16.5.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 168/11


Parere del Comitato europeo delle regioni sulla «Intelligenza artificiale per l’Europa»

(2019/C 168/03)

Relatore

Jan TREI (EE/PPE), sindaco del comune rurale di Viimsi

Testo di riferimento

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - L’intelligenza artificiale per l’Europa

COM(2018) 237 final

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI

Osservazioni generali

1.

accoglie con favore la comunicazione dal titolo L’intelligenza artificiale per l’Europa e sostiene pienamente l’obiettivo di mettere a punto un approccio comune per incentivare gli investimenti, per prepararsi ai cambiamenti socioeconomici, per aumentare la certezza giuridica in rapporto alle operazioni di intelligenza artificiale (AI) e per elaborare delle linee guida etiche; deplora tuttavia il tempo assai ristretto concesso dalla Commissione europea per la consultazione in merito a tali linee guida (1);

2.

condivide l’opinione della Commissione europea riguardo allo straordinario cambiamento epocale determinato dall’avvento dell’Intelligenza artificiale; sottolinea l’importanza che l’IA può assumere nel rendere l’Unione europea più competitiva, più inclusiva e più sostenibile, contribuendo in tal modo a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e a migliorare la qualità della vita degli europei;

3.

incoraggia l’UE a cogliere l’opportunità di automatizzare i processi e i compiti ripetitivi utilizzando le macchine e l’intelligenza artificiale (IA): essi possono svolgere questi compiti in misura molto maggiore e assai più velocemente di quanto sarebbe possibile con le capacità umane. Nel contempo, segnala i pericoli insiti nell’apprendimento automatico senza supervisione e nei processi decisionali automatizzati, che pregiudicano la dimensione umana e il valore aggiunto apportato dall’uomo;

4.

sottolinea che l’IA sta innescando una trasformazione dell’economia e della società in Europa e che tale evoluzione è destinata a proseguire; conviene quindi sul fatto che è necessario creare un quadro europeo chiaro per l’IA;

5.

condivide l’opinione secondo cui i responsabili politici devono garantire lo sviluppo di un ambiente propizio per l’IA e l’elaborazione di linee guida etiche per l’ecosistema dell’IA. Constata nondimeno la necessità urgente di presentare proposte legislative a livello europeo;

6.

richiama l’attenzione sugli sforzi messi in campo congiuntamente dai soggetti pubblici (europei, nazionali, regionali e locali) e da quelli privati per aumentare in maniera graduale il volume complessivo degli investimenti da qui al 2020 e oltre;

7.

sottolinea l’importanza di migliorare l’integrazione tra le diverse politiche e i diversi programmi dell’Unione europea (in particolare, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte Europa, Europa digitale ed Erasmus) al fine di promuovere l’intelligenza artificiale;

8.

ritiene che nei prossimi anni gli enti locali e regionali debbano contribuire a creare le condizioni e un contesto propizio per l’aumento degli investimenti nell’IA, coordinando tali misure con le strategie nazionali ed europee, per far sì che i cittadini dell’UE diventino sia produttori che consumatori di innovazioni;

9.

osserva che gli investimenti nell’intelligenza artificiale devono essere accompagnati da un adeguamento del quadro giuridico, dalla definizione dell’interazione di questa tecnologia con i servizi pubblici e da un approccio normativo in merito all’impiego dei dati e al suo utilizzo negli spazi pubblici, oltre che da programmi di formazione destinati ai cittadini in generale, ai lavoratori, agli imprenditori, alle amministrazioni e alle giovani generazioni;

10.

ricorda gli impegni assunti nella dichiarazione di Tallinn sull’eGovernment (2) e richiama l’attenzione sul fatto che l’impiego dell’IA in tale settore su scala europea può migliorare l’efficienza, la trasparenza e l’accesso ai servizi pubblici;

11.

sottolinea l’importanza di incrementare gli investimenti nella ricerca per l’automazione dell’industria attraverso l’IA e di aumentare significativamente la produttività in tutte le regioni europee;

12.

rileva che l’intelligenza artificiale e i relativi investimenti in innovazioni di punta devono essere presi sul serio ai più alti livelli politici per contribuire a migliorare la competitività dell’Europa e il benessere dei cittadini europei;

13.

riconosce gli sforzi compiuti per stimolare gli investimenti nell’IA sia durante il periodo in corso che nelle proposte per il prossimo quadro finanziario pluriennale, ma esprime preoccupazione per il fatto che l’importo proposto non sarà sufficiente per far fronte alle sfide future e rispondere alle strategie adottate da altri paesi nel mondo;

14.

si rammarica che la strategia prevista non sia vincolante per gli Stati membri, sebbene l’IA sia molto importante per la crescita economica. Se l’Europa vuole fare sul serio nel campo dell’intelligenza artificiale, vi deve essere un reale impegno politico e finanziario a più livelli;

15.

sottolinea, in particolare, che per far avanzare l’IA occorre migliorare l’articolazione tra le diverse politiche e i diversi programmi dell’UE (ad esempio, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte Europa, Europa digitale, Erasmus ecc.), e in tal senso chiede una visione chiara;

16.

rileva che bisogna elaborare meccanismi più flessibili per attuare l’IA e per finanziare le relative innovazioni, dato che il settore è in rapido sviluppo e i meccanismi di finanziamento lunghi e complessi non sono sufficientemente flessibili per stare al passo con tali cambiamenti;

17.

concorda sul fatto che l’interoperabilità e il miglior utilizzo possibile delle capacità digitali, anche in materia di IA, sono fondamentali per il settore pubblico e i settori di interesse pubblico;

18.

osserva che la comunicazione prevede sforzi congiunti del settore pubblico e privato (nazionale ed europeo) volti a promuovere le capacità tecniche e industriali dell’UE e l’impiego dell’intelligenza artificiale in tutti i settori economici;

19.

fa notare che, nelle misure previste, il settore pubblico a livello locale e regionale non è coinvolto, e ritiene che questi due livelli di governo non debbano essere ignorati, in quanto svolgono un ruolo importante per gli investimenti nell’IA, nella promozione degli investimenti e degli ecosistemi dell’IA nel loro territorio;

20.

sottolinea in questo contesto la necessità di rafforzare la cooperazione interregionale attraverso strategie di specializzazione intelligente. Ciò significa cooperazione intraregionale e interregionale sulla base di processi decisionali e di cooperazione delle parti interessate dell’industria, della ricerca e dell’innovazione, che agevoli l’innovazione guidata dalla domanda e le soluzioni comuni che possono, tra l’altro, aprire la strada all’intelligenza artificiale, sia nel settore pubblico che in quello privato;

21.

ritiene, a tale proposito, che la creazione di ecosistemi regionali e di hub dell’innovazione possa offrire un contributo significativo alla nascita di connessioni territoriali efficaci e rafforzare la competitività e la coesione dell’UE;

22.

appoggia l’idea di creare un’ampia piattaforma multilaterale – l’Alleanza europea per l’IA – che si occupi di tutti gli aspetti dell’intelligenza artificiale, e osserva che in tali attività occorre coinvolgere anche gli attori regionali e locali;

23.

è favorevole a promuovere l’interazione dell’Alleanza europea per l’IA con il Parlamento europeo, gli Stati membri, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato europeo delle regioni;

24.

accoglie con favore la proposta di sostenere la creazione di infrastrutture per le prove e la sperimentazione che potranno essere utilizzate dalle imprese di ogni dimensione e di tutte le regioni;

25.

sostiene la creazione di una «piattaforma di IA on demand» il cui accesso sia facilitato dai poli dell’innovazione digitale;

26.

ritiene che tali poli possano svolgere un ruolo determinante nel campo della formazione e nello sviluppo delle competenze digitali sia nel settore privato che in quello pubblico;

27.

osserva che l’iniziativa di digitalizzazione dell’industria europea è tesa a garantire che ogni regione disponga entro il 2020 di un polo dell’innovazione digitale. Tuttavia, molte regioni sono ancora sottorappresentate nella rete già esistente;

28.

chiede un’azione rapida per migliorare, in base alle necessità, le competenze e le conoscenze digitali dei cittadini, sia nel settore pubblico che in quello privato, al fine di evitare un aumento delle disparità tra i cittadini, le regioni e i settori economici dell’UE;

29.

sottolinea la necessità di promuovere progetti pilota in ambito pubblico nelle regioni per favorire l’applicazione dell’IA nell’ambiente di vita del futuro (in particolare, trasporti e servizi sociali orientati alla domanda, città intelligenti ecc.) e per consentire ai cittadini di accogliere favorevolmente l’IA e di utilizzarla a loro vantaggio;

30.

osserva che l’intelligenza artificiale può favorire la crescita sostenibile attraverso le economie di scala, ma che in realtà crea anche un enorme valore aggiunto attraverso i nuovi beni, servizi e innovazioni che rende possibili;

31.

rileva che occorre prevedere possibilità di riqualificazione professionale e risorse finanziarie per gli enti regionali e locali in modo da poter organizzare la riqualificazione collegata ai posti di lavoro che verranno trasformati o scompariranno a seguito dell’IA;

32.

sottolinea che nell’ambito delle prossime prospettive finanziarie dell’UE per il periodo 2021-2027 si dovrebbero stanziare considerevoli risorse finanziarie per lo sviluppo dell’IA (in particolare per il programma Europa digitale per il periodo 2021-2027);

33.

sottolinea che il raccordo tra la crescita urbana, la tecnologia, le infrastrutture e i requisiti di capitale rappresenta un insieme unico di opportunità e sfide per le città e le regioni, da cui deriva una domanda di governance multilivello e di investimenti nelle infrastrutture fisiche, digitali e sociali. Sottolinea l’importanza di cooperare con il settore privato al fine di garantire che la legislazione in questo ambito sia adeguata allo scopo;

34.

rileva che l’AI non è fine a se stessa e che in futuro dovrà essere adattata all’eGovernment e ai servizi pubblici;

35.

ritiene fondamentale che nello sviluppo dell’IA sia garantito il rispetto della vita privata e dei diritti della personalità;

36.

pone l’accento sull’importanza dell’intelligenza artificiale e sui collegamenti con le tecnologie della realtà estesa (XR), della realtà virtuale (VR), della realtà aumentata (AR) e tridimensionali e con la robotica, che costituiranno una nuova base per le attività economiche globali, l’economia delle piattaforme e le piattaforme d’apprendimento. Ciò contribuisce a realizzare la parità di accesso ai vari contenuti didattici e culturali e a creare piattaforme innovative di trasferimento delle conoscenze per la riqualificazione dei lavoratori;

37.

evidenzia che lo sviluppo di capacità correlate all’intelligenza artificiale costituisce un fattore di stimolo per la trasformazione digitale dell’industria e del settore pubblico;

38.

sottolinea che, affinché la creazione di un’Europa digitale possa avere successo, l’Unione necessita in particolare di mercati del lavoro e sistemi di istruzione e formazione adeguati all’era digitale. Le tecnologie digitali avanzate, come il calcolo ad alte prestazioni, la cibersicurezza e l’intelligenza artificiale, sono ormai abbastanza mature da poter uscire dagli spazi della ricerca per essere implementate, applicate e ulteriormente sviluppate a livello dell’Unione.

Bruxelles, 6 febbraio 2019

Il presidente

del Comitato europeo delle regioni

Karl-Heinz LAMBERTZ


(1)  https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/draft-ethics-guidelines-trustworthy-ai

(2)  La dichiarazione di Tallinn sull’eGovernment è stata firmata il 6 ottobre 2017 in occasione della riunione ministeriale svoltasi durante la presidenza estone del Consiglio dell’UE.