SENTENZA DELLA CORTE (Ottava Sezione)

22 dicembre 2022 ( *1 )

«Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Competenza giurisdizionale, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale – Regolamento (UE) n. 1215/2012 – Articolo 1, paragrafo 1 – Nozione di “materia civile e commerciale” – Azione di un’autorità pubblica diretta a far accertare, sanzionare e cessare pratiche restrittive della concorrenza»

Nella causa C‑98/22,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dalla cour d’appel de Paris (Corte d’appello di Parigi, Francia), con decisione del 2 febbraio 2022, pervenuta in cancelleria il 14 febbraio 2022, nel procedimento

Eurelec Trading SCRL,

Scabel SA

contro

Ministre de l’Économie et des Finances,

in presenza di:

Groupement d’achat des centres Édouard Leclerc (GALEC),

Association des centres distributeurs Édouard Leclerc (ACDLEC),

LA CORTE (Ottava Sezione),

composta da M. Safjan (relatore), presidente di sezione, N. Piçarra e N. Jääskinen, giudici,

avvocato generale: N. Emiliou

cancelliere: A. Calot Escobar

vista la fase scritta del procedimento,

considerate le osservazioni presentate:

per l’Eurelec Trading SCRL, da H. Boularbah, J. Derenne e O. Laude, avocats;

per la Scabel SA, da D. De Sart e M. Dupont, avocats;

per il Groupement d’achat des centres Édouard Leclerc (GALEC) e l’Association des centres distributeurs Édouard Leclerc (ACDLEC), da G. Parleani e O. Parleani, avocats;

per il governo francese, da A. Daniel e A.‑L. Desjonquères, in qualità di agenti;

per la Commissione europea, da S. Noë e W. Wils, in qualità di agenti,

vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 2012, L 351, pag. 1).

2

Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra l’Eurelec Trading SCRL (in prosieguo: l’«Eurelec») e la Scabel SA, società stabilite in Belgio, e il ministre de l’Économie et des Finances (Ministro dell’Economia e delle Finanze, Francia) in merito a talune pratiche restrittive della concorrenza nei confronti di fornitori stabiliti in Francia.

Contesto normativo

Diritto dell’Unione

3

Il considerando 10 del regolamento n. 1215/2012 così recita:

«È opportuno includere nell’ambito d’applicazione del presente regolamento la parte essenziale della materia civile e commerciale, esclusi alcuni settori ben definiti (...)».

4

L’articolo 1 di tale regolamento, contenuto nel capo I del medesimo, rubricato «Ambito di applicazione e definizioni», al suo paragrafo 1 prevede quanto segue:

«Il presente regolamento si applica in materia civile e commerciale, indipendentemente dalla natura dell’autorità giurisdizionale. Esso non si estende, in particolare, alla materia fiscale, doganale e amministrativa né alla responsabilità dello Stato per atti o omissioni nell’esercizio di pubblici poteri (acta iure imperii)».

Diritto francese

5

Il libro VI del codice di commercio, nella versione applicabile ai fatti della causa principale (in prosieguo: il «codice di commercio»), intitolato «Della libertà dei prezzi e della concorrenza», comprende, in particolare, un titolo IV, a sua volta intitolato «Della trasparenza, delle pratiche restrittive della concorrenza e di altre pratiche vietate». L’articolo L 442-6 di tale codice, che figura in tale titolo IV, dispone quanto segue:

«I. Fa sorgere la responsabilità del suo autore, e lo obbliga a riparare il danno causato, il fatto, commesso da un produttore, un commerciante, un industriale o una persona iscritta nel registro dei mestieri, che consiste:

(...)

2° Nell’assoggettare o tentare di assoggettare un partner commerciale a obblighi che creano un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti;

(...)

III. L’azione è promossa dinanzi al giudice civile o commerciale competente da qualsiasi persona che possa giustificare un interesse, dal pubblico ministero, dal ministro dell’economia o dal presidente dell’autorità della concorrenza quando quest’ultimo accerta, nelle ipotesi di sua competenza, una pratica menzionata nel presente articolo.

Nell’ambito di tale azione, il ministro competente per l’Economia e il pubblico ministero possono chiedere al giudice adito di disporre la cessazione delle pratiche menzionate nel presente articolo. Essi possono anche, per tutte queste pratiche, far dichiarare la nullità delle clausole o dei contratti illeciti e chiedere la ripetizione dell’indebito. Essi possono anche chiedere l’irrogazione di un’ammenda civile il cui importo non può essere superiore a EUR 5 milioni. Tuttavia, tale ammenda può essere portata al triplo dell’importo delle somme indebitamente versate o, in misura proporzionale ai vantaggi derivanti dall’inadempimento, al 5% del fatturato al netto delle imposte realizzato in Francia dall’autore delle pratiche nell’ultimo esercizio conclusosi dall’esercizio precedente a quello nel corso del quale sono state attuate le pratiche menzionate nel presente articolo. Può essere chiesto anche il risarcimento dei danni subiti. (...)

(...)».

6

Il titolo V del libro VI del codice di commercio, intitolato «Dei poteri d’indagine», contiene gli articoli da L 450-1 a L 450-10 di tale codice.

7

L’articolo L 450-1, II, di detto codice dispone quanto segue:

«Funzionari a tal fine abilitati dal ministro competente per l’Economia possono procedere alle indagini necessarie ai fini dell’applicazione delle disposizioni del presente libro».

8

Ai sensi dell’art. L 450-4, primo comma, del codice di commercio, gli agenti menzionati all’articolo L 450-1 di detto codice possono, previa l’autorizzazione di un giudice e sotto il controllo di quest’ultimo, procedere a ispezioni presso qualsiasi luogo nonché al sequestro di documenti e di qualsiasi supporto informativo nell’ambito di indagini richieste, in particolare, dal ministro competente per l’Economia.

9

L’articolo L 450-8 del medesimo codice enuncia:

«Chiunque si opponga, in qualsiasi modo, all’esercizio delle funzioni spettanti agli agenti menzionati all’articolo L 450-1 in applicazione del presente libro è punito con due anni di reclusione e una multa di EUR 300000».

Procedimento principale e questione pregiudiziale

10

L’Eurelec, società di diritto belga, è una centrale di negoziazione dei prezzi e di acquisti fondata dal gruppo E. Leclerc e dal gruppo Rewe, che sono, rispettivamente, cooperative di commercianti di diritto francese e di diritto tedesco.

11

La Scabel, società di diritto belga, svolge un ruolo di intermediario tra l’Eurelec e le centrali di committenza regionali francesi e portoghesi della società Leclerc e svolge un ruolo di prestatore di servizi amministrativi e tecnici per l’Eurelec.

12

Il Groupement d’achat des centres Édouard Leclerc (GALEC) è la centrale d’acquisto nazionale del gruppo Leclerc, che negozia i contratti quadro annuali con i fornitori francesi, contratti quadro che vengono attuati dalle centrali d’acquisto regionali.

13

L’Association des centres distributeurs Édouard Leclerc (ACDLEC) è incaricata dell’elaborazione della strategia a lungo termine del Mouvement E. Leclerc ed è stata promotrice dell’alleanza tra le insegne E. Leclerc e Rewe in Europa.

14

Tra l’anno 2016 e l’anno 2018, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha condotto un’indagine che lo ha indotto a sospettare l’esistenza di pratiche potenzialmente restrittive della concorrenza attuate in Belgio dall’Eurelec nei confronti di fornitori stabiliti in Francia. Infatti, secondo tale indagine, l’Eurelec costringerebbe i fornitori ad accettare riduzioni di prezzo senza corrispettivo, in violazione del codice di commercio, e imporrebbe a questi ultimi l’applicazione della legge belga ai contratti conclusi, al fine di eludere la legge francese.

15

Ritenendo che la realtà delle pratiche sospette fosse stata confermata dalle ispezioni e dai sequestri di documenti effettuati nel febbraio 2018 presso i locali del GALEC e dell’ACDLEC, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con atti dell’ufficiale giudiziario del 19 luglio e del 27 settembre 2019, ai sensi dell’articolo L 442-6 del codice di commercio, ha convenuto in giudizio l’Eurelec, la Scabel, il GALEC e l’ACDLEC dinanzi al tribunal de commerce de Paris (Tribunale del commercio di Parigi, Francia), affinché quest’ultimo accertasse che tali pratiche assoggettavano i loro partner commerciali ad obblighi che creano un significativo squilibrio nei diritti e negli obblighi delle parti, ordinasse a tali società di cessare le suddette pratiche e le condannasse, tra l’altro, al pagamento di un’ammenda civile. Le società convenute hanno sollevato un’eccezione vertente sull’incompetenza dei giudici francesi a conoscere dell’azione proposta dal Ministro dell’Economia e delle Finanze in quanto diretta contro l’Eurelec e la Scabel, società stabilite in Belgio, in conformità alle disposizioni del regolamento n. 1215/2012.

16

Con sentenza interlocutoria del 15 aprile 2021, il tribunal de commerce de Paris (Tribunale del commercio di Parigi) ha respinto l’eccezione di incompetenza e si è dichiarato competente a conoscere dell’azione.

17

L’Eurelec e la Scabel hanno impugnato tale sentenza dinanzi alla cour d’appel de Paris (Corte d’appello di Parigi, Francia), il giudice del rinvio, sostenendo che l’azione promossa dal Ministro dell’Economia e delle Finanze non rientrasse nella «materia civile e commerciale» ai sensi del regolamento n. 1215/2012 e che, di conseguenza, tale giudice fosse privo di competenza in quanto l’azione era diretta nei loro confronti.

18

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze ritiene che le sue domande rientrino effettivamente nell’ambito di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1215/2012. Infatti, poiché l’oggetto dell’azione proposta è quello di difendere l’ordine pubblico economico francese, esso ritiene che la statuizione riguardo a quest’ultimo debba essere riservata al giudice francese. Per quanto concerne l’uso dei suoi poteri d’indagine, esso ritiene necessario distinguere la fase d’indagine da quella del procedimento giudiziario, sostenendo che il criterio di applicabilità del regolamento n. 1215/2012 è costituito dall’uso che viene fatto di tali elementi di prova e non del modo in cui essi vengono raccolti. Esso aggiunge infine che la sua azione si inserisce in un rapporto di parità con le società convenute, in quanto anch’esso è soggetto alle norme del codice di procedura civile applicabili a tutte le parti in causa.

19

In tali circostanze, la cour d’appel de Paris (Corte d’appello di Parigi) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:

«Se la nozione di materia “civile e commerciale” definita all’articolo 1, paragrafo 1, del [regolamento n. 1215/2012] debba essere interpretata nel senso che nel suo ambito di applicazione rientra l’azione – e la decisione giudiziaria adottata al termine del relativo procedimento – i) promossa dal [ministro dell’Economia e delle Finanze] in base all’articolo [L°442-6, I, 2°, del codice del commercio] nei confronti di una società belga, ii) volta a far accertare e far cessare pratiche restrittive della concorrenza e alla condanna ad un’ammenda civile nei confronti dell’asserito autore di tali pratiche, iii) sulla base di elementi di prova ottenuti mediante i suoi specifici poteri d’indagine».

Sulla questione pregiudiziale

20

Con la sua questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento n. 1215/2012 debba essere interpretato nel senso che la nozione di «materia civile e commerciale», ai sensi di tale disposizione, include l’azione di un’autorità pubblica di uno Stato membro nei confronti di società stabilite in un altro Stato membro diretta a far accertare, sanzionare e cessare pratiche restrittive della concorrenza nei confronti di fornitori stabiliti nel primo Stato membro, allorché detta autorità pubblica eserciti poteri d’indagine oppure poteri di agire in giudizio che esorbitano rispetto alle norme di diritto comune applicabili ai rapporti tra privati.

21

A tal riguardo, dalla giurisprudenza della Corte risulta che, sebbene talune controversie tra un’autorità pubblica e un soggetto di diritto privato possano rientrare nell’ambito di applicazione del regolamento n. 1215/2012, la situazione è diversa qualora l’autorità pubblica agisca nell’esercizio di pubblici poteri (sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a., C‑73/19, EU:C:2020:568, punto 35 e giurisprudenza ivi citata).

22

Infatti, la manifestazione di prerogative di pubblici poteri di una delle parti della controversia, in virtù dell’esercizio, da parte di questa, di poteri che esorbitano dalla sfera delle norme di diritto comune applicabili ai rapporti tra privati, esclude una simile controversia dalla «materia civile e commerciale», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento n. 1215/2012 (sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a., C‑73/19, EU:C:2020:568, punto 36 e giurisprudenza ivi citata).

23

Ne consegue che, al fine di stabilire se una materia rientri o meno nella nozione di «materia civile e commerciale», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento n. 1215/2012, e di conseguenza nell’ambito di applicazione di tale regolamento, si deve individuare il rapporto giuridico esistente tra le parti della controversia e l’oggetto di questa o, in alternativa, esaminare il fondamento e le modalità di esercizio dell’azione intentata (sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a., C‑73/19, EU:C:2020:568, punto 37 e giurisprudenza ivi citata).

24

Pertanto, rientra nella nozione di «materia civile e commerciale» un’azione giudiziaria con cui le autorità di uno Stato membro si contrappongono a professionisti stabiliti in un altro Stato membro, nell’ambito della quale dette autorità chiedono, a titolo principale, che sia accertata la sussistenza di violazioni configuranti pratiche commerciali sleali asseritamente illecite e che ne sia ordinata la cessazione nonché, a titolo accessorio, che siano disposte misure di pubblicità e l’irrogazione di una penalità (v., in tal senso, sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a., C‑73/19, EU:C:2020:568, punto 64).

25

Ciò non avviene invece nel caso di una domanda diretta a ottenere la concessione della competenza ad accertare l’esistenza di future infrazioni mediante semplice verbale redatto da un funzionario giurato dell’autorità pubblica di cui trattasi, poiché tale domanda verte in realtà su poteri che eccedono le norme di diritto ordinario applicabili nei rapporti tra privati (v., in tal senso, sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a., C‑73/19, EU:C:2020:568, punto 62).

26

Nel caso di specie, dalla decisione di rinvio risulta che, da un lato, l’azione di cui trattasi nel procedimento principale, che ha ad oggetto la difesa dell’ordine pubblico economico francese, è stata proposta sulla base di elementi di prova ottenuti nell’ambito di ispezioni dei locali e di sequestri di documenti. Orbene, siffatti poteri d’indagine, anche se il loro esercizio deve essere previamente autorizzato dal giudice, restano nondimeno esorbitanti rispetto al diritto comune, in particolare perché non possono essere esercitati da soggetti privati e in quanto, conformemente alle disposizioni nazionali pertinenti, chiunque si opponga all’esercizio di tali misure è punito con una pena di reclusione nonché con un’ammenda di EUR 300000.

27

Dall’altro, l’azione nella causa principale è diretta, in particolare, all’irrogazione dell’ammenda civile di cui all’articolo L 442-6, III, secondo comma, del codice di commercio. Se è vero che una siffatta sanzione deve essere inflitta dal giudice competente, solo il Ministro competente per l’Economia e il Pubblico Ministero possono chiederne la pronuncia. In particolare, ai sensi dell’articolo L 442-6 del codice di commercio, la vittima di pratiche restrittive della concorrenza può agire solo per il risarcimento del danno causato da tali pratiche e chiedere la cessazione di dette pratiche oppure la dichiarazione di nullità della clausola di cui trattasi.

28

A tal riguardo, l’azione di cui trattasi nel procedimento principale si distingue da quella oggetto della causa che ha dato luogo alla sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a. (C‑73/19, EU:C:2020:568), dato che, in tale causa, le autorità pubbliche competenti chiedevano, avverso le società accusate di infrazioni di natura commerciale, non già la pronuncia di un’ammenda, bensì unicamente la pronuncia di un provvedimento inibitorio di tali infrazioni, facoltà della quale disponevano anche i soggetti interessati e le associazioni di tutela dei consumatori (v., in tal senso, sentenza del 16 luglio 2020, Movic e a., C‑73/19, EU:C:2020:568, punto 48).

29

In tali circostanze, nel compiere l’azione di cui trattasi nel procedimento principale, il Ministro dell’Economia e delle Finanze agisce «nell’esercizio di pubblici poteri (acta iure imperii)», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento n. 1215/2012, cosicché un’azione di tale natura non rientra nella nozione di «materia civile e commerciale» di cui a detta disposizione, circostanza che spetta tuttavia al giudice del rinvio verificare.

30

In considerazione di quanto precede, occorre dunque rispondere alla questione sottoposta dichiarando che l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento n. 1215/2012 deve essere interpretato nel senso che la nozione di «materia civile e commerciale», ai sensi di tale disposizione, non include l’azione di un’autorità pubblica di uno Stato membro nei confronti di società stabilite in un altro Stato membro diretta a far accertare, sanzionare e cessare pratiche restrittive della concorrenza nei confronti di fornitori stabiliti nel primo Stato membro, allorché detta autorità pubblica eserciti poteri di agire in giudizio oppure poteri d’indagine che esorbitano rispetto alle norme di diritto comune applicabili ai rapporti tra privati.

Sulle spese

31

Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

 

Per questi motivi, la Corte (Ottava Sezione) dichiara:

 

L’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale,

 

deve essere interpretato nel senso che:

 

la nozione di «materia civile e commerciale», ai sensi di tale disposizione, non include l’azione di un’autorità pubblica di uno Stato membro nei confronti di società stabilite in un altro Stato membro diretta a far accertare, sanzionare e cessare pratiche restrittive della concorrenza nei confronti di fornitori stabiliti nel primo Stato membro, allorché detta autorità pubblica eserciti poteri di agire in giudizio oppure poteri d’indagine che esorbitano rispetto alle norme di diritto comune applicabili ai rapporti tra privati.

 

Firme


( *1 ) Lingua processuale: il francese.