million for existing housing. Regulation No 959/2004 replaced Regulation No 521/2004 on 6 December 2004 and the absolute lending cap was raised to ISK 14,9 million (subsequently increased to ISK 15,9 million and later to ISK 18 million) for both new and existing housing.
With the entry into force of Regulation No 522/2004 on 1 July 2004, a limit was set of two dwellings for each borrower financed through HFF general loans. In exceptional circumstances, a loan for a third dwelling could be authorised, but it would be up to the Board of Directors to define the precise conditions for such an exception.
3.2.2. Additional Loans and Loans for rental housing
Prior to the amendments of 1 July 2004, additional loans and loans for rental housing were not financed through Housing Bonds, but through a separate class of bonds issued by the HFF. As of 1 July 2004, the HFF stopped issuing both separate class of bonds and the Housing Bonds. The main means of funding the HFF became the HFF bonds. Unlike the Housing Bonds, which were subject to prepayment without penalty, the HFF bonds are non-callable. As for the loans from the HFF which are still subject to prepayment without penalty, the interest surcharge paid by borrowers was increased from 0,35 to 0,6 percentage points as of 1 July 2004, in order to take account of the new risk created by the mismatch in optionality between assets and liabilities. However, as the HFF bonds are issued in classes with varying interest rates depending on the market situation, the interest rates charged to HFF borrowers fluctuate.
3.3. The financing mechanism
The HFF financed its tasks with the income from the fund's equity capital (i.e. the payments, interest and indexation of granted loans), by issuing Housing Bonds and by the sale of Housing Authority Bonds and the taking of loans (13).
The HFF's management of its assets and liabilities is described in Article 11 of the Housing Act. The HFF must always have adequate liquid funds to honour its obligations. Furthermore, it has to keep its revenues and expenses in balance and must establish a risk management system. Further requirements concerning risk management are set out in Articles 6 and 7 of Regulation No 544/2004 on ‘the Financing and Risk Management of the Housing Financing Fund’, according to which the HFF must, inter alia, keep its equity ratio over 5 % and provide quarterly reports on the progress of its risk management policy and key figures in operation to the Minister of Social Affairs and the Financial Supervisory Authority.
In case of unexpected difficulties such as illness, accident, loss of employment or comparable situations, the HFF may extend refinancing loans for up to 15 years in order to address temporary payment difficulties experienced by borrowers according to Article 48(1) of the Housing Act. The HFF is further authorised to freeze payments from borrowers for up to three years and add the payments due during that period to the debt proper, if this is considered likely to prevent payment difficulties as stated in Article 48(2) of the Housing Act.
According to Articles 2 and 3 of Regulation No 119/2003 on ‘Treatment of claims by the Housing Financing Fund that are without Collateral’, the HFF shall not make claims against borrowers individually if a house or apartment which stands as a security for a HFF loan is sold or auctioned as a part of collection proceedings and the price does not cover the claim of the HFF. The remaining debt does not accumulate interest and is not subject to index linkage. If the borrower wants to obtain a new loan from the HFF during a period of 5 years after the sale or the auction, he/she can pay up the remaining debt by paying half the nominal amount, upon which the HFF is authorised to write off the other half according to Article 5. As stated in Article 6, five years after an apartment or a house is sold or auctioned as a part of collection proceedings, the HFF can write off the remaining debt if the borrower shows himself/herself unable to pay.
With regard to the HFF's more detailed financial figures, the Authority's annulled Decision was based on the following information, which was submitted by the Icelandic Government in the initial notification:
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Housing Bonds As described above, the lending rate under the Housing Bond system was set at 5,10 % in real terms. According to the Icelandic Government, the margin of 0,35 percentage points was supposed to cover operational costs, losses on loans and to ensure a certain return on the HFF's capital. The Housing Bonds carried an implicit State guarantee, due to the State ownership of the HFF. The HFF was not subject to a State guarantee fee under Article 7 of Act No 121/1997 on State Guarantees. |
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Housing Authority Bonds Housing Authority Bonds were bonds issued in the name of the HFF, which the fund sold on the general market to raise capital for its operations (i.e. to finance the HFF's other loan categories, see above). Housing Authority Bonds were indexed through the Consumer Price Index and carried a fixed real interest of 2,7 %. The loan periods of the Housing Authority Bonds were 24 or 42 years. The HFF charged a commission of 0,35 percentage points on the loan, which was the same as in the case of the Housing Bonds. |
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Losses on loans According to the Icelandic Government, since the HFF's general policy was to provide loans to everyone everywhere, given some basic conditions, one could expect that the HFF would be vulnerable to losses on loans. In order to cover losses on loans, the HFF reserved some provisions every year. Loan-loss provision as a percentage of total loans has been quite stable around 0,20 %. For example, actual losses were 0,29 % in 2001 and 0,10 % in 2002. |
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Salary and administrative expenses The Icelandic Government submitted that salaries and administrative expenses of the HFF were ISK 617 million in 1999 and increased to ISK 742 million in 2002. These were the total salary and administrative costs for the whole HFF and all its functions, not only the lending operations. |
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Direct interest support The HFF received some interest support from the State to cover obligations resulting from lending below market rates at 3,5 % and 4,5 % for rented housing for low income families. The support varied through the years and was ISK 9 million in 2001 and 71 million in 2002. |
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Tax exemptions The HFF does not pay any corporate tax or property tax. The Icelandic Government submitted that the HFF did not pay what would have amounted to ISK 335 million in corporate tax and 417 million ISK in property tax for the years 1999 to 2002. According to the Icelandic Government, these advantages were used to strengthen the HFF's equity and provide for losses. The Icelandic Government stated that the foregone tax revenue had to be weighted against the need for the HFF to cover losses amounting to ISK 1 715 million for the same period. |
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Profits and dividends The HFF is charged with preserving and earning a return on the funds it supervises (Article 11 of the Housing Act) (14). The Icelandic Government stated that the HFF did not pay any dividends to its owners. The return was solely intended to sustain the HFF's lending operations and cover losses on loans. |
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Other aspects It was not foreseen that the Icelandic Government provided funds for the operation of the Housing Bond system. Furthermore, the Icelandic Government argued that the HFF was not a credit institution and therefore not subject to the rules of a ‘regular credit institution’ with regard to capital adequacy requirements and minimum solvency ratios. |
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HFF's key financial figures The HFF's key financial figures for the years 1999 to 2002 were as follows: TABLE 1 HFF's key financial figures
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Some of the changes introduced in 2004 The Icelandic Government submitted that the lending rate of the HFF, as of 1 July 2004, was decided on the basis of the HFF's net capital costs. According to Article 13 of Regulation No 522/2004, the rate was determined in the following manner: ‘HFF mortgages shall be price-indexed by the Consumer Price Index calculated and published by Statistics Iceland as provided for in Article 1 of the Consumer Price Index Act, No 12/1995. The board of the Housing Financing Fund shall determine the interest rate of HFF mortgages with a view to the costs of financing in regular issues of HFF bonds and financing costs due to loans paid up, plus interest additions, cf. Article 3’ (15). The Icelandic Government also pointed out that, in principle, the HFF is required to operate at a pre-determined profit margin. However, this profit margin does not aim to create a dividend for the HFF's owner, as that is not allowed by law, but rather to create and maintain a ‘safety net’ in order to ensure that the HFF will be able to honour its obligations. The HFF's capital adequacy ratio (CAD) was around 5 % and therefore did not constitute a change in the HFF operation or its business strategy. |
4. Icelandic market for house financing and possible trade effects
4.1. Situation before August 2004
The Icelandic market for mortgage loans was largely divided between three main actors. These were the HFF (previously the State Housing Agency), the pension funds and other private credit institutions. Between 1997 and 2003, the State Housing system had a market share of about 77,5 % to 79 %. The rest was shared between the pension funds (approximately 13 % to 17 %) and the commercial banks and savings banks (approximately 4,5 % to 8 %). The banks did, however, provide certain services for the HFF, such as being the sole agents for evaluating borrowers for the HFF. Until a process of privatisation was completed in 2002 — 2003, most of the commercial banks were controlled by the State as majority shareholder.
The Icelandic Government stated that private banks almost exclusively restricted lending for housing purchases to property around the Reykjavik area. The Icelandic Government stressed that the HFF is the only lender which offered loans on equal terms which are universally accessible throughout the Icelandic territory. When lending is broken down by geographic areas the trend shows that the further one moves outside of Reykjavik the higher the proportion of the HFF lending gets.
SBV has submitted some documentation during the EFTA Court proceedings, which, in SBV's opinion, demonstrated that the commercial banks have granted affordable loans outside the Reykjavik area during the period between 1999 and August 2004.
As regards the financial institutions' interest rates charged on loans, the Icelandic Government provided in the initial notification lending rates of banks and pension funds for the years 1999 to 2003, which showed an average lending rate in real terms of approximately 7,4 %.
The Icelandic Government further presented, in the initial notification, average funding rates by financial institutions in the Icelandic housing finance market for the years 1999 to 2003. The information showed average funding rates for banks (real interest rates) of 6,43 %, for pension funds of 3,50 % and for the HFF of 4,75 %.
According to information submitted by SBV, all commercial banks in Iceland, savings banks, pension funds and some mortgage companies offered long-term housing loans to the public. According to SBV, these loans carried a real interest rate of between 5,9 % and 7,9 % depending on the security.
According to the Icelandic Government, the housing loan market for individuals is by its nature a local market and does ‘normally’ not involve any direct cross-border transactions. The Icelandic Government stressed that no foreign banks are granting mortgage loans in ISK to Icelandic households. Furthermore, it was stated, in the initial notification, that there were currently no foreign financial institutions or representative offices of foreign financial institutions in Iceland. It was moreover pointed out that the Icelandic economy was very limited in size. The limited number and small size of transactions in trade in the foreign exchange markets of the ISK did not warrant interest from foreign banks. The special geography and the scattered population outside Reykjavik further reduced the foreign interest for lending to the Icelandic housing market.
4.2. Situation after August 2004
During the court proceedings, SBV argued that the market situation in Iceland changed in summer 2004. According to SBV, commercial banks have offered competitive rates compared to HFF rates and have gained market shares. SBV stated in its application to the EFTA Court that ‘[…] commercial banks in Iceland have demonstrated, through recent cuts in interest rates, that they would be both willing and able to provide general loans on similar terms (or even better) then HFF’. It was, for example, submitted that since summer 2004, the gap between commercial banks and the HFF has completely disappeared, as the banks have reduced their interest rates on long-term housing loans to 4,2 % due to their improved refinancing conditions.
According to a Icelandic news agency (16), the price of residential property in the Reykjavík area has risen by 67 % since August 2004, when the commercial banks entered the mortgage market.
5. Alternatives to the HFF system
In the procedure leading up to the annulled Decision, the Icelandic Government discussed possible alternatives to the HFF system. The Icelandic Government stated, inter alia, that abandoning Government intervention in house financing would lead to considerable changes for lower and middle income families, increase division between the Reykjavik area and the rest of the country and dramatically reduce the number of families able to purchase housing on the market. Alternatively, entrusting banks to lend with the same favourable conditions would not be possible without massive direct State aid.
The Icelandic Government discussed, in the initial notification of 20 November 2003, the following alternative models:
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The HFF would be turned into a limited liability company, wholly owned by the State, either as a profit or a non-profit entity. This was considered the most obvious solution in order to dispense with the State aid. In the Icelandic Government's view, interest rates would increase — more if the company was supposed to earn profits — but the change would not have any effect on competition between credit institutions, except the change would raise the HFF's interest rates so much as to make bank loans or bonds issued by the banks competitive. In the Icelandic Government's view, this would have no effect on trade among the Contracting Parties. |
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The HFF would be auctioned off to the highest bidder, with a universal service obligation and a continued State guarantee on the bonds. It is highly likely that the highest bidder would be a credit institution, as the HFF's assets would raise CAD ratio and improve credit ratings. The HFF's assets are similar to the assets of the biggest Icelandic bank. This change would have great influence on the national banking market and put the successful bank in a dominant position on the national market. This would create the risk of transfer of profits from the issuance of bonds to other operations. This would have serious effects on the interests of the other Contracting Parties, as this would in effect foreclose the Icelandic market under existing competitive circumstances. |
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The HFF would be sold jointly to the domestic banks. This would be better for the banks not successful in an auction, but would foreclose the domestic banking market. |
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The HFF would be dismantled and its assets auctioned off, at the same time as a new system for State intervention in housing purchase would be introduced. |
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The last model was proposed by SBV to the Icelandic Government (so-called ‘whole sale model’). This proposal foresaw that the HFF ceased direct lending to home buyers, but continued to fund lending by the banks to individuals. The commercial banks would each lend to individuals, but the HFF would fund that lending through monthly bond issuance by the HFF, with State guarantee, the outcome of which would then govern the rates applicable to the housing loans lent by the banks, plus the banks operating margin. A prerequisite for this solution to work would be the HFF's agreement to accept to be in general last in line of priority mortgages up to the 90 % limit, allowing the banks lending opportunities ahead of that percentage. This would enable the banks to grant 90 % loans, as the HFF would carry the principal risk of losses. |
II. APPRECIATION
1. State aid within the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement
Article 61(1) of the EEA Agreement reads as follows:
‘Save as otherwise provided in this Agreement, any aid granted by EC Member States, EFTA States or through State resources in any form whatsoever which distorts or threatens to distort competition by favouring certain undertakings or the production of certain goods shall, in so far as it affects trade between Contracting Parties, be incompatible with the functioning of this Agreement.’
This implies that for measures to be classified as State aid within the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement, they must be granted by the State or through State resources, confer an advantage on the recipient, be liable to affect trade between the Contracting Parties and distort competition.
Beforehand, it needs to be clarified whether the HFF is subject to the application of Article 61(1) of the EEA Agreement, since it has been argued by the Icelandic Government, in the initial notification, that the HFF could not be qualified as an undertaking in the meaning of that Article.
Firstly, the HFF is a separate State-owned institution set up by law, having its own board of directors and annual accounts. Secondly and more importantly, the Court of Justice of the European Communities (hereinafter referred to as ‘the Court of Justice’) has repeatedly defined the concept of an undertaking as any entity engaged in an economic activity, which is any activity which offers goods or services on a given market, regardless of its legal status and the way in which it is financed (17). Although the Icelandic Government considers the HFF not to be a separate undertaking, as it operates only as a ‘branch of the State itself’, the Authority takes the view that the HFF is engaged in an economic activity. The economic activity consists of offering services on the market for housing mortgage loans, i.e. long-term house financing (for residential accommodation). Therefore, it is the Authority's preliminary conclusion that the HFF has to be qualified as an undertaking in the sense of Article 61(1) of the EEA Agreement.
1.1. Transfer of State resources and thereby favouring certain undertakings
In order to qualify as State aid, the HFF system must imply a transfer of State resources and thereby confer on the Housing Financing Fund an advantage that relieves it of charges that are normally borne from its budget.
1.1.1. The Altmark conditions
The Icelandic Government argued initially in its notification that the HFF system does not constitute State aid, because the system would, inter alia, not confer any advantage on the HFF. In this respect, the Icelandic Government referred to the Altmark ruling (18) of the Court of Justice and argued that the HFF system would comply with all of the four criteria that the Court of Justice established in that ruling.
It needs to be recalled that the Court of Justice has established the following conditions, which need to be fulfilled cumulatively, for a State measure to escape the classification of State aid. These conditions are:
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First, the recipient undertaking must actually have public service obligations to discharge, and the obligations must be clearly defined. |
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Second, the parameters on the basis of which the compensation is calculated must be established in advance in an objective and transparent manner, to avoid it conferring an economic advantage which may favour the recipient undertaking over competing undertakings. |
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Third, the compensation cannot exceed what is necessary to cover all or part of the costs incurred in the discharge of public service obligations, taking into account the relevant receipts and a reasonable profit for discharging those obligations. |
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Fourth, where the undertaking which is to discharge public service obligations, in a specific case, is not chosen pursuant to a public procurement procedure which would allow for the selection of the tenderer capable of providing those services at the least cost to the community, the level of compensation needed must be determined on the basis of an analysis of the costs which a typical undertaking, well run and adequately provided with means so as to be able to meet the necessary public service requirements, would have incurred in discharging those obligations, taking into account the relevant receipts and a reasonable profit for discharging the obligations. |
It is the Authority's preliminary opinion that the HFF system neither complies with the second nor with the fourth condition (19). Concerning the second condition, the Icelandic authorities did not establish in advance, and in an objective and transparent manner, the parameters on the basis of which the compensation was to be calculated, in order to avoid conferring an economic advantage, which may favour the HFF over competing undertakings. The Icelandic Government has not demonstrated that such an ex ante assessment has taken place in an objective and transparent manner. To establish the parameters for the calculation of the compensation would have required quantifying the costs incurred in discharging the public service obligation in advance and comparing them with the possible benefits that the HFF enjoys. However, such quantification of costs has not taken place. Based on that shortcoming, it is not apparent from the outset what the level of compensation will amount to, since the isolated costs incurred in discharging the public service obligation have not been identified. Furthermore, with regard to the fourth condition, the HFF has neither been chosen by way of a public procurement procedure nor did the Icelandic authorities determine the level of compensation by way of a comparison between the HFF and a privately run ‘reference company’, taking into account the relevant receipts and a reasonable profit for discharging the obligations.
Since the HFF system seems not to comply with all of the above mentioned conditions, there is a presumption that the HFF system involves State aid, if the conditions of Article 61(1) of the EEA Agreement are met.
1.1.2. Possible State aid elements
The HFF enjoys an implicit State guarantee for all of its securities. The State guarantee results in a more favourable credit rating for its bonds than bonds issued by private undertakings. This leads to cheaper funding costs for the HFF. Private credit institutions do not benefit from such a State guarantee. The State guarantee confers an advantage on the HFF compared to private credit institutions. The HFF is not subject to a State guarantee fee under Article 7 of Act No 121/1997 on State Guarantees. Hence, the Icelandic State is foregoing revenue it would normally collect. Since the HFF is not paying a premium for the State guarantee it enjoys, it is the Authority's preliminary conclusion that the State guarantee, without any sort of premium to be paid, implies a transfer of State resources which favours the HFF.
The HFF received interest support from the State to cover obligations resulting from lending below market rates at 3,5 % and 4,5 % for rented housing for low income families. The support has varied through the years. It was ISK 9 million in 2001 and 71 million in 2002. This interest support is financed by State resources. It is the Authority's preliminary conclusion that the interest support constitutes an aid element. The Authority is not in possession of any up-dated figures with regard to the interest support for the years 2003 to 2006. If interest support was granted in these years, the Authority would qualify such support, in light of the above assessment, as a transfer of State resources which favours the HFF.
The HFF is exempted from corporate tax and property tax. The HFF has not paid what would have amounted to ISK 335 million in corporate tax and 417 million ISK in property tax for the years 1999 to 2002. Thus, the Icelandic State has foregone income, which under normal circumstances would have been charged to the HFF's budget. It is the Authority's preliminary conclusion that the exemptions from corporate and property tax constitute aid elements. The Authority is not in possession of any up-dated figures for the years 2003 to 2006. Any forgone tax for these years would qualify, in light of the above assessment, as a transfer of State resources which favours the HFF.
The HFF is charged with preserving and earning a return on the funds it supervises. The return is intended to sustain the operations of the HFF. The HFF is, however, not required to pay out any dividends to its owner.
A normal market investor requires a sufficient return on his capital. It is the Authority's preliminary view that the fact that the HFF is per se relieved from paying out any dividends to its owner might imply that it is generating not a sufficient return on capital a normal market investor would expect and that this might imply foregone revenues for the State and thereby a transfer of State resources which favours the HFF.
The Icelandic Government argued that the special status of the HFF implied that it was not subject to the same rules (20) as private credit institutions, as regards capital adequacy requirements and minimum solvency ratio rules.
However, if the HFF were covered by the same rules as private credit institutions, then an exemption from these rules could imply State aid.
Capital adequacy requirements and minimum solvency ratio rules for credit institutions are contained in the Act referred to in point 14 of Chapter II(i) of Annex IX to the EEA Agreement (hereinafter referred to as ‘the Banking Directive’) (21). In this context, the Authority notes that the adaptation text (22) to Article 2(3) of the Banking Directive explicitly exempted from the scope of that Directive in Iceland the ‘Byggingarsjóðir ríkisins’ (literally translated ‘the State's Building Funds’ (23)). The Icelandic Government stated that this term was traditionally used for the funds operated by the predecessor of the HFF, namely the State Housing Board, which comprised the State Housing Fund and the Workers' Building Fund. The HFF was established by taking over all assets and obligations of the State Housing Board.
Furthermore, Article 1(1) of the Banking Directive defines a credit institution as ‘an undertaking whose business is to receive deposits or other repayable funds from the public and to grant credits for its own account […]’. Given the way the HFF's financing mechanism operates, the Authority cannot see how the HFF could be classified as a credit institution in the meaning of the Banking Directive because the HFF is not receiving any deposits or other repayable funds from the public.
In light of the above and for the limited purpose of identifying possible State aid elements, it is the Authority's preliminary conclusion that the HFF is not covered by the scope of the Banking Directive. The HFF is therefore not subject to the same rules as private credit institutions as regards capital adequacy requirements and minimum solvency ratio rules. Since the HFF is not subject to these rules, it is consequently not relieved of charges that it would normally bear from its own budget. Hence, excluding the HFF from these requirements seems not to entail an aid element.
In any event, even if the HFF should have been subject to these rules, an exemption from these rules seems not to imply that any State resources have been transferred to the HFF. A transfer of State resources is, however, a necessary condition, in order to qualify a measure as State aid in the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement (24).
1.2. Distortion of competition and effect on trade between Contracting Parties
The granting of loans for financing purchases of residential accommodation is a financial service which, in the present market circumstances, is predominantly of a local character and normally does not involve any direct cross-border transactions. Distortion of competition arising from financial advantages accorded to the HFF operating such services seems therefore prima facie likely to have only limited direct trade effects. However, it cannot be excluded that the aid, which is involved in the HFF system, threatens to distort competition between banks in the European Economic Area, by making it more difficult for them to enter the Icelandic housing mortgage loan market. Such a potential effect on trade is sufficient for State aid to be caught by Article 61(1) of the EEA Agreement.
1.3. Conclusion
In light of the above, it is the Authority's preliminary conclusion that the HFF system involves State aid within the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement. To enable the Authority to calculate the amount of potential State aid involved, it is necessary, in the course of this formal investigation procedure, to obtain up-dated figures concerning the HFF's financing mechanisms.
2. Notification requirement and Standstill obligation
Pursuant to Article 1(3) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, ‘the EFTA Surveillance Authority shall be informed, in sufficient time to enable it to submit its comments, of any plans to grant or alter aid (…). The State concerned shall not put its proposed measures into effect until the procedure has resulted in a final decision’.
The above notification requirement and standstill obligation concern ‘new aid’. On the other hand, ‘existing aid’ can be granted until the Authority finds the aid in question to be incompatible with the functioning of the EEA Agreement.
The HFF system was not notified to the Authority. The HFF was established and entered into force on 1 January 1999, i.e. after the entry into force of the EEA Agreement, taking over all assets and obligations of its predecessor, the State Housing Agency. In this context, the Icelandic Government argued that the HFF system had to be classified as existing aid.
The Authority does not share this point of view. In deciding whether or not an aid scheme is to be regarded as ‘new aid’ or ‘existing aid’, the Authority examines the relevant legal provisions providing for the aid in question and in particular the entry into force of these provisions.
In such cases the Authority is not obliged to carry out an economic analysis of the measure in question as compared to aid schemes which were in place prior to the introduction of the new legal provisions. This view is confirmed by the ruling of the Court of Justice in Namur-Les Assurances. In that ruling the Court held that ‘[…] the emergence of new aid or the alteration of existing aid cannot be assessed according to the scale of the aid or, in particular, its amount in financial terms at any moment in the life of the undertaking if the aid is provided under earlier statutory provisions which remain unaltered. Whether aid may be classified as new aid or as alteration of existing aid must be determined by reference to the provisions providing for it’ (25)(emphasis added).
The fact that the HFF system is the result of alterations to an old system, by merging different legal entities, and that a complete new law was adopted, which repealed the previous State Housing system, and which forms the legal basis of the HFF and the loan system, are sufficient grounds to classify the entire HFF system as ‘new aid’ within the meaning of Article 1(3) in Part I and Article 1(c) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement (26).
Therefore, it is the Authority's preliminary conclusion that the HFF system, established in 1999, constitutes ‘new aid’, which, pursuant to Article 1(3) in Part I of Protocol 3 of the Surveillance and Court Agreement, should have been notified to the Authority in advance (27). Since the HFF system was not notified to the Authority, it is considered to constitute ‘aid unlawful on procedural grounds’, in accordance with Articles 1(f) and 10 et seq. in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement (28). It should be recalled that any unlawful aid, which is finally not declared compatible with the functioning of the EEA Agreement, is subject to recovery, in accordance with Article 14 in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement. This issue will be further addressed below in section II.4. of this Decision.
3. Compatibility of the aid
The Authority cannot declare State aid compatible with the functioning of the EEA Agreement, if that aid would infringe other provisions of the EEA Agreement. SBV submitted in its initial complaint that the ‘Housing Financing Fund is incompatible with the EEA Agreement, in particular the competition rules, the rules on State aid, free movement of services, capital and the freedom of establishment’.
In relation to the competition rules, the free movement of services, capital and the freedom of establishment, the Authority assessed these allegations and restated in its annulled Decision that they were unfounded.
With regard to the alleged infringement of some of ‘the four freedoms’, the Authority found that it was the State aid which created the possible hindrances to the free movement of services, capital and establishment. The effect of these possible hindrances was indissolubly linked to the objective of the State aid. Therefore, the Authority concluded that the case should be assessed under the lex specialis of the State aid rules and that the rules on the ‘four freedoms’ should not be applicable (29).
This view was confirmed by the EFTA Court in this judgment of 7 April 2006, when it held that:
‘With regard to the effects that the HFF general loans scheme may have on the free movement of services and capital and the right of establishment, the Court holds that any such effects would indeed seem inherent in the State-supportive elements of the HFF system and therefore are so indissolubly linked to the object of the aid that it is impossible to evaluate them separately (see to this effect Case 74/76 Iannelli & Volpi SpA v Ditta Paolo Meroni [1977] ECR 557, at paragraph 14).’ (30)
With regard to the alleged infringement of the competition rules (the complainant alleged in particular an infringement of Articles 59(1) and 54 of the EEA Agreement), the Authority stated in the annulled Decision that SBV's complaint did not warrant the initiation of formal proceedings, since SBV did not substantiate that the HFF abused or will abuse its position as a consequence of the legislative framework by which it was governed.
In light of the above, it is the Authority's preliminary view that it sees no reasons why it should deviate from it original assessment on these points.
3.1. Article 61 paragraphs (2) or (3) of the EEA Agreement
The Icelandic Government argued, in the initial notification, that the derogation under Article 61(2)(a) of the EEA Agreement applies to the case at hand. The intervention of the State in the housing market through the HFF is, according to the Icelandic Government, based on particular social objectives and is limited in scope. The Icelandic Government submitted that the privilege accorded to the HFF, through the implicit State guarantee on the Bonds, does not in any way benefit the HFF, but only the recipients of funding from the HFF.
Article 61(2)(a) of the EEA Agreement declares State aid compatible with the functioning of the EEA Agreement, if the aid has a social character and is granted to individual consumers, provided that such aid is granted without discrimination related to the origin of the products concerned.
In the Authority's preliminary view, this derogation is not applicable to the case at hand. The aid is granted to the HFF, which is considered to be an undertaking in the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement (see above in section II.1), and not directly to individual consumers. Furthermore, consumers are bound to finance their housing by the HFF, in order to enjoy favourable conditions. Consumers are not free to benefit from State aid by their own choice of financial institution. Hence, the State aid is not granted without discrimination related to the origin, in this case, of the service concerned. Therefore, the aid is not neutral with respect to the operators in the market for house financing (31).
With regard to the other derogations mentioned in Article 61, paragraphs (2) and (3), of the EEA Agreement, the Authority takes the preliminary view that none of them are relevant to the case at hand. For example, although it is one of the objectives of the HFF to ensure territorial cohesion, it is not its primary goal to serve as an instrument for regional development. The HFF system is based on the universality objective and grants housing finance under the same conditions throughout Iceland, regardless of the region.
3.2. Article 59(2) of the EEA Agreement
State aid may be declared compatible with the EEA Agreement under Article 59(2) of the EEA Agreement (32) if it is necessary to the operation of the services of general economic interest and does not affect the development of trade to such an extent as would be contrary to the interests of the Contracting Parties.
The following conditions must be satisfied in the present case, in order for Article 59(2) of the EEA Agreement to apply:
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The service in question must be a service of general economic interest and must be accurately defined by the State (see below in point 3.2.1). |
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The undertaking in question must be entrusted by the State with the provision of such service (see below in point 3.2.1). |
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The application of the rules of the EEA Agreement must obstruct the performance, in law and fact, of the particular tasks assigned to undertakings entrusted with the operation of services of general economic interest (see below in point 3.2.2). |
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The derogation must not affect the development of trade within the EEA to an extent that would be contrary to the interest of the Contracting Parties (see below in point 3.2.3). |
In the context of assessing the HFF system under Article 59(2) of the EEA Agreement, the Authority will also apply Chapter 18C of the State Aid Guidelines. The purpose of Chapter 18C is to spell out the conditions under which State aid can be found compatible with the functioning of the EEA Agreement pursuant to Article 59(2) of the EEA Agreement.
As stated in point 24 of section 18C.5 of the State Aid Guidelines, Chapter 18C will apply as of the day of adoption by the Authority. The Authority adopted Chapter 18C on 20 December 2005. Furthermore, point 25 of section 18C.5 of the State Aid Guidelines states:
‘The Authority will apply the provisions of these guidelines to all aid projects notified to it and will take a decision on those projects after adoption of the guidelines, even if the projects were notified prior to adoption. In case of non-notified aid, the Authority will apply:
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The provisions of these guidelines if the aid was granted after the adoption of these guidelines; |
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The provisions in force at the time the aid was granted, in all other cases’. |
Thus, the Authority will take Chapter 18C of the State Aid Guidelines into account in its future assessment (33).
3.2.1. Definition of service of general economic interest and entrustment
The concept of service in the general economic interest means, among other things, that the State assigns ‘particular tasks’ to an undertaking (34). In order to qualify for classification as service of general economic interest, a service must have certain characteristics, the most important of which is that the service provided can not be provided in the same manner on the market and that the service should be clearly defined (35).
As an exception to the main rule in Article 59(1) of the EEA Agreement (36), the concept of ‘services of general economic interest’ must be interpreted restrictively (37) and applies only to activities of direct benefit to the public. Still, States remain free, in principle and where no common policy is established, to designate which services they consider to be of general economic interest and to organize these services as they see fit, subject to the rules of the EEA Agreement and the specific conditions laid down in Article 59(2) of the EEA Agreement (38). States may take account of objectives pertaining to their national policy when defining the service of general economic interest which they entrust to certain undertakings (39). Thus, the competence to define such services lies with the States, subject to scrutiny by the Authority. This scrutiny must essentially be conducted on a case-by-case basis.
In this assessment, the nature of the undertaking entrusted with the service is not of decisive importance, nor whether the undertaking is entrusted with exclusive rights, but rather the essence of the service deemed to be of general economic interest and the special characteristics of this interest that distinguish it from the general economic interest of other economic activities (40). In conducting such analysis the Authority has to consider the nature of the service, as well as the extent to which the same service is provided by the market on the same conditions, and in the case of a universal service, particularly, the State's legitimate objective to ensure continuity of service on acceptable conditions throughout its territory (41).
As mentioned above (in section I.3.2), the HFF granted, at the time the annulled Decision was adopted, loans in the form of general loans, additional loans and loans for rental housing. The annulled Decision accepted all three lending activities as services of general economic interest.
The relevant part of the annulled Decision reads as follows:
‘In this respect, the so-called “Husbanken-case” is of importance, as it also concerned the relationship between Article 59(2) of the EEA Agreement and State aid to a public undertaking with a view to provide cheap housing loans […]. In that case, the EFTA Court found that the services concerned were covered by Article 59(2) of the EEA Agreement, since the services concerned were specifically defined by Norway, limited to certain categories of houses and available to everyone on an equal basis. That the loans in the “Husbanken-case” were not restricted to people in weak financial situations could not, as had been argued by the applicant, lead to another result.
The Icelandic housing policy dates back more than 50 years and is based on the political goal to encourage private home ownership. To this end, public intervention in the Icelandic housing market has been aimed at making private housing affordable to a bigger proportion of the public. The HFF is the financing instrument whereby the Icelandic State pursues its public housing policy objectives. The Housing Act […] entrusts the HFF with the management and implementation of the housing affairs and lays down in detail the tasks of the HFF, the objectives and the HFF's financing mechanisms. The Icelandic State uses the HFF to channel capital to the housing sector and to provide house financing on more advantageous terms than are available on the open Icelandic capital market. The HFF is obliged to provide house financing at affordable tariffs and on equal conditions, irrespective of the profitability of individual operations […].
The loan system is available to everyone on equal terms and applies to the entire territory of Iceland, including sparsely populated areas, where asset evaluations differ compared to more densely populated areas. Thus, the HFF provides a universal service throughout Iceland on equal conditions. No private credit institution would be in the position to offer mortgage secured loans on equal conditions throughout the entire territory of Iceland. Asset evaluations differ between the Reykjavik area and sparsely populated areas. Prices and securities in real estate differ depending on where the dwelling is located in Iceland. In the Authority's opinion, this aim to correct regional imbalances must be considered as a task of general economic interest in the sense of Article 59(2) of the EEA Agreement both for the so-called additional loans and for the general loans.
The HFF's loan system contains also certain social dimensions. This is of course especially so for the additional loans. However, as the HFF loans will continue to be subject to a lending cap in the form of a maximum amount available, also the general loans entail a social element. These loans aim at financing housing that corresponds to the price of average apartments in Iceland. The HFF's loans alone will not be sufficient to finance high priced property. The relative advantage to house owners, due to the cheap loans that the HHF can offer, is accordingly inversely proportionate to the amounts they wish to loan and thereby, also to the price of the house. In this respect, the Authority has no reason to contest the notified increase in lending terms, since this increase is necessary to, inter alia, take account of inflation in housing prices in recent years.
Additionally, the Icelandic Government has introduced a new provision to the effect that HFF's loans will be limited to two dwellings for each applicant. In exceptional circumstances, a loan for a third dwelling could be authorised, but it would be up to the Board of Directors to define the precise rules for such an exception.
In light of the above, the Authority concludes that the HFF is entrusted with services of general economic interest, given their social and universal dimension, distinguishable from the economic interest of other economic activities, within the meaning of Article 59(2) of the EEA Agreement.’
SBV's application to the EFTA Court, concerning doubts as to whether HFF loans could qualify as a service of general economic interest, was limited to the general loans scheme. The EFTA Court consequently limited its review on the general loans and did not address the other two loan schemes.
With regard to the question, whether the HFF general loans scheme could qualify as a service of general economic interest, the EFTA Court held:
‘The tasks of the HFF are defined in the Housing Act and further laid down by Regulations and ministerial decisions. The HFF general loans system is intended to promote security and equal rights as regards housing in Iceland by providing loans on manageable terms to the general public throughout the territory of Iceland and thereby foster private home ownership. This goes beyond the normal economic interest of operators in the financial sector. A service with this objective may qualify as a service of general economic interest justifying State aid, provided that the service fulfils the requirements laid down in Article 59(2) EEA. In that respect, the presumptions or conditions under which the HFF system operates (cf. Case E-4/97 Husbanken II, at paragraph 48) will be addressed below.’ (42)
When the EFTA Court later turned in its judgment to the presumptions or conditions under which the HFF system operates, it held:
‘[…] it is necessary to address the question of whether the conditions under which the loans were granted did not go beyond what was necessary for HFF to perform the tasks entrusted to it. The Court recalls that the ultimate aim of the State's intervention in lending services through the general loans scheme is to foster private home ownership in Iceland through lending on “manageable terms”. A service rendered with such an objective may, as has been stated above, be considered legitimate under Article 59(2) EEA. However, ESA has to make sure that public intervention does not, in reality, pursue other goals than those defined by Icelandic law or exceed what is necessary to achieve the defined goal.
In that regard, the Court notes that unlike the cost and size limitations practiced by the Norwegian Husbanken in Case E-4/97 Husbanken II, the HFF's relative and absolute lending caps do not limit the subsidised lending scheme to dwellings which fulfil certain criteria. They only limit the amount one may borrow from the HFF for any dwelling, regardless of the value or size of that dwelling. There is no limit as to how big or valuable a dwelling may be and still be eligible for a general loan under the HFF scheme; there are only limits to how much the HFF may grant as a general loan.
Moreover, the HFF general loans scheme is not limited to the financing of one unit of residential housing for each borrower. This means that in principle the system may provide financing for houses or apartments build or purchased for investment purposes. In 2004, a general limit of two units was introduced. As the Government of Iceland has pointed out, there may be social policy reasons why certain persons need to own more than one unit. The provision of more than one loan to the same person has not, however, been made dependent on that person fulfilling any criteria relating to such reasons.
These features mean that in principle the HFF general loans scheme provides subsidised financing, up to a certain limit, for any house or apartment regardless of size and value, and also for construction or purchase of residential units for investment purposes. The scheme is not formally limited to assisting the average citizen in financing his or her own dwelling. Even if it may be so that few people have in fact exploited these features of the system, they raise questions under Article 59(2) EEA. The Court recalls in this context that the HFF scheme is intended to promote security and equal rights as regards housing by providing loans on manageable terms. Whether the above-mentioned features of the aid system at stake go beyond this is not clear. That warrants an in-depth assessment, with the opportunity for interested parties to comment. […]’ (43)
In its initial assessment, the Authority placed emphasis on three elements, in order to qualify HFF general loans as services of general economic interest:
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First, the element of affordable house financing. In other words, the fact that the Icelandic State has used its more favourable credit rating to raise money at lower cost than the banks could have done, thereby fulfilling the obligation to provide residents in Iceland with affordable house financing on ‘manageable terms’. |
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Second, the element of territorial cohesion. The HFF general loans ensured territorial cohesion, because they provided affordable house financing on equal terms throughout the entire Icelandic territory. Commercial banks were not granting loans at affordable rates outside the Reykjavik area. |
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Third, a social element. The Authority endorsed an underlying social motivation of HFF's general loans to support only ‘average housing’. |
With regard to the first element of affordable house financing, the Authority understands that the EFTA Court did not rule out per se that State intervention in lending services through general loans, which pursues the objective of fostering private home ownership through lending on ‘manageable terms’ may be considered legitimate under Article 59(2) of the EEA Agreement. In this respect, it is also important to note that the EFTA Court clarified in its judgment that the Contracting Parties enjoy a margin of discretion in deciding what ‘manageable terms’ should mean in relation to a housing financing scheme which qualifies as a service of general economic interest (44). In this respect, it is the Authority's preliminary view that until August 2004 commercial banks in Iceland have not offered house financing on ‘manageable terms’. As confirmed in the judgment of 7 April 2006, SBV stated that its members were only from August 2004 onwards able to match the interest rate of HFF general loans (45). Concerning the element of affordable house financing, the Authority needs up-dated information on the development on the Icelandic mortgage market after the annulled Decision was taken, in order to assess to what extent commercial banks have offered mortgage secured loans on terms the Icelandic State would consider as manageable.
With regard to the second element of territorial cohesion, it is the Authority's preliminary conclusion that this element is an important factor to assess whether the HFF general loans system can qualify as a service of general economic interest. It is the Authority's opinion that SBV has not submitted any tangible evidence during the EFTA Court proceedings, which demonstrated that the commercial banks have offered and actually granted loans on ‘manageable terms’ outside the Reykjavik area during the period between 1999 and August 2004. Furthermore, in the Authority's view, SBV has submitted so far no evidence which showed that commercial banks have offered and granted loans on ‘manageable terms’ outside the Reykjavik area after August 2004.
Finally, with regard to the social element, the EFTA Court raised concerns whether the current conditions ensure that the general loans are formally limited to assisting the ‘average citizen in financing his or her own dwelling’. The EFTA Court criticized that the current features imply that in principle the HFF general loans scheme provides subsidised financing, up to a certain limit, for any house or apartment regardless of size and value, and also for construction or purchase of residential units for investment purposes. In light of the EFTA Court's conclusions on this point, doubts are raised whether the conditions for the lending services through general loans pursue a sufficiently restricted social objective.
With regard to additional loans, the Authority takes the preliminary view that these loans could be declared as services of general economic interests. Additional loans were granted to individuals with low income and limited assets for the construction or purchase of their own residential housing. Finally, concerning loans for rental housing to municipalities, associations and companies for the construction or purchase of residential housing to be rented out, the Authority takes the preliminary view that these loans might be qualified as services of general economic interests, if they pursue a sufficiently restricted social objective, in line with the concerns raised above, or if the private market is not providing for such kind of loans. To arrive at a final conclusion on these points the Authority would need up-dated information.
With regard to unlawfully granted State aid under the HFF system after the 20th of December 2005 (see above sections II.2 and II.3.2 of this Decision), it should be recalled that point 11 in section 18C.2.3 of the State Aid Guidelines requires that the responsibility for operation of the service of general economic interest must be entrusted to the undertaking concerned by way of one or more official acts, the form of which may be determined by each EFTA State. The act or acts must specify, in particular:
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the precise nature and the duration of the public service obligations; |
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the undertaking(s) and territory concerned; |
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the nature of any exclusive or special rights assigned to the undertaking; |
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the parameters for calculating, controlling and reviewing the compensation; |
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the arrangements for avoiding and repaying any overcompensation. |
In the Authority's preliminary view, it is doubtful whether the HFF system complies with all of the above mentioned conditions, in particular with regard to the duration of the public service obligation and arrangements for avoiding and repaying any overcompensation.
3.2.2. Obstruction of the performance of the particular tasks
Article 59(2) of the EEA Agreement states that the rules of the EEA Agreement (here the State aid rules) apply as long as this does not obstruct, in law and fact, the fulfilment of the task of general economic interest entrusted to the given undertaking. In other words, the derogation contained in Article 59(2) of the EEA Agreement is only applicable to the extent that it is necessary so that the undertaking in question can fulfil the task of general interest which has been conferred on it (46). This requirement of necessity is simply an expression of the principle of proportionality.
It is incumbent upon the State, which invokes Article 59(2) of the EEA Agreement, to demonstrate that this condition is met. Thus, the State must set out in detail the reasons for which, in the event of elimination of the measures, the performance of the tasks of general economic interest under economically acceptable conditions would, in its view, be jeopardized (47). However, that burden of proof cannot be so extensive as to require the EEA State to go even further and prove, positively, that no other conceivable measure could enable those tasks to be performed under the same conditions (48).
On these points, the annulled Decision stated:
‘In the Authority's view, the HFF would not be able to perform the same level of services of general economic interest, described above, without any State support. However, the above mentioned proportionality test also requires that the State support for the obligation to render a service of general economic interest must be based on the costs of such specific service. Therefore, in the following it will be assessed whether the HFF's costs to render the service of general economic interest are overcompensated and whether the State support is limited to what is necessary for the HFF to perform the specific service in question.
As stated above, the implicit State guarantee, the exemptions from taxes, the abstention from paying any dividends and the interest support imply that the HFF receives State aid in the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement. On the other hand, the costs for the HFF can be said to be the interest support the final consumers get as a result of the HFF's lending activities. To the extent the HFF is able to be funded at lower costs than competing financial institutions, a benefit may be said to accrue to the HFF. Correspondingly, to the extent it is obliged to lend at lower rates than competing institutions, costs may be said to be incurred. In other words, as long as the HFF's is forced to lend at rates lower than market rates, it is forced to abstain from revenue.
While the HFF can raise money cheaply because of the State guarantee, it is not free to set interest rates to the public. Until the end of June 2004 it could only charge an interest rate on its loans that was 0,35 percentage points higher than its funding rate. As tables 2 and 3 above show, this margin was clearly lower than margins charged by other financial institutions. This means that low funding costs obtained by the HFF due to the State guarantee were transferred to the final consumers.
The charge of 0,35 percentage points was supposed to cover current operational costs of the HFF, provisions for losses on loans and to provide for a certain return on equity such that the HFF sustains its activity without drawing on direct State grants. Back in 1993 the margin was fixed at 0,25 percentage points. However, it turned out that this margin was a too small to cover losses on loans. Therefore, the margin was increased to 0,35 percentage points in 1994. A new review was undertaken in 1997. It was then concluded that the 0,35 % margin would be sufficient. Looking at developments for the years from 1999 to 2002, as shown in table 1 above, it also appears that this mark-up was appropriate to cover just operating expenditures, loss provisions and to yield a certain rather modest net profit, such that equity was kept rather stable in relation to total assets. Against this background the Authority concludes that the mark-up of 0,35 percentage points was and still is appropriate to just cover these different provisions.
The changes in the lending system as of 1 July 2004 have, introduced a new cost element that needs to be assessed. As of that date, the interest margin has been increased by 25 basis points. This increase stems from the fact that the previous bond swap system has been abolished and that direct cash lending has been introduced. As the Icelandic Government has pointed out, this implies that the HFF takes on new risks related to interest rate developments. Mortgage holders will, as before, have the possibility of prepayment of loans at par while the HFF cannot redeem its obligations in the same manner. Before 1 July 2004 HFF had the possibility to prepay its funding at par. The new situation creates new risks for HFF as developments in interest rates are uncertain. A fall in interest rates will normally increase prepayments while HFF does not have an identical means of adjusting its funding.
The value, or the cost, related to this new risk is naturally uncertain. The financial consultant estimated it to be in the range of 15 to 35 basis points. The Financial Supervisory Authority and the State Guarantee Fund have called for caution when fixing the additional mark-up to cover the risk. Under these circumstances, and also taking into account the new provisions on solvency ratio according to the Rules of the Financial Supervisory Authority, the Authority can accept that the increase in the interest rate margin for HFF with 0,25 percentage points is what is necessary to cover the costs of the new risks HFF is facing.
The Authority also takes note of the statement from the Icelandic Government that HFF's interest margin shall be reviewed regularly on the basis of HFF's performance and the risks it is facing at any given time. The Icelandic Government has also stated that building up funds inside HFF beyond what is required to maintain the solvency rate of 5 % is not the policy of the Government and would run counter to the expressed policy of enabling the borrowers to gain directly from the operation of the housing lending system.
According to the Icelandic Government, a common dividend requirement for Icelandic banks is some 15 % on equity. If the HFF were to be subject to a similar dividend policy and also subject to normal taxation, the interest mark-up would need to be increased correspondingly as the current margin would not provide for any means to cover such obligations. The Icelandic Government has estimated what the necessary interest mark-up would be in such a case, taking into account an 8 % capital adequacy ratio — instead of the current 5 % — and concluded that the mark-up would increase by 65 to 80 basis points above the current level. To the extent that the HFF were subject to the same taxation and dividend requirements as commercial banks, borrowing costs would increase for the ultimate borrowers, corresponding to what the State would charge in the form of taxes and dividends. When the Icelandic Government abstains from taxes and dividends in relation to the HFF, it is just to keep interest rates for house buyers low such that the Government is able to offer the service of general economic interest, namely to provide the Icelandic population with affordable housing.
As far as direct interest support is concerned, the HFF is obliged in certain conditions to grant interest support to low income families. To some extent such support has been granted by drawing on the Fund's own equity. In other instances the HFF has received direct contributions from the State. These contributions have been transferred directly to the beneficiaries and have not left the HFF with any extra financial means.
In light of the above and as demonstrated by the Icelandic Government, the mark-up of 0,35 percentage points applicable until 30 June 2004 and the mark-up of 0,60 percentage points thereafter can be justified as an appropriate margin to cover the expenses of running the HFF. In other words, it is reasonable to assume that the benefit of the HFF's low borrowing rate is fully transferred to the final consumers. The Authority has not detected any overcompensation to the HFF. The benefits it receives are passed on to the final consumers.
In conclusion, the Authority is of the view that the HFF's costs to render the service of general economic interest are not overcompensated and that the State support is limited to what is necessary for the HFF to perform the specific service in question’.
With regard to possible doubts as to the proportionality assessment of HFF's general loans, the EFTA Court held:
‘[…] This must include an assessment of whether the subsidised HFF general loans scheme is a suitable means of attaining its objective. There is no reason why a service which is not suitable to meet its aim should benefit from a derogation from the EEA rules. Furthermore, this also calls for an analysis of whether the HFF, or a different provider, could have provided loans at the same “manageable terms” as the HFF provided at the relevant time without, or with less State aid.
Firstly, with regard to suitability, the Applicant has claimed that the low interest rate on HFF general loans has led to a general increase in prices for houses and apartments which neutralises the effects of the low interest rates, since purchasers need to borrow more money in order to buy a certain house or apartment than they would have had to with lower prices.
The Court does not find it doubtful that the low interest rate on HFF general loans did not lead to price increases which completely neutralised the effect of the low interest rate. With respect to any lesser effect on housing prices, regard must be had to the margin of discretion which the Contracting Parties must enjoy in deciding what “manageable terms” should mean in relation to a housing financing scheme which qualifies as a service of general economic interest. As a consequence, the Contracting Parties must also enjoy a margin of discretion in deciding what constitutes a sufficient effect of the low interest rates on the real burden on borrowers' economy. In the end, it is this burden that borrowers have to be able to manage. For that reason, as long as it is not established that the effect of the low interest rate on HFF general loans is completely neutralised by an increase in housing prices, the HFF general loan scheme must be considered suitable to meet its aim.
Secondly, as to the question of whether there were doubts that neither the HFF, nor a different provider, could have provided loans at the same “manageable terms” at the relevant time without, or with less, State aid, the Court recalls that the interest rates charged by the HFF for its general loans are calculated on the basis of its funding costs, with an added margin set by the Minister of Social Affairs. This margin was set at 0,6 percentage points from 1 July 2004, up from 0,35 percentage points. The funding costs consist mainly in the interest paid on bonds issued by the HFF. In this context, the HFF benefits from the State guarantee which follows from the State's unlimited liability for the HFF's debts as its owner.
The Court does not find it doubtful that the State aid provided to the HFF system did not go beyond what was necessary in the case at hand to allow the HFF to cover expected losses and operate the general loans system under economically acceptable conditions (see, for comparison, Case C-157/94, Commission v Netherlands [1997] ECR I-5699, at paragraphs 52 and 53). This does not mean, however, that the general loans system as operated by the HFF is necessarily compatible with the EEA Agreement.
With regard to the ability of any other provider to supply the same service as the HFF, but without State support, the Court recalls that Contracting Parties must be allowed a margin of discretion with regard to what exactly should be considered affordable terms in relation to such schemes. In this regard, a Contracting Party cannot be bound to what other Contracting Parties, in leaving this kind of housing financing completely to the market, implicitly consider acceptable. The Court does not find that it has been demonstrated that doubts existed as to whether the regular banks did match the HFF interest rate level on comparable loans in any part of Iceland prior to the annulled Decision, or would have been able to do so without State support. Indeed, the Applicant has stated that it was only from August 2004 onwards that the banks were able to match the interest rate of HFF general loans.
Neither does the Court find that it has been demonstrated that doubts existed as to whether an alternative model for State-supported housing financing through the banks, the so-called “whole-sale alternative”, would enable the banks to provide the same loans as the HFF were providing at the relevant time without this support constituting State aid, or with less State aid and without the risk of cross-subsidisation.’ (49)
The Court endorsed the Authority's initial assessment that there were no doubts that the commercial banks did not match the HFF interest rate level on comparable loans in any part of Iceland prior to the annulled Decision, or would have been able to do so without State support. SBV itself stated that it was only from August 2004 onwards that commercial banks were able to match the interest rate of HFF general loans. With regard to the developments on the Icelandic mortgage market after the annulled Decision was taken, the Authority would require up-dated information, in order to assess to what extent commercial banks have offered loans on terms that the Icelandic State would consider ‘manageable’.
Should the Authority's assessment reveal that commercial banks have offered loans in the Reykjavik area since August 2004 on terms that the Icelandic State would consider ‘manageable’, concerns could be raised as to what extent the HFF needs to offer general loans within the Reykjavik area, in order to enable the HFF to grant general loans outside the Reykjavik area.
With regard to alternative models to the HFF system, it is the Authority's preliminary view that the presented models do not seem to be less distortive to competition.
With regard to unlawfully granted State aid under the HFF system after the 20th of December 2005 (see above sections II.2 and II.3.2 of this Decision), it should be recalled that point 18 in section 18C.2.4 of the State Aid Guidelines states that ‘[w]hen a company carries out activities falling both inside and outside the scope of the service of general economic interest, the internal accounts must show separately the costs and receipts associated with the service of general economic interest and those associated with other services, as well as the parameters for allocating costs and revenues’.
Furthermore, point 19 in section 18C.3 of the State Aid Guidelines states that ‘… EFTA States must check regularly, or arrange for checks to be made, to ensure that there has been no over-compensation’.
Without prejudice to the Authority's final Decision in the present case, for any HFF services which might fall outside the scope of services of general interest, the HFF would be required to comply with the above mentioned accounting requirements.
3.2.3. Development of trade and the interest of the Contracting Parties
Article 59(2) of the EEA Agreement further involves an assessment of whether the specific service in question affects the development of trade to an extent contrary to the interests of the Contracting Parties (50). The Authority is charged with striking a balance between the right of Iceland to invoke the derogation and the interest of the Contracting Parties to avoid distortions of competition and restrictions to the ‘four freedoms’ (51).
This entails that it must be established that the performance of the service of general economic interest does not affect competition and unity of the market established by the EEA Agreement in a disproportionate manner. It is, however, not required that the measures adopted be the least restrictive possible (52). Rather, the test is of a negative nature: it examines whether the measure adopted is not disproportionate (53). This ‘negative test’ has once more been confirmed by the EFTA Court in its ruling of 7 April 2006 (54). A reasonable relationship between the aim and the means employed is satisfactory (53). Thus, the Authority does not have competence to strike down a measure that otherwise fulfils Article 59(2) of the EEA Agreement simply because the measure might, in some minor aspects and details, go further than what is strictly necessary to fulfil the aims behind it. It is for the States to define their policies and organize general interest services, leaving the Authority no power to take a position on the organization and scale of the service or the expediency of the political choice made. Even if it were successfully shown that the scheme in question were not an optimally efficient one, this alone would not lead to the conclusion that the distortive effects are necessarily disproportionate to the goals assigned.
On this point, the Authority concluded in its annulled Decision:
‘The EEA Agreement establishes inter alia the general principles, both applicable to financial services, of the right of establishment for nationals of the EEA States and their freedom to provide services within the territory of the Contracting Parties. However, the secondary legislation which, under the EC Treaty and the EEA Agreement, has been adopted to make these basic provisions effective, does not extend to specialised housing finance institutions like the HFF( (55)). Consequently, such institutions are at present not able to benefit from the principles of mutual recognition and home country control contained in the banking legislation of the EEA Agreement. Therefore, due to different national credit rules and practices and the absence of effective harmonisation or mutual recognition at EEA level for such institutions, there continue to be considerable obstacles to effective cross-border operations in this area.
In most developed countries, including most parties to the EEA Agreement, Governments, both at central and local level, intervene in housing and housing finance markets. This intervention takes different forms from one State to another, depending, inter alia, on certain realities in the housing markets, in particular the pattern of housing tenure, and the objectives of the housing policy of the Governments concerned. There is, for instance, likely to be a relationship between the extent to which private individuals' home ownership is an objective of public housing policy and the scope of intervention by the Government concerned in housing finance; a Government that sees it as an important objective to its housing policy that as many households as possible own their own dwelling, like in Iceland, is likely to want to support the financing of such investments on a broad scale.
As already stated above, the Authority considers long-term house financing for residential accommodation to be the relevant market for the assessment in the present case.
As submitted by the Icelandic Government, the Icelandic market for mortgage loans is largely divided between three main actors. These are the HFF, the pension funds and other private credit institutions. The HFF had, in 2002, a market share of approximately 78 % of that market. The market share of pension funds was, in 2002, approximately 17 %. The remaining 5 % was taken by private credit institutions. The Icelandic Government submitted figures showing that the HFF had, in 2002, a total amount of ISK 382 billion in mortgage loans, compared to ISK 84 billion of the pension funds and ISK 27 billion of private banks (56).
The granting of loans for financing purchases of residential accommodation is a financial service which, in the present market conditions, is predominantly of a local character and normally does not involve any direct cross-border transactions. Distortion of competition arising from financial advantages accorded to the HFF operating such services are therefore prima facie likely to have only limited direct trade effects.
The HFF is not entitled to grant any loans for the financing of dwellings outside Iceland. The HFF's activities are, as laid down in the Housing Act, targeted exclusively towards promoting Icelandic housing policy.
Today no foreign banks are granting cross-border mortgage loans in ISK to Icelandic households. Furthermore, there are currently no foreign financial institutions or representative offices of foreign financial institutions in Iceland. The Icelandic economy is very limited in size. The limited number and small size of transactions in trade in the foreign exchange markets of the ISK warrants only limited interest from foreign banks. The special geography and the scattered population outside the Reykjavik area further reduces the foreign interest for lending to the Icelandic housing market. That foreign banks do not even operate representative offices in Iceland underpins the lack of interest in the Icelandic financial market. In the absence of any “flourishing” financial activities of foreign banks on the Icelandic market outside the particular market for long term housing loans, it can therefore hardly be argued that it is the State aid to the HFF which prevents foreign banks from entering the Icelandic financial market.
In the light of the above, given the limited size of the Icelandic housing market, with its special geographic and demographic features, the Authority is of the opinion that the HFF's financing mechanism does not affect the development of trade to an extent contrary to the interests of the Contracting Parties.’
With regard to the assessment of whether HFF general loans did not affected the development of trade contrary to the interest of the Contracting Parties, the EFTA Court held:
‘As part of the assessment of whether the scheme did not affect the development of trade to such an extent as would be contrary to the interest of the Contracting Parties, the relevant market must be defined. ESA considered “long-term house financing for residential accommodation” to be the relevant product market (see section II point 3.2.3 of the annulled Decision). It is not obvious to the Court that the assessment should be limited in scope in this way, excluding the possible effects of the aid granted to the HFF on other parts of the EEA internal market, in particular the financial markets. For that reason, the definition of the relevant market in this particular case is also an issue which interested parties ought to be able to comment upon in a formal investigation procedure. The further assessment of the consequences of the HFF general loan system on the development of trade will depend to a considerable extent on the definition of the relevant market which the formal investigation procedure will lead to.’ (57)
In light of the EFTA Court's conclusions on this point, the Authority would require for its further assessment information as to what extent the aid granted to the HFF could affect other parts of the EEA internal market, in particular other financial markets, such as, for example, the private lending market.
3.3. Conclusion
Doubts are raised, in light of the EFTA Court's ruling of 7 April 2006, whether the HFF system, partly or in its entirety, can be declared compatible with the State aid rules, according to Article 59(2) of the EEA Agreement.
4. Recovery
According to Article 14(1) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, ‘[w]here negative decisions are taken in cases of unlawful aid, the EFTA Surveillance Authority shall decide that the EFTA State concerned shall take all necessary measures to recover the aid from the beneficiary (hereinafter referred to as a “recovery decision”). The EFTA Surveillance Authority shall not require recovery of the aid if this would be contrary to a general principle of EEA law’.
In other words, any unlawful aid which cannot be declared compatible with the State aid rules will be subject to recovery. In case of recovery, it is the Authority's preliminary view that, in the case at hand, no legitimate expectations could be invoked, which would preclude the recovery.
According to settled case-law, ‘[…] undertakings to which an aid has been granted may not, in principle, entertain a legitimate expectation that the aid is lawful unless it has been granted in compliance with the procedure laid down in that article. A diligent businessman should normally be able to determine whether that procedure has been followed’ (58).
However, a recipient of illegally granted aid is not precluded from relying on exceptional circumstances on the basis of which it had legitimately assumed the aid to be lawful and thus declining to refund that aid (59). Because the aid at stake was not notified in advance, it is necessary to examine whether the Authority's favourable Decision No 213/04/COL, which approved the HFF system, is to be regarded as an ‘exceptional circumstance’ within the meaning of the case-law referred to. Such an assessment must be made in the light of the purpose of the protection of legitimate expectations.
In the Authority's view, the judicial review by the Community Courts or the EFTA Court of decisions concerning State aid cannot be regarded as an exceptional and unforeseeable event, forming as it does an integral and essential part of the system established by the EC Treaty and the corresponding provisions in the EEA Agreement and the Surveillance and Court Agreement for that purpose. A diligent businessman should be well aware of the fact that a decision, to the effect that a State measure is declared compatible, is, within the time-limit of two months referred to in Article 230 EC and Article 36 of the Surveillance and Court Agreement, liable to be challenged before the Community Courts or the EFTA Court.
The Court of Justice itself has, moreover, and indeed recently, stated that ‘[…] in view of the mandatory nature of the supervision of State aid by the Commission under Article 88 EC, undertakings to which aid has been granted cannot, in principle, entertain a legitimate expectation that the aid is lawful unless it has been granted by the procedure laid down in that article […] It follows that so long as the Commission has not taken a decision approving aid and so long as the period for bringing an action against such a decision has not expired, the recipient cannot be sure as to the lawfulness of the proposed aid which alone is capable of giving rise to a legitimate expectation on his part’ (60).
Subsequently, to the same effect, in Spain v Commission, the Court made it clear that ‘[t]he fact that the Commission initially decided not to raise any objections to the aid in issue cannot be regarded as capable of having caused the recipient undertaking to entertain any legitimate expectation since that decision was challenged in due time before the Court, which annulled it. However regrettable it may be, the Commission's error cannot erase the consequences of the unlawful conduct of the Kingdom of Spain’ (61).
Any argument to the contrary would render ineffective the review conducted by the Community judicature and the EFTA Court of the legality of a positive State aid decisions. If it were to be concluded that such a decision automatically gives rise to legitimate expectations on the part of the recipients, competitors of those recipients or other third parties harmed by the decision would have no interest in attacking the vitiated measure. That is because any annulment of a positive State aid decision would ultimately become a ‘pyrrhic victory’, since the negative effects of the decision could never be eliminated (62).
The Authority, therefore, preliminarily considers that the adoption of a favourable decision by the Authority regarding aid cannot in itself be regarded as an event which causes the recipient of that aid to entertain legitimate expectations as to its lawfulness.
5. Conclusion
It is the Authority's preliminary conclusion that the HFF system constitutes unlawful aid on procedural grounds. Doubts are raised whether the HFF system, either partly or in its entirety, can be declared compatible with the State aid rules, according to Article 59(2) of the EEA Agreement. Any unlawful aid which ultimately will be declared incompatible with the State aid rules will be subject to recovery.
HAS ADOPTED THIS DECISION:
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1. |
The Authority has decided to open the formal investigation procedure provided for in Article 1(2) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement with regard to the Icelandic Housing Financing Fund. |
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2. |
The Icelandic Government is requested, pursuant to Article 6 in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, to submit its comments on the opening of the formal investigation procedure within two month from the notification of this Decision and to provide all such information as may help to assess the aid measure. |
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3. |
Other EFTA States, EC Member States, and interested parties shall be informed by the publishing of this Decision in its authentic language version, accompanied by a meaningful summary in languages other than the authentic language version, in the EEA Section of the Official Journal of the European Union and the EEA Supplement thereto, inviting them to submit comments within one month from the date of publication. |
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4. |
This Decision is addressed to the Republic of Iceland. |
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5. |
This Decision is authentic in the English language. |
Done at Brussels, 21 June 2006
For the EFTA Surveillance Authority
B. T. GRYDELAND
President
K. JAEGER
College Member
(1) Hereinafter referred to as ‘the EEA Agreement’.
(2) Hereinafter referred to as ‘the Surveillance and Court Agreement’.
(3) The cartouche of this Decision is published in OJ 2005 C 112, page 8. The cartouche makes reference to the EFTA Surveillance Authority's website, where the non-confidential full text of the Decision is available: www.eftasurv.int/fieldof work/fieldstateaid/stateaidregistry/
(4) Judgment of 7 April 2006, Case E-9/04 The Bankers' and Securities' Dealers Association of Iceland v EFTA Surveillance Authority [2006] EFTA Court Report (not yet reported). The judgment is available at the EFTA Court's website: www.eftacourt.lu
(5) Procedural and Substantive Rules in the Field of State Aid (hereinafter referred to as the ‘State Aid Guidelines’), adopted and issued by the Authority on 19 January 1994, published in OJ 1994 L 231. The State Aid Guidelines are available on the Authority's website: www.eftasurv.int
(6) The Icelandic Government provided English translations of these laws. Quotes from these laws in this decision are based on the translation provided by the Icelandic Government.
(7) The cartouche of this Decision is published in OJ 2005 C 112, page 8. The cartouche makes reference to the EFTA Surveillance Authority's website, where the non-confidential full text of the Decision is available: www.eftasurv.int/fieldof work/fieldstateaid/stateaidregistry/.
(8) Judgment of 7 April 2006, Case E-9/04, cited above.
(9) The Housing Act was amended by Act No 57/2004. Act No 57/2004 entered into force on 1 July 2004, except for Temporary Provision I, which entered into effect immediately (see Article 22 of Act No 57/2004).
(10) As amended, and various regulations, inter alia, Regulation No 544/2004 on ‘the Financing and Risk Management of the Housing Financing Fund’, Regulation No 522/2004 on ‘Borrowers' Mortgages and HFF Bonds’ and Regulation No 521/2004 on ‘Loan Proportions and Maximum Amounts of Borrowers' Mortgages’.
(11) Section XII of the Housing Act. For example, according to Article 52 of the Housing Act, Act. No 97/1993 on the State Housing Board was repealed.
(12) Article 53 of the Housing Act merged the State Housing Fund and the Workers' Building Fund and transferred the rights, assets, liabilities and obligations of these two funds to the HFF.
(13) The above wording reflects the situation prior to 1 July 2004, i.e. prior to the entering into force of Act No 57/2004. Article 10 of the Housing Act was amended by Article 4 of Act No 57/2004. According to this amendment, the HFF finances its tasks with the income from the fund's equity capital (i.e. the payments, interest and indexation of granted loans), by issue and sale of HFF bonds and by borrowing as provided for in the Budget Act at any particular time and by service charges as provided for in Article 49.
(14) This is the wording prior to 1 July 2004. After that date Article 5 of Act No 57/2004 amended Article 11 of the Housing Act and, inter alia, changed the title of that Article to: Management of Assets and Liabilities (this translation has been provided by the Icelandic Government).
(15) This translation was provided by the Icelandic Government.
(16) NFS, 10 May 2006.
www.visir.is/apps/pbcs.dll/article?AID=/20060510/FRETTIR01/60510079/1091
(17) Case C-118/85 Commission v Italy [1987] ECR 2599; Case C-41/90 Klaus Höfner and Fritz Elser v Macrotron GmbH [1991] ECR I-1979; Case C-69/91 Decoster [1993] ECR I-5335. See similar Case E-4/97 Norwegian Bankers' Association v EFTA Surveillance Authority [1999] Report of the EFTA Court, page 3, paragraph 30.
(18) Case C-280/00 Altmark Trans GmbH [2003] ECR I-7747.
(19) With regard to the question whether the HFF is actually entrusted with public service obligations, see the discussion below in section II.3.2.1.
(20) The Icelandic Government referred in this context to Directive 2000/12/EC on credit institutions.
(21) Directive 2000/12/EC of the European Parliament and the Council of 20 March 2000 relating to the taking up and pursuit of the business of credit institutions (OJ L 126, 26.5.2000, p. 1), as amended.
(22) The adaptation text mentioned in point 14(a) of Chapter II(i) of Annex IX to the EEA Agreement.
(23) This translation has been provided by the Icelandic Government.
(24) Case C-379/98 PreussenElektra AG v Schleswag [2002] ECR I-2099.
(25) Case C-44/93 Namur-Les Assurances du Crédit SA [1994] ECR I-3829, paragraph 28.
(26) Furthermore, Article 4(1), first sentence, of the Authority's Decision No 195/04/COL of 14 July 2004 states that ‘[f]or the purposes of Article 1(c) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, an alteration to existing aid is any change, other than modifications of a purely formal or administrative nature which cannot affect the evaluation of the compatibility of the aid measure with the common market’.
(27) The European Commission Decision No 2005/842/EC of 28 November 2005 on the application of Article 86(2) EC (which corresponds to Article 59(2) of the EEA Agreement) to State aid in the form of public service compensation granted to certain undertakings entrusted with the operation of services of general economic interest (OJ L 312, 29.11.2005, page 67) lays down the conditions under which certain types of public service compensation constitutes State aid compatible with Article 86(2) EC and exempts compensation satisfying those conditions from the prior notification requirement. The Decision has not yet been incorporated into the EEA Agreement. Public service compensation which constitutes State aid and does not fall within the scope of Decision No 2005/842/EC will still be subject to the prior notification requirement, also after that Decision has been incorporated into the EEA Agreement. In any event, it should be noted that, with regard to house financing, Article 2(1)(b) of Commission Decision No 2005/842/EC only exempts public service compensation granted to social housing undertakings. Recital 16 of Commission Decision No 2005/842/EC further specifies that social housing undertakings should be understood as meaning ‘… undertakings in charge of social housing providing housing for disadvantaged citizens or socially less advantaged groups, which due to solvability constraints are unable to obtain housing at market conditions…’.
(28) Since the Authority's Decision No 213/04/COL was annulled by the EFTA Court's judgment of 7 April 2006 in Case E-9/04, the aid granted under the HFF system remains unlawful aid.
(29) With regard to the relationship between the State aid rules and the provisions of the ‘four freedoms’, see for example Case 74/76 Ianelli & Volpi v Meroni [1977] ECR 557.
(30) Case E-9/04, cited above, paragraph 82.
(31) See similar Case E-4/97, cited above, paragraph 30.
(32) Which corresponds to Article 86(2) EC.
(33) Since the Authority's Decision No 213/04/COL was annulled by the EFTA Court's judgment of 7 April 2006 in Case E-9/04, the aid granted under the HFF system remains unlawful aid (see above section II.2).
(34) See for example: Case 10/71 Muller [1971] ECR 723; Case 127/73 BRT v SABAM [1974] ECR 313; Case 7/82 GVL [1983] ECR 483; Case C-393/92 Almelo [1994] ECR I-1520; Case C-266/96 Corsica Ferries [1998] ECR I-3949.
(35) Communication from the Commission — Services of General Interest in Europe (OJ C 17, 19.1.2001, p. 7), see paragraph 14 (hereinafter referred to as ‘Services of General Interest’).
(36) The main rule in Article 59(1) of the EEA Agreement states that in the case of public undertakings and undertakings to which EC Member States or EFTA States grant special or exclusive rights, the Contracting Parties shall ensure that there is neither enacted nor maintained in force any measure contrary to the rules contained in the EEA Agreement, in particular to those rules provided for in Articles 4 and 53 to 63.
(37) See Case C-242/95 GT-Link A/S v De Danske Statsbaner [1997] ECR I-4449, paragraph 50; Case T-260/94 Air Inter [1997] ECR II-147, paragraph 135; Case C-159/94 Commission v France [1997] ECR I-5815, paragraph 53.
(38) See in this context for example: Services of General Interest, cited above, paragraph 22; Case T-106/95 FFSA [1997] ECR II-229, paragraph 192. As stated by Advocate General Léger in his opinion in Case C-438/02 Åklagaren v Krister Hanner [2005] ECR I-4551, paragraph 139: ‘…it falls to the Member States to define the content of their services of general economic interest and, in so doing, they enjoy considerable leeway since the Court and the Commission will intervene only in order to penalise manifest errors of assessment’.
(39) Case E-9/04, cited above, paragraph 67.
(40) Case E-4/97, cited above, paragraph 47.
(41) See in this context: Report of the European Commission to the Council of Ministers: Service of general economic interest in the banking sector (adopted by the Commission on 17.6.1998 and presented to the ECOFIN Council on 23.11.1998). Services of General Interest, cited above, paragraph 10.
(42) Case E-9/04, cited above, paragraph 68.
(43) Case E-9/04, cited above, paragraphs 76 to 79.
(44) Case E-9/04, cited above, paragraph 71. See in this context also below section II.3.2.2 of this decision.
(45) Case E-9/04, cited above, paragraph 74.
(46) See Case C-41/90, cited above, paragraph 24; and Case C-242/95, cited above, paragraph 54.
(47) It is not necessary that the survival of the undertaking itself be threatened. See Case C-157/94 Commission v The Netherlands [1997] ECR I-5699, paragraph 43.
(48) See Case C-159/94 Commission v France [1997] ECR I-5815, paragraphs 94 to 107.
Case E-4/97, cited above, paragraph 62.
(49) Case E-9/04, cited above, paragraphs 69 to 75.
(50) In this context, it is interesting to note the opinion of Advocate General Léger in Case C-438/02, cited above, paragraph 143: ‘Finally, the last condition in Article 86(2) EC requires that “[t]he development of trade must not be affected to such an extent as would be contrary to the interest of the Community”. Even though the Court has not yet ruled on the meaning of that requirement, certain Advocates General have already adopted a position on the issue. In their view, effect on the development of intra-Community trade within the meaning of Article 86(2) EC, unlike the classic definition of the concept of “measures having an effect equivalent to a quantitative restriction”, calls for proof that the measure in issue has in fact had a substantial effect on intra-Community trade. That assessment does seem to me to be supported by the wording of Article 86(2) EC’.
(51) See similar Case E-4/97, cited above, paragraph 70.
(52) See for example: Case C-159/94, cited above; Case C-158/94 Commission v Italy [1997] ECR I-5789; Case C-157/94, cited above; Case E-9/04, cited above, paragraph 80.
(53) Case E-4/97, cited above, paragraph 62.
(54) Case E-9/04, cited above, paragraph 80.
(55) See similar Case E-4/97, cited above, paragraph 63.
(56) Sources: The Central Bank of Iceland and the HFF.
(57) Case E-9/04, cited above, paragraph 81.
(58) Case C-5/89 Commission v Germany [1990] ECR I-3437, paragraph 14; Case C-169/95 Spain v Commission [1997] ECR I-135, paragraph 51.
(59) Case C-5/89, cited above, paragraph 16.
(60) Case C-91/01 Italy v Commission [2004] ECR I-4355, paragraphs 65 and 66.
(61) Case C-169/95 Spain v Commission [1997] ECR I-135, paragraph 53.
(62) See in this context: Opinion of Advocate General Tizzano delivered on 9 February 2006 in Joined Cases C-442/03 P and C-471/03 P P&O European Ferries (Vizcaya) SA and Diputacion Foral de Vizcaya v Commission (not yet reported), paragraphs 146 to 158.
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21.12.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 314/115 |
Invito a presentare osservazioni a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, del protocollo 3, parte I, dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte relativo alla compensazione per l'aumento dei contributi di sicurezza sociale concessa alla società Hurtigruten (caso n. 56343)
(2006/C 314/14)
Con decisione n. 215/06/COL del 5 luglio 2006, allegata alla presente sintesi nella lingua facente fede, l'Autorità di vigilanza EFTA ha avviato la procedura di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del protocollo 3 all'accordo tra gli Stati EFTA relativo all'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte). Le autorità norvegesi sono state informate mediante invio di una copia della suddetta decisione.
L'Autorità di vigilanza EFTA invita pertanto gli Stati EFTA, gli Stati membri dell'UE e le parti interessate a presentare eventuali osservazioni sulla misura in questione entro un mese dalla pubblicazione della presente comunicazione al seguente indirizzo:
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Autorità di vigilanza EFTA |
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35, Rue Belliard |
|
B-1040 Bruxelles |
Le osservazioni saranno comunicate alle autorità norvegesi. Su richiesta scritta e motivata degli autori delle osservazioni, la loro identità non sarà rivelata.
SINTESI
Il 2 agosto 2004, l'Autorità di vigilanza EFTA (in appresso «l'Autorità») ha inviato una richiesta di informazioni alle autorità norvegesi in merito a un pagamento a favore di Ofotens og Vesteraalens Dampskibsselskap ASA e di Troms Fylkes Dampskibsselskap ASA (in appresso «società Hurtigruten»).
Il 5 luglio 2006, a seguito di un'intensa corrispondenza con le autorità norvegesi, l'Autorità ha deciso di avviare la procedura formale d'indagine relativa al pagamento a favore delle società Huritgruten.
Le società Hurtigruten forniscono servizi di trasporto marittimo consistenti nel trasporto combinato di persone e merci sulla linea costiera compresa fra Bergen e Kirkenes. Dal 1o gennaio 2002 al 31 dicembre 2004, questi servizi sono stati coperti dall'accordo stipulato fra le autorità norvegesi e le società Hurtigruten relativo alla gestione di servizi marittimi lungo la costa norvegese. Le autorità norvegesi avevano notificato «l'accordo Hurtigruten» all'Autorità a luglio 2000, e quest'ultima lo aveva successivamente approvato il 19 dicembre 2001. Il servizio Hurtigruten è solo in parte redditizio da un punto di vista commerciale, ovvero durante la stagione estiva, mentre, in generale, esso non lo è durante la stagione invernale. Nella decisione del 2001, l'Autorità ha ritenuto che la compensazione prevista dall'accordo Hurtigruten poteva essere autorizzata in virtù dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE, poiché i servizi coperti di cui all'accordo erano considerati servizi d'interesse economico generale.
La sezione 10 dell'accordo Hurtigruten prevede una clausola secondo cui entrambe le parti dell'accordo possono chiedere l'avvio di una procedura di rinegoziazione in caso di modifiche sostanziali dei prerequisiti dell'accordo Hurtigruten. L'accordo Hurtigruten è scaduto, come previsto, il 31 dicembre 2004, e a seguito di una gara d'appalto svoltasi a giugno 2004, il 1o gennaio 2005 è entrato in vigore un nuovo accordo stipulato con le stesse società.
Il presente caso riguarda un pagamento a favore delle società Hurtigruten di cui alla voce 70, capitolo 1330 (Særskilte transporttiltak), del bilancio 2004 dello Stato norvegese: le società Hurtigruten avrebbero ricevuto un importo massimo di 8,5 milioni di corone norvegesi (circa 1,1 milioni di euro) a titolo di una compensazione dovuta alle modifiche apportate al sistema norvegese dei contributi previdenziali differenziati. La concessione dell'aiuto non è stata notificata all'Autorità. La compensazione concessa alle società Hurtigruten è stata versata per compensare interamente l'aumento dei costi previdenziali, senza distinguere fra la parte di detti costi relativa alle attività commerciali delle società e la parte relativa alle attività che potrebbero essere considerate servizio pubblico ai sensi dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE.
Secondo la giurisprudenza, per poter applicare l'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE devono essere soddisfatti quattro criteri. In primo luogo, deve esserci un atto di incarico mediante il quale lo Stato conferisce la responsabilità dell'esecuzione di un determinato compito ad un'impresa. In secondo luogo, l'incarico deve riguardare un servizio d'interesse economico generale. In terzo luogo, l'eccezione deve essere necessaria all'esecuzione dei compiti assegnati e proporzionale a tale scopo (il cosiddetto «requisito della necessità»). Infine, lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi delle parti contraenti.
Sulla scorta delle informazioni disponibili, l'Autorità dubita che l'aiuto concesso alle società Hurtigruten sia conforme all'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE. In particolare, essa dubita che l'aiuto di Stato sia in linea con il requisito della necessità citato sopra, dal momento che l'aumento dell'aiuto concesso alle società Hurtigruten nel 2004 copre anche le attività commerciali delle società stesse. La compensazione non distingue fra la parte dei costi previdenziali relativa alle attività commerciali delle società e la parte relativa alle attività che potrebbero essere considerate servizio pubblico ai sensi dell'articolo 59, paragrafo 2, dell'accordo SEE
Inoltre, l'Autorità dubita che l'aiuto concesso alle società Hurtigruten possa considerarsi come aiuto esistente sulla base della sezione 10 dell'accordo Hurtigruten. La Sezione 10 dell'accordo prevede semplicemente la possibilità di modificare il contratto a causa di un cambiamento imprevisto e sostanziale delle circostanze. Essa non prevede un aumento automatico della compensazione da versare alle società Hurtigruten in caso di aumento dei costi, ma offre semplicemente la possibilità ad entrambe le parti dell'accordo Hurtigruten di chiedere l'avvio di una procedura di rinegoziazione, senza imporne il risultato. Di conseguenza, l'Autorità conclude prima facie che l'aiuto concesso alle società Hurtigruten non può essere considerato come aiuto esistente.
L'Autorità nutre dubbi circa la compatibilità dell'aiuto concesso alle società Hurtigruten con le norme sugli aiuti di Stato di cui all'accordo SEE, in particolare l'articolo 59, paragrafo 2. Di conseguenza, l'Autorità si vede costretta ad avviare la procedura formale d'indagine di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della parte I del protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte.
EFTA SURVEILLANCE AUTHORITY DECISION
No 215/06/COL
of 5 July 2006
on compensation to the ‘Hurtigruten companies’ for increased social security contributions
(Norway)
THE EFTA SURVEILLANCE AUTHORITY (1),
Having regard to the Agreement on the European Economic Area (2), in particular to Articles 59 (2) and 61 to 63, and to Protocol 26 thereof,
Having regard to the Agreement between the EFTA States on the establishment of a Surveillance Authority and a Court of Justice (3), in particular to Article 24 thereof and Article 1(2) in Part I of Protocol 3 thereof,
Having regard to the Authority's decision 417/01/COL of 19 December 2001 on compensation for maritime transport services under the ‘Hurtigruten Agreement’ (4),
Having regard to the Authority's decision 172/02/COL of 25 September 2002 to propose appropriate measures to Norway with regard to State aid in the form of regionally differentiated social security taxation,
Having regard to the Authority's decision 218/03/COL of 12 November 2003 on a three-year transition period in Zones 3 and 4 for the regionally differentiated social security contributions,
Having regard to the decision of the Standing Committee of the EFTA States No 2/2003/SC of 1 July 2003 whereby it was decided that the regionally differentiated social security contributions in Zone 5 was compatible with the EEA Agreement due to exceptional circumstances in this zone,
Whereas:
I. FACTS
1. Procedure
On 2 August 2004, the Authority sent an information request to the Norwegian authorities regarding a prospective payment to Ofotens og Vesteraalens Dampskibsselskap ASA and Troms Fylkes Dampskibsselskap ASA (5) as a possible compensation due to the changes in the Norwegian differentiated social security system (Event No 289240).
The Norwegian authorities replied by letter from the Ministry of Trade and Industry dated 1 September 2004, forwarding a letter from the Ministry of Transport and Communications of the same date, received and registered by the Authority on 1 September 2004 (Event No 291435).
By letter dated 12 October 2004, the Authority asked for further information (Event No 294990). In this letter, the Authority's Competition and State Aid Directorate stated its view that as the payment was not notified to the Authority and was apparently already put into effect, it would have to be considered as unlawful aid in the meaning of Article 1 f) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement.
The Norwegian authorities replied by letter from the Norwegian Mission dated 18 November 2004, forwarding letters from the Ministry of Modernisation dated 17 November 2004 and the Ministry of Transport and Communications dated 16 November 2004. The letter was received and registered by the Authority on 22 November 2004 (Event No 300326).
By letter dated 26 October 2005, the Authority's Competition and State Aid Directorate informed the Norwegian authorities that it had doubts concerning the compatibility of the payment to the Hurtigruten companies with the functioning of the EEA Agreement (Event No 329347).
The Norwegian authorities replied by letter from the Norwegian Mission dated 22 December 2005, forwarding letters from the Ministry of Modernisation dated 15 December 2005 and the Ministry of Transport and Communications dated 15 December 2005, received and registered by the Authority on 3 January 2006 (Event No 355950).
By letter dated 9 March 2006 the Authority commented on the Norwegian reply (Event No 364024). The Norwegian authorities responded by letter from the Norwegian Mission dated 29 March 2006, forwarding letters from the Ministry of Government Administration and Reform dated 27 March 2006 and the Ministry of Transport and Communications dated 24 March 2006. The letter was received and registered by the Authority on 30 March 2006 (Event No 368446).
2. Background
The Hurtigruten companies operate maritime transport services consisting of the combined transport of persons and goods along the coastal line from Bergen to Kirkenes. From 1 January 2002 until 31 December 2004, these services were covered by the agreement between the Norwegian authorities and the Hurtigruten companies concerning operation of maritime services along the Norwegian coast (6). The ‘Hurtigruten Agreement’ was notified by the Norwegian authorities to the Authority in July 2000 and subsequently approved by the Authority on 19 December 2001 (7). The Hurtigruten companies are also engaged in commercial business activities which are not part of the Hurtigruten service, such as operating high-speed ferries. The Hurtigruten service itself is partly commercially viable, notably during the summer season, whereas it is, in general, not commercially viable during the winter season. The Authority in its 2001 Decision considered that compensation under the Hurtigruten Agreement could be authorised under Article 59 (2) of the EEA Agreement as the services covered by it were considered to be services of general economic interest.
On 25 September 2002, the Authority decided to propose appropriate measures to Norway with regard to the Norwegian system concerning regionally differentiated social security contributions (8). In the appropriate measures the Authority proposed that Norway should take any legislative, administrative and other measures necessary to eliminate State aid resulting from the system of regionally differentiated social security contributions or render such aid compatible with the EEA Agreement with effect from 1 January 2004. However, the appropriate measures also stated that the Authority might agree to a later date should that be considered objectively necessary and justified by the Authority in order to allow an appropriate transition for the undertakings in question to the adjusted situation. The appropriate measures were accepted by Norway on 31 October 2002.
On 12 November 2003, the Authority accepted a three-year transitional period for the differentiated social security contributions in Zones 3 and 4 in order to achieve a smooth facing-out of the system (9).
On this basis, the Norwegian Parliament, during the autumn of 2003, adopted changes to the differentiated social security system, which entered into force on 1 January 2004. The changes led to higher social security costs for the Hurtigruten companies.
Section 10 of the Hurtigruten Agreement contained a clause whereby both parties to the Agreement could demand a re-negotiation procedure in the event of substantial changes in the prerequisites of the Hurtigruten Agreement. The Hurtigruten Agreement ended as foreseen on 31 December 2004, and a new agreement with the companies entered into force on 1 January 2005, following a tender in June 2004.
3. Description of the measure
The current case concerns a payment to the Hurtigruten companies contained in Position 70, Chapter 1330 (Særskilte transporttiltak) of the Norwegian 2004 State budget, whereby the Hurtigruten companies would be granted up to NOK 8,5 million (approximately EUR 1,1 million) as compensation due to the changes in the differentiated social security system (10).
The compensation payment granted to the Hurtigruten companies was paid out to fully compensate the increased social security costs without making a distinction between the part of the social security costs pertaining to the commercial activities of the companies and those activities which might be considered public service within the meaning of Article 59 (2) of the EEA Agreement.
In addition to the compensation granted to the Hurtigruten companies, the companies also received aid as a consequence of the Authority's decision of 12 November 2003. However, the present case only concerns the aid granted as compensation for higher social security contributions. In this respect, an amount of NOK 7,352 million (approximately EUR 900 000) was paid out to the companies.
4. Comments by the Norwegian authorities
The Norwegian authorities are of the opinion that the compensation was within the limits of the compensation authorised by the Authority in its 2001 Decision, and should therefore be classified as ‘existing aid’ in line with the definition of Article 1 b (ii) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement.
The Norwegian authorities consider the payment to be covered by the Hurtigruten Agreement in force at the time when the payment was granted. They rely, in this respect, on Section 10 of the Hurtigruten Agreement, a clause whereby both parties to the Hurtigruten Agreement may demand a re-negotiation procedure in the event of substantial changes in the prerequisites of the Hurtigruten Agreement. The Norwegian authorities state that they regard the changes in the differentiated social security system to fulfil this criterion. They could not have been foreseen by the Hurtigruten companies. As a result of the negotiations with the companies, the compensation for these costs was set to NOK 7,352 million for 2004. The purpose of compensating for the amendments in the social security scheme was, according to the Norwegian authorities, to ensure status quo with regard to the agreed level of transport along the Norwegian coastline, by enabling the Hurtigruten companies to continue to carry out the public service obligation entrusted on them in the Agreement.
The Norwegian authorities take the position that Section 10 of the Hurtigruten Agreement constitutes a legal basis for the re-negotiation of the Agreement and that the clause was recognised by the Authority in its 2001 Decision. On this basis, the compensation for increased social security contributions would, according to the Norwegian authorities, not constitute new aid provided that the compensation was within the scope of the State aid provisions of the EEA Agreement.
Concerning the compatibility of the aid, the Norwegian authorities claim that the compensation for the changes in the social security scheme was granted to the Hurtigruten companies, in order to maintain the transport standard fixed by the Norwegian Parliament. Without the compensation, the standard of the public service obligations entrusted to the companies would have declined; either by the application of higher fares or by reduced frequency of the services. On this background, the Norwegian authorities consider the compensation to be necessary.
The Norwegian authorities declare that, on the basis of § 1 of the Hurtigruten Agreement, the Hurtigruten companies had been compensated without making a distinction between the part of the social security costs pertaining to the commercial activities of the companies and those activities which might be considered public service within the meaning of Article 59 (2) of the EEA Agreement. This provision states that a substantial part of the profits generated by the Hurtigruten companies in the summer season should be used to finance the unprofitable activity in the winter season. The Norwegian authorities are of the opinion that the Authority, by accepting the principle laid down in this provision, has accepted that no clear separation of the commercial and non-commercial services of the Hurtigruten companies is made. On this basis, the Norwegian authorities argue that it is ‘difficult to separate the PSO activity from other commercial activities’ of the companies and thus to grant compensation only to the public service part of the activities. The Norwegian authorities furthermore take the view that the separation between commercial and non-commercial services is not decisive in this connection, and claim that the cross subsidy in this case is clearly in support of the non-commercial services. Moreover, the Norwegian authorities stress that the compensation granted for 2004 does not alter the fact that the commercial services covered by the Hurtigruten Agreement support the activities linked to the public service obligation of the Hurtigruten companies.
Finally, the Norwegian authorities point out that the financial performance of the Hurtigruten companies indicates lower profit than expected (11), and maintain that this shows that no over-compensation takes place.
II. APPRECIATION
1. The presence of State aid within the meaning of Article 61(1) EEA
Article 61(1) of the EEA Agreement reads as follows:
‘Save as otherwise provided in this Agreement, any aid granted by EC Member States, EFTA States or through State resources in any form whatsoever which distorts or threatens to distort competition by favouring certain undertakings or the production of certain goods shall, in so far as it affects trade between Contracting Parties, be incompatible with the functioning of this Agreement’.
According to the Authority's 2001 Decision, the compensation granted to the Hurtigruten companies under the Hurtigruten Agreement constitutes State aid within the meaning of Article 61(1) of the EEA Agreement. The Authority's assessment of the grants to the Hurtigruten companies in the 2001 Decision is relevant when assessing the additional aid granted to the companies for the year 2004. The following assessment will therefore, to a large extent, be based on the appreciation made in the 2001 Decision.
The increased compensation to the Hurtigruten companies is financed directly through a budgetary allocation and is thus granted directly by the State. Furthermore, the compensation relieves the companies of social security charges which they normally would have to bear in the ordinary course of business, and thus strengthens the position of these undertakings compared with other undertakings competing in intra-EEA trade. Moreover, the Hurtigruten companies are active on the markets for passenger and cargo transport and on the tourism market, in particular by offering cruises/round trips along the Norwegian coast. The Hurtigruten service to a large extent attracts foreign tourists, and the Hurtigruten companies thus compete with other undertakings offering similar services in attracting these customers. The compensation granted to the Hurtigruten companies can therefore have an effect on the competition on these markets, and is liable to affect trade between the Contracting Parties to the EEA Agreement. The Authority thus considers the payment to the Hurtigruten companies to constitute State aid within the meaning of Article 61 (1) of the EEA Agreement.
2. New or existing aid
The Norwegian authorities argue that the compensation was in line with the Authority's 2001 Decision, since Section 10 of the Hurtigruten Agreement contained a clause whereby both parties to the Hurtigruten Agreement may demand a re-negotiation procedure in the event of substantial changes in the prerequisites of the Hurtigruten Agreement. According to the Norwegian authorities, the compensation should thus be regarded as existing aid. The Norwegian authorities have stated that they regard the changes in the differentiated social security system to constitute a substantial change, and thus consider the compensation to be reasonable.
The Authority would like to point out that annual compensation of NOK 170 million, expressed in 1999-prices, under the Hurtigruten Agreement had been approved by the Authority. In contrast, the Authority's decision did not deal with Section 10 of the Hurtigruten Agreement as such, and nothing in the Authority's decision suggested that any future amendments of the Hurtigruten Agreement based on this clause would automatically be considered to be in compliance with the State aid provisions of the EEA Agreement.
Section 10 of the Agreement merely allows for the possibility of amending the contract due to unforeseen substantial changes of circumstances. It does not prescribe an automatic increase in the compensation to the Hurtigruten companies in the event of raised costs, but merely opens up for the possibility for both parties to the Hurtigruten Agreement to request a re-negotiation procedure without prescribing the result of such re-negotiation. Furthermore, the provision does not explicitly mention augmentation of the costs as a result of a tax increase as a reason for renegotiation, let alone as a fact that would require an automatic adjustment of the agreement with the exact amount flowing from the tax increase. A change in the tax situation of one contracting party is normally not a factor that the other party is obliged to bear. Hence, even if the Hurtigruten Agreement in its entirety was sent to the Authority, the Authority could not reasonably have been expected to foresee all the possible effects of the provision, and the Authority's silence about the provision in its decision cannot be held to imply that all uses of the provision was hereinafter automatically acceptable from a State aid point of view.
It is the view of the Authority that the contractual provision needs to be distinguished from the separate question of whether the chosen re-adaptation complies with the EEA Agreement, and in particular with the State aid provisions. This question needs to be assessed on its own merits for each case of re-adaptation.
In this case, the Norwegian argumentation can only be considered valid, if at all, for the part of the Hurtigruten activities which are covered by public service obligations within the meaning of Article 59 (2) of the EEA Agreement, as it was the public service obligation compensation which the Authority authorised. Any compensation under Section 10 of the Hurtigruten Agreement cannot be deemed to be in compliance with the State aid provisions of the EEA Agreement. In the case at hand, compensation was granted for the full increase in social security costs, also for those costs that were related to commercial activities not being services of general economic interest. As stated by the Norwegian authorities themselves, it cannot be excluded that the compensation also benefits the commercial parts of the Hurtigruten activities.
The Authority thus considers the aid to be new aid within the meaning of Article 1 c) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement.
3. Procedural requirements
Pursuant to Article 1 (3) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, ‘the EFTA Surveillance Authority shall be informed, in sufficient time to enable it to submit its comments, of any plans to grant or alter aid (…). The State concerned shall not put its proposed measures into effect until the procedure has resulted in a final decision’.
The Authority considers the aid to the Hurtigruten companies to be new aid within the meaning of Article 1 c) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement. This implies that the compensation should have been notified to the Authority, according to Article 1 (3) in Part I and Article 2 in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, and should not have been put into effect until the Authority approved the compensation. The Norwegian authorities, however, decided to grant the compensation and not to notify it to the Authority. The compensation is therefore considered as ‘unlawful aid’ within the meaning of Article 1 f) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement and, thus, possibly subject to recovery.
4. Compatibility of the State aid
Direct aid aimed at covering operating losses is, in general, not compatible with the functioning of the EEA Agreement. Since the increased compensation granted to the Hurtigruten companies covers costs concerning the day-to-day operation of the Hurtigruten service, this payment is to be regarded as operating aid. Such operating aid may be approved, exceptionally, if the conditions set out in derogation provisions of the EEA Agreement are fulfilled.
As in the 2001 Decision, the Authority takes the view that the aid under examination does not qualify for an exemption from the general prohibition of State aid in Article 61 (1) of the EEA Agreement on the basis of Article 61 (2) or (3) of the EEA Agreement.
Aid granted to undertakings performing a service in the general economic interest may, however, be regarded as compatible with the functioning of the EEA Agreement, provided that the conditions laid down in Article 59 (2) of the EEA Agreement are respected.
Pursuant to Article 59 (2) of the EEA Agreement ‘undertakings entrusted with the operation of services of general economic interest…shall be subject to the rules contained in this Agreement, in particular to the rules on competition, in so far as the application of such rules does not obstruct the performance, in law or in fact, of the particular tasks assigned to them. The development of trade must not be affected to such an extent as would be contrary of the interests of the Contracting Parties.’
According to case law, four criteria must be met in order for Article 59 (2) of the EEA Agreement to apply. Firstly, there must be an act of entrustment whereby the State confers responsibility for the execution of a certain task to an undertaking. Secondly, the entrustment must relate to a service of general economic interest. Thirdly, the measure has to be necessary for the performance of the tasks assigned and proportional to that end (hereinafter ‘the necessity requirement’). Finally, the development of trade must not be affected to such an extent as would be contrary to the interests of the Contracting Parties.
In its 2001 Decision, the Authority assessed the compatibility of the compensation to the Hurtigruten companies, as defined in the Hurtigruten Agreement, with Article 59 (2) of the EEA Agreement. When carrying out that assessment, the Authority took into account sector specific rules, as laid down in the Maritime Cabotage Regulation (12) and Chapter 24A of the Authority's State Aid Guidelines: Aid to maritime transport. The Authority will base its assessment of the increased compensation for 2004 on the appreciation of the Hurtigruten Agreement in the 2001 Decision.
In the 2001 Decision, the Authority regarded parts of the Hurtigruten service as covered by the concept of a service of general economic interest. It furthermore concluded that the Hurtigruten Agreement constituted a public act through which the Hurtigruten companies were entrusted with the operation of services in the general economic interest. Moreover, the agreed payment to Hurtigruten under the Hurtigruten Agreement was, in the Authority's opinion, necessary in order to compensate for the public service obligations imposed on the Hurtigruten companies. Finally, the Authority concluded that the Hurtigruten Agreement would not affect trade to an extent contrary to the interests of the Contracting Parties to the EEA Agreement.
As the Norwegian authorities have paid an increased compensation to the Hurtigruten companies for 2004, the question arises whether the compensation can still be considered to meet the criteria of Article 59 (2) of the EEA Agreement, and in particular whether the necessity requirement is still met.
The necessity requirement implies that the amount of compensation shall not exceed what is necessary to cover the costs incurred in discharging the public service obligations, taking into account the relevant receipts and a reasonable profit on own capital necessary for discharging those obligations. This compensation must be used for the functioning of the service of general economic interest concerned. It furthermore follows that where the undertaking also carries out activities falling outside the scope of the service of general economic interest, only the costs associated with the service of general economic interest shall be taken into consideration.
However, the increased aid to the Hurtigruten companies in 2004, paid out in order to compensate them for changes in the differentiated social security scheme, has been granted — as stated by the Norwegian authorities — also in favour of commercial activities, as the compensation did not make a distinction between the part of the social security costs related to the commercial activities of the companies and those activities which might be considered public service within the meaning of Article 59 (2) of the EEA Agreement.
The Norwegian authorities have agued that it follows from the Hurtigruten Agreement that no clear separation of the commercial and non-commercial services of the Hurtigruten companies has to be made, as a substantial part of the profits generated by the Hurtigruten companies in the summer season should be used to finance the unprofitable activity in the winter season. However, the fact that Norwegian authorities have chosen this solution in order to minimize the need for public service compensation does not imply that an increased new aid partially in favour of commercial activity can be considered as necessary for the provision of the public service.
Furthermore, the Authority would like to point out that the 2001 Decision clearly stated that the compensation granted to the Hurtigruten companies may only cover activities in relation with the public service obligation of the companies. The Authority did not accept State aid for the commercially viable part of the service. Moreover, the 2001 Decision was based on a report prepared by Arthur Andersen which analysed the Hurtigruten activities and the need for public service compensation in order to uphold the level of the public service. The public service cost, and thus the allowed State aid set out in the 2001 Decision, was established based on this report.
In addition, the Authority underlines that in order to increase the level of State aid granted to the Hurtigruten companies in line with the 2001 Decision, the Norwegian authorities would have to document that the increased aid is granted only to the public service part of the activity. However, the Norwegian authorities have not denied that the increased State aid to the Hurtigruten companies does partially finance the commercial part of the activity. Neither have the Norwegian authorities made any attempt to calculate the split between the public service part and the commercial part of the Hurtigruten activity in order to grant compensation only to the public service related part of the activity.
Concerning the argument made by the Norwegian authorities that the compensation has been paid without distinction because it was difficult to separate the public service obligations from the commercial activities of the Hurtigruten companies, this is not sufficient to accept an aid which is not in line with the necessity requirement. The concept of public service compensation presupposes that a separation of the costs relating to the public service activities and costs relating to commercial activities has been performed.
Furthermore, the Norwegian authorities argue that even if the grant to the Hurtigruten companies has been increased, this does not involve overcompensation, as the financial performance of the Hurtigruten companies indicates lower profit than was expected when the amount of compensation for public services activities carried out by the companies was calculated. However, even if the companies' profits should indeed be lower than expected, this does not give the Norwegian authorities the right to give a higher compensation than that approved by the Authority in the 2001 Decision, unless it is established that this compensation is necessary to cover the public service costs. In any event, it cannot justify the granting of aid for commercial activities, which are not covered by the application of Article 59 (2) of the EEA Agreement.
In the view of the Authority, it follows from the above that the increased aid paid to the Hurtigruten companies seems to exceed the amount of compensation necessary in order for the companies to fulfil their public service obligations. Such over-compensation would not be compatible with Article 59 (2) of the EEA Agreement, and would thus constitute State aid which is incompatible with the EEA Agreement.
It follows from the above that, according to the preliminary appreciation of the Authority, the part of the compensation granted to the commercial activities of the Hurtigruten companies is to be regarded as State aid incompatible with the EEA Agreement and, thus, possibly subject to recovery. Only the part of compensation directly relating to the performance of the public service obligation would be compatible and, hence, not subject to recovery. Should it, as argued by the Norwegian authorities, prove impossible to make a separation between the increased costs incurred in relation with the public service activities and with the commercial activities of the Hurtigruten companies, the Authority might be forced to regard the compensation in its entirety as State aid incompatible with the EEA Agreement. The compensation would in this case also be subject to recovery in its entirety.
5. Conclusion
Based on the information submitted by the Norwegian Government, the Authority cannot exclude that the compensation to the Hurtigruten companies for increased social security contributions constitutes aid within the meaning of Article 61 (1) of the EEA Agreement. The Authority cannot see that any exceptions under Article 61 (2) or (3) to the general prohibition of State aid under Article 61 (1) of the EEA Agreement applies to the aid. Furthermore, the Authority has doubts that the measure can be regarded as complying with Article 59 (2) of the EEA Agreement. Consequently, the Authority has doubts that the above measure is compatible with the functioning of the EEA Agreement.
Furthermore, it is the Authority's preliminary view that the aid is to be considered as new aid within the meaning of Article 1 c) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement. This implies that the compensation should have been notified to the Authority, according to Article 1 (3) in Part I and Article 2 in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement. The compensation is therefore considered as ‘unlawful aid’ within the meaning of Article 1 f) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement and subject to possible recovery.
Consequently, and in accordance with Articles 13 (1) and 4 (4) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, the Authority is obliged to open the procedure provided for in Article 1 (2) in Part I of Protocol 3 of the Surveillance and Court Agreement. The decision to open proceedings is without prejudice to the final decision of the Authority, which may conclude that the measure in question is compatible with the functioning of the EEA Agreement.
In the light of the foregoing considerations, the Authority, acting under the procedure laid down in Article 1 (2) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, requests Norway to submit its comments and to provide all such information as may help to assess the compensation to the Hurtigruten companies for increased social security contribution, within two months from receipt of this decision.
HAS ADOPTED THIS DECISION:
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1. |
The Authority has decided to open the formal investigation procedure provided for in Article 1(2) in Part I of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement with regard to the compensation granted to the Hurtigruten companies for increased social security contributions. |
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2. |
The Norwegian Government is invited; pursuant to Article 6 (1) in Part II of Protocol 3 to the Surveillance and Court Agreement, to submit its comments on the opening of the formal investigation procedure within two months from the notification of this decision and to provide all such information as may help to assess the aid measure. |
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3. |
The Norwegian Government shall be informed by means of a letter containing a copy of this decision. |
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4. |
The EC Commission shall be informed in accordance with Protocol 27(d) to the EEA Agreement, by means of a copy of this decision. |
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5. |
Other EFTA States, EC Member States and interested parties shall be informed by the publishing of this decision in its authentic language version, accompanied by a meaningful summary in languages other than the authentic language version, in the EEA Section of and the EEA Supplement to the Official Journal of the European Communities, inviting them to submit comments within one month from the date of the publication. |
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6. |
This Decision is addressed to Norway. |
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7. |
This Decision is authentic in the English language. |
Done at Brussels, 5 July 2006
For the EFTA Surveillance Authority
Bjørn T. GRYDELAND
President
Kristján A. STEFÁNSSON
College Member
(1) Hereinafter referred to as the ‘Authority’.
(2) Hereinafter referred to as the ‘EEA Agreement’.
(3) Hereinafter referred to as the ‘Surveillance and Court Agreement’.
(4) The Authority's decisions are available on http://www.eftasurv.int/.
(5) Hereinafter referred to as the ‘Hurtigruten companies’.
(6) Hereinafter referred to as the ‘Hurtigruten Agreement’.
(7) Decision 417/01/COL, hereinafter referred to as the ‘2001 Decision’.
(8) Decision 172/02/COL.
(9) Decision 218/03/COL. The transitional period did not apply to Zone 5, as the EFTA States by decision No 2/2003/SC of 1 July 2003 decided that the regionally differentiated social security contributions in Zone 5 was compatible with the EEA Agreement due to exceptional circumstances in this zone.
(10) The comments to Position 70 read as follows: Av budsjettforslaget på 200,8 mill. kr for 2004, er 192,3 mill. kr direkte relatert til den gjeldende avtalen med hurtigruterederiene. Restbeløpet på 8,5 mill. kr er knyttet til ev. kompensasjon som følge av endringer i ordningen med differensiert arbeidsgiveravgift. Endelig kompensasjonsbeløp vil bli bestemt når forhandlingene mellom hurtigruteselskapene og departementet er avsluttet. [Unofficial translation by the Authority: Of the budget proposal of NOK 200,8 million for 2004, NOK 192,3 million are directly related to the current agreement with the Hurtigruten companies. The remainder of NOK 8,5 million is related to possible compensation as a consequence of amendments to the system concerning differentiated social security contributions. The final compensation will be determined when the negotiations between the Hurtigruten companies and the Ministry are finished.]
(11) In this regard, the Norwegian authorities refer to a report prepared by Arthur Andersen in 2000 called Behov for statlige tjenestekjøp etter 2001, which analysed the Hurtigruten activities.
(12) Council Regulation (EEC) No 3577/92 of 7 December 1992 applying the principle of freedom to provide services to maritime transport within Member States (maritime cabotage).