15.6.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 169/66


Mercoledì 15 dicembre 2010
Piano d'azione per l'efficienza energetica

P7_TA(2010)0485

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 dicembre 2010 sulla revisione del Piano d’azione per l’efficienza energetica (2010/2107(INI))

2012/C 169 E/09

Il Parlamento europeo,

vista la comunicazione della Commissione del 19 ottobre 2006 dal titolo «Piano d’azione per l’efficienza energetica: concretizzare le potenzialità» (COM(2006)0545),

vista la comunicazione della Commissione del 23 gennaio 2008 intitolata «Due volte 20 per il 2020 - L'opportunità del cambiamento climatico per l'Europa» (COM(2008)0030),

vista la comunicazione della Commissione del 13 novembre 2008 dal titolo «Efficienza energetica: conseguire l’obiettivo del 20 %» (COM(2008)0772),

vista la comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2007 intitolata «Una politica energetica per l'Europa» (COM(2007)0001), seguita dalla comunicazione della Commissione del 13 novembre 2008 dal titolo «Seconda revisione strategica dell'energia - una sicurezza energetica dell'UE e piano d'azione per la solidarietà»', con i loro documenti di accompagnamento (COM(2008)0781),

visto il regolamento (CE) n. 663/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia (Programma energetico europeo per la ripresa) (1),

vista la direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio (direttiva sui servizi energetici) (2),

vista la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi al consumo energetico, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti (3),

visto il regolamento (CE) n. 1222/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull’etichettatura dei pneumatici in relazione al consumo di carburante e ad altri parametri fondamentali (4),

vista la direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia (5),

vista la direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sul rendimento energetico nell’edilizia (6),

vista la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE (7),

vista la direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, sul quadro generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto (8),

visto il documento della Commissione del 7 maggio 2010, dal titolo «Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020»,

visto lo studio indipendente dal titolo «Company car taxation. Subsidies, welfare and economy», elaborato su richiesta della Commissione (9),

vista la sua risoluzione del 3 febbraio 2009 sul secondo riesame strategico per le tecnologie energetiche (10),

visto l'articolo 170, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo cui l'Unione concorre alla costituzione e allo sviluppo di reti transeuropee nei settori delle infrastrutture dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia,

vista la sua risoluzione del 6 maggio 2010 sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per agevolare la transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo energetico e a basse emissioni di carbonio (11),

visto l'articolo 34, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sul tema della lotta all'esclusione sociale e alla povertà, in base al quale l'Unione garantisce un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti,

visto l'articolo 194 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto l'articolo 48 del suo regolamento,

visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0331/2010),

A.

considerando che l’efficienza e il risparmio energetici sono il modo più efficace sotto il profilo dei costi e più rapido per ridurre le emissioni di CO2 e di altro tipo ed aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento; che la penuria energetica può essere affrontata in modo strategico con alti livelli di efficienza energetica nell’edilizia e nelle apparecchiature; che l’efficienza energetica è una priorità fondamentale della strategia «Europa 2020» e della strategia energetica europea 2011-2020 e che le risorse delle istituzioni pubbliche non rispondono attualmente a questa ambizione,

B.

considerando che i risparmi energetici sono fondamentali per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento, per cui per esempio il raggiungimento dell’obiettivo di risparmio energetico del 20 % potrebbe far risparmiare un quantitativo di energia pari a quello trasportabile da 15 gasdotti Nabucco,

C.

considerando che i vantaggi economici dei risparmi energetici sono significativi per gli utenti finali e per l'intera economia, tanto che per il 2020 potrebbe essere ottenuto un milione di posti di lavoro; che le importazioni di energia dell’UE stanno aumentando e nel 2007 erano pari a 332 miliardi di euro e che, secondo i dati della Commissione, i benefici energetici annui possono ammontare a oltre 1 000 EUR per nucleo familiare che saranno reinvestiti altrove nell’economia e il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica può far risparmiare all’UE circa 100 miliardi di euro e ridurre le emissioni di quasi 800 milioni di tonnellate l’anno; considerando, tuttavia, che il risparmio energetico e l'efficienza energetica sono dei rimedi alla povertà energetica,

D.

considerando che i futuri sviluppi dei prezzi dell’energia incoraggeranno le persone a ridurre i consumi energetici; che, pertanto, il principale aumento dell’efficienza energetica può essere conseguito soprattutto incentivando una maggiore efficienza delle infrastrutture comuni nell’edilizia, nei sistemi di riscaldamento e nel settore dei trasporti dove, al contrario, le decisioni in relazione al miglioramento dell’uso dell’energia sfuggono al controllo e alla sfera di influenza dei singoli o delle aziende,

E.

considerando che, come chiaramente confermato dai dati scientifici, bisogna aumentare gli sforzi incentrandoli soprattutto a livello regionale e locale se si intende raggiungere l’obiettivo di efficienza energetica del 20 % entro il 2020, poiché, al ritmo di avanzamento attuale, solo la metà circa di tale obiettivo potrà essere raggiunta entro il 2020, e che le prassi e le tecnologie necessarie per conseguire tale obiettivo sono già presenti,

F.

considerando che numerosi provvedimenti legislativi volti a ridurre il consumo di energia sono stati introdotti a livello dell'UE e degli Stati membri, ma che non tutti producono i risultati auspicati,

G.

considerando che il lasso di tempo per ammortizzare gli investimenti nell’efficienza energetica è relativamente breve rispetto ad altri investimenti e che gli investimenti possono creare sia nell’ambiente rurale sia nelle aree urbane un numero rilevante di nuovi posti di lavoro che per lo più possono non essere esternalizzati, in particolare nel settore dell'edilizia e nell’ambito delle PMI, mentre per innescare tale ciclo occorrono consapevolezza dei cittadini e lavoratori specializzati,

H.

considerando che il ricorso ai fondi pubblici nell’ambito di strumenti finanziari rotativi per accordare incentivi finanziari alle misure di efficienza energetica ha il vantaggio, in momenti di difficoltà di bilancio, di rendere possibile il sostegno a gran parte di tali fondi nel tempo,

I.

considerando che la domanda è uno dei principali fattori a monte del maggior consumo di energia e che esiste un’esigenza reale di affrontare gli ostacoli normativi e di mercato in relazione ai prodotti più efficienti sotto il profilo energetico e alla promozione del loro uso, al fine di sganciare la crescita economica dall’aumento del consumo energetico,

J.

considerando che una serie di ostacoli impedisce di sfruttare appieno le opportunità di risparmio energetico, tra questi i costi degli investimenti iniziali e l’indisponibilità di finanziamenti adeguati, la mancanza di consapevolezza, il fattore disturbo, la spartizione degli incentivi, ad esempio tra proprietari e affittuari, e l'assenza di chiarezza in merito a chi abbia la responsabilità di realizzare i risparmi energetici,

K.

considerando che in altri ambiti prioritari, come quello dell’energia rinnovabile e della qualità dell'aria, è stato dimostrato che gli obiettivi obbligatori inducono, a livello nazionale e dell'UE, quella motivazione, titolarità e attenzione necessarie a garantire un sufficiente grado di ambizione nei contenuti di determinate politiche nonché l’impegno nei confronti della loro attuazione,

L.

considerando che i progressi in materia di risparmio energetico sono ostacolati dalla mancanza di responsabilità e di impegno rispetto al raggiungimento dell’obiettivo del 20 %,

M.

considerando che gli edifici assorbono circa il 40 % del consumo di energia e sono responsabili di circa il 36 % delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE e che l'edilizia rappresenta un’ampia parte dell’economia dell’UE con circa il 12 % del PIL dell’UE; che il tasso di ristrutturazione degli edifici esistenti è troppo esiguo e che tuttora mancano misure idonee a ridurne i consumi energetici; che è indispensabile incrementare il numero e il livello degli interventi di ristrutturazione radicale del parco immobiliare esistente per poter raggiungere gli obiettivi fissati dall’UE per il 2020 e il 2050 in materia di clima e di energia, onde poter creare un numero sostanziale di posti di lavoro, concorrendo quindi in misura notevole alla ripresa economica dell’UE, e che sia negli edifici esistenti sia in quelli nuovi è possibile attuare soluzioni di efficienza energetica, a livello dell’involucro edilizio e dei sistemi tecnici e degli impianti esistenti, con conseguenti cospicui risparmi energetici,

N.

considerando che le abitazioni non sono adeguate ai cambiamenti climatici, che in tutti i paesi vi sono case non sufficientemente fresche d’estate e non sufficientemente calde d’inverno (oltre il 15 % in Italia, Lettonia, Polonia, Cipro e il 50 % in Portogallo) e che in paesi come Cipro e l'Italia gli alloggi non sono equipaggiati per far fronte a inverni rigidi,

O.

considerando che i motori industriali elettrici consumano il 30-40 % dell’energia elettrica generata a livello mondiale e che un'opportuna ottimizzazione degli attinenti sistemi, mediante una regolazione della velocità e altre tecniche, può far risparmiare tra il 30 e il 60 % dell’energia consumata,

P.

considerando che le stime attuali indicano che da 50 a 125 milioni di europei sono vittime della povertà energetica e che le cifre potrebbero aumentare con la crisi economica e il rialzo dei prezzi dell’energia; considerando che la povertà energetica è un problema serio e comporta una combinazione di bassi redditi familiari, parametri di riscaldamento e isolamento insufficienti e prezzi dell’energia insostenibili; considerando che politiche di risparmio e di efficienza energetica sono strumenti strategici per porre rimedio alla povertà energetica,

Q.

considerando che i trasporti generano quasi il 30 % del totale delle emissioni europee di gas a effetto serra e che il passaggio dalle automobili a carburanti fossili convenzionali ai veicoli a tecnologia verde alimentati da energie rinnovabili contribuirebbe a una significativa riduzione del CO2 e genererebbe un accumulo di energia supplementare che consentirebbe alle reti energetiche di convivere con le oscillazioni produttive delle fonti di energia rinnovabili,

R.

considerando che, secondo le stime, il 69 % del parco immobiliare in Europa è occupato dai diretti proprietari e che il 17 % è locato a soggetti privati, per lo più singoli proprietari, e che nel settore degli alloggi privati le ristrutturazioni energetiche sono limitate da difficoltà finanziarie,

S.

considerando che l’attuale crisi economica potrebbe accelerare la transizione verso un'economia a bassa emissione di carbonio ed efficiente sotto il profilo energetico nonché promuovere un mutamento di comportamento nei cittadini in relazione al consumo energetico,

T.

considerando che lo sviluppo e la commercializzazione di nuove tecnologie all’avanguardia nel settore energetico sono imprescindibili ai fini di una produzione energetica sostenibile e di una maggiore efficienza energetica,

U.

considerando che l’obiettivo vincolante di una quota del 20 % di energie rinnovabili sulla quantità complessiva di energia consumata entro il 2020 potrà essere raggiunto solo se si interverrà sul parco immobiliare esistente,

V.

considerando che le aziende europee hanno ottenuto risultati impressionanti riducendo le proprie emissioni di gas a effetto serra e, cosa più importante, consentendo a tutta la società europea e al mondo intero di ridurre le emissioni per mezzo di prodotti e soluzioni innovativi,

W.

considerando che va preservata la competitività delle imprese europee ad alto consumo di energia esposte alla concorrenza globale,

Conformità con la legislazione esistente e applicazione della stessa

1.

invita gli Stati membri, gli enti locali e soprattutto la Commissione a dedicare all’efficienza energetica l’attenzione che essa merita e a porre in campo risorse (umane e finanziarie) commisurate alle loro ambizioni;

2.

sostiene che occorre integrare l'efficienza energetica in tutti i pertinenti settori d'intervento, inclusi il settore finanziario, lo sviluppo regionale e urbano, i trasporti, l'agricoltura, la politica industriale e l'istruzione;

3.

invita la Commissione a presentare per tempo, prima del Vertice sull'energia del 4 febbraio 2011, un Piano d'azione per l'efficienza energetica (EEAP) riveduto che contenga una valutazione dell'applicazione della normativa vigente; ritiene che, alla luce dell'esito di detta valutazione, il Piano d'azione per l'efficienza energetica (EEAP) dovrebbe prevedere un impegno da parte della Commissione a proporre ulteriori misure UE per colmare tale divario onde conseguire l'obiettivo generale di efficienza energetica nel 2020, nonché obiettivi specifici di efficienza energetica corrispondenti al miglioramento di almeno il 20 % dell'efficienza energetica entro il 2020 a livello dell'UE e che tenga in conto le singole posizioni di partenza e le condizioni nazionali nonché l'approvazione anticipata del piano nazionale per l’efficienza energetica di ciascuno Stato membro; ritiene che queste misure aggiuntive debbano essere eque e misurabili e avere un'incidenza diretta ed efficace sull'implementazione degli obiettivi dei piani nazionali in materia di efficienza energetica; invita la Commissione e gli Stati membri a concordare una metodologia comune per misurare gli obiettivi nazionali di efficienza energetica e monitorare i progressi nel conseguimento di tali obiettivi;

4.

attribuisce grande importanza ai processi di pianificazione a livello europeo; ritiene che all'efficienza energetica occorra dedicare la debita attenzione nel piano d'azione in materia di energia 2011-2020; auspica che il nuovo piano d'azione europeo per l'efficienza energetica sia presentato quanto prima possibile e che l'efficienza energetica abbia un ruolo importante nella futura tabella di marcia che dovrebbe portare, entro il 2050, a un sistema energetico e a un'economia a basse emissioni di carbonio;

5.

invita l’UE ad adottare un obiettivo vincolante di efficienza energetica pari al 20 % come minino entro il 2020 e a far progredire quindi la transizione verso un'economia verde e sostenibile;

6.

ritiene che il Piano d'azione per l’efficienza energetica debba essere ambizioso, riguardare l'intera filiera di forniture energetiche, tenere conto dei progressi realizzati per quanto concerne tutte le misure contenute nel Piano d’azione 2006, rafforzare, come previsto in tale piano, l’attuazione delle misure di efficienza energetica ancora in fase di realizzazione e includere ulteriori e adeguate misure in materia di efficienza energetica e principi adeguati, in linea con i criteri di sussidiarietà e proporzionalità, necessarie per perseguire l’obiettivo 2020;

7.

invita la Commissione a definire il nuovo Piano d’azione per l’efficienza energetica (EEAP) tenendo conto dei bisogni delle categorie vulnerabili di utenti; nota che i consumatori di energia beneficerebbero più degli altri di un’accresciuta efficienza energetica ma non dispongono delle risorse per intraprendere i necessari investimenti; invita gli Stati membri ad adottate misure adeguate e politiche efficaci quali piani d'azione nazionali o interventi sociali mirati per ridurre la povertà energetica e a elaborare regolari relazioni sulle loro azioni in detto contesto; accoglie con favore il fatto che il Consiglio «energia» abbia affrontato il problema della povertà energetica e sostiene l'impegno profuso in materia dalla Presidenza belga; chiede alla Commissione di affrontare la povertà energetica in tutte le politiche energetiche;

8.

chiede una revisione della direttiva sui servizi nel settore dell’energia (ESD) onde ampliarne il quadro temporale sino al 2020 e includere una valutazione critica dei piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica e della loro attuazione, comprendenti norme vincolanti per quanto concerne l’attività di rendicontazione, tra cui, ad esempio, tutte le pertinenti politiche di efficienza energetica che prevedono misure morbide e di sostegno come i finanziamenti; invita a valutare e classificare le azioni di ogni Stato membro nonché gli standard per le relazioni sulla fusione di cui alla ESD, l’etichettatura energetica e l’eco-progettazione, ove appropriato e opportuno al fine di eliminare gli oneri per gli Stati membri;

9.

sollecita gli Stati membri ad attuare senza indugio e in modo efficiente programmi di sorveglianza del mercato e di monitoraggio della conformità in relazione alla direttiva 2009/125/CE relativa all’istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia, alla direttiva 2010/30/UE concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi al consumo energetico, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti, e al regolamento (CE) n. 1222/2009 sull’etichettatura dei pneumatici in relazione al consumo di carburante e ad altri parametri fondamentali, e invita la Commissione a monitorare l’attuazione di tali programmi e ad avviare, ove necessario, procedure di infrazione;

10.

propone che la Commissione, comprendendo la complessità e l’importanza della sorveglianza del mercato, che è un ambito di competenza nazionale, agevoli la cooperazione e la condivisione delle informazioni tra gli Stati membri, in particolare istituendo una banca dati aperta dell’UE contenente informazioni sui risultati dei test e sui prodotti non conformi individuati negli Stati membri e adottando misure atte a garantire che i prodotti non conformi individuati in uno Stato membro siano rapidamente eliminati da tutti i 27 mercati;

11.

incoraggia la Commissione a valutare, dopo l'entrata in vigore della direttiva rivista sull’etichettatura energetica e prima del termine del 2014 fissato dalla direttiva stessa, l’impatto sul comportamento dei consumatori del nuovo schema di etichettatura energetica e del riferimento obbligatorio al programma di etichettatura energetica nelle pubblicità e ad adottare le ulteriori misure eventualmente necessarie al fine di potenziarne l’efficacia;

12.

invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere interventi per elevare il livello di conoscenza da parte del pubblico nonché il livello di competenza di tutti gli attori professionali e le parti interessate in materia di efficienza energetica in tutte le sue fasi (analisi delle attuali prestazioni energetiche, progettazione e implementazione di soluzioni di efficienza energetica, funzionamento e manutenzione efficienti sotto il profilo energetico);

13.

invita la Commissione e gli Stati membri a valutare l’efficacia delle disposizioni legislative introdotte per promuovere il risparmio energetico e l’efficienza energetica;

14.

ritiene che gli accordi a lungo termine con il settore industriale garantiscano un elevato tasso di conformità ai requisiti di efficienza energetica e che, pertanto, siano in grado di determinare un miglioramento dell’efficienza energetica del 2 % annuo;

Infrastruttura energetica (produzione e trasmissione)

15.

ritiene necessario accordare maggiore attenzione alle innovazioni sistemiche come le griglie intelligenti (per l’elettricità ma anche per il riscaldamento e il raffreddamento), i contatori intelligenti, le reti del gas con integrazione di biogas e lo stoccaggio di energia che possono agevolare l’efficienza energetica mediante una riduzione della congestione e delle interruzioni di fornitura, una più facile integrazione delle tecnologie rinnovabili, in combinazione con la generazione decentrata, una riduzione del fabbisogno di produzione di riserve e un ampliamento nonché capacità di stoccaggio più ampie e più flessibili; chiede affinché una parte equa dei maggiori utili vada a vantaggio dei clienti finali;

16.

sottolinea che le reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento concorrono a conseguire un'economia di efficienza energetica entro il 2050 e sottolinea la necessità di una strategia esplicita ed esauriente in materia di produzione e consumo dell’energia termica (calore di processo, riscaldamento e raffreddamento domestico, compreso un sistema di parametri di riferimento multicombustibile per le reti di teleriscaldamento e tele raffreddamento), mirata a sinergie intersettoriali; invita la Commissione a effettuare un'inchiesta sull'incremento della relativa efficienza; evidenzia che tali reti devono essere aperte alla concorrenza; rileva che il potenziamento dell’efficienza energetica delle unità abitative determinerà una riduzione della domanda di energia termica di cui è opportuno tenere conto in sede di valutazione della capacità di teleriscaldamento;

17.

sottolinea l’importante ruolo dell’efficienza energetica dell’offerta; rileva che la trasmissione e la distribuzione concorrono in misura notevole alle perdite di energia (in particolare dei generatori e convertitori di corrente, anche a causa di un’eccessiva impedenza durante la sua trasmissione) e che l’abbreviamento delle catene di trasformazione energetica (per la conversione un tipo di energia in un altro elettrico) troppo lunghe, rappresenta un importante fattore di risparmio energetico; sottolinea la funzione che la microgenerazione e la generazione decentrata e diversificata possono svolgere nel garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e ridurre le perdite; ritiene che debbano essere introdotti incentivi destinati al miglioramento delle infrastrutture e chiede alla Commissione di avanzare proposte destinate a valorizzare il potenziale di risparmio inutilizzato, introducendo relazioni sulla sostenibilità delle centrali elettriche e adottando misure volte ad agevolare l’adeguamento e l’ammodernamento delle centrali elettriche;

18.

sottolinea il fatto che, dopo l'efficienza energetica alla fonte, vale a dire nella produzione primaria di energia, va considerato prioritario l'obiettivo di evitare le perdite di energia (elettrica) durante il trasporto attraverso le reti; osserva che il passaggio a un sistema di produzione più decentrato ridurrebbe le distanze di trasporto e quindi le perdite di energia durante il trasporto;

19.

sollecita le industrie (petrol)chimiche di tutta l'UE a migliorare il recupero di energia durante la combustione di gas residui;

20.

ritiene che sia necessario accordare maggiore attenzione al potenziamento dell’efficienza complessiva dei sistemi energetici, in particolare per ridurre le perdite termiche; chiede pertanto una revisione della direttiva sulla cogenerazione (CHP) nel contesto del programma di lavoro 2011 per promuovere la cogenerazione ad alta efficienza, la micro-cogenerazione, l’uso del calore di rifiuto dell’industria e il teleraffreddamento/teleriscaldamento, incoraggiando gli Stati membri a istituire un quadro regolamentare stabile e favorevole con l’introduzione della pianificazione integrata della domanda di elettricità per il riscaldamento/raffreddamento, prendendo in considerazione l’accesso prioritario alla griglia di elettricità per la cogenerazione e l'uso del calore di rifiuto dell’industria e promuovendo la CHP ad alta efficienza, la micro-cogenerazione e il teleriscaldamento degli edifici nonché il finanziamento sostenibile della cogenerazione, ad esempio incoraggiando gli Stati membri a introdurre incentivi finanziari;

21.

sottolinea l'importanza di una rete di cogenerazione distribuita di energia elettrica e termica o di trigenerazione distribuita, che permette in pratica un raddoppio dell'efficienza energetica complessiva; fa inoltre presente che l'accumulo del calore o del freddo potrebbe aggiungere flessibilità alla rete nelle ore di punta, permettendo la produzione di energia elettrica e lo stoccaggio di calore quando la produzione supera il fabbisogno locale;

22.

invita gli Stati membri non solo a sostenere la cogenerazione industriale ad alta efficienza ma anche a promuovere l’uso della cogenerazione sostenendo la costruzione e il rinnovo di sistemi di teleriscaldamento, compreso attraverso il passaggio dal carburante fossile alla biomassa, tramite adeguati interventi di finanziamento e normativi;

23.

considera necessario che nei procedimenti di trattamento dei rifiuti si evitino perdite di biogas e di calore, attraverso il recupero e la generazione di vapore e/o energia elettrica; ritiene che nessun permesso vada concesso agli impianti di trattamento dei rifiuti che non prevedono alcuna forma di recupero di calore o di produzione di energia;

24.

si compiace dell’attuale lavoro della Commissione sulle griglie intelligenti e i contatori intelligenti; reputa importante assicurare un contesto normativo armonizzato e stabile per entrambi i settori; invita la Commissione a sostenere e a incentivare lo sviluppo delle griglie e dei contatori intelligenti definendo norme comuni che dovranno prevedere obblighi in materia di riservatezza, dati e frequenze; raccomanda che la task force sulle griglie intelligenti della Commissione tenga debitamente conto del parere di tutte le parti interessate; chiede alla Commissione di fornire al Parlamento delle relazioni periodiche sull’avanzamento dei suoi lavori;

25.

accoglie con favore i lavori svolti dalla Commissione «verso una rete energetica completamente integrata» e invita, in tale contesto, la Commissione ad avanzare proposte concrete volte alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure di autorizzazione per i progetti infrastrutturali prioritari;

26.

invita la Commissione ad ampliare la cooperazione tra l’UE e i gestori delle reti energetiche (potenziamento del ruolo dell’ENTSO), al fine di rafforzare a livello transfrontaliero i collegamenti tra le reti e le prestazioni;

27.

chiede alla Commissione di sostenere e promuovere la creazione e lo sviluppo di una rete europea di corrente continua ad alta tensione (HVDC) in grado di ottimizzare lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare l'energia eolica e quella idroelettrica; sottolinea che tale rete consentirebbe la trasmissione dell'energia su lunghe distanze con poca dissipazione, consentendo allo stesso tempo una sinergia fra tutte le fonti energetiche rinnovabili;

Sviluppo urbano ed edifici

28.

è favorevole a una concezione a vari livelli e decentrata della politica di efficienza energetica, pone in evidenza il ruolo decisivo che può essere svolto dall’efficienza energetica ai fini dello sviluppo delle zone urbane e rurali; sottolinea la necessità di potenziare il sostegno a iniziative incentrate sul livello locale e regionale per migliorare l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, come le iniziative Patto dei sindaci e Città intelligenti; rileva il potenziale esistente per la promozione e l’attuazione delle migliori pratiche in materia di efficienza energetica a livello delle agenzie municipali e regionali; sottolinea che un'armonizzazione della politica di coesione con la strategia «Europa 2020» può concorrere a una crescita intelligente e sostenibile negli Stati membri e nelle regioni;

29.

invita la Commissione a valutare il potenziale di efficienza degli edifici esistenti, iniziando da quelli pubblici, scuole incluse, e a proporre un obiettivo di efficienza dei costi per la riduzione del consumo di energia primaria negli edifici; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare programmi nazionali fattibili per sostenere interventi di ristrutturazione radicale in grado di determinare una riduzione della domanda energetica del 50 % rispetto alla situazione preintervento e in cui il livello del sostegno finanziario, fiscale o di altro tipo sia proporzionalmente subordinato al miglioramento apportato; chiede agli Stati membri di inserire nei rispettivi piani nazionali d'azione per l'efficienza energetica una serie di obiettivi annuali di riqualificazione e invita la Commissione a proporre opzioni politiche sulle modalità per conseguire un parco di edifici di livello prossimo a zero nel contesto della tabella di marcia energetica 2050;

30.

invita la Commissione ad ampliare il campo di attuazione della politica edilizia agli ecodistretti, al fine di garantire che l’ottimizzazione dell’uso delle risorse a livello locale comporti una riduzione del consumo di energia primaria negli edifici e dei costi sostenuti dai consumatori;

31.

ritiene indispensabile adeguare le abitazioni delle famiglie vittime di povertà energetica ai più elevati standard possibili di efficienza energetica senza far aumentare le spese giornaliere di questa categoria di persone; sottolinea che in molti casi saranno necessari investimenti cospicui negli alloggi, che saranno tuttavia compensati da numerosi vantaggi di carattere non energetico, come la riduzione della mortalità, il miglioramento del benessere generale, il calo dell’indebitamento e l’abbattimento dei costi sanitari indotto dalla diminuzione dell’inquinamento nei luoghi chiusi e dello stress termico;

32.

invita la Commissione e gli Stati membri a effettuare degli audit dei livelli di investimento («investment grade») al fine di valutare la qualità degli attestati di rendimento energetico; esorta la Commissione a fornire agli Stati membri degli orientamenti basati su tali valutazioni e volti a garantire la qualità dei loro attestati di rendimento energetico e dei miglioramenti in termini di efficienza energetica previsti dalle misure adottate in base alle raccomandazioni degli attestati medesimi;

33.

è convinto che un elemento fondamentale per realizzare l'obiettivo del risparmio energetico sia costituito dal fatto che le autorità pubbliche di livello nazionale, regionale e locale diano l'esempio; chiede pertanto che le autorità pubbliche si spingano ben oltre le prescrizioni della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, in particolare riqualificando quanto prima tutte le unità immobiliari esistenti di loro proprietà in modo da adeguarle, ove tecnicamente ed economicamente possibile, a un livello paragonabile a quello degli edifici a energia quasi zero; riconosce, d’altra parte, che le attuali restrizioni di bilancio, in particolare a livello regionale e locale, spesso limitano la capacità degli enti pubblici di investire in modo esemplare; invita la Commissione e gli Stati membri a facilitare e a favorire l’emergere di soluzioni innovative per affrontare questo problema come il modello del contratto per l’efficienza energetica o gli strumenti di mercato, nonché invitando le autorità pubbliche a comprendere i risparmi energetici nei quadri finanziari pluriennali, ove non abbiano ancora proceduto in tal senso;

34.

riconosce il ruolo guida dell’Unione europea; ritiene che le istituzioni e le agenzie dell'UE dovrebbero dare l’esempio, specialmente negli edifici in cui sia già stato accertato un potenziale di efficienza energetica, riqualificandoli per portarli ad un livello pari quasi a zero entro il 2019, nel quadro di un più ampio controllo dell'uso dell'energia da parte delle istituzioni;

35.

riconosce il potenziale di risparmio energetico offerto dall’edilizia, sia nelle città sia nelle zone rurali; rileva che a livello locale e regionale esistono diversi ostacoli all’attuazione dei progetti di riqualificazione, in particolare nel settore residenziale, dovuti ai costi finanziari e ai lunghi periodi di ammortamento, alla scissione degli incentivi o alla complessità dei negoziati negli edifici con molti appartamenti; sollecita soluzioni innovative per eliminare tali ostacoli, ad esempio piani di riqualificazione dei quartieri, incentivi finanziari e assistenza tecnica; sottolinea che i programmi dell'UE dovrebbero prevedere incentivi all'adeguamento edilizio proiettato oltre gli standard legali minimi richiesti e riguardare unicamente edifici con un potenziale di efficienza energetica; chiede che siano promossi metodi tecnici di riqualificazione più economici con contestuale maggiori livello di risparmio;

36.

sottolinea l’importanza di abbattere i costi elevati del combustibile per le famiglie più povere sostenendo interventi di profonda riqualificazione allo scopo di abbassare i consumi energetici e le relative spese; invita le competenti autorità locali, regionali, nazionali ed europee a rivolgere particolare attenzione all’edilizia popolare e a vigilare a che il sovraccosto degli investimenti in risparmio energetico non sia trasferito sugli inquilini di categorie vulnerabili;

37.

invita la Commissione a promuovere nuove iniziative a sostegno della ristrutturazione degli edifici nel contesto della prossima strategia innovativa, come ad esempio un partenariato innovativo sull'efficienza energetica in città efficienti sotto il profilo energetico/a emissioni zero;

38.

incoraggia gli Stati membri a promuovere la sostituzione di determinati edifici inefficienti, non appartenenti al patrimonio storico-culturale, per cui gli interventi di riqualificazione non sarebbero sostenibili né efficaci sotto il profilo dei costi;

39.

invita gli Stati membri ad accelerare l’introduzione di certificati di prestazione energetica rilasciati in modo indipendente da specialisti qualificati e/o accreditati, sportelli unici che forniscano l’accesso a consulenze e sostegno tecnico nonché incentivi finanziari disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo;

40.

invita la Commissione e gli Stati membri a provvedere a un uso più ampio degli audit energetici nelle imprese e negli edifici industriali, dei processi strutturati di gestione energetica e ad individuare meccanismi per assistere le PMI; si tratterà di sostenere il perfezionamento o l'introduzione di programmi nazionali o accordi volontari;

41.

invita la Commissione a evitare possibili reazioni da parte degli Stati membri, raccogliendo tutte le risorse necessarie per effettuare un’ampia consultazione prima di presentare, entro il 30 giugno 2011, il suo quadro metodologico comparativo per calcolare livelli ottimali di costo per i requisiti minimi di rendimento energetico ai termini della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia; ritiene che una volta introdotta la metodologia comparativa motiverà gli operatori del mercato a investire in soluzioni efficienti sotto il profilo energetico;

42.

invita la Commissione a proporre requisiti o parametri di impianto per l’illuminazione stradale da applicarsi da parte delle autorità locali, tra cui il ricorso a dispositivi di controllo più intelligenti e a modelli d'uso che inducano un risparmio energetico entro il 2012; chiede che dette misure includano le specifiche riguardanti i costi operativi totali di tutti gli appalti pubblici di impianti di illuminazione;

43.

sollecita gli Stati membri ad adottare sistematicamente la prassi di bandire appalti pubblici che prevedono criteri di efficienza energetica; ritiene che la politica di efficienza energetica riceverebbe un forte impulso se l'efficienza energetica fosse introdotta sistematicamente come criterio di aggiudicazione degli appalti pubblici e fosse posta come condizione per i progetti finanziati con fondi pubblici;

TIC e prodotti

44.

invita la Commissione a sviluppare una politica di prodotto che assicuri una maggiore coerenza fra le politiche ambientali di prodotto, coordinando in modo più efficace l'articolazione, la revisione e l'attuazione dei differenti strumenti di intervento, al fine di dinamizzare le trasformazioni del mercato e dare informazioni più utili al consumatore in tema di risparmio energetico; invita pertanto la Commissione a rivedere congiuntamente le direttive sulla ecoprogettazione e sull’etichettatura energetica (ad es. anticipando la data di revisione di quest’ultima); ritiene che la soluzione sia quella di rivedere al tempo stesso anche le norme sugli appalti pubblici verdi e di attuarle coordinandole con quelle in materia di ecoprogettazione e di etichettatura energetica;

45.

chiede una rapida e adeguata attuazione delle direttive sulla ecoprogettazione e sull’etichettatura energetica e deplora gli attuali forti ritardi; propone pertanto l’introduzione di scadenze più precise e più rigorose per l'adozione, mediante atti di esecuzione o atti delegati relativi ai nuovi prodotti connessi all'energia; si rammarica che la Commissione non abbia finora sfruttato appieno il potenziale della direttiva sulla ecoprogettazione ed è fermamente convinto che essa debba includere un maggior numero di prodotti, compresi, se del caso, nuovi elettrodomestici, TIC, prodotti connessi all’energia utilizzati nell'edilizia (come motori industriali elettrici, macchinari, condizionatori, scambiatori di calore, impianti di riscaldamento e di illuminazione e pompe), impianti industriali e agricoli, materiali edili e prodotti per l’uso efficiente delle risorse idriche; invita la Commissione a tenere conto delle differenze tra i beni al consumo e beni di investimento al momento dell'adozione di atti di esecuzione e a dimostrare il potenziale di risparmio energetico e la praticabilità prima di emanare atti di esecuzione; chiede che i requisiti minimi di efficienza energetica nell'ambito della direttiva sull'ecoprogettazione includano la specificazione dei costi complessivi di esercizio e delle emissioni per tutti i prodotti, incluso il processo di riciclaggio;

46.

invita la Commissione a unificare le norme europee vigenti, come la direttiva sull'ecoprogettazione e la direttiva sull’etichettatura energetica, per attuare la legislazione UE in maniera più efficace e utilizzare le sinergie, soprattutto a beneficio del consumatore;

47.

invita la Commissione ad adottare iniziative concrete, quali misure legislative, per migliorare l'efficienza dei prodotti sotto il profilo delle risorse; rileva che un uso più efficiente delle risorse porterebbe anche a significativi guadagni in termini di efficienza energetica;

48.

insiste sulla necessità di porre maggiormente l'accento sull'analisi delle conseguenze degli standard di efficienza energetica, inclusi il legame tra prezzo e qualità dei prodotti finali, gli effetti dell'efficienza energetica e i benefici per i consumatori; riconosce che la Commissione analizza tutti questi effetti ma insiste sulla necessità che la Commissione e gli Stati membri compiano maggiori sforzi in termini di comunicazione e controllo di tutti i prodotti, inclusi quelli d’importazione, come ad esempio le lampadine efficienti sotto il profilo energetico;

49.

ritiene opportuna in tale contesto l’uniformazione degli standard tecnici, per garantire una maggiore penetrazione di mercato ai prodotti efficienti sotto il profilo energetico (pompe, motori, ecc.);

50.

invita la Commissione a garantire che la legislazione disciplini prodotti, sistemi e il loro uso dell’energia e reputa necessario sensibilizzare maggiormente i cittadini dell'Unione, inclusi gli addetti alle vendite, per quanto concerne l'utilizzo efficiente dell'energia e delle risorse da parte dei consumatori e dei prodotti connessi all’energia; ritiene che al momento di valutare il consumo energetico, i prodotti e i componenti andrebbero considerati nel loro insieme invece che individualmente;

51.

sottolinea che l'Europa dovrebbe essere all'avanguardia nello sviluppo di tecnologie Internet legate all'energia e di tecnologie e applicazioni TIC a basse emissioni di anidride carbonica; sottolinea che le TIC possono e devono svolgere un ruolo di primo piano nella promozione di un consumo energetico responsabile nelle case, nei trasporti, nella generazione e distribuzione di energia nonché nel settore TIC stesso (a cui è imputabile circa l'8 % del consumo energetico); chiede pertanto che si valuti in particolare il potenziale di efficienza energetica dei centri dati; ritiene che un potenziamento del sostegno all'innovazione debba sempre accompagnato da un alleggerimento burocratico per i richiedenti; riconosce la necessità di sostenere i partenariati fra il settore delle TIC e i settori maggiormente responsabili di emissioni onde migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni prodotte dai settori in questione;

52.

sottolinea che affinché i contatori intelligenti si affermino con successo è essenziale informare la società dei benefici che essi comportano; ricorda che la relazione di iniziativa del Parlamento sulla «nuova Agenda europea del digitale: 2015.eu» include tra gli obiettivi politici quello relativo all'installazione di contatori intelligenti nel 50 % delle abitazioni entro il 2015; si compiace dell'operato del gruppo di lavoro sui contatori intelligenti e invita la Commissione a presentare raccomandazioni entro la fine del 2011 per garantire che:

la misurazione intelligente sia attuata conformemente al calendario del terzo pacchetto sul mercato dell’energia, in modo da raggiungere l’obiettivo in esso enunciato di installare i contatori intelligenti nell’80 % degli edifici entro il 2020;

gli Stati membri stabiliscano entro la fine del 2011 funzionalità minime comuni per le misurazioni intelligenti;

l'installazione di contatori intelligenti comporti benefici per i consumatori, quali riduzione dei consumi di energia, agevolazioni per le fasce di utenza vulnerabili e a basso reddito, e che l’aggregazione dei carichi – ossia la combinazione dei carichi di più utenti finali per ottenere tariffe più favorevoli rispetto a quanto i singoli utenti potrebbero fare individualmente – sia autorizzata e promossa in tutti i mercati nazionali;

gli Stati membri sviluppino e pubblichino una strategia volta a permettere che tutti i consumatori, inclusi gli utenti vulnerabili e a basso reddito, possano fruire dei potenziali benefici della misurazione intelligente;

sia previsto l’obbligo per i gestori dei sistemi di trasporto e le autorità di regolamentazione nazionali di introdurre tariffe di rete in funzione del momento dell'utilizzo per incentivare finanziariamente la riduzione del carico e la gestione della domanda;

sia definita per i contatori intelligenti una misura concreta di ecoprogettazione, per assicurare che questi prodotti siano energeticamente efficienti e non generino inutili consumi aggiuntivi per le utenze domestiche;

lo studio preparatorio sulle modalità di connessione alla rete in modalità stand-by (attualmente in corso nel quadro della direttiva sull'ecoprogettazione) tratti la questione dei contatori intelligenti, in vista di una eventuale futura regolamentazione;

53.

osserva che nel settore dell’efficienza energetica i progressi tecnologici possono offrire la possibilità di effettuare salti di qualità; invita la Commissione a includere nel piano SET una parte dedicata allo sviluppo e alla promozione di tecnologie, di materiali, ad esempio per la costruzione o la produzione di macchinari, nonché di prodotti, come i sistemi di illuminazione a bassissimo consumo energetico o l’elettronica stampabile, che favoriscono un utilizzo efficace dell'energia e delle risorse; invita la Commissione e gli Stati membri a proporre incentivi e programmi per le tecnologie particolarmente innovative, anche in materia di ricerca e sviluppo mirati, di produzioni in piccole serie, ecc.;

54.

invita la Commissione, al fine di promuovere l'efficienza energetica, a combinare, in cooperazione con le autorità nazionali di regolamentazione dell'energia, il lavoro sulle griglie intelligenti e sui contatori intelligenti con un sistema di incentivi di prezzo (tariffe differenziate) e una maggiore flessibilità dei prezzi nelle tariffe nazionali, ad esempio su base oraria, per incentivare la riduzione nel consumo di energia elettrica, e ricorda le disposizioni degli Stati membri nel quadro del terzo pacchetto energia per sviluppare formule tariffarie innovative;

55.

chiede misure per controllare eventuali effetti di rimbalzo, in modo da assicurare che i vantaggi dei miglioramenti tecnologici non siano vanificati da pressioni al ribasso sui prezzi dell'energia e da un aumento dei consumi;

Trasporti

56.

invita la Commissione a pubblicare un ambizioso libro bianco sui trasporti al fine di sviluppare una politica europea dei trasporti sostenibile che promuova l’introduzione di nuove tecnologie efficienti sotto il profilo energetico e riduca la dipendenza da combustibili fossili, soprattutto il petrolio, eventualmente mediante l'elettrificazione e altri mezzi; favorisce a tale riguardo una maggiore consapevolezza energetica nella pianificazione delle infrastrutture e del territorio;

57.

ritiene che per affrontare il problema delle emissioni dei trasporti sia urgentemente necessario utilizzare tutti gli strumenti possibili, tra cui la tassazione dei veicoli e dei carburanti, l'etichettatura, standard minimi di efficienza e misure per migliorare e favorire i trasporti pubblici;

58.

sottolinea che l'applicazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) al settore del trasporto stradale e alle sue interfacce con altri modi di trasporto darà un contributo significativo al miglioramento dell’efficienza energetica e alla sicurezza del trasporto stradale, tanto più se essa è combinata con miglioramenti logistici e altre modalità di razionalizzazione dei trasporti, e invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare una diffusione coordinata ed efficace del trasporto merci informatizzato e dei sistemi di trasporto intelligenti (STI) in tutta l'Unione;

59.

sottolinea che, per realizzare gli obiettivi di efficienza energetica di cui sopra, è fondamentale investire nel settore dei trasporti, soprattutto nei sistemi ferroviari e di trasporto urbano, al fine di ridurre al minimo l'impiego di sistemi di trasporto più dispendiosi in termini di energia;

60.

rileva la necessità di incrementare l’efficienza energetica dell’intero sistema di trasporto passando dai modi di trasporto ad alta intensità energetica, come camion e automobili, a quelli a bassa intensità di energia, come il treno, la bicicletta e la marcia per le persone e la ferrovia e il trasporto marittimo ecocompatibile per le merci;

61.

riconosce che una maggiore efficienza in relazione al consumo di carburante nei veicoli può ridurre considerevolmente il consumo di combustibile; chiede alla Commissione europea di valutare i progressi compiuti per raggiungere riduzioni delle emissioni per i diversi modi di trasporto e garantire un orizzonte di pianificazione a lungo termine, in particolare nel settore automobilistico e dei trasporti su strada, fissando nuovi obiettivi, se del caso, e promuovendo ulteriormente gli standard di efficienza energetica, come per l'aria condizionata mobile, ed è del parere che l'UE dovrebbe mirare a realizzare guadagni in termini di efficienza che siano di esempio nel mondo; osserva che l’informazione e la pubblicità rivolte ai consumatori possono rivestire un ruolo importante nell'orientare i consumatori stessi verso scelte di acquisto e stili di guida più efficienti;

62.

invita la Commissione a promuovere lo sviluppo e l'utilizzo di dispositivi innovativi per migliorare l'efficienza energetica (ad esempio spoiler per i camion e altre forme di migliore aerodinamica o funzionamento) per tutti i mezzi di trasporto in modo efficiente sotto il profilo dei costi;

63.

incoraggia, in tale contesto, la promozione dell’uso di pneumatici efficienti sotto il profilo energetico senza compromettere la sicurezza e invita la Commissione a definire requisiti minimi di efficienza energetica per i veicoli acquistati dalle autorità pubbliche e per gli pneumatici montati su tali veicoli; chiede alla Commissione di presentare entro la fine del 2011 una strategia che punti alla riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti, oggi quasi per niente regolamentati;

64.

invita la Commissione a considerare l’introduzione di un sistema paneuropeo unico obbligatorio di etichettatura per i veicoli adibiti al trasporto passeggeri, che contribuirebbe a ridurre le distorsioni del mercato, sensibilizzare i cittadini europei e supportare l'innovazione tecnologica in materia di riduzione del consumo energetico e delle emissioni inquinanti prodotte dai veicoli; invita inoltre la Commissione ad esaminare la possibilità di estendere ai veicoli elettrici e ibridi il sistema di etichettatura unico proposto;

65.

invita la Commissione a garantire, entro la metà del 2011, condizioni quadro per lo sviluppo dei veicoli elettrici, in particolare per quanto concerne la standardizzazione delle infrastrutture e delle tecnologie di ricarica, onde garantire l'interoperabilità e la sicurezza delle infrastrutture e promuovere la realizzazione di infrastrutture di ricarica negli Stati membri; invita inoltre la Commissione a definire requisiti armonizzati per l’omologazione dei veicoli elettrici, con specifico riferimento alla salute e alla sicurezza, sia degli addetti che degli utenti finali; invita la Commissione a garantire condizioni quadro comparabili per lo sviluppo di veicoli funzionanti a celle a combustibile o altre fonti energetiche più sostenibili;

66.

ribadisce la necessità di promuovere soluzioni di trasporto intermodale nonché lo sviluppo di sistemi di trasporto intelligenti al fine di realizzare risparmi energetici nel settore dei trasporti (comprese la tassazione della congestione, le tecnologie dell’informazione per la gestione del traffico, l’infrastruttura ferroviaria, ecc.);

67.

invita gli Stati membri ad abolire i regimi fiscali che incentivano l’acquisto di automobili inefficienti sotto il profilo del carburante e a sostituirli con regimi che incentivino l’acquisto di autoveicoli efficienti sul piano dei consumi di carburante;

68.

osserva che la diffusione di autotreni stradali modulari è una soluzione sostenibile che contribuisce a un maggiore livello di efficienza energetica nel settore del trasporto stradale; riconosce inoltre che le regolamentazioni divergenti cui gli autotreni stradali modulari sono soggetti valicando le frontiere tra i vari paesi pregiudicano l'aumento dell'utilizzo di tale modalità di trasporto stradale; invita la Commissione ad esaminare quali differenze normative potrebbero essere facilmente colmate e in che modo sia possibile intensificare i trasporti transfrontalieri effettuati con autotreni stradali modulari;

69.

è convinto che i prezzi siano un elemento cruciale per accrescere l’efficienza energetica e che una revisione delle tassazione energetica dovrebbe formare parte integrante del piano d’azione riveduto per l’efficienza energetica, giacché il ricorso agli strumenti economici è il modo più efficace per promuovere risparmi energetici;

Incentivi e finanziamenti

70.

rammenta alla Commissione e agli Stati membri il principio della «triade energetica», in base al quale occorre ridurre la domanda di energia prima di decidere qualunque investimento volto ad aumentare l’offerta energetica;

71.

invita la Commissione a presentare una relazione che esamini la necessità di ulteriore assistenza finanziaria per accrescere l’efficienza energetica nel parco immobiliare esistente e che valuti gli attuali strumenti finanziari; invita la Commissione a presentare proposte che indichino come mettere a punto un quadro UE di strumenti finanziari rotativi per appoggiare o garantire misure complementari di efficienza energetica e gli esistenti piani nazionali e canali di distribuzione (ad esempio attraverso la ripartizione dei rischi), e che promuovano la messa a punto e il miglioramento dei piani di efficienza energetica negli Stati membri; chiede alla Commissione di proporre nei piani d'azione in materia di efficienza energetica (PAEE) opzioni politiche su come garantire la disponibilità di fondi a livello nazionale, regionale o locale per l'efficienza energetica; ritiene che tali fondi potrebbero, ad esempio tramite intermediari finanziari, svolgere un ruolo importante nello sviluppo di tali strumenti, che offrirebbero possibilità di finanziamento ai proprietari immobiliari privati, alle piccole e medie imprese e alle società di servizi energetici (ESCO); sostiene l'idea secondo cui tali strumenti promuovono maggiore sostegno a favore delle più esigenti misure di risparmio energetico;

72.

ritiene che, nello sviluppare tale quadro, occorra considerare tutte le risorse finanziarie disponibili negli Stati membri, al fine di creare sinergie ed evitare sovrapposizioni con altri strumenti finanziari;

73.

accoglie con favore il sostegno dato dalla strategia di Europa 2020 allo spostamento del carico fiscale verso imposte energetiche e ambientali che possano creare incentivi per i consumatori e l'industria ai fini dell'efficienza energetica e della creazione di posti di lavoro; invita gli Stati membri a considerare la possibilità di ridurre le aliquote IVA applicabili ai lavori di rinnovo edilizio finalizzati a obiettivi di efficienza energetica;

74.

invita la Commissione a riferire in una relazione annuale se e quali incentivi (di tipo fiscale o contributi diretti) siano stati istituiti a livello nazionale, come ad esempio, per il settore privato e per le PMI, gli ammortamenti di piccoli equipaggiamenti industriali fino a 10 000 EUR o, per il settore industriale, ammortamenti progressivi del 50 % nel primo anno o la creazione di adeguati incentivi all’investimento e di sussidi alla ricerca atti a stimolare gli interventi nel campo dell’efficienza energetica;

75.

rileva che il regime UE di scambio delle quote di emissione (ETS) possiede un enorme potenziale di risorse per gli investimenti in efficienza energetica; riconosce che si ricaveranno miliardi di euro dalla vendita all'asta di quote di emissione UE; ricorda che secondo la direttiva ETS almeno il 50 % di tali entrate va destinato a misure di adattamento e di mitigazione che comprendano l'efficienza energetica; sottolinea che i proventi ETS così come il gettito della tassazione sul carbonio devono essere destinati prioritariamente al finanziamento di interventi di efficienza economico-energetica e di diffusione tecnologica; nota inoltre che le società UE stanno acquistando milioni di crediti CDM (Meccanismo di sviluppo pulito), soprattutto in Cina e in India, quando potrebbero investire in CDM nei paesi meno sviluppati o in efficienza energetica in Europa;

76.

ritiene che tale quadro dovrebbe tener conto delle esperienze acquisite dagli intermediari finanziari pubblici con gli attuali strumenti rotativi, comprendere i fondi UE esistenti ed essere concepito per attrarre altri fondi pubblici o privati per creare il massimo livello di leva possibile; ritiene che la Commissione europea non possa rappresentare sempre l’unica fonte di risorse finanziarie; invita la Commissione a svolgere un ruolo di primo piano nella mobilitazione e utilizzo di fondi disponibili presso istituti finanziari pubblici e privati; ritiene che la Commissione debba adoperarsi affinché gli istituti finanziari e i programmi di finanziamento come quelli della Banca europea per gli investimenti diano un’elevata priorità ad iniziative innovative di efficienza energetica, soprattutto quando queste contribuiscono al conseguimento di altri obiettivi UE, come la creazione di posti di lavoro;

77.

vede nella difficoltà di ottenere anticipi un grosso ostacolo al rinnovo degli immobili nel settore residenziale e in quello delle PMI e invita la Commissione ad elencare soluzioni innovative e migliori prassi per sormontare questo problema, come i meccanismi di pagamento in funzione del risparmio, i fondi di rotazione e le banche di investimento «verdi» (sul modello della tedesca KfW o della Caisse Depots francese);

78.

riconosce che uno dei principali ostacoli alla realizzazione dell'efficienza energetica a livello locale e regionale è costituito dalla necessità di investimenti iniziali; esprime la convinzione che qualsiasi misura adottata a livello dell'UE debba prendere in debito conto le implicazioni per gli enti locali e regionali, nonché le loro restrizioni di bilancio; raccomanda pertanto alla Commissione di consultare i rappresentanti regionali e locali al fine di decidere gli orientamenti di sviluppo nel settore energetico e di fornire sostegno finanziario ai programmi regionali e locali mediante progetti innovativi che utilizzino le risorse energetiche esistenti e i fondi strutturali;

79.

accoglie con favore l'accordo tra il Parlamento e la Commissione di utilizzare i fondi non impegnati nell’ambito del regolamento EEPR per la creazione di uno strumento finanziario specifico volto a sostenere l’efficienza energetica e le iniziative in materia di energie rinnovabili a livello locale e regionale; nota al tempo stesso che, malgrado il suo notevole potenziale in termini di creazione di posti di lavoro, l’investimento in efficienza energetica trova a torto scarsa accoglienza nel Programma europeo di ripresa economica;

80.

sottolinea la necessità di migliorare l’uso dei fondi UE esistenti, come FESR e FEASR, per le misure di efficienza energetica; sollecita gli Stati membri ad attribuire priorità all'efficienza energetica nell'ambito dei loro programmi operativi, e invita la Commissione e le autorità nazionali a sviluppare meccanismi intesi a facilitare l'utilizzo dei fondi strutturali per misure nel campo dell’efficienza energetica, ad esempio quelle atte a garantire il miglioramento del flusso d'informazione a livello locale o a creare sportelli unici, e infine rammenta che tali misure devono essere sottoposte a una valutazione nell'ambito della quale i guadagni in termini di efficienza energetica devono costituire un importante parametro;

81.

chiede che, data la prevista revisione della politica di coesione e regionale e delle prospettive finanziare dell'UE, il risparmio energetico sia integrato come elemento di condizionalità ai fini della concessione di un'assistenza UE e della presa in considerazione della possibilità di destinare una quota più elevata delle erogazioni nazionali all'efficienza energetica e a misure nel settore delle energie rinnovabili;

82.

invita la Commissione a utilizzare la revisione di metà periodo per incrementare i fondi assegnati ai programmi di efficienza energetica e per cercare di utilizzare fino al 15 % del FESR per l'efficienza energetica;

83.

sottolinea la necessità di sviluppare l'assistenza tecnica e l'ingegneria finanziaria a livello di autorità locali e regionali per sostenere gli operatori locali nello sviluppo di progetti, ad esempio utilizzando il meccanismo di assistenza tecnica ELENA della BEI e l’esperienza delle ESCO;

84.

invita la Commissione a rafforzare gli strumenti di finanziamento (ad esempio ELENA) e a prendere in considerazione la messa a punto di strumenti complementari finanziati dal programma per l’energia intelligente;

85.

rileva la necessità che le politiche di efficienza energetica siano orientate verso il coinvolgimento di un numero quanto più possibile elevato di soggetti, sia pubblici che privati, in modo da ottenere il massimo effetto leva possibile, creare posti di lavoro, contribuire a una crescita più ecologica e stimolare la creazione di un mercato europeo dell’efficienza energetica competitivo, connesso e sostenibile;

86.

nota che l'imposizione alle imprese del settore energetico di obblighi di risparmio energetico potrebbe generare nuove fonti di finanziamento degli interventi di efficienza energetica, quali tariffe di rete a carico dei gestori dei sistemi di trasporto e di distribuzione, contributi dei fornitori come mezzo di assolvimento dei loro obblighi o sanzioni pecuniarie per inadempienza;

87.

nota che, se gran parte del capitale iniziale occorrente per gli investimenti in risparmio energetico dovrà provenire dal settore privato, l’intervento pubblico è necessario per superare le inadeguatezze del mercato ed assicurare che la transizione a un’economia a basse emissioni di anidride carbonica avvenga in tempo perché possano essere rispettati gli obiettivi UE in materia di energia rinnovabile e di riduzione delle emissioni;

88.

invita la Commissione a promuovere misure UE volte a sostenere l’assistenza tecnica fornita da intermediari finanziari competenti (nazionali e internazionali):

per aumentare la consapevolezza e il know-how tra le autorità preposte alla gestione nonché presso il grande pubblico e le istituzioni finanziarie private relativamente alle strategie di finanziamento e ai requisiti istituzionali per sostenere gli investimenti nell’efficienza energetica,

per sostenere le istituzioni finanziarie pubbliche e private nell’attuazione di strumenti finanziari e misure corrispondenti,

per definire strumenti finanziari sostenibili ed efficienti al fine di utilizzare meglio i fondi disponibili per gli investimenti nell'efficienza energetica,

per incoraggiare il trasferimento delle esperienze in materia di migliori prassi tra gli Stati membri e i loro intermediari finanziari;

per creare uno strumento di comunicazione efficace e avviare con i cittadini un dialogo volto a divulgare informazioni in materia di efficienza energetica presso target mirati di pubblico e a orientare il loro comportamento in fatto di consumi di energia;

89.

riconosce che un mercato dell'energia ben funzionante incentiva i risparmi energetici; invita la Commissione a condurre una valutazione e riferire in merito al ruolo delle imprese del settore dell’energia, comprese le società di servizi energetici (ESCO), nella promozione dell’efficienza energetica e chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare misure efficaci per indurre tali imprese ad investire nell’efficienza energetica e a facilitare miglioramenti di efficienza energetica a livello dell'utente finale; invita la Commissione a presentare raccomandazioni basate sulle migliori pratiche, a partire dalle quali gli Stati membri possano scegliere il modello più adatto alla loro situazione interna, come ad esempio un sistema di certificati bianchi, sgravi fiscali, incentivi diretti;

90.

invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali e locali a intensificare gli sforzi per potenziare la formazione e l’addestramento di specialisti di efficienza energetica di ogni tipo, ma in particolare di tecnici intermedi, e in ogni settore, specie lungo tutta la catena del valore del settore edilizio e delle PMI, per migliorare le competenze della manodopera edile, creando in tal modo posti di lavoro verdi a livello locale e facilitando l'attuazione di una normativa ambiziosa in materia di efficienza energetica; chiede pertanto a tal riguardo che i fondi strutturali e di coesione vengano utilizzati appieno e rafforzati per finalità di formazione;

91.

invita la Commissione ad esaminare la fattibilità di forme innovative di regolamentazione, capaci di coniugare in modo efficace il notevole potenziale di risparmio energetico dei nuovi Stati membri con le capacità finanziarie e tecnologiche degli Stati membri più sviluppati;

92.

sottolinea la necessità di migliorare lo sviluppo dei mercati dei servizi energetici; chiede alla Commissione di prendere in considerazione, in sede di revisione della direttiva sui servizi energetici, l’introduzione di misure atte a promuovere i contratti di rendimento energetico nei settori pubblico e privato; ritiene che le società di servizi energetici siano per molti aspetti le più idonee per aiutare l'utenza domestica, le PMI e il settore pubblico a superare la barriera degli alti costi di investimento iniziali in sede di ristrutturazione di edifici esistenti ai fini dell'efficienza energetica; propone alla Commissione di realizzare uno studio al fine di valutare le migliori pratiche degli Stati membri e di individuare gli ostacoli e le barriere che impediscono di sfruttare appieno il potenziale offerto dal meccanismo finanziario;

93.

sottolinea che le imprese, mediante i loro sforzi di innovazione, svolgono un ruolo vitale per la concezione e l’attuazione delle misure di risparmio energetico; auspica che i fondi strutturali incoraggino le imprese a partecipare attivamente ai progetti nel settore dell’efficienza energetica;

94.

ribadisce la sua richiesta di rafforzare il capitolo sull’efficienza energetica nell’ambito della politica europea di vicinato e di includerlo sistematicamente nei colloqui tra l'UE e i paesi terzi;

95.

riconosce il potenziale e le opportunità che si offrono alle imprese europee con lo sviluppo, la realizzazione e la commercializzazione di tecnologie efficienti sul piano energetico (ad es. per applicazioni nel campo dei motori e dei sistemi di trasmissione, dell'illuminazione, degli apparecchi elettrici, ecc.);

96.

ritiene in tale contesto che lo sviluppo e l’immissione sul mercato di tecnologie innovative rappresentino la condizione basilare per l'incremento dell'efficienza energetica in tutti i settori di applicazione, per la riduzione delle emissioni di gas serra e per l'aumento della quota relativa di energie rinnovabili;

97.

insiste affinché l'efficienza energetica costituisca una priorità nell'ambito del prossimo programma quadro di ricerca (PQ 8);

98.

invita la Commissione a fare dell’efficienza energetica una delle sue priorità chiave nell’ambito dell’ottavo programma quadro di ricerca e a destinare una parte significativa dei fondi ai sottoprogrammi di efficienza energetica come l’attuale programma per l’energia intelligente; sottolinea la necessità di incrementare i fondi per le attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione nel settore dell’energia, compreso un aumento significativo entro il 2020, rispetto al livello attuale, del futuro bilancio dell’UE, in particolare per le energie rinnovabili, le reti intelligenti e l’efficienza energetica;

99.

è del parere che occorra accordare maggiore importanza al risparmio energetico nel quadro dei negoziati internazionali sul clima; è persuaso che politiche ambiziose in materia di efficienza energetica potranno essere attuate meglio e con minore impatto sulla competitività se saranno armonizzate sul piano internazionale; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri, in occasione dei prossimi negoziati di Cancún, a persuadere i partner internazionali dell'UE della necessità di coordinare le misure di efficienza energetica;

100.

avalla la richiesta del G20, formulata nella Dichiarazione del vertice di Toronto del 27 giugno 2010, di eliminare progressivamente nel medio periodo le sovvenzioni per i combustibili fossili, e sottolinea che così facendo si libererebbero miliardi di euro che potrebbero essere destinati al finanziamento di interventi di efficienza energetica, contribuendo così in modo molto più efficace agli obiettivi strategici dell'UE nel campo dell’energia, ossia sostenibilità, competitività e sicurezza dell'approvvigionamento;

101.

ritiene che la dimensione sociale del dibattito energetico, che copre aspetti come i diritti umani, la povertà energetica e la protezione delle fasce di utenza a basso reddito, debba essere sempre presa in considerazione in sede di elaborazione delle politiche energetiche;

102.

riconosce che finora le politiche di efficienza energetica non hanno affrontato sufficientemente il fattore di accettazione sociale per quanto riguarda la riduzione dei consumi energetici; sottolinea che non soltanto il comportamento degli utenti è cruciale per il successo delle misure di efficienza energetica ma che deve essere aumentata anche la fiducia del consumatore; chiede che il futuro piano d’azione per l’efficienza energetica fornisca misure di sostegno aggiuntive che aumentino l’accettazione sociale; sottolinea il ruolo vitale che i livelli regionale e locale possono svolgere per raggiungere un consenso;

103.

sottolinea l’importanza di intensificare l’azione d’informazione condotta dalla Commissione e dagli Stati membri sulle problematiche dell'efficienza e del risparmio energetico destinata a tutti i soggetti interessati, e invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare e ad agevolare ulteriormente l’accesso alle informazioni su questi temi;

*

* *

104.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


(1)  GU L 200 del 31.7.2009, pag. 31.

(2)  GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64.

(3)  GU L 153 del 18.6.2010, pag. 1.

(4)  GU L 342 del 22.12.2009, pag. 46.

(5)  GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10.

(6)  GU L 153 del 18.6.2010, pag 13.

(7)  GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.

(8)  GU L 207 del 6.8.2010, pag. 1.

(9)  Copenhagen Economics http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/taxation/gen_info/economic_analysis/tax_papers/taxation_paper_22_en.pdf

(10)  GU C 67 E del 18.3.2010, pag. 16.

(11)  Testi approvati, P7_TA(2010)0153.