Bruxelles, 12.9.2018

COM(2018) 643 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

Comunicazione riguardante una nuova alleanza Africa - Europa per gli investimenti e l’occupazione sostenibili: far avanzare allo stadio successivo il nostro partenariato per gli investimenti e l’occupazione


Comunicazione riguardante una nuova alleanza Africa - Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili: far avanzare allo stadio successivo il nostro partenariato per gli investimenti e l'occupazione

In un contesto mondiale in rapida evoluzione, l'Europa e l'Africa hanno molto da guadagnare dal rafforzamento dei loro legami economici e politici. Il presente documento indica le principali linee d'azione a favore di un solido programma economico per l'UE e i suoi partner africani. Esso intende promuovere un aumento sostanziale degli investimenti privati tanto africani quanto europei, stimolare gli scambi commerciali, favorire la creazione di posti di lavoro e contribuire allo sviluppo sostenibile e inclusivo, promuovendo norme riguardanti una tecnologia moderna e sostenibile, la tutela dell'ambiente e del lavoro e un comportamento responsabile delle imprese. Si tratta di un'alleanza per gli investimenti e l'occupazione sostenibili nell'ambito del partenariato tra l'Unione europea e l'Unione africana.

Questa alleanza è più di un semplice piano finanziario: rappresenta infatti un cambiamento radicale del nostro modo di lavorare come partner verso una logica imperniata sul potenziale economico dell'Africa e sulla mobilitazione del settore privato. L'alleanza si prefigge di sbloccare gli investimenti privati e di vagliare le enormi possibilità che possono offrire vantaggi tanto all'economia africana quanto a quella europea, rivolgendo particolare attenzione all'occupazione giovanile, così da tener conto anche dell'andamento demografico dell'Africa. Si tratta di una strategia economica che valorizza i rispettivi punti di forza dell'Europa e dell'Africa, rendendo più ambizioso il piano per gli investimenti esterni 1 . L'alleanza, che poggia su azioni concrete, contribuirà alla creazione di 10 milioni di posti di lavoro in Africa nei prossimi 5 anni.

L'alleanza non è un'iniziativa a sé stante ma fa parte del più vasto insieme di relazioni tra l'UE e l'Africa e dei quadri strategici che legano l'Europa e il continente africano, come l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, che rappresenta un punto di riferimento per entrambi i continenti, nonché i pertinenti quadri strategici dell'Unione africana (Agenda 2063) e dell'UE (strategia globale 2 , consenso europeo in materia di sviluppo 3 ). È un elemento chiave per onorare gli impegni concordati nella dichiarazione del vertice Unione africana-Unione europea svoltosi ad Abidjan e contribuisce altresì alla costruzione di un forte pilastro africano nel quadro post-Cotonou e allo sviluppo di partenariati nel Nord Africa nell'ambito della politica europea di vicinato. I principi di partenariato, dialogo e titolarità saranno al centro dell'alleanza. Per realizzare appieno il suo potenziale, l'alleanza dovrebbe mobilitare e coordinare le azioni e gli strumenti dell'UE e degli Stati membri con l'Africa.

Questa strategia economica coerente si fonda sulle conclusioni del Consiglio europeo del giugno 2018, che sollecitano la creazione di "un nuovo quadro che consenta di accrescere sostanzialmente gli investimenti privati degli africani e degli europei", nonché sulle proposte della Commissione europea per il prossimo quadro finanziario pluriennale e sui risultati delle riunioni tra la Commissione dell'Unione africana e la Commissione europea. Essa fa proprie le importanti decisioni del 10° vertice straordinario dell'Unione africana svoltosi a Kigali il 21 marzo 2018. Rispecchia inoltre lo spirito della dichiarazione di Meseberg del 19 giugno 2018 4 e intende contribuire al programma della presidenza francese del G7 nel 2019.

Una mobilitazione decisa a fianco dei partner africani a favore degli investimenti e dell'occupazione è fondamentale per affrontare insieme la questione della mobilità e della migrazione, promuovendo un impegno coordinato dei paesi di origine, di transito e di destinazione, nel rispetto dei principi di solidarietà, partenariato, responsabilità e condivisione delle responsabilità. Al tempo stesso, una migliore gestione comune della migrazione e della mobilità contribuisce alla stabilità generale, che favorisce a sua volta investimenti sostenibili. L'alleanza è una componente essenziale di una strategia che combina in modo coerente ed equilibrato i diversi elementi della nostra impostazione comune in materia di migrazione: la condivisione di responsabilità per affrontare le cause alla base della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, gestire efficacemente le frontiere, prevenire e combattere il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, salvare e proteggere vite umane, offrire percorsi di migrazione legale e assicurare una migliore cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reinserimento dei migranti irregolari, in linea con i principi consolidati e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e sulla base di modalità concordate.

Nell'ambito di questa impostazione globale, si dovrebbero rafforzare i percorsi legali di accesso all'UE per offrire alternative sicure e valide alle rotte pericolose e alla migrazione irregolare. A tal fine, nella nuova comunicazione riguardante l'ampliamento dell'offerta di percorsi legali verso l'Europa 5 la Commissione esorta a realizzare un regime perfezionato di Carta blu UE e a mettere a punto progetti pilota sulla migrazione legale con alcuni paesi africani.

Poiché le dinamiche della crescita, dell'occupazione e delle disuguaglianze e le sfide relative all'instabilità, alla resilienza, alla salute e alla governance variano a seconda delle regioni africane e tra paesi, l'alleanza terrà conto della diversità del continente africano e delle specificità di ciascun paese, comprese le sfide specifiche delle situazioni di fragilità e le relazioni contrattuali che legano i paesi del Nord Africa nell'ambito dei rispettivi accordi di associazione e la loro esperienza in materia di cooperazione con l'Unione europea nel quadro della politica europea di vicinato.

1. Promuovere gli investimenti strategici per creare posti di lavoro e potenziare il ruolo del settore privato

Poiché il settore privato dispone del maggior potenziale di creazione di posti di lavoro e di crescita, è indispensabile promuovere in Africa investimenti privati responsabili, nazionali e stranieri.

Quadro della situazione 

Gli investimenti in Africa mostrano un quadro non omogeneo, che rispecchia l'incertezza a livello mondiale: i flussi di investimenti esteri diretti verso l'Africa sono soggetti a fluttuazioni e non evidenziano la forte tendenza al rialzo richiesta. Il Sud Africa, la Nigeria, il Kenya, l'Egitto e il Marocco hanno attratto insieme il 58 % del totale degli investimenti esteri diretti nel 2016, mentre i paesi meno avanzati e più fragili devono far fronte a difficoltà sistemiche che ne ostacolano la capacità di attrarre investimenti privati. Se alcuni paesi africani continuano a dipendere dalle materie prime, altri sono riusciti a diversificare le proprie economie per reagire ai prezzi bassi dei prodotti di base. Inoltre, dal 2016, si assiste a un'ulteriore estensione degli investimenti esteri diretti al di là del settore estrattivo 6 .

Per quanto riguarda gli investimenti dell'UE in Africa, l'UE è il principale investitore nel continente africano; nel 2016 il volume di investimenti esteri diretti dei suoi Stati membri è stato pari al 40 % circa, per un valore di 291 miliardi di EUR 7 . I notevoli progressi compiuti dall'Africa in campo economico negli ultimi vent'anni e il potenziale intrinseco per il futuro fanno presupporre che esista la possibilità concreta di fare di più. Le proiezioni demografiche relative all'Africa indicano chiaramente che occorre altresì creare milioni di nuovi impieghi, in particolare per i giovani che accedono al mercato del lavoro.

Linea d'azione proposta

Azione #1. Il sostegno all'Africa per attrarre investimenti sarà ulteriormente rafforzato dal ricorso a importi sempre più elevati attraverso finanziamenti misti e garanzie, al fine di mobilitare risorse provenienti dai mercati dei capitali con le istituzioni finanziarie internazionali, europee e nazionali, ridurre i rischi legati agli investimenti e agevolare l'accesso ai finanziamenti. Vengono privilegiati i settori a valore aggiunto dotati di un elevato potenziale di creazione di occupazione sostenibile, soprattutto per le donne e i giovani, offrendo così a questi ultimi maggiori opportunità di realizzare le proprie aspirazioni, anche attraverso le start-up. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta alle situazioni di fragilità. Tra il 2014 e il 2017 l'UE ha mobilitato circa 35 miliardi di EUR attraverso operazioni di finanziamento misto. Dall'avvio del piano per gli investimenti esterni e dalla creazione del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile 8 nel 2017, l'UE mobilita fondi che dovrebbero consentire di attrarre 15 miliardi di EUR di investimenti attraverso finanziamenti misti e oltre 16 miliardi di EUR nell'ambito della garanzia. Da adesso al 2020 è sulla buona strada per conseguire l'obiettivo globale del piano per gli investimenti esterni che consiste nel mobilitare 44 miliardi di EUR di investimenti in Africa e nel vicinato entro il 2020. Tra i risultati concreti figurano l'accesso all'energia elettrica per 30 milioni di persone e imprese e un aumento della capacità di energia rinnovabile pari a 5 gigawatt. 24 milioni di persone potranno accedere a strade praticabili tutto l'anno grazie ai nostri investimenti nelle infrastrutture di trasporto. 3,2 milioni di posti di lavoro dovrebbero essere creati in Africa semplicemente attraverso i programmi di investimenti destinati alle sole piccole e medie imprese. Si tratta di esempi significativi della portata e dell'incidenza degli interventi previsti dall'alleanza proposta.

Nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine (quadro finanziario pluriennale), l'UE dovrebbe migliorare ulteriormente i propri strumenti garantendo un'attuazione più efficiente e aumentando considerevolmente i finanziamenti disponibili a tal fine.

Azione #2. Affinché l'aumento degli investimenti del settore privato abbia il maggiore impatto possibile occorre individuare le catene del valore più promettenti a livello nazionale e regionale. A tal fine vengono attualmente discussi con la maggior parte dei nostri partner africani patti per l'occupazione e la crescita onde orientare le iniziative congiunte verso le catene del valore dotate del potenziale più elevato di creazione di posti di lavoro, cogliendo le opportunità di produzione e di trasformazione, sbloccando l'immenso potenziale dell'economia verde e blu, sostenendo la transizione verso economie a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici, sfruttando appieno il potenziale della trasformazione digitale dell'economia, in particolare il commercio elettronico e l'economia dei dati, e intervenendo nei settori che necessitano di riforme per migliorare il contesto imprenditoriale. I lavori riguardanti i patti per l'occupazione e la crescita richiedono inoltre un dialogo strutturato con il settore privato europeo e africano, sulla base della piattaforma per l'imprenditoria sostenibile in Africa istituita nell'ambito del piano per gli investimenti esterni. Sarà assicurato un collegamento con il patto del G20 con l'Africa.

Azione #3. L'Europa e l'Africa hanno interesse a collaborare più seriamente in materia di sviluppi e interessi strategici. La Commissione europea riunirà operatori pubblici, privati e finanziari e accademici africani ed europei su base settoriale entro la fine dell'anno, per esaminare e sostenere gli sviluppi strategici in settori economici determinanti quali le soluzioni digitali, l'energia, i trasporti e l'agricoltura. L'obiettivo consiste nel considerare le sfide a lungo termine e gli interessi strategici, esaminando possibili modi per accelerare l'impatto generato, stimolare gli investimenti pubblici e privati e condividere al meglio le conoscenze e il know-how. Ciò permetterebbe di definire strategie volte a promuovere la riforma delle politiche e della regolamentazione settoriali nei paesi africani e a stabilirne l'ordine di priorità, nonché di agevolare i relativi investimenti pubblici e privati dell'UE. L'UE e l'Unione africana hanno già istituito nel maggio 2018 una task force per l'Africa rurale, composta da esperti africani ed europei, incaricata di fornire consulenza e formulare raccomandazioni sulle priorità e sulle prossime tappe della nostra cooperazione nel settore agricolo, esaminando tra l'altro le modalità per stimolare gli investimenti pubblici e privati nell'agricoltura sostenibile africana, agevolare investimenti privati responsabili dell'UE, stimolare gli scambi commerciali all'interno dell'Africa e le esportazioni provenienti dai paesi africani e individuando le migliori politiche a sostegno dei giovani africani che operano nei settori agricolo, agroalimentare e agroindustriale. In seguito alla riunione tra la Commissione dell'Unione africana e la Commissione europea del maggio 2018, viene istituita una task force Unione europea-Unione africana per l'economia digitale. Vengono inoltre organizzate e portate avanti riunioni ministeriali settoriali congiunte tra l'Africa e l'UE. La Commissione fornirà altresì il proprio sostegno a iniziative analoghe degli Stati membri che contribuiscono alla realizzazione dell'alleanza, come il forum ad alto livello Africa-Europa che verrà organizzato dall'Austria nell'ambito della presidenza di turno del Consiglio prima della fine dell'anno.

Africa occidentale - Sostegno agli imprenditori e alle piccole e medie imprese

L'UE coopera con Proparco 9 per potenziare il finanziamento e il sostegno agli imprenditori mediante: i) un finanziamento di avviamento sotto forma di anticipi rimborsabili, che permetterà di finanziare le fasi di sperimentazione e di creazione di prototipi e di accompagnare gli imprenditori più giovani nello sviluppo dei loro progetti; ii) sostegno tecnico volto ad aiutare le micro, piccole e medie imprese a migliorare le proprie capacità di gestione, commercializzazione, produzione e governance e a sostenere da vicino i fondi di investimento locali; iii) una garanzia a copertura delle prime perdite dei fondi di investimento locali. L'effetto leva generato dal contributo UE di 15,6 milioni di EUR consentirà di finanziare 50 micro, piccole e medie imprese, il che significa creare o mantenere 5 000 posti di lavoro. Il programma interessa Burkina Faso, Niger e Senegal e sarà esteso a Mauritania, Camerun, Mali, Ghana e Costa d'Avorio dal 2019.

Meccanismo di condivisione del rischio NASIRA per l'Africa occidentale - Finanziamento per gli imprenditori scarsamente serviti

L'UE coopera con la banca olandese per lo sviluppo Financierings-Maatschappij voor Ontwikkelingslanden per far fronte ai rischi percepiti e reali che derivano dalla concessione di prestiti agli imprenditori nei paesi vicini all'UE e nell'Africa subsahariana. Il progetto migliora l'accesso a prestiti per gli investimenti offrendo ad istituti finanziari locali garanzie di portafoglio contenenti prestiti agli imprenditori. Esso si concentra su sfollati interni, rifugiati, rimpatriati, donne e giovani. Nell'ambito del programma, 75 milioni di EUR della garanzia del piano per gli investimenti esterni genereranno investimenti da 750 milioni di EUR fino a 1 miliardo di EUR in 800 000 posti di lavoro in Africa.

Marocco - Centrali solari ibride NOOR Midelt I e NOOR Midelt II

L'UE contribuisce alla costruzione dell'infrastruttura per l'energia rinnovabile onde far fronte alla crescente domanda di elettricità e contribuire all'obiettivo del 52 % di energie rinnovabili entro il 2030, con effetti positivi sulla competitività. L'UE fornisce una sovvenzione di 60 milioni di EUR per mobilitare finanziamenti volti a coprire i costi delle infrastrutture. L'azione è cofinanziata dalla Kreditanstalt für Wiederaufbau (agenzia capofila), dall'Agence Française de Développement e dalla Banca europea per gli investimenti da parte UE, nonché dalla Banca mondiale, dalla Banca africana di sviluppo e dal Fondo per le tecnologie pulite.

Tunisia - Sostegno all'ecosistema per le start-up

L'assistenza a tutto campo fornita dall'UE all'economia tunisina (compresa la concessione di microcrediti a 60 000 persone ai fini dell'avvio o dello sviluppo di piccole imprese) intende far sì che il paese possa soddisfare le esigenze del crescente numero di giovani tunisini che hanno ricevuto una formazione e sono pronti ad accedere al mercato del lavoro. Un nuovo programma del valore di 25 milioni di EUR appoggerà circa 1 000 start-up in Tunisia: i) migliorando i servizi a disposizione delle start-up e degli imprenditori (quali spazi di co-working, incubatori o acceleratori) e ii) sostenendo l'attuazione di un contesto normativo favorevole all'imprenditorialità innovativa e alle start-up. Le start-up promettenti riceveranno anche finanziamenti di avviamento. Un programma innovativo di questo genere si prefigge di contribuire alla diversificazione economica della Tunisia e di accelerarne la crescita attraverso la creazione di nuovi tipi di imprese ad elevato potenziale.

2. Investire nelle persone mediante investimenti nell'istruzione e nelle competenze

Un partenariato economico inteso a stimolare gli investimenti e a creare posti di lavoro deve cercare di adeguare le competenze alle esigenze del mercato del lavoro. Occorrono maggiori investimenti per garantire alle persone, soprattutto alle ragazze e alle donne, l'accesso all'istruzione, in particolare all'istruzione e alla formazione tecnica e professionale, nonché alle abilità e alle competenze digitali, e per far fronte al divario tra le competenze acquisite dai giovani a livello secondario e terziario e quelle necessarie per la loro vita lavorativa. Si contribuirà in tal modo a dotare i giovani delle competenze adeguate per costruire il proprio futuro, consolidando al tempo stesso i percorsi di migrazione legale.

Quadro della situazione

L'Africa ha la popolazione più giovane di qualsiasi regione del pianeta e continua a registrare una forte crescita demografica, ma la sua forza lavoro è la meno qualificata al mondo 10 . Le iscrizioni agli istituti di istruzione e formazione tecnica e professionale in Africa rappresentano attualmente solo il 6 % delle iscrizioni totali registrate nell'istruzione secondaria 11 . Sebbene un certo squilibrio tra domanda e offerta di competenze sia naturale e inevitabile in qualsiasi economia in fase di crescita e ristrutturazione, molti diplomati al termine del ciclo scolastico generale e dell'istruzione tecnica e professionale in Africa scelgono campi di studio per i quali la domanda di manodopera è debole 12 .

L'UE è da tempo partner dell'Africa nel settore dell'istruzione, dalla prima infanzia all'istruzione primaria fino a quella universitaria, comprese l'istruzione e la formazione professionali e l'educazione all'imprenditorialità, oltre che nella ricerca e nell'innovazione. Tra il 2014 e il 2020 l'UE sostiene programmi di istruzione bilaterali in Africa con una dotazione di circa 1,34 miliardi di EUR. All'incirca 230 milioni di EUR (17 %) di tale importo sono destinati all'istruzione e alla formazione professionali. Entro il 2020, 35 000 studenti e ricercatori africani avranno beneficiato del programma Erasmus+, per un totale di 105 000 persone entro il 2027. Entro il 2020, 750 000 persone avranno altresì ricevuto un'istruzione e una formazione tecnica e professionale che permetterà di sviluppare le loro competenze. Inoltre, tramite il Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa l'UE sostiene con ingenti mezzi i programmi di sviluppo economico volti a ridurre le disparità di competenze, migliorare l'occupabilità attraverso la formazione professionale e sostenere la creazione di posti di lavoro e le opportunità di lavoro autonomo. Nel Sahel e nel Corno d'Africa questi programmi hanno raggiunto complessivamente 1,1 miliardi di EUR dal 2015. Nel periodo 2014-2020 l'UE sostiene anche il settore dell'istruzione in Africa tramite iniziative mondiali quali il Partenariato globale per l'istruzione, con finanziamenti pari a 475 milioni di EUR.

Tanto l'UE e suoi Stati membri quanto i partner africani devono investire maggiormente nel settore dell'istruzione, conformemente alla strategia continentale dell'Unione africana in materia di istruzione (2016-2025).

Linea d'azione proposta

Azione #4. L'UE sosterrà un'importante iniziativa dell'Unione africana in materia di competenze 13 volta a sviluppare un quadro delle qualifiche per il continente africano. Si tratta di uno strumento inteso a potenziare la partecipazione del settore privato all'istruzione e alla formazione tecnica e professionale, sostenere il mercato del lavoro e la diagnosi del sistema di istruzione e formazione tecnica e professionale e orientare la mobilità degli studenti e del personale. Verrà sostenuto l'accesso degli istituti di istruzione superiore e di ricerca alle adeguate infrastrutture elettroniche 14 . Sarà ulteriormente agevolata la mobilità degli studenti, del personale e dei ricercatori/docenti universitari in tutto il continente africano ("Erasmus Africa") 15 . Il contenuto dei programmi di istruzione terziaria e le competenze acquisite dagli studenti universitari saranno maggiormente adeguati alle esigenze del mercato del lavoro e verrà sostenuta l'armonizzazione dell'istruzione superiore in tutto il continente per garantire il riconoscimento delle qualifiche in Africa e nell'UE 16 . Tramite Erasmus+ l'UE continuerà a finanziare borse di studio e programmi di scambio tra istituti di istruzione terziaria e sosterrà la creazione di conoscenze nelle università per consentire a queste di partecipare appieno ai complessi processi di innovazione da cui dipendono lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro futuri. Il sostegno dell'UE nell'ambito del programma panafricano aumenterà, passando complessivamente da 45 milioni di EUR nel periodo 2014-2017 a 63 milioni di EUR nel periodo 2018-2020, raggiungendo 108 milioni di EUR.

Azione #5. Un migliore sostegno a livello nazionale consentirà di adeguare le competenze alle scelte strategiche di ciascun paese in materia di sviluppo 17 , ispirandosi a iniziative riuscite nel Nord Africa quali il programma Med4Jobs 18 . Il sostegno sarà legato il più possibile ai settori dotati di un forte potenziale di investimento e creazione di posti di lavoro. Esso figurerà pertanto all'ordine del giorno delle discussioni sui patti per l'occupazione e la crescita e verrà esaminato nel corso delle riunioni strategiche settoriali con il settore privato, il mondo accademico e gli operatori finanziari (come proposto nell'azione 3). Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale si dovrebbero compiere sforzi significativi per rafforzare ulteriormente l'impegno dell'UE in questo settore, in piena coerenza con l'impulso previsto per mobilitare investimenti privati per la creazione di posti di lavoro. L'UE garantirà che tale aumento degli investimenti sia anche mirato in modo più strategico, concentrandosi sui settori che presentano il potenziale più elevato di creazione di posti di lavoro, tenendo conto della notevole importanza del settore informale nell'economia africana al fine di migliorare i tassi di produttività generalmente bassi.

Gambia - Programma a favore dell'emancipazione dei giovani

L'UE coopera con il Centro internazionale per il commercio e con il governo della Gambia per sostenere l'occupazione e l'imprenditorialità dei giovani gambiani. Il programma, dotato di 11 milioni di EUR, prevede una formazione per lo sviluppo delle competenze e un sostegno ai giovani imprenditori e alle organizzazioni che promuovono gli scambi commerciali. L'obiettivo è che entro il 2021 7 000 giovani abbiano completato un programma di formazione tecnica o professionale o un periodo di apprendistato e che almeno 8 000 giovani abbiano beneficiato dei servizi connessi all'imprenditorialità, quali il sostegno alle imprese sotto forma di consulenza e l'accesso ai finanziamenti.

Iniziativa mediterranea per l'occupazione a favore dei paesi nordafricani

L'iniziativa mediterranea per l'occupazione (Med4Jobs), messa a punto dall'UE e dall'Unione per il Mediterraneo, copre sia l'offerta che la domanda del mercato del lavoro, concentrandosi su tre questioni fondamentali: i) l'occupabilità, individuando ed espandendo in tutta la regione le esperienze di formazione riuscite intese a rimediare allo squilibrio tra le competenze e le esigenze del mercato del lavoro; ii) l'intermediazione professionale, riproducendo le esperienze riuscite di intermediazione e di facilitazione professionali; iii) il contesto imprenditoriale, sviluppando un contesto favorevole alle piccole e medie imprese, come i programmi di coaching o il sostegno alle industrie creative.

Guinea - Programma di sostegno all'integrazione socioeconomica dei giovani

Il programma INTEGRA, dotato di 65 milioni di EUR e al quale l'UE coopera con l'agenzia belga per lo sviluppo, la Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit e il Centro internazionale per il commercio, intende creare 11 000 posti di lavoro e coinvolgere 14 000 giovani in attività di formazione professionale per migliorare la loro occupabilità e la loro integrazione nel mercato del lavoro. Saranno sostenute 7 420 micro, piccole e medie imprese promettenti e saranno rafforzati sette istituti finanziari che offrono prodotti adeguati alle micro, piccole e medie imprese e ai giovani imprenditori.

3. Rafforzare il contesto imprenditoriale e promuovere un clima più favorevole agli investimenti

Per stimolare gli investimenti del settore privato sono indispensabili un clima di pace, sicurezza e stabilità, condizioni propizie agli investimenti e un contesto favorevole alle imprese, nonché stabilità macroeconomica e sistemi finanziari aperti che consentano di aumentare il credito al settore privato. Vanno previste altresì azioni adeguate per affrontare più ampie questioni fondamentali relative alla governance, quali la solidità delle istituzioni governative, lo Stato di diritto, la trasparenza e la rendicontabilità, nonché la corruzione e i flussi finanziari illeciti.

Quadro della situazione

Nel complesso, il clima degli investimenti in Africa registra un miglioramento, seppure con differenze significative tra i vari paesi; tuttavia, indagini sugli investitori 19 indicano anche chiaramente che occorre fare molto di più in questo settore per migliorare la capacità dell'Africa di competere a livello mondiale nell'attrarre capitali di investimento. Dal 2009 l'afflusso di investimenti diretti esteri in Africa ha rappresentato sistematicamente meno del 5 % del totale degli investimenti diretti esteri nel mondo. Lo Stato di diritto, l'indipendenza del sistema giudiziario e la prevedibilità dell'imposizione fiscale, così come la pace e la stabilità, sono fattori chiave che influenzano le decisioni degli investitori sia nazionali che stranieri. Si ritiene che i costi di creazione di un'impresa siano circa tre volte più elevati negli Stati fragili, il che scoraggia notevolmente gli investimenti privati 20 .

Linea d'azione proposta

Azione #6. Nel quadro dell'alleanza per gli investimenti e l'occupazione sostenibili, la Commissione propone di consolidare il dialogo e la cooperazione con i partner africani per quanto riguarda il clima degli investimenti, compresa se del caso la tutela degli investimenti. Tale azione poggerà sul costante sostegno alle riforme politiche volte a migliorare il contesto imprenditoriale e alle capacità istituzionali e tecniche delle istituzioni africane, anche attraverso soluzioni digitali, al fine di garantire una sana gestione delle finanze pubbliche, ivi compresi la trasparenza degli appalti pubblici e delle spese, la lotta contro la corruzione e le frodi, una maggiore rendicontabilità nonché il rispetto dello Stato di diritto e l'accesso alla giustizia. Il maggiore ricorso agli strumenti dell'UE in materia di gemellaggio e di assistenza tecnica e scambio di informazioni contribuirà all'affermarsi di pubbliche amministrazioni efficienti, trasparenti e responsabili. Verranno inoltre intensificati gli sforzi per aiutare i partner a mobilitare le risorse nazionali, anche contrastando i flussi finanziari illeciti 21 , responsabili ogni anno dell'uscita dal continente di almeno 50 miliardi di USD 22 , una cifra che supera di gran lunga l'importo totale annuo dell'aiuto pubblico allo sviluppo. Tali questioni vengono sollevate nell'ambito dei dialoghi dell'UE con i paesi partner, soprattutto nel contesto del sostegno al bilancio e del dialogo politico; esse saranno affrontate altresì nel corso dei dialoghi con il settore privato organizzati nell'ambito del piano per gli investimenti esterni, nonché nei forum d'impresa dell'UE e nelle discussioni settoriali strategiche con il settore privato, il mondo accademico e gli operatori finanziari. Sarà assicurato il collegamento con il patto del G20 con l'Africa. Nel 2016 l'UE e i suoi Stati membri hanno contribuito al miglioramento del clima imprenditoriale in Africa con 200 milioni di EUR 23 , 50 milioni dei quali rappresentavano il sostegno dell'UE. Per il periodo 2018-2020 è previsto, nel quadro del pilastro 3 del piano per gli investimenti esterni, un aumento significativo del sostegno dell'UE alle riforme del clima imprenditoriale e degli investimenti in Africa, che passerà in media a 300-350 milioni di EUR all'anno e che va ad aggiungersi alle azioni specifiche volte a migliorare la governance e a garantire la pace e la stabilità. Tale sostegno dovrebbe aumentare ulteriormente nel periodo 2021-2027 nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.

Benin - Lotta contro la corruzione mediante il sostegno al bilancio

L'UE ha concluso con il governo del Benin un contratto di buona governance e di sviluppo che prevede un sostegno al bilancio pari a 114 milioni di EUR nel 2016. L'obiettivo è promuovere una buona governance economica e finanziaria rendendo più trasparente la gestione delle finanze pubbliche, ponendo in essere un sistema credibile di lotta alla corruzione basato sull'indipendenza del sistema giudiziario e migliorando il clima imprenditoriale. I pagamenti nell'ambito di tale contratto saranno effettuati in funzione dell'avanzamento delle riforme in questi settori.

Costa d'Avorio - Programma di sostegno agli scambi commerciali e all'integrazione regionale

Il programma, che ha una dotazione di 16 milioni di EUR, contribuisce all'ammodernamento delle normative e delle istituzioni connesse con gli scambi e gli investimenti, nonché all'agevolazione degli scambi. Grazie a tali sviluppi la Costa d'Avorio ha migliorato la propria posizione nella classifica "Doing business", passando dal 167° posto nel 2010 al 142° nel 2016. Le esportazioni della Costa d'Avorio e la sua quota nelle esportazioni mondiali sono aumentate, con conseguenze positive sulla capacità del paese di trarre vantaggio dal nuovo accordo di partenariato economico. A livello di importazioni, i ritardi registrati nei tempi di consegna sono passati da 864 ore nel 2011 a 125 ore nel 2016. Il programma, primo di questa portata a favore della competitività della Costa d'Avorio, ha permesso alle imprese ivoriane di espandere le loro attività e di creare posti di lavoro ed è stato integrato da un programma di sostegno al bilancio volto a migliorare la trasparenza del sistema giudiziario e degli appalti pubblici (altri due elementi chiave del clima degli investimenti) e da un dialogo regolare con le autorità del paese e con il settore privato su riforme strategiche incisive.

Egitto - Meccanismo dell'UE a favore della creazione inclusiva di posti di lavoro e della crescita

L'UE finanzia una serie di misure tese a promuovere un contesto più propizio alla creazione di imprese e allo sviluppo economico, agevolare l'accesso delle micro, piccole e medie imprese ai finanziamenti e consolidare il loro ruolo nelle principali catene del valore, al fine di stimolare l'economia e creare posti di lavoro, in particolare per i giovani. L'intervento, per il quale sono stanziati 75 milioni di EUR, dovrebbe mobilitare circa 400 milioni di EUR. Esso intende i) ridurre gli oneri amministrativi per le micro, piccole e medie imprese e rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale; ii) agevolare l'accesso delle micro, piccole e medie imprese a finanziamenti a lungo termine e al know-how; sostenere la crescita e la competitività delle imprese; agevolare i contatti tra imprese per promuovere lo sviluppo di catene del valore; incoraggiare l'innovazione tra micro, piccole e medie imprese, compresi i giovani imprenditori.

Etiopia - Sostegno al dialogo sul contesto imprenditoriale

L'UE ha fornito i finanziamenti per l'avviamento in Etiopia dell'EU Business Forum, che sostiene il dialogo sul clima imprenditoriale tra le diverse agenzie governative e gli investitori dell'UE e tiene discussioni periodiche con la commissione etiope per gli investimenti dal 2015. Tra le questioni sollevate (sulla base di un sondaggio "barometro delle imprese" condotto nel 2014 e aggiornato nel 2016) figuravano l'amministrazione fiscale e gli oneri amministrativi, la registrazione delle imprese/il rilascio di licenze commerciali e il rilascio dei visti, la logistica e la disponibilità di Forex. Alcune di tali questioni sono state sollevate anche a più alto livello nell'ambito del dialogo politico. Ciò ha contribuito a migliorare il clima degli investimenti e a creare un canale di comunicazione tra governo e imprese. L'EU Business Forum in Etiopia è ormai autofinanziato.

4. Sfruttare appieno il potenziale dell'integrazione economica e degli scambi commerciali

Gli investimenti nei settori a valore aggiunto e ad alta intensità di manodopera richiedono altresì mercati per i prodotti e i servizi. Il consolidamento del processo di integrazione economica a livello regionale e continentale in Africa e la promozione delle relazioni commerciali con l'UE sono pertanto elementi essenziali di una strategia economica coerente.

Quadro della situazione

Nonostante un notevole potenziale di crescita, gli scambi commerciali all'interno dell'Africa restano molto modesti: 10 % nel 2000 e 16 % nel 2014 secondo i dati 24 della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo. Gli scambi con l'UE sono significativi: l'UE è il principale partner commerciale dell'Africa, infatti nel 2017 il 37 % delle esportazioni di merci del continente africano, per un valore di 110 miliardi di EUR, è stato destinato all'Unione europea e da quest'ultima proveniva il 35 % delle importazioni africane, per un valore di 133 miliardi di EUR. L'UE rimane inoltre il mercato più aperto ai prodotti fabbricati in Africa e la loro principale destinazione. L'Africa è anche il principale beneficiario degli aiuti al commercio dell'UE nel mondo, pari nel 2015 a 4,8 miliardi di EUR di impegni. Tuttavia, i dati complessivi sugli scambi commerciali tra UE e Africa sono paragonabili a quelli degli scambi tra UE e Svizzera, il che dimostra ampiamente l'esistenza di un notevole potenziale di crescita degli scambi UE-Africa 25 in entrambe le direzioni.

Linea d'azione proposta

Azione #7. Con il varo della zona continentale di libero scambio per l'Africa nel marzo 2018 e del mercato unico del trasporto aereo in Africa, nonché con la firma del protocollo sulla libera circolazione delle persone, l'Africa ha chiaramente dimostrato di aspirare a un'ulteriore integrazione economica. L'UE offrirà pieno sostegno alla zona continentale di libero scambio per l'Africa. Il contributo ai negoziati relativi alla zona continentale di libero scambio per l'Africa dovrebbe passare da 7 milioni di EUR (2014-2017) a 50 milioni di EUR (2018-2020) e finanziare un sostegno istituzionale e tecnico alle varie fasi dei negoziati (su questioni quali gli ostacoli tecnici agli scambi, le misure sanitarie e fitosanitarie, i diritti di proprietà intellettuale, tra cui le indicazioni geografiche, gli investimenti, la concorrenza e il commercio elettronico), compreso il sostegno alla raccolta e all'analisi dei dati.

Azione #8. Potenziamento degli scambi commerciali tra l'UE e l'Africa. Sulla base dell'attuazione della zona continentale di libero scambio per l'Africa, la prospettiva a lungo termine è quella di concludere un vasto accordo intercontinentale di libero scambio tra l'UE e l'Africa. A tal fine, occorre sfruttare al massimo gli accordi di partenariato economico, gli accordi di libero scambio, comprese le zone di libero scambio globali e approfondite offerte ai paesi del Nord Africa, e altri regimi commerciali con l'UE, quali elementi costitutivi della zona continentale di libero scambio per l'Africa. L'ambizione consiste nell'aumentare ulteriormente le esportazioni africane e attrarre gli investimenti, anche nel settore manifatturiero e in quello della trasformazione, e incoraggiare la creazione di catene del valore regionali attraverso norme di origine flessibili. A tal fine, l'alleanza continuerà a rafforzare e a rendere più mirate le misure di sostegno al commercio per agevolare gli scambi e favorire il ravvicinamento delle norme tecniche e delle norme sulla qualità dei prodotti nonché di altre misure normative.

Azione #9. Un altro elemento indispensabile per l'integrazione economica e lo sviluppo di catene del valore legate al contesto regionale, continentale e mondiale è la connettività, sia all'interno dell'Africa che in termini di collegamenti strategici tra l'UE e l'Africa. Per poter sfruttare appieno le opportunità di creare occupazione e stimolare la crescita, i paesi africani devono disporre di investimenti nelle infrastrutture 26 . L'alleanza si adopererà per sostenere i quadri strategici e le infrastrutture essenziali di base, comprese la banda larga e le infrastrutture elettroniche. Sarà rivolta particolare attenzione a settori quali l'energia sostenibile, i trasporti, l'economia dei dati, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, l'economia circolare, l'uso sostenibile delle risorse naturali, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche e la crescita blu, eventualmente mediante l'offerta di partenariati con l'industria dell'UE, soprattutto negli ambiti in cui essa è leader mondiale. Tale aiuto sarà collegato al sostegno fornito agli investimenti attraverso le operazioni di finanziamento misto e garanzia.

Aiuti al commercio dell'UE a favore dell'Africa

L'UE e i suoi Stati membri sono il principale donatore di aiuti al commercio a livello mondiale, con 13,2 miliardi di EUR di impegni (29 % degli aiuti mondiali al commercio), di cui l'Africa continua a ricevere la quota più cospicua, pari a 4,8 miliardi di EUR nel 2015 (36 % di tutti gli aiuti al commercio dell'UE). L'Africa è il primo beneficiario di sovvenzioni rispetto ad altre regioni che presentano un tipo di flussi più diversificato (sovvenzioni, prestiti e capitale proprio). Tale aiuto comprende l'assistenza dell'UE in campo commerciale (ivi comprese la politica e la disciplina del settore commerciale, la promozione e l'agevolazione degli scambi e altre esigenze connesse a questi ultimi) nonché categorie più vaste di aiuti al commercio, come le infrastrutture connesse al commercio (infrastrutture fisiche, anche per trasporto e magazzinaggio, comunicazione, produzione e fornitura di energia), lo sviluppo di capacità di produzione (sviluppo degli scambi commerciali e settori produttivi quali agricoltura, pesca, silvicoltura, industria, risorse minerarie e attività estrattive) e gli adeguamenti in ambito commerciale (contributo al bilancio pubblico nei paesi che attuano riforme della politica commerciale).

Madagascar - Piano di attuazione dell'accordo di partenariato economico

Nell'ambito del piano nazionale di attuazione dell'accordo di partenariato economico del Madagascar, le aziende malgasce del settore tessile hanno beneficiato dell'accordo di partenariato economico concluso con l'UE e del sostegno ad esso associato (fino a 10 milioni di EUR). Ad esempio, l'azienda tessile EPSILON ha colto le opportunità offerte dall'accesso al mercato dell'UE in esenzione da dazi e contingenti, accompagnate da norme di origine più vantaggiose, che autorizzano la trasformazione unica e la possibilità di approvvigionarsi di materie prime in tutto il mondo. Il piano si è rapidamente guadagnato una solida reputazione a livello mondiale grazie al rispetto delle norme europee e internazionali, collaborando con marchi prestigiosi per promuovere la responsabilità sociale delle imprese nel settore. L'azienda, costituita nel 1999 con 100 dipendenti, ne conta oggi 2000. Il 75 % del personale è titolare di un conto in banca, il 100 % dei figli dei dipendenti è scolarizzato, il 50 % dei dipendenti è proprietario della casa in cui vive e il 98 % dei dirigenti è stato nominato in seguito a una promozione interna.

5. Modalità e mezzi 

Azione #10. Un dialogo costante tra i partner europei e africani, un maggiore coinvolgimento col settore privato e una stretta consultazione con la società civile sono presupposti indispensabili per garantire il successo dell'alleanza, che deve inoltre poter contare su un ingente pacchetto di risorse finanziarie. L'UE e i suoi Stati membri sono già il primo partner dell'Africa: nel 2016 il loro aiuto rappresentava il 55 % di tutto l'aiuto pubblico allo sviluppo fornito al continente africano, per un importo di 23 miliardi di EUR.

La proposta della Commissione relativa al prossimo quadro finanziario pluriennale dell'UE prevede un ambizioso strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale 27 dotato di 89,2 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027, destinato in via prioritaria all'Africa e ai paesi del vicinato. Almeno 32 miliardi di EUR di sovvenzioni a favore dell'Africa subsahariana e un importo di 7,7 miliardi di EUR previsto per il Nord Africa saranno successivamente integrati da finanziamenti aggiuntivi provenienti dal pilastro tematico, dalla risposta rapida e dalla riserva dello strumento. Sulla base del piano per gli investimenti esterni e del suo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, lo strumento prevede inoltre un aumento sostanziale del ricorso a operazioni di finanziamento misto e garanzie per mobilitare ingenti fondi dal settore pubblico e privato. L'Africa sarà una regione prioritaria nel quadro della nuova architettura per gli investimenti esterni proposta 28 , che prevede di portare la potenza di fuoco della garanzia per le azioni esterne a 60 miliardi di EUR in totale. L'Alto rappresentante, con il sostegno della Commissione, ha inoltre proposto di istituire lo strumento europeo per la pace 29 , dotato di 10,5 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027, che rafforzerà ulteriormente la nostra collaborazione con l'Africa per garantire in tutto il continente africano pace, sicurezza e stabilità, elementi determinanti per lo sviluppo economico.

Sintesi delle azioni

#1

Incrementare gli investimenti strategici attraverso finanziamenti misti e garanzie

#2

Sostenere le possibilità di produzione e trasformazione a livello nazionale e regionale attraverso i patti per l'occupazione e la crescita 

#3

Creare gruppi settoriali di operatori pubblici, privati e finanziari e di accademici africani ed europei, sotto la guida di un commissario, per fornire consulenze, pareri e raccomandazioni

#4

Sostenere l'istruzione e lo sviluppo delle competenze a livello continentale

#5

Sostenere lo sviluppo delle competenze a livello nazionale per adeguarle alle scelte strategiche di ciascun paese in materia di sviluppo

#6

Consolidare il dialogo, la cooperazione e il sostegno per un clima più favorevole alle imprese e agli investimenti

#7

Sostenere la zona continentale di libero scambio per l'Africa

#8

Potenziare gli scambi commerciali all'interno dell'Africa e tra l'UE e l'Africa nella prospettiva a lungo termine di concludere un accordo intercontinentale di libero scambio

#9

Sostenere la connettività sia all'interno dell'Africa che tra l'UE e il continente africano

#10

Mobilitare un ingente pacchetto di risorse finanziarie

(1)

Potenziare gli investimenti per la crescita e l'occupazione: verso la seconda fase del Fondo europeo per gli investimenti strategici e verso il piano europeo per gli investimenti esterni (COM(2016) 581).

(2)

  Una strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea , 2017.

(3)

Nuovo consenso europeo in materia di sviluppo “Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro” (GU C 210 del 30.6.2017).

(4)

  Dichiarazione di Meseberg , 2018.

(5)

Ampliare l'offerta di percorsi legali verso l'Europa: componente indispensabile di una politica migratoria equilibrata e globale (COM (2018) 635).

(6)

 Un esempio è l'Etiopia, attualmente il secondo principale beneficiario degli investimenti esteri diretti in Africa, con 3,6 miliardi di USD nel 2017, essenzialmente in settori quali l'industria leggera, l'industria tessile e l'industria automobilistica (UNCTAD, 2018).

(7)

EUROSTAT, 2018.

(8)

Regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 settembre 2017, che istituisce il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), la garanzia dell'EFSD e il Fondo di garanzia dell'EFSD.

(9)

Proparco è una controllata dell'Agence Française de Développement (AFD) specializzata nello sviluppo del settore privato.

(10)

Africa's Pulse (2017), Banca mondiale.

(11)

Strategia continentale dell'Unione africana in materia di istruzione per il periodo 2016-2025.

(12)

Africa's Pulse (2017), Banca mondiale.

(13)

27 milioni di EUR provenienti dal programma panafricano a sostegno i) del meccanismo di finanziamento della “Skills Initiative for Africa” (iniziativa a favore dell'Africa in materia di competenze), in cooperazione con la Kreditanstalt für Wiederaufbau, per un totale di 14 milioni di EUR, ii) della cooperazione tecnica della “Skills Initiative for Africa” in collaborazione con la Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit GmbH, per un totale di 8 milioni di EUR e iii) del progetto pilota di mobilità UE-Unione africana per l'istruzione e la formazione professionale, per un totale di 5 milioni di EUR.

(14)

30 milioni di EUR nel periodo 2018-2020 provenienti dal programma panafricano, oltre ai 20 milioni di EUR stanziati nel periodo 2014-2017.

(15)

20 milioni di EUR nel periodo 2018-2020 provenienti dal programma panafricano, oltre ai 20 milioni di EUR stanziati nel periodo 2014-2017.

(16)

13 milioni di EUR nel periodo 2018-2020 provenienti dal programma panafricano, oltre ai 5 milioni di EUR stanziati nel periodo 2014-2017.

(17)

40 milioni di EUR previsti nel periodo 2018-2020 per Botswana, Gabon, Ghana, Guinea-Bissau e Maurizio.

(18)

Il programma intende rimediare allo squilibrio tra competenze ed esigenze del mercato del lavoro promuovendo l'imprenditorialità, mediando tra offerta e domanda di manodopera e potenziando le micro, piccole e medie imprese attraverso la promozione di incubatori e programmi di formazione.

(19)

Tra cui la relazione “Doing Business” della Banca mondiale del 2017.

(20)

Nota strategica del Centro europeo di strategia politica: “The Makings of an African Century” (2017).

(21)

 Flussi di capitali non registrati derivanti da corruzione, attività criminose, evasione fiscale e transazioni commerciali connesse ad attività di riciclaggio.

(22)

  Report of the High Level Panel on Illicit Financial Flows from Africa (Relazione del gruppo ad alto livello sui flussi finanziari illeciti provenienti dall'Africa), 2014.

(23)

Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, 2018.

(24)

 Africa Economic Outlook 2017, UNCTAD.

(25)

Il volume complessivo degli scambi commerciali tra l'UE e l'Africa rappresenta soltanto il 7,5 % del totale degli scambi al di fuori dell'UE, pari all'incirca al volume degli scambi tra l'UE e la Svizzera. Il Sud Africa e i paesi del Nord Africa rappresentano circa i due terzi di tale volume (Commissione europea, Eurostat, Comext, Paesi clienti e fornitori dell'UE28 negli scambi di merci (valore %), 2016, esclusi gli scambi all'interno dell'UE:     http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2006/september/tradoc_122530.04.2018.pdf.

(26)

Africa Economic Outlook 2018, Banca africana di sviluppo.

(27)

COM(2018) 460 final, 14 giugno 2018.

(28)

La Commissione ha adottato oggi una comunicazione intitolata “Verso una architettura finanziaria più efficiente per gli investimenti al di fuori dell'Unione europea” (COM (2018) 644), che espone diverse idee su come rendere ancora più efficiente l'attuale sistema.

(29)

 Si veda la scheda informativa sullo strumento europeo per la pace.