9.3.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 93/21


P7_TA(2013)0345

Attuazione e impatto delle misure di efficienza energetica nel quadro della politica di coesione

Risoluzione del Parlamento europeo del 10 settembre 2013 sull'attuazione e l'impatto delle misure per l'efficienza energetica nel quadro della politica di coesione (2013/2038(INI))

(2016/C 093/03)

Il Parlamento europeo,

visto l'articolo 194 del TFUE,

visto l'articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

visto l'articolo 3 del TUE,

visto il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999,

visto il regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999,

visto il regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, che istituisce un Fondo di coesione e abroga il regolamento (CE) n. 1164/94,

vista la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE,

vista la direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sul rendimento energetico nell'edilizia,

vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata «Europa 2020 — Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (COM(2010)2020),

vista la relazione della Commissione del 18 aprile 2013 intitolata «Sostegno finanziario all'efficienza energetica negli edifici» (COM(2013)0225),

visto il capitolo 5 («The European divide in clean energy and fuel poverty») della relazione dell'Istituto sindacale europeo (ETUI) «Benchmarking Working Europe 2013», Bruxelles 2013,

vista la direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio,

vista la sua risoluzione dell'11 giugno 2013 sull'edilizia popolare nell'Unione europea (1),

vista la relazione del 4 marzo 2013 del Consiglio intitolata «Attuazione del semestre europeo — Relazione di sintesi» (6754/13),

vista la comunicazione della Commissione del 26 gennaio 2011 dal titolo «Il contributo della politica regionale alla crescita sostenibile nel contesto della strategia Europa 2020» (COM(2011)0017),

vista la sintesi statistica del 2012 della Commissione dal titolo «EU energy in figures» (2),

vista la comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 dal titolo «Politica di coesione: investire nell'economia reale» (COM(2008)0876),

vista la comunicazione della Commissione del 19 ottobre 2006 dal titolo «Piano d'azione per l'efficienza energetica: concretizzare le potenzialità» (COM(2006)0545),

vista la relazione speciale n. 21/2012 della Corte dei conti dal titolo «Efficacia in termini di costi/benefici degli investimenti della politica di coesione nel campo dell'efficienza energetica»,

vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2009 sul piano europeo di rilancio economico (3),

vista la relazione del KfW Research dal titolo «Impact on public budgets of KfW promotional programmes in the field of “Energy-efficient building and rehabilitation”» (4),

vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2013 sul ruolo della politica di coesione dell'UE e dei suoi attori nell'attuazione della nuova politica europea in materia di energia (5),

vista la comunicazione della Commissione dell'8 marzo 2011 dal titolo «Una tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050» (COM(2011)0112),

vista la sua risoluzione del 24 maggio 2012 su un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse (6),

vista la relazione della Commissione del 18 aprile 2013 dal titolo «Politica di coesione: rapporto strategico 2013 sull'attuazione dei programmi 2007-2013» (COM(2013)0210),

visto il parere del Comitato delle regioni del 4 maggio 2012 dal titolo «Efficienza energetica nelle città e nelle regioni, con particolare attenzione alle differenze tra zone rurali e urbane» (7),

visto il parere del Comitato delle regioni del 14 dicembre 2011 dal titolo «L'efficienza energetica» (8),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) dal titolo «Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'efficienza energetica» (9),

visto il documento strategico MARIE/ELIH-MED dal titolo «Improving MED transnational cooperation answers to energy efficiency challenges in buildings»,

vista la comunicazione della Commissione dell'8 marzo 2011 dal titolo «Piano di efficienza energetica 2011» (COM(2011)0109),

viste le raccomandazioni dei Fondi strutturali e di coesione per gli investimenti in energia sostenibile (SF Energy Invest) dal titolo «Practical recommendations to increase the share of sustainable energy investments in the upcoming SCF programming period 2014-2020» (10),

vista la relazione presentata alla Commissione da parte dell'Ismeri Europa dal titolo «Expert evaluation network delivering policy analysis on the performance of Cohesion policy 2007-2013 — Synthesis of national reports 2011– renewable energy and Energy efficiency of housing»,

visto il Libro verde del 27 marzo 2013 della Commissione dal titolo «Un quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030» (COM(2013)0169),

visto lo studio del Copenhagen Economics dal titolo «Multiple benefits of investing in energy efficient renovation of buildings» (11),

visto il contributo della Commissione al Consiglio europeo del 22 maggio 2013 dal titolo «Politica e sfide nel settore dell'energia»,

visto l'articolo 48 del suo regolamento,

visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A7-0271/2013),

A.

considerando che il miglioramento dell'efficienza energetica significa un minore utilizzo di energia per un livello equivalente di attività economica o servizio (12);

B.

considerando che l'articolo 194, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) promuove l'efficienza energetica nel quadro dell'instaurazione o del funzionamento del mercato interno e dell'esigenza di preservare e migliorare l'ambiente;

C.

considerando che l'obiettivo dell'efficienza energetica è una priorità chiave per la Commissione e gli Stati membri, che nella strategia UE 2020 si sono prefissati di aumentarla del 20 %;

D.

considerando che la riduzione del consumo attraverso l'efficienza energetica è il modo più sostenibile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e, quindi, ridurre le importazioni di circa il 25 %;

E.

considerando che gran parte dell'energia proviene ancora dagli idrocarburi che, durante la combustione, producono emissioni di gas a effetto serra;

F.

considerando che gli investimenti nell'efficienza energetica possono comportare utili per le regioni europee in termini economici, sociali e ambientali;

G.

considerando che un'attuazione tempestiva ed efficace sotto il profilo dei costi della direttiva sull'efficienza energetica può ridurre in misura considerevole il consumo di energia, diminuire la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, creare nuovi posti di lavoro, fornire protezione sociale ed eliminare la povertà energetica;

H.

considerando che nell'attuale periodo di programmazione 2007-2013, nel quadro del bilancio della politica di coesione sono stati destinati 5,5 miliardi di EUR all'efficienza energetica, alla cogenerazione e alla gestione dell'energia;

I.

considerando che l'ultima relazione della Commissione (13) conclude che a fine 2011 quasi 3,8 miliardi di EUR erano destinati a progetti specifici per l'efficienza energetica, compresi i fondi rotativi, con una percentuale di esecuzione del 68 % e che la relazione ha rilevato altresì che tale percentuale di esecuzione ha livelli diversi nell'Unione;

J.

considerando che il Consiglio, nella sua relazione di sintesi di marzo 2013 (14), ha individuato tra i fattori che incidono sullo sviluppo dell'efficienza energetica informazioni e incentivi finanziari inadeguati, il basso profilo dell'efficienza energetica e l'attuazione inadeguata della normativa vigente, ritenendo tali fattori più di ordine pratico che normativo;

K.

considerando che l'importo minimo di finanziamento di un progetto reso disponibile dallo strumento di assistenza europea a livello locale nel settore dell'energia (ELENA) è pari a 50 milioni di EUR e che per il programma «Energia intelligente» l'importo minimo supera i 6 milioni di EUR, cifra superiore a quella di molti progetti nelle comunità piccole e rurali;

Osservazioni generali

1.

sottolinea che nell'attuale periodo di crisi e in considerazione del fatto che l'Unione importa oltre il 50 % dell'energia necessaria per soddisfare il suo fabbisogno, migliorare l'efficienza energetica in maniera economicamente efficiente può contribuire in maniera determinante a stimolare la competitività dell'Unione, a creare posti di lavoro e a generare crescita a livello locale e regionale, e potrebbe rappresentare una soluzione vantaggiosa per tutti nella lotta ai cambiamenti climatici e a spese energetiche elevate;

2.

sostiene l'impegno assunto dall'UE di conseguire l'obiettivo di aumentare del 20 % l'efficienza energetica entro il 2020; sottolinea che un'adeguata e puntuale attuazione della direttiva sull'efficienza energetica e dei relativi strumenti, compatibilmente con le singole situazioni nazionali, riporterebbe gli Stati membri sulla strada giusta per raggiungere l'obiettivo del 20 %; esorta, a tal proposito, gli Stati membri a potenziare gli sforzi onde raggiungere l'obiettivo della strategia UE 2020, e a creare i presupposti per ulteriori risparmi dopo tale data;

3.

osserva che i Fondi strutturali e d'investimento europei potrebbero contribuire a incentivare gli investimenti privati nei prodotti, modi di trasporto, edifici, settori, lavori e servizi efficienti sotto il profilo energetico, compresi i servizi a efficienza energetica, nonché a ridurre i costi energetici pubblici, migliorando il rapporto qualità/prezzo; giudica favorevolmente la proposta di accordare priorità all'efficienza energetica nell'ambito della sezione di Orizzonte 2020 dedicata alla ricerca in ambito energetico;

4.

sottolinea che, come dimostra l'esperienza dell'attuale periodo di programmazione, i finanziamenti stanziati a favore dell'efficienza energetica a titolo dei Fondi strutturali e d'investimento europei non possono essere pienamente utilizzati; sottolinea pertanto che nel quadro finanziario 2014-2020, in cui la quota di stanziamenti destinata all'efficienza energetica è superiore al passato, occorre facilitare l'accesso delle autorità locali e regionali a tali fondi;

5.

sottolinea che gli Stati membri dovrebbero considerare l'utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei a favore dell'efficienza energetica non come un costo, bensì come un'opportunità d'investimento con un elevato effetto leva; invita la Commissione a rivedere ulteriormente le norme sugli aiuti di Stato onde consentire maggiori finanziamenti nazionali a favore dell'efficienza energetica accanto agli investimenti europei;

6.

sottolinea l'importanza della politica di coesione e delle risorse finanziarie assegnatele per il pieno sviluppo di reti intelligenti, che determinano sistemi energetici più efficienti nelle varie regioni, riducendo il consumo e la perdita di energia;

7.

sottolinea che gli enti locali e regionali devono possedere adeguate competenze e responsabilità per quanto concerne non solo l'approvvigionamento e l'utilizzo di energia, ma anche il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica;

8.

chiede alla Commissione di rafforzare la certezza giuridica sul versante delle norme regionali in materia di aiuti di Stato ai fini di un'edilizia popolare rispettosa delle norme in materia di efficienza energetica e degli investimenti a favore degli edifici e dell'energia sostenibili;

9.

ricorda che, secondo alcune ricerche accademiche, nel 2010 quasi il 9 % dei cittadini dell'UE, della Norvegia e della Svizzera (52,08 milioni di persone), non era in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione; rileva che la povertà di combustibili è particolarmente grave nei nuovi Stati membri e che, nella maggior parte dei casi, è imputabile alla pessima coibentazione delle abitazioni; invita la Commissione a esaminare in dettaglio i nessi tra la promozione dell'efficienza energetica, la povertà di combustibili e la vulnerabilità dei consumatori; sottolinea che i risparmi conseguiti grazie alle misure di efficienza energetica devono essere trasferiti ai consumatori riducendone le bollette;

10.

ricorda che il potenziale dell'efficienza energetica non è ancora efficacemente sfruttato in alcuni settori dell'economia, come il settore edilizio e dei trasporti, e che gli stanziamenti del Fondo strutturale o del Fondo di coesione o altre forme di investimento a favore dell'incremento dell'efficienza energetica dovrebbero costituire un'opportunità di crescita dell'occupazione in questi settori;

11.

evidenzia la necessità di garantire che la costruzione e la ristrutturazione degli alloggi popolari siano effettuate con il fine di conseguire gli obiettivi e attuare le norme in materia di efficienza energetica; chiede agli Stati membri e alle parti interessate, nel rispetto del principio di sussidiarietà, di tenere conto dell'edilizia popolare nei programmi di riforma nazionali e in fase di elaborazione delle priorità strategiche nel quadro degli accordi di partenariato previsti per il prossimo periodo di programmazione 2014-2020; ricorda agli Stati membri, a tal proposito, quanto disposto dall'articolo 20 della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica;

12.

riconosce che uno dei principali ostacoli alla realizzazione di risparmi energetici a livello locale e regionale è costituito dalla necessità di anticipare investimenti; esprime la convinzione che qualsiasi misura adottata a livello dell'UE debba prendere in debito conto le implicazioni per i rappresentanti locali e regionali, nonché le loro restrizioni di bilancio; raccomanda a tal fine di consultare i rappresentanti locali e regionali nella definizione degli orientamenti di sviluppo nel settore energetico e di sostenere finanziariamente i programmi sviluppati a livello locale e regionale al fine di utilizzare le risorse energetiche esistenti;

13.

ricorda che il Parlamento ha già adottato la relazione sul ruolo della politica di coesione dell'Unione europea e dei suoi attori nell'attuazione della nuova politica energetica europea e che tale relazione tratta anche questioni in materia di efficienza energetica;

Periodo di programmazione 2014-2020 e modifiche legislative

14.

osserva che l'obiettivo precipuo della politica di coesione resta la riduzione delle disuguaglianze economiche, sociali e territoriali tra le regioni e reputa che le politiche di efficienza energetica non debbano interferire con tale obiettivo; sottolinea che alcune delle regioni più povere dell'UE possono avere priorità diverse e necessitare, in primo luogo, di investimenti in altri settori; sottolinea che la forza della politica di coesione risiede nella sua flessibilità e nella gestione decentrata dei fondi a livello locale;

15.

ricorda la modifica apportata nel 2009 al regolamento sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) in merito all'efficienza energetica, grazie alla quale l'edilizia può beneficiare di sostegno sull'intero territorio dell'UE con un massimale del 4 %; osserva che, a seguito di una successiva modifica delle disposizioni, segnatamente una modifica dei programmi operativi apportata nel corso del periodo di programmazione, in molti Stati membri questa azione politica non si è tradotta in un aumento consistente dei fondi destinati a tale obiettivo; osserva che, dal momento che la modifica non è stata accompagnata da nuovi finanziamenti aggiuntivi dell'UE, alcuni Stati membri hanno respinto tale opportunità, mentre in altri si è osservata una forte correlazione tra lo scarso assorbimento dei fondi e debolezze nell'apparato amministrativo; sottolinea l'importanza di attribuire certezza giuridica alle misure in materia di efficienza energetica prima e durante il periodo di programmazione 2014-2020;

16.

accoglie con favore il fatto che nel periodo di programmazione 2014-2020 al FESR e al Fondo di coesione siano state offerte nuove opportunità nonché un peso maggiore nel conseguimento degli obiettivi nel campo dell'efficienza energetica; sostiene in particolare il futuro ruolo del finanziamento a titolo della politica di coesione in tutto il settore edilizio, compreso quello residenziale;

17.

esorta gli Stati membri a mettere a punto, attraverso i loro programmi operativi, formalità semplici e snelle per l'utilizzo dei fondi previsti per il miglioramento dell'efficienza energetica domestica;

18.

esorta gli Stati membri a garantire l'accesso diretto dei comuni ai fondi previsti per il miglioramento dell'efficienza energetica domestica, nel quadro di un sistema decentrato;

19.

prende atto dell'esito dei negoziati sul regolamento FESR riguardo alle percentuali minime previste da applicare in caso di specifici obiettivi tematici per ciascuna categoria di regioni, che consente un aumento delle dotazioni sul versante dell'efficienza energetica e delle risorse di energia rinnovabile; ricorda che quote minime ambiziose sono essenziali per facilitare la mobilitazione degli attori locali e contribuiscono a creare programmi stabili e a lungo termine;

20.

accoglie con favore la proposta della Commissione di estendere nell'ambito del periodo di programmazione 2014-2020 l'utilizzo di strumenti finanziari innovativi a tutti gli obiettivi tematici, tra cui l'efficienza energetica;

21.

sostiene le proposte della Commissione di semplificazione dei Fondi strutturali e di investimento europei nel periodo di programmazione 2014-2020; ritiene che la conclusione dei negoziati sul regolamento recante disposizioni comuni debba sfociare in un'applicazione positiva dell'uso dei fondi multipli di cui beneficerebbero in ampia misura i progetti nel settore dell'efficienza energetica;

22.

accoglie con favore i progressi registrati nei negoziati relativi al regolamento recante disposizioni comuni riguardo agli accordi di partenariato; chiede, a tal proposito, agli Stati membri e alle autorità di gestione di lavorare con esperti del settore dell'efficienza energetica al fine di fare buon uso di tale meccanismo in fase di elaborazione dei programmi operativi;

23.

incoraggia gli Stati membri a intensificare i legami tra i loro piani d'azione nazionali in materia di efficienza energetica e i programmi operativi al fine di assicurare che i Fondi strutturali e di investimento europei siano parte di una strategia coerente rispondendo al contempo alle esigenze territoriali; sottolinea che lo scopo principale delle strategie di efficienza energetica deve essere il conseguimento dell'obiettivo dell'autonomia energetica a livello regionale e locale;

24.

è convinto che le misure dell'UE debbano sostenere l'efficienza energetica nelle fasi di produzione, distribuzione e consumo di energia; osserva che i finanziamenti in campo energetico della politica di coesione sono attualmente erogati principalmente a favore delle energie rinnovabili (15) e che è pertanto necessario raggiungere un maggiore equilibrio che consenta di garantire una più elevata percentuale di finanziamenti destinata ai progetti in materia di efficienza energetica;

25.

sottolinea che un'eccessiva specificazione e obiettivi troppo vincolanti per quanto concerne l'attuazione degli obiettivi di efficienza energetica possono comportare ulteriori spese per gli enti locali e regionali in relazione all'attuazione di tali misure e imporre costi aggiuntivi ai consumatori;

26.

sottolinea l'importanza di integrare la dimensione dell'efficienza energetica nelle strategie di ricerca e innovazione per una specializzazione intelligente che gli Stati membri e le regioni dovranno mettere a punto per accedere ai finanziamenti a favore dell'innovazione nel quadro della futura politica di coesione;

27.

ricorda ancora una volta agli Stati membri l'importanza di un bilancio con dotazioni adeguate del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, nel cui ambito la politica di coesione può e dovrebbe fungere da stimolo per la ripresa;

Sensibilizzazione e importanza della diffusione delle informazioni

28.

chiede alla Commissione di migliorare la qualità e la diffusione delle informazioni pratiche a disposizione degli enti locali e regionali sulle questioni relative all'efficienza energetica, in particolare per quanto concerne i vantaggi generati dagli investimenti nel settore dell'efficienza energetica, le migliori metodologie, norme e incentivi finanziari e i fornitori dei servizi pertinenti, compreso il contratto di rendimento energetico; osserva che la mancanza di società di servizi energetici in molte regioni e Stati membri potrebbe incidere sulla capacità di utilizzare i finanziamenti a favore dell'efficienza energetica;

29.

sottolinea che la mancanza di informazioni dettagliate riguardo alle caratteristiche del patrimonio immobiliare a livello regionale ostacola non poco la formulazione di strategie e piani da parte delle autorità nazionali e regionali; prende atto dei criteri per la fornitura di dette informazioni previsti dalla direttiva 2012/27/UE e chiede che tali informazioni siano elaborate anche a livello regionale e rese pubbliche;

30.

incoraggia le autorità di gestione a rafforzare la visibilità dei programmi operativi nonché le opportunità per i potenziali beneficiari dei progetti offerti nel campo dell'energia sostenibile; suggerisce, a tal fine, di creare siti web, piattaforme o banche dati nazionali destinati a potenziali beneficiari e parti interessate, organizzare seminari ed eventi finalizzati a informare le categorie destinatarie, e introdurre misure tese a migliorare la visibilità e l'accessibilità alle risorse di rete esistenti (quali il portale Build Up e il manuale SF Energy Invest);

31.

incoraggia le autorità di gestione a promuovere, nel periodo di programmazione 2014-2020, progetti integrati, adottando a livello territoriale un approccio olistico all'efficienza energetica, soprattutto utilizzando i nuovi strumenti di programmazione strategica, quali gli investimenti territoriali integrati, e coinvolgendo le iniziative esistenti, come il Patto dei sindaci, onde contribuire a sviluppare piani integrati; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un «procedura rapida» per finanziare i progetti presentati dagli enti che hanno sottoscritto il Patto dei sindaci e che ne rispettano integralmente gli obblighi;

32.

giudica favorevolmente la conferenza annuale delle «Giornate aperte» e i vari gruppi di lavoro dedicati a progetti locali e regionali in materia di efficienza energetica; suggerisce alla Commissione, agli Stati membri e alle autorità di gestione di utilizzare tali eventi per creare una piattaforma per lo scambio di informazioni nell'ottica di promuovere un dialogo quanto mai necessario e uno scambio di migliori pratiche per l'attuazione e la gestione di progetti in materia di efficienza energetica finanziati a titolo dei Fondi strutturali e di investimento europei;

Sviluppo di capacità e assistenza tecnica

33.

chiede agli Stati membri di dare seguito alle raccomandazioni della Commissione (16) e di rafforzare lo sviluppo di capacità, impiegando i bilanci assegnati all'assistenza tecnica, al fine di rafforzare l'effettiva partecipazione degli attori locali, regionali e della società civile all'elaborazione di strategie energetiche regionali e locali;

34.

riconosce che il passaggio a tecnologie di efficienza energetica richiede nuove competenze, una formazione professionale consapevole dell'ambiente e una preparazione specifica nell'edilizia e in altri settori; incoraggia, a tal proposito, gli Stati membri a continuare a utilizzare i fondi onde fornire assistenza tecnica a tutti i livelli (ad esempio attraverso il dispositivo ELENA); chiede inoltre agli Stati membri di impiegare i Fondi strutturali e di investimento europei per offrire nuova formazione e competenze aggiornate ai lavoratori per occupare posti di lavoro emergenti dell'economia a basse emissioni di carbonio e per evitare che sussista una carenza di risorse umane qualificate nel settore;

35.

sottolinea i possibili benefici che le iniziative JESSICA (Sostegno europeo congiunto per gli investimenti sostenibili nelle aree urbane) ed ELENA offrono in termini di investimenti nell'energia sostenibile a livello locale, allo scopo di aiutare le città e le regioni ad avviare solidi progetti di investimento nei settori dell'efficienza energetica e invita a promuovere tali iniziative;

36.

invita a fornire un ulteriore sostegno amministrativo alle autorità locali e regionali al fine di aiutarle a creare gruppi di progetti di piccole e medie dimensioni in materia di efficienza energetica che, presi singolarmente, si collocherebbero al di sotto delle soglie finanziarie minime previste per accedere ai fondi dei programmi ELENA, JESSICA ed Energia intelligente; richiama l'attenzione degli Stati membri e della Commissione sul fatto che le città e le comunità rurali di piccole-medie dimensioni spesso non hanno la capacità amministrativa necessaria per utilizzare appieno i nuovi strumenti finanziari;

37.

sottolinea che la burocrazia e l'assenza di chiarezza procedurale hanno reso difficile l'accesso ai Fondi strutturali e al Fondo di coesione e hanno scoraggiato dal farne richiesta gli attori che più ne hanno bisogno; sostiene pertanto la semplificazione delle norme e delle procedure, l'eliminazione degli oneri burocratici e l'aumento di flessibilità nell'assegnazione dei fondi a livello sia europeo sia nazionale; ritiene che una semplificazione contribuirà ad assegnare i fondi in modo efficiente, ad aumentare i tassi di assorbimento e a ridurre gli errori e i termini di pagamento e permetterà agli Stati membri e alle regioni più poveri di trarre pieno vantaggio dagli strumenti finanziari volti a diminuire le disparità tra regioni e tra Stati; ritiene necessario trovare un equilibrio tra semplificazione e stabilità di norme e procedure;

Ruolo degli strumenti finanziari

38.

sottolinea che una combinazione di sovvenzioni e strumenti finanziari può rivelarsi un approccio riuscito e innovativo per sostenere i finanziamenti privati, creare nuovi modelli di partenariato privato-pubblico e promuovere l'innovazione; sottolinea che è importante attrarre gli investimenti privati nel settore dell'efficienza energetica sia dall'UE che dai paesi terzi;

39.

fa presente che gli sforzi per acquisire risorse da destinare a investimenti in progetti nel settore dell'efficienza energetica sono spesso ostacolati da barriere di mercato, regolamentari e di cartello quali elevati costi iniziali a carico degli investitori e difficile previsione dell'esatto potenziale di risparmio energetico; raccomanda agli Stati membri di individuare metodi adeguati di sostegno agli investimenti nell'ambito dell'efficienza energetica domestica;

40.

sottolinea con preoccupazione che l'attuale crisi economico-finanziaria ha reso sempre più difficile per gli Stati membri reperire le risorse necessarie per cofinanziare i programmi di politica di coesione relativi all'efficienza energetica; ritiene essenziale, a tal proposito, esplorare canali innovativi di finanziamento, anche dal settore privato, per i progetti nel settore dell'efficienza energetica;

41.

riconosce il sostegno della Commissione a favore di un ruolo più incisivo di strumenti finanziari nuovi e innovativi nel periodo di programmazione 2014-2020; sottolinea che la mancanza di erogazione tempestiva e certezza giuridica pone una notevole difficoltà agli Stati membri e alle altre parti interessate, non ultima la gestione di simili strumenti; esorta la Commissione a presentare senza indugio una serie di proposte di strumenti finanziari direttamente disponibili onde sostenere le misure nel settore dell'efficienza energetica;

42.

invita gli Stati membri a condividere le migliori pratiche nella progettazione dei fondi nazionali per l'efficienza energetica, nell'ambito dei quali i Fondi strutturali e di investimento europei possono essere utilizzati come conferimenti di capitale, o simili, e possono essere affiancati ad altre fonti di finanziamento provenienti dal settore privato;

43.

invita la Commissione a migliorare ulteriormente il sostegno finanziario mirato della Banca europea per gli investimenti (BEI), della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), della Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB) e del Fondo europeo per l'efficienza energetica (EEEF) a favore dei progetti nel campo dell'efficienza energetica; chiede alla BEI, alla CEB e alla BERS di istituire un gruppo di lavoro congiunto incaricato di esplorare alternative per nuovi strumenti finanziari, che possono essere messi a disposizione degli Stati membri congiuntamente o attraverso i loro fondi nazionali per l'efficienza energetica onde dare impulso ad altri investimenti nel settore privato;

44.

sottolinea che l'assegnazione dei fondi deve basarsi sui principi di proporzionalità, efficienza ed efficacia economica e non deve aumentare gli oneri amministrativi;

Realtà in materia climatica, geografica e di competitività

45.

sottolinea l'importanza di verificare periodicamente se le misure e i requisiti relativi all'efficienza energetica siano ancora adeguati alla luce delle realtà climatiche, agli impatti della competitività sull'industria e sulle PMI e alle implicazioni in termini di prezzi dell'energia nei diversi Stati membri e nelle varie regioni; invita la Commissione a considerare attentamente tale aspetto in sede di definizione degli indicatori prestazionali;

46.

sottolinea la necessità di tenere altresì conto delle specificità geografiche delle regioni ultraperiferiche in materia di efficienza energetica, allo scopo di valorizzare al meglio i loro punti di forza naturali legati all'insularità (geotermia, energia solare, eolica e marina);

47.

sostiene i progressi compiuti dal programma MARIE nell'istituire una strategia per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici nell'area mediterranea; invita, a tal proposito, gli Stati membri dell'area mediterranea a condividere le migliori prassi onde offrire un modello di costi ottimali da applicare nell'Europa meridionale; esorta a creare programmi simili in altre regioni europee, soprattutto nell'Europa centrale; ritiene che si possa attuare un sistema analogo per le regioni ultraperiferiche, in modo particolare nell'ambito della dimensione tropicale che caratterizza la maggior parte (anche se non la totalità) di tali regioni;

Indicatori e criteri

48.

esorta gli Stati membri a fissare obiettivi impegnativi per garantire l'applicazione delle norme più severe in materia di efficienza energetica previste dalla direttiva 2010/31/UE per gli edifici pubblici e gli edifici ad altra destinazione, affinché siano assoggettati a certificazione energetica su base regolare;

49.

chiede alla Commissione di chiarire gli indicatori comuni in materia di efficienza energetica nell'ambito della politica di coesione che devono essere applicati e utilizzati dagli Stati membri nel periodo di programmazione 2014-2020;

50.

invita la Commissione a tenere in debita considerazione la situazione economica, geografica e sociale nel determinare per ciascuno Stato membro o regione i costi d'investimento necessari per conseguire risparmi di un kWh;

51.

esorta la Commissione a elaborare senza indugi e in stretta concertazione con gli Stati membri e le regioni una serie di orientamenti di valutazione dei progetti in materia di efficienza energetica che potrebbero fungere da base per istituire meccanismi di valutazione, controllo e verifica dei progetti e a valutarne l'efficacia in termini di costi;

52.

chiede agli Stati membri di applicare gli indicatori di realizzazione di cui all'allegato del regolamento FESR e di impiegare criteri trasparenti di selezione dei progetti nonché costi di investimento standard per unità di energia da risparmiare, indicando un periodo massimo di rimborso accettabile degli investimenti per i progetti in materia di efficienza energetica;

53.

prende atto dell'ultima relazione della Corte dei conti sull'efficacia in termini di costi/benefici degli investimenti della politica di coesione nel campo dell'efficienza energetica; sottolinea la raccomandazione della Corte dei conti relativa all'uso di criteri di selezione trasparenti e più severi per progetti a livello di UE e di Stati membri; condivide la conclusione della Corte dei conti secondo cui i criteri di valutazione applicati per pervenire a decisioni di investimento devono essere più chiari e precisi relativamente a come considerare gli aspetti di efficienza energetica;

54.

osserva, tuttavia, che la valutazione della Corte è piuttosto restrittiva in termini di periodo di campionamento e rimborso; sottolinea che la politica di coesione è una politica integrata e che, pertanto, in fase di valutazione dei progetti occorre adottare un approccio esaustivo, basato sull'analisi dei costi del ciclo di vita;

Importanza del settore relativo agli edifici

55.

rileva che nel 2010 il consumo di energia negli edifici costituiva la quota maggiore del consumo finale di energia nell'Unione, ossia il 40 % (di cui il 26,7 % rappresentato dai consumi domestici) e che tale consumo rappresentava il 36 % delle emissioni di CO2 dell'Unione; deplora che la maggior parte degli Stati membri non rispetti appieno i potenziali risparmi energetici degli edifici; esorta la Commissione a trovare soluzioni per incoraggiare gli sforzi volti a garantire che i maggiori potenziali risparmi energetici non rimangano inesplorati, presentando proposte che definiscano obiettivi chiari in relazione al consumo di energia negli edifici degli Stati membri;

56.

ricorda che gli edifici hanno un ciclo naturale di ammodernamento di 40 anni, che le tecnologie di risparmio energetico in questo settore sono ben sviluppate e che pertanto la maggior parte degli ostacoli che impediscono di sfruttare appieno il potenziale di risparmio energetico è di natura non tecnica; osserva che in ragione della natura dei progetti di rinnovamento legati all'efficienza energetica, che spesso sono meno visibili, più piccoli e difficili da aggregare, anche i Fondi strutturali e di investimento europei svolgono un ruolo fondamentale, fornendo i finanziamenti necessari per superare tali ostacoli;

57.

osserva che i potenziali risparmi energetici, che dipendono ampiamente dalle condizioni del patrimonio immobiliare esistente, hanno una diffusione eterogenea tra gli Stati membri e le regioni; chiede agli Stati membri di migliorare la definizione di «alloggio dignitoso» per includervi gli standard di efficienza energetica;

58.

sottolinea che gli investimenti pubblici nel settore dell'efficienza energetica degli edifici sono necessari soprattutto nelle regioni meno sviluppate e negli Stati membri beneficiari dei fondi della politica di coesione, dove è presente un potenziale notevole per la riduzione del consumo di energia attraverso misure efficaci in termini di costi;

59.

incoraggia gli Stati membri a sfruttare al massimo i programmi nazionali e regionali al fine di garantire un elevato grado di efficienza energetica negli edifici di nuova progettazione e di introdurla nel patrimonio immobiliare esistente (retrofitting), compresi gli edifici residenziali per le famiglie a basso reddito;

60.

osserva che le zone rurali e remote possiedono le condizioni ideali per l'adozione di forme decentrate di generazione energetica, le quali ridurrebbero le perdite di energia che si verificano durante il trasporto di elettricità su lunghe distanze;

61.

esorta le pertinenti autorità pubbliche ad accelerare l'ammodernamento degli edifici di loro proprietà attingendo ai finanziamenti della politica di coesione onde fornire la leva necessaria e creare esemplarità;

62.

invita gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle difficoltà connesse alla proprietà comune degli edifici residenziali multifamiliari, che presentano il difficile problema del parassitismo («free rider»);

63.

invita la Commissione a compiere azioni di sensibilizzazione riguardo al reale potenziale di un profondo processo di ammodernamento, anche per fasi, del patrimonio immobiliare offrendo assistenza agli Stati membri e alle regioni nella preparazione delle strategie in materia; raccomanda di sviluppare le strategie parallelamente alle proposte di programmi operativi incentrate sull'integrazione dell'uso di strumenti finanziari innovativi e comprensive di pietre miliari indicative volte a costruire la fiducia degli investitori;

o

o o

64.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Comitato delle regioni.


(1)  Testi approvati, P7_TA(2013)0246.

(2)  http://ec.europa.eu/energy/publications/doc/2012_energy_figures.pdf.

(3)  GU C 87 E dell'1.4.2010, pag. 98.

(4)  https://www.kfw.de/migration/Weiterleitung-zur-Startseite/Homepage/KfW-Group/Research/PDF-Files/Energy-efficient-building-and-rehabilitation.pdf.

(5)  Testi approvati, P7_TA(2013)0017.

(6)  Testi approvati, P7_TA(2012)0223.

(7)  GU C 225 del 27.7.2012, pag. 52.

(8)  GU C 54 del 23.2.2012, pag. 49.

(9)  GU C 24 del 28.1.2012, pag. 134.

(10)  http://www.sf-energyinvest.eu/fileadmin/Dateien/Downloads/May2012-Recommendations.pdf.

(11)  http://www.renovate-europe.eu/uploads/Multiple%20Benefits%20Study_Key%20Messages%20Brochure.pdf.

(12)  Comunicazione della Commissione — Piano d'azione per l'efficienza energetica: Realizzare il potenziale (COM(2006)0545).

(13)  Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul sostegno finanziario all'efficienza energetica negli edifici (COM(2013)0225), 18 aprile 2013.

(14)  Relazione di sintesi del Consiglio 6754/13: Attuazione del semestre europeo, 4 marzo 2013.

(15)  Relazione presentata alla Commissione da parte dell'Ismeri Europa dal titolo «Expert evaluation network delivering policy analysis on the performance of Cohesion policy 2007-2013 — Synthesis of national reports 2011 — renewable energy and Energy efficiency of housing»: http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/evaluation/pdf/eval2007/expert_innovation/2011_synt_rep_en.pdf).

(16)  Comunicazione della Commissione del 26 gennaio 2011 dal titolo «Il contributo della politica regionale alla crescita sostenibile nel contesto della strategia Europa 2020» (COM(2011)0017).