52008DC0199




[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 17.4.2008

COM(2008) 199 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Preparare il futuro digitale dell ’Europa Riesame intermedio dell’iniziativa i2010 {SEC(2008) 470}

INDICE

1. Introduzione 3

2. L’iniziativa i2010 a metà percorso 4

3. La sfida delle reti del futuro e di Internet 4

4. Verso un vero mercato unico: il contributo delle TIC 6

5. Far fronte alla sfida della competitività con l’innovazione e la ricerca 8

6. Necessità di un programma politico a lungo termine per gli utenti nell’ambiente digitale 11

7. Conclusione 13

INTRODUZIONE

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) continuano a essere uno degli elementi trainanti della modernizzazione economica e sociale. Oggi le imprese dell’UE destinano il 20% dei loro investimenti alle TIC, e il settore rappresenta il 26% della spesa complessiva per la ricerca. Inoltre, il 60% dei servizi pubblici di base è oggi disponibile in rete e più della metà dei cittadini dell’UE utilizzano abitualmente Internet[1].

L’iniziativa i2010 mira: 1) a creare uno spazio europeo dell’informazione, ossia un vero mercato unico dell’economia digitale che consenta di sfruttare appieno le economie di scala offerte da un mercato europeo di 500 milioni di consumatori; 2) a incoraggiare l’innovazione e gli investimenti nella ricerca sulle TIC, dato che queste ultime sono uno dei motori principali dell’economia, e 3) a promuovere l’inclusione, i servizi pubblici e la qualità della vita, ossia a estendere i valori europei dell’inclusione e della qualità della vita alla società dell’informazione. |

Lanciata il 1° giugno 2005, la strategia i2010[2] ha costituito il primo quadro politico coerente per l’era delle telecomunicazioni e dei servizi multimediali convergenti. Negli ultimi tre anni sono stati fatti progressi importanti. Alcuni esempi bastano a mostrare la portata delle realizzazioni: è stato istituito un nuovo quadro normativo per i servizi audiovisivi; sono state presentate proposte di riforma della normativa in materia di comunicazioni elettroniche[3]; è entrata in vigore la normativa mirante alla creazione del mercato unico per l’uso dei telefoni cellulari all’estero; sono all’esame iniziative per promuovere i contenuti online in Europa[4]; sono state avviate nuove importanti iniziative per il finanziamento delle attività di R&S e dell’innovazione (il settimo programma quadro per la ricerca e il programma di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni nell’ambito del programma quadro per la competitività e l’innovazione); sono stati appena avviati innovativi partenariati pubblico-privato (le iniziative tecnologiche congiunte), e sono in fase di realizzazione nuove iniziative per l’eInclusione[5].

L’Europa ha conquistato nel frattempo una posizione di leader nello sviluppo dell’economia digitale. Con 90 milioni di linee, il mercato della banda larga conta in Europa più abbonati che in qualsiasi altra regione economica, e metà degli europei usano abitualmente Internet. Alcuni Stati membri sono in testa nelle classifiche mondiali in termini di diffusione della banda larga, di penetrazione della telefonia mobile o di volume dei dati trasmessi. Ma le differenze tra gli Stati membri rimangono notevoli e l’Europa investe meno di altre regioni industrializzate, oltre a dover far fronte alla crescente concorrenza della Cina e dell’India. Per questi motivi, il quadro politico istituito dall’iniziativa i2010 è più necessario che mai. Ma questo quadro ha bisogno di un aggiustamento a metà percorso?

L’INIZIATIVA I2010 A METÀ PERCORSO

L’ultima valutazione della strategia di Lisbona[6] mostra che le riforme strutturali iniziano a dare risultati, ma che il paesaggio economico è frammentato. Sono conclusioni generali che si applicano anche alla società dell’informazione. Sebbene la relazione strategica del 2007 sulla strategia di Lisbona confermi l’importanza delle TIC per le riforme strutturali e per quanto metà degli Stati membri abbiano rafforzato le politiche in materia di R&S e di TIC, numerose regioni dell’UE sono in ritardo nell’adozione delle TIC.

Nel 2007 la Commissione ha riesaminato l’iniziativa i2010 alla luce delle attuali priorità in materia di crescita e di occupazione. L’importanza delle TIC è stata sottolineata sia nell’ambito della valutazione della strategia di Lisbona che in occasione del riesame del mercato unico[7], dell’attuazione del piano di azione per l’innovazione[8] e della revisione dell’ acquis[9] relativo ai consumatori. Pertanto le tematiche che si elencano di seguito acquistano un’importanza strategica per la competitività e per la diffusione delle TIC in Europa.

- L’Europa ha realizzato progressi considerevoli verso la creazione di un’economia in rete, ma deve aumentare la velocità per porsi in testa nella transizione verso le reti di prossima generazione, senza diminuire gli sforzi per colmare la frattura digitale.

- L’Europa dovrebbe sfruttare meglio la sua principale risorsa economica: il mercato che conta il maggior numero di consumatori del mondo sviluppato. Tuttavia, nonostante la diffusione di Internet a livello mondiale, sono necessarie misure supplementari per creare un mercato unico dell’economia digitale.

- La spesa per la ricerca sulle TIC resta inferiore agli obiettivi nella maggior parte degli Stati membri. Occorre compiere maggiori sforzi per mettere in comune le risorse, coordinando gli sforzi di ricerca e di innovazione.

- Dato che Internet permea la vita quotidiana, evolvono anche le aspettative e le preoccupazioni del pubblico sulla società dell’informazione. Le tutele offerte devono essere adeguate all’evoluzione della tecnologia e del mercato, senza tuttavia limitare le enormi possibilità offerte dall’attività sociale ed economica online.

La presente comunicazione formula proposte concrete per orientare diversamente l’iniziativa i2010, per far fronte alle predette sfide, in modo da promuovere ulteriormente la competitività e la diffusione delle TIC in Europa.

LA SFIDA DELLE RETI DEL FUTURO E DI INTERNET

La convergenza digitale è ormai una realtà, e Internet è uno strumento essenziale per le nostre economie e per la nostra vita quotidiana. La connessione a banda larga sta diventando la normalità. I contenuti online registrano un rapido sviluppo, soprattutto in settori nuovi e creati dagli utenti.

Il mercato europeo della banda larga si sta sviluppando rapidamente e supera già quello degli Stati Uniti. Nel gennaio 2008 il tasso di penetrazione ha raggiunto il 20% della popolazione, triplicando dall’allargamento del 2004, con la Danimarca, la Finlandia e i Paesi Bassi che occupano i primi posti a livello mondiale. Cominciano tuttavia a manifestarsi alcuni segni di fatica: rallenta la crescita della penetrazione e crescono le differenze tra gli Stati membri in termini di diffusione, di velocità, di prezzo e di copertura. Aumentano le esigenze in materia di larghezza di banda, e benché la velocità di collegamento cresca allo stesso ritmo che negli Stati Uniti, la migrazione verso la banda larga ad alta velocità segna il passo nell’UE.

Grafico 1:

[pic]

Una sorveglianza di elevata qualità è essenziale per l’elaborazione di un idoneo quadro politico. La Commissione propone di misurare la prestazione complessiva degli Stati membri sulla base di una serie di fattori, tra cui il livello di diffusione, la velocità, la copertura delle aree rurali, l’accessibilità delle tariffe, l’innovazione e altri parametri socioeconomici. La Commissione, in consultazione con gli Stati membri, elaborerà un indice delle prestazioni in materia di banda larga che consentirà di confrontare i progressi compiuti in questo settore negli Stati membri.

Gli investimenti nelle reti di prossima generazione non progrediscono alla velocità di cui l’Europa ha bisogno. Pertanto, nel 2008 la Commissione chiarirà in una raccomandazione le disposizioni regolamentari per l’accesso di prossima generazione. La rete senza filo sta emergendo sempre più come un’alternativa all’infrastruttura a rete fissa, in particolare, ma non soltanto, nelle aree rurali. Nella comunicazione sul dividendo digitale[10] si chiedeva di mettere a disposizione alcune delle frequenze corrispondenti per consentire un mix equilibrato tra radiodiffusione televisiva ad alta definizione, televisione mobile e banda larga senza filo.

Dato che il protocollo IP (Internet Protocol) è oggi il mezzo principale con il quale sono forniti i servizi, le applicazioni e i contenuti, occorre introdurre una sua nuova versione più avanzata, l’IPv6. La nuova versione consentirà di estendere considerevolmente il numero di indirizzi IP disponibili e permetterà un numero maggiore di applicazioni innovative basate sulle tecnologie senza filo, il che contribuirà a espandere la connettività a banda larga ai nuovi dispositivi mobili che possono essere utilizzati ovunque. L’identificazione a radiofrequenza (RFID) e i sensori integrati nei prodotti moltiplicheranno le possibilità di comunicazione tra macchine, creando una nuova “Internet degli oggetti”.

In una prospettiva a più lungo termine, la Commissione sta preparando il terreno per la futura “Internet degli oggetti”, ad esempio con i suoi lavori sulla RFID, sulla governance di Internet e sull’integrità delle reti[11]. Nel 2008 la Commissione pubblicherà una raccomandazione sulla RFID mirante a garantire la certezza del diritto e a dissipare i timori in merito alla tutela della vita privata e alla sicurezza. Inoltre, al fine di riunire le diverse azioni orientate al futuro e rendere possibile una politica coerente per preparare la società dell’informazione al futuro di Internet, nel 2008 la Commissione pubblicherà una comunicazione sul futuro delle reti e di Internet.

Azioni nel 2008:

- elaborare un indice delle prestazioni in materia di banda larga e invitare gli Stati membri a fissare obiettivi nazionali per l’uso di Internet ad alta velocità, in modo da raggiungere un tasso di penetrazione del 30% tra la popolazione dell’UE entro il 2010;

- contribuire a preparare la società dell’informazione alla futura economia di Internet pubblicando una comunicazione sul futuro delle reti e di Internet;

- facilitare la transizione verso le nuove reti pubblicando una raccomandazione sull’accesso di prossima generazione;

- promuovere l’“Internet degli oggetti” tramite una raccomandazione sulla RFID, che metta l’accento sulla tutela della vita privata e sulla sicurezza;

- proporre misure miranti ad assicurare un’elevata resilienza delle reti di comunicazione e delle infrastrutture d’informazione essenziali, come Internet, e a garantire la continuità dei servizi;

- proporre una serie di azioni per facilitare la transizione verso l’IPv6.

VERSO UN VERO MERCATO UNICO: IL CONTRIBUTO DELLE TIC

Il completamento del mercato unico della società dell’informazione e dei media è uno dei principali obiettivi dell’iniziativa i2010. Misure importanti sono state recentemente prese con l’adozione delle proposte della Commissione di riforma delle norme in materia di telecomunicazioni e il lancio dell’iniziativa sui contenuti online.

Nel complesso il quadro normativo UE ha avuto un effetto positivo sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche, ma non è riuscito a uniformare adeguatamente gli approcci normativi. La frammentazione della normativa tra i 27 Stati membri, anche per quanto riguarda l’attuazione dei rimedi, rischia di diventare un grave ostacolo allo sviluppo del mercato unico e potrebbe bloccare lo sviluppo di servizi paneuropei.

Nell’ambito della riforma del quadro normativo per le comunicazioni elettroniche[12], la Commissione ha formulato proposte per assicurare una maggiore coerenza. Essa ha proposto l’istituzione dell’“Autorità europea del mercato delle comunicazioni elettroniche”, che si avvarrà delle competenze delle autorità nazionali di regolamentazione. L’Autorità faciliterà anche il coordinamento degli approcci in materia di spettro tra gli Stati membri. Per trarre tutti i benefici del mercato unico mobile, promuovendo lo sviluppo di servizi mobili paneuropei e lo sfruttamento delle economie di scala, le proposte di riforma dello spettro radioelettrico mirano a rafforzare ulteriormente lo scambio delle frequenze dello spettro nell’UE e a promuovere la neutralità dei servizi e delle tecnologie.

Il riesame del mercato unico[13] sottolinea il potenziale delle TIC come mezzo di apertura del mercato unico a beneficio dei privati, delle imprese e delle autorità pubbliche: la libera circolazione della conoscenza e dell’innovazione deve essere elevata a “quinta libertà” del mercato interno. L’UE dovrebbe migliorare le condizioni generali dell’innovazione, in particolare nella società dell’informazione, accelerando la definizione di norme di interoperabilità e orientandosi verso la gestione comune dello spettro. La Commissione ha lavorato al miglioramento della standardizzazione delle TIC, su cui presenterà una proposta entro la fine del 2008.

Una delle principali priorità per l’UE è colmare le notevoli lacune del mercato unico, in particolare in materia di servizi, tra l’altro, razionalizzando le procedure, riducendo gli oneri amministrativi e promuovendo l’accesso transfrontaliero ai mercati, in particolare degli appalti pubblici. Le applicazioni possibili includerebbero: la fornitura interoperabile di servizi paneuropei di governo elettronico e il riconoscimento transfrontaliero delle firme elettroniche.

Il quadro giuridico di disciplina della società dell’informazione e la sua attuazione a volte frammentaria negli Stati membri possono rendere difficile lo sfruttamento del potenziale delle TIC a livello europeo e rischiano di accrescere gli ostacoli al commercio elettronico transfrontaliero. È necessario rimediare alle sovrapposizioni di requisiti, alle lacune e alle incoerenze nell’attuazione, e tenere il passo con l’evoluzione tecnologica (cfr. infra grafico 2) per garantire il funzionamento efficace del “mercato interno elettronico”. Ad esempio, nel 2008 e nel 2009 un gruppo di esperti si occuperà della fatturazione elettronica per individuare le carenze normative e i requisiti delle imprese in materia, e entro la fine del 2009 proporrà alla Commissione un quadro mirante a promuovere il pieno riconoscimento delle fatture elettroniche nelle operazioni transfrontaliere.

Grafico 2: evoluzione del panorama normativo e tecnico

[pic]

Fonte: DLA Piper, 2007.

Azioni:

- sostenere l’adozione del pacchetto normativo in materia di comunicazioni elettroniche, in particolare l’istituzione dell’Autorità europea del mercato delle comunicazioni elettroniche;

- rendere più efficiente la gestione dello spettro, favorendone l’armonizzazione e lo scambio della parte paneuropea delle frequenze;

- sviluppare servizi pubblici paneuropei, valendosi di progetti pilota su vasta scala nel quadro del programma di sostegno alla politica in materia di TIC;

- proporre miglioramenti al sistema UE di standardizzazione delle TIC;

- adottare un piano di azione per promuovere ulteriormente la firma e l’autenticazione elettroniche;

- attuare il quadro europeo per la fatturazione elettronica.

FAR FRONTE ALLA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ CON L’INNOVAZIONE E LA RICERCA

La ricerca e l’innovazione sono tra le priorità del programma europeo di riforma economica. Ma sebbene nei loro programmi nazionali di riforma 22 Stati membri su 27 abbiano indicato questi settori tra le principali sfide da affrontare, destinando alle attività di ricerca e sviluppo tecnologico e all’innovazione più del 14% degli investimenti finanziati tramite i fondi strutturali nel periodo 2007-2013, l’obiettivo del 3% del PIL investito nella ricerca entro il 2010 resta ancora lontano[14].

L’UE spende solo la metà della somma destinata dagli Stati Uniti alla R&S delle TIC e si sta specializzando in sottosettori a debole intensità di ricerca. Le TIC coprono circa il 30% dello sforzo totale di ricerca nella maggior parte dei paesi sviluppati, e il divario tra l’UE e i suoi principali concorrenti ne sta compromettendo la capacità futura di svolgere un ruolo guida nell’innovazione della società dell’informazione.

Per incoraggiare l’aumento degli investimenti, l’UE ha dato l’esempio facendo delle TIC il settore più importante del settimo programma quadro. Inoltre, l’UE è all’avanguardia nei partenariati pubblico-privato, con il lancio delle iniziative tecnologiche congiunte ARTEMIS (sistemi integrati) ed ENIAC (nanoelettronica). I programmi nazionali comuni sono pensati per incrementare gli investimenti nelle attività di R&S sia degli Stati membri che del settore privato.

Il sostegno finanziario è completato da una serie di misure a favore dell’innovazione orientate alla domanda, come l’iniziativa sui mercati guida[15]. L’iniziativa, incentrata sui mercati europei ad alto potenziale, si basa su un mix di finanziamento delle attività di R&S e dell’innovazione, di appalti pubblici nel settore dell’innovazione, di strumenti normativi e di coordinamento e di partenariati con gli Stati membri e le parti in causa.

La promozione dell’innovazione tramite gli appalti pubblici resta uno strumento sottoutilizzato nell’UE. Si tratta in particolare di appalti per attività di R&S miranti a migliorare in modo radicale i servizi pubblici, offrendo allo stesso tempo opportunità alle imprese europee di conquistare la leadership a livello mondiale in nuovi mercati e promuovendo standard che tutelano i consumatori.

L’iniziativa sui mercati guida per la sanità elettronica. L’invecchiamento demografico, il drammatico incremento delle malattie croniche e la domanda crescente di cure mediche migliori porteranno ad un’esplosione della spesa sanitaria. Le TIC hanno una funzione essenziale nella trasformazione dei sistemi sanitari, e l’Europa ha realizzato notevoli investimenti nelle attività di R&S sulle applicazioni mediche. Secondo le previsioni, il volume del mercato dovrebbe crescere del 43% entro il 2020, arrivando a 30 miliardi di euro dai 21 miliardi di euro nell’UE-15 nel 2006. Tuttavia, i sistemi sanitari elettronici degli Stati membri sono poco compatibili tra di essi. L’iniziativa sui mercati guida per la sanità elettronica mira pertanto a creare un mercato europeo delle tecnologie innovative nel settore della sanità elettronica e a combattere la frammentazione delle modalità di fornitura delle cure mediche nei vari Stati membri. |

Le piattaforme tecnologiche europee hanno consentito di realizzare un programma europeo di ricerca più strategico e meglio coordinato e di elaborare politiche e programmi di ricerca e d’innovazione europei, nazionali e regionali, ma occorre che vi sia una maggiore interazione tra di essi.

La sanità elettronica è un buon esempio di come l’innovazione in materia di TIC possa essere messa al servizio di obiettivi politici europei generali[16]. Le TIC possono contribuire a realizzare gli obiettivi dell’UE anche in tema di lotta ai cambiamenti climatici e di aumento dell’efficienza energetica. Il settore delle TIC può cominciare “facendo ordine a casa propria”, aumentando l’efficienza energetica dei componenti, dei sistemi e delle applicazioni. Ad esempio, il potenziale di risparmio energetico dei centri di calcolo oscilla tra il 20% e il 70%, a seconda delle applicazioni. Più in generale, le TIC possono contribuire ad accrescere l’efficienza energetica in tutti i settori dell’economia mediante la “smaterializzazione”, favorendo la nascita di nuovi modelli di impresa e migliorando e rendendo più precisi i controlli e la sorveglianza dei processi e delle attività. In un primo momento la Commissione si concentrerà sul ruolo delle TIC come strumento per migliorare l’efficienza energetica.

Dopo la valutazione del sesto programma quadro[17], nel 2009 la Commissione lancerà una serie di iniziative miranti ad assicurare la leadership dell’Europa nell’ulteriore sviluppo delle TIC, per modernizzare e migliorare la qualità e l’efficienza del suo settore pubblico e per controllare le tecnologie essenziali per l’economia e la società. Il processo sarà lanciato con la pubblicazione nel 2009 di una comunicazione sulla ricerca e l’innovazione nelle TIC, e con la definizione di azioni preparatorie nel quadro del settimo programma quadro e del programma quadro per la competitività e l’innovazione.

Il contributo delle TIC agli obiettivi di Lisbona è ulteriormente rafforzato dallo sviluppo di infrastrutture elettroniche (quali GEANT e Grids), che contribuiscono a creare nuovi ambienti di ricerca, che migliorano la produttività e la qualità delle ricerche effettuate. Si tratta di infrastrutture che, grazie alle enormi capacità di banda e alla potenza di calcolo che possono offrire, assicurano il collegamento tra i ricercatori di tutti i settori, eliminando gli ostacoli geografici e facilitando la collaborazione a distanza, il che permette di creare sinergie tra gruppi di ricerca dispersi e rafforzarne la capacità di affrontare le sfide più complesse.

Azioni:

- lanciare le iniziative tecnologiche congiunte come i primi veri partenariati pubblico-privato per la ricerca a livello europeo;

- promuovere le piattaforme tecnologiche europee, in particolare incoraggiandone la stretta cooperazione;

- attuare l’iniziativa sui mercati guida per la sanità elettronica: elaborare un quadro di controllo dell’innovazione in materia di sanità elettronica; adottare la raccomandazione sull’interoperabilità nel settore della sanità elettronica; occuparsi delle esigenze in materia di standardizzazione e di rilascio delle certificazioni; adottare misure per accrescere la certezza del diritto;

- promuovere il ruolo del settore pubblico come primo acquirente di innovazione;

- pubblicare una comunicazione sulle TIC e sull’efficienza energetica;

- avviare un processo mirante ad assicurare la leadership dell’Europa nel settore delle TIC, mediante una comunicazione sulla ricerca e sull’innovazione nelle TIC;

- promuovere il ruolo delle infrastrutture elettroniche in un ambiente di ricerca mondiale in evoluzione.

NECESSITÀ DI UN PROGRAMMA POLITICO A LUNGO TERMINE PER GLI UTENTI NELL’AMBIENTE DIGITALE

Internet fa ormai parte della nostra vita quotidiana: nel 2007 un europeo su due l’ha utilizzata abitualmente, quasi l’80% dei nuclei familiari utenti di Internet è già passato alla banda larga e gli utenti hanno utilizzato sempre più nuove applicazioni.

[pic]

Tuttavia, quasi il 40% degli europei non utilizza Internet, e il 46% delle famiglie europee non dispone ancora di un accesso Internet.

La Commissione sta lavorando gradualmente al conseguimento dell’obiettivo di una società dell’informazione accessibile a tutti gli europei. L’iniziativa sull’eInclusione crea un quadro strategico per incoraggiare la partecipazione effettiva dei gruppi a rischio di esclusione e per migliorare la qualità della vita mediante l’uso delle TIC, una tematica, quest’ultima, al centro anche delle iniziative di punta dell’i2010 (in particolare l’iniziativa sull’automobile intelligente) che sono diventate linee politiche a pieno titolo.

La riforma del quadro giuridico in materia di comunicazioni elettroniche rafforzerà i diritti degli utenti nel settore delle telecomunicazioni, rendendo più facile fare scelte ragionate per l’acquisto di prodotti o il cambio del fornitore di servizi. Verrà migliorato l’accesso ai servizi di emergenza tramite il “112”, e gli utenti disabili potranno disporre di maggiori servizi. Le disposizioni in materia di tutela della vita privata e di sicurezza saranno ugualmente rafforzate. Inoltre, conformemente agli obblighi cui è soggetta, nel 2008 la Commissione riferirà sull’attuazione degli obblighi di servizio universale alla luce delle evoluzioni sociali, economiche e tecniche.

I progressi per quanto riguarda il commercio elettronico non sono così rapidi come in altri settori di Internet. La complessità e la diversità dei prodotti e dei servizi rendono ancora più difficile per i consumatori giudicare la qualità di ciò che viene offerto sul mercato, e la mancanza, o l’impressione di una mancanza, di fiducia o di sicurezza nell’utilizzo di nuovi servizi e di nuove tecnologie potrebbero costituire un freno ad una più ampia diffusione. Chiarire i diritti e gli obblighi degli utenti è una priorità assoluta, che sarà affrontata nel 2008. È essenziale inoltre accrescere la fiducia nell’universo online. Il riesame in corso della normativa comunitaria relativa ai consumatori si occuperà di questi aspetti, in particolare tramite l’armonizzazione e il rafforzamento dei diritti e degli obblighi degli utenti[18]. In questo contesto, la Commissione presenterà una proposta intesa ad accrescere la fiducia nelle operazioni transfrontaliere (comprese le operazioni online), tramite la semplificazione e il potenziamento del quadro normativo relativo ai consumatori.

Il consistente aumento dei contenuti online, in particolare i contenuti creati dagli utenti, è dovuto soprattutto a nuovi modelli di impresa, sempre più dipendenti dalla pubblicità online. La protezione del diritto d’autore rimane una preoccupazione costante degli Stati membri e della Commissione. Il lancio della piattaforma sui contenuti online[19] creerà un forum di discussione di queste tematiche. Per quanto riguarda la comunicazione dei dati personali ai fini della tutela del diritto d’autore, la Corte di giustizia[20] ha sottolineato la necessità di garantire un equilibrio tra il diritto fondamentale alla proprietà intellettuale e il diritto fondamentale alla tutela dei dati personali.

Le comunicazioni in rete per socializzare, ovvero il web partecipativo, hanno registrato una crescita spettacolare negli ultimi quattro anni, diventando una delle applicazioni online più apprezzate dagli europei, dopo la posta elettronica e la ricerca in rete. Nel 2007 il 24% degli europei ha partecipato a forum in rete, in aumento rispetto al 18% nel 2006, con un interesse nettamente più forte fra i giovani. L’iniziativa ePartecipazione studia le possibilità offerte da Internet come strumento per trasmettere messaggi politici ai cittadini. L’uso sempre più partecipativo di Internet crea anche nuove sfide. Sempre più utenti sono preoccupati della qualità dei contenuti, dell’affidabilità delle informazioni, del rispetto della vita privata e della tutela dei minori. Quanti iniziano a pubblicizzare e a distribuire contenuti e a generare profitti grazie a questa evoluzione tramite piattaforme di contenuti create dagli utenti devono far fronte all’utilizzo non autorizzato dei loro contenuti protetti dal diritto d’autore. Questi temi verranno approfonditi nel 2008.

Azioni:

- riferire in merito agli obblighi di servizio universale;

- attuare l’iniziativa eInclusione: proposta di normativa sull’eAccessibilità; il programma di punta “domotica per categorie deboli” per rispondere alla sfida dell’invecchiamento della popolazione, riesame delle politiche in materia di alfabetizzazione informatica; vertice sull’eInclusione;

- pubblicare una guida per spiegare i diritti e i doveri degli utenti nell’ambiente digitale;

- lanciare la successiva fase del riesame dell’ acquis in materia di consumatori (direttiva quadro sui diritti contrattuali dei consumatori);

- lanciare il programma “Safer Internet 2009-2013” per la tutela dei minori e la lotta contro i contenuti illegali;

- affrontare le minacce alla vita privata e alla fiducia che nascono dai nuovi servizi convergenti della futura società dell’informazione onnipresente;

- lanciare la piattaforma per i contenuti online;

- affrontare i problemi legati all’interoperabilità e alla trasparenza dei sistemi di gestione dei diritti digitali (DRMS) per i consumatori nella raccomandazione sui contenuti online.

CONCLUSIONE

La presente comunicazione conferma l’importanza del contributo delle politiche in materia di società dell’informazione e di media per il conseguimento degli obiettivi di Lisbona. Essa conferma inoltre la validità dell’iniziativa i2010 come quadro di riferimento per le politiche europee in materia di società dell’informazione e di media e formula proposte concrete di riorientamento dell’iniziativa i2010 per promuovere ulteriormente la competitività e la diffusione delle TIC in Europa. Nel 2008-2009 la Commissione elaborerà anche un programma a lungo termine per le politiche in materia di società dell’informazione e di media e preparerà una valutazione del contributo complessivo delle TIC ai risultati economici dell’Europa[21]. È essenziale elaborare politiche europee che incoraggino la competitività dei paesi che hanno fatto maggiormente progressi e che riducano allo stesso tempo il divario tra i più bravi e i meno bravi, rimediando in tal modo alle disparità tra gli Stati membri.

[1] Per tutti i dati menzionati nel testo, se non diversamente specificato, cfr. i documenti di lavoro allegati.

[2] http://ec.europa.eu/i2010.

[3] http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/tomorrow/index_en.htm.

[4] COM(2007) 836, http://ec.europa.eu/avpolicy/other_actions/content_online/index_en.htm.

[5] COM(2007) 694, http://ec.europa.eu/information_society/activities/einclusion/index_en.htm.

[6] COM(2007) 803, http://ec.europa.eu/growthandjobs/european-dimension/200712-annual-progress-report/index_en.htm.

[7] COM(2007) 724, http://ec.europa.eu/internal_market/strategy/index_en.htm.

[8] COM(2006) 502, http://ec.europa.eu/enterprise/innovation/index_en.htm.

[9] http://ec.europa.eu/consumers/rights/cons_acquis_en.htm.

[10] COM(2007) 700, http://ec.europa.eu/information_society/policy/radio_spectrum/index_en.htm.

[11] Cfr.: http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/tomorrow/index_en.htm.

[12] http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/tomorrow/index_en.htm.

[13] COM(2007) 724.

[14] COM(2007) 803.

[15] COM(2007) 860, http://ec.europa.eu/enterprise/leadmarket/leadmarket.htm.

[16] COM(2007) 860.

[17] Un gruppo di esperti indipendenti presieduto dal sig. Esko Aho pubblicherà la sua relazione a metà del 2008.

[18] COM(2006) 744, pag. 1, http://ec.europa.eu/consumers/rights/cons_acquis_en.htm.

[19] COM(2007) 724.

[20] Causa C-275/06.

[21] La valutazione si baserà sulle analisi e sulle consultazioni in corso sugli argomenti seguenti: l’impatto economico e sociale delle TIC, in particolare sull’occupazione; gli aspetti giuridici ed economici del mercato unico della società dell’informazione; le future esigenze di politica in materia di nuove reti e di Internet, di tutela della vita privata e di fiducia nella società dell’informazione onnipresente; i contenuti creati dagli utenti; una riflessione a lungo termine sul ruolo delle TIC nello sviluppo sostenibile, e lo sviluppo di una società dell’informazione per tutti, anche nel quadro delle politiche regionali,http://ec.europa.eu/information_society/eeurope/i2010/studies/index_en.htm.