Bruxelles, 20.7.2016

COM(2016) 500 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio

Comunicazione di accompagnamento di misure nell'ambito della strategia quadro per un’Unione dell’energia: proposta legislativa relativa a riduzioni annue vincolanti delle emissioni di gas serra che gli Stati membri devono realizzare nel periodo 2021-2030, proposta legislativa relativa all'inserimento delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia e comunicazione relativa a una strategia europea per una mobilità a basse emissioni


1.Introduzione

La transizione a livello mondiale verso un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio è cominciata e ha ricevuto nuovo impulso dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici 1 e dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tale transizione è necessaria per assicurare la crescita e l'occupazione e opportunità di investimento per le generazioni di europei attuali e future, mitigando al contempo gli effetti nocivi dei cambiamenti climatici. Se l'UE non mantiene e valorizza il proprio vantaggio di precursore in questo ambito per promuovere le energie rinnovabili, l'efficienza energetica e concorrere allo sviluppo di altri mercati mondiali delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, saranno altre regioni del mondo a farlo. Tutto lascia presagire che il modello economico europeo subirà mutamenti. È nostra responsabilità condivisa fare in modo che la transizione avvenga in modo equo e che sia basata sulla solidarietà, affinché nessuno ne venga escluso. La strategia quadro per un'Unione dell'energia 2 contribuisce al conseguimento di questo obiettivo.

Il pacchetto di misure presentato oggi dalla Commissione vuole aiutare l'Europa a prepararsi per il futuro, mantenendo la sua competitività. Principali destinatari ne sono gli Stati membri, poiché saranno in prima linea nel decidere le modalità di attuazione delle misure per conseguire gli obiettivi concordati di riduzione dei gas serra per il 2030 3 .

Gli Stati membri non possono tuttavia farcela da soli. La mobilitazione registrata nella fase di preparazione della conferenza di Parigi sul clima ha evidenziato quale importanza rivestano i soggetti non statali per conseguire il cambiamento. L'UE si aspetta inoltre anche un contributo da parte di imprese, agricoltori, ricercatori, educatori e partner sociali, per citare soltanto alcune categorie. Allo stesso tempo l'UE ha anche la responsabilità di rafforzare la propria azione mediante misure di portata unionale e finalizzate a creare un contesto favorevole e sostiene le azioni delle sue città in cui vive l'80% dei cittadini europei. Le città sono tra i soggetti più dinamici e innovativi nella creazione di un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio, superando spesso i livelli, pur ambiziosi, fissati a livello nazionale. Le comunità rurali rivestono un'importanza altrettanto grande in virtù del loro ruolo cruciale per la fornitura di risorse naturali sostenibili e la tutela dell'ambiente a beneficio delle generazioni future.

L'UE sta facendo il massimo per mantenere lo slancio positivo che l'azione per il clima ha raggiunto a livello mondiale. Nessun paese, per quanto isolato, è immune dalla minaccia di cambiamenti climatici catastrofici. Per questo motivo, al livello politico più elevato, i leader del G7 si sono impegnati ad accelerare la transizione verso un sistema energetico che consenta la decarbonizzazione dell'economia mondiale e a fissare un termine per mettere fine alla maggior parte delle sovvenzioni ai combustibili fossili e al sostegno governativo per carbone, gas e petrolio entro la fine del 2025. Le città dell'UE avranno un ruolo chiave nella nuova coalizione di città che si va formando a livello mondiale e che potrebbe costituire un'ulteriore opportunità per proseguire la lotta ai cambiamenti climatici a livello locale nell'ambito di un'iniziativa di portata internazionale. Il crescente senso di urgenza che impone di affrontare il collegamento tra cambiamenti climatici e fragilità e sicurezza è stato riaffermato nel piano d'azione diplomatico dell'UE in materia di clima dell'anno in corso 4 .

L'UE dispone di tutte le potenzialità per trasformare in opportunità le sfide poste dai cambiamenti climatici. In questo contesto globale l'Europa svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo di tecnologie e servizi innovativi a basse emissioni di carbonio, non solo nel settore dell'energia ma anche in quelli industriale, edilizio e dei trasporti. E dovrebbe mantenere questa sua leadership. È nostro dovere continuare a dotare gli europei delle abilità necessarie per l'economia a basse emissioni di carbonio, a investire nel futuro dei nostri figli e ad aiutare l'industria ad adeguarsi a esigenze in mutamento. L'Europa ha promesso di intervenire in modo ambizioso e manterrà questa promessa.

2.Principi guida per un quadro regolamentare relativo alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

Nell'ottobre 2014 l'UE ha assunto un impegno chiaro: l'obiettivo, vincolante ed esteso a tutti i settori economici, di ridurre le emissioni del 40% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990). Si tratta di un impegno in linea con un percorso efficiente sotto il profilo dei costi per conseguire gli obiettivi climatici di lungo termine dell'UE, che è divenuto la base dell'impegno sottoscritto dall'UE a livello internazionale nell'ambito dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e che sarà realizzato da tutti gli Stati membri collettivamente.

Per cominciare a tradurre in pratica questo impegno, nel luglio 2015 la Commissione ha presentato una proposta di riforma del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE per adeguarlo al nuovo contesto e orientare gli investimenti nei settori industriale ed energetico dopo il 2020 5 . Il Parlamento europeo e i governi degli Stati membri dovrebbero fare tutto il possibile per adottare la proposta in tempi rapidi. Il presente pacchetto di misure è indirizzato agli altri elementi principali dell'economia che contribuiranno all'azione per il clima: i settori dell'edilizia, dei trasporti, del trattamento dei rifiuti, dell'agricoltura 6 , dell'uso del suolo e della silvicoltura.

Basandosi sui principi guida dell'azione per il clima dell'UE adottati finora, il nuovo quadro regolamentare si fonda sui principi chiave di equità, solidarietà, flessibilità e integrità ambientale.

Al fine di garantire equità e solidarietà, principi iscritti nel quadro strategico per il clima e l'energia per il 2030 concordato in sede di Consiglio europeo, la Commissione propone di differenziare gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni per il 2030 per tenere conto del prodotto interno lordo di ciascun Stato membro e di commisurare gli obiettivi alla loro ricchezza relativa. I livelli degli obiettivi per i singoli Stati membri più ricchi sono ulteriormente adeguati tra di loro per tenere conto del rapporto costi-efficacia.

La proposta definisce inoltre un sistema flessibile in cui gli Stati membri possono ridurre le emissioni congiuntamente in una serie di settori e in modo scaglionato nel tempo per tenere conto delle differenti strutture delle economie degli Stati membri. Essa consentirà lo scambio di quote di emissioni tra Stati membri o l'elaborazione di progetti per ridurre le emissioni in altri Stati membri. In questo modo saranno agevolati i flussi di investimenti all'interno dell'UE per essere utilizzati laddove sono maggiormente necessari per modernizzare l'economia e possono garantire i maggiori benefici con i costi più bassi 7 .

L'uso del suolo e il settore della silvicoltura sono inclusi per la prima volta nel quadro UE per l'energia e il clima. La Commissione propone un attento equilibrio tra la concessione di maggiori incentivi per la cattura del carbonio e la riduzione delle emissioni da suoli e foreste e la necessità di mantenere l'integrità ambientale del quadro UE per il clima così da incentivare la riduzione delle emissioni nei settori edilizio, agricolo e dei trasporti. Per questo la flessibilità verso altri settori sarà limitata.

La proposta di regolamento per tali settori prevede norme contabili più solide per i suoli, la destinazione dei suoli e la silvicoltura. Poiché la gestione delle foreste costituisce la fonte principale di biomassa per la produzione di energia e legname, un rafforzamento delle norme contabili per la gestione forestale garantirà una solida base per la politica europea in materia di energie rinnovabili e per un ulteriore sviluppo della bioeconomia dopo il 2020.

3.Rafforzare il contesto favorevole per la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio nell'UE

Partendo dal presente quadro regolamentare spetta quindi agli Stati membri mettere a punto le misure più idonee per cogliere i benefici di un'economia a basse emissioni di carbonio e conseguire i loro obiettivi. L'UE sosterrà gli Stati membri con una serie di strumenti e misure incentivanti.

3.1.La strategia per l'Unione dell’energia e altre iniziative settoriali specifiche

Data l'incidenza del settore dei trasporti sulle emissioni dell'UE, la Commissione presenta una strategia europea per una mobilità a basse emissioni che individua le leve fondamentali nel settore dei trasporti, tra cui misure di portata UE per veicoli a basse o zero emissioni e combustibili alternativi a basse emissioni. La strategia sottolinea inoltre la necessità di valorizzare al massimo le sinergie tra i sistemi dell'energia e dei trasporti.

Per quanto riguarda l'edilizia, la Commissione sta procedendo al riesame dell'attuale quadro UE per l'efficienza energetica e intente presentare proposte verso fine anno, tra l'altro sulle modalità per attirare finanziamenti da destinare alla ristrutturazione del parco immobiliare. Nell'anno in corso la Commissione definirà un protocollo volontario di riciclaggio su scala settoriale per i rifiuti di costruzione e demolizione. Dati i margini di manovra più limitati per ridurre le emissioni nei settori dell'agricoltura e della destinazione di uso del suolo, la proposta relativa a silvicoltura e destinazione di uso del suolo conterrà ulteriori incentivi per la cattura del carbonio. Inoltre, la riforma della politica agricola comune, nei suoi due pilastri a sostegno dell'azione per il clima, mette a disposizione diversi strumenti e misure. Anche il riesame della politica dell'UE in materia di fertilizzanti dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni prodotte dai fertilizzanti inorganici e sintetici. Dopo l'agricoltura, il settore dello smaltimento dei rifiuti rappresenta la seconda maggiore fonte delle emissioni diverse dal biossido di carbonio. La direttiva quadro sulla gestione dei rifiuti, e in particolare la direttiva sulle discariche, per la quale la Commissione ha presentato una proposta di revisione lo scorso anno, dovrebbero contribuire a una sensibile riduzione delle emissioni provocate dai rifiuti.

Gli Stati membri possono cogliere i benefici delle citate misure di portata UE soltanto se le attuano e le fanno rispettare adeguatamente.

3.2.Strumenti e stimolanti trasversali

La priorità dell'Unione dell'energia, articolata nelle sue diverse dimensioni, costituisce un quadro più ampio di cui l'Unione può avvalersi per creare l'ambiente propizio alla transizione verso un'energia pulita. Vi è inoltre una serie di altri fattori fondamentali che favoriscono tale transizione in tutti i settori dell'economia.

3.2.1.Economia circolare

L'economia circolare può svolgere un ruolo importante nei settori interessati dal pacchetto ma anche in altri. Esiste un collegamento fisico diretto tra i quantitativi di materie prime utilizzate, l'energia richiesta e le emissioni di gas serra. Benché l'UE sia riuscita a disaccoppiare la propria crescita economica dall'aumento delle emissioni di biossido di carbonio, non si può dire lo stesso per l'uso dei materiali e l'efficienza delle risorse.

Per questo motivo l'anno scorso la Commissione ha presentato un ambizioso pacchetto sull'economia circolare 8 finalizzato ad affrontare tali problemi. Le azioni proposte contribuiranno a creare "l'anello mancante" del ciclo di vita dei prodotti, incrementando il riciclaggio e il riutilizzo e ricavando il valore e l'impiego massimi da materie prime, prodotti e rifiuti.

3.2.2.Innovazione per la competitività

Per cogliere le opportunità create dall'innovazione in quanto fattore fondamentale per promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e massimizzare l'impatto di ogni euro investito, più avanti nell'anno la Commissione intende presentare una strategia integrata di ricerca, innovazione e competitività per l’Unione dell’energia. Le azioni concrete avviate nell'ambito di questa nuova strategia dovrebbero contribuire in modo diretto al conseguimento degli obiettivi europei in materia di clima ed energia e contribuire alla modernizzazione e alla competitività dell'economia dell'UE, sostenendone il ruolo di capofila nelle tecnologie pulite.

L'Europa continua a costituire la fonte principale dei finanziamenti alla ricerca nei settori dell'energia e dello sviluppo (3,9 miliardi di EUR nel 2014, pari al 36% del totale) ed è al primo posto per quanto riguarda il numero di domande di brevetti per le tecnologie di elevato valore per la mitigazione dei cambiamenti climatici (40% del totale). Allo stesso tempo esistono potenzialità di elevato valore che non sono adeguatamente valorizzate, ad esempio nel settore delle tecnologie pulite e dei veicoli a zero emissioni. In altri ambiti, tra cui le tecnologie per le energie rinnovabili, l'Unione europea ha cominciato a perdere terreno rispetto ai suoi concorrenti. Ma soprattutto, guardando oltre le tecnologie e gli ambiti di innovazione specifici, l'Europa ha bisogno di migliorare la capacità di commercializzare con successo le proprie innovazioni.

3.2.3.Riorientare e aumentare gli investimenti

Per sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, nonché per evitare di restare vincolati a infrastrutture e beni a elevate emissioni, è indispensabile riorientare e aumentare rapidamente gli investimenti privati.

Nell'UE sono già state avviate attività per allineare investimenti privati agli obiettivi in materia di clima e di efficienza delle risorse mediante politiche e investimenti pubblici strategici.

Il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE fissa un prezzo per il carbonio. Per i settori che non rientrano in tale sistema, gli Stati membri possono fissare i corretti incentivi utilizzando le politiche fiscali.

L'iniziativa dell'Unione dei mercati dei capitali 9 tiene conto dell'importanza degli investimenti sostenibili e di lungo termine per mantenere e aumentare la competitività dell'UE e incoraggiare il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio ed efficiente nell'utilizzo delle risorse. Anche la recente introduzione delle obbligazioni verdi può aiutare a indirizzare i flussi di capitale verso gli investimenti a basse emissioni di carbonio.

Non ci si può tuttavia fermare qui. L'UE continuerà a perfezionare il mercato unico e a operare per rimuovere gli ostacoli agli investimenti.

La Commissione si sta inoltre adoperando per garantire che l'attuale spesa di bilancio dell'UE sia allineata con gli obiettivi in materia di clima. L'impegno politico volto ad assicurare che almeno il 20% del quadro finanziario pluriennale sia esplicitamente collegato al clima sta dando i suoi frutti. In questo spirito la Commissione si associata di recente all'iniziativa "Mission Innovation", i cui membri si sono impegnati a raddoppiare in cinque anni (entro il 2020) i finanziamenti pubblici ad attività di ricerca e sviluppo in materia di energia pulita.

Anche gli strumenti finanziari dell'UE stanno apportando un contributo significativo all'azione per il clima dell'Unione europea, come dimostrato dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, che è sulla buona strada per conseguire l'obiettivo di mobilitare almeno 315 miliardi di EUR di investimenti supplementari nell'economia reale entro la metà del 2018 10 . Oltre il 50% degli investimenti approvati finora riguarda aspetti pertinenti al clima. I coinvestimenti in progetti nell'ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici possono avvenire sia a livello di progetto che di piattaforma di investimento. Le piattaforme di investimento possono contribuire a finanziare piccoli progetti e a riunire fondi di varia provenienza per consentire investimenti diversificati aventi un rilievo geografico o tematico. Possono anche conferire attrattiva a possibilità di investimento di dimensione contenuta o locale attirando verso di esse nuovi gruppi di investitori, ad esempio fondi pensione o investitori istituzionali stranieri. La Commissione sta esplorando le modalità per fondere e combinare le risorse disponibili nell'ambito di altri programmi dell'UE, ad esempio il meccanismo per collegare l’Europa e Orizzonte 2020, in particolare mediante piattaforme di investimento, ad esempio nei settori dell'efficienza energetica, della mobilità urbana intelligente e delle tecnologie innovative.

Anche la nuova politica di coesione dell'UE sostiene la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e i suoi progetti arrecheranno benefici nel periodo successivo al 2020. La politica di coesione finanzia misure di efficienza energetica nel settore dell'edilizia pubblica e residenziale (13,3 miliardi di EUR) e imprenditoriale (3,4 miliardi di EUR con un'attenzione particolare alle PMI) e per conseguire l'obiettivo di un settore dei trasporti efficiente sul piano energetico e a basse emissioni (39,7 miliardi di EUR per la mobilità urbana sostenibile e i modi di trasporto a basse emissioni di carbonio, quali la ferrovia e i trasporti via mare e per le vie navigabili interne). Inoltre, 8 miliardi di EUR sono destinati alla prevenzione e gestione dei rischi (6,4 dei quali per i rischi legati al clima). Un importo di 115 miliardi di EUR proveniente dal bilancio della nuova politica agricola comune sostiene l'azione per il clima mediante investimenti mirati a migliorare la gestione dei suoli e altri investimenti mirati 11 .

Allo scopo di sostenere gli investimenti nelle innovazioni, quali la cattura del carbonio, le energie rinnovabili e l'adozione di tecnologie all'avanguardia in campo industriale, la proposta di revisione del sistema di scambio di quote di emissione, presentata dalla Commissione, prevede di destinare a tale scopo 450 milioni di quote di emissioni.

3.2.4.Transizione sociale equa e nuove abilità

Le previsioni dicono che se da un lato la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio dovrebbe ridurre l'occupazione nei mercati tradizionali (quelli che utilizzano combustibili fossili, in particolare i settori ad alta intensità di carbonio), dall'altro permetterà la creazione di nuovi posti di lavoro (nei settori delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica e dell'elettrificazione del trasporto con veicoli). Ciò impone inoltre la necessità di anticipare e mitigare l'impatto sociale della transizione in regioni e settori socioeconomici specifici, anche con il sostegno dei fondi strutturali e dei fondi di investimento.

Poiché le competenze costituiranno la via maestra verso l'occupazione e la prosperità, la Commissione ha adottato una nuova e completa agenda per le competenze per l'Europa 12 . Per contribuire a contrastare la carenza di competenze, la Commissione intende avviare iniziative che renderanno più visibili le competenze e ne miglioreranno il riconoscimento a livello locale, nazionale e dell'UE, dalle scuole e dalle università al mercato del lavoro. Tra gli altri fattori, l'agenda prende in esame la riqualificazione e l’aggiornamento professionale e stabilisce un "piano per la cooperazione settoriale sulle competenze" finalizzato a migliorare l'analisi del fabbisogno di competenze e a porre rimedio alla carenza di competenze in settori economici specifici, tra cui le tecnologie verdi.

3.2.5.Opportunità in materia di commercio ed esportazioni

L'aumento dei flussi commerciali dovrebbe favorire la rapida diffusione di beni, servizi e tecnologie verdi a livello mondiale e il passaggio a un economia a basse emissioni di carbonio. L'Unione europea è leader mondiale nelle esportazioni e importazioni di beni ambientali. Nel 2013 le esportazioni dell'UE di prodotti classificati come verdi sono ammontate a 146 miliardi di EUR (circa l'8% del totale UE) e le importazioni a 70 miliardi di EUR. Le società europee dovrebbero continuare a sviluppare ed esportare la loro ingegnosità e le loro competenze nel campo dell'innovazione.

Come membro dell'Organizzazione mondiale del commercio l'UE promuove attivamente la liberalizzazione di beni e servizi che possono arrecare benefici all'ambiente e, in stretta collaborazione con altri sei membri dell'OMC, ha operato per concludere un ambizioso accordo sui beni ambientali con tutti i partecipanti in vista del vertice dei leader del G20 che si terrà in Cina nell'autunno di quest'anno. Anche nei suoi accordi commerciali bilaterali l'UE persegue la precoce liberalizzazione di beni e servizi ambientali e l'agevolazione di scambi commerciali e investimenti nella produzione di energie rinnovabili, contribuendo agli obiettivi della politica sul clima.

4.Conclusioni

È necessario accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio. L'UE ha bisogno di aumentare l'occupazione e la crescita e il programma qui delineato ha le potenzialità per conseguire questo obiettivo e modernizzare l'economia europea. Nel lungo termine il nostro paesaggio economico subirà un mutamento profondo.

Le proposte legislative in materia di clima allegate alla presente comunicazione e la proposta di modifica del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE dovrebbero essere prese in esame in via prioritaria dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

La Commissione avvierà immediatamente o velocizzerà procedure di miglioramento della legislazione (tra cui consultazioni pubbliche e valutazioni dell'impatto) al fine di trasformare rapidamente il piano d'azione sulla mobilità a basse emissioni in una serie di misure efficienti e proporzionate. Entro la fine dell'anno la Commissione presenterà inoltre le rimanenti iniziative per completare la strategia per l'Unione dell’energia dell'UE.

Gli Stati membri hanno già cominciato a predisporre le rispettive strategie in materia di energia e clima per il periodo successivo al 2020. La serie di iniziative qui illustrate fornisce loro la chiarezza e gli strumenti necessari, tra l'altro, per ratificare a livello nazionale l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Gli Stati membri dovrebbero avvalersi al massimo degli strumenti messi a disposizione dall'UE per assicurare una transizione un'economia a basse emissioni di carbonio il più possibile agevole ed equa.

(1)

COM (2016) 110 Dopo Parigi: valutazione delle implicazioni dell'accordo di Parigi.

(2)

COM(2015)80 - Una strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente, corredata di una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici.

(3)

Nell'ottobre 2014 i capi di Stato e di governo dell'UE hanno definito il quadro strategico per il clima e l'energia all'orizzonte 2030, che sancisce l'impegno dell'UE al rispetto di un obiettivo vincolante di almeno il 40% (entro il 2030 rispetto ai valori del 1990) di riduzione delle emissioni serra in tutti i comparti economici a livello UE.

(4)

Diplomazia europea del clima dopo la COP 21 – Conclusioni del Consiglio del 15 febbraio 2016.

(5)

L'obiettivo dell'UE per il 2030 prevede riduzioni del 43% in questi settori rispetto ai valori del 2005.

(6)

L'obiettivo dell'UE per il 2030 prevede riduzioni del 30% in questi settori rispetto ai valori del 2005.

(7)

Per facilitare ulteriormente il rispetto delle disposizioni, gli Stati membri che devono fare fronte a costi proporzionalmente elevati per conseguire i rispettivi obiettivi possono decidere di trasferire una parte delle quote nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione per compensare le emissioni in altri settori economici.

(8)

COM(2015) 614 - "L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare".

(9)

Si veda inoltre Unione dei mercati di capitali: prima relazione sullo stato di avanzamento, SWD (2016) 147 final.

(10)

COM (2016) 359 L'Europa ricomincia a investire. Bilancio del piano di investimenti per l'Europa e prossimi passi (situazione al 1° giugno 2016).

(11)

Nell'ambito del pilastro "sviluppo rurale" di tale politica, 7,7 miliardi di EUR sono destinati a progetti finalizzati alla cattura e allo stoccaggio nel suolo del carbonio, alla fornitura e all'utilizzo di energie rinnovabili sostenibili e gli investimenti intelligenti in campo climatico. Altri 43,7 miliardi di EUR sono destinati ad azioni volte a migliorare gli ecosistemi che hanno un incidenza sull'impronta di carbonio dell'agricoltura e della silvicoltura.

(12)

COM (2016) 381 "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa: lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l'occupabilità e la competitività".