Strasburgo, 19.1.2016

SWD(2016) 5 final

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO

che accompagna il documento

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI del Consiglio

{COM(2016) 7 final}
{SWD(2016) 4 final}


Sintesi

Valutazione di impatto della proposta di direttiva che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI del Consiglio

A. Necessità di agire

Per quale motivo? Qual è il problema affrontato?

L’attuale sistema elettronico (ECRIS – sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali) per lo scambio di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di una determinata persona dagli organi giurisdizionali penali all’interno dell’UE, ai fini di un procedimento penale o, se consentito dal diritto nazionale, a fini diversi, è inefficace in relazione ai cittadini di paesi terzi. ECRIS non contiene un meccanismo per individuare facilmente gli Stati membri in possesso di informazioni sui precedenti penali dei cittadini di paesi terzi. Lo Stato membro che voglia ottenere tali informazioni deve inviare una richiesta “generalizzata” a tutti gli altri Stati membri, compresi quelli che non hanno le informazioni richieste. Se gli Stati membri dovessero inviare sistematicamente richieste “generalizzate”, gli oneri amministrativi derivanti dall’obbligo di rispondevi rappresenterebbero l’elemento più costoso del flusso di lavoro di ECRIS (stimato fino a 78 000 000 EUR). Poiché ECRIS è inefficace in relazione ai cittadini di paesi terzi, nella pratica gli Stati membri non ne sfruttano appieno il potenziale in relazione a tali cittadini. Pertanto, gli organi giurisdizionali, le autorità di contrasto e le altre autorità amministrative a livello nazionale non sempre dispongono di informazioni complete sui precedenti penali dei cittadini di paesi terzi. Non esiste un altro canale per lo scambio di informazioni che abbia un’efficacia pari o superiore a ECRIS.

Qual è l’obiettivo di questa iniziativa?

Obiettivi generali:

migliorare il funzionamento dello spazio comune di sicurezza e giustizia potenziando lo scambio di informazioni in materia penale;

ridurre la criminalità e promuoverne la prevenzione (anche in relazione al terrorismo);

garantire la parità di trattamento dei cittadini di paesi terzi e dei cittadini dell’Unione per quanto riguarda un efficace scambio di informazioni sui precedenti penali.

Obiettivi specifici:

ridurre il numero di richieste superflue di informazioni sui precedenti penali di cittadini di paesi terzi e i costi che ne derivano;

aumentare lo scambio di informazioni sui precedenti penali riguardanti i cittadini di paesi terzi attraverso ECRIS.

Qual è il valore aggiunto dell’azione a livello dell’UE? 

L’iniziativa dovrebbe fornire un meccanismo comune che consenta agli Stati membri di scambiarsi informazioni sulle condanne penali in modo standardizzato, rapido, coordinato ed efficace. Tale obiettivo non può essere conseguito dai singoli Stati membri, ma richiede un’azione concertata di tutti gli Stati membri. Non ci si può attendere che un’azione non coordinata a livello di Stato membro produca sufficienti effetti di scala per superare le carenze delle attuali modalità di utilizzo del sistema.

B. Soluzioni

Quali opzioni strategiche, di carattere legislativo e di altro tipo, sono state prese in considerazione? È stata preferita un’opzione? Per quale motivo? 

Opzione 1: mantenimento dello status quo.

Opzione 2: opzione non legislativa; un progetto volontario degli Stati membri relativo a un meccanismo più efficiente per lo scambio di informazioni sui precedenti penali di cittadini di paesi terzi, cofinanziato dalla Commissione.

Opzione 3 (preferita): opzione legislativa; un meccanismo di ricerca per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sui precedenti penali di cittadini di paesi terzi contenente i dati sull’identità dei cittadini di paesi terzi condannati (filtro-indice) consultabili tramite un meccanismo di ricerca “hit-/no-hit”. Il filtro-indice sarebbe reso anonimo e trasmesso a tutti gli altri Stati membri affinché lo possano consultare dai propri locali. L’eventuale “hit” identificherebbe gli Stati membri in possesso di informazioni sui precedenti penali di un determinato cittadino di un paese terzo. Le informazioni complete potrebbero poi essere richieste tramite ECRIS.

Opzione 4: come l’opzione 3, ma il filtro-indice sarebbe conservato presso un organo centrale dell’UE e non sarebbe reso anonimo.

L’opzione preferita è la numero 3, poiché offre un meccanismo per individuare in modo efficace gli Stati membri in possesso di informazioni sui precedenti penali di un determinato cittadino di un paese terzo. Comportando un obbligo giuridico per tutti gli Stati membri, garantisce un approccio comune. L’opzione 3 non richiede un ulteriore sistema a livello dell’UE, risultando così più efficiente in termini di costi rispetto all’opzione 4.

Quali sono i sostenitori delle varie opzioni?

Tutti gli Stati membri sostengono un’opzione regolamentare. Un’ampia maggioranza di Stati membri è favorevole all’opzione 3 a condizione che il software supplementare necessario possa essere facilmente integrato nelle reti esistenti a livello nazionale e il sostegno finanziario sia disponibile. Alcuni Stati membri sostengono l’opzione 4. I portatori di interessi del settore dei diritti fondamentali propendono per un sistema decentrato piuttosto che per uno centralizzato.

C. Impatto dell’opzione preferita

Quali sono i vantaggi dell’opzione preferita (se ne esiste una, altrimenti delle opzioni principali)? 

Non c’è alcun impatto significativo diretto sui settori economico, sociale e ambientale.

Quali sono i costi dell’opzione preferita (se ne esiste una, altrimenti delle opzioni principali)? 

I costi una tantum sono stimati a:

- per l’UE: 1 089 000 EUR,

- per i 28 Stati membri: 768 000 EUR,

- costi una tantum totali: 1 857 000 EUR.

Le spese correnti (spese annuali di manutenzione e amministrativi) sono stimate a:

- per l’UE: 668 000 EUR,

- per i 28 Stati membri: inizialmente 5 304 000 EUR, per poi aumentare gradualmente nel tempo fino a un massimo di 12 804 000 EUR.

Le spese correnti totali (sostenute dai 28 Stati membri e dall’UE) dovrebbero aumentare gradualmente negli anni, partendo da 5 972 000 EUR fino a un massimo di 13 472 000 EUR.

Quale sarà l’incidenza su aziende, PMI e microimprese?

Nessuna.

L’impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà significativo?

Si veda la voce “costi dell’opzione preferita”.

Sono previsti altri impatti significativi? 

Nessuno.

D. Tappe successive

Quando saranno riesaminate le misure proposte?

Due anni dopo l’adozione dello strumento giuridico.