20.4.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 129/23


Ricorso proposto il 27 febbraio 2020 — Autoridad Portuaria de Bilbao / Commissione

(Causa T-126/20)

(2020/C 129/29)

Lingua processuale: lo spagnolo

Parti

Ricorrente: Autoridad Portuaria de Bilbao (Spagna) (rappresentanti: D. Sarmiento Ramírez-Escudero e X. Codina García-Andrade, abogados)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

in via principale, dichiarare la nullità della decisione impugnata;

in ogni caso, condannare la Commissione europea alle spese.

Motivi e principali argomenti

Il presente ricorso si propone avverso la decisione della Commissione europea dell’8 gennaio 2019 [C (2018) 8676 final], relativa alla tassazione dei porti in Spagna, nonché contro le decisioni della Commissione europea C (2019) 1765 final, del 7 marzo 2019, e C (2019) 8068 final, del 15 novembre 2019 (le «decisioni impugnate»).

A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.

1.

Primo motivo di ricorso, vertente sulla violazione dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, in quanto l’esenzione fiscale non costituisce un vantaggio.

A sostegno del primo motivo, si sostiene che le misure di esenzione fiscale oggetto delle decisioni impugnate non costituiscono un vantaggio economico, mentre la soppressione di tale esenzione impone un onere economico a carico dell’Autoridad Portuaria (autorità portuaria), poiché questa continua a essere tenuta a finanziare investimenti di interesse generale con le proprie risorse.

2.

Secondo motivo di ricorso, vertente sulla violazione dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, in relazione all’articolo 296 TFUE e all’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in quanto la Commissione, nell’analizzare la sussistenza di un vantaggio, non ha eseguito un’analisi completa dei dati disponibili.

A sostegno del secondo motivo, si sostiene che la Commissione europea, nel valutare se le misure di esenzione oggetto delle decisioni impugnate comportassero un vantaggio, non ha effettuato un’analisi completa dei dati forniti durante il procedimento dall’Autoritad Portuaria (autorità portuaria).

3.

Terzo motivo di ricorso, vertente sulla violazione dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, in quanto l’esenzione fiscale non falsa né minaccia di falsare la concorrenza e non incide sugli scambi tra Stati membri.

A sostegno del terzo motivo, si sostiene che le misure di esenzione oggetto delle decisioni impugnate non migliorano la posizione concorrenziale delle autorità portuali e, pertanto, non è possibile che [l’esenzione] incida sugli scambi tra Stati membri. Per tale motivo, non costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE.

4.

Quarto motivo di ricorso, vertente sulla violazione dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, in quanto l’esenzione fiscale non è selettiva.

A sostegno del quarto motivo, si sostiene che le misure di esenzione oggetto delle decisioni impugnate non sono selettive, in quanto non costituiscono un’eccezione al sistema di riferimento, motivo per cui non costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 TFUE.

5.

Quinto motivo di ricorso, enunciato in subordine, secondo cui le esenzioni fiscali in questione, anche nel caso in cui dovessero costituire un aiuto di Stato, sarebbero compatibili con il mercato interno.

A sostegno del quinto motivo, e in subordine, si ritiene che, anche nel caso in cui le misure di esenzione oggetto delle decisioni impugnate fossero considerate un aiuto di Stato, sarebbero aiuti compatibili con il mercato interno.