La comunicazione intende indicare all’UE una strategia per sostenere al meglio rifugiati e sfollati in situazioni protratte ed estenuanti come la crisi siriana, mirando a favorire la resilienza1 e l’autosufficienza.
PUNTI CHIAVE
Il problema dello sfollamento forzato richiede una continua azione da parte dell’UE. La comunicazione della Commissione europea propone un approccio orientato allo sviluppo al problema dello sfollamento forzato, basato su dati comprovati riguardo a ciò che funziona e non funziona. Essa mira a prevenire situazioni protratte di sfollamento e a porre fine gradualmente alla dipendenza dagli aiuti umanitari per le persone che sono già state sfollate.
Un’enfasi mutata
La politica parte dalla strategia europea di collegamento tra aiuto, risanamento e sviluppo (LRRD) per sviluppare una nuova strategia che integra aiuti umanitari, cooperazione e impegno politico. Tale politica suggerisce di:
Coinvolgere in maniera tempestiva tutti gli attori. Gli attori politici e dello sviluppo dovrebbero essere coinvolti nelle fasi iniziali di una crisi di sfollati, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e trovare soluzioni per porre fine agli sfollamenti.
Formulare strategie basate su dati di fatto analizzando quali sono le cause dello sfollamento e quali le sue conseguenze, per arrivare a una protezione e a un’autosufficienza sul lungo periodo, a una maggiore dignità personale e a un ridotto impatto sui paesi di accoglienza.
Trasformare le strategie in programmi coordinati con i cicli finanziari dell’UE. Inoltre, gli obiettivi concordati tra l’UE e i paesi di accoglienza dovrebbero tener conto di afflussi inaspettati di sfollati senza minacciare lo sviluppo locale o rendere le comunità locali più fragili.
Promuovere la cooperazione regionale. Ci dovrebbe essere una maggiore cooperazione tra i paesi che affrontano sfide comuni. Si dovrebbe incoraggiare la mobilità accademica e della forza lavoro, nonché rafforzare i legami fra gli organi legislativi e le imprese, i sindacati e le parti sociali.
Collaborare con i paesi partner. Deve essere promossa la registrazione legale per le popolazioni sfollate, integrandole progressivamente nella vita sociale ed economica della comunità e rafforzando l’impegno con le autorità locali.
Coinvolgere il settore privato. Il settore privato dovrebbe essere incluso nella pianificazione sin dalle prime fasi di una crisi. La cooperazione tra i settori pubblico e privato dovrebbe essere agevolata, incoraggiando ad esempio il lavoro autonomo degli sfollati e aiutandoli a riavviare un’attività.
Un’istruzione di buona qualità è importante ed è una priorità assoluta per proteggere i minori. È necessaria una maggiore continuità tra istruzione in situazioni di emergenza e istruzione pubblica. I paesi di accoglienza dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare il potenziale degli educatori sfollati.
Dare accesso al mercato del lavoro. È fondamentale aiutare i governi di accoglienza a fornire un accesso al mercato del lavoro e buoni posti di lavoro, proteggendo gli sfollati dallo sfruttamento.
Dare accesso ai servizi. È essenziale aiutare i governi di accoglienza a fornire servizi come l’alloggio, l’assistenza sanitaria, la sicurezza, la giustizia e la protezione sociale per gli sfollati.
resilienza: La capacità di riprendersi da eventi traumatici o di recuperare rapidamente.
DOCUMENTO PRINCIPALE
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Vivere in dignità: dalla dipendenza dagli aiuti all’autosufficienza», COM(2016) 234 final del
DOCUMENTI COLLEGATI
Documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il documento della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «Vivere in dignità: dalla dipendenza dagli aiuti all’autosufficienza», SWD(2016) 142 final del