13.10.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 345/97


Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla: «Comunicazione della Commissione — Piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019»

[COM(2016) 773 final]

(2017/C 345/16)

Relatore:

Cillian LOHAN

Consultazione

Commissione, 27.1.2017

Base giuridica

Articolo 304 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea

 

 

Decisione dell’Ufficio di presidenza

13.12.2016

 

 

Sezione competente

Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente

Adozione in sezione

15.6.2017

Adozione in sessione plenaria

5.7.2017

Sessione plenaria n.

527

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

130/0/1

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019 ha un ambito di applicazione troppo limitato per poter fungere da potente motore per il cambiamento radicale dei comportamenti, attraverso le catene di approvvigionamento di beni e servizi, ad un ritmo che rifletta le ambizioni del piano d’azione per l’economia circolare.

1.2.

La progettazione ecocompatibile di prodotti e servizi deve andare al di là delle semplici considerazioni energetiche. Sebbene tali considerazioni siano importanti, occorre concentrarsi sull’intero ciclo di vita dei prodotti, tra cui anche le caratteristiche di durata, la facilità di manutenzione e riparazione, il potenziale di condivisione e digitalizzazione, la possibilità di apportare miglioramenti (upgrading), la facilità di riutilizzo e riciclaggio e l’applicazione effettiva, dopo l’uso, sotto forma di materie prime secondarie nei prodotti immessi sul mercato.

1.3.

La progettazione ecocompatibile deve tenere conto dei principi dell’economia circolare, nel contesto della digitalizzazione e dell’economia della condivisione e della funzionalità, al fine di garantire coerenza tra le diverse strategie destinate a produrre un nuovo modello economico.

1.4.

I componenti di un prodotto dovrebbero essere facilmente recuperabili per il riutilizzo e/o la rifabbricazione e fungere da volano per la creazione di un solido mercato delle materie prime secondarie.

1.5.

I requisiti in materia di etichettatura possono stimolare un miglioramento delle strategie di progettazione ecocompatibile e aiutare i consumatori nel processo decisionale, divenendo in tal modo un motore per il cambiamento dei comportamenti. L’etichettatura dovrebbe indicare anche l’aspettativa di vita dei prodotti e/o dei suoi componenti principali.

1.6.

Il CESE ribadisce il proprio sostegno all’utilizzo dei regimi di responsabilità estesa del produttore, come strumento per promuovere il passaggio a modelli imprenditoriali di economia circolare, e sottolinea come anche in questo modo si possa contribuire alla promozione della progettazione ecocompatibile.

2.   Contesto

2.1.

Il piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019 (in prosieguo: «il Piano») contribuisce alla nuova iniziativa della Commissione sull’economia circolare. L’obiettivo principale è promuovere una transizione verso un modello di economia circolare che tenga conto dell’intero ciclo di vita dei prodotti e dei relativi materiali.

2.2.

Questo nuovo piano di lavoro si basa su due precedenti piani di lavoro sulla progettazione ecocompatibile per i periodi 2009-2011 e 2012-2014. Il contesto legislativo è rappresentato dalle seguenti direttive quadro: 2009/125/CE sulla progettazione ecocompatibile e 2010/30/CE sull’etichettatura energetica. L’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva sulla progettazione ecocompatibile prevede l’elaborazione di piani di lavoro regolari.

2.3.

Il Piano è stato concepito come strumento per rafforzare la competitività dell’Europa e dare slancio alla creazione di occupazione e alla crescita economica.

2.4.

La prospettiva di una revisione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile o di un aggiornamento del piano di lavoro aveva creato aspettative di un ampliamento dell’ambito di applicazione delle precedenti iniziative sulla progettazione ecocompatibile.

3.   Sintesi del piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019

3.1.

Il quadro legislativo sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica ha il duplice scopo (1) di assicurare l’immissione sul mercato di un numero progressivamente maggiore di prodotti ad alta efficienza energetica (attraverso la progettazione ecocompatibile), e di mettere in grado e di incoraggiare i consumatori ad acquistare i prodotti più efficienti sulla base di informazioni utili (attraverso l’etichettatura energetica).

3.2.

Il Piano stabilisce le misure di esecuzione adottate, tra le quali figurano 28 regolamenti sulla progettazione ecocompatibile, 16 regolamenti delegati sull’etichettatura energetica e 3 accordi volontari riconosciuti.

3.3.

Altri campi di attività comprendono una misura di progettazione ecocompatibile per prodotti di riscaldamento e raffreddamento dell’aria, che assumerà la forma di un regolamento, e una serie di modifiche dei regolamenti per migliorare le prove sui prodotti e ridurre le possibilità di frode grazie a una misura di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica. Tali iniziative sono complementari al Piano e sono citate al suo interno, senza tuttavia essere specificamente contenute in esso.

3.4.

La valutazione e presentazione dei lavori esistenti ed in corso è incentrata sull’etichettatura energetica e sull’introduzione di un elemento di progettazione ecocompatibile unicamente nel contesto dell’efficienza delle prestazioni.

3.5.

All’elenco dei gruppi di prodotti contemplati dai regolamenti esistenti o dal riesame di tali regolamenti sono state aggiunte le seguenti nuove categorie:

sistemi di automazione e controllo per l’edilizia,

bollitori elettrici,

asciugamani elettrici,

ascensori,

pannelli solari e invertitori,

contenitori refrigerati,

pulitori ad alta pressione.

4.   Principi di progettazione ecocompatibile

4.1.

La progettazione ecocompatibile può contribuire a dissociare la crescita economica dal consumo di risorse attraverso un minore utilizzo di materiali e di energia, tassi di riciclaggio più elevati e una ridotta produzione di rifiuti (2). Il potere di un modello di economia circolare consiste nel fatto che la creazione di prosperità economica, benefici sociali e vantaggi ambientali procedono di pari passo. La progettazione ecocompatibile può essere un fattore trainante importante per la sostenibilità sociale.

4.2.

La direttiva sulla progettazione ecocompatibile, pur essendo stata impiegata per il miglioramento dell’efficienza energetica dei prodotti, potrebbe anche essere utilizzata più intensivamente per stimolare la progettazione circolare di prodotti, ad esempio escludendo strategie di progettazione che impediscano la riparazione o la sostituzione di parti difettose (3).

4.3.

La progettazione ecocompatibile consente di realizzare sistemi di prodotti-servizi e prodotti con minori risorse, usando risorse rinnovabili e riciclate ed evitando materiali pericolosi, e utilizzando componenti più duraturi e più facili da gestire in termini di manutenzione, riparazione, aggiornamento e riciclaggio. È possibile distinguere due approcci: la riprogettazione di prodotti basata su miglioramenti incrementali ai prodotti esistenti e una nuova progettazione di prodotti che mira a sviluppare nuovi prodotti efficienti sotto il profilo delle risorse che possono essere riparati, aggiornati e riciclati (4). L’attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, fino a questo momento, ha privilegiato il primo approccio incrementale, mentre ora dovrebbe intensificare l’applicazione del secondo approccio, in combinazione con lo sviluppo di un’adeguata etichettatura riveduta, e attraverso il sostegno del lavoro che stanno svolgendo in questi settori le organizzazioni europee di normazione.

4.4.

Un elemento importante della progettazione circolare consiste nel fatto che un prodotto può diventare un servizio con uno spostamento dell’attenzione dalla proprietà all’utilizzo, dalla vendita di un prodotto alla stipulazione di un contratto basato sui risultati, ad esempio nel caso del sistema di prodotto-servizio (PSS) o degli accordi sul livello dei servizi (ALS).

4.5.

Nel settore dell’agricoltura e della produzione alimentare, occorre osservare che i sistemi di produzione alimentare sostenibili, in particolare quelli biologici, sono un esempio sia di circolarità che di progettazione ecocompatibile.

4.6.

L’iniziativa congiunta recentemente varata dalla Commissione europea e dal CESE, sull’istituzione di una piattaforma multilaterale delle parti interessate per l’economia circolare europea può facilitare la mappatura delle buone pratiche nel settore e individuare gli ostacoli politici alla transizione verso la progettazione ecocompatibile.

5.   Lacune e omissioni

5.1.    Approccio integrato

5.1.1.

La progettazione ecocompatibile di prodotti e servizi deve andare al di là delle semplici considerazioni energetiche. Sebbene tali considerazioni siano importanti, occorre concentrarsi sull’intero ciclo di vita dei prodotti, tra cui anche le caratteristiche di durata, la facilità di manutenzione e riparazione, il potenziale di condivisione e digitalizzazione, la possibilità di upgrading, la facilità di riutilizzo e riciclaggio e l’applicazione effettiva, dopo l’uso, sotto forma di materie prime secondarie nei prodotti immessi sul mercato. La progettazione ecocompatibile deve far parte di un approccio integrato, in cui sia l’efficienza energetica che le prestazioni dei prodotti siano considerate in combinazione e su un piano di parità con l’efficienza e le prestazioni in termini di risorse e materiali.

5.1.2.

Il Piano attuale riconosce le limitazioni di un approccio incentrato principalmente sul rendimento energetico. La necessità di una più ampia strategia in materia di progettazione ecocompatibile appare quindi evidente, per motivi sia di coerenza che di chiarezza. La direttiva sulla progettazione ecocompatibile non si limita alle prestazioni energetiche dei prodotti connessi all’energia, ma prende in esame anche il più ampio ambito di applicazione delle componenti fisiche di tali prodotti, nonché il maggiore impatto, anche in termini di costi, di una mancanza di efficienza delle risorse.

5.1.3.

I principi dell’economia circolare presuppongono prodotti durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili. La progettazione ecocompatibile deve integrare tali principi nel contesto della digitalizzazione e dell’economia della condivisione (5) e della funzionalità (6), al fine di garantire coerenza tra le diverse strategie destinate a produrre un nuovo modello economico (7). L’attuale mancanza di coerenza rischia infatti di creare incertezza nel settore imprenditoriale e di frenare conseguentemente l’innovazione o gli investimenti nei modelli d’impresa che si basano su un modello di economia circolare più completo. Tale situazione favorisce inoltre sviluppi che puntano a un’efficienza dal punto di vista delle risorse a costo di un eccessivo consumo energetico e viceversa. I criteri di selezione dei prodotti, finora basati sull’inefficienza energetica, dovrebbero essere da ora in poi ampliati, in modo da includere anche prodotti e servizi caratterizzati da un’elevata inefficienza sotto il profilo delle risorse.

5.1.4.

Per lo sviluppo di un’economia circolare è essenziale disporre di un solido mercato delle materie prime secondarie. La progettazione ecocompatibile dovrebbe favorire la concezione di prodotti e servizi che consentano la separazione dei componenti di un prodotto: tali componenti dovrebbero cioè essere facilmente recuperabili per il riutilizzo e/o la rifabbricazione. La progettazione dovrebbe consentire, attraverso questo recupero di materie prime secondarie, di immettere sul mercato materiali puliti e di elevata qualità.

5.1.5.

L’utilizzo della progettazione come motore per lo sviluppo di un solido mercato delle materie prime secondarie deve avvenire tenendo conto dell’importanza della durata e modularità anche in sede di progettazione.

5.2.    Cambiamento dei comportamenti

5.2.1.

Una serie di strategie dovrebbero essere utilizzate per modificare il comportamento dei consumatori. La sola etichettatura non sarà infatti sufficiente a determinare un cambiamento di comportamento di ampia portata. I pareri precedenti del CESE hanno già indicato la necessità di utilizzare strumenti economici (8), sistemi di etichettatura per indicare la durata di vita dei prodotti (9) e metodi di economia comportamentale (10), in particolare «pensare in termini di piccoli incentivi» (11) (nudge thinking — approccio della spinta gentile) nel quadro degli strumenti da impiegare per realizzare la transizione.

5.2.2.

La necessità di cambiare i comportamenti non riguarda soltanto i consumatori e gli utenti finali ma anche le imprese, che hanno bisogno di sostegno, in termini di incentivi e certezza di orientamenti politici, per favorire il cambiamento. Questo aspetto assume un’importanza cruciale soprattutto nel settore delle PMI, in cui la formazione e gli strumenti di sostegno possono migliorare la comprensione e l’applicazione dei principi di progettazione ecocompatibile, e garantire che qualunque transizione comporti un’adeguata riallocazione dei lavoratori al fine di ridurre al minimo gli spostamenti.

5.2.3.

Il CESE ribadisce il proprio sostegno all’utilizzo dei regimi di responsabilità estesa del produttore, come strumento per promuovere il passaggio a modelli imprenditoriali di economia circolare, e sottolinea come anche in questo modo si possa contribuire alla promozione della progettazione ecocompatibile.

5.2.4.

Il parere del CESE Pacchetto sull’economia circolare  (12) fa riferimento al ruolo dei nuovi modelli di proprietà, che comprendono i servizi di leasing. In questo modo la progettazione ecocompatibile può anche diventare un imperativo commerciale, con vantaggi sia per l’ambiente che per la società nel suo insieme.

5.3.    Clausole di revisione

5.3.1.

La maggior parte delle misure di esecuzione dell’etichettatura energetica e della progettazione ecocompatibile prevedono clausole di riesame in scadenza nei prossimi anni. Esse prendono specificamente in esame i seguenti aspetti: efficienza delle risorse, riparabilità, riciclabilità e durata dei prodotti.

5.3.2.

Il CESE sottolinea l’importanza di applicare tali principi agli studi in corso dell’elenco di prodotti esistenti e non solo ai nuovi gruppi di prodotti che devono essere inseriti nel presente piano di lavoro.

5.3.3.

L’applicazione di questi principi non dovrebbe essere solo esternalizzata agli esercizi di riesame, ma dovrebbe ora essere anche integrata nel piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile.

5.4.    Adottare un piano di lavoro attuale e pertinente sulla progettazione ecocompatibile

5.4.1.

Il CESE osserva che l’attuale Piano è stato riveduto alla luce del piano d’azione per l’economia circolare. Tuttavia, la consultazione del forum consultivo riguardo alle proposte di un progetto di piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile, come previsto dall’articolo 18 della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, è avvenuta a fine ottobre 2015, ovvero prima che fosse varato il piano d’azione per l’economia circolare.

5.4.2.

Il forum consultivo dovrebbe prendere atto della posizione ufficiale assunta dalla società civile organizzata tramite i lavori condotti in seno al CESE.

5.4.3.

I prodotti TIC sono inclusi nel Piano ma esclusivamente come gruppo a sé stante, per il quale viene proposto un «percorso diverso», per via delle complicazioni e delle difficoltà associate alla rapida evoluzione di tali prodotti e all’incertezza sugli sviluppi futuri del mercato. Viene osservato che lo sviluppo del processo di etichettatura per questi prodotti richiede generalmente troppo tempo (in media 4 anni) e che gli accordi volontari non producono benefici ambientali, economici e sociali con sufficiente rigore e rapidità.

5.4.4.

L’indicazione, all’interno del Piano, di un percorso diverso per i prodotti TIC è di particolare importanza. Per promuovere l’innovazione nella progettazione ecocompatibile di tali prodotti, servono orientamenti e obiettivi precisi per il settore. Ad esempio, la progettazione ecocompatibile applicata ai telefoni cellulari, li potrebbe far diventare ambasciatori della progettazione ecocompatibile, utilizzando un dispositivo di comunicazione per informare un vasto pubblico sugli aspetti pratici della progettazione ecocompatibile, nonché sulle conseguenze e sui vantaggi che essa comporta.

5.4.5.

L’accordo Energy Star concluso fra l’Unione europea e gli Stati Uniti giungerà a scadenza nel 2018. In base a tale accordo, entrambe le giurisdizioni hanno stabilito le stesse specifiche volontarie di efficienza per le apparecchiature per ufficio. Le nuove dinamiche politiche negli Stati Uniti possono tuttavia comportare dei rischi per quanto riguarda la proroga dell’accordo. La revisione dovrebbe tenere conto dei vantaggi competitivi per le imprese in Europa derivanti da un forte sostegno alla progettazione ecocompatibile. L’UE ha l’opportunità di svolgere un ruolo guida in questo settore. Inoltre, non deve essere sottovalutata l’importanza della reciprocità e degli accordi internazionali ai fini dell’integrazione del concetto di progettazione ecocompatibile.

5.4.6.

Esiste una chiara indicazione che nell’ambito del Piano verrà sviluppata una più ampia sezione dedicata al contributo della progettazione ecocompatibile all’economia circolare. Il riconoscimento della necessità di ampliare il campo di applicazione è accolto con favore, ma il calendario di realizzazione deve essere breve e preciso.

5.4.7.

Lo sviluppo di uno strumentario dell’economia circolare per la progettazione ecocompatibile, come la Circular Design Guide pubblicata di recente dalla Fondazione Ellen MacArthur, può facilitare il cambiamento, ma deve essere sostenuto da una legislazione solida e adeguata, nonché da una ricerca approfondita, un’ampia consultazione delle parti interessate e un sostegno alla normazione. Dal punto di vista sia dei consumatori che delle imprese, il prezzo dei prodotti e gli incentivi economici determineranno la diffusione di tale strumentario. Il principio «chi inquina paga» può sostenere l’affermazione di buone pratiche in questo settore.

5.4.8.

Le sfide in termini di sorveglianza del mercato e cooperazione internazionale non devono essere sottovalutate. Il CESE segnala che è sempre più necessario, a livello di Stati membri, procedere all’attuazione e alla rendicontazione attraverso la sorveglianza del mercato, e osserva che, in mancanza di ciò, potrebbe essere necessario adottare meccanismi di sorveglianza rafforzati a livello nazionale, coordinati direttamente o indirettamente tramite un sistema di sorveglianza a livello dell’UE. L’utilizzo di meccanismi di sorveglianza o di ispezione diversi da quelli comunemente utilizzati per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica è anch’esso un aspetto che potrebbe dover essere preso in considerazione, al fine di ridurre al minimo la presenza di produttori e importatori opportunisti sul mercato dell’UE, e proteggere e premiare gli investimenti realizzati da società che adottano pratiche corrette e trasparenti in materia di progettazione ecocompatibile, etichettatura e comunicazione di informazioni e dichiarazioni sui prodotti.

5.4.9.

L’etichettatura è di fondamentale importanza per i consumatori e la trasparenza, pur non rappresentando una panacea, e può non essere, in particolare, lo strumento più appropriato nei rapporti tra imprese (prodotti/servizi). L’etichettatura, laddove opportuno, dovrebbe tenere conto dell’aspettativa di vita, e non concentrarsi esclusivamente sul rendimento energetico. Agli edifici, ad esempio, oltre a essere attribuito un punteggio elevato per il loro rendimento energetico, potrebbe essere concesso anche un maggiore riconoscimento per i materiali utilizzati nella loro costruzione, così come a prodotti complessi (ad esempio alcuni sistemi di riscaldamento, raffreddamento o ventilazione) potrebbe essere concesso un maggiore riconoscimento per i materiali utilizzati e anche per la loro riparabilità, sostituibilità, durata e riciclabilità.

Bruxelles, 5 luglio 2017

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Georges DASSIS


(1)  GU C 82 del 3.3.2016, pag. 6.

(2)  EMF. Towards the circular economy: Opportunities for the consumer goods sector («Verso l’economia circolare: opportunità per il settore dei beni di consumo»), Ellen MacArthur Foundation, 2013. Il documento è disponibile al seguente indirizzo: https://www.ellenmacarthurfoundation.org/assets/downloads/publications/TCE_Report-2013.pdf.

(3)  AEA. Environmental indicator report 2014: Environmental impacts of production-consumption systems in Europe («Relazione sugli indicatori ambientali 2014: impatti ambientali dei sistemi di produzione-consumo in Europa»), Agenzia europea dell’ambiente, 2014. Il documento è disponibile al seguente indirizzo: https://www.eea.europa.eu/publications/environmental-indicator-report-2014

(4)  Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e Università tecnica di Delft. Design for sustainability — A step-by-step approach («Progettazione per la sostenibilità — Un approccio passo per passo»), 2009. Il documento è disponibile al seguente indirizzo:

http://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/8742/DesignforSustainability.pdf?sequence=3&isAllowed=y.

(5)  GU C 303 del 19.8.2016, pag. 36.

(6)  GU C 75 del 10.3.2017, pag. 1.

(7)  Agenzia europea dell’ambiente. Circular by design — Products in the circular economy («Progettare in maniera circolare — I prodotti nell’economia circolare»), relazione n. 6-2017, giugno 2017. Il documento è disponibile al seguente indirizzo: https://www.eea.europa.eu/publications/circular-by-design. Il CESE sta attualmente esaminando il potenziale globale di nuovi modelli economici sostenibili in un parere dedicato a tale argomento (SC/048) che sarà adottato nel secondo semestre del 2017.

(8)  GU C 226 del 16.7.2014, pag. 1.

(9)  GU C 67 del 6.3.2014, pag. 23.

(10)  Agenzia europea dell’ambiente. Circular by design — Products in the circular economy («Progettare in maniera circolare — I prodotti nell’economia circolare»), op. cit., pag. 31.

(11)  GU C 75 del 10.3.2017, pag. 28.

(12)  GU C 264 del 20.7.2016, pag. 98.