14.10.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

CI 342/1


Conclusioni del Consiglio

«Accesso alla giustizia - Cogliere le opportunità della digitalizzazione»

(2020/C 342 I/01)

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

RICORDANDO

le conclusioni del Consiglio del 9 giugno 2020 intitolate «Plasmare il futuro digitale dell’Europa»;

le conclusioni del Consiglio del 3 dicembre 2019 sul futuro della cooperazione giudiziaria in materia civile;

le conclusioni del Consiglio del 7 ottobre 2019 su Eurojust: l’Unità europea di cooperazione giudiziaria nell’era digitale;

le conclusioni del Consiglio del 18 febbraio 2019 relative al piano coordinato sullo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale «Made in Europe»;

le conclusioni del Consiglio dell’8 giugno 2017 sulla via da seguire per migliorare lo scambio di informazioni e garantire l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE;

la strategia del Consiglio del 6 dicembre 2018 in materia di giustizia elettronica 2019-2023;

il piano d’azione 2019-2023 del 6 dicembre 2018 in materia di giustizia elettronica europea;

la conferenza «L’accesso alla giustizia nell’era digitale – Prospettive e sfide», organizzata dalla presidenza tedesca il 16 luglio 2020;

la comunicazione della Commissione «Il momento dell’Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione» (COM(2020) 456 final);

il quadro di valutazione UE della giustizia 2020 (COM(2020) 306 final);

la comunicazione della Commissione dal titolo «Plasmare il futuro digitale dell’Europa» (COM(2020) 67 final);

la comunicazione della Commissione dal titolo «Una strategia europea per i dati» (COM(2020) 66 final);

il libro bianco della Commissione sull’intelligenza artificiale - Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia (COM(2020) 65 final);

l’inchiesta del 2020 in materia di diritti fondamentali «Your rights matter: Data protection and privacy» (I vostri diritti contano: protezione dei dati e della vita privata), condotta dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali;

il «Manuale di diritto europeo in materia di accesso alla giustizia» del 2016 dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, del Consiglio d’Europa e della Corte europea dei diritti dell’uomo;

lo studio sull’uso di tecnologie innovative nel settore della giustizia («Study on the use of innovative technologies in the justice field»), pubblicato dalla Commissione il 14 settembre 2020;

lo studio sulla giustizia penale digitale transfrontaliera («Cross-border digital criminal justice»), pubblicato dalla Commissione il 14 settembre 2020;

la raccomandazione del 19 maggio 2019«Unboxing Artificial Intelligence: 10 Steps to protect human rights» (Decodificare l’intelligenza artificiale: dieci passi per proteggere i diritti dell’uomo) del commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa;

gli orientamenti del 2019 su intelligenza artificiale e protezione dei dati («Guidelines on Artificial Intelligence and Data Protection») del comitato consultivo della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione delle persone rispetto al trattamento di dati di carattere personale;

la Carta etica europea sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi giudiziari e negli ambiti connessi, adottata dalla Commissione europea per l’efficacia della giustizia (CEPEJ) del Consiglio d’Europa il 3 e 4 dicembre 2018;

l’elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto del 2016 elaborato dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa;

Accesso alla giustizia

1.

SOTTOLINEA che l’accesso alla giustizia è un diritto fondamentale nonché un elemento cardine dello Stato di diritto, che rappresenta uno dei valori essenziali su cui si fonda l’Unione europea ai sensi dell’articolo 2 del trattato sull’Unione europea e che sono comuni agli Stati membri. L’articolo 19 del trattato sull’Unione europea sancisce che gli Stati membri devono stabilire i rimedi giurisdizionali necessari per assicurare una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell’UE e affida ai giudici nazionali la responsabilità condivisa di garantire il controllo giurisdizionale nell’ordinamento giuridico dell’UE.

2.

RICORDA il mandato dell’UE derivante dagli articoli 81 e 82 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per quanto riguarda lo sviluppo della cooperazione giudiziaria, in materia sia civile che penale con implicazioni transfrontaliere, e ribadisce l’obiettivo ad esso connesso di garantire un accesso effettivo alla giustizia nell’UE e negli Stati membri.

3.

FA NOTARE che, ai sensi dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ogni persona ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice indipendente e imparziale affinché ogni violazione dei suoi diritti e delle sue libertà sia esaminata equamente e pubblicamente e ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare.

4.

CONVIENE che tale diritto a una tutela giurisdizionale effettiva debba essere fatto pienamente valere anche nelle condizioni create dalla trasformazione digitale al fine di garantire la piena ed effettiva applicazione del diritto dell’UE, di migliorare l’accettazione dei sistemi giudiziari e di rafforzare la fiducia nello Stato di diritto.

5.

RIBADISCE che lo sviluppo digitale del settore della giustizia dovrebbe essere antropocentrico e deve costantemente ispirarsi e attagliarsi ai principi fondamentali dei sistemi giudiziari, vale a dire l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici, la garanzia di una tutela giurisdizionale effettiva e il diritto di una persona a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole.

6.

PONE IN EVIDENZA che le tecnologie digitali possono essere utilizzate nei sistemi giudiziari per promuovere l’osservanza delle norme relative allo Stato di diritto nonché l’esercizio e il rispetto dei diritti fondamentali.

7.

SOTTOLINEA che tutti i cittadini dovrebbero beneficiare delle nuove possibilità digitali e godere di pari opportunità per quanto riguarda l’accesso digitale alla giustizia e a procedimenti equi, e che la partecipazione digitale deve pertanto essere incondizionatamente garantita a tutti i gruppi sociali, senza alcuna discriminazione. Si dovrebbe tener conto, in particolare, delle esigenze delle persone vulnerabili, tra cui i bambini e gli adulti vulnerabili, come gli anziani e le persone con disabilità, nonché di quelle delle vittime di reato. In ogni caso, l’uso delle tecnologie digitali nei sistemi giudiziari non dovrebbe ridurre le garanzie procedurali per coloro che non hanno accesso a tali tecnologie.

Giustizia digitale

8.

COMPRENDE che la trasformazione digitale ha profondamente cambiato la vita delle persone negli ultimi decenni e continuerà a farlo.

9.

RICONOSCE che i sistemi giudiziari, in quanto pilastro centrale dello Stato di diritto, stanno rispondendo a queste esigenze in evoluzione e stanno mettendo a disposizione dei cittadini le possibilità tecnologiche adeguate. Il quadro di valutazione UE della giustizia, uno strumento di informazione comparativa pubblicato annualmente dalla Commissione europea, già fornisce dei dati su diversi indicatori della digitalizzazione dei sistemi giudiziari in tutti gli Stati membri, quali l’accesso online alle sentenze o la presentazione online di istanze e il relativo seguito online.

10.

SOTTOLINEA che misure, quali lo svolgimento di procedimenti giudiziari digitali, la comunicazione elettronica tra le parti, gli organi giurisdizionali e le autorità, la trasmissione elettronica di documenti e il ricorso a audio/video udienze e conferenze, sono già diventate elementi importanti di un’amministrazione giudiziaria efficiente in numerosi Stati membri.

11.

ACCOGLIE CON FAVORE i progressi compiuti nell’ultimo decennio in materia di giustizia elettronica, in particolare le strategie e i piani d’azione che si sono succeduti nel tempo (attualmente la strategia e il piano d’azione in materia di giustizia elettronica per il periodo 2019-2023).

12.

OSSERVA un’evoluzione dinamica delle tecnologie digitali nei settori giudiziario e giuridico dell’UE, in cui si pianificano in misura crescente lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie, compresi i sistemi di intelligenza artificiale per la giustizia.

13.

È CONVINTO che l’ulteriore digitalizzazione dei sistemi giudiziari degli Stati membri abbia enormi potenzialità per continuare a facilitare e migliorare l’accesso alla giustizia per i cittadini in tutta l’UE. Gli strumenti digitali possono contribuire a strutturare meglio i procedimenti e ad automatizzare e accelerare la gestione di compiti standardizzati e uniformi migliorando così l’efficacia e l’efficienza dei procedimenti giudiziari.

14.

INCORAGGIA, in tale contesto, gli Stati membri a fare maggiore uso degli strumenti digitali offerti dal quadro eIDAS, quali mezzi sicuri di identificazione elettronica e servizi fiduciari, che sono strumenti altamente efficaci per promuovere un accesso rapido, agevole, sicuro, affidabile e diffuso al sistema giudiziario.

15.

SOTTOLINEA che, ove possibile, dovrebbero essere sviluppate soluzioni digitali per l’intero iter dei procedimenti giudiziari, in modo da consentire procedimenti più rapidi e più sicuri e facilitare la cooperazione tra gli Stati membri. Tali soluzioni dovrebbero essere, per quanto possibile, interoperabili.

16.

RIBADISCE l’obiettivo di migliorare ulteriormente, attraverso l’uso delle tecnologie digitali, l’elevato livello di qualità e trasparenza delle decisioni giudiziarie conformemente allo Stato di diritto.

17.

EVIDENZIA tuttavia che l’utilizzo delle tecnologie digitali e dei mezzi di comunicazione elettronica non dovrebbe pregiudicare il diritto a un’udienza equa, in particolare il diritto alla parità delle armi e il diritto al contraddittorio, il diritto a un’udienza pubblica, compreso in alcuni casi il diritto ad essere uditi, con la presenza fisica della parte interessata, nonché il diritto di ricorso.

18.

SOTTOLINEA le opportunità offerte dalla digitalizzazione nel consentire ai cittadini e agli operatori della giustizia di disporre in qualsiasi momento, nella misura in cui ciò sia consentito dal diritto nazionale, di un accesso completo alle informazioni giuridiche, quali la legislazione e le decisioni anonimizzate degli organi giurisdizionali, nonché informazioni sullo stato di avanzamento della loro causa, e RILEVA le possibilità tecnologiche per rendere tali informazioni apertamente disponibili, interoperabili e più facili da trovare e da comprendere, nonché da utilizzare e riutilizzare.

19.

SOTTOLINEA che un migliore accesso digitale alla giustizia e procedimenti giudiziari digitali possono giovare in particolare alle persone provenienti da zone remote e rurali, a condizione che siano soddisfatti tutti i prerequisiti tecnici necessari, come l’accesso a Internet a banda larga ad alta capacità.

20.

RICONOSCE nondimeno la necessità di mantenere, oltre alle nuove forme digitali, procedure non digitali tradizionali e, ove disponibili, helpdesk fisici, in modo da garantire ai cittadini che non possono ancora partecipare pienamente agli sviluppi tecnologici una tutela giurisdizionale e un accesso alla giustizia effettivi. Allo stesso tempo, è necessario fornire ai cittadini informazioni complete, in un linguaggio semplice e accessibile, su come utilizzare i servizi digitali e su come far valere i propri diritti in questo modo.

21.

RICONOSCE che l’uso delle tecnologie digitali nel settore della giustizia è altamente sensibile e deve pertanto soddisfare le norme più avanzate in materia di sicurezza delle informazioni e cibersicurezza e rispettare pienamente la legislazione in materia di rispetto della vita privata e di protezione dei dati. Un maggiore ricorso alla tecnologia digitale, e in particolare ai processi automatizzati, richiede un attento monitoraggio umano di tali sistemi, compresi quelli che utilizzano l’intelligenza artificiale, e una maggiore trasparenza per garantire la fiducia del pubblico.

22.

EVIDENZIA che l’uso delle tecnologie digitali può anche migliorare l’accesso a metodi extragiudiziali e alternativi di risoluzione delle controversie, rispettando nel contempo il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva in ogni singolo caso e il diritto a un equo processo, nonché l’accesso a strumenti di informazione sui diritti e gli obblighi dei cittadini, così da contribuire a evitare le controversie.

23.

RICONOSCE che l’ulteriore digitalizzazione della giustizia e un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie costituiscono fattori chiave per garantire l’efficienza e la resilienza dei sistemi giudiziari e SOTTOLINEA che gli Stati membri e l’UE dovrebbero intensificare gli sforzi per promuovere ed espandere ulteriormente la digitalizzazione in questo settore, al fine di garantire a tutti la parità di accesso ai servizi digitali e la disponibilità di tali servizi.

24.

SOTTOLINEA che la crisi COVID-19 ha confermato la necessità di investire negli strumenti digitali e di utilizzarli nei procedimenti giudiziari negli Stati membri e nei procedimenti transfrontalieri.

25.

RICONOSCE l’importanza di sviluppare adeguati canali interoperabili per garantire che i sistemi giudiziari possano cooperare digitalmente in modo efficiente e sicuro. La tecnologia e-CODEX (comunicazione nell’ambito della giustizia elettronica attraverso lo scambio di dati in linea) è il principale strumento di comunicazione sicura nei procedimenti transfrontalieri sia civili che penali e il suo utilizzo dovrebbe essere ulteriormente incoraggiato.

26.

INVITA la Commissione a presentare una proposta legislativa, da negoziare in seno al gruppo di lavoro competente, che garantisca la sostenibilità di e-CODEX con una struttura di governance e di gestione adeguata compatibile con eu‐LISA che rispetti l’indipendenza del potere giudiziario e le norme costituzionali degli Stati membri, garantendo nel contempo un’adeguata rappresentanza delle autorità giudiziarie dell’UE e degli Stati membri, nonché dei principali soggetti interessati.

27.

INVITA la Commissione a valutare possibili azioni e a presentare idee per la loro attuazione nel settore[...] della cooperazione giudiziaria, tenendo conto nel contempo del parere degli Stati membri:

in materia civile e commerciale, basandosi sui progressi già compiuti verso la modernizzazione degli scambi transfrontalieri tra autorità attraverso la digitalizzazione e l’uso delle tecnologie dell’informazione, come nel contesto dei regolamenti sulla notificazione o comunicazione degli atti e sull’assunzione delle prove, e continuando a esaminare la possibilità di modernizzare le disposizioni fondamentali degli strumenti in materia civile e commerciale in linea con il principio «digitale per default», con particolare attenzione agli strumenti che hanno un impatto diretto sui cittadini e sulle imprese;

in materia penale, avvalendosi dei risultati del recente studio sulla giustizia penale digitale e del lavoro svolto dagli Stati membri, dalla Commissione, da Eurojust e da tutti i soggetti interessati in tale contesto; inoltre, valutando a quali altri strumenti di cooperazione giudiziaria in materia penale potrebbe essere esteso il sistema digitale di scambio di prove elettroniche (eEDES), che già offre un supporto alle procedure relative agli ordini europei di indagine e all’assistenza giudiziaria reciproca tra gli Stati membri, coinvolgendo nel contempo tutti gli Stati membri fin dall’inizio, al fine di evitare un’Europa a più velocità.

28.

ESORTA la Commissione a elaborare una strategia globale dell’UE per la digitalizzazione della giustizia entro la fine del 2020, ad esempio sotto forma di comunicazione, e a sviluppare ulteriormente il monitoraggio dei pertinenti indicatori di digitalizzazione nel quadro di valutazione UE della giustizia, al fine di aiutare l’UE e gli Stati membri a fornire un accesso senza ostacoli alla giustizia, a migliorare l’efficacia dei sistemi giudiziari e a consentire un’efficiente cooperazione giudiziaria transfrontaliera.

Competenze digitali

29.

OSSERVA che la promozione delle competenze digitali nel settore della giustizia è necessaria per consentire a giudici, procuratori, operatori giudiziari e altri professionisti del diritto di utilizzare e applicare le tecnologie e gli strumenti digitali in modo efficace e nel debito rispetto dei diritti e delle libertà di quanti chiedono giustizia.

30.

SOTTOLINEA l’importanza di sensibilizzare in merito all’uso delle tecnologie digitali nella società civile e ACCOGLIE CON FAVORE le iniziative volte a sensibilizzare i cittadini e ad aumentare l’alfabetizzazione digitale delle persone, anche attraverso la ricerca, la formazione e l’istruzione, in modo che possano beneficiare di tali tecnologie digitali per migliorare ulteriormente il loro accesso alla giustizia.

31.

RIMARCA che è necessario in special modo per giudici, procuratori, operatori giudiziari e altri professionisti del diritto essere sufficientemente formati per poter trarre vantaggio dall’uso delle tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale, e per rispondere ai rischi associati a tale uso e ai requisiti etici in termini di comportamento personale. Per garantire un uso competente ed evitare un eccessivo affidamento sui risultati dei software o al contrario un’infondata diffidenza nei loro riguardi, gli utenti hanno bisogno anche di comprendere adeguatamente come funzionano gli strumenti di intelligenza artificiale e quali sono le possibilità e i limiti di tali strumenti, comprese le ipotesi su cui si basano riguardo a persone e gruppi. La formazione giudiziaria dovrebbe inoltre concentrarsi su un’adeguata tutela dei diritti delle persone nello spazio digitale, compreso il diritto alla vita privata e alla protezione dei dati.

32.

INVITA la Commissione a promuovere opportunità di formazione in materia di alfabetizzazione e competenze digitali per giudici, procuratori, operatori giudiziari e altri professionisti del diritto, anche attraverso la rete europea di formazione giudiziaria (REFG), nonché l’uso delle tecnologie digitali nella metodologia di formazione giudiziaria.

Intelligenza artificiale

33.

RILEVA che la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale nel settore della giustizia è già oggetto di ricerca e sviluppo nell’UE e che l’attuazione pratica di detti sistemi è già imminente in alcuni Stati membri. RICONOSCE che un sufficiente livello di digitalizzazione è un presupposto anche per l’uso di applicazioni di intelligenza artificiale.

34.

ACCOGLIE CON FAVORE lo studio della Commissione europea sull’utilizzo di tecnologie innovative nel settore della giustizia, che fa il punto sull’uso dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie blockchain da parte delle autorità nazionali e raccomanda di rafforzare il coordinamento a livello di UE al fine di garantire sinergie e interoperabilità.

35.

SOTTOLINEA che in futuro i sistemi di intelligenza artificiale nel settore della giustizia potrebbero essere in grado di svolgere compiti sempre più complessi – all’interno del quadro giuridico di uno Stato membro – quali l’analisi, la strutturazione e la preparazione di informazioni sull’oggetto delle cause, la trascrizione automatica dei verbali di audizione, l’offerta di traduzione automatica, il sostegno all’analisi e alla valutazione di documenti giuridici e di sentenze degli organi giurisdizionali, la stima delle possibilità di successo di una causa, l’anonimizzazione automatica della giurisprudenza e la fornitura di informazioni per mezzo di chatbot in materia giuridica.

36.

RILEVA che lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, in particolar modo sistemi di apprendimento automatico, dipende dalla disponibilità globale di ampi set di dati, quali fascicoli e sentenze anonimizzati degli organi giurisdizionali, che siano di elevata qualità rispetto ai fini per i quali verranno utilizzati.

37.

INVITA la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, a esaminare non solo le condizioni alle quali dette informazioni possono essere rese leggibili a macchina, disponibili, affidabili, riutilizzabili e analizzabili – anche ricorrendo al quadro ECLI – ma anche le modalità con cui possono essere affrontate eventuali distorsioni nei set di dati per evitare risultati discriminatori.

38.

RICONOSCE che il ricorso a strumenti di intelligenza artificiale ha il potenziale di migliorare il funzionamento dei sistemi giuridici a beneficio di cittadini e imprese in quanto detti strumenti aiutano giudici e operatori giudiziari nelle loro attività, velocizzano i procedimenti giudiziari e contribuiscono a migliorare la comparabilità, la coerenza e, in definitiva, la qualità delle decisioni giudiziarie.

39.

SOTTOLINEA che il ricorso a strumenti di intelligenza artificiale non deve interferire con il potere decisionale dei giudici o con l’indipendenza della magistratura. La decisione di un organo giurisdizionale deve essere sempre adottata da un essere umano e non può essere delegata a uno strumento di intelligenza artificiale.

40.

EVIDENZIA che l’applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia può comportare anche il rischio di perpetuare ed eventualmente rafforzare discriminazioni esistenti – ivi compresi stereotipi, pregiudizi o disuguaglianze strutturali – e di consentire un processo decisionale distorto o opaco e può pertanto avere come conseguenza la violazione di diritti fondamentali quali la dignità umana, il diritto alla libertà, la non discriminazione, il rispetto della vita privata e la protezione dei dati come anche il diritto a un equo processo.

41.

SOTTOLINEA che, in alcuni casi, non è possibile ricostruire i risultati raggiunti da sistemi di intelligenza artificiale basati sull’apprendimento automatico, il che comporta un effetto scatola nera che impedisce l’adeguata e necessaria attribuzione delle responsabilità e rende impossibile controllare le modalità con cui il risultato è stato ottenuto e verificarne la conformità con le norme pertinenti. Tale mancanza di trasparenza potrebbe compromettere la possibilità di impugnare efficacemente decisioni basate su questo tipo di risultati e può pertanto violare il diritto a un equo processo e a un ricorso effettivo, limitando dunque i settori in cui è legale ricorrere a tali sistemi.

42.

CONDIVIDE la valutazione della Commissione contenuta nel Libro bianco sull’intelligenza artificiale secondo la quale il settore della giustizia è un ambito che interessa direttamente i diritti dei cittadini e pertanto un quadro normativo europeo chiaro potrebbe essere importante al riguardo.

43.

SOSTIENE il parere della Commissione secondo cui la giustizia è un settore in cui, per le caratteristiche delle attività tipicamente svolte, si possono attendere rischi significativi. Sono necessarie sufficienti salvaguardie per garantire la tutela dei diritti fondamentali come anche uno sviluppo e un utilizzo responsabili, affidabili, orientati all’interesse pubblico e incentrati sulla persona di applicazioni di intelligenza artificiale nel settore della giustizia.

44.

AFFERMA la necessità di vagliare e decidere i requisiti giuridici obbligatori da stabilire per la progettazione, lo sviluppo, la diffusione, l’utilizzo e la valutazione dei sistemi di intelligenza artificiale nel settore della giustizia al fine di rispondere con efficacia ai potenziali rischi per i diritti fondamentali. Dette norme potrebbero includere in particolare il divieto di ricorrere all’automazione che renderebbe il processo decisionale giurisdizionale opaco, livelli appropriati di trasparenza, comprensibilità, verificabilità, solidità, accuratezza, sicurezza, rendicontabilità, come anche requisiti tesi a prevenire effetti discriminatori.

45.

SOTTOLINEA che i sistemi di intelligenza artificiale nel settore della giustizia, soprattutto quelli utilizzati nei procedimenti giudiziari, dovrebbero essere oggetto di una procedura di valutazione ex ante che riguardi tra l’altro l’affidabilità, la comprensibilità, la solidità e la sicurezza del sistema. RICHIAMA L’ATTENZIONE sulla necessità di disporre di un sistema adeguato ed efficace per il monitoraggio e la valutazione delle applicazioni di intelligenza artificiale e dei loro risultati.

46.

INVITA la Commissione a tener conto dei potenziali benefici nonché dei rischi e dei requisiti specifici per il settore della giustizia nell’elaborazione di un eventuale futuro quadro giuridico dell’UE per l’intelligenza artificiale.

Finanziamenti

47.

SOTTOLINEA che, mentre la digitalizzazione della giustizia offre benefici concreti e duraturi in termini di riduzione dei costi legati all’accesso alla giustizia e al funzionamento dei sistemi giudiziari, gli investimenti iniziali in varie azioni necessiteranno di finanziamenti adeguati. INVITA la Commissione a garantire finanziamenti adeguati a sostegno della digitalizzazione della giustizia, in particolare mediante il programma Europa digitale.

48.

INCORAGGIA gli Stati membri a partecipare agli inviti dell’UE a presentare proposte in materia di finanziamento e a elaborare attivamente azioni connesse alla digitalizzazione della giustizia utilizzando le varie opportunità di finanziamento dal bilancio dell’UE, ad esempio attraverso i fondi di coesione, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il programma Giustizia.

49.

RILEVA l’importanza di garantire che, a livello di UE, sia agevolato l’accesso ai finanziamenti, in particolare rendendo le formalità amministrative il più semplici possibile, nel rispetto del regolamento finanziario.

50.

INVITA la Commissione, tutti gli Stati membri e il Parlamento europeo a garantire il finanziamento delle azioni connesse alla digitalizzazione della giustizia attraverso i vari strumenti finanziari previsti dal quadro finanziario pluriennale. INVITA la Commissione a promuovere attivamente, anche nella fase di ricerca e sviluppo, azioni connesse alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica della giustizia nei programmi di lavoro.

Proseguimento degli sforzi di cooperazione

51.

INVITA tutti i soggetti interessati, ivi compresi la Commissione, tutti gli Stati membri, il Parlamento europeo e gli operatori della giustizia, a cooperare in uno sforzo comune, costruttivo e sostenibile finalizzato alla promozione costante dell’ulteriore digitalizzazione dei sistemi giudiziari.

52.

RICONOSCE e prenderà in esame il prezioso lavoro e le iniziative realizzati in materia di utilizzo delle tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale, nel Consiglio d’Europa e nelle sue istituzioni, quali la Commissione europea per l’efficacia della giustizia e il Comitato ad hoc sull’intelligenza artificiale, come anche in altre sedi, quali l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici e le Nazioni Unite, e SOTTOLINEA l’importanza della coerenza e della cooperazione in questo settore.