52003DC0449

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni - Promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica: Piano d'azione 2004 - 2006 /* COM/2003/0449 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONI - Promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica: Piano d'azione 2004 - 2006

INDICE

INTRODUZIONE

1. Premessa

2. Il processo di consultazione

3. Una responsabilità comune

4. Il piano d'azione

PARTE 1

I. L'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE PER TUTTA LA VITA

1. 'La lingua materna più altre due lingue': iniziare fin da piccoli

2. L'apprendimento delle lingue nell'istruzione e nella formazione secondaria

3. L'apprendimento delle lingue nell'istruzione superiore

4. L'apprendimento delle lingue tra gli adulti

5. Studenti di lingue con esigenze speciali

6. Varietà linguistica

II. MIGLIORARE L'INSEGNAMENTO DELLE LINGUE

1. Una scuola aperta all'insegnamento delle lingue

2. L'aula di lingue

3. La formazione dell'insegnante di lingue

4. L'offerta di insegnanti di lingue

5. Formazione degli insegnanti di altre materie

6. Verifica delle competenze linguistiche

III. CREARE UN AMBIENTE FAVOREVOLE ALLE LINGUE

1. Un approccio integrato alla diversità linguistica

2. Creare comunità favorevoli alle lingue

3. Migliorare l'offerta e la fruizione dell'apprendimento delle lingue

IV UNA STRUTTURA ADEGUATA AI FUTURI SVILUPPI

PARTE 2: AZIONI PROPOSTE PER IL 2004 - 2006

INTRODUZIONE

L'Europa è in procinto di diventare, senza spargimento di sangue, una grande famiglia; si tratta di un vero cambiamento ...... continente dei valori umanistici ... della libertà, della solidarietà e soprattutto della diversità, il che implica il rispetto per le lingue, la cultura e le tradizioni altrui. (Dichiarazione di Laeken)

1. Premessa

I popoli d'Europa stanno costruendo una singola Unione a partire da un gran numero di nazioni, comunità, culture e gruppi linguistici diversi; un'Unione fondata sullo scambio paritetico di idee e tradizioni e imperniata sulla reciproca accettazione di genti con un passato diverso, ma un futuro comune.

Tra non molto, l'Unione europea procederà al più grande allargamento della sua storia. La nuova Unione conterà 450 milioni di Europei di diversa estrazione etnica, culturale e linguistica. Sarà più importante che mai che i cittadini abbiano le capacità necessarie per capire i loro vicini e comunicare con loro.

Costruire una casa comune nella quale vivere, lavorare e commerciare tutti insieme significa acquisire le competenze per comunicare efficacemente e per capirsi meglio. Imparare e parlare altre lingue ci incoraggia ad aprirci di più agli altri, alla loro cultura e alla loro mentalità.

L'Unione europea è cresciuta a partire dallalibera circolazione dei suoi cittadini, [dei beni,] dei capitali e dei servizi. I cittadini dotati di buone competenze linguistiche possono sfruttare meglio la libertà di lavorare o di studiare in un altro Stato membro.

Nel contesto della Strategia di rinnovamento economico, sociale e ambientale lanciata a Lisbona nel marzo del 2000, l'Unione va sviluppando una società fondata sulla conoscenza quale elemento chiave del cammino verso l'obiettivo di diventare l'economia della conoscenza più competitiva del mondo entro la fine del decennio. L'apprendimento di altre lingue contribuisce ad avvicinare questo obiettivo migliorando le competenze cognitive di chi impara e rafforzando la sua padronanza della lingua materna, anche sotto il profilo della lettura e della scrittura.

In questo stesso contesto, la Commissione si adopera per sviluppare le competenze e lo spirito imprenditoriale dei cittadini dell'Unione Europea (per esempio, attraverso la Carta europea delle piccole imprese [1] e il Libro Verde sull'imprenditorialità). Questi obiettivi saranno più facilmente raggiunti se ci sarà un'efficace opera di promozione dell'apprendimento delle lingue nell'Unione europea, che fornisca ai cittadini e alle imprese europee le competenze interculturali e linguistiche necessarie per poter operare in modo efficace sul mercato globale.

[1] Approvata dal Consiglio europeo di Santa Maria da Feira (Portogallo) il 18-19 giugno 2000.

Anche molte altre politiche perseguite a livello europeo potrebbero trarre vantaggio da un miglioramento delle competenze linguistiche dei cittadini.

In breve, la capacità di capire e di comunicare in altre lingue è una competenza fondamentale per tutti i cittadini europei.

La diffusione delle competenze linguistiche nei diversi paesi e gruppi sociali è tutt'altro che uniforme [2]. La gamma delle lingue straniere parlate dagli Europei è piuttosto ristretta e si limita sostanzialmente all'inglese, al francese, al tedesco e allo spagnolo. Imparare una lingua franca non è di per sé sufficiente. Ogni cittadino europeo dovrebbe essere in grado di comunicare a un buon livello in almeno due altre lingue oltre alla lingua materna. Certo, è un obiettivo ambizioso, ma i progressi già realizzati da vari Stati membri dimostrano che è perfettamente raggiungibile.

[2] Le informazioni generali che accompagnavano il documento di consultazione contenevano dati più dettagliati sulle differenze tra i diversi Stati membri; tali informazioni sono tuttora consultabili al seguente indirizzo

L'Anno europeo delle Lingue 2001 ha mostrato in quanti modi si possano promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. Nel marzo del 2002, i Capi di Stato e di Governo riuniti a Barcellona hanno riconosciuto la necessità di un'azione comunitaria e nazionale volta a migliorare l'apprendimento delle lingue e hanno chiesto di portare avanti l'azione intesa a migliorare la padronanza delle competenze di base tramite l'insegnamento di almeno due lingue straniere fin dall'infanzia.

La risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2001 chiedeva che fossero adottate misure intese a promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. Il 14 febbraio 2002, il Consiglio "Istruzione" invitava gli Stati membri ad adottare provvedimenti concreti per favorire la diversità linguistica e l'apprendimento delle lingue, e la Commissione europea a formulare proposte in questi settori.

Il presente piano d'azione è la risposta della Commissione europea a tale richiesta. Esso andrebbe letto in combinazione con il documento di consultazione "Promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica" (SEC 2002 1234) [3] che illustra la filosofia della Commissione europea e il contesto in cui si collocano le azioni proposte.

[3] disponibile all'indirizzo http://europa.eu.int/comm/education/policies/lang/languages/consult_en.html

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2. Il processo di consultazione

Per elaborare il presente piano d'azione, la Commissione europea ha lanciato una vasta consultazione tra le altre istituzioni europee, i ministeri nazionali interessati, un'ampia gamma d'organizzazioni rappresentative della società civile e il grande pubblico. Il documento di consultazione è stato reso accessibile on-line in tutte le lingue dell'Unione europea. Questa consultazione ha permesso di raccogliere più di 300 risposte articolate e si è conclusa il 10 aprile 2003 a Bruxelles con una conferenza a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti della società civile.

La Commissione europea ringrazia tutte le organizzazioni e le persone che hanno dedicato una parte del proprio tempo a formulare osservazioni e proposte. Una relazione completa sul processo di consultazione e una sintesi dei risultati, oltre agli atti della conferenza, saranno pubblicati separatamente sul server Europa.

In generale, le risposte degli intervenuti approvano le grandi linee dell'analisi della situazione attuale fatta dalla Commissione e le sue proposte per il futuro. C'è intesa, ad esempio, sull'opportunità di estendere a tutti i cittadini europei i vantaggi del multilinguismo , attraverso l'apprendimento delle lingue per tutta la vita, a partire dalla prima infanzia. Il principio che imparare l'inglese non basta e che devono essere disponibili corsi per un gran numero di lingue ha riscosso il consenso generale. Si è sottolineata l'utilità dei programmi a livello nazionale ed europeo che promuovono la mobilità degli insegnanti e degli studenti di lingue e altre forme di contatto tra i cittadini. Ampio consenso ha riscosso anche la proposta di migliorare la qualità dell'insegnamento delle lingue. Molti hanno giudicato necessario migliorare l'efficacia dei meccanismi che garantiscano la trasparenza nella certificazione linguistica. Si sono inoltre sottolineate le possibilità di rendere più "favorevoli alle lingue" le città e i comuni europei, di sfruttare di più i sottotitoli per l'apprendimento delle lingue, e l'importanza di sostenere le comunità linguistiche dette "regionali" e "minoritarie". Molti intervenuti hanno convenuto sulla necessità che ciascun paese proceda a uno studio delle proprie esigenze linguistiche e definisca una propria politica in questo ambito.

Dal processo di consultazione è emerso un ampio consenso circa la necessità d'intraprendere nuove iniziative per migliorare l'apprendimento delle lingue e promuovere la diversità linguistica in Europa. Nel presente piano d'azione si è tenuto conto dei pareri formulati dai partecipanti al dibattito.

3. Una responsabilità comune

Per loro natura, l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica sono questioni che possono essere affrontate in diversi modi a diversi livelli.

Il ruolo delle autorità nazionali, regionali e locali

La responsabilità principale di dare attuazione a questo nuovo impulso verso l'apprendimento delle lingue, alla luce delle situazioni e delle politiche locali nel quadro degli obiettivi globali europei incombe alle autorità degli Stati membri.

Il Consiglio d'Europa incoraggia i suoi Stati membri a riflettere su tali responsabilità realizzando un "audit linguistico", in vista della formulazione di politiche per l'insegnamento delle lingue coerenti con la logica della promozione dell'integrazione sociale e dello sviluppo della cittadinanza democratica in Europa.

Nel quadro del loro impegno per gli Obiettivi concreti futuri dei sistemi d'istruzione e formazione [4], gli Stati membri hanno concordato obiettivi comuni da realizzare fissando indicatori e punti di riferimento, scambiando buone pratiche ed effettuando valutazioni comparative. Il miglioramento delle competenze linguistiche figura tra le priorità individuate. Sarà dunque nell'ambito di questo programma di lavoro, tramite il quale gli Stati membri convengono di progredire assieme nello sviluppo degli aspetti chiave delle politiche e delle pratiche nel campo delle lingue, che si inquadreranno numerose azioni che dovranno essere realizzate a livello degli Stati membri per promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica.

[4] Per altre informazioni, vedasi il programma di lavoro dettagliato di tale processo: documento 5980/01 del Consiglio del 14 febbraio 2001 http://register.consilium.eu.int/pdf/en/01/st05/05980en1.pdf

Il ruolo dell'Unione europea

Il ruolo dell'Unione europea in questo campo non consiste nel sostituirsi agli Stati membri, bensì nel sostenere e integrare la loro azione. Il suo compito consiste nell'aiutarli a sviluppare un'istruzione e una formazione professionale di qualità tramite la cooperazione e gli scambi e nel promuovere uno sviluppo delle questioni che possono essere affrontate meglio a livello comunitario. Il quesito principale del processo di consultazione era pertanto il seguente: "come potrà la Commissione europea stimolare e completare l'azione ad altri livelli?"

I principali strumenti di cui dispone l'Unione in questo campo sono i suoi programmi di finanziamento, e in particolare quelli nei campi dell'istruzione, della formazione e della cultura [5]. I programmi Socrates e Leonardo da Vinci investono complessivamente oltre 30 milioni di euro all'anno in azioni specificamente finalizzate all'apprendimento delle lingue. Negli anni 2000 - 2002, il programma Socrates ha finanziato:

[5] http://europa.eu.int/comm/dgs/education_culture/index_en.htm

- 1.601 progetti congiunti in campo linguistico con la partecipazione di 58.500 allievi e 6.500 insegnanti;

- 2.440 assistentati linguistici;

- 16.563 sussidi di formazione continua per insegnanti di lingue straniere;

- 18 progetti per la messa a punto di strumenti e corsi di formazione per insegnanti di lingua straniera;

- corsi di preparazione linguistica intensiva nelle lingue meno diffuse e meno insegnate ad uso di 3.632 studenti della formazione superiore;

- 38 partenariati e 12 progetti di cooperazione per promuovere l'insegnamento delle lingue agli adulti;

- 33 progetti per la messa a punto di nuovi strumenti di apprendimento o di verifica della conoscenza delle lingue e

- 15 progetti di sensibilizzazione dei cittadini ai vantaggi dell'apprendimento delle lingue e di ravvicinamento delle opportunità d'apprendimento ai cittadini.

Nello stesso periodo, nel quadro del programma Leonardo da Vinci sono stati finanziati:

- 750 periodi di formazione continua all'estero per insegnanti di lingua straniera;

- 56 progetti di messa a punto di strumenti di apprendimento delle lingue per la formazione professionale e sul lavoro;

- 5 progetti per la messa a punto di metodi di convalida delle competenze linguistiche;

- 4 audit linguistici nelle imprese;

- 120.000 tirocini, scambi e visite di studio all'estero per personale in formazione.

I programmi, che hanno permesso a molte centinaia di migliaia di allievi, tirocinanti, insegnanti e formatori di rafforzare le loro conoscenze linguistiche o di acquisirne di nuove e che hanno finanziato la messa a punto di strategie, metodi e materiali innovativi per l'insegnamento delle lingue, sono attualmente in fase di revisione. Una valutazione generale approfondita di questi programmi è attualmente in corso, e un esame specifico del loro impatto sulla promozione dell'apprendimento delle lingue si concluderà entro la fine del 2003.

La Commissione europea farà in modo che la promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica conservi la stessa importanza nei programmi successivi.

Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati a sfruttare le opportunità offerte da altri programmi europei, dal Fondo sociale europeo e dalla Banca europea per gli investimenti per finanziare nuove iniziative nel campo dell'apprendimento delle lingue.

Sarebbe tuttavia illusorio, e sbagliato, credere che i programmi europei possano sostenere l'onore principale della promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica: le risorse loro assegnate, infatti, non potranno mai sostituire l'investimento diretto a livello nazionale, regionale e locale, ad esempio nelle infrastrutture didattiche, in classi delle giuste dimensioni, nella formazione degli insegnanti o negli scambi internazionali.

4. Il piano d'azione

Il presente documento si suddivide in due parti principali.

La parte 1 illustra il contesto e i principali obiettivi strategici da perseguire. Il documento di consultazione individua tre vasti settori in cui occorre adottare misure adeguate: estendere a tutti i cittadini i vantaggi della formazione linguistica per tutta la vita, migliorare l'insegnamento delle lingue e creare un ambiente più favorevole alle lingue. Il piano d'azione si articola attorno a questi tre temi e per comodità di riferimento utilizza gli stessi titoli. È evidente che non tutti gli obiettivi generali fissati nella parte 1 potranno essere realizzati in tutti gli Stati membri entro i termini previsti dal piano d'azione.

La parte 2 formula proposte concrete per ottenere miglioramenti tangibili a breve termine. Essa propone una serie di iniziative da adottarsi a livello europeo nel periodo 2004-2006 allo scopo di sostenere le azioni intraprese dalle autorità locali, regionali e nazionali. Per la realizzazione delle misure è prevista l'utilizzazione delle risorse disponibili nel quadro dei programmi e delle attività comunitarie attuali; nessuna di esse richiede stanziamenti supplementari da parte della Commissione. Nel loro insieme, le misure proposte e quelle adottate dagli Stati membri possono consentire un notevole passo avanti nella promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica.

Nel 2007 la Commissione esaminerà le iniziative prese a tutti i livelli e riferirà nel merito al Parlamento europeo e al Consiglio.

PARTE 1

I. L'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE PER TUTTA LA VITA

L'obiettivo chiave di questa parte del documento consiste nell'estendere a tutti i cittadini i vantaggi dell'apprendimento delle lingue. Le conoscenze linguistiche sono infatti parte integrante delle competenze fondamentali che ogni cittadino deve avere ai fini della formazione, dell'occupazione, degli scambi culturali e della realizzazione personale. L'apprendimento delle lingue è un'attività che dura tutta la vita.

1. 'La lingua materna più altre due lingue': iniziare fin da piccoli

Assicurare l'efficacia dell'apprendimento linguistico fin dalla scuola materna e primaria è una priorità per gli Stati membri, in quanto è a questo stadio della vita che una persona sviluppa il proprio modo di concepire le altre lingue e le altre culture e che si gettano le basi per il successivo apprendimento delle lingue. Il Consiglio europeo di Barcellona ha sollecitato "ulteriori azioni ... [per] migliorare la padronanza delle competenze di base, segnatamente mediante l'insegnamento di almeno due lingue straniere fin dall'infanzia".

Per rispettare tale impegno, gran parte degli Stati membri dovranno aumentare significativamente i loro investimenti in questo settore.

Perché i vantaggi dell'apprendimento precoce delle lingue - che comprendono una migliore padronanza della lingua materna - si concretizzino, occorre che gli insegnanti siano specificamente formati per insegnare ai bambini , che il numero degli alunni in una classe sia sufficientemente limitato per garantire l'efficacia dell'insegnamento, che sia disponibile materiale pedagogico appropriato e che le lingue straniere occupino una parte adeguata del programma didattico. Le iniziative intese a rendere l'apprendimento delle lingue disponibile ad allievi sempre più giovani presuppongono l'assegnazione di risorse adeguate, comprese risorse per la formazione degli insegnanti.

I piccoli allievi prendono coscienza dei propri valori e delle proprie influenze culturali ed imparano ad apprezzare le altre culture, aprendosi ed interessandosi maggiormente agli altri. Se tutti gli allievi imparano la stessa lingua, però, questo effetto positivo è limitato. Ai piccoli allievi va pertanto offerta tutta una gamma di lingue diverse. I genitori ed il corpo insegnante devono essere meglio informati dei vantaggi di questo approccio precoce e dei criteri che dovrebbero ispirare la scelta della prima lingua straniera del bambino. (> Azioni I.1.1 - I.1.5)

2. L'apprendimento delle lingue nell'istruzione e nella formazione secondaria

Nell'istruzione o nella formazione secondaria, i giovani completano l'acquisizione del nucleo basilare di conoscenze che utilizzeranno nell'apprendimento delle lingue nell'intero arco della vita.

Gli Stati membri concordano che gli allievi dovrebbero padroneggiare almeno due lingue straniere e sottolineano la necessità che essi siano dotati di un'efficace capacità comunicativa, vale a dire competenze attive piuttosto che una conoscenza passiva. L'obiettivo non è parlare correntemente una lingua come una persona di madrelingua, bensì di raggiungere una capacità adeguata di leggere, ascoltare, scrivere e parlare due lingue straniere, che si combini con competenze interculturali e con la capacità di imparare delle lingue, autonomamente o con l'ausilio di un insegnante.

Gli assistentati di lingua, come quelli finanziati dall'azione Comenius del programma Socrates, possono migliorare le competenze dei giovani insegnanti di lingue e allo stesso tempo contribuire a modernizzare i corsi di lingue ed avere un impatto su tutta la scuola, in particolare destando l'interesse nei confronti dell'insegnamento delle lingue meno diffuse e meno insegnate. Tutte le scuole secondarie dovrebbero pertanto essere incoraggiate ad accogliere personale proveniente da altre comunità linguistiche, quali gli assistenti di lingue o i professori invitati. Nelle regioni di frontiera linguistica, le possibilità di contatto tra gli alunni e gli insegnanti di comunità linguistiche confinanti sono ancora più numerose.

I progetti linguistici organizzati tra istituti scolastici nel quadro di Socrates / Comenius, in cui collaborano allo stesso progetto due classi di paesi diversi e che si concludono con scambi di classi, offrono ai giovani allievi opportunità concrete di utilizzare le loro conoscenze linguistiche nei contatti con i coetanei. Tutti gli allievi dovrebbero poter partecipare a un progetto e a una visita di scambio linguistico di questo tipo. (> Azioni I.2.1 - I.2.3)

L'Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto (Content and language integrated learning, CLIL), in cui gli allievi imparano una materia in una lingua straniera, può svolgere un ruolo decisivo nella realizzazione degli obiettivi dell'Unione europea in termini di apprendimento delle lingue. Tale metodo può infatti offrire agli allievi concrete opportunità di mettere subito in pratica le nuove competenze linguistiche acquisite, anziché dedicarsi prima all'apprendimento e poi passare alla pratica. Il metodo offre la possibilità di studiare le lingue ad una più vasta gamma di allievi, stimolando la fiducia in se stessi dei giovani studenti e di chi non ha ottenuto buoni risultati nell'apprendimento linguistico formale organizzato nell'ambito del sistema generale. L'integrazione di contenuto e lingua mette i giovani in contatto con le lingue senza richiedere più ore di lezione, la qual cosa può risultare particolarmente interessante nel quadro della formazione professionale. La presenza di insegnanti qualificati la cui lingua materna è la lingua veicolare può facilitare l'introduzione dei metodi CLIL in un istituto d'insegnamento. (> Azioni I.2.4 - I.2.7)

3. L'apprendimento delle lingue nell'istruzione superiore

Gli istituti d'insegnamento superiore svolgono un ruolo chiave nella promozione del multilinguismo a livello di comunità e di singolo individuo. Va sostenuta ogni proposta che preveda l'attuazione da parte di ciascuna università di una politica linguistica coerente in cui sia chiarito il suo ruolo nella promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica, sia tra gli studenti, sia più in generale nel territorio.

La tendenza ultimamente diffusasi in alcuni paesi non anglofoni di impartire le lezioni in inglese può avere conseguenze impreviste sulla vitalità della lingua nazionale. Le università dovranno pertanto inserire nelle loro politiche linguistiche azioni esplicite per promuovere le lingue nazionali o regionali.

Tutti gli studenti dovrebbero studiare all'estero, preferibilmente in una lingua straniera, per almeno un trimestre, e conseguire un diploma in lingue riconosciuto come parte integrante del loro corso di studi universitari. (> Azione I.3.1)

4. L'apprendimento delle lingue tra gli adulti

Ogni adulto dovrebbe essere incoraggiato a continuare l'apprendimento delle lingue straniere, e a tal fine occorrerebbe mettere a disposizione infrastrutture adeguate. I lavoratori dovrebbero avere la possibilità di migliorare le competenze linguistiche utili allo svolgimento del loro lavoro. Occasioni ideali per familiarizzarsi con altre lingue e culture possono rivelarsi attività culturali incentrate sulla musica, la letteratura o i film stranieri, vacanze all'estero, gemellaggi di città o comuni e il servizio volontario all'estero. (> Azione I.4.1)

5. Studenti di lingue con esigenze speciali

L'apprendimento delle lingue riguarda tutti. Solo un'esigua minoranza di persone ha caratteristiche fisiche, mentali o d'altro genere tali da rendere loro impossibile tale apprendimento. Negli istituti d'istruzione e di formazione generale è sempre più frequente l'inserimento di allievi con esigenze speciali di varia natura; in taluni casi però tali allievi sono ancora esclusi dai corsi di lingue. È possibile perfezionare ulteriormente le buone pratiche in materia d'insegnamento delle lingue ad allievi con speciali bisogni ed occorre mettere a punto nuovi metodi e sistemi d'insegnamento destinati a tale categoria di persone. (> Azione I.5.1)

6. Varietà linguistica

Promuovere la diversità linguistica significa incoraggiare attivamente l'insegnamento e l'apprendimento della gamma più ampia possibile di lingue nelle nostre scuole, università, centri d'istruzione per adulti ed imprese. In generale, le lingue proposte dovrebbero comprendere le lingue europee minori al pari delle principali, le lingue regionali, minoritarie e le lingue delle comunità migranti, nonché quelle con lo statuto di lingua nazionale e le lingue dei nostri più importanti partner commerciali di tutto il mondo. L'imminente allargamento dell'Unione europea apporterà un'abbondanza di lingue appartenenti a varie famiglie linguistiche; occorrerà uno sforzo speciale per far sì che le lingue dei nuovi Stati membri siano oggetto di un più ampio apprendimento negli altri paesi. Gli Stati membri hanno la grande opportunità di promuovere per primi l'insegnamento e l'apprendimento di un numero di lingue maggiore rispetto a quello attuale.

II. MIGLIORARE L'INSEGNAMENTO DELLE LINGUE

1. Una scuola aperta all'insegnamento delle lingue

È importante che le scuole e gli istituti di formazione adottino un approccio integrato nei confronti dell'insegnamento delle lingue, che stabilisca adeguate connessioni fra i rispettivi insegnamenti di "lingua materna", lingua "straniera", lingua di insegnamento e lingue delle comunità migranti; queste strategie aiuteranno i bambini a sviluppare tutte le loro capacità comunicative. In tale contesto possono assumere particolare valore i metodi basati sulla comprensione multilingue, che incoraggiano gli allievi a prendere coscienza delle analogie tra le diverse lingue, la qual cosa costituisce la base di sviluppo del plurilinguismo ricettivo. (> Azione II.1.1)

2. L'aula di lingue

Si concorda in generale che i programmi Socrates e Leonardo da Vinci hanno favorito la messa a punto di numerosi strumenti utili per l'insegnamento e l'apprendimento delle lingue straniere [6]. È necessario diffondere la conoscenza di tali prodotti in particolare tra moltiplicatori chiave quali gli insegnanti, i formatori, i capi d'istituto e gli ispettori. (> Azioni II.2.1 - II.2.2)

[6] Vedere i seguenti cataloghi di risorse on-line:

Una notevole opportunità di contatto tra gli allievi di altre comunità linguistiche è offerta dai metodi di apprendimento per via elettronica (e-learning) basati sui gemellaggi tra istituti scolastici tramite Internet e sull'utilizzo a scopo didattico delle TIC per l'apprendimento. Occorre far sì che tali metodi favoriscano l'apprendimento di una grande varietà di lingue.

3. La formazione dell'insegnante di lingue

Gli insegnanti di lingue possono svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un'Europa multilingue. Più degli insegnanti di altre materie, infatti essi sono chiamati ad illustrare i valori europei di apertura agli altri, di accettazione delle differenze e di volontà di comunicare.

È importante che gli insegnanti di lingue siano sufficientemente esperti nell'uso della lingua straniera e nella comprensione della cultura ad essa associata. Tutti gli insegnanti di una lingua straniera dovrebbero aver trascorso un discreto periodo nel paese in cui si parla tale lingua ed avere la possibilità di aggiornare regolarmente le loro conoscenze.

Vi è tuttavia una notevole disparità nei modi di formazione e non tutti i docenti hanno soggiornato o studiato nel paese del quale insegnano la lingua. Se la formazione iniziale e continua degli insegnanti di una lingua straniera è di competenza degli Stati membri, i programmi Socrates e Leonardo da Vinci possono completare tali azioni laddove vi sia valore aggiunto su scala europea.

Un insegnamento efficace delle lingue richiede competenze e risorse personali considerevoli. La formazione iniziale dovrebbe dotare gli insegnanti di un kit di strumenti di base a livello pratico e tecnico, tramite la formazione in aula. Gli insegnanti devono poter contare sui suggerimenti di mentori qualificati ed aggiornare regolarmente le loro competenze linguistiche e pedagogiche tramite le opportunità loro offerte, tra cui e-learning e l'apprendimento a distanza.

Gli insegnanti di lingue possono spesso sentirsi isolati e non sono al corrente delle nuove metodologie che potrebbero migliorare il loro lavoro. Essi possono inoltre non aver accesso ad adeguate reti di aiuto professionale ed è pertanto importante facilitare loro i contatti e creare reti efficaci tra tali insegnanti a livello regionale, nazionale ed europeo.

È necessario un maggior impegno per far sì che i risultati della ricerca in materia di didattica linguistica, ed esempi di buone pratiche e innovazioni di successo, siano diffusi tra coloro che possono farne uso. Finora il ruolo chiave svolto dai formatori degli insegnanti di lingue, dagli ispettori dell'insegnamento delle lingue straniere e da altri professionisti nel promuovere le buone pratiche non ha riscosso l'attenzione che merita. (> Azioni II.3.1 - II.3.2)

4. L'offerta di insegnanti di lingue

Alcuni Stati membri devono far fronte alla scarsa disponibilità d'insegnanti di lingue in possesso dei necessari titoli. Le carenze possono essere generalizzate o riguardare in particolare alcune lingue o alcuni tipi d'istruzione o di formazione e vanno affrontate e risolte con misure sostenibili. È possibile inoltre promuovere gli scambi di professori tra Stati membri, come insegnanti della loro lingua materna, di un'altra lingua o di un'altra materia nella lingua materna. Le regioni di frontiera in particolare dispongono di numerose possibilità di lanciare iniziative in tale ambito, associando lingue dei paesi confinanti.

È stato raccomandato che gli Stati membri [7] eliminino ogni ostacolo giuridico e amministrativo alla mobilità degli insegnanti. Occorrerà dunque verificare i progressi fatti in tal senso. (> Azioni II.4.1 - II.4.2)

[7] Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla mobilità ... degli studenti, delle persone in formazione, dei volontari, degli insegnanti e formatori (2001/613/CE)

5. Formazione degli insegnanti di altre materie

La maggior parte degli allievi e delle persone in formazione potrebbe seguire almeno una parte del programma di studi in una lingua straniera. Sempre più docenti dovrebbero essere in grado di insegnare la loro materia o le loro materie in almeno una lingua straniera; a tal fine gli insegnanti in formazione dovranno studiare le lingue in concomitanza con la loro materia di specializzazione ed intraprendere una parte dei loro studi all'estero.

6. Verifica delle competenze linguistiche

Il Capi di Stato e di Governo riuniti a Barcellona nel marzo 2002 hanno preso atto che non esistono dati sulle reali competenze linguistiche dei cittadini ed hanno chiesto d'istituire un indicatore di competenza linguistica europeo. Tale indicatore fornirà preziose informazioni ai responsabili dei sistemi d'istruzione e di formazione. La Commissione presenterà prossimamente proposte relative alla progettazione e alla periodica realizzazione di un test delle competenze linguistiche al fine di raccogliere dati finalizzati alla creazione di un nuovo indicatore europeo di competenza linguistica.

Altrettanto importante, però, è dare una risposta alle esigenze di informazione degli studenti di lingue, dei loro datori di lavoro, dei loro insegnanti e dei loro istituti d'istruzione e di formazione. In Europa esiste una molteplicità di test e certificati delle competenze linguistiche, nel quadro dei sistemi formali d'istruzione e di formazione e al di fuori di tali sistemi. Non tutti i test servono allo stesso scopo o sono costruiti con lo stesso grado di rigore. Tali differenze rendono difficile il raffronto delle competenze linguistiche tra le persone: non è facile infatti per il datore di lavoro o per l'istituto scolastico accertare l'effettiva conoscenza pratica della lingua da parte della persona in possesso di un simile attestato. Ciò riduce la trasferibilità dei risultati degli esami di lingue e può ostacolare la libera circolazione dei lavoratori e degli studenti negli Stati membri.

Le scale di riferimento comuni stabilite dal Quadro europeo comune di riferimento per le lingue [8] del Consiglio d'Europa forniscono una valida base per i programmi intesi a descrivere le competenze linguistiche delle persone in maniera obiettiva, pratica, trasparente e trasferibile. Sono necessari meccanismi efficaci per disciplinare l'utilizzo di tali scale da parte degli organismi esaminatori. Gli insegnanti e i responsabili della verifica delle competenze linguistiche necessitano di un'adeguata formazione nell'applicazione pratica del Quadro comune di riferimento. Un prezioso contributo potrebbe venire da reti europee di esperti del settore attraverso lo scambio di buone pratiche in tale ambito.

[8] http://www.coe.int/T/E/Cultural_Co-operation/education/

Il Portfolio europeo delle lingue [9] può aiutare i cittadini a valutare e a sfruttare al meglio le proprie competenze linguistiche, comunque le abbiano acquisite, e a continuare a studiare le lingue straniere da soli. (> Azioni II.6.1- II.6.4)

[9] http://culture2.coe.int/portfolio/inc.asp?L=E&M=$t/208-1-0-1/main_pages/welcome.html

III. CREARE UN AMBIENTE FAVOREVOLE ALLE LINGUE

L'apprendimento delle lingue riguarda tutti i cittadini, per tutta la vita. Ogni casa, ogni strada, ogni biblioteca o centro culturale, ogni istituto scolastico o di formazione e in ogni impresa sono posti in cui occorre essere consapevoli delle altre lingue, sentirle parlare, insegnarle e impararle.

Regioni, città e villaggi d'Europa dovranno diventare degli ambienti più favorevoli alle lingue, in cui siano pienamente rispettate le esigenze dei parlanti di tutte le lingue, nei quali sfruttare al meglio l'attuale diversità di lingue e culture e vi è una forte domanda e una consistente offerta di opportunità di imparare le lingue.

La Commissione europea ritiene che i principali settori d'azione a livello europeo siano l'incoraggiamento di un atteggiamento basato sull'inclusione in campo linguistico, la creazione di comunità più aperte alle diverse lingue, il miglioramento dell'offerta di occasioni di apprendimento delle lingue e del loro utilizzo.

1. Un approccio integrato alla diversità linguistica

La diversità linguistica è uno dei tratti caratteristici dell'Unione europea. Il rispetto della diversità delle lingue comunitarie costituisce un principio fondatore dell'Unione europea.

I programmi generali europei nel campo dell'istruzione, della formazione e della cultura sono già accessibili a tutte le comunità linguistiche, sia quelle 'ufficiali', sia quelle regionali, minoritarie, delle comunità migranti o della lingua dei segni [10].

[10] Fanno eccezione alcune iniziative di Socrates mirate all'apprendimento delle lingue come lingue straniere; la decisione interessata definisce come lingue ammissibili nel quadro di tali azioni le lingue ufficiali dell'Unione europea, il lussemburghese e l'irlandese. In genere, tuttavia, le comunità linguistiche minoritarie non chiedono che sia organizzato l'insegnamento delle loro lingue come lingue straniere.

I programmi Socrates e Leonardo da Vinci, e quelli che li seguiranno, possono fare di più per la promozione della diversità linguistica finanziando progetti intesi a sensibilizzare i cittadini alle lingue cosiddette 'regionali' e 'minoritarie', nonché alle lingue parlate dalle comunità migranti e ad incoraggiarli allo studio di queste lingue, a migliorare la qualità dell'insegnamento di queste lingue e a facilitare l'accesso alle possibilità di apprendimento delle stesse; a incoraggiare la produzione, l'adattamento e lo scambio di materiali di studio e lo scambio di informazioni e buone pratiche in tale ambito. Anche le azioni comunitarie in altri campi possono contribuire di più in questo senso.

A più lunga scadenza, tutti i relativi programmi comunitari e i Fondi strutturali dovrebbero prevedere un maggiore sostegno alla diversità linguistica, fra l'altro alle lingue regionali e minoritarie, qualora si ritenga opportuno avviare azioni specifiche in tal senso.

Le autorità nazionali e regionali sono incoraggiate a prestare particolare attenzione a misure intese a favorire le comunità linguistiche il cui numero di parlanti diminuisce da una generazione all'altra, in conformità con i principi della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie. (> Azioni III.1.1 - III.1.3)

2. Creare comunità favorevoli alle lingue

Ogni comunità in Europa può diventare più favorevole alle lingue sfruttando meglio le opportunità di contatto con altre lingue e culture, contribuendo quindi a migliorare la consapevolezza e l'apprendimento delle lingue. È nell'interesse dell'Unione basarsi sull'esperienza e sulle competenze dei suoi molti cittadini bilingui o trilingui e dei residenti temporanei, come ad esempio gli studenti Erasmus. I cittadini che utilizzano un'unica lingua hanno infatti molto da imparare da loro. Le autorità pubbliche possono utilizzare al meglio le loro competenze nelle scuole, nei centri d'istruzione per gli adulti, negli istituti culturali e nei luoghi di lavoro.

Alcune ricerche rivelano che l'utilizzo di sottotitoli nei film e in televisione può incoraggiare e facilitare l'apprendimento delle lingue. Si potrebbero sfruttare le potenzialità dei mezzi di informazione - compresi nuovi media come il DVD - per creare ambienti più favorevoli alle lingue, esponendo sistematicamente i cittadini ad altre lingue e culture. Per promuove l'apprendimento delle lingue potranno pertanto essere sfruttate le potenzialità di un uso più esteso dei sottotitoli.

Con la crescente diffusione dell'accesso a Internet, emergono le sue grandi potenzialità per l'apprendimento delle lingue. Moduli di apprendimento linguistico sul Web possono integrare il lavoro dell'insegnante o essere utilizzati per lo studio autonomo. Internet presenta l'ulteriore vantaggio di facilitare i contatti fra i parlanti - e i discenti - di una gamma molto vasta di lingue.

I programmi locali d'apprendimento delle lingue possono essere incentrati su progetti legati al turismo, ad attività transfrontaliere e a programmi di gemellaggio di città, offrendo così ai cittadini la possibilità di studiare la lingua dei paesi confinanti o delle città gemellate e incentivandoli a farlo. (> Azioni III.2.1 - III.2.2)

3. Migliorare l'offerta e la fruizione dell'apprendimento delle lingue

È essenziale migliorare la fruizione delle opportunità di apprendimento delle lingue tramite attività permanenti di sensibilizzazione ai benefici che l'apprendimento di una lingua comporta e portando le risorse linguistiche alla portata di coloro che ne hanno bisogno. L'iniziativa del Consiglio d'Europa della Giornata europea delle lingue [11] può servire a motivare i cittadini allo studio di altre lingue.

[11] Il 26 settembre di ogni anno ; cfr. http://www.coe.int/T/E/Cultural_Co-operation/education/Languages/

Anche altre iniziative comunitarie, quali ad esempio il Label europeo per i progetti innovativi nell'insegnamento e nell'apprendimento delle lingue [12] hanno un importante ruolo da svolgere evidenziando progetti locali, regionali o nazionali che hanno individuato metodi creativi per migliorare la qualità dell'insegnamento delle lingue.

[12] http://europa.eu.int/comm/education/language/label/index.cfm

Le autorità locali, regionali e nazionali hanno il compito di mettere a disposizione infrastrutture per l'insegnamento e i corsi di lingue. All'interno e all'esterno dei sistemi formali la domanda è tuttora in larga parte insoddisfatta, non soltanto per quanto riguarda i corsi di lingue, ma anche le informazioni e le consulenze al riguardo.

Si richiedono strutture appropriate per sensibilizzare le persone di tutte le età all'apprendimento delle lingue, per guidarle nei loro primi passi e per consentire loro un facile accesso alle diverse attività di apprendimento. Saranno probabilmente necessari degli investimenti per la messa a disposizione di nuove risorse, anche se si potranno trarre notevoli benefici da un miglior uso delle risorse già disponibili e del personale delle scuole, delle università, delle biblioteche, delle reti locali e dei centri di formazione per gli adulti. (> Azioni III.3.1 - III.3.3)

IV UNA STRUTTURA ADEGUATA AI FUTURI SVILUPPI

La promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica implica un concreto investimento ed un serio impegno da parte delle autorità pubbliche a livello locale, regionale e nazionale, nonché a livello europeo. Tali autorità non sono tuttavia isolate nella loro azione e ciascuna può trarre insegnamento dall'esperienza delle altre. La realizzazione degli obiettivi del presente piano d'azione sarà facilitata da strutture che favoriscano decisioni informate in materia di apprendimento delle lingue e di diversità linguistica (> azioni IV.1.1 - IV.1.6), un più efficace ed efficiente scambio d'informazioni e di idee tra gli esperti (> azioni IV.2.1 - IV.2.2) e chiare procedure di follow-up del piano d'azione stesso.(> Azioni IV.3.1 - IV.3.3)

PARTE 2: AZIONI PROPOSTE PER IL 2004 - 2006

Si ribadisce che la realizzazione della maggior parte delle azioni volte ad estendere a tutti i cittadini i vantaggi dell'apprendimento delle lingue nell'intero arco della vita, a migliorare la qualità dell'insegnamento delle lingue e a creare un ambiente più favorevole alle lingue dovrà essere sostenuta soprattutto dagli Stati membri.

Ogni Stato membro parte da una posizione diversa per quanto riguarda ad esempio,

- la diffusione delle competenze linguistiche nella popolazione ed il grado d'apertura di questa nei confronti dell'idea dell'apprendimento delle lingue per tutta la vita;

- la quantità e la qualità delle strutture fisiche e virtuali disponibili per l'apprendimento delle lingue negli ambienti formali ed informali;

- il numero e le qualifiche degli insegnanti di lingue specializzati nell'insegnamento primario, secondario, professionale e superiore, nonché nel campo dell'istruzione degli adulti;

- il grado d'autonomia degli istituti d'insegnamento;

- la flessibilità dei programmi didattici;

- la regolamentazione dell'impiego degli insegnanti provenienti dall'estero;

- l'investimento annuo pro capite per promuovere l'insegnamento e l'apprendimento delle lingue straniere e la diversità linguistica, nonché per formare i professori di lingue straniere e

- le strutture disponibili per la formazione standard e il sostegno (mentoring) agli insegnanti di lingua straniera.

Ogni Stato membro deve prendere in considerazione questi fattori ed altri elementi pertinenti per stabilire il proprio programma d'azione, che può comprendere attività da realizzarsi nel contesto del processo inerente agli obiettivi dei sistemi d'istruzione e di formazione.

Gli Stati membri saranno invitati a presentare una relazione sulle azioni intraprese nel 2007.

Questa parte si concentra pertanto sulle proposte d'azione a livello europeo che integreranno le iniziative dei singoli Stati membri.

I. Apprendimento delle lingue per tutta la vita

0 Aspetti generali

I.0.1 Chi beneficia di un sussidio di mobilità nel quadro dei programmi Socrates e Leonardo da Vinci può ricevere un finanziamento per seguire una formazione nella lingua del paese d'accoglienza prima della partenza. Gli interessati saranno incoraggiati a sfruttare maggiormente tale possibilità, che potrà essere eventualmente resa obbligatoria in futuro in tutti i casi in cui il beneficiario non parli la lingua del paese d'accoglienza. 2005 e oltre

1. 'Lingua materna più due altre lingue': imparare fin dalla più tenera età

Nell'assolvere al proprio impegno d'insegnare almeno due lingue straniere fin dall'infanzia, gli Stati membri dovrebbero verificare se occorre adeguare i programmi didattici del ciclo primario, e se si sono prese disposizioni adeguate per formare ed impiegare altro personale docente specializzato e altre risorse per l'insegnamento e l'apprendimento nelle scuole primarie e preprimarie.

I.1.1 Si finanzierà uno studio sui principi pedagogici generali sui quali si basa l'insegnamento delle lingue e delle culture straniere agli allievi più giovani. 2005 (Bando di gara 2004)

I.1.2 Si darà la massima diffusione possibile, anche tra i genitori, alle informazioni relative ai vantaggi di un apprendimento precoce delle lingue e della diversità linguistica. 2005

I.1.3 Una conferenza europea informerà i responsabili delle decisioni nel settore dell'istruzione sui più recenti progressi in materia di apprendimento delle lingue estere, allo scopo di creare una rete di professionisti del settore. 2006

I.1.4 L'azione Lingua 2 del programma Socrates finanzierà una serie di progetti transnazionali intesi a creare materiale pedagogico per insegnare la sensibilizzazione alle lingue e le lingue straniere diverse dalle lingue franche agli allievi delle scuole primarie e preprimarie. La Commissione proporrà che venga modificato di conseguenza l'invito generale a presentare proposte nel quadro di Socrates nel 2004. 2006

I.1.5 I servizi della Commissione e le agenzie nazionali faranno in modo d'incentivare il ricorso agli assistentati linguistici, in particolare al fine di sostenere l'insegnamento delle lingue nel ciclo primario. 2005 - 2006

2. L'apprendimento delle lingue nell'istruzione e nella formazione a livello secondario

I.2.1 I progetti linguistici tra istituti scolastici Comenius 1.2 consentono agli allievi di una classe di partecipare ad un progetto comune insieme agli allievi della classe di un altro paese. Tali progetti prevedono scambi tra le classi, migliorando in tal modo le conoscenze linguistiche degli alunni. La percentuale indicativa del finanziamento Comenius 1 destinata a tali progetti sarà portata al 25% e i servizi della Commissione e le agenzie nazionali favoriranno ulteriormente l'utilizzo di tali risorse. 2005 e 2006

I.2.2 Si lancerà uno studio sulle competenze linguistiche ed interculturali relative ad ogni fase nella scuola dell'obbligo o della formazione. 2006 (Bando di gara 2005)

I.2.3 I servizi della Commissione e le agenzie nazionali incoraggeranno un maggiore utilizzo delle risorse attualmente disponibili nel quadro dell'azione 2 Socrates Comenius al fine di sviluppare materiali e moduli di formazione intesi a promuovere metodi fondati sulla comprensione multilingue nel quadro di corsi di lingua materna e di lingua straniera. 2005

Promuovere l'apprendimento integrato di lingua e contenuto (CLIL)

I.2.4 L'azione lingua 2 del programma Socrates finanzierà una serie di progetti transnazionali per l'elaborazione e la diffusione di nuove metodologie specifiche d'insegnamento di talune materie tramite lingue diverse dalle lingue franche. La Commissione proporrà di modificare di conseguenza l'invito generale a presentare proposte di Socrates nel 2004. 2005

I.2.5 La Commissione proporrà che l'invito generale a presentare proposte nel quadro di Socrates pubblicato nel 2004 (azione 1 di Socrates Comenius: progetti scolastici) sia modificato in modo da intensificare il sostegno alle scuole che intendono adottare un metodo fondato sull'apprendimento integrato di lingua e contenuto. Si incoraggeranno in particolare scambi di insegnanti tra scuole gemellate. 2005 - 2006

I.2.6 Si organizzerà una conferenza europea per responsabili politici ed ispettori per il lancio di un nuovo studio sui vantaggi dell'apprendimento integrato di lingua e contenuto. 2004

I.2.7 L'Unità europea Eurydice raccoglierà e diffonderà informazioni sulla disponibilità delle offerte d'apprendimento integrato di lingua e contenuto nei sistemi europei di istruzione e formazione, in base alla raccolta dei dati disponibili dalla sua rete. 2005

3. Apprendimento delle lingue nell'istruzione superiore

I.3.1 I corsi intensivi di preparazione linguistica del programma Socrates sono corsi specializzati nelle lingue meno diffuse e meno insegnate ("MODIME") dei paesi partecipanti al programma Socrates. Tali corsi permettono agli studenti di Erasmus di studiare la lingua del paese ospitante prima d'iniziare il periodo di studi Erasmus. I servizi della Commissione e le agenzie nazionali coopereranno fattivamente con le università alla ricerca di modalità per incoraggiare maggiormente gli studenti di Erasmus ad approfittare di tali corsi, prefiggendosi l'obiettivo di una partecipazione del 10% degli studenti Erasmus destinati ai paesi "MODIME" entro il 2006. 2005 - 2006

4. Lo studio delle lingue per gli adulti

I.4.1 Sul server Europa sarà creato un portale web che darà facile accesso alle informazioni destinate

(1) al grande pubblico (ad es., riguardo all'apprendimento delle lingue e alla diversità linguistica, alle lingue parlate in Europa, alle motivazioni dello studio delle lingue) e

(2) ai professionisti delle lingue (ad es., fonti d'informazione e moduli di formazione degli insegnanti on-line). Il portale sarà oggetto di una vasta campagna d'informazione. 2006 (Bando di gara 2005)

5. Studenti di lingue con esigenze speciali

I.5.1 I servizi della Commissione raccoglieranno e diffonderanno informazioni relative alle buone pratiche in materia d'insegnamento delle lingue straniere ad allievi con speciali bisogni, per quanto riguarda in particolare l'organizzazione dei programmi didattici e dei sistemi d'insegnamento. 2006

6. Varietà linguistica

Gli Stati membri dovrebbero fornire ai genitori informazioni adeguate sulla scelta della prima lingua straniera dei loro figli, e fare in modo che i programmi didattici incorporino la necessaria flessibilità onde consentire l'insegnamento di una vasta gamma di lingue.

II. Migliorare l'insegnamento delle lingue

1. Una scuola favorevole alle lingue

II.1.1 I servizi della Commissione e le agenzie nazionali si adopereranno per incentivare la partecipazione ai progetti di sviluppo scolastico (azione 1 di Socrates Comenius) il cui obiettivo è di elaborare e mettere in atto politiche linguistiche integrate nelle scuole primarie, secondarie e professionali. 2005 - 2006

2. L'aula di lingue

II.2.1 I servizi della Commissione e le agenzie nazionali si impegneranno per aumentare l'utilizzo dei prodotti linguistici messi a punto nel quadro dei programmi Socrates e Leonardo da Vinci da parte degli insegnanti, dei formatori e degli allievi. 2005 - 2006

II.2.2 L'azione di gemellaggio elettronico prevista dal programma di e-learning consentirà a tutte le scuole europee di stabilire partenariati pedagogici con altre scuole in altre parti d'Europa per promuovere l'apprendimento delle lingue e il dialogo interculturale e favorirà la consapevolezza di un modello di società europea multilingue e pluriculturale.

3. Formazione degli insegnanti di lingue

In questo campo, gli Stati membri hanno il compito delicato di assicurare che tutti gli insegnanti di lingue straniere:

- abbiano seguito una formazione iniziale adeguata, comprendente anche una formazione pratica nel campo della pedagogia delle lingue straniere, abbiano già vissuto nel paese del quale insegnano la lingua e

- abbiano periodicamente accesso retribuito alla formazione in servizio.

Si rammenta agli Stati membri che la risoluzione del Consiglio del 14 febbraio 2002 li invitava ad incoraggiare i futuri professori di lingua ad approfittare dei relativi programmi europei per effettuare parte dei loro studi in un paese o in una regione del paese la cui lingua ufficiale è quella essi intendono insegnare.

II.3.1 I servizi della Commissione e le agenzie nazionali organizzeranno campagne mirate al fine di diffondere informazioni riguardanti i piani di mobilità previsti dai programmi Socrates e Leonardo da Vinci per i professori di lingua e i loro formatori, per intensificare la partecipazione a tali azioni nel 2005 e 2006. La parte di finanziamento assegnata a tali progetti nel quadro del programma Socrates Comenius 2 sarà elevata al 25% dello stanziamento complessivo del programma. 2004

II.3.2 È previsto il finanziamento di uno studio inteso a identificare le competenze pedagogiche e linguistiche fondamentali di cui devono disporre oggigiorno i professori di lingue e proporre un quadro per la valutazione di tali competenze. 2005 (Bando di gara 2004)

4. Offerta di insegnanti di lingue

In questo campo, gli Stati membri sono in particolare tenuti ad eliminare ogni ostacolo amministrativo o giuridico all'impiego di professori di lingua straniera provenienti da altri Stati membri.

II.4.1 In seguito al suo recente studio sugli ostacoli alla mobilità degli insegnanti nell'Unione, la Commissione finanzierà un'analisi più dettagliata e specifica degli ostacoli alla mobilità dei professori di lingua, comprendente un'indagine sulle loro impressioni e sui loro atteggiamenti e delle raccomandazioni agli Stati membri. 2005 (Bando di gara 2004)

II.4.2 Si organizzerà un convegno sul tema dell'offerta di professori di lingue qualificati in Europa. 2006

5. Formazione degli insegnanti di altre discipline (cfr. CLIL)

6. Valutazione delle competenze linguistiche

In tale contesto, gli Stati membri sono stati invitati dalla risoluzione del Consiglio del 14 febbraio 2002 a istituire, sulla base del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d'Europa, sistemi che consentano di convalidare le competenze linguistiche, nonché a stimolare la cooperazione europea al fine di promuovere la trasparenza delle qualifiche e la garanzia della qualità dell'insegnamento delle lingue.

II.6.1 Un test delle competenze linguistiche sarà messo a punto e somministrato in tutta l'Unione europea a campioni di studenti alla fine del ciclo d'insegnamento obbligatorio, per la raccolta di dati destinati al nuovo indicatore europeo delle competenze linguistiche. 2005 - 2006 (Bando di gara 2003/4)

II.6.2 I servizi della Commissione faranno un bilancio dei vantaggi dell'inserimento della valutazione delle competenze linguistiche nella dichiarazione di Copenaghen. In particolare, il quadro unico per la trasparenza delle competenze e delle qualifiche (Europass), che dovrebbe entrare in vigore nel 2005, comprenderà dei collegamenti con gli strumenti di valutazione linguistica. 2006

II.6.3 Si creerà un inventario dei sistemi di certificazione linguistica in Europa. 2004 (Bando di gara 2004)

II.6.4 Si organizzerà una conferenza di lavoro in occasione della quale gli Stati membri, gli organismi di valutazione, gli istituti d'insegnamento, le associazioni professionali, le parti sociali e le altre parti interessate potranno elaborare meccanismi intesi a sostenere l'utilizzo efficace e trasparente delle scale del Quadro comune europeo di riferimento in sede di valutazione e certificazione linguistica. 2005

III. Creare un ambiente favorevole alle lingue

1. Un metodo integrato

III.1.1 Si organizzerà una conferenza per promuovere la cooperazione su questioni riguardanti le lingue 'regionali' e 'minoritarie' nei sistemi d'istruzione. 2005

III.1.2 Si pubblicherà un'edizione rivista e ampliata della relazione Euromosaic sulle lingue regionali e minoritarie, per tenere conto dell'allargamento dell'Unione europea. 2004

III.1.3 Nel quadro della nuova impostazione per il finanziamento dei progetti relativi alle lingue regionali e minoritarie, si sosterranno i programmi di carattere generale piuttosto che i programmi specifici dedicati a tali lingue. La relazione annuale di sorveglianza della cultura della Commissione verificherà l'attuazione di questa nuova impostazione. 2004 e oltre

Gli Stati membri sono invitati a prestare particolare attenzione alle misure intese ad aiutare le comunità linguistiche il cui numero di parlanti diminuisce da una generazione all'altra, conformemente ai principi della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie.

2. Creare comunità favorevoli alle lingue

III.2.1 SI modificheranno gli inviti a presentare proposte 2004, 2005 e 2006 relativi a progetti di gemellaggio tra città affinché il multilinguismo nell'Unione europea sia tra gli argomenti contemplati per le riunioni dei cittadini e le conferenze tematiche. 2004 e oltre

III.2.2 La Commissione lancerà uno studio aperto al fine di esaminare le possibilità di diffusione dell'uso di sottotitoli nel cinema e in televisione per favorire l'apprendimento delle lingue ed esaminare le diverse possibilità di incoraggiare un maggiore utilizzo di materiale audiovisivo sottotitolato a fini d'apprendimento linguistico. 2005

3. Migliorare l'offerta e la fruizione dell'apprendimento delle lingue

III.3.1 La Commissione proporrà di modificare l'invito generale a presentare proposte nel quadro di Socrates pubblicato nel 2004 in modo che l'azione Grundtvig conferisca priorità ai progetti nel campo dell'insegnamento e dell'apprendimento delle lingue straniere e in particolare delle lingue parlate dalle comunità migranti. 2005 - 2006

III.3.2 Si ridefiniranno le priorità del Label europeo per le lingue, che ha già dato buoni risultati, (a) introducendo in ogni paese o regione un premio annuale destinato a colui che avrà fatto più progressi nell'apprendimento di una lingua straniera nonché al miglior professore di lingue; (b) applicando priorità europee annuali mirate incentrate sulle buone pratiche e (c) organizzando campagne pubblicitarie annuali di più ampia portata a livello nazionale e regionale, incentrate in particolare su iniziative quali la Giornata europea delle lingue. 2005 e 2006

III.3.3 I servizi della Commissione pubblicheranno una relazione di sorveglianza quinquennale sulla situazione della diversità nell'offerta di insegnamento delle lingue nell'Unione europea. 2005 (Bando di gara 2004)

IV Prospettive di sviluppo

1. Decisioni fondate su una migliore informazione

IV.1.1 Si istituirà un gruppo permanente di alto livello di rappresentanti degli Stati membri, delle parti sociali e del mondo dell'istruzione, della formazione e della cultura per contribuire a monitorare l'attuazione del presente piano d'azione, stimolare il dibattito pubblico con le parti interessate in materia d'apprendimento delle lingue e di diversità linguistica e vigilare sui cambiamenti che intervengono nell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica nell'Unione europea. 2004

IV.1.2 Si finanzierà uno studio dettagliato sui bisogni in materia di competenze linguistiche nell'Unione europea, nonché sui vantaggi personali che l'apprendimento delle lingue straniere comporta, che proponga dei modi per motivare sempre più cittadini a studiare le lingue. 2004 (Bando di gara 2003)

IV.1.3 Si svolgeranno degli studi riguardo:

- ai costi del non multilinguismo e

- agli effetti sull'economia europea di scambi commerciali mancati a causa della carenza di competenze linguistiche 2005 (Bando di gara 2004)

IV.1.4 Si svolgeranno ricerche, nel quadro della priorità 7 del sesto programma quadro di ricerca, su aspetti quali i nessi tra il multilinguismo e la società multiculturale, l'identità europea e la società fondata sulla conoscenza, la base dell'apprendimento delle lingue e le ripercussioni sulle metodologie didattiche. 2006

IV.1.5 La rete europea Eurydice pubblicherà una relazione separata, a integrazione della relazione sui 'Dati chiave', contenente una serie rappresentativa di indicatori e una rassegna analitica dettagliata sull'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole europee. La pubblicazione è prevista per la fine del 2004 e sarà aggiornata su base biennale. 2004

IV.1.6 La Commissione raccoglierà e pubblicherà informazioni riguardo alla misura in cui i suoi programmi Istruzione, Formazione, Gioventù, Media e Cultura promuovono l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. 2005 e oltre

2. Un più efficace scambio di informazioni tra professionisti

IV.2.1 Si finanzierà la realizzazione di una rete europea di ispettori dell'istruzione e della formazione in lingua straniera (e di responsabili politici analoghi). 2004 - 2005

IV.2.2 Il programma di mobilità Arion, nell'ambito del programma Socrates, finanzierà visite di studio da parte di ispettori. 2005 - 2006

3. Chiare procedure di controllo dell'attuazione del piano d'azione

IV.3.1 La Commissione proporrà una serie di misure concrete affinché i nuovi programmi possano far progredire gli obiettivi fissati nel presente piano d'azione a partire dal 2007.

IV.3.2 Gli Stati membri informeranno la Commissione nel 2007 in merito:

- al grado d'attuazione della risoluzione 2002 C 50/ 01 del Consiglio, del 14 febbraio 2002

- alla misura in cui si sono valsi delle opportunità addizionali di sostegno alle lingue nel quadro dei programmi Socrates e Leonardo, in base alle azioni I.0.1, I.1.4, , I.1.5, I.2.1, I.2.3, I.2.4, I.2.5, I.3.1, II.1.1, II.2.1, II.2.2, II.3.1, III.3.1 III.3.2, e IV.2.2

- alle azioni realizzate nel quadro dei 15 sottotitoli della presente comunicazione e

- alle migliori pratiche identificate in questo periodo ai fini di una loro più vasta diffusione, ad esempio tramite il Processo degli Obiettivi.

IV.3.3 La Commissione presenterà una comunicazione al riguardo al Parlamento e al Consiglio nel 2007 e proporrà se necessario adeguamenti o ulteriori azioni.

SCHEDA FINANZIARIA

Settore/i politico/i: Istruzione e cultura

Attività: Cultura e lingue

Denominazione dell'azione:

Promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica - Piano d'azione 2004-2006

1. LINEE DI BILANCIO + DENOMINAZIONE

15.02.02.02 Socrates

15.03.01.02 Leonardo da Vinci

15.05.01.01 MediaPlus

2. DATI GLOBALI

2.1 Dotazione totale dell'azione (partie B):

8,200 milioni di euro in SI

2.2 Periodo di applicazione:

2004-2006

2.3 Stima globale pluriennale delle spese:

Nota: le informazioni qui di seguito riportate indicano il costo completo dell'iniziativa. Va però tenuto presente che la fonte principale di finanziamento sarà costituita dai programmi Socrates, Leonardo da Vinci e MediaPlus e dalle dotazioni già assegnate a tali programmi, senza aumento dei relativi importi (questo vale sia per gli stanziamenti operativi dei programmi, sia per gli stanziameni relativi alle spese amministrative; se si rendesse necessario un rafforzamento di questi stanziamenti amministrativi in conseguenza del piano d'azione, vi si procederebbe per mezzo di uno storno, nel rispetto delle dotazioni globali dei programmi). Il solo costo supplementare determinato da questo piano d'azione riguarda quindi le spese amministrative della parte A del bilancio (punto 7 della presente scheda finanziaria).

a) Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)

milioni di EUR (al terzo decimale)

>SPAZIO PER TABELLA>

b) Assistenza tecnica e amministrativa (ATA) e spese d'appoggio (SDA) (cfr. punto 6.1.2)

>SPAZIO PER TABELLA>

>SPAZIO PER TABELLA>

c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento (cfr. punti 7.2 e 7.3)

>SPAZIO PER TABELLA>

>SPAZIO PER TABELLA>

2.4 Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie

|X| La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria esistente.

| | La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie.

| | La proposta può comportare il ricorso alle disposizioni dell'accordo interistituzionale.

2.5 Incidenza finanziaria sulle entrate

|X| Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici dell'attuazione di una misura)

| | Incidenza finanziaria - impatto sulle entrate:

3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO

>SPAZIO PER TABELLA>

4. BASE GIURIDICA

I principali finanziamenti saranno garantiti in base ai programmi Socrates, Leonardo da Vinci e MediaPlus.

5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE

5.1 Necessità di un intervento comunitario

5.1.1 Obiettivi perseguiti

I popoli d'Europa stanno costruendo un'Unione composta da numerose nazioni, comunità, culture e gruppi linguistici; si tratta di un'Unione costruita attraverso lo scambio paritario di idee e tradizioni e basata sulla reciproca accettazione di popoli con storie diverse e un futuro comune. Prossimamente l'Unione europea vedrà il suo allargamento più importante. La nuova Unione riunirà 450 milioni di europei di etnie, culture e lingue diverse. Sarà più importante che mai che i cittadini abbiano le capacità necessarie per capire e comunicare con i loro vicini.

Costruire una casa comune dove vivere, lavorare e commerciare insieme significa acquisire le capacità necessarie per comunicare efficacemente l'uno con l'altro e capirsi meglio. Il fatto di apprendere e parlare altre lingue ci stimola ad aprirci verso gli altri, le loro culture e visioni del mondo. La capacità di capire e comunicare in altre lingue è un'attitudine essenziale per i cittadini europei.

La capacità linguistiche sono diffuse in modo disuguale fra i paesi e i gruppi sociali. Il numero di lingue straniere parlate dagli europei è ridotto e si limita all'inglese, al francese, al tedesco e allo spagnolo. Non è sufficiente apprendere una sola lingua franca. Ogni cittadino europeo dovrebbe avere una buona competenza comunicativa in almeno due altre lingue oltre alla propria lingua madre. Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma i progressi già compiuti in vari Stati membri dimostrano che è senz'altro possibile.

L'Anno europeo delle lingue 2001 ha messo in evidenza molti modi di promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. Nel marzo 2002, a Barcellona, i capi di Stato e di governo hanno affermato la necessità di un'azione dell'Unione europea e degli Stati membri per migliorare l'apprendimento delle lingue ed hanno auspicato un'ulteriore azione per migliorare le capacità fondamentali, in particolare tramite l'insegnamento di almeno due lingue straniere impartito a tutti da un'età molto precoce. Una risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2001 invita all'adozione di misure per promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica. Il Consiglio Istruzione del 14 febbraio 2002 ha invitato gli Stati membri a prendere provvedimenti concreti per promuovere la diversità linguistica e l'apprendimento delle lingue ed ha invitato la Commissione europea a presentare proposte in questo campo.

Il presente piano d'azione è la risposta della Commissione europea a tale richiesta. Esso va letto insieme al documento di consultazione sulla promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica (SEC 2002 1234 [13]) che presenta la filosofia della Commissione europea e il contesto delle azioni proposte.

[13] Disponibile su http://europa.eu.int/comm/education/policies/lang/languages/consult_en.html

consult

5.1.2 Disposizioni adottate in relazione alla valutazione ex ante

Le principali conclusioni della valutazione esterna dell'Anno europeo delle lingue 2001 sono state che l'Anno ha saputo suscitare notevole interesse, stimolare una larga partecipazione e realizzare azioni efficaci. La relazione ha inoltre incoraggiato la Commissione a continuare le attività e l'interesse suscitato con iniziative dirette ad obiettivi ben definiti e la diffusione di buone prassi (v. relazione sull'attuazione dell'Anno europeo delle lingue (COM (2002) 597).

Prima di elaborare questo piano d'azione, la Commissione ha svolto un'ampia consultazione pubblica in base al documento SEC (2002) 1234. Le risposte ottenute testimoniano un vasto consenso con le politiche e le proposte presentate; queste sono state inserite ora nel piano d'azione.

5.1.3 Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex post

Nuova azione

5.2 Azioni previste e modalità di intervento di bilancio

Il piano d'azione presenta proposte concrete per miglioramenti tangibili a breve termine. Esso propone una serie di azioni da svolgere a livello europeo nel periodo 2004 - 2006 con l'obiettivo di sostenere iniziative delle autorità locali, regionali e nazionali. Le azioni utilizzano risorse disponibili nelle attività e nei programmi comunitari esistenti e nessuna di esse richiede che siano destinate alla Commissione risorse di bilancio supplementari. Insieme, le azioni proposte e quelle adottate dagli Stati membri possono intensificare sensibilmente la promozione dell'apprendimento delle lingue e della diversità linguistica.

Le linee d'intervento del piano d'azione sono le seguenti:

I. Apprendimento permanente delle lingue: "La lingua madre ed altre due lingue": con inizio precoce; apprendimento delle lingue nell'istruzione secondaria e nella formazione; apprendimento delle lingue nell'istruzione superiore; apprendimento delle lingue degli adulti; studenti di lingue con esigenze speciali; gamma delle lingue.

II. Migliore insegnamento delle lingue: la scuola propizia alle lingue; la lezione di lingue; formazione di insegnanti di lingue; offerta di insegnanti di lingue; formazione di insegnanti di altre materie; valutazione delle conoscenze linguistiche.

III. Creazione di un ambiente propizio alle lingue: un approccio globale; creare comunità propizie alle lingue; migliorare l'offerta e l'inizio dell'insegnamento delle lingue.

IV. Condizioni per il progresso: decisioni meglio informate; scambio di informazioni più efficace fra gli operatori; procedure chiare per il seguito del piano d'azione.

5.3 Modalità d'attuazione

Le azioni saranno realizzate in conformità alle norme vigenti per l'attuazione dei programmi che ne garantiscono il finanziamento.

6. INCIDENZA FINANZIARIA

6.1 Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per tutto il periodo di programmazione)

(Il metodo di calcolo degli importi totali indicati nella tabella che segue deve essere esplicitato mediante la ripartizione della tabella 6.2.)

6.1.1 Intervento finanziario CE in milioni EUR (al terzo decimale)

>SPAZIO PER TABELLA>

6.2. Calcolo delle spese per ciascuna delle misure previste nella parte B (per tutto il periodo di programmazione)

SI in milioni EUR (al terzo decimale)

>SPAZIO PER TABELLA>

7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE

7.1. Incidenza sulle risorse umane

La realizzazione del piano d'azione non richiede risorse particolari, poiché queste sono assegnate alle azioni gestite nel quadro dei programmi a cui fa ricorso il piano d'azione.

>SPAZIO PER TABELLA>

7.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane

>SPAZIO PER TABELLA>

Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.

7.3 Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione

>SPAZIO PER TABELLA>

Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.

* 2 riunioni all'anno di 35 partecipanti (1 rappresentante per paese partecipante più rappresentanti della società civile (parti sociali, ecc.) al costo unitario di 840 EUR

** Conferenze finanziabili sotto forma di sovvenzione in base ai programmi Socrates e Leonardo da Vinci. Costo totale stimato di 330.000 EUR per tre anni, per due conferenze, espresso in costo annuale

*** Studi non finanziabili in base ai programmi Socrates e Leonardo da Vinci. Costo totale stimato di 660.000 EUR per tre anni, per quattro studi, espresso in costo annuale

>SPAZIO PER TABELLA>

8. CONTROLLO E VALUTAZIONE

8.1 Sistema di controllo

Indicatore/i di rendimento (quantitativo e/o qualitativo) per questa sottoattività

* maggiore ricorso alle azioni di mobilità Socrates / Leonardo indicate nel piano d'azione

* n. di persone/organizzazioni partecipanti

* n. di studi intrapresi

* n. di conferenze svolte e n. di materiali d'informazione diffusi

8.2 Modalità e periodicità della valutazione prevista

Il piano d'azione (sezione 2: IV) precisa le modalità per il seguito del piano d'azione:

IV.3.1 La Commissione proporrà una serie di misure concrete grazie a cui i nuovi programmi potranno riprendere, dal 2007 in poi, gli obiettivi fissati in questo piano d'azione.

IV.3.2 Nel 2007 gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione una relazione da cui risulti:

- in che misura hanno attuato la risoluzione del Consiglio 2002 C 50/ 01 del 14 febbraio 2002;

- in che misura hanno utilizzato altre opportunità per sostenere le lingue nei programmi Socretes e Leonardo nell'ambito delle azioni I.0.1, I.1.4, , I.1.5, I.2.1, I.2.3, I.2.4, I.2.5, I.3.1, II.1.1, II.2.1, II.2.2, II.3.1, III.3.1, III.3.2, e IV.2.2;

- le azioni che hanno intrapreso per ciascuno dei 15 sottotitoli di questa comunicazione;

- le prassi di maggior successo identificate in questo periodo, con l'intenzione di diffonderle più ampiamente, ad esempio mediante il processo "obiettivi".

IV.3.3 Nel 2007 la Commissione presenterà al Parlamento e al Consiglio una comunicazione su questi temi e proporrà, se necessario, adattamenti o ulteriori azioni.

9. MISURE ANTIFRODE

Saranno applicate anche per queste azioni le disposizioni antifrode applicate per i programmi che finanziano le varie azioni del piano d'azione.