6.12.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 440/73


Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Una nuova agenda europea per la ricerca e l’innovazione — l’opportunità dell’Europa di plasmare il proprio futuro»

(Contributo della Commissione europea alla riunione informale sull’innovazione dei leader dell’UE, tenutasi a Sofia il 16 maggio 2018)

[COM(2018) 306 final]

(2018/C 440/11)

Relatore:

Ulrich SAMM

Correlatore:

Stefano PALMIERI

Consultazione

Commissione europea, 18.6.2018

Base giuridica

Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

 

 

Sezione competente

Mercato unico, produzione e consumo

Adozione in sezione

4.9.2018

Adozione in sessione plenaria

19.9.2018

Sessione plenaria n.

537

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

196/1/2

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il CESE accoglie con favore il fatto che, anche nel contesto del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, la Commissione abbia chiarito che la ricerca e l’innovazione devono continuare ad essere una priorità fondamentale dell’UE.

1.2.

Il CESE è favorevole all’idea che l’innovazione dovrebbe avere un peso maggiore e ricorda la sua richiesta di impostare la futura politica di finanziamento su un sostegno equilibrato all’intera catena di ricerca e innovazione, dalla ricerca di base alla ricerca orientata al prodotto. L’innovazione è fondamentale per la crescita economica e i nuovi strumenti recheranno benefici in particolare alle PMI. Il CESE sottolinea ancora una volta l’importanza degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo quale fattore chiave per generare e mantenere effetti indotti positivi sulle economie degli Stati membri.

1.3.

Inoltre, il CESE concorda con l’obiettivo di semplificare ulteriormente le norme sugli aiuti di Stato per agevolare la combinazione di diversi fondi, approccio che può essere determinante per superare le grandi disparità tra Stati membri e tra regioni in termini di numero di progetti di ricerca e innovazione che producono risultati positivi.

1.4.

Orizzonte Europa deve investire in settori in cui esiste un particolare valore aggiunto europeo. I progetti di ricerca collaborativa dovrebbero avere la priorità, dal momento che soddisfano tale condizione in un modo che non ha praticamente eguali in nessun altro programma.

1.5.

Il CESE è convinto che molte grandi sfide a livello della società possano essere risolte solo a livello europeo e necessitino di sforzi concertati di vari attori, che vanno al di là della portata di singoli progetti di ricerca collaborativa. Per questo motivo è favorevole all’idea delle missioni.

1.6.

Sostenere la mobilità dei ricercatori attraverso le azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) è un altro elemento fondamentale per rafforzare ulteriormente lo Spazio europeo della ricerca, mentre le politiche dell’UE e quelle nazionali devono essere volte a creare condizioni di lavoro adeguate e attraenti per i professionisti al fine di evitare il fenomeno della fuga dei cervelli, che non giova all’obiettivo di un contesto coerente nell’UE.

1.7.

Il CESE ritiene che sia necessario aumentare il volume degli investimenti dell’UE per permettere ai lavoratori europei di tenersi aggiornati sugli sviluppi nelle professioni digitali e conseguire le qualifiche necessarie.

1.8.

Il CESE reputa, inoltre, che occorra sostenere più efficacemente le iniziative volte ad aiutare le PMI a valorizzare e mettere a frutto i risultati della ricerca e dell’innovazione.

2.   Introduzione

2.1.

Alla riunione informale dei leader dell’UE sull’innovazione tenutasi a Sofia il 16 maggio 2018, la Commissione europea ha invitato i presenti a discutere e a fornire un orientamento strategico in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale, in generale, e delle priorità da dare alla ricerca e all’innovazione, in particolare. A tal fine, la Commissione europea ha proposto nuove iniziative e priorità nella sua comunicazione (1).

2.2.

La presente proposta serve anche come primo passo verso la definizione del prossimo programma quadro (9o PQ o Orizzonte Europa) che è diretto a dare continuità ai risultati positivi del programma Orizzonte 2020 e a migliorarli (2).

2.3.

Allo stesso modo, sono proposte attività per sostenere l’innovazione e promuovere la leadership a livello dell’industria sulla scia della nuova strategia di politica industriale dell’UE (3).

3.   Sintesi della proposta

3.1.

La proposta della Commissione europea è volta a fare in modo che la ricerca e l’innovazione continuino a figurare in futuro tra le politiche fondamentali e tra le priorità di finanziamento dell’UE, in tutti i diversi strumenti di bilancio. Si pone maggiormente l’accento sull’innovazione, al fine di rendere l’Europa leader nell’innovazione creatrice di nuovi mercati.

3.2.

La Commissione propone di aumentare gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione, stanziando circa 100 miliardi di EUR per il futuro programma Orizzonte Europa e per il programma Euratom di ricerca e formazione (4).

3.3.

Allo stesso modo, la Commissione ha proposto di mobilitare circa 11 miliardi di EUR per gli strumenti basati sul mercato, compresi gli strumenti finanziari e le garanzie di bilancio in un’apposita sezione nell’ambito del Fondo InvestEU, che a sua volta mobiliterà 200 miliardi di EUR di investimenti privati a sostegno della ricerca e dell’innovazione.

3.4.

Gli Stati membri sono invitati ad adottare le misure necessarie per aumentare la loro spesa in ricerca e innovazione per raggiungere l’obiettivo del 3 % del PIL.

3.5.

Si propone di avviare una prima serie di missioni di ricerca e innovazione a livello dell’UE con obiettivi audaci, ambiziosi e dal forte valore aggiunto europeo. Le missioni incoraggeranno gli investimenti, la partecipazione in molteplici settori lungo la rispettiva catena di valore e le politiche (ad esempio in materia di energia e clima, trasporti, tecnologie produttive avanzate, salute e nutrizione, digitale) in varie discipline scientifiche (comprese le scienze sociali e umanistiche).

3.6.

Si propone di applicare il principio di innovazione tutte le volte che si procede a un riesame della politica e della legislazione dell’UE e dei quadri normativi nazionali, e ciò per garantire una valutazione completa dell’impatto sull’innovazione.

3.7.

La Commissione propone di creare un Consiglio europeo per l’innovazione per individuare e potenziare l’innovazione rivoluzionaria e dirompente, concentrando l’attenzione sulle innovazioni in rapida evoluzione, ad alto rischio, che hanno un forte potenziale in termini di creazione di mercati interamente nuovi.

3.8.

Formula proposte di misure per aumentare gli investimenti privati nella ricerca e nell’innovazione e per potenziare le iniziative relative a:

l’attuazione di un programma paneuropeo di fondi di fondi di capitali di rischio (VentureEU);

la prioritarizzazione del recepimento della direttiva (5) riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, la seconda opportunità e misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti.

3.9.

La Commissione propone di semplificare ulteriormente le norme sugli aiuti di Stato per facilitare la combinazione di fondi diversi e migliorare l’uso di standard di valutazione comuni per progetti di ricerca e innovazione.

3.10.

Propugna un sistema fiscale (6) che sostenga l’innovazione, permetta di dedurre fiscalmente i costi degli investimenti in ricerca e innovazione e preveda agevolazioni supplementari per le giovani imprese.

3.11.

Propone poi l’introduzione di un marchio di «Scienza aperta» per le università e gli istituti pubblici di ricerca allo scopo di metterli in grado di diventare più imprenditoriali e interdisciplinari.

4.   Osservazioni generali

4.1.

Il CESE accoglie con favore il fatto che, anche nel contesto del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, la Commissione abbia chiarito che la ricerca e l’innovazione devono continuare ad essere una priorità fondamentale dell’UE. Un programma forte ed efficace che riunisca eccellenza, infrastrutture di ricerca comuni, collaborazione transfrontaliera e sinergie tra il mondo accademico, l’industria, le PMI e gli organismi di ricerca è uno strumento d’intervento fondamentale per conseguire una crescita sostenibile e la competitività dell’economia europea e per raccogliere le grandi sfide che la società europea si trova di fronte.

4.2.

Il CESE è favorevole all’idea che l’innovazione dovrebbe avere un peso maggiore e ricorda la sua richiesta di impostare la futura politica di finanziamento su un sostegno equilibrato all’intera catena di ricerca e innovazione, dalla ricerca di base alla ricerca orientata al prodotto (7). L’innovazione è fondamentale per la crescita economica e i nuovi strumenti recheranno beneficio in particolare alle PMI. Il CESE sottolinea ancora una volta l’importanza degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo quale fattore chiave per generare e mantenere effetti indotti positivi sulle economie degli Stati membri.

4.3.

Per quanto riguarda le elevate aspettative in merito all’impatto di Orizzonte Europa e il suo ruolo nel garantire la competitività europea, il CESE raccomanda lo stanziamento di 120 miliardi di EUR, come proposto dal Parlamento europeo. Le istituzioni europee devono dimostrare di aver colto l’enorme importanza della ricerca e dell’innovazione per la competitività futura dell’UE.

4.4.

Il CESE ritiene che sia necessario aumentare il volume degli investimenti dell’UE per permettere ai lavoratori europei di tenersi aggiornati sugli sviluppi nelle professioni digitali e conseguire le qualifiche necessarie. Inoltre, il CESE reputa che occorra sostenere più efficacemente le iniziative volte ad aiutare le PMI a valorizzare e mettere a frutto i risultati della ricerca e dell’innovazione.

5.   Osservazioni particolari

5.1.   Ricerca lungo l’intera catena di valore

5.1.1.

I fondi strutturali e di investimento europei dovrebbero essere utilizzati per portare le regioni nell’economia dell’innovazione. Andrebbero create sinergie con il programma Orizzonte Europa, il Fondo InvestEU, il Fondo sociale europeo, il programma Erasmus+, il programma Europa digitale, la politica agricola comune e altri programmi.

5.1.2.

L’UE è la regione del mondo più aperta alla ricerca e all’innovazione. Non solo apre i suoi progetti a organizzazioni di ricerca di tutto il mondo, ma porta avanti un’estesa collaborazione con partner internazionali su programmi comuni. Orizzonte Europa deve investire in settori in cui esiste un particolare valore aggiunto europeo. È opportuno dare precedenza ai progetti di ricerca collaborativa (8), in quanto essi soddisfano tale requisito in un modo che non ha praticamente eguali in nessun altro programma: questi progetti riuniscono i migliori scienziati, oltre alle PMI e alle parti interessate dell’industria più innovative a livello europeo, al fine di realizzare progressi nella gestione di problemi che investono l’intera società e che non possono essere risolti a livello nazionale. Combinando le abilità e le competenze nelle diverse discipline di tutti i partecipanti, i progetti di ricerca collaborativa apportano benefici di grande valore per i cittadini europei.

5.1.3.

Il CESE è convinto che molte grandi sfide che interessano la società possano essere risolte solo a livello europeo e necessitino di sforzi concertati di vari attori, che vadano al di là della portata di singoli progetti di ricerca collaborativa. Per questo motivo sostiene l’idea delle missioni. Il CESE riconosce che obiettivi comuni ambiziosi hanno il potenziale di stimolare e creare una dinamica positiva, vale a dire la volontà di agire, nelle diverse comunità, e la popolazione in generale. Le missioni dovrebbero offrire una prospettiva di finanziamento a lungo termine per l’intero periodo coperto dal programma Orizzonte Europa. È essenziale che le missioni siano innanzitutto concepite come lavori di ricerca su vasta scala, anche se nei loro sottoprogetti coinvolgono varie parti interessate. Per realizzare i loro ambiziosi obiettivi, le missioni devono abbracciare l’intera catena dell’innovazione e comprendere attività di ricerca a tutti i livelli di maturità tecnologica. Il CESE esorta a non limitarsi a magnificare l’idea delle missioni, ma a dotare questi strumenti dei finanziamenti adeguati necessari a realizzare gli obiettivi che essi perseguono, e che dovrebbero essere raggiungibili e tangibili.

5.1.4.

Uno dei punti di forza dei programmi quadro di ricerca europei risiede nel loro impegno concreto su scala UE a promuovere uno Spazio europeo della ricerca che sia aperto a tutti gli Stati membri. Questa apertura potrebbe essere sostenuta rafforzando le sinergie tra il prossimo programma quadro e i fondi strutturali. Colmare più efficacemente il divario tra le regioni è una delle principali sfide politiche degli anni a venire, e lo sviluppo di partenariati efficaci tra gli istituti di ricerca può essere fondamentale in questo senso.

5.1.5.

Uno strumento importante in tale contesto è rappresentato dalle iniziative faro TEF (Tecnologie emergenti e future). Esse sono caratterizzate da una forte attenzione allo sviluppo di tecnologie innovative, un’attenzione che rappresenta un punto di forza unico. L’Europa deve poter permettersi di realizzare progetti su larga scala e a lungo termine, che possono comportare un determinato livello di incertezza ma che sono tanto innovativi quanto lungimiranti. Le iniziative faro TEF dovrebbero pertanto essere ben distinte dalle missioni. È essenziale che le future iniziative faro TEF siano avviate come previsto e continuino a essere finanziate in via prioritaria.

5.1.6.

Rendere le infrastrutture di ricerca accessibili in tutta l’UE e oltre è uno dei successi dei programmi quadro. Le infrastrutture di ricerca di altissimo livello attraggono senza dubbio gli scienziati migliori, e molto spesso è soltanto il fatto di poter accedere a una certa infrastruttura di ricerca che consente di raggiungere risultati innovativi. È quindi urgente incrementare a livello europeo i finanziamenti per le infrastrutture di ricerca e non ridurre la loro quota nel bilancio come la Commissione europea ha previsto nella sua proposta. Garantire l’accesso agli utenti dei paesi dell’UE-13 dovrebbe essere una preoccupazione prioritaria.

5.1.7.

Sostenere la mobilità dei ricercatori attraverso le azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) è un altro elemento fondamentale per rafforzare ulteriormente lo Spazio europeo della ricerca e generare un impatto non ottenibile a livello nazionale. Il CESE accoglie con favore qualsiasi iniziativa volta a sostenere la mobilità dei ricercatori che lavorano nelle PMI. È tuttavia preoccupato per il fenomeno della fuga dei cervelli, che i finanziamenti a favore della mobilità potrebbero addirittura accentuare, e chiede pertanto che le politiche dell’UE e quelle nazionali siano volte a creare condizioni di lavoro adeguate e attraenti per i professionisti al fine di evitare tale tendenza, che non giova all’obiettivo di un contesto coerente nell’UE.

5.1.8.

Va rilevato che in molti Stati membri i soggetti direttamente interessati degli enti accademici finanziati con denaro pubblico non sono autorizzati a contrarre prestiti. Orizzonte Europa dovrebbe pertanto continuare a funzionare concentrandosi in primo luogo sul cofinanziamento, e non sui prestiti.

5.1.9.

Il CESE si unisce all’appello rivolto agli Stati membri affinché adottino le misure necessarie per aumentare la loro spesa in ricerca e innovazione fino a raggiungere l’obiettivo del 3 % del PIL.

5.2.   Ricerca e innovazione per dischiudere nuovi mercati e per rafforzare la coesione in Europa

5.2.1.

Come sottolineato nella 7a relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, le attività di ricerca e innovazione nell’UE restano fortemente concentrate in un numero limitato di regioni. Negli Stati membri nordoccidentali, la qualità dei collegamenti interregionali, una forza lavoro altamente qualificata e un contesto imprenditoriale attrattivo hanno consentito di capitalizzare la ricerca e l’innovazione facendone fattori tangibili a sostegno della competitività economica e della coesione sociale. Negli Stati membri meridionali e orientali i risultati in termini di innovazione sono scarsi e le regioni vicine ai centri di innovazione, che sono prevalentemente le capitali, non traggono vantaggio da tale prossimità. Questa situazione richiede politiche che colleghino imprese, centri di ricerca e servizi specializzati alle imprese presenti nelle varie regioni. Il CESE ritiene che per realizzare questo obiettivo sia fondamentale semplificare ulteriormente le norme in materia di aiuti di Stato al fine di agevolare la combinazione di diversi fondi.

5.2.2.

I programmi di ricerca e innovazione per il periodo successivo al 2020 devono tener conto delle dimensioni economiche, sociali e territoriali che caratterizzano le regioni dell’UE, evitando l’attuazione di strategie che si applicano indistintamente a tutti. Questo approccio può essere sostenuto mettendo in atto strategie basate sull’«innovazione aperta». Per quanto riguarda la dimensione territoriale delle politiche in materia di ricerca e innovazione, è importante definire nuovi programmi e nuove priorità, tenendo conto degli aspetti economici e sociali che caratterizzano i territori nei quali l’azione sarà attuata.

5.2.3.

Le politiche e i programmi in materia di ricerca e innovazione per il periodo successivo al 2020 dovrebbero essere coerenti con gli obiettivi dell’«economia del bene comune», un modello economico sostenibile orientato alla coesione sociale. Questo tipo di economia costituisce un processo di «innovazione sociale» e di imprenditorialità positiva utile per promuovere e sostenere nuove idee che, oltre a rispondere ai bisogni sociali, creino nuovi rapporti sociali e rafforzino la creazione di valore economico.

5.2.4.

Nonostante l’impegno profuso nell’ambito dell’attuazione della programmazione 2014-2020, l’accesso delle PMI alle opportunità di crescita indotte dall’innovazione è scarsamente rilevante in termini di competitività e creazione di posti di lavoro. In alcune regioni il sistema di sostegno per la ricerca e l’innovazione è ancora troppo complesso e scoraggia quindi la partecipazione delle micro e piccole imprese, in particolare, ai progetti dell’UE. Il CESE accoglie pertanto con favore la creazione di un Consiglio europeo per l’innovazione, che dovrebbe accelerare la commercializzazione e l’espansione delle innovazioni di start-up che emergono da progetti condotti nell’ambito di Orizzonte Europa e che potrebbe rivelarsi un meccanismo più rapido per portare a termine il processo volto a colmare il divario in materia di innovazione.

5.2.5.

Per trasformare le opportunità offerte dalla ricerca e dall’innovazione in fattori di competitività e sviluppo economico è essenziale rafforzare le collaborazioni tra PMI e centri di ricerca, sviluppo e innovazione, sostenere le iniziative di start-up imprenditoriali fondate sul trasferimento di ricerca e innovazione e agevolare le attività di consulenza e di raccolta fondi. Il CESE ritiene che sia importante sostenere la diffusione e la valorizzazione del modello a «quintupla elica» (9) per promuovere i partenariati tra il settore pubblico e i privati.

5.2.6.

Le PMI potrebbero essere leader sul piano delle «innovazioni sociali aperte», nelle quali le capacità umane di costruire reti di contatti e di co-creare, co-progettare e co-innovare sono fondamentali per il pieno compimento dell’innovazione sociale in tutta Europa. È quindi necessario promuovere politiche di innovazione adeguate per le PMI sulle orme di ciò che viene già fatto dall’iniziativa Eureka. Di questo compito potrebbero farsi specificamente carico gli enti in grado di sostenere direttamente le PMI impegnate nello sviluppo dell’impresa e nell’attività di innovazione, quali ad esempio le camere di commercio.

5.2.7.

Sempre nel rispetto del principio di sussidiarietà e pur tenendo presente le notevoli capacità delle regioni e degli Stati membri in materia di sostegno alle PMI, il CESE esorta tuttavia a concentrarsi sul valore aggiunto europeo, valore aggiunto che può consistere nell’appoggiare ad esempio la collaborazione tra più di due attori europei dell’innovazione o nel fornire capitali ai soggetti innovatori con progetti eccessivamente rischiosi per essere sostenuti a livello nazionale. Inoltre, la razionalizzazione degli strumenti di cui sopra dovrebbe portare a una maggiore efficienza del quadro di finanziamento. Sarebbe quindi logico che il Consiglio europeo per l’innovazione richiedesse una minore quota del bilancio di Orizzonte Europa rispetto agli strumenti finanziari di Orizzonte 2020, anziché il considerevole aumento previsto nella proposta della Commissione. Nei programmi di ricerca e innovazione per il periodo successivo al 2020 deve essere maggiormente sostenuta la dimensione qualitativa degli obiettivi perseguiti.

5.2.8.

L’«intelligenza» di un sistema socioeconomico non può essere misurata solamente in base a indicatori di carattere quantitativo, come per esempio la spesa per la ricerca e l’innovazione, ma deve considerare anche indicatori di carattere qualitativo, quali la tipologia di innovazioni introdotte, così come il numero di nuovi posti di lavoro creati. Il CESE accoglie pertanto con favore questo approccio.

5.2.9.

Il CESE si compiace che, nell’ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale, la Commissione abbia incluso l’accessibilità tra le «condizioni abilitanti». Tutti i finanziamenti dell’UE e degli Stati membri per la ricerca e l’innovazione devono rispettare appieno i criteri di accessibilità, in modo che i risultati vadano a beneficio di tutte le categorie sociali, comprese le persone con disabilità, che costituiscono il 15 % della popolazione dell’UE.

Bruxelles, 19 settembre 2018

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Luca JAHIER


(1)  COM(2018) 306 final.

(2)  GU C 34 del 2.2.2017, pag. 66 e Orizzonte 2020 (valutazione) (relazione informativa).

(3)  GU C 197 dell'8.6.2018, pag. 10.

(4)  La dotazione finanziaria proposta, pari a 100 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027, prevede per il programma Orizzonte Europa 97,6 miliardi di EUR (di cui 3,5 miliardi di EUR stanziati a titolo del Fondo InvestEU) e per il programma Euratom di ricerca e formazione 2,4 miliardi di EUR.

(5)  COM(2016) 723 final.

(6)  Previsto nel quadro della base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (CCCTB).

(7)  GU C 34 del 2.2.2017, pag. 66.

(8)  I progetti di ricerca collaborativa, come quelli concepiti e attuati da Eureka, con un numero minimo di tre partner di Stati membri differenti consentono di unire le forze per affrontare sfide che non possono essere raccolte da un paese da solo, e generano sinergie all’interno del panorama della ricerca dell’UE, creando in tal modo un valore aggiunto significativo dell’UE.

(9)  Quintuple Helix and how do knowledge, innovation and the environment relate to each other? A proposed framework for a trans-disciplinary analysis of sustainable development and social ecology [«La quintupla elica e come la conoscenza, l’innovazione e l’ambiente interagiscono tra loro. Proposta di un quadro per un’analisi transdisciplinare dello sviluppo sostenibile e dell’ecologia sociale»], International Journal of Social Ecology and Sustainable Development, vol. 1, n. 1, pagg. 41-69.