COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 2.10.2025
COM(2025) 587 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sulla prima valutazione intermedia dell'azione "Capitali europee della cultura" per il periodo 2020-2033
{SWD(2025) 284 final}
1.Introduzione
Nata nel 1985 da un'idea dell'ex ministra greca della Cultura Melina Mercouri, l'iniziativa "Capitali europee della cultura" è un'azione faro dell'Unione europea. L'obiettivo dell'iniziativa è promuovere e celebrare la ricchezza della diversità culturale e il patrimonio comune dell'Europa, aumentando in tal modo il senso di appartenenza dei cittadini a un'area culturale comune, nonché rafforzare il contributo della cultura allo sviluppo a lungo termine delle città. Inizialmente le città erano designate "Città europee della cultura" dagli Stati membri, sulla base di una risoluzione dei ministri responsabili degli affari culturali che riconosceva il ruolo essenziale svolto dalle città nella formazione e nella diffusione della cultura in Europa. In seguito all'adozione della decisione 1419/1999/CE (modificata dalla decisione 649/2005/CE nel 2005), le "Città europee della cultura" sono diventate "Capitali europee della cultura" e l'iniziativa è stata istituita come azione comunitaria. Nel 2006 è stata adottata un'ulteriore decisione (1622/2006/CE) a completamento delle norme per la selezione e il monitoraggio delle varie Capitali europee della cultura. L'attuale base giuridica, la decisione n. 445/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, è stata adottata nel 2014 per coprire il periodo 2020-2033.
La presente è la prima valutazione intermedia dell'azione "Capitali europee della cultura" per il periodo 2020-2033, presentata conformemente all'articolo 16, paragrafo 2, della decisione. Valuta i risultati dell'azione rispetto ai cinque criteri di valutazione stabiliti negli orientamenti e negli strumenti per legiferare meglio: efficacia, efficienza, pertinenza, coerenza e valore aggiunto dell'UE, nonché l'impatto a lungo termine dell'intervento per comprendere meglio la potenziale eredità connessa al fatto di ospitare una Capitale europea della cultura. La relazione mira inoltre a individuare buone pratiche e insegnamenti per le future Capitali europee della cultura e le città europee interessate a sviluppare ulteriormente le loro strategie culturali e la loro offerta culturale. Infine, la valutazione individua potenziali miglioramenti dell'azione da considerare per l'iniziativa dopo il 2033.
A causa dell'impatto avuto dalla COVID-19 sull'attuazione dell'azione all'inizio del periodo 2020-2033, si è deciso di prevedere un ventaglio più ampio di differenti Capitali europee della cultura e città detentrici di tale titolo selezionate e monitorate a norma delle disposizioni dello strumento giuridico precedente. Tale azione è stata ritenuta necessaria per ottenere una migliore prospettiva sull'impatto a lungo termine dell'iniziativa.
Progettazione dell'azione
Ai sensi dell'attuale base giuridica per il periodo 2020-2033, possono ospitare l'azione "Capitali europee della cultura" due Stati membri ogni anno, secondo un ordine cronologico stabilito nella decisione. Inoltre nel 2022, 2024, 2028, 2030 e 2033 a detenere il titolo può essere anche una città di un paese EFTA/SEE, di un paese candidato o potenziale candidato (paesi terzi). Gli Stati membri gestiscono la propria procedura di selezione a livello nazionale, sotto la responsabilità della rispettiva autorità competente e con l'assistenza della Commissione europea. La Commissione è direttamente responsabile dell'organizzazione dei concorsi generali tra città di paesi terzi.
I concorsi iniziano al più tardi sei anni prima dell'anno del titolo, quando lo Stato membro interessato (la Commissione per il concorso tra città di paesi terzi) pubblica un invito a presentare candidature. L'invito comprende i sei criteri indicati nella base giuridica: "contributo alla strategia a lungo termine", "dimensione europea", "contenuto culturale e artistico", "capacità di realizzazione", "portata" e "gestione".
La selezione è quindi organizzata in due fasi: preselezione al più tardi cinque anni prima dell'anno del titolo (le città candidate sono ridotte a un elenco ristretto), seguita da una selezione nove mesi più tardi (per il titolo si raccomanda una città). Una giuria di esperti esamina le offerte alla luce degli obiettivi e dei criteri dell'azione. In base alla raccomandazione degli esperti, lo Stato membro interessato (la Commissione per i paesi terzi) designa formalmente la città vincitrice.
Una volta designata, la città è sottoposta a un processo di monitoraggio fino all'anno del titolo, nel cui ambito la Commissione convoca tre riunioni tra la città e la giuria al fine di esaminare i progressi compiuti e fornire orientamenti. Sulla base di una raccomandazione formulata dalla giuria al termine del processo di monitoraggio, la Commissione decide se pagare o meno il premio Melina Mercouri alla città all'inizio dell'anno del titolo. Il premio è finanziato dal programma Europa creativa.
La giuria incaricata delle procedure di selezione e monitoraggio è composta da non più di dodici membri: dieci sono nominati a rotazione dalle istituzioni e dagli organismi dell'UE per mandati di tre anni (tre dal Parlamento europeo, tre dal Consiglio dell'UE, tre dalla Commissione e uno dal Comitato europeo delle regioni) e fino a due membri sono nominati dallo Stato membro interessato.
Gli esperti europei sono preselezionati dalla Commissione mediante un invito generale a manifestare interesse. I criteri di selezione degli esperti sono elencati all'articolo 6 della base giuridica.
L'azione è gestita dalla Commissione attraverso l'unità Europa creativa della direzione generale dell'Istruzione, della gioventù, dello sport e della cultura (DG EAC).
Rispetto a quella che l'ha preceduta, l'azione "Capitali europee della cultura" disciplinata dalla decisione n. 445/2014/UE ha introdotto le modifiche riportate di seguito:
-eliminazione della necessità di confermare le città selezionate a livello di UE e designazione delle detentrici del titolo di Capitale europea della cultura direttamente ad opera dello Stato membro interessato;
-apertura ai paesi candidati e potenziali candidati e ai paesi EFTA/SEE;
-definizione di criteri di selezione più specifici e solidi, con una maggiore attenzione all'impatto a lungo termine dell'azione e alla dimensione europea;
-inclusione di considerazioni relative ai profili dei membri della giuria nella base giuridica;
-organizzazione di tre, anziché di due, riunioni di monitoraggio, di cui la prima e l'ultima previste rispettivamente tre anni e due mesi prima dell'anno del titolo;
-trasferimento della responsabilità della valutazione ex post dalla Commissione europea alla città designata;
-posticipo del pagamento del premio Melina Mercouri da due mesi prima dell'inizio dell'anno del titolo all'inizio dell'anno.
2.Stato di sviluppo dell'azione
Dal 1985 il titolo è stato assegnato a 82 città diverse in tutti gli Stati membri dell'UE (compreso il Regno Unito fino all'entrata in vigore dell'accordo di recesso nel 2020) e a città di 5 paesi terzi: Islanda (2000), Turchia (2010), Norvegia (2000, 2008, 2024), Serbia (2022) e Macedonia del Nord (2028). Ai sensi dell'attuale base giuridica sono state selezionate 22 città, 13 delle quali ospitavano/ospitano l'azione al momento della stesura della presente comunicazione, mentre 9 sono state selezionate e stanno preparando il loro anno come capitali europee della cultura.
La decisione n. 445/2014/UE, modificata nel 2017 per integrare i paesi dell'Associazione europea di libero scambio che sono parti contraenti dell'accordo sullo Spazio economico europeo, è stata nuovamente modificata nel 2020 a causa della pandemia di COVID-19. Ha offerto a entrambe le Capitali europee della cultura 2020 (Fiume e Galway) la possibilità di prorogare l'anno del titolo fino al 30 aprile 2021. Inoltre l'anno del titolo è stato rinviato dal 2021 al 2023 per Timișoara ed Elefsina, mentre per Novi Sad è stato posticipato dal 2021 al 2022.
La concessione dello status di paese candidato all'adesione all'UE all'Ucraina e alla Georgia nel 2022 e nel 2023 le ha rese entrambe ammissibili al concorso aperto alle città dei paesi terzi, in quanto ambedue partecipano anche al programma Europa creativa.
3.Risultati della valutazione: successi e sfide
Efficacia
Si è constatato che l'azione "Capitali europee della cultura" ha stimolato un aumento delle attività culturali e un ampliamento dell'offerta culturale nelle città ospitanti, in termini sia di genere che di ubicazione. Esaminando le valutazioni locali dell'azione tra il 2013 e il 2022, un classico anno del titolo è costituito da circa 1 000-1 200 attività culturali distinte. L'iniziativa ha inoltre avuto un effetto considerevole sugli investimenti nelle infrastrutture e nelle attività culturali delle città ospitanti, le cui amministrazioni hanno spesso visto pressoché quintuplicare i loro bilanci culturali dopo avere ospitato l'azione. Dai dati ufficiali sull'affluenza registrata dalle Capitali europee della cultura negli anni 2013-2022 emerge che in tale periodo circa 38,5 milioni di persone hanno partecipato ad attività culturali sostenute dall'azione come membri del pubblico, curatori o beneficiari di progetti. Tale dinamismo, insieme alla possibilità per il pubblico di partecipare gratuitamente a numerosi eventi, ha contribuito ad ampliare la platea dei fruitori di cultura e ha incoraggiato le persone poco coinvolte sul piano culturale a prendere parte ad attività di questo tipo. Ad esempio, diverse Capitali europee della cultura hanno coinvolto studenti, persone provenienti da contesti svantaggiati (come migranti e disoccupati) e abitanti dei quartieri periferici cittadini.
L'iniziativa ha inoltre contribuito a rafforzare i settori culturali e creativi nelle città ospitanti. Benché in parte sia stato prodotto da progetti specifici di sviluppo delle capacità, tale impatto è stato in gran parte determinato dalla creazione di ecosistemi culturali formali e informali. L'azione ha incoraggiato i portatori di interessi locali a collaborare alla progettazione e alla realizzazione di programmi culturali. Tale collaborazione, insieme all'esperienza nella gestione di un gran numero di progetti culturali, ha contribuito allo sviluppo di talenti locali e di capacità settoriali a lungo termine.
Nella valutazione si sottolinea come l'azione "Capitali europee della cultura" affronti con successo l'obiettivo strategico di innalzare il profilo internazionale delle città ospitanti attraverso la realizzazione di un solido programma culturale. Ciò è dimostrato in particolare dall'aumento del numero di visitatori stranieri nelle città ospitanti, da un'ampia copertura mediatica internazionale prima e durante l'anno e da una maggiore collaborazione internazionale. Nel complesso, dall'analisi delle Capitali europee della cultura che hanno raccolto dati pertinenti emerge che un anno del titolo può aumentare di circa il 30-40 % il numero di visitatori in una città ospitante (il 25-35 % dei quali proviene dall'estero).
Efficienza
Dalla valutazione si evince che, fin dalla progettazione, l'iniziativa "Capitali europee della cultura" è un'azione efficace sotto il profilo dei costi, in grado di mobilitare finanziamenti pubblici e privati a costi relativamente bassi per l'Unione (circa 3-5 milioni di EUR all'anno). Se si analizzano i bilanci delle Capitali europee della cultura tra il 2013 e il 2022, emerge che l'azione ha stimolato collettivamente circa 900 milioni di EUR di finanziamenti a favore dell'agenda culturale in tutta l'UE, tenendo conto di tutti i finanziamenti spesi da fonti dell'UE, nazionali, regionali, locali e private.
Il premio Melina Mercouri (1,5 milioni di EUR) rappresenta solo una parte dell'intero bilancio destinato alle città cui è attribuito il titolo di Capitale europea della cultura, compreso tra il 2 % e il 7 % del bilancio complessivo dell'azione. Una percentuale significativa proviene da fonti pubbliche, con finanziamenti nazionali, locali e regionali che insieme coprono il 71 % del bilancio. Va tuttavia osservato che spesso vi è una discrepanza tra i bilanci previsti e quelli effettivi e che la maggior parte delle città si trova ad affrontare carenze dovute a vari fattori, quali la riduzione degli impegni finanziari da parte dei governi nazionali e circostanze impreviste. Solo poche città hanno realizzato i loro programmi rispettando le previsioni di bilancio originarie.
Nella valutazione sono state inoltre illustrate le criticità che incidono sull'efficacia dell'azione e gli insegnamenti che le città candidate o detentrici del titolo potrebbero trarre dalla loro esperienza come Capitali europee della cultura. Ad esempio, i vincoli temporali tra la fase di preselezione e quella di selezione finale rappresentano un problema per le città candidate, che talvolta non riescono a migliorare del tutto la loro candidatura tra i due cicli di selezione e in una fase successiva possono incontrare difficoltà a mettere a frutto il lavoro svolto e le competenze acquisite durante la procedura di gara. Inoltre possono avere difficoltà a fare affidamento su un apprendimento e una comunicazione sufficienti tra le città Capitali europee della cultura passate, attuali e future.
Efficienza delle procedure di selezione e monitoraggio
Ai sensi dell'attuale base giuridica, il processo di selezione comprende le fasi elencate di seguito.
-Invito a presentare candidature: almeno sei anni prima dell'anno del titolo.
-Termine per la presentazione delle candidature: almeno dieci mesi dopo la pubblicazione dell'invito a presentare candidature.
-Riunione e relazione di preselezione: cinque anni prima dell'anno del titolo.
-Termine riveduto per la presentazione delle candidature e riunione e relazione di selezione: circa nove mesi dopo la riunione di preselezione.
-Designazione della città: quattro anni prima dell'anno del titolo.
Dopo la selezione, si tengono tre riunioni di monitoraggio, rispettivamente tre anni, diciotto mesi e due mesi prima dell'anno del titolo. Pur ritenendo che gli attuali processi di selezione e di monitoraggio in generale funzionino bene, i portatori di interessi consultati hanno anche individuato gli ambiti di miglioramento illustrati di seguito.
-Calendario per la presentazione delle candidature: sebbene a livello governativo il calendario per il processo di selezione sia considerato complessivamente sufficiente, le città trovano difficile rispettare le scadenze attuali, in particolare il periodo di nove mesi tra la preselezione e la selezione finale. Questo breve lasso di tempo aumenta la pressione sulle città, in particolare su quelle più piccole o con meno esperienza, in termini di sviluppo di relazioni internazionali e di ottenimento di impegni dai portatori di interessi locali.
-Riunioni di monitoraggio: alcuni portatori di interessi si sono espressi a favore del passaggio da un processo di monitoraggio a un ruolo più consultivo, nel cui ambito gli esperti della giuria lavorino a stretto contatto con le città, offrendo soluzioni in tempo reale e tutoraggio. Ciò sarebbe in linea con le sfide connesse alla mancanza delle competenze richieste e di sviluppo delle capacità nelle Capitali europee della cultura.
Nel complesso, benché quattro anni dopo la selezione possano bastare per consentire alle città di realizzare l'evento, tale lasso di tempo potrebbe risultare impegnativo qualora una città non abbia ancora raggiunto un certo livello di maturità culturale. Sebbene ciò non significhi necessariamente che le città meno preparate non dovrebbero essere prese in considerazione per il titolo, il loro fascicolo di candidatura dovrebbe essere esaminato e valutato in modo realistico alla luce dell'effettiva capacità culturale della città, alla quale, se selezionata, dovrebbero essere fornite sufficienti opportunità di orientamento, monitoraggio e sviluppo delle capacità.
I portatori di interessi hanno inoltre osservato che si possono verificare perdite di tempo a causa di malintesi su due aspetti fondamentali dell'azione: l'eredità e la dimensione europea. Nonostante i partecipanti alla valutazione abbiano affermato di avere infine compreso entrambi i termini, alcuni hanno ritenuto che orientamenti più chiari su come si concretizza la dimensione europea nella pratica consentirebbero di risparmiare tempo durante le fasi di pianificazione o di presentazione delle offerte.
L'inserimento e il passaggio di consegne degli esperti della giuria rappresentano un altro ambito di miglioramento: i nuovi membri spesso non dispongono degli strumenti adeguati per una transizione senza soluzione di continuità, con conseguente perdita di conoscenze e coinvolgimento disomogeneo. L'azione "Capitali europee della cultura" potrebbe trarre vantaggio dallo sviluppo di processi di inserimento strutturati e dall'importanza attribuita al ruolo consultivo degli esperti della giuria al fine di superare tali sfide. Più in generale, si è percepito che una strategia di comunicazione più centralizzata a livello di UE aumenterebbe la visibilità non solo dell'iniziativa nel suo complesso, ma anche delle città detentrici del titolo, fornendo loro un sostegno prezioso.
Coerenza
L'azione "Capitali europee della cultura" presenta una forte coerenza interna ed esterna. I processi di selezione e gestione della città ospitante sono in linea con gli obiettivi dell'azione e, secondo quanto previsto dalla procedura di gara, le città sono tenute a integrare il loro progetto di Capitale europea della cultura in una strategia culturale più ampia, coinvolgendo nel contempo vari portatori di interessi e diversi livelli di governance. I portatori di interessi nazionali sono particolarmente essenziali e spesso considerano l'azione "Capitali europee della cultura" una questione di importanza nazionale. Possono tuttavia emergere difficoltà nel trovare un equilibrio tra le priorità locali e gli obiettivi europei, in particolare per quanto riguarda la dimensione europea.
L'azione "Capitali europee della cultura" è in linea con altri programmi dell'UE, in particolare con il programma faro dell'UE a sostegno dei settori culturali e creativi europei, Europa creativa. Entrambi condividono obiettivi fondamentali quali il rafforzamento della diversità culturale e la promozione delle collaborazioni transfrontaliere. Analogamente, ambedue sostengono la competitività dei settori culturali e creativi dell'UE, rafforzano la partecipazione culturale e promuovono l'identità europea. L'azione "Capitali europee della cultura" condivide le caratteristiche delle priorità dell'UE nei settori dell'inverdimento e dell'inclusione sociale. Vi sono margini di miglioramento per quanto riguarda l'allineamento alle priorità ambientali e alle politiche esterne dell'UE. Sebbene le città detentrici del titolo o la loro regione/il loro Stato membro possano beneficiare dei finanziamenti dell'UE, compresi i finanziamenti della politica di coesione nel settore della cultura, il coordinamento proattivo tra le azioni "Capitali europee della cultura" e altre fonti di finanziamento dell'UE rimane limitato. Per quanto riguarda la relazione con le iniziative nazionali, nella valutazione sono state rilevate sinergie e alcune sovrapposizioni limitate.
Valore aggiunto dell'UE
L'azione "Capitali europee della cultura" dimostra un chiaro e significativo valore aggiunto dell'UE promuovendo la collaborazione internazionale tra gli attori culturali nelle città ospitanti e i loro pari in altri paesi, migliorando la visibilità delle città europee e promuovendo un'identità culturale europea condivisa. Grazie al sostegno dell'iniziativa, le città, in particolare quelle più piccole e meno riconosciute a livello internazionale, sono riuscite ad accedere a reti culturali globali, hanno ospitato programmi culturali ambiziosi e diversificati e hanno attirato l'attenzione del pubblico e dei media, che altrimenti non sarebbe stato possibile raggiungere.
L'iniziativa non solo ha dato impulso al turismo internazionale e ai partenariati transfrontalieri, ma ha anche contribuito alla rigenerazione urbana, all'impegno civico e al rafforzamento dei settori culturali locali. Alcune città si distinguono per essere esempi significativi di come il titolo di Capitale europea della cultura possa fungere da catalizzatore per lo sviluppo a lungo termine, la diplomazia culturale e l'espressione di valori dell'UE quali la tolleranza e la pace. Consentendo la cooperazione con artisti e istituzioni di paesi sia UE che terzi, l'azione sostiene gli obiettivi della diplomazia culturale dell'UE e rafforza il tessuto culturale dell'Europa nel suo complesso.
Dalla valutazione emergono tuttavia varie limitazioni strutturali che ostacolano il pieno potenziale dell'azione "Capitali europee della cultura". In particolare, la mancanza di un meccanismo istituzionale formale per la condivisione delle conoscenze e l'assenza di una banca dati centralizzata degli operatori culturali limitano la sostenibilità e la portata delle reti create durante l'anno del titolo. Inoltre, sebbene l'iniziativa promuova efficacemente i valori europei, un sostegno politico discontinuo e un impegno limitato dopo il termine dell'azione possono minacciare l'impatto dell'anno del titolo. Dalla valutazione si evince pertanto che un sostegno più strutturato a livello di UE (in termini di comunicazione, condivisione dei dati e pianificazione degli effetti a lungo termine dell'iniziativa) sarebbe essenziale per migliorare l'efficacia e l'influenza duratura dell'azione "Capitali europee della cultura".
Pertinenza
L'azione continua a evolversi parallelamente ai cambiamenti socioeconomici e al paesaggio culturale dell'Europa. Pur essendo una delle azioni culturali più longeve dell'UE, l'iniziativa rimane in linea con gli obiettivi di sviluppo a lungo termine delle città, in particolare per quanto riguarda l'integrazione della cultura nella pianificazione e nell'elaborazione delle politiche urbane. L'obbligo per le città candidate di sviluppare strategie culturali globali ha trasformato il modo in cui i comuni considerano e utilizzano la cultura, dando spesso luogo alla creazione o al perfezionamento di politiche culturali a livello di città. Tali processi non riguardano esclusivamente le città detentrici del titolo; infatti anche quelle che non se lo sono aggiudicato beneficiano di strategie culturali rafforzate e di quadri di pianificazione migliori. Diversi esempi illustrano come la procedura di gara possa stimolare lo sviluppo di strategie regionali che vanno oltre il livello delle città.
L'integrazione dell'azione "Capitali europee della cultura" nei quadri strategici cittadini spesso rafforza ed estende le misure preesistenti, conferendo legittimità e rinnovando l'attenzione nei confronti dello sviluppo culturale. Inoltre la procedura di gara infonde fiducia sia nella leadership politica che nel settore culturale, determinando spesso investimenti tangibili nella rigenerazione urbana basata sulla cultura. Si tratta di risultati particolarmente significativi a fronte della contrazione dei bilanci comunali destinati alla cultura: le capitali culturali fungono da iniziative faro che garantiscono l'adesione politica locale e forniscono solide prove del valore socioeconomico degli investimenti culturali. Nelle valutazioni ex post è costantemente dimostrato l'effetto leva, che generando benefici economici e culturali più ampi rispetto all'investimento iniziale, è utilizzato dalle città per giustificare un sostegno continuo e maggiore alle iniziative culturali.
L'eredità dell'azione rimane al centro delle potenziali questioni relative alla pertinenza delle Capitali europee della cultura. Se alcune città hanno istituito organizzazioni incaricate di occuparsi degli effetti a lungo termine dell'iniziativa, molte altre non dispongono di adeguati meccanismi di pianificazione in tal senso. Poiché molti dei vantaggi dell'anno del titolo diventano visibili solo a distanza di anni dalla conclusione dell'iniziativa, la rapida eliminazione degli organismi responsabili della sua realizzazione spesso comporta la perdita di opportunità di mantenere lo slancio. Una debole pianificazione degli effetti a lungo termine dell'iniziativa, unita a limitazioni dei dati e alla mancanza di quadri di valutazione a lungo termine, compromette la capacità di cogliere appieno l'impatto dell'iniziativa. Nel complesso l'azione "Capitali europee della cultura" ha contribuito ad accrescere l'importanza della valutazione della politica culturale in tutta Europa. I gruppi di riflessione hanno evidenziato il crescente interesse a valutare l'impatto della cultura e molte reti di città europee hanno creato filoni di lavoro dedicati alla valutazione dell'impatto culturale. Se ne deduce che l'iniziativa svolge un ruolo centrale nel promuovere la pratica della valutazione della politica culturale a livello locale.
Un'altra dimensione importante della pertinenza dell'azione è il suo potenziale di sostenere lo sviluppo regionale attraverso la collaborazione tra le città e le aree circostanti. Alcuni esempi dimostrano come l'iniziativa riesca a decentrare i benefici culturali e ad aumentare l'accesso in più comuni. Permangono tuttavia sfide strutturali, in particolare nelle zone rurali e nei comuni più piccoli, che possono non avere la capacità di realizzazione necessaria per poter partecipare efficacemente.
Parallelamente, l'azione si è adattata per rimanere pertinente alle priorità politiche dell'UE, anche estendendo l'ammissibilità ai paesi terzi, integrando una maggiore attenzione all'impatto a lungo termine e promuovendo la dimensione europea. Tuttavia i dibattiti in corso riguardo al ruolo e alla visibilità della dimensione europea e la sottorappresentazione delle priorità ambientali e digitali nei criteri di selezione formali indicano l'esistenza di settori da perfezionare per mantenere la pertinenza dell'iniziativa in un contesto politico in rapida evoluzione.
4.Conclusioni e insegnamenti tratti
La valutazione mostra che l'iniziativa "Capitali europee della cultura" è un'azione faro di successo dell'Unione europea, estremamente efficace in termini di costi e con un impatto molto limitato sul bilancio dell'UE. Inoltre l'azione può avere un effetto trasformativo sulle diverse città candidate e selezionate, in quanto richiede una pianificazione a lungo termine e l'inclusione della cultura nella politica cittadina locale per l'ammissibilità al titolo. L'azione è altresì molto coerente con altre azioni dell'UE, in particolare Europa creativa, e consente di diffondere i valori dell'UE e di far conoscere gli artisti e i professionisti della cultura europei e le loro opere nell'UE e nel resto del mondo.
La prima valutazione intermedia delle Capitali europee della cultura 2020-2033 ha messo in luce sia successi che sfide, offrendo insegnamenti fondamentali per il futuro dell'iniziativa. I risultati orienteranno l'azione nella sua prossima fase dopo il 2033, garantendone il successo e la pertinenza costanti.
Una maggiore attenzione alla "dimensione europea" nel concorso: la "dimensione europea" è un elemento chiave dell'azione "Capitali europee della cultura" e dei criteri di selezione. Tuttavia, sulla base dei riscontri ricevuti, sembra che spesso non sia pienamente compresa dai diversi portatori di interessi. La Commissione europea potrebbe esplorare modi per sviluppare la comprensione di tale dimensione.
Conoscenze a lungo termine: poiché non esiste una rete ufficiale delle Capitali europee della cultura, il rischio è che si perdano conoscenze tra le città cui è stato recentemente attribuito il titolo e quelle che lo hanno detenuto in passato. La Commissione potrebbe valutare come promuovere la condivisione delle conoscenze all'interno della comunità delle Capitali europee della cultura affinché l'azione realizzi appieno il suo potenziale, in particolare per quanto riguarda la sua dimensione europea.
Comunicazione: la Commissione europea comunica attivamente la designazione ufficiale delle Capitali europee della cultura attraverso molteplici canali, tra cui comunicati stampa, siti web e social media. Tuttavia attualmente mancano azioni di comunicazione concentrate a livello di UE, da parte della Commissione europea e di altre istituzioni dell'Unione, volte a promuovere le città Capitali europee della cultura. Ciò limita la visibilità e l'impatto dell'azione nonché la relativa sensibilizzazione dell'opinione pubblica. L'azione trarrebbe vantaggio dagli sforzi di comunicazione dell'UE volti a sostenere e integrare il lavoro delle città che detengono il titolo, in coordinamento con gli Stati membri e con il loro contributo. La nomina di ambasciatori delle Capitali europee della cultura a livello politico potrebbe incentivare l'iniziativa.
Dati: la serie di indicatori forniti dalla Commissione europea alle organizzazioni incaricate di organizzare i diversi concorsi dell'azione "Capitali europee della cultura" dovrebbe essere rivista sulla base dei risultati e delle lacune nei dati individuate durante il processo di valutazione.
Giuria di esperti: è importante garantire che la giuria di esperti disponga delle competenze e delle risorse necessarie per svolgere efficacemente i suoi compiti. La Commissione potrebbe rafforzare la cooperazione con le altre istituzioni per garantire l'eterogeneità della giuria in termini sia di rappresentanza che di competenze. Inoltre un processo di integrazione strutturato per i nuovi membri contribuirebbe a garantirne la buona preparazione e favorirebbe una transizione e un passaggio di consegne agevoli da parte dei membri uscenti.
Pianificazione a lungo termine: dalla valutazione è emerso che l'impatto a lungo termine dell'azione non è sfruttato appieno in alcune città. La Commissione potrebbe valutare la possibilità di rafforzare sia il criterio del "contributo alla strategia a lungo termine" che i criteri e gli indicatori di valutazione per promuovere impatti a più lungo termine nelle diverse città candidate.
In conclusione, la valutazione fornisce informazioni fondamentali sui progressi e sul potenziale del programma. Dopo 40 anni, l'azione rimane pertinente e molto richiesta dalle città e dai territori che intendono svilupparsi attraverso la cultura. Tuttavia è importante aggiornare l'azione per garantirne la pertinenza anche in futuro, in particolare tenendo conto delle tendenze emerse negli ultimi anni, quali l'aumento del numero di città detentrici del titolo di dimensioni più piccole.