Bruxelles, 26.2.2019

COM(2019) 95 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

concernente l'attuazione della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) e della direttiva sulle alluvioni (2007/60/CE)


Secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici

Primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

{SWD(2019) 30 final} - {SWD(2019) 31 final} - {SWD(2019) 32 final} - {SWD(2019) 33 final} - {SWD(2019) 34 final} - {SWD(2019) 35 final} - {SWD(2019) 36 final} - {SWD(2019) 37 final} - {SWD(2019) 38 final} - {SWD(2019) 39 final} - {SWD(2019) 40 final} - {SWD(2019) 41 final} - {SWD(2019) 42 final} - {SWD(2019) 43 final} - {SWD(2019) 44 final} - {SWD(2019) 45 final} - {SWD(2019) 46 final} - {SWD(2019) 47 final} - {SWD(2019) 48 final} - {SWD(2019) 49 final} - {SWD(2019) 50 final} - {SWD(2019) 51 final} - {SWD(2019) 52 final} - {SWD(2019) 53 final} - {SWD(2019) 54 final} - {SWD(2019) 55 final} - {SWD(2019) 56 final} - {SWD(2019) 57 final} - {SWD(2019) 58 final} - {SWD(2019) 59 final} - {SWD(2019) 60 final} - {SWD(2019) 61 final} - {SWD(2019) 62 final} - {SWD(2019) 63 final} - {SWD(2019) 64 final} - {SWD(2019) 65 final} - {SWD(2019) 66 final} - {SWD(2019) 67 final} - {SWD(2019) 68 final} - {SWD(2019) 69 final} - {SWD(2019) 70 final} - {SWD(2019) 71 final} - {SWD(2019) 72 final} - {SWD(2019) 73 final} - {SWD(2019) 74 final} - {SWD(2019) 75 final} - {SWD(2019) 76 final} - {SWD(2019) 77 final} - {SWD(2019) 78 final} - {SWD(2019) 79 final} - {SWD(2019) 80 final} - {SWD(2019) 81 final} - {SWD(2019) 82 final} - {SWD(2019) 83 final} - {SWD(2019) 84 final}


1.Introduzione

L'acqua è indispensabile per la vita e di conseguenza per la nostra società ed economia. Gestire le risorse idriche in modo sostenibile sarà essenziale per permettere all'umanità di adattarsi a un ambiente modificato e per contribuire a evitare un aumento della temperatura globale di oltre 1,5 °Celsius 1 . Più che mai la gestione di questa risorsa vitale richiede un approccio realmente integrato, che tenga conto della dimensione ambientale, sociale, economica e sanitaria.

La presente quinta relazione illustra lo stato di attuazione della direttiva quadro sulle acque 2 e della direttiva sulle alluvioni 3 e si basa sulla valutazione effettuata dalla Commissione del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici e del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, elaborati e trasmessi dagli Stati membri per il periodo 2015-2021. La presente relazione è prevista dall'articolo 18 della direttiva sulle acque e dall'articolo 16 della direttiva sulle alluvioni, nonché all'articolo 11 della direttiva sulle acque sotterranee.

La direttiva quadro sulle acque, adottata nel 2000, assicura la piena inclusione delle considerazioni di natura economica ed ecologica nella gestione della qualità e della quantità delle risorse idriche. Obiettivo principale della suddetta direttiva è il raggiungimento, entro il 2015, di un buono stato per le oltre 111 000 acque superficiali (ad esempio, fiumi, laghi, acque costiere) e le oltre 13 000 acque sotterranee presenti nel territorio dell'UE. La direttiva quadro sulle acque consente la concessione di proroghe al termine del 2015, purché limitate al massimo ai due cicli successivi (ossia, l'attuale periodo 2015-2021 e il prossimo, 2021-2027), a meno che il raggiungimento degli obiettivi della suddetta direttiva entro i termini fissati sia ostacolato dalle condizioni naturali 4 . Per raggiungimento di un "buono stato" si intende il conseguimento di un buono stato ecologico e chimico delle acque superficiali e un buono stato quantitativo e chimico delle acque sotterranee, principali fonti per la produzione di acqua potabile.

La direttiva sulle alluvioni, adottata sette anni dopo in seguito alle grandi alluvioni del Danubio e dell'Elba dell'estate del 2002, ha definito un quadro per ridurre i rischi dei danni da esse provocati nell'UE. Oggi, alla luce dell'aumento delle alluvioni in Europa, questo obiettivo è più pertinenti che mai. Con l'esacerbarsi dei cambiamenti climatici e l'espansione degli insediamenti urbani 5 , le incertezze riguardanti la gestione del rischio di alluvioni impongono un monitoraggio e un adattamento continuo delle pratiche intese ad assicurare minori danni possibili. La presente relazione si incentra sui progressi realizzati sinora, a partire dal primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni.

È accompagnata da una serie di documenti di lavoro dei servizi della Commissione in cui sono compaiono sia considerazioni a livello dell'UE sia valutazioni dei singoli Stati membri e da una serie di documenti di sintesi riguardati la cooperazione internazionale.

2.Panoramica sull'adozione dei piani e sulla trasmissione delle relazioni

Tutti gli Stati membri hanno approvato i piani di gestione dei bacini idrografici e i piani di gestione del rischio di alluvioni, ad eccezione dei piani di gestione del rischio di alluvioni delle isole Canarie (Spagna) 6 .

Nonostante i miglioramenti rispetto al precedente esercizio di comunicazione, molti Stati membri hanno adottato i loro piani in ritardo (dopo il 22 dicembre 2015) o trasmesso in ritardo le relazioni attraverso la banca dati del sistema di informazione sulle acque per l'Europa (WISE) (il termine per l'invio era il 22 marzo 2016) 7 . In alcuni casi si sono registrati ritardi di due o più anni. La Commissione ha avviato un procedimento giudiziario contro tutti gli Stati membri che non hanno rispettato gli obblighi di comunicazione.

3.Valutazione del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici e del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

Le informazioni contenute nei piani di gestione dei bacini idrografici e nei piani di gestione del rischio di alluvioni sono state caricate nell'archivio digitale comune, WISE, gestito dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). La Commissione ha utilizzato WISE quale base per la valutazione, assieme alle informazioni tratte direttamente dai piani di gestione dei bacini idrografici e dai piani di gestione del rischio di alluvioni, elaborati a livello nazionale e internazionale.

L'Irlanda, la Grecia e le isole Canarie spagnole non hanno trasmesso a WISE né i piani di gestione dei bacini idrografici né quelli di gestione del rischio di alluvione in tempo per la valutazione, mentre nel caso della Lituania e di Gibilterra per il Regno Unito il ritardo riguarda i piani di gestione dei bacini idrografici. La presente relazione non concerne pertanto tali paesi o regioni.

La Commissione ha preso in considerazione i risultati della conferenza sulle acque tenutasi il 20 e 21 settembre 2018 a Vienna, nel cui ambito diversi portatori di interessi e Stati membri hanno potuto fornire contributi per la presente relazione.

La Commissione ha altresì tenuto conto delle osservazioni avanzate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea riguardo alle precedenti relazioni in materia di attuazione. Il Parlamento ha adottato nel 2015 una risoluzione in materia di acque che sottolineava, tra l'altro, l'importanza della gestione della qualità e della quantità delle risorse idriche e la necessità di una piena attuazione della legislazione dell'UE in materia di acque, nonché di una sua maggiore integrazione in altre politiche dell'UE. Il Parlamento ha invitato gli Stati membri a completare e attuare i piani di gestione dei bacini idrografici e pubblicato online altre informazioni pertinenti; ha inoltre evidenziato le sinergie tra piani di gestione dei bacini idrografici e piani di gestione del rischio di alluvioni. Il Consiglio, nelle serie di conclusioni adottate tra il 2007 e il 2016 8 , ha posto l'accento, in particolare, sulla necessità di attuare appieno l'acquis dell'UE in materia di acque al fine di tutelare le risorse idriche dal deterioramento e di raggiungere gradualmente un buono stato e ha invitato la Commissione e gli Stati membri a lavorare assieme per una migliore integrazione nelle politiche pertinenti delle iniziative prese a tal fine. Sulle alluvioni, in particolare, il Consiglio ha ricordato il ricorso alle infrastrutture verdi e alle misure per la ritenzione naturale delle acque quali strumenti di riduzione dei rischi di alluvioni. La Commissione sostiene tutte queste considerazioni e si è impegnata ad agire di conseguenza.

4.Direttiva quadro sulle acque - Risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici

La relazione sullo stato delle acque dell'AEA 9 , pubblicato nel luglio 2018, fornisce informazioni dettagliate sullo stato dei corpi idrici in Europa, comunicate dagli Stati membri a norma della direttiva quadro sulle acque.

Secondo la relazione dell'AEA, il 74 % dei corpi idrici sotterranei presentano oggi un buono stato chimico e l'89 % un buono stato quantitativo.

La situazione è meno incoraggiante per le acque superficiali: solo il 38 % presentano un buono stato chimico e il 40 % un buono stato o un buon potenziale ecologico 10 . Pochi inquinanti singoli, dei quali il più diffuso è il mercurio 11 , hanno un impatto significativo sullo stato. Le azioni intraprese sia a livello dell'UE che internazionale al fine di ridurre le emissioni di mercurio e di altri inquinanti hanno consentito di ottenere miglioramenti dei livelli di alcune sostanze singole.

Rispetto al ciclo 2009-2015, sono stati registrati miglioramenti dello stato soltanto per un numero limitato di corpi idrici. Le cause potrebbero essere l'identificazione tardiva delle pressioni, il maggior tempo necessario per la definizione di misure politiche efficaci, un'introduzione lenta delle misure, il tempo di reazione della natura prima che le misure prendano effetto, ma altresì standard di qualità più elevati e un miglioramento del monitoraggio e della comunicazione grazie ai quali lo status di corpi idrici precedentemente ritenuto "sconosciuto" è ora ritenuto "insoddisfacente".

Nel complesso sono molti gli sforzi profusi per attuare la direttiva quadro sulle acque. Anche la migliore attuazione di altri testi legislativi dell'UE strettamente correlati ha avuto un effetto positivo. Si tratta in particolare delle direttive sul trattamento delle acque reflue urbane, sui nitrati e sulle emissioni industriali e anche della legislazione dell'UE in materia di sostanze chimiche.

Le conclusioni della relazione dell'AEA indicano che le acque europee continuano a essere sottoposte a pressioni significative dovute all'inquinamento da fonti diffuse (ad esempio, l'agricoltura e le infrastrutture di trasporto) e puntuali (ad esempio, l'industria o la produzione energetica), all'estrazione eccessiva e ai cambiamenti idromorfologici che derivano da una serie di attività umane.

4.1Valutazione a livello nazionale o subnazionale

Una governance appropriata a livello di bacino idrografico è un prerequisito essenziale per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla direttiva quadro sulle acque. Tutti gli Stati membri hanno ormai designato autorità competenti, spesso di diverso tipo, mettendo in rilievo l'importanza del loro coordinamento; hanno inoltre utilizzato diversi metodi di consultazione dei portatori di interessi e oggi esistono numerosi organismi consultivi permanenti. Secondo quanto riferito, la consultazione dei portatori di interessi ha comportato modifiche ai progetti dei piani di gestione dei bacini idrografici; tuttavia, non è sempre chiaro quale sia stata l'incidenza dei contributi sui piani adottati.

Gli Stati membri sono tenuti a presentare un'analisi delle caratteristiche per ciascun distretto idrografico, nonché un riesame dell'impatto delle attività umane e un'analisi economica dell'utilizzo idrico. Tale "caratterizzazione" deve essere aggiornata ogni sei anni. Occorre precisare altresì l'ubicazione e il perimetro di ciascun corpo idrico. Per ogni ciclo la "delimitazione" deve essere verificata e aggiornata e devono essere segnalate le variazioni nelle pressioni e negli impatti sullo stato delle acque. La delimitazione è cambiata in circa 4 casi su 10, spesso senza una spiegazione chiara. Le descrizioni delle pressioni significative sono in genere più chiare grazie a una migliore definizione dei criteri. Vi è tuttavia ancora margine di miglioramento, in quanto per una larga parte dei corpi idrici sono stati segnalati impatti non noti di origine antropica e pressioni causate da fattori sconosciuti (in particolare pressioni idromorfologiche).

Alcuni miglioramenti metodologici consentono ora di individuare i progressi e comparare i dati più facilmente, al fine di stabilire, come previsto dalla direttiva quadro sulle acque, quando è possibile ritenere che un corpo idrico fortemente modificato o artificiale abbia raggiunto un buon potenziale ecologico.

Il monitoraggio e la valutazione dello stato ecologico e chimico delle acque superficiali delinea un quadro diverso per quanto concerne i parametri misurati e la comparabilità dei risultati. A livello dell'UE vi sono molte differenze nel monitoraggio delle sostanze prioritarie 12 , sia in termini di percentuale di corpi idrici che di numero di sostanze. La maggior parte degli Stati membri ha monitorato tutte le sostanze prioritarie di cui è stato accertato lo scarico nei loro distretti idrografici. Tutti gli Stati membri hanno trasmesso inventari delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di sostanze dannose, ma solo pochi sono completi.

Il fatto che sino agli inizi del 2018 non vi fosse un sistema formale comune di intercalibrazione per molti tipi di acqua 13 rende la comparazione tra i corpi idrici ancora molto difficile per questo secondo ciclo di relazioni.

Ciononostante, è stato possibile determinare lo stato di quasi tutti i corpi idrici, riducendo le incertezze riscontrate in precedenza. Tuttavia, persistono notevoli lacune nel monitoraggio dello stato ecologico.

Nel complesso, il monitoraggio degli elementi qualitativi per ciascuna categoria di acqua è - nel migliore dei casi - disomogeneo, eccessivamente basato sul raggruppamento di più corpi idrici differenti e su perizie di esperti, piuttosto che su una valutazione più approfondita di ciascun corpo idrico pertinente in base ai parametri specifici previsti dalla direttiva quadro sulle acque. È necessario un ulteriore sforzo per far sì che reti di monitoraggio appropriate risultino in una copertura spaziale sufficiente e in valutazioni affidabili.

Il monitoraggio e la valutazione dello stato quantitativo e chimico delle acque sotterranee sono migliorati, sebbene in molti casi non siano ancora stati predisposti siti di monitoraggio adeguati. In questi casi, la direttiva quadro sulle acque è integrata dalla direttiva sulle acque sotterranee, che presenta in dettaglio l'elenco degli inquinanti pertinenti, i valori di soglia e le tendenze per la valutazione dello stato chimico. Le due direttive sono in sinergia anche con altre leggi dell'UE, come ad esempio le direttive sull'acqua potabile e sui nitrati. Il monitoraggio dello stato chimico è ancora al di sotto degli standard: sono infatti numerosi i corpi idrici sotterranei per i quali il monitoraggio non è stato effettuato o è stato effettuato per una serie limitata dei parametri fondamentali.

Le esenzioni previste dall'articolo 4 della direttiva quadro sulle acque 14 riguardano attualmente circa metà dei corpi idrici europei. Si tratta in particolare dei corpi idrici naturali ma sempre più anche di corpi idrici fortemente modificati e artificiali, a lato di nuove modifiche fisiche. Nonostante le giustificazioni per le esenzioni siano in generale migliorate, il continuo ricorrervi testimonia la necessità di compiere ancora sforzi significativi per raggiungere un buono stato o un buon potenziale entro il 2027. Tuttavia, e in linea con quanto previsto dallo stesso articolo, i dati comunicati suggeriscono che gli Stati membri devono fare di più per assicurare che le esenzioni applicate a un corpo idrico non escludano in modo permanente o pregiudichino la realizzazione degli obiettivi ambientali in altri corpi idrici (articolo 4, paragrafo 8) e garantire almeno il medesimo livello di protezione rispetto alla legislazione dell'UE in materia di ambiente (articolo 4, paragrafo 9).

ILa direttiva quadro sulle acque, impone agli Stati membri di preparare un programma di misure 15 allo scopo di raggiungere nei tempi richiesti un buono stato. Per quanto concerne i corpi idrici utilizzati per l'estrazione di acqua, le misure essenziali sono state in genere definite ma la loro attuazione è ancora disomogenea a livello europeo e pertanto le pressioni si riducono solo a un ritmo lento. Il fatto che nella maggior parte degli Stati membri le piccole estrazioni siano esentate da controlli o registrazioni potrebbe rivelarsi problematico. La mancanza di controlli e di registrazione può essere fonte di preoccupazione soprattutto negli Stati membri che già presentano problemi di carenza idrica e per i corpi idrici con problemi quantitativi.

Gli impatti derivanti dall'agricoltura sono tra le pressioni più significative individuate dagli Stati membri nella maggior parte dei distretti idrografici in quanto presentano un rischio potenziale per il deterioramento o il mancato raggiungimento degli obiettivi ambientali, sia sotto forma di estrazione eccessiva che di inquinamento diffuso. Le misure di base 16 , in genere, sono state attuate. Nella metà dei casi non è stata condotta alcuna valutazione ex-ante per determinare in che misura le azioni intraprese saranno sufficienti a colmare il divario per raggiungere un buono stato. Molto dipenderà anche dall'impatto delle misure volontarie, spesso nel contesto della politica agricola comune (PAC). Al fine di aumentare il livello di ambizione ambientale, le proposte della Commissione per la nuova PAC fissano requisiti obbligatori 17 per gli agricoltori. Inoltre, la strategia di intervento definita dagli Stati membri nei rispettivi piani strategici della PAC terrà conto delle esigenze individuate nei piani di gestione dei bacini idrografici e contribuirà al conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque. Se necessario, gli Stati membri dovranno assicurare un sostegno supplementare per nuovi interventi di protezione delle acque mediante diversi sistemi volontari 18 .

Le misure di base per far fronte alle pressioni provenienti da settori diversi dall'agricoltura, come quello dell'industria o della produzione energetica, sono anch'esse - in genere - in atto. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di misure specifiche per affrontare le sostanze inquinanti che causano carenze nello stato chimico o ecologico, come, ad esempio, misure intese a ridurre o a bloccare l'immissione nell'acqua di alcune sostanze inquinanti. Tuttavia, sono necessari ulteriori progressi.

Per quanto riguarda modifiche fisiche esistenti di corpi idrici, la maggior parte degli Stati membri ha segnalato l'adozione di misure (installazione di scale di risalita per pesci, rimozione di strutture, ecc.) volte a ridurre gli impatti negativi sull'ambiente causati da pressioni idromorfologiche significative. Esiste inoltre un legame più chiaro tra misure, pressioni e usi dell'acqua o i settori economici. Occorre definire e attuare meglio i flussi ecologici minimi e assicurare la continuità fluviale e un'adeguata gestione dei sedimenti.

Alcuni Stati membri hanno migliorato le politiche tariffarie dei servizi idrici rispettando la condizionalità exante per l'acqua, prevista dal regolamento sulle disposizioni comuni per i Fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020. Sono stati compiuti passi avanti per quanto concerne la definizione dei servizi idrici, il calcolo dei costi finanziari, la misurazione, l'esecuzione di analisi economiche e la valutazione sia dei costi ambientali sia dei costi delle risorse nel computo degli importi derivanti dal recupero dei costi per i servizi idrici. Persistono tuttavia notevoli lacune riguardo alla trasformazione in misure concrete di questi elementi migliorati dell'analisi economica e alla realizzazione di approcci più armonizzati per stimare e integrare i costi ambientali e i costi delle risorse. essenzialMaggiori investimenti sono essenziali per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque. Un maggior sostegno economico del programma di misure semplificherebbe notevolmente la presa di decisioni e gli investimenti nel settore idrico.

Pochi sono i progressi compiuti per quanto riguarda le aree protette per l'acqua potabile e le aree naturali protette. La valutazione della direttiva sull'acqua potabile del 1998 ne ha valutato la coerenza con la direttiva quadro sulle acque e ha rilevato l'assenza di riferimenti alla protezione delle risorse di acqua potabile. La proposta di rifusione della direttiva sull'acqua potabile, del 2018, introduce un approccio basato sul rischio dall'estrazione al rubinetto - e promuove al tempo stesso una migliore comunicazione tra le autorità degli Stati membri e le aziende di distribuzione dell'acqua, allo scopo di assicurare un ciclo di governance completo in questo settore. La proposta mira a rafforzare la coerenza tra le due direttive e ad assicurare l'applicazione sia del principio "chi inquina paga" sia di quello della precauzione.

Per gran parte delle aree protette, ad esempio, mancano le conoscenze sullo stato e sulle pressioni e non sono stati fissati obiettivi. La comunicazione di informazioni sul monitoraggio mirato specificamente alle zone protette, anche per i molluschi, è molto limitata e talvolta del tutto assente.

In circa la metà degli Stati membri la siccità è stata considerata un elemento importante per la gestione delle acque. Una delle misure essenziali per mitigarne l'impatto è un piano di gestione della siccità, che però non è stato adottato in tutti i distretti idrografici pertinenti.

Per il terzo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, gli Stati membri, dovranno

·continuare a migliorare il coinvolgimento dei portatori di interessi, attraverso la partecipazione attiva nel processo di pianificazione e l'integrazione dei loro contributi nei piani di gestione dei bacini idrografici;

·individuare chiaramente il divario per il raggiungimento del buono stato per le singole pressioni e i corpi idrici e progettare, finanziare e attuare il programma di misure inteso a colmarlo;

·limitare il ricorso alle esenzioni per assicurare il raggiungimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque nei tempi richiesti e migliorare la trasparenza delle giustificazioni apportate;

·assicurare la corretta attuazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e dei costi relativi alle risorse, per tutte le attività che hanno un impatto significativo sui corpi idrici, nonché l'analisi economica su cui si fonda il programma di misure.

4.2Cooperazione transfrontaliera nell'ambito della direttiva quadro sulle acque

Per i bacini idrografici che attraversano i confini nazionali, la direttiva quadro sulle acque impone agli Stati membri di coordinarsi e compiere sforzi ragionevoli anche con i paesi terzi, ove opportuno. Molti fiumi europei, tra i quali ad esempio il Reno e il Danubio, scorrono oltre i confini dell'UE. Il livello di cooperazione cambia da un caso all'altro: di norma sono in atto accordi internazionali; in molti casi è stato predisposto anche un organismo di coordinamento internazionale; meno frequentemente, esiste un piano congiunto di gestione dei bacini idrografici. Sono pochi i bacini dell'UE in cui non è stata presa nessuna di queste misure.

Nel complesso, rispetto al primo ciclo, si è registrata un'ulteriore formalizzazione delle strutture di governance, sono stati sviluppati più piani di gestione dei bacini idrografici internazionali e la comparabilità dei risultati è migliorata, così come la compatibilità degli approcci di risposta alle pressioni.

4.3Aspetti che non potrebbero essere affrontati a livello di Stato membro

La procedura di cui all'articolo 12 della direttiva quadro sulle acque per gli aspetti che non possono essere affrontati a livello di Stato membro è stata invocata una volta. Nel 2016 la Danimarca ha evidenziato che, per conseguire gli obiettivi della direttiva quadro sul acque, altri Stati membri dovevano adottare misure intese a ridurre il carico di azoto nei corpi idrici condivisi. Invitata ad intervenire, la Commissione ha sottolineato che i principali responsabili della realizzazione degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque sono gli Stati membri e ha osservato che l'articolo 3 prevede il coordinamento all'interno dei bacini idrografici, ivi compresi quelli internazionali. Inoltre, ha suggerito agli Stai membri di esaurire innanzitutto le opportunità di cooperazione bilaterale, anche nell'ambito della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino.

Direttiva sulle alluvioni - risultanze del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

5.1    Valutazione a livello nazionale

Le scelte dell'uomo, prese in passato ma diffuse ancora oggi, hanno un impatto significativo sul verificarsi e sugli impatti delle alluvioni 19 ed è provato che il numero delle alluvioni di ampia portata sia aumentato negli anni 20 . Le proiezioni sollevano preoccupazioni: nell'ipotesi di un non-adattamento (ossia, laddove si continui ad applicare l'attuale protezione contro lo straripamento dei fiumi, con un tempo di ritorno - attualmente - fino a 100 anni), i danni nell'UE dovuti all'effetto combinato dei cambiamenti climatici e socioeconomici dovrebbero aumentare da 6,9 miliardi di euro/anno a 20,4 miliardi di euro/anno entro il 2020, a 45,9 miliardi di euro/anno entro il 2050 e a 97,9 miliardi di euro/anno entro il 2080 21 . È quindi logico che 27 dei 28 Stati membri abbiano incluso le alluvioni quale rischio principale nelle loro valutazioni dei rischi nazionali 22 .

La creazione di piani di gestione del rischio di alluvione, uno strumento di gestione utilizzato per ridurre le potenziali conseguenze negative delle alluvioni, ha rappresentato la terza fase dell'approccio ciclico alla gestione del rischio di alluvioni introdotto dalla direttiva in materia. Nelle fasi precedenti gli Stati membri avevano condotto 23 valutazioni preliminari del rischio di alluvioni (nel 2011) e preparato le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni (nel 2013).

In termini di completezza, quasi tutti gli Stati membri hanno trasmesso le conclusioni delle valutazioni preliminari del rischio di alluvioni e le mappe del rischio di alluvione nei rispettivi piani di gestione del rischio di alluvioni. Tutti gli Stati membri hanno fissato obiettivi per la gestione dei rischi di alluvione e in 20 dei 26 Stati membri valutati gli obiettivi sono definiti a livello nazionale oppure gli obiettivi nazionali sono adattati alle circostanze regionali/locali. Alcuni Stati membri hanno fissato pochi obiettivi generali, altri hanno presentato un numero maggiore di obiettivi più dettagliati. Tutti gli Stati membri hanno incluso misure volte al conseguimento degli obiettivi. Tuttavia, non tutti gli obiettivi sono elaborati a sufficienza per consentire un monitoraggio dell'attuazione e non tutte le misure sono chiaramente collegate agli obiettivi; se considerate assieme, queste lacune possono risultare problematiche per il secondo ciclo (2016-2021), quando gli Stati membri dovranno valutare i progressi compiuti.

Il numero di misure varia notevolmente da uno Stato membro all'altro: da poche misure individuali a migliaia di gruppi di misure. Circa il 50 % delle misure sono relative alla prevenzione e alla preparazione, circa il 40 % alla protezione dai danni delle alluvioni e il restante 10 % riguarda il recupero. A livello di iniziative non strutturali 24 , tutti i piani di gestione del rischio di alluvioni fanno riferimento alla pianificazione del territorio. Tutti i 26 Stati membri oggetto di valutazione hanno incluso soluzioni basate sulla natura in alcuni o in tutti i piani di gestione del rischio di alluvioni, sia come progetti che come studi preparatori. Sebbene la direttiva sulle alluvioni non faccia riferimento a coperture assicurative contro i rischi di alluvione, in più della metà dei piani di gestione del rischio di alluvione valutati sono riportate alcune misure correlate, tra cui la sensibilizzazione.

Tutti gli Stati membri hanno comunicato l'ordine di priorità assegnato alle misure o fornito un calendario per la loro attuazione. A titolo di esempio, circa il 10 % delle misure segnalate erano di priorità fondamentale, il 60 % di priorità elevata o molto elevata, il 20 % di priorità moderata e il resto di bassa priorità. 19 Stati membri, sui 26 valutati, hanno effettuato un'analisi dei costi e dei benefici delle misure. In quasi tutti è stato sviluppato un approccio nazionale 25 . Meno Stati membri (11) hanno utilizzato un'analisi dei costi e dei benefici in tutte le unità di gestione 26 valutate. Dei 26 Stati membri 21 fanno esplicito riferimento al coordinamento con gli obiettivi ambientali di cui all'articolo 4 della direttiva quadro sulle acque in tutte le unità di gestione o per lo meno in alcune di esse.

Circa la metà degli Stati membri oggetto di valutazione ha fornito stime dei costi delle misure disponibili contro le alluvioni, anche se, in molti casi, non riguardano tutti i piani di gestione del rischio di alluvioni o le misure. In 23 dei 26 Stati membri, la maggior parte dei piani di gestione del rischio di alluvioni ha individuato fonti di finanziamento, ma in molti casi si tratta di eventuali meccanismi di finanziamento in senso lato, ad esempio i Fondi strutturali e di investimento europei.

Sono stati utilizzati diversi canali di consultazione per raggiungere il pubblico e i portatori di interessi e, nel complesso, è stata coinvolto nella preparazione dei primi piani di gestione del rischio di alluvioni un'ampio spettro di portatori di interessi. Tuttavia, non è sempre chiaro comprendere come i contributi abbiano influenzato i piani di gestione del rischio di alluvioni adottati a diversi livelli amministrativi e con vari atti.

Per il secondo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvione, gli Stati membri, dovranno

·collegare chiaramente l'attuazione delle misure al raggiungimento degli obiettivi per poter valutare i progressi realizzati a partire dal secondo ciclo;

·individuare fonti di finanziamento specifiche per assicurare l'attuazione delle misure.

5.2    Impatto dei cambiamenti climatici

È sempre più evidente che i cambiamenti climatici avranno un impatto notevole sulla frequenza e la gravità delle alluvioni in gran parte dell'Europa 27 . Oltre la metà degli Stati membri ha tenuto conto dei cambiamenti climatici durante le fasi della valutazione preliminare del rischio di alluvioni e dell'elaborazione delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni. In base a quanto emerso dalla valutazione dei piani di gestione del rischio di alluvioni e dalle relazioni degli Stati membri, 24 dei 26 Stati membri hanno preso in considerazione almeno alcuni aspetti degli impatti dei cambiamenti climatici e dieci Stati membri hanno fornito prove di averli considerati. 14 Stati membri hanno esaminato nei rispettivi piani di gestione del rischio di alluvioni le possibili condizioni climatiche future, prevedendo diversi quadri temporali (circa la metà degli Stati membri hanno preso in considerazione un orizzonte al 2050 e più o meno l'altra metà al 2100). Meno della metà fa riferimento alle strategie nazionali di adattamento elaborate dagli Stati membri nell'ambito della strategia di adattamento ai cambiamenti climatici dell'UE. Per circa un quarto degli Stati membri, in tutti i piani di gestione del rischio di alluvioni valutati si fa riferimento alle strategie nazionali di questo tipo; nel caso di pochi altri Stati membri alcuni dei piani valutati, ma non tutti, contenevano tale riferimento.

Per il secondo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvione, gli Stati membri, dovranno

·a norma dell'articolo 14 della direttiva sulle alluvioni, tenere conto del probabile impatto dei cambiamenti climatici sul verificarsi delle alluvioni e adottare le misure necessarie, utilizzando come opportuno gli strumenti di modellizzazione dell'UE, ad esempio quelli messi a disposizione dal servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus 28 ;

·prendere in considerazione strategie nazionali per i cambiamenti climatici e coordinarne le misure.

5.3    Cooperazione transfrontaliera nell'ambito della direttiva sulle alluvioni

A norma della direttiva sulle alluvioni, gli Stati membri sono tenuti a cooperare nei bacini idrografici transfrontalieri e ad adoperarsi per coordinarsi con i paesi terzi. Nei casi in cui sono state istituite strutture di coordinamento, lo sviluppo di un piano internazionale di gestione del rischio di alluvioni ha portato invariabilmente a obiettivi comuni per la gestione del rischio di alluvioni e, in quasi tutti i casi, alla definizione di una serie di misure coordinate. Per alcuni dei bacini in cui è stata istituita una commissione fluviale, come nel caso dei fiumi Danubio, Reno, Elba e Oder, si sono tenute ampie consultazioni; la presa in considerazione dei cambiamenti climatici a livello di bacino è più sviluppata nei casi in cui una commissione fluviale è stata incaricata del coordinamento.

Per il secondo ciclo, gli Stati membri in cui sono presenti bacini idrografici transfrontalieri dovranno

·sviluppare ulteriormente gli approcci comuni, tenendo conto, a livello di bacino, degli effetti a monte e a valle delle misure di riduzione del rischio di alluvioni non in prossimità dei confini nazionali, ed estendere la pratica delle consultazioni pubbliche internazionali.

6. Conclusioni

Nel complesso, le conoscenze e le relazioni relative alla direttiva quadro in materia di acque sono migliorate significativamente rispetto al ciclo precedente. È aumentato il numero di Stati membri che hanno presentato le relazioni entro i termini previsti e le informazioni contenutevi erano più complete, pertinenti e affidabili.

La conformità agli obiettivi della direttiva quadro in materia di acque è in progressivo aumento. Sebbene in diversi Stati membri si siano prese buone misure politiche e siano stati realizzati investimenti finanziari, in molti bacini idrografici occorrerà attendere ancora per ottenere miglioramenti nella qualità dell'acqua. In effetti, mentre la stragrande maggioranza dei corpi idrici sotterranei ha raggiunto un buono stato, nel caso dei corpi idrici superficiali meno della metà è in buono stato, nonostante le tendenze registrate per diversi singoli elementi e sostanze qualitative sottostanti siano più positive.

Molto resta da fare per realizzare completamente gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque e delle direttive correlate, innanzitutto da parte degli Stati membri. Gli Stati membri potranno trarre beneficio da un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori pertinenti del mercato e della società civile, al fine di assicurare una migliore applicazione del principio "chi inquina paga". I fondi dell'UE continueranno a sostenere le iniziative dirette all'attuazione, anche con il finanziamento di ricerca e innovazione, nonché le iniziative 29 tese alla realizzazione del mercato unico digitale dei servizi idrici 30 . Il cammino verso il pieno conseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque entro il 2027, termine a partire dal quale le possibilità di esenzione sono limitate, sembra per il momento molto complesso. Le relazioni hanno infatti dimostrato che, nonostante il fatto che verranno prese altre misure sino al 2021, ne occorreranno molte di più successivamente.

Per la direttiva sulle alluvioni sono state prese misure estremamente importanti. Pur trattandosi del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, risulta chiaramente che gli Stati membri hanno sposato sostanzialmente la nozione di gestione del rischio di alluvioni, nonostante le differenze nel livello pratico di elaborazione. Realizzare l'obiettivo principale della direttiva sulle alluvioni, ossia ridurre le potenziali conseguenze avverse causate da alluvioni di grande portata, richiederà sforzi costanti da parte degli Stati membri nei cicli successivi.

La Commissione seguirà come opportuno le azioni intraprese dagli Stati membri per dare seguito alle raccomandazioni contenute nella presente relazione e nei documenti che l'accompagnano, al fine di assicurare una migliore attuazione dei requisiti previsti dalle direttive in materia di acque e di alluvioni. Sarà altresì rafforzato il rispetto degli obblighi giuridici relativi alle principali pressioni sull'ambiente acquatico, quali quelli fissati delle direttive sui nitrati e sul trattamento delle acque reflue urbane.

Oltre a continuare il lavoro con gli Stati membri, la Commissione si impegnerà con i cittadini e tutti i pertinenti portatori di interessi per promuovere la conformità, anche attraverso il riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE. Ove possibile, la presentazione delle relazioni sarà snellita o semplificata. Si porrà attenzione sulle nuove sostanze inquinanti, come ad esempio le microplastiche e i farmaci.

La presente relazione andrà a integrare il controllo dell'adeguatezza della legislazione dell'UE in materia di acque attualmente in corso e la valutazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Contribuisce altresì a valutare i progressi realizzati verso il raggiungimento degli obiettivi del 7° programma di azione dell'UE in materia di ambiente e dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

I cambiamenti climatici hanno un'incidenza sempre maggiore sulle risorse idriche europee. La conformità alla legislazione dell'UE in materia di acque sta già contribuendo alla gestione degli effetti dei cambiamenti climatici, consentendo di prevedere più casi di siccità e alluvioni. Le politiche dell'UE in materia di acque hanno un notevole potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici, a condizione che siano prese sin da ora misure efficaci.

(1)

Cfr. relazione "Global Warming of 1.5 °C", adottata alla 48° sessione IPCC (6 ottobre 2018) per le previsioni riguardanti gli effetti e l'impatto in caso di aumento pari a 1,5 °C e 2 °C.

(2)

Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, integrata dalla direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento, e dalla direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque.

(3)

Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni.

(4)

Ad esempio, una ricostituzione lenta degli ecosistemi in seguito all'attuazione di misure di ripristino dei fiumi o percentuali limitate di riduzione delle concentrazioni di nitrati nelle acque sotterranee.

(5)

Ad esempio, attraverso cambiamenti socio-economici quali lo sconfinamento delle attività economiche nelle pianure alluvionali.

(6)

La Spagna ha comunicato alla Commissione che il piano di gestione dei bacini idrografici per La Gomera è stato adottato il 17 settembre 2018, quelli per Tenerife e La Palma il 26 novembre 2018, quelli per Fuerteventura, Lanzarote ed El Hierro il 26 dicembre 2018 e quello per Gran Canaria il 21 gennaio 2019.

(7)

Il formato delle relazioni elettroniche e gli orientamenti su come redigerle sono stati elaborati congiuntamente da Stati membri, portatori di interessi e Commissione, nell'ambito di un processo collaborativo chiamato "Strategia comune di attuazione".

(8)

Su carenza idrica e siccità, del 30 ottobre 2007, su carenza idrica, siccità e adattamento ai cambiamenti climatici, dell'11 giugno 2010, sulla gestione integrata delle alluvioni nell'Unione europea, del 12 maggio 2011, sulla protezione e gestione sostenibile integrata delle risorse idriche nell'Unione europea e oltre, del 21 giugno 2011; su un Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee del 17 dicembre 2012; sulla diplomazia dell'acqua dell'UE, del 22 luglio 2013; sulla gestione sostenibile delle risorse idriche del 17 ottobre 2016.

(9)

  https://www.eea.europa.eu/publications/state-of-water

(10)

Il raggiungimento di un buon potenziale ecologico è l'obiettivo per i corpi idrici fortemente modificati o artificiali.

(11)

Tra le altre sostanze sostanze onnipresenti, persistenti, bioaccumulabili e tossiche che impediscono di raggiungere un buono stato chimico rientrano i PBDE, il tributilstagno e taluni idrocarburi policiclici aromatici (benzo(a)pirene, benzo(g,h,i)perilene, indeno(1,2,3-cd)pirene, benzo(b)fluorantene e benzo(k)fluorantene.

(12)

Sostanze che presentano un rischio significativo per l'ambiente acquatico o attraverso l'ambiente acquatico, elencate nella direttiva sugli standard di qualità ambientale.

(13)

Decisione (UE) 2018/229 della Commissione, del 12 febbraio 2018.

(14)

L'articolo 4, paragrafo 4, consente una proroga dei termini fissati per la realizzazione di un buono stato o un buon potenziale oltre il 2015 (come previsto dall'articolo 4, paragrafo 1). L'articolo 4, paragrafo 5, consente il conseguimento di obiettivi meno rigidi. L'articolo 4, paragrafo 6, consente un deterioramento temporaneo dello stato dei corpi idrici. L'articolo 4, paragrafo 7, elenca le condizioni in cui è consentito il deterioramento dello stato o il mancato raggiungimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque a causa di nuove modifiche delle caratteristiche fisiche di un corpo idrico superficiale, di alterazioni del livello di corpi sotterranei o del deterioramento da uno stato elevato a un buono stato a causa di nuove attività sostenibili di sviluppo umano.

(15)

Le prossime relazioni intermedie sull'attuazione dei programmi di misure previsti dovrebbero essere trasmesse alla Commissione entro il 22 dicembre 2018.

(16)

Nell'ambito di ciascun bacino idrografico deve essere istituito un programma di misure volto ad affrontare i problemi significativi individuati e a consentire il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 4. I programmi di misure comprendono come minimo "misure di base" e, ove necessario per raggiungere gli obiettivi, "misure supplementari".

(17)

In particolare il nuovo requisito statutario n. 1 relativo alla direttiva 2000/60/CE: articolo 11, paragrafo 3, lettera e) e articolo 11, paragrafo 3, lettera h) per quanto riguarda i requisiti obbligatori per il controllo delle fonti diffuse di inquinamento da fosfati, CGO 2 sugli obblighi della direttiva sui nitrati, BCAA 2 sulla protezione adeguata i zone umide e torbiere, BCAA 4 sulle fasce tampone, BCAA 5 sull'utilizzo dello strumento di sostenibilità per le aziende agricole relativo ai nutrienti e BCAA 7 sul non lasciare nudo il suolo nei periodi più sensibili.

BCAA: buone condizioni agronomiche e ambientali https://ec.europa.eu/agriculture/direct-support/cross-compliance_en .

(18)

Gli Stati membri dovranno proporre un sostegno a favore di sistemi volontari di ecocompatibilità che consentano agli agricoltori di attuare pratiche agricole benefiche per l'ambiente e il clima nell'ambito del primo pilastro della PAC. Inoltre, il sostegno agli impegni agroambientali volontari rimarrà obbligatorio nell'ambito del secondo pilastro.

(19)

Il posizionamento di attività economiche nelle pianure alluvionali o in prossimità delle coste, la riduzione delle superfici di ritenzione idrica, gli interventi sui corsi d'acqua o nelle loro vicinanze e i cambiamenti climatici provocati dall'uomo sono tutti fattori che contribuiscono ad aumentare la probabilità e gli effetti negativi degli eventi alluvionali.

(20)

Zbigniew W. Kundzewicz, Iwona Pińskwar e G. Robert Brakenridge (2012): Large floods in Europe, 1985–2009, Hydrological Sciences Journal.

(21)

Rojas et al. (2013) Climate change and river floods in the EU: Socio-economic consequences and the costs and benefits of adaptation, Global Environmental Change 23, 1737-1751, disponibile all'indirizzo:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959378013001416#

(22)

Documento di lavoro dei servizi della Commissione – Overview of natural and man-made disaster risks the European Union may face [SWD (2017)176 final] https://publications.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/285d038f-b543-11e7-837e-01aa75ed71a1  

(23)

Nell'UE vi sono quasi 8 000 aree a potenziale rischio significativo di alluvioni.

(24)

Misure che non riguardano strutture di ingegneria civile.

(25)

Nel novembre 2017 la Commissione europea ha proposto di rafforzare il meccanismo di protezione civile dell'UE, incoraggiando una risposta collettiva europea più forte, grazie allo sviluppo di una capacità di riserva (nota come "rescEU") a complemento delle capacità nazionali, e rafforzando la prevenzione delle catastrofi e la preparazione degli Stati partecipanti al meccanismo (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-6766_en.htm).

(26)

Nella maggior parte degli Stati membri le unità di gestione coincidono con i distretti idrografici previsti dalla direttiva quadro sulle acque. Gli Stati membri hanno designato in totale 196 unità di gestione per l'attuazione della direttiva sulle alluvioni.

(27)

Le proiezioni contenute nella relazione del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici dell'ottobre 2018 stimano che le alluvioni sarebbero minori in caso di un riscaldamento globale di 1,5 °C invece che di 2 °C, sebbene i cambiamenti previsti creino rischi differenziati a livello regionale ( http://www.ipcc.ch/report/sr15/ ).

(28)

  https://climate.copernicus.eu/  

(29)

 I progetti pertinenti incentrati sullo sviluppo di soluzioni, quali i sistemi di supporto delle decisioni per la misurazione di qualità e quantità delle risorse idriche, dell'interoperabilità tra i sistemi di informazione relativi alle risorse idriche a livello dell'UE e nazionale e dell'efficacia nella gestione delle risorse idriche, sono presentati nel Cluster ICT4Water: https://www.ict4water.eu/  

(30)

Come illustrato nel piano di azione per un mercato unico digitale dei servizi idrici.

https://ec.europa.eu/futurium/en/system/files/ged/ict4wateractionplan2018.pdf  


Bruxelles, 26.2.2019

COM(2019) 95 final

ALLEGATO

della

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

concernente l'attuazione della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE)
e della direttiva sulle alluvioni (2007/60/CE)

Secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici
Primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

{SWD(2019) 30 final} - {SWD(2019) 31 final} - {SWD(2019) 32 final} - {SWD(2019) 33 final} - {SWD(2019) 34 final} - {SWD(2019) 35 final} - {SWD(2019) 36 final} - {SWD(2019) 37 final} - {SWD(2019) 38 final} - {SWD(2019) 39 final} - {SWD(2019) 40 final} - {SWD(2019) 41 final} - {SWD(2019) 42 final} - {SWD(2019) 43 final} - {SWD(2019) 44 final} - {SWD(2019) 45 final} - {SWD(2019) 46 final} - {SWD(2019) 47 final} - {SWD(2019) 48 final} - {SWD(2019) 49 final} - {SWD(2019) 50 final} - {SWD(2019) 51 final} - {SWD(2019) 52 final} - {SWD(2019) 53 final} - {SWD(2019) 54 final} - {SWD(2019) 55 final} - {SWD(2019) 56 final} - {SWD(2019) 57 final} - {SWD(2019) 58 final} - {SWD(2019) 59 final} - {SWD(2019) 60 final} - {SWD(2019) 61 final} - {SWD(2019) 62 final} - {SWD(2019) 63 final} - {SWD(2019) 64 final} - {SWD(2019) 65 final} - {SWD(2019) 66 final} - {SWD(2019) 67 final} - {SWD(2019) 68 final} - {SWD(2019) 69 final} - {SWD(2019) 70 final} - {SWD(2019) 71 final} - {SWD(2019) 72 final} - {SWD(2019) 73 final} - {SWD(2019) 74 final} - {SWD(2019) 75 final} - {SWD(2019) 76 final} - {SWD(2019) 77 final} - {SWD(2019) 78 final} - {SWD(2019) 79 final} - {SWD(2019) 80 final} - {SWD(2019) 81 final} - {SWD(2019) 82 final} - {SWD(2019) 83 final} - {SWD(2019) 84 final}


ALLEGATO

della

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

concernente l'attuazione della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE)
e della direttiva sulle alluvioni (2007/60/CE)


Secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici

Primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

Raccomandazioni della Commissione relative al secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici e al primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

[Gli elenchi completi delle raccomandazioni sono inclusi nelle valutazioni nazionali che accompagnano il presente documento]

Stato membro

Raccomandazioni per la preparazione del terzo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici

Raccomandazioni per la preparazione del secondo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni

Austria (AT)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, l'Austria è invitata in particolare a:

·assicurare un'adozione tempestiva del terzo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici;

·assicurare continuità, efficacia e finanziamenti adeguati per attuare entro i termini fissati le misure necessarie per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque. Sarebbe opportuno: concentrarsi in particolare sulle misure volte a ridurre la grande quantità di pressioni idromorfologiche;

·dimostrare ambizione e pragmatismo nella lotta all'inquinamento chimico, abbandonando le semplici misure di raccolta delle conoscenze;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, l'Austria è invitata, in particolare, a:

·sviluppare obiettivi misurabili nell'ambito dei piani di gestione del rischio di alluvioni e collegarli alle misure proposte, al fine di valutare i progressi compiuti;

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici);

·sviluppare una metodologia più specifica per valutare l'efficacia globale in termini di costi delle misure proposte, fornendo al contempo maggiori informazioni sui costi e sulle fonti di finanziamento pertinenti;

·assicurare adeguati riferimenti incrociati tra i piani di gestione del rischio di alluvioni, le valutazioni preliminari del rischio di alluvioni/le zone con un potenziale rischio significativo di alluvioni e le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni, assicurando al tempo stesso che siano sempre disponibili per i portatori di interessi e per il pubblico in un formato accessibile, anche digitale.

Belgio (BE)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, il Belgio è invitato in particolare a:

·definire chiaramente gli impegni finanziari per l'attuazione dei programmi di misure;

·perfezionare la strategia per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque e migliorare la fattibilità tecnica dei prossimi piani di gestione dei bacini idrografici, lavorando in stretta collaborazione con la comunità agricola e le autorità responsabili dell'attuazione nazionale della PAC e assicurando maggiori sinergie tra gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque e tutte le politiche e gli strumenti pertinenti (ad esempio, il piano di sviluppo rurale, il primo pilastro della PAC, la direttiva sui nitrati, ecc.) attuati a livello nazionale;

·dimostrare ambizione e pragmatismo nell'affrontare l'inquinamento chimico, sviluppando un approccio più specifico per sostanza per le acque superficiali e sotterranee, ponendo particolare attenzione alle sostanze prioritarie e agli inquinanti specifici per i fiumi e le acque sotterranee;

·effettuare, ove opportuno e in base a una metodologia spiegata chiaramente, un'analisi costi-benefici delle misure proposte e precisare come si è giunti a selezionarle e a classificarle per priorità;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, il Belgio è invitato, in particolare, a:

·presentare una descrizione più dettagliata degli impatti previsti dei cambiamenti climatici sul verificarsi delle alluvioni, in base agli studi disponibili;

·fornire una panoramica dei costi delle misure e delle fonti di finanziamento previste;

·integrare l'analisi costi-benefici (ad esempio, per la classificazione in ordine di priorità delle misure che vi si prestano) nei piani di gestione del rischio di alluvioni e descrivere chiaramente la metodologia utilizzata;

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

Bulgaria (BG)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Bulgaria è invitata in particolare a:

·migliorare ulteriormente la cooperazione internazionale, sviluppando approcci più armonizzati per valutare lo stato dei corpi idrici condivisi e fornire valutazioni e programmi di misure più coordinati per assicurare che gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque siano realizzati entro i termini fissati;

·migliorare le capacità di monitoraggio, affinché la valutazione dello stato ecologico e del potenziale dei corpi idrici dipenda meno dai pareri degli esperti;

·basare il ricorso alle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 7, su una valutazione approfondita di tutte le fasi previste dalla direttiva quadro sulle acque e indicare chiaramente, in tutti i bacini idrografici, le giustificazioni accolte per applicare le esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 7, della direttiva sulle acque;

·assicurare una migliore conformità, soprattutto nelle grandi città, all'articolo 5 della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane per quanto concerne l'obbligo di un trattamento più rigoroso delle acque reflue prima dello scarico in aree sensibili;

·fornire una valutazione completa del divario tra i carichi di inquinanti diffusi provenienti dall'agricoltura (nutrienti, prodotti agrochimici, sedimenti, materia organica) in tutte le acque di ogni bacino idrografico e collegarla direttamente alle misure di mitigazione proposte (ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3, lettera h) della direttiva quadro sulle acque). Tali misure devono essere specifiche, fondate su una chiara base giuridica e includere sistemi appropriati di monitoraggio e di ispezione adeguati;

·assicurare una chiara distinzione tra carenza idrica e siccità nella politica in materia di acque e l'adozione di un piano di gestione della siccità o di un piano di assegnazione e gestione delle risorse idriche.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Bulgaria è invitata in particolare a:

·migliorare l'elaborazione degli obiettivi e delle misure, indicando chiaramente le tempistiche per la realizzazione e l'attuazione;

·presentare una descrizione più dettagliata degli impatti previsti dei cambiamenti climatici sul verificarsi delle alluvioni e assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, una volta adottata;

·effettuare, ove opportuno e in base a una metodologia spiegata chiaramente, un'analisi costi-benefici delle misure proposte e precisare come si è giunti a selezionarle e a classificarle per priorità;

Cipro (CY)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, Cipro è invitato in particolare a:

·migliorare ulteriormente la capacità di valutare lo stato di tutte le categorie di acque (comprese le acque territoriali), al fine di ridurre la percentuale dei casi di "stato sconosciuto" e assicurare una migliore valutazione della presenza di eventuali sostanze prioritarie;

·monitorare i corpi idrici in modo da fornire una risoluzione temporale e una copertura spaziale tali da riuscire a classificarli tutti (eventualmente, assieme a metodi comprovati di raggruppamento/estrapolazione);

·intensificare il ricorso alla misurazione del consumo (in particolare per l'agricoltura), per una migliore definizione dello stato quantitativo dei corpi idrici e per ridurre l'eccessiva estrazione delle acque sotterranee, dovuta soprattutto a estrazioni eccessive non regolamentate e a permessi non pienamente conformi ai requisiti ambientali.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, Cipro è invitato, in particolare, a:

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici);

·definire uno scenario di riferimento e indicatori pertinenti per valutare i progressi compiuti nell'attuazione delle misure proposte;

·considerare sistematicamente le opportunità per l'attuazione di soluzioni basate sulla natura (comprese le misure di ritenzione naturale delle acque) quali alternative, ove possibile, al dragaggio e alle modifiche delle "infrastrutture grigie" degli argini e dei letti dei fiumi.

Repubblica ceca (CZ)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Repubblica ceca è invitata in particolare a:

·assicurare un migliore monitoraggio, in particolare con un numero sufficiente di corpi idrici e una copertura adeguata di tutti gli elementi di qualità pertinenti. È necessario migliorare il monitoraggio operativo dei laghi e collegarlo meglio all'analisi delle pressioni e degli impatti. Gli elementi di qualità idromorfologica devono essere monitorati in tutte le categorie di acque;

·migliorare l'affidabilità della valutazione dello stato/potenziale ecologico e, in particolare, migliorare i metodi di valutazione degli elementi idromorfologici e collegare i confini fisico-chimici ai pertinenti elementi di qualità biologica nei fiumi;

·fornire una migliore giustificazione per il ricorso alle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafi 4 e 5; fare una chiara distinzione tra le suddette. Questo aspetto è particolarmente importante, considerato che si prevede che un numero significativo di corpi idrici raggiungerà gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque solo dopo il 2027 e le esenzioni sono largamente applicate;

·calcolare la riduzione del carico inquinante necessaria per conseguire gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque; definire l'impatto a livello di bacino delle misure di mitigazione relative alle fonti di inquinamento delle acque agricole e la portata del contributo dato dalle azioni già intraprese nell'ambito della direttiva nitrati e della direttiva sulle acque reflue urbane e individuare le misure supplementari da adottare per conseguire pienamente gli obiettivi;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Repubblica ceca è invitata in particolare a:    

·sviluppare obiettivi misurabili nell'ambito dei piani di gestione del rischio di alluvioni e collegarli alle misure proposte, al fine di valutare i progressi compiuti;

·fornire una stima dei costi per ciascuna misura e un bilancio globale per tutte le misure, indicando se include sia i costi di investimento che quelli operativi;

·descrivere il metodo di definizione delle priorità delle misure e fornire informazioni chiare sui metodi utilizzati per valutare i costi e i benefici delle misure;

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

Germania (DE)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Germania è invitata in particolare a:

·migliorare, per tutti i bacini idrografici, il monitoraggio delle tendenze per tutte le sostanze pertinenti, al fine di assicurare una risoluzione temporale e una copertura spaziale sufficienti;

·fornire migliori giustificazioni per l'applicazione delle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafi 4 e 5, in particolare la giustificazione dei costi eccessivi;

·condurre una valutazione completa del divario tra i carichi di inquinanti diffusi provenienti dall'agricoltura in tutte le acque di ciascun bacino idrografico, collegandola direttamente alle misure di mitigazione. È necessario adottare ulteriori misure volte a prevenire l'inquinamento causato dai nitrati provenienti dalle pressioni agricole;

·prendere in considerazione l'elaborazione di piani di gestione della siccità per le zone maggiormente a rischio di siccità.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Germania è invitata in particolare a:    

·sviluppare obiettivi misurabili (tempistiche, indicatori) e designare criteri chiari per definire gli impatti negativi significativi delle alluvioni;

·definire le misure in modo più dettagliato nei piani, indicando altresì quanto contribuiranno agli obiettivi e le modalità di finanziamento;

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici);

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

Danimarca (DK)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Danimarca è invitata in particolare a:

·chiarire la ripartizione delle pressioni significative tra diversi settori per poter individuare le misure di mitigazione appropriate;

·migliorare il monitoraggio delle acque superficiali, prendendo in considerazione tutti gli elementi di qualità biologica, fisico-chimica e idromorfologica pertinenti per tutte le categorie di acque e aumentare la percentuale di corpi idrici interessati dal monitoraggio degli inquinanti specifici dei bacini idrografici;

·completare lo sviluppo di metodi di valutazione per tutti gli elementi di qualità biologica in tutte le categorie di acque, inclusi i metodi sensibili ai nutrienti nei fiumi, e includere elementi di qualità idromorfologica nella classificazione dello stato ecologico.

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Danimarca è invitata in particolare a:    

·fornire maggiori informazioni, più coerenti, sul processo di sviluppo dei piani di gestione del rischio di alluvioni, ivi compreso sulle modalità di utilizzo delle valutazioni preliminari del rischio di alluvioni e delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni nella loro preparazione; assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

·contemplare un approccio più uniforme ai diversi piani di gestione del rischio di alluvioni, considerandone la natura attualmente alquanto diversa (in termini di strategia e a livello di dettagli); a tal fine, prendere in considerazione la possibilità di accrescere lo scambio di informazioni tra le varie amministrazioni;

·fornire maggiori dettagli sui costi e sulle fonti di finanziamento delle misure ed effettuare, ove possibile, un'analisi costi-benefici. fornire ulteriori informazioni sull'ordine di priorità delle misure, inclusi i criteri utilizzati; fornire in tutti i piani di gestione del rischio di alluvioni informazioni sui meccanismi da utilizzare per monitorare l'attuazione delle misure contenutevi.

Estonia (EE)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, l'Estonia è invitata in particolare a:

·assicurare che siano fissate condizioni di riferimento per tutti gli elementi qualificativi pertinenti per tutte le acque superficiali;

·compilare inventari relativi a emissioni, scarichi e perdite di sostanze chimiche;

·intensificare gli sforzi per valutare lo stato di tutti i corpi idrici, aumentando la fiducia nella valutazione dello stato e riducendo la percentuale di casi di "stato sconosciuto". Il monitoraggio dovrebbe assicurare una risoluzione temporale e una copertura spaziale sufficienti (anche per il biota);

·fornire migliori giustificazioni per le esenzioni e applicare criteri chiari per il ricorso all'articolo 4, paragrafo 4, e distinguerli chiaramente dai criteri e dalle giustificazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 5.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, l'Estonia è invitata in particolare a:    

·sviluppare obiettivi specifici e misurabili per i piani di gestione del rischio di alluvioni e descrivere il processo di definizione degli obiettivi;

·fornire informazioni più dettagliate sugli eventuali costi dell'attuazione delle misure in ogni unità di gestione e sulle relative tempistiche; elencare altresì gli indicatori per la misurazione dei progressi; descrivere nei piani di gestione del rischio di alluvioni la metodologia utilizzata per l'analisi costi-benefici e illustrarne i risultati.

Grecia (EL)

I piani di gestione dei bacini idrografici non sono stati trasmessi in tempo e non sono pertanto inclusi nella valutazione della Commissione.

I piani di gestione del rischio di alluvioni non sono stati trasmessi in tempo e non sono pertanto inclusi nella valutazione della Commissione.

Spagna (ES)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Spagna è invitata in particolare a:

·assicurare che i prossimi piani di gestione dei bacini idrografici siano adottati in tempo, rispettando i requisiti in materia di consultazione pubblica;

·utilizzare maggiormente i misuratori di portata, per assicurare che tutte le estrazioni siano misurate e registrate, che i permessi siano adattati alle risorse disponibili e che gli utenti comunichino regolarmente alle autorità competenti per il bacino idrografico i volumi effettivamente estratti, in particolare nei distretti idrografici interessati da pressioni di estrazione significative;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

·assicurare che le esigenze quantitative e qualitative degli habitat e delle specie protette siano precisate e tradotte in obiettivi specifici per ciascuna area protetta, e specificare anche il monitoraggio e le misure pertinenti;

·assicurare l'adozione di nuovi piani di gestione della siccità.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Spagna è invitata in particolare a:    

·adottare con urgenza i piani di gestione dei bacini idrografici per le Isole Canarie, assicurando che siano adottati nel rispetto dei tempi;

·spiegare e documentare meglio il processo di definizione delle priorità degli obiettivi, ad esempio spiegare quali istituzioni e portatori di interessi vi hanno partecipato e quali ragioni sono state addotte per decidere se gli obiettivi avessero una priorità elevata o bassa; sviluppare obiettivi misurabili e indicatori dell'impatto delle misure, per contribuire al processo di valutazione dei progressi compiuti;

·presentare la metodologia di valutazione delle misure in termini di costi e benefici, nonché l'applicazione e i risultati di tale analisi;

·tenere conto dei cambiamenti climatici e assicurare altresì che sia sistematicamente presa in considerazione la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Finlandia (FI)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Finlandia è invitata in particolare a:

·assicurare un migliore monitoraggio delle acque superficiali, che prenda in considerazione tutti i corpi idrici per tutti gli elementi di qualità pertinenti, inclusi gli elementi di qualità idromorfologica e gli inquinanti specifici dei bacini idrografici nelle acque costiere;

·migliorare, per tutti i bacini idrografici, le tendenze del monitoraggio per tutte le sostanze pertinenti, al fine di assicurare una risoluzione temporale e una copertura spaziale sufficienti;

·assicurare una valutazione approfondita delle nuove modifiche proposte in linea con i requisiti della direttiva quadro sulle acque, alla luce del fatto che il deterioramento da stato elevato a buono potrebbe non far scattare una valutazione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 7;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

·riconsiderare, in base all'incidenza di periodi di siccità a livello locale o di sub-bacino in seguito ai cambiamenti climatici, la preparazione di piani di gestione della siccità, ove opportuno.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Finlandia è invitata in particolare a:

·definire nei piani di gestione della siccità un calendario preciso per il conseguimento degli obiettivi;

·stabilire un collegamento più stretto tra gli obiettivi e le misure e indicare chiaramente se le misure previste sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi.

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

Francia (FR)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Francia è invitata in particolare a:

·fornire migliori giustificazioni riguardo all'applicazione delle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafi 4 e 5, e riesaminare e aggiornare le giustificazioni, al fine di assicurare che si attuino tutte le misure possibili;

·migliorare la lotta contro l'inquinamento da nutrienti e valutare e comunicare gli effetti attesi delle misure;

·intensificare gli sforzi per attuare e comunicare le misure idromorfologiche per tutti i corpi idrici interessati da pressioni idromorfologiche e per tutti i bacini idrografici, anche per rispettare gli impegni internazionali tesi a eliminare gli ostacoli alla continuità fluviale;

·prendere in considerazione l'elaborazione di piani di gestione della siccità per le zone maggiormente a rischio di siccità.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Francia è invitata in particolare a:

·fornire informazioni più dettagliate sulle fasi che precedono i piani di gestione del rischio di alluvioni, tra cui la definizione e la mappa di sintesi delle zone con un potenziale rischio significativo di alluvioni, indicando altresì i riferimenti per accedere a queste informazioni; assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

·sviluppare, nella misura del possibile, obiettivi che presentino elementi specifici e misurabili, e mantenere un chiaro collegamento tra obiettivi di livello superiore e inferiore e tra misure e obiettivi;

·fornire, nei piani di gestione del rischio di alluvioni, maggiori informazioni sulle misure, compresi i costi e le fonti di finanziamento, dettagli sulla localizzazione e informazioni sulla definizione delle priorità e sul monitoraggio dei progressi compiuti.

Croazia (HR)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Croazia è invitata in particolare a:

·intensificare le iniziative per l'individuazione delle pressioni, in particolare nelle acque di transizione e costiere;

·elaborare una metodologia adeguata per la designazione dei corpi idrici fortemente modificati. La designazione dei corpi idrici pesanti deve soddisfare tutti i requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 3, e stabilire una metodologia per definire il potenziale ecologico;

·fornire tutte le informazioni pertinenti sul livello di conformità degli agglomerati e i tempi per il raggiungimento della conformità, a norma della direttiva 91/271/CEE; assicurare altresì il rispetto dell'articolo 5 della direttiva acque reflue urbane ai fini di un trattamento più rigoroso, in particolare nelle grandi città.

·considerare misure supplementari in materia di inquinamento da fonti puntuali, che vadano oltre i requisiti della direttiva acque reflue urbane e della direttiva quadro sulle acque e completare l'individuazione dei tipi chiave di misure per le fonti diffuse.

·assicurare che i controlli di estrazione siano in atto e che le informazioni sugli usi, lo sfruttamento dell'acqua e le tendenze vengano raccolte e comunicate; considerare l'uso di misure naturali di ritenzione idrica per mitigare i rischi per la qualità dell'acqua derivanti dagli inquinanti agricoli, nonché l'adozione di piani di gestione della siccità, e continuare a rivedere i controlli esistenti per assicurare che le pratiche agricole non causino pressioni idromorfologiche e, ove necessario, aggiornare i controlli.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Croazia è invitata in particolare a:    

·presentare obiettivi specifici e misurabili per la gestione delle alluvioni e collegare chiaramente le misure agli obiettivi; precisare lo scenario di riferimento da cui partire per monitorare i progressi compiuti;

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici);

·fornire ulteriori informazioni sull'approccio adottato per la consultazione pubblica e il coinvolgimento attivo dei portatori di interessi.

Ungheria (HU)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, l'Ungheria è invitata in particolare a:

·intensificare gli sforzi per valutare lo stato di tutti i corpi idrici, aumentando la fiducia nella valutazione dello stato e riducendo la percentuale di casi di "stato sconosciuto". Il monitoraggio dovrebbe fornire una risoluzione temporale e una copertura spaziale sufficienti.

·Nella valutazione dello stato devono essere prese in considerazione tutte le sostanze prioritarie, nella matrice pertinente. In caso di utilizzo di una matrice diversa è necessario fornire spiegazioni in merito;

·risolvere le incertezze nella designazione dei corpi idrici artificiali e dei corpi idrici artificiali fortemente modificati grazie a un migliore monitoraggio, a dati più precisi sulle pressioni idromorfologiche e a una migliore comprensione degli effetti sugli elementi di qualità biologica; assicurare che la designazione dei corpi idrici pesanti sia conforme a tutti i requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 3;

·garantire che le estrazioni siano oggetti di autorizzazioni, misurazioni e controlli efficaci;

·assicurare una chiara distinzione tra carenza idrica e siccità nella politica in materia di acque e l'adozione di un piano di gestione della siccità.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, l'Ungheria è invitata in particolare a:    

·sviluppare finalità più specifiche per gli obiettivi quantitativi, la localizzazione e i tempi di realizzazione;

·assicurare maggiore chiarezza sul numero di misure, sul rapporto tra le misure del piano di gestione del rischio di alluvioni e le altre misure preliminari, nonché sulla definizione delle priorità;

·includere una stima del costo di tutte le misure nel prossimo piano di gestione del rischio di alluvioni;

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

Irlanda (IE)

I piani di gestione dei bacini idrografici non sono stati trasmessi in tempo e non sono pertanto inclusi nella valutazione della Commissione.

I piani di gestione del rischio di alluvioni non sono stati trasmessi in tempo e non sono pertanto inclusi nella valutazione della Commissione.

Italia (IT)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, l'Italia è invitata in particolare a:

·armonizzare i diversi approcci regionali, in particolare per la definizione della portata delle pressioni;

·fornire informazioni rilevanti sulla portata e sulle tempistiche delle misure previste dal programma di misure, in modo da chiarire come verranno conseguiti tali obiettivi. Nei piani di gestione dei bacini idrografici deve essere sistematicamente indicata la priorità assegnata alle misure;

·assicurare che le informazioni sulle fonti di finanziamento del programma di misure siano descritte più chiaramente nel terzo piano di gestione dei bacini idrografici;

·rafforzare la misurazione del consumo per tutte le estrazioni e rivedere i sistemi di permessi di estrazione; assicurare l'adozione di misure per affrontare le estrazioni illegali, in particolare nei distretti di sviluppo rurale con problemi di carenza idrica;

·affrontare la questione dello scarico delle acque reflue urbane e assicurarsi che le misure previste siano sufficienti per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque (nonché della direttiva sulle acque reflue urbane) in tutti i bacini idrografici;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

·assicurare l'adozione di un piano di gestione della siccità anche per il bacino idrografico della Sicilia.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, l'Italia è invitata in particolare a:    

·sviluppare obiettivi specifici e misurabili dei piani di gestione del rischio di alluvioni e stabilire un collegamento tra obiettivi e misure;

·spiegare in modo coerente nei piani di gestione del rischio di alluvioni come sarà effettuato il monitoraggio delle misure e fornire maggiori dettagli sulle modalità di finanziamento delle misure;

· estendere, ove possibile, l'uso dell'analisi costi-benefici nella selezione e nella classificazione in ordine di priorità delle misure;

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

Lituania (LT)

I piani di gestione dei bacini idrografici non sono stati trasmessi in tempo e non sono pertanto inclusi nella valutazione della Commissione.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Lituania è invitata in particolare a:

·chiarire lo status giuridico del piano di gestione del rischio di alluvioni; assicurare adeguati riferimenti incrociati tra i piani di gestione del rischio di alluvioni, le zone con un potenziale rischio significativo di alluvioni e le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e garantire che siano sempre a disposizione di tutti i portatori di interessi e del pubblico in un formato accessibile;

·collegare in modo chiaro gli obiettivi alle misure proposte, in modo da poter valutare i progressi compiuti;

·dedicare spazio alle questioni relative ai cambiamenti climatici nei PFRMP e coordinarsi con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Lussemburgo (LU)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, il Lussemburgo è invitato in particolare a:

·migliorare la definizione delle esigenze dei corpi idrici fortemente modificati, sviluppando e applicando criteri chiari per stabilire in modo trasparente gli effetti negativi significativi; applicare una metodologia più raffinata per la definizione del potenziale ecologico;

·assicurare una valutazione approfondita delle eventuali nuove modifiche in linea con i requisiti della direttiva quadro sulle acque;

·riesaminare e sviluppare la strategia per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque e migliorare la fattibilità tecnica dei prossimi piani di gestione dei bacini idrografici, in cooperazione con la comunità agricola e le autorità responsabili dell'attuazione nazionale della PAC, al fine di assicurare che tutte le politiche e gli strumenti pertinenti (ad esempio, il piano di sviluppo rurale, il primo pilastro della PAC, la direttiva sui nitrati, ecc.) apportino un contributo significativo ai piani di gestione del rischio di alluvioni.

In base ai risultati del primo piano di gestione del rischio di alluvioni, il Lussemburgo è invitato in particolare a:

·sviluppare, per quanto possibile, obiettivi specifici e misurabili, che consentano in seguito di fissare obiettivi chiari e di misurare i risultati ottenuti; collegare gli obiettivi alle misure;

·includere nel piano di gestione del rischio di alluvioni le stime dei costi delle misure e specificare le fonti di finanziamento;

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici) e assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

·definire tempistiche più chiare per l'attuazione delle misure nel piano di gestione del rischio di alluvioni.

Lettonia (LV)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Lettonia è invitata in particolare a:

·individuare fonti di finanziamento per facilitare l'attuazione degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque.

·completare lo sviluppo di metodi di valutazione per tutti gli elementi di qualità biologica; sviluppare metodi per la valutazione degli elementi di qualità idromorfologica per le acque di transizione e costiere;

·assicurare che, ai fini di un'eventuale futura applicazione dell'articolo 4, paragrafo 7, venga effettuata una valutazione approfondita delle eventuali nuove modifiche;

·assicurare un adeguato coordinamento dei piani di gestione dei bacini idrografici con la direttiva sulle alluvioni e i piani di gestione del rischio di alluvioni.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Lettonia è invitata in particolare a:    

·sviluppare, nella misura del possibile, obiettivi misurabili nell'ambito dei piani di gestione del rischio di alluvioni, mettendoli in relazione con le misure proposte, in modo da poter valutare i progressi compiuti;

·specificare le fonti di finanziamento delle misure;

·presentare e applicare una metodologia per valutare le misure in termini di costi e benefici, se del caso, e illustrarne i risultati;

·spiegare nel secondo ciclo come si è tenuto conto degli impatti dei cambiamenti climatici e assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

Malta (MT)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, Malta è invitata in particolare a:

·assicurare la ripartizione delle pressioni tra le fonti, in modo da poter individuare misure adeguate;

·continuare ad adoperarsi per completare i programmi di monitoraggio dello stato quantitativo delle acque sotterranee;

·assicurare che eventuali nuove modifiche siano in linea ai requisiti della direttiva quadro sulle acque;

·affrontare con maggiore efficacia il problema della carenza idrica e dell'estrazione eccessiva;

·assicurare la corretta applicazione dell'articolo 9 sul recupero dei costi, compresi il calcolo e l'internalizzazione dei costi ambientali e delle risorse;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, Malta è invitata in particolare a:    

·sviluppare nella misura del possibile obiettivi misurabili dei piani di gestione del rischio di alluvioni e collegarvi espressamente le misure proposte, in modo da poter valutare i progressi compiuti, inclusi i meccanismi e gli indicatori per monitorarne l'attuazione;

·fornire informazioni sulle stime dei costi di tutte le misure di mitigazione del rischio di alluvioni, sulla priorità e sui metodi per la determinazione delle priorità.

Paesi Bassi (NL)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, i Paesi Bassi sono invitati in particolare a:

·completare la valutazione dell'efficacia delle misure agricole esistenti e individuare le misure supplementari necessarie per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque;

·assicurare che, per quanto riguarda l'inquinamento chimico da fonti non agricole, il programma di misure si basi su una valutazione affidabile delle pressioni.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, i Paesi Bassi sono invitati in particolare a:    

·definire gli obiettivi nel modo più specifico e misurabile possibile e spiegare il processo; descrivere nei piani di gestione del rischio di alluvioni i collegamenti con altri programmi nazionali e con la legislazione olandese vigente e passata in materia di alluvioni;

·fornire informazioni sui costi stimati delle misure nei piani di gestione del rischio di alluvioni e indicare se per monitorare i progressi viene utilizzato uno scenario di riferimento o, in caso, definirne uno.

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici) e assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

·fornire informazioni chiare sull'organizzazione della partecipazione pubblica e sul coinvolgimento dei portatori di interessi.

Polonia (PL)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Polonia è invitata in particolare a:

·rafforzare il monitoraggio delle acque superficiali, includendo tutti gli elementi di qualità pertinenti in tutte le categorie di acque;

·fornire una valutazione completa dello stato ecologico di tutte le categorie di acque, inclusa la valutazione di tutti gli elementi di qualità pertinenti;

·accrescere le iniziative tese a sviluppare una metodologia coerente per la designazione dei corpi idrici fortemente modificati per tutte le categorie di acque interessate;

·assicurare che il ricorso alle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 7, sia basato su una valutazione approfondita di tutte le fasi previste dalla direttiva quadro sulle acque;

·ricavare e attuare i flussi ecologici;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Polonia è invitata in particolare a:    

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici);

·prendere in considerazione le conclusioni della mappatura della pericolosità e del rischio di alluvioni del primo ciclo per le fasi del secondo ciclo riguardanti le valutazioni preliminari del rischio di alluvioni, le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e i piani di gestione del rischio di alluvioni;

·spiegare nel secondo ciclo come si è tenuto conto degli impatti dei cambiamenti climatici.

Portogallo (PT)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, il Portogallo è invitato in particolare a:

·migliorare il monitoraggio delle acque superficiali, includendovi tutti gli elementi di qualità pertinenti di tutte le categorie di acque; includere nel monitoraggio operativo tutti i corpi idrici soggetti a pressioni significative, anche nelle acque costiere;

·potenziare ulteriormente le giustificazioni per il ricorso all'articolo 4, paragrafo 7, assicurando che ogni progetto sia valutato non solo a livello strategico, ma anche di corpo idrico;

·continuare l'aggiornamento delle licenze e delle autorizzazioni per tutte le estrazioni e le regolazioni del flusso idrico;

·assicurare che i bacini idrografici insulari forniscano maggiori informazioni sulle pressioni esercitate dalle sostanze prioritarie e gli inquinanti specifici (potenziali) dei bacini idrografici, al fine di determinare misure adeguate;

·assicurare che gli obiettivi specifici previsti per le aree protette destinate alla molluschicoltura, compresi i valori guida per le norme microbiologiche, siano in linea con la direttiva abrogata sulle acque destinate alla molluschicoltura.

In base ai risultati del primo piano di gestione del rischio di alluvioni, il Portogallo è invitato in particolare a:    

·sviluppare, nella misura del possibile, obiettivi misurabili per i piani di gestione del rischio di alluvioni e collegare tali obiettivi alle misure da adottare;

·assicurare adeguati riferimenti incrociati tra i piani di gestione del rischio di alluvioni, le zone con un potenziale rischio significativo di alluvioni e le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e assicurare che siano sempre a disposizione di tutti i portatori di interessi e del pubblico in un formato accessibile, anche digitale;

·individuare con maggiore concretezza le fonti di finanziamento delle misure; selezionare e classificare per priorità le misure, tenendo conto ove opportuno dei costi e dei benefici.

Romania (RO)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Romania è invitata in particolare a:

·lavorare ulteriormente sulla ripartizione delle pressioni tra i settori;

·potenziare il monitoraggio delle acque superficiali, tenendo conto di tutti gli elementi di qualità pertinenti in tutte le categorie di acque, inclusi gli elementi di qualità idromorfologica, e migliorare il monitoraggio dello stato quantitativo e chimico delle acque sotterranee;

·basare il ricorso alle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 7, su una valutazione approfondita di tutte le fasi previste dalla direttiva quadro sulle acque;

·migliorare l'attuazione dei requisiti della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane per quanto concerne l'obbligo di un trattamento più rigoroso delle acque reflue per gli scarichi in zone sensibili e assicurare investimenti che consentano un trattamento adeguato delle acque reflue provenienti dalle grandi città.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Romania è invitata in particolare a:    

·creare un collegamento più stretto tra gli obiettivi e le misure e indicare se le misure previste, una volta completate, saranno sufficienti per conseguire tali obiettivi;

·presentare una stima dei costi, nonché una descrizione chiara delle fonti di finanziamento per le misure previste dai piani di gestione del rischio di alluvioni;

·spiegare come vengono selezionate e classificate per priorità le misure proposte, ad esempio come vengono ponderati i diversi fattori che influenzano le scelte effettuate (tra cui, l'analisi costi-benefici, l'efficacia e i cambiamenti climatici) e assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

·assicurare adeguati riferimenti incrociati tra i piani di gestione del rischio di alluvioni, le zone con un potenziale rischio significativo di alluvioni e le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e assicurare che siano sempre a disposizione di tutti i portatori di interessi e del pubblico in un formato accessibile, anche digitale;

Svezia (SE)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Svezia è invitata in particolare a:

·assicurare che gli standard di qualità ambientale siano disponibili e adeguati per tutti gli inquinanti specifici dei bacini idrografici;

·perfezionare le giustificazioni accolte per le esenzioni, apportando nuovi elementi per motivare ulteriormente le relative valutazioni con dati e informazioni supplementari e riducendo il restante grado di incertezza; adottare tutte le misure necessarie per ridurre il più possibile il numero di esenzioni per il prossimo ciclo, al fine di assicurare che gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque siano conseguiti entro i termini fissati;

·prendere in considerazione l'elaborazione di piani di gestione della siccità ove necessario, in particolare nei bacini idrografici interessati da fenomeni locali di siccità;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Svezia è invitata in particolare a:    

·includere nei piani di gestione del rischio di alluvioni informazioni specifiche e misurabili sulle misure contenutevi, incluse le stime di costi e finanziamenti; fornire altresì informazioni sulle priorità condivise da tutte le misure e sui metodi utilizzati per definire l'ordine di priorità;

·assicurare una migliore riflessione su come sono stati considerati i potenziali impatti dei cambiamenti climatici nel secondo ciclo, incluso il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

·rafforzare il coordinamento tra i piani di gestione del rischio di alluvioni e i piani di gestione dei bacini idrografici.

Slovenia (SI)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Slovenia è invitata in particolare a:

·continuare a migliorare il monitoraggio delle acque superficiali coprendo tutti gli elementi di qualità pertinenti in tutte le categorie di acque e completare lo sviluppo di metodi di valutazione per tutti gli elementi di qualità biologica pertinenti in tutte le categorie di acque;

·distinguere chiaramente tra la designazione dei corpi idrici fortemente modificati da un lato e il ricorso alle esenzioni dall'altro; basare il ricorso alle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 7, su una valutazione approfondita di tutte le fasi previste dalla direttiva quadro sulle acque;

·assicurare l'attuazione di misure volte ad affrontare le pressioni idromorfologiche, se necessario rivedendo le autorizzazioni/concessioni e stanziando le risorse necessarie;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Slovenia è invitata in particolare a:    

·assicurare una migliore spiegazione e documentazione del processo di sviluppo degli obiettivi; sviluppare obiettivi specifici e misurabili, in modo da poterne verificare il raggiungimento;

·presentare e spiegare nei piani di gestione del rischio di alluvioni lo scenario di riferimento per l'attuazione delle misure da applicare per monitorare i progressi realizzati;

·assicurare adeguati riferimenti incrociati tra i piani di gestione del rischio di alluvioni, le zone con un potenziale rischio significativo di alluvioni e le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e assicurare che siano sempre a disposizione di tutti i portatori di interessi e del pubblico in un formato accessibile, anche digitale; presentare i risultati derivanti dal coinvolgimento attivo dei portatori di interessi alla preparazione dei piani di gestione del rischio di alluvioni e della consultazione pubblica nell'ambito di tali piani.

·assicurare il coordinamento con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici;

Slovacchia (SK)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, la Slovacchia è invitata in particolare a:

·definire le condizioni di riferimento per tutti i tipi di elementi di qualità, in particolare gli elementi di qualità idromorfologica, e migliorare la valutazione delle pressioni e degli impatti;

·completare il quadro di monitoraggio, necessario per elaborare programmi di misure efficaci;

·applicare per le misurazioni delle sostanze prioritarie inferiori al limite di quantificazione le modalità di cui all'articolo 5 della direttiva 2009/90/CE della Commissione;

·basare il ricorso alle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 7, su una valutazione approfondita di tutte le fasi previste dalla direttiva quadro sulle acque;

·assicurare che le misure comunicate per le singole sostanze cui sono attribuibili le carenze riscontrate siano sufficienti per conseguire gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque; attuare e comunicare chiaramente le misure di soppressione delle emissioni di sostanze pericolose prioritarie.

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, la Slovacchia è invitata in particolare a:    

·sviluppare obiettivi specifici e misurabili per i piani di gestione del rischio di alluvioni, nonché collegamenti con misure che dimostrino come saranno conseguiti i suddetti obiettivi con l'attuazione delle misure. Definire uno scenario di riferimento;

·presentare con maggior chiarezza le misure contenute nei piani di gestione del rischio di alluvioni;

·rafforzare la presentazione della consultazione pubblica e la partecipazione dei portatori di interessi al piano di gestione del rischio di alluvioni.

Regno Unito (UK)

In base ai risultati del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, il Regno Unito è invitato in particolare a:

·assicurare, nella preparazione dei prossimi piani di gestione dei bacini idrografici, un'appropriata consultazione pubblica, tenendo conto delle finalità e della complessità di documenti di questo tipo;

·affrontare le significative incertezze comunicate in relazione alla valutazione dello stato, delle pressioni e degli effetti delle misure potenziali per i corpi idrici sotterranei;

·continuare a migliorare le giustificazioni per l'applicazione delle esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafi 4 e 5, e accrescerne la trasparenza in tutti i piani di gestione dei bacini idrografici; rivedere in particolare i criteri utilizzati per giustificare le esenzioni di cui all'articolo 4, paragrafo 5;

·indicare chiaramente per tutti i distretti idrografici in che misura le misure di base o le misure supplementari contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque, a livello di superficie coperta e di rischio di inquinamento attenuato; individuare fonti di finanziamento per facilitare la corretta attuazione delle misure in tutti i distretti idrografici;

In base ai risultati del primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni, il Regno Unito è invitato in particolare a:

·sviluppare, nella misura del possibile, obiettivi misurabili per i piani di gestione del rischio di alluvioni;

·presentare la metodologia per valutare le misure in termini di costi e benefici, nonché come applicarla e i risultati di questa analisi; fornire una migliore documentazione circa la definizione della priorità assegnata alle misure, nonché il processo;

·includere una stima dei costi di tutte le misure in tutti i piani di gestione del rischio di alluvioni, nonché spiegazioni sulle possibili ripercussioni di una mancanza di fondi sull'attuazione delle misure;

·assicurare un coordinamento sistematico con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.