Bruxelles, 28.4.2015

JOIN(2015) 16 final

COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Piano d'azione per i diritti umani e la democrazia (2015-2019)
"Mantenere i diritti umani al centro dell'azione dell'UE"


Introduzione

La presente comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza intende contribuire all'elaborazione di un nuovo piano d'azione sui diritti umani e la democrazia per il periodo 2015-2019.

I diritti umani e la democrazia come principi guida dell'UE

Nel mondo odierno, instabile e mutevole, i diritti umani e i valori della democrazia sono spesso messi in discussione e, in molti luoghi, semplicemente ignorati. Le violazioni dei diritti umani sono aumentate per volume e intensità, l'azione della società civile viene limitata, i conflitti sono diventati multiformi e i regimi autoritari più efferati. La globalizzazione comporta nuove sfide che complicano ulteriormente la protezione dei diritti umani.

In queste circostanze, è naturale che l'attenzione internazionale si concentri sulla stabilità. La stabilità, però, non può essere durevole se si basa soltanto sulla sicurezza e sulla prosperità. Perché i cittadini siano leali nei confronti del loro Stato e ricorrano a mezzi pacifici occorre che si sentano protetti contro le decisioni arbitrarie e siano convinti che le loro opinioni possono influenzare il processo decisionale. Queste condizioni si possono realizzare soltanto in una società democratica, basata sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in cui il governo non è corrotto e si assume le sue responsabilità, il parlamento è in grado di riflettere la varietà di opinioni e interessi della popolazione, la società civile è dinamica, i media sono liberi e il sistema giudiziario è indipendente.

Questa missione si riflette nelle discussioni sugli obiettivi di sviluppo sostenibile successivi al 2015, che privilegiano i diritti umani e i diritti delle donne come obiettivi autonomi.

Per questo l'Unione deve mantenere i diritti umani al centro della sua azione esterna. L'articolo 21 del trattato sull'Unione europea orienta l'azione esterna dell'Unione e ribadisce il suo ruolo nel promuovere, fra l'altro, la democrazia, lo Stato di diritto, l'universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è vincolante nei confronti delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri nell'attuazione del diritto dell'Unione. L'UE aderisce inoltre ad alcuni strumenti delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa, come la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). È su questi pilastri che poggia la credibilità dell'Unione come difensore dei diritti umani sulla scena mondiale.

L'insieme di misure del 2012 su diritti umani e democrazia

Nel 2012 l'UE ha adottato un programma ambizioso – il quadro strategico in materia di diritti umani e di democrazia 1 – nel quale enuncia il modo in cui intende onorare l'obbligo, imposto dal trattato, di promuovere la democrazia, lo Stato di diritto e l'universalità e l'indivisibilità dei diritti dell'uomo.

Quasi tre anni dopo la sua adozione, il quadro strategico, con le sue priorità e i suoi principi guida, rimane il quadro dell'azione dell'UE.

Un'altra tappa fondamentale della politica dell'Unione in materia di diritti umani è stata la decisione, assunta nel 2012, di istituire la funzione di rappresentante speciale dell'UE (RSUE) per i diritti umani, che ha accentuato la visibilità e l'efficacia della politica dell'UE in materia di diritti umani, aumentato il livello di interazione con i nostri partner e contribuito a promuovere determinate priorità. Decidendo 2 di prorogare il mandato del rappresentante speciale per altri due anni, il Consiglio ha riconosciuto l'importanza di questo ruolo.

Il terzo elemento essenziale del pacchetto sui diritti umani adottato nel 2012 è il piano d'azione sui diritti umani e la democrazia (2012-2014) 3 , che ha contribuito a realizzare gli impegni presi nel quadro strategico.

Tale piano d'azione conteneva un insieme di 97 azioni su una vasta gamma di questioni attinenti ai diritti umani e alla democrazia, da attuare sia a livello dell'UE, sia a livello nazionale da parte degli Stati membri. Tutte le parti in causa si impegnavano a raggiungere obiettivi chiari entro termini ben definiti.

Realizzazione del piano d'azione 2012-2014

Il piano d'azione 2012-2014 ha costituito uno stimolo importante per garantire la partecipazione di tutti gli interessati, facendo in modo che rimanessero concentrati su una serie di obiettivi cruciali. L'attività svolta sulla base del piano d'azione ha permesso di raggiungere alcuni importanti risultati.

Grazie al piano d'azione, le questioni attinenti ai diritti umani sono state prese maggiormente in considerazione nell'intera gamma delle politiche esterne dell'UE e nelle relative operazioni di attuazione, producendo cambiamenti concreti sul terreno. Possiamo citare a questo proposito le iniziative volte a inserire le questioni relative ai diritti umani nelle valutazioni d'impatto realizzate per le proposte legislative e non legislative, nonché l'introduzione della valutazione dei diritti umani quale elemento essenziale per l'erogazione degli aiuti dell'UE.

Il piano d'azione ha inoltre aiutato l'UE a sviluppare gli strumenti e le risorse necessari per formulare e realizzare una politica più coerente. A questo obiettivo hanno contribuito l'istituzione del Gruppo "Diritti umani" del Consiglio, con base a Bruxelles (COHOM), l'adozione di una serie di orientamenti dettagliati dell'UE su questioni attinenti ai diritti umani (libertà di religione o di credo 4 , diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI) 5 , libertà di espressione online e offline 6 ), l'adozione di un insieme di strumenti per un approccio allo sviluppo basato sui diritti, l'adozione di strategie nazionali in materia di diritti umani basate sulla cooperazione tra le delegazioni dell'UE e le ambasciate degli Stati membri, la creazione di punti focali per i diritti umani nelle delegazioni dell'UE, e il miglioramento di un programma di formazione mirata per il personale dell'UE e i diplomatici degli Stati membri.

Il piano d'azione ha altresì promosso un efficace multilateralismo, grazie alla definizione di strategie e priorità annuali dell'UE nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani, in particolare il Consiglio dei diritti umani. Inoltre, il piano d'azione ha concentrato l'azione dell'UE su alcune priorità, tra cui i diritti delle donne e delle ragazze, i diritti dei minori e quelli delle persone LGBTI, e ha incoraggiato un'azione più intensa nel settore dei diritti economici, sociali e culturali, in linea con l'impegno dell'Unione a favore dell'indivisibilità dei diritti umani. Per di più, il piano d'azione ha rivolto l'attenzione alle questioni di disabilità, conformemente agli obblighi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD).

Il piano d'azione ha rafforzato la cooperazione dell'UE con la società civile e il sostegno alla medesima in tutto il mondo. Ha introdotto la prassi di consultare le organizzazioni della società civile (OSC) prima dei dialoghi sui diritti umani o in relazione a documenti politici strategici, ha promosso la partecipazione delle OSC alla formulazione dell'assistenza finanziaria e ha accresciuto il sostegno dell'UE alle OSC che devono far fronte a misure restrittive.

Infine, il piano d'azione ha aumentato la visibilità dell'azione dell'Unione nel settore dei diritti umani e della democrazia e la sua responsabilità nei confronti dei partner, specialmente della società civile.

I risultati raggiunti negli ultimi anni costituiscono una solida base su cui l'UE si appoggia per continuare a promuovere il rispetto dei diritti umani e sostenere i processi di transizione democratica in tutto il mondo, sia a livello bilaterale, in collaborazione con altre organizzazioni regionali, sia a livello multilaterale, specialmente nell'ambito delle Nazioni Unite. Molte delle iniziative che figurano nel piano d'azione 2012-2014 sono ormai parte integrante del lavoro quotidiano dell'Unione; godono del sostegno di tutti gli interessati, beneficiano dell'esistenza di procedure consolidate e sono guidate da un ampio insieme di documenti orientativi. Tali azioni, pertanto, non devono più essere proposte come prioritarie nel nuovo piano d'azione, ma continueranno a figurare nella relazione annuale sui diritti umani e la democrazia, per garantire la visibilità e la responsabilità anche in questi settori.

D'altro canto, alcuni settori identificati nel piano d'azione 2012-2014 richiedono un impegno politico rinnovato e sforzi aggiuntivi, e pertanto occuperanno una posizione più importante nel nuovo piano d'azione. Tra questi figurano il sostegno alla democrazia (che sarà integrato in una serie di obiettivi nel nuovo piano d'azione), i diritti economici, sociali e culturali, la lotta contro le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario nel corso di crisi e conflitti, la lotta contro la discriminazione - specialmente nei confronti delle donne, dei minori, delle persone con disabilità e delle persone LGBTI, ma anche dei membri di minoranze religiose -, la lotta contro la tortura e i maltrattamenti, nonché l'aumento della coerenza delle politiche dell'UE dal punto di vista dei diritti umani.

Il nuovo piano d'azione deve affrontare queste sfide persistenti.

La via da seguire

Alla luce dell'esperienza positiva maturata finora, è opportuno che il nuovo piano d'azione riguardi il periodo 2015-2019, per essere pienamente allineato con il mandato dell'alto rappresentante/vicepresidente e della Commissione europea.

Nel 2017 sarà sottoposto a un esame intermedio dell'attuazione che consentirà una valutazione dei progressi realizzati e, se necessario, adeguamenti in base all'esperienza compiuta e all'insorgere di nuove sfide. Tale esame coinciderebbe con la revisione intermedia degli strumenti di finanziamento dell'azione esterna e potrebbe contribuire a rafforzare la coerenza tra le politiche dell'UE e l'assistenza finanziaria.

Le azioni proposte dal piano d'azione sono neutre dal punto di vista geografico e dovrebbero applicarsi a tutte le regioni del mondo, tenendo conto delle esigenze e specificità locali. Tali azioni saranno tradotte in priorità specifiche per ciascun paese tramite strategie nazionali in materia di diritti umani.

Per quanto riguarda i paesi candidati e potenziali candidati, l'UE continuerà a sorvegliare il loro impegno nella promozione dei valori della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani (come previsto dall'articolo 49 del TUE) e a fornire loro orientamenti e sostegno per garantire progressi tangibili e continui in questi settori cruciali di riforma.

Per quanto riguarda la politica europea di vicinato, un'attenzione particolare sarà dedicata alle azioni volte a garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. L'UE continuerà ad aiutare i paesi partner a realizzare riforme che favoriscano il dialogo inclusivo, promuovano il buon governo, rafforzino l'indipendenza del sistema giudiziario e garantiscano la tutela dei diritti fondamentali.

Principi

Il nuovo piano d'azione non dovrebbe cercare di coprire in modo esaustivo tutti gli aspetti delle politiche di sostegno ai diritti umani e alla democrazia attuate dall'Unione. Dovrebbe piuttosto avere un carattere strategico e concentrarsi sulle priorità che richiedono un nuovo impulso politico e un impegno rafforzato. Il piano d'azione dovrebbe guidare sia le attività bilaterali dell'UE, sia la sua partecipazione ai consessi multilaterali e regionali, in particolare le Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa.

Tenuto conto di ciò, il piano d'azione proposto sarà guidato dai principi esposti qui di seguito.

1.In un contesto globale sempre più problematico, la pertinenza di norme universali è messa in discussione e per difenderle l'UE deve far fronte a crescenti resistenze. Spesso non è efficace promuovere i valori esclusivamente con azioni esogene: occorre quindi impegnarsi per favorire le forze endogene. L'UE dovrebbe conferire potere di azione agli interlocutori (governativi, parlamentari e parastatali) nei paesi terzi, rafforzare il ruolo del sistema giudiziario, continuare a sostenere la società civile, comprese le parti sociali, e promuovere contesti favorevoli, potenziare il ruolo e l'incidenza delle organizzazioni e dei meccanismi regionali e intensificare la cooperazione con le Nazioni Unite che, data la loro dimensione globale, possono esercitare un maggiore effetto leva.

2.L'UE deve dare l'esempio: essa è oggetto di una severa sorveglianza per quelle che vengono percepite come discrepanze nella sua posizione nei confronti dei diritti umani (doppi standard e incoerenze tra attività interne e attività esterne). Occorre quindi rinnovare l'impegno per migliorare la coerenza nell'atteggiamento nei confronti dei diritti umani e inserire considerazioni relative ai diritti umani in tutti gli aspetti dell'azione esterna dell'UE e negli aspetti esterni delle politiche interne, basandosi sull'approccio elaborato dalla Commissione per garantire un'applicazione efficace della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

3.L'UE deve concentrarsi sulle sfide più urgenti nel campo dei diritti umani, che devono essere affrontate a livello sia interno che esterno. Fra tali sfide figurano specialmente la lotta contro la discriminazione, il rispetto della libertà di espressione e della vita privata e la necessità di garantire che i diritti umani siano rispettati nelle politiche relative alla migrazione, al commercio o alla lotta al terrorismo.

4.L'UE deve inoltre aumentare l'efficacia delle sue azioni: i vari strumenti, mezzi e politiche che ha a disposizione devono essere usati in modo più intelligente e strategico, sia nelle attività bilaterali, sia nella partecipazione a consessi multilaterali.

5.Infine, l'UE deve comunicare meglio ciò che fa, migliorare la capacità di misurare l'incidenza delle sue azioni e, laddove opportuno, formulare impostazioni alternative e più efficaci.

Alla luce di quanto sopra, il piano d'azione allegato al presente documento individua i seguenti cinque settori strategici di azione.

i) Aumentare il coinvolgimento degli attori locali: i diritti umani e la democrazia possono radicarsi pienamente soltanto laddove esiste una forte titolarità locale. Questo capitolo del piano d'azione si concentra su azioni e attività volte a migliorare il modo in cui interagiamo con tutti gli attori esterni, sia governativi che non governativi. Un'attenzione specifica è dedicata alle sfide relative allo spazio di cui dispone la società civile.

ii) Affrontare i principali problemi in materia di diritti umani: questo capitolo si occupa di specifiche sfide tematiche in materia di diritti umani, mantenendo il necessario equilibrio tra i diritti civili e politici, da un lato, e quelli economici, sociali e culturali, dall'altro. Questo elenco di azioni completa e appoggia gli obiettivi perseguiti nell'ambito del capitolo precedente.

iii) Adottare un approccio globale sui diritti umani in situazioni di conflitto e di crisi: questo capitolo propone una serie di azioni volte a promuovere e sostenere la definizione di strumenti e politiche a livello nazionale, regionale e internazionale per prevenire, affrontare e risarcire le violazioni dei diritti umani, con particolare attenzione ai reati più gravi che allarmano la comunità internazionale. Il capitolo riflette inoltre chiaramente l'esigenza che l'UE adegui gli strumenti esistenti alla natura mutevole dei conflitti.

iv) Favorire la coerenza: questo capitolo affronta la necessità che la Commissione, insieme all'alto rappresentante/vicepresidente, tenga maggiormente conto dei problemi relativi ai diritti umani negli aspetti esterni delle politiche dell'UE, in particolare per quanto riguarda il commercio e gli investimenti, la migrazione, i rifugiati e l'asilo, le politiche di sviluppo e la lotta al terrorismo, per garantire una maggiore coerenza tra le politiche.

v) Accrescere l'efficacia e la cultura dei risultati nei diritti umani e nella democrazia: date le sfide crescenti e le risorse limitate, l'unico modo per aumentare l'efficacia dell'UE nel settore dei diritti umani è migliorare l'uso degli strumenti, delle attività e delle politiche esistenti. Questo capitolo propone azioni che aiuteranno l'UE a elaborare impostazioni più strategiche e maggiormente orientate ai risultati.

PIANO D'AZIONE DELL'UE PER I DIRITTI UMANI E LA DEMOCRAZIA

L'obiettivo del presente piano d'azione è continuare ad attuare il quadro strategico dell'UE in materia di diritti umani e di democrazia, con la flessibilità sufficiente per rispondere alle nuove sfide nel momento in cui sorgono. Il piano si basa sull'impianto esistente della politica dell'UE in materia di diritti umani e democrazia nell'azione esterna 7 , ossia orientamenti, strumenti e altre posizioni concordate dell'UE, nonché sui vari strumenti finanziari, in particolare lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani.

Affinché il piano d'azione sia realizzato efficacemente, è importante che le istituzioni europee collaborino tra loro, pur rispettando i loro distinti ruoli istituzionali, e che, laddove opportuno, il piano sia attuato a livello nazionale dagli Stati membri. La responsabilità di eseguire le azioni elencate spetta all'alto rappresentante/ vicepresidente, assistito dal servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), nonché alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri, nei rispettivi settori di competenza definiti dal trattato sull'Unione europea 8 . Il rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani contribuisce all'attuazione del piano d'azione, conformemente al suo mandato. Il piano d'azione riguarda il periodo fino al 31 dicembre 2019 e la sua attuazione sarà riveduta nel 2017.

Progetto di tabella per il nuovo piano d'azione per i diritti umani e la democrazia (2015-2019)

Obiettivo Azione

Calendario

Responsabilità

I. RAFFORZARE LA TITOLARITÀ DEGLI ATTORI LOCALI

a) Offrire un sostegno globale alle istituzioni pubbliche

1.Sostenere le capacità delle istituzioni nazionali per i diritti umani

a.Riconoscere il ruolo cruciale svolto dalle istituzioni nazionali per i diritti umani in quanto organi indipendenti e dichiarare l'impegno dell'UE a sostenere le istituzioni che rispettano i principi di Parigi e a collaborare con loro. Rafforzare la partecipazione di tali istituzioni ai processi di consultazione a livello nazionale, in particolare ai dialoghi in materia di diritti umani e alle riforme dei paesi terzi.

In corso

Servizi della Commissione (COM), SEAE, Stati membri (SM)

2.

b.Potenziare, nel contesto del comitato internazionale di coordinamento delle istituzioni nazionali per i diritti umani, le capacità delle istituzioni di livello "A", sostenere il passaggio di quelle di livello "B" al livello "A" e cooperare con le loro reti regionali e internazionali. L'attività svolta in merito dovrebbe essere presa in considerazione nel prossimo periodo di programmazione intermedio degli strumenti per il finanziamento dell'azione esterna dell'UE.

In corso

COM, SEAE, SM

3.Sostenere gli organi di gestione elettorale

a.Rafforzare il ruolo degli organi di gestione elettorale e la loro capacità di organizzare in modo indipendente ed efficace elezioni credibili, inclusive e trasparenti, specialmente grazie a un miglior dialogo in materia e una strategia di sostegno a lungo termine.

In corso

COM, SEAE

4.

b.Incoraggiare un dialogo partecipativo e inclusivo, nel corso dell'intero processo elettorale, tra gli organi di gestione elettorale e i principali interessati, al fine di aumentare la partecipazione dei partiti politici e delle organizzazioni della società civile, anche favorendo il loro accesso all'informazione e la loro osservazione di tutte le fasi del processo politico.

In corso

SEAE, COM, SM

5. Sostenere le capacità delle istituzioni parlamentari

a.Favorire lo sviluppo delle prerogative dei parlamenti in materia di legislazione, bilancio e sorveglianza, assisterli nell'organizzazione di dibattiti pubblici su questioni fondamentali di riforma, tenendo debitamente conto degli obblighi previsti dal diritto internazionale in materia di diritti umani.

In corso

COM, SEAE, SM

6.

b.Integrare la dimensione parlamentare nei programmi di buon governo e nel sostegno al bilancio dell'UE e dei suoi Stati membri.

Entro il 2017

COM, SEAE, SM

7.Fornire un sostegno mirato al settore della giustizia

a.Accompagnare la riforma del settore giudiziario (penale e civile) con un'adeguata formazione del personale giudiziario, per aumentare la consapevolezza delle norme e degli obblighi internazionali in materia di diritti umani; fornire un sostegno sistematico ad avvocati/ rappresentanti legali professionisti che dispongono di una formazione adeguata e alle organizzazioni forensi (ad esempio ordini degli avvocati).

In corso

SEAE, COM, SM

8.

b.Controllare, a livello bilaterale e multilaterale, il rispetto da parte dei paesi partner dei loro obblighi internazionali in termini di accesso alla giustizia e processo equo, incluso il patrocinio gratuito; fornire, se necessario, cooperazione e sostegno tecnici.

SEAE, COM, SM

9.

c.Promuovere e facilitare l'accesso alla giustizia a livello decentrato; dialogare con le agenzie di contrasto e le strutture di detenzione e sostenerle.

In corso

SEAE, COM, SM

10.Offrire un sostegno globale alle istituzioni pubbliche

a.Tenendo conto delle migliori prassi, continuare a favorire la separazione di poteri e l'indipendenza delle istituzioni democratiche e a promuovere il ruolo degli attori nazionali nei processi di riforma, specialmente di riforma costituzionale, in modo da soddisfare maggiormente gli interessi delle varie parti.

In corso

SEAE, COM

11.

b.Sviluppare competenze specifiche e promuovere l'istituzione di organi specializzati nella lotta contro la corruzione; rafforzare la capacità delle pubbliche amministrazioni e degli organi anticorruzione di svolgere politiche con integrità e buona gestione delle risorse pubbliche.

In corso

COM, SEAE, SM

12.Rafforzare la cooperazione con i meccanismi regionali di protezione dei diritti umani e della democrazia

a.Potenziare gli aspetti relativi ai diritti umani nella cooperazione dell'UE con le organizzazioni e i meccanismi regionali, specialmente cercando di realizzare sinergie e iniziative comuni su questioni tematiche cruciali e in occasione di importanti eventi multilaterali.

In corso

SEAE, COM

13.

b.Promuovere iniziative per lo sviluppo di capacità da pari a pari tra i meccanismi regionali di protezione dei diritti umani e della democrazia.

In corso

SEAE, SM, COM

b) Rafforzare la società civile

14.Promuovere partenariati più forti con le organizzazioni della società civile (OSC) dei paesi terzi, comprese le parti sociali, e tra autorità, parlamenti e OSC

a.Favorire i dialoghi politici nazionali, fra l'altro mediante la condivisione di buone prassi sugli scambi strutturati tra governi/parlamentari e società civile, compresi i rappresentanti delle parti sociali.

In corso

SEAE, COM

15.

b.Potenziare ulteriormente la capacità delle OSC di chiamare i governi a rendere conto delle loro azioni, anche tramite scambi di buone prassi tra le OSC a livello regionale.

In corso

COM, SEAE, SM

16.

c.Migliorare la qualità delle consultazioni organizzate dall'UE a livello locale, specialmente per tenere conto delle opinioni della società civile, comprese le parti sociali e i movimenti di cittadini, in fase di formulazione e attuazione delle politiche; incoraggiare le consultazioni a tre (autorità, OSC e UE) nel quadro delle tabelle di marcia delle delegazioni dell'UE.

In corso

COM, SEAE, SM

17.

d.Intensificare le relazioni dell'UE con i partiti politici e i movimenti dei cittadini al fine di rafforzarne il ruolo nella promozione di istituzioni e prassi democratiche e responsabili.

In corso

COM, SEAE, SM

18.Potenziare le OSC che difendono i diritti delle donne e delle ragazze

Sostenere le organizzazioni di donne e i difensori dei diritti umani nella rivendicazione e difesa dei diritti delle donne, e incoraggiarli a svolgere un ruolo più deciso nel chiamare i responsabili a rendere conto delle loro decisioni su questioni di parità di genere.

In corso

SEAE, COM, SM

19.Aumentare il sostegno ai difensori dei diritti umani, anche nei consessi internazionali e regionali

a.Intensificare il sostegno ai difensori dei diritti umani, compresi quelli che si occupano di diritti economici, sociali e culturali, con un'impostazione sistematica e generale, con le seguenti azioni: sollevare casi di difensori di diritti umani a rischio durante le visite ad alto livello, comprese le missioni specifiche per alcuni settori; continuare a sostenere i meccanismi dell'ONU e i meccanismi regionali per la protezione dei difensori dei diritti umani e a cooperare con loro; aumentare il sostegno alle iniziative multilaterali sui difensori dei diritti umani e sullo spazio di cui dispone la società civile, anche nell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, e accrescendo la ripartizione degli oneri e lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri per quanto riguarda la protezione dei difensori dei diritti umani.

In corso

SEAE, COM, SM

20.

b.Svolgere attività di sensibilizzazione più frequenti nelle zone rurali e intrattenere contatti più sistematici con i difensori dei diritti delle donne e i con i gruppi emarginati.

In corso

SEAE, COM, SM

21.Contrastare le minacce di limitazione dello spazio delle organizzazioni non governative

a.Promuovere e sostenere misure legislative, misure politiche e meccanismi volti a proteggere i difensori dei diritti umani; in particolare, attuare efficacemente gli orientamenti dell'UE in materia e il meccanismo di protezione dei difensori dei diritti umani dell'UE istituito nell'ambito dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, anche mediante iniziative specifiche di sensibilizzazione e formazione per il personale della sede centrale e delle delegazioni (sezioni politiche e operative).

In corso

SEAE, COM, SM

22.

b.Sorvegliare attivamente il contesto giuridico (ad es. leggi e regolamenti) ed extragiuridico (ad es. procedure arbitrarie, vessazioni o restrizioni finanziarie, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti stranieri) in cui opera la società civile, comprese le parti sociali, individuare e segnalare in modo proattivo le minacce allo spazio a disposizione della società civile e prendere iniziative per far fronte a tali minacce.

In corso

SEAE, COM, SM

23.

c.Opporsi, tramite messaggi pubblici e privati, alle restrizioni ingiustificate della libertà di associazione e riunione, alla limitazione dello spazio a disposizione della società civile e ai tentativi di ostacolare l'attività della società civile, compresi i difensori dei diritti umani, facendo sì che tali questioni siano regolarmente sollevate nelle riunioni bilaterali, nei dialoghi in materia di diritti umani e nei consessi delle Nazioni Unite quali il Consiglio dei diritti umani.

In corso

SEAE, COM, SM 

II. AFFRONTARE I PRINCIPALI PROBLEMI IN MATERIA DI DIRITTI UMANI

24.Promuovere la libertà di espressione e il rispetto della vita privata

a.Prendere iniziative concrete per prevenire e combattere la violenza contro i giornalisti e gli altri operatori dei media, permettendo loro di lavorare in condizioni di sicurezza, senza timore di violenze, pressioni politiche, censure e persecuzioni.

In corso

SEAE, COM, SM

25.

b.Tenere conto del rispetto della libertà di espressione e della libertà dei media nell'elaborazione di politiche e programmi relativi alla lotta contro il terrorismo, alla sicurezza informatica, alla lotta contro la criminalità informatica, all'accesso all'informazione, e di altre pertinenti politiche dell'UE quali il quadro normativo sui servizi di media audiovisivi.

In corso

SEAE, COM, SM

26.

c.Fare in modo che le questioni relative al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati nell'era digitale, e l'incidenza dei programmi di sorveglianza di massa, siano adeguatamente affrontate a livello bilaterale e multilaterale (Consiglio d'Europa, ONU, OSCE).

In corso

SEAE, COM, SM

27.Promuovere un ambiente senza discriminazioni

a.Elaborare un "Manuale UE sulla lotta contro la discriminazione" nei paesi terzi, delineando strumenti per le misure di contrasto a ogni forma di discriminazione, comprese quelle multiple e cumulative.

In corso

SEAE, COM, Consiglio

28.

b.Sensibilizzare il personale della sede centrale, delle delegazioni dell'UE e delle ambasciate degli Stati membri sulle problematiche delle persone LGBTI, in modo che possano gestirle in maniera proattiva.

In corso

SEAE, SM, COM

29.

c.Prevedere una politica rafforzata dell'UE sui popoli indigeni conformemente alla dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni e al documento finale della conferenza mondiale del 2014 sui popoli indigeni.

Entro il 2016

SEAE, COM, SM

30.

d.Garantire e promuovere la parità di accesso ai diritti umani e la possibilità di esercitarli da parte delle persone con disabilità, nel rispetto della UNCRPD alla quale l'UE aderisce, sia inserendo questioni relative alle disabilità nelle azioni in difesa dei diritti umani, sia definendo azioni mirate per eliminare gli ostacoli alla parità di partecipazione; sostenere e rafforzare il funzionamento dei meccanismi diretti a promuovere, proteggere e monitorare l'azione della UNCRPD conformemente all'articolo 33, paragrafo 2, di quest'ultima, e l'istituzione di tali meccanismi nei paesi partner; prendere le iniziative necessarie per l'adesione dell'UE al protocollo opzionale della UNCRPD; in linea con la Strategia europea sulla disabilità 2010-2020, continuare a promuovere i diritti delle persone con disabilità nell'azione esterna dell'UE.

In corso

COM, SEAE, SM

31.Promuovere la parità tra uomini e donne, l'emancipazione femminile e la partecipazione di donne e ragazze

a.Promuovere l'attuazione degli obblighi e degli impegni relativi ai diritti delle donne assunti nella Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, nel quadro della piattaforma d'azione di Pechino, nella dichiarazione del Cairo su popolazione e sviluppo e nell'agenda di sviluppo post-2015.

In corso

SEAE, COM, SM

32.

b.Prevedere un nuovo, ambizioso e solido piano d'azione dell'UE sulla parità tra uomini e donne e sull'emancipazione delle donne nell'ambito della cooperazione internazionale e dello sviluppo per il periodo 2016-2020 (GAP II); tale piano prevederebbe i) i diritti economici, sociali e culturali e la partecipazione delle donne, ii) i loro diritti civili e politici e il relativo esercizio, iii) attività che contribuiscano a proteggere l'integrità fisica e psicologica delle donne, con particolare attenzione all'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili, dei matrimoni infantili, precoci e forzati e delle violenze sessuali commesse durante i conflitti.

Entro il 2016

COM, SEAE

c.Dare l'esempio: rafforzare la parità tra uomini e donne e l'emancipazione delle donne nell'UE e aumentare l'obbligo di rendere conto in proposito, garantendo la coerenza con la politica generale dell'UE in materia di parità tra uomini e donne.

In corso

SEAE, COM

d.Proseguire l'attuazione delle iniziative delineate nella comunicazione "Verso l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili" 9 .

In corso

SEAE, COM, SM

33.Difendere i diritti dei minori

a.Sostenere gli sforzi profusi dai paesi partner per promuovere, proteggere e rispettare i diritti dei minori, con particolare attenzione al potenziamento dei sistemi di protezione dei minori.

b.Aiutare i paesi partner a promuovere, proteggere e rispettare i diritti dei minori, con particolare attenzione alla lotta contro ogni forma di violenza e contro il lavoro minorile e alla promozione della sopravvivenza e dello sviluppo, tenendo conto dei diritti economici e sociali quali salute e nutrizione, istruzione e formazione e protezione sociale.

Entro il 2017

SEAE, COM

34.Combattere la tortura, i maltrattamenti e la pena di morte

a.Combattere la tortura (tramite la prevenzione, la responsabilizzazione e la riabilitazione), i maltrattamenti e la pena di morte (abolizione, moratoria e "norme minime") in maniera globale tramite tutti i dialoghi politici e i dialoghi in materia di diritti umani, e inserire salvaguardie contro la pena di morte, la tortura e i maltrattamenti nelle attività dell'UE, comprese la lotta al terrorismo e la gestione delle crisi.

b.Elaborare un'impostazione coerente per quanto riguarda il collegamento tra le esecuzioni extragiudiziarie, le sparizioni forzate, la tortura e altre forme di maltrattamento.

In corso

Entro il 2017

SEAE, COM, Consiglio, SM

SEAE, COM, Consiglio

35.

c.Svolgere azioni di sensibilizzazione e mettere in primo piano azioni congiunte e scambi di buone prassi, in stretta cooperazione con l'ONU, le organizzazioni regionali e la società civile, compresa l'iniziativa decennale globale (Iniziativa per la Convenzione contro la tortura, CTI), per ottenere la ratifica e l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) su scala mondiale entro il 2024 e promuovere la ratifica e l'attuazione del protocollo facoltativo della Convenzione contro la tortura (OPCAT) nonché della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate.

In corso

SEAE, COM, SM

36.Favorire la definizione di un programma generale per la promozione dei diritti economici, sociali e culturali

a.Confermare l'impegno dell'UE ad aumentare l'attenzione nei confronti dei diritti economici, sociali e culturali nella sua politica esterna, compresa la programmazione dell'assistenza esterna, sottolineando al contempo che i diritti umani sono indivisibili e interdipendenti e che il rafforzamento dei diritti economici, sociali e culturali non comporta in alcun modo un indebolimento degli impegni esistenti a favore dei diritti civili e politici; sottolineare il riconoscimento della dimensione dei diritti umani in settori come la politica sociale, la salute, l'istruzione o il tenore di vita; sviluppare le capacità in modo che tutto il personale competente dell'UE e degli Stati membri e gli attori della società civile, comprese le parti sociali in loco, siano informati dei trattati internazionali relativi ai diritti economici, sociali e culturali, in particolare quelli connessi ai principi fondamentali e ai diritti sul luogo di lavoro (convenzioni principali dell'OIL).

b.Intensificare l'impegno per proteggere i difensori dei diritti umani, comprese le parti sociali, che si occupano di diritti economici, sociali e culturali, con particolare attenzione a questioni relative ai diritti fondiari, ai diritti dei lavoratori, compresi quelli dei popoli indigeni, fra l'altro nel quadro dell'accaparramento dei terreni e dei cambiamenti climatici.

In corso

In corso

SEAE, COM, Consiglio

SEAE, COM, SM

37.Realizzare progressi nei rapporti tra imprese e diritti umani

a. Sviluppare capacità e conoscenze sull'attuazione degli orientamenti in materia di imprese e diritti umani, specialmente i principi guida dell'ONU e altri strumenti/iniziative che contribuiscono all'attuazione di tali principi; rafforzare il ruolo e le competenze delle delegazioni in questo quadro; svolgere azioni di sensibilizzazione sui principi guida dell'ONU e sulla responsabilità sociale delle imprese nella politica esterna e nel dialogo politico, e collaborare in modo proattivo con le imprese, la società civile, le istituzioni nazionali di difesa dei diritti umani, i governi partner e le organizzazioni regionali su questioni relative alle imprese e ai diritti umani, relativamente ai diritti sia civili e politici, sia economici, culturali e sociali.

In corso

SEAE, COM

38.

b. Elaborare ed eseguire piani d'azione nazionali sull'attuazione dei principi guida dell'ONU.

Entro il 2017

SM

III. ADOTTARE UN APPROCCIO GLOBALE PER I DIRITTI UMANI IN SITUAZIONI DI CONFLITTO E DI CRISI

39.Passare dall'allerta rapida all'azione preventiva

a.Promuovere e utilizzare al meglio il nuovo sistema UE di allerta rapida e di valutazione dei rischi di conflitto come strumento per prevenire gravi violazioni dei diritti umani.

In corso

SEAE, SM UE

40.

b.Accrescere la coerenza nei settori della segnalazione delle violazioni dei diritti umani e dell'allerta rapida/analisi del conflitto, anche affrontando i rischi di conflitto nei dialoghi e nelle consultazioni in materia di diritti umani.

Entro il 2016

SEAE, SM UE

41.

c.Sostenere attività volte a combattere le azioni di incitamento che potrebbero indurre a gravi violazioni dei diritti umani o a crimini atroci. Sostenere attività di lotta contro l'incitamento verbale all'odio e le esortazioni all'estremismo violento, tramite l'elaborazione di controargomentazioni, l'educazione ai diritti umani e iniziative di costruzione della pace rivolte ai bambini e ai giovani.

In corso

SEAE, COM

d.Favorire la definizione di programmi di prevenzione, reazione e reintegrazione (a lungo termine) per i bambini coinvolti nei conflitti armati, in cooperazione con le comunità locali, con i bambini stessi e i genitori (ad es. sostegno psico-sociale, reintegrazione socio-economica, istruzione e formazione per lo sviluppo delle capacità personali, ricerca delle famiglie e ricongiungimento familiare).

In corso

SEAE, COM, SM

42.Rafforzare le capacità di gestire i conflitti e le crisi a livello multilaterale e regionale

a.Intensificare la cooperazione e il sostegno al Consigliere speciale delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio e al Consigliere speciale delle Nazioni Unite sulla responsabilità di protezione, nonché ad altri attori internazionali e regionali impegnati in azioni preventive.

In corso

SEAE, COM, SM

43.

b.Sostenere il lavoro del Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per i bambini nei conflitti armati e in particolare promuovere la firma, l'attuazione e il monitoraggio di piani d'azione per contrastare e prevenire ulteriormente le gravi violazioni nei confronti dei bambini nei conflitti, anche con attività di sostegno e programmazione.

In corso

SEAE, COM, SM

44.Promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario

a.Contribuire all'attuazione degli orientamenti dell'UE per la promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario in seguito alla creazione di un eventuale futuro meccanismo a tale scopo. Elaborare una relazione di valutazione che faccia il punto sull'attuazione degli strumenti politici esistenti e conduca alla formulazione di raccomandazioni, fra l'altro sul modo in cui l'UE e gli Stati membri potrebbero sostenere concretamente l'eventuale futuro meccanismo per la promozione del diritto internazionale umanitario.

Entro il 2016

SEAE, COM, Consiglio

45.

b.Formulare e attuare una politica volta a garantire che il sostegno fornito dall'UE e dagli Stati membri alle forze militari, di polizia, di controllo delle frontiere e alle altre forze di sicurezza, anche nel quadro di missioni e operazioni di politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), sia conforme e contribuisca alla promozione, protezione e attuazione dei diritti umani internazionali e del diritto internazionale umanitario, e sia conforme alle politiche dell'UE in materia di diritti umani ("dovere di diligenza" nei confronti dei diritti umani).

Entro il 2017

SEAE, COM, SM

46.

c.Istituire un sistema di segnalazione obbligatoria delle gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario che vengono constatate dal personale delle delegazioni UE, delle missioni e operazioni di PSDC e da altri membri del personale operanti in paesi terzi, conformemente agli orientamenti dell'UE per la promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario 10 . Garantire che le segnalazioni di violazioni gravi siano analizzate e seguite presso la sede centrale e comunicate agli Stati membri e ad altre parti interessate.

Entro il 2017

COM, SEAE, SM

47.Promuovere e sostenere l'accertamento delle responsabilità e la giustizia di transizione

a.Valutare l'attuazione della decisione 2011/168/PESC del Consiglio, del 21 marzo 2011, sulla Corte penale internazionale e del relativo piano d'azione. Istituire ufficialmente una tavola rotonda tra UE e Corte penale internazionale che permetta al personale delle due istituzioni di individuare settori d'interesse comune, di scambiarsi informazioni sulle attività pertinenti e di migliorare la comprensione reciproca. Facilitare la partecipazione, la cooperazione e l'accesso degli Stati interessati alla Corte penale internazionale.

Entro il 2016

SEAE, COM, SM

48.

b.Attuare una politica dell'UE sulla giustizia di transizione, anche tramite un inventario delle esperienze, delle sfide e delle lezioni apprese dall'UE nel suo sostegno a tale giustizia; fornire orientamenti concreti e formazione al personale delle missioni dell'UE che si occupa di giustizia di transizione e creare una rete del personale che opera nei vari servizi della Commissione, nel SEAE e negli Stati membri per lo scambio di buone prassi e per una maggiore coerenza; intensificare il monitoraggio e la rendicontazione (anche mediante le strategie nazionali in materia di diritti umani) e promuovere il dialogo interregionale sulla giustizia di transizione per migliorare la cooperazione tra organizzazioni regionali.

In corso

SEAE, COM, Consiglio, SM

49.Integrare i diritti umani in tutte le fasi della pianificazione, della revisione e dello svolgimento della PSDC

a.Elaborare orientamenti operativi specifici ad uso del personale delle missioni PSDC che collabora con la polizia, le forze militari, i servizi carcerari e il sistema giudiziario, per fornire indicazioni pratiche sull'integrazione dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario, della protezione dei minori e della parità tra uomini e donne, anche in base alla risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni e Unite.

Entro il 2017

SEAE, SM

50.

b.Attuare il nuovo codice di condotta comune per le missioni civili PSDC, una volta adottato, in particolare tramite le seguenti azioni: formazione preliminare e iniziale per il personale, formazione specifica per ciascuna missione per il personale già mobilitato, formazione specializzata per il personale esperto, sensibilizzazione per il personale in missione e le popolazioni locali, e compilazione di statistiche sulle violazioni del codice. Adottare iniziative simili per aumentare la conoscenza delle norme di condotta da parte del personale dislocato in operazioni militari e per sensibilizzare le comunità locali presso le quali sono svolte le missioni/operazioni.

Entro il 2017

SEAE, SM

51.

c.Rafforzare l'attuazione dell'approccio globale dell'UE per l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1325 e 1820 sulle donne, la pace e la sicurezza e le relative risoluzioni di follow up, tenendo conto della revisione globale e dei problemi emergenti (lotta contro il terrorismo, l'estremismo violento e la tratta di esseri umani), migliorando la rendicontazione, adottando un piano strategico per ovviare allo squilibrio di genere nelle missioni e operazioni di PSDC e aumentando la partecipazione e il coordinamento con tutti gli Stati membri dell'UE, specialmente tramite la task force informale dell'UE sulla risoluzione 1325.

Entro il 2016

SEAE, COM, SM

IV. FAVORIRE LA COERENZA

52.Migrazione/tratta di esseri umani/traffico di migranti/politiche di asilo

a.In linea con l'approccio globale in materia di migrazione e mobilità e con la futura agenda europea sulla migrazione, potenziare le salvaguardie dei diritti umani in tutti i dialoghi su migrazione e mobilità e in tutti i quadri di cooperazione con i paesi terzi, compresi i partenariati per la mobilità e le agende comuni su migrazione e mobilità, nonché negli accordi e nei programmi connessi alla migrazione, anche mediante l'analisi delle incidenze sui diritti umani; provvedere all'inserimento di elementi di formazione sui diritti umani nei progetti di sviluppo delle capacità svolti con le agenzie competenti in materia di immigrazione e frontiere.

In corso

SEAE, COM

53.

b.Sulla base delle iniziative già adottate nel corso dell'attuazione della strategia antitratta dell'UE, inserire pienamente i diritti umani e la protezione delle vittime nelle discussioni sulla tratta di esseri umani svolte nel quadro dei dialoghi politici, su migrazione e mobilità, sulla sicurezza e sui diritti umani con i paesi prioritari selezionati, e nelle discussioni sulla tratta di esseri umani con le organizzazioni internazionali e i donatori che operano in tali paesi prioritari. Le delegazioni dell'UE nei paesi prioritari ricorreranno pienamente alle persone di contatto competenti per la tratta di esseri umani e solleveranno questioni relative ai diritti umani nelle discussioni sulla tratta in occasione di riunioni di coordinamento locali dell'UE, nonché nelle discussioni sulla tratta con le autorità del paese ospite; favorire la ratifica e l'applicazione delle principali convenzioni internazionali relative alla tratta di esseri umani, comprese le convenzioni dell'OIL sul lavoro forzato e sul lavoro domestico.

In corso 

SEAE, COM

54.

c.Affrontare le questioni di diritti umani associate al traffico di persone tramite dialoghi politici, sui diritti umani e altro nei paesi prioritari; incoraggiare le delegazioni dell'UE nei paesi prioritari a utilizzare pienamente le loro risorse per fare in modo che il traffico di persone e la sua dimensione relativa ai diritti umani siano affrontate costantemente nella loro cooperazione con le autorità dei paesi ospiti e con la società civile, le organizzazioni internazionali e altri donatori.

Entro il 2017

SEAE

55.

d.Aiutare i paesi partner a promuovere e proteggere i diritti dei rifugiati e degli sfollati interni, anche con azioni di sviluppo delle capacità.

In corso 

SEAE, COM

56.

e.Contribuire a migliorare l'accesso dei migranti alla giustizia e all'assistenza sanitaria nei paesi di transito; promuovere migliori condizioni di trattenimento per i migranti e alternative all'uso della detenzione per i migranti irregolari nei paesi terzi.

In corso 

COM

57.

f.Collaborare con le comunità di diaspora sia nell'UE che nei paesi terzi di destinazione per diffondere la conoscenza degli abusi in materia di diritti umani subiti dai migranti e dai rifugiati nei paesi di transito, nonché dei problemi relativi ai diritti umani nei paesi di origine.

Entro il 2017

SEAE, COM, SM

58.

g.Individuare i paesi di origine in cui le violazioni dei diritti umani agiscono come fattore di spinta importante e orientare meglio il dialogo politico e altri dialoghi e programmi in modo da contrastare tali violazioni.

Entro il 2016

SEAE, COM, SM

59.

h.Continuare a trattare la questione degli apolidi nelle relazioni con i paesi prioritari; impegnarsi particolarmente per prevenire l'emergenza di nuove popolazioni apolidi in seguito a conflitti, sfollamenti e dissoluzioni di Stati.

In corso 

SEAE, COM

60.Politica in materia di commercio e investimenti

a.Sostenere e potenziare l'attuazione, l'esecuzione e il monitoraggio efficaci degli impegni assunti dai beneficiari dell'SPG+ (trattati in materia di diritti umani e convenzioni dell'OIL), ad esempio tramite progetti svolti con i principali organismi internazionali e con la società civile, comprese le parti sociali.

In corso

SEAE, COM 

61.

b.Continuare a elaborare un sistema solido e metodologicamente valido per l'analisi dell'incidenza degli accordi commerciali e di investimento sui diritti umani, anche mediante valutazioni ex post; studiare modalità per ampliare l'analisi quantitativa esistente nella valutazione dell'impatto delle iniziative commerciali e di investimento sui diritti umani.

In corso

SEAE, COM

62.

c.Gli Stati membri cercano di inserire nei trattati bilaterali di investimento che stanno negoziando con i paesi terzi disposizioni relative al rispetto dei diritti umani, tra cui disposizioni sulla responsabilità sociale delle imprese, conformi a quelle inserite negli accordi negoziati a livello di UE.

In corso

SM

63.

d.Cercare di includere sistematicamente negli accordi commerciali e di investimento dell'UE il rispetto di principi e orientamenti riconosciuti a livello internazionale sulla responsabilità sociale delle imprese, come le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali, l'Iniziativa "Global Compact" delle Nazioni Unite, i Principi guida dell'ONU su imprese e diritti umani (UNGP), la Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale dell'OIL e la norma ISO 26000.

In corso

COM

64.

e.Rivedere regolarmente i regolamenti sul commercio di prodotti che potrebbero essere utilizzati per la pena di morte e la tortura, nonché sui prodotti a duplice uso.

In corso

SEAE, COM

65.Lotta contro il terrorismo

a.Sulla base della strategia antiterrorismo dell'UE, elaborare idee su come prevenire la radicalizzazione e la violenza estremista tra i giovani nei paesi terzi, come appoggiare le attività dell'UE e come collaborare con i media e i leader di comunità per sviluppare argomentazioni alternative in tali paesi; promuovere e sostenere l'idea che i diritti umani devono essere al centro di tutti gli atti legislativi, le politiche e i meccanismi contro il terrorismo nei paesi terzi, garantendo al contempo il rispetto del diritto internazionale umanitario e permettendo un'azione umanitaria basata su principi.

Entro il 2015

SEAE, COM, Consiglio, SM

66.

b.Provvedere a un'ampia diffusione degli orientamenti antiterrorismo dell'UE, anche svolgendo attività di sensibilizzazione e formando gli operatori sul campo, specialmente per le attività svolte nel quadro dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace.

In corso

SEAE, COM

67.Adottare un approccio allo sviluppo basato sui diritti

a.Attuare l'impegno dell'UE a sviluppare un approccio basato sui diritti cercando di integrare pienamente tale approccio in tutte le attività di sviluppo dell'UE, ricorrendo alla formazione, al sostegno alle capacità e al monitoraggio per ottenerne la piena integrazione entro la revisione intermedia; gli Stati membri devono adottare e applicare un approccio alla cooperazione allo sviluppo basato sui diritti.

Entro il 2016

SEAE, COM, Consiglio, SM

68.

b.Valutare l'applicazione dell'allegato 12 della politica UE di sostegno al bilancio del 2012, che prevede una valutazione dei diritti fondamentali come elemento essenziale per accordare il sostegno al bilancio e in particolare, in tale contesto, la piena integrazione dell'approccio basato sui diritti nei contratti di riforma settoriale.

Entro il 2017

SEAE, COM

69.

c.Studiare la possibilità di attuare ulteriormente un approccio basato sui diritti nelle attività esterne non connesse allo sviluppo, analizzare le conseguenze del diritto allo sviluppo e valutare i risultati del programma di sviluppo post-2015.

Entro il 2017

SEAE, COM

70.Rafforzare il contributo delle valutazioni d'impatto al rispetto dei diritti umani

a.Sulla base delle valutazioni esistenti dell'impatto delle azioni dell'UE sui diritti umani, inserire ulteriormente i diritti umani nelle valutazioni d'impatto realizzate dalla Commissione per proposte dotate di un'incidenza esterna e di un probabile impatto significativo sui diritti umani; a tale scopo, se necessario, si elaboreranno ulteriori orientamenti sull'analisi delle conseguenze in materia di diritti umani, si rafforzeranno le competenze e le capacità per questo tipo di analisi e si svolgeranno consultazioni approfondite dei gruppi di portatori di interessi esposti a maggiori rischi quanto ai diritti umani.

In corso

SEAE, COM

71.

b.Inserire, se del caso, analisi delle incidenze sui diritti umani nelle valutazioni ex post realizzate dalla Commissione sulle iniziative dell'UE con effetti esterni.

In corso

COM, SEAE

72.

c.Garantire una coerenza politica tra l'analisi delle incidenze sui diritti umani svolta nelle valutazioni d'impatto e gli altri strumenti politici relativi ai diritti umani, tra cui le strategie nazionali in materia di diritti umani, i dialoghi in materia di diritti umani e il sostegno al bilancio/la programmazione di strumenti finanziari, allo scopo di contrastare i potenziali effetti negativi individuati e di aumentare al massimo quelli positivi.

In corso

SEAE, COM

V. PROMUOVERE L'EFFICACIA E LA CULTURA DEI RISULTATI NEI DIRITTI UMANI E NELLA DEMOCRAZIA

73.Aumentare l'efficacia dei dialoghi in materia di diritti umani

a.Sviluppare e condividere le buone prassi individuate riguardo ai dialoghi in materia di diritti umani, compresi i processi di follow-up, e basarsi su di esse.

In corso

SEAE, Consiglio

74.

b.Fare in modo che le considerazioni relative ai diritti umani siano presenti nei vari dialoghi settoriali con i paesi partner e pertanto siano inserite nella strategia bilaterale complessiva.

In corso

SEAE, Consiglio

75.

c.Provvedere al coordinamento esterno-interno nel contesto dei dialoghi in materia di diritti umani, anche ai fini del dialogo annuale tra l'UE e le organizzazioni della società civile; definire e trattare una serie di questioni prioritarie relative ai diritti umani, nell'ambito dei dialoghi esterni in materia di diritti umani, su cui l'UE può migliorare la propria risposta.

In corso

SEAE, COM, Consiglio, SM

76.

d.Inserire la cooperazione nell'ambito dei consessi ONU relativi ai diritti umani nel dialogo bilaterale sui diritti umani e sulle politiche e nella cooperazione bilaterale; intensificare la cooperazione e la formulazione di azioni congiunte, specialmente con partner strategici; elaborare orientamenti per l'uso sistematico delle relazioni e raccomandazioni del riesame periodico universale, degli organi di monitoraggio dei trattati e delle procedure speciali del Consiglio dei diritti umani.

In corso

SEAE, COM, Consiglio, SM

77.

e.Definire/valutare priorità, obiettivi e indicatori di avanzamento per i dialoghi e le consultazioni dell'UE in materia di diritti umani, al fine di agevolarne la revisione, riconoscendo che la capacità e la disponibilità dei partner a impegnarsi è variabile e la flessibilità e il pragmatismo sono essenziali.

Entro il 2017

SEAE, Consiglio

78.Migliorare la visibilità e l'incidenza delle strategie nazionali in materia di diritti umani

a.Inserire le priorità di attuazione e l'analisi della democrazia che figurano nelle strategie nazionali in materia di diritti umani nei dialoghi politici, nelle relazioni e nelle visite ad alto livello.

In corso

SEAE, COM, SM

79.

b.Provvedere al follow-up delle strategie nazionali in materia di diritti umani tramite relazioni di attuazione annuali congiunte da presentare agli organi competenti del Consiglio.

In corso

SEAE, COM, Consiglio, SM

80.

c.Garantire che i programmi di assistenza dell'UE e degli Stati membri tengano conto dell'attuazione delle priorità delle strategie nazionali in materia di diritti umani e la facilitino.

In corso

SEAE, COM, SM

81.Concentrarsi su un'attuazione significativa delle linee direttrici dell'UE in materia di diritti umani

a.Intensificare la diffusione dei documenti di orientamento e della formazione in materia, specialmente presso il personale diplomatico delle delegazioni dell'UE e delle ambasciate degli Stati membri, anche a livello di ambasciatori.

In corso

COM, SEAE, SM

82.

b.Rendere sistematica la presentazione di relazioni sull'attuazione delle linee direttrici e introdurre repertori su specifiche questioni tematiche, per garantire un follow-up più sistematico dei singoli casi e per promuovere scambi regolari di buone prassi nell'attuazione delle linee direttrici.

In corso

COM, SEAE, SM

83.Aumentare al massimo l'incidenza dell'osservazione elettorale

a.Consolidare e codificare le migliori prassi per l'utilizzo efficace delle raccomandazioni delle missioni di osservazione elettorale dell'UE e dell'OSCE/ODIHR nei dialoghi politici e nelle attività di sostegno alla democrazia dell'UE e dei suoi Stati membri.

Entro il 2016

SEAE, COM, Consiglio

84.

b.Rafforzare la pianificazione a lungo termine e l'utilizzo integrato di tutti gli aspetti del sostegno dell'UE e degli Stati membri al ciclo elettorale, studiando meccanismi innovativi di erogazione degli aiuti.

Entro il 2019

SEAE, COM, SM

85.Garantire un uso efficace e un'interazione ottimale tra politiche, mezzi e strumenti finanziari dell'UE

a.Consolidare i vari strumenti e meccanismi di rendicontazione esistenti utilizzati per sostenere la democrazia e per promuovere i diritti umani allo scopo di aumentare la coerenza e l'efficacia delle azioni dell'UE (ad esempio le strategie nazionali in materia di diritti umani, le analisi sulla democrazia e i relativi piani d'azione, le relazioni di osservazione elettorale, l'assistenza elettorale e le missioni di follow-up, le relazioni sui progressi compiuti verso l'adesione, le relazioni di avanzamento e i piani d'azione nel quadro della PEV, le tabelle di marcia sulla collaborazione con la società civile, le valutazioni dei diritti fondamentali per i contratti di buona governance e di sviluppo, i quadri di gestione del rischio per il sostegno al bilancio).

Entro il 2017

SEAE, COM, Consiglio

86.

b.Rafforzare l'analisi sulla democrazia su scala globale in base alle lezioni tratte dall'esercizio pilota di sostegno alla democrazia.

Entro il 2017

SEAE, COM, SM

1.

c.Sviluppare ulteriormente metodi di lavoro per garantire la migliore articolazione possibile tra dialogo, sostegno mirato, incentivi e misure restrittive.

In corso

SEAE, COM, SM

2.

d.Migliorare la coerenza nell'applicazione delle clausole in materia di diritti umani che sono sistematicamente inserite in tutti i nuovi accordi internazionali dell'UE.

Entro il 2017

SEAE, COM

3.

e.Sostenere l'elaborazione in corso di indicatori sui diritti umani svolta dall'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, allo scopo di: i) agevolare la misurazione dei risultati ottenuti in materia di diritti umani, tra cui la pubblicazione online di indicatori a livello mondiale; ii) sistematizzare la compilazione e l'uso di dati sui diritti umani e recensire le buone prassi e le esperienze acquisite.

Entro il 2017

SEAE, COM, Consiglio

4.

f.Collaborare sistematicamente con l'ONU e le organizzazioni regionali (ad es. l'Unione africana, l'Organizzazione degli Stati americani, la Lega degli Stati arabi, il Consiglio d'Europa, l'OSCE, l'ASEAN, l'Associazione dell'Asia del Sud per la cooperazione regionale, il Forum delle isole del Pacifico ecc.) sulle buone prassi in materia di diritti umani e rafforzamento della democrazia in tutte le regioni.

In corso

SEAE, COM, SM

(1)

Documento del Consiglio del 25 giugno 2012, ST 11855/12.

(2)

Documento del Consiglio del 12 febbraio 2015, ST 5716/15.

(3)

Documento del Consiglio del 25 giugno 2012, ST 11855/12.

(4)

Documento del Consiglio del 24 giugno 2013, ST 11491/13.

(5)

Documento del Consiglio del 24 giugno 2013, ST 11492/13.

(6)

Documento del Consiglio del 12 maggio 2014, ST 9647/14.

(7)

Fatti salvi gli accordi riguardanti i paesi candidati e i potenziali candidati nell'ambito della politica di allargamento dell'UE.

(8)

Le decisioni sulle misure specifiche volte ad attuare il presente piano d'azione saranno adottate conformemente ai trattati. Il piano d'azione non pregiudica la ripartizione delle competenze tra l'UE e gli Stati membri e sarà interpretato alla luce della dichiarazione 13 allegata ai trattati.

(9)

25 novembre 2013, COM(2013) 833 final https://webgate.ec.testa.eu/docfinder/extern/aHR0cDovLw==/ZXVyLWxleC5ldXJvcGEuZXU=/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52013DC0833&rid=1

(10)

Il personale dell'UE che si occupa dell'assistenza umanitaria è esentato da quest'obbligo di segnalazione per evitare di compromettere la sua immagine di neutralità, imparzialità e indipendenza e quindi di esporre il personale stesso e la popolazione ad attacchi delle parti in conflitto e far sì che al personale sia negato l'accesso alla popolazione.