23.1.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 22/58


Ricorso proposto il 5 dicembre 2016 — Techniplan/Commissione

(Causa T-853/16)

(2017/C 022/78)

Lingua processuale: l’italiano

Parti

Ricorrente: Techniplan Srl (Roma, Italia) (rappresentanti: R. Giuffrida e A. Bonavita, avvocati)

Convenuta: Commissione europea

Conclusioni

La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:

Dichiarare la violazione dell’art. 265 TFUE della Commissione Europea, in quanto non ha preso posizione alla richiesta inviata da Techniplan con formale lettera di messa in mora;

Imporre l’obbligo di facere previsto dall’art. 266 TFUE e una somma a titolo di risarcimento di danno per ogni giorno di ritardo dall’esecuzione, con vittoria delle spese, diritti e onorari.

Motivi e principali argomenti

La ricorrente è una società di ingegneria a cui è stata aggiudicata una serie di progetti in paesi africani (Controllo e sorveglianza dei lavori di pianificazione e asfaltatura della strada Banikoara-Kandi in Benin, Controlli sui lavori della strada RN32 Ouallah-Miringoni, in Comore, Supervisione dei lavori di manutenzione ordinaria delle strade asfaltate a Anjouan e Moheli in Comores, Supervisione e controllo dei lavori di manutenzione ordinaria Grande Comores in Comores, Controllo e sorveglanza dei lavori di costruzione della strada nazionale n. 1 Kinkala-Mindouli, nel Congo, e Controllo e sorveglianza dei lavori di pianificazione e asfaltatura della strada Bouar-Fambélé, in Repubblica Centroaficana e Preparazione e monitoraggio dei lavori nel quadro del PA PNDS, in Repubblica Democratica del Congo).

La ricorrente precisa a questo riguardo che tutti questi progetti venivano completati ed accertati dagli ordinatori nazionali, le corrispondenti fatture venivano pagate e approvate dagli organi della Commissione Europea, finanziatrice dei progetti. Tuttavia, del tutto inaspettatamente le fatture cominciarono ad essere saldate solo in parte. Perfino, la Convenuta applicava, sempre secondo la ricorrente, una non meglio precisata sanzione in favore del Fondo Europeo di Sviluppo, senza che vi fosse una contestazione precisa. Nello specifico è la stessa Commissione Europea che provvede a compensare arbitrariamente i crediti vantati da Techniplan con asseriti debiti non meglio precisati.

Contro tale provvedimento, la ricorrente inviava lettera di formale messa in mora sulla base dell’art. 265 TFUE, invitando la Commissione Europea a emanare un atto o a prendere ufficialmente posizione sulla sua richiesta di pagamento e sulla reale natura delle sanzioni comminate.

A sostegno del suo ricorso, la ricorrente fa valere che gli organi competenti della Commissione Europea hanno agito in spregio al principio della certezza del diritto e della trasparenza. Questa circostanza avrebbe leso gravemente le situazioni soggettive di Techniplan, che sarebbe invece titolare di un legittimo affidamento di conoscere con certezza, in ogni momento e situazione, quali siano i suoi diritti e obblighi garantiti anche da norme previste dall’ordinamento europeo.