6.10.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 330/17


Pubblicazione della comunicazione di approvazione di una modifica ordinaria al disciplinare di produzione di un nome nel settore vitivinicolo di cui all’articolo 17, paragrafi 2 e 3, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione

(2020/C 330/07)

La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione (1).

COMUNICAZIONE DI MODIFICA ORDINARIA CHE MODIFICA IL DOCUMENTO UNICO

«EGER/EGRI»

PDO-HU-A1328-AM05

Data della comunicazione: 28.7.2020

DESCRIZIONE E MOTIVI DELLA MODIFICA APPROVATA

1.   Modifica della data di immissione in commercio per il «classicus bikavér» (sangue di toro) al 1o settembre dell’anno successivo alla vendemmia; per i vini superior e grand superior, al 1o novembre dell’anno successivo alla vendemmia e per il «superior csillag» (stella), al 15 marzo dell’anno successivo alla vendemmia

a)

Sezioni interessate del disciplinare di produzione:

VIII. Condizioni supplementari

b)

Sezione interessata del documento unico:

Ulteriori condizioni — Data iniziale di immissione in commercio

c)

Motivo: l’abolizione dei periodi di imbottigliamento e la standardizzazione dei tempi di invecchiamento richiedono la definizione di date iniziali di commercializzazione per consentire ai vini «Csillag» (stella) e «Bikavér» (sangue di toro) con un carattere fruttato fresco di raggiungere più rapidamente i consumatori.

DOCUMENTO UNICO

1.   Nome (nomi) da registrare

Eger

Egri

2.   Tipo di indicazione geografica

DOP — Denominazione di origine protetta

3.   Categorie di prodotti vitivinicoli

1.

Vino

4.   Descrizione del vino (dei vini)

Classicus bikavér (sangue di toro)

Assemblaggio di vini rossi secchi a base di Kékfrankos (Blaufränkisch), con un colore da rosso granato a rosso rubino intenso e con aromi speziati dal sapore fruttato, ma senza note tanniche pronunciate. È caratterizzato da aromi di frutta fresca e matura e da una certa complessità in quanto nessun vitigno deve essere dominante tra quelli che compongono questo vino.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

11,5

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

20

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Classicus muskotály (Moscato)

Vino bianco fresco il cui colore va dal bianco con riflessi verdi al giallo con riflessi verdi, fino al giallo, con sapore e bouquet caratteristici del Moscato. Può essere secco, semisecco, semidolce o dolce.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

10

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Classicus siller (chiaretto)

Vino di colore rosso chiaro ottenuto da uve nere aventi più sostanza colorante rispetto ai vini rosati e con una tonalità più scura per effetto dei vitigni che lo compongono. Vino secco a consistenza chiusa e dal sapore più aspro, con aromi e sapori fruttati e speziati e riflessi aranciati.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

11

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Classicus rozé (rosato)

Vino fresco ottenuto da uve nere, di colore da rosso aranciato a rosa, caratterizzato da aromi e sapori di frutta (lampone, pesca, amarena, ribes, fragola, ecc.), eventualmente con un profumo floreale e con acidi freschi e leggeri.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

10,5

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Classicus fehér (bianco)

Vino bianco il cui colore va dal bianco-verde al giallo-verde fino al giallo, con un sapore fresco e persistente. I vini monovarietali presentano gli aromi e i sapori fruttati tipici della varietà da cui sono ottenuti. Questo vino bianco può essere secco, semisecco, semidolce o dolce.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

10,5

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Classicus csillag (stella)

Vino bianco secco il cui colore può variare dal bianco con riflessi verdi al giallo con riflessi verdi, fino al giallo, è fresco e con aromi fruttati e/o floreali e con un intenso sapore fruttato. Si distingue per una certa complessità: in questo vino non deve infatti essere dominante né il carattere dei vitigni che lo compongono, né quello derivante dal processo di invecchiamento in botte.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

11

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Classicus vörös (rosso)

Vino rosso il cui colore varia dal granato al rubino intenso. I vini monovarietali presentano sfumature e tonalità di colore specifiche del vitigno da cui sono ottenuti. Quanto ai vini assemblati, i loro aromi e sapori, la loro acidità rotonda e il loro tenore tannico dipendono dalla proporzione dei vitigni utilizzati nell’assemblaggio. Dolcezza e rotondità piacevoli al palato, con aromi fruttati (amarena, lampone, noce, ribes, ecc.) e speziati (cannella, vaniglia, cioccolato, tabacco, ecc.) nelle diverse categorie che vanno dal secco al dolce.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

11

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

20

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Superior bikavér (sangue di toro)

Assemblaggio di vini rossi secchi a base di Kékfrankos (Blaufränkisch), di qualità superiore, con una tonalità più intesa di quella dei vini rossi di Eger classificati «Classicus» e che va dal rosso granato al rosso rubino profondo, con aromi speziati e sapore fruttato, ma senza note tanniche pronunciate. Si distingue sia per gli aromi di frutta matura che per quelli di frutta fresca; l’invecchiamento prolungato in botte e in bottiglia ne fanno un vino corposo e strutturato. È caratterizzato da una certa complessità, perché nessun vitigno tra quelli che lo compongono deve essere dominante.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12,5

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

20

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Superior fehér (bianco)

Vino maturo e compiuto, di qualità superiore, gusto persistente, con una maggiore gradazione alcolica e un colore che va dal bianco con riflessi verdi al giallo con riflessi verdi, fino al giallo. I vini monovarietali presentano aromi e sapori fruttati tipici della varietà da cui sono ottenuti. I vini assemblati sviluppano caratteristiche diverse a seconda della proporzione dei vitigni utilizzati per dare luogo a un vino maturo, dal gusto persistente e piacevolmente rotondo. Questi vini possono essere secchi, semisecchi, semidolci e dolci.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Superior csillag (stella)

Vino bianco secco, complesso e intenso, più maturo e più elaborato, con un colore che va dal bianco con riflessi verdi al giallo con riflessi verdi, fino al giallo, dal sapore ricco e rotondo, che esprime aromi fruttati e/o floreali e in cui nessun vitigno tra quelli che lo compongono deve essere dominante. Può essere caratterizzato da una certa mineralità (tipica del vigneto) o da altri aromi particolari.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Superior vörös (rosso)

Vino rosso di tonalità più intensa rispetto a quella dei vini rossi di Eger classificati «Classicus» e che va dal granato al rubino intenso. I vini monovarietali presentano tonalità e sfumature di colore tipiche della varietà da cui sono ottenuti. Quanto ai vini assemblati, i loro aromi e sapori, la loro acidità rotonda e il loro tenore tannico dipendono dalla proporzione dei vitigni utilizzati nell’assemblaggio. Sono vini dal gusto vellutato, corposi, con aromi fruttati (amarena, lampone, noce, ribes, ecc.) e speziati (cannella, vaniglia, cioccolato, tabacco, ecc.) in tutte le categorie, da quelli secchi a quelli dolci.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

20

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Superior késői szüretelésű (vendemmia tardiva)

I vini bianchi presentano un colore che va dal bianco con riflessi verdi al giallo con riflessi verdi, fino al giallo, mentre il colore dei vini rossi va dal granato al rubino intenso. Quando si utilizza un solo vitigno, l’intensità e le sfumature di colore, gli aromi e i sapori del vino sono quelli caratteristici del vitigno in questione; quando invece si utilizzano più vitigni, il vino è complesso e dominato da aromi e sapori che ricordano l’uva stramatura (come l’uva passa) e può anche presentare aromi «botritizzati» dovuti alla muffa nobile.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

11

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

33,33

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Grand superior bikavér (sangue di toro)

Vino rosso strutturato dal sapore ricco e rotondo, le cui tonalità e sfumature di colore vanno dal rosso granato al rosso rubino scuro. Il particolare assemblaggio di questo vino rosso secco, legato all’uso obbligatorio di Kékfrankos (Blaufränkisch), si differenzia da quello degli altri vini rossi. Questo vino presenta inoltre aromi e sapori ricchi di note speziate e fruttate ed è caratterizzato da un bouquet persistente, senza note tanniche pronunciate. Nella maggior parte dei casi, il vino destinato a essere commercializzato con l’indicazione del vigneto si distingue innanzitutto per i suoi tratti tipici (ad esempio, la mineralità). Presenta inoltre aromi vigorosi e maturi, che sono frutto dell’invecchiamento prolungato in botte e in bottiglia. È caratterizzato da una certa complessità, perché nessun vitigno tra quelli che lo compongono deve essere dominante.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

20

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Grand superior fehér (bianco)

Vino bianco maturo e strutturato, dal sapore ricco e rotondo, con un colore che va dal bianco con riflessi verdi al giallo con riflessi verdi, fino al giallo. Di qualità superiore, presenta una maturità interessante e una buona persistenza in bocca, con una gradazione alcolica relativamente elevata. I vini monovarietali presentano aromi e sapori fruttati tipici della varietà da cui sono ottenuti. I vini assemblati sviluppano caratteristiche diverse a seconda della proporzione dei vitigni utilizzati per dare luogo a un vino maturo, dal gusto persistente e piacevolmente rotondo. Questi vini possono essere secchi, semisecchi, semidolci e dolci.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Grand superior csillag (stella)

Vino bianco secco, strutturato, dal sapore ricco e rotondo, il cui colore va dal bianco-verde al giallo-verde fino al giallo. Esprime sapori e aromi decisamente maturi, grazie all’utilizzo di uve raccolte a maturazione e alla durata dell’invecchiamento. Si tratta di un vino complesso, in quanto nessun vitigno tra quelli che lo compongono deve essere dominante. Presenta inoltre ricchi sapori fruttati e talvolta anche una certa mineralità (tipica del vigneto). Si distingue per la rotondità e persistenza del gusto e per l’invecchiamento in botte.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

18

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

Grand superior vörös (rosso)

Vino rosso maturo e strutturato, dal sapore ricco e rotondo, il cui colore va dal rosso granato al rosso rubino intenso. I vini monovarietali possono presentare tonalità e sfumature di colore tipiche della varietà da cui sono ottenuti. Per effetto del lungo periodo di invecchiamento, gli aromi di maturazione sono caratteristici e accompagnati da profumi, sapori e tannini maturi e da un’acidità rotonda. Per i vini assemblati, il tenore tannico, il gusto vellutato decisamente maturo e il carattere corposo dipendono dalla proporzione dei vitigni utilizzati. Inoltre gli aromi e i sapori possono esprimere indifferentemente note fruttate (amarena, lampone, noce, ribes, ecc.) e speziate (cannella, legna bruciata, vaniglia, cioccolato, tabacco, ecc.). Il vino può essere commercializzato in tutte le categorie, dal secco al dolce.

* Per quanto riguarda il titolo alcolometrico totale massimo e il tenore massimo totale di anidride solforosa, si applicano i limiti stabiliti dalla legislazione europea.

Caratteristiche analitiche generali

Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol)

 

Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol)

12

Acidità totale minima

4,6 grammi per litro, espressa in acido tartarico

Acidità volatile massima (in milliequivalenti per litro)

20

Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per litro)

 

5.   Pratiche di vinificazione

a.   Pratiche enologiche specifiche

Pratiche enologiche obbligatorie (1)

Pratica enologica specifica

Classicus bikavér (sangue di toro)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce per almeno otto giorni;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

il vino deve essere invecchiato in botte per almeno 6 mesi, ad eccezione delle varietà Blauburger, Kadarka, Kékoportó e Turán.

Norme di assemblaggio:

devono essere obbligatoriamente utilizzate almeno quattro varietà, ognuna delle quali deve costituire almeno il 5 % dell’assemblaggio;

la percentuale del vitigno Kékfrankos (Blaufränkisch) deve essere compresa tra il 30 e il 65 % e deve essere la più alta dell’assemblaggio;

i vini ottenuti dai vitigni Turán e Bíborkadarka non devono superare, insieme o separatamente, la percentuale del 10 %.

Classicus muskotály (Moscato)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria.

Classicus siller (chiaretto)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente.

Classicus rozé (rosato) e Classicus fehér (bianco)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria.

Pratiche enologiche obbligatorie (2)

Pratica enologica specifica

Classicus csillag (stella)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria.

Norme di assemblaggio:

vanno utilizzate almeno quattro varietà, ognuna delle quali deve rappresentare almeno il 5 % dell’assemblaggio;

nel caso di un vino ottenuto da un determinato vitigno, la proporzione non deve superare il 50 %;

è fatto obbligo di utilizzare una o più delle seguenti varietà — Cserszegi Fűszeres, Ezerfürtű, Furmint, Gyöngyrizling, Hárslevelű, Irsai Olivér, Juhfark, Kabar, Királyleányka, Leányka, Mátrai muskotály, Mézes, Olaszrizling (Riesling italiano), Zefír, Zenit e Zengő — e la loro proporzione deve rappresentare complessivamente almeno il 50 % dell’assemblaggio;

i vini ottenuti dalle seguenti varietà — Cserszegi Fűszeres, Gyöngyrizling, Irsai Olivér, Mátrai muskotály, Ottonel muskotály (Moscato ottonel), Sárga muskotály (Moscato giallo) e Zefír — non devono superare, insieme o separatamente, la percentuale del 30 %.

Classicus vörös (rosso)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente.

Pratiche enologiche obbligatorie (3)

Pratica enologica specifica

Superior bikavér (sangue di toro)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce per almeno 14 giorni;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

il vino deve essere invecchiato in botte per almeno 12 mesi.

Norme di assemblaggio:

vanno utilizzate almeno quattro varietà, ognuna delle quali deve rappresentare almeno il 5 % dell’assemblaggio;

la percentuale del vitigno Kékfrankos (Blaufränkisch) deve essere compresa tra il 30 e il 65 % e deve essere la più alta dell’assemblaggio;

la proporzione del vitigno Turán non deve superare il 10 %.

Superior fehér (bianco)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria.

Superior csillag (stella)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria.

Norme di assemblaggio:

vanno utilizzate almeno quattro varietà, ognuna delle quali deve rappresentare almeno il 5 % dell’assemblaggio;

nel caso di un vino ottenuto da un determinato vitigno, la proporzione non deve superare il 50 %;

è fatto obbligo di utilizzare una o più delle seguenti varietà — Cserszegi Fűszeres, Ezerfürtű, Furmint, Gyöngyrizling, Hárslevelű, Irsai Olivér, Juhfark, Kabar, Királyleányka, Leányka, Mátrai muskotály, Mézes, Olaszrizling (Riesling italiano), Zefír, Zenit e Zengő — e la loro proporzione deve rappresentare complessivamente almeno il 50 % dell’assemblaggio;

i vini ottenuti dalle seguenti varietà — Cserszegi Fűszeres, Gyöngyrizling, Irsai Olivér, Mátrai muskotály, Ottonel muskotály (Moscato ottonel), Sárga muskotály (Moscato giallo) e Zefír — non devono superare, insieme o separatamente, la percentuale del 30 %.

Pratiche enologiche obbligatorie (4)

Pratica enologica specifica

Superior vörös (rosso)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente.

Superior késői szüretelésű (vendemmia tardiva)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria.

Grand superior bikavér (sangue di toro)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce per almeno 14 giorni;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

il vino deve essere invecchiato in botte per almeno 12 mesi.

Norme di assemblaggio:

vanno utilizzate almeno quattro varietà, ognuna delle quali deve rappresentare almeno il 5 % dell’assemblaggio;

la percentuale del vitigno Kékfrankos (Blaufränkisch) deve essere compresa tra il 30 e il 65 % e deve essere la più alta dell’assemblaggio;

la proporzione del vitigno Turán non deve superare il 10 %.

Grand superior fehér (bianco)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria;

il vino deve essere invecchiato per almeno sei mesi.

Grand superior vörös (rosso)

la macerazione del mosto d’uva deve essere effettuata con le bucce;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

Pratiche enologiche obbligatorie (5)

Pratica enologica specifica

Grand superior csillag (stella)

le uve devono essere lavorate il giorno della vendemmia;

la torchiatura deve essere realizzata solo con presse a funzionamento intermittente;

la chiarificazione del mosto è obbligatoria;

il vino deve essere invecchiato per almeno sei mesi.

Norme di assemblaggio:

vanno utilizzate almeno quattro varietà, ognuna delle quali deve rappresentare almeno il 5 % dell’assemblaggio;

nel caso di un vino ottenuto da un determinato vitigno, la proporzione non deve superare il 50 %;

è fatto obbligo di utilizzare una o più delle seguenti varietà — Cserszegi Fűszeres, Ezerfürtű, Furmint, Gyöngyrizling, Hárslevelű, Irsai Olivér, Juhfark, Kabar, Királyleányka, Leányka, Mátrai muskotály, Mézes, Olaszrizling (Riesling italiano), Zefír, Zenit e Zengő — e la loro proporzione deve rappresentare complessivamente almeno il 50 % dell’assemblaggio;

i vini ottenuti dalle seguenti varietà — Cserszegi Fűszeres, Gyöngyrizling, Irsai Olivér, Mátrai muskotály, Ottonel muskotály (Moscato ottonel), Sárga muskotály (Moscato giallo) e Zefír — non devono superare, insieme o separatamente, la percentuale del 30 %.

Pratiche enologiche non autorizzate (al di fuori delle disposizioni vigenti)

Restrizioni applicabili all’elaborazione

Edulcorazione del vino:

Classicus bikavér (sangue di toro)

Classicus csillag (stella)

tutti i vini Superior e Grand superior

Superior késői szüretelésű (vendemmia tardiva) e Grand superior csillag (stella):

uso di trucioli di quercia

osmosi inversa

dealcoolizzazione parziale dei vini

Norme relative alla viticoltura (1)

Pratica colturale

1.

Norme relative alla tecnica di coltivazione della vite

a.

Per i vigneti esistenti al 1o agosto 2010 (vini Classicus, Superior e Grand superior): indipendentemente dalla tecnica colturale utilizzata, le uve idonee alla produzione dei vini Classicus, Superior e Grand superior a denominazione di origine protetta possono essere raccolte all’interno del perimetro di qualsiasi vigneto per l’intera durata di esistenza di quest’ultimo.

b.

Per i vigneti entrati in produzione dopo il 1° agosto 2010 (vini Classicus, Superior e Grand superior):

i.

Guyot

ii.

cordone ad altezza media

iii.

cordone basso

iv.

palizzamento a ombrello

v.

palizzamento a ventaglio

vi.

alberello basso

vii.

alberello lungo

2.

Norme relative alla densità di impianto

a.

Per i vigneti esistenti al 1o agosto 2010: indipendentemente dalla densità di impianto, le uve idonee alla produzione dei vini Classicus, Superior e Grand superiore a denominazione di origine protetta possono essere raccolte all’interno del perimetro di qualsiasi vigneto per l’intera durata di esistenza di quest’ultimo.

b.

Per i vigneti entrati in produzione dopo il 1o agosto 2010 (vini Classicus):

i.

densità di impianto delle vigne: almeno 3 700 ceppi/ha;

ii.

distanza tra i ceppi: almeno 0,8 metri.

c.

Per i vigneti entrati in produzione dopo il 1° agosto 2010 (vini Superior e Grand superior):

i.

densità di impianto: almeno 4 000 ceppi/ha;

ii.

distanza tra i ceppi: almeno 0,8 metri.

3.

Metodo di vendemmia: meccanica o manuale

4.

Determinazione della data della vendemmia: il presidente della competente organizzazione dei viticoltori osserva la maturazione delle uve per i diversi vitigni e stabilisce di conseguenza, per ogni varietà, il primo giorno della vendemmia.

Qualità delle uve (tenore zuccherino minimo espresso come titolo alcolometrico potenziale) (1)

Pratica colturale

Classicus bikavér (sangue di toro)

10,60 % vol (17 °MM): Bíborkadarka, Blauburger, Kadarka, Kékfrankos (Blaufränkisch), Kékoportó (Portugais bleu), Turán, Zweigelt

12,08 % vol (19 °MM): Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Menoire, Merlot, Pinot noir, Syrah

Classicus muskotály (Moscato)

9,83 % vol (16 °MM): Chasselas, Csaba gyöngye, Cserszegi Fűszeres, Ezerfürtű, Hamburgi muskotály (Moscato di Amburgo), Irsai Olivér, Mátrai muskotály, Ottonel muskotály (Moscato ottonel), Sárga muskotály (Moscato giallo)

10,57 % vol (17 °MM), Bouvier, Chardonnay, Furmint, Gyöngyrizling, Hárslevelű, Juhfark, Kabar, Kerner, Királyleányka, Leányka, Mézes, Olaszrizling (Riesling italiano), Pinot blanc, Rajnai rizling (Riesling renano), Rizlingszilváni (Riesling-Sylvaner), Sauvignon, Szürkebarát (Pinot gris), Tramini, Viognier, Zefír, Zenit, Zengő, Zöldszilváni (Sylvaner B), Zöld veltelíni (Grüner Veltliner)

Classicus siller (chiaretto)

10,60 % vol (17° MM): Alibernet, Bíborkadarka, Blauburger, Cabernet dorsa, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Csókaszőlő, Kadarka, Kármin, Kékfrankos (Blaufränkisch), Kékoportó (Portugais bleu), Merlot, Pinot noir, Syrah, Turán, Zweigelt

Classicus rozé (rosato)

10,60 % vol (17° MM): Alibernet, Bíborkadarka, Blauburger, Cabernet dorsa, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Csókaszőlő, Kadarka, Kármin, Kékfrankos (Blaufränkisch), Kékoportó (Portugais bleu), Menoire, Merlot, Pinot noir, Syrah, Turán, Zweigelt

Qualità delle uve (tenore zuccherino minimo espresso come titolo alcolometrico potenziale) (2)

Pratica colturale

Classicus fehér (bianco)

9,83 % vol (16 °MM): Chasselas, Cserszegi Fűszeres, Ezerfürtű, Irsai Olivér, Mátrai muskotály, Ottonel muskotály (Moscato ottonel), Sárga muskotály (Moscato giallo), Kadarka

10,60 % vol (17 °MM): Bouvier, Chardonnay, Furmint, Gyöngyrizling, Hárslevelű, Juhfark, Kabar, Kerner, Királyleányka, Leányka, Mézes, Olaszrizling (Riesling italiano), Pinot blanc, Rajnai rizling (Riesling renano), Rizlingszilváni (Riesling-Sylvaner), Sauvignon, Szürkebarát (Pinot gris), Tramini, Viognier, Zefír, Zenit, Zengő, Zöldszilváni (Sylvaner B), Zöld veltelíni (Grüner Veltliner)

Classicus csillag (stella)

9,83 % vol (16 °MM), Chasselas, Cserszegi Fűszeres, Ezerfürtű, Chasselas, Irsai Olivér, Mátrai muskotály, Ottonel muskotály (Moscato ottonel), Sárga muskotály (Moscato giallo)

10,57 % vol (17 °MM), Bouvier, Chardonnay, Furmint, Gyöngyrizling, Hárslevelű, Juhfark, Kabar, Kerner, Királyleányka, Leányka, Mézes, Olaszrizling (Riesling italiano), Pinot blanc, Rajnai rizling (Riesling renano), Rizlingszilváni (Riesling-Sylvaner), Sauvignon, Szürkebarát (Pinot gris), Tramini, Viognier, Zefír, Zenit, Zengő, Zöldszilváni (Sylvaner B), Zöld veltelíni (Grüner Veltliner)

Classicus vörös (rosso)

10,60 % vol (17 °MM): Alibernet, Bíborkadarka, Blauburger, Csókaszőlő, Kadarka, Kármin, Kékfrankos (Blaufränkisch), Kékoportó (Portugais bleu), Turán, Zweigelt

12,08 % vol (19 °MM): Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Menoire, Merlot, Pinot noir, Syrah

Tutti i vini di qualità Superior e Grand superior:

12,83 % vol (20 °MM) per tutti i vitigni

b.   Rese massime

Vini Classicus

100 hl/ha

Vini Classicus — vendemmia manuale

13 600 kg di uve per ettaro

Vini Classicus — vendemmia meccanica

13 100 kg di uve per ettaro

Vini Superior

60 hl/ha

Vini Superior — vendemmia manuale

8 100 kg di uve per ettaro

Vini Superior — vendemmia meccanica

7 800 kg di uve per ettaro

Vini Grand superior

35 hl/ha

Vini Grand superior — vendemmia manuale

6 000 kg di uve per ettaro

Vini Grand superior — vendemmia meccanica

5 600 kg di uve per ettaro

6.   Zona geografica delimitata

1.   VINI CLASSICUS

Le località di Aldebrő, Andornaktálya, Demjén, Eger, Egerbakta, Egerszalók, Egerszólát, Feldebrő, Felsőtárkány, Kerecsend, Maklár, Nagytálya, Noszvaj, Novaj, Ostoros, Szomolya, Tarnaszentmária, Tófalu e Verpelét sono, secondo il catasto viticolo, perimetri di classe I e II.

2.   VINI SUPERIOR E GRAND SUPERIOR

Le località di Aldebrő, Andornaktálya, Demjén, Eger, Egerbakta, Egerszalók, Egerszólát, Feldebrő, Felsőtárkány, Kerecsend, Maklár, Nagytálya, Noszvaj, Novaj, Ostoros, Szomolya, Tarnaszentmária, Tófalu e Verpelét sono, secondo il catasto viticolo, perimetri di classe I e II.

7.   Varietà principale/i di uve da vino

alibernet

blauburger

bouvier

bíbor kadarka

cabernet franc - cabernet

cabernet franc - carbonet

cabernet franc - carmenet

cabernet franc - gros cabernet

cabernet franc - gros vidur

cabernet franc - kaberne fran

cabernet sauvignon

chardonnay - chardonnay blanc

chardonnay - kereklevelű

chardonnay - morillon blanc

chardonnay - ronci bilé

chasselas - chasselas blanc

chasselas - chasselas dorato

chasselas - chasselas doré

chasselas - chrupka belia

chasselas - fehér fábiánszőlő

chasselas - fehér gyöngyszőlő

chasselas - fendant blanc

chasselas - saszla belaja

chasselas - weisser gutedel

cserszegi fűszeres

csókaszőlő

ezerfürtű

furmint - furmint bianco

furmint - moslavac bijeli

furmint - mosler

furmint - posipel

furmint - som

furmint - szigeti

furmint - zapfner

gyöngyrizling

hamburgi muskotály - miszket hamburgszki

hamburgi muskotály - moscato d’Amburgo

hamburgi muskotály - muscat de hambourg

hamburgi muskotály - muscat de hamburg

hamburgi muskotály - muszkat gamburgszkij

hárslevelű - feuilles de tilleul

hárslevelű - garszleveljü

hárslevelű - lindeblättrige

hárslevelű - lipovina

irsai olivér - irsai

irsai olivér - muskat olivér

irsai olivér - zolotis

irsai olivér - zolotisztüj rannüj

juhfark - fehérboros

juhfark - lämmerschwantz

juhfark - mohácsi

juhfark - tarpai

kabar

kadarka - csetereska

kadarka - fekete budai

kadarka - gamza

kadarka - jenei fekete

kadarka - kadar

kadarka - kadarka negra

kadarka - negru moale

kadarka - szkadarka

kadarka - törökszőlő

kerner

királyleányka - dánosi leányka

királyleányka - erdei sárga

királyleányka - feteasca regale

királyleányka - galbena de ardeal

királyleányka - königliche mädchentraube

királyleányka - königstochter

királyleányka - little princess

kármin

kékfrankos - blauer lemberger

kékfrankos - blauer limberger

kékfrankos - blaufränkisch

kékfrankos - limberger

kékfrankos - moravka

kékoportó - blauer portugieser

kékoportó - modry portugal

kékoportó - portugais bleu

kékoportó - portugalske modré

kékoportó - portugizer

leányka - dievcenske hrozno

leányka - feteasca alba

leányka - leányszőlő

leányka - mädchentraube

menoire

merlot

mátrai muskotály

mézes

olasz rizling - grasevina

olasz rizling - nemes rizling

olasz rizling - olaszrizling

olasz rizling - riesling italien

olasz rizling - risling vlassky

olasz rizling - taljanska grasevina

olasz rizling - welschrieslig

ottonel muskotály - miszket otonel

ottonel muskotály - muscat ottonel

ottonel muskotály - muskat ottonel

pinot blanc - fehér burgundi

pinot blanc - pinot beluj

pinot blanc - pinot bianco

pinot blanc - weissburgunder

pinot noir - blauer burgunder

pinot noir - kisburgundi kék

pinot noir - kék burgundi

pinot noir - kék rulandi

pinot noir - pignula

pinot noir - pino csernüj

pinot noir - pinot cernii

pinot noir - pinot nero

pinot noir - pinot tinto

pinot noir - rulandski modre

pinot noir - savagnin noir

pinot noir - spätburgunder

rajnai rizling - johannisberger

rajnai rizling - rheinriesling

rajnai rizling - rhine riesling

rajnai rizling - riesling

rajnai rizling - riesling blanc

rajnai rizling - weisser riesling

rizlingszilváni - müller thurgau

rizlingszilváni - müller thurgau bijeli

rizlingszilváni - müller thurgau blanc

rizlingszilváni - rivaner

rizlingszilváni - rizvanac

sauvignon - sauvignon bianco

sauvignon - sauvignon bijeli

sauvignon - sauvignon blanc

sauvignon - sovinjon

syrah - blauer syrah

syrah - marsanne noir

syrah - serine noir

syrah - shiraz

syrah - sirac

szürkebarát - auvergans gris

szürkebarát - grauburgunder

szürkebarát - graumönch

szürkebarát - pinot grigio

szürkebarát - pinot gris

szürkebarát - ruländer

sárga muskotály - moscato bianco

sárga muskotály - muscat blanc

sárga muskotály - muscat bélüj

sárga muskotály - muscat de frontignan

sárga muskotály - muscat de lunel

sárga muskotály - muscat lunel

sárga muskotály - muscat sylvaner

sárga muskotály - muscat zlty

sárga muskotály - muskat weisser

sárga muskotály - weiler

sárga muskotály - weisser

tramini - gewürtztraminer

tramini - roter traminer

tramini - savagnin rose

tramini - tramin cervené

tramini - traminer

tramini - traminer rosso

viognier

zefír

zengő

zenit

zweigelt - blauer zweigeltrebe

zweigelt - rotburger

zweigelt - zweigeltrebe

zöld szagos - decsi szagos

zöld szagos - zöld muskotály

zöld szilváni - grüner sylvaner

zöld szilváni - silvanec zeleni

zöld szilváni - sylvánske zelené

zöld veltelíni - grüner muskateller

zöld veltelíni - grüner veltliner

zöld veltelíni - veltlinské zelené

zöld veltelíni - zöldveltelíni

8.   Descrizione del legame/dei legami

«Vini (1)»

1.   Descrizione della zona geografica delimitata

Fattori naturali

La città di Eger si trova a un’altitudine compresa tra 160 e 180 metri sul livello del mare, tra i monti Mátra e il massiccio del Bükk, nel punto di congiunzione tra il massiccio centrale del Nord e la grande pianura ungherese. La valle di Eger è delimitata, a est e a ovest, da colline alte 200-300 metri.

A nord-est della città si erge la grande formazione del monte Nagy-Eged, che culmina a oltre 500 metri e che si estende per un lungo tratto in senso est-ovest verso Eged; questo versante aperto sulla valle è esposto a sud.

I tipi di suolo della regione viticola di Eger

Fatta eccezione per i suoli sabbiosi lungo il fiume che segna i confini delle località di Verpelét, Feldebrő, Aldebrő e Tófalu, i vigneti appartenenti al nome geografico di Eger sono caratterizzati da suoli bruni forestali (ramman o chernozem, silicei ed erosi) formatisi su uno strato di tufo riolitico di origine vulcanica. Tranne qualche eccezione, i vigneti sorgono su altipiani e versanti in leggera pendenza orientati a sud, ovest ed est, su suoli forestali bruni, per quanto riguarda quelli dominati dal monte Nagy-Eged, e su suoli di tipo andesitico per quelli dominati dalla collina Mesz.

Non solo il suolo si presta all’impianto di vigneti, ma anche le condizioni naturali della zona intorno alla città e, in particolare, la pendenza del terreno costituiscono elementi favorevoli. I vigneti sono impiantati sui versanti soleggiati della parte meridionale e sud-occidentale delle colline. Le statistiche meteorologiche medie degli ultimi 47 anni indicano i seguenti valori: una temperatura media annua di 10,65 °C, una media annua delle precipitazioni atmosferiche di 592,6 mm; una media annua delle ore di soleggiamento di 1 964 ore. In virtù delle disposizioni di legge vigenti, i terreni che si prestano all’impianto delle viti sono registrati e classificati nel catasto viticolo in perimetri di classe I e II. Nella regione viticola di Eger, le superfici idonee all’impianto della vite rappresentano 18 431 ettari di terre viticole di classe I e 3 914 ettari di classe II, per un totale di 22 345 ettari.

Fattori umani

La comparsa della vite nei dintorni di Eger e la viticoltura nel Medioevo

Il ritrovamento, sul versante della collina Kis-Eged, di un frammento di foglia di vite arcaica pietrificata, di 30 milioni di anni fa, chiamata in latino «Vitis Hungarica», pur rappresentando una scoperta archeologica molto curiosa, non ha in realtà nulla a che vedere con la viticoltura odierna. Gli scavi archeologici hanno rivelato che la zona intorno a Eger era una regione abitata fin dal X secolo e che la città doveva essere stata un grande insediamento in Ungheria sin dall’inizio dell’XI secolo. Stando a una carta pubblicata nel 1261 dal primo re d’Ungheria Béla IV, Santo Stefano fece dono al vescovado di Eger di una decima di vino, pari a un decimo della produzione vinicola della valle di Eger. Dopo l’invasione dei mongoli nel 1241, lo spopolamento del paese e la mancanza di manodopera indussero il re Béla IV a invitare stranieri a stabilirvisi. È probabilmente a quell’epoca che alcuni coloni valloni si stabilirono in queste terre, soprattutto in Olasz utca (via Olasz) e nella località di Tállya, nei dintorni della città di Eger, per insegnare alla popolazione locale le tecniche di viticoltura francesi e come conservare il vino nelle botti.

È probabile che le prime cantine vinicole siano state scavate per ordine delle istituzioni ecclesiastiche, con le più antiche create per la conservazione delle decime.

La fama della viticoltura nella regione di Eger risale a diversi secoli or sono. Gaspar Boutatts, disegnatore e incisore originario dei Paesi Bassi, è stato autore di numerose incisioni all’acquaforte raffiguranti vari paesaggi ungheresi, tra cui una vista di Eger («d’Erlau») contenuta in un album intitolato «Description exacte des Royaumes de Hongrie» (Descrizione precisa dei regni d’Ungheria), pubblicato nel 1688 ad Anversa. Si conosce anche un’altra incisione, antecedente a quella data e pubblicata nel 1617 da G. Hoefnagel, intitolata «Agria vulgo Erla», raffigurante la città viticola che aveva valorosamente resistito alle truppe ottomane. Entrambe le incisioni mostrano i due motivi di legittimo orgoglio degli abitanti, ovvero la fortezza che domina la città e le colline coltivate a vite delle zone circostanti.

Dalle fonti storiche emerge che nel XVII secolo la viticoltura subì un cambiamento notevole: affianco alle varietà a bacca bianca che fino ad allora erano state dominanti nella regione, cominciarono gradualmente a guadagnare terreno i vitigni a bacca rossa.

Occorre notare che per arare il suolo compatto e rigido dei loro vigneti, gli abitanti di Eger inventarono un sarchiello particolare, chiamato appunto il sarchiello «di Eger». Inoltre, per misurare la quantità di vino, gli abitanti di Eger si servivano del moggio «di Eger» (la cui capacità era quattro volte superiore a quella del moggio ordinario). Era necessario un invecchiamento più lungo del vino in botte, non solo per il contenuto di acidi ma anche per ottenere una lunga conservazione. Il vino veniva fatto invecchiare in botti di rovere conservate in cantine o in cantine di invecchiamento scavate sotto la città, nel tufo riolitico, dove le condizioni climatiche delle cantine naturali (di invecchiamento) potevano essere garantite in qualsiasi momento.

La classifica dei vigneti nel passato

La vinicoltura si sviluppa veramente a Eger nel XV e nel XVI secolo, prima di registrare un’autentica rinascita nel XVIII secolo. I catasti del 1760 e del 1789 contengono informazioni sulle particolari qualità dei vigneti. Nel 1760 questi vigneti erano stati classificati in tre categorie, in base alla qualità del suolo, alla pendenza del terreno, alle ore di soleggiamento, ecc.: quasi il 50 % dei vigneti era rientrato nella prima categoria.

Nel 1789 i vigneti erano poi stati classificati in sei categorie (a livello nazionale ne erano state istituite otto, ma intorno a Eger nessun vigneto è rientrato nelle ultime due categorie). I principi di classificazione erano simili a quelli del 1760, con la differenza che nella prima categoria furono classificati anche gli eccellenti vigneti adatti alla produzione dei vini liquorosi («aszúbor»).

Sin dal XVIII secolo gli abitanti di Eger disponevano di norme che disciplinavano la viticoltura e spettava ai presidenti delle organizzazioni agricole il compito di garantirne l’osservanza. Queste ultime operavano peraltro sotto il controllo delle autorità comunali.

«Vini (2)»

1.   Descrizione della zona geografica delimitata (seguito)

I vitigni coltivati e i vini da questi ottenuti

Prima dell’introduzione del Kadarka, portato nei dintorni di Eger nel XV secolo dai profughi serbi che avevano dovuto abbandonare le loro case a causa della conquista ottomana, la popolazione autoctona aveva coltivato in questa regione solo varietà a bacca bianca. Oltre a introdurre vitigni a bacca rossa, i serbi insegnarono alla popolazione locale le tecniche di vinificazione in rosso. Alla Scuola nazionale di enologia di Buda c’erano non meno di 56 diverse varietà provenienti dalla provincia di Heves, quantità che fu superata solo nelle province di Pest e Baranya. Poco prima dell’epidemia di fillossera, nella maggior parte dei vigneti si coltivavano le varietà Lúdtalpú e Kereklevelű. Un articolo pubblicato nel 1859 sulla rivista specializzata «Szőlészeti Lapok» (rivista di viticoltura) evoca la necessità di sviluppare, su scala adeguata, «vitigni» diversi dal Kadarka, proponendo in particolare Oporto e Fekete muskotály (Moscato nero) per le eccellenti sostanze coloranti in essi contenuti.

Il vino rosso scuro chiamato Bikavér è menzionato per la prima volta nel 1851 in un libro di proverbi: «Bikavér, è così che si chiama un vino rosso forte, in particolare quello di Eger». Per dimostrare l’importanza della viticoltura e della vinicoltura nella regione di Eger, dopo le devastazioni causate dalla fillossera, l’Istituto reale di ampelologia d’Ungheria decise, in accordo con la Scuola di viticoltura ed enologia, di fondare una succursale locale a Eger. Quest’ultima continuò a operare come istituto di ricerca diventando uno dei massimi centri a livello nazionale, specializzato nella selezione di varietà resistenti, nella ricerca sulla selezione varietale, nella valutazione dei luoghi di produzione (dei vigneti) e nella ricerca enologica, in particolare per quanto riguarda le tecnologie di elaborazione del vino rosso.

La denominazione di origine protetta di Eger

L’importanza dei vini di Eger e quella della tutela del loro commercio sono sottolineate dal fatto che la denominazione di origine EGER (ERLAU), EGRI (ERLAUER) è registrata fin dal 15 settembre 1970 nella categoria di merci n. 33 (VINI) in virtù dell’accordo di Lisbona per la protezione delle denominazioni di origine e la loro registrazione internazionale.

2.   Descrizione del vino (dei vini)

La regione viticola si presta sia alla produzione dei vini bianchi leggeri con un finale lungo che a quella dei vini bianchi densi, carnosi e corposi. Questi vini si distinguono per la ricchezza di aromi, di minerali e persino di acidi naturali: aspetto, quest’ultimo, particolarmente rilevante per i vini prodotti nelle zone a sud di Eger.

La regione produce inoltre vini rosati e vini tipo Siller, ricchi di sapore e con un periodo di conservazione più lungo rispetto a quello dei vini prodotti in generale in Ungheria. Sono facilmente riconoscibili sia gli aromi di frutta fresca che quelli di frutta matura.

Il tenore tannico dei vini rossi non è generalmente molto alto, la loro acidità relativa e la loro persistenza al palato si spiegano con la vicinanza al confine settentrionale della coltivazione della vite e della produzione vinicola, nonché con l’esistenza del vento tipico della regione, dominata da montagne e da valli. Questi vini, caratterizzati da decisi aromi fruttati e speziati, si prestano anche a una lunga maturazione.

Questa zona viticola presenta da sempre un elevato numero di vitigni, motivo per cui è diventata terra d’elezione dei vini assemblati, in particolare del Bikavér (sangue di toro).

3.   Descrizione e dimostrazione di un legame causale

Le condizioni climatiche della regione viticola dipendono in gran parte dalla vicinanza dei monti Bükk. Questi monti offrono protezione contro le gelate invernali, oltre a garantire la persistenza, nelle uve, di acidi fini ed eleganti e di aromi primari di frutta, grazie alle notti fresche per la «brezza di montagna» che inizia a soffiare quando viene meno il caldo delle giornate estive e autunnali. Si può quindi in generale affermare che i vini della regione di Eger contengono acidi vivaci e che si esprimono con una lunga persistenza al palato. Il regime idrico equilibrato dei suoli della regione viticola di Eger, così come le precipitazioni atmosferiche, mediamente pari a 600 millimetri all’anno, garantiscono alle viti uno sviluppo armonioso, senza stress. Grazie a quest’equilibrio, i vini non contengono gli acidi acerbi che possono scaturire da una carenza idrica.

A causa della varietà delle condizioni climatiche e della composizione dei suoli nella regione viticola di Eger, possono esistere notevoli differenze tra un vigneto e l’altro - soprattutto nel caso di annate «meno buone» - per quanto riguarda la gradazione alcolica, il contenuto di acidi e persino l’aroma dei vini. Gli esperimenti condotti presso l’Istituto delle scienze della vite e del vino di Eger sono piuttosto indicativi e sembrano confermare che il sito e l’esposizione dei vigneti influiscono soprattutto sulla gradazione alcolica e la generosità dei vini, mentre la composizione del suolo è importante per la costituzione degli aromi. Di conseguenza, i diversi vigneti permettono di produrre vini in cui ciascuno esprime il proprio carattere. Ad esempio, i vini prodotti su suoli di origine vulcanica con uno strato arabile più sottile sono più ricchi di minerali, mentre i vini prodotti su suoli particolarmente argillosi con uno strato arabile più profondo sono più corposi; infine i vini prodotti sui suoli sabbiosi della regione di Debrő sono più generosi per effetto del riscaldamento più rapido del suolo.

Di conseguenza, le tradizioni locali e questa diversità climatica spiegano e giustificano sia l’esistenza di un gran numero di vitigni nella regione, sia la produzione di una grandissima varietà di vini. Le condizioni climatiche e le proprietà fisiche del suolo della zona di produzione delimitata nei dintorni di Eger permettono ai viticoltori locali di beneficiare di una regione che, a differenza di altre zone di produzione viticola del paese, si presta alla produzione di una varietà molto ampia di vini di ottima qualità.

9.   Ulteriori condizioni essenziali (confezionamento, etichettatura, altri requisiti)

Norme generali relative al nome (1)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

Descrizione della condizione:

a)

Al posto della dicitura «denominazione di origine protetta» possono essere utilizzate menzioni tradizionali, come «vino “Classicus” di origine protetta», «vino “Superior” di origine protetta» o «vino “Grand superior” di origine protetta».

b)

Il nome di un vitigno, una menzione tradizionale, qualsiasi menzione a uso limitato o quelle che fanno riferimento al colore del vino possono figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

c)

Nel caso dei vini tipo «Superior» o «Grand superior», il nome del vino deve essere completato con la menzione «Superior» o «Grand superior». Questa menzione deve figurare dopo la denominazione di origine ed essere stampata con lo stesso carattere tipografico. Se viene indicato il nome del vigneto, è obbligatorio riportare in etichetta, nello stesso campo visivo in cui appare il nome del vigneto, il livello normativo di classificazione, oltre al nome della località.

d)

L’espressione tradizionale «Bikavér» (sangue di toro) deve figurare solo sull’etichetta dei vini ottenuti dalle varietà coltivate sui terreni viticoli seguenti: secondo il catasto viticolo, quelli di classe I e II delle località di Andornaktálya, Demjén, Eger, Egerbakta, Egerszalók, Egerszólát, Felsőtárkány, Kerecsend, Maklár, Nagytálya, Noszvaj, Novaj, Ostoros e Szomolya, così come a Verpelét i terreni viticoli di Cinège, Közép-bérc, Ördönös, Öreg-hegy e Szreg-hegy.

Norme generali relative al nome (2)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

e)

La menzione tradizionale «Bikavér» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

f)

Un disegno o un’immagine che rappresenti o che evochi una figura di toro o una testa di toro o la parola che traduce «bikavér» (sangue di toro) in una lingua straniera o una qualsiasi espressione in ungherese o in lingua straniera che evochi il sangue di toro può apparire soltanto nell’etichetta e sulle bottiglie dei vini Egri Bikavér, Egri Bikavér Superior e Egri Bikavér Grand superior. Il disegno che evoca la testa di toro sul marchio della regione viticola di Eger è un’eccezione a questa regola.

g)

Un disegno o un’immagine che rappresenti o che evochi una stella, indipendentemente dalla sua forma e dimensioni, o anche la parola che traduce «csillag» (stella) in una lingua straniera o una qualsiasi espressione in ungherese o in lingua straniera che evochi una stella può figurare solo sui vini Egri Csillag, Egri Csillag Superior e Egri Csillag Grand superior.

h)

Per i vini assemblati, i vitigni possono essere indicati solo se la loro proporzione nell’assemblaggio raggiunge singolarmente il 5 %. In tal caso, il nome del vitigno può essere indicato in caratteri di dimensioni non superiori a un quinto della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

i)

L’indicazione dell’annata è obbligatoria.

j)

Per i vini Grand superior è obbligatorio indicare il nome del vigneto.

Nomi di unità geografiche più piccole e norme che ne disciplinano la delimitazione e l’indicazione (1)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

a)

Località:

i)

anche sui vini Classicus, Superior e Grand superior, su tutti i tipi di vino;

ii)

origine identica: almeno l’85 %;

iii)

i nomi di località che possono essere scritti sono: Aldebrő, Andornaktálya, Demjén, Eger, Egerbakta, Egerszalók, Egerszólát, Feldebrő, Felsőtárkány, Kerecsend, Maklár, Nagytálya, Noszvaj, Novaj, Ostoros, Szomolya, Tarnaszentmária, Tófalu, Verpelét.

b)

Legame tra le unità geografiche più piccole e i marchi commerciali: le norme relative all’indicazione dell’origine dell’uva utilizzata per l’elaborazione dei vini non si applicano ai prodotti enologici con marchi commerciali registrati o con marchi commerciali stabiliti dall’uso prima dell’11 maggio 2002, che contengono o che consistono in un nome di unità geografica più piccola o in riferimenti alla zona geografica del paese.

c)

Vigneti:

i)

solo sui vini Grand superior;

ii)

origine identica: almeno il 95 %;

iii)

sull’etichetta deve figurare anche il nome della località interessata della regione viticola.

iv)

Nomi di vigneti

Aldebrő: Káli-völgy, Poharas-dűlő, Sík-hegy, Szent Donát-dűlő, Uraké

Andornaktálya: Bánya-tető, Cserje, Cserjés-lápa, Dezerta, Felső-rétre járó, Felső-tábla, Gesztenyési-dűlő, Kerek-szilvás, Kétágú-dűlő, Kis-hegy, Málnás, Marinka, Mocsáry, Nagy-parlag, Nagy-völgy, Parti-dűlő, Pesti, Pünkösd-tető, Rózsa-hegy, Schwarcz, Szállás-völgy, Szél-hegy, Zúgó-part

Demjén: Bodzás-tető, Farkas-hegy, Hangács, Nyitra, Pünkösd-tető, Szőlőhegy, Varjasi-dűlő

Nomi di unità geografiche più piccole e norme che ne disciplinano la delimitazione e l’indicazione (2)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

iv)

Nomi di vigneti (seguito):

Eger Almagyar, Áfrika, Agárdi, Almár-völgy, Bajusz, Bajusz-völgy, Bánya-tető, Békési, Benke-lápa, Birka, Braun-völgy, Cigléd, Cinege, Déllés, Dobrányi, Donát, Érseki, Erzsébet-völgy, Fehér-hegy, Felső-galagonyás, Fertő, Gőzmalmos, Grőber, Grőber-völgy, Gyilkos, Hajdú-hegy, Hergyimó, Kerékkötő, Kis-Eged, Kis-galagonyás, Kis-Kocs, Kolompos, Kolompos-völgy, Kőlyuk-tető, Kőporos, Kutya-hegy, Losonci-völgy, Makjány, Marinka, Merengő, Mész-hegy, Mezey alsó, Mezey öreg, Nagy-galagonyás, Nagy-Eged-dűlő, Nagy-Eged-hegy, Nagy-Kocs, Nyerges, Nyúzó, Öreg-hegy, Pap-hegy, Pirittyó, Posta út, Rác-hegy, Rádé, Répás-tető, Rózsás, Sík-hegy, Steiner, Szarkás, Szépasszony-völgy, Szőlőcske, Szőlőske, Tiba, Tibrik, Tihamér, Tót-hegy, Új-fogás, Vécsey-völgy, Vidra, Vizes-hegy

Egerbakta: Dobos-lápa, Ivánka, Ivánkafő, Magyalos, Muki-lápa, Ortás, Pap-tag, Szőlő-tető, Töviskes, Zsebe-lápa

Egerszalók: Ádám-völgy, Buk-tető, Ferenc-hegy, Juhkosár, Káptalan-völgy, Kis-határ, Kovászó, Kővágó, Magyalos, Nagy Ádám-tető, Pap-tag, Vágás

Egerszólát: Alsó-hegy, Birka-tető, Boldogságos, Csutaj-tető, Felső-hegy, Kamra-völgy, Kántor-tag, Szarvas, Tó-bérc

Feldebrő: Alberki, Bogár-hát, Csepegő, Csonkás, Egri út, Szőlők háta

Felsőtárkány: Homok-hegy, Homok-lápa, Nyavalyás, Öreg-hegy, Tiba alja

Nomi di unità geografiche più piccole e norme che ne disciplinano la delimitazione e l’indicazione (3)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

iv)

Nomi di vigneti (seguito):

Kerecsend: Nagy-aszó, Öreg-hegy, Tardi-dűlő

Maklár: Nagy-aszó, Öreg-hegy

Nagytálya: Kendervát, Nagy-aszó, Öreg-hegy, Pipis, Vitis-dűlő

Noszvaj: Csókás, Dóc, Herceg, Hosszú-szél, Kőkötő, Nagyfai-dűlő, Nyilas-már, Perzselő, Pipis, Szeles-oldal, Szeles-tető, Tekenő-hát, Zsidó-szél

Novaj: Halom, Hegyi-tábla, Hermány, Hodály-tető, Juhszalagos, Kis-gyepföld, Mezőkövesdi út tető, Nagy-gyepföld, Nagyút, Öreg-hegy, Pap-föld, Szeszfőzde-tető, Vitéz

Ostoros: Bikus, Csárda-kert, Gólint, Hermány, Janó, Kutya-hegy, Pajados, Sóderbánya-tető, Szél-hegy, Szilvás-tető, Tag, Verem-part

Szomolya: Csáj-lapos, Demecs, Galagonyás, Gyűr, Ispán-berki, Jató-tető, Kangyalló, Mácsalma, Nagy-völgy-tető, Pazsag, Proletár, Szilos-oldal, Vas-lápa, Vén-hegy

Tarnaszentmária: Dobi-oldal, Dobi-tető, Szőlőhegy

Tófalu: Bogár-hát, Petes alja

Verpelét: Ácsok, Alberki, Cinege, Fekete-oldal, Hagyóka, Hosszúi-dűlő, Kecske-hát, Kerékkötő, Keresztfa, Királyi-dűlő, Kis-hegy, Kő-hegy, Közép-bérc, Majka, Ördöngős, Öreg-hegy, Padok, Pallagfő, Szent János-völgy, Szirák, Tilalmas, Tölgyes-szél, Túró-mező, Varjas, Veres

Norme relative all’indicazione in base al tipo di vino (1)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

Classicus bikavér (sangue di toro):

La menzione tradizionale «Bikavér» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione), «ó» (invecchiato), «muzeális bor» (vino da museo)

Classicus muskotály (Moscato)

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «cuvée», «első szüret» (prima vendemmia), «virgin vintage», «újbor» (vino giovane), «primőr» (primeur), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

La menzione «Muskotály» (Moscato) può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Classicus siller e Classicus rozé:

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «cuvée», «első szüret» (prima vendemmia), «virgin vintage», «újbor» (vino giovane), «primőr» (primeur), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Classicus fehér (bianco)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «első szüret» (prima vendemmia), «virgin vintage», «újbor» (vino giovane), «primőr» (primeur), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione), «ó» (invecchiato), «muzeális bor» (vino da museo)

Norme relative all’indicazione in base al tipo di vino (2)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

Classicus csillag (stella)

La menzione «csillag» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «első szüret» (prima vendemmia), «virgin vintage», «újbor» (vino giovane), «primőr» (primeur), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Classicus vörös (rosso)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «első szüret» (prima vendemmia), «virgin vintage», «újbor» (vino giovane), «primőr» (primeur), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione), «ó» (invecchiato), «muzeális bor» (vino da museo)

Superior bikavér (sangue di toro)

La menzione tradizionale «Bikavér» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Superior fehér (bianco)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione), «főbor» (principale, vino delle prime uve)

Norme relative all’indicazione in base al tipo di vino (3)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

Superior csillag (stella)

La menzione «csillag» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Superior vörös (rosso)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione), «főbor» (principale, vino delle prime uve)

Superior késői szüretelésű (vendemmia tardiva)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű bor» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Grand superior bikavér (sangue di toro)

La menzione tradizionale «Bikavér» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «fahordós érlelésű» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Norme relative all’indicazione in base al tipo di vino (4)

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

Grand superior fehér (bianco)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Grand superior csillag (stella)

La menzione «csillag» deve comparire in etichetta subito dopo la variante «Egri» della parola «Eger» figurante nella denominazione di origine del vino: deve essere stampata sulla stessa riga e nello stesso carattere tipografico del nome proprio in questione.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «fahordós érlelésű» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Grand superior vörös (rosso)

Il nome dei vitigni può figurare in etichetta solo se il tipo, la dimensione o il colore dei caratteri utilizzati per queste menzioni non sono più marcati di quelli della denominazione di origine.

Gli altri nomi di vitigni devono essere indicati in caratteri di dimensioni non superiori alla metà della dimensione del carattere utilizzato per la denominazione di origine.

Menzione tradizionale e altra menzione a uso limitato che possono essere indicate: «barrique», «cuvée», «fahordós érlelésű» (vino affinato in botte), «termőhelyen palackozva» (imbottigliato nella zona di produzione)

Norme relative al confezionamento dei prodotti

Quadro normativo:

legislazione nazionale

Tipo di condizione ulteriore:

confezionamento nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione:

a)

I vini delle classificazioni Superior e Grand superior (tutti i tipi di vino), così come i vini Bikavér e Csillag della classificazione Classicus possono essere venduti solo in bottiglie di vetro. Tutti gli altri tipi di vino possono essere commercializzati solo in bottiglie di vetro o in bag-in-box.

b)

L’imbottigliamento deve essere effettuato esclusivamente nel centro di imbottigliamento autorizzato dall’autorità vinicola e registrato dall’Egri Borvidék Hegyközségi Tanácsa (di seguito, EBHT) (Consiglio delle organizzazioni di viticoltori della regione viticola di Eger). L’obbligo di imbottigliamento non si applica ai vini prodotti dal viticoltore all’interno della zona di produzione per un uso personale e consumati nella propria cantina.

c)

L’imbottigliamento all’esterno della zona delimitata è possibile solo in caso di dichiarazione effettuata almeno 48 ore prima dell’inizio previsto dell’operazione. Al fine di preservare la qualità organolettica, il vino deve essere imbottigliato entro 90 giorni dall’uscita del vino dal luogo di produzione.

Data iniziale di immissione in commercio

Quadro normativo:

attraverso un’organizzazione responsabile della gestione della DOP/IGP, se previsto dagli Stati membri

Tipo di condizione ulteriore:

deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione:

a)

Vini Classicus

i)

Bikavér (sangue di toro): il 1o settembre del primo anno successivo a quello della vendemmia;

ii)

Csillag (stella): il 15 marzo del primo anno successivo a quello della vendemmia;

iii)

per tutti gli altri tipi di vino: data non fissata.

b)

Vini Superior

i)

Bikavér (sangue di toro): il 1o novembre del primo anno successivo a quello della vendemmia;

ii)

Csillag (stella): il 15 marzo del primo anno successivo a quello della vendemmia;

iii)

per tutti gli altri tipi di vino: data non fissata.

c)

Vini Grand superior

i)

Bikavér (sangue di toro): il 1o novembre del primo anno successivo a quello della vendemmia;

ii)

Csillag (stella): il 1° luglio del primo anno successivo a quello della vendemmia;

iii)

per tutti gli altri tipi di vino: data non fissata.

Produzione all’esterno della zona geografica delimitata

Quadro normativo:

attraverso un’organizzazione responsabile della gestione della DOP/IGP, se previsto dagli Stati membri

Tipo di condizione ulteriore:

deroga relativa alla produzione nella zona geografica delimitata

Descrizione della condizione:

Sul territorio della località di Kompolt e, nel caso delle uve coltivate nel vigneto di Dóc situato nella località di Noszvaj, sul territorio delle località di Bogács, Bükkzsérc e Cserépfalu.

Norme transitorie

Quadro normativo:

attraverso un’organizzazione responsabile della gestione della DOP/IGP, se previsto dagli Stati membri

Tipo di condizione ulteriore:

disposizioni supplementari in materia di etichettatura

Descrizione della condizione:

a)

Ciascun produttore che abbia immesso in commercio vino «Egri Bikavér» indicante il vigneto, prodotto con uve coltivate prima del 31 dicembre 2009 e che abbia adempiuto agli obblighi di cui all’articolo 20 del decreto n. 102 del 5 agosto 2009 del ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale è tenuto ad applicare, nelle annate successive, le norme di assemblaggio antecedenti, relative al vino «Egri Bikavér», definite dal decreto n. 130 del 31 dicembre 2003 del ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, sui vini di origine protetta della regione viticola di Eger al momento dell’assemblaggio del vino «Egri Bikavér» recante indicazione del vigneto, ottenuto dallo stesso vigneto e dalla stessa zona vitivinicola, e ciò per l’intera durata di vita del vigneto o almeno finché non viene modificata la composizione delle varietà nel vigneto.

b)

I produttori che elaborano vino «Classicus Egri Bikavér» corrispondente a un prodotto biologico ottenuto da coltivazione biologica e che dimostrano, con idonea documentazione, che nell’anno in questione non hanno avuto la possibilità di assemblare vini ottenuti da quattro varietà, conformemente al punto III, possono assemblare vini di tre varietà per produrre il vino biologico «Classicus Egri Bikavér».

c)

Le norme transitorie non saranno più applicabili dalla campagna 2021/2022.

Link al disciplinare del prodotto

https://boraszat.kormany.hu/download/f/5d/82000/Eger_OEM_v4_boraszat_200215.pdf


(1)  GU L 9 dell’11.1.2019, pag. 2.