61993B0452

ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO (SECONDA SEZIONE) DEL 28 APRILE 1994. - PESQUERIA VASCO-MONTANESA SA E COMPANIA INTERNACIONAL DE PESCA Y DERIVADOS CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE. - PESCA - CONTRIBUTO FINANZIARIO COMUNITARIO ALLA COSTRUZIONE DI NAVI DA PESCA - REGOLAMENTO (CEE) N. 4028/86 - IRRICEVIBILITA. - CAUSE RIUNITE T-452/93 E T-453/92.

raccolta della giurisprudenza 1994 pagina II-00229


Massima
Parti
Motivazione della sentenza
Decisione relativa alle spese
Dispositivo

Parole chiave


++++

1. Ricorso di annullamento ° Atti impugnabili ° Nozione ° Atti che producono effetti giuridici vincolanti ° Lettera con cui la Commissione respinge una domanda di contributo finanziario comunitario

(Trattato CEE, art. 173)

2. Ricorso di annullamento ° Termini ° Decorrenza ° Notifica ° Nozione

(Trattato CEE, art. 173, terzo comma)

3. Ricorso di annullamento ° Competenza del giudice comunitario ° Domande dirette ad ottenere la declaratoria di un diritto del ricorrente ° Irricevibilità

(Trattato CEE, artt. 173 e 176, primo comma)

4. Ricorso per risarcimento ° Domande di risarcimento collegate a domande irricevibili in quanto dirette ad ottenere la declaratoria di un diritto del ricorrente ° Irricevibilità

Massima


1. Costituiscono atti o decisioni impugnabili con ricorso di annullamento, indipendentemente dalla forma con la quale sono adottati, i provvedimenti che producono effetti giuridici obbligatori idonei a incidere sugli interessi del ricorrente modificando in modo rilevante la situazione giuridica di questi.

Ciò vale per una lettera, redatta in modo chiaro e preciso, con la quale la Commissione si pronuncia definitivamente respingendo una domanda del ricorrente diretta ad ottenere un contributo finanziario comunitario.

2. Si deve considerare che una decisione è stata debitamente notificata ad un ricorrente, ai sensi dell' art. 173, terzo comma, del Trattato, qualora sia provato che questi ha ricevuto una lettera chiara e precisa contenente detta decisione.

Nel caso in cui non sia possibile determinare la data in cui è stata ricevuta la suddetta lettera, si deve considerare che il termine di ricorso è iniziato a decorrere al più tardi a partire dalla data della corrispondenza del ricorrente che fa riferimento alla suddetta lettera.

3. Nell' ambito di un ricorso di annullamento basato sull' art. 173 del Trattato, è irricevibile, in quanto esula dalla sua competenza in tale ambito, una domanda basata sull' art. 176, primo comma, del Trattato, diretta a che il giudice comunitario riconosca un diritto del ricorrente.

4. Qualora un ricorrente abbia proposto un ricorso diretto a far dichiarare da parte del giudice comunitario il suo diritto ad un contributo finanziario comunitario e, inoltre, ad ottenere a titolo di risarcimento gli interessi moratori relativi al contributo richiesto, le domande di risarcimento non rivestono natura autonoma, di modo che l' irricevibilità delle domande ai fini della detta declaratoria comporta l' irricevibilità delle domande di risarcimento.

Parti


Nelle cause riunite T-452/93 e T-453/93,

Pesquería Vasco-Montañesa, SA (Pevasa), società di diritto spagnolo, con sede in Bermeo (Spagna), rappresentata dall' avv. Maria Iciar Angulo Fuertes, del foro di Biscaglia, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell' avv. Ernest Arendt, 8-10, rue Mathias Hardt,

e

Compañía Internacional de Pesca y Derivados, SA (Inpesca), società di diritto spagnolo, con sede in Bermeo (Spagna), rappresentata dall' avv. Maria Iciar Angulo Fuertes, del foro di Biscaglia, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell' avv. Ernest Arendt, 8-10, rue Mathias Hardt,

ricorrenti,

contro

Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. Francisco Santaolalla, membro del servizio giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Georgios Kremlis, membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirchberg,

convenuta,

aventi ad oggetto, in primo luogo, l' annullamento delle decisioni 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991 con cui la Commissione ha negato alle ricorrenti il contributo finanziario che esse avevano chiesto in forza del regolamento (CEE) del Consiglio 18 dicembre 1986, n. 4028, relativo ad azioni comunitarie per il miglioramento e l' adeguamento delle strutture nel settore della pesca e dell' acquicoltura (GU L 376, pag. 7), in secondo luogo, il riconoscimento del diritto delle ricorrenti a fruire di detto contributo finanziario e, in terzo luogo, la condanna della Commissione a versare interessi moratori,

IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO

DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),

composto dai signori J.L. Cruz Vilaça, presidente, C.P. Briët, A. Kalogeropoulos, A. Saggio e J. Biancarelli, giudici,

cancelliere: H. Jung

ha emesso la seguente

Ordinanza

Motivazione della sentenza


Ambito normativo, antefatti e procedimento

1 Con atti introduttivi presentati nella cancelleria della Corte il 30 luglio 1992, le ricorrenti, ciascuna per conto proprio, hanno proposto un ricorso, a norma degli artt. 173 e 174 del Trattato CEE, contro le decisioni della Commissione 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991 di non accordare ai progetti di costruzione di navi da pesca da esse presentati il contributo finanziario comunitario contemplato dal regolamento (CEE) del Consiglio 18 dicembre 1986, n. 4028, relativo ad azioni comunitarie per il miglioramento e l' adeguamento delle strutture nel settore della pesca e dell' acquicoltura (GU L 376, pag. 7, in prosieguo: il "regolamento n. 4028/86").

2 Ai sensi dell' art. 6, n. 1, del regolamento n. 4028/86, la Commissione può concedere un contributo finanziario comunitario a progetti di investimento materiale relativi all' acquisto o alla costruzione di nuove navi da pesca. L' art. 6, n. 2, lett. a), dispone che, per poter beneficiare del contributo finanziario, i progetti devono, fra l' altro, rientrare in un programma pluriennale di orientamento approvato dalla Commissione.

3 A norma dell' art. 35, n. 1, lett. a), del regolamento n. 4028/86, la Commissione decide due volte all' anno in merito alle domande relative ai progetti di costruzione delle navi: "la prima decisione dev' essere presa entro il 30 aprile e vertere sulle domande presentate entro il 31 ottobre dell' anno precedente; la seconda decisione dev' essere presa entro il 31 ottobre e vertere sulle domande presentate entro il 31 marzo dell' anno in corso". L' art. 37, n. 1, del regolamento n. 4028/86 dispone che la domanda di contributo che non abbia potuto beneficiare di quest' ultimo a motivo dell' insufficienza dei mezzi finanziari disponibili è rinviata una sola volta all' esercizio finanziario successivo.

4 Il 29 giugno 1989 la Commissione riceveva una domanda di contributo finanziario dalla Compañía Internacional de Pesca y Derivados, SA (in prosieguo: la "Inpesca"), per la costruzione di una nave per la pesca del tonno provvista di impianti di congelazione. Il 31 ottobre 1989 la Commissione riceveva una domanda simile formulata dalla Pesquería Vasco-Montañesa, SA (in prosieguo: la "Pevasa").

5 Il 18 dicembre 1990 la Commissione inviava alla Inpesca, nonché alla Pevasa, una lettera identica, redatta come segue:

"A norma dell' art. 35 del regolamento (CEE) 18 dicembre 1986, n. 4028, avete presentato alla Commissione entro il 31 marzo 1990, tramite il governo spagnolo, una domanda di contributo finanziario della Comunità per la realizzazione del summenzionato progetto.

Mi dispiace di doverVi informare che il Vostro progetto non ha potuto fruire di detto contributo finanziario per il seguente motivo: la voce di bilancio disponibile per il finanziamento dei progetti per l' anno 1990 era insufficiente".

6 La Commissione ammette che, a norma dell' art. 35, n. 1, lett. a), del regolamento n. 4028/86, la decisione sulla domanda di contributo avrebbe dovuto essere adottata entro il 30 aprile 1990. Essa ha rilevato che è stata tuttavia obbligata nell' aprile 1990 a sospendere la concessione di nuovi contributi in quanto alcuni Stati membri, fra i quali sarebbe figurato il Regno di Spagna, le avevano inviato informazioni incomplete o contraddittorie sullo sviluppo della loro flotta, mentre queste informazioni le erano necessarie per stabilire se le domande di contributo presentate rientrassero, per ciascuno Stato membro interessato, nell' ambito dei programmi di orientamento da essa approvati.

7 La Commissione ha anche osservato che le domande delle ricorrenti, dopo essere state respinte nel dicembre 1990, sono state automaticamente rinviate all' esercizio finanziario 1991, a norma dell' art. 37, n. 1, del regolamento n. 4028/86.

8 Tenuto conto della iperproduttività della flotta da pesca della Comunità, la Commissione ha deciso, nell' aprile 1991, di sospendere qualsiasi decisione sulle domande di contributo comunitario per la costruzione di navi da pesca. La Commissione ha tuttavia reso noto, con comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale 20 giugno 1991, che tutti i progetti di costruzione sarebbero stati riconsiderati nell' ambito della preparazione delle sue decisioni in occasione della seconda parte dell' esercizio 1991 (GU C 160, pag. 3).

9 Con lettere 8 novembre 1991, la Commissione informava le ricorrenti che i loro progetti non erano stati accolti. Le lettere erano del seguente tenore:

"A norma dell' art. 35 del regolamento (CEE) 18 dicembre 1986, n. 4028, avete presentato alla Commissione prima del 31 marzo 1991, tramite il governo spagnolo, una domanda di contributo finanziario della Comunità per la realizzazione del summenzionato progetto.

Mi dispiace di doverVi informare che il Vostro progetto non ha potuto beneficiare di detto contributo finanziario per il seguente motivo: la voce di bilancio disponibile per il finanziamento dei progetti per l' anno 1991 era insufficiente".

10 Con lettera 7 gennaio 1992, la Pevasa formulava, nei confronti della Commissione, varie obiezioni contro le comunicazioni 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991. Essa chiedeva anche alla Commissione di renderle noto se la sua domanda di contributo fosse stata rinviata all' esercizio finanziario 1992 e di notificarle, nel caso di rigetto definitivo di detta domanda, i motivi di detto rigetto, mentre, a suo avviso, il progetto presentato corrispondeva a tutti i requisiti per beneficiare del contributo finanziario comunitario. La Inpesca inviava una lettera identica alla Commissione il 27 gennaio 1992.

11 Non avendo ricevuto risposta, la Pevasa inviava alla Commissione, il 18 marzo 1992, una lettera di diffida preliminare alla proposizione di un ricorso per carenza, a norma dell' art. 175, secondo comma, del Trattato CEE. La Inpesca inviava un' identica lettera di diffida il 31 marzo 1992.

12 Con lettere 18 maggio 1992, la Commissione comunicava alle ricorrenti, rispondendo alle loro lettere 18 e 31 marzo 1992, che "le notifiche della Commissione 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991 (...) costituiscono entrambe, di per sé, notifiche motivate di decisioni, conformemente a quanto disposto dall' art. 35 del regolamento (CEE) del Consiglio n. 4028/86". Le ricorrenti ricevevano detta lettera il 25 maggio 1992.

13 Infine, con lettere 21 maggio 1992, la Commissione rispondeva come segue alle lettere 7 e 27 gennaio 1992:

"Per quanto riguarda la Vostra prima questione, riguardante un possibile rinvio del Vostro progetto all' esercizio 1992, la risposta discende dall' art. 37, n. 1, del regolamento (CEE) n. 4028/86, secondo cui le domande di contributo comunitario che non abbiano potuto fruire di quest' ultimo a motivo dell' insufficienza dei mezzi finanziari sono riportate una sola volta all' esercizio finanziario successivo.

Per quanto riguarda la Vostra seconda questione, richiamo la Vostra attenzione sul fatto che, ai termini della comunicazione della Commissione 91/C 331/03 (GU C 331), l' elenco dei progetti accolti per un contributo finanziario è disponibile su richiesta. Questo elenco consente agli interessati di esaminare e, se del caso, di chiedere alla Corte di giustizia l' esame sulla legittimità della decisione della Commissione di concedere un finanziamento comunitario per i progetti accolti con precedenza rispetto ad altri, in base ai criteri contemplati dalla normativa comunitaria".

14 Stando così le cose, le ricorrenti hanno proposto, ciascuna per conto proprio, un ricorso dinanzi alla Corte, registrato il 30 luglio 1992.

15 Con ordinanza 27 settembre 1993, la Corte ha rinviato le cause al Tribunale, a norma dell' art. 4 della decisione del Consiglio 8 giugno 1993, 93/350 Euratom, CECA, CEE, recante modifica della decisione 88/591/CECA, CEE, Euratom che istituisce un Tribunale di primo grado delle Comunità europee (GU L 144, pag. 21).

16 Con ordinanza 29 marzo 1994 del presidente della Seconda Sezione del Tribunale, le cause T-452/93 e T-453/93 sono state riunite.

17 Le ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:

1) dichiarare ricevibili, a norma degli artt. 173 e 174 del Trattato, i ricorsi di annullamento delle decisioni con cui il 18 dicembre 1990 e l' 8 novembre 1991 la Commissione ha negato alle ricorrenti il contributo finanziario comunitario chiesto per i loro progetti di costruzione di una nave per la pesca del tonno provvista di impianti per la congelazione, conformemente al regolamento n. 4028/86;

2) dichiarare che le suddette decisioni della Commissione sono nulle per inosservanza delle forme sostanziali, violazione del Trattato CEE e delle norme giuridiche relative alla sua esecuzione, sviamento di potere e violazione dei principi giuridici generali che devono essere imperativamente rispettati;

3) ordinare alla Commissione, in forza delle misure che comporta la sua sentenza, a norma dell' art. 176, n. 1, del Trattato CEE, di adottare immediatamente le disposizioni necessarie per la concessione alla Pevasa del contributo finanziario comunitario ammontante a 209 266 000 PTA e alla Inpesca del contributo finanziario comunitario di 216 286 200 PTA chiesti nell' ambito dei suddetti progetti, in quanto la dotazione del bilancio necessaria al finanziamento di tali progetti era disponibile negli anni 1990 e 1991 e il rifiuto formulato nelle decisioni impugnate è privo di qualsiasi fondamento formale e giuridico;

4) riconoscere, conformemente al combinato disposto dell' art. 176, secondo comma, e degli artt. 178 e 215, secondo comma, del Trattato CEE, il diritto delle ricorrenti ad ottenere, a titolo di risarcimento per i danni causati dall' adozione delle decisioni impugnate, gli interessi relativi a detto contributo finanziario comunitario calcolati a partire dal 31 ottobre 1990, data in cui il contributo stesso avrebbe dovuto essere concesso, fino alla data in cui esso sarà riscosso, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri;

5) condannare la Commissione alle spese.

18 Nelle repliche le ricorrenti hanno riformulato come segue il quarto punto delle loro conclusioni:

° accogliere la domanda di risarcimento formulata nell' ambito del presente ricorso, a norma dell' art. 176, secondo comma, dell' art. 178 e dell' art. 215 del Trattato CEE, e, di conseguenza, riconoscere il diritto delle ricorrenti ad un risarcimento dei danni, sotto forma di concessione del contributo finanziario, maggiorato degli interessi moratori esigibili dalla data in cui doveva essere attribuito il contributo finanziario comunitario.

19 La Commissione conclude che il Tribunale voglia:

1) dichiarare i ricorsi irricevibili;

2) in subordine, dichiarare infondate le domande di annullamento delle decisioni impugnate;

3) dichiarare irricevibili e, in subordine, infondate le domande volte ad ottenere che il Tribunale dichiari che le ricorrenti hanno diritto al contributo richiesto;

4) dichiarare irricevibili e, in subordine, infondate le domande relative agli interessi;

5) condannare le ricorrenti alle spese.

20 L' art. 113 del regolamento di procedura del Tribunale dispone che il Tribunale può, in qualsiasi momento, rilevare d' ufficio l' irricevibilità per motivi di ordine pubblico. A norma dell' art. 114, n. 3, di detto regolamento, il procedimento prosegue oralmente, salvo contraria decisione del Tribunale. Il Tribunale (Seconda Sezione) ritiene che nella specie sia sufficientemente informato e che non sia necessario passare alla fase orale.

Sulla ricevibilità

Esposizione sommaria dell' argomentazione delle parti

21 Per quanto riguarda, in primo luogo, la domanda di annullamento, la Commissione sostiene che il ricorso è stato proposto oltre il termine di due mesi contemplato dall' art. 173 del Trattato CEE, aumentato del termine relativo alla distanza. Essa fa valere che le ricorrenti, in quanto destinatarie delle comunicazioni 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991, non potevano ragionevolmente nutrire dubbi sul fatto che detti atti, che le informavano chiaramente e definitivamente del rigetto delle loro domande, avevano valore di decisione.

22 Le ricorrenti sostengono che hanno ricevuto notifica formale delle decisioni della Commissione, in forma definitiva, soltanto con la lettera 18 maggio 1992. Il termine per la proposizione del ricorso avrebbe cominciato quindi a decorrere solo dal momento del ricevimento di detta lettera, vale a dire il 25 maggio 1992.

23 La Commissione ritiene che l' argomentazione formulata dalla Pevasa, nella lettera 7 gennaio 1992, e dalla Inpesca, nella lettera 27 gennaio 1992, avrebbe dovuto essere utilizzata nell' ambito di un ricorso proposto in tempo utile dinanzi al giudice comunitario e non nell' ambito di un reclamo come quello che le è stato presentato. Essa rileva che l' invito ad agire rivoltole dalle ricorrenti, in base all' art. 175 del Trattato, mira anch' esso a nascondere e a dissimulare la scadenza del termine di ricorso.

24 Le ricorrenti ribattono che le decisioni che la Commissione ha adottato sulle loro domande sono inesistenti, in quanto lettere inviate a titolo informativo, quali le lettere della Commissione 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991, non possono costituire né sostituire decisioni formali, conformi a quanto prescritto dagli artt. 189, 190 e 191 del Trattato CEE, e in quanto la Commissione ha precisato la sua posizione solo nella lettera 18 maggio 1992.

25 Per quanto attiene, in secondo luogo, alla domanda volta ad ottenere che il Tribunale ordini alla Commissione l' adozione delle misure necessarie per accogliere le domande di contributo finanziario formulate dalle ricorrenti, queste ultime affermano, nel loro ricorso, che esse chiedono "alla Corte di annullare con la sua sentenza le decisioni impugnate e di dichiarare giustificata l' assegnazione all' impresa ricorrente del contributo comunitario richiesto". La Commissione sostiene che tale domanda è irricevibile nell' ambito di un ricorso di annullamento.

26 Per quanto concerne, in terzo luogo, la domanda di risarcimento formulata dalle ricorrenti, la Commissione sostiene che essa è irricevibile, in quanto è subordinata ad una domanda a sua volta irricevibile, vale a dire la domanda mirante ad ottenere dal Tribunale la declaratoria del diritto delle ricorrenti al contributo finanziario da esse richiesto.

27 Le ricorrenti ritengono che la loro domanda di risarcimento sia ricevibile alla luce della giurisprudenza della Corte, secondo la quale un' azione per risarcimento costituisce un' azione autonoma (sentenza della Corte 26 febbraio 1986, causa 175/84, Krohn/Commissione, Racc. pag. 753, in particolare pag. 770, punto 32).

Valutazione del Tribunale

Sulla domanda mirante all' annullamento delle lettere 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991

28 Onde valutare la ricevibilità della domanda volta all' annullamento degli atti controversi, occorre esaminare, innanzi tutto, se il ricorso miri all' annullamento di atti impugnabili, ai sensi dell' art. 173 del Trattato CE. Infatti, se risultasse che le lettere 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991, di cui si chiede l' annullamento, non costituiscono, come sostengono le ricorrenti, decisioni formali, la domanda di annullamento di detti atti sarebbe irricevibile.

29 Secondo la costante giurisprudenza della Corte, provvedimenti destinati a produrre effetti giuridici obbligatori idonei a incidere sugli interessi di chi li impugna, modificando in modo rilevante la situazione giuridica di questi, costituiscono decisioni che possono essere oggetto di un' azione di annullamento ai sensi dell' art. 173 del Trattato (v., in particolare, sentenza della Corte 11 novembre 1981, causa 60/81, IBM/Commissione, Racc. pag. 2639, in particolare pag. 2651, punto 9, e sentenza del Tribunale 10 luglio 1990, causa T-64/89, Automec/Commissione, Racc. pag. II-367, in particolare pag. II-381, punto 42). Invece, la forma in cui tali atti o decisioni sono adottati è, in linea di massima, irrilevante ai fini della possibilità di impugnarli con un' azione di annullamento (sentenza IBM/Commissione, già citata, punto 9; sentenza della Corte 31 marzo 1971, causa 22/70, Commissione/Consiglio, Racc. pag. 263, in particolare pag. 277, punto 42).

30 Il Tribunale ricorda che, con lettere 18 dicembre 1990, le ricorrenti sono state informate del fatto che le loro domande di contributo finanziario non potevano essere accolte in relazione all' esercizio finanziario 1990 per insufficienza di mezzi finanziari. A norma dell' art. 37 del regolamento n. 4028/86, le domande sono state rinviate all' esercizio finanziario seguente. Con lettere 8 novembre 1991, le ricorrenti sono state informate del rigetto per la seconda volta delle loro domande, data l' insufficienza di mezzi finanziari.

31 Il Tribunale rileva che le lettere 8 novembre 1991 sono, in ogni caso, atti giuridici che producono effetti giuridici definitivi nei confronti delle ricorrenti. Infatti, con tali lettere, redatte in modo chiaro e preciso, la Commissione si è pronunciata definitivamente sulle domande delle ricorrenti, poiché l' art. 37, n. 1, del regolamento n. 4028/86 prevede un solo rinvio delle domande che non abbiano potuto fruire del contributo comunitario per insufficienza di mezzi finanziari disponibili.

32 Si deve pertanto considerare che le lettere 8 novembre 1991 costituiscono atti impugnabili ai sensi dell' art. 173 del Trattato CE. Poiché le lettere 8 novembre 1991 sono successive alle lettere 18 dicembre 1990 e la Commissione ha basato il suo mezzo di irricevibilità sulla tardività della domanda di annullamento, il Tribunale ritiene che esso non debba, in questa fase, pronunciarsi sulla natura giuridica delle lettere 18 dicembre 1990.

33 Occorre esaminare, in secondo luogo, se siano stati rispettati i termini procedurali. A questo scopo, occorre rilevare che, ai sensi dell' art. 173, terzo comma, del Trattato CEE, in vigore alla data del deposito del ricorso e ripreso dall' art. 173, quinto comma, del Trattato CE, il ricorso di annullamento dev' essere proposto nel termine di due mesi a decorrere, secondo i casi, dalla pubblicazione dell' atto, dalla sua notificazione al ricorrente ovvero, in mancanza, dal giorno in cui il ricorrente stesso ne avuto conoscenza. A norma dell' art. 42 dello Statuto (CEE) della Corte, a questo termine si aggiunge il termine in ragione della distanza, come fissato dal regolamento di procedura.

34 A questo proposito le ricorrenti sostengono che le lettere 8 novembre 1991, al pari di quelle 18 dicembre 1990, non hanno costituito oggetto di una notifica, tale da far decorrere nei loro confronti i termini di ricorso, e che le decisioni adottate dalla Commissione sulle loro domande di contributo finanziario sono state notificate loro solo con le suddette lettere 18 maggio 1992.

35 In risposta a questo argomento, è sufficiente ricordare che, come il Tribunale ha rilevato (v., sopra, punti 30, 31 e 32), le lettere 8 novembre 1991 ° redatte in modo chiaro e preciso ° contenevano la decisione definitiva della Commissione sulle domande di contributo formulate dalle ricorrenti. Queste lettere devono quindi essere considerate una regolare notifica delle decisioni controverse, ai sensi dell' art. 173 del Trattato (v., in particolare, ordinanza della Corte 21 novembre 1990, causa C-12/90, Infortec/Commissione, Racc. pag. I-4265, in particolare pag. 4269, punto 9). Inoltre, le lettere 18 dicembre 1990, qualora costituissero anch' esse atti impugnabili ai sensi dell' art. 173, dovrebbero essere considerate, per gli stessi motivi, una regolare notifica della decisione della Commissione in esse contenuta.

36 E' vero che non sono provate le date precise del ricevimento da parte delle ricorrenti di dette lettere. Tuttavia, poiché la lettera inviata il 7 gennaio 1992 dalla Pevasa e quella inviata il 27 gennaio 1992 dalla Inpesca alla Commissione si riferiscono entrambe espressamente agli atti impugnati, ne consegue che la Pevasa e la Inpesca sono venute necessariamente a conoscenza delle lettere 18 dicembre 1990 e 8 novembre 1991, rispettivamente entro il 7 gennaio 1992 e il 27 gennaio 1992.

37 Si deve pertanto concludere che i ricorsi, registrati il 30 luglio 1992, per la parte relativa alla domanda di annullamento, sono stati proposti ben oltre il termine di due mesi contemplato dall' art. 173 del Trattato CEE, aumentato di dieci giorni in ragione della distanza, e, per questo motivo, devono essere dichiarati irricevibili.

Sulla domanda volta a che il Tribunale ordini alla Commissione di adottare le disposizioni necessarie per l' assegnazione del contributo richiesto

38 Si deve rilevare che, nell' ambito di un ricorso di annullamento basato sull' art. 173 del Trattato CE, la competenza del giudice comunitario è limitata al sindacato sulla legittimità dell' atto impugnato. Se il ricorso è fondato, detto giudice dichiara, a norma dell' art. 174 del Trattato CE, nullo e non avvenuto l' atto impugnato. A norma dell' art. 176 del Trattato CE, l' istituzione da cui emana l' atto annullato deve adottare i provvedimenti necessari per l' esecuzione della sentenza del Tribunale.

39 Le presenti domande, basate sull' art. 176, primo comma, del Trattato CEE, ripreso dall' art. 176, primo comma, del Trattato CE, mirano a che il Tribunale riconosca il diritto delle ricorrenti al contributo richiesto. Queste domande sono irricevibili in quanto esulano dalla competenza conferita al Tribunale nell' ambito di un ricorso di annullamento.

Sulla domanda mirante alla concessione di interessi moratori

40 Si deve osservare che le conclusioni formulate nei ricorsi miravano inizialmente al riconoscimento del diritto delle ricorrenti ad ottenere, a titolo di risarcimento dei danni causati dall' adozione delle decisioni impugnate, gli interessi relativi al contributo finanziario comunitario che esse avevano chiesto, e ciò a partire dal 31 ottobre 1990, data in cui esso avrebbe dovuto essere loro concesso, fino alla data del suo versamento effettivo. Nella replica le ricorrenti hanno ampliato le loro conclusioni, chiedendo al Tribunale di riconoscere il loro diritto "ad un risarcimento dei danni, sotto forma di concessione del contributo finanziario, maggiorato degli interessi moratori esigibili a partire dalla data in cui detto contributo finanziario comunitario doveva essere concesso".

41 Ai termini dell' art. 48, n. 2, del regolamento di procedura, "è vietata la deduzione di motivi nuovi in corso di causa, a meno che essi si basino su elementi di diritto e di fatto emersi durante il procedimento". Secondo una giurisprudenza costante, tale disposizione non può, in alcun caso, essere interpretata nel senso che si autorizza le ricorrenti ad adire il giudice comunitario con domande nuove (sentenza della Corte 18 ottobre 1979, causa 125/78, Gema/Commissione, Racc. pag. 3173, in particolare pag. 3191, punto 26; sentenza del Tribunale 18 settembre 1992, causa T-28/90, Asia Motor France e a./Commissione, Racc. pag. II-2285, in particolare pag. II-2302, punto 43). Del pari, le ricorrenti non possono ampliare, in corso di causa, le conclusioni che sono state formulate nell' atto introduttivo del ricorso.

42 Pertanto, nel caso di specie, l' esame del Tribunale deve limitarsi alla questione se siano ricevibili le domande volte ad ottenere interessi, quali formulate nell' atto introduttivo del ricorso.

43 Il Tribunale constata che nella specie le domande di risarcimento non rivestono natura autonoma. Come sostiene giustamente la Commissione, le domande di risarcimento, che mirano ad ottenere soltanto il versamento degli interessi relativi al contributo richiesto, sono subordinate alle domande delle ricorrenti basate sull' art. 176, n. 1, del Trattato CEE, intese a che il Tribunale riconosca il diritto delle ricorrenti al contributo richiesto. Poiché queste ultime domande sono irricevibili, sono del pari irricevibili le domande di interessi relative alle domande principali.

44 Da tutto quanto precede risulta che, come ha sostenuto la Commissione, i ricorsi sono irricevibili interamente.

Decisione relativa alle spese


Sulle spese

45 Ai sensi dell' art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese, se ne è stata fatta domanda. Le ricorrenti sono risultate soccombenti, e ciascuna di essa deve quindi essere condannata alle proprie spese, nonché alla metà di tutte le spese sostenute dalla Commissione.

Dispositivo


Per questi motivi,

IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)

così provvede:

1) I ricorsi sono irricevibili.

2) Ciascuna delle ricorrenti sosterrà le proprie spese, nonché la metà di tutte le spese sostenute dalla Commissione.

Lussemburgo, 28 aprile 1994.