29.4.2020   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 141/25


Parere del Comitato europeo delle regioni — Il contributo delle regioni e delle città allo sviluppo dell’Africa

(2020/C 141/06)

Relatore:

Robert ZEMAN (CZ/PPE), consigliere comunale di Prachatice

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI

Considerazioni di fondo

1.

ricorda che una politica di sviluppo sostenibile e una politica efficace di sviluppo dipendono da, e incidono su, molte altre tematiche e politiche, come ad esempio il sostegno generale alla creazione di rapporti personali e di quadri di cooperazione tra enti locali ed enti regionali, le politiche sociali e sanitarie, la gestione dei flussi migratori, la sicurezza, il sostegno allo sviluppo economico sostenibile, e in particolare alle piccole e medie imprese, la promozione degli scambi di conoscenze, la buona amministrazione ecc. In molti di questi ambiti gli enti locali e regionali sono attori chiave, sia nell’UE che fuori di essa, ragion per cui è cruciale sviluppare nuove idee sui modi in cui essi possono contribuire allo sviluppo sostenibile, soprattutto in Africa;

2.

chiede che l’UE adotti un approccio globale, e sottolinea che, affinché le misure proposte abbiano successo, è indispensabile instaurare una stretta cooperazione con i partner pertinenti nei paesi africani e con gli organismi internazionali, ad esempio l’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) (1) o l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) (2);

3.

osserva che una cooperazione su vasta scala in materia di economia e sviluppo costituisce uno dei modi per affrontare le cause profonde della migrazione verso l’UE, e sottolinea che fare fronte al complesso problema della migrazione, con le sue molteplici implicazioni, richiede e richiederà lo stanziamento di un volume considerevole di risorse pubbliche nell’UE. Un approccio di questo tipo potrebbe anche contribuire a ridurre le percezioni negative (sul piano sociale e della sicurezza) della migrazione nell’UE e ad attenuare determinate tensioni, presenti nelle società europee, che alimentano l’estremismo politico e sociale.

Attività e pareri del Comitato delle regioni fino ad oggi

4.

rammenta quindi il lavoro di grande rilievo già svolto dal Comitato delle regioni, e in particolare i pareri elaborati da Hans Janssen, Peter Bossman e Jesús Gamallo Aller (3), e propone gli spunti di riflessione in appresso indicati, nonché alcune misure più concrete per migliorare le condizioni di vita e promuovere lo sviluppo sostenibile in Africa, al fine di contribuire a ridurre le pressioni che spingono gli individui a migrare (4);

5.

ribadisce il suo sostegno alla proposta di istituire uno strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) quale fonte essenziale di finanziamenti per un sostegno mirato allo sviluppo sostenibile, e reitera la richiesta di istituire, non solo nel quadro di tale strumento, programmi speciali con bilanci propri (5), volti a sostenere le attività delle città e delle regioni dell’UE nel campo dello sviluppo, compresi vari progetti a lungo termine in Africa. Idealmente, tali programmi potrebbero essere direttamente gestiti da regioni di ogni parte dell’UE, e coinvolgerebbero in modo facile ed efficace le città, i comuni, le imprese e le organizzazioni senza scopo di lucro di tali regioni in progetti intesi, conformemente agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (6), a migliorare le condizioni di vita in territori specifici;

6.

sottolinea che tali programmi dovrebbero essere concepiti come interventi a lungo termine, in modo da consentire a tutti i partecipanti di impegnarsi nel lungo periodo;

7.

per incoraggiare le regioni, e in particolare quelle che non hanno già un’esperienza specifica in materia di cooperazione allo sviluppo, a partecipare a tali programmi, questi dovrebbero prevedere un sistema di incentivi e un’assistenza tecnica;

8.

è convinto che la creazione di tali programmi speciali potrebbe consentire alle regioni, alle città, alle imprese, alle ONG e ai cittadini europei che vivono nei territori interessati di aumentare le loro possibilità di essere attivi nella promozione dello sviluppo sostenibile al di fuori dell’UE, di approfondire la loro conoscenza della vita in altre parti del mondo, in particolare in Africa, e di sviluppare opportunità imprenditoriali nel corso di tale processo;

9.

propone che tali programmi siano basati su inviti alla partecipazione rivolti alle regioni, con un particolare accento sulla cooperazione transfrontaliera, al fine di mettere in comune l’esperienza, le risorse umane e il know-how;

10.

chiede che tali programmi siano i più semplici possibili dal punto di vista amministrativo.

Costruire rapporti personali e accrescere le capacità come strumento fondamentale per sostenere un’efficace cooperazione allo sviluppo

11.

ricorda che determinate regioni ultraperiferiche dell’UE mantengono stretti legami storici con l’Africa, oltre ad avere acquisito esperienza in ambiti di interesse per i loro vicini, e chiede di sfruttare al massimo le opportunità di cooperazione tra entrambi i lati della frontiera, utilizzando, con la massima flessibilità, le possibilità offerte per il prossimo periodo nel quadro della cooperazione territoriale europea (CTE) e dello NDICI;

12.

ritiene fondamentale trarre il massimo vantaggio dalla cooperazione e dalle alleanze stabilite dai comuni e dalle regioni dell’Unione europea con i loro omologhi africani, al fine di integrarvi un’impostazione imperniata sulla coerenza tra le politiche, nonché le conoscenze in materia di sviluppo e di cooperazione regionale e l’innovazione (in linea con la strategia di specializzazione intelligente);

13.

sottolinea che, per la sostenibilità a lungo termine dei progetti, è essenziale rafforzare il più possibile le capacità e i rapporti diretti tra i cittadini, al fine di garantire la titolarità dei progetti per entrambe le parti aumentando così il loro impatto sui cittadini interessati;

14.

è convinto che la mobilità, come pure il rafforzamento e l’ampliamento di rapporti di autentico partenariato, attraverso i rappresentanti (e poi direttamente tra gli abitanti) delle regioni, delle città e dei comuni dei paesi dell’UE e dell’Unione africana (UA) sia essenziale per ottenere un ampio sostegno alla realizzazione dei progetti da parte del grande pubblico. Gli enti e gli organismi locali sono tra le istanze politiche più rispettate e legittimate per realizzare nella pratica progetti destinati a migliorare la qualità della vita in Africa;

15.

constata, sulla base dell’esperienza acquisita dai suoi membri, che rapporti personali sufficientemente solidi, attivi e diversificati tra responsabili politici, società civile e cittadini sono essenziali in quanto costituiscono la base per progetti specifici, nonché per la loro sostenibilità a lungo termine e il loro funzionamento;

16.

è convinto che una sensibilizzazione efficace riguardo alle condizioni di vita reali dei comuni cittadini, sia nell’UE che in Africa, sia uno strumento importante in grado di ridimensionare l’interesse per la migrazione irregolare verso l’Europa. Tale attività non può essere svolta soltanto dai media, ma deve essere realizzata il più possibile anche nel quadro di rapporti tra pari, ad esempio scambi diretti tra enti locali e regionali, che possono promuovere una migliore comprensione reciproca delle diverse realtà culturali e socioeconomiche e migliorare l’attuazione dei progetti di sviluppo; queste relazioni devono pertanto essere sviluppate e sostenute finanziariamente;

17.

è favorevole al più ampio contributo possibile da parte degli enti regionali e locali anche in quegli Stati membri dell’UE che non intrattengono attualmente rapporti intensi di cooperazione allo sviluppo con i paesi africani. Un tale contributo potrebbe dare luogo ad un’applicazione più ampia, diversificata ed efficace dei progetti e delle attività volti a promuovere lo sviluppo sostenibile nei paesi africani, rafforzando nel contempo la legittimità di tale cooperazione agli occhi dei cittadini di questi Stati membri. Per colmare le carenze culturali e linguistiche, si raccomanda anche di istituire partenariati trilaterali a livello regionale e locale.

Un approccio olistico alla cooperazione con le regioni e gli enti locali africani come base per il successo a lungo termine

18.

sottolinea che il trasferimento dell’esperienza acquisita dagli enti territoriali europei nella gestione dei compiti quotidiani relativi all’amministrazione diretta del territorio e nella cooperazione reciproca, soprattutto transfrontaliera, rientra, insieme al concetto olistico di una cooperazione non incentrata esclusivamente sullo sviluppo, tra gli strumenti efficaci per migliorare le condizioni di vita nei paesi dell’UA;

19.

osserva pertanto che i progetti di condivisione delle buone pratiche, come l’iniziativa di Nicosia del CdR, rappresentano uno strumento utile per instaurare una cooperazione diretta e concreta tra i partner dell’UE e dei paesi terzi a livello locale e regionale (7);

20.

propone che i progetti gestiti dalle regioni dell’UE puntino a uno stretto partenariato con imprese, ONG o esperti di tali regioni, in cooperazione con gli enti locali e le loro aziende, nonché imprese, organizzazioni e lavoratori africani locali. Tali progetti devono essere mirati agli obiettivi di sviluppo sostenibile (8) (pianificazione urbana, approvvigionamento e trattamento delle risorse idriche, gestione dei rifiuti e loro riutilizzo nell’economia circolare ecc.) e rispondere in modo flessibile e duraturo alle esigenze delle comunità;

21.

è consapevole del fatto che l’attuazione di progetti volti a promuovere lo sviluppo sostenibile in Africa è un’attività molto complessa, impegnativa e spesso rischiosa; e ritiene pertanto che, per sostenere le città e regioni dell’UE nei loro progetti di cooperazione, occorra creare strumenti aggiuntivi, incentrati sulla sostenibilità dei progetti, sulla sicurezza e sulla promozione di attività congiunte che ne incentivino e stabilizzino l’attuazione a lungo termine;

22.

propone che i progetti, la condivisione di buone pratiche e le altre attività siano volti in particolare a stabilizzare la situazione dei giovani e la posizione delle donne nella società (9) (sia in quanto gruppi sociali che come singoli, anche attraverso un’attuazione tra pari) e ne agevolino in tal modo lo sviluppo personale, rendendoli più fiduciosi in un futuro migliore e quindi anche più capaci di contribuire alla sostenibilità del loro ambiente locale;

23.

ritiene che le piccole e medie imprese siano il fondamento di una società civile moderna, funzionale e stabile, e pertanto propone di realizzare, oltre ai progetti volti a promuovere la creazione di PMI in Africa, anche attività quali tirocini nell’UE, scambi di personale, l’eventuale creazione di imprese comuni europee e africane e ogni altra iniziativa che porti a un aumento dell’occupazione nelle piccole imprese;

24.

è consapevole della necessità, da un lato, di promuovere soluzioni locali nei settori dell’occupazione, dell’imprenditorialità, della sanità, della protezione ambientale e di altre attività, ma anche, dall’altro, di contribuire a rafforzare gli scambi commerciali reciproci, l’imprenditoria e la cooperazione a livello internazionale;

25.

osserva che l’obiettivo di tutte le attività è quello di contribuire a migliorare la qualità della vita dei singoli, delle famiglie e delle comunità locali al fine di promuovere la crescita del ceto medio quale elemento portante di una società stabile e sana;

26.

riconosce che il successo dei progetti volti a promuovere lo sviluppo sostenibile dovrebbe essere favorito da attività d’informazione sulle esperienze dell’UE, dei suoi Stati membri e dei loro enti locali e regionali che possano rivelarsi utili per i partner locali. Inoltre, è importante individuare persone di contatto che siano in grado di cooperare alla realizzazione dei progetti oppure di aiutare i giovani, le scuole e gli organismi interessati a trovare partner adeguati per condividere esperienze, tirocini ecc.;

27.

propone di utilizzare le tecnologie di comunicazione disponibili e i social network per diffondere informazioni il più possibile affidabili nel modo più ampio e personalizzato possibile, sulla base di fonti ufficiali dell’UE e delle sue regioni, al fine di ridurre l’impatto della cattiva informazione e della disinformazione sia nell’UE che nei paesi africani;

28.

ritiene che, in futuro, il rafforzamento delle relazioni e della cooperazione tra le regioni dell’UE e dell’UA possa portare a un miglioramento qualitativo delle relazioni euro-africane anche a livello di singoli paesi dell’UE e dell’UA. Rapporti di partenariato fra pari nuovi e più stretti potrebbero consentire altre forme importanti di cooperazione e uno sviluppo economico e sociale progressivo, contribuendo anche alla riduzione delle pressioni migratorie.

Progetti pilota come necessità per la verifica pratica dei presupposti teorici del parere

29.

sottolinea la propria convinzione secondo cui l’UE dovrebbe pensare a livello globale e agire a livello locale, e ritiene che il modo di procedere fondamentale per attuare tale piano debba essere sempre quello dal basso verso l’alto. Il presente parere sottolinea pertanto la necessità di utilizzare l’esperienza degli enti regionali e locali europei, come pure quella delle imprese e degli esperti, per garantire, in cooperazione con i loro omologhi africani, una realizzazione efficace delle attività e dei progetti;

30.

considerato che l’obiettivo del parere è contribuire il più possibile allo sviluppo sostenibile della società nelle città e nelle comunità locali dei paesi africani, chiede che siano lanciati al più presto progetti pilota e altre attività correlate, strumenti indispensabili per avviare con successo un sostegno a lungo termine per i paesi africani che consenta di ridurre, per motivi politici e di sicurezza, l’interesse a ricorrere alla migrazione irregolare non solo nell’UE ma anche all’interno del continente africano.

Bruxelles, 12 febbraio 2020

Il presidente del Comitato europeo delle regioni

Apostolos TZITZIKOSTAS


(1)  https://www.unhcr.org/

(2)  https://www.iom.int/

(3)  Vicinato e resto del mondo, Hans Janssen, 2018; Fondo Asilo e migrazione, Peter Bossman, 2018; La migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, Hans Janssen, 2017; Quadro di partenariato con i paesi terzi in materia di migrazione, Peter Bossman 2017; Proposta relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo: il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro, Jesús Gamallo Aller 2017; Protezione dei profughi nella regione di origine: una nuova prospettiva, Hans Janssen, 2016; Un’esistenza dignitosa per tutti: dalla visione all’azione collettiva, Hans Janssen 2015.

(4)  Fondazione Mo Ibrahim: https://mo.ibrahim.foundation/sites/default/files/2020-01/2019_Forum_Report_2.pdf.

(5)  Vicinato e resto del mondo, Hans Janssen, 2018.

(6)  OSS dell’ONU: https://www.undp.org/content/undp/en/home/sustainable-development-goals.html.

(7)  Iniziativa di Nicosia: https://cor.europa.eu/it/our-work/Pages/Libya.aspx.

(8)  OSS dell’ONU: https://www.undp.org/content/undp/en/home/sustainable-development-goals.html.

(9)  Fondazione Mo Ibrahim: https://mo.ibrahim.foundation/sites/default/files/2020-01/2019_Forum_Report_2.pdfport.pdf.