3.5.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 132/71


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Proposta di regolamento (UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 648/2004 per quanto riguarda l’uso dei fosfati e di altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico»

COM(2010) 597 definitivo — 2010/0298 (COD)

2011/C 132/12

Relatore unico: Nikolaos LIOLIOS

In data 10 e 24 novembre 2010, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso, conformemente al disposto dell’articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:

Proposta di regolamento (UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 648/2004 per quanto riguarda l’uso dei fosfati e di altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico

COM(2010) 597 definitivo — 2010/0298 (COD).

La sezione specializzata Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 28 febbraio 2011.

Alla sua 470a sessione plenaria, dei giorni 15 e 16 marzo 2011 (seduta del 15 marzo), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 174 voti favorevoli, 1 voto contrario e 9 astensioni.

1.   Conclusioni

1.1   Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) riconosce, per le seguenti ragioni, la necessità di rivedere il regolamento (CE) n. 648/2004 per quanto riguarda l’uso dei fosfati e di altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico:

Anche se la presenza di fosfati nei detergenti contribuisce all’eutrofizzazione in misura minore rispetto ad altre fonti, le restrizioni all’uso di tali sostanze sembrano essere l’opzione più efficace per ridurre il rischio di eutrofizzazione nell’intera Unione europea.

È assolutamente indispensabile garantire un mercato interno dei detergenti per il bucato pienamente armonizzato, eliminando così ogni costo aggiuntivo per l’industria e le amministrazioni, dovuto alla frammentazione del mercato, come pure l’esigenza del riconoscimento reciproco dei detergenti contenenti fosforo che possono essere importati e ammessi al consumo in uno Stato dell’UE - persino in presenza di una normativa per la limitazione dei fosfati - dal momento che sono immessi legalmente sul mercato di qualsiasi altro Stato dell’UE.

Le amministrazioni nazionali pubbliche degli Stati membri che hanno adottato una normativa riguardante i fosfati nei detergenti per combattere l’eutrofizzazione potrebbero avere maggiori difficoltà nell’applicare la loro legislazione, in ragione degli obblighi relativi al riconoscimento reciproco ai sensi del regolamento (CE) n. 764/2008.

Un’azione unica a livello dell’UE risulterebbe molto più efficace di molteplici azioni intraprese dagli Stati membri.

1.2   Il CESE approva l’approccio generale adottato dalla Commissione che, accanto all’auspicata riduzione del rischio dell’eutrofizzazione per l’ambiente acquatico, esamina la fattibilità tecnica e socioeconomica nonché le conseguenze, in termini di efficacia ed efficienza, della sostituzione dei fosfati nei detergenti.

1.2.1   Per questi motivi il CESE si pronuncia a favore dell’opzione 4, in base alla quale è opportuno limitare la presenza di fosfati soltanto nei detergenti per bucato ad uso domestico e non in quelli per lavastoviglie automatiche o per uso industriale o istituzionale.

1.3   La proposta non introduce molti elementi nuovi, ma si limita a stabilire delle regole a livello UE e a sostenere la tendenza, già in atto, alla riduzione dei fosfati e di altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico. Il CESE prende atto dell’impegno della Commissione a ridurre al minimo gli effetti ambientali di questa categoria di prodotti di largo consumo. L’adozione delle raccomandazioni formulate nel presente parere del CESE conferirebbe maggiore peso alla proposta. Il CESE riconosce che i fabbricanti di detergenti per bucato per uso domestico, tramite l’adozione - principalmente volontaria - di soluzioni alternative per sostituire i fosfati, hanno dato un notevole contributo alla limitazione degli effetti ambientali dei loro prodotti.

1.4   Il CESE ritiene che, dalla revisione del regolamento (CE) n. 648/2004 per quanto riguarda la limitazione dei fosfati e altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico fino all’attuazione delle relative disposizioni, si dovrà prevedere un lasso di tempo adeguato per l’adattamento e la preparazione. A giudizio del CESE, saranno necessari da uno a due anni per adeguare la composizione dei prodotti e attuare i cambiamenti necessari nelle attrezzature e nei processi di produzione, in particolare per le piccole e medie imprese.

2.   Introduzione

2.1   I fosfati, insieme con il tripolifosfato di sodio, sono utilizzati nei detergenti per ridurre la durezza dell’acqua e permettere una pulizia efficace. Ciononostante, i fosfati possono avere ripercussioni negative sull’ambiente acquatico e alterare l’equilibro ecologico, poiché contribuiscono allo sviluppo accelerato delle alghe, fenomeno detto «eutrofizzazione». Anche se i detergenti contenenti fosfati sono solo al terzo posto tra i fattori che contribuiscono a incrementare la presenza di queste sostanze nell’ambiente acquatico, ridurre il tenore dei fosfati nei detergenti per bucato per uso domestico sembra costituire, dal punto di vista tecnico ed economico, la soluzione più efficace per ridurre il rischio di eutrofizzazione.

2.2   Il regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti armonizza l’immissione sul mercato dei detergenti, ma soltanto per quanto riguarda la loro etichettatura e la biodegradabilità dei tensioattivi che contengono. Tuttavia, in considerazione delle preoccupazioni che crea l’eutrofizzazione, l’articolo 16 del regolamento prevedeva che la Commissione, entro l’8 aprile 2007, «effettua una valutazione, presenta una relazione e, se del caso, una proposta legislativa sull’uso dei fosfati in vista della loro graduale eliminazione o di una loro limitazione ad applicazioni specifiche». Nel 2007 la Commissione ha presentato la sua relazione (1), in cui giungeva alla conclusione che le conoscenze sul contributo all’eutrofizzazione dei fosfati presenti nei detergenti erano ancora incomplete ma in rapido progresso. I lavori scientifici realizzati successivamente, oltre ad informazioni sugli effetti economici e sociali di eventuali restrizioni, hanno costituito la base della relazione finale di valutazione d’impatto (2) che analizza una serie di opzioni riguardanti l’uso dei fosfati nei detergenti.

2.3   La Commissione ha lanciato una serie di studi per stabilire se le restrizioni poste all’utilizzo dei fosfati nei detergenti sarebbero giustificate per limitare il fenomeno dell’eutrofizzazione nell’UE. Questi studi sono serviti da base per ulteriori consultazioni degli Stati membri, dell’industria e delle organizzazioni non governative nel corso delle riunioni del gruppo di lavoro delle autorità competenti per l’applicazione del regolamento relativo ai detergenti (noto come «gruppo di lavoro detergenti»), che si sono svolte nel novembre 2006, nel luglio e nel dicembre 2007, nel luglio 2008, nel febbraio e nel novembre 2009.

2.3.1   Nel 2009 si è svolta, tramite la rete Impresa Europa, una consultazione specifica delle piccole e medie imprese del settore dei detergenti per ampliare le conoscenze sull’impiego attuale dei fosfati e delle sostanze alternative nella formulazione dei detergenti nonché sulle conseguenze che eventuali restrizioni dell’uso dei fosfati avrebbero per queste PMI.

2.3.2   Gli studi e le consultazioni di cui sopra, insieme con la relazione di valutazione d’impatto, hanno costituito la base di informazioni a partire della quale è stata elaborata la proposta COM(2010) 597 della Commissione che modifica il regolamento (CE) n. 648/2004, in merito alla quale è stato chiesto il parere del CESE.

3.   Punti salienti del documento della Commissione

3.1   La proposta in esame mira a modificare il regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti introducendo una limitazione del tenore di fosfati e altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico, in modo da ridurre il contributo dei detergenti al fenomeno generale dell’eutrofizzazione delle acque di superficie dell’UE, in base alle conclusioni delle valutazioni e dell’analisi d’impatto effettuate dalla Commissione in applicazione dell’articolo 16 del regolamento (CE) n. 648/2004.

3.1.1   L’obiettivo generale è quello di garantire un livello elevato di protezione dell’ambiente dai possibili effetti nocivi dei fosfati e di altri composti del fosforo presenti nei detergenti come pure di assicurare il buon funzionamento del mercato interno dei detergenti.

3.2   Sono state esaminate cinque opzioni per determinarne i possibili effetti:

—   Opzione 1: nessuna azione a livello dell’UE, la responsabilità di un’azione è lasciata agli Stati membri o alla cooperazione regionale (opzione di base);

—   Opzione 2: azione volontaria dell’industria;

—   Opzione 3: divieto totale dei fosfati nei detergenti;

—   Opzione 4: limitazione/riduzione del tenore di fosfati nei detergenti per bucato;

—   Opzione 5: fissazione di valori limite per il tenore di fosfati nei detergenti.

L’analisi dell’impatto delle diverse opzioni è stata condotta tenendo conto dei risultati dell’analisi scientifica del contributo dei fosfati nei detergenti ai rischi di eutrofizzazione nell’UE, nonché dei criteri di efficacia e di efficienza (praticità, effetti socioeconomici e monitorabilità). Le informazioni sono tratte soprattutto dagli studi menzionati più sopra e da successive consultazioni dirette delle parti interessate.

La valutazione e l’analisi d’impatto delle opzioni indicano che l’introduzione a livello europeo di una limitazione dell’uso dei fosfati e di altri composti del fosforo nei detergenti per bucato ad uso domestico ridurrà il contributo dei fosfati presenti nei detergenti ai rischi di eutrofizzazione delle acque nell’UE e, contemporaneamente il costo dell’eliminazione del fosforo negli impianti di depurazione. La riduzione dei costi così ottenuta supera largamente il costo della nuova formulazione dei detergenti per bucato con sostanze alternative ai fosfati. Non sarebbe invece opportuno, in questa fase, introdurre delle restrizioni a livello dell’UE per i detergenti per lavastoviglie o per i detergenti per uso industriale o istituzionale, dato che le alternative disponibili non sono generalmente in grado di rispondere alle superiori esigenze tecniche di queste applicazioni.

4.   Osservazioni generali

4.1   Il CESE si rallegra che la Commissione abbia elaborato la proposta in esame e, considerando che per nessuna delle categorie di detergenti diversi da quelli per bucato ad uso domestico esistono soluzioni alternative tecnicamente ed economicamente valide, condivide l’idea per cui le restrizioni nell’utilizzo di fosfati e altri composti del fosforo vadano applicate, per il momento, soltanto ai detergenti per bucato ad uso domestico. In ogni caso, come stabilito giustamente dalla modifica dell’articolo 16, occorre studiare anche la possibilità di introdurre restrizioni relative ai fosfati nei detergenti per lavastoviglie domestiche automatiche. Ai produttori è stato concesso un sufficiente lasso di tempo per esaminare le soluzioni alternative esistenti o per trovarne di nuove e renderle tecnicamente adatte ed economicamente accettabili. Per incoraggiare le industrie a compiere progressi in tal senso, sarebbe forse utile che la Commissione lanciasse delle iniziative di consultazione di tutte le parti interessate.

4.2   Per quanto riguarda la valutazione delle opzioni proposte, il CESE ritiene che:

le opzioni 1 e 2 potrebbero determinare - qualora persista l’attuale tendenza - una lenta diminuzione dell’uso dei fosfati, ma non rispondono all’obiettivo del buon funzionamento del mercato interno dei detergenti. Ovviamente, non si può escludere la possibilità di un’inversione di tendenza in materia di sostituzione dei fosfati, con i conseguenti effetti negativi sull’ambiente.

L’opzione 3 sembra la più interessante per la riduzione del rischio dell’eutrofizzazione, ma non è opportuno attuarla, poiché da un lato essa determinerebbe un calo sproporzionato delle prestazioni delle lavastoviglie automatiche, per le quali non esiste ad oggi nessuna soluzione alternativa tecnicamente ed economicamente valida, e, dall’altro, le soluzioni alternative ai fosfati nei detergenti per bucato ad uso domestico contengono talvolta altri composti a base di fosforo, in particolare i fosfonati, i quali, anche in piccola quantità, garantiscono risultati eccellenti, sia per ridurre la durezza dell’acqua che per stabilizzare i prodotti sbiancanti. È quindi impossibile eliminare completamente il fosforo dai detergenti.

L’opzione 4 è la più indicata, poiché riguarda soltanto i detergenti per bucato per uso domestico per i quali esistono già alternative praticabili e ampiamente diffuse e prevede, al tempo stesso, un limite massimo autorizzato per il tenore di fosforo al fine di rendere possibile l’utilizzo dei fosfonati, la cui importanza è stata illustrata nel precedente paragrafo. La limitazione dei fosfati nei detergenti sarà meno efficace per ridurre l’eutrofizzazione rispetto all’opzione 3 (nei detergenti per bucato viene utilizzato il 60 % dei fosfati). In tal modo viene concesso ai fabbricanti di detergenti per lavastoviglie domestiche automatiche il tempo necessario per mettere a punto soluzioni alternative, tecnicamente ed economicamente valide, per l’intera categoria dei detergenti. Inoltre viene facilitata l’armonizzazione delle normative a livello UE e viene garantito il buon funzionamento del mercato interno dei detergenti per bucato ad uso domestico, mercato che è attualmente frammentato.

Infine, l’opzione 5 sembra indubbiamente rispondere in larga parte agli obiettivi previsti (riduzione dell’eutrofizzazione, buon funzionamento del mercato interno per tutte le categorie di detergenti) tramite la fissazione di valori limite diversi per i detergenti per bucato, quelli per lavastoviglie e quelli per uso industriale o istituzionale. Tuttavia, non sarebbe facile trovare un accordo riguardo ai valori limite per i detergenti per lavastoviglie, e ancora meno per quelli per uso industriale o istituzionale, data la varietà delle esigenze tecniche (molti detergenti per uso industriale o istituzionale sono stati concepiti per le specifiche installazioni industriali di ciascun cliente). C’è da attendersi che l’applicazione di un qualsiasi valore limite specifico possa dar luogo a un gran numero di richieste di deroga ai sensi dell’articolo 114 del TFUE, con tutti i conseguenti oneri amministrativi per le autorità nazionali e la Commissione.

4.3   Il CESE riconosce che il rischio dell’eutrofizzazione non è uguale nei vari Stati membri e per questo motivo approva la proposta della Commissione di conservare, con le dovute modifiche, la disposizione esistente che permette agli Stati membri di mantenere o emanare norme nazionali che limitano il tenore di fosfati e altri composti del fosforo nei detergenti diversi dai detergenti per bucato, se motivi di protezione dell’ambiente acquatico lo giustificano e se esistono alternative tecnicamente ed economicamente valide.

5.   Osservazioni specifiche

5.1   Il CESE approva la fissazione di un limite generale per il tenore di fosfati nei detergenti per bucato dello 0,5 % in peso, espresso in fosforo elementare (P), valido per tutti i fosfati e i composti a base di fosforo. Con questo tipo di formulazione viene garantito che il divieto che si intende applicare ai fosfati non possa essere eluso facilmente.

5.2   Il CESE si rallegra della proposta della Commissione di valutare in futuro, e in ogni caso dopo l’adozione della proposta in esame, in quale misura i detergenti per lavastoviglie domestiche automatiche contenenti fosfati contribuiscano ai rischi di eutrofizzazione, di riferire al riguardo al Parlamento europeo e al Consiglio e di proporre, se lo riterrà opportuno, limitazioni del tenore di fosfati per tali detergenti. Ritiene tuttavia che il tempo previsto di cinque anni sia relativamente lungo e raccomanda di:

completare lo studio sul contributo dei detergenti per lavastoviglie domestiche automatiche contenenti fosfati al rischio di eutrofizzazione entro tre anni, o addirittura prima, se possibile;

informare e incoraggiare i settori industriali che fabbricano detergenti per lavastoviglie domestiche, ma anche materie prime alternative, affinché mettano a punto e sviluppino le soluzioni alternative - già esistenti ma probabilmente ancora migliorabili - per sostituire i fosfati, in modo da renderle tecnicamente ed economicamente applicabili;

infine, se il contributo dei fosfati provenienti dai detergenti per le lavastoviglie automatiche al rischio di eutrofizzazione risultasse limitato e, nello stesso tempo, non si trovasse una soluzione alternativa per garantire l’efficacia di tali detergenti per i consumatori, si propone di applicare un limite del tenore in fosforo, espresso in percentuale del peso o in grammi per lavaggio, sufficientemente basso per non sovraccaricare l’ambiente e abbastanza alto per garantire l’efficacia del detergente.

5.3   Per quanto riguarda la coerenza della proposta della Commissione con la politica di altri organismi e con gli obiettivi dell’Unione, il CESE tiene conto della valutazione della Commissione così com’è presentata più sotto e concorda sul fatto che il ravvicinamento richiesto è stato realizzato in misura soddisfacente.

5.3.1   La proposta in esame è pienamente coerente con gli obiettivi della direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE), che impone agli Stati membri di raggiungere entro il 2015 un buono stato ecologico e chimico delle acque superficiali. Gli Stati membri interessati hanno lanciato azioni coordinate e attuato strategie di cooperazione a livello regionale in alcune regioni sensibili dell’UE, ma finora i progressi sono stati scarsi. La proposta della Commissione è perciò una misura complementare essenziale per il successo delle attività svolte nel quadro di iniziative di cooperazione regionale allo scopo di affrontare il problema transfrontaliero dell’eutrofizzazione.

5.3.2   La proposta completa anche la direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane, che mira a limitare le concentrazioni di nutrienti come il fosforo e l’azoto nelle acque superficiali per combattere l’eutrofizzazione.

5.4   La Commissione precisa che la base giuridica della proposta è l’articolo 114 del TFUE, il quale mira a creare un mercato interno assicurando al tempo stesso un livello elevato di protezione della salute umana e dell’ambiente.

5.4.1   Risulta anche rispettato il principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea (TUE), in quanto la proposta riguarda una materia che non è di competenza esclusiva dell’Unione.

5.4.2   La Commissione indica che la proposta si limita a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi perseguiti, nel rispetto del principio di proporzionalità enunciato all’articolo 5, paragrafo 4, del TUE.

5.4.3   Infine, lo strumento giuridico scelto dalla Commissione è il regolamento, dato che l’obiettivo è quello di armonizzare il tenore di fosfati e altri composti del fosforo nei detergenti per bucato per uso domestico. Il regolamento proposto modifica il regolamento relativo ai detergenti in vigore.

5.4.4   Il CESE approva gli approcci indicati dalla Commissione. Affinché il principio di proporzionalità sia applicato anche alle sanzioni previste, il CESE formula le seguenti raccomandazioni:

se, in occasione di un controllo, si trovasse sul mercato un detergente per bucato con un tenore di fosforo superiore allo 0,5 % ma inferiore al 2,0 %, e la cui composizione, depositata presso le autorità competenti, prevedesse un tenore totale di fosforo inferiore allo 0,5 %, tale prodotto non andrebbe ritirato dal mercato, dato che non costituirebbe un rischio per la salute, bensì sottoposto soltanto ad un’ammenda amministrativa. Tale ammenda può essere graduata in funzione del superamento del limite autorizzato. Il superamento del limite dello 0,5 % può avvenire in modo non intenzionale, perché il produttore si trova a produrre legalmente nello stesso stabilimento anche detergenti contenenti fosfati destinati a paesi non UE, e - nonostante le misure adottate per separare le partite di fabbricazione - può verificarsi una piccola contaminazione. Spetta alla Commissione giudicare in merito alla necessità, da parte dei fabbricanti, di fornire una giustificazione più completa di tale evento, così da evitare che la misura proposta venga sfruttata per aggirare il limite dello 0,5 %. Fa rilevare che il ritiro di prodotti senza una valida ragione (salute, sicurezza dell’uso) può causare, in ultima analisi, danni maggiori per l’ambiente dovuti ai molteplici trasporti, alla distruzione degli imballaggi e allo smaltimento del prodotto, senza che quest’ultimo sia nemmeno servito alla funzione cui è destinato pur essendo assolutamente sicuro e adatto all’uso.

Nel caso in cui il tenore di fosforo sia superiore al 2,0 % in peso, si devono applicare le sanzioni previste e adottare le misure adeguate.

Bruxelles, 15 marzo 2011

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Staffan NILSSON


(1)  COM(2007) 234 definitivo.

(2)  SEC(2010) 1278.