52001DC0309

Diciottesima relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario (2000) /* COM/2001/0309 def. Volume I */


DICIOTTESIMA RELAZIONE ANNUALE SUL CONTROLLO DELL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO (2000)

INDICE

1. PREMESSA

1.1. Sommario statistico dell'anno 2000

1.2. Il miglioramento della procedura precontenziosa

1.3. Lo stato di recepimento delle direttive nel 2000

1.4. Domande di deroga alle misure di armonizzazione - Articolo 95 CE

1.5. Presentazione grafica delle procedure di infrazione avviate o istruite dalla Commissione nel 2000

1.6. L'applicazione da parte della Commissione dell'articolo 228 del trattato CE (sviluppi nel 2000)

2. Situazione nei vari settori

2.1. Questioni economiche e finanziarie

2.2. Imprese

2.2.1. Le regole di prevenzione previste dalla direttiva 98/34/CE (ex 83/189/CEE)

2.2.2. Prodotti farmaceutici

2.2.3. Cosmetici

2.2.4. Prodotti chimici

2.2.5. Veicoli a motore, trattori e motocicli

2.2.6. Prodotti da costruzione

2.2.7. Beni strumentali

2.2.8. Apparecchiature radiofoniche e di telecomunicazioni

2.2.9. Turismo

2.3. Concorrenza

2.3.1. Telecomunicazioni

2.3.2. Poste

2.3.3. Libere professioni

2.3.4. Trasporti

2.3.5. Concentrazioni

2.3.6. Aiuti di Stato

2.4. Occupazione e Affari Sociali

2.4.1. Libera circolazione dei lavoratori

2.4.2. Parità di trattamento tra uomini e donne

2.4.3. Condizioni di lavoro

2.4.4. Salute e sicurezza sul luogo di lavoro

2.5. Agricoltura

2.5.1. Libera circolazione dei prodotti agricoli

2.5.2. Mercati

2.6. Energia e trasporti

2.6.1. Mercato interno dell'elettricità e del gas naturale

2.6.2. Efficienza energetica

2.6.3. Idrocarburi

2.6.4. Trasporti

2.6.5. Trasporto su strada

2.6.6. Trasporto combinato

2.6.7. Trasporto per vie navigabili

2.6.8. Trasporto per ferrovia

2.6.9. Trasporto marittimo

2.6.10. Trasporto aereo

2.7. Società dell'informazione

2.8. Ambiente

2.8.1. Libertà di accesso all'informazione

2.8.2. Valutazione di impatto ambientale

2.8.3. Aria

2.8.4. Acqua

2.8.5. Natura

2.8.6. Rumore

2.8.7. Prodotti chimici e biotecnologia

2.8.8. Rifiuti

2.8.9. Ambiente e industria

2.8.10. Radioprotezione

2.9. Pesca

2.9.1. Risorse

2.9.2. Concessione di bandiera/licenze di pesca

2.9.3. Mercati

2.10. Mercato interno

2.10.1. Strategia generale per il mercato interno

2.10.2. Libera circolazione delle merci

2.10.2.1. Applicazione degli articoli 28 e seguenti CE (ex articoli 30 e seguenti del trattato CE)

2.10.2.2. Misure di accompagnamento della soppressione dei controlli alle frontiere interne al 1º gennaio 1993.

2.10.2.3. Responsabilità per danno da prodotti difettosi (direttiva 85/374/CEE modificata)

2.10.3. Libera circolazione dei servizi e diritto di stabilimento

2.10.3.1. Articoli 43 e seguenti e articoli 49 e seguenti

2.10.3.2. Servizi finanziari

2.10.3.3. Servizi postali

2.10.3.4. Comunicazioni commerciali

2.10.3.5. Mass media

2.10.4. Ambiente delle imprese

2.10.4.1. Appalti pubblici

2.10.4.2. Protezione dei dati

2.10.4.3. Proprietà intellettuale

2.10.4.4. Diritto delle società e informazione finanziaria

2.10.5. Professioni regolamentate quanto alle qualificazioni

2.11. Politica regionale

2.11.1. Tipo di infrazioni

2.11.2. Azioni intraprese dalla Commissione

2.12. Fiscalità e unione doganale

2.12.1. Unione doganale

2.12.2. Fiscalità diretta

2.12.3. Imposta sul valore aggiunto

2.12.4. Altre tasse indirette

2.13. Istruzione, audiovisivo e cultura

2.13.1. Istruzione e cultura

2.13.2. Audiovisivo

2.13.2.1. Stato di recepimento della direttiva riveduta

2.13.2.2. Applicazione della direttiva

2.13.2.3. Aspetti legati all'allargamento

2.14. Salute e tutela dei consumatori

2.14.1. Legislazione veterinaria

2.14.2. Legislazione fitosanitaria

2.14.3. Legislazione sementi e piante

2.14.4. Legislazione alimentare

2.14.5. Legislazione prodotti alimentari per animali

2.14.6. Agenti inquinanti

2.14.7. Notifica regole e regole tecniche

2.14.8. Protezione dei consumatori

2.15. Giustizia e cause interne

2.15.1. Comunitarizzazione dell'acquis di Schengen

2.15.2. Entrata e soggiorno

2.15.3. Diritto di voto e di eleggibilità

2.16. Bilancio

2.16.1. Generalità

2.16.2. Inadeguata applicazione

2.16.2.1. Procedure avviate in precedenza

2.16.2.2. Nuove procedure

2.17. Personale e amministrazione

2.18. Statistiche comunitarie

(Volume II) Allegato I: Il rilevamento delle infrazioni

Allegato II: Procedure di infrazioni - ventilazione per tappa, base giuridica, Stato membro e settore

(Volume III) Allegato III: Sommario delle infrazioni ai trattati, regolamenti e decisioni

(Volume IV) Allegato IV - parte 1: Stato di attuazione delle direttive

(Volume V) Allegato IV - parte 1: Tabella riassuntiva

parte 2: Infrazioni per non conformità di disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive

parte 3: Infrazioni per incorretta applicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive

(Volume VI) Allegato V: Sentenze della Corte pronunciate fino al 31 dicembre 2000 e non ancora eseguite

Allegato VI: Panoramica dell'applicazione del diritto comunitario da parte delle giurisdizioni nazionali

La relazione sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario è elaborata ogni anno dalla Commissione europea su richieste successive del Parlamento europeo (Risoluzione del 9 febbraio 1983) e degli Stati membri (Dichiarazione n. 19, punto 2, allegata al trattato firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992). La relazione risponde anche alle richieste del Consiglio europeo o del Consiglio per settori specifici.

1. PREMESSA

La missione di controllo dell'applicazione del diritto comunitario è essenziale per il rispetto della norma di diritto e contribuisce anche a rendere tangibile il principio della Comunità di diritto ai cittadini europei e agli operatori economici.

L'importanza delle denunce nel processo di rilevamento delle infrazioni (tabella 1.1) mostra chiaramente la fiducia del cittadino nell'esercizio da parte della Commissione di questa missione fondamentale.

Traduce anche la volontà della Commissione di accordare al ricorrente un posto nuovo e privilegiato nella procedura dell'azione per inadempimento dove prima era assente, a causa della natura di questa procedura come organizzata dall'articolo 226 del trattato che istituisce la Comunità europea (e l'articolo 141 del trattato Euratom). Questo nuovo posto del ricorrente si è tradotto concretamente in procedure che gli garantiscono il rispetto dei diritti procedurali recentemente acquisiti: diritto alla registrazione della sua denuncia, diritto alla riservatezza, diritto all'informazione - tanto all'apertura del suo dossier che in corso d'istruzione - diritto ad un'informazione motivata e a formulare osservazioni prima di qualsiasi decisione di archiviazione del suo dossier da parte della Commissione.

Quest'evoluzione non toglie tuttavia all'azione per inadempimento esercitata il suo principale obiettivo, cioè indurre lo Stato membro in situazione di infrazione a conformarsi al diritto comunitario.

Questo elemento va sottolineato poiché la natura della procedura può a volte alimentare l'insoddisfazione di ricorrenti che perseguono naturalmente un obiettivo diverso, ossia il soddisfacimento dei loro interessi individuali, eventualmente messo in pericolo dal comportamento di infrazione dello Stato membro.

La Commissione ricorda quindi costantemente ai ricorrenti che è dinanzi ai tribunali nazionali che devono ricercare la riparazione di un eventuale pregiudizio. D'altra parte, essendo il giudice nazionale il primo giudice nell'ordinamento giuridico comunitario, è dinanzi ad esso che è più efficace e più facile presentare i contenziosi relativi a casi specifici e individuali di violazione del diritto comunitario. Questi casi, possono talvolta costituire vere infrazioni del diritto comunitario, ma solo raramente si giunge ad una soluzione soddisfacente per il ricorrente in una procedura per inadempimento intentata dalla Commissione. Infatti, la correzione della situazione di infrazione in loco spetterà sempre allo Stato membro e alle giurisdizioni nazionali.

Pur riservando un'attenzione particolare ai ricorrenti, ai quali ha espressamente riconosciuto diritti procedurali nel corso della fase precontenziosa, la Commissione cerca dunque, nell'interesse di un controllo uniforme del diritto comunitario, di raggruppare al massimo le procedure e perseguire per priorità le situazioni che dimostrano un comportamento di infrazione ricorrente dello Stato membro interessato. Essa assolve così la missione fondamentale di tutela dell'ordinamento giuridico comunitario a lei affidata dall'articolo 211 del trattato CE.

La 18ª relazione sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario è la prima relazione dopo la riorganizzazione dei servizi della Commissione. Tiene pienamente conto di questa riorganizzazione e ciò dovrebbe portare ad una presentazione più coerente della relazione e ad una migliore visibilità dell'azione della Commissione ai titoli degli articoli 226 e 228 del trattato CE (e 141-143 Euratom), come auspicato dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla Sedicesima relazione annuale.

La Commissione cerca di assolvere a questa missione essenziale di controllo dell'applicazione del diritto comunitario in modo sempre più efficace ricorrendo alle tecniche moderne di comunicazione e di gestione, o semplificando le procedure di infrazione.

L'esercizio da parte della Commissione dell'azione per inadempimento segue in generale il seguente iter:

- una descrizione statistica che riprende le diverse tappe del controllo dell'applicazione del diritto comunitario e la loro evoluzione statistica rispetto all'anno precedente (punto 1.1);

- il miglioramento della procedura precontenziosa (punto 1.2);

- lo stato di recepimento delle direttive comunitarie da parte degli Stati membri (punto 1.3);

- le domande di deroga alle misure di armonizzazione - Articolo 95 CE (punto 1.4);

- una presentazione grafica, per Stato membro, delle varie procedure di infrazione avviate o istruite dalla Commissione nel 2000 (punto 1.5);

- una descrizione globale dell'uso - da parte della Commissione - dall'entrata in vigore del trattato di Maastricht del meccanismo di sanzione di cui all'articolo 228 CE (punto 1.6).

1.1. Sommario statistico dell'anno 2000

I dati statistici del 2000 riflettono una stabilizzazione del numero di denunce registrate dalla Commissione. Per la prima volta, questo numero è in leggero calo. Le denunce restano il mezzo privilegiato di rilevamento delle infrazioni, ma la Commissione ha anche rafforzato l'efficacia del suo controllo del recepimento delle direttive e tende ad aumentare la propria capacità di rilevamento delle infrazioni attraverso un aumento delle procedure aperte con accertamenti dei suoi servizi.

Anche i tempi procedurali stanno migliorando. La Commissione cerca in particolare di ridurre i tempi esistenti in materia di infrazione e/o deposito della richiesta di parere (ricorsi). Attualmente, questo termine è di 29 giorni di calendario tra l'adozione delle decisioni di costituzione in mora e pareri motivati e la loro esecuzione per notifica allo Stato membro interessato. I tempi che intercorrono tra una decisione di ricorso e il deposito della richiesta che costituisce l'esecuzione sono più difficili da circoscrivere, dato che in questa fase i contatti con lo Stato membro interessato tendono ad intensificarsi. L'obiettivo principale della procedura di infrazione è infatti la messa in conformità dello Stato membro e la Commissione favorisce spesso questi contatti sospendendo l'esecuzione del ricorso. L'allungamento dei tempi di esecuzione in questo contesto non ha più quindi significato statistico.

Infine, in una preoccupazione di trasparenza, le decisioni di costituzione in mora, di parere motivato e di ricorso, come pure le decisioni di archiviazione, dal gennaio 2001, sono diffuse fin dalla loro adozione nel sito Internet "Europa" della Commissione. Si può pensare che questa diffusione possa avere un effetto di stimolo sugli Stati membri interessati, che conoscono immediatamente l'ultima decisione della Commissione su dossier particolari.

I dati statistici del 2000 si stabiliscono come segue:

- il numero di denunce registrate dai servizi della Commissione è in leggero calo nel 2000 (6,13% rispetto al 1999).

La Commissione ha anche aperto un maggiore numero di dossier rispetto agli anni precedenti in base agli accertamenti svolti dai suoi servizi ("casi individuati automaticamente"): 896 dossier nel 2000, una cifra che non era più stata raggiunta dal 1996. Su questo totale di 896, i dossier aperti in base a interrogazioni parlamentari (15 rispetto a 16 nel 1999) e di petizioni (5 rispetto a 10 nel 1999) sono in leggera diminuzione, cosa che indica un aumento dell'attività di indagine dei servizi della Commissione nel controllo dei casi di incorretta applicazione del diritto comunitario e nel controllo di conformità delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive.

- milletrecentodiciassette lettere di costituzione in mora sono state inviate nel 2000, ossia un aumento del 22,51% rispetto al 1999 (1075 invii). L'aumento del numero totale di costituzioni in mora sembra però soprattutto dovuto all'aumento di costituzioni in mora per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive (925 costituzioni in mora nel 2000 rispetto a 706 nel 1999 ossia un aumento del 31%) e del numero di costituzioni in mora per non conformità di queste misure o per incorretta applicazione del diritto comunitario (da 369 nel 1999 a 392 nel 2000). Quest'ultima cifra al rialzo sottolinea uno sforzo maggiore dei servizi della Commissione nel controllo di conformità (cfr. punto 1.2 seguente sul rafforzamento dell'approccio qualitativo).

Le costituzioni in mora per mancata comunicazione, beneficiano interamente della maggiore automazione e dell'ammodernamento della procedura mediante abilitazione. Il maggiore ricorso all'informatica e lo sviluppo continuo della base direttive "Asmodée II" hanno permesso di abbreviare considerevolmente i tempi di costituzione in mora, che soddisfano ora la regola di costituzione in mora nel mese della scadenza di recepimento, prevista dalle regole interne della Commissione sulle procedure operative in materia di infrazione.

L'ammodernamento della procedura di costituzione in mora per mancata comunicazione ha così permesso di riassorbire il ritardo accumulato nel 1999, cosa che ha certamente contribuito ad aumentare il numero di costituzioni in mora notificate nel 2000.

- il numero di pareri motivati inviati nel 2000 è stato di 460, come nel 1999. Questa cifra traduce una stabilizzazione della procedura dopo il riassorbimento del ritardo di esecuzione accumulato fino al 1998. Come già detto, i tempi medi di notifica di questo tipo di atto sono attualmente di 29 giorni. Sono all'esame nuovi adattamenti delle procedure operative in materia di infrazione per ridurre ulteriormente questi tempi di esecuzione.

- il numero di ricorsi della Corte di giustizia è in leggero calo (3,5%) nel 2000: 172 decisioni rispetto a 178 nel 1999. Parallelamente, la quota del numero di ricorsi rispetto al numero di costituzioni in mora diminuisce anche dal 16,5% nel 1999 al 13,05% nel 2000. Si può dunque logicamente dedurne un'efficacia crescente della procedura precontenziosa.

- la rapidità di trattamento dei dossier è ulteriormente aumentata nel 2000: 1083 delle 1317 lettere di costituzione in mora inviate agli Stati membri quest'anno riguardavano procedure di infrazioni aperte nel 2000, cioè più dell'82% delle costituzioni in mora rispetto al 73% nel 1999. La rapidità di trattamento dei pareri motivati è invece diminuita poiché soltanto il 14% dei pareri motivati notificati nel 2000 riguardava procedure aperte nel 2000 (26% nel 1999 e 19% nel 1998) con un numero di pareri motivati stabile. Questo rallentamento può spiegarsi con la difficoltà dei servizi della Commissione di ottenere le informazioni necessarie alla prosecuzione della procedura e in particolare con i ritardi di alcuni Stati membri nel rispondere alle costituzioni in mora.

- nello stesso tempo, l'efficacia della procedura precontenziosa è confermata dal numero di decisioni di archiviazione che si stabilizzano a 1899 nel 2000 (1900 nel 1999);

- la politica di trasparenza della Commissione è ulteriormente aumentata nel 2000, principalmente con un'intensificazione della diffusione di informazioni via Internet (cfr. infra). Dal 17 gennaio 2001 tutte le decisioni recenti di costituzione in mora, parere motivato, ricorso e archiviazione sono pubblicate dalla Commissione sul server "Europa" - sito Internet del Segretariato generale all'indirizzo seguente:

http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/droit_com/index_fr.htm

infractions

Da sottolineare che tutti possono avere accesso a queste informazioni, prima riservate al solo Stato membro interessato. La Commissione ha inoltre diffuso 178 comunicati nel 2000.

1.2. Il miglioramento della procedura precontenziosa

- Lo sviluppo continuo delle basi di dati "infrazioni" e "Asmodée" (direttive) costituisce un aspetto importante di questo miglioramento.

L'aumento di produttività legato all'ammodernamento e al miglioramento delle procedure si configura essenziale per un migliore controllo dell'applicazione del diritto comunitario, più imperniato su un approccio qualitativo e meno soggetto ai rischi degli attuali modi di rilevamento delle infrazioni, che si basano principalmente sul ricevimento di denunce da parte di cittadini e di imprese.

Da un lato, il livello di sviluppo della base "direttive" "Asmodée II" permette di sistematizzare le costituzioni in mora degli Stati membri per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione, con una maggiore affidabilità.

Questa sistematizzazione corrisponde bene alla natura stessa dell'infrazione per mancata comunicazione, che non permette alcun margine di valutazione, sia che lo Stato membro abbia o meno comunicato le sue misure di recepimento, in modo completo o no.

D'altra parte, la grande affidabilità raggiunta nello sviluppo della base "infrazioni" ne ha fatto lo strumento informatico di base dello svolgimento della procedura precontenziosa; permette di facilitarne lo svolgimento e di aumentarne la trasparenza e l'affidabilità.

Combinato agli strumenti già applicati dalla Commissione per monitorare l'esecuzione delle sue decisioni in materia di infrazione e ad uno sforzo di standardizzazione minimo delle lettere di costituzione in mora e dei pareri motivati, l'uso intensificato della base "infrazioni" consentirà di ridurre ulteriormente i tempi di esecuzione di costituzioni in mora e pareri motivati.

- Con Internet, l'uso dei dati della base "infrazioni" e della base "Asmodée II" dovrebbe anche permettere di aumentare la frequenza delle informazioni attualmente diffuse sul server "Europa" delle Comunità europee.

Nel 2000 una parte dei dati di questa relazione sul recepimento delle direttive è già stata oggetto di statistiche mensili diffuse su Internet.

Dal 17 gennaio 2001 la Commissione pubblica nel sito Europa anche tutte le sue decisioni recenti di costituzione in mora, parere motivato, ricorso e archiviazione. Questi dati, liberamente accessibili, mettono a disposizione dei ricorrenti e del pubblico interessato informazioni finora riservate allo Stato membro interessato.

Bisogna facilitare ulteriormente la lettura di queste informazioni da parte del pubblico, ma indubbiamente la diffusione pubblica di tali informazioni immediatamente dopo la presa di decisione da parte della Commissione porta le autorità nazionali a conformarsi più rapidamente al diritto comunitario, soprattutto nei dossier poco contestabili, come le infrazioni per mancata comunicazione.

I servizi della Commissione stanno esaminando come ottimizzare e aumentare le informazioni messe a disposizione del pubblico sul server "Europa" in vista della creazione di una effettiva piattaforma di informazione sul diritto comunitario.

1.3. Lo stato di recepimento delle direttive nel 2000

La tabella seguente presenta una panoramica dello stato delle comunicazioni delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive applicabili al 31 dicembre 2000.

Al 31 dicembre 2000 gli Stati membri avevano in media comunicato 96,59% delle disposizioni nazionali di esecuzione necessarie per attuare le direttive. Questa cifra traduce un netto miglioramento dello stato di recepimento, nella misura in cui si tratta del tasso più elevato constatato dal 1992.

Questo miglioramento globale è dovuto ad un miglioramento della situazione in ogni Stato membro.

Il miglioramento ha certamente beneficiato dell'accelerazione delle procedure di costituzione in mora per mancata comunicazione nel 2000 (cfr. punto 1.2).

Vanno sottolineati gli sforzi di quattro Stati membri:

- Il Belgio e Lussemburgo il cui tasso di recepimento migliora di circa il 3%; in termini di archiviazione: il Belgio passa dal 9º al 3º posto. Questo miglioramento esprime la traduzione in cifre della volontà politica affermata da questo Stato membro di ridurre il volume del suo contenzioso comunitario come lo dimostrano anche le statistiche presentate al punto seguente (1.5).

- in misura inferiore, ma altrettanto sensibile, la Grecia e il Portogallo migliorano il loro tasso di recepimento del 2% circa, recuperando così il ritardo accumulato nel 1999. La Grecia resta tuttavia lo Stato membro con il tasso di recepimento più basso.

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

MNE = misure nazionali di esecuzione

La tabella riassuntiva alla fine della parte 1 dell'allegato IV della presente relazione mostra nei dettagli, per Stato membro e per settore, il livello di recepimento nel 2000.

1.4. Domande di deroga alle misure di armonizzazione - Articolo 95 CE

Nel 2000 un solo Stato membro ha introdotto una notifica ai sensi dell'articolo 95. Con lettera del 21 febbraio 2000 il Belgio ha chiesto ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 5 del trattato CE, di poter applicare, a decorrere dal 1º gennaio 2003, disposizioni nazionali in deroga alle disposizioni della direttiva 1999/51/CE sulle restrizioni all'immissione sul mercato e all'uso dei composti organostannici.

Secondo le disposizioni dell'articolo 95, paragrafi 5 e 6, la Commissione deve approvare o respingere queste disposizioni nazionali entro 6 mesi, dopo avere verificato, se:

- sono giustificate sulla base di nuove prove scientifiche concernenti la protezione dell'ambiente o del luogo di lavoro in ragione di un problema specifico dello Stato membro richiedente insorto dopo l'adozione della misura di armonizzazione in questione,

- sono o no un mezzo di discriminazione arbitraria, una restrizione dissimulata al commercio, o un ostacolo al funzionamento del mercato interno.

Il progetto di disposizioni nazionali è considerato essere approvato implicitamente, se la Commissione non adotta decisioni entro 6 mesi. La Commissione, quando esamina la fondatezza delle misure notificate ai sensi dell'articolo 95, paragrafo 5, deve basarsi "sulle ragioni" avanzate dallo Stato membro. Conformemente alle disposizioni del trattato, la responsabilità di provare che queste misure sono giustificate incombe allo Stato membro richiedente. Alla luce dell'analisi degli elementi forniti dalle autorità belghe alla Commissione, non era possibile concludere che la domanda notificata dalle autorità belghe soddisfaceva i criteri dell'articolo 95, paragrafo 5. Di conseguenza la Commissione, nella sua decisione del 25 luglio 2000, ha respinto il progetto di disposizioni nazionali notificato.

1.5. Presentazione grafica delle procedure di infrazione avviate o istruite dalla Commissione nel 2000

Le tre tabelle seguenti riprendono il numero di dossier di infrazione in corso al 31 dicembre 2000, rispettivamente a livello di costituzione in mora, parere motivato e ricorso alla Corte di giustizia. Il trio "Francia, Italia, Grecia" figura sempre in testa nel 2000 e nel 1999 nelle tre fasi della procedura.

Il quarto posto a livello di costituzione in mora è occupato quest'anno ancora dalla Germania, ma a livello di parere motivato, questo Stato membro progredisce sensibilmente e sostituisce il Belgio al quarto posto che occupava nel 1999.

A livello di ricorso alla Corte di giustizia, il cambiamento è più spettacolare: la Germania passa dal 7º al 4º posto mentre il Belgio effettua il passaggio inverso, dal 4º al 7º posto, non essendo più oggetto nel 2000 che di 19 decisioni di ricorso rispetto a 29 nel 1999, ossia un calo del 34,48%. Questo calo comincia ad esprimere nelle cifre la volontà politica affermata di questo Stato membro di ridurre il volume del suo contenzioso comunitario.

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

1.6. L'applicazione da parte della Commissione dell'articolo 228 del trattato CE (sviluppi nel 2000)

Nel 2000 la Commissione ha adottato tre decisioni di secondo ricorso con domanda di penalità di mora contro Germania, Italia e Regno Unito. Due di questi dossier (D e UK) riguardano il settore dell'ambiente, il terzo (I), il settore dei trasporti marittimi. Il ricorso contro la Germania è stato depositato il 31 gennaio 2001; quello contro il Regno Unito è in preparazione. L'Italia ha comunicato misure di esecuzione che sono ora all'esame.

Il 2000 ha visto la prima condanna da parte della Corte di giustizia di uno Stato membro, la Grecia, a pagare una penalità di mora nel quadro di un secondo ricorso in base all'articolo 228 del trattato CE. Con la sua sentenza del 4 luglio 2000 (causa C-38797, non pubblicata), la Corte di giustizia ha condannato la Repubblica ellenica a pagare sul conto "Risorse proprie CE" della Commissione una penalità di mora di 20 000 EUR per giorno di ritardo nell'applicazione delle misure necessarie per conformarsi alla sua sentenza del 7 aprile 1992 (Commissione contro Grecia, C-45/91).

Questa sentenza riconosceva la mancata adozione da parte della Grecia delle misure necessarie per garantire lo smaltimento dei rifiuti tossici e pericolosi nella regione di Canea a Creta (in particolare, la soppressione della discarica abusiva situata alla foce del torrente Kouroupitos), in violazione degli obblighi stabiliti dalle direttive del Consiglio 75/442/CEE del 15 luglio 1975 relativa ai rifiuti e 78/319/CEE del 20 marzo 1978 relativa ai rifiuti tossici e nocivi.

Dal 5 luglio 2000, in esecuzione di questa seconda sentenza, la Commissione richiede alla Repubblica ellenica, un pagamento mensile corrispondente alla penalità di mora di 20 000 EUR/giorno inflitta dalla Corte.

Alla data del 31 dicembre 2000 la Grecia non aveva ancora adottato le misure che comporta l'esecuzione della sentenza della Corte del 7 aprile 1992.

Quanto agli altri dossier pendenti dinanzi alla Corte nel 1999, le tre altre infrazioni a carico della Grecia sono state archiviate. La Corte di giustizia ha autorizzato la sospensione della procedura intentata nei confronti della Francia (lavoro notturno delle donne) fino al 30 aprile 2001 per permettere alle autorità francesi di adeguare la loro legislazione al diritto comunitario.

La Commissione ha anche deciso di soprassedere all'esecuzione del secondo ricorso della Corte contro il Belgio per continuare i contatti in corso con questo Stato membro onde regolare le questioni del rimborso dei diritti d'iscrizione riscossi indebitamente e delle altre misure a carattere discriminatorio sussistenti nei confronti di studenti comunitari non belgi.

Il dossier nei confronti del Lussemburgo riguardante "l'Assistenza medica a bordo delle navi" è stato archiviato nel 2000, poiché questo Stato membro si è finalmente conformato alla sentenza della Corte del 2 luglio 1992.

La sentenza contro la Grecia dimostra l'efficacia della procedura di cui all'articolo 228 CE, ma resta preoccupante nella misura in cui è stata necessaria la condanna di questo Stato membro. Inoltre, il regolamento della situazione di infrazione non era ancora avvenuto al momento della stesura della presente relazione: La Grecia versa le penalità di mora sul conto "Risorse proprie CE" della Commissione, in esecuzione della sentenza del 4 luglio 2000. Nel dicembre 2000 la Grecia ha versato 1 760 000 EUR, importo corrispondente al totale della penalità di 20 000 EUR al giorno per il periodo dal 5 luglio al 30 settembre 2000.

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

La tabella ricapitolata seguente presenta le decisioni (e il loro esito) di secondo ricorso prese dalla Commissione dopo l'introduzione di questa procedura con il trattato di Maastricht.

2. Situazione nei vari settori

2.1. Questioni economiche e finanziarie

In linea generale, la libera circolazione dei capitali è applicata in modo soddisfacente nella Comunità europea e nei paesi terzi. Vi sono state poche denunce di operatori economici nel periodo in esame e alcune restrizioni identificate sono state eliminate. L'attuale numero di dossier di infrazioni resta tutto sommato limitato, sebbene alcune costituiscano ostacoli sostanziali al buon funzionamento del mercato unico.

Il seguito dell'applicazione da parte degli Stati membri dei principi della comunicazione relativa a alcuni aspetti giuridici attinenti agli investimenti intracomunitari (GU C 220 del 19.7.1997, pag. 15) ha dato luogo all'apertura di nuovi casi di infrazione. Le procedure avviate alla luce di questa comunicazione riguardano l'attribuzione agli Stati membri di 'diritti speciali' di controllo relativi a imprese attive in alcuni settori economici di pubblica utilità (energia, telecomunicazioni, aeroporti, ecc.). La Corte di giustizia delle Comunità europee ha pronunciato il 23 maggio 2000 la sua prima sentenza [1] in materia condannando la Repubblica italiana che si era attribuita tali poteri speciali grazie alla legislazione sulla privatizzazione delle imprese pubbliche. La Commissione ha anche adito la Corte a proposito di alcuni casi di infrazione simili, mentre la procedura di infrazione continua per altri. Queste infrazioni in materia di 'diritti speciali' riguardano diversi Stati membri.

[1] Sentenza della Corte 23 maggio 2000 nella causa C-58/99: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Privatizzazione delle imprese pubbliche - Attribuzione di poteri speciali").

Alcune restrizioni agli investimenti dei fondi di pensione (Belgio, Finlandia) sono state eliminate, ma una nuova infrazione è stata aperta per le regole di investimento dei fondi di risparmio-pensione in Belgio.

Nel settore delle acquisizioni di titoli, il Belgio è stato condannato da una sentenza della Corte [2] del 26 settembre 2000 per il divieto di acquisizione, da parte di persone residenti in Belgio, di titoli di un prestito emesso all'estero dal Regno del Belgio.

[2] Sentenza della Corte 26 settembre 2000 nella causa C-478/98: Commissione delle Comunità europee contro Regno del Belgio ("Prestiti emessi all'estero - Divieto d'acquisto per i residenti belgi").

Con sentenza [3] del 6 giugno 2000 la Corte ha stabilito in via pregiudiziale che alcune disposizioni della legislazione fiscale dei Paesi Bassi che subordina la concessione di un'esenzione dell'imposta sul reddito al quale sono sottoposti i dividendi versati a persone fisiche azionisti alla condizione che i suddetti dividendi siano versati da società aventi la loro sede nel suddetto Stato membro costituiscono ostacoli alla libera circolazione dei capitali.

[3] Sentenza della Corte 6 giugno 2000 nel procedimento C-35/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad dei Paesi Bassi): Staatssecretaris van Financiën contro B.G.M. Verkooijen ("Libera circolazione dei capitali - Tassazione diretta dei dividendi azionari - Esenzione - Limitazione ai dividendi di azioni di società aventi sede sul territorio nazionale").

Sebbene di portata limitata, la maggioranza delle denunce registrate durante l'anno hanno riguardato acquisti di beni immobili, situati principalmente in Danimarca e in Austria, da parte di non residenti. Questi vari casi sono oggetto di indagini complementari da parte della Commissione. Con sentenza del 13 luglio 2000 [4], la Corte di giustizia ha giudicato che una legislazione nazionale che esenta esclusivamente i cittadini dello Stato membro interessato dalla procedura di autorizzazione applicabile agli acquisti di beni immobili situati in una zona d'importanza militare, è incompatibile con la libera circolazione dei capitali.

[4] Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 13 luglio 2000 nella causa C-423/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale della Corte d'appello di Napoli) causa promossa da Alfredo Albore ["Libertà di stabilimento - Libertà di movimento dei capitali - Articolo 52 del trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, articolo 43 CE) e articolo 73 B del trattato CE (divenuto articolo 56 CE) - Procedura di autorizzazione degli acquisti di beni immobili - Zone d'importanza militare - Discriminazione secondo la nazionalità"].

2.2. Imprese

2.2.1. Le regole di prevenzione previste dalla direttiva 98/34/CE (ex 83/189/CEE)

La procedura di informazione prevista dalla direttiva 98/34/CE è uno strumento fondamentale di prevenzione degli ostacoli agli scambi e di informazione reciproca. La direttiva impone agli Stati membri di presentare alla Commissione e agli altri Stati membri i progetti di regole tecniche per un controllo preliminare all'adozione definitiva, rispetto alle regole del mercato interno.

Questa procedura, che concerneva prima soltanto i prodotti, è stata estesa dal 5 agosto 1999 ai servizi della società dell'informazione [5]. Si tratta di un settore nel quale i progressi tecnologici e giuridici giustificano anche l'instaurazione di un meccanismo efficace di informazione preliminare, di collaborazione amministrativa e di controllo, in particolare per garantire l'esercizio delle libertà e diritti fondamentali.

[5] Direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e Consiglio, del 20 luglio 1998, che ha esteso la procedura di informazione alle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 217 del 5.8.1998, pag. 18).

Nel 2000 la Commissione ha ricevuto 751 progetti di regole tecniche (di cui 23 concernenti i servizi della società dell'informazione e le altre concernenti i prodotti) che sono stati esaminati dai suoi servizi. Nel 1998 e nel 1999 erano stati presentati rispettivamente 604 e 591 progetti. Queste cifre mostrano che, nonostante il completamento del mercato interno, gli Stati membri continuano ad adottare un grande numero di regole tecniche, o si rimettono a legiferare a seguito dei progressi tecnologici e della preoccupazione di rafforzare i controlli nel settore sanitario e in particolare alimentare. Queste iniziative devono essere controllate, per evitare che mettano in causa il buon funzionamento del mercato interno, o per identificare i settori dove occorrono misure comunitarie.

Fra le notifiche trattate nel 2000, 45 [6] sono state oggetto di un parere circostanziato della Commissione secondo il quale la misura prevista doveva essere modificata per eliminare il rischio di ostacoli ingiustificati alla libera circolazione dei beni o dei servizi della società dell'informazione. Gli Stati membri da parte loro hanno espresso 92 [7] pareri circostanziati. La tendenza alla riduzione del numero di pareri circostanziati sembra confermarsi, dimostrando che gli sforzi pedagogici condotti nell'ambito della procedura danno risultati positivi e che la qualità delle normative nazionali migliora.

[6] Cifra al 31 dicembre 2000. Il periodo utile per esprimere pareri circostanziati nei confronti di progetti notificati nel 2000 terminava il 31 marzo 2000. Questa cifra comprende quindi anche alcune notifiche dell'anno 1999 per le quali il periodo utile si concludeva il 31 marzo 2000.

[7] Cifra al 31 dicembre 2000. Il periodo utile per esprimere pareri circostanziati nei confronti di progetti notificati nel 2000 terminava il 31 marzo 2000. Questa cifra comprende quindi anche alcune notifiche dell'anno 1999 per le quali il periodo utile si concludeva il 31 marzo 2000.

La direttiva ha anche facilitato, in una decina di casi, i lavori di armonizzazione a livello comunitario, impedendo l'adozione di disposizioni nazionali che avrebbero potuto solidificare le posizioni di alcuni Stati membri, mentre si ricercavano soluzioni comuni. Cinque [8] notifiche sono state oggetto di un riporto di un anno poiché riguardavano una materia coperta da una proposta di direttiva presentata al Consiglio, e quattro [9] sono state oggetto di un riporto di un anno perché la Commissione aveva annunciato la sua intenzione di legiferare in materia.

[8] Cifra al 31 dicembre 2000. Il periodo utile per trasmettere agli Stati membri le domande di riporto nei confronti delle notifiche del 1999 terminava il 31 marzo 2000. Questa cifra non comprende notifiche dell'anno 1999 per le quali il periodo utile si concludeva il 31 marzo 2000, poiché nessuna di esse è stata oggetto di domanda di riporto.

[9] Cifra al 31 dicembre 2000. Il periodo utile per presentare agli Stati membri le domande di riporto nei confronti delle notifiche del 1999 terminava il 31 marzo 2000. Questa cifra non comprende notifiche dell'anno 1999 per le quali il periodo utile si concludeva il 31 marzo 2000, poiché nessuna di esse è stata oggetto di domanda di riporto.

La sentenza Cia Security, pronunciata dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nel 1996 [10] ha indotto gli Stati membri ad adempiere maggiormente ai loro obblighi nei confronti della direttiva 98/34/CE. In questa causa, la Corte di giustizia aveva concluso che l'inosservanza dell'obbligo di notifica comporta la non opponibilità della norma tecnica. Il 26 settembre 2000, nella causa C-443/98 (Unilever), la Corte di giustizia ha apportato nuove precisazioni in materia, concludendo che l'adozione di una misura che è stata notificata, ma per la quale i termini previsti dalla direttiva 98/34/CE non sono stati rispettati, comporta anche la non opponibilità delle regole tecniche che contiene.

[10] Sentenza del 30 aprile 1996, CIA Security, causa C-194/94, Racc. I, pag. 2201.

In alcuni casi tuttavia, la constatazione da parte della Commissione di una violazione della direttiva si traduce nell'impegno di un dialogo con lo Stato membro interessato per rettificare la situazione, o nell'avvio di una procedura di infrazione ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE. Alla fine del 2000 erano in corso d'istruzione una decina di procedure di questo tipo.

Fra altre sentenze importanti pronunciate dalla Corte nel 2000, sottolineiamo la sentenza pronunciata il 16 novembre 2000, nella causa C-37/99 (Donkersteeg), nella quale la Corte di giustizia ha fornito indicazioni sulla nozione di specificazione tecnica nel settore agricolo e sul carattere obbligatorio della nozione di norma tecnica.

Per aumentare il dialogo con i beneficiari della procedura, le imprese, si può consultare un sito web che contiene in particolare i progetti notificati, all'indirizzo http://europa.eu.int/comm/entreprise/tris .

2.2.2. Prodotti farmaceutici

Nel corso del 2000 quasi tutte le misure di recepimento delle direttive applicabili nel settore dei prodotti farmaceutici sono state notificate alla Commissione. Solo la Francia deve ancora completare il recepimento della direttiva 93/41/CE nel settore veterinario. La maggioranza degli Stati membri ha già comunicato le disposizioni nazionali di recepimento delle direttive adottate dalla Commissione nel 1999 e giunte a scadenza di recepimento. L'Italia deve completare il recepimento delle direttive 1999/82/CE e 1999/83/CE, e il Portogallo quello della direttiva 1999/104/CE.

Come negli anni precedenti, esistono alcuni problemi generali a proposito dell'interpretazione e dell'applicazione delle direttive farmaceutiche da parte degli Stati membri. Questi casi riguardano soprattutto le diverse interpretazioni date dagli Stati membri al termine "prodotto medicinale" (talvolta con conseguenti ostacoli alla libera circolazione delle merci) e denunce sulla presunta inosservanza da parte delle autorità nazionali competenti delle disposizioni della direttiva '"Trasparenza' 89/105/CEE. Sono in corso procedure di infrazione concernenti il recepimento e l'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 8, lettera a), punti i-iii della direttiva 65/65/CEE da parte degli Stati membri e la gestione della riautorizzazione di prodotti medicinali "vecchi". La Commissione esamina attentamente questi problemi e queste denunce.

2.2.3. Cosmetici

Nel 2000 la Commissione ha constatato netti progressi nell'applicazione della regolamentazione comunitaria relativa ai prodotti cosmetici e ha dovuto esaminare soltanto pochi casi di infrazioni per incorretta applicazione.

Per i casi di mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di recepimento di direttive comunitarie, la Commissione ha potuto archiviare molte procedure di infrazione intentate nei confronti di Stati membri. Solo la Francia deve ancora completare con la pubblicazione di decreti ministeriali il recepimento della direttiva 93/35/CEE del Consiglio recante sesta modifica della direttiva 76/768/CEE del Consiglio e della direttiva 98/62/CE della Commissione recante 23o adeguamento al progresso tecnico della direttiva 76/768/CEE.

Per le direttive 2000/6/CE e 2000/11/CE recanti adeguamento al progresso tecnico della direttiva 76/768/CEE, le disposizioni nazionali di recepimento sono state già notificate, rispettivamente da 12 e 11 Stati membri, e gli altri Stati hanno già trasmesso progetti avanzati. Alcuni Stati membri non hanno ancora recepito le direttive 97/18/CE e 2000/41/CE che rinviano la data a partire dalla quale sono vietate le sperimentazioni su animali per ingredienti o combinazioni di ingredienti, per garantire una certa sicurezza giuridica agli operatori economici. Il fatto che la Commissione abbia presentato al Consiglio e al Parlamento europeo una proposta di direttiva recante settima modifica della direttiva 76/768/CEE del Consiglio, per vietare la sperimentazione su animali di prodotti cosmetici finiti e i loro ingredienti, non esonera gli Stati membri dai loro obblighi di recepimento delle direttive summenzionate.

2.2.4. Prodotti chimici

Nel 2000 sono state archiviate 27 procedure di infrazione per mancata notifica delle misure concernenti: fertilizzanti (direttive 1997/63, e 1998/3), restrizioni alla commercializzazione e all'uso di sostanze e preparati pericolosi e di preparati (direttive 1994/27 e 1999/43) e buona pratica di laboratorio (GLP) (direttive 1999/11 e 1999/12). Dopo l'invio di cinque pareri motivati per le direttive per le quali il termine di recepimento era scaduto nel 1999 (direttive 1999/11 e 1999/12), la maggior parte degli Stati membri ha recepito la legislazione.

Restano in totale dodici procedure di infrazione in corso per mancata notifica delle misure di recepimento. Per alcuni di questi casi, concernenti la buona pratica di laboratorio (GLP) (direttive 1999/11 e 1999/12), è stata adita la Corte di giustizia.

Il termine di recepimento di tre direttive concernenti le restrizioni alla commercializzazione e all'uso di sostanze e preparati pericolosi (direttive 1994/27, 1999/51, 1999/43) è scaduto nel primo semestre del 2000. Otto Stati membri non avevano recepito le prime due direttive in tempo, mentre 12 Stati membri non hanno rispettato il termine per recepire la direttiva 1999/43.

Due cause di infrazione sono in sospeso per incorretto recepimento della direttiva 93/15/CEE concernente l'immissione sul mercato e il controllo degli esplosivi per uso civile.

2.2.5. Veicoli a motore, trattori e motocicli

Un ritmo soddisfacente è stato osservato nel recepimento delle numerose direttive che disciplinano i veicoli a motore, l'omologazione tecnica di componenti o sistemi tecnici per i veicoli adibiti al trasporto di persone, veicoli commerciali leggeri e pesanti, veicoli a motore a due o tre ruote e trattori agricoli o forestali. Il numero comparativamente grande di direttive adottate in questi settori ha tuttavia creato difficoltà a taluni Stati membri a recepire puntualmente. L'avvio di procedure di infrazione in tali casi, come è stato affermato in passato, è normalmente sufficiente a determinare il recepimento in tempi brevi.

A livello di emissioni inquinanti, la direttiva 98/69/CE (veicoli a motore e veicoli commerciali leggeri) è stata ora recepita da tutti gli Stati membri. Un tale risultato non è ancora stato raggiunto per la direttiva 1999/96/CE (veicoli pesanti) che al 30 novembre 2000, non era stata recepita da sette Stati membri.

Il recepimento nel diritto nazionale della direttiva 97/54/CE concernente la velocità massima per costruzione dei trattori agricoli o forestali a ruote è stato completato da tutti gli Stati membri. Per le altre direttive citate specificatamente nella Diciassettesima Relazione annuale riguardante i trattori agricoli o forestali, le direttive 98/38/CE, 98/39/CE, 98/40/CE sono state recepite da tutti gli Stati membri. Soltanto uno Stato membro non ha recepito la direttiva 98/89/CE.

Il numero (tra parentesi) di Stati membri che non hanno ancora recepito le direttive sugli autoveicoli è 98/77/CE (0), 98/90/CE (1), 1999/0007/CE (1). I numeri corrispondenti per le direttive 1999/0023/CE, 1999/0024/CE, 1999/0025/CE e 1999/0026/CE concernenti i veicoli a due o tre ruote sono 2, 0, 1 e 3.

La maggior parte delle direttive entrate in vigore nel 2000 erano direttive della Commissione di adeguamento tecnico al progresso di precedenti direttive del Consiglio. Alcuni Stati membri hanno introdotto meccanismi molto efficienti che permettono il recepimento rapido di tali direttive nel diritto nazionale. In altri casi, i ritardi sembrano derivare dal periodo relativamente lungo necessario per la preparazione, l'approvazione e la pubblicazione di strumenti legislativi delegati piuttosto che da complessità nei testi delle direttive.

Rispetto alle direttive da recepire nell'anno esaminato, il numero (tra parentesi) di Stati membri che non le hanno recepite è:

1998/0091/CE: (5)/direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio

1999/0040/CE: direttiva (3)/Commissione

1999/0055/CE: direttiva (2)/Commissione

1999/0056/CE: direttiva (1)/Commissione

1999/0057/CE: direttiva (1)/Commissione

1999/0058/CE: direttiva (1)/Commissione

1999/0086/CE: direttiva (9)/Consiglio

1999/0096/CE: (7)/direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio

1999/0098/CE: direttiva (2)/Commissione

1999/0101/CE: direttiva (3)/Commissione

2000/0001/CE: direttiva (6)/Commissione

2000/0002/CE: direttiva (7)/Commissione

2000/0003/CE: direttiva (4)/Commissione

Ad eccezione delle direttive 1999/86/CE e 2000/0002/CE, l'azione prevista dall'articolo 226 è stata intrapresa dai servizi della Commissione.

2.2.6. Prodotti da costruzione

La procedura di infrazione aperta contro l'Austria per recepimento non conforme della direttiva 98/106/CEE è stata archiviata nel 2000, in seguito ai chiarimenti forniti dalle autorità austriache sui punti ripresi dalla Commissione nell'ambito della procedura.

Nell'ambito della procedura di infrazione contro la Grecia sul controllo della qualità di alcuni acciai importati, le autorità greche hanno comunicato nell'ottobre 2000 un nuovo progetto che metterebbe fine all'infrazione e che sarebbe approvato e pubblicato al più presto. Di conseguenza, la Commissione ha deciso, in occasione dell'ultima Relazione A 2/2000, di non adire la Corte, fino al momento dell'adozione di questo testo.

2.2.7. Beni strumentali

(meccanica, elettronica, dispositivi di protezione individuale, apparecchi a gas, preimballaggi, metrologia legale, apparecchi medici e imbarcazioni da diporto)

Per i casi di mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di recepimento, la situazione è la seguente:

direttiva 97/23/CE sulle attrezzature a pressione, tutti gli Stati membri hanno comunicato disposizioni nazionali di recepimento, ad eccezione della Germania che dovrebbe completare il suo recepimento nel 2001;

direttiva 95/16/CE sugli ascensori: nel 2000 la Francia era l'ultimo Stato che doveva notificare le sue disposizioni nazionali di recepimento;

direttiva 98/79/CE sui dispositivi medici di diagnosi in vitro: Italia, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Portogallo e Spagna hanno comunicato le disposizioni nazionali di recepimento. L'Austria e la Finlandia hanno anche comunicato disposizioni nazionali di recepimento, ma devono notificare testi complementari. Il recepimento della direttiva in Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania e Grecia è in corso di completamento. L'Irlanda non ha comunicato alcun'informazione ed è stato deciso l'invio di un parere motivato.

Per i casi di applicazione incorretta delle direttive o di non conformità del diritto nazionale alle direttive, la situazione è la seguente:

quattro casi concernenti l'applicazione incorretta della direttiva 98/37/CE (macchine) sono stati archiviati nel 2000. Restano invece all'esame denunce concernenti questa direttiva 98/37/CE, per l'obbligo di vigilanza del mercato.

Esistono anche denunce su questo stesso tema nel quadro della direttiva 73/23/CEE (bassa tensione). La Corte è stata adita [11] contro l'Italia per incorretta applicazione di questa direttiva nel corso del 2000.

[11] Causa C-2000/100.

Un caso contro la Francia concernente la direttiva 89/686/CEE (dispositivi di protezione individuale) è stato archiviato. È stata deciso il ricorso alla Corte contro la Germania per incorretta applicazione di questa direttiva.

Una lettera di costituzione in mora complementare è stata notificata all'Italia per non conformità della legislazione nazionale alla direttiva 89/836/CEE (compatibilità elettromagnetica) per gli aspetti ripresi dalla direttiva 1999/5 (apparecchiature radio).

Una costituzione in mora complementare e un parere motivato sono stati decisi nel 2000 rispettivamente per Italia e la Germania, per non conformità della normativa nazionale con la direttiva 90/396/CEE sugli apparecchi a gas.

2.2.8. Apparecchiature radiofoniche e di telecomunicazioni

La direttiva 1999/5/CE concernente le apparecchiature radiofoniche e di telecomunicazioni ed il riconoscimento reciproco della loro conformità (direttiva R&TTE) che è entrata in vigore il 7 aprile 1999, doveva essere recepita nel diritto nazionale dagli Stati membri non più tardi del 7 aprile 2000. Tuttavia, diversi Stati membri hanno incontrato difficoltà nell'adottare la legislazione nazionale in tempo per rispettare il termine di recepimento previsto dalla direttiva.

Finora soltanto dieci Stati membri hanno comunicato alla Commissione le loro leggi nazionali di recepimento permettendo alla Commissione di archiviare sei procedure per mancata notifica. La Francia, la Germania, l'Irlanda e l'Italia che non hanno ancora recepito la direttiva hanno però introdotto misure provvisorie che permettono di applicarla in attesa dell'adozione della legislazione. La Grecia ha annunciato l'approvazione di misure provvisorie per l'inizio del 2001. Di conseguenza, la Commissione continua le procedure per mancata notifica nei confronti di tutti questi cinque Stati membri che non hanno ancora interamente recepito la direttiva R&TTE. Oltre a queste procedure di mancata notifica restano aperte due altre procedure di infrazione nell'ambito della direttiva R&TTE.

2.2.9. Turismo

La procedura di infrazione nei confronti dell'Italia riguardante le concessioni sui biglietti di entrata nei musei e monumenti italiani applicabili soltanto ai cittadini italiani è continuata nel 2000 (cfr. Diciassettesima Relazione annuale). La Commissione ha inviato un parere motivato nel mese di febbraio 2000. È in corso un ulteriore esame.

2.3. Concorrenza

Nel 2000 il numero di infrazioni nuove, presunte e constatate, degli Stati membri in materia di concorrenza non è cambiato rispetto al 1999 (36). Al 31 dicembre 2000, 67 dossier di infrazione erano trattati dalla direzione generale Concorrenza.

Settori di attività: il numero di casi nuovi nel settore delle telecomunicazioni non è sensibilmente cambiato (1999: 11 nuovi casi; 2000: 10 casi). Persiste la tendenza osservata nel 1999 ad una riduzione sensibile di nuovi casi nel settore dei trasporti e invece, per contro, all'introduzione di nuovi casi nel settore delle assicurazioni sociali.

2.3.1. Telecomunicazioni

Nel settore delle telecomunicazioni, il gruppo congiunto ("joint team") ha nuovamente esaminato in dettaglio con ogni Stato membro il recepimento corretto e l'applicazione effettiva delle direttive in materia di concorrenza, in occasione della preparazione della Sesta relazione sull'attuazione della regolamentazione in questo settore [12], adottata il 7 dicembre 2000 dalla Commissione. In parallelo, la Commissione ha proseguito le procedure dell'articolo 226 del trattato già avviate nei confronti di alcuni Stati membri e ha aperto nuove procedure.

[12] COM(2000) 814 def.

In questo settore sono state archiviate tre procedure dopo invio di un parere motivato. Riguardano tutte la Grecia. I dossier archiviati concernono il recepimento della direttiva 94/46/CE (liberalizzazione dei servizi via satellite) e della direttiva 96/19/CE (infrastrutture alternative) [13].

[13] Due infrazioni: le autorità hanno rilasciato una licenza per la costruzione di infrastrutture alternative (misure adottate dopo un parere motivato inviato il 21 dicembre 1998); non ci sono più misure statali che limitano l'interconnessione transfrontaliera delle reti mobili (parere motivato inviato il 22 dicembre 1998).

La Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di Austria, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo e Portogallo per mancata comunicazione entro i termini, delle misure di attuazione della direttiva 1999/64/CE [14]. La procedura è stata archiviata nel caso di Austria, Finlandia, Francia e Lussemburgo che hanno successivamente notificato queste misure.

[14] Direttiva della Commissione del 23 giugno 1999 che modifica la direttiva 90/388/CEE al fine di garantire che le reti di telecomunicazioni e le reti televisive via cavo appartenenti ad un unico proprietario siano gestite da persone giuridiche distinte (GU L 175 del 10 luglio 1999, pag. 39).

Nel 2000 la Commissione ha inviato 3 pareri motivati per non conformità di normative nazionali a direttive sulla concorrenza in materia di telecomunicazioni o incorretta applicazione di queste direttive.

Nel corso del 2000 la questione del riequilibrio tariffario, prescritto dalla direttiva 96/19/CE [15], ha avuto un'importanza particolare. La Commissione ha inviato il 1º settembre 2000 un parere motivato all'Italia che aveva impedito all'operatore storico di riequilibrare le tariffe (regime di "price cap" in vigore dall'agosto 1999). Tuttavia, le decisioni di adeguamento del regime "price cap" prese dalle autorità italiane l'11 dicembre 2000 hanno indotto la Commissione a riportare la causa al 14 dicembre 2000, in attesa della conferma, nel secondo semestre 2002, del completamento del riequilibrio, conformemente agli impegni espressi dalle autorità di questo Stato membro. Sempre in materia di riequilibrio tariffario, la Commissione ha proseguito la procedura avviata nel 1998 nei confronti della Spagna con l'adozione, il 21 dicembre 2000, di un parere motivato complementare. La Commissione inoltre ha inviato al Lussemburgo il 3 agosto 2000 un parere motivato sul mancato recepimento effettivo delle disposizioni della direttiva 96/19/CE relative alla concessione non discriminatoria di diritti di passaggio per gli operatori di telecomunicazioni.

[15] Direttiva 96/19/CE della Commissione del 13 marzo 1996 che modifica la direttiva 90/388/CE per quanto riguarda la realizzazione della piena concorrenza sul mercato delle telecomunicazioni, GU L 74 del 22.3.1996, pagg. 13-24.

La Commissione ha anche adito la Corte di giustizia [16], il 17 aprile 2000, per il finanziamento del servizio universale in Francia. La Commissione rimprovera a questo Stato membro di avere imposto agli operatori mobili contributi al costo netto del servizio universale fornito da France Télécom nel 1997 che fruiva ancora del monopolio della telefonia vocale e di aver applicato un metodo di calcolo delle varie componenti del costo del servizio universale tale da poterlo sopravvalutare. Obietta altresì alla Francia di non avere fornito assicurazioni sull'effettivo completamento del processo di riequilibrio delle tariffe. La fase scritta della procedura si è conclusa in novembre.

[16] Causa C-146.

Il 30 novembre 2000 la Corte di giustizia ha condannato il Belgio [17] perché la regolamentazione belga prevedeva il finanziamento, nel quadro del servizio universale in materia di telefonia, di tariffe preferenziali a favore della stampa scritta, in infrazione con la direttiva 97/33/CE [18]. La Commissione ha rinunciato ad altre obiezioni - l'assenza di un metodo di calcolo dei contributi degli operatori al finanziamento del servizio universale (SU) e di metodo di previsione per il calcolo del costo netto di questo servizio - dopo notifica di un decreto regio su questi due aspetti.

[17] Causa C-384/99.

[18] Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1997, sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire un servizio universale e l'interoperabilità attraverso l'applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP).

2.3.2. Poste

Nel settore postale, la Commissione ha adottato, il 21 dicembre 2000, una decisione relativa ad un procedimento ai sensi dell'articolo 86 del trattato CE, riguardante la prestazione in Italia di alcuni nuovi servizi postali che garantiscono il recapito a data od ora certe [19]. Questa decisione fa seguito ad un denuncia concernente la riserva a profitto dell'operatore storico della fase di consegna della posta ibrida (posta nella quale le spedizioni postali sono generate con mezzi elettronici). Questa riserva impedisce ai fornitori privati di fornire la posta ibrida nella sua integrità. La Commissione ha ritenuto che il decreto legislativo italiano n. 261, del 22 luglio 1999, che ha introdotto questo sistema, violava l'articolo 86, paragrafo 1 del trattato CE in combinato disposto con l'articolo 82 CE. La consegna ad una data o ad un'ora certa costituisce un mercato distinto e molto diverso dai servizi di consegna tradizionali (servizio universale). Di conseguenza, non c'è ragione di riservarlo al prestatore di servizio universale, che non fornisce questo servizio. Inoltre, quest'operatore non offre alcuna riduzione garantita ad una data o ad un'ora predeterminate. La decisione obbliga il governo italiano a chiarire che il servizio di consegna ad una data o ad un'ora certa non fa parte dei servizi suscettibili di essere riservati. Mira a creare la certezza del diritto necessaria per gli operatori privati quanto nella fase di consegna a data o ora certa.

[19] GU L 63 del 3.3.2001, pag. 59.

2.3.3. Libere professioni

Nel settore delle libere professioni, la Commissione ha potuto chiudere la procedura di infrazione aperta contro l'Italia per violazione con la legge n. 1612, del 22 dicembre 1960, degli articoli 5 e 85 del trattato CE (diventati rispettivamente articoli 10 CE e 81 CE). Con sentenza del 18 giugno 1998 [20], la Corte di giustizia aveva giudicato che adottando e mantenendo in vigore una legge che impone al Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali, mediante attribuzione del potere decisionale corrispondente, l'adozione di una decisione d'associazione di imprese contraria all'articolo 85 del trattato CE (diventato articolo 81 CE), che consiste nel fissare una tariffa obbligatoria per tutti gli spedizionieri doganali, la Repubblica italiana era venuta meno agli obblighi che le incombevano ai sensi degli articoli summenzionati. I contatti intervenuti tra i servizi della Commissione e le autorità italiane in vista di una messa in conformità della legislazione in causa non hanno dato frutti e la Commissione ha inviato all'Italia una costituzione in mora ai sensi dell'articolo 228 CE, nel febbraio 2000 e, successivamente un parere motivato, il 3 agosto. Tuttavia, il 13 settembre, Italia ha comunicato il testo della legge n. 213, del 25 luglio 2000, pubblicata nella "Gazzetta ufficiale" del 1º agosto, che aggiorna la regolamentazione delle attività degli spedizionieri doganali. Questa legge, che abroga le disposizioni della legge del 1960 contrarie alle disposizioni del trattato sopra citate, pone infatti fine all'infrazione constatata dalla Corte.

[20] Causa C-35/96, Racc. pag. I-3851.

2.3.4. Trasporti

In materia di trasporti, la Commissione ha proseguito la procedura di infrazione contro il Portogallo, in seguito al rifiuto di quest'ultimo di conformarsi alla decisione, del 10 febbraio 1999, constatando che il sistema di riduzione delle tasse di atterraggio e di modulazione secondo l'origine del volo costituiva una misura discriminatoria incompatibile con l'articolo 86, paragrafo 1 del trattato CE in combinato disposto con l'articolo 82 CE. Tuttavia ha soprasseduto all'applicazione della sua decisione di adire la Corte di giustizia, visto che il ricorso, già in corso d'istruzione, depositato dal Portogallo nel maggio 1999 contro la decisione della Commissione, riguarda anche la legalità del sistema in questione.

La questione delle tasse di atterraggio ha dato luogo ad una seconda decisione ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 3 del trattato CE. Il 26 luglio 2000 la Commissione ha considerato che il sistema di riduzione e tasse differenziate secondo l'origine del volo in vigore in Spagna favoriva le compagnie aeree di questo Stato membro. Per tutte le categorie di aerei, il sistema spagnolo prevede tasse più elevate per i voli intracomunitari che per i voli interni. Prevede inoltre riduzioni che aumentano dal 9 al 35%, in funzione del numero mensile di atterraggi. Questo sistema favorisce in pratica le società spagnole, che ricevono in media riduzioni del 20-25%. Questa discriminazione non può giustificarsi con alcuna ragione oggettiva. Il governo spagnolo ha annunciato che adotterà a tempo debito le misure correttive necessarie.

2.3.5. Concentrazioni

L'infrazione aperta contro il Portogallo nel 1999 in seguito alla decisione delle autorità portoghesi di opporsi alla concentrazione tra la banca spagnola BSCH e il gruppo portoghese Champalimaud è stata archiviata. Infatti, una nuova operazione di concentrazione, con la quale la banca spagnola acquisirebbe due banche del gruppo portoghese, è stata notificata il 29 novembre 1999 e autorizzata l'11 gennaio 2000. Le autorità portoghesi hanno dichiarato che non si opponevano a questa nuova operazione, che annullava la concentrazione oggetto della procedura di infrazione nei loro confronti.

2.3.6. Aiuti di Stato

Infine, in materia di aiuti, la Commissione ha potuto archiviare un vecchio dossier. Con sentenza del 20 settembre 1990 [21] la Corte di giustizia aveva confermato la decisione finale negativa della Commissione, del 17 novembre 1987 [22], che ordinava la restituzione di una sovvenzione di 2 milioni di DM, nel 1985, del Land Baden-Württemberg alla società BUG-Alutechnik, un'impresa che fabbrica prodotti semilavorati e finiti in alluminio. L'aiuto non è stato restituito, malgrado le richieste della Commissione che nel 1991 ha avviato una procedura di infrazione contro la Germania, per violazione dell'articolo 171 del trattato CE (diventato articolo 228 CE). Nel 1992 "Staatsschuldenverwaltung Baden-Württemberg" ha ingiunto all'impresa di rimborsare l'aiuto. Ma BUG-Alutechnik ha inoltrato un ricorso, sospensivo, contro questa decisione, dinanzi al "Verwaltungsgericht Sigmaringen". Poiché quest'ultimo ha respinto questo ricorso nel 1994, l'impresa ha fatto appello al "Verwaltungsgerichtshof Mannheim"; anche questo ricorso era sospensivo. Poiché "Verwaltungsgerichtshof Mannheim" aveva confermato il giudizio di prima istanza, nel 1996, l'impresa, diventata Hoogovens Aluminium Profiltechnik, è stata ammessa ad intentare ricorso in revisione dinanzi al "Bundesverwaltungsgericht". Quest'ultimo ha respinto questo ricorso il 26 agosto 1999. L'aiuto è stato finalmente restituito il 14 ottobre 1999. Quando la Commissione è stata ufficialmente informata, ha archiviato il dossier, all'inizio del 2000.

[21] Causa C-5/89, Racc. pag. I-3437.

[22] GU L 79 del 1998, pag. 29.

2.4. Occupazione e Affari Sociali

2.4.1. Libera circolazione dei lavoratori

La Commissione ha lanciato e/o prosegue procedure di infrazione nei confronti di diversi Stati membri concernenti l'applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1612/68 e n. 1408/71.

Continua la procedura di infrazione contro il Belgio per mancata esecuzione della sentenza della Corte di giustizia, del 3 maggio 1994, nella causa C-47/93, concernente il finanziamento delle università belghe per l'accoglienza degli studenti di altri Stati membri al solo scopo di seguire corsi universitari.

Le procedure di infrazione nei confronti della Germania concernenti rispettivamente, la concessione dell'assistenza sociale ai lavoratori migranti in seguito alla riunione del gruppo familiare e l'obbligo di presentare il permesso di soggiorno per ottenere il diritto alle prestazioni familiari sono state archiviate. Nel primo caso, è stata elaborata una circolare interpretativa in cui si invitano le autorità competenti a vigilare sul rispetto del diritto comunitario. Nel secondo caso, la situazione è stata regolarizzata a seguito di una modifica della legge pertinente.

Prosegue la procedura di infrazione concernente la regolamentazione e la prassi danese che restringono l'uso in Danimarca, da parte dei lavoratori frontalieri che vi risiedono, di veicoli immatricolati in un altro Stato membro e appartenenti al loro datore di lavoro, ivi stabilito. La Danimarca ha nel frattempo modificato la sua regolamentazione, ma in modo non interamente soddisfacente secondo la Commissione e le è stato quindi inviato un parere motivato complementare.

Un parere motivato è stato notificato alla Grecia a causa del fatto che la legislazione greca impone ai membri della famiglia di cittadini dell'Unione, che non hanno la nazionalità di uno Stato membro e desiderano esercitare un'attività economica in Grecia, di ottenere un permesso di lavoro.

Un parere motivato è stato inviato all'Austria per il fatto che la legislazione austriaca è discriminatoria a detrimento di cittadini dell'Unione che esercitano il loro diritto di libera circolazione dei lavoratori come pure di cittadini di paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso accordi di cooperazione o di associazione (per esempio. Marocco, Turchia, Polonia ecc.). In particolare, le disposizioni austriache sulle elezioni alle Camere del lavoro rendono tutti i lavoratori stranieri ineleggibili per candidarsi all'elezione e le disposizioni del diritto del lavoro escludono dall'ammissibilità a presentarsi per elezione ai consigli di fabbrica i cittadini di paesi terzi con i quali la Comunità ha concluso accordi della cooperazione o d'associazione.

Le procedure di infrazione contro la Grecia, in base all'articolo 228 del trattato CE, e la Spagna, in base all'articolo 226 del trattato CE, concernenti l'obbligo della nazionalità per l'accesso alla funzione pubblica sono state archiviate, dopo che i paesi interessati hanno preso misure per conformarsi alle regole comunitarie.

La Commissione ha inviato pareri motivati all'Austria e al Belgio circa la considerazione dei periodi di servizio prestati nella funzione pubblica di un altro Stato membro. Le procedure di infrazione avviate nel 1999 nei confronti di Germania e Irlanda e concernenti lo stesso settore proseguono il loro corso.

Coordinamento dei sistemi di sicurezza nazionale: la Corte di giustizia nelle cause contro la Francia concernenti il pagamento di contributi per "Contribution Sociale Généralisée" [23] e "Cotisation pour le remboursement de la dette sociale" [24] ha affermato che questi contributi (da classificare, secondo le autorità francesi, come tasse), rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 e non possono pertanto essere applicati alle persone residenti in Francia ma che lavorano in un altro Stato membro, come per esempio i lavoratori frontalieri francesi che lavorano in Belgio, poiché non sono soggetti alla legislazione francese sulla previdenza sociale. Non avendo ricevuto informazioni soddisfacenti sulle misure necessarie da adottare per conformarsi a queste decisioni, le procedure continuano sulla base dell'articolo 228 del trattato CE.

[23] Causa C-169/98.

[24] Causa C-34/98.

Nella causa presentata nel 1999 dalla Commissione alla Corte di giustizia nei confronti della Germania circa l'imposizione dei contributi nell'ambito di una legge speciale sulle indennità della previdenza sociale per gli artisti (Künstlersozialversicherungsgesetz) [25] l'avvocato generale ha espresso il suo parere I 24 ottobre 2000.

[25] Causa C-68/9.

La causa nei confronti del Belgio [26] riguardante la deduzione di un contributo personale del 13,07% qualora i ricorrenti risiedano in un altro Stato membro è ancora in sospeso all'esame della Corte di giustizia. L'avvocato generale ha espresso il suo parere il 23 gennaio 2001.

[26] Causa C-347/98.

La Commissione ha deciso di continuare una causa nei confronti dei Paesi Bassi e di adire la Corte di giustizia. Secondo la Commissione il rifiuto delle autorità olandesi di trasferire l'indennità di disoccupazione di un ex lavoratore frontaliero durante un periodo massimo di tre mesi ad un altro Stato membro, contraddice l'articolo 69 del regolamento 1408/71 che non fa una distinzione tra i lavoratori frontalieri ed altri lavoratori.

Un parere motivato è stato inviato alla Francia riguardo al rifiuto della Mutua francese di rimborsare, secondo le tariffe francesi, i costi di occhiali che un assicurato aveva comperato in Germania. La Commissione ritiene che questa posizione contraddica le disposizioni del trattato CE sulla libera circolazione delle merci, in particolare gli articoli 28 e 30, come erano state interpretate dalla Corte di giustizia nella causa C-120/95 Decher [27] dove la Corte ha sancito il diritto delle persone a ricevere il rimborso di questo articolo medico secondo le tariffe dello Stato membro dove la persona è assicurata, senza autorizzazione preventiva.

[27] Sentenza della Corte di giustizia del 28.4.1998.

Il governo dei Paesi Bassi ha accettato un parere motivato inviato dalla Commissione riguardo al calcolo di una pensione di vecchiaia olandese nelle situazioni dove, oltre all'assicurazione obbligatoria, erano stati anche pagati contributi volontari in un altro Stato membro e sta rivedendo le rispettive disposizione politiche e amministrative. Nonostante l'articolo 15, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CEE) n. 574/72 affermi chiaramente che periodi d'assicurazione obbligatoria principali prevalgono su periodi di contributi volontari, le autorità dei Paesi Bassi avevano rifiutato di considerare un certo periodo d'occupazione nei Paesi Bassi perché nello stesso periodo erano stati versati contributi volontari al regime di un altro Stato membro, con riferimento all'allegato VI, J, 2 h del regolamento. Questa interpretazione delle autorità è stata condivisa dal giudice nazionale.

In una procedura di infrazione nei confronti della Francia riguardante il calcolo di indennità di disoccupazione per una persona il cui ultimo lavoro non era stato in Francia, il governo francese ha modificato la rispettiva lettera circolare per conformarsi al diritto comunitario, dopo che la Commissione aveva adito la Corte di giustizia. Il dossier è stato archiviato.

A seguito di un parere motivato inviato dalla Commissione circa il rifiuto di applicare la legislazione danese sulla previdenza sociale ai lavoratori di altri Stati membri che lavorano su impianti offshore sulla piattaforma continentale danese, il governo danese ha modificato la sua legislazione e la procedura di infrazione è stata archiviata.

2.4.2. Parità di trattamento tra uomini e donne

La procedura iniziata dinanzi alla Corte di giustizia contro la Francia [28] ai sensi dell'articolo 228 del trattato CE per non avere adottato le misure necessarie per conformarsi alla sentenza pronunciata il 13 marzo 1997 [29], che condannava la Francia per avere mantenuto il divieto del lavoro notturno delle donne nell'industria mentre tale divieto non si applica agli uomini, è sempre pendente.

[28] Causa C-224/99.

[29] Causa C-197/96, Commissione delle Comunità europee contro Repubblica francese, Racc. 1997 pagina I-1489.

Circa la direttiva 92/85/CEE relativa alla protezione delle donne incinte, le autorità irlandesi hanno modificato la loro legislazione per conformarsi alle regole comunitarie in seguito all'invio di un parere motivato e hanno comunicato nuove disposizioni nazionali. La procedura contro l'Irlanda è stata di conseguenza archiviata. In seguito all'invio del parere motivato. le autorità svedesi e lussemburghesi hanno anche comunicato nuovi testi legislativi il cui esame è in corso. Le procedure continuano. La Commissione inoltre ha deciso di adire la Corte di giustizia per recepimento non conforme [30] nella causa concernente la Francia, mentre nella causa contro l'Italia l'esame della procedura continua.

[30] La legislazione francese non ha specificamente previsto la possibilità per le donne incinte di essere dispensate dal lavoro se ciò è necessario per tutelare la loro salute.

In seguito alla notifica delle disposizioni nazionali di recepimento da parte delle autorità italiane, la procedura dinanzi alla Corte di giustizia per mancata comunicazione del recepimento della direttiva 96/34/CEE sul congedo parentale [31] è stata ritirata.

[31] Causa C-445/99.

La Commissione ha avviato la procedura fondata sull'articolo 228 del trattato CE nei confronti della Repubblica francese per non applicazione della sentenza dell'8 luglio 1999 [32] con la quale la Corte di giustizia ha condannato la Francia per mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 96/97/CE che modifica la direttiva 86/378/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne nei regimi professionali di sicurezza sociale. Conformemente a questa direttiva, gli Stati membri avrebbero dovuto adottare misure di recepimento il 1º luglio 1997. Anche la Grecia è stata condannata per la stessa questione dalla Corte di giustizia il 14 dicembre 2000 [33]. In seguito alla notifica delle disposizioni nazionali di recepimento da parte delle autorità lussemburghesi, il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia per mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 96/97/CEE che modifica la direttiva 86/378/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne nei regimi professionali di sicurezza sociale [34], è stato ritirato.

[32] Causa C-354/98.

[33] Causa C-457/98.

[34] Causa C-438/98; l'avvocato generale, sig. La Pergola ha reso le sue conclusioni il 24 giugno 1999.

La Commissione ha anche avviato una nuova procedura, sulla base dell'articolo 228 del trattato, nei confronti della Grecia per non applicazione della sentenza del 28 ottobre 1999 [35] con la quale la Corte ha condannato la Grecia per non conformità con la direttiva 79/7/CEE, l'articolo 141 del trattato e la direttiva 75/117/CEE, della legislazione ellenica relativa alla concessione dell'assegno di matrimonio e della considerazione di esso per il calcolo della pensione di vecchiaia o di quiescenza. Questa regolamentazione non ha un effetto retroattivo per l'assegno di matrimonio alla data del 1º gennaio 1981 (data di entrata in vigore in Grecia dell'articolo 141 del trattato e della direttiva 75/117/CEE) e quanto al calcolo della pensione di vecchiaia e di pensione alla data del 23 dicembre 1984 (data di entrata in vigore della direttiva 79/7/CEE).

[35] Causa C-187/98.

2.4.3. Condizioni di lavoro

In seguito a ricorso alla Corte di giustizia, Italia e Francia sono state condannate per insufficiente adozione delle disposizioni di applicazione della direttiva 93/104/CE concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro [36]. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione delle misure adottate in esecuzione della sentenza della Corte, queste procedure di infrazione continuano in base all'articolo 228 del trattato CE. Dopo la notifica tardiva delle disposizioni nazionali di recepimento, il ricorso contro il Lussemburgo [37] per mancata comunicazione del recepimento della direttiva 93/104/CE è stato ritirato.

[36] Causa C-386/98, Commissione contro Repubblica dell'Italia, sentenza del 9 marzo 2000 e causa C-46/99, Commissione contro Francia, sentenza dell'8 giugno 2000.

[37] Causa C-48/99; AG Alber che ha reso le sue conclusioni il 16 novembre 1999.

Nella sentenza del 18 maggio 2000 la Corte ha condannato la Francia [38] per mancata comunicazione del recepimento della direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro. Non avendo ancora ricevuto alcuna comunicazione delle misure adottate in esecuzione della sentenza della Corte, la procedura continua in base all'articolo 228 del trattato CE.

[38] Causa C-45/99.

In seguito alle sentenze della Corte, che condannano il Lussemburgo per mancata comunicazione di eventuali misure di recepimento della direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro [39] e per mancato recepimento della direttiva 94/45/CE riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo [40] le autorità lussemburghesi hanno comunicato misure di recepimento il cui esame è in corso.

[39] Causa C-430/98, sentenza del 21 ottobre 1999.

[40] Causa C-47/99, sentenza del 16 dicembre 1999.

Tenuto conto della risposta non soddisfacente delle autorità italiane al parere motivato inviato dalla Commissione per scorretto recepimento della direttiva 77/187/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, la Commissione ha deciso di adire la Corte. Contrariamente al caso precedente, la Commissione ha deciso il riporto della procedura di infrazione relativa ai licenziamenti collettivi per recepimento non conforme della Grecia della direttiva 98/59/CE, onde analizzare in dettaglio la risposta fornita dalle autorità nazionali prima di prendere una decisione sul fondo.

Un parere motivato è stato notificato al Portogallo e all'Italia per recepimento non conforme della direttiva 98/59/CE relativa ai licenziamenti collettivi.

La Commissione ha deciso di adire la Corte per recepimento non conforme dell'Irlanda delle direttive 98/59/CE (licenziamenti collettivi) e 77/187/CEE (salvaguardia dei diritti acquisiti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese). Poiché le autorità irlandesi hanno comunicato a fine dicembre 2000 misure di recepimento e si sono impegnate ad adottarne delle altre. Non sarà più necessario adire la Corte.

2.4.4. Salute e sicurezza sul luogo di lavoro

In seguito alla comunicazione da parte del Lussemburgo delle disposizioni nazionali di esecuzione della direttiva 92/29/CEE relativa all'assistenza medica a bordo delle navi, tutti gli Stati membri hanno recepito la direttiva-quadro 89/391/CEE del Consiglio e le sue direttive specifiche [41] come pure la direttiva 92/29/CEE, detta "indipendente".

[41] Direttive 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 92/57/CEE, 92/58/CEE, 92/91/CEE, 92/104/CEE, e 93/103/CE.

Il tasso di comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive che modificano o adeguano al progresso tecnico le direttive specifiche [42] è ulteriormente migliorato nel 2000 (in particolare con la comunicazione da parte dell'Italia delle misure di attuazione delle direttive 95/30/CE [43], 97/59/CE, e 97/65/CE [44]), ma non è ancora interamente soddisfacente. Di conseguenza, procedure di infrazione sono in corso nei confronti degli Stati membri che non hanno ancora comunicato alla Commissione le loro disposizioni nazionali di esecuzione. Alcune di queste procedure si trovano già nella fase di ricorso alla Corte, come è il caso dell'Austria per il non recepimento delle direttive 95/30/CE [45], 97/59/CE e 97/65/CE [46]. Un parere motivato per mancata comunicazione delle misure di esecuzione della direttiva 95/63/CE è stato inviato all'Irlanda. Per la direttiva 97/42/CE, il cui termine di recepimento è scaduto il 27 giugno 2000, è stato deciso di inviare pareri motivati alla Francia e all'Irlanda, per mancata comunicazione delle loro disposizioni nazionali di esecuzione.

[42] Direttive 93/88/CE, 95/30/CE, 97/59/CE, 97/65/CE et 95/63/CE, e 97/42/CE.

[43] Causa C-439/98; sentenza del 16 marzo 2000.

[44] Causa C-312/99; dopo questa comunicazione il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia è stato ritirato.

[45] Causa C-473/99.

[46] Cause C-110/00 e C-111/00.

La Commissione ha inviato pareri motivati al Portogallo e alla Svezia per recepimento non conforme delle disposizioni nazionali di esecuzione della direttiva-quadro 89/391/CEE La Commissione inoltre ha adito la Corte di giustizia nei confronti della Germania [47] e dell'Italia [48] per recepimento non conforme, e ha deciso di farlo per il recepimento della direttiva-quadro da parte del Belgio.

[47] Causa C-5/00.

[48] Causa C-49/00.

Quanto alla conformità delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive specifiche [49], la procedura contro la Svezia è stata archiviata, in seguito alla comunicazione di questo Stato membro delle nuove misure di esecuzione della direttiva 90/269/CEE; è stato inviato un parere motivato alla Danimarca per non conformità delle misure di recepimento della direttiva 89/654/CEE. La Commissione inoltre ha deciso di adire la Corte di giustizia in due casi concernenti l'Italia per non conformità del suo recepimento delle direttive 89/655/CEE e 90/270/CEE.

[49] Direttive 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 92/57/CEE, 92/58/CEE, 92/91/CEE, 92/104/CEE, e 93/103/CE.

2.5. Agricoltura

2.5.1. Libera circolazione dei prodotti agricoli [50]

[50] A seguito della riorganizzazione dei servizi della Commissione, la legislazione e le questioni afferenti alla sanità pubblica e alla salute degli animali e delle piante sono state affidate alla direzione generale Salute e protezione dei consumatori. Dall'ultimo trimestre 1999 questa direzione generale ha in carico l'istruzione e la gestione dei dossier delle infrazioni relativi a queste materie, anche relativamente agli ostacoli alla libera circolazione di prodotti agricoli, in nome della protezione della salute.

Garantire la libera circolazione dei prodotti agricoli in un mercato unico è uno dei principi di base del funzionamento della politica agricola comune (PAC) e delle sue organizzazioni comuni di mercato.

La Corte di giustizia ha ricordato, a varie riprese, che gli articoli 28 e 29 del trattato CE fanno parte integrante delle organizzazioni comuni di mercato, anche se la loro menzione espressa, nel corpo di queste, è diventata superflua a decorrere dal 1º gennaio 1970.

La Commissione ha mantenuto una vigilanza permanente allo scopo di eliminare rapidamente gli ostacoli agli scambi di prodotti agricoli nella Comunità.

Anche quest'anno si è confermata la tendenza osservata negli ultimi anni di una riduzione del numero di nuovi casi di ostacoli classici alla libera circolazione di prodotti agricoli, come i controlli sistematici all'importazione o l'esigenza di certificati.

L'insistenza a riservare il vantaggio di "etichette o denominazioni di qualità" ai prodotti delle regioni o degli Stati membri interessati ha indotto la Commissione a proseguire le procedure di infrazione avviate nei confronti di Francia, Spagna e Germania. La Commissione considera infatti che ai sensi dell'articolo 28 del trattato CE, come interpretato dalla Corte di giustizia nelle cause 13/78 Eggers [51] e C-321/94 Montagne [52], una denominazione di qualità o un'etichetta di qualità non possono essere riservate ai prodotti originari di un'entità geografica determinata e devono basarsi esclusivamente sulle caratteristiche intrinseche dei prodotti suscettibili di beneficiarne. Ritiene che qualsiasi denominazione o etichetta nazionale di qualità debba, ai sensi degli articoli 12 e 34 del trattato CE, essere accessibile di pieno diritto a qualsiasi produttore o utente potenziale comunitario i cui prodotti soddisfano le esigenze oggettive e controllabili stabilite.

[51] Sentenza del 12.10.1978, Racc. 1978, pag. 1935.

[52] Sentenza del 7.5.1997, Racc. 1997, pag. I-2343.

Nel caso della Francia, le procedure di infrazione iniziate riguardano le etichette di qualità regionali seguenti: "Normandie", "Nord-Pas-de-Calais", "Ardennes de France", "Limousin", "Languedoc-Roussillon", "Lorraine", "Savoie", "Franche-Comté", "Corse", "Midi-Pyrénées", "Salaisons d'Auvergne" e "Qualité France". Le etichette non sono state abrogate e sono stati inviati pareri motivati. Le autorità francesi sono ora pronte a cambiare il regime giuridico delle etichette.

In Spagna, le seguenti denominazioni di qualità sono state oggetto di pareri motivati: "La Conca de Barbera", "El Valles Occidental", "El Ripolles", "Alimentos de Andalucía", "Alimentos de Extremadura", "Calidad Cantabria". In seguito all'emissione di questi pareri motivati, le autorità regionali competenti in materia hanno abrogato le denominazioni controverse.

Dinanzi al rifiuto delle autorità tedesche di rendere accessibile ai prodotti di altri Stati membri l'etichetta nazionale di qualità CMA, munita della menzione "Markenqualität aus deutschen Landen" e attribuita soltanto ai prodotti trasformati in Germania senza specificità legata all'ambiente o all'origine geografica, la Commissione ha adito la Corte di giustizia. La Commissione considera che l'etichetta in causa porti ad una localizzazione parziale imperativa sul piano nazionale del processo di produzione.

Per ostacoli meno classici come la ripetizione degli atti di violenza commessi in Francia da privati contro ortofrutticoli provenienti da altri Stati membri, in particolare dalla Spagna, e la mancata adozione da parte delle autorità pubbliche delle misure necessarie per farvi fronte, va ricordato che con la sua sentenza del 9.12.1997 nella causa C-265/95 [53] la Corte di giustizia ha detto per diritto che "la Repubblica francese, non avendo adottato tutti i provvedimenti necessari e adeguati affinché atti di privati non ostacolino la libera circolazione degli ortofrutticoli, è venuta meno agli obblighi impostile dall'articolo 30 del trattato CE (attualmente articolo 28 CE) in combinato disposto con l'articolo 5 dello stesso trattato (attualmente articolo 10 CE), e dalle organizzazioni comuni dei mercati dei prodotti agricoli". Lo svolgimento pacifico della campagna di commercializzazione degli ortofrutticoli provenienti in particolare dalla Spagna nel corso del 1998 ha indicato che le misure d'ordine pubblico adottate dal governo francese per conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia sembrano avere raggiunto un buon livello d'efficacia rispetto al passato. Lo stesso è avvenuto nel 1999 e nel 2000, malgrado il verificarsi di alcuni incidenti isolati. La Commissione spera che le prossime campagne di commercializzazione si svolgano normalmente.

[53] Sentenza del 9.12.1997, Racc. 1997, pag. I-6959.

2.5.2. Mercati

Oltre all'attività sviluppata per eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei prodotti agricoli, la Commissione ha continuato i suoi sforzi per un'applicazione corretta ed effettiva delle altre disposizioni della regolamentazione agricola comunitaria.

Per il controllo dell'applicazione dei meccanismi specifici di organizzazione comune dei mercati, la Commissione ha continuato a sorvegliare attentamente l'applicazione dei meccanismi di controllo della produzione, in particolare nel settore lattiero dove è stata svolta un'analisi sistematica dei testi nazionali adottati per garantire l'applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3952/92 e n. 536/93.

La Commissione ha espresso un parere motivato nei confronti dell'Italia e della Spagna a causa delle lacune constatate nell'attuazione del regime di quote lattiere. La principale preoccupazione a tale riguardo consisteva nell'astensione delle autorità interessate a riflettere in maniera definitiva sui produttori responsabili del superamento della produzione il prelievo supplementare dovuto.

In Italia, nel mese di febbraio 1997 il governo ha incaricato una commissione di indagine di effettuare un controllo straordinario sulla produzione di latte durante le campagne 1995-96 e 1996-97. In attesa delle conclusioni di quest'operazione, e con riserva del rimborso di un importo stimato eccedentario rispetto al prelievo effettivamente dovuto, i conti che si riferiscono agli anticipi sul prelievo dovuto percepiti dagli acquirenti a titolo dei periodi in causa sono stati bloccati. Alla luce di denunce generalizzate concernenti frodi e irregolarità, le autorità italiane infatti avevano ritenuto che il pagamento all'autorità competente non potesse intervenire prima di un nuovo controllo approfondito del livello della produzione effettiva e del livello della quantità di riferimento di ogni produttore. Questi fatti sono stati oggetto della procedura di infrazione.

La Commissione è stata sempre informata dell'evoluzione dei controlli successivi e ha effettuato varie missioni di controllo presso tutte le istanze interessate.

Si può concludere che questo esercizio eccezionale ha permesso di chiarire una situazione precedente, caratterizzata da dubbi circa la produzione effettiva dell'Italia. Il livello della produzione inizialmente dichiarata dagli acquirenti è stato confermato con una differenza inferiore all'1% di cui una parte deve ancora essere confermata. Il risultato delle indagini ha d'altra parte permesso di chiarire la situazione individuale di ogni produttore, a parte i casi oggetto di controversie. Nel mese di novembre 1999 i risultati della nuova compensazione delle consegne sono stati notificati agli interessati. La Commissione segue da vicino gli sviluppi nella riscossione effettiva degli importi dovuti. Recentemente ha avuto luogo una missione per quantificare con precisione gli importi il cui recupero immediato non è possibile a causa in particolare di ricorsi portati dinanzi ai tribunali regionali che hanno la competenza di pronunciare un effetto sospensivo. Una verifica approfondita di tali casi è in corso. La Commissione non esiterà a continuare la procedura di infrazione riguardo a ogni importo non coperto senza giustificazione adeguata.

In Spagna, solo una frazione del prelievo dovuto per i periodi 1993-94, 1995-96 e 1996-97 è stata versata dai produttori. Questi, come gli acquirenti hanno fatto massicciamente ricorso contro le decisioni.

In seguito all'avvio della procedura di infrazione, le autorità spagnole hanno adottato nuove misure di gestione del regime, con l'obiettivo in particolare di evitare in futuro il ricorso massiccio ai tribunali. Gli aspetti chiave consistevano in un regime obbligatorio di riscossione di anticipi presso produttori in superamento durante il periodo e nell'imposizione di condizioni restrittive per l'approvazione degli acquirenti. Nella gestione del regime 1998-99 non sono stati registrati i problemi generalizzati constatati precedentemente.

Per le vertenze precedenti, le autorità spagnole hanno fatto costituire delle cauzioni per gli importi in controversia nei numerosi casi in cui ciò era stato prima omesso. Queste autorità considerano attualmente che il prelievo ancora dovuto è interamente coperto, sia da tali cauzioni sia con ordini di riscossione.

La Commissione ha anche seguito l'inosservanza delle regolamentazioni comunitarie che proteggono la designazione dei prodotti agricoli.

Nel settore delle bevande alcoliche, la Commissione ha espresso un parere motivato nei confronti della Repubblica francese che autorizza la commercializzazione sul suo territorio di bevande alcoliche realizzate aggiungendo una certa percentuale d'acqua al whisky e utilizzando il termine generico "whisky" nei termini della denominazione di vendita. Tra le caratteristiche previste dal regolamento (CEE) n. 1576/89 alle quali deve rispondere il whisky, figurano però il requisito di una gradazione alcolica minima di 40 gradi e il divieto di aggiungere l'acqua ad una bevanda alcolica per evitare che sia cambiata la natura del prodotto.

Una domanda pregiudiziale è stata sollevata sullo stesso argomento dal Tribunal de Grande Instance di Parigi (C-136/96). Nella sua sentenza del 16.7.1998 [54], la Corte ha giudicato che la regolamentazione comunitaria vieta le denominazioni controverse.

[54] Sentenza del 16.7.1998, Racc. 1998, pag. I-4571.

Dal momento che nella loro risposta al parere motivato le autorità francesi hanno mantenuto le posizioni prese anteriormente per giustificare il mantenimento della commercializzazione della bevanda in causa sotto la denominazione di vendita contestata dalla Commissione, questa ha deciso di adire la Corte di giustizia.

La Commissione ha anche esortato le autorità elleniche ad attuare integralmente il sistema integrato di gestione e di controllo relativo a alcuni sistemi di aiuti comunitari come stabilito dal regolamento (CEE) n. 3508/92 che mira ad armonizzare e razionalizzare le misure di gestione e di controllo dei sistemi di aiuti comunitari in particolare nei settori delle colture arabili e della carne bovina, ovina e caprina per aumentarne l'efficacia e la redditività, tramite una politica preventiva e repressiva delle irregolarità suscettibili di prodursi nel quadro di operazioni finanziate dal FEAOG. L'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 3508/92 come modificato impone a ogni Stato membro l'istituzione, anteriormente al 1º gennaio 1997, di un sistema integrato che comprende gli elementi seguenti: una base di dati informatizzata; un sistema alfanumerico di identificazione delle parcelle agricole, un sistema alfanumerico di identificazione e registrazione degli animali; domande di aiuti; un sistema integrato di controllo. Le autorità elleniche non hanno però soddisfatto completamente questi requisiti, volti a garantire la legalità e la regolarità dei pagamenti concessi dalle istanze comunitarie. In questo caso, l'identificazione e la numerazione delle parcelle agricole non sono state neppure iniziate e la procedura di registrazione ed identificazione degli animali è soltanto abbozzata, donde l'assenza di basi di dati efficienti. In queste circostanze, la Commissione ha espresso un parere motivato.

Applicazione della direttiva 98/34/CE (regole e regole tecniche) nel settore agricolo

Anche nel 2000 sono stati notificati alla Commissione vari progetti nell'ambito dell'applicazione della direttiva 98/34/CE che impone agli Stati membri e ai paesi EFTA la notifica prima della sua adozione di ogni progetto di regolamentazione contenente regole o regole tecniche, suscettibili di creare ostacoli agli scambi intracomunitari.

Nel settore agricolo, sono stati esaminati, nel corso del 2000, con riferimento all'articolo 28 del trattato CE e al diritto derivato 135 progetti di testi legislativi notificati dagli Stati membri e dai paesi EFTA.

2.6. Energia e trasporti

Il controllo dell'applicazione del diritto comunitario dell'energia esercitato dalla Commissione riguarda tre aspetti: controllo della comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive, esame della conformità di queste disposizioni nazionali e controllo dell'applicazione pratica delle direttive, dei regolamenti e delle disposizioni del trattato.

2.6.1. Mercato interno dell'elettricità e del gas naturale

La direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 1996, concernente regole comuni per il mercato interno dell'elettricità è stata recepita nel diritto nazionale da tutti gli Stati membri. L'infrazione contro il Lussemburgo è stata archiviata. Il Belgio che doveva recepire la direttiva al più tardi il 19 febbraio 1999, non la ha ancora completamente recepita e si attendono ancora i decreti di applicazione. Analogamente, la Francia è oggetto di una procedura di infrazione per recepimento incompleto e non conformità delle disposizioni nazionali di esecuzione di questa direttiva, ma a seguito di disposizioni adottate recentemente non vi dovrebbero essere più ostacoli all'apertura del mercato dell'elettricità e alla concorrenza in Francia.

La direttiva 98/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a regole comuni per il mercato interno del gas naturale doveva essere recepita al più tardi il 10 agosto 2000. Francia, Lussemburgo e Portogallo non hanno recepito la direttiva. La Commissione ha deciso pertanto, il 20 dicembre 2000, di inviare un parere motivato alla Francia e al Lussemburgo. La Germania ha recepito soltanto in parte la direttiva e, per questa ragione, è oggetto di una procedura di infrazione.

I servizi della Commissione continuano ad analizzare la conformità delle disposizioni nazionali di esecuzione delle due direttive per tutti gli Stati membri.

2.6.2. Efficienza energetica

La direttiva 96/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sui requisiti di rendimento di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di uso domestico è stata finalmente recepita dall'Italia. Di conseguenza, tutti gli Stati membri hanno ormai recepito questa direttiva.

Tutte le direttive di applicazione della direttiva 92/75/CEE, del 22 settembre 1992, concernenti l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse degli apparecchi domestici mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti [55] ormai sono recepite da tutti gli Stati membri (ad eccezione dell'Italia per la direttiva 98/11/CE relativa all'indicazione del consumo d'energia delle lampade per uso domestico).

[55] - Direttiva 94/2/CE sull'etichettatura indicante il consumo d'energia dei frigoriferi elettrodomestici, dei congelatori elettrodomestici e delle relative combinazioni. - Direttiva 95/12/CE sull'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lavatrici ad uso domestico. - Direttiva 95/13/CE sull'etichettatura indicante il consumo d'energia delle asciugabiancheria ad uso domestico. - Direttiva 96/60/CE sull'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lavasciugabiancheria domestiche. - Direttiva 96/89/CE sull'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lavatrici ad uso domestico. - Direttiva 97/17/CE sull'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lavastoviglie ad uso domestico, modificata circa il termine di recepimento dalla direttiva 1999/9/CE. - Direttiva 98/11/CE sull'etichettatura indicante l'efficienza energetica delle lampade per uso domestico.

La Commissione ha avviato procedure di infrazione contro 8 Stati membri per applicazione incorretta della direttiva 93/76/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993 intesa a limitare le emissioni di biossido di carbonio migliorando l'efficienza energetica (SAVE).

2.6.3. Idrocarburi

La direttiva 98/93/CE del Consiglio, del 14 dicembre 1998, recante modifica della direttiva 68/414/CEE che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri della CEE di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi, doveva essere recepita al più tardi il 31 dicembre 1999 ed è stata recepita da tutti gli Stati membri, ad eccezione dell'Italia e del Portogallo contro i quali la procedura di infrazione continua.

2.6.4. Trasporti

Il controllo dell'applicazione del diritto comunitario sui trasporti esercitato dalla Commissione riguarda tre aspetti: controllo della comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive, esame della conformità di queste disposizioni nazionali e controllo dell'applicazione pratica delle direttive, dei regolamenti e delle disposizioni del trattato.

Nel settore della legislazione comunitaria dei trasporti, otto nuove direttive sono giunte a scadenza di recepimento nel 2000. Come gli anni precedenti, purtroppo la maggioranza degli Stati membri adotta le disposizioni nazionali di recepimento soltanto con forte ritardo, donde un bassissimo tasso di comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive la cui scadenza di recepimento era fissata nel secondo semestre 2000. Il tasso medio di recepimento delle direttive 'trasporti' migliora soltanto molto leggermente passando a più dell'88% alla fine del 2000 (86% alla fine del 1999).

Tuttavia, non appena sono avviate procedure per infrazione, si nota una reale accelerazione delle notifiche delle misure di recepimento: dei 111 dossier di infrazione archiviati dalla Commissione nel 2000, più di 3/4 riguardavano casi di mancata comunicazione.

Il numero di denunce registrate e di casi rilevati automaticamente dai servizi è restato stabile da un anno sull'altro.

Invece il numero di procedure di infrazione oggetto di una decisione di adire la Corte di giustizia da parte della Commissione non cessa di aumentare (39 nel 2000, rispetto a 30 nel 1999), con una forte proporzione di dossier per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di recepimento delle direttive (30 dossier), cosa che porta ad un totale di 69 dossier per i quali la Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia. Citiamo il secondo ricorso per mancata esecuzione di una sentenza per inadempimento (11.11.1999) con richiesta di penalità di mora nel dossier di mancato recepimento della direttiva 95/21/CE (controllo dello Stato di approdo) da parte dell'Italia.

2.6.5. Trasporto su strada

Il recepimento della direttiva 98/76/CE volta a favorire l'esercizio effettivo della libertà di stabilimento dei trasportatori stradali nel settore dei trasporti nazionali e internazionali modificando la direttiva 96/26/CE sull'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e di viaggiatori, è sempre preoccupante poiché sette procedure di mancata comunicazione sono in corso e la Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti di Lussemburgo, Belgio, Italia e Grecia. Le autorità finlandesi devono ancora comunicare le disposizioni relative al recepimento della direttiva 96/26/CE per le isole Åland.

Sono stati registrati tuttavia dei progressi nella comunicazione della legislazione in materia di dimensioni massime autorizzate in traffico nazionale e internazionale e i pesi massimi autorizzati in traffico internazionale dei veicoli stradali (direttiva 96/53/CE) e di controllo tecnico dei veicoli (direttiva 96/96/CE) poiché tutte le procedure in corso hanno potuto essere archiviate.

In materia di sicurezza del trasporto di materie pericolose su strada, la Corte ha pronunciato due sentenze nei confronti dell'Irlanda [56] che non ha comunicato alla Commissione le disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive 94/55/CE e 96/86/CE concernenti il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri per il trasporto su strada di merci pericolose imballate e alla rinfusa, né quelle della direttiva 95/50/CE sulle procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di merci pericolose. L'Irlanda non ha recepito alcuna delle direttive relative al trasporto di merci pericolose su strada o per ferrovia (cfr. infra, punto 2.8.4.). Al contrario, le procedure contro la Grecia hanno potuto essere archiviate nel 2000.

[56] Causa C-1999/408 - Sentenza della Corte del 26 settembre 2000 - Commissione contro Irlanda - Raccolta di giurisprudenza 2000 pag. 0000.

Nello stesso settore, la regolamentazione sulla designazione e la qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia o per via navigabile di merci pericolose (direttive 96/35/CE e 2000/18/CE) non è stata recepita dalla Grecia e dall'Irlanda (e da parte del Portogallo per la direttiva di modifica).

La Grecia non ha recepito alcuna delle direttive concernenti il trasporto terrestre adottate dal 1998 e giunte a scadenza di recepimento nel periodo 1998/2000. La situazione per l'Irlanda è molto simile.

In materia di fiscalità stradale, l'infrazione aperta nei confronti del Belgio per non conformità delle misure di attuazione della direttiva 93/89/CEE (relativa a tasse, pedaggi e diritti d'utenza) è sempre in corso d'esame e la Corte ha pronunciato la sua sentenza nel dossier riguardante il pedaggio del Brennero contro l'Austria [57]. La direttiva 99/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 1999, relativa alla tassazione degli automezzi pesanti per l'uso di alcune infrastrutture, non è stata recepita in 13 Stati membri per i quali una procedura per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione è aperta.

[57] Causa C-1998/205 - Sentenza della Corte del 26 settembre 2000 - Commissione contro Austria - Raccolta di giurisprudenza 2000 pag. 0000.

Circa il dossier della patente di guida, la conformità del recepimento della direttiva 91/439/CEE resta sempre estremamente preoccupante. La procedura contro l'Italia è stata archiviata nel 2000, ma l'analisi delle disposizioni nazionali di recepimento rivela in otto altri Stati membri numerosi punti di non conformità: età minima per una categoria di veicolo, rinnovo della patente di guida a cittadini che non hanno più la residenza nello Stato membro di rilascio, criteri dei veicoli d'esame, durata della prova pratica, regole minime concernenti l'idoneità fisica e mentale. Le procedure di registrazione sistematica delle patenti i cui titolari cambiano Stato di residenza vanno inoltre contro il principio del riconoscimento reciproco delle patenti di guida.

2.6.6. Trasporto combinato

La procedura contro la Finlandia per non conformità delle disposizioni nazionali di esecuzione della direttiva 92/106/CEE relativa alla fissazione di regole comuni per taluni trasporti combinati di merci tra Stati membri è stata archiviata nel 2000 dopo notifica della legge n. 440/2000 del 19 maggio 2000 che recepisce correttamente la direttiva 92/106. Invece, la procedura aperta nei confronti dell'Italia per applicazione incorretta della direttiva continua e il dossier è sempre dinanzi alla Corte di giustizia.

2.6.7. Trasporto per vie navigabili

Il recepimento della direttiva 96/50/CE sull'armonizzazione dei requisiti per il conseguimento dei certificati di conduzione di navi per la navigazione interna, giunta a scadenza di recepimento nel 1998, ha dato luogo a procedure per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione. La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti di Francia e Paesi Bassi che non hanno ancora adottato e pubblicato le disposizioni nazionali di recepimento di questa direttiva anche se questi due Stati membri hanno comunicato progetti che saranno adottati a breve termine.

D'altra parte, le procedure avviate nei confronti di Germania e Lussemburgo che avevano concluso accordi bilaterali con paesi terzi nel settore della navigazione interna continuano con la decisione della Commissione di adire la Corte di giustizia poiché questa materia è di competenza esclusiva della Comunità.

2.6.8. Trasporto per ferrovia

La direttiva 96/49/CE modificata dalla direttiva 96/87/CE permette il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sul trasporto di merci pericolose per ferrovia fissando regole di sicurezza uniformi per migliorare la sicurezza e la circolazione delle apparecchiature in tutta la Comunità. Queste direttive che si applicano al trasporto di merci pericolose per ferrovia dentro o tra Stati membri, non sono ancora state recepite in Irlanda e in Grecia nei cui confronti la Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia. La direttiva 99/48/CE che è il secondo adeguamento al progresso tecnico della direttiva 96/49/CE per il trasporto delle merci pericolose per ferrovia, non è stata recepita da Italia, Irlanda e Grecia. La Commissione ha quindi deciso di esprimere un parere motivato per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione di questa direttiva nei confronti di questi tre Stati.

La situazione della direttiva 96/48/CE relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità il cui obiettivo è favorire l'interconnessione e l'interoperabilità delle reti nazionali di treni ad alta velocità nelle varie fasi di progettazione, costruzione e messa in servizio, ma anche di esercizio e accesso alle reti, resta molto preoccupante. Infatti, sette Stati membri (Francia, Regno Unito, Grecia, Irlanda, Austria, Svezia e Finlandia) non hanno ancora comunicato le misure di recepimento e la Commissione ha dovuto adire la Corte per tutti questi dossier.

2.6.9. Trasporto marittimo

I servizi della Commissione hanno notato un miglioramento sensibile dell'applicazione del diritto comunitario per tutti gli aspetti di sicurezza marittima; la situazione è invece meno soddisfacente per la libera prestazione di servizi.

Nel 1999 la Commissione deplorava il ritardo generalizzato degli Stati membri nel recepimento corretto delle direttive sulla sicurezza del trasporto marittimo e la prevenzione dell'inquinamento marino. Nel 2000 la situazione del recepimento delle direttive è sensibilmente migliorata, anche se le direttive più recenti non sono sempre state completamente incorporate negli ordinamenti giuridici nazionali. È in particolare il caso della direttiva 99/35/CE (visite obbligatorie per l'esercizio, in condizioni di sicurezza, di traghetti roll-on/roll-off e di unità veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea) e della direttiva 99/97/CE (controllo dello Stato di approdo) giunte a scadenza di recepimento nel dicembre 2000, che non sono state recepite dalla maggior parte degli Stati membri.

L'esempio della direttiva 96/98/CE sull'equipaggiamento marittimo e la sua modifica con direttiva 98/85/CE illustra perfettamente i progressi nel recepimento delle direttive di sicurezza marittima: tutte le procedure per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione di queste due direttive sono state archiviate nel 2000 e le direttive relative alle condizioni minime imposte per le navi che trasportano merci pericolose o inquinanti sono ormai recepite da tutti gli Stati membri (direttiva 93/75/CEE e direttive di modifica 96/39/CE, 97/34/CE, 98/55/CE e 98/74/CE).

Le direttive 98/18/CE e 98/41/CE si prefiggono di rafforzare la sicurezza e le possibilità di salvataggio dei passeggeri e dei membri d'equipaggio presenti a bordo delle navi passeggeri in entrata o in uscita dai porti di Stati membri della Comunità e di garantire una gestione più efficace delle conseguenze di un incidente eventuale. Il ritardo nella comunicazione delle disposizioni nazionali di recepimento di queste due direttive che aveva condotto all'avvio di venti nuove procedure di infrazione nel 1999, si è riassorbito ed esistono soltanto 4 procedure aperte di cui 3 sono dinanzi alla Corte (Lussemburgo e Portogallo per la direttiva 98/18/CE e Paesi Bassi per la direttiva 98/41/CE). Tuttavia, procedure per recepimento non conforme sono state aperte nei confronti di tre Stati membri, fra le quali il dossier belga è stato portato alla Corte.

Sono sempre in corso tre delle quattro procedure di infrazione per recepimento non conforme della direttiva 94/57/CE relativa alle disposizioni e alle regole comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime, volte a garantire la conformità con le convenzioni internazionali sulla sicurezza marittima e la prevenzione dell'inquinamento marino. L'infrazione contro la Francia è stata archiviata, ma i dossier riguardanti Italia, Irlanda e Portogallo continuano, con decisione di adire la Corte per quest'ultimo.

Per la direttiva 95/21/CE (controllo dello Stato di approdo) che armonizza i criteri di ispezione delle navi, le condizioni dei fermi e/o del diniego di accesso ai porti comunitari, la Corte di giustizia ha pronunciato una sentenza [58] nel 1999 nei confronti dell'Italia. Le misure di esecuzione della sentenza non sono state notificate alla Commissione che ha deciso di adire la Corte ai sensi dell'articolo 228 del trattato e chiedere all'Italia il pagamento di una penalità di mora. D'altra parte, Italia è l'ultimo Stato membro che non ha ancora recepito le direttive di modifica 98/25/CE e 98/42/CE (controllo dello Stato di approdo) e la Commissione ha dunque deciso di adire la Corte per questi due dossier.

[58] Causa C-1998/315 - Sentenza della Corte (quinta camera) dell'11 novembre 1999 - Commissione contro Italia - Raccolta di giurisprudenza 1999 pag. I-8001.

La Commissione ha appena aperto 4 dossier per incorretta applicazione della direttiva 95/21/CE nei confronti degli Stati membri che non hanno rispettato l'obbligo in materia di ispezione di controllare almeno il 25% delle navi battenti bandiera straniera che fa scalo nei loro porti o che naviga nelle acque sotto la loro giurisdizione.

La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti di cinque Stati membri che non hanno ancora notificato tutte le misure di recepimento della direttiva 98/35/CE che modifica la direttiva 94/58/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare (Lussemburgo, Paesi Bassi, Italia, Portogallo e Austria).

Il recepimento della direttiva 97/70/CE (regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri), modificata dalla direttiva 99/19/CE, continua a porre numerose difficoltà nei Paesi Bassi che non hanno ancora recepito queste due direttive e il dossier riguardante la direttiva 97/70/CE è stato portato alla Corte. Francia e Italia sono oggetto di una procedura per non conformità e il Belgio non ha ancora comunicato le misure di recepimento riguardanti la direttiva di modifica.

Il rispetto della normativa comunitaria in materia di registrazione delle navi e di attribuzione della bandiera continua a porre difficoltà. Le procedure nei confronti della Grecia e della Finlandia sono state infine archiviate, ma le condizioni di iscrizione delle navi nei registri marittimi e la concessione della bandiera nazionale restano discriminatorie in Francia e nei Paesi Bassi nei cui confronti continuano le procedure di infrazione. La Francia ha comunicato un progetto di legge conforme che deve ancora essere adottato dalla Commissione mista paritetica, promulgato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, tuttavia la procedura presso la Corte continua.

In materia di diritto di stabilimento, la Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti dell'Italia per non conformità con gli articoli 43 e 48 del trattato della sua legislazione nazionale che stabilisce le condizioni nelle quali le società marittime legalmente aventi sede in un altro Stato membro possono beneficiare dello stesso trattamento delle società marittime italiane per essere ammesse alla quota italiana nel traffico di avvicinamento.

In materia di cabotaggio marittimo, diversi Stati membri (Francia, Spagna, Danimarca, Portogallo, Germania e Grecia) sono oggetto di procedura di infrazione a causa del mantenimento o dell'adozione di una normativa nazionale in contraddizione con il regolamento (CEE) n. 3577/92 che ha liberalizzato il cabotaggio marittimo per gli armatori comunitari che impiegano navi registrate in uno Stato membro e battenti bandiera di questo Stato membro. La Corte ha pronunciato una sentenza contro la Francia [59] per non conformità del regime giuridico del cabotaggio marittimo ma l'adeguamento del diritto francese in materia è in corso.

[59] Causa C-1999/160 - Sentenza della Corte (quinta camera) del 13 luglio 2000 - Commissione contro Repubblica francese - Raccolta di giurisprudenza 2000 pag. 0000.

Il principio della libera prestazione di servizi garantito dal regolamento (CEE) n. 4055/86 in materia di accordi di divisione di carichi tra Stati membri e paesi terzi, non è ancora rispettato da tutti gli Stati membri e nel 2000 è stata aperta una nuova procedura per applicazione incorretta. Le procedure continuano nei confronti del Belgio [60] (le infrazioni potranno tuttavia essere archiviate nel 2001 a partire dall'entrata in vigore e pubblicazione dei protocolli firmati con gli Stati terzi interessati), del Lussemburgo [61] e del Portogallo [62] dopo le sentenze della Corte pronunciate nel 1999 e nel 2000.

[60] Procedimenti C-1998/170 e C-1998/171 - Sentenza della Corte (prima camera) del 14 settembre 1999 - Commissione contro Regno del Belgio - Raccolta di giurisprudenza 1999 pag. I-5493.

[61] Causa C-1998/202 - Sentenza della Corte (prima camera) del 14 settembre 1999 - Commissione contro Granducato di Lussemburgo - Raccolta di giurisprudenza 1999 pag. I-5493.

[62] Procedimenti C-1998/062 e C-1998/084 - Sentenza della Corte del 4 luglio 2000 - Commissione contro Repubblica del Portogallo - Raccolta di giurisprudenza 2000 pag. 0000.

L'applicazione del regolamento (CEE) n. 4055/86 è particolarmente seguita dai servizi della Commissione circa le discriminazioni possibili in funzione della nazionalità degli operatori o del tipo di trasporto effettuato e degli ostacoli che ne possono risultare. Sono in corso due procedure di infrazione per applicazione incorretta a causa di tasse portuali discriminatorie applicate in Italia e in Grecia. Le tasse imposte variano in funzione del porto di destinazione delle navi. Gli importi delle tasse sono più bassi per il trasporto tra due porti del territorio nazionale rispetto al trasporto internazionale. La Commissione ha adito la Corte di giustizia nei confronti dell'Italia per le tasse applicate nei porti di Genova, Napoli e Trieste. Molti altri dossier di questo settore sono in corso d'istruzione.

2.6.10. Trasporto aereo

In questo settore il recepimento delle direttive è molto soddisfacente con un tasso di circa il 98% alla fine del 2000. Questo miglioramento rispetto all'anno precedente è dovuto a due fattori: nessuna direttiva è giunta a scadenza nel 2000 e gli Stati membri in ritardo nel recepimento delle direttive si sono finalmente conformati al diritto comunitario.

Il tasso di recepimento è addirittura del 100% per tutti gli Stati membri, ad eccezione di Grecia, Lussemburgo e Irlanda. Quest'ultima non ha ancora recepito le direttive 98/20/CE e 1999/28/CE volte a limitare l'uso di alcuni tipi di aerei a reazione subsonici civili; tuttavia, il recepimento di queste due direttive dovrebbe avvenire, secondo le autorità irlandesi, nelle prossime settimane.

La direttiva 94/56/CE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste e inconvenienti nel settore dell'aviazione civile non è ancora recepita da Grecia e Lussemburgo. È stato deciso l'invio di una lettera di costituzione in mora a quest'ultimo Stato membro ai sensi dell'articolo 228 del trattato in seguito alla sentenza del 16 dicembre 1999 [63]. La procedura presso la Corte di giustizia per mancato recepimento di questa direttiva continua anche contro la Grecia.

[63] Causa C-1999/138 - Sentenza della Corte (terza camera) del 16 dicembre 1999 - Commissione contro Granducato di Lussemburgo - Raccolta di giurisprudenza 1999 pag. I-9021.

Gestione del traffico aereo: la sola procedura per mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 97/15/CE (adeguamento alle nuove regole Eurocontrol) è stata infine archiviata. Questa direttiva è stata modificata dal regolamento (CE) n. 2082/2000 della Commissione, del 6 settembre 2000.

Negli ultimi anni la direttiva 91/670/CEE sull'accettazione reciproca delle licenze per l'esercizio di funzioni nell'aviazione civile era stata oggetto di molte procedure di infrazione per incorretta applicazione nei confronti di alcuni Stati membri. La procedura nei confronti del Belgio è stata archiviata mentre quella contro la Francia è sempre aperta.

La direttiva 96/67/CE relativa all'assistenza a terra è stata recepita da tutti gli Stati membri, ma a seguito di denunce concernenti l'applicazione incorretta in due Stati membri, sono state avviate procedure di infrazione.

Sono continuate le infrazioni rilevate in materia di tasse aeroportuali. Alcuni Stati membri applicano tasse diverse, a seconda della destinazione dei passeggeri (voli interni/collegamenti aerei intracomunitari e/o internazionali). Ciò è incompatibile con il principio della libera prestazione dei servizi attuato nel settore del trasporto aereo con il regolamento (CEE) n. 2408/92 ed è contrario all'esercizio della libertà di circolazione accordato ai cittadini dell'Unione in virtù dell'articolo 18 del trattato. Le procedure per incorretta applicazione del regolamento presso la Corte di giustizia continuano nei confronti di Italia, Portogallo e Grecia. Le procedure contro Irlanda e Regno Unito sono state infine archiviate, ma i Paesi Bassi, e la Spagna sono stati oggetto di una decisione di ricorso alla Corte di giustizia.

Le procedure di infrazione - relative agli accordi bilaterali detti di "cielo aperto" con gli Stati Uniti d'America - contro otto Stati membri (Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Austria, Svezia e Regno Unito) continuano presso la Corte di giustizia. Inoltre, le procedure precontenziose avviate contro la Francia e i Paesi Bassi sono sempre in corso.

L'incorretta applicazione del regolamento (CEE) n. 3922/91 relativo all'armonizzazione di regole tecniche e di procedure amministrative nel settore dell'aviazione civile è stata oggetto dell'avvio di una procedura di infrazione contro uno Stato membro.

2.7. Società dell'informazione

Nel marzo 2000 il Consiglio europeo ha stabilito all'Unione un nuovo obiettivo per il prossimo decennio: diventare l'economia basata sulle conoscenze più competitiva e più dinamica del mondo. Ciò implica disporre, tra l'altro, di un mercato delle telecomunicazioni completamente integrato e liberalizzato.

In questo contesto, la Commissione ha sottolineato la necessità per l'Europa di sfruttare i suoi vantaggi e di intervenire rapidamente per rimediare alle sue debolezze. Uno di questi vantaggi è, ovviamente, il quadro regolamentare volto a liberalizzare i servizi di telecomunicazioni e definire le condizioni della creazione di un mercato unico europeo nel settore.

Per aprire i mercati ad una concorrenza effettiva, il quadro regolamentare dell'UE impone agli Stati membri di integrare nel loro diritto nazionale un insieme completo di principi intesi, in particolare, a non attribuire gli stessi diritti e obblighi a tutti i soggetti economici, in quanto gli obblighi più costrittivi devono incombere ai soggetti più potenti sul mercato. Il quadro dell'UE è molto più ampio ma include completamente il quadro di riferimento allegato all'Accordo generale sul commercio dei servizi.

Il 7 dicembre 2000 la Commissione ha adottato la sua Sesta relazione sull'attuazione della regolamentazione in materia di telecomunicazioni [64]. La principale conclusione, dal punto di vista della regolamentazione, è che la fase attuale di attuazione offre una base solida per la prosecuzione dello spiegamento dell'industria europea dei servizi di comunicazioni elettroniche e il compimento degli obiettivi più ampi dell'iniziativa e-Europe. Il quadro è globalmente in atto negli Stati membri ma permangono alcune debolezze da correggere.

[64] COM(2000) 814 def.

Parallelamente all'attività di controllo tramite la Relazione, la Commissione avvia procedure di infrazione quando considera che Stati membri vengono meno ai loro obblighi a norma del trattato di recepire, notificare o applicare i principi stabiliti nelle direttive che costituiscono il quadro regolamentare.

Il metodo della Commissione che consiste nell'esaminare in dettaglio l'attuazione del quadro regolamentare dell'UE garantisce il rispetto assoluto dei principi più generali dell'Accordo generale sul commercio dei servizi.

Dalla messa in atto della liberalizzazione totale al 1º gennaio 1998, un numero significativo di procedure di infrazione ha raggiunto la fase finale della Corte di giustizia. Alla fine del 2000 su un totale di 53 procedure, 17 erano nella fase di parere motivato (12 per non conformità, 5 per incorretta applicazione), mentre la Commissione ha già deciso di rinviare alla Corte 9 cause (6 per mancata comunicazione, 3 per non conformità). Nel 2000 la Corte ha già pronunciato la sua sentenza in 4 cause concernenti il quadro regolamentare. Al contrario, 22 casi (8 per mancata comunicazione, 8 per non conformità e 6 per incorretta applicazione) sono stati archiviati nel 2000, a seguito delle misure adottate dagli Stati membri per mettersi in conformità con il quadro regolamentare armonizzato delle telecomunicazioni. Per la stessa ragione, la Commissione ha desistito in due casi già rinviati dinanzi alla Corte (uno per mancata comunicazione, uno per non conformità).

La situazione di attuazione delle varie direttive e decisioni e le procedure avviate a norma dell'articolo 226 del trattato CE, è la seguente.

La direttiva-quadro ONP (90/387/CEE), relativa ai principi da applicare per la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni, era stata già recepita da tutti gli Stati membri nel 1998.

Tutti gli Stati membri hanno comunicato alla Commissione disposizioni nazionali di recepimento della direttiva 92/44/CEE (linee affittate), Un parere motivato è stato notificato al Portogallo, considerando che le disposizioni nazionali notificate non sono conformi alle disposizioni della direttiva. Inoltre, la Commissione ha deciso di adire la Corte contro il Lussemburgo nel dicembre 2000.

La direttiva 97/51/CE modifica le due direttive precedenti per adeguarle ad un ambiente concorrenziale nel settore delle telecomunicazioni. Tutti gli Stati membri, eccetto due, hanno comunicato alla Commissione disposizioni nazionali di recepimento. Nel 1999 la Commissione aveva già deciso un ricorso contro Francia e Italia, per mancata comunicazione. Il 30 novembre 2000, nella causa C-422/99, la Corte di giustizia ha deciso che non adottando, entro il termine prescritto, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie, l'Italia era venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi della suddetta direttiva. Tre procedure aperte per non conformità delle legislazioni nazionali sono state archiviate nel 2000.

Tutti gli Stati membri hanno notificato misure di recepimento della direttiva 95/62/CE, relativa all'applicazione della fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale. La procedura aperta per mancata comunicazione contro il Belgio è stata archiviata nel marzo 2000.

Tutti gli Stati membri, eccetto la Francia e l'Italia, hanno notificato misure di recepimento della nuova direttiva "telefonia vocale" (98/10/CE), che aveva abrogato la direttiva 95/62/CE con effetto dal 30 giugno 1998. Circa Francia, la Commissione, nel 1999, aveva già deciso di portare la sentenza davanti alla Corte per mancata comunicazione. Il 7 dicembre 2000, nella causa C-423/99, la Corte ha deciso che Italia è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi della suddetta direttiva. La Commissione ha inviato pareri motivati a Belgio, Austria e Lussemburgo, considerando che le regole nazionali notificate non sono conformi alle disposizioni della direttiva. Una procedura aperta per non conformità della legislazione nazionale è stata archiviata nel 2000.

Tutti gli Stati membri hanno comunicato alla Commissione disposizioni nazionali di recepimento della direttiva "licenze '(97/13/CE). Considerando che le disposizioni nazionali notificate non sono conformi alle disposizioni della direttiva, la Commissione ha notificato pareri motivati alla Germania e all'Italia nel 2000; il parere motivato contro la Francia è stato completato. Inoltre, già nel 1999, erano stati depositati due ricorsi contro Lussemburgo e Austria. Nella causa contro il Lussemburgo (C-448/99), l'Avvocato generale ha presentato le sue conclusioni il 21 settembre 2000; dopo modifica della legislazione nazionale, la procedura contro l'Austria (C-446/99) è stata abbandonata. Le procedure contro Belgio e Spagna sono state archiviate per la stessa ragione.

Tutti gli Stati membri hanno notificato le misure di attuazione della direttiva "interconnessione" (97/33/CE). Considerando che le disposizioni nazionali notificate non sono conformi alle disposizioni della direttiva, la Commissione aveva deciso nel 1999 un ricorso contro Belgio, Francia e Lussemburgo; per la stessa ragione un parere motivato era stato notificato alla Germania. La procedura contro la Francia è stata sospesa nel 2000; invece un parere motivato complementare è stato notificato al Lussemburgo. Il 30 novembre 2000, nella causa C-384/99, la Corte di giustizia ha deciso che non mettendo in vigore, entro il termine prescritto, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi all'articolo 5 della direttiva relativa al servizio universale, il Belgio era venuto meno agli obblighi che gli incombono ai sensi di questa direttiva. Due procedure aperte per incorretta applicazione sono state archiviate nel 2000.

Alla fine del 2000 tutti gli Stati membri avevano notificato misure di attuazione della direttiva "archiviazione" (98/61/CE) che modifica la direttiva 97/33/CE riguardo alla portabilità del numero di operatore e la preselezione del vettore. Le procedure aperte per mancata comunicazione contro il Belgio e l'Italia sono state archiviate nel marzo 2000. Considerando che le disposizioni nazionali notificate non sono conformi alle disposizioni della direttiva la Commissione ha notificato un parere motivato a Francia e Finlandia. Due procedure aperte per non conformità delle legislazioni nazionali sono state archiviate nel 2000. Pareri motivati per incorretta applicazione della suddetta direttiva sono stati notificati a Belgio, Germania, Paesi Bassi e Austria. Inoltre, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato contro il Regno Unito nel dicembre 2000.

Tutti gli Stati membri, eccetto tre, hanno notificato misure di attuazione della direttiva "protezione di dati personali" (97/66/CE). Di conseguenza, le procedure contro Belgio, Danimarca, Grecia e Regno Unito sono state archiviate nel 2000. La Commissione sta valutando le misure di attuazione che le sono state notificate. La Commissione ha invece deciso un ricorso contro l'Irlanda nel luglio 2000, per l'assenza completa di notifica delle disposizioni nazionali di esecuzione; decisioni identiche erano state già prese nel 1999 contro Francia e Lussemburgo. Circa la Francia, nella causa C-151/00, l'Avvocato generale ha presentato le sue conclusioni il 26 ottobre 2000. Circa l'articolo 5 della direttiva, per il quale il termine di recepimento era il 24 ottobre 2000, sono state inviate lettere di costituzione in mora a Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo e Regno Unito vista l'assenza di notifica alla Commissione di disposizioni nazionali di esecuzione. Undici Stati membri hanno notificato misure di attuazione alla fine del 2000.

Tutti gli Stati membri avevano già notificato le loro disposizioni nazionali di esecuzione delle tre direttive 'frequenze' (87/372/CEE (GSM), 90/544/CEE (ERMES) e 91/287/CEE (DECT)).

Tutti gli Stati membri, eccetto la Francia e i Paesi Bassi, hanno notificato disposizioni nazionali di recepimento della direttiva 95/47/CE relativa all'impiego di norme per l'emissione di segnali televisivi. In seguito alla notifica delle disposizioni nazionali da parte del Belgio, la procedura per mancata comunicazione è stata archiviata nel 2000. Per la stessa ragione, la Commissione ha rinunciato alla procedura contro l'Austria (C-411/99). Invece, nel giugno 2000, la Commissione ha adito la Corte contro i Paesi Bassi per mancata comunicazione. Il 23 novembre 2000, nella causa C-319/99, la Corte ha deciso che non avendo preso, entro il termine previsto, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie, la Francia è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi della suddetta direttiva. Un parere motivato è stato inviato al Portogallo, per la non conformità della legislazione nazionale.

Tutti gli Stati membri hanno adottato misure per attuare la decisione "numerazione" 91/396/CEE, relativa all'introduzione del "112" come numero unico europeo per chiamate di emergenza. La procedura aperta contro la Grecia per incorretta applicazione è stata archiviata nel luglio 2000.

Tutti gli Stati membri avevano già recepito la decisione 92/264/CEE, sull'adozione del prefisso "00" come codice di accesso comune al servizio telefonico internazionale nella Comunità.

Nel 2000 sono state archiviate tre procedure aperte contro uno Stato membro per mancata adozione di misure di attuazione della decisione n. 710/97/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 marzo 1997, su un approccio coordinato di autorizzazioni nel settore dei servizi di comunicazioni personali via satellite nella Comunità.

2.8. Ambiente

Nel 2000 il numero di nuovi dossier (denunce, cause per iniziativa propria ed infrazioni) nel settore ambientale ha continuato ad aumentare (755 nel 2000, contro 612 nel 1999). La Commissione ha presentato alla Corte di giustizia 39 dossier nei confronti di Stati membri (nessuno sulla base dell'articolo 228 del trattato) ed ha espresso 122 pareri motivati o pareri motivati complementari (otto di loro a norma dell'articolo 228). Si ricorda che la Commissione mira a risolvere le infrazioni sospettate non appena esse sono identificate, senza dover avviare procedure di infrazione formali.

La procedura basata sull'articolo 228 (ex articolo 171) ha continuato a dimostrarsi efficace come ultima soluzione per costringere gli Stati membri a conformarsi alle sentenze della Corte di giustizia. Nel 2000 in due casi è stato deciso di adire la Corte e diverse lettere di intimazione o pareri motivati sono state inviate per mancata notifica, non conformità o applicazione incorretta. Maggiori dettagli sono forniti infra nella discussione sui diversi settori.

Per la prima volta da quando la possibilità di comminare una sanzione ad uno Stato membro per non essersi conformato alle sentenze della Corte è entrata in vigore nel 1993, la Corte ha preso una decisione sulla base dell'articolo 228 (causa C-387/97 Commissione contro Grecia sull'eliminazione dei rifiuti a Creta - cfr. sezione sui "rifiuti").

La Commissione continua ad avvalersi dell'articolo 10 del trattato, che impone agli Stati membri di cooperare in buona fede con le istituzioni comunitarie, in caso di persistente mancanza di risposta alle lettere della Commissione di richiesta di informazioni. Questa mancanza di cooperazione impedisce alla Commissione di agire efficacemente come custode del trattato.

La Commissione ha nel 2000 continuato i lavori attinenti alla Comunicazione adottata nell'ottobre 1996 ("Attuazione del diritto ambientale comunitario") in particolare per le ispezioni ambientali dove la Commissione ha presentato una proposta per una raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sui criteri minimi per le ispezioni ambientali sulla base dell'articolo 175 del trattato. Nella fase finale della procedura di conciliazione, avviata nel settembre 2000 a seguito di pareri divergenti tra il Parlamento europeo ed il Consiglio sulla forma dell'atto, è stato raggiunto un accordo all'inizio di gennaio 2001, su una raccomandazione per le ispezioni ambientali negli Stati membri, basato in gran parte su un compromesso presentato dalla Presidenza svedese e su alcuni emendamenti supplementari del Parlamento europeo.

Circa le relazioni che gli Stati membri devono fornire, la Commissione proporrà eventualmente una direttiva nel 2003 alla luce dell'esperienza acquisita con la raccomandazione e in base a lavori supplementari eseguiti dalla rete IMPEL ("Applicazione ed esecuzione del diritto ambientale dell'UE") sui criteri minimi di qualificazione per gli ispettori ed i programmi di formazione. IMPEL inoltre, in via di contributo, preparerà un sistema nell'ambito del quale gli Stati membri riferiscono e forniscono consulenze sugli ispettorati e sulle procedure di ispezione che potrebbe essere descritto come un esame inter pares.

La rete IMPEL ha continuato il suo lavoro. Citiamo la Conferenza sull'applicazione ed esecuzione del diritto ambientale tenuta a Villaco, Austria, nell'ottobre 2000 dove, è stata tra l'altro discussa in modo approfondito l'idea di sviluppare reti nazionali sotto l'egida IMPEL.

Nel 2000 la Commissione inoltre ha preso certe iniziative per sviluppare i principi della politica ambientale comunitaria. Il 9 febbraio 2000 la Commissione ha adottato un Libro bianco sulla responsabilità ambientale [65]. L'obiettivo del documento è esaminare le diverse modalità di un regime di responsabilità ambientale a livello comunitario, allo scopo di: a) migliorare l'applicazione dei principi ambientali nel trattato CE (principio "chi inquina paga", principio di prevenzione e principio di precauzione); b) migliorare l'esecuzione del diritto ambientale della CE; e c) garantire un adeguato ripristino dell'ambiente. Il Libro bianco conclude che l'azione più adatta sarebbe una direttiva quadro della CE sulla responsabilità ambientale. La Commissione intende adottare una proposta nel corso del 2001. Il 2 febbraio 2000 la Commissione ha adottato una Comunicazione sul principio [66] di precauzione. L'obiettivo della comunicazione è informare tutte le parti interessate su come la Commissione intende applicare il principio e stabilire orientamenti di applicazione.

[65] COM(2000) 66 def.

[66] COM(2000) 1 def.

Non vi sono stati sviluppi di rilievo dopo la relazione dell'anno scorso circa la notifica degli Stati membri di misure di attuazione della legislazione ambientale. Diverse direttive sono giunte a scadenza di recepimento nel 2000. Come prima, la Commissione è stata costretta ad avviare numerose procedure per mancata notifica delle misure di recepimento, concernenti in molti casi tutti gli Stati membri. Per dettagli si rinvia alle sezioni sui singoli settori e sulle singole direttive.

Sono in corso procedure in tutti i settori di legislazione ambientale e nei confronti di tutti gli Stati membri in relazione alla conformità delle misure di recepimento nazionali. Il monitoraggio delle azioni prese per garantire la conformità della legislazione degli Stati membri con i requisiti delle direttive ambientali è un compito prioritario per la Commissione. In relazione al recepimento di disposizioni comunitarie in corrispondenti disposizioni nazionali, si constata un certo miglioramento (comunicazione oltre che degli strumenti statutari di recepimento delle direttive, anche spiegazioni dettagliate e tabelle di concordanza), soprattutto nel caso di Germania, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Francia e talvolta Danimarca ed Irlanda.

La Commissione deve inoltre verificare che il diritto ambientale comunitario (direttive e regolamenti) sia correttamente applicato e questa è una parte importante del suo lavoro. Questo significa verificare le iniziative pratiche degli Stati membri per ottemperare a certi obblighi generali (designazione di zone, elaborazione di programmi, piani di gestione ecc.) ed esaminare casi specifici nei quali una pratica o una decisione amministrativa particolare si configurano contrarie al diritto comunitario. Le denunce e le petizioni inviate al Parlamento europeo da persone e organizzazioni non governative e le interrogazioni parlamentari scritte ed orali e le petizioni, concernono in genere casi di incorretta applicazione.

Il numero di denunce ha continuato ad aumentare nel 2000, confermando la tendenza registrata negli anni precedenti (1998: 432, 1999: 453, 2000: 543). La Spagna, la Francia, l'Italia e la Germania erano i paesi più interessati. Le denunce spesso sollevano più di un problema e una classificazione approssimativa di quelle registrate nel 2000 mostra che una su tre riguarda la conservazione della natura e una su quattro l'impatto ambientale, mentre i problemi relativi ai rifiuti sono stati sollevati in uno su sei casi e quelli dell'inquinamento dell'acqua in uno su dieci; il resto si suddivide tra l'1 e il 4%.

Come enunciato nella relazione precedente, la Commissione deve, nel considerare i singoli casi, valutare le situazioni de facto e legali che sono molto tangibili e interessano direttamente il pubblico e al riguardo si scontra con talune difficoltà pratiche. Senza abbandonare il perseguimento di casi di applicazione incorretta (in particolare quelli che evidenziano questioni di principio o di interesse generale o pratiche amministrative che contravvengono le direttive), la Commissione si concentra sui problemi di comunicazione e conformità.

2.8.1. Libertà di accesso all'informazione

La direttiva 90/313/CEE concernente la libertà di accesso alle informazioni sull'ambiente è un pezzo particolarmente importante di legislazione generale: tenere il pubblico informato assicura la debita considerazione di tutti i problemi ambientali, incoraggia la partecipazione consapevole ed efficace del processo decisionale collettivo e rinforza il controllo democratico. La Commissione ritiene che, attraverso questo strumento, qualsiasi cittadino possa apportare un contributo prezioso alla protezione dell'ambiente.

Tutti gli Stati membri hanno notificato le disposizioni nazionali che recepiscono la direttiva, ma permangono diversi casi di non-conformità dove il diritto nazionale deve ancora essere adeguato ai requisiti della direttiva.

La Commissione ha espresso un parere motivato basato sull'articolo 228 del trattato nei confronti della Germania per mancata esecuzione della sentenza nella causa C-217/97 dove è stato appurato che la Germania non aveva fornito accesso alle informazioni nelle procedure amministrative dove le autorità pubbliche hanno ricevuto le informazioni nel corso di tali procedure, da fornire nello Umweltinformationsgesetz per informazione da fornire in parte dove è possibile enucleare le informazioni riservate e prevedere l'applicazione di una tassa soltanto dove le informazioni sono in effetti fornite. La Commissione inoltre ha adito la Corte (causa C-29/00) nei confronti dello stesso Stato membro per non aver rispettato il termine di due mesi in cui doveva fornire una risposta alla richiesta di informazione.

Diversi casi di non-conformità potrebbero venire archiviati nel 2000. Un'azione legale nei confronti del Belgio nel 1999 (causa C-402/99) su vari aspetti nei quali il recepimento era sbagliato, a livello federale e regionale, è stata ritirata poiché il Belgio ha corretto le disposizioni nazionali pertinenti. La Commissione ha deciso di chiudere anche un altro caso nei confronti del Belgio davanti alla Corte, perché sono state adottate le misure di recepimento dell'obbligo di fornire una spiegazione ufficiale di qualsiasi rifiuto di accesso alle informazioni citate nell'articolo 3, paragrafo 4 della direttiva. Avendo la Spagna notificato nuove misure, la Commissione ha ritirato la corrispondente azione legale (causa C-189/99) concernente diverse contraddizioni tra la legge spagnola e la direttiva. Inoltre le procedure per non-conformità della legislazione portoghese di recepimento della direttiva sono state chiuse nel 2000 dopo avere esaminato le misure comunicate dal Portogallo.

La Commissione ha presentato ricorso alla Corte nei confronti della Francia (causa C-233/00), poiché le misure francesi non hanno assicurato il recepimento formale, esplicito e corretto di vari aspetti della direttiva, compreso l'obbligo di fornire una spiegazione ufficiale del rifiuto di accesso alle informazioni.

La Commissione ha presentato ricorso alla Corte nei confronti dell'Austria per non avere completamente recepito la direttiva 90/313/CEE (omissione di sei Länder austriaci di recepire correttamente le disposizioni sul libero accesso all'informazione e le relative eccezioni e quelle concernenti le definizioni di autorità ed enti pubblici).

Fra gli argomenti più comuni di denuncia presentati alla Commissione, figurano il rifiuto delle autorità nazionali di fornire le informazioni richieste, la lentezza di risposta, l'interpretazione eccessivamente ampia delle amministrazioni nazionali delle eccezioni al principio di divulgazione, e le spese irragionevolmente elevate. La direttiva 90/313/CEE si distingue per il requisito per gli Stati membri, di attuare rimedi nazionali per rifiuto improprio o mancata risposta alle richieste di accesso alle informazioni o risposta insoddisfacente delle autorità. Quando la Commissione riceve denunce su tali casi, consiglia la parte lesa di adire le vie nazionali di appello affinché gli obiettivi della direttiva siano soddisfatti in pratica. La Commissione dunque non sviluppa in genere tali denunce in procedure di infrazione, tranne se esse rivelano l'esistenza di una prassi amministrativa generale nello Stato membro interessato.

Nel giugno 1998 la Comunità e gli Stati membri hanno firmato la Convenzione della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa sull'accesso all'informazione, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in materia di ambiente ("Convenzione di Århus"). La prassi comunitaria non permette alla Comunità di ratificare la Convenzione fintanto che le disposizioni pertinenti del diritto comunitario, comprese quelle della direttiva 90/313/CEE, non sono state debitamente modificate per tenere conto di questi obblighi internazionali.

La Commissione ha adottato il 29 giugno 2000 una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accesso del pubblico all'informazione ambientale [67]. La proposta è destinata a sostituire la direttiva 90/313/CEE concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente ed è basata sull'esperienza acquisita conformemente a quella direttiva. La proposta incorpora gli obblighi derivanti dalla Convenzione di Århus relativamente all'accesso all'informazione ambientale e aprirà quindi la strada per la ratifica comunitaria di questa Convenzione. Il suo terzo scopo è di adeguare la direttiva del 1990 alla cosiddetta rivoluzione elettronica per riflettere i nuovi modi in cui le informazioni sono create, raccolte, memorizzate e rese disponibili al pubblico. Una relazione della Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo sull'esperienza acquisita nell'applicazione della direttiva 90/313/CEE del Consiglio [68] accompagna la proposta della Commissione.

[67] COM(2000) 402 def.

[68] COM(2000) 400 def.

2.8.2. Valutazione di impatto ambientale

La direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, modificata dalla direttiva 97/11/CE, rimane lo strumento giuridico principale per i problemi ambientali generali. La direttiva impone di tener conto delle questioni ambientali in molte decisioni che hanno un impatto generale.

Il termine per il recepimento della direttiva 85/337/CEE recante modifica della direttiva 97/11/CE era il 14 marzo 1999. Alla fine del 2000, sei Stati membri (Belgio, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Spagna) non avevano ancora notificato alla Commissione le misure di recepimento e la Commissione ha pertanto deciso di adire la Corte. Le procedure per mancata comunicazione aperte nei confronti di Austria, Finlandia, Danimarca, Portogallo e Regno Unito sono state ritirate nel 2000.

A seguito del parere del Parlamento europeo del 20 ottobre 1998 sulla proposta di direttiva adottata dalla Commissione nel dicembre 1996 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente naturale [69], la Commissione ha adottato una proposta modificata nel mese di febbraio 1999 [70]. Lo scopo di tale proposta è garantire che la dimensione ambientale sia considerata nell'elaborazione ed adozione dei piani e programmi che precisano il contesto dei futuri progetti. Il 30 marzo 2000 è stata adottata una posizione comune su questa proposta di direttiva. Il Parlamento europeo ha terminato la sua seconda lettura sulla posizione comune il 6 settembre 2000 ed ha adottato 17 emendamenti. Il Consiglio ha iniziato la sua seconda lettura basata sul parere del Parlamento europeo nel secondo semestre del 2000. La versione finale della direttiva è prevista nella prima metà del 2001.

[69] COM(96) 511 def.

[70] COM(1999) 73 def.

Come già menzionato nelle relazioni precedenti sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario, molte denunce ricevute dalla Commissione e petizioni presentate al Parlamento concernono, inter alia, l'applicazione incorretta da parte delle autorità nazionali della direttiva 85/337/CEE, versione modificata. Le denunce sulla qualità delle valutazioni di impatto e la scarsa importanza loro conferita sono un problema importante per la Commissione, poiché è estremamente difficile verificare il rispetto di queste disposizioni da parte delle autorità nazionali e la natura formale della direttiva non permette di contestare le scelte delle autorità nazionali dal momento che la procedura stabilita è stata rispettata. Come già precisato dalla Commissione, la maggior parte dei casi sollevati alla sua attenzione concernenti un'applicazione incorretta della direttiva coinvolge elementi di fatto (esistenza e valutazione). Molto probabilmente la verifica migliore delle infrazioni è ad un livello decentrato, in particolare presso i tribunali nazionali.

Il 22 ottobre 1998 la Corte ha stabilito che la Germania (causa C-301/95), non aveva rispettato i suoi obblighi su vari piani. Non avendo la Germania adottato misure sufficienti per conformarsi alla sentenza, la Commissione ha deciso di adire la Corte a norma dell'articolo 228 del trattato nei confronti della Germania per il recepimento incompleto della direttiva relativamente ai progetti di cui all'allegato II. La Corte ha sostenuto che la Germania aveva mancato ai suoi obblighi escludendo intere classi di progetti elencati dal requisito di valutazione dell'impatto ambientale. La Germania aveva trasmesso diversi disegni legislativi abbinati a scadenze durante la procedura, ma non aveva ancora adottato e notificato alla Commissione le normative necessarie.

Il 21 gennaio 1999 la Corte ha sentenziato nella causa C-150/97 che la mancata adozione da parte del Portogallo delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative necessarie ai fine della piena conformità con la direttiva 85/337/CEE costituiva un'inadempienza dei i suoi obblighi a norma dell'articolo 12, paragrafo 1 della direttiva. Conformemente alle conclusioni dell'avvocato generale Mischo, la Corte ha constatato che il Portogallo non aveva rispettato la scadenza di recepimento e che inoltre la legislazione [71] portoghese di recepimento della direttiva, approvata dopo la scadenza fissata non si applicava ai progetti per i quali la procedura di autorizzazione era in corso al momento dell'entrata in vigore, il 7 giugno 1990.

[71] Decreto legge n. 278/97 dell'8.10.1997.

La Commissione ha pertanto chiesto alle autorità portoghesi di informarla delle misure adottate per conformarsi alla sentenza. Poiché le misure adottate dal Portogallo non erano sufficienti, ha continuato la procedura a norma dell'articolo 228 del trattato nei confronti del Portogallo.

Nella causa C-392/96 la Corte ha stabilito che, non adottando tutte le misure necessarie per un corretto recepimento dell'articolo 4, paragrafo 2 per i progetti di cui ai punti 1 (d) e 2 (a) dell'allegato II della direttiva 85/337/CEE, e recependo soltanto parzialmente l'articolo 2, paragrafi 3, 5 e 7, l'Irlanda non aveva ottemperato ai suoi obblighi a norma dell'articolo 12 della direttiva. La causa concerneva in particolare la fissazione da parte dell'Irlanda di soglie per certi tipi di progetti, ad esempio rimboschimento iniziale in presenza di un potenziale impatto negativo per l'ambiente, bonifica di terreni ed estrazione di torba. Le soglie erano così alte che in pratica numerosi progetti con un considerevole impatto ambientale venivano esclusi dalla procedura di valutazione prevista dalla direttiva. L'Irlanda non ha contestato il mancato recepimento dell'articolo 2, paragrafi 3, 5 e 7. Non avendo però l'Irlanda adottato le misure necessarie per conformarsi alla sentenza, la Commissione ha presentato una lettera di intimazione all'Irlanda a norma dell'articolo 228 del trattato.

La Commissione ha adito la Corte (C-230/00) nei confronti del Belgio circa la possibilità di rilasciare un'approvazione tacita per molti tipi di piani e progetti che rientrano nella direttiva. La Commissione inoltre ha inviato un parere motivato all'Italia, dove in alcune regioni erano esclusi dalle procedure di valutazione di impatto, i progetti per i quali era stata introdotta, prima dell'entrata in vigore di atti recenti concernenti la valutazione regionale di impatto, una richiesta di autorizzazione allo sviluppo, sebbene la direttiva sia applicabile negli Stati membri a partire dal 3 luglio 1988, che era il termine di recepimento per gli Stati membri nei loro sistemi legislativi interni.

La Commissione continua le procedure nei confronti dell'Italia per normative regionali insufficiente di recepimento dell'allegato II della direttiva e sta esaminando le nuove informazioni fornite dall'Italia nel 2000.

Sono avviate procedure anche in casi di applicazione inadeguata. La Commissione ha inviato un parere motivato al Lussemburgo per non aver seguito la procedura di valutazione di impatto prescritta dalla direttiva nell'autorizzazione di un progetto autostradale in Lussemburgo; al Portogallo per insufficiente consultazione pubblica su taluni progetti di superstrada e alla Spagna per infrazione della direttiva nel contesto del progetto di superstrada Oviedo-Llanera (Asturie) e del progetto di modifica della ferrovia Valencia-Tarragona.

In una pronunzia pregiudiziale del 19 settembre 2000 chiesta da un tribunale del Lussemburgo (causa C-287/98), la Corte di giustizia ha sostenuto che un tribunale nazionale, chiamato ad esaminare la legalità di una procedura di espropriazione nell'interesse pubblico, in relazione alla costruzione di un'autostrada, di proprietà immobiliare appartenente a persona privata, può esaminare se la legislatura nazionale, entro i limiti discrezionali fissati dalla direttiva 85/337/CEE, in particolare qualora non sia stata effettuata la valutazione preliminare dell'impatto ambientale del progetto, le informazioni raccolte non siano state rese disponibili al pubblico ed i membri del pubblico interessato non abbiano avuto l'opportunità di esprimere un parere prima dell'inizio del progetto, sia contraria ai requisiti dell'articolo 6, paragrafo 2 della direttiva.

2.8.3. Aria

La direttiva 96/62/CE del Consiglio concernente la qualità ambientale dell'aria doveva essere recepita entro il 21 maggio 1998. Questa direttiva costituisce la base di vari strumenti comunitari per fissare nuovi valori limite per le sostanze inquinanti dell'aria, partendo da quelle già disciplinate nelle direttive esistenti, stabilire soglie di informazione e di allarme, armonizzare i metodi di valutazione della qualità dell'aria e migliorare la gestione della qualità dell'aria per proteggere la salute umana e gli ecosistemi. Entro la fine del 2000, tutti gli Stati membri, eccetto la Spagna, avevano interamente ottemperato al loro obbligo di notificare misure di recepimento. Nel 2000 la Commissione ha chiuso le procedure per mancata comunicazione nei confronti del Belgio, dopo un parere motivato inviato nel 2000, e nei confronti della Grecia dopo un'azione legale iniziata nel 1999 (causa C-463/99). L'azione legale nei confronti della Spagna (causa C-417/99) continua.

La direttiva 97/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali doveva essere recepita entro il 30 giugno 1998. Entro la fine del 2000, tutti gli Stati membri eccetto la Francia avevano comunicato misure di recepimento per detta direttiva e sono quindi state ritirate le azioni legali nei confronti di Italia (causa C-418/99) e Irlanda (causa C-355/99). L'azione legale invece nei confronti della Francia (causa C-320/99) continua.

La direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998 relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e recante modifica della direttiva 93/12/CEE del Consiglio [72] doveva essere recepita entro il 1º luglio 1999. Dopo avere ricevuto le notifiche di recepimento, le procedure avviate nel 1999 nei confronti di Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Irlanda, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Svezia e Finlandia sono state ritirate nel 2000. L'Italia ha approvato il decreto di recepimento che però non è stato ancora pubblicato. La Commissione ha deciso di iniziare azioni legali per mancata comunicazione nei confronti del Regno Unito (per Gibilterra).

[72] GU L 350 del 28.12.1998, pag. 58.

La direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi e che modifica la direttiva 93/12/CEE [73] doveva essere recepita entro il 1º luglio 2000. La Svezia, la Danimarca, la Finlandia e i Paesi Bassi hanno comunicato le misure di recepimento mentre il recepimento dal Regno Unito e dall'Austria non copre la totalità del loro territorio. Alla fine del 2000, altri Stati membri non avevano ancora comunicato le loro misure di recepimento.

[73] GU L 121 dell'11.5.1999 pag. 13.

Le seguenti direttive sulla qualità dell'aria, adottate nel 1999 devono essere recepite nel 2001, ma è possibile un recepimento in data anteriore:

- direttiva 1999/13/CE del Consiglio, dell'11 marzo 1999, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti [74];

[74] GU L 85 del 29.3.1999, pag. 1.

- direttiva 1999/30/CE del Consiglio, del 22 aprile 1999, concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo [75];

[75] GU L 163 del 29.6.1999, pag. 41.

- direttiva 1999/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1999, relativa alla disponibilità di informazioni sul risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2 da fornire ai consumatori per quanto riguarda la commercializzazione di autovetture nuove [76].

[76] GU L 12 del 18.1.2000, pag. 16.

La Commissione inoltre ha adottato diverse misure a causa dell'applicazione incorretta di direttive concernenti la qualità dell'aria, ma poiché queste misure essenzialmente interessano altre direttive ambientali, esse sono citate nel contesto di altri settori (cfr. sezione 10.8. Rifiuti e sezione 10.9. Ambiente ed industria).

2.8.4. Acqua

Il monitoraggio dell'esecuzione della legislazione comunitaria sulla qualità dell'acqua rimane una parte importante del lavoro della Commissione, a causa dell'importanza quantitativa e qualitativa delle responsabilità imposte agli Stati membri dal diritto comunitario e del crescente interesse pubblico per la qualità dell'acqua.

Sono in corso molte procedure di infrazione della direttiva 75/440/CEE concernente la qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile. Alcune procedure riguardano la preparazione di piani di azione organici (articolo 4, paragrafo 2) come parte essenziale dello sforzo per salvaguardare la qualità dell'acqua (nitrati, antiparassitari, ecc.). Altre riguardano i criteri per le deroghe previste dall'articolo 4, paragrafo 3.

Nella sentenza del 17 giugno 1998 (C-214/97) contro il Portogallo, la Corte ha constatato che i documenti forniti dalle autorità portoghesi non costituivano un piano di azione sistematico, nonostante il titolo ed i progetti descritti, in mancanza di un calendario per il miglioramento dell'acqua di copertura di tutte le vie navigabili e di un quadro per migliorare la qualità dell'acqua. A seguito di un parere motivato nei confronti del Portogallo per non aver presentato un buon piano di azione sistematico, anche dopo la sentenza della Corte, la Commissione ha potuto archiviare il dossier dopo che il Portogallo nel 2000 ha infine presentato un piano di azione sistematico pienamente conforme ai requisiti della direttiva.

La Commissione ha avviato un'azione legale (causa C-375/00) nei confronti dell'Italia per la mancanza di un programma di azione sistematico per la Lombardia.

Per la direttiva 76/160/CEE sulla qualità delle acque di balneazione, il monitoraggio delle zone balneari diventa sempre più comune e la qualità dell'acqua migliora. Nonostante questi progressi, restano in corso procedure nei confronti della maggior parte degli Stati membri poiché l'applicazione non è ancora conforme ai requisiti della direttiva.

La Commissione ha deciso un'azione legale in base all'articolo 228 nei confronti del Regno Unito per le acque di balneazione sulla Costa Fylde (Inghilterra nordoccidentale), dove un certo numero di spiagge designate non sono conformi alle norme della direttiva. La Commissione ritiene pertanto che il Regno Unito non abbia interamente rispettato la sentenza della Corte del 14 luglio 1993 (causa C-56/90).

La Commissione ha continuato le procedure in base all'articolo 228 nei confronti della Spagna dopo la sentenza della Corte del 12 febbraio 1998 secondo cui la Spagna non aveva adeguato la qualità delle acque di balneazione interne ai valori vincolanti fissati dalla direttiva (causa C-92/96). La risposta della Spagna al parere motivato della Commissione, espresso nel 2000, è all'esame.

L'8 giugno 1999 la Corte aveva sentenziato nella causa C-198/97 che la Germania non aveva ottemperato ai suoi obblighi circa la qualità dell'acqua e la frequenza di campionatura. Tenuto conto della persistente mancanza di conformità rispetto alla sentenza della Corte, la Commissione ha deciso di avviare la procedura a norma dell'articolo 228 del trattato nei confronti della Germania.

In una sentenza del 25 maggio 2000 (causa C-307/98), la Corte ha condannato il Belgio per l'esclusione, senza giustificazione adeguata, dal campo di applicazione della direttiva di numerose zone balneari interne e per non aver approvato entro 10 anni dalla notifica della direttiva le misure necessarie per rispettare i valori limite fissati dalla direttiva. La Commissione ha deciso di inviare una lettera di intimazione al Belgio a norma dell'articolo 228 del trattato per mancanza di conformità alla sentenza di cui sopra.

La Commissione ha adito la Corte nei confronti di Francia (causa C-147/00), Paesi Bassi (causa C-268/00), Regno Unito (causa C-427/00) e Svezia (causa C-368/00) sulla qualità dell'acqua e/o sulla frequenza di campionatura. Inoltre ha deciso azioni legali nei confronti della Danimarca e l'invio di un parere motivato alla Finlandia per la stessa ragione. Le procedure legali contro il Portogallo continuano. La risposta dell'Italia al parere motivato espresso nel 1999 è all'esame. L'azione legale decisa nel 1999 nei confronti della Francia per mancanza di misura del parametro «coliformi totali» prescritto dalla direttiva è stata combinata con le procedure nei confronti della Francia già citate.

Sono state avviate procedure nei confronti della maggior parte degli Stati membri per la loro applicazione della direttiva 76/464/CEE concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico e delle direttive che fissano i livelli per le singole sostanze.

Nel 2000 sono state avviate procedure in molti casi e vi sono state nuove sentenze della Corte nei confronti degli Stati membri, per non aver elaborato programmi che incorporassero gli obiettivi di qualità per ridurre l'inquinamento dalle sostanze dell'elenco II nell'allegato alla direttiva.

La Corte nelle sentenze dell'11 giugno 1998 nei confronti del Lussemburgo (causa C-206/96), del 25 novembre 1998 nei confronti della Spagna (causa C-214/96) e del 1º ottobre 1998 nei confronti dell'Italia (causa C-285/96), ha giudicato che questi Stati non avevano elaborato programmi comprendenti gli obiettivi di qualità per ridurre l'inquinamento da queste sostanze. I paesi interessati hanno notificato le misure destinate ad assicurare la conformità con l'articolo 7 della direttiva. Queste misure sono complesse e sono ancora all'esame.

La Commissione intende facilitare l'adozione da parte degli Stati membri di programmi a norma dell'articolo 7 della direttiva 76/464/CEE redigendo un documento orientativo su questa questione, per facilitare l'applicazione da parte degli Stati membri della direttiva esistente (articolo 7 della direttiva 76/464/CEE) e della nuova direttiva quadro sull'acqua 2000/60/CE. Il documento identificherà otto elementi da includere nei programmi sulla riduzione dell'inquinamento.

Le sentenze della Corte nei confronti del Belgio il 21 gennaio 1999 (causa C-207/97) e nei confronti della Repubblica federale di Germania (causa C-184/97) l'11 novembre 1999 sulla stessa questione sono state seguite da due nuove sentenze nel 2000: sentenza del 25 maggio 2000 nei confronti della Grecia (causa C-384/98) e sentenza del 13 luglio 2000 nei confronti del Portogallo (causa C-261/98). La causa simile nei confronti dei Paesi Bassi è ancora in sospeso (causa C-152/98). La Commissione ha deciso un'azione legale anche nei confronti di Francia e Irlanda.

A seguito di due decisioni della Corte di giustizia nel 1998 (cause C-208/97 e C-213/97) sulla mancata osservanza, da parte del Portogallo dell'obbligo di applicare le direttive basate sulla direttiva 76/464/CEE concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico, il Portogallo ha notificato le misure adeguate per conformarsi e i due dossier sono stati archiviati.

Le carenze dei programmi di riduzione dell'inquinamento provocano molti casi specifici di applicazione inadeguata di questa direttiva (inquinamento di determinate vie navigabili da effluenti agricoli o industriali). Queste difficoltà locali possono essere risolte soltanto con un approccio globale. Si registrano inoltre ancora problemi in diversi Stati membri dove l'autorizzazione preventiva non è sempre richiesta per gli scarichi.

Le procedure dell'articolo 228 nei confronti della Grecia dopo la sentenza dell'11 giugno 1998 (cause riunite C-232/95 e C-233/95) continuano, poiché la Grecia non ha attuato programmi per ridurre l'inquinamento dalle sostanze dell'elenco II della direttiva 76/464/CEE per il lago Vegoritis e il golfo di Volo (golfo Pagasitikós). Le misure comunicate dalla Grecia non sono state considerate sufficienti ed è stato quindi presentato un parere motivato a norma dell'articolo 228 del trattato.

Continuano inoltre le procedure in base all'articolo 226 nei confronti del Portogallo sugli effluenti dell'impianto agroalimentare a Santo Tirso e la Commissione studia le misure adottate dalle autorità portoghesi. Dopo avere inviato un parere motivato al Portogallo in cui si rileva che le condizioni operative per un impianto di diserbante che scarica gli effluenti non trattati nel fiume Capa Rota possono costituire un'applicazione inadeguata della direttiva 76/464/CEE, la Commissione ha potuto chiudere il dossier nel 2000.

La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti del Regno Unito per la designazione insufficiente delle acque ai sensi della direttiva 79/923/CEE sulla qualità delle acque destinate alla molluschicoltura, per mancata elaborazione di programmi di miglioramento e adeguato controllo di queste acque. La procedura presso la Corte è ancora in sospeso in seguito alla comunicazione delle autorità britanniche di numerose designazioni di acque per la molluschicoltura e di corrispondenti programmi di miglioramento che sono all'esame della Commissione.

A seguito della notifica della Finlandia di misure sulla designazione delle acque interessate, la fissazione di obiettivi di qualità, l'elaborazione di programmi di riduzione dell'inquinamento e di campionatura, la Commissione ha potuto archiviare le procedure nei confronti della Finlandia per applicazione inadeguata della direttiva 78/659/CEE sulle acque idonee alla vita dei pesci.

La Commissione ha anche archiviato la procedura in base all'articolo 228 nei confronti del Portogallo dopo la sentenza del 18 giugno 1998 (causa C-183/97) per non-conformità della legislazione portoghese alla direttiva 80/68/CEE concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose.

La Corte aveva giudicato il 22 aprile 1999 nella causa C-340/96 che il Regno Unito, accettando impegni non vincolanti da parte delle società dell'acqua, non aveva ottemperato ai suoi obblighi ai sensi della direttiva 80/778/CEE concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Nel 2000 la Commissione ha potuto chiudere le procedure a norma dell'articolo 228 del trattato, poiché il Regno Unito ha comunicato alla Commissione le misure necessarie adottate.

La Commissione ha adito la Corte (causa C-2000/316) nei confronti dell'Irlanda per applicazione inadeguata della direttiva 80/778/CEE dopo il rilevamento da parte della Irish Environmental Protection Agency di inquinanti microbiologici nell'acqua potabile, particolarmente nelle zone rurali.

La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti del Portogallo per non aver fissato per le Azzorre valori limite per i parametri di cui all'allegato I della direttiva 80/778/CEE.

La Commissione ha espresso un parere motivato alla Spagna per la cattiva qualità dell'acqua potabile in diverse città della provincia di Alicante (Javea, Denia, Teulada-Moraira, Benitachell, Muchamiel, Bussot e Aigues). La risposta dalle autorità spagnole è all'esame.

La direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, che sostituirà la direttiva 80/778/CEE a partire dal 2003 [77] doveva essere recepita nel diritto nazionale entro il 25 dicembre 2000. Gli Stati membri possono dovere prendere immediatamente misure per assicurare la conformità con i nuovi valori limite ai sensi della nuova direttiva. Si deplora che nessuno Stato membro abbia notificato misure complete di recepimento alla data del 25 dicembre 2000. La Commissione ha ricevuto notifiche da Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito che però non coprono l'intero territorio dello Stato membro in questione e/o non recepiscono tutte le parti della direttiva.

[77] GU L 330 del 5.12.1998, pag. 32.

Il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno approvato il 23 ottobre 2000 una nuova direttiva (2000/60/CE) che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque [78]. Gli Stati membri hanno tempo tre anni per recepirne le disposizioni nel diritto nazionale.

[78] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.

La Comunità ha due strumenti legislativi volti specificatamente a combattere l'inquinamento e l'eutrofizzazione dovuti a fosfati e nitrati.

Il primo, è la direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Gli Stati membri devono garantire che, dal 1998, 2000 o 2005, in funzione della dimensione della popolazione, tutte le città abbiano sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue. Oltre a verificare la notifica e la conformità delle misure di recepimento, la Commissione deve quindi ora seguire i casi di applicazione incorretta. Poiché questa direttiva svolge un ruolo fondamentale nella campagna per l'acqua pulita e contro l'eutrofizzazione, la Commissione è particolarmente interessata a che essa sia applicata in tempo.

Con sentenza del 6 giugno 2000 (causa C-236/99) la Corte ha giudicato che il Belgio non aveva ottemperato all'obbligo a norma dell'articolo 17 della direttiva di comunicare alla Commissione un programma di applicazione avendo comunicato per la regione di Bruxelles capitale un programma non conforme. La Commissione ha continuato le procedure di infrazione nei confronti della Spagna circa la designazione insufficiente e incorretta delle zone vulnerabili a norma dell'articolo 5 della direttiva.

La Commissione ha adito la Corte nei confronti dell'Italia (causa C-396/00) per mancato trattamento delle acque reflue urbane nella zona di Milano e nei confronti dell'Austria per recepimento non conforme della direttiva (ritardi nell'introduzione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane). È continuata nel 2000 la procedura nei confronti della Germania che non ha ottemperato a diversi requisiti ai sensi della direttiva. La Commissione ha inoltre inviato un parere motivato al Belgio per diverse infrazioni della direttiva.

La seconda misura contro l'eutrofizzazione è la direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. La Commissione ha continuato a conferire grande importanza all'applicazione di questa direttiva.

Dopo la sentenza del 1º ottobre 1998 nella causa C-71/97, nella quale la Corte ha giudicato che la Spagna non aveva elaborato i codici di pratica né designato le zone vulnerabili, la Commissione ha ritirato le procedure a norma dell'articolo 228 del trattato dopo la notifica dalla Spagna delle misure necessarie. La Corte ha però condannato la Spagna nella sentenza del 13 aprile 2000 (C-274/98) per mancata introduzione dei programmi di azione citati all'articolo 5 della direttiva.

La Commissione ha continuato l'azione legale pendente nei confronti dell'Italia circa i programmi di azione e i requisiti di relazione (causa C-127/99).

La Commissione ha inoltre adito la Corte (causa C-258/00) nei confronti della Francia per non aver adeguatamente designato le zone vulnerabili e nei confronti della Germania (causa C-161/00) per non-conformità dei programmi di azione eseguiti. L'azione legale decisa nei confronti della Grecia nel 1999 per mancata elaborazione di programmi di azione, mancata adozione di codici di buona pratica agricola e talune misure di controllo è continuata ma non è ancora eseguita avendo la Grecia comunicato alcune misure. È stata avviata un'azione legale nei confronti dei Paesi Bassi (causa C-322/00) per diverse carenze dei programmi di azione. La Commissione ha chiuso il dossier nei confronti dell'Austria sul carattere non obbligatorio del programma di azione dopo che l'Austria ha notificato alla Commissione le corrispondenti modifiche del diritto nazionale. La Commissione ha inoltre chiuso le procedure nei confronti del Regno Unito che, dopo il parere motivato della Commissione, ha designato l'estuario Ythan come zona vulnerabile ai nitrati.

Due dossier rimangono aperti nei confronti del Belgio: il primo per non-conformità di recepimento delle disposizioni nazionali di attuazione, l'elaborazione di codici di pratica e la designazione di zone vulnerabili e il secondo per incorretta applicazione della direttiva. La Commissione ha deciso di rinviarli entrambi alla Corte.

Nella sua sentenza del 7 dicembre 2000 (causa C-69/99), la Corte ha condannato il Regno Unito per non aver adottato tutte le misure necessarie per adempiere agli obblighi di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2 (designazione di zone vulnerabili) e all'articolo 5 (elaborazione di programmi di azione) della direttiva.

La Commissione ha adito la Corte (causa C-266/00) nei confronti del Lussemburgo relativamente a codici di pratica, programmi e relazioni.

La Commissione inoltre ha inviato un parere motivato alla Finlandia riguardante le carenze nei programmi di azione in materia di periodi di divieto, capacità dei silos di stoccaggio e regole per lo spandimento del concime. Le nuove misure adottate dalla Finlandia dopo il parere motivato sono all'esame della Commissione.

La Commissione ha inoltre avviato procedure nei confronti di diversi Stati membri riguardo alla direttiva 91/692/CEE per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all'attuazione di talune direttive concernenti l'acqua. Alcuni Stati membri non hanno inviato le relazioni necessarie per attuare talune direttive o le hanno inviate in ritardo o incomplete. La Commissione pertanto non ha potuto elaborare correttamente le relazioni comunitarie che è tenuta a redigere. La Commissione ha quindi adito la Corte nei confronti del Portogallo (causa C-435/99). Continuano le procedure nei confronti del Belgio in quanto la Commissione sta esaminando la risposta ricevuta alla fine del 2000. Nel corso del 2000 la Commissione ha potuto ritirare le procedure nei confronti di Spagna, Italia e Irlanda che hanno fornito alla Commissione le relazioni in risposta ai pareri motivati ricevuti. Inoltre, le procedure nei confronti della Francia sono state ritirate dopo avere esaminato la risposta francese al parere motivato inviato dalla Commissione.

2.8.5. Natura

I due strumenti giuridici principali per proteggere la natura sono la direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici e la direttiva 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e della flora e fauna selvatiche.

Per il recepimento della direttiva 79/409/CEE restano irrisolti diversi problemi di conformità, in particolare riguardo alla caccia ed alle deroghe (articolo 7, paragrafo 4 e articolo 9). In una sentenza del 7 dicembre 2000 nei confronti della Francia relativamente alle date di apertura e chiusura della stagione di caccia per gli uccelli migratori (causa C-38/99), la Corte ha giudicato che la Francia non aveva correttamente recepito l'articolo 7, paragrafo 4 della direttiva, non avendo comunicato tutte le misure di recepimento concernenti la totalità del suo territorio e non avendo correttamente applicato detta disposizione. La Commissione ha inoltre continuato l'azione davanti alla Corte nei confronti dell'Italia (causa C-159/99) per non recepimento dell'articolo 9 (deroghe ai regimi di protezione ai sensi degli articoli 5, 6, 7 e 8). La Commissione inoltre ha deciso un'azione legale nei confronti della Grecia circa la durata del periodo di caccia. La Commissione ha inoltre deciso un'azione legale nei confronti della Svezia per non aver recepito correttamente alcune disposizioni della direttiva 79/409/CEE, tra cui l'articolo 9 nonché l'articolo 4 (quale sostituito dall'articolo 6, paragrafi 2, 3 e 4 della direttiva 92/43/CEE) e l'articolo 6, paragrafo 3 della direttiva 79/409/CEE.

La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti della Finlandia per non-conformità della legislazione finlandese sulla caccia alla direttiva (caccia in primavera di alcune specie di uccelli acquatici, stagione di caccia per altre specie di uccelli). La Commissione esamina la risposta inviata dalla Spagna al parere motivato inviatole all'inizio del 2000 sulla caccia di talune specie migratorie di uccelli. Le procedure di infrazione circa le pratiche di caccia in due zone speciali di protezione (Baie de Canche e Platier d'Oye) in Francia sono ancora all'esame della Commissione.

Nel 2000 sono state inoltre trattate altre questioni di non-conformità ai sensi della direttiva 79/409/CEE. La Commissione ha deciso un'azione legale nei confronti del Belgio per mancato recepimento dell'articolo 5, lettere c) ed e) e dell'articolo 6, paragrafo 1 della direttiva 79/409/CEE. Un'altra causa nei confronti del Belgio per incorretto recepimento dell'articolo 4, paragrafi 1, 2 e 4 ed allegato I della direttiva 79/409/CEE è stata deferita alla Corte.

Entro la fine del 2000, cioè circa sei anni e mezzo dopo il termine che era scaduto nel giugno 1994, gli ultimi Stati membri hanno infine notificato alla Commissione le loro misure di recepimento della direttiva 92/43/CEE. Tuttavia, in molti casi il recepimento è insufficiente, in particolare per l'articolo 6 sulla protezione degli habitat nelle zone di protezione speciale che devono essere istituite e gli articoli da 12 a 16 sulla protezione delle specie. Nella sua sentenza del 6 giugno 2000 (causa C-256/98) la Corte ha condannato la Francia per non aver adottato nei termini prescritti tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per rispettare l'articolo 6, paragrafi 3 e 4 della direttiva. Non avendo la Francia adottato le misure necessarie per conformarsi alla sentenza, la Commissione ha inviato una lettera di intimazione e successivamente ha deciso di inviare anche un parere motivato a norma dell'articolo 228 del trattato alla Francia. La Commissione ha inoltre deciso di adire la Corte per il Lussemburgo e il Belgio per inadeguata applicazione di alcune disposizioni della direttiva. È stata adita la Corte nei confronti della Svezia per incorretto recepimento dell'articolo 4, paragrafo 5, dell'articolo 5, paragrafo 4, dell'articolo 6, paragrafi 2 e 4 e degli articoli 15 e 16 della direttiva 92/43/CEE.

Come in passato, i principali problemi nell'applicazione delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE riguardano la designazione e la protezione di siti di interesse naturale (designazione di siti per gli uccelli e selezione di altri siti per inclusione nella rete Natura 2000, o protezione di tali siti).

Come citato nell'ultima relazione, si registrano ancora problemi in diversi Stati membri circa l'articolo 4 della direttiva 79/409/CEE, che prescrive la designazione di siti come zone di protezione speciale per gli uccelli selvatici in presenza di criteri ornitologici obiettivi.

La Commissione prosegue le procedure di infrazione in alcuni casi di estrema importanza.

La Corte nel 1999 aveva emesso due sentenze contro la Francia. Nella prima (causa C-166/97), la Corte ha riconosciuto l'inadempimento della Francia per insufficiente superficie della zona di protezione speciale (ZPS) nell'estuario della Senna e la mancanza di uno statuto giuridico sufficiente a garantirne la protezione con riferimento all'articolo 4, paragrafi 1 e 2 della direttiva. La Corte ha invece respinto l'obiezione circa la costruzione di un impianto industriale nel centro della ZPS, giudicando che la Commissione non aveva fornito prove sufficienti per contraddire le informazioni fornite dalle autorità francesi. Nel corso del 2000 rimanevano aperte nei confronti della Francia le procedure dell'articolo 228 per obbligare le autorità francesi ad adottare tutte le misure necessarie a conformarsi alla sentenza.

Nella seconda sentenza (causa C-96/98), la Corte ha constatato l'inadempimento della Francia per non avere classificato come ZPS, nei termini prescritti, una superficie sufficiente nella palude Poitevin, non aver adottato misure che conferiscono alle zone di protezione speciale classificate nella palude Poitevin uno statuto giuridico sufficiente e non aver preso misure adeguate per evitare il deterioramento dei siti della palude Poitevin classificati in ZPS e di alcuni altri che avrebbero dovuto essere classificati. Poiché la Francia non ha preso i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza, la Commissione ha deciso nel 2000 di inviare alla Francia una lettera di intimazione a norma dell'articolo 228 del trattato.

Il 7 dicembre 2000 la Corte ha pronunciato un'altra sentenza (causa C-374/98) nei confronti della Francia riguardante simili denunce, giudicando che la Francia non aveva ottemperato ai suoi obblighi a norma dell'articolo 4, paragrafo 1 della direttiva non avendo classificato alcuna parte del sito Basses Corbières come zona di protezione speciale e non avendo adottato misure speciali di conservazione per tale sito sufficienti come dimensione geografica.

La Commissione ha chiuso le procedure nei confronti dell'Austria che ha notificato le misure concernenti la designazione della valle del Lech in Tirolo come zona di protezione speciale.

Al momento dell'entrata in vigore della direttiva (1981) dovevano essere designate zone di protezione speciale, ma i siti esistenti in vari Stati membri sono ancora troppo pochi o coprono una zona troppo piccola. L'attuale strategia della Commissione mira ad avviare procedure di infrazione generali, piuttosto che procedure di infrazione sito per sito.

La Commissione ha pertanto deciso di adire la Corte nei confronti della Francia per designazione insufficiente di zone di protezione speciale a norma dell'articolo 4, paragrafi 1) e 2) della direttiva. Le procedure aperte in precedenza in relazione a due zone distinte (Plaine des Maures e Basses Vallées de l'Aude) sono state combinate con questa causa.

La Commissione inoltre prosegue le procedure nei confronti di altri Stati membri (Germania, Italia, Lussemburgo, Portogallo e Finlandia) per gli stessi motivi. Citiamo l'azione legale nei confronti della Finlandia (causa C-240/00) e attualmente essa sta esaminando le misure comunicate dalla Germania e dal Portogallo prima di decidere in che misura procedere nei confronti di questi due Stati membri. La Commissione ha adito la Corte nei confronti della Spagna per non aver designato un numero sufficiente di ZPS nella regione di Murcia (causa C-354/00). La Commissione ha inoltre deciso di inviare un parere motivato alla Spagna per designazione insufficiente di ZPS nell'intero paese.

La Commissione esamina numerose nuove zone di protezione speciale designate dai Paesi Bassi dopo il parere motivato inviato a norma dell'articolo 228 per obbligare la Spagna a conformarsi alla sentenza della Corte del 19 maggio 1998 (causa C-3/96).

Gli Stati membri hanno continuato a proporre siti di conservazione ai sensi della direttiva 92/43/CEE. Il Regno Unito si è impegnato ad identificare altri siti supplementari ai sensi della direttiva ed ha iniziato a notificare alla Commissione i siti designati di recente. Questi nuovi siti sono ora esaminati dalla Commissione che ha deciso di sospendere l'esecuzione dell'azione legale decisa nel 1999 nei confronti del Regno Unito in attesa di completare il suo esame. Nel 2000 la Commissione inoltre ha deciso di prolungare la sospensione delle procedure di infrazione nei confronti dei Paesi Bassi che hanno inviato un elenco sostanziale che essa valuterà nel quadro della regione biogeografica atlantica, insieme agli elenchi di siti forniti da altri Stati membri in quella regione. Circa l'elenco presentato dall'Austria, la situazione non è ancora completamente soddisfacente, ma ulteriori procedure dipenderanno dai seminari biogeografici progettati per il 2001. È all'esame l'elenco complementare presentato dal Portogallo durante il 2000 in seguito alle procedure di infrazione aperte dalla Commissione. Circa il lungo elenco di siti trasmesso dalla Finlandia nel 1998, la Commissione ha deciso di sospendere l'azione legale aperta nel 1998 nei confronti di questo paese per esaminare le misure da esso adottate nel corso del 2000.

La Commissione ha continuato le azioni legali nei confronti di Irlanda (causa C-67/99), Germania (causa C-71/99) e Francia (causa C-220/99).

Dopo aver deciso di prolungare l'esecuzione della causa nei confronti della Svezia per valutare "l'elenco indicativo" da essa presentato, la Commissione ha deciso alla fine del 2000 di procedere con la causa, a motivo delle carenze di detto elenco. La Commissione ha infine deciso di inviare al Belgio un parere motivato poiché l'elenco nazionale trasmesso non conteneva alcun sito rappresentativo dei numerosi tipi di habitat presenti sul territorio belga, compresi quelli prioritari. Dopo esame del nuovo elenco di siti presentati dal Belgio durante il 2000, la Commissione ha deciso di continuare la procedura.

Il 7 novembre 2000 la Corte di giustizia si è pronunciata su un'importante questione pregiudiziale, su richiesta di un tribunale britannico a norma dell'articolo 234 nella causa del Porto di Bristol (causa C-371/98). La Corte ha sostenuto che uno Stato membro non può tener conto delle esigenze economiche, sociali e culturali o delle caratteristiche regionali e locali, nel selezionare e definire i confini dei siti da proporre alla Commissione come siti che possono essere classificati siti di importanza comunitaria.

Come citato nell'ultima relazione, spesso le informazioni fornite dagli Stati membri sui siti e sulle specie in essi presenti non sono né particolareggiate né adeguate. Ciò rende più difficile passare alle fasi successive previste dalla direttiva 92/43/CEE e alla costituzione della rete Natura 2000.

La Commissione continua la sua politica rigorosa in materia di concessione dei finanziamenti comunitari per la conservazione di siti nell'ambito del regolamento LIFE sui siti già integrati o che stanno per esserlo nella rete Natura 2000. Essa esamina inoltre molto attentamente il rispetto delle norme ambientali quando riceve le richieste di cofinanziamento a titolo del Fondo di coesione. Nel giugno 1999 i commissari competenti per l'Ambiente e la Politica regionale hanno inviato agli Stati membri una lettera per ricordare i loro obblighi ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE. Gli Stati membri che non hanno presentato elenchi adeguati per l'organizzazione della rete Natura 2000 sono stati avvertiti che la Commissione potrebbe non potere valutare i piani e i progetti di cofinanziamento presentati. Durante il 2000 sono state inserite nei piani e programmi dei Fondi strutturali e nei programmi di sviluppo rurale condizioni che impongono agli Stati membri di presentare gli elenchi di siti in sospeso per Natura 2000.

Permangono problemi riguardo all'applicazione insoddisfacente del regime di protezione speciale a norma dell'articolo 4, paragrafo 4 della direttiva 79/409/CEE e dell'articolo 6, paragrafi 2 e 4 della direttiva 92/43/CEE, cioè mancata designazione in ZPS di zone che soddisfano criteri ornitologici oggettivi e/o mancata considerazione del regime di protezione speciale in progetti che incidono sui siti. Nell'aprile 2000 la Commissione ha pubblicato una guida interpretativa per fornire linee guida agli Stati membri sull'interpretazione di alcuni concetti chiave usati nell'articolo 6 della direttiva 92/43/CEE.

La Commissione ha inviato un parere motivato all'Austria per infrazione dell'articolo 6, paragrafi 3 e 4 della direttiva 92/43/CEE, nel contesto di un'estensione di un terreno da golf nella valle dell'Enns ed ha deciso di adire la Corte nei confronti del Belgio per non avere protetto la ZPS nella vallata di Zwarte Beek. La Commissione ha deferito l'Irlanda alla Corte di giustizia per mancata adozione di provvedimenti per proteggere dal pascolamento eccessivo habitat popolati da specie di uccelli selvatici di cui dalla direttiva 79/409/CEE nell'ovest dell'Irlanda (causa C-117/00).

La Commissione ha deciso infine di adire la Corte nei confronti del Portogallo per il progetto della diga "Abrilongo" che incide sulla ZPS di Campo Maior e le specie che devono essere protette ai sensi della direttiva 79/409/CEE ed ha inviato un parere motivato allo stesso Stato membro per l'autorizzazione di un progetto di superstrada senza un'adeguata valutazione di impatto.

I problemi con l'applicazione della direttiva 92/43/CEE possono anche insorgere per la protezione non di siti designati o nominati, ma delle specie. Per esempio, la Commissione ha adito la Corte nei confronti della Grecia per le minacce sulla specie di tartaruga (Caretta caretta) sull'isola di Zante (causa C-103/00). Inoltre ha deciso di inviare un parere motivato alla Germania per non aver protetto adeguatamente gli habitat di una popolazione di criceto (Cricetus cricetus) in pericolo a Horbacher Börde vicino a Aquisgrana, in prossimità del confine con i Paesi Bassi, uno dei siti più importanti per questa specie nella Germania nordoccidentale. È stato deciso un altro parere motivato nei confronti del Regno Unito per non aver protetto in modo adeguato il tritone crestato (Triturus cristatus).

A seguito delle procedure di infrazione nei confronti della Grecia, relativamente al regolamento (CEE) n. 338/97 recante applicazione nella Comunità della Convenzione di Washington del 1973 sul commercio internazionale delle specie in pericolo di flora e di fauna selvatiche (Convenzione CITES), la Grecia ha notificato alla Commissione nel 1999 diverse misure e decisioni ministeriali che completano la legge 2637 del 27 agosto 1998. La decisione di adire la Corte è stata rinviata in attesa della verifica della conformità della legislazione greca ai requisiti comunitari.

2.8.6. Rumore

Come in passato, l'applicazione delle direttive sul rumore pone pochi problemi, poiché queste direttive fissano norme per i nuovi prodotti. Le denunce ricevute dalla Commissione in effetti si riferiscono al rumore ambiente e non possono quindi essere trattate a livello comunitario.

L'8 maggio 2000 il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno approvato la direttiva 2000/14/CE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all'aperto [79].

[79] GU L 162 del 3.7.2000, pag. 1.

2.8.7. Prodotti chimici e biotecnologia

La legislazione comunitaria nel settore della chimica e della biotecnologia tratta numerose direttive concernenti prodotti o attività aventi caratteristiche comuni: complessità tecnica, cambiamenti frequenti per adeguamenti alle nuove conoscenze campo di applicazione scientifico e industriale, rischi ambientali specifici.

Una delle caratteristiche della direttiva 67/548/CEE concernente l'approssimazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose è la frequenza con la quale deve essere modificata, per restare al passo con gli sviluppi scientifici e tecnici. La direttiva 98/98/CE del 15 dicembre 1998 [80] che adegua la direttiva 67/548/CEE al progresso tecnico per la 25ª volta, è giunta a scadenza di recepimento nel luglio 2000. Inoltre la direttiva 99/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 1999, che modifica la direttiva 67/548/CEE per l'etichettatura di certe sostanze pericolose in Austria ed in Svezia è giunta a scadenza di recepimento il 30 luglio 2000 per questi due Stati membri.

[80] GU L 355 del 30.12.1998, pag. 1.

In questo contesto, gli Stati membri ancora spesso comunicano in ritardo le loro misure di recepimento, ma la Commissione automaticamente avvia le procedure per obbligare gli Stati membri a rispettare i loro obblighi.

Nel 2000 la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Germania riguardante la definizione e manipolazione di fibre artificiali vetrose (silicato) (MMMF) in contravvenzione della direttiva 67/548/CEE. La Commissione inoltre ha deciso di inviare un parere motivato al Regno Unito e, successivamente, di adire la Corte nei confronti di questo Stato membro, per l'esclusione del territorio di Gibilterra dal campo di applicazione delle misure di recepimento della direttiva 67/548/CEE e successive direttive di modifica.

La direttiva 96/56/CE prevedeva la sostituzione della sigla "CEE" con "CE", per l'etichettatura delle sostanze pericolose entro il 1º giugno 1998. La Commissione ha inviato pareri motivati a Belgio, Germania, Portogallo e Grecia nel 1998 per mancato recepimento della direttiva. Tutti gli Stati membri l'hanno ora recepita e l'unica azione rimanente nei confronti della Germania (causa C-406/99) è stata archiviata nel 2000.

L'Austria e i Paesi Bassi hanno recentemente notificato alla Commissione misure concernenti la direttiva 97/69/CE (ventitreesimo adeguamento alla direttiva) concernente le sostanze pericolose e le relative procedure sono quindi state archiviate.

La direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, riguardante l'immissione sul mercato dei biocidi [81] doveva essere recepita dagli Stati membri non più tardi del 14 maggio 2000. Sono state aperte procedure per mancata comunicazione delle misure di recepimento nei confronti di dodici Stati membri: Austria, Belgio, Finlandia (per la provincia di Åland), Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. La procedura nei confronti dell'Austria è stata ritirata nel 2000.

[81] GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.

La Commissione ha chiuso la procedura nei confronti del Belgio a norma dell'articolo 228 del trattato, dopo che il Belgio aveva eseguito la sentenza della Corte di giustizia (sentenza del 15 ottobre 1998 per mancato recepimento della direttiva 86/609/CEE concernente la protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici - causa C-268/97). Tuttavia, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato al Belgio per le troppe esenzioni all'uso di gatti e di cani non allevati a tale scopo negli esperimenti.

La Commissione inoltre ha continuato un'azione legale nei confronti dell'Irlanda (causa C-354/99), ha adito la Corte nei confronti della Francia (causa C-152/00) ed ha deciso di deferire i Paesi Bassi alla Corte per incorretto recepimento della direttiva. L'azione legale nei confronti dell'Austria è stata ritirata dopo che l'Austria aveva notificato alla Commissione le misure richieste.

L'uso di microrganismi geneticamente modificati è disciplinato dalla direttiva 90/219/CEE (impiego confinato). L'uso di organismi geneticamente modificati (OGM) è disciplinato dalla direttiva 90/220/CEE (emissione). Il quadro legislativo esistente (direttiva 90/220/CEE del 23 aprile 1990) è in fase di revisione. Il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno raggiunto un accordo su un testo comune il 20 dicembre 2000. L'adozione finale del nuovo sistema è prevista nel febbraio 2001. La direttiva modificata intende introdurre un quadro più trasparente ed efficiente per il procedimento di autorizzazione della commercializzazione di OGM, stabilire principi comuni per la valutazione del rischio e un piano obbligatorio di monitoraggio nonché adattare le procedure amministrative ai rischi connessi, compresi quelli indiretti.

La Commissione ha inviato un parere motivato a Francia per incorretto recepimento di diverse disposizioni della direttiva 90/219/CEE nel suo diritto nazionale.

La direttiva 90/219/CEE è stata modificata dalla direttiva 98/81/CE del Consiglio, del 26 ottobre 1998 (impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati) [82], che doveva essere recepita entro il 5 giugno 2000. Alla fine del 2000 erano aperte procedure per mancata comunicazione delle misure di recepimento di questa direttiva nei confronti di tutti gli Stati membri, ad eccezione di Svezia, Finlandia e Danimarca.

[82] GU L 330 del 5.12.1998, pag. 13.

Rimangono aperti nei confronti della Francia, due casi di applicazione incorretta della direttiva 90/220/CEE.

Il primo concerne le fasi successive della procedura di autorizzazione per l'immissione sul mercato di prodotti che consistono in o che contengono OGM. La direttiva stabilisce che quando è stata presa una decisione di autorizzare l'immissione sul mercato di un tale prodotto, l'autorità competente dello Stato membro che ha ricevuto la notifica iniziale deve dare il suo consenso per iscritto in modo da permetterne l'immissione sul mercato. La Francia non ha dato il suo consenso rispetto a due decisioni favorevoli adottate nel 1997. Tuttavia, in un simile caso per il mais la Corte è stata adita con una domanda pregiudiziale dal Conseil d'Etat francese (Consiglio di Stato) (causa C-6/99) circa l'esistenza di un margine di valutazione delle autorità nazionali dopo l'adozione di una decisione favorevole della Commissione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 4 della direttiva 90/220/CEE. Nella sua sentenza del 21 marzo 2000, la Corte ha sostenuto che dopo presentazione alla Commissione di una domanda per l'immissione di un OGM sul mercato e in assenza di obiezioni di altri Stati membri o in presenza di una "decisione favorevole" della Commissione, l'autorità competente che ha comunicato la richiesta deve rilasciare il suo consenso scritto, permettendo l'immissione del prodotto sul mercato. Tuttavia, se nel frattempo lo Stato membro interessato ha nuove informazioni secondo cui il prodotto può costituire un rischio per la salute umana e l'ambiente, non sarà tenuto a dare il suo consenso, se informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri circa le nuove informazioni. In una sentenza recente del 4 novembre 2000, il Conseil d'Etat francese ha seguito la decisione della Corte di giustizia, ed ha considerato che, senza nuove informazioni per i rischi, il Ministero francese non può rimettere in causa la decisione presa dalla Commissione e basata sul parere dei tre comitati scientifici. La procedura nei confronti della Francia è ancora aperta (fase del parere motivato) e la Commissione sta esaminando l'eventuale applicazione della clausola di salvaguardia nell'articolo 16 della direttiva 90/220/CEE.

La Commissione inoltre ha deciso un'azione legale nei confronti della Francia per mancato recepimento e recepimento incorretto di diverse disposizioni della direttiva 90/220/CEE.

2.8.8. Rifiuti

Le procedure di infrazione nel settore dei rifiuti restano numerose e concernono sia il recepimento formale che l'applicazione pratica. Come citato nell'ultima relazione, le difficoltà nell'esecuzione del diritto comunitario in questo settore sono probabilmente dovute alle necessarie modifiche comportamentali delle persone, delle amministrazioni pubbliche, delle imprese e ai costi di tali modifiche.

Per la direttiva quadro concernente i rifiuti (direttiva 75/442/CEE, come modificata dalla direttiva 91/156/CEE), la maggior parte delle difficoltà di applicazione riguarda l'applicazione ad impianti specifici. Ciò è all'origine di numerose denunce concernenti principalmente lo scarico di rifiuti (scarichi non autorizzati, ubicazione controversa di discariche controllate previste, cattiva gestione di discariche legali, inquinamento dell'acqua, ecc.). La direttiva prevede l'ottenimento dell'autorizzazione preventiva per i siti di smaltimento e ritrattamento dei rifiuti; nel caso dello smaltimento, l'autorizzazione deve stabilire le condizioni per contenere l'impatto ambientale.

L'adozione da parte del Consiglio il 26 aprile 1999 della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti [83] dovrebbe contribuire a chiarire il quadro giuridico per l'autorizzazione negli Stati membri dei siti che usano questo metodo di smaltimento.

[83] GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1.

Come già osservato, la Commissione usa singoli casi di questo tipo per individuare problemi più generali di applicazione inadeguata del diritto comunitario, come l'assenza o l'insufficienza di piani di gestione dei rifiuti, partendo dal presupposto che uno scarico illegale può rivelare un fabbisogno insoddisfatto di gestione dei rifiuti.

In quest'ottica, la Commissione ha rinviato per la seconda volta la Grecia alla Corte di giustizia nel 1998 (C-387/97), chiedendo alla Corte di imporre una penalità di mora quotidiana di 24 600 EUR alla Grecia, sulla base dell'articolo 228 del trattato, per mancata esecuzione della sentenza della Corte del 7 aprile 1992 (causa C-45/91). Questa causa concerne l'esistenza ed il funzionamento di una discarica abusiva di rifiuti solidi a Kouroupitos nei pressi di Canea dove erano stati conferiti illegalmente rifiuti urbani, quantitativi limitati di rifiuti pericolosi (per esempio, oli usati e batterie) e rifiuti industriali e commerciali di diverso tipo. In linea con le conclusioni dell'avvocato generale del 28 settembre 1999, la Corte ha dichiarato nella sua sentenza del 4 luglio 2000 che non avendo preso le misure necessarie per garantire lo smaltimento dei rifiuti nella zona di Canea senza mettere in pericolo la salute umana e senza nuocere all'ambiente, conformemente agli articoli 4 e 6 della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti e all'articolo 12 della direttiva 78/319/CEE relativa ai rifiuti tossici e nocivi, la Grecia non si è conformata alla sentenza del 7 aprile 1992 e non ha ottemperato ai suoi obblighi a norma dell'articolo 171 (ora 228) del trattato. La Corte ha deciso di imporre una sanzione pecuniaria di 20 000 EUR al giorno dalla Grecia per non-conformità. Nel mese di dicembre 2000 il governo greco ha pagato la somma di 1 760 000 EUR, pari alla sanzione quotidiana da luglio a settembre 2000. La Commissione ha invitato la Grecia ad effettuare i pagamenti su base mensile.

Come già osservato, è la prima volta che la Corte di giustizia ha deciso di multare uno Stato membro a norma dell'articolo 228 del trattato. Questa decisione costituisce una pietra miliare significativa per l'Unione europea in termini di applicazione di legge ambientale comunitaria nei confronti degli Stati membri.

In una sentenza del 9 novembre 1999 (causa C-365/97), la Corte aveva concluso che l'Italia non aveva adottato le misure necessarie per garantire lo smaltimento dei rifiuti nel corso d'acqua del vallone San Rocco senza mettere in pericolo la salute umana o l'ambiente e non aveva adottato le misure per garantire che i rifiuti raccolti in una discarica abusiva fossero consegnati ad un raccoglitore privato o pubblico o ad un'impresa di smaltimento. La Commissione esamina le misure comunicate dall'Italia alla Commissione nel 2000 per conformarsi alla sentenza.

La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti dell'Austria per incorretto recepimento della definizione comunitaria di rifiuti nel diritto austriaco (eccezioni previste non coperte dalla definizione comunitaria e mancato recepimento di taluni allegati delle direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE). Un parere motivato è stato inviato al Belgio a causa dell'omissione della Regione vallone di fornire una definizione corretta dei rifiuti nella sua legislazione di applicazione. La Commissione ha inoltre inviato un parere motivato a Lussemburgo, e successivamente ha deciso di rinviare questo Stato membro alla Corte, per incorretto recepimento del catalogo di rifiuti della decisione 94/3/CE della Commissione basata sulla direttiva 75/442/CEE.

Nel 2000 sono stati inoltre identificati problemi circa l'applicazione effettiva della direttiva 75/442/CEE. La Commissione ha deferito la Grecia alla Corte per gli scarichi abusivi nel Peloponneso ed ha deciso un'azione legale nei confronti della Spagna per diverse discariche abusive. Un'azione legale è stata avviata nei confronti dell'Italia per mancata comunicazione della relazione ai sensi della direttiva 75/439/CEE (oli usati) e della direttiva 75/442/CEE (causa C-376/00).

Nel 2000 la Commissione ha avviato un'azione legale nei confronti dell'Italia (causa C-65/00) per non-conformità della legislazione italiana sui rifiuti pericolosi alle normative CE e per l'esenzione dal requisito di autorizzazione stabilito dalle direttive 91/156/CEE e 91/689/CEE per le imprese di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi.

Poiché la pianificazione è una parte molto importante della gestione dei rifiuti - come illustrato dagli esempi sopra riportati - la Commissione ha deciso nell'ottobre 1997 di avviare procedure di infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri, ad eccezione dell'Austria, l'unico Stato ad avere istituito un sistema di pianificazione della gestione dei rifiuti. Queste procedure concernono vari inadempimenti, in relazione ai piani prescritti dall'articolo 7 della direttiva quadro, piani per la gestione di rifiuti pericolosi secondo i requisiti dell'articolo 6 della direttiva 91/689/CEE e piani specifici per i rifiuti di imballaggi, come prescritto dall'articolo 14 della direttiva 94/62/CE.

Nel 2000 la Commissione ha continuato le azioni legali nei confronti di Francia (causa C-292/99), Irlanda (causa C-461/99) e Italia (causa C-466/99) concernenti le tre categorie di piani ed ha avviato inoltre azioni legali nei confronti di Grecia (causa C-132/00), Lussemburgo (C-401/00) e Regno Unito (causa C-35/00). La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti della Spagna.

Nel 2000 sono state chiuse le procedure aperte nei confronti della Svezia e del Portogallo. Avendo ricevuto dalla Bassa Sassonia, l'unico Land che non si era dotato di un piano, la notifica di un piano per i rifiuti non pericolosi e i rifiuti di imballaggio, la Commissione ha potuto chiudere anche questa procedura.

Per la direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi, la Commissione aveva avviato procedure di infrazione nel 1998 nei confronti di vari Stati membri che non avevano fornito alla Commissione le informazioni particolari richieste relativamente a stabilimenti o imprese che effettuano lo smaltimento e/o il recupero di rifiuti pericolosi. Nel 2000 la Grecia è stata rinviata alla Corte su questo punto. La Commissione ha ritirato le procedure nei confronti del Portogallo e del Regno Unito, avendo ricevuto le informazioni richieste dopo avere inviato un parere motivato a questi Stati membri. La Commissione ha continuato la procedura nei confronti della Francia per informazioni ancora incomplete presentate ai sensi della direttiva.

Circa l'applicazione delle direttive sulle batterie e gli accumulatori contenenti sostanze pericolose (91/157/CEE e 93/86/CEE), la Commissione prosegue procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno ancora stabilito i programmi prescritti dall'articolo 6 della direttiva. Nel 2000 vi sono stati alcuni progressi al riguardo. A seguito di un parere motivato a norma dell'articolo 228 inviato alla Spagna concernente l'esecuzione della sentenza della Corte nei confronti del 28 maggio 1998 (causa C-298/97) la Commissione ha deciso di ritirare la procedura, avendo la Spagna notificato misure di conformità. Per simili ragioni la Commissione ha deciso di chiudere la procedura dell'articolo 228 nei confronti della Grecia per mancata esecuzione della sentenza della Corte dell'8 luglio 1999 (causa C-215/98) che imponeva di elaborare i programmi previsti dall'articolo 6, un obbligo cui doveva ottemperare dal settembre 1992. L'azione legale nei confronti del Portogallo è stata ritirata dopo avere esaminato le misure realizzate da tale Stato membro. La Commissione esamina l'adeguatezza delle misure adottate dall'Austria dopo il parere motivato.

La direttiva 98/101/CE della Commissione, del 22 dicembre 1998, che adegua al progresso tecnico la direttiva 91/157/CEE del Consiglio relativa alle pile ed agli accumulatori contenenti sostanze pericolose [84] doveva essere recepita entro il 1º gennaio 2000. Nel 2000 la Commissione ha potuto chiudere le procedure per mancata comunicazione di misure di recepimento di tale direttiva nei confronti di Belgio, Danimarca e Spagna. Alla fine del 2000 erano state aperte procedure di non comunicazione nei confronti di sette Stati membri: Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito, Grecia e Paesi Bassi.

[84] GU L 1 del 5.1.1999, pag. 1.

Nella sua sentenza del 13 aprile 2000 (causa C-123/99), la Corte ha sostenuto che la Grecia non aveva adottato le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La Commissione ha inviato un parere motivato ai Paesi Bassi per diversi punti dove la legge nazionale non è conforme alla direttiva. La procedura nei confronti del Regno Unito (causa C-455/99) per mancata notifica delle misure di recepimento della direttiva è stata ritirata dopo che il Regno Unito ha notificato le misure [85]. Continua la procedura nei confronti della Germania circa il suo regolamento sugli imballaggi (regolamento "Töpfer"), che promuove il riutilizzo di materiali da imballaggio. La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Germania poiché la quota di riutilizzo stabilita dal regolamento tedesco provoca ostacoli agli scambi e una discriminazione indiretta di acque minerali naturali importate da riempire alla fonte.

[85] Regolamenti sugli obblighi di responsabilità del produttore (rifiuti di imballaggi) (Emendamento) (Irlanda del Nord) 1999 S.R N.I. n. 496.

Le misure di recepimento devono essere comunicate alla Commissione e devono anche essere conformi alla legislazione comunitaria pertinente. La Commissione considera che questo non sia il caso in Danimarca e continua pertanto la procedura dinanzi alla Corte di giustizia (causa C-246/99) relativamente al divieto della Danimarca di lattine metalliche per bevande e altri tipi di imballaggio non riutilizzabili.

La Commissione ha avviato un'azione legale nei confronti della Germania (causa C-228/00) per aver stabilito criteri diversi onde distinguere i rifiuti destinati al recupero da quelli destinati allo smaltimento e sollevare di conseguenza obiezioni nei confronti delle spedizioni di rifiuti che contravvengono al regolamento (CEE) n. 259/93 (sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, in entrata e in uscita dal suo territorio). È stata anche aperta una procedura nei confronti del Lussemburgo per mancato rispetto del regolamento (CEE) n. 259/93 non avendo autorizzato il trasporto di rifiuti ad inceneritori francesi equipaggiati per scopi energetici.

Procedure di infrazione sono state avviate nel 1999 nei confronti di diversi Stati membri per mancata presentazione delle relazioni annuali previste dall'articolo 41 del regolamento (CEE) n. 259/93. Le procedure nei confronti di Grecia, Italia e Irlanda sono state ritirate in considerazione delle risposte soddisfacenti ricevute da questi paesi. La Commissione ha inviato un parere motivato ai Paesi Bassi riguardante le spedizioni di rifiuti dai Paesi Bassi ad altri paesi.

La Commissione ha iniziato le procedure a norma dell'articolo 228 nei confronti della Germania per la direttiva 75/439/CEE (eliminazione degli oli usati) per mancata esecuzione della sentenza della Corte di giustizia del 9 settembre 1999 (causa C-102/97), concernente la mancata adozione da parte della Germania delle misure necessarie per dare la priorità al trattamento degli oli usati mediante rigenerazione, in assenza di vincoli tecnici, economici ed organizzativi. La Commissione inoltre ha continuato l'azione legale nei confronti del Portogallo per incorretto recepimento della direttiva (causa C-392/99).

Circa lo smaltimento di PCB e di PCT, due prodotti particolarmente pericolosi, la direttiva 96/59/CE, che abroga la direttiva 76/403/CEE, doveva essere recepita dagli Stati membri entro il 16 marzo 1998. Nel 2000 la Commissione ha chiuso le procedure nei confronti di tutti gli Stati membri che non avevano notificato le loro misure di recepimento entro il termine di cui sopra, comprese le procedure alla Corte di giustizia nei confronti della Grecia (causa C-464/99) e del Regno Unito (causa C-468/99). La direttiva stabilisce che gli Stati membri devono elaborare, entro tre anni dalla sua adozione, cioè entro il 16 settembre 1999, programmi di decontaminazione e/o smaltimento di apparecchi inventariati e PCB in essi contenuti e descrive la raccolta e il successivo smaltimento di taluni apparecchi ai sensi dell'articolo 11 della direttiva, come pure gli inventari ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 della direttiva. Tuttavia, molti Stati membri non hanno ancora comunicato alla Commissione le misure necessarie. Nel 2000 la Commissione ha pertanto inviato un parere motivato a Regno Unito, Danimarca, Germania, Svezia, Portogallo, Grecia, Francia, Spagna, Italia, Irlanda e Lussemburgo e successivamente ha deciso di adire la Corte nei confronti di questi ultimi sei Stati membri.

La Commissione ha deciso di inviare lettere di intimazione a Svezia, Belgio, Irlanda, Italia e Portogallo per mancata conformità agli obblighi di informazione e controllo stabiliti dalla direttiva 86/278/CEE (fanghi di depurazione). Secondo l'articolo 10 della direttiva, gli Stati membri devono provvedere a che vengano tenuti aggiornati i registri in cui sono annotati i quantitativi di fango prodotti e quelli forniti per usi agricoli, la composizione e le caratteristiche dei fanghi e il tipo di trattamento impiegato. Ciò è necessario per verificare che l'uso di fanghi di depurazione in agricoltura non comprometta il prodotto alimentare e la qualità a lungo termine del terreno.

2.8.9. Ambiente e industria

La procedura nei confronti dell'Italia per mancanza di conformità alla sentenza della Corte del 17 giugno 1999 (causa C-336/97) è stata ritirata alla fine del 2000 dopo che l'Italia aveva provveduto ad organizzare i piani d'emergenza, le ispezioni e i controlli prescritti dalla direttiva 82/501/CEE (direttiva Seveso).

La direttiva 96/82/CE («Seveso II»), che sostituisce la direttiva 82/501/CEE («Seveso I») dal 3 febbraio 2001, doveva essere recepita vicino al più tardi il 3 febbraio 1999. In assenza di notifiche delle misure di recepimento, la Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti dei seguenti cinque Stati membri: Austria, Belgio, Germania, Irlanda e Portogallo. Le procedure per mancata comunicazione aperte in precedenza nei confronti di Lussemburgo, Regno Unito e Grecia sono state ritirate.

La Commissione ha deciso di deferire l'Irlanda alla Corte per non-conformità delle misure di recepimento della direttiva 87/217/CEE (prevenzione e riduzione dell'inquinamento ambientale da amianto). Nuove normative hanno consentito di ritirare la procedura. Una procedura simile aperta in precedenza nei confronti del Belgio è stata chiusa nel 2000.

La Commissione ha ritirato l'azione legale nei confronti del Belgio per non-conformità della sua legislazione di recepimento delle due direttive concernenti la prevenzione dell'inquinamento atmosferico dagli impianti di incenerimento di rifiuti urbani (89/369/CEE - nuovi impianti) e 89/429/CEE (impianti esistenti), (causa C-287/99). La Commissione ha avviato un'azione legale (causa C-2000/139) nei confronti della Spagna per aver autorizzato nelle Isole Canarie il funzionamento di inceneritori non conformi alla direttiva 89/369/CEE ed ha deciso un'azione legale nei confronti della Francia per aver autorizzato il funzionamento di numerosi inceneritori non conformi al diritto comunitario con conseguenti emissioni importanti di diossina.

La direttiva 94/67/CE concernente l'incenerimento di rifiuti pericolosi doveva essere recepita il 31 dicembre 1996. Le procedure nei confronti del Belgio (causa C-338/99) e dell'Italia (causa C-421/99) per mancata comunicazione delle misure di recepimento sono state chiuse nel 2000, poiché questi Stati membri hanno adottato e comunicato alla Commissione le misure necessarie. La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Austria per il incorretto recepimento della direttiva.

La direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC), adottata il 24 settembre 1996, doveva essere recepita entro il 30 ottobre 1999. Le procedure per mancata comunicazione delle misure di recepimento alla Commissione continuano nei confronti di Spagna, Grecia, Regno Unito (per l'Irlanda del Nord e Gibilterra), Lussemburgo, Germania, Finlandia (per la provincia di Åland) e Belgio. Le procedure aperte per mancata comunicazione nei confronti di Austria e Portogallo sono state chiuse nel 2000 avendo questi Stati membri comunicato alla Commissione le misure di recepimento.

La Commissione ha continuato l'azione legale nei confronti del Belgio, concernente il principio della "tacita autorizzazione" (cfr. relazione dell'anno scorso) poiché le risposte del Belgio al parere motivato non permettono di concludere ad una messa in conformità della legislazione nazionale.

2.8.10. Radioprotezione

La legislazione comunitaria sulla radioprotezione è basata sul capo 3 "Radioprotezione" del trattato EURATOM e copre tutti gli aspetti della protezione della salute dei lavoratori e della popolazione nei confronti dei pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti, non soltanto quelli relativi all'energia nucleare. In effetti, la popolazione è principalmente esposta alle radiazioni a scopo medico. Questa legislazione protegge inoltre indirettamente l'aria, l'acqua ed il suolo della Comunità dall'impatto delle radiazioni. La Commissione controlla l'esecuzione della legislazione in materia di radioprotezione sulla base dell'articolo 124 e applicando la procedura prevista agli articoli 141 e 143 del trattato EURATOM, che corrispondono rispettivamente all'articolo 211 e agli articoli 226 e 228 del trattato CE.

La legislazione primaria, il trattato EURATOM stesso impone agli articoli da 33 a 37 alcuni obblighi agli Stati membri, concernenti per esempio la formazione e l'istruzione, la sorveglianza dell'ambiente e lo smaltimento dei residui radioattivi. Attualmente sono in vigore in materia di radioprotezione cinque direttive principali e tre regolamenti.

La specificità della legislazione fondata sul trattato EURATOM risiede nel fatto che la Commissione esamina la conformità delle disposizioni di recepimento nazionali prima della loro adozione definitiva. Ai sensi dell'articolo 33 del trattato EURATOM, gli Stati membri comunicano alla Commissione ogni progetto di disposizione che mira a garantire il rispetto delle norme fondamentali di radioprotezione. La Commissione deve presentare raccomandazioni per armonizzare queste disposizioni. Le raccomandazioni sono simili a verifiche della conformità negli altri campi del diritto comunitario sull'ambiente che possono condurre ad una lettera di intimazione. Nel 2000 il numero di comunicazioni di progetti legislativi ai sensi dell'articolo 33 del trattato EURATOM è aumentato leggermente, essendo giunte a scadenza di recepimento nel maggio 2000 due direttive principali in materia di radioprotezione: 96/29/Euratom e 97/43/Euratom. La Commissione ha ricevuto 20 comunicazioni (11 nel 1999) ai sensi dell'articolo 33 del trattato EURATOM, che sono state esaminate e commentate, ma nessuna raccomandazione formale è stata formulata nel 2000. Le raccomandazioni formulate ai sensi dell'articolo 33 non sono vincolanti, ma gli Stati membri le seguono di solito scrupolosamente. Nel settore della radioprotezione le procedure di infrazione per non conformità sono quindi meno numerose.

L'articolo 35 del trattato EURATOM dispone che ogni Stato membro provvede agli gli impianti necessari per effettuare il controllo permanente del grado di radioattività dell'atmosfera, delle acque e del suolo, come anche al controllo sull'osservanza delle norme fondamentali. La Commissione può verificare il funzionamento e l'efficacia di tali impianti. Nel 2000 la Commissione ha effettuato due controlli ai sensi dell'articolo 35.

Ai sensi dell'articolo 36 del trattato, gli Stati membri comunicano informazioni sui livelli di radioattività misurati nell'ambiente che può così controllare l'osservanza delle norme fondamentali. La Commissione ha adottato nel 2000 la raccomandazione 2000/476/Euratom sull'applicazione dell'articolo 36 del trattato EURATOM riguardante il controllo del grado di radioattività ambientale allo scopo di determinare l'esposizione dell'insieme della popolazione (GU L 191 del 27.7.2000, pag. 37).

Ai sensi dell'articolo 37 del trattato EURATOM, gli Stati membri devono fornire alla Commissione i dati generali di qualsiasi progetto relativo allo smaltimento di residui radioattivi. La Commissione valuta i dati per determinare se l'esecuzione del progetto potrebbe causare la contaminazione radioattiva dell'ambiente di un altro Stato membro ed esprime il suo parere che lo Stato membro deve considerare nel rilasciare un'autorizzazione per il progetto. L'articolo 37 tende a prevenire qualsiasi possibilità di contaminazione radioattiva dell'ambiente in un altro Stato membro, in modo da proteggere la popolazione nei confronti dei pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti. Nel 2000 la Commissione ha espresso 12 pareri a norma dell'articolo 37 del trattato EURATOM. Esisteva un caso di infrazione in sospeso concernente l'articolo 37 nel 2000: Secondo la Commissione il Regno Unito non aveva ottemperato ai suoi obblighi a norma dell'articolo 37, perché non aveva presentato i dati generali sullo smantellamento del reattore nucleare Windscale Pile 1. La Commissione ha pertanto deciso di deferire il Regno Unito alla Corte. Il reattore Windscale Pile 1 è stato costruito ed ha funzionato nell'attuale sito di Sellafield come un impianto sperimentale e di produzione per il programma militare del Regno Unito. Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, il suo smantellamento era in corso di preparazione. Poiché le operazioni di smantellamento sono considerate come 'un progetto si smaltimento di residui radioattivi', le autorità britanniche erano tenute a presentare alla Commissione i dati generali relativi a questo smantellamento. Il Regno Unito ha però sostenuto che come principio, il trattato EURATOM non si applica all'uso di energia nucleare a scopi militari, facendo valere che, in primo luogo l'articolo 37 non era applicabile ai progetti concernenti Windscale Pile 1. La Commissione non condivide questo parere e considera che le disposizioni (compreso l'articolo 37) del capo 3 "Radioprotezione" del trattato EURATOM si applicano sia alle attività civili che a quelle militari. La protezione della salute e della sicurezza della popolazione nel campo della radioprotezione è un obiettivo inscindibile e si estende a tutti i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti, indipendentemente dalla loro fonte. Le autorità britanniche hanno successivamente accettato che le operazioni proposte per eliminare i residui dal reattore non erano collegate al programma nazionale di difesa ed hanno indicato la loro volontà di presentare i dati, una volta completato il progetto di smaltimento. Il dossier è stato chiuso.

Come già osservato, il termine per il recepimento di due direttive principali nel settore della radioprotezione - direttiva 96/29/Euratom del Consiglio che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti (GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1) e direttiva 97/43/Euratom del Consiglio riguardante la protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse a esposizioni mediche e che abroga la direttiva 84/466/Euratom (GU L 180 del 9.7.1997, pag. 22) - sono scaduti il 13 maggio 2000. Alla stessa data, sono state abrogate tutte le vecchie direttive delle norme fondamentali di sicurezza (adottate dal 1959).

La direttiva 96/29/Euratom concernente le norme fondamentali di sicurezza ha introdotto un nuovo concetto di dosimetria per proteggere la salute dei lavoratori e della popolazione in modo radicale e completo. A tal fine, la direttiva ha ridotto i limiti di dose, fissato nuovi requisiti per giustificare tutte le pratiche concernenti le radiazioni ionizzanti ed ha introdotto un principio ALARA esteso, secondo il quale le dosi devono essere mantenute "tanto basse quanto ragionevolmente ottenibile" (As Low As Reasonably Achievable). La direttiva tratta le pratiche, le attività lavorative e le situazioni di intervento. Essa introduce anche i nuovi concetti di clearance e di esenzione per le materie radioattive e disciplina oltre alle radiazioni artificiali quelle naturali sul posto di lavoro nonché fissa nuovi requisiti per valutare la dose per la popolazione.

Soltanto due Stati membri hanno comunicato alla Commissione nei termini prescritti una serie completa di disposizioni nazionali di recepimento della direttiva 96/29/Euratom concernente le norme fondamentali di sicurezza. La Commissione ha pertanto avviato nell'estate 2000 procedure di infrazione nei confronti di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito per mancata comunicazione delle misure definitive di recepimento. L'Austria ha successivamente comunicato le disposizioni nazionali e la Commissione ha quindi archiviato la relativa procedura prima della fine del 2000.

La direttiva 96/29/Euratom concernente le norme fondamentali di sicurezza ha abrogato la direttiva precedente 80/836/Euratom concernente le norme fondamentali di sicurezza a partire dal 13 maggio 2000. L'unica procedura di infrazione pendente relativamente alla direttiva 80/836/Euratom era nei confronti dei Paesi Bassi per mancato rispetto delle norme fondamentali concernenti ad esempio le madri che allattano, l'esposizione interna e le dosi ricevute ed è stata chiusa nel 2000 perché la correzione definitiva di queste infrazioni può essere garantita nel quadro della causa contro i Paesi Bassi ai sensi della direttiva 96/29/Euratom (cfr. sopra).

La direttiva 97/43/Euratom (esposizioni mediche) migliora il livello di radioprotezione per i pazienti ed il personale sanitario; tiene conto dei nuovi sviluppi nelle procedure e apparecchiature sanitarie. È stata elaborata partendo dall'esperienza acquisita nell'attuazione di precedenti direttive e completa la direttiva 96/29/Euratom sulle norme fondamentali di sicurezza. La nuova direttiva precisa il principio di giustificazione e la ripartizione di responsabilità e fissa le esigenze degli esperti qualificati in campo medico.

Tre Stati membri hanno comunicato alla Commissione una serie completa di disposizioni nazionali di recepimento di questa direttiva nei termini prescritti. La Commissione ha quindi avviato procedure di infrazione nei confronti di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito nell'estate 2000 per mancata comunicazione delle misure definitive di recepimento. Avendo la Svezia comunicato successivamente le sue disposizioni nazionali, la Commissione ha potuto chiudere la procedura nei suoi riguardi prima della fine del 2000.

La direttiva precedente 84/466/Euratom sulla protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse a esposizioni mediche è stata abrogata dalla nuova direttiva 97/43/Euratom. La causa C-96/21 contro la Spagna per infrazione della direttiva 84/466/Euratom è stata chiusa avendo la Spagna comunicato alla Commissione nuove misure di recepimento. Un altro caso in sospeso riguardava il Belgio. La legislazione belga comunicata non soddisfa pienamente i requisiti della direttiva 84/466/Euratom in materia di formazione, specialisti qualificati, l'accettabilità e sorveglianza degli impianti radiologici. Il caso è stato chiuso perché la correzione definitiva di queste infrazioni può essere garantita nel quadro della nuova causa contro il Belgio ai sensi della direttiva 97/43/Euratom (cfr. sopra).

Direttiva 89/618/Euratom concernente l'informazione della popolazione sui provvedimenti di protezione sanitaria applicabili e sul comportamento da adottare in caso di emergenza radioattiva. La Svezia non ha comunicato le misure di recepimento per diverse disposizioni di questa direttiva 89/618/Euratom (informazione del pubblico in caso d'emergenza e procedure per la diffusione di informazioni). Nel 2000, dopo la notifica delle nuove misure svedesi di recepimento, la Commissione ha archiviato la procedura. La verifica di conformità della legislazione francese ha rivelato l'inadeguata osservanza della direttiva in materia di definizioni, informazioni preliminari al pubblico, informazioni al pubblico in caso di emergenza e informazioni al personale di intervento. La Commissione ha pertanto inviato un parere motivato alla Francia nel 2000. Le procedure nei confronti della Germania continuano, perché la legislazione tedesca non assicura, in caso di emergenza radioattiva, l'informazione tempestiva della popolazione circa l'emergenza e le misure da prendere. Inoltre, la legislazione tedesca non recepisce pienamente i requisiti circa le informazioni per le squadre di intervento. Le procedure sulla dissuasione delle informazioni necessarie non sono predisposte secondo quanto prescritto dalla direttiva. La Germania sta elaborando nuove normative per risolvere questi problemi. Tuttavia, la Commissione non ha ricevuto la notifica dei nuovi testi legislativi e l'infrazione sussiste. Essa ha pertanto deciso di deferire la Germania alla Corte.

La procedura di infrazione nei confronti della Francia per mancato rispetto della direttiva 90/641/Euratom concernente la protezione operativa dei lavoratori esterni esposti al rischio di radiazioni ionizzanti nel corso del loro intervento in zona controllata è stata chiusa nel 2000, perché le nuove misure ricevute nel 1999 sono risultate soddisfacenti. La presente direttiva fornisce ai lavoratori esterni una radioprotezione operativa equivalente a quella offerta ai lavoratori dell'operatore. I lavoratori esterni sono lavoratori impiegati da un'impresa esterna e non dal gestore di un impianto autorizzato a norma della legislazione in materia di radioprotezione, che sono esposti al rischio di radiazione. Questi lavoratori esterni possono quindi lavorare in più riprese presso diversi impianti in uno o più Stati membri ed essere quindi esposti alle radiazioni in diverse zone controllate (dove le esposizioni sono significative). Queste condizioni specifiche di lavoro richiedono un sistema specifico di sorveglianza radiologica, importante per tutelare la loro salute. Secondo l'analisi della Commissione, il Belgio non ha stabilito un sistema uniforme, interamente conforme alla direttiva e nel 2000 essa ha pertanto deciso di deferire il Belgio alla Corte.

2.9. Pesca

La Commissione controlla l'attuazione da parte degli Stati membri delle misure di conservazione e di gestione delle risorse emanate nel quadro della Politica comune della pesca.

In questo contesto, la Commissione ha proseguito l'esame sistematico delle misure legislative nazionali concernenti la pesca e l'acquicoltura. Si tratta delle misure analizzate alla luce del regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993 che istituisce un regime di controllo applicabile alla politica comune della pesca [86], del regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame [87] e del regolamento (CE) n. 1624/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994 che prevede alcune misure tecniche di conservazione delle risorse di pesca in Mediterraneo [88]. La Commissione non ha individuato casi d'incompatibilità delle disposizioni nazionali con la regolamentazione comunitaria suscettibili di giustificare l'avvio di procedure di infrazione.

[86] Gazzetta ufficiale L 261 del 20.10.1993, pag. 1.

[87] Gazzetta ufficiale L 125 del 27.4.1998, pag. 1.

[88] Gazzetta ufficiale L 171 del 6.7.1994, pag. 1.

2.9.1. Risorse

Nell'ambito delle procedure per inadempimento dell'obbligo di controllo a causa del superamento di alcune quote assegnate alla Danimarca nel 1988, 1990, 1991, 1992, 1994, il 1995 e 1996, la Commissione ha inviato un parere motivato al governo danese il 15 maggio. Nell'ambito della procedura nei confronti del Regno Unito a causa del superamento di alcune quote assegnate nel 1991, 1992, 1993, 1994, 1995 e 1996, la Commissione ha adito, il 10 aprile, la Corte. La Commissione ha anche introdotto il 10 novembre 2000 due richieste alla Corte, nell'ambito delle procedure nei confronti della Francia a causa del superamento di alcune quote assegnate nel 1991, 1992, 1993 ,1994, 1995 e 1996.

Un parere motivato complementare è stato inviato alla Francia, il 6 giugno, nell'ambito della procedura concernente l'inosservanza, in materia di dimensione minima, delle disposizioni comunitarie che disciplinano la pesca e la commercializzazione di alcune specie.

Le procedure nei confronti della Francia, dell'Irlanda e del Regno Unito concernenti la riduzione del numero di navi che praticano la pesca con reti da imbrocco sono state archiviate per infondatezza delle denunce all'origine di queste procedure.

La procedura nei confronti della Francia concernente il rispetto dei termini di attuazione del sistema di sorveglianza dei pescherecci via satellite è stata archiviata a causa dell'applicazione di questo sistema.

La procedura nei confronti della Francia concernente le condizioni che disciplinano l'esercizio della pesca su specie distribuite in quote nazionali è stata archiviata a causa dell'applicazione da parte delle autorità francesi, di misure per rendere tali condizioni conformi al diritto comunitario.

2.9.2. Concessione di bandiera/licenze di pesca

La Commissione ha continuato nel 2000 l'esame della compatibilità con il diritto comunitario delle legislazioni nazionali in materia di concessione di bandiera dei pescherecci.

Le procedure di infrazione nei confronti di Grecia e Portogallo concernenti la concessione di bandiera sono state archiviate a causa dell'adozione di legislazioni nazionali conformi al diritto comunitario.

2.9.3. Mercati

La procedura di infrazione nei confronti della Germania concernente le regole comuni di commercializzazione per le sardine conservate è stata archiviata a causa dell'adozione di misure che mirano ad una corretta applicazione di tali regole.

2.10. Mercato interno

2.10.1. Strategia generale per il mercato interno

Il 3 maggio la Commissione ha presentato una comunicazione - "Strategia per il mercato interno - Revisione per l'anno 2000" [89] - che partendo dal documento iniziale pubblicato nel novembre 1999, identifica le azioni prioritarie considerate avere l'impatto più forte e immediato sul miglioramento del funzionamento di questo mercato. Questo riesame rispondeva anche al desiderio espresso dal Consiglio europeo di Lisbona di modernizzare e semplificare il mercato interno, in modo da trasformare l'Unione europea nell'economia fondata sulla conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo.

[89] COM(2000) 257 def. e Bollettino 5-2000, punto 1.3.26.

La Commissione ha pubblicato, in maggio e novembre, nuove edizioni del "Quadro di valutazione del mercato interno" che forniscono un aggiornamento regolare dei progressi compiuti dagli Stati membri in materia di applicazione e di esecuzione della legislazione del mercato interno. In novembre il quadro di valutazione [90] ha mostrato che gli sforzi fatti questi ultimi anni dagli Stati membri per rendere prioritario il recepimento delle direttive sul mercato interno hanno dato dei risultati: il tasso a medio termine di mancato recepimento è diminuito della metà in tre anni. Detto questo, una direttiva su otto non è ancora recepita almeno in uno Stato membro con la conseguenza che quasi il 13% della legislazione sul mercato interno non produce il suo pieno effetto in tutta l'Unione. È sempre più ovvio che le amministrazioni possono colmare il ritardo soltanto se hanno un supporto politico ai più alti livelli.

[90] Il 'Quadro di valutazione del mercato interno' n. 7 del novembre 2000 può essere consultata nel sito della direzione generale del mercato interno http://europa.eu.int/comm/internal_market/

La semplificazione e il miglioramento della qualità della legislazione restano fra le priorità politiche più importanti. L'iniziativa SLIM ("semplificare la legislazione per il mercato interno") svolge un ruolo chiave a tale riguardo. Piccoli gruppi, composti da funzionari degli Stati membri e di utenti della legislazione, si adoperano per individuare proposte concrete che permettano di semplificare il diritto comunitario in settori particolari. Quattordici settori sono stati così esaminati dal 1996. Nel 2000 la Commissione ha pubblicato i risultati della quarta fase dell'esercizio SLIM [91], che ha fornito una serie di raccomandazioni concernenti la semplificazione della legislazione in tre di questi settori: il diritto delle società, le sostanze pericolose e l'imballaggio preconfezionato.

[91] COM(2000) 56 def. del 4 febbraio 2000.

In una comunicazione del 28 febbraio intitolata "Primo bilancio dei risultati dell'iniziativa SLIM: semplificare la legislazione per il mercato interno (SLIM)" [92], la Commissione, in base alle prime tre fasi dell'esercizio SLIM, ha definito modalità di miglioramento della trasparenza e proposto principi per la selezione dei settori da includere. Ha anche richiesto sforzi paralleli degli Stati membri per semplificare le loro regole nei settori interessati e invitato il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare, quanto prima, le proposte che sono in gran parte basate sulle raccomandazioni legate all'esercizio SLIM.

[92] COM(2000) 104 def.

Infine, nel 2000, la Commissione e gli Stati membri si sono anche messi d'accordo su tre nuovi settori legislativi, da includere nella quinta fase di SLIM: il trasferimento delle sostanze radioattive (direttiva 92/3/Euratom [93], regolamento (Euratom) n. 13493/93 [94]), il commercio di prodotti cosmetici (direttiva 76/768/CEE [95]) e i tenori di residui di antiparassitari (direttive 76/895/CEE [96], 86/362/CEE [97], 86/363/CEE [98] e 90/642/CEE [99]). La Commissione pubblicherà un documento di lavoro su questa quinta fase nell'aprile 2001 e i gruppi SLIM esamineranno la legislazione interessata e presenteranno le loro raccomandazioni nel settembre 2001.

[93] GU L 35 del 12 febbraio 1992, pag. 24.

[94] GU L 148 del 19 giugno 1993, pag. 1.

[95] GU L 262 del 27 settembre 1976, pag. 169.

[96] GU L 340 del 9 dicembre 1976, pag. 26.

[97] GU L 221 del 7 agosto 1986, pag. 37.

[98] GU L 221 del 7 agosto 1986, pag. 43.

[99] GU L 350 del 14 dicembre 1990, pag. 71.

Nel quadro del suo dialogo con i cittadini e le imprese, la Commissione ha elaborato una nuova guida intitolata "Come far valere i vostri diritti in un mercato unico europeo" e lanciato un meccanismo di feed-back da parte delle imprese per meglio tener conto, nelle decisioni politiche, della loro esperienza pratica [100].

[100] Consultare sul server Europa gli indirizzi seguenti: http://europa.eu.int/citizens e http://europa.eu.int/business.

Infine, per migliorare l'applicazione della legislazione del mercato interno e, in particolare, aiutare i cittadini e le imprese a risolvere i problemi che incontrano nell'esercizio dei loro diritti, la Commissione ha lavorato con gli Stati membri per migliorare il funzionamento della rete di centri di coordinamento e di punti di contatto per il mercato interno realizzato in tutti gli Stati membri [101].

[101] Nel sito: http://europa.eu.int/comm/internal_market/, cfr. "punti di contatto per i cittadini" e "punti di contatto per le imprese".

2.10.2. Libera circolazione delle merci

2.10.2.1. Applicazione degli articoli 28 e seguenti CE (ex articoli 30 e seguenti del trattato CE)

Nel 2000 è stata constatata una tendenza leggera al ribasso del volume di dossier relativi agli ostacoli agli scambi: apertura di 151 nuovi dossier rispetto a 257 nel 1999 (un buon quarto dei dossier del 1999 concerneva però la crisi della diossina e questo rende il raffronto difficile). Di conseguenza, il numero dei dossier d'infrazione che non sono stati oggetto di una decisione di archiviazione è passato da 345 a 318 (al 31 dicembre 2000).

Si è confermata l'evoluzione del contenzioso "libera circolazione delle merci" verso un'ulteriore complessità. I servizi della Commissione competenti per questo settore hanno continuato, come da numerosi anni, a privilegiare il dialogo con le autorità nazionali per ricorrere alla procedura di infrazione soltanto nei casi in cui un reale disaccordo persiste con queste autorità.

Sono state quindi nuovamente organizzate con la maggior parte degli Stati membri (ad eccezione di Belgio, Finlandia, Germania e Lussemburgo) riunioni pacchetto che hanno ancora una volta dato prova della loro utilità e della loro efficacia poiché su 138 dossier eliminati, 56 sono stati risolti e soli 18 possono essere considerati conflittuali. In collegamento con le "riunioni pacchetto" sono stati organizzati workshop sull'applicazione del principio di riconoscimento reciproco in cinque Stati membri. Visto il loro successo e l'evidente utilità, altri workshop dovrebbero essere organizzati nel 2001 per migliorare la conoscenza e la pratica del riconoscimento reciproco con le amministrazioni degli Stati membri. Da notare anche che una nuova riunione dei presidenti delle riunioni pacchetto è stata organizzata nel febbraio 2000.

Oltre alle riunioni pacchetto, i servizi della Commissione hanno deciso, d'accordo con gli Stati membri, di provare un metodo nuovo di risoluzione rapida dei problemi registrati dai cittadini comunitari, affidando alla rete di punti di contatto creati nel quadro del comitato consultivo mercato interno, un certo numero di dossier sui problemi d'immatricolazione delle automobili con questo nuovo meccanismo, il punto di contatto dello Stato membro nel quale emerge un problema d'immatricolazione, se necessario, in collaborazione con il punto di contatto del paese di origine del cittadino interessato, si adopera per fornire una giustificazione o una soluzione entro tre mesi. Soltanto alla scadenza di questo termine, e in caso di fallimento della rete, i servizi della Commissione riprendono il dossier per trattarlo con la via classica della procedura di infrazione. Un primo bilancio di questo nuovo meccanismo, la cui sperimentazione è cominciata a metà del 2000, sarà fatto nel 2001. In caso di risultato positivo, la competenza di questa rete potrebbe essere estesa ad altri tipi di problemi di libera circolazione delle merci.

Si constata una certa tendenza alla diversificazione delle denunce nei settori dove l'intervento della Commissione nel corso del 2000 è stato particolarmente richiesto: accanto ai settori alimentari e automobili citiamo i settori farmaceutici e fitofarmaceutici, in particolare per le importazioni parallele.

Fra i successi ottenuti dalla Commissione nel 2000, si può citare la liberalizzazione del commercio degli scanner di radiocomunicazione in Belgio, l'applicazione di una regolamentazione semplificata per le importazioni parallele di medicine da parte della Spagna e una regolamentazione semplificata per le importazioni parallele di prodotti fitosanitari da parte della Grecia.

Nel 2000 la Commissione ha adito la Corte di giustizia per una procedura di inadempienza nei confronti dei Paesi Bassi, circa la regolamentazione sull'aggiunta di sostanze nutrienti ai prodotti alimentari (regime di divieto salvo autorizzazione preventiva). Questa regolamentazione vieta di norma l'aggiunta di alcune sostanze nutrienti, come le vitamine A, D e l'acido folico, ai prodotti alimentari, eccetto per alcuni prodotti specifici. La sola possibilità per gli operatori economici di ottenere un'eccezione a questo divieto è la procedura di autorizzazione preliminare per prodotti singoli.

Durante l'anno, la Commissione ha inviato 17 pareri motivati all'Austria (importazione delle medicine), al Belgio (dispositivi medici per minorati, rimborso di spese per apparecchi medici), alla Danimarca (bevanda vitaminizzata), alla Spagna (legislazione sulle fiere e esposizioni, immatricolazione di moto con rimorchio, varechina), alla Finlandia (complementi alimentari vitaminizzati), alla Francia (importazioni di medicine, importazioni di camping-cars), all'Irlanda (importazioni parallele di medicine), all'Italia (importazione di attrezzature marittime, componenti e caratteristiche dei rimorchi agricoli), alla Grecia (prezzo delle medicine, distribuzione di prodotti della canapa), ai Paesi Bassi (importazioni parallele di prodotti fitosanitari) e alla Svezia (importazioni parallele di medicine).

Nel corso del 2000 la Corte di giustizia ha anche pronunciato sentenze nelle procedure di infrazione avviate dalla Commissione contro Stati membri, nelle cause seguenti:

- Sentenza del 29 settembre 2000 "Commissione contro Francia" (causa C-23/99), nella quale la Corte ritiene che la Francia non avesse diritto ad applicare procedure di trattenute da parte delle autorità doganali, nei confronti di merci legalmente fabbricate in uno Stato membro e destinate, dopo essere transitate sul territorio francese, ad essere immesse sul mercato di un altro Stato membro, dove possono essere legalmente commercializzate.

- Sentenza del 16 novembre 2000 "Commissione contro Belgio" (causa C-217/99), nella quale la Corte giudica contraria all'articolo 28 CE la regolamentazione belga che impone l'obbligo di affiggere sull'etichettatura dei prodotti alimentari cui sono state aggiunte sostanze nutrienti, un numero di notifica (procedura prevista per questo tipo di prodotti alimentari).

- Sentenza del 14 dicembre 2000 "Commissione contro Francia" (causa C-55/99), nella quale la Corte ritiene che la regolamentazione francese che impone l'indicazione di un numero di registrazione sul condizionamento esterno dei reattivi medici e la menzione di questa registrazione sulla nota che accompagna ogni reattivo, è contraria all'articolo 28 CE. Da notare anche che la Corte respinge il ricorso della Commissione circa la giustificazione di una procedura di registrazione applicabile all'insieme dei reattivi.

Citiamo inoltre, tenuto conto del loro legame con dossier di infrazione trattati dalla Commissione, alcune sentenze pregiudiziali della Corte:

- Sentenza del 13 gennaio 2000 "Schutzverband" (causa C-254/98), nella quale la Corte ha confermato che una misura nazionale discriminatoria non può essere considerata come una modalità di vendita e rientra di conseguenza nell'ambito dell'articolo 28 CE. Si trattava nella fattispecie di una misura austriaca che impone l'esistenza di uno stabilimento fisso in Austria per la vendita ambulante di prodotti di panetteria.

- Sentenza del 12 settembre 2000 "Geffroy" (causa C-366/98), nella quale la Corte ha ribadito che gli articoli 28 CE e 14 della direttiva 79/112/CEE sull'etichettatura dei prodotti alimentari (modificata) [102] non permettono una normativa nazionale che impone l'uso di una lingua determinata per l'etichettatura dei prodotti alimentari, senza prendere in considerazione la possibilità che un'altra lingua facilmente capita dagli acquirenti sia utilizzata o che l'informazione del consumatore sia garantita da altre misure.

[102] GU L 33 dell'8 febbraio 1979, pag. 1.

- Sentenza del 12 ottobre 2000 "Cidrerie Ruwet" (causa C-3/99), nella quale la Corte ritiene che l'articolo 28 CE si opponga al fatto che uno Stato membro vieti la commercializzazione di un imballaggio preconfezionato di un volume nominale non compreso nella gamma comunitaria (direttiva 75/106/CEE modificata [103]), legalmente fabbricato e commercializzato in un altro Stato membro, a meno che tale divieto miri a proteggere il consumatore, e sia necessario e proporzionato a quest'obiettivo.

[103] GU L 42 del 15 febbraio 1975, pag. 1.

- Sentenza del 5 dicembre 2000 "Guimont" (causa C-448/98), nella quale la Corte giudica che l'articolo 28 CE si oppone all'applicazione ai prodotti provenienti da altri Stati membri, di una regolamentazione che impone che solo i formaggi forniti di crosta possono essere commercializzati sotto la denominazione "emmenthal".

La Commissione ha anche rafforzato la sua azione di informazione e di promozione dell'applicazione della decisione 3052/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [104], ai sensi della quale gli Stati membri devono notificare alla Commissione le misure nazionali che costituiscono eccezioni al principio di libera circolazione delle merci. Benché il numero di notifiche ricevute sia più che raddoppiato rispetto al 1999 (65 invece di 26), quest'ultimo sembra sempre insufficiente. Questa constatazione e alcune proposte di miglioramento sono evidenziate nella relazione sull'applicazione della decisione nel 1997 e 1998 pubblicata dalla Commissione il 7 aprile 2000.

[104] GU L 321 del 30 dicembre 1995, pag. 1.

Meccanismo di intervento rapido in caso di ostacoli seri alla libera circolazione delle merci. Il sistema d'allarme di cui all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio, del 7 dicembre 1998, sul funzionamento del mercato interno in relazione alla libera circolazione delle merci [105] è stato attivato a 18 riprese nel 2000, ad esempio, in occasione dei movimenti di protesta contro la giornata delle 35 ore in Francia e in diversi Stati membri, al momento delle proteste relative all'aumento del prezzo del petrolio.

[105] GU L 337 del 12 dicembre 1998, pag. 8.

2.10.2.2. Misure di accompagnamento della soppressione dei controlli alle frontiere interne al 1º gennaio 1993.

Dopo avere ricevuto nel 2000 la comunicazione di tutte le disposizioni nazionali di recepimento della direttiva 93/7/CE del Consiglio del 15 marzo 1993, relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro [106] e della direttiva 96/100/CEE [107] che modifica l'allegato della direttiva 93/7/CEE, la Commissione ha avviato un'indagine sulla conformità delle misure adottate dalla Germania e dalla Francia.

[106] GU L 74 del 27 marzo 1993, pag. 74.

[107] GU L 60 del 1º marzo 1997, pag. 59.

2.10.2.3. Responsabilità per danno da prodotti difettosi (direttiva 85/374/CEE modificata [108])

[108] GU L 210 del 7 agosto 1995, pag. 29.

La Commissione ha adito la Corte di giustizia per inadempimento nei confronti di Francia e Grecia per non conformità delle disposizioni nazionali di recepimento della direttiva.

La direttiva 1999/34/CE [109] mira ad estendere le regole di responsabilità oggettiva alle materie prime agricole. Gli Stati membri dovevano mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva al più tardi il 4 dicembre 2000. Le normative nazionali di alcuni Stati membri (Grecia, Francia, Lussemburgo, Austria, Finlandia e Svezia) si applicavano già ai prodotti agricoli e non richiedevano un adeguamento. La Danimarca ha notificato misure di recepimento.

[109] GU L 141 del 4 giugno 1999, pag. 20.

Due cause pregiudiziali sono pendenti dinanzi alla Corte di giustizia concernenti l'interpretazione della direttiva 85/374/CEE. La causa C-203/99 riguarda la responsabilità delle autorità pubbliche di un ospedale in Danimarca dove un paziente non ha potuto ottenere un organo di trapianto perché quest'ultimo è stato danneggiato. La causa C-183/00 riguarda l'interpretazione dell'articolo 13 della direttiva.

2.10.3. Libera circolazione dei servizi e diritto di stabilimento

2.10.3.1. Articoli 43 e seguenti e articoli 49 e seguenti

La legislazione belga sulle pratiche del commercio e sull'informazione e la tutela del consumatore è stata oggetto di un parere motivato da parte della Commissione. Questa legislazione vieta, infatti, i programmi di fidelizzazione dei clienti tramite premi quando questi programmi non sono organizzati dal venditore dei prodotti/servizi oppure non offrono ai consumatori premi della stessa natura dei prodotti/servizi comperati. Tali condizioni costituiscono restrizioni alla libera prestazione di servizi ai sensi dell'articolo 49 del trattato CE; più precisamente, gli effetti discriminatori, nei fatti, della legislazione belga interessata contraddicono la necessità di tali restrizioni ai fini della tutela del consumatore e della concorrenza leale.

In base alla legislazione austriaca sugli ospedali, gli stranieri che non hanno domicilio in Austria e non sono affiliati ad un regime di sicurezza sociale nazionale, sono applicate tariffe di soggiorno ospedaliero più elevate dei cittadini austriaci nella stessa situazione. Questa condizione della nazionalità costituisce una discriminazione contraria agli articoli 12, 39, 43 e 49 del trattato CE, da cui la notifica di un parere motivato alle autorità austriache.

Secondo le regolamentazioni irlandesi, italiane, lussemburghesi e portoghesi, solo i consulenti autorizzati in materia di brevetti possono rappresentare i loro clienti dinanzi all'organismo nazionale dei brevetti. Ma, una delle condizioni per esercitare questa attività è essere domiciliato o stabilito in questo Stato membro. Tali esigenze sollevano problemi di compatibilità con il principio della libera prestazione di servizi di cui all'articolo 49 del trattato CE o con il principio della libertà di stabilimento di cui all'articolo 43 del trattato CE e la Commissione ha pertanto notificato un parere motivato su questi ostacoli agli Stati membri interessati.

La Corte di giustizia ha pronunciato la sua sentenza l'8 giugno 2000 (causa C-99/264) su una legge italiana concernente elenchi di autorizzazioni per gli spedizionieri che impone a ogni persona fisica o giuridica che esercita detta attività di iscriversi in un registro specifico presso la camera di commercio competente e ha stabilito, conformemente alla posizione della Commissione, che questa condizione di iscrizione ostacola l'esercizio della sua attività ad un operatore economico non stabilito in Italia che intenda svolgervi attività in via sporadica, ai sensi dell'articolo 49 del trattato CE.

La Corte ha anche confermato la posizione della Commissione affermando che, nel quadro delle attività di pulizia, l'obbligo posto dalla legge italiana alle società di essere iscritte in un registro nazionale o provinciale delle imprese, per potere esercitare le loro attività costituisce un ostacolo al principio della libera prestazione di servizi, non giustificato da motivi di interesse generale (sentenza del 9 marzo 2000, causa C-98/358)

In seguito alla decisione della Commissione di adire la Corte di giustizia, le autorità portoghesi hanno eliminato la discriminazione in base alla nazionalità della regolamentazione che stabilisce le regole per le prese di fotografie aeree nel quadro di una prestazione di servizi da cui il ritiro della Commissione di questa causa.

In materia di servizi di sicurezza privata, la Corte di giustizia, nella sua sentenza del 9 marzo 2000 (causa C-98/355), ha stabilito che il requisito della regolamentazione belga di avere la sede operativa sul territorio belga non è compatibile con le disposizioni degli articoli 43 e 49 del trattato CE, allineandosi sulla posizione della Commissione. Sempre nello stesso settore di attività, la Commissione ha inviato un parere motivato al Portogallo, poiché solo le imprese che dispongono di un capitale sociale elevato e aventi uno stabilimento in questo paese possono ottenere l'autorizzazione richiesta per esercitare la loro attività, cosa che limita non soltanto un certo numero di imprese ma esclude anche le persone fisiche.

2.10.3.2. Servizi finanziari

Dialogo con le autorità nazionali

Per rafforzare la cooperazione amministrativa e risolvere rapidamente i problemi individuati, la Commissione ha mantenuto nel 2000 contatti regolari con le autorità nazionali, nel quadro dei Comitati Istituzionali (Comitato Consultivo Bancario, Comitato Consultivo per le Assicurazioni, Comitato di Contatto OPCVM) e nel quadro di gruppi d'interpretazione ad hoc (Gruppo di esperti nazionali in materia dei sistemi di pagamento, GTIAD in materia bancaria, Gruppo di lavoro d'interpretazione in materia di assicurazione, Gruppo d'interpretazione della direttiva "adeguatezza patrimoniale" ecc.) o di gruppi di alto livello (HLSSC, nel settore dei valori mobiliari).

Disposizioni nazionali di esecuzione

Nel settore bancario, tre direttive sono entrate in vigore nel corso del 2000: la direttiva 98/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che modifica la direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e degli enti creditizi [110], la direttiva 98/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che modifica, in particolare per le ipoteche, la direttiva 89/647/CEE del Consiglio relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi [111] e la direttiva 98/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, recante modifica dell'articolo 12 della direttiva 77/780/CEE del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio, degli articoli 2, 5, 6, 7 e 8 e degli allegati II e III della direttiva 89/647/CEE del Consiglio relativa ad un coefficiente di solvibilità degli enti creditizi, come pure dell'articolo 2 e dell'allegato II della direttiva 93/6/CEE del Consiglio sull'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e degli enti creditizi [112].

[110] GU L 204 del 21 luglio 1998, pag. 13.

[111] GU L 204 del 21 luglio 1998, pag. 26.

[112] GU L 204 del 21 luglio 1998, pag. 29.

Una lettera di costituzione in mora è stata inviata alla Francia e la Grecia per mancata comunicazione di queste tre direttive. Il Portogallo ha ricevuto una lettera di costituzione in mora per mancata comunicazione delle direttive 98/31/CE e 98/32/CE, mentre la Spagna una lettera analoga per mancato recepimento della direttiva 98/32/CE.

Assicurazioni: la Commissione ha inviato pareri motivati ai nove Stati membri (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Portogallo e Regno Unito) che non hanno ancora recepito la direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo assicurativo [113] nel loro diritto nazionale. Le disposizioni di questa direttiva avrebbero dovuto essere recepite nei diritti nazionali entro il 5 giugno 2000 e i suoi principi applicati ai conti dell'anno finanziario che comincia il 1º gennaio 2001. Alcuni Stati membri hanno già adottato, pubblicato e comunicato alla Commissione le disposizioni nazionali di recepimento di questa direttiva (Irlanda, Paesi Bassi e Spagna prima del termine di recepimento; Danimarca e Svezia dopo l'invio di una lettera di costituzione in mora; la Germania, che ha anche ricevuto una lettera di costituzione in mora, sarebbe sul punto di approvare il suo marchio di legge) e la Commissione sta analizzando la conformità delle disposizioni legislative comunicate.

[113] GU L 330 del 5 dicembre 1998, pag. 1.

Valori mobiliari: la Commissione ha potuto archiviare le procedure aperte nel 1998 nei confronti di Austria, Francia e Portogallo per mancato recepimento della direttiva 97/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori [114]. Per questa stessa direttiva, ha rinunciato ad adire la Corte di giustizia nel caso del Lussemburgo che le ha notificato la sua legge di recepimento e ha avviato una procedura nei confronti del Regno Unito cui ha deciso, nel dicembre 2000, di inviare un parere motivato per mancato recepimento nel territorio di Gibilterra.

[114] GU L 84 del 26 marzo 1997, pag. 22.

Il settore dei sistemi di pagamento comporta due direttive da recepire nel corso dell'anno 1999: la direttiva 97/5/CE sui trasferimenti transfrontalieri [115] e la direttiva 98/26/CE sul carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e i sistemi di regolamento delle operazioni su titoli [116].

[115] GU L 43 del 14 febbraio 1997, pag. 25.

[116] GU L 166 dell'11 giugno 1998, pag. 45.

La direttiva 97/5/CE mira a rendere più rapidi e meno costosi i bonifici transfrontalieri di importo inferiore a 50 000 euro. Impone alle banche di rispettare regole di trasparenza prima e dopo i bonifici e introduce regole concernenti l'esecuzione dei bonifici (termine, divieto di doppio prelievo, rimborso dei bonifici non ricevuti dal beneficiario). Questa direttiva doveva essere recepita entro il 14 agosto 1999. Tutti gli Stati membri che non avevano comunicato le loro misure di esecuzione nel 1999 lo hanno fatto nel corso del 2000. Le procedure di infrazione iniziate sono state dunque archiviate.

La direttiva 98/26/CE si prefigge di ridurre il rischio sistemico nei sistemi di pagamento e di conclusione di transazioni su valori mobiliari. La riduzione di questo rischio è essenziale per il buon funzionamento dei sistemi e per migliorarne l'efficacia. La direttiva prevede regole in materia di compensazione e di garanzie. Determina quale diritto del fallimento si applica ai diritti e obblighi in un sistema e prevede che procedure d'insolvibilità non possano avere effetti retroattivi.

Il recepimento nel diritto nazionale della direttiva 98/26/CE doveva avvenire per l'11 dicembre 1999. Al 31 dicembre 2000, disposizioni nazionali di esecuzione sono state comunicate alla Commissione da tutti gli Stati membri eccetto Lussemburgo, Francia e Italia. Procedure di infrazione sono state avviate contro questi tre Stati membri con lettera del 13 luglio 2000.

Casi di non conformità

Nel settore bancario (causa Ambry), la Corte ha pronunciato una sentenza il 1º dicembre 1998 [117]. Il diritto francese richiede una garanzia finanziaria immediatamente liquidabile per ottenere una licenza amministrativa (per l'attività di agente di viaggio). Tuttavia, la legge francese prevede che se l'istituto che concede la garanzia è situato in uno Stato membro diverso dalla Francia, esso deve avere un accordo con un istituto bancario o una compagnia di assicurazioni aventi sede in Francia. La Corte ha giudicato che tale esigenza costituisce una restrizione ingiustificata del principio della libera prestazione di servizi. Le autorità francesi non hanno reagito a una lettera di costituzione in mora ed è stato inviato un parere motivato. In seguito al parere motivato, Francia ha adottato le misure necessarie per conformarsi alla sentenza e la Commissione ha archiviato il dossier.

[117] Causa C-410/96, Racc. 1998 pag. I-7875.

Nel settore delle assicurazioni, il cattivo recepimento delle direttive ha dato luogo, nel 2000, a due sentenze della Corte. La prima constata che il Belgio non ha correttamente recepito la terza direttiva "non vita" [118], escludendo dal campo di applicazione della legge nazionale di recepimento ogni cassa o impresa di assicurazioni che coprono gli infortuni sul lavoro, anche quando queste casse o imprese perseguono un obiettivo lucrativo a loro proprio rischio [119]; in risposta ad una costituzione in mora dell'articolo 228 CE, le autorità belghe hanno comunicato un disegno di legge recante adeguamento dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che, una volta adottato, metterà il diritto belga in conformità con la direttiva. Nella seconda sentenza, contro la Francia [120], la Corte ha considerato che l'obbligo di comunicare sistematicamente le condizioni generali e speciali delle polizze di assicurazione che un'impresa si propone di usare sul suo territorio nelle sue relazioni con i contraenti costituisce un'esigenza contraria alla libera commercializzazione dei prodotti di assicurazione nella Comunità che le terze direttive "assicurazioni" mirano a garantire [121]; in seguito a questa sentenza, è stata inviata una lettera di costituzione in mora ai sensi dell'articolo 228 CE alle autorità francesi, che hanno confermato la loro intenzione di conformarsi alla sentenza della Corte (nel frattempo, le "schede segnaletiche" non sono più imposte dalle istituzioni competenti nella loro pratica quotidiana).

[118] Direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e che modificano le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE (terza direttiva "assicurazione non vita") - GU L 228 dell'11 agosto 1992 pag. 1.

[119] Sentenza della Corte del 18 maggio 2000, causa C-206/98, Commissione contro Belgio (non ancora pubblicata nella Raccolta).

[120] Sentenza della Corte dell'11 maggio 2000, causa C-296/98, Commissione contro Francia (non ancora pubblicata nella Raccolta).

[121] Direttiva 92/49/CEE (op cit.) e direttiva 92/96/CEE del Consiglio, del 10 novembre 1992, recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'assicurazione diretta sulla vita, e che modificano le direttive 79/267/CEE e 90/619/CEE (terza direttiva assicurazione vita) - GU L 360 del 9 dicembre 1992 pag. 1.

Quanto alla causa relativa alla mancata comunicazione della Francia delle misure necessarie per adeguare il codice della Mutua ai requisiti del diritto comunitario [122], le autorità francesi hanno segnalato, in risposta al parere motivato dell'articolo 228 CE, che una volta abilitato, il governo dovrebbe disporre di un termine massimo di quattro mesi per adottare il nuovo quadro legislativo applicabile alle mutue, cosa che è attesa per l'inizio del 2001.

[122] Sentenza della Corte del 16 dicembre 1999 nella causa C-239/98, Commissione contro Francia (Racc. 1999, pag. I-8935).

L'adozione da parte del governo italiano il 28 marzo 2000 del decreto legge n. 70/2000 (più tardi convertito in legge dalla legge di conversione n. 137 del 26 maggio 2000), che congela le tariffe dei contratti di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, ha causato la reazione urgente della Commissione, che ha avviato una procedura intesa a ristabilire la libera distribuzione dei prodotti assicurativi prevista dalla terza direttiva sull'assicurazione diretta, diversa dall'assicurazione sulla vita (92/49/CEE), che attua il diritto di stabilimento e la libera prestazione dei servizi. La Commissione ha ritenuto che questo gelo dei prezzi non faccia parte di un sistema generale di controllo dei prezzi e non sia neppure giustificato da considerazioni d'interesse generale.

In seguito ad una procedura avviata contro il Lussemburgo concernente la regolamentazione del Bureau et fonds de garantie d'assurance automobile - che esigeva, all'inizio di ogni periodo annuale d'attività, il pagamento di contributi forfettari non rimborsabili a tutti gli assicuratori membri, senza tenere conto se fossero stabiliti in Lussemburgo o operassero come prestatori di servizi a partire da altri Stati membri - questa regolamentazione è stata modificata per renderla compatibile con le disposizioni della direttiva 90/618/CEE [123], ossia in modo che sia calcolata in funzione delle entrate effettivamente riscosse o del numero dei rischi effettivamente coperti in Lussemburgo. Di conseguenza, la procedura è stata archiviata senza seguito. Un'altra procedura contro il Regno Unito, sul campo di applicazione dell'obbligo di avere un'assicurazione che copre la responsabilità civile auto, è stata archiviata alla luce dei cambiamenti introdotti nella legislazione britannica.

[123] GU L 330 del 29 novembre 1990, pag. 44.

Continua la procedura contro la Spagna, concernente la conformità con le regole del trattato CE sulla libera prestazione di servizi (articolo 49) dell'obbligo d'autorizzazione preliminare per operare sul territorio spagnolo come intermediari di assicurazione. Va però sottolineato che una proposta di direttiva sulla intermediazione assicurativa, destinata a sostituire la direttiva in vigore del 1976, è stata presentata dalla Commissione il 20 settembre 2000 [124].

[124] COM(2000) 511 def.

Casi di incorretta applicazione

Per il 2000 occorre rilevare quattro casi di incorretta applicazione della legislazione nel settore bancario.

Due casi riguardano l'Italia. Nel primo caso, si tratta della presunta discriminazione sulla base della nazionalità per il rimborso del credito di imposta alle banche. Un parere motivato è stato inviato a questo Stato membro, per appurare quali criteri siano stati presi in considerazione per redigere l'elenco sulla base del quale questi crediti d'imposta sono stati rimborsati. Il secondo caso riguarda la normativa in materia di ritenute alla fonte sugli interessi di prestiti. La Commissione deve determinare se la legislazione italiana opera discriminazioni a seconda che l'ente creditizio abbia sede in Italia o in un altro Stato membro. La lettera inviata alle autorità italiane per ottenere le informazioni necessarie è rimasta per ora senza risposta.

Dopo avere inviato una lettera di costituzione in mora alle autorità greche nel 1999, la Commissione, nel 2000, ha inviato una lettera per chiedere informazioni ulteriori. Queste autorità concedono una garanzia statale per prestiti alle imprese in alcune regioni greche svantaggiate. Dalle informazioni presentate alla Commissione, risulta che questa garanzia è concessa soltanto agli istituti di credito aventi sede in Grecia. I prestiti concessi in libera prestazione di servizi da istituti comunitari con sede in un altro Stato membro dell'Unione non possono fruire di questa garanzia. La risposta a questa lettera è attualmente all'esame.

Presunta infrazione della Francia. La Commissione ha chiesto informazioni a questo Stato membro perché non sembra permettere - agli istituti di credito francesi né alle filiali di istituti di altri Stati membri - di erogare un interesse sui conti correnti dei loro clienti. Nessuna risposta è pervenuta alla Commissione.

Nel settore delle assicurazioni, un parere motivato è stato inviato alla Grecia per richiamare l'attenzione delle autorità di questo paese sull'applicazione delle regole relative alla fornitura, sul territorio greco, di un'assicurazione di soccorso da parte degli assicuratori degli altri Stati membri. Infatti, queste regole ostacolano il buon funzionamento del mercato interno delle assicurazioni e infrangono non soltanto le disposizioni delle direttive sulle assicurazioni, ma anche le disposizioni del trattato CE riguardanti la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi. La procedura contro la Germania relativa al divieto di cumulo dell'assicurazione malattia con altri rami, giudicata non compatibile con le disposizioni della terza direttiva non vita, continua.

La causa detta "Champalimaud", che aveva dato luogo all'avvio di una procedura contro il Portogallo a seguito dell'opposizione delle autorità di questo paese all'accordo di partecipazione qualificata di un gruppo bancario spagnolo in questo gruppo portoghese, è stata risolta e archiviata.

Nel settore dei valori mobiliari, la Commissione ha archiviato le due procedure aperte nel 1998 contro l'Italia (articoli 49 e 56) e contro la Francia (articoli 43, 49 e 56), per disposizioni nazionali d'ordine fiscale che favorivano i loro mercati borsistici nazionali a scapito delle altre borse dell'Unione europea. In seguito al parere motivato che era stato inviato loro simultaneamente nell'ottobre 1999, questi due Stati membri all'inizio del 2000 hanno comunicato alla Commissione il testo delle leggi, adottate nel dicembre 1999, che modificano le disposizioni in causa. In un'altra causa, abbastanza comparabile a livello di principi, la Commissione, in una procedura aperta nel 1999 (articoli 49 e 56), ha inviato un parere motivato all'Austria [125]. Le disposizioni in causa sono esenzioni e vantaggi fiscali riservati ai soli fondi di investimenti austriaci, a scapito dei fondi di investimento degli altri Stati membri.

[125] IP/00/1203 del 24 ottobre 2000.

2.10.3.3. Servizi postali

Le procedure di infrazione nei confronti dell'Irlanda e del Lussemburgo per mancato recepimento della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio [126] sono state archiviate. Tutti gli Stati membri hanno ormai recepito la direttiva e comunicato le disposizioni nazionali di esecuzione.

[126] GU L 115 del 21 gennaio 1998, pag. 14.

2.10.3.4. Comunicazioni commerciali

La Commissione ha continuato l'istruzione delle procedure di infrazione in corso. Ha proseguito il dialogo, ai più alti livelli, con le autorità francesi sull'interpretazione della legge "Evin" (che vieta la pubblicità televisiva per le bevande alcoliche) nell'ipotesi specifica di incontri sportivi che si svolgono all'estero ma sono trasmessi in Francia. Questa procedura era stata oggetto di un parere motivato nel 1977.

La Commissione ha inviato un parere motivato alla Germania concernente la legislazione sui premi e sugli sconti. Successivamente la Commissione è stata informata di un disegno di legge che porrebbe fine alle disposizioni oggetto del parere motivato. Essa segue attentamente gli sviluppi

A seguito della denuncia di un operatore, la Commissione ha inviato, il 24 luglio 2000, un parere motivato alla Francia per la legislazione francese relativa alla distribuzione di cataloghi per vendite all'asta. La Commissione ha ritenuto che questa legislazione favoriva, in infrazione agli articoli 49 e seguenti del trattato, lo svolgimento di vendite all'asta in Francia.

2.10.3.5. Mass media

La Commissione ha constatato che in seguito all'invio di un parere motivato al Belgio a proposito degli ostacoli alla libertà di prestazione dei servizi causati dalla tassazione delle antenne paraboliche in vigore in numerosi comuni, la maggior parte dei comuni ha eliminato la tassa controversa. In alcuni comuni resta ancora aperta la questione delle tasse riscosse.

2.10.4. Ambiente delle imprese

2.10.4.1. Appalti pubblici

Per garantire il buon funzionamento del mercato interno nel settore degli appalti pubblici, è essenziale che le regole siano applicate e rispettate in modo uniforme in tutti gli Stati membri. Nella sua comunicazione sugli appalti pubblici [127], la Commissione aveva annunciato una serie di misure per garantire il rispetto del diritto comunitario.

[127] Documento COM(98) 143, comunicazione della Commissione dell'11 marzo 1998: Gli appalti pubblici nell'Unione europea, cfr. in particolare punto 2.2.

Fra queste misure, la Commissione aveva riconosciuto la necessità di seguire un approccio più sistematico e orizzontale nel trattamento dei casi di inadempimenti alle regole sugli appalti pubblici e di non reagire man mano che erano presentate denunce. In quest'ottica, la Commissione è intervenuta presso gli Stati membri per prevenire infrazioni, ad esempio quando preparavano eventi importanti (giochi olimpici, grandi esposizioni e manifestazioni culturali, ecc.) o progettavano grandi progetti di infrastruttura aventi un interesse particolare per gli appalti pubblici. In caso di infrazioni particolarmente gravi venute a sua conoscenza, la Commissione ha invece deciso di avviare la procedura ex articolo 226. Infine, quando un caso particolare portato a sua conoscenza sollevava un problema generale di applicazione, la Commissione ha verificato la situazione in tutti gli Stati membri per determinare tutti coloro che si trovano in una situazione di infrazione simile. Avendo dovuto trattare la problematica delle autostrade in Italia e in Francia, i servizi della Commissione hanno quindi deciso di studiare la questione della costruzione e della gestione delle autostrade in tutti gli altri Stati membri. Nel quadro di questa "indagine orizzontale" i servizi della Commissione hanno chiesto agli Stati membri informazioni che permetteranno loro di decidere se vi sia o no infrazione del diritto comunitario.

Nella sua comunicazione già citata, la Commissione aveva anche invitato gli Stati membri a designare autorità indipendenti specializzate negli appalti pubblici che sarebbero il punto di riferimento per la risoluzione rapida e informale di problemi d'accesso ai mercati. Alcuni Stati membri, come ad esempio l'Italia hanno raccolto quest'invito. La Commissione non può che incoraggiare gli altri Stati membri a seguire quest'esempio. Infatti, senza sfuggire al suo compito di custode del diritto comunitario, la Commissione non dispone di risorse umane e materiali sufficienti per risolvere tutti i problemi che si pongono. Decentrando il trattamento dei casi a livello nazionale diminuisce il numero di controversie sottoposte alla Commissione che può così concentrarsi sul suo ruolo di elaborazione di proposte legislative e sul trattamento dei casi aventi un impatto a livello europeo o che sollevano questioni di interpretazione importanti e i ricorrenti potranno trovare la soluzione delle loro controversie a livello nazionale. In questo stesso obiettivo la Commissione sostiene e partecipa attivamente ad un progetto pilota di coordinamento e di cooperazione tra le amministrazioni degli Stati membri, creato su iniziativa della Danimarca nel 1998.

Infine, nella sua comunicazione sugli appalti pubblici, la Commissione aveva anche riconosciuto la necessità di chiarire le regole per facilitarne l'applicazione. In un settore importante per il Mercato interno, come quello delle concessioni, la Commissione ha pubblicato una comunicazione interpretativa [128] che precisa le regole e i principi applicabili a questo fenomeno. Questa comunicazione interpretativa era stata oggetto di una vasta consultazione preliminare dei principali soggetti politici e economici.

[128] Comunicazione interpretativa del 24 aprile 2000. Comunicazione interpretativa della Commissione sulle concessioni nel diritto comunitario, GU C 121 del 29 aprile 2000.

La procedura per inadempienza dell'articolo 226 del trattato rimane uno strumento essenziale a disposizione della Commissione per garantire il rispetto del diritto comunitario. Qui di seguito le principali azioni condotte dalla Commissione sulla base di questo strumento nel corso del 2000.

Il completamento del mercato interno in un settore chiave dell'economia europea, come gli appalti pubblici, presuppone innanzitutto un recepimento corretto delle direttive comunitarie adottate in materia. Nel 2000 alcune direttive adottate nel settore degli appalti pubblici non erano ancora recepite. Di conseguenza, per la direttiva 97/52/CE e la direttiva 98/04/CE concernenti rispettivamente le direttive classiche [129] e i settori speciali [130] rispettivamente e che integrano alcune regole dell'Accordo sugli appalti pubblici, continuano contro la Germania, l'Austria, la Francia, la Grecia e il Regno Unito i ricorsi per non recepimento.

[129] Direttive 93/36/CEE, 93/37/CEE e 92/50/CEE relative, rispettivamente, alla stipulazione di contratti d'appalto di forniture, di lavori e di servizi.

[130] Direttiva 93/38/CEE relativa alla stipulazione di contratti d'appalto nei settori dell'acqua, dell'energia, del trasporto e delle telecomunicazioni.

D'altra parte, l'esame delle misure nazionali comunicate ha portato ad un totale di 12 procedure per non conformità, di cui 8 che si trovano almeno nella fase del parere motivato. Questi casi riguardano a volte questioni di principio suscettibili di rimettere in discussione l'apertura degli appalti pubblici conclusi negli Stati membri interessati.

Anche dove il recepimento è stato effettuato, occorre garantire che le regole siano correttamente applicate. La Commissione ha pertanto proseguito la sua azione di controllo dell'applicazione delle disposizioni del diritto comunitario in procedure di aggiudicazione di contratti d'appalto particolari, in particolare tramite denunce, come pure mediante l'analisi e il monitoraggio di casi individuati automaticamente.

A questo titolo essa ha trattato nel corso dell'anno, 333 dossier di cui 140 nuovi casi. Allo stesso tempo, 74 dossier hanno potuto essere archiviati, nella maggior parte dei casi in seguito alle azioni intraprese dalle amministrazioni aggiudicatrici o le loro autorità di tutela per rimediare alle irregolarità commesse. La procedura di dialogo e di concertazione ("riunioni pacchetto") realizzata per offrire agli Stati membri la possibilità di ricercare, di comune accordo, nelle controversie in corso, soluzioni conformi al diritto comunitario, ha certamente contribuito a questo risultato.

Qui di seguito alcuni esempi.

In seguito all'intervento dei servizi della Commissione, molte autorità aggiudicatrici hanno annullato procedure d'aggiudicazione di contratti d'appalto. In Francia ad esempio, un appalto di fornitura di pali per l'alta frequenza è stato annullato. La Commissione aveva avviato una procedura poiché l'amministrazione aggiudicatrice aveva imposto che un'impresa dell'Unione europea producesse certificati francesi a sostegno del suo dossier di candidatura. Un altro appalto francese è stato anche parzialmente annullato: le autorità francesi hanno accettato l'analisi effettuata dalla Commissione, secondo la quale l'ADEME (Agenzia dell'ambiente e del controllo dell'energia) è un'amministrazione aggiudicatrice assoggettata alle regole delle direttive comunitarie sugli appalti pubblici.

D'altra parte, i servizi della Commissione hanno ricevuto una denuncia contro la città di Vienna a causa del fatto che non pubblicava gli appalti di servizi di assicurazioni per gli appartamenti di cui è proprietaria e li attribuiva da anni alla stessa società. In seguito all'intervento della Commissione, in particolare grazie al dialogo con le autorità austriache nel quadro di una "riunione pacchetto", queste ultime si sono impegnate affinché i contratti in questione siano oggetto di appalto a partire dal 2001.

Un altro caso austriaco concernente un contratto che non era mai stato oggetto di una messa in concorrenza e che era attribuito alla stessa impresa dal 1945, ha potuto essere risolto a seguito all'intervento dei servizi della Commissione. Questo contratto, una concessione di servizi, non è soggetto alle direttive comunitarie sugli appalti pubblici, ma alle regole del trattato. Di conseguenza, le autorità austriache hanno optato per la trasparenza e hanno pubblicato una gara d'appalto nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Nel quadro di una denuncia contro l'Ufficio federale tedesco di tecnologia militare e appalti pubblici (Bundesamt für Wehrtechnik und Beschaffung), le autorità tedesche hanno riconosciuto, in seguito al parere motivato della Commissione, che il diritto comunitario era stato violato. Allo stesso tempo, hanno informato la Commissione che l'amministrazione aggiudicatrice in questione era stata istruita di applicare strettamente le regole sugli appalti pubblici, in particolare di indicare sistematicamente nei documenti d'appalto la clausola d'equivalenza dei prodotti.

La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia riguardante un appalto di servizi attribuito per procedura negoziata accelerata con pubblicazione preliminare, lanciato dal ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica per l'attribuzione dei servizi d'assistenza tecnica e amministrativa per la preparazione dei progetti nominati "patti territoriali". Detta procedura presentava molte violazioni della direttiva 92/50/CEE, che coordina le procedure d'aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi. In seguito all'azione della Commissione, le autorità italiane hanno messo termine alle violazioni del diritto comunitario sospendendo l'autorizzazione accordata ai promotori dei patti di servirsi delle società convenzionate.

Per altri casi è stata adita la Corte di giustizia.

La Commissione ha deciso, ad esempio, di adire la Corte contro la Francia per recepimento incompleto delle direttive 97/52/CE e 98/4/CE che modificano le direttive appalti pubblici in seguito all'Accordo sugli appalti pubblici. La Francia è anche stata oggetto di una condanna in una causa relativa ad appalti di lavori di elettrificazione e d'illuminazione pubblica nel dipartimento della Vendée. L'amministrazione aggiudicatrice infatti aveva scisso tutti questi appalti, sottraendone una grande parte agli obblighi di appalto previsti dalla direttiva 93/38/CEE.

La Commissione ha deciso di adire la Corte nei confronti della Germania per due appalti di servizi stipulati senza pubblicazione preliminare, rispettivamente della città di Braunschweig e del comune di Bockhorn. Sebbene la Germania abbia riconosciuto l'esistenza di infrazione alle direttive comunitarie, la Commissione ha deciso il ricorso poiché l'infrazione sussiste e continua a produrre i suoi effetti poiché la durata del contratto è di 30 anni.

D'altra parte, la Commissione ha deciso di adire la Corte per un caso concernente il Belgio dove un appalto pubblico di servizi di fotografia della costa belga era stato attribuito ad una società senza pubblicazione preliminare.

2.10.4.2. Protezione dei dati

Le direttive 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di questi dati [131], e 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni [132], dovevano essere recepite entro il 25 ottobre 1998.

[131] GU L 281 del 23 novembre 1995, pag. 31.

[132] GU L 24 del 30 gennaio 1998, pag. 1.

Undici Stati membri hanno notificato misure nazionali che recepiscono la direttiva 95/46/CE. Queste misure saranno esaminate per determinare se il recepimento è completo e corretto. La Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia contro tutti gli Stati membri che non hanno notificato il recepimento: Germania, Francia, Irlanda e Lussemburgo.

Circa la direttiva 97/66/CE, cfr. punto 2.7. Società dell'informazione.

2.10.4.3. Proprietà intellettuale

Proprietà industriale

Nel settore della proprietà industriale, vigono tre direttive: la direttiva 89/104/CEE del Consiglio sui marchi d'impresa [133] e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche [134] e 98/71/CE sulla protezione giuridica dei marchi e dei modelli [135].

[133] GU L 40 dell'11 febbraio 1989, pag. 1.

[134] GU L 213 del 30 luglio 1998, pag. 13.

[135] GU L 289 del 28 ottobre 1998, pag. 28.

Secondo la direttiva sui marchi, il marchio di protezione registrato conferisce al suo titolare un diritto esclusivo che, senza il suo consenso, lo abilita a vietare a qualsiasi terzo l'impiego del marchio nella vita commerciale. L'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi nazionali non è totale, ma limitata agli aspetti e che indicono più direttamente sul funzionamento del mercato interno. Oltre agli aspetti armonizzati, in particolare quelli procedurali, gli Stati membri conservano ogni libertà nella definizione del regime più adeguato alla loro tradizione. Tutti gli Stati membri hanno comunicato la loro legislazione nazionale di recepimento di questa direttiva.

Poiché un'evoluzione eterogenea delle legislazioni nazionali relative alla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche nella Comunità, può scoraggiare lo sviluppo industriale di queste invenzioni e il buon funzionamento del mercato interno, è stato considerato essenziale che la Comunità si doti di una legislazione in questo settore. Non è stato però considerato necessario creare un diritto particolare che si sostituisce al diritto nazionale dei brevetti. Il quadro comunitario può limitarsi alla definizione di alcuni principi che hanno lo scopo di determinare la differenza tra invenzioni e scoperte a proposito della brevettabilità di alcuni elementi di origine umana, l'entità della protezione conferita da un brevetto su un'invenzione biotecnologica, la possibilità di ricorrere ad un sistema di deposito che completi la descrizione scritta e la possibilità di ottenere licenze obbligatorie non esclusive per dipendenza tra varietà vegetali e invenzioni. Gli Stati membri dovevano recepire la direttiva 98/44/CE al più tardi il 30 luglio 2000. Tre Stati membri (Danimarca, Finlandia, Irlanda) hanno finora notificato le loro disposizioni nazionali di recepimento di questa direttiva.

L'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi o modelli, come l'armonizzazione delle legislazioni in materia di marchi nazionali, non è completa, ma limitata a alcuni aspetti che incidono più direttamente sul funzionamento del mercato interno: l'acquis mediante la registrazione del diritto su un marchio o modello a condizioni identiche, definizione unitaria del concetto di marchio o modello, esigenze di novità e carattere individuale cui il disegno o modello registrato deve soddisfare e una protezione equivalente in tutti gli Stati membri. A parte gli aspetti armonizzati, gli Stati membri conservano ogni libertà nella definizione del regime più adeguato alla loro tradizione. Gli Stati membri devono mettere in vigore le disposizioni legislative per conformarsi alla presente direttiva al più tardi il 28 ottobre 2001.

Diritto di autore e diritti connessi

Esistono sei direttive in vigore in materia di diritto d'autore e diritti connessi (87/54/CEE topografie di prodotti a semiconduttori [136], 91/250/CEE programmi per elaboratore [137], 92/100/CEE diritti di noleggio e di prestito [138], 93/83/CEE radiodiffusione via satellite e ritrasmissione via cavo [139], 93/98/CEE durata [140], 96/9/CE basi di dati [141]).

[136] GU L 24 del 27 gennaio 1987, pag. 36.

[137] GU L 122 del 17 maggio 1991, pag. 42.

[138] GU L 346 del 27 novembre 1992, pag. 61.

[139] GU L 248 del 6 ottobre 1993, pag. 15.

[140] GU L 290 del 24 novembre 1993, pag. 9.

[141] GU L 77 del 27 marzo 1996, pag. 20.

Disposizioni nazionali di attuazione

Tutti gli Stati membri ormai hanno comunicato disposizioni nazionali di esecuzione per tutte le prime cinque direttive, ad eccezione dell'Irlanda che è stata oggetto di due sentenze alla fine dell'anno 1999 per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione della direttiva 92/100/CEE (causa C-213/98 [142]) e della direttiva 93/83/CEE (causa C-212/98 [143]).

[142] Sentenza del 12 ottobre 1999, Racc. 1999 pagina I-6973.

[143] Sentenza del 25 novembre 1999, Racc. 1999 pagina I-8571.

Tredici Stati membri hanno notificato misure circa la direttiva "basi di dati", da recepire entro il 1º gennaio 1998. Procedure di infrazione per mancata comunicazione sono giunte nella fase del ricorso della Corte di giustizia in relazione a Grecia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo. La Grecia e il Portogallo hanno notificato disposizioni nazionali di esecuzione e si sono così messi in conformità nel corso del periodo di riferimento. Le procedure di infrazione nei loro riguardi sono state quindi archiviate. In compenso, la Corte ha pronunciato una sentenza per inadempimento contro il Lussemburgo (causa C-348/99 [144]) il 13 aprile 2000. Poiché la Commissione non ha finora ricevuto risposta dalle autorità lussemburghesi, prosegue la procedura di infrazione a norma dell'articolo 228 del trattato. La causa C-370/99 contro l'Irlanda è sempre pendente dinanzi alla Corte.

[144] Racc. 2000 pagina I-2917 (edizione francese).

La Corte è stata anche adita in relazione all'Irlanda per non ratifica della Convenzione di Berna (Atto di Parigi 1971). La causa (C-13/2000) è ancora pendente e Irlanda non ha ancora notificato un atto di adesione a detta Convenzione.

Casi di non conformità

Due procedure di infrazione sono nella fase del parere motivato, nei confronti rispettivamente dell'Italia per non conformità alla direttiva 93/98/CEE e del Regno Unito per non conformità alla direttiva 92/100/CEE. Una procedura di infrazione è nella fase di intimazione nei confronti della Danimarca per discriminazione delle società di gestione non nazionali.

2.10.4.4. Diritto delle società e informazione finanziaria

Dopo esame delle misure adottate nel Regno Unito, nell'ottobre 1999, per recepire a Gibilterra le direttive 78/660/CEE [145], 83/349/CEE [146], 90/604/CEE [147] e 90/605/CEE [148], la Commissione, il 5 luglio 2000, ha archiviato i dossier delle infrazioni corrispondenti. A questa stessa data, la Commissione ha archiviato una denuncia contro l'Italia concernente l'abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili.

[145] GU L 222 del 14 agosto 1978, pag. 11.

[146] GU L 193 del 18 luglio 1983, pag. 1.

[147] GU L 317 del 16 novembre 1990, pag. 57.

[148] GU L 317 del 16 novembre 1990, pag. 60.

In seguito alla sentenza della Corte di giustizia del 29 settembre 1998 (causa C-191/95 [149]), che aveva constatato l'inadempimento della Germania agli obblighi che le incombono ai sensi delle direttive del Consiglio 68/151/CEE [150] (registro delle società) e 78/660/CEE (conti annuali), le autorità tedesche hanno adottato, il 24 febbraio 2000, la legge "Kapitalgesellschaften und Co-Richtlinie-Gesetz (KapCoRiLiG)" (cfr. BGBI. I S.154). Dopo l'esame di questo testo, la Commissione, il 21 dicembre 2000, ha archiviato i dossier delle infrazioni contro la Germania concernenti il recepimento delle direttive 68/151/CEE, 78/660/CEE e 90/605/CEE (conti annuali e conti consolidati).

[149] Racc. 1998 pagina I-5449.

[150] GU L 65 del 14 marzo 1968, pag. 8.

2.10.5. Professioni regolamentate quanto alle qualificazioni

Giurisprudenza della Corte di giustizia

Circa il riconoscimento professionale dei diplomi conseguiti in paesi terzi e già riconosciuti da uno Stato membro, la giurisprudenza ha segnato un'evoluzione importante con la sentenza pronunciata a titolo pregiudiziale nella causa C-238/98 Hocsman [151]. Risulta da questa sentenza che, nel quadro di una situazione non disciplinata da una direttiva sul riconoscimento reciproco dei diplomi, l'articolo 43 del trattato impone allo Stato membro ospitante, che ha ricevuto una domanda d'autorizzazione d'esercizio di una professione regolamentata da parte di un cittadino comunitario, di prendere in considerazione tutti i diplomi, certificati e altri titoli, come pure l'esperienza pertinente dell'interessato, procedendo ad un raffronto tra le competenze attestate da questi titoli e quest'esperienza, e le conoscenze e qualificazioni richieste dalla legislazione nazionale.

[151] Sentenza del 14 settembre 2000, non ancora pubblicata.

Nella sentenza pronunciata nella causa C-421/98, Commissione contro Regno di Spagna [152], la Corte ha riconosciuto che la Spagna è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi della direttiva 85/384/CEE [153] del Consiglio (reciproco riconoscimento dei diplomi d'architetto) limitando l'esercizio degli architetti migranti stabiliti sul suo territorio alle sole competenze permesse nello Stato di origine e rifiutando loro così l'esercizio di competenze diverse permesse agli architetti formati in Spagna.

[152] Sentenza del 23 novembre 2000, non ancora pubblicata.

[153] GU L 223 del 21 agosto 1985, pag. 15.

Non esecuzione di sentenze della Corte

Circa la mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 89/48/CEE del Consiglio [154] (primo sistema generale di riconoscimento dei diplomi) da parte della Grecia (cfr. sentenza della Corte di giustizia del 23 marzo 1995 nella causa C-365/93 [155]), la Commissione ha ritirato il secondo ricorso alla Corte (con domanda di penalità) e la procedura è stata archiviata in seguito alla comunicazione dalla Grecia delle misure di recepimento adottate il 23 giugno 2000.

[154] GU L 19 del 24 gennaio 1989, pag. 16.

[155] Racc. 1995 pag. I-0499.

Quanto alla sentenza del 22 marzo 1994 (causa C-375/92 [156]) contro la Spagna concernente la libera prestazione delle guide turistiche, l'esame, in cooperazione con le autorità spagnole, dei decreti relativi all'esercizio della professione che sono stati adottati dalle Comunità autonome, è continuato. La maggior parte dei testi regionali è stata modificata e adottata, e gli altri dovrebbero esserlo prossimamente.

[156] Racc. 1994 pag. I-0923.

Cause pendenti dinanzi alla Corte di giustizia

La Commissione ha adito la Corte di giustizia per le cause seguenti:

- contro il Belgio, circa le condizioni imposte per la libera prestazione di servizi degli architetti e che vanno contro la direttiva 85/384/CEE del Consiglio (reciproco riconoscimento dei diplomi d'architetto);

- contro la Francia, per assenza di misure di recepimento della direttiva 89/48/CEE del Consiglio relativa al sistema generale di riconoscimento dei diplomi, per la professione di psicologo.

Disposizioni nazionali di esecuzione

La procedura avviata contro la Grecia circa la mancata comunicazione delle misure di esecuzione della direttiva 97/38/CE [157] della Commissione che modifica la direttiva 92/51/CEE del Consiglio che completa il sistema generale di riconoscimento dei diplomi [158], è stata archiviata.

[157] GU L 184 del 12 luglio 1997, pag. 31.

[158] GU L 209 del 24 luglio 1992, pag. 25.

Tutte le procedure avviate nel 1999 per mancata comunicazione delle misure di recepimento delle direttive 98/21/CE [159] e 98/63/CE [160] della Commissione recanti aggiornamento degli elenchi delle specializzazioni mediche della direttiva 93/16/CEE del Consiglio relativa alla libera circolazione dei medici e il riconoscimento reciproco dei loro diplomi, sono state archiviate (contro Irlanda, Paesi Bassi e Portogallo per la direttiva 98/21/CE; e contro Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Portogallo per la direttiva 98/63/CE).

[159] GU L 119 del 22 aprile 1998, pag. 15.

[160] GU L 253 del 15 settembre 1998, pag. 24.

Le procedure avviate nel 2000, per mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 1999/46/CE [161] della Commissione recante aggiornamento delle specializzazioni mediche della direttiva 93/16/CE del Consiglio (summenzionata) contro Francia, Spagna, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Portogallo sono state tutte archiviate dopo comunicazione delle misure di recepimento, ad eccezione della procedura contro il Portogallo.

[161] GU L 139 del 2 giugno 1999, pag. 25.

Sono state avviate procedure per mancata comunicazione delle misure di attuazione della direttiva 98/5/CE [162] del Parlamento europeo e del Consiglio relativa allo stabilimento degli avvocati contro Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo. Solo la procedura avviata contro la Danimarca è stata archiviata.

[162] GU L 77 del 14 marzo 1998, pag. 36.

Non conformità e applicazione inadeguata delle direttive

Nel 2000 la Commissione ha ricevuto una ventina di denunce a causa di restrizioni contrarie agli articoli 43 e 49 del trattato CE come pure alle direttive che facilitano il riconoscimento reciproco dei diplomi a scopi professionali. Alcune di esse hanno dato luogo all'avvio di procedure di infrazione, altre sono state archiviate perché non fondate.

Sono proseguite le procedure avviate contro alcuni Stati membri, per cattivo recepimento o applicazione inadeguata delle direttive.

La Commissione ha inviato un parere motivato al Portogallo circa la professione di "odontologista": le autorità portoghesi hanno regolarizzato sotto questo titolo professionale persone il cui esercizio dell'odontoiatria benché illegale era tollerato in Portogallo. La Commissione ritiene che la regolarizzazione effettuata sotto questo titolo professionale rechi pregiudizio alle direttive 78/686/CEE [163] e 78/687/CEE [164] del Consiglio relative ai dentisti: infatti, i professionisti interessati si vedono assegnare un campo d'attività quasi identico a quello dei dentisti portoghesi che rientrano nel campo di applicazione di dette direttive, mentre la loro formazione non è affatto comparabile a quella prevista dalla direttiva 78/687/CEE.

[163] GU L 233 del 24 agosto 1978, pag. 1.

[164] GU L 233 del 24 agosto 1978, pag. 10.

La Commissione ha notificato un parere motivato alla Grecia per non conformità della sua legislazione di recepimento della direttiva 85/384/CEE del Consiglio relativa al reciproco riconoscimento dei diplomi d'architetto. Questa legislazione stabilisce in particolare un regime troppo pesante per la prestazione di servizi e presuppone la non competenza dei migranti nel settore antisismico.

Circa la procedura contro l'Austria relativa alle condizioni d'attribuzione di posti di medico della mutua (carattere discriminatorio del sistema di punti d'indennità stabilito dai Länder, che favorisce i cittadini nati nel Land interessato e i loro discendenti), l'esame della risposta delle autorità austriache al parere motivato è in corso.

La procedura avviata contro la Spagna circa le condizioni di riconoscimento di diplomi di dentista conseguiti in paesi dell'America Latina è ancora in fase di sospensione dell'esecuzione del ricorso della Corte di giustizia. Alcuni accordi internazionali sono già stati modificati. Per gli altri, i nuovi negoziati iniziati dalle autorità spagnole per modificare le clausole relative al riconoscimento dei diplomi, continuano.

La procedura concernente la durata della formazione degli infermieri responsabili di cure generali in Spagna, è stata archiviata. La direttiva 77/453/CEE [165] del Consiglio dispone che la formazione deve avere una durata di tre anni o 4600 ore. Era in causa l'inosservanza del criterio orario. Dopo esame della risposta delle autorità spagnole al parere motivato, la Commissione ha concluso che nella fattispecie, il rispetto di uno dei due criteri (tre anni) e il carattere universitario della formazione impartita in Spagna, permettono di considerare che non c'è tra i due criteri una divergenza tale da pregiudicare il riconoscimento automatico dei diplomi.

[165] GU L 176 del 15 luglio 1977, pag. 8.

Dialogo con le autorità nazionali

Per risolvere più rapidamente alcuni problemi individuati, la Commissione ha proseguito contatti regolari con le autorità nazionali, in particolare gli esperti dei gruppi e comitati competenti in materia.

Agenti commerciali indipendenti

Nella sentenza pronunciata a titolo pregiudiziale nella causa C-381/98 Ingmar [166], la Corte ha consacrato il carattere imperativo degli articoli 17 e 18 della direttiva 86/653/CEE [167] del Consiglio, che garantiscono i diritti a indennizzo o compensazione all'agente commerciale dopo la cessazione del contratto d'agenzia. Fondandosi sulla finalità della direttiva e sull'articolo 19 che vieta alle parti al contratto di derogare alle disposizioni degli articoli 17 e 18 a scapito dell'agente commerciale, la Corte infatti ha affermato che queste disposizioni della direttiva sono applicabili dal momento che l'agente commerciale ha esercitato la sua attività in uno Stato membro e anche quando il committente risiede in un paese terzo e che, ai sensi di una clausola del contratto, quest'ultimo è disciplinato dalla legge di questo paese.

[166] Sentenza del 9 novembre 2000, non ancora pubblicata.

[167] GU L 382 del 31 dicembre 1986, pag. 17.

2.11. Politica regionale

2.11.1. Tipo di infrazioni

La politica regionale è disciplinata principalmente da regolamenti direttamente applicabili negli Stati membri. Pertanto i casi di infrazione relativi alla legislazione in materia di politica regionale non concernono il mancato recepimento o l'incorretto recepimento (come è il caso per le direttive), bensì l'applicazione incorretta.

Un altro tipo di casi di infrazione nel campo della politica regionale sono le "irregolarità" [168]. Tali casi interessano in primo luogo le questioni relative alle disposizioni finanziarie. I principali regolamenti sulla politica regionale [169] come pure i regolamenti specifici in materia di controllo finanziario stabiliscono regole rigorose al riguardo. La Commissione svolge un ruolo determinante nella verifica e nel controllo della piena osservanza dei loro obblighi da parte degli Stati membri e delle loro autorità.

[168] Secondo il regolamento (CE, EURATOM) n. 2988/95 articolo 1, paragrafo 2, "Costituisce irregolarità qualsiasi violazione di una disposizione del diritto comunitario derivante da un'azione o un'omissione di un operatore economico che abbia o possa avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio generale delle Comunità o ai bilanci da queste gestite, attraverso la diminuzione o la soppressione di entrate provenienti da risorse proprie percepite direttamente per conto delle Comunità, ovvero una spesa indebita.

[169] Regolamento (CEE) n. 4253/88 (come modificato da regolamento (CEE) n. 2082/93) e regolamento (CE) n. 1260/1999

Tenuto conto della sua ampia definizione, le "irregolarità" concernono inoltre l'infrazione di disposizioni di altre normative comunitarie. La correlazione tra le misure relative alla politica regionale ed il rispetto di qualsiasi altro diritto comunitario è inoltre sottolineata dall'obbligo esplicito che le operazioni finanziate dai Fondi o che ricevono assistenza dalla BEI o da un altro strumento finanziario devono essere conformi alle disposizioni del trattato, agli strumenti adottati nel quadro del trattato e alle politiche e azioni comunitarie [170].

[170] Articolo 7 del regolamento (CEE) n. 2052/88, articolo 8, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1164/94 e dell'articolo 12 del regolamento (CEE) n. 1260/1999.

2.11.2. Azioni intraprese dalla Commissione

La Commissione può in primo luogo avviare procedure ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE. Queste procedure concernono in particolare casi legati ad infrazioni delle disposizioni dei regolamenti dei Fondi sui Fondi strutturali. Questi casi sono rari e riguardano ad esempio l'obbligo di retribuzione delle autorità per garantire che i beneficiari finali ricevano il pagamento del loro contributo dai Fondi interamente e il più rapidamente possibile.

Per le "irregolarità" la Commissione può avviare procedure specifiche ai fini di sospendere, ridurre o annullare l'assistenza dai Fondi [171].

[171] In particolare l'articolo 24 del regolamento (CEE) n. 4253/88 (come modificato dal regolamento (CEE) n. 2082/93) e gli articoli 38, paragrafo 5, e 39 del regolamento (CE) n. 1260/1999).

Secondo la giurisprudenza [172], tali procedure, trattate dall'articolo 24 del regolamento (CEE) n. 4253/88, sono indipendenti dalle procedure ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE. Esse non comportano automaticamente la sospensione o la riduzione dell'assistenza finanziaria comunitaria e una decisione di interrompere una procedura per inadempimento degli obblighi non impedisce affatto alla Commissione di sospendere o di ridurre l'assistenza comunitaria, anche dopo il completamento dei lavori, in particolare quando non sono state soddisfatte una o più delle condizioni in base alle quali è stata concessa l'assistenza.

[172] Del tribunale di primo grado, decisione del 23 settembre 1993 (causa T-461/93).

Ne consegue che la Commissione deve piuttosto avviare, in funzione dei casi, una procedura distinta come sopra descritto.

Per il regolamento (CEE) n. 1260/1999, la situazione è leggermente diversa circa i pagamenti provvisori: secondo l'articolo 32, paragrafo 3, tali pagamenti sono soggetti, tra l'altro, alla condizione che nessuna decisione sia stata presa dalla Commissione di avviare una procedura di infrazione ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE riguardante la misura (le misure) oggetto della richiesta in questione.

La Commissione deve comunque valutare la serietà di qualsiasi irregolarità prima di prendere una decisione di sospensione, riduzione o annullamento dell'assistenza. Questi casi possono riferirsi ad una cattiva gestione finanziaria. Nel 2000 la Commissione ha iniziato ad esaminare diversi casi di questo tipo.

La Commissione ha inoltre sospeso l'assistenza dei Fondi relativamente a casi relativi all'infrazione di altre normative comunitarie concernenti ad esempio la protezione dell'ambiente e gli appalti pubblici. Un caso classico al riguardo è la sospensione dei pagamenti del Fondo di coesione ad un progetto ferroviario spagnolo poiché il progetto non è stato oggetto di una valutazione di impatto ambientale conformemente alla direttiva 85/337/CEE.

2.12. Fiscalità e unione doganale

2.12.1. Unione doganale

L'unione doganale è un elemento essenziale della realizzazione del mercato interno integrato e di una politica commerciale comune. La DG Fiscalità e unione doganale ha la missione di mantenere e difendere l'unione doganale vigilando sull'applicazione uniforme delle regole in materia di nomenclatura e di origine. A questo titolo, la direzione generale gestisce e controlla l'applicazione del codice doganale e attua una strategia affinché le amministrazioni doganali nazionali applichino la regolamentazione come se si trattasse di un'unica amministrazione doganale.

I casi di incorretta applicazione delle disposizioni comunitarie da parte degli Stati membri sono attivamente perseguiti. La Commissione ha pertanto quest'anno avviato due nuove procedure concernenti le infrazioni seguenti:

- Grecia: all'entrata in Grecia di prodotti farmaceutici, la normativa nazionale impone il pagamento di un onere per il controllo della qualità e della sicurezza di questi prodotti effettuato dall'Organizzazione nazionale dei farmaci (EOF), a carico dell'importatore, è costitutivo di una tassa di effetto equivalente a dazi doganali all'importazione, vietata dagli articoli 23 e 25 del trattato. Nel quadro del commercio con i paesi terzi, un onere identico è riscosso a causa dell'autenticazione delle fatture d'importazione di questi stessi prodotti. Dopo l'instaurazione della tariffa doganale comune, l'introduzione di tale onere, avente un effetto equivalente ad un dazio doganale, unilateralmente imposto da uno Stato membro a causa dell'importazione di prodotti in provenienza diretta da paesi non membri dell'Unione è anche vietata.

- Spagna: La regolamentazione spagnola prevede per il calcolo a posteriori dei dazi doganali, un termine che è superiore al termine di due giorni stabilito dall'articolo 220, paragrafo 1 del Codice Doganale comunitario. In altre parole, anziché procedere alla contabilizzazione appena si accorgono di una situazione anormale, le autorità spagnole inviano un verbale di ispezione al debitore, accompagnato da una proposta di appuramento, e procedono alla contabilizzazione soltanto entro un termine supplementare che varia in funzione dell'accettazione o no di questa proposta da parte del debitore.

La Commissione ha deciso di adire la Corte di giustizia contro la Germania per infrazione agli articoli 23 e 25 del trattato CE, che vietano le tasse d'effetto equivalenti a dazi doganali all'esportazione [173]. La legge tedesca sulle spedizioni di rifiuti del 30.9.1994 ha infatti introdotto l'obbligo per gli esportatori di rifiuti di versare i contributi ad un fondo di solidarietà. Il contributo pagato al fondo di solidarietà da un esportatore di rifiuti a destinazione di un altro Stato membro della Comunità copre, tra l'altro, la garanzia delle operazioni di esportazione di rifiuti non portate a termine e alle quali non ha partecipato (serve ad esempio a finanziare il rimpatrio di questi rifiuti). Si tratta di un meccanismo di solidarietà forzata tra esportatori di rifiuti, mentre il finanziamento di questa garanzia incombe normalmente allo Stato. Tale onere, imposto dalla Germania agli esportatori di rifiuti allo scopo di preservare i suoi interessi finanziari, è costitutivo di una tassa di effetto equivalente a dazi doganali all'esportazione, vietati dal trattato.

[173] Causa C-389/00.

La procedura avviata precedentemente nei confronti della Grecia concernente l'organizzazione dei porti greci in zona franca ha potuto essere archiviata, dopo che le procedure nazionali in materia sono state modificate per renderle conformi al diritto comunitario. Lo stesso dicasi per l'infrazione aperta contro la Svezia nell'ambito della procedura semplificata per le dichiarazioni di messa in libera pratica, in quanto la legislazione doganale nazionale prevede ormai tale regime.

2.12.2. Fiscalità diretta

Nel settore della fiscalità diretta, la DG Fiscalità e unione doganale vigila in particolare a sviluppare una strategia di coerenza fiscale tra gli Stati membri per limitare le distorsioni che derivano da sistemi fiscali diversi. Questa azione è centrata in particolare sulle tasse applicate alle imprese e ai redditi di capitale. La sorveglianza della corretta applicazione delle disposizioni del trattato riveste anche a tale riguardo un'importanza strategica fondamentale.

La Commissione ha quindi dovuto avviare una procedura contro la Spagna circa il trattamento fiscale di azionisti stranieri, che è incompatibile con la libertà di stabilimento e la libertà di movimento dei capitali, garantite dagli articoli 43 e 56 del trattato CE. L'articolo 103, paragrafo 3 della legge spagnola relativa all'imposta sulle società prevede, infatti, che in caso di incorporazione totale o parziale di una società mediante acquisto delle sue azioni che diventano così caduche e sono di conseguenza annullate), nella quale la società incorporante ha una partecipazione sostanziale, la differenza tra il valore delle azioni comperate e il valore dei beni ricevuti della società incorporata è immobilizzato e registrate nel bilancio come voce d'attivo, ma ammortizzabile ad un tasso annuale del 10% al massimo. Tuttavia, l'ammortamento di questa differenza è possibile soltanto se la società incorporante ha acquisito questi titoli presso residenti spagnoli. Per questi azionisti residenti spagnoli, il plusvalore che realizzano è tassabile in Spagna. Per i titoli acquisiti presso persone non residenti in Spagna, la differenza tra il valore delle azioni comperate e il valore dei ricevuti della società incorporata è anche immobilizzata, ma non ammortizzabile, e questo anche se il plusvalore realizzato dall'azionista è sottoposto all'imposizione nel suo Stato di residenza; per gli acquisti di azioni presso gli azionisti residenti in un altro Stato membro dell'UE, questo rifiuto di ammortamento costituisce un onere che appesantisce le condizioni di vendita della società che è incorporata o che cede una parte della sua attività e dei suoi beni. Di conseguenza, la regolamentazione interessata ha l'effetto di dissuadere i cittadini da altri Stati membri sottoposti ad un'imposizione del plusvalore dell'investire i loro capitali in società aventi la loro sede in Spagna, nella misura in cui non potranno vendere a società spagnole le loro azioni alle stesse condizioni dei residenti spagnoli. Inoltre, la regolamentazione interessata introduce anche un effetto restrittivo nei confronti delle società stabilite in Spagna in quanto costituisce nei loro riguardi un ostacolo alla raccolta di capitali o ai riacquisti di azioni presso residenti di altri Stati membri che sono sottoposti all'imposizione del plusvalore. Gli articoli 43 e 56 del trattato CE richiedono però che l'ammortamento del goodwill sia anche accordato alle partecipazioni comperate da azionisti, residenti di un altro Stato membro, quando il plusvalore su queste vendite è tassabile in questo ultimo Stato.

È stata anche avviata una procedura nei confronti del Belgio, data la riduzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, che è calcolata sulle spese pagate a titolo delle somme destinate all'ammortamento o alla ricostituzione di un prestito ipotecario fatto in attesa di costruire, acquisire o trasformare un'abitazione situata in Belgio, a condizione che questo prestito sia garantito da un'assicurazione temporanea decrescente sulla vita, contratta in Belgio. La Commissione ritiene che il fatto che la riduzione d'imposta per il prestito ipotecario sia accordata soltanto se l'assicurazione è contratta presso un'istituzione stabilita in Belgio, impedisca sia ai contribuenti di scegliere liberamente tra tutte le istituzioni finanziarie dell'Unione, che alle imprese stabilite negli altri Stati membri di fornire prestazioni di servizi ai contribuenti sul territorio belga. Di conseguenza, la Commissione ritiene che la regolamentazione belga influisca sulla libera prestazione di servizi, garantita dall'articolo 49 del trattato CE. Poiché il Belgio ha successivamente modificato la sua legislazione in questo settore, in seguito all'azione della Commissione, la procedura è stata archiviata.

Un parere motivato è stato anche inviato a questo stesso Stato membro per infrazione all'articolo 11 della direttiva 69/335/CEE del 17 luglio 1969 concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali [174]. Infatti, il Belgio riscuote una tassa sulle operazioni in borsa e una tassa sulle consegne di titoli al portatore su alcune operazioni che, ai sensi della suddetta direttiva, non dovrebbero essere tassate, in particolare quando si tratta di nuovi titoli.

[174] GU L 249 del 3.10.1969, pag. 25.

Infine, in seguito all'assenza di reazione della Grecia al parere motivato espresso nel 1999, è stata adita la Corte per il dossier relativo al regime fiscale discriminatorio verso i cittadini europei non greci in occasione dell'acquis di beni immobili tramite valute straniere [175].

[175] Causa C-249/00.

Due procedure sono state archiviate dopo che gli Stati interessati hanno modificato la loro legislazione, tra l'altro a seguito delle osservazioni fatte dalla Commissione. La prima riguardava il Belgio, data la deducibilità fiscale di interessi pagati ad un ente creditizio all'estero, la seconda la Germania, che ha risolto un aspetto importante della discriminazione fiscale degli investimenti di società non residenti. Altri aspetti (sottocapitalizzazione, consolidamento delle perdite) sono ancora all'esame della Commissione.

2.12.3. Imposta sul valore aggiunto

La Commissione ha espresso molti nuovi pareri motivati a titolo della incorretta applicazione da parte degli Stati membri delle disposizioni della sesta direttiva IVA in materia di base imponibile 77/388/CEE [176]:

[176] GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.

- Germania: nel settore musicale, la Germania applica due aliquote diverse dall'IVA ai solisti, un'aliquota ridotta se essi organizzano il loro spettacolo e un'aliquota normale se affidano questi servizi ad un organizzatore. Questa differenza di trattamento non esiste, invece, per gli ensemble musicali, che beneficiano sempre dell'aliquota ridotta. Le misure tedesche contraddicono pertanto il principio dell'unicità di aliquota per uno stesso tipo di operazioni e creano distorsioni di concorrenza. Una seconda obiezione nei confronti della Germania riguarda il fatto che questo Stato membro applica l'IVA ai diritti percepiti dall'autore di un'opera grafica o plastica o dai suoi aventi diritto in occasione di una vendita dell'opera da una persona diversa dall'autore. Questi diritti non corrispondono però ad alcuna prestazione di servizi e non sono dunque tassabili. Un altro parere motivato è stato inviato alla Germania riguardante alcune limitazioni del diritto a deduzione. Infatti, con una legge entrata in vigore il 1º aprile 1999, la Germania ha previsto un'esclusione totale del diritto a deduzione per l'IVA applicata alle spese di prodotti alimentari e d'alloggio sostenute dagli imprenditori nel corso dei loro viaggi di affari. Tale esclusione, posteriore alla data di entrata in vigore della sesta direttiva IVA, non è autorizzata dal paragrafo 6 dell'articolo 17 della direttiva che permette di mantenere soltanto le deroghe esistenti prima di questa data. L'esclusione in questione costituisce quindi un'infrazione al paragrafo 2 dell'articolo citato, che prevede l'esercizio di un diritto a deduzione per le spese effettuate per le necessità delle operazioni tassate dei soggetti.

- Spagna: sono state avviate due procedure circa l'uso di aliquote ridotte di IVA. La prima riguarda una disposizione della legislazione spagnola che prevede un'aliquota ridotta per le consegne, acquisizioni intracomunitarie o importazioni di veicoli a due o tre ruote, di cilindrata inferiore a 50 cc e che rientrano nella definizione giuridica di ciclomotore. Questa misura spagnola è contraria all'articolo 12 (modificato) della sesta direttiva IVA, che consente l'applicazione dell'aliquota ridotta soltanto alle consegne di beni o alle prestazioni di servizi riprese nell'allegato H. L'allegato non cita però le vendite di ciclomotori. La seconda procedura è relativa all'aliquota ridotta applicata per le forniture, acquisizioni intracomunitarie o importazioni di gas di petrolio liquefatto in bombola, che è anche in infrazione con l'articolo 12 summenzionato, poiché quest'ultimo consente l'applicazione dell'aliquota ridotta, concernente le forniture di gas, soltanto a quelle di gas naturale, e a condizione che lo Stato membro abbia riempito alcune formalità e che non ci siano distorsioni della concorrenza. La Spagna applica però l'aliquota ridotta alle forniture di gas liquefatto di petrolio, che non è un gas naturale, e non la applica al gas naturale.

- Francia: applicando ad una stessa fornitura di gas e d'elettricità con le reti pubbliche due aliquote dell'IVA, cioè un'aliquota ridotta del 5,5% sulla parte fissa del prezzo dell'energia (accordo di fornitura) e un'aliquota normale del 19,6% sulla parte variabile (in funzione dei chilowatt consumati), la Francia viola anche le disposizioni dell'articolo 12 alla sesta direttiva, concernente tra l'altro il principio dell'unicità dell'aliquota per uno stesso tipo di prestazione.

- Regno Unito: la legislazione britannica instaura l'applicazione dell'aliquota ridotta prevista per l'importazione delle opere d'arte, antichità e beni di collezione, all'operazione successiva di vendita dei suddetti beni da parte degli esperti. Infatti, il regime particolare applicabile ai beni d'occasione e agli oggetti d'arte, d'antiquariato o da collezione, introdotto dalla direttiva 94/5/CE che modifica la sesta direttiva IVA [177], prevede l'applicazione di un'aliquota pari almeno al 5% per le importazioni di questi beni. Inoltre, il Regno Unito aveva ottenuto, fino al 30.6.1999, l'autorizzazione di mantenere un'aliquota specifica del 2,5%. Dall'entrata in vigore di questa direttiva, il Regno Unito ha esteso il beneficio di quest'aliquota ridotta al margine beneficiario degli esperti. L'operazione di vendita alle offerte è però considerata dall'articolo 26 bis della sesta direttiva come una consegna di beni effettuata all'interno del paese e la cui base imponibile è il margine beneficiario dell'esperto. Quest'operazione successiva non può dunque beneficiare dell'aliquota ridotta (dal 30.6.1999 il 5%), riservata all'operazione d'importazione e applicata al valore del bene, ma deve essere tassata all'aliquota normale applicabile all'interno del paese (cioè il 17,5%). Questa situazione di infrazione è stata oggetto di denunce da parte di commissari d'asta di altri Stati membri in quanto crea una distorsione della concorrenza e un aggiramento del mercato delle opere d'arte europeo verso il Regno Unito.

[177] GU L 60 del 3.3.1994, pag. 16.

Altre procedure avviate precedentemente a titolo della incorretta applicazione sono state oggetto di un ricorso della Corte. Riguardano i casi seguenti:

- Germania: esenzione da IVA concernente il fatturato realizzato dalle scuole di Stato nell'esercizio delle attività di ricerca, contrario all'articolo 2 punto 1 della sesta direttiva [178].

[178] Causa C-287/00.

- Finlandia: esenzione da IVA delle vendite di opere d'arte effettuate dagli autori o dai loro agenti, come pure le importazioni di opere d'arte comperate direttamente agli autori, che non è inclusa né nell'Atto di adesione della Finlandia all'Unione europea, né nell'esenzione dell'articolo 13 A, lettera n) della sesta direttiva [179].

[179] Causa C-169/00.

- Francia: soppressione della deducibilità parziale dell'IVA (50%) afferente al gasolio utilizzato per attività tassabili in veicoli esclusi dal diritto a deduzione, contrariamente alle disposizioni dell'articolo 17, paragrafo 6 della sesta direttiva [180].

[180] Causa C-40/00.

- Italia: impossibilità per i soggetti passivi italiani che, nel corso dell'anno 1992, hanno importato dagli altri Stati membri un importo superiore al 10% del loro fatturato trovandosi nello stesso anno in credito fiscale, di dedurre l'IVA, cosa che è in infrazione con l'articolo 18, paragrafo 4 della sesta direttiva [181]. Un altro ricorso riguarda le disposizioni italiane relative al rimborso delle tasse riscosse in violazione del diritto comunitario, come interpretate dalle giurisdizioni nazionali, che sono incompatibili con i principi stabiliti dalla Corte di giustizia in materia [182].

[181] Causa C-78/00.

[182] Causa C-129/00.

Il ricorso è stato anche deciso per non tassazione da parte di Germania, Spagna, Finlandia, Italia, Portogallo e Svezia, delle sovvenzioni versate dall'Unione europea alle imprese di trasformazione che producono foraggio disidratato. Una procedura analoga nei confronti del Regno Unito ha potuto essere archiviata dopo che la legislazione nazionale sia stata modificata per tenere conto della tassazione dell'aiuto.

La Commissione ha anche archiviato la procedura aperta contro il Belgio concernente le agenzie di viaggi in materia di doppia imposizione, dopo che le autorità belghe hanno adottato disposizioni nazionali per conformarsi alla direttiva. La procedura concernente la Francia in materia di merci comperate a prezzo ridotto con buono d'acquisto è stata anche archiviata in seguito alla nuova regolamentazione francese in materia [183]. Lo stesso dicasi per la Grecia che ha modificato la sua legislazione in materia di regolarizzazione delle deduzioni in caso di distruzione, perdita o furto, per renderla conforme all'articolo 20, paragrafo 1, lettera b) della sesta direttiva. La Commissione ha anche ritirato il dossier tedesco relativo all'esenzione di alcune operazioni sull'oro [184], in seguito all'adozione da parte del Consiglio della nuova direttiva 80/98/CE sul regime particolare applicabile all'oro [185].

[183] Causa C-156/99 cancellata il 10.5.2000.

[184] Causa C-432/97.

[185] GU L 281 del 17.10.1998, pag. 31.

La Corte si è pronunciata il 12.9.2000 nelle cause introdotte dalla Commissione nel 1997 volte a far constatare che Francia, Paesi Bassi, Grecia, Irlanda e Regno Unito non rispettano il diritto comunitario non assoggettando i pedaggi autostradali all'IVA [186]. La Corte, dopo avere innanzitutto ricordato il campo di applicazione molto ampio di questa regolamentazione che si applica indipendentemente dagli scopi e dai risultati dell'attività economica in causa, ha ritenuto che gli esercenti di autostrade esercitano effettivamente un'attività economica ai sensi della regolamentazione comunitaria in quanto mettono a disposizione degli utenti, contro compenso, un'infrastruttura stradale. Questi operatori, privati o pubblici, esercitano quindi una prestazione di servizio a titolo oneroso. La Corte riconosce dunque l'esistenza di un legame diretto tra i servizi resi - messa a disposizione di un'infrastruttura stradale - e il controvalore pecuniario ricevuto - pagamento di un pedaggio -. La Corte ha in seguito esaminato se questi cinque Stati membri possono beneficiare dell'esenzione ai sensi della quale gli organismi di diritto pubblico non sono considerati come soggetti passivi per le operazioni che compiono come autorità pubbliche, e ha giudicato che due condizioni cumulative dovevano essere soddisfatte per beneficiare di quest'esenzione, cioè, da un lato, i pedaggi siano sfruttati direttamente da operatori pubblici, e, dall'altro, ciò avvenga in condizioni diverse dagli operatori economici privati. La Corte ha constatato che in Francia, in Irlanda e nel Regno Unito, l'attività di messa a disposizione degli utenti di un'infrastruttura stradale contro pagamento di un pedaggio, è esercitata, almeno in parte, da operatori di diritto privato. In queste condizioni l'esenzione di IVA non trova applicazione. Essendo stata constatata un'infrazione del diritto comunitario, la Corte ha anche deciso che questi tre Stati dovevano rimborsare su molti anni l'IVA che avrebbe dovuto essere prelevata, per non fare subire un pregiudizio finanziario alla Comunità. Infatti, l'IVA costituisce una delle risorse proprie delle Comunità la cui regolamentazione prevede la riscossione di interessi di mora in caso di non pagamento. I Paesi Bassi e la Grecia non sono stati condannati poiché la riscossione dei pedaggi autostradali era o resta riservata a organismi di diritto pubblico nei Paesi Bassi (Wejschap Tunel Dordtse Kil) e in Grecia (Fondo nazionale di costruzione delle autostrade), e la Commissione non ha potuto dimostrare che questo sfruttamento si svolgeva in condizioni identiche a quelle di un operatore economico privato.

[186] Cause C-260/98, C-276/97, C-358/97, C-359/97 et C-408/97. La situazione dei pedaggi portoghesi (C-276/98) e spagnoli (C-83/99) resta ancora pendente dinanzi alla Corte.

In materia di mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione, sono state inviate lettere di costituzione in mora ad Austria, Irlanda, Grecia e Regno Unito riguardanti la direttiva 80/98/CE già citata [187], la cui data di scadenza era fissata all'1.1.2000. Le misure nazionali sono state comunicate e queste procedure sono state archiviate.

[187] Ibid.

2.12.4. Altre tasse indirette

Una parte non trascurabile delle infrazioni in questo settore riguarda le tasse degli autoveicoli e la Commissione deve rispondere ad un numero crescente di denunce presentate da cittadini europei. Dopo la registrazione di queste denunce e molte petizioni al Parlamento europeo, due nuove procedure sono state aperte quest'anno in materia di incorretta applicazione delle disposizioni comunitarie, relative ai fatti incriminati seguenti:

- Austria: la tassa austriaca d'immatricolazione sui veicoli a motore (Normverbrauchsabgabe) è calcolata su vari criteri in funzione dell'origine dei veicoli. Per i veicoli domestici, la base consiste nel prezzo effettivamente pagato per il veicolo, mentre per le automobili nuove straniere importate in Austria è preso in considerazione il prezzo del catalogo. Alle automobili di seconda mano importate in Austria è inoltre applicata una tassa calcolata sul prezzo medio dell'Argus (bollettino che riporta le quotazioni delle automobili d'occasione), come determinato dai professionisti austriaci del mercato dell'usato. La Commissione ritiene che il sistema austriaco, fondato più su una base teorica che fattuale, sia contrario alle disposizioni dell'articolo 90 del trattato, come pure all'articolo 3 della direttiva 92/12/CE [188].

[188] GU L 76 del 23.3.1992, pag. 1.

- Grecia: la Grecia non applica correttamente le disposizioni della direttiva 83/182/CEE relativa alle franchigie fiscali applicabili in materia d'importazione temporanea di taluni mezzi di trasporto [189]. Il sistema introdotto assomiglia infatti ad un regime doganale che non può essere accettato nel quadro del mercato unico europeo: esigenza del pagamento immediato delle tasse d'immatricolazione come se l'automobile fosse utilizzata in Grecia a titolo definitivo, accompagnata da ammende il cui livello raggiunge somme colossali e sproporzionate; numerosi sequestri, confische e vendite all'asta dei veicoli interessati; azioni penali per contrabbando che possono comportare pene severe; presunzione estremamente difficile da smentire, soprattutto per un non residente di origine greca - che la residenza normale dell'interessato sia in Grecia, per assoggettare il suo veicolo alle tasse greche (e ciò, anche se ha cambiato residenza da numerosi anni); infine, assenza di concertazione con le amministrazioni degli altri Stati membri per risolvere un eventuale conflitto di competenza o verificare la presenza o meno di frode.

[189] GU L 105 del 23.4.1983, pag. 59.

Sempre nel settore automobilistico, citiamo l'invio di un parere motivato alla Grecia a titolo dell'articolo 228 del trattato, poiché le autorità greche non si sono ancora conformate alla sentenza del 23.10.1997 dove la Corte ha dichiarato e statuito: "Determinando, per l'applicazione dell'imposta speciale di consumo e della tassa speciale addizionale unica, il valore imponibile delle autovetture usate d'importazione mediante la diminuzione del prezzo delle corrispondenti autovetture nuove del 5% per anno di vetustà dell'autoveicolo, entro un limite massimo di principio del 20%, ed escludendo le autovetture usate di importazione dotate di dispositivi antinquinamento dal beneficio delle aliquote ridotte dell'imposta speciale di consumo che si applicano a questo tipo di autovetture, la Repubblica ellenica è venuta meno agli obblighi che le incombono ai sensi dell'articolo 95 del trattato CE." [190]

[190] Causa C-375/95 (Racc. 1997, pag. I-5981).

Accise sui tabacchi fabbricati: un parere motivato è stato inviato al Belgio per applicazione incorretta della direttiva 92/12/CEE che disciplina la circolazione dei prodotti soggetti ad accisa [191]. Ai sensi degli articoli 8 e 9 di questa direttiva, i viaggiatori possono beneficiare del mercato interno e acquistare, in altri Stati membri, prodotti soggetti ad accise, anche quando la quantità di sigarette che riportano supera le 800 unità, sempre che queste siano destinate al loro consumo personale. Ma, la pratica amministrativa belga, che consiste nell'applicare una 'franchigia' di 800 sigarette ai privati che rientrano da altri Stati membri, priva queste persone - quando acquistano i beni per le loro necessità personali - della corretta applicazione delle regole di tassazione previste. Circa questi stessi prodotti, occorre anche rilevare il ricorso della Corte nel quadro dell'infrazione avviata precedentemente nei confronti della Francia in materia di tasse differenziate dei tabacchi biondi [192].

[191] Ibid.

[192] Causa C-302/00.

Accise sui prodotti petroliferi: la Commissione ha espresso un parere motivato nei confronti della Germania circa l'esenzione delle accise sul combustibile di riscaldamento (Mineralölsteuergesetz), che costituisce un'applicazione incorretta della direttiva 92/81/CEE relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali [193]. La Commissione ha anche adito la Corte nel dossier finlandese relativo all'uso di nafta rossa soggetta ad un'aliquota di accisa ridotta e riservata al riscaldamento, come combustibile per i mezzi di trasporto, misura contraria all'articolo 8, paragrafo 3 della direttiva summenzionata e all'articolo 5, paragrafo 1 della direttiva 92/82/CEE riguardante il ravvicinamento delle aliquote di accisa sugli stessi prodotti [194].

[193] GU L del 31.10.1992, pag. 12.

[194] GU L del 31.10.1992, pag. 19.

È stata anche avviata una procedura per l'incorretta applicazione delle disposizioni comunitarie, contro la Francia, riguardante la tassa di squartamento e di raccolta di rifiuti di mattatoi. Infatti, il servizio pubblico francese di squartamento, cioè di macellazione e di smembramento di animali impropri al consumo alimentare e più generalmente di raccolta ed eliminazione delle carcasse di animali e dei rifiuti di mattatoi, è finanziato soprattutto, da tre anni, dalle entrate di un onere parafiscale sulle carni, instaurato a tal fine. Dopo molte denunce da parte di imprese che effettuano acquisti intracomunitari e da commercianti di carni in Francia, la Commissione ha constatato che le regole di base imponibile di questa tassa erano discriminatorie verso le carni in provenienza dagli altri Stati membri ai sensi dell'articolo 90 del trattato. Infatti - e nonostante il fatto che la tassa colpisca sia le carni francesi che le carni in provenienza da altri Stati membri -, le prime sono beneficiarie del servizio pubblico di squartamento e ricevono quindi una forma di contropartita per la tassa che pagano, mentre ciò non avviene per le carni in provenienza da altri Stati membri la cui preparazione per la vendita ha avuto luogo in un altro paese, prima della loro introduzione in Francia.

La Commissione ha archiviato la procedura aperta nei confronti del Belgio circa il regime di accise sulle bevande analcoliche, dopo la modifica della legislazione nazionale in materia in seguito all'invio del parere motivato. Ha anche archiviato il dossier relativo alla tassazione differenziata del vino e della birra in Irlanda, come pure quello concernente le tasse comunali sulle bevande alcoliche in Austria. La procedura aperta contro la Francia concernente il contributo previdenziale sugli alcool è stata chiusa dopo che la Corte aveva considerato il regime in questione compatibile con il diritto comunitario [195].

[195] Causa C-434/97.

2.13. Istruzione, audiovisivo e cultura

2.13.1. Istruzione e cultura

Attualmente, e ai sensi degli articoli 149 e 150 del trattato CE, ogni Stato membro è responsabile del contenuto del suo insegnamento e dell'organizzazione del suo sistema educativo. Per le condizioni d'accesso all'istruzione e alla formazione professionale, gli Stati membri devono però astenersi, ai sensi dell'articolo 12 del trattato CE, da ogni discriminazione diretta o indiretta fondata sulla nazionalità.

Vista l'assenza di disposizioni del diritto secondario in questo settore, va sottolineato che gli studenti e le persone che seguono una formazione si scontrano sempre con ostacoli nel quadro di una mobilità accademica. Queste difficoltà non sono dovute all'esistenza di una regolamentazione contraria al trattato. Infatti, una parte dei casi individuali segnalati alla Commissione non mette in evidenza l'esistenza di una discriminazione fondata sulla nazionalità, ma si riferisce spesso alla lentezza delle procedure, l'assenza di mezzi di ricorso e il livello delle spese amministrative applicabili in occasione di procedure di riconoscimento accademico.

Come già segnalato nelle relazioni precedenti, un numero importante dei casi particolari segnalati alla Commissione può essere risolto fornendo agli interessati informazioni chiare sui loro diritti e sulla portata limitata del diritto comunitario in questo settore. In alcuni casi, l'uso di vie di ricorsi nazionali risulta essere la sola possibilità per gli interessati di ottenere la modifica o l'annullamento delle decisioni amministrative prese dalle autorità competenti nei loro riguardi.

In questo settore, il numero di casi registrati quest'anno come denunce riguardanti infrazioni presunte agli articoli 12, 149 e 150 del trattato è comunque in aumento.

2.13.2. Audiovisivo

Direttiva 97/36/CE del 30 luglio 1997 e direttiva 89/552/CEE del 3 ottobre 1989 "Televisione senza frontiere"

2.13.2.1. Stato di recepimento della direttiva riveduta

L'assoluta priorità della Commissione, come custode dei trattati, è stata vigilare sul corretto recepimento della direttiva 97/36/CE del 30 giugno 1997, che ha modificato la direttiva del 1989. La data prevista dalla direttiva per il recepimento era il 30 dicembre 1998. Alla data d'adozione della presente relazione, 12 Stati membri (Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Austria, Portogallo, Finlandia, Svezia, Regno Unito) avevano notificato le disposizioni nazionali di esecuzione della direttiva 97/36/CE. Il recepimento nei tre altri Stati membri (Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) è in corso. In questi casi, la Commissione ha adito la Corte di giustizia delle Comunità europee [196].

[196] CCE/Italia: Causa C-2000/207; CCE/Lussemburgo: Causa C-2000/119; CCE/Paesi Bassi: C-2000/145

2.13.2.2. Applicazione della direttiva

La direttiva riveduta fissa un quadro giuridico sicuro che permette agli operatori televisivi di sviluppare le loro attività nell'Unione europea. L'obiettivo principale è creare le condizioni necessarie alla libera circolazione delle trasmissioni TV. La direttiva riveduta ha precisato e chiarito alcune disposizioni, tra l'altro il principio della regolamentazione nel solo Stato membro di origine e i criteri di collegamento della radiodiffusione all'ordinamento giuridico di quest'ultimo. Nel corso del periodo di riferimento la Commissione ha vigilato al rispetto e all'efficacia di questi principi. La Commissione è stata informata della decisione dei Paesi Bassi (Commissariaat voor de Mass Media) di vietare la distribuzione nei Paesi Bassi dei programmi RTL 4 e RTL 5non avendo RTL/Veronica de Holland Media Groep SA ottenuto nei Paesi Bassi le licenze relative a queste reti televisive e segue attentamente l'evoluzione di questo dossier.

D'altra parte, le disposizioni dell'articolo 3 bis, paragrafo 1 della direttiva offrono agli Stati membri una base giuridica che permette loro di adottare disposizioni nazionali per la protezione di un certo numero di eventi designati di importanza principale per la società. Misure in relazione con l'articolo 3 bis, paragrafo 1 della direttiva sono state adottate da Danimarca (GU C 14 del 19.1.1999), Italia (GU C 277 del 30.9.1999), Germania (GU C 277 del 29.9.2000) e Regno Unito (GU C 328 del 18.11.2000). Austria, Paesi Bassi, Belgio e Francia hanno inoltre indicato l'intenzione di notificare prossimamente progetti di misure.

La Commissione ha adottato la quarta comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa all'attuazione degli articoli 4 e 5 della direttiva 89/552/CEE modificata dalla direttiva 97/36/CE, per gli anni 1997 e 1998, relativi alla promozione della distribuzione e della produzione di programmi televisivi [197]. La Commissione ha constatato che gli obiettivi degli articoli 4 e 5 della direttiva sono stati generalmente raggiunti. Le attività delle reti televisive in materia di diffusione di opere europee e di produzioni indipendenti sono conformi alle regole della direttiva in modo soddisfacente e gli obiettivi della direttiva sono stati generalmente raggiunti.

[197] COM(2000) 442 def.

La direttiva prevede anche regole riguardanti la quantità di pubblicità ammessa sullo schermo. La Commissione ha ricevuto molte denunce concernenti la presunta inosservanza in alcuni Stati membri delle regole in materia di pubblicità e sponsorizzazioni. I problemi riguardano in particolare le pratiche di alcune emittenti televisive in Grecia, Spagna, Italia e Portogallo. La Commissione si sta procurando gli elementi necessari per valutare in quale misura questi presunti superamenti potrebbero costituire infrazioni da parte degli Stati membri interessati, in attesa di adottare opportune misure correttive. Il 21 dicembre 2000 la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato alla Spagna.

A titolo d'eccezione alla norma generale di libertà di ricezione e ritrasmissione, l'articolo 2 bis, paragrafo 2 della direttiva permette agli Stati membri - sempre che rispettino una procedura particolare - di adottare misure nei confronti delle emittenti televisive di competenza di un altro Stato membro che hanno violato "in misura manifesta, seria e grave" l'articolo 22 della direttiva. Si tratta di proteggere i minorenni dai programmi suscettibili di nuocere al loro "sviluppo fisico, mentale o morale" e fare in modo che le emissioni non contengano alcun incitamento all'odio per ragioni di razza, di sesso, di religione o di nazionalità. La Commissione considera soddisfacente l'applicazione dell'articolo 2 bis, paragrafo 2, nel periodo di riferimento. Ha permesso di salvaguardare l'interesse generale con un minimo di ostacoli alla libera prestazione di servizi. Occorre ricordare che nella causa T 69/99 Danish Satellite TV (DSTV) A/s (Eurotica Rendez-Vous Television) contro Commissione, la sentenza del 13.12.2000 del Tribunale di primo grado delle Comunità europee ha giudicato inammissibile il ricorso contro la decisione della Commissione che riteneva conformi con il diritto comunitario le misure comunicate dal Regno Unito.

2.13.2.3. Aspetti legati all'allargamento

Dal 1997 la maggior parte dei paesi candidati cerca di allinearsi sulla direttiva e otto paesi candidati [198] hanno stabilito una nuova legislazione a tale scopo. Inoltre, processi legislativi sono in corso in sei paesi candidati [199]. Il 2000 ha segnato una svolta in questo processo d'allineamento, dato che cinque paesi candidati [200] hanno già raggiunto un livello eccellente d'allineamento sull'acquis.

[198] Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia e Slovacchia.

[199] Repubblica ceca, Ungheria, Lettonia, Polonia, Romania, Slovenia.

[200] Bulgaria, Cipro, Estonia, Lituania e Slovacchia.

2.14. Salute e tutela dei consumatori

Nel quadro della riorganizzazione dei suoi servizi, la Commissione ha trasferito, nell'ottobre 1999, i servizi veterinari e fitosanitari della direzione generale Agricoltura e i servizi responsabili per la sanità pubblica della direzione generale Affari sociali alla direzione generale Salute e tutela dei consumatori. Inoltre, nel marzo 2000, ha trasferito a questa direzione generale il servizio responsabile per il diritto alimentare che precedentemente faceva parte della direzione generale Imprese.

La presente relazione copre quindi oltre all'evoluzione dell'applicazione del diritto comunitario in materia di tutela dei consumatori quasi la totalità delle disposizioni comunitarie in materia di salute.

2.14.1. Legislazione veterinaria

Comunicazione da parte degli Stati membri delle disposizioni nazionali di esecuzione: quattro direttive sono giunte a scadenza di recepimento nel 2000:

la direttiva 1999/89/CE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di carni fresche di volatili da cortile;

la direttiva 1999/90/CE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova;

la direttiva 2000/15/CE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina; e

la direttiva 2000/27/CE recante misure comunitarie minime di lotta contro talune malattie dei pesci.

La maggior parte degli Stati membri deve ancora recepire queste direttive.

Il Belgio non ha alcun'infrazione per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali di esecuzione.

La Francia ha compiuto uno sforzo per riassorbire alcuni ritardi di recepimento. Dando seguito ad un parere motivato basato sull'articolo 228 del trattato che istituisce la Comunità europea, ha eseguito la sentenza della Corte del 9.2.1999 (causa C-357/97) concernente il mancato recepimento della direttiva 94/28/CE che fissa i principi relativi alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili all'importazione di animali, sperma, ovuli e embrioni provenienti da paesi terzi. Tuttavia procedure aperte nel 1999 devono ancora essere regolarizzate.

Grandi ritardi di recepimento esistono ancora in Grecia. La Commissione ha dovuto proseguire due procedure di infrazione ai sensi dell'articolo 228 del trattato CE per mancato rispetto delle sentenze della Corte (cause C-385/97 e C-137/99) che constatano il non recepimento da parte della Grecia delle direttive 93/118/CE e 96/43/CE relative al finanziamento delle ispezioni e dei controlli sanitari delle carni fresche degli animali vivi e di taluni prodotti di origine animale.

La Corte, in una sentenza dell'8.6.2000 (causa C-190/99), ha riconosciuto l'inadempimento dell'Irlanda per mancata comunicazione di misure di recepimento della direttiva 96/43/CE riguardanti il finanziamento delle ispezioni e dei controlli veterinari degli animali vivi e di alcuni prodotti animali. Ha anche riconosciuto, il 7.12.2000, l'inadempimento dell'Italia (causa C-395/99) circa il recepimento della direttiva 96/93/CE relativa alla certificazione di animali e prodotti di origine animale. Tuttavia, questi due Stati membri hanno dato esecuzione alle sentenze.

Il controllo della corretta applicazione della legislazione in materia d'igiene rimane per la Commissione un compito prioritario.

I controlli effettuati dall'Ufficio alimentare e veterinario in Irlanda e Lussemburgo hanno permesso di constatare che gli Stati membri hanno messo fine ai difetti seri d'igiene e di struttura osservati in alcuni mattatoi. In attesa dei risultati di un'ultima ispezione di controllo in Francia, il dossier di infrazione contro questo Stato membro resta aperto.

Il fatto più rilevante dell'anno, in materia di controllo dell'applicazione del diritto veterinario, è stato il ricorso, il 4.1.2000, della Corte di giustizia nell'ambito della procedura di infrazione iniziata contro la Francia per non avere permesso, nonostante le decisioni 98/256/CE e 99/514/CE, la commercializzazione sul suo territorio delle carni di manzo di origine britannica che rispondono alle esigenze previste dalle decisioni comunitarie summenzionate.

Le informazioni trasmesse dalle autorità britanniche alla Commissione dimostrano un'evoluzione positiva nell'assunzione di veterinari di garantire, conformemente alle direttive 64/433/CEE e 89/662/CEE e alla decisione 96/239/CE, il controllo ufficiale veterinario nei mattatoi e le sale di taglio. Se gli impegni delle autorità britanniche sono mantenuti, la procedura di infrazione in corso dovrebbe essere regolarizzata nel corso dell'anno 2001.

La Commissione ha inviato un parere motivato alle autorità britanniche, queste autorizzando l'uso d'acqua per la disinfezione delle carcasse di pollame, pratica non permessa dal diritto comunitario.

Due volte la Corte di giustizia ha ritenuto che la Grecia non applichi correttamente la legislazione in materia di finanziamento dei controlli veterinari. Infatti, il 5 giugno 2000, la Corte ha dichiarato, nella sentenza (causa C-470/98), che la Grecia, non adottando entro il termine prescritto le misure necessarie per garantire che le spese causate dai controlli veterinari e amministrativi concernenti i prodotti di origine agricola provenienti da paesi terzi, altro che le carni fresche e la carne di pollame, siano sostenute dal mittente, il destinatario o il loro mandatario, senza compensazione dello Stato, è venuto meno agli obblighi che derivano dalla direttiva 90/675/CEE. Il 16.11.2000 nella sentenza (causa C-214/98) la Corte ha stabilito che omettendo di citare il pollame fra le carni alle quali si applicano i compensi fissati dalla direttiva 93/118/CE e non contemplando esplicitamente il pollame per le necessità dell'applicazione del compenso di taglio di carni fresche fissato dalla suddetta direttiva, la Grecia è venuta meno agli obblighi che derivano dalla direttiva summenzionata.

Dopo essersi vista indirizzare un parere motivato per non avere presentato prima del 30.4.1998 una relazione sui controlli effettuati nel 1996 e nel 1997 per garantire la buona applicazione delle regole minime per la protezione dei vitelli e dei maiali, l'Irlanda ha trasmesso, nel dicembre 2000, le informazioni imposte e ha così regolarizzato l'infrazione alle direttive 91/629/CEE e 91/630/CEE.

2.14.2. Legislazione fitosanitaria

Circa la comunicazione da parte degli Stati membri delle disposizioni nazionali di esecuzione si rileva che il Belgio e l'Italia hanno comunicato le misure di recepimento per tutte le direttive di questo settore.

La Grecia continua ad avere importanti ritardi di recepimento. La Commissione ha adito la Corte di giustizia per ritardo di recepimento da parte della Grecia della direttiva 97/41/CE sulla fissazione di quantità massime di residui di antiparassitari rispettivamente sugli e negli ortofrutticoli, sui e nei cereali, sui e nei prodotti alimentari di origine animale e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli, come pure della direttiva 98/100/CE relativa al riconoscimento di zone protette, esposte a particolari rischi in campo sanitario nella Comunità. La Commissione ha deciso di adire la Corte contro la Germania per mancato recepimento della direttiva 98/57/CE concernente la lotta contro Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi e altri.

La Commissione ha inviato un parere motivato all'Italia per avere adottato una legislazione troppo restrittiva in materia di trasporto di prodotti fitofarmaceutici il cui uso è vietato in Italia e che sono esportati verso altri Stati membri o paesi terzi. Le autorità italiane si sono impegnate a modificare la legislazione sotto accusa tramite una disposizione nella legge comunitaria 2000 che, secondo le informazioni della Commissione, è ancora in corso d'adozione.

2.14.3. Legislazione sementi e piante

In questo settore le procedure di infrazione in corso nel 2000 si riferiscono tutte alla comunicazione di misure di recepimento di direttive recenti, arrivate a scadenza alla fine del 1999 e nel 2000.

Più nessuna procedura di infrazione è in corso contro la Danimarca e la Spagna.

La Commissione ha deciso di adire la Corte contro Germania, Francia, Lussemburgo e Austria per mancato recepimento della direttiva 98/56/CE sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali.

La procedura di infrazione è nella fase di parere motivato per la maggior parte degli Stati membri per le altre direttive giunte a scadenza di recepimento:

direttiva 98/95/CE (commercializzazione di sementi di barbabietole, sementi di piante foraggiere, sementi di cereali, tuberi - seme di patate, sementi di piante oleose e a fibre e sementi di ortaggi e catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole);

direttiva 98/96/CE (commercializzazione di sementi di barbabietole, sementi di piante foraggiere, sementi di cereali, tuberi - seme di patate, sementi di piante oleose e a fibre e sementi di ortaggi e catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole);

direttiva 99/54/CE (commercializzazione delle sementi di cereali);

direttiva 99/66/CE (modalità relative alle etichette o ad altri documenti rilasciati dal fornitore ai sensi della direttiva 98/56/CE).

2.14.4. Legislazione alimentare

Nessuna evoluzione significativa in materia di comunicazione da parte degli Stati membri delle disposizioni nazionali di esecuzione rispetto all'anno 1999.

La Grecia ha dato esecuzione alla sentenza della Corte, resa il 21.10.1999 (causa C-391/98), che constata l'inadempimento di questo Stato membro al suo obbligo di comunicare le misure di recepimento della direttiva 93/43/CE sull'igiene dei prodotti alimentari.

La Commissione ha deciso di adire la Corte contro l'Irlanda per mancata comunicazione delle misure di recepimento della direttiva 98/66/CE (requisiti di purezza specifici per gli edulcoranti per uso alimentare) e della direttiva 98/86/CE (requisiti di purezza specifici per gli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti).

Infrazioni per incorretta applicazione: in risposta ad un parere motivato che constatava l'incompatibilità con la direttiva 79/112/CEE dell'obbligo di fare apparire sull'etichetta delle olive da tavola l'indicazione della loro misura figurante nella legislazione spagnola, la Spagna ha annunciato la regolarizzazione dell'infrazione mediante modifica del decreto reale in causa.

2.14.5. Legislazione prodotti alimentari per animali

Trattandosi della comunicazione da parte degli Stati membri delle disposizioni nazionali di esecuzione delle direttive, nel 2000 soltanto la direttiva 2000/45/CE che fissa i metodi di analisi comunitari per la determinazione della vitamina A, della vitamina E e del triptofano negli alimenti per animali è giunta a scadenza di recepimento. La maggior parte degli Stati membri non ha ancora comunicato le misure di recepimento.

La Francia ha regolarizzato numerose procedure di infrazioni concernenti il mancato recepimento di direttive in questo settore.

La Grecia e il Regno Unito accusano il maggior numero di ritardi nel recepimento di direttive le cui procedure di infrazione sono aperte dal 1998, in particolare per la direttiva 96/24/CE relativa alla commercializzazione dei mangimi composti e la direttiva 96/25/CE relativa alla circolazione di materie prime per mangimi.

La direttiva 96/51/CE relativa agli additivi nell'alimentazione degli animali deve ancora essere recepita da Francia, Grecia, Italia e Regno Unito.

2.14.6. Agenti inquinanti

La direttiva 98/53 che fissa metodi per il prelievo di campioni e metodi d'analisi per il controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni contaminanti nei prodotti alimentari è giunta a scadenza alla fine del 2000. Nessuno Stato membro ha notificato le disposizioni nazionali di recepimento.

2.14.7. Notifica regole e regole tecniche

Ai sensi della direttiva 98/34/CE, gli Stati membri e i paesi dell'EFTA devono notificare tra loro e alla Commissione, prima della sua adozione, ogni progetto di regolamentazione comprendente regole o regole tecniche per evitare la creazione di nuovi ostacoli al mercato interno.

Il numero di testi notificati (115), talvolta con procedura urgente (17), per il 2000 nel settore sanitario dimostra l'importanza crescente dei legislatori nazionali per questo settore, in particolare in materia alimentare. L'esame di questi progetti di testo notificati si è concretizzato nell'emissione, da parte dei servizi della Commissione, di osservazioni (15), commenti intermedi (6) e pareri circostanziati (3) attraverso i quali è stato chiesto di adeguare le notifiche al diritto comunitario (per maggiori informazioni sulla procedura di notifica, cfr. capitolo 2.2.1. "Le regole di prevenzione previste dalla direttiva 98/34/CE (ex 83/189/CEE)").

2.14.8. Protezione dei consumatori

Quattro direttive sono giunte a scadenza nel 2000. Nessuno Stato membro le ha recepite e la Commissione ha dovuto pertanto avviare procedure di infrazione.

Alla fine del 2000 la situazione era la seguente:

La direttiva 97/7/CE (contratti a distanza; termine di recepimento: 4 giugno 2000) non è stata recepita da Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Finlandia.

La direttiva 97/55/CE (pubblicità comparativa; termine di recepimento: 23 aprile 2000) non era stata recepita da Grecia, Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Finlandia.

La direttiva 98/6/CE (indicazione dei prezzi; termine di recepimento: 18 marzo 2000) non era ancora recepita da Grecia, Spagna, Irlanda e Lussemburgo. La direttiva 98/7/CE (credito al consumo; termine di recepimento: 21 aprile 2000) non era stata recepita da Grecia, Spagna, Francia, Irlanda e Lussemburgo.

Tutte le altre direttive in questo settore sono state recepite da tutti gli Stati membri, ma sono in corso molte procedure di infrazione concernenti la non conformità delle disposizioni nazionali di esecuzione. Queste procedure riguardano in particolare le direttive 93/13/CE (clausole abusive) e 94/47/CE (timeshare). La Commissione ha adito la Corte in due casi (recepimento inadeguato della direttiva 93/13/CE da parte di Italia e Svezia).

Ai fini di un'applicazione migliore e più uniforme, la Commissione ha pubblicato una relazione dettagliata sull'attuazione della direttiva 93/13/CE [201]. Le due relazioni sulle direttive 90/314/CEE (viaggi tutto compreso) [202] e 94/47/CE (timeshare) [203], pubblicate alla fine del 1999, hanno anche suscitato numerose reazioni da parte dell'industria, delle associazioni di consumatori e dei governi degli Stati membri.

[201] COM(2000) 248 def.

[202] SEC(1999) 1800.

[203] SEC(1999) 1795.

Va menzionato che la Corte di giustizia è stata adita con numerose domande pregiudiziali in materia di tutela dei consumatori. Due di questi casi riguardano la direttiva 93/13/CE (clausole abusive), in particolare la sua applicabilità diretta in mancanza di recepimento da parte dello Stato membro interessato (C-21/00) e la competenza dei tribunali di uno Stato membro di ricevere azioni in cessazione contro un imprenditore avente la sua sede sociale in un altro Stato membro (C-167/00). Un terzo caso riguarda l'interpretazione del termine "danno" nell'articolo 5 della direttiva 90/314/CEE (C-168/00).

2.15. Giustizia e cause interne

2.15.1. Comunitarizzazione dell'acquis di Schengen

Con l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, l'acquis di Schengen è stato integrato nel quadro dell'Unione europea e da allora, questo acquis si applica nel quadro giuridico e istituzionale dell'Unione e nel rispetto delle disposizioni pertinenti del TUE e del TCE. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1 del Protocollo che integra l'acquis di Schengen nel quadro dell'Unione europea, con la sua decisione n. 1999/436/CE, del 20 maggio 1999 (GU L 176 del 10.7.1999), il Consiglio ha determinato la base giuridica adeguata nei trattati per ciascun elemento dell'acquis di Schengen (la "ventilazione" delle disposizioni di questo acquis tra il primo e il terzo pilastro). Il controllo dell'applicazione delle disposizioni ripartite verso il primo pilastro (e in particolare quelle relative ai visti di breve soggiorno, alla soppressione dei controlli alle frontiere interne e al controllo delle esterne, come pure alle condizioni di circolazione degli stranieri) si effettua conformemente ai principi del diritto comunitario in materia e la Commissione svolge dunque il suo ruolo di custode del trattato rispetto a questi elementi dell'acquis di Schengen. A tale riguardo, i servizi della Commissione hanno ricevuto molte denunce concernenti rifiuti di visto motivati da riferimenti al Sistema Informativo Schengen (SIS). Alcuni di questi rifiuti riguardavano cittadini di paesi membri terzi della famiglia di cittadini dell'Unione.

2.15.2. Entrata e soggiorno

In seguito ad un ricorso per inadempimento inoltrato dalla Commissione europea contro la Repubblica italiana, la Corte di giustizia (quinta camera), con la sua sentenza del 25 maggio 2000 (non ancora pubblicata nella Raccolta) nella causa C-424/98, ha constatato che la Repubblica italiana non ha tenuto debitamente conto dei limiti imposti dal diritto comunitario,

a) limitando i mezzi di prova che possono essere invocati dai beneficiari delle direttive 90/364/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990 (diritto di soggiorno - GU L 180, pag. 26), e 90/365/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990 (diritto di soggiorno dei lavoratori che hanno cessato la loro attività professionale - GU L 180, pag. 28), e disponendo in particolare che alcuni documenti devono essere consegnati o vistati dall'autorità di un altro Stato membro; e

b) esigendo da studenti, cittadini di altri Stati membri, che chiedono il riconoscimento del loro diritto di soggiorno e di quello dei membri della loro famiglia in Italia ai sensi della direttiva 93/96/CEE del Consiglio, del 29 ottobre 1993 (diritto di soggiorno degli studenti - GU L 317, pag. 59), che dimostrino innanzitutto alle autorità italiane di disporre di risorse di un importo determinato e, in seguito, circa le relative modalità, non lasciando agli studenti la scelta tra una dichiarazione e qualsiasi altro mezzo almeno equivalente e, infine, non ammettendo l'uso di una dichiarazione quando lo studente è accompagnato da membri della sua famiglia.

In corso d'istanza, la Repubblica italiana ha adottato il decreto legislativo n. 358 del 2 agosto 1999, che modifica il decreto n. 470 del 26 novembre 1992 (Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 19.10.2000, Serie generale n. 246, pag. 3), per conformarsi ai suoi obblighi derivanti dalle direttive 90/364, 90/365 e 93/96.

Dopo molte decisioni di espulsioni prese dalle autorità tedesche per ragioni d'ordine pubblico nei confronti di cittadini dell'Unione che hanno commesso reati, la Commissione europea ha inviato alla Germania, nel luglio 2000, un parere motivato per violazione delle regole del diritto comunitario che stabiliscono le condizioni di fondo e di forma che devono essere rispettate quando uno Stato membro decide di espellere un cittadino dell'Unione per ragioni di ordine pubblico. Le principali obiezioni della Commissione riguardano il legame automatico o quasi automatico tra alcuni reati e la misura di espulsione, la mancata considerazione del comportamento personale dell'interessato, la motivazione insufficiente e la violazione del principio di proporzionalità e del principio della protezione della vita familiare.

2.15.3. Diritto di voto e di eleggibilità

Le due direttive relative al diritto di voto e di eleggibilità nello Stato membro di residenza, la direttiva 93/109/CE (Parlamento europeo) e la direttiva 94/80/CE (elezioni comunali) sono state recepite in tutti gli Stati membri.

La Commissione ha deciso la archiviazione della procedura avviata contro la Germania per scorretto recepimento della direttiva 93/109/CE. La Germania ha infatti notificato alla Commissione la seconda legge recante modifica della legge quadro relativa al regime di dichiarazione domiciliare e il regolamento del 28 agosto 2000 recante modifica del codice elettorale delle elezioni europee e del codice elettorale delle elezioni legislative federali.

In seguito a questa modifica legislativa, i cittadini dell'Unione non nazionali sono iscritti automaticamente nell'elenco elettorale stabilito per ogni elezione europea se hanno fatto domanda per un'elezione precedente, sempre che continuino a soddisfare le condizioni stabilite. La Commissione ritiene che la legislazione tedesca sia ora conforme alla direttiva 93/109/CE.

La Commissione ha anche deciso la archiviazione della procedura avviata contro la Germania per inadeguato recepimento della direttiva 94/80/CE nel Land Sassonia.

La Germania ha notificato alla Commissione la legge del 15.3.2000, che modifica la legge sulle elezioni comunali del Land Sassonia. In seguito a questa modifica, i cittadini dell'Unione saranno automaticamente iscritti negli elenchi elettorali elaborati per ogni elezione comunale.

Inoltre, la Commissione ha deciso l'archiviazione della procedura avviata contro la Germania per inadeguato recepimento della direttiva 94/80/CE nel Land Baviera.

La Germania ha notificato alla Commissione la legge del 27.12.1999 recante modifica del codice elettorale. In seguito a questa modifica, i cittadini dell'Unione saranno automaticamente iscritti negli elenchi elettorali elaborati per ogni elezione comunale.

La Commissione ritiene che la legislazione tedesca riguardante le elezioni comunali nei Länder Sassonia e Baviera è ora conforme alla direttiva 94/80/CE.

2.16. Bilancio

2.16.1. Generalità

Nel quadro dell'articolo 8, paragrafo 1, della decisione 94/728/CE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità, gli Stati membri riscuotono le risorse proprie tradizionali per conto delle Comunità. Come l'anno scorso, il numero di dossier per infrazione è aumentato, e la Commissione ha adito in alcuni casi la Corte.

Circa le risorse IVA e PNL, la Commissione si compiace per un'applicazione del diritto comunitario senza grandi problemi.

2.16.2. Inadeguata applicazione

2.16.2.1. Procedure avviate in precedenza

La Commissione ha depositato ricorso nella causa nei confronti dell'Italia (deduzioni non sufficientemente giustificate in occasione del pagamento delle risorse proprie di dogana per merci importate a destinazione di San Marino) C - 2000/010.

La Commissione ha anche adito la Corte in un'altra causa nei confronti dell'Italia (iscrizione tardiva ed erronea di un importo di risorse proprie di 1 484 936 milioni di LIT), C-2000/363.

Il 15 giugno 2000 la Corte di giustizia ha pronunciato la sua sentenza nella causa C-1997/348 contro la Germania concernente l'importazione via la Repubblica democratica tedesca di merci che hanno beneficiato di una restituzione in occasione della loro esportazione nei Paesi Bassi, constatando l'inadempimento della Germania a riscuotere e mettere a disposizione della Comunità un prelievo corrispondente al livello del prezzo comunitario in applicazione del regolamento (CEE) n. 2252/90.

2.16.2.2. Nuove procedure

È stata adita la Corte per un dossier del transito comunitario in quanto i Paesi Bassi hanno rifiutato di versare interessi di mora dovuti in base all'articolo 11 del regolamento (CEE)n. 1552/89 del Consiglio a causa del recupero con ritardo e, quindi, della messa a disposizione tardiva delle risorse proprie interessate.

La Commissione ha inoltre deciso di adire la Corte in altri due casi di constatazione tardiva. Uno riguarda la Germania (documenti di transito comunitario esterno non appurati entro i termini regolamentari) e l'altro la Spagna (mancata constatazione di risorse proprie entro i termini regolamentari).

È stata notificata alla Germania una lettera di parere motivato per il fatto che questo Stato non ha appurato correttamente alcuni documenti di transito nel quadro del regime di transito comunitario e ha rinunciato, senza consultazione preliminare della Commissione, ad usare le garanzie procurate.

2.17. Personale e amministrazione

Circa l'applicazione del diritto comunitario al personale delle Comunità, le procedure di infrazione aperte dalla Commissione riguardano l'inosservanza da parte degli Stati membri del Protocollo sui privilegi e immunità delle Comunità e la carenza nell'attuazione delle disposizioni nazionali che consentono la corretta applicazione dello Statuto dei funzionari delle Comunità europee e del regime applicabile agli altri agenti delle Comunità.

La procedura di infrazione nei confronti della Spagna, concernente il ritardo nell'adozione delle disposizioni interne necessarie a permettere il trasferimento dei diritti a pensione dei funzionari e agenti di nazionalità spagnola ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, dell'allegato VIII dello Statuto, è stata chiusa.

Di conseguenza, nessuna procedura di infrazione è attualmente aperta.

2.18. Statistiche comunitarie

Gli obblighi degli Stati membri in materia di statistica consistono, in particolare, nel fornire alla Commissione dati relativi a settori specifici, secondo periodicità e modalità predeterminate. Non ci sono problemi circa l'applicazione dei metodi statistici, né circa il rispetto dei termini. Tuttavia, occorre segnalare la registrazione di una denuncia concernente la violazione presunta di uno Stato membro del diritto comunitario, in particolare il regolamento (CE) n. 3330/91 del Consiglio relativo alle statistiche sugli scambi di beni tra Stati membri (Intrastat) e la decisione 96/715/CE del Consiglio relativa alle reti telematiche fra amministrazioni per le statistiche degli scambi di beni tra Stati membri (EDICOM).

In seguito all'analisi del contenuto del denuncia e alla luce delle regole e priorità stabilite dalla Commissione, detta denuncia è in fase di archiviazione.

ALLEGATO I

L'accertamento delle infrazioni

Tabella 1.1. I mezzi di accertamento delle infrazioni.

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 1.2. Fascicoli in corso¹ al 31 dicembre 2000, per anno di registrazione

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 1.2.1. Fascicoli in corso al 31/12/2000, per anno di registrazione (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 1.3. Fascicoli registrati nel 2000, per Stato membro.

1.3.1. Casi accertati d'ufficio nel 2000, per Stato membro.

>SPAZIO PER TABELLA>

1.3.1.1. Casi accertati d'ufficio nel 2000, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

1.3.2. Denunce registrate nel 2000, per Stato membro.

>SPAZIO PER TABELLA>

1.3.2.1. Denunce registrate nel 2000, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

1.3.3. Procedimenti per non comunicazione avviati nel 2000, per Stato membro.

>SPAZIO PER TABELLA>

1.3.3.1. Procedimenti per non comunicazione avviati nel 2000, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Allegato II

Procedure d'infrazione - classificazione per fase procedurale, base giuridica e Stato membro

Tabella 2.1.

Procedure d'infrazione già avviate, per fase procedurale e per Stato membro.

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 2.2. Procedure d'infrazione per Stato membro, fase procedurale e base giuridica

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 2.2.1. Messe in mora inviate nel 2000, per base giuridica e Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.2.2. Pareri motivati inviati nel 2000, per base giuridica e Stato membro (grafico))

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.2.3. Ricorsi dinanzi alla Corte di giustizia presentati nel 2000, per base giuridica e Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.2.4. Messe in mora (MM), pareri motivati (PM) e ricorsi dinanzi alla Corte di giustizia (R): comparazione tra il 1999 ed il 2000, per fase procedurale e Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.3. Procedure in corso: situazione della procedura al 31/12/00, per Stato membro.

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 2.3.1. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stata inviata soltanto la messa in mora, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.3.2. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stato inviato il parere motivato, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.3.3. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stato presentato il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.3.4. Procedure in corso al 31/12/00, nelle quali é stato presentato il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia previsto dall'articolo 228 del trattato, per Stato membro (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.4. Procedure in corso, al 31/12/00, per settore.

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 2.4.1. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stata inviata soltanto la messa in mora, per settore (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.4.2. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stato inviato il parere motivato, per settore (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.4.3. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stato presentato il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia, per settore (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.4.4. Procedure nelle quali, al 31/12/00, é stato presentato il ricorso dinanzi alla Corte di giustizia previsto dall'articolo 228 del trattato, per settore (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.5. Decisioni di archiviazione adottate nel 2000

>SPAZIO PER TABELLA>

Tabella 2.5.1. Decisioni di archiviazione adottate nel 2000,

per fase procedurale (grafico)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.5.2. Procedure per non comunicazione archiviate nel 2000, per fase procedurale (grafico

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.5.3. Procedure diverse dalla non comunicazione archiviate nel 2000, per fase procedurale (grafico

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Tabella 2.6. Evoluzione delle decisioni di archiviazione

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO III

Prospetto delle infrazioni ai trattati, regolamenti e decisioni

Personale delle Comunità

Anno/Numero : 1991/2315

Stato membro : SPAGNA

Titolo : TRASFERIMENTO DEI DIRITTI ALLA PENSIONE

Basi giuridiche : Regolamento 31968R0259

Archiviato nel 2000

Agricoltura

Anno/Numero : 1994/4466

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI FRAGOLE SPAGNOLE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E030

N. causa Corte di giustizia : C-1995/265

Anno/Numero : 1995/4430

Stato membro : FRANCIA

Titolo : VENDITA DI BEVANDE ALCOLICHE CHE CONTENGONO LA PAROLA "WHISKY"

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1576

Parere motivato inviato il xxx : 02/05/1997 SG(1997)D/3504

Anno/Numero : 1997/2227

Stato membro : SPAGNA

Titolo : INADEGUATA APPLICAZIONE DEL REGIME DI QUOTE LATTIERE

Basi giuridiche : Regolamento 31992R3950; Regolamento 31993R536

Parere motivato inviato il xxx : 07/05/1998 SG(1998)D/03614

Anno/Numero : 1997/2228

Stato membro : ITALIA

Titolo : INADEGUATA APPLICAZIONE DEL REGIME DI QUOTE LATTIERE

Basi giuridiche : Regolamento 31992R3950; Regolamento 31993R0536

Parere motivato inviato il xxx : 04/05/1998 SG(1998)D/03510

Anno/Numero : 1999/2073

Stato membro : GRECIA

Titolo : MANCATA INTRODUZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO

Basi giuridiche : Regolamento 31992R3508

Parere motivato inviato il xxx : 29/11/2000 SG(2000)D/108830

Bilancio

Anno/Numero : 1989/0520

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : MODALITÀ DI APPLICAZIONE DEL PROTOCOLLO SUI PRIVILEGI E SULLE IMMUNITÀ DELLE COMUNITÀ EUROPEE

Basi giuridiche : Protocollo 157FPRO

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1996/2029

Stato membro : ITALIA

Titolo : REGOLARIZZAZIONE DEI DIRITTI SAN MARINO

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1552

N. causa Corte di giustizia : C-2000/010

Anno/Numero : 1995/2126

Stato membro : GERMANIA

Titolo : BURRO OLANDESE

Basi giuridiche : Regolamento 31990R2252; Regolamento 32000R1150

N. causa Corte di giustizia : C-1997/348

Anno/Numero : 1997/2154

Stato membro : ITALIA

Titolo : ERRORE D'ISCRIZIONE

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1552; Regolamento 32000R1150

N. causa Corte di giustizia : C-2000/363

Anno/Numero : 1998/2323

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : TRANSITO COMUNITARIO - SUPERAMENTO DEL TERMINE REGOLAMENTARE

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1552; Decisione 31994D0728; Regolamento 32000R1150

Parere motivato inviato il xxx : 02/02/2000 SG(2000)D/101146

Anno/Numero : 1999/2226

Stato membro : SPAGNA

Titolo : RECUPERO A POSTERIORI, CONSTATAZIONE TARDIVA (REGOLAMENTO 1552/89)

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1552; Regolamento 32000R1150

Parere motivato inviato il xxx : 28/07/2000 SG(2000)D/105516

Anno/Numero : 1999/2227

Stato membro : GERMANIA

Titolo : TIR - CONSTATAZIONE TARDIVA

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1552; Regolamento 31993R2454; Regolamento 32000R1150

Parere motivato inviato il xxx : 19/07/2000 SG(2000)D/105114

Anno/Numero : 1999/2228

Stato membro : GERMANIA

Titolo : TRATTAMENTO CONTABILE DELLE GARANZIE TIR

Basi giuridiche : Regolamento 31989R1552; Regolamento 32000R1150

Parere motivato inviato il xxx : 08/11/2000 SG(2000)D/108189

Concorrenza

Anno/Numero : 1999/2196

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : INOSSERVANZA DELLA DECISIONE ADOTTATA NELLA CAUSA IV/M.1616 (BSCH / CHAMPALIMAUD)

Basi giuridiche : Regolamento 31989R4064

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1999/2129

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : SISTEMA DI RIDUZIONI SULLE TASSE DI ATTERRAGGIO NEGLI AEROPORTI PORTOGHESI - DEC. ART. 86(3)

Basi giuridiche : Trattato CE 197A249; Decisione 31999D0199

Parere motivato inviato il xxx : 09/03/2000 SG(2000)D/102188

Anno/Numero : 1993/2181

Stato membro : ITALIA

Titolo : SPEDIZIONIERI IN DOGANA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A003; Trattato CE 197A010; Trattato CE 197A081; Trattato CE 197A228

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1989/0030

Stato membro : BELGIO

Titolo : AIUTO A FAVORE DI IDEALSPUN / BEAULIEU

Basi giuridiche : Trattato CE 197A228; Decisione 31984D0508

N. causa Corte di giustizia : C-1989/375

Affari economici e finanziari

Anno/Numero : 1994/2209

Stato membro : FRANCIA

Titolo : PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE SUL SUPERAMENTO DI SOGLIE D'INVESTIMENTO - GOLDEN SHARE ELF-AQUITAINE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

N. causa Corte di giustizia : C-1999/483

Anno/Numero : 1994/2210

Stato membro : ITALIA

Titolo : RESTRIZIONI RELATIVE A INVESTIMENTI ESTERI IN SOCIETÀ PRIVATIZZATE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

N. causa Corte di giustizia : C-1999/058

Anno/Numero : 1994/5075

Stato membro : BELGIO

Titolo : LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI - SOTTOSCRIZIONE DI UN PRESTITO DENOMINATO IN D.M.

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A056; Trattato CE 197A058

N. causa Corte di giustizia : C-1998/478

Anno/Numero : 1995/4372

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI - DIRITTO DI SOGGIORNO

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A048; Trattato CE 197A049; Trattato CE 197A056

Parere motivato inviato il xxx : 29/05/1998 SG(1998)D/04257

Anno/Numero : 1995/4535

Stato membro : GRECIA

Titolo : RESTRIZIONI ALL'ACQUISTO DI BENI IMMOBILI

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A049; Trattato CE 197A056

Parere motivato inviato il xxx : 07/04/1998 SG(1998)D/02935

Anno/Numero : 1996/2154

Stato membro : SPAGNA

Titolo : RESTRIZIONI RELATIVE AGLI INVESTIMENTI ESTERI

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E058; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A048; Trattato CE 197A056

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/2089

Stato membro : BELGIO

Titolo : PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE SUL SUPERAMENTO DI SOGLIE D'INVESTIMENTO "DISTRIGAZ"

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

N. causa Corte di giustizia : C-1999/503

Anno/Numero : 1998/2090

Stato membro : BELGIO

Titolo : PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE SUL SUPERAMENTO DI SOGLIE D'INVESTIMENTO "SNTC"

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

N. causa Corte di giustizia : C-1999/503

Anno/Numero : 1998/2288

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : PRIVATIZZAZIONE - AZIONE SPECIALE NELLA BRITISH AIRPORTS' AUTHORITY PLC.

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

Parere motivato inviato il xxx : 06/08/1999 SG(1999)D/6431

Anno/Numero : 1998/2289

Stato membro : SPAGNA

Titolo : PRIVATIZZAZIONE - POTERI SPECIALI IN SOCIETÀ PRIVATIZZATE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E073; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

N. causa Corte di giustizia : C-2000/463

Occupazione e affari sociali

Anno/Numero : 1989/0457

Stato membro : BELGIO

Titolo : FINANZIAMENTO DEGLI STUDENTI - DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA CITTADINANZA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A151

N. causa Corte di giustizia : C-1993/047 Sentenza 03/05/94 (Commissione)

Anno/Numero : 1991/0583

Stato membro : GRECIA

Titolo : ACCESSO ALL'OCCUPAZIONE NEL SETTORE PUBBLICO - DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA CITTADINANZA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61994J290

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1992/4760

Stato membro : GRECIA

Titolo : DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA CITTADINANZA - STATUS DI FAMIGLIA NUMEROSA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049; Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61975J0032

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1993/4403

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CALCOLO DELLA PENSIONE INTEGRATIVA PER GLI ABITANTI DELLE REGIONI DI FRONTIERA

Basi giuridiche : Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61996J0057; Giurisprudenza 61997J0035

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1993/4738

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : POSSIBILITÀ DI ESPULSIONE DEL CONIUGE NON COMUNITARIO DI UN LAVORATORE COMUNITARIO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039

Parere motivato inviato il xxx : 09/06/1998 SG(1998)D/4503

Anno/Numero : 1993/4947

Stato membro : FRANCIA

Titolo : APPLICAZIONE DEL CONTRIBUTO SOCIALE GENERALIZZATO AI LAVORATORI FRONTALIERI

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E048; Trattato CEE 157E051; Regolamento 31971R1408

N. causa Corte di giustizia : C-1998/169 Sentenza 15/02/2000 Commissione

Anno/Numero : 1994/4125

Stato membro : GERMANIA

Titolo : OTTENIMENTO DI ASSEGNI FAMILIARI E PERMESSO DI SOGGIORNO

Basi giuridiche : Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61900J1696; Giurisprudenza 61975J0048; Giurisprudenza 61989J0357; Giurisprudenza 61994J0245

Archiviato nel 2000

Parere motivato inviato il xxx : 23/05/1997 SG(1997)D/03956

Anno/Numero : 1994/5152

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CALCOLO DELLE INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE

Basi giuridiche : Regolamento 31971R1408

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1995/4670

Stato membro : GERMANIA

Titolo : RIFIUTO DI PAGAMENTO DI ASSISTENZA SOCIALE

Basi giuridiche : Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61985J0139; Giurisprudenza 61985J0316

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1995/4831

Stato membro : BELGIO

Titolo : PRELIEVO DI CONTRIBUTI SOCIALI SULLE PENSIONI BELGHE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E051; Trattato CEE 157E235; Regolamento 31971R1408; Giurisprudenza 61983J0275

N. causa Corte di giustizia : C-1998/347

Anno/Numero : 1996/4516

Stato membro : DANIMARCA

Titolo : RESTRIZIONE ALL'UTILIZZO DI UN'AUTOMOBILE, IN PARTICOLARE A FINI PROFESSIONALI DA PARTE DI UN LAVORATORE FRONTALIERO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A049; Giurisprudenza 61986J0127; Giurisprudenza 61993J0415

Parere motivato inviato il xxx : 18/05/1998 SG(1998)D/03884

Anno/Numero : 1996/4558

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CONTRIBUTO SOCIALE AL RIMBORSO DEL DEBITO SOCIALE E LAVORATORI FRONTALIERI

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E051; Regolamento 31971R1408

N. causa Corte di giustizia : C-1998/034

Anno/Numero : 1996/4628

Stato membro : SPAGNA

Titolo : ACCESSO ALL'OCCUPAZIONE NEL SETTORE PUBBLICO - DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA CITTADINANZA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1997/4378

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CUMULO DELLA PENSIONE DI VECCHIAIA PER FUNZIONARIO CON UNA PENSIONE CONVENZIONALE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A042; Giurisprudenza 61992J0031; Giurisprudenza 61993J0443

Parere motivato inviato il xxx : 28/01/1999 SG(1999)D/708

Anno/Numero : 1997/4962

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : CALCOLO DELLE PENSIONI IN CASO DI CONTRIBUTI VOLONTARI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A042; Regolamento 31971R1408

Parere motivato inviato il xxx : 03/04/2000 SG(2000)D/102765

Anno/Numero : 1998/2059

Stato membro : SPAGNA

Titolo : CONCESSIONE AI LAVORATORI FRONTALIERI DI RIDUZIONI TARIFFARIE PER FAMIGLIE NUMEROSE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Regolamento 31968R1612

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/2281

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : NON RICONOSCIMENTO DELL'ANZIANITÀ ACQUISITA IN UN ALTRO SM NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61996J0015; Giurisprudenza 61996J0187

Parere motivato inviato il xxx : 02/05/2000 SG(2000)A/05607

Anno/Numero : 1998/2301

Stato membro : GERMANIA

Titolo : NON RICONOSCIMENTO DELL'ANZIANITÀ ACQUISITA IN UN ALTRO SM NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61996J0015; Giurisprudenza 61996J0187

Parere motivato inviato il xxx : 10/08/1999 SG(1999)D/6515

Anno/Numero : 1998/2302

Stato membro : BELGIO

Titolo : NON RICONOSCIMENTO DELL'ANZIANITÀ ACQUISITA IN UN ALTRO SM NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61996J0015; Giurisprudenza 61996J0187

Parere motivato inviato il xxx : 28/02/2000 SG(2000)D/101871

Anno/Numero : 1998/2303

Stato membro : IRLANDA

Titolo : NON RICONOSCIMENTO DELL'ANZIANITÀ ACQUISITA IN UN ALTRO SM NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Regolamento 31968R1612; Giurisprudenza 61996J0015; Giurisprudenza 61996J0187

Parere motivato inviato il xxx : 06/08/1999 SG(1999)D/6411

Anno/Numero : 1998/4014

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : ESPORTAZIONE DELLE INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A042; Regolamento 31971R1408

Parere motivato inviato il xxx : 30/07/1999 SG(1999)D/05891

Anno/Numero : 1998/4395

Stato membro : DANIMARCA

Titolo : DETERMINAZIONE DELLA LEGISLAZIONE APPLICABILE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A042; Regolamento 31971R1408

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/4579

Stato membro : LUSSEMBURGO

Titolo : DOMANDA DI OTTENIMENTO DELL'INTEGRAZIONE NORMATIVA CHE ISTITUISCE IL DIRITTO A UN REDDITO MINIMO GARANTITO

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E052; Regolamento 31968R1612

Parere motivato inviato il xxx : 20/06/2000 SG(2000)A/07733

Anno/Numero : 1999/4115

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : DIRITTO DI ELEGGIBILITÀ DEI CITTADINI DI PAESI TERZI NEI CONSIGLI AZIENDALI

Basi giuridiche : Regolamento 31968R1612; Decisione 31980D0001

Parere motivato inviato il xxx : 29/12/2000 SG(2000)D/109674

Anno/Numero : 1999/4399

Stato membro : FRANCIA

Titolo : RIMBORSO DI PRESTAZIONI MEDICHE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030; Giurisprudenza 61995J0120

Parere motivato inviato il xxx : 16/10/2000 SG(2000)D/107557

Imprese

Anno/Numero : 1998/4675

Stato membro : ITALIA

Titolo : MUSEO A VENEZIA (PALAZZO DEI DOGI) - DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA NAZIONALITÀ

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E006; Trattato CEE 157E059; Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A046

Parere motivato inviato il xxx : 02/02/2000 SG(2000)D/101148

Ambiente

Anno/Numero : 1993/4663

Stato membro : GRECIA

Titolo : CITES - ATENE

Basi giuridiche : Regolamento 31982R3626; Regolamento 31997R0338

Archiviato nel 2000

Parere motivato inviato il xxx : 06/05/1998 SG(1998)D/03579

Anno/Numero : 1994/4734

Stato membro : FRANCIA

Titolo : RIFIUTI - TRASFERIMENTO DI RIFIUTI DOMESTICI

Basi giuridiche : Regolamento 31993R0259

Parere motivato inviato il xxx : 29/12/2000 SG(2000)D/109667

Anno/Numero : 1998/4423

Stato membro : FRANCIA

Titolo : NATURA- INQUINAMENTO DELLO STAGNO DI BERRE

Basi giuridiche : Decisione 31983D0101

Parere motivato inviato il xxx : 28/08/2000 SG(2000)D/106422

Anno/Numero : 1999/2109

Stato membro : IRLANDA

Titolo : RELAZIONI RIFIUTI (REGOLAMENTO N. 259/93/CEE)

Basi giuridiche : Regolamento 31993R0259

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1999/2217

Stato membro : FRANCIA

Titolo : NATURA - REGOLAMENTO CITES 338/97 - AVORIO DEGLI ELEFANTI

Basi giuridiche : Regolamento 31997R0338

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1999/2035

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : RADIAZIONI - SMANTELLAMENTO DEL REATTORE WINDSCALE PILE 1 A SELLAFIELD

Basi giuridiche : Trattato CEEA 157A037

Archiviato nel 2000

Pesca

Anno/Numero : 1984/0445

Stato membro : FRANCIA

Titolo : PESCA - CONTROLLO INADEGUATO SUL RISPETTO DELLE MISURE TECNICHE DI CONSERVAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E171; Regolamento 31982R2057; Regolamento 31983R0171

N. causa Corte di giustizia : C-1988/064

Anno/Numero : 1989/2109

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : REQUISITI RILASCIO LICENZA E/O BANDIERA PESCHERECCI

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E007; Trattato CEE 157E030; Trattato CEE 157E034; Trattato CEE 157E052; Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A043

N. causa Corte di giustizia : C-2000/247

Anno/Numero : 1990/0328

Stato membro : GRECIA

Titolo : REQUISITI RILASCIO LICENZA E/O BANDIERA PESCHERECCI

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E007; Trattato CEE 157E048; Trattato CEE 157E052; Trattato CEE 157E058; Trattato CEE 157E171; Trattato CEE 157E221; Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A048; Trattato CE 197A228; Regolamento 31983R0170

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1990/0384

Stato membro : SPAGNA

Titolo : CONDIZIONI IMPOSTE AI PESCHERECCI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A029

Parere motivato inviato il xxx : 05/04/2000 SG(2000)D/102880

Anno/Numero : 1991/0637

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO - PESCA ECCESSIVA 1988

Basi giuridiche : Regolamento 31983R0170; Regolamento 31987R2241; Regolamento 31987R3977; Regolamento 31988R4194

N. causa Corte di giustizia : C-1999/454

Anno/Numero : 1992/2256

Stato membro : SPAGNA

Titolo : INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO

Basi giuridiche : Regolamento 31983R0170; Regolamento 31987R2241; Regolamento 31989R4047

Parere motivato inviato il xxx : 08/07/1997 SG(1997)D/05307

Anno/Numero : 1992/4211

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE DELLE QUOTE DI PESCA NEL 1992

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E007; Trattato CEE 157E052; Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A228; Regolamento 31983R0173

Parere motivato inviato il xxx : 14/01/1998 SG(1998)D/00277

Anno/Numero : 1993/2219

Stato membro : DANIMARCA

Titolo : INADEMPIMENTO DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO (1990)

Basi giuridiche : Regolamento 31983R0170; Regolamento 31987R2241; Regolamento 31989R4047

Parere motivato inviato il xxx : 24/07/1998 SG(1998)D/06263

Anno/Numero : 1998/2257

Stato membro : FRANCIA

Titolo : INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO - PESCA ECCESSIVA 1995 E 1996

Basi giuridiche : Regolamento 31983R2807; Regolamento 31993R2847; Regolamento 31994R3364; Regolamento 31995R3074

N. causa Corte di giustizia : C-2000/419

Anno/Numero : 1998/2259

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO - PESCA ECCESSIVA 1995 E 1996

Basi giuridiche : Regolamento 31983R2807; Regolamento 31993R2847; Regolamento 31994R3362; Regolamento 31995R3074

N. causa Corte di giustizia : C-2000/140

Anno/Numero : 1998/2260

Stato membro : FINLANDIA

Titolo : INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO - PESCA ECCESSIVA 1995 E 1996

Basi giuridiche : Regolamento 31983R2807; Regolamento 31993R2847; Regolamento 31994R3362; Regolamento 31994R3366; Regolamento 31994R3370; Regolamento 31995R3074

Parere motivato inviato il xxx : 29/12/2000 SG(2000)D/109694

Anno/Numero : 1998/2264

Stato membro : DANIMARCA

Titolo : INOSSERVANZA DELL'OBBLIGO DI CONTROLLO - PESCA ECCESSIVA 1995 E 1996

Basi giuridiche : Regolamento 31983R2807; Regolamento 31993R2847; Regolamento 31994R3362; Regolamento 31995R3074

Parere motivato inviato il xxx : 15/05/2000 SG(2000)D/103642

Società dell'informazione

Anno/Numero : 1998/2363

Stato membro : GRECIA

Titolo : MANCANZA DI CONFORMITÀ DECISIONE NUMERO UNICO EUROPEO PER CHIAMATE DI EMERGENZA

Basi giuridiche : Decisione 31991D0396

Archiviato nel 2000

Giustizia e affari interni

Anno/Numero : 1996/2033

Stato membro : FINLANDIA

Titolo : ACCESSO A TALUNE ZONE DEL TERRITORIO FINLANDESE: AUTORIZZAZIONE AGLI STRANIERI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A018

Parere motivato inviato il xxx : 30/12/1998 SG(1998)D/12494

Anno/Numero : 1995/2181

Stato membro : SPAGNA

Titolo : CAUTIO JUDICATUM SOLVI E DISCRIMINAZIONE NAZIONALE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A293

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1997/4114

Stato membro : ITALIA

Titolo : SANZIONI DISCRIMINATORIE INFLITTE A UN CITTADINO TEDESCO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-2000/224

Mercato interno

Anno/Numero : 1996/4812

Stato membro : FRANCIA

Titolo : GARANZIA FINANZIARIA MOBILIZZABILE PER L'OTTENIMENTO DI UNA LICENZA AMMINISTRATIVA

Basi giuridiche :

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/4465

Stato membro : ITALIA

Titolo : SOCIETÀ DI CREDITO

Basi giuridiche : NESSUNA

Parere motivato inviato il xxx : 04/05/1999 SG(1999)D/03103

Anno/Numero : 1989/0335

Stato membro : IRLANDA

Titolo : NORMATIVA SUI PREZZI DEI TABACCHI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1991/0555

Stato membro : FRANCIA

Titolo : REQUISITO DI UNA PUNZONATURA DI RESPONSABILITÀ PER L'IMPORTAZIONE DI PRODOTTI IN METALLO PREZIOSO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

N. causa Corte di giustizia : C-2000/084

Anno/Numero : 1993/2067

Stato membro : FRANCIA

Titolo : USO DI ADDITIVI USATI NELLA PRODUZIONE DI ALIMENTI SPECIALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

N. causa Corte di giustizia : C-2000/024

Anno/Numero : 1993/2222

Stato membro : FRANCIA

Titolo : PREPARATI A BASE DI FOIE GRAS

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

N. causa Corte di giustizia : C-1996/184

Anno/Numero : 1993/2226

Stato membro : SPAGNA

Titolo : NORMATIVA SUL CIOCCOLATO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

N. causa Corte di giustizia : C-2000/012

Anno/Numero : 1994/2150

Stato membro : FRANCIA

Titolo : PREPARATI ENZIMATICI IN ALCUNE DERRATE E BEVANDE PER USO UMANO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

Parere motivato inviato il xxx : 15/05/1998 SG(1998)D/03853

Anno/Numero : 1994/4248

Stato membro : ITALIA

Titolo : PREZZO DEI MEDICINALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030; Trattato CE 197A228

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1994/4883

Stato membro : ITALIA

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI BIBITE ANALCOLICHE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

Parere motivato inviato il xxx : 23/09/1997 SG(1997)D/07828

Anno/Numero : 1994/4949

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OSTACOLI ALL'INSTALLAZIONE DI UN TERMINALE DI DISTRIBUZIONE DI CEMENTO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1995/2153

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : MONOPOLIO DEI TABACCHI LAVORATI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A031

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1995/2176

Stato membro : FRANCIA

Titolo : AUSILI TECNOLOGICI UTILIZZATI NELL'ELABORAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 27/03/1998 SG(1998)D/02456

Anno/Numero : 1995/4580

Stato membro : GRECIA

Titolo : PREZZO DEI MEDICINALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 23/09/1997 SG(1997)D/07834

Anno/Numero : 1995/4763

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : DIVIETO DELL'IMPORTAZIONE PARALLELA DEI PESTICIDI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1996/4208

Stato membro : FRANCIA

Titolo : BEVANDE VITAMINIZZATE (ENERGY DRINKS)

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 26/10/1998 SG(1998)D/8993

Anno/Numero : 1996/4285

Stato membro : GRECIA

Titolo : AUTORIZZAZIONE OBBLIGATORIA PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DI CONCIMI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1996/4609

Stato membro : GRECIA

Titolo : OSTACOLI ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI INTEGRATORI DIETETICI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 31/08/1998 SG(1998)D/07391

Anno/Numero : 1997/2261

Stato membro : GRECIA

Titolo : ETICHETTATURA DELLE BIBITE ANALCOLICHE (CON INDICAZIONE DEL PREZZO DI VENDITA AL PUBBLICO CONSIGLIATO)

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 28/04/1999 SG(1999)D/02845

Anno/Numero : 1997/4239

Stato membro : FRANCIA

Titolo : SEQUESTRO DI PEZZI DI RICAMBIO IN TRANSITO: PROBLEMI DI CONTRAFFAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

N. causa Corte di giustizia : C-1999/023

Anno/Numero : 1997/4418

Stato membro : ITALIA

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI APPARECCHIATURE MARITTIME

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E030; Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 17/02/2000 SG(2000)D/101582

Anno/Numero : 1997/4419

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OSTACOLO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI PISCINA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 23/11/1998 SG598)D/10966

Anno/Numero : 1997/4579

Stato membro : ITALIA

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI PRODOTTI ALIMENTARI PER SPORTIVI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

Parere motivato inviato il xxx : 18/12/1998 SG(1998)D/12016

Anno/Numero : 1997/4893

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI VITAMINIZZATI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

N. causa Corte di giustizia : C-2000/150

Anno/Numero : 1998/2199

Stato membro : GERMANIA

Titolo : PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE PER GLI INTEGRATORI ALIMENTARI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 26/05/1999 SG(1999)03827

Anno/Numero : 1998/4032

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 26/01/2000 SG(2000)D/100918

Anno/Numero : 1998/4681

Stato membro : GRECIA

Titolo : ETICHETTATURA DI CONFEZIONI DI MATTONELLE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/4739

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : DIVIETO DELLE INDICAZIONI SULLA SALUTE SUI PRODOTTI ALIMENTARI E PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

N. causa Corte di giustizia : C-2000/221

Anno/Numero : 1998/4978

Stato membro : FRANCIA

Titolo : IMPORTAZIONE DI PRODOTTI FITOSANITARI DI TIPO GENERICO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 26/01/2000 SG(2000)D/100920

Anno/Numero : 1998/5024

Stato membro : GRECIA

Titolo : DIVIETO DI COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI DI CANNABIS (VESTITI, CALZATURE, GIOIELLI)

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 08/11/2000 SG(2000)D/108203

Anno/Numero : 1998/5128

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : IMPORTAZIONE DI MEDICINALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 22/10/1999 SG(99)D/08409

Anno/Numero : 1998/5130

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : NORMATIVA SUI SEGNALI STRADALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 24/01/2000 SG(2000)D/100732

Anno/Numero : 1999/4056

Stato membro : FRANCIA

Titolo : IMPORTAZIONE DI MEDICINALI - COPIA DELL'AUTORIZZAZIONE DI IMMISSIONE SUL MERCATO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 29/12/2000 SG(2000)D/109668

Anno/Numero : 1999/4060

Stato membro : FRANCIA

Titolo : IMPORTAZIONE DI UN CAMPER - ATTESTATO DI CONFORMITÀ

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 23/06/2000 SG(2000)D/104441

Anno/Numero : 1999/4321

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : IMPORTAZIONE DI MEDICINALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 13/06/2000 SG(2000)D/104140

Anno/Numero : 1994/4075

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : RIFIUTO DI AUTORIZZAZIONE PER L'IMPORTAZIONE DI PRODOTTI ALIMENTARI ARRICCHITI DI VITAMINE E FERRO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

Parere motivato inviato il xxx : 23/09/1997 SG(1997)D/07824

Anno/Numero : 1994/4810

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI MARGARINA VITAMINIZZATA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030; Trattato CE 197A228

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1994/5125

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : OSTACOLI ALL'IMPORTAZIONE DI PRODOTTI ALIMENTARI VITAMINIZZATI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030

Parere motivato inviato il xxx : 23/09/1997 SG(1997)D/07832

Anno/Numero : 1995/2283

Stato membro : SPAGNA

Titolo : LEGISLAZIONE SULLE FIERE ED ESPOSIZIONI - COMUNITÀ AUTONOMA DELL'ESTREMADURA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 18/09/2000 SG(2000)D/106785

Anno/Numero : 1996/4808

Stato membro : BELGIO

Titolo : IMPORTAZIONE PARALLELA DEI PRODOTTI FARMACEUTICI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 18/12/1998 SG(1998)D/12026

Anno/Numero : 1997/2060

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : NORMATIVA DEL 24.5.96 RELATIVA ALL'AGGIUNTA DI MICROALIMENTI AI PRODOTTI ALIMENTARI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 31/08/1998 SG(987)D/07383

Anno/Numero : 1997/4118

Stato membro : BELGIO

Titolo : OSTACOLI ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI DISPOSITIVI MEDICI PER PERSONE HANDICAPPATE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 12/09/2000 SG(2000)D/106720

Anno/Numero : 1998/4387

Stato membro : SPAGNA

Titolo : DIVIETO DI IMMATRICOLARE E DI CIRCOLARE CON UNA MOTO CON RIMORCHIO A SEGUITO

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E030; Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 17/02/2000 SG(2000)D/101586

Anno/Numero : 1999/4016

Stato membro : DANIMARCA

Titolo : OSTACOLI ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DI UNA BEVANDA VITAMINIZZATA

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E030

Parere motivato inviato il xxx : 12/09/2000 SG(2000)D/106694

Anno/Numero : 1999/4134

Stato membro : SPAGNA

Titolo : OSTACOLI AGLI SCAMBI / LEGISLAZIONE SPAGNOLA SULLA CANDEGGINA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 24/07/2000 SG(2000)D/105212

Anno/Numero : 1999/4675

Stato membro : BELGIO

Titolo : RIMBORSO DI COSTI PER APPARECCHI MEDICI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 08/11/2000 SG(2000)D/108185

Anno/Numero : 1999/4826

Stato membro : FINLANDIA

Titolo : SUPPLEMENTI A BASE DI VITAMINE "PLUS TABS"

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 08/11/2000 SG(2000)D/108187

Anno/Numero : 1989/5019

Stato membro : BELGIO

Titolo : LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI BENI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1990/0388

Stato membro : SPAGNA

Titolo : RESTRIZIONI ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI GUIDA TURISTICA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A010; Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-1992/375

Anno/Numero : 1990/2171

Stato membro : BELGIO

Titolo : PAGAMENTO DI BOLLINI FEDELTÀ O MALTEMPO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1992/4643

Stato membro : GERMANIA

Titolo : OBBLIGO DI APRIRE UNA FILIALE IN GERMANIA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 12/11/1997 SG(1997)D/09388

Anno/Numero : 1992/4835

Stato membro : GERMANIA

Titolo : LEGISLAZIONE FISCALE - ATTIVITÀ DEI CONSULENTI FISCALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A010; Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1993/4136

Stato membro : BELGIO

Titolo : FOTOGRAFIE AEREE - LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1993/4448

Stato membro : FRANCIA

Titolo : VENDITA ALL'ASTA - MONOPOLIO DEI BANDITORI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 10/08/1998 SG(1998)D/06963

Anno/Numero : 1994/2082

Stato membro : FRANCIA

Titolo : ORGANIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE DI AVVOCATO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043

Parere motivato inviato il xxx : 15/05/1998 SG(1998)D/03845

Anno/Numero : 1994/2146

Stato membro : ITALIA

Titolo : OSTACOLI LEGISLATIVI ALLA LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI DI PULIZIA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-1998/358 Sentenza 09/03/2000 Commissione

Anno/Numero : 1994/4878

Stato membro : BELGIO

Titolo : LEGGE SULLE ASSOCIAZIONI SENZA SCOPO DI LUCRO - OBBLIGO DI AVERE ALMENO UN SOCIO BELGA

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E057; Trattato CE 1970047

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1994/4903

Stato membro : BELGIO

Titolo : OBBLIGO DI EFFETTUARE IL PAGAMENTO DI ANNUALITÀ SUI BREVETTI BELGI ATTRAVERSO UN MANDATARIO BELGA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 29/11/2000 SG(2000)D/108823

Anno/Numero : 1994/5128

Stato membro : FRANCIA

Titolo : PRESTAZIONE DI SERVIZI - AGENZIE DI INDOSSATORI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1995/2105

Stato membro : BELGIO

Titolo : RESTRIZIONI NEL SETTORE DELLE IMPRESE DI SICUREZZA PRIVATA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-1998/355

Anno/Numero : 1995/4302

Stato membro : BELGIO

Titolo : RIFIUTO D'ISCRIZIONE ALL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI LIEGI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A047

Parere motivato inviato il xxx : 29/04/1999 SG(1999)D/02984(rev.)

Anno/Numero : 1995/4563

Stato membro : GERMANIA

Titolo : CITTADINI DI PAESI TERZI: RESTRIZIONI ALLA LIBERTÀ DI PRESTARE SERVIZI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 07/08/1998 SG(1998)D/06915

Anno/Numero : 1995/4687

Stato membro : BELGIO

Titolo : LAVORATORI NON COMUNITARI: OBBLIGO DI REGISTRAZIONE COME IMPRENDITORI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 09/09/1998 SG(1998)D/07562

Anno/Numero : 1996/2245

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : FOTOGRAFIA AEREA - DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA NAZIONALITÀ

Basi giuridiche : Trattato CE 197A012; Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1996/2246

Stato membro : ITALIA

Titolo : OSTACOLI LEGISLATIVI ALL'ATTIVITÀ DI SPEDIZIONIERE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-1999/264

Anno/Numero : 1996/4272

Stato membro : FRANCIA

Titolo : BOTTIGLIE DI CLORO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1996/4407

Stato membro : GERMANIA

Titolo : AUTORIZZAZIONE AD USARE TITOLI ACCADEMICI OTTENUTI IN ALTRI STATI MEMBRI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043

Parere motivato inviato il xxx : 29/12/2000 SG(2000)D/109658

Anno/Numero : 1996/4509

Stato membro : GERMANIA

Titolo : INVIO DI LAVORATORI DISTACCATI NELL'AMBITO DI UN GRUPPO DI LAVORO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-1999/493

Anno/Numero : 1997/2161

Stato membro : ITALIA

Titolo : AGENZIE DI LAVORO INTERINALE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

N. causa Corte di giustizia : C-2000/279

Anno/Numero : 1997/4388

Stato membro : BELGIO

Titolo : PROGRAMMA PER MANTENERE LA FEDELTÀ DEI CLIENTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 01/08/2000 SG(2000)D/105662

Anno/Numero : 1997/4533

Stato membro : LUSSEMBURGO

Titolo : OBBLIGO DI RESIDENZA PER I CONSULENTI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A43; Trattato CE 197A49

Parere motivato inviato il xxx : 26/01/2000 SG(2000)D/100863

Anno/Numero : 1998/2002

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : OSTACOLI ALLA FORNITURA DI SERVIZI E ALLO STABILIMENTO DEI CONSULENTI STRANIERI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 29/12/2000 SG(2000)D/109660

Anno/Numero : 1998/2003

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OSTACOLI ALLA FORNITURA DI SERVIZI DA PARTE DI CONSULENTI STRANIERI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197049

Parere motivato inviato il xxx : 24/01/2000 SG(2000)D/100740

Anno/Numero : 1998/2006

Stato membro : GERMANIA

Titolo : OSTACOLI ALLA LIBERTÀ DI PRESTARE SERVIZI E DI STABILIMENTO DEI CONSULENTI STRANIERI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197043; Trattato CE 197049

Parere motivato inviato il xxx : 10/08/1999 SG(1999)D/6527

Anno/Numero : 1998/2011

Stato membro : FRANCIA

Titolo : COLLOCAMENTO DEGLI ARTISTI DA PARTE DI AGENZIE PRIVATE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xx : 26/01/2000 SG(2000)D/100908

Anno/Numero : 1998/2038

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : OSTACOLI ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI DEI CONSULENTI STRANIERI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 25/08/1999 SG(1999)D/07030

Anno/Numero : 1998/2040

Stato membro : IRLANDA

Titolo : OSTACOLI ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI DEI CONSULENTI STRANIERI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 23/06/2000 SG(2000)D/104437

Anno/Numero : 1998/2055

Stato membro : ITALIA

Titolo : OSTACOLI ALLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DEI CONSULENTI STRANIERI IN BREVETTI

Basi giuridiche : Trattato CE 1970049

Parere motivato inviato il xxx : 17/02/2000 SG(2000)D/101568

Anno/Numero : 1998/2142

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OBBLIGO, PER GLI ORGANISMI DI FORMAZIONE ESTERI, DI AVERE UN RAPPRESENTANTE RESIDENTE

Basi giuridiche : Trattato CE 197049

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/4293

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : LIBERTÀ DI STABILIMENTO DEI MEDICI SPECIALISTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A043

Parere motivato inviato il xxx : 27/12/1999 SG(1999)D/10867

Anno/Numero : 1998/4703

Stato membro : BELGIO

Titolo : ISCRIZIONE DI UNA SOCIETÀ NEL REGISTRO DELLE IMPRESE - DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLA NAZIONALITÀ

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1999/4064

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : INOSSERVANZA DEL PRINCIPIO DI PARI TRATTAMENTO NELLE CURE OSPEDALIERE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A049; Trattato CE 197A050; Trattato CE 197A06

Parere motivato inviato il xxx : 21/06/2000 SG(2000)D/104391

Anno/Numero : 1996/2256

Stato membro : ITALIA

Titolo : MISURE TRANSITORIE - DURATA DEI DIRITTI CONNESSI

Parere motivato inviato il xxx : 02/02/2000 SG(2000)D/101150

Anno/Numero : 1997/2047

Stato membro : IRLANDA

Titolo : MANCATA RATIFICA DELL'ATTO DI PARIGI (1971) DELLA CONVENZIONE DI BERNA

N. causa Corte di giustizia : C-2000/013

Anno/Numero : 1997/4602

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : DIRITTO DI LOCAZIONE E DI PRESTITO

Basi giuridiche :

Parere motivato inviato il xxx : 24/07/2000 SG(2000)D/105229

Anno/Numero : 1994/4337

Stato membro : GERMANIA

Titolo : DIVIETO DI UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA PER LA VENDITA DI CD

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028; Trattato CE 197A030; Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 15/10/1998 SG(1998)D/8623

Anno/Numero : 1994/4855

Stato membro : FRANCIA

Titolo : INADEGUATA APPLICAZIONE DELLA LEGGE EVIN

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 21/11/1996 SG(1996)D/09951

Anno/Numero : 1998/4047

Stato membro : FRANCIA

Titolo : OSTACOLO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DI CATALOGHI PER VENDITE PUBBLICHE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 24/07/2000 SG(2000)D/105231

Anno/Numero : 1998/4114

Stato membro : GERMANIA

Titolo : LIBERTÀ DI STABILIMENTO E LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 12/09/2000 SG(2000)D/106692

Anno/Numero : 1998/4137

Stato membro : BELGIO

Titolo : TASSA COMUNALE SULLE ANTENNE PARABOLICHE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049

Parere motivato inviato il xxx : 26/05/1999 SG(1999)D/03803

Anno/Numero : 1998/4588

Stato membro : FRANCIA

Titolo : DISCRIMINAZIONE TRA MERCATI NAZIONALI E ALTRE BORSE DELL'UE

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/4589

Stato membro : ITALIA

Titolo : DISCRIMINAZIONE TRA MERCATI NAZIONALI E ALTRE BORSE REGOLAMENTATE DELL'UE

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1999/4238

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO - VALORI MOBILIARI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049; Trattato CE 197A056

Parere motivato inviato il xxx : 08/11/2000 SG(2000)D/108191

Salute e tutela dei consumatori

Anno/Numero : 1997/2117

Stato membro : SPAGNA

Titolo : NORMATIVA ESB

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E005; Decisione 31992D0562; Decisione 31994D0381; Decisione 31994D0382; Decisione 31996D0449

Parere motivato inviato il xxx : 03/02/1998 SG(1998)D/00967

Fiscalità e unione doganale

Anno/Numero : 1984/0126

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : AERODINE CIVILI ESENTI DA DAZI DOGANALI E UTILIZZATE COME AEREI MILITARI

Basi giuridiche : Regolamento 31977R1535

Parere motivato inviato il xxx : 06/06/1985 SG(1985)D/6932

Anno/Numero : 1984/0342

Stato membro : BELGIO

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E009; Trattato CEE 157E028; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 25/07/1985 SG(1985)D/9543

Anno/Numero : 1984/0343

Stato membro : DANIMARCA

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E009; Trattato CEE 157E028; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 25/07/1985 SG(1985)D/9545

Anno/Numero : 1984/0344

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E009; Trattato CEE 157E028; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 25/07/1985 SG(1985)D/9547

Anno/Numero : 1984/0345

Stato membro : ITALIA

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A026; Trattato CE 197A286; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 25/07/1985 SG(1985)D/9549

Anno/Numero : 1984/0346

Stato membro : LUSSEMBURGO

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E009; Trattato CEE 157E028; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 25/07/1985 SG(1985)D/9551

Anno/Numero : 1984/0347

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CEE 157E009; Trattato CEE 157E028; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 25/07/1985 SG(1985)D/9553

Anno/Numero : 1986/0126

Stato membro : GRECIA

Titolo : IMPORTAZIONE DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE IN FRANCHIGIA DAI DAZI DELLA TDC

Basi giuridiche : Trattato CE 197A023; Trattato CE 197A026; Regolamento 31968R0950

Parere motivato inviato il xxx : 02/05/1990 SG(1990)D/21649

Anno/Numero : 1990/0078

Stato membro : SPAGNA

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A026; Regolamento 31987R2658

Parere motivato inviato il xxx : 31/12/1992 SG(1992)D/19475

Anno/Numero : 1990/0079

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA DI MATERIALE NON SPECIFICAMENTE MILITARE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A026; Regolamento 31987R2658

Parere motivato inviato il xxx : 20/01/1993 SG(1993)D/00940

Anno/Numero : 1995/2238

Stato membro : FRANCIA

Titolo : RAPPRESENTANZA IN DOGANA

Basi giuridiche : Regolamento 31992R2913

Parere motivato inviato il xxx : 03/12/1997 SG(1997)D/10073

Anno/Numero : 1995/4106

Stato membro : GERMANIA

Titolo : LEGGE SUI RIFIUTI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A023; Trattato CE 197A025

N. causa Corte di giustizia : C-2000/389

Anno/Numero : 1998/2331

Stato membro : SVEZIA

Titolo : PROCEDURA SEMPLIFICATA DICHIARAZIONE DI IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA

Basi giuridiche : Regolamento 31992R2913; Regolamento 31993R2454

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/4667

Stato membro : GRECIA

Titolo : TASSA PER L'AUTENTIFICAZIONE DELLE FATTURE D'IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI FARMACEUTICI CE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A025

Parere motivato inviato il xxx : 08/11/2000 SG(2000)D/108201

Anno/Numero : 1999/2025

Stato membro : SPAGNA

Titolo : DOGANA - TEMPI DI RISCOSSIONE DELL'OBBLIGAZIONE DOGANALE

Basi giuridiche : Regolamento 31992R2913

Parere motivato inviato il xxx : 01/02/2000 SG(2000)D/101075

Anno/Numero : 1995/2166

Stato membro : ITALIA

Titolo : TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE - RIPETIZIONE TRIBUTI NON DOVUTI - MODALITÀ RESTRITTIVE DEFINITE DAL DIRITTO NAZIONALE

Basi giuridiche : Giurisprudenza 61982J0199; Giurisprudenza 61994J0125

N. causa Corte di giustizia : C-2000/129

Anno/Numero : 1991/0779

Stato membro : GRECIA

Titolo : TASSAZIONE DELLE AUTOMOBILI USATE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

N. causa Corte di giustizia : C-1995/375

Anno/Numero : 1992/5125

Stato membro : FRANCIA

Titolo : TASSAZIONE DISCRIMINATORIA DELLE AUTOMOBILI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

N. causa Corte di giustizia : C-1999/265

Anno/Numero : 1995/4988

Stato membro : AUSTRIA

Titolo : TASSA DI IMMATRICOLAZIONE - TRATTAMENTO DIFFERENZIALE DI AUTOVETTURE DI ALTRI SM

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

Parere motivato inviato il xxx : 04/04/2000 SG(2000)D/1028851

Anno/Numero : 1996/2244

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : TASSA SULLE AUTOMOBILI USATE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A028

Parere motivato inviato il xxx : 09/11/1999 SG(1999)D/08917

Anno/Numero : 1996/4748

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : DISCRIMINAZIONE "TASSA AUTOMOBILISTICA"

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

Parere motivato inviato il xxx : 08/02/1999 SG(1999)D/1100

Anno/Numero : 1997/4309

Stato membro : FRANCIA

Titolo : TASSA DI LAVORAZIONE DELLE CARCASSE E DI RACCOLTA DI RIFIUTI DI MACELLI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

Parere motivato inviato il xxx : 18/09/2000 SG(2000)D/106791

Anno/Numero : 1997/4487

Stato membro : FRANCIA

Titolo : TASSAZIONE ALL'IMPORTAZIONE DEGLI AUTOVEICOLI AD ALTA POTENZA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

N. causa Corte di giustizia : C-1999/265

Anno/Numero : 1998/2315

Stato membro : IRLANDA

Titolo : ACCISE - TASSAZIONE DIFFERENZIALE DI VINO E BIRRA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A090

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1990/5361

Stato membro : GERMANIA

Titolo : DISCRIMINAZIONE FISCALE NEI CONFRONTI DI SOCIETÀ D'INVESTIMENTO BRITANNICHE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A049; Trattato CE 197A056

Parere motivato inviato il xxx : 06/08/1996 SG(1996)D/07318

Anno/Numero : 1994/4113

Stato membro : GRECIA

Titolo : PAGAMENTO DI UNA TASSA DI ACQUISIZIONE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A012

N. causa Corte di giustizia : C-2000/249

Anno/Numero : 1996/4369

Stato membro : GERMANIA

Titolo : DISCRIMINAZIONE FISCALE DELLE SOCIETÀ NON AVENTI SEDE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1997/4448

Stato membro : SPAGNA

Titolo : AMMORTIZZAMENTO DEL PLUS VALORE SU AZIONI ACQUISITE A SEGUITO DI INCORPORAZIONE DI SOCIETÀ

Basi giuridiche : Trattato CE 197A043; Trattato CE 197A056

Parere motivato inviato il xxx : 24/07/2000 SG(2000)D/105216

Anno/Numero : 1997/4461

Stato membro : BELGIO

Titolo : DEDUTTIBILITÀ FISCALE DI INTERESSI PAGATI A UN ISTITUTO DI CREDITO ALL'ESTERO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A039; Trattato CE 197A049

Archiviato nel 2000

Trasporti e energia

Anno/Numero : 1992/2219

Stato membro : GERMANIA

Titolo : ACCORDI BILATERALI CON STATI TERZI - NAVIGAZIONE INTERNA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A10; Trattato CE 197A133; Trattato CE 197A71

Parere motivato inviato il xxx : 28/02/2000 SG(2000)D/101863

Anno/Numero : 1994/2267

Stato membro : LUSSEMBURGO

Titolo : ACCORDI BILATERALI NEL SETTORE DELLA NAVIGAZIONE INTERNA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A10

Parere motivato inviato il xxx : 28/02/2000 SG(2000)D/101857

Anno/Numero : 1997/2147

Stato membro : GRECIA

Titolo : TRASPORTO SU STRADA - SETTORE SOCIALE - MANCATA TRASMISSIONE DI INFORMAZIONI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A10; Regolamento 31985R3820

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1997/4583

Stato membro : BELGIO

Titolo : TRASPORTO SU STRADA - DISPOSIZIONI IN MATERIA SOCIALE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A12; Regolamento 31985R3820; Regolamento 31985R3821

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1998/2181

Stato membro : SPAGNA

Titolo : TRASPORTO DI MERCI SU STRADA - INADEGUATA APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO N. 881/92

Basi giuridiche : Regolamento 31992R881

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1993/4037

Stato membro : GRECIA

Titolo : TASSE AEROPORTUALI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A49; Regolamento 31992R2408

N. causa Corte di giustizia : C-2000/272

Anno/Numero : 1994/4653

Stato membro : REGNO UNITO

Titolo : INTRODUZIONE DI UNA NUOVA TASSA SUI PASSEGGERI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A12; Trattato CE 197A49; Regolamento 31992R2408

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1996/2163

Stato membro : SPAGNA

Titolo : TASSE AEROPORTUALI DI IMBARCO DISCRIMINATORIE

Basi giuridiche : Regolamento 31992R2408

Parere motivato inviato il xxx : 14/12/1998 SG(1998)D/11702

Anno/Numero : 1996/2165

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : TASSE AEROPORTUALI DI IMBARCO DISCRIMINATORIE

Basi giuridiche : Regolamento 31992R2408

Parere motivato inviato il xxx : 14/12/1998 SG(1998)D/11690

Anno/Numero : 1998/2094

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : CONCLUSIONE DI UN ACCORDO DI "OPEN SKY" CON GLI STATI UNITI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A43; Regolamento 31992R2407; Regolamento 31992R2408; Regolamento 31992R2409

Parere motivato inviato il xxx : 24/10/2000 SG(2000)D/107790

Anno/Numero : 1998/2325

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CONCLUSIONE DI UN ACCORDO AEREO CON GLI STATI UNITI

Basi giuridiche : Trattato CE 197A43; Regolamento 31992R2407; Regolamento 31992R2408; Regolamento 31992R2409

Parere motivato inviato il xxx : 30/05/2000 SG(2000)D/103919

Anno/Numero : 1990/0356

Stato membro : GRECIA

Titolo : NAVI COMMERCIALI - BANDIERA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A48

Archiviato nel 2000

Anno/Numero : 1990/0358

Stato membro : PAESI BASSI

Titolo : NAVI COMMERCIALI - BANDIERA

Basi giuridiche : Trattato CE 197A48

Parere motivato inviato il xxx : 30/06/1993 SG(1993)D/10930

Anno/Numero : 1991/0600

Stato membro : BELGIO

Titolo : ACCORDO DI RIPARTIZIONE NELL'ACCORDO UEBL-TOGO

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-1998/171

Anno/Numero : 1991/0601

Stato membro : BELGIO

Titolo : ACCORDO DI RIPARTIZIONE DEI CARICHI NELL'ACCORDO BELGIO-ZAIRE

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-1998/170

Anno/Numero : 1995/2161

Stato membro : BELGIO

Titolo : ACCORDI CON I PAESI CMEAOC

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-1998/201

Anno/Numero : 1995/2162

Stato membro : LUSSEMBURGO

Titolo : ACCORDI CON I PAESI CMEAOC

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-1998/202

Anno/Numero : 1995/2163

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : ACCORDI CON I PAESI CMEAOC

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-1998/062

Anno/Numero : 1995/2164

Stato membro : PORTOGALLO

Titolo : ACCORDI DI RIPARTIZIONE DEL CARICO CON PAESI TERZI

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-1998/084

Anno/Numero : 1995/2198

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CABOTAGGIO MARITTIMO

Basi giuridiche : Regolamento 31992R3577

N. causa Corte di giustizia : C-1999/160

Anno/Numero : 1995/4624

Stato membro : ITALIA

Titolo : LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI NEL SETTORE DEL TRASPORTO MARITTIMO

Basi giuridiche : Trattato CE 197A48; Regolamento 31986R4055

Parere motivato inviato il xxx : 31/01/2000 SG(2000)D/101019

Anno/Numero : 1996/2168

Stato membro : FRANCIA

Titolo : CONDIZIONI DI ATTRIBUZIONE DELLA BANDIERA FRANCESE

Basi giuridiche : Trattato CE 197A43

N. causa Corte di giustizia : C-2000/004

Anno/Numero : 1997/4482

Stato membro : ITALIA

Titolo : TASSA DI IMBARCO O DISIMBARCO DEI PASSEGGERI LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055

N. causa Corte di giustizia : C-2000/295

Anno/Numero : 1998/4654

Stato membro : GRECIA

Titolo : TRASPORTO MARITTIMO - RESTRIZIONE ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI (REGOLAMENTO (CEE) N. 4055/86)

Basi giuridiche : Regolamento 31986R4055; Regolamento 31992R3577

Parere motivato inviato il xxx : 11/08/1999 SG(1999)D/6600

ALLEGATO IV

STATO DI APPLICAZIONE DELLE DIRETTIVE

NB: Il presente allegato riprende tutte le direttive per le quali nel corso del 2000 sono sorti dei problemi di mancata comunicazione (parte 1), mancata conformità (parte 2) o inadeguata applicazione (parte 3) e presenta la situazione dei procedimenti d'infrazione avviati dalla Commissione nei confronti degli Stati membri al 31 dicembre 20000

PARTE 1 : COMUNICAZIONE E MANCATA COMUNICAZIONE DEI PROVVEDIMENTI NAZIONALI DI ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE

Per mancata comunicazione si deve intendere l'assenza totale di comunicazione dei provvedimenti nazionali di attuazione delle direttive o eventualmente anche una comunicazione incompleta di detti provvedimenti.

N.B. : La data indicata è quella della notifica allo Stato membro o del deposito dell'istanza presso la Corte di giustizia delle Comunità europee

Abbreviazioni utilizzate in questa parte:

MM: messa in mora, MMC: messa in mora complementare

PM: parere motivato, PMC: parere motivato complementare

MM228 e PM228: messa in mora o parere motivato per mancato rispetto di una sentenza della Corte.

I numeri delle direttive sono scritti in base al codice CELEX.

SOMMARIO

AGRICOLTURA

CONCORRENZA

ISTRUZIONE E CULTURA

OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI

IMPRESE

Industrie delle apparecchiature meccaniche, elettrotecniche e terminali hertziani e di telecomunicazione

Prodotti chimici

Prodotti farmaceutici e cosmetici

Veicoli a motore

AMBIENTE

Aspetti generali

Aria

Rifiuti

Ambiente naturale

Chimica e biotecnologia

Difesa contro le radiazioni

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

MERCATO INTERNO

Misure di accompagnamento della soppressione dei controlli alle frontiere interne al 01.01.93

Responsabilità per danno da prodotti difettosi

Banche

Assicurazioni

Valori mobiliari

Sistemi di pagamento

Servizi postali

Servizi della società dell'informazione

Appalti pubblici

Protezione dei dati

Proprietà industriale

Diritto d'autore e diritti connessi

Professioni regolamentate per quanto riguarda le qualifiche

SALUTE E TUTELA DEI CONSUMATORI

Settore veterinario

Settore fitosanitario

Sementi e materiali di moltiplicazione

Alimenti per animali

Agenti contaminanti

Prodotti alimentari

Tutela dei consumatori

FISCALITÀ

IVA

Accise

ENERGIA

Energia elettrica

Gas

Carbone e petrolio

Energia rinnovabile ed efficienza energetica

TRASPORTI

Trasporti terrestri, su strada e per via navigabile

Trasporti ferroviari

Trasporti terrestri, sicurezza/tecnologia

Trasporti aerei

Trasporti marittimi

AGRICOLTURA

31999L0004 Direttiva 1999/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 relativa agli estratti di caffè e agli estratti di cicoria

Recepimento entro il : 31/09/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, EL, I, IR, L, A, FI, S

CONCORRENZA

31996L0019 Direttiva 96/19/CE della Commissione, del 13 marzo 1996, che modifica la direttiva 90/388/CEE al fine della completa apertura alla concorrenza dei mercati delle telecomunicazioni

Recepimento entro il : 01/97/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

GRECIA 1999/2221, Archiviazione 05/07/2000

31999L0064 Direttiva 1999/64/CE della Commissione del 23 giugno 1999 che modifica la direttiva 90/388/CEE al fine di garantire che le reti di telecomunicazioni e le reti televisive via cavo appartenenti ad un unico proprietario siano gestite da persone giuridiche distinte (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 10/04/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne I e EL

ITALIA 2000/0578, MM - data d'invio: 08/08/2000

GRECIA 2000/0664, MM - data d'invio: 08/08/2000

ISTRUZIONE E CULTURA

31997L0036 Direttiva 97/36/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 giugno 1997 che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive

Recepimento entro il : 30/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: DK, E, F, IR, NL, P, FI, S, UK, B, D, EL

ITALIA 1999/0068, Ricorso - invio: 25/05/2000, Causa C-2000/207

LUSSEMBURGO 1999/0013, Ricorso - invio: 29/03/2000, Causa C-2000/119

PAESI BASSI 1999/039, Ricorso - invio: 17/04/2000, Causa C-2000/145

FRANCIA 1999/0001, Ricorso - invio: 29/03/2000, Causa C-2000/120

OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI

31992L0029 Direttiva 92/29/CEE del Consiglio, del 31 marzo 1992, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute per promuovere una migliore assistenza medica a bordo delle navi

Recepimento entro il : 31/12/1994

Stati membri che hanno comunicato: tutti

LUSSEMBURGO 1995/0142, Archiviazione 21/12/2000.

31992L0056 Direttiva 92/56/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1992, che modifica la direttiva 75/129/CEE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai licenziamenti collettivi

Recepimento entro il : 26/08/1994

Stati membri che hanno comunicato: tutti

31993L0104 Direttiva 93/104/CE del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro

Recepimento entro il : 23/11/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IT e F

ITALIA 1997/0095, Ricorso : 26/10/1998, sentenza 09/03/2000, Causa C-1998/386

FRANCIA 1997/0074, Ricorso : 16/02/1999, sentenza 08/06/2000, Causa C-1999/046

LUSSEMBURGO 1997/0106, Ricorso : 16/02/1999, rinuncia agli atti 03/03/2000, Causa C-1999/048

31994L0033 Direttiva 94/33/CE del Consiglio, del 22 giugno 1994, relativa alla protezione dei giovani sul lavoro

Recepimento entro il : 22/06/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne F e L

FRANCIA 1996/0952, Ricorso : 16/02/1999, sentenza 18/05/2000, Causa C-1999/045

LUSSEMBURGO 1996/1011, Ricorso : 16/02/1999, sentenza 16/12/1999, Causa C-1999/047

31994L0045 Direttiva 94/45/CE del Consiglio, del 22 settembre 1994, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie

Recepimento entro il : 22/09/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti

LUSSEMBURGO 1996/1012, Ricorso : 30/11/1998, sentenza 21/10/1999

31995L0030 Direttiva 95/30/CE della Commissione, del 30 giugno 1995, recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 90/679/CEE del Consiglio relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (settima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)

Recepimento entro il : 30/11/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne A

ITALIA 1997/0100, Ricorso: 03/12/1998, Sentenza : 16/03/2000, Causa C-1998/439 Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1997/0139, Ricorso : 10/12/1999, Causa C-1999/473

31995L0063 Direttiva 95/63/CE del Consiglio, del 5 dicembre 1995, che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori il lavoro (seconda direttiva particolare a norma dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)

Recepimento entro il : 04/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IR

IRLANDA 1999/0100, Ricorso : 05/07/2000 (decisione), in corso

31996L0034 Direttiva 96/34/CE del Consiglio del 3 giugno 1996 concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES

Recepimento entro il : 03/06/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

ITALIA 1998/0386, Ricorso : 23/11/1999, rinuncia agli atti 28/06/2000, Causa C-1999/345

31996L0071 Direttiva 96/71/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 1996 relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Recepimento entro il : 16/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne B e L

31996L0097 Direttiva 96/97/CE del Consiglio del 20 dicembre 1996 che modifica la direttiva 86/378/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nei regimi professionali di sicurezza sociale

Recepimento entro : 01/07/1997 e 09/03/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL e F

GRECIA 1997/0320, Ricorso : 28/10/1998, sentenza 14/12/2000, Causa C-1998/457

FRANCIA 1997/0354, Messa in mora 228 : 19/05/2000

LUSSEMBURGO 1997/0396, Ricorso 03/12/1998, rinuncia agli atti 17/01/2000, Causa C-1998/438

31997L0042 Direttiva 97/42/CE del Consiglio del 27 giugno 1997 che modifica per la prima volta la direttiva 90/394/CEE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro (sesta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)

Recepimento entro il : 27/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne F e IR

FINLANDIA 2000/0784, Archiviazione 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0656, Archiviazione 21/12/2000

FRANCIA 2000/0496, Messa in mora 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0729, Messa in mora 08/08/2000

SVEZIA 2000/0766, Messa in mora 08/08/2000

IRLANDA 2000/0632, Messa in mora 08/08/2000

31997L0059 Direttiva 97/59/CE della Commissione del 7 ottobre 1997 che adatta al progresso tecnico la direttiva 90/679/CEE del Consiglio relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (settima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/03/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne A

ITALIA 1998/0221, Ricorso : 16/08/1999, rinuncia agli atti 19/09/2000, Causa C-1999/312

AUSTRIA 1998/0244, Ricorso : 23/03/2000, Causa C-2000/110

31997L0065 Direttiva 97/65/CE della Commissione del 26 novembre 1997 recante terzo adattamento al progresso tecnico della direttiva 90/679/CEE del Consiglio relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne A

ITALIA 1998/0397, deposito della richiesta 16/08/1999, rinuncia atti 19/09/2000, Causa C-1999/312

AUSTRIA 1998/0433, deposito della richiesta 23/03/2000, Causa C-2000/111

31997L0074 Direttiva 97/74/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997 che estende la direttiva 94/45/CE riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Recepimento entro il : 15/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, E, UK

31997L0075 Direttiva 97/75/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997 che modifica ed estende la direttiva 96/34/CE concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Recepimento entro il : 15/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: UK

REGNO UNITO 2000/0257, Messa in mora 13/07/2000, Archiviazione 21/12/2000

31997L0081 Direttiva 97/81/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997 relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES

Recepimento entro il : 20/01/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, E, EL, F, I, L, A, NL, P, FI

31998L0023 Direttiva 98/23/CE del Consiglio del 7 aprile 1998 che estende al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord la direttiva 97/81/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES

Recepimento entro il : 07/04/2000

Stati membri che hanno comunicato: UK

31998L0065 Direttiva 98/65/CE della Commissione del 3 settembre 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva del Consiglio 82/130/CEE riguardante il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva nelle miniere grisutose (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

IMPRESE

31998L0048 Direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 luglio 1998 relativa ad una modifica della direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche

Recepimento entro il : 05/08/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, E, F, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

GRECIA 1999/0645, MM - data dell'invio : 16/11/1999

ITALIA 1999/0624, MM - data dell'invio : 16/11/1999

FRANCIA 1999/0596, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0600, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1999/0635, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0662, Archiviazione : 05/07/2000

Industrie delle apparecchiature meccaniche, elettrotecniche e terminali hertziani e di telecomunicazione

31997L0023 Direttiva 97/23/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 maggio 1997 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di attrezzature a pressione

Recepimento entro il : 28/05/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, F, IR, NL, A, P, FI, S, UK, I, L, E

GERMANIA 1999/0479, PM - data dell'invio : 18/02/2000

IRLANDA 1999/0509, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 1999/0574, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0448, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0489, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1999/0564, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0079 Direttiva 98/79/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 1998 relativa ai dispositivi medico-diagnostici in vitro

Recepimento entro il : 07/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: DK, E, I, P, S, UK

BELGIO 2000/0212, MM - data dell'invio: 13/07/2000

GERMANIA 2000/0230, MM - data dell'invio : 13/07/2000

GRECIA 2000/0301, MM - data dell'invio : 13/07/2000

FINLANDIA 2000/0370, MM - data dell'invio : 13/07/2000

FRANCIA 2000/0178, MM - data dell'invio: 13/07/2000

IRLANDA 2000/0269, MM - data dell'invio : 13/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/0196, MM - data dell'invio: 13/07/2000

PAESI BASSI 2000/0221, MM - data dell'invio: 13/07/2000

AUSTRIA 2000/0348, MM - data dell'invio : 13/07/2000

REGNO UNITO 2000/0253, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA : 2000/0311, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO : 2000/0331, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0005 Direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità

Recepimento entro il : 07/04/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, E, L, NL, A, P, FI, S, UK

FINLANDIA 2000/0777, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0742, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0720, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0531, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0549, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0587, MM - data dell'invio : 08/08/2000

IRLANDA 2000/0625, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0673, MM - data dell'invio : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0487, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GERMANIA 2000/0587, MM - data dell'invio : 08/08/2000

Prodotti chimici

31993L0015 Direttiva 93/15/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, relativa all'armonizzazione delle disposizioni relative all'immissione sul mercato e al controllo degli esplosivi per uso civile

Recepimento entro il : 29/09/1993 e 29/09/1994

Stati membri che hanno comunicato : tutti tranne F

FRANCIA 1994/0449, Sentenza della Corte : 23/03/2000 - Causa C-1998/327

31994L0027 Direttiva 94/27/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 giugno 1994 che stabilisce la dodicesima modifica della direttiva 76/769/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri relative alla limitazione dell'immissione sul mercato e dell'uso di talune sostanze e preparati pericolosi

Recepimento entro il : 01/01/1996

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, EL, F, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 2000/0379, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0407, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0414, MM - data dell'invio : 04/08/2000

IRLANDA 2000/0430, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0442, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0463, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0467, Archiviazione : 21/12/2000

31997L0063 Direttiva 97/63/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 novembre 1997 che modifica le direttive 76/116/CEE, 80/876/CEE, 89/284/CEE e 89/530/CEE del Consiglio concernenti il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai concimi

Recepimento entro il : 01/07/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

ITALIA 1998/0514, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0003 Direttiva 98/3/CE della Commissione del 15 gennaio 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/116/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai concimi (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

GRECIA 1999/0131, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0011 Direttiva 1999/11/CE della Commissione dell'8 marzo 1999 che adegua al progresso tecnico i principi di buona pratica di laboratorio di cui alla direttiva 87/18/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione dei principi di buona pratica di laboratorio e al controllo della loro applicazione per le prove sulle sostanze chimiche

Recepimento entro il : 30/09/1999

Stati membri che hanno comunicato : DK, E, EL, F, I, IR, L, A, P, FI, S, UK

REGNO UNITO 2000/0068, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0007, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0036, MM - data dell'invio : 18/02/2000

PAESI BASSI 2000/0042, Ricorso (decisione) : 21/12/2000, in corso

DANIMARCA 2000/0086, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 2000/0111, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0125, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0135, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0150, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 2000/0047, PM - data dell'invio : 26/09/2000

31999L0012 Direttiva 1999/12/CE della Commissione dell'8 marzo 1999 che adegua al progresso tecnico per la seconda volta l'allegato della direttiva 88/320/CEE del Consiglio concernente l'ispezione e la verifica della buona prassi di laboratorio (BPL)

Recepimento entro il : 30/09/1999

Stati membri che hanno comunicato : D, DK, E, EL, F, I, IR, L, A, P, FI, S, UK

REGNO UNITO 2000/0067, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0046, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0006, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0035, MM - data dell'invio : 18/02/2000

PAESI BASSI 2000/0041, Ricorso (decisione) : 21/12/2000, in corso

DANIMARCA 2000/0085, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 2000/0110, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0124, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0134, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0149, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0043 Direttiva 1999/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 maggio 1999 recante diciassettesima modifica della direttiva 76/769/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, E, I, IR, L, NL, FI, S, UK

FRANCIA 2000/0787, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0847, MM - data dell'invio : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0877, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0866, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GERMANIA 2000/0813, MM - data dell'invio : 30/11/2000

31999L0051 Direttiva 1999/51/CE della Commissione, del 26 maggio 1999, che adegua per la quinta volta al progresso tecnico l'allegato I della direttiva 76/769/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (stagno, PCP e cadmio) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 29/02/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, I, IR, NL, A, P, FI, S

Prodotti farmaceutici e cosmetici

31993L0035 Direttiva 93/35/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993 recante sesta modifica della direttiva 76/768/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai prodotti cosmetici

Recepimento entro il : 14/06/1995

Stati membri che hanno comunicato: tutti

FRANCIA 1995/0500, Ricorso 28/07/1999, Radiazione 4/10/2000 - Causa C-1999/332

31993L0040 Direttiva 93/40/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993 che modifica le direttive 81/851/CEE e 81/852/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai medicinali veterinari

Recepimento entro il : 31/12/1994 e 31/12/1997

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1995/0293, Parere motivato 228 - data dell'invio : 28/02/2000

31995L0017 Direttiva 95/17/CE della Commissione, del 19 giugno 1995, recante modalità d'applicazione della direttiva 76/768/CEE del Consiglio, riguardo alla non iscrizione di uno o pi0 ingredienti nell'elenco, previsto per l'etichettatura dei prodotti cosmetici

Recepimento entro il : 30/11/1995

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1996/0100, Ricorso : 04/09/1998 - Causa C-1998/328

31997L0018 Direttiva 97/18/CE della Commissione del 17 aprile 1997 che rinvia la data a partire dalla quale sono vietate le sperimentazioni su animali di ingredienti o combinazioni di ingredienti di prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE

Recepimento entro il : 31/12/1997

Stati membri che hanno comunicato : A, B, DK, EL, E, IR, I, L, NL, P, FI, UK

GERMANIA 1998/0017, PM - data dell'invio : 4/09/1998

FRANCIA 1998/0040, PM - data dell'invio : 4/09/1998

SVEZIA 1998/0092, PM - data dell'invio 24/06/1998

AUSTRIA 1998/0073, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0062 Direttiva 98/62/CE della Commissione del 3 settembre 1998 recante adeguamento al progresso tecnico degli allegati II, III, VI e VII della direttiva 76/768/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1999/0441, PM - data dell'invio : 01/02/2000

BELGIO 1999/0464, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0082 Direttiva 1999/82/CE della Commissione, dell'8 settembre 1999, che modifica l'allegato della direttiva 75/318/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti le norme ed i protocolli analitici, tossico-farmacologici e clinici in materia di sperimentazione delle specialità medicinali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, EL, E, F, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

ITALIA 2000/0235, MM - data dell'invio : 13/07/2000

FINLANDIA 2000/0365, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0308, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0277, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0288, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0263, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0186, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0317, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0294, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0204, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0216, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0224, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0083 Direttiva 1999/83/CE della Commissione, dell'8 settembre 1999, che modifica l'allegato della direttiva 75/318/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti le norme ed i protocolli analitici, tossico-farmacologici e clinici in materia di sperimentazione delle specialità medicinali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/03/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, EL, E, F, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

ITALIA 2000/0577, MM - data dell'invio: 08/08/2000

BELGIO 2000/0523, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0709, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0615, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0543, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0559, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0104 Direttiva 1999/104/CE della Commissione, del 22 dicembre 1999, che modifica l'allegato della direttiva 81/852/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti le norme ed i protocolli analitici, tossico-farmacologici e clinici in materia di prove effettuate su medicinali veterinari (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, EL, E, F, IR, I, L, NL, A, FI, S, UK

PORTOGALLO 2000/0313, MM - data dell'invio : 13/07/2000

GRECIA 2000/0284, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0307, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0361, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0167, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0182, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0223, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0245, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0259, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0273, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0006 Direttiva 2000/6/CE della Commissione del 29 febbraio 2000 recante adeguamento al progresso tecnico degli allegati II, III, VI e VII della Direttiva 76/768/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, E, IR, I, L, NL, A, FI, S, UK

FRANCIA 2000/0825, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0863, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0845, MM - data dell'invio : 30/11/2000

32000L0011 Direttiva 2000/11/CE della Commissione del 10 marzo 2000 recante adeguamento al progresso tecnico dell'allegato II della direttiva 76/768/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/06/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, E, IR, I, L, NL, A, FI, S, UK

GERMANIA 2000/0557, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0658, MM - data dell'invio : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0739, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0498, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0475, MM - data dell'invio : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0684, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0703, MM - data dell'invio : 08/08/2000

SVEZIA 2000/0750, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0518, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0571, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0612, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0041 Direttiva 2000/41/CE della Commissione, del 19 giugno 2000, che rinvia per la seconda volta il termine per il divieto della sperimentazione animale di ingredienti o miscele di ingredienti per prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 29/06/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, E, IR, I, L, NL, A, FI, UK

Veicoli a motore

31998L0039 Direttiva 98/39/CE della Commissione del 5 giugno 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva 75/321/CEE del Consiglio relativa al dispositivo di sterzo dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/04/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

LUSSEMBURGO 1999/0344, Archiviazione : 05/07/2000

BELGIO 1999/0351, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0378, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0040 Direttiva 98/40/CE della Commissione dell'8 giugno 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva 74/346/CEE del Consiglio relativa ai retrovisori dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/04/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti

LUSSEMBURGO 1999/0345, Archiviazione : 05/07/2000

BELGIO 1999/0352, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0379, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 1999/0430, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0089 Direttiva 98/89/CE della Commissione del 20 novembre 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva 74/152/CEE del Consiglio relativa alla velocità massima per costruzione e alle piattaforme di carico dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, F, IR, I, L, NL, A, Fl, P, S, UK

SVEZIA 2000/0359, Archiviazione : 21/12/00

PAESI BASSI 2000/0222, Archiviazione : 21/12/00

REGNO UNITO 2000/0254, Archiviazione : 21/12/00

GRECIA 2000/0302, MM - data dell'invio : 13/07/00

31998L0090 Direttiva 98/90/CE della Commissione del 30 novembre 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva 70/387/CEE del Consiglio relativa alle porte dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato : tutti

PORTOGALLO 1999/0139, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0025, Archiviazione : 05/07/2000

BELGIO 1999/0037, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0139, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0091 Direttiva 98/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 dicembre 1998 riguardante i veicoli a motore e i loro rimorchi destinati al trasporto di merci pericolose su strada e che modifica la direttiva 70/156/CEE relativa all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi

Recepimento entro il : 16/01/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, F, I, L, FI, S, UK

AUSTRIA 2000/0461, MM - data dell'invio : 04/08/2000

GRECIA 2000/0440, MM - data dell'invio : 04/08/2000

PORTOGALLO 2000/0454, MM - data dell'invio : 04/08/2000

IRLANDA 2000/0428, MM - data dell'invio : 04/08/2000

PAESI BASSI 2000/0398, MM - data dell'invio : 04/08/2000

GERMANIA 2000/0405, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0007 Direttiva 1999/7/CE della Commissione del 26 gennaio 1999 che adegua al progresso tecnico la direttiva 70/311/CEE del Consiglio concernente il dispositivo di sterzo dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti

PORTOGALLO 1999/0563, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0539, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0456, Archiviazione : 05/07/2000

BELGIO 1999/0468, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0018 Direttiva 1999/18/CE della Commissione del 18 marzo 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 76/762/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976 relativa ai proiettori fendinebbia anteriori dei veicoli a motore nonché alle lampade per tali proiettori

Recepimento entro il : 01/10/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti

BELGIO 2000/0030, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 2000/0054, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 2000/0074, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 2000/0144, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 2000/0093, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0119, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 2000/0157, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/0016, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0023 Direttiva 1999/23/CE della Commissione, del 9 aprile 1999, che adegua al progresso tecnico la direttiva 93/33/CEE del Consiglio relativa ai dispositivi di protezione contro un impiego non autorizzato dei veicoli a motore a due o tre ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti

PORTOGALLO 2000/0328, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0210, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0298, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0025 Direttiva 1999/25/CE della Commissione, del 9 aprile 1999, che adegua al progresso tecnico la direttiva 93/34/CEE del Consiglio relativa alle iscrizioni regolamentari dei veicoli a motore a due o tre ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti

PORTOGALLO 2000/0326, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0296, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0026 Direttiva 1999/26/CE della Commissione, del 20 aprile 1999, che adegua al progresso tecnico la direttiva 93/94/CEE del Consiglio relativa all'alloggiamento per il montaggio della targa posteriore di immatricolazione dei veicoli a motore a due o tre ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, EL, F, IR, I, L, NL, P, Fl, S, UK

PORTOGALLO 2000/0325, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0346, MM - data dell'invio : 13/07/2000

GRECIA 2000/0295, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0207, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0040 Direttiva 1999/40/CE della Commissione del 6 maggio 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 79/622/CEE del Consiglio relativa ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote (prove statiche) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, E, F, FI, I, IR, L, P, S, UK

ITALIA 2000/0584, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0602, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0670, MM - data dell'invio : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0739, MM - data dell'invio : 08/08/2000

SVEZIA 2000/0760, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0621, Archiviazione : 21/12/2000

BELGIO 2000/0528, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0647, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0484, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0547, MM - data dell'invio : 08/08/2000

31999L0055 Direttiva 1999/55/CE della Commissione del 1° giugno 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 77/536/CEE del Consiglio relativa ai dispositivi di protezione in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, E, F, I, IR, L, A, P, FI, S, UK

BELGIO 2000/0527, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0600, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0668, MM - data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0645, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0758, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0619, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0582, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0482, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0546, MM - data dell'invio : 08/08/2000

31999L0056 Direttiva 1999/56/CE della Commissione, del 3 giugno 1999, recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 78/933/CEE del Consiglio relativa all'installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, F, IR, I, L, NL, A, Fl, P, S, UK

ITALIA 2000/0581, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0599, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0667, MM - data dell'invio : 08/08/2000

BELGIO 2000/0526, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0618, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0644, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0757, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0057 Direttiva 1999/57/CE della Commissione del 7 giugno 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 78/764/CEE del Consiglio relativa al sedile del conducente dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, E, F, I, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

ITALIA 2000/0580, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0598, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0666, MM - data dell'invio : 08/08/2000

BELGIO 2000/0525, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0481, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0545, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0617, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0756, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0058 Direttiva 1999/58/CE della Commissione del 7 giugno 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 79/533/CEE del Consiglio relativa al dispositivo di rimorchio e alla retromarcia dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, E, F, I, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

BELGIO 2000/0524, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0579, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0597, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0665, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0544, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0616, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0642, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0755, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0086 Direttiva 1999/86/CE del Consiglio, dell'11 novembre 1999, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/763/CEE relativa ai sedili per accompagnatori dei trattori agricoli o forestali a ruote

Recepimento entro il : 01/01/2001

Stati membri che hanno comunicato : D, E, F, IR, L, S

31999L0096 Direttiva 1999/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 1999 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro l'emissione di inquinanti gassosi e di particolato prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e l'emissione di inquinanti gassosi prodotti dai motori ad accensione comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla propulsione di veicoli e che modifica la direttiva 88/77/CEE del Consiglio

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato : D, DK, E, IR, L, FI, S, UK

BELGIO 2000/0521, MM - data dell'invio : 08/08/2000

ITALIA 2000/0574, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0661, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0706, MM - data dell'invio : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0734, MM - data dell'invio : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0477, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0540, MM - data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0639, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0686, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0770, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0098 Direttiva 1999/98/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 96/79/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione degli occupanti dei veicoli a motore in caso di urto frontale (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/09/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, EL, F, I, IR, L, NL, FI, S, UK

31999L0099 Direttiva 1999/99/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 80/1269/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alla potenza dei motori degli autoveicoli (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, D, DK, E, EL, F, I, IR, L, NL, Fl, S, UK

ITALIA 2000/0234, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0340, MM - data dell'invio : 13/07/2000

FRANCIA 2000/0170, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0185, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0316, MM - data dell'invio : 13/07/2000

FINLANDIA 2000/0364, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0287, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0355, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0234, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0262, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0276, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0100 Direttiva 1999/100/CE della Commissione, del 15 dicembre 1999, che adegua al progresso tecnico la direttiva 80/1268/CEE del Consiglio per quanto riguarda le emissioni di biossido di carbonio e il consumo di carburante dei veicoli a motore (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, D, DK, E, EL, F, I, IR, L, NL, P, FI, S, UK

ITALIA 2000/0233, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0339, MM - data dell'invio : 13/07/2000

FRANCIA 2000/0169, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0184, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0261, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0275, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0286, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0315, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0354, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0363, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0101 Direttiva 1999/101/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 70/157/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative al livello sonoro ammissibile e al dispositivo di scappamento dei veicoli a motore (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/03/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, D, DK, E, EL, IR, I, L, NL, Fl, S, UK

ITALIA 2000/0573, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0705, MM - data dell'invio : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0733, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0660, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0476, MM - data dell'invio : 08/08/2000

31999L0102 Direttiva 1999/102/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 recante adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 70/220/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alle misure da adottare contro l'inquinamento atmosferico con i gas prodotti dai motori ad accensione comandata dei veicoli a motore (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, D, DK, E, EL, F, IR, I, L, NL, FI, P, S, UK

ITALIA 2000/0232, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0338, MM - data dell'invio : 13/07/2000

DANIMARCA 2000/0274, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0168, MM - data dell'invio : 13/07/2000

SVEZIA 2000/0353, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0260, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0183, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0215, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0232, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0362, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0001 Direttiva 2000/1/CE della Commissione del 14 gennaio 2000 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 89/173/CEE del Consiglio relativa a taluni elementi e caratteristiche dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, D, E, F, IR, L, NL, Fl, S

ITALIA 2000/0572, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0659, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0704, MM - data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0638, MM - data dell'invio : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0732, MM - data dell'invio : 08/08/2000

REGNO UNITO 2000/0593, MM - data dell'invio : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0499, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0539, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0685, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0751, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0769, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0685, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0002 Direttiva 2000/2/CE della Commissione del 14 gennaio 2000 recante adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 75/322/CEE del Consiglio relativa alla soppressione dei disturbi radioelettrici provocati dai motori ad accensione comandata dei trattori agricoli o forestali a ruote e della Direttiva 74/150/CEE del Consiglio relativa all'omologazione dei trattori agricoli o forestali a ruote (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, D, E, F, IR, L, Fl, S

32000L0003 Direttiva 2000/3/CE della Commissione del 22 febbraio 2000 recante adeguamento al progresso tecnico della direttiva 77/541/CEE del Consiglio relativa alle cinture di sicurezza e ai sistemi di ritenuta dei veicoli a motore (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/09/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, D, DK, EL, E, I, IR, L, FI, S, UK

PORTOGALLO 2000/0937, MM - data dell'invio : 05/12/2000

FRANCIA 2000/0901, MM - data dell'invio : 05/12/2000

AUSTRIA 2000/0940, MM - data dell'invio : 05/12/2000

PAESI BASSI 2000/0912, MM - data dell'invio : 05/12/2000

32000L0025 Direttiva 2000/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2000, relativa a misure contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori destinati alla propulsione dei trattori agricoli o forestali e recante modificazione della direttiva 74/150/CEE del Consiglio

Recepimento entro il : 29/09/2000

Stati membri che hanno comunicato : E, IR, FI

ITALIA 2000/0916, MM - data dell'invio : 05/12/2000

REGNO UNITO 2000/0918, MM - data dell'invio : 05/12/2000

GRECIA 2000/0929, MM - data dell'invio : 05/12/2000

FRANCIA 2000/0900, MM - data dell'invio : 05/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0904, MM - data dell'invio : 05/12/2000

BELGIO 2000/0908, MM - data dell'invio : 05/12/2000

PAESI BASSI 2000/0911, MM - data dell'invio : 05/12/2000

GERMANIA 2000/0914, MM - data dell'invio : 05/12/2000

DANIMARCA 2000/0926, MM - data dell'invio : 05/12/2000

PORTOGALLO 2000/0935, MM - data dell'invio : 05/12/2000

AUSTRIA 2000/0939, MM - data dell'invio : 05/12/2000

SVEZIA 2000/0942, MM - data dell'invio : 05/12/2000

AMBIENTE

Aspetti generali

31996L0082 Direttiva 96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre 1996 sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose

Recepimento entro il : 03/02/1999

Stati membri che hanno comunicato: DK, E, EL, FI, I, L, NL, S, UK

BELGIO 1999/0457, Ricorso : 16/11/2000, Causa C-2000/423 (sentenza imminente)

GERMANIA 1999/0240, Ricorso : 18/10/2000, Causa C-2000/383 (sentenza imminente)

FRANCIA 1999/0208, Parere motivato inviato il 27/10/1999

IRLANDA 1999/0270, Ricorso : 25/10/2000, Causa C-2000/394 (sentenza imminente)

AUSTRIA 1999/0313, Ricorso : 8/11/2000, Causa C-2000/407 (sentenza imminente)

PORTOGALLO 1999/0302, Ricorso : 22/11/2000, Causa C-2000/431 (sentenza imminente)

31997L0011 Direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3 marzo 1997 che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

Recepimento entro il : 14/03/1999

Stati membri che hanno comunicato : DK, IR, NL, A, P, FI, S, UK, I, E

BELGIO 1999/0350, Parere motivato inviato il 19/05/2000

GERMANIA 1999/2090, Ricorso : 08/11/2000, Causa C-2000/408 (sentenza imminente)

SPAGNA 1999/0406, Ricorso : 15/09/2000, Causa C-2000/342, rinuncia agli atti in corso

FRANCIA 1999/0338, Parere motivato inviato il 26/01/2000

GRECIA 1999/0399, Ricorso : 11/10/2000, Causa C-2000/374 (sentenza imminente)

LUSSEMBURGO 1999/0343, Ricorso : 03/10/2000, Causa C-2000/366 (sentenza imminente)

Aria

31996L0061 Direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento

Recepimento entro il : 30/10/1999

Stati membri che hanno comunicato: DK, F, IR, NL, A , S, I, P

LUSSEMBURGO 2000/0026, Messa in mora complementare inviata il 25/07/2000

GERMANIA 2000/0050, Messa in mora inviata il 18/02/2000

REGNO UNITO 2000/0070, Parere motivato inviato il 03/08/2000

GRECIA 2000/0105, Parere motivato inviato il 25/07/2000

SPAGNA 2000/0113, Parere motivato inviato il 25/07/2000

FINLANDIA 2000/0165, Parere motivato inviato il 07/09/2000

BELGIO 2000/2029, Messa in mora inviata il 01/08/2000

31996L0062 Direttiva 96/62/CE del Consiglio del 27 settembre 1996 in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente

Recepimento entro il : 21/05/1998

Stati membri che hanno comunicato: Tutti tranne E

SPAGNA 1998/0342 Ricorso : 29/10/1999,Causa C-1999/417 (sentenza imminente)

31997L0068 Direttiva 97/68/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 1997 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato : Tutti tranne F

FRANCIA 1998/0362 Ricorso - Causa C-1999/320 : sentenza : 23/11/2000

31998L0070 Direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998 relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e recante modificazione della direttiva 93/12/CEE del Consiglio

Recepimento entro il : 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato : Tutti tranne I, UK

ITALIA 1999/0627, Parere motivato inviato il 03/08/2000

REGNO UNITO 1999/0633, Parere motivato inviato il 28/07/2000

31999L0032 Direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi e che modifica la direttiva 93/12/CEE

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, L, NL, S, P, FI, F

BELGIO 2000/0800, Messa in mora inviata il 30/11/2000

GERMANIA 2000/0814, Messa in mora inviata il 30/11/2000

ITALIA 2000/0822, Messa in mora inviata il 30/11/2000

IRLANDA 2000/0835, Messa in mora inviata il 30/11/2000

GRECIA 2000/0849, Messa in mora inviata il 30/11/2000

SPAGNA 2000/0856, Messa in mora inviata il 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0879, Messa in mora inviata il 30/11/2000

REGNO UNITO 2000/2272, Messa in mora (in corso di comunicazione)

Rifiuti

31994L0062 Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

Recepimento entro il : 29/06/1996

Stati membri che hanno comunicato : Tutti, tranne EL

GRECIA 1996/0911, Ricorso - Causa C-1999/213 sentenza: 13/04/2000; MM 228 inviata il 8/11/2000

31998L0101 Direttiva 1998/101/CE della Commissione del 22 dicembre 1998 che adegua al progresso tecnico la direttiva del Consiglio 91/157/CEE relativa alle pile ed agli accumulatori contenenti sostanze pericolose (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato: A, F, FI, L, S, B , E, DK

PAESI BASSI 2000/0220, Messa in mora inviata il 13/07/2000

GERMANIA 2000/0229, Messa in mora inviata il 13/07/2000

ITALIA 2000/0240, Messa in mora inviata il 13/07/2000

REGNO UNITO 2000/0252, Messa in mora inviata il 13/07/2000

IRLANDA 2000/0267, Messa in mora inviata il 13/07/2000

GRECIA 2000/0299, Messa in mora inviata il 13/07/2000

PORTOGALLO 2000/0329, Messa in mora inviata il 13/07/2000

Ambiente naturale

31992L0043 Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche

Recepimento entro il : 10/06/1994

Stati membri che hanno comunicato : Tutti tranne F

FRANCIA 1994/0673 Ricorso - Causa C-1998/256 - sentenza : 06/04/2000 Messa in mora 228 inviata il 28/07/2000

Chimica e biotecnologia

31993L0090 Direttiva 93/90/CEE della Commissione, del 29 ottobre 1993, relativa all'elenco delle sostanze di cui all'articolo 13, paragrafo 1, quinto trattino della direttiva 67/548/CEE del Consiglio

Recepimento entro il : 31/10/1993

Stati membri che hanno comunicato : Tutti tranne UK

REGNO UNITO 1993/1095, Parere motivato inviato il 28/07/2000

31996L0054 Direttiva 96/54/CE della Commissione del 30 luglio 1996 recante ventiduesimo adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro : 31/10/1997 e 31/05/1998

Stati membri che hanno comunicato: Tutti tranne UK

REGNO UNITO 1998/0486, Parere motivato inviato il 28/07/2000

31997L0035 Direttiva 97/35/CE della Commissione del 18 giugno 1997 recante secondo adeguamento al progresso tecnico della direttiva 90/220/CEE del Consiglio sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/07/1997

Stati membri che hanno comunicato: Tutti tranne UK

REGNO UNITO 1997/0538, Parere motivato inviato il 28/07/2000

31997L0069 Direttiva 97/69/CE della Commissione del 5 dicembre 1997 recante ventitreesimo adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose

Recepimento entro il : 16/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: Tutti, tranne UK

REGNO UNITO 1999/0089, Parere motivato inviato il 28/07/2000

31998L0008 Direttiva 1998/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 relativa all'immissione sul mercato dei biocidi

Recepimento entro il : 13/05/2000

Stati membri che hanno comunicato : DK, I, S, A

FRANCIA 2000/0491, Messa in mora inviata il 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0512, Messa in mora inviata il 08/08/2000

BELGIO 2000/0535, Messa in mora inviata il 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0551, Messa in mora inviata il 08/08/2000

GERMANIA 2000/0568, Messa in mora inviata il 08/08/2000

REGNO UNITO 2000/0607, Messa in mora inviata il 08/08/2000

IRLANDA 2000/0628, Messa in mora inviata il 08/08/2000

GRECIA 2000/0677, Messa in mora inviata il 08/08/2000

SPAGNA 2000/0696, Messa in mora inviata il 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0725, Parere motivato: inviato il 29/12/2000

FINLANDIA 2000/0781, Messa in mora inviata il 08/08/2000

31998L0081 Direttiva 1998/81/CE del Consiglio del 26 ottobre 1998 che modifica la direttiva 90/219/CEE sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati

Recepimento entro il : 05/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: S, DK, FI

FRANCIA 2000/0489, Messa in mora inviata il 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0509, Messa in mora inviata il 08/08/2000

BELGIO 2000/0533, Messa in mora inviata il 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0550, Messa in mora inviata il 08/08/2000

GERMANIA 2000/0565, Messa in mora inviata il 08/08/2000

ITALIA 2000/0589, Messa in mora inviata il 08/08/2000

REGNO UNITO 2000/0605, Messa in mora inviata il 08/08/2000

IRLANDA 2000/0627, Messa in mora inviata il 08/08/2000

GRECIA 2000/0675, Messa in mora inviata il 08/08/2000

SPAGNA 2000/0694, Messa in mora inviata il 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0722, Messa in mora inviata il 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0744, Parere motivato: inviato il 29/12/2000

31998L0098 Direttiva 1998/98/CE della Commissione del 15 dicembre 1998 recante venticinquesimo adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato : A, D, F, FI, I, L, NL, E

BELGIO 2000/0801, Messa in mora inviata il 30/11/2000

IRLANDA 2000/0836, Messa in mora inviata il 30/11/2000

DANIMARCA 2000/0843, Messa in mora inviata il 30/11/2000

GRECIA 2000/0850, Messa in mora inviata il 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0869, Messa in mora inviata il 30/11/2000

SVEZIA 2000/0890, Messa in mora inviata il 30/11/2000

REGNO UNITO 2000/2273, Messa in mora: (in corso di comunicazione)

Difesa contro le radiazioni

31996L0029 Direttiva 96/29/Euratom del Consiglio del 13 maggio 1996 che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti

Recepimento entro il : 13/05/2000

Stati membri che hanno comunicato: FI, IR, A, I, S

SPAGNA 2000/2126, Messa in mora inviata il 28/07/2000

BELGIO 2000/2129, Messa in mora inviata il 12/09/2000

GERMANIA 2000/2130, Messa in mora inviata il 28/07/2000

DANIMARCA 2000/2131, Messa in mora inviata il 28/07/2000

GRECIA 2000/2132, Messa in mora inviata il 24/11/2000

FRANCIA 2000/2133, Messa in mora inviata il 28/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/2135, Messa in mora inviata il 25/07/2000

PAESI BASSI 2000/2136, Messa in mora inviata il 12/09/2000

PORTOGALLO 2000/2137, Messa in mora inviata il 01/08/2000

REGNO UNITO 2000/2139, Messa in mora inviata il 03/08/2000

31997L0043 Direttiva 97/43/Euratom del Consiglio del 30 giugno 1997 riguardante la protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse a esposizioni mediche e che abroga la direttiva 84/466/Euratom

Recepimento entro il : 12/05/2000

Stati membri che hanno comunicato: A, FI, I, S

SPAGNA 2000/2140, Messa in mora inviata il 28/07/2000

BELGIO 2000/2142, Messa in mora inviata il 12/09/2000

GERMANIA 2000/2143, Messa in mora inviata il 28/07/2000

DANIMARCA 2000/2144, Messa in mora inviata il 28/07/2000

GRECIA 2000/2145, Messa in mora inviata il 24/11/2000

FRANCIA 2000/2147, Messa in mora inviata il 28/07/2000

IRLANDA 2000/2148, Parere motivato: inviato il 31/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/2150, Messa in mora inviata il 25/07/2000

PAESI BASSI 2000/2151, Messa in mora inviata il 12/09/2000

PORTOGALLO 2000/2152, Messa in mora inviata il 01/08/2000

REGNO UNITO 2000/2154, Messa in mora inviata il 12/09/2000

SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE

31995L0047 Direttiva 95/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa all'impiego di norme per l'emissione di segnali televisivi

Recepimento entro il : 23/08/1996

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, A, P, FI, S, UK

BELGIO 1996/0870, Archiviazione : 21/03/2000

FRANCIA 1996/0966, Sentenza : 23/11/2000, Causa C-319/99

PAESI BASSI 1996/1034, Ricorso - Invio : 26/06/2000, Causa C-254/00

AUSTRIA 1996/1089, Rinuncia agli atti : 17/10/2000, Causa C-411/99

31995L0062 Direttiva 95/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1995, sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale

Recepimento entro il : 31/12/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti

BELGIO 1997/2226, Archiviazione : 21/03/2000

31997L0051 Direttiva 97/51/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 ottobre 1997 che modifica le direttive del Consiglio 90/387/CEE e 92/44/CEE per adeguarle al contesto concorrenziale delle telecomunicazioni

Recepimento entro il : 31/12/1997

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, EL, E, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1998/0359, Ricorso : 22/12/1999 (decisione), in corso

ITALIA 1998/0394, Sentenza : 30/11/2000, Causa C-422/99

31997L0066 Direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni

Recepimento entro: 24/10/1998 e 24/10/2000 (articolo 5)

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, NL, A, P, FI, S, UK

BELGIO 1998/2332, Archiviazione : 11/04/2000

DANIMARCA 1998/2333, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 1998/2335, Archiviazione : 21/03/2000

FRANCIA 1998/2336, Ricorso : 19/04/2000, Causa C-151/00 (sentenza imminente)

FRANCIA 2000/0903, MM - data dell'invio : 05/12/2000

IRLANDA 1998/2337, Ricorso : 05/07/2000 (decisione), in corso

IRLANDA 2000/0925, MM - data dell'invio : 05/12/2000

ITALIA 2000/0917, MM - data dell'invio : 05/12/2000

LUSSEMBURGO 1998/2338, Ricorso : 22/12/1999 (decisione), in corso

LUSSEMBURGO 2000/0907, MM - data dell'invio : 05/12/2000

REGNO UNITO 1998/2344, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0920, MM - data dell'invio : 05/12/2000

31998L0010 Direttiva 98/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 1998 sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, EL, E, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1998/0363, Ricorso : 22/12/1999 (decisione), in corso

ITALIA 1998/0399, Sentenza : 07/12/2000, Causa C-423/99

31998L0061 Direttiva 98/61/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 settembre 1998 che modifica la direttiva 97/33/CE per quanto concerne la portabilità del numero di operatore e la preselezione del vettore

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

BELGIO 1999/0033, Archiviazione : 21/03/2000

ITALIA 1999/0079, Archiviazione : 21/03/2000

MERCATO INTERNO

Misure di accompagnamento della soppressione dei controlli alle frontiere interne al 01.01.93

31996L0100 Direttiva 96/100/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 febbraio 1997 che modifica l'allegato della direttiva 93/7/CEE relativa alla restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro

Recepimento entro il : 01/09/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

AUSTRIA 1997/0693, Archiviazione : 05/07/2000

Responsabilità per danno da prodotti difettosi

31999L0034 Direttiva 1999/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 1999, che modifica la direttiva 85/374/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi

Recepimento entro il : 04/12/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, F, L, NL, A, FI, S, UK

Banche

31998L0031 Direttiva 98/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 che modifica la direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi

Recepimento entro il : 21/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL, E, P

BELGIO 2000/0805, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GERMANIA 2000/0817, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0854, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SPAGNA 2000/0860, MM - data dell'invio : 30/11/2000

IRLANDA 2000/0840, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PAESI BASSI 2000/0810, MM - data dell'invio : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0883, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0873, MM - data dell'invio : 30/11/2000

FINLANDIA 2000/0899, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0894, MM - data dell'invio : 30/11/2000

31998L0032 Direttiva 98/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 che modifica, per quanto riguarda in particolare le ipoteche, la direttiva 89/647/CEE del Consiglio relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi

Recepimento entro il : 21/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL, F

BELGIO 2000/0804, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0853, MM - data dell'invio : 30/11/2000

FRANCIA 2000/0790, MM - data dell'invio : 30/11/2000

IRLANDA 2000/0839, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PAESI BASSI 2000/0809, MM - data dell'invio : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0882, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0872, MM - data dell'invio : 30/11/2000

FINLANDIA 2000/0898, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0893, MM - data dell'invio : 30/11/2000

31998L0033 Direttiva 98/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 che modifica l'articolo 12 della direttiva 77/780/CEE del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio, gli articoli 2, 5, 6, 7, 8 e gli allegati II e III della direttiva 89/647/CEE relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi e l'articolo 2 e l'allegato II della direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi

Recepimento entro il : 21/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL, E

BELGIO 2000/0803, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GERMANIA 2000/0816, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0852, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SPAGNA 2000/0859, MM - data dell'invio : 30/11/2000

IRLANDA 2000/0838, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PAESI BASSI 2000/0808, MM - data dell'invio : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0881, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0871, MM - data dell'invio : 30/11/2000

FINLANDIA 2000/0897, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0892, MM - data dell'invio : 30/11/2000

Assicurazioni

31998L0078 Direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 1998 relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo assicurativo

Recepimento entro il : 05/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, E, IR, L, NL, A, S

BELGIO 2000/0534, MM- data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0652, MM - data dell'invio : 08/08/2000, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0566, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0676, PM - data dell'invio : 29/12/2000

FRANCIA 2000/0490, PM - data dell'invio : 29/12/2000

ITALIA 2000/0590, PM - data dell'invio : 29/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0510, PM - data dell'invio : 29/12/2000

AUSTRIA 2000/0745, PM - data dell'invio : 29/12/2000

PORTOGALLO 2000/0723, PM - data dell'invio : 29/12/2000

FINLANDIA 2000/0780, PM - data dell'invio : 29/12/2000

SVEZIA 2000/0763, MM - data dell'invio : 08/08/2000 ; Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0606, MM - data dell'invio : 08/08/2000

Valori mobiliari

31993L0022 Direttiva 93/22/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari

Recepimento entro il : 01/07/1995

Stati membri che hanno comunicato : tutti

LUSSEMBURGO 1995/0566, Archiviazione : 05/07/2000

31997L0009 Direttiva 97/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 marzo 1997 relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori

Recepimento entro il : 26/09/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

FRANCIA 1998/0529, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1998/0536, Ricorso - sospensione : 20/12/2000

PORTOGALLO 1998/0591, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1998/0600, Archiviazione : 05/07/2000

Sistemi di pagamento

31998L0026 Direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 1998 concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli

Recepimento entro : 11/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne F, I, L

FRANCIA 2000/0180, MM - data dell'invio : 13/07/2000

ITALIA 2000/0243, PM - data dell'invio : 29/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0198, MM - data dell'invio : 13/07/2000

Servizi postali

31997L0067 Direttiva 97/67/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio

Recepimento entro il : 14/02/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne L

IRLANDA 1999/0272, PM - data dell'invio :12/09/2000

LUSSEMBURGO 1999/0218, PM - data dell'invio : 01/08/2000

Servizi della società dell'informazione

31998L0048 Direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 luglio 1998 relativa ad una modifica della direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche

Recepimento entro il : 05/08/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL e I

GRECIA 1999/0645, MM - data dell'invio : 16/11/1999

FRANCIA 1999/0596, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1999/0635, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0624, MM - data dell'invio : 16/11/1999

LUSSEMBURGO 1999/0600, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 1999/0662, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0084 Direttiva 98/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 1998 sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato

Recepimento entro il : 28/05/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, F, IR, I, NL, A, UK

BELGIO 2000/0532, MM - data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0650, MM - data dell'invio : 08/08/2000, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0564, MM - data dell'invio : 08/08/2000

GRECIA 2000/0674, MM - data dell'invio : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0693, MM - data dell'invio : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0488, MM - data dell'invio : 08/08/2000, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0626, MM - data dell'invio : 08/08/2000, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0588, MM - data dell'invio : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0508, MM - data dell'invio : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0743, MM - data dell'invio : 08/08/2000, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0721, MM - data dell'invio : 08/08/2000

FINLANDIA 2000/0778, MM - data dell'invio : 08/08/2000

SVEZIA 2000/0772, MM - data dell'invio : 08/08/2000

Appalti pubblici

31992L0013 Direttiva 92/13/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle norme comunitarie in materia di procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni

Recepimento entro il : 01/01/1993

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL, P

GRECIA 1998/0185, Ricorso - Invio : 15/03/2000, Causa C-2000/098

PORTOGALLO 1998/0437, Ricorso - sospensione : 05/07/2000

31993L0038 Direttiva 93/38/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni

Recepimento entro il :01/07/1994

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne P

PORTOGALLO 1998/0438, PM - data dell'invio : 02/02/1999

31997L0052 Direttiva 97/52/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1997 che modifica le direttive 92/50/CEE, 93/36/CEE e 93/37/CEE relative al coordinamento delle procedure di aggiudicazione rispettivamente degli appalti pubblici di servizi, degli appalti pubblici di forniture e degli appalti pubblici di lavori

Recepimento entro il : 13/10/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne D, EL, F, A

GERMANIA 1998/0553, Ricorso - Invio : 05/04/2000, Causa C-2000/130

GRECIA 1998/0585, Ricorso - Invio : 30/05/2000, Causa C-2000/216

SPAGNA 1998/0587, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1998/0530, Ricorso - Invio : 13/03/2000, Causa C-2000/097

ITALIA 1998/0561, Ricorso - Invio : 21/02/2000, Rinuncia agli atti : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1998/0539, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1998/0601, Ricorso - Invio : 21/12/2000, Causa C-2000/461

REGNO UNITO 1998/0566, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0004 Direttiva 98/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 che modifica la direttiva 93/38/CEE che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni

Recepimento entro il : 16/02/1999 e 16/02/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne D, F, A, UK

GERMANIA 1999/0243, PM - Invio: 06/03/2000 ; Ricorso - sospensione : 21/12/2000

FRANCIA 1999/0210, Ricorso - Invio : 28/11/2000, Causa C-2000/439

ITALIA 1999/0253, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0219, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1999/0315, PM - Invio : 24/01/2000 ; Ricorso - Invio : 21/12/2000, Causa C-2000/462

REGNO UNITO 1999/0263, PM - Invio: 26/01/2000

Protezione dei dati

31995L0046 Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati

Recepimento entro il : 24/10/1998

Stati membri che hanno comunicato: B, EL, E, I, NL, A, P, FI, S, UK

DANIMARCA 1998/0576, Ricorso - Sospensione : 21/12/2000

GERMANIA 1998/0552, Ricorso - Invio : 01/12/2000, Causa C-2000/443

SPAGNA 1998/0586, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1998/0528, Ricorso - Invio : 06/12/2000, Causa C-2000/449

IRLANDA 1998/0571, PM - Data dell'invio : 16/08/1999

LUSSEMBURGO 1998/0535, Ricorso - Invio : 07/12/2000, Causa C-2000/450

PAESI BASSI 1998/0548, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 1998/0565, Archiviazione : 05/07/2000

Proprietà industriale

31998L0044 Direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 1998 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche

Recepimento entro il : 30/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, IR, FI

BELGIO 2000/0802, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GERMANIA 2000/0815, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0851, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SPAGNA 2000/0858, MM - data dell'invio : 30/11/2000

FRANCIA 2000/0789, MM - data dell'invio : 30/11/2000

ITALIA 2000/0823, MM - data dell'invio : 30/11/2000

LUSSEMBURGO 2000/0797, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PAESI BASSI 2000/0807, MM - data dell'invio : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0880, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0870, MM - data dell'invio : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0891, MM - data dell'invio : 30/11/2000

REGNO UNITO 2000/0829, MM - data dell'invio : 30/11/2000

Diritto d'autore e diritti connessi

31992L0100 Direttiva 92/100/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1992, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale

Recepimento entro il : 01/07/1994

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IRL

IRLANDA 1994/0855, Ricorso - Sentenza della Corte : 12/10/1999, Causa C-1998/213

31993L0083 Direttiva 93/83/CEE del Consiglio, del 27 settembre 1993, per il coordinamento di alcune norme in materia di diritto d'autore e diritti connessi applicabili alla radiodiffusione via satellite e alla ritrasmissione via cavo

Recepimento entro il : 01/01/1995

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IRL

IRLANDA 1995/0114, Ricorso - Sentenza della Corte : 25/11/1999, Causa C-1998/212

31996L0009 Direttiva 96/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 1996, relativa alla tutela giuridica delle banche di dati

Recepimento entro il : 31/12/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IRL, L

IRLANDA 1998/0043, Ricorso - Invio : 04/10/1999, Causa C-1999/370

LUSSEMBURGO 1998/0058, Ricorso - Sentenza della Corte : 13/04/2000, Causa C-1999/348

Professioni regolamentate per quanto riguarda le qualifiche

31989L0048 Direttiva 89/48/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni

Recepimento entro il : 04/01/1991

Stati membri che hanno comunicato : tutti

GRECIA 1991/0668, Archiviazione: 11/10/2000

31997L0038 Direttiva 97/38/CE della Commissione del 20 giugno 1997 che modifica l'allegato C della direttiva 92/51/CEE del Consiglio relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, che integra la direttiva 89/48/CEE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/09/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

GRECIA 1997/0600, Ricorso - Invio : 09/06/2000, Archiviazione : 11/10/2000

31998L0005 Direttiva 98/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 volta a facilitare l'esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquistata la qualifica

Recepimento entro il : 14/03/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, D, EL, A, FI, S, UK

BELGIO 2000/0537, MM - data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0655, MM - data dell'invio: 08/08/2000, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0699, MM - data dell'invio : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0494, MM - data dell'invio :08/08/2000

IRLANDA 2000/0631, MM - data dell'invio : 08/08/2000

ITALIA 2000/0592, MM - data dell'invio : 08/08/2000, PM - data dell'invio : 29/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0515, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0552, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0728, MM - data dell'invio : 08/08/2000, PM - data dell'invio : 29/12/2000

31998L0021 Direttiva 98/21/CE della Commissione dell'8 aprile 1998 che modifica la direttiva 93/16/CEE del Consiglio intesa ad agevolare la libera circolazione dei medici ed il reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

IRLANDA 1999/0104, Ricorso - Invio : 14/02/2000, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0047, Archiviazione : 11/04/2000

PORTOGALLO 1999/0160, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0063 Direttiva 98/63/CE della Commissione del 3 settembre 1998 che modifica la direttiva 93/16/CEE del Consiglio intesa ad agevolare la libera circolazione dei medici e il reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti

SPAGNA 1999/0546, PM - data dell'invio : 24/01/2000, Archiviazione : 11/04/2000

IRLANDA 1999/0516, PM - data dell'invio : 24/01/2000, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0477, PM - data dell'invio : 31/01/2000, Archiviazione : 11/04/2000

PORTOGALLO 1999/0559, PM - data dell'invio : 24/01/2000, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0046 Direttiva 1999/46/CE della Commissione del 21 maggio 1999 che modifica la direttiva 93/16/CEE del Consiglio intesa ad agevolare la libera circolazione dei medici e il reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti tranne P

GERMANIA 2000/0228, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione: 21/12/2000

SPAGNA 2000/0309, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione: 21/12/2000

FRANCIA 2000/0176, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione: 21/12/2000

IRLANDA 2000/0266, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione: 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0219, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione: 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0324, MM - data dell'invio : 13/07/2000

SALUTE E TUTELA DEI CONSUMATORI

Settore veterinario

31993L0118

Direttiva 93/118/CE del Consiglio del 22 dicembre 1993 che modifica la direttiva 85/73/CEE relativa al finanziamento delle ispezioni e dei controlli sanitari delle carni fresche e delle carni di volatili da cortile

Recepimento entro il : 31/12/1993 e 31/12/1994

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GRECIA 1995/0069, PM 228 - Data d'invio allo SM : 24/02/2000

31994L0028

Direttiva 94/28/CE del Consiglio, del 23 giugno 1994, che fissa i principi relativi alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili all'importazione di animali, sperma, ovuli ed embrioni provenienti da paesi terzi e che modifica la direttiva 77/504/CEE relativa agli animali della specie bovina riproduttori di razza pura

Recepimento entro il : 01/07/1995

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

FRANCIA 1995/0505, Archiviazione : 05/07/2000

31995L0029

Direttiva 95/29/CE del Consiglio, del 29 giugno 1995, che modifica la direttiva 91/628/CEE relativa alla protezione degli animali durante il trasporto

Recepimento entro: 30/12/1996 e 30/12/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

FRANCIA 1997/0077, Archiviazione : 05/07/2000

31995L0071

Direttiva 95/71/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1995, che modifica l'allegato alla direttiva 91/493/CEE che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti della pesca

Recepimento entro il : 01/07/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

BELGIO 1997/0479, Archiviazione : 21/12/2000

31996L0022

Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze ss-agoniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE

Recepimento entro il : 01/07/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1997/0342, Ricorso-sospensione : 21/12/2000

ITALIA 1997/0373, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1997/0430, Archiviazione : 05/07/2000

31996L0023

Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE

Recepimento entro il : 30/06/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 1997/0343, Ricorso-sospensione : 21/12/2000

ITALIA 1997/0374, Archiviazione : 05/07/2000

31996L0043

Direttiva 96/43/CE del Consiglio del 26 giugno 1996 che modifica e codifica la direttiva 85/73/CEE per assicurare il finanziamento delle ispezioni e dei controlli veterinari degli animali vivi e di taluni prodotti di origine animale, e che modifica le direttive 90/675/CEE e 91/496/CEE

Recepimento entro il : 01/01/1997, 01/07/1997 e 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione : B, DK, E, F, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

(Termine per il recep. : 1/7/1997)

GERMANIA 1997/0491, Deposito della richiesta : 24/08/1999, Causa C-1999/316

GRECIA 1997/0495, MM 228 - data d'invio allo SM : 05/09/2000

SPAGNA 1997/0498, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1997/0509, Sentenza CGCE : 08/06/2000, Causa C-1999/190

PORTOGALLO 1997/0526, Archiviazione : 05/07/2000

(Termine per il recep. : 1/7/1999)

IRLANDA 2000/0634, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

GRECIA 2000/0682, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

31996L0093

Direttiva 96/93/CE del Consiglio del 17 dicembre 1996 relativa alla certificazione di animali e di prodotti di origine animale

Recepimento entro il : 31/01/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

FRANCIA 1998/0132, Ricorso - Rinuncia agli atti: 09/06/2000, Causa C-1999/495

IRLANDA 1998/0141, Ricorso - Rinuncia agli atti: 06/07/2000, Causa C-1999/437

ITALIA 1998/0143, Sentenza CGCE : 07/12/2000, Causa C-1999/395

LUSSEMBURGO 1998/0146, Archiviazione : 05/07/2000

31997L0012

Direttiva 97/12/CE del Consiglio del 17 marzo 1997 che modifica e aggiorna la direttiva 64/432/CEE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

Recepimento entro il : 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

BELGIO 2000/0213, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0283, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0231, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0305, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0312, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0181, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

IRLANDA 2000/0271, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

ITALIA 2000/0244, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0199, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0351, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0335, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0372, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0360, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0258, Archiviazione : 21/12/2000

31997L0022

Direttiva 97/22/CE del Consiglio del 22 aprile 1997 che modifica la direttiva 92/117/CEE, riguardante le misure di protezione dalle zoonosi specifiche e la lotta contro agenti zoonotici specifici negli animali e nei prodotti di origine animale allo scopo di evitare focolai di infezioni e intossicazioni alimentari

Recepimento entro il : 01/09/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

PAESI BASSI 1997/0681, Archiviazione : 05/07/2000

31997L0061

Direttiva 97/61/CE del Consiglio del 20 ottobre 1997 che modifica l'allegato della direttiva 91/492/CEE che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e alla commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

BELGIO 1998/0294, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1998/0360, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1998/0379, Archiviazione : 21/12/2000

31997L0076

Direttiva 97/76/CE del Consiglio del 16 dicembre 1997 che modifica la direttiva 77/99/CEE e la direttiva 72/462/CEE per quanto riguarda le norme applicabili alle carni macinate, alle preparazioni di carni e a taluni altri prodotti di origine animale

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1999/0128, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1999/0103, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0073, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0045, Deposito della richiesta : 09/08/2000, Causa C-2000/306

31997L0078

Direttiva 97/78/CE del Consiglio del 18 dicembre 1997 che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

BELGIO 1999/0459, Archiviazione : 05/07/2000

DANIMARCA 1999/0522, Archiviazione : 21/03/2000

GERMANIA 1999/0482, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0531, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0541, Archiviazione : 21/03/2000

FRANCIA 1999/0435, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1999/0510, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 1999/0490, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0552, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 1999/0587, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 1999/0501, PM - Data d'invio allo SM : 28/02/2000

31997L0079

Direttiva 97/79/CE del Consiglio del 18 dicembre 1997 che modifica le direttive 71/118/CEE, 72/462/CEE, 85/73/CEE, 91/67/CEE, 91/492/CEE, 91/493/CEE, 92/45/CEE e 92/118/CEE per quanto riguarda l'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono da paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità

Recepimento entro il : 30/06/1999 e 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

DANIMARCA 1999/0523, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0483, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0532, Deposito della richiesta: 25/10/2000, Causa C-2000/393

SPAGNA 1999/0542, Archiviazione : 21/03/2000

FRANCIA 1999/0436, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1999/0511, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 1999/0491, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0472, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 1999/0588, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 1999/0502, MM - Data d'invio allo SM : 20/08/1999

31998L0045

Direttiva 98/45/CE del Consiglio del 24 giugno 1998 che modifica la direttiva 91/67/CEE che stabilisce le norme di polizia sanitaria per la commercializzazione di animali e prodotti d'acquacoltura

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

DANIMARCA 1999/0526, Archiviazione : 21/03/2000

GERMANIA 1999/0485, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1999/0439, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1999/0513, PM - Data d'invio allo SM : 24/02/2000

ITALIA 1999/0494, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0556, Archiviazione : 21/03/2000

SVEZIA 1999/0579, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0046

Direttiva 98/46/CE del Consiglio del 24 giugno 1998 che modifica gli allegati A, D (capitolo I) ed F della direttiva 64/432/CEE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GRECIA 1999/0535, Deposito della richiesta: 25/10/2000, Causa C-2000/393

SPAGNA 1999/0545, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 1999/0440, PM - Data d'invio allo SM : 18/02/2000

REGNO UNITO 1999/0505, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0058

Direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 riguardante la protezione degli animali negli allevamenti

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, E, F, IR, L, NL, P, FI, S

DANIMARCA 2000/0432, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0406, MM - data dell'invio: 04/08/2000

GRECIA 2000/0441, MM - data dell'invio: 04/08/2000

SPAGNA 2000/0446, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0378, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0429, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0413, MM - data dell'invio: 04/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0384, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0462, MM - data dell'invio: 04/08/2000

PORTOGALLO 2000/0455, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0474, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0466, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0422, MM - data dell'invio: 04/08/2000

31998L0099

Direttiva 98/99/CE del Consiglio del 14 dicembre 1998 recante modifica della direttiva 97/12/CE che modifica e aggiorna la direttiva 64/432/CEE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

Recepimento entro il : 01/01/1999 e 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

(termine per il recep.: 01/01/1999)

BELGIO 1999/0231, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0289, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 1999/0299, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1999/0277, PM - Data d'invio allo SM : 18/02/2000

LUSSEMBURGO 1999/0604, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0268, Archiviazione : 05/07/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

(termine per il recep.: 01/07/1999)

BELGIO 1999/0611, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 2000/0101, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 1999/0658, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 1999/0598, PM - Data d'invio allo SM : 19/7/2000

IRLANDA 1999/0637, PM - Data d'invio allo SM : 27/07/2000

ITALIA 1999/0628, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0604, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0614, PM - Data d'invio allo SM : 19/07/2000

PORTOGALLO 1999/0666, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0634, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0089

Direttiva 1999/89/CE del Consiglio, del 15 novembre 1999, che modifica la direttiva 91/494/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi carni fresche di volatili da cortile

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, F, L, NL, A, FI, UK

BELGIO 2000/0522, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0641, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0663, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0688, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0479, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0614, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

ITALIA 2000/0576, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0503, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0542, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0736, Archiviazione 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0708, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

FINLANDIA 2000/0772, Archiviazione 21/12/2000

SVEZIA 2000/0754, MM - data dell'invio allo SM : 08/08/2000

REGNO UNITO 2000/0596, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0090

Direttiva 1999/90/CE del Consiglio, del 15 novembre 1999, che modifica la direttiva 90/539/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, L, NL, A, P, FI, UK

DANIMARCA 2000/0640, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0558, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0662, MM - data d'invio : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0687, MM - data d'invio : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0478, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0613, MM - data d'invio : 08/08/2000

ITALIA 2000/0575, MM - data d'invio : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0502, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0541, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0735, Archiviazione : 20/12/2000

PORTOGALLO 2000/0707, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0771, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0753, MM - data d'invio : 08/08/2000

REGNO UNITO 2000/0595, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0015

Direttiva 2000/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 aprile 2000, che modifica la direttiva 64/432/CEE del Consiglio relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

Recepimento entro il : 31/12/1999, 31/12/2000, 31/12/2001 e 31/12/2002

Stati membri che hanno comunicato: B, E, L, FI

32000L0020

Direttiva 2000/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 maggio 2000, che modifica la direttiva 64/432/CEE del Consiglio relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina

Recepimento entro il : 01/12/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, E, L, FI, S

32000L0027

Direttiva 2000/27/CE del Consiglio, del 2 maggio 2000, che modifica la direttiva 93/53/CEE recante misure comunitarie minime di lotta contro talune malattie dei pesci

Recepimento entro il : 31/12/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, EL, F

Settore fitosanitario

31996L0032

Direttiva 96/32/CE del Consiglio del 21 maggio 1996 che modifica l'allegato II della direttiva 76/895/CEE che fissa le quantità massime di residui di antiparassitari consentite sugli e negli ortofrutticoli nonché l'allegato II della direttiva 90/642/CEE che fissa le percentuali massime di residui di antiparassitari su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli, e che prevede la stesura di un elenco di percentuali massime

Recepimento entro il : 30/04/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

LUSSEMBURGO 1997/0390, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1997/0415, Archiviazione : 05/07/2000

31996L0033

Direttiva 96/33/CE del Consiglio del 21 maggio 1996 che modifica gli allegati delle direttive 86/362/CEE e 86/363/CEE che fissano le quantità massime di residui di antiparassitari sui e nei cereali e, rispettivamente, sui e nei prodotti alimentari di origine animale

Recepimento entro il : 30/04/1997

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

LUSSEMBURGO 1997/0391, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1997/0416, Archiviazione : 05/07/2000

31997L0041

Direttiva 97/41/CE del Consiglio del 25 giugno 1997 che modifica le direttive 76/895/CEE, 86/362/CEE, 86/363/CEE e 90/642/CEE, che fissano le quantità massime di residui rispettivamente sugli e negli ortofrutticoli, sui e nei cereali, sui e nei prodotti alimentari di origine animale e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, P, FI, S, UK

BELGIO 1999/0028, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0124, Deposito della richiesta : 08/05/2000, Causa C-2000/166

SPAGNA 1999/0141, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0069, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1999/0014, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1999/0171, PM - Data d'invio allo SM : 15/11/1999

PORTOGALLO 1999/0154, Archiviazione : 21/12/2000

31997L0073

Direttiva 97/73/CE della Commissione del 15 dicembre 1997 recante iscrizione di una sostanza attiva (Imazalil) nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio sull'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GERMANIA 1999/0481, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 1999/0530, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0540, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0470, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0022

Direttiva 98/22/CE della Commissione del 15 aprile 1998 che fissa le condizioni minime per l'esecuzione di controlli fitosanitari nella Comunità, presso posti d'ispezione diversi da quelli del luogo di destinazione, per vegetali, prodotti vegetali ed altre voci in provenienza da paesi terzi

Recepimento entro il : 01/10/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1998/0583, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1998/0544, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0047

Direttiva 98/47/CE della Commissione del 25 giugno 1998 recante iscrizione di una sostanza attiva (azossistrobina) nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1999/0287, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0257, Archiviazione : 21/03/2000

PAESI BASSI 1999/0238, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0057

Direttiva 98/57/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 concernente la lotta contro Ralstonia solanacearum (Smith) Yabuuchi et al.

Recepimento entro il : 21/08/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, EL, E, F, IR, I, L, NL A, P, S, UK

BELGIO 1999/0609, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0619, PM - Data d'invio allo SM : 19/07/2000

GRECIA 1999/0647, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 1999/0656, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0626, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0602, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1999/0670, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 1999/0664, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 1999/0680, MM - Data d'invio allo SM : 16/11/1999

SVEZIA 1999/0675, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 1999/0632, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0082

Direttiva 98/82/CE della Commissione del 27 ottobre 1998 recante modifica degli allegati delle direttive 86/362/CEE, 86/363/CEE e 90/642/CEE del Consiglio, che fissano le quantità massime di residui di antiparassitari rispettivamente sui e nei cereali, sui e nei prodotti alimentari di origine animale e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/04/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, EL, E, F, IR, I, L, NL, P, FI, S, UK

BELGIO 1999/0353, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0366, PM - Data d'invio allo SM : 27/07/2000

FRANCIA 1999/0340, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1999/0347, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1999/0423, PM - Data d'invio allo SM : 17/02/2000

PORTOGALLO 1999/0416, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0100

Direttiva 98/100/CE della Commissione del 21 dicembre 1998 che modifica la direttiva 92/76/CEE relativa al riconoscimento di zone protette esposte a particolari rischi in campo fitosanitario nella Comunità

Recepimento entro il : 01/01/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GRECIA 1999/0290, Deposito della richiesta : 08/11/2000, Causa C-2000/406

LUSSEMBURGO 1999/0226, Deposito della richiesta : 11/09/2000, Rinuncia agli atti : 21/12/2000, Causa C-2000/335

PORTOGALLO 1999/0312, Archiviazione : 21/03/2000

31999L0001

Direttiva 1999/1/CE della Commissione del 21 gennaio 1999 recante iscrizione di una sostanza attiva (Kresoxym-metile) nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari

Recepimento entro il : 31/07/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

DANIMARCA 1999/0641, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0621, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0651, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0659, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0629, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0605, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 1999/0615, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1999/0672, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0667, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 1999/0677, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0071

Direttiva 1999/71/CE della Commissione, del 14 luglio 1999, recante modifica degli allegati delle direttive 86/362/CEE, 86/363/CEE e 90/642/CEE del Consiglio, che fissano le quantità massime di residui di antiparassitari rispettivamente sui e nei cereali, sui e nei prodotti alimentari di origine animale e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/01/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, P, S, UK

BELGIO 2000/0389, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0401, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0445, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0374, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0410, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0437, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0381, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0457, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

PORTOGALLO 2000/0450, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0470, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

REGNO UNITO 2000/0417, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0073 Direttiva 1999/73/CE della Commissione, del 19 luglio 1999, recante iscrizione di una sostanza attiva (spiroxamina) nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti

GERMANIA 2000/0400, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0436, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0380, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0449, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0024

Direttiva 2000/24/CE della Commissione, del 28 aprile 2000, recante modifica degli allegati delle direttive 76/895/CEE, 86/362/CEE, 86/363/CEE e 90/642/CEE del Consiglio, che fissano le quantità massime di residui di antiparassitari rispettivamente sui e nei cereali, sui e nei prodotti alimentari di origine animale e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli

Recepimento entro il : 31/12/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, I, L, FI

Sementi e materiali di moltiplicazione

31998L0056

Direttiva 98/56/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali

Recepimento entro il : 31/12/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, EL, E, IR, I, NL, P, FI, S, UK

BELGIO 1999/0608, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0618, PM - Data d'invio allo SM : 19/07/2000

GRECIA 1999/0646, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0655, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1999/0597, PM - Data d'invio allo SM : 19/07/2000

ITALIA 1999/0625, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1999/0601, PM - Data d'invio allo SM : 28/07/2000

PAESI BASSI 1999/0612, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1999/0669, PM - Data d'invio allo SM : 27/07/2000

PORTOGALLO 1999/0663, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 1999/0679, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 1999/0674, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0631, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0095

Direttiva 98/95/CE del Consiglio del 14 dicembre 1998 che modifica, per quanto riguarda il consolidamento del mercato interno, le varietà geneticamente modificate e le risorse genetiche delle piante, le direttive 66/400/CEE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 66/403/CEE, 69/208/CEE, 70/457/CEE e 70/458/CEE concernenti la commercializzazione delle sementi di barbabietole, delle sementi di piante foraggere, delle sementi di cereali, dei tuberi-seme di patate, delle sementi di piante oleaginose e da fibra e delle sementi di ortaggi e il catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole

Recepimento entro il : 01/02/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, EL, E, IR, L, A, P

BELGIO 2000/0392, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

GERMANIA 2000/0404, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

GRECIA 2000/0439, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0377, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

IRLANDA 2000/0427, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0412, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

PAESI BASSI 2000/0397, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

AUSTRIA 2000/0460, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0453, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0473, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

SVEZIA 2000/0465, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

REGNO UNITO 2000/0420, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

31998L0096

Direttiva 98/96/CE del Consiglio del 14 dicembre 1998 recante modifica, tra altro, per quanto riguarda le ispezioni sul campo non ufficiale, delle direttive 66/400/CE, 66/401/CEE, 66/402/CEE, 66/403/CEE, 69/208/CEE, 70/457/CEE e 70/458/CEE relative alla commercializzazione delle sementi di barbabietole, delle sementi di piante foraggere, delle sementi di cereali, dei tuberi-seme di patata, delle sementi di piante oleaginose e da fibra e delle sementi di ortaggi e al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole

Recepimento entro il : 01/02/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, EL, E, IR, L, A, P

BELGIO 2000/0391, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

GERMANIA 2000/0403, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

FRANCIA 2000/0376, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0383, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0411, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

PAESI BASSI 2000/0396, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

AUSTRIA 2000/0459, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0452, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0472, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

SVEZIA 2000/0464, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

REGNO UNITO 2000/0419, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

31999L0008

Direttiva 1999/8/CE della Commissione del 18 febbraio 1999 che modifica la direttiva 66/402/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali

Recepimento entro il : 01/02/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, E, F, I, L, A, P, S, UK

BELGIO 2000/0390, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0431, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0402, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0438, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

FRANCIA 2000/0375, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0382, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0426, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

PAESI BASSI 2000/0395, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

AUSTRIA 2000/0458, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0451, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0471, MM - Data d'invio allo SM : 04/08/2000

REGNO UNITO 2000/0418, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0054

Direttiva 1999/54/CE della Commissione, del 26 maggio 1999, recante modifica della direttiva 66/402/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, E, F, I, L, A, UK

GERMANIA 2000/0812, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

GRECIA 2000/0846, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

IRLANDA 2000/0834, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

PAESI BASSI 2000/0806, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0876, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0865, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

FINLANDIA 2000/0895, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0888, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

31999L0066

Direttiva 1999/66/CE della Commissione del 28 giugno 1999 che stabilisce le modalità relative alle etichette o ad altri documenti rilasciati dal fornitore ai sensi della direttiva 98/56/CE del Consiglio

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, EL, E, IR, I, A, P, S, UK

BELGIO 2000/0206, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0280, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0227, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

GRECIA 2000/0292, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0175, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/0190, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 29/12/2000

ITALIA 2000/0238, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0218, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

PORTOGALLO 2000/0321, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

FINLANDIA 2000/0369, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

31999L0068

Direttiva 1999/68/CE della Commissione, del 28 giugno 1999, recante disposizioni di applicazione supplementari riguardanti gli elenchi delle varietà di piante ornamentali tenuti dai fornitori a norma della direttiva 98/56/CE del Consiglio

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, EL, E, IR, I, NL, A, P, S, UK

BELGIO 2000/0205, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0226, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

GRECIA 2000/0291, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0174, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/0189, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 29/12/2000

ITALIA 2000/0237, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0217, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0320, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

FINLANDIA 2000/0368, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

Alimenti per animali

31995L0053

Direttiva 95/53/CE del Consiglio, del 25 ottobre 1995, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale

Recepimento entro il : 30/04/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1998/0187, Deposito della richiesta : 01/12/1999, Causa C-1999/457

FRANCIA 1998/0201, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1998/0208, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1998/0239, Archiviazione : 05/07/2000

31995L0069

Direttiva 95/69/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1995, che fissa le condizioni e le modalità per il riconoscimento e la registrazione di taluni stabilimenti e intermediari operanti nel settore dell'alimentazione degli animali e che modifica le direttive 70/524/CEE, 74/63/CEE, 79/373/CEE e 82/471/CEE

Recepimento entro il : 01/04/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GRECIA 1998/0188, Deposito della richiesta : 01/12/1999, Causa C-1999/457

FRANCIA 1998/0202, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1998/0240, Archiviazione : 05/07/2000

31996L0024

Direttiva 96/24/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, che modifica la direttiva 79/373/CEE relativa alla commercializzazione dei mangimi composti

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

GRECIA 1998/0323, Deposito della richiesta : 11/05/2000, Causa C-2000/176

FRANCIA 1998/0350, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1998/0365, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1998/0424, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1998/0484, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 02/08/199

31996L0025

Direttiva 96/25/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, relativa alla circolazione di materie prime per mangimi, che modifica le direttive 70/524/CEE, 74/63/CEE, 82/471/CEE e 93/74/CEE e che abroga la direttiva 77/101/CEE

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

GRECIA 1998/0324, Deposito della richiesta : 11/05/2000, Causa C-2000/176

FRANCIA 1998/0351, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1998/0366, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1998/0425, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1998/0485, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 02/08/1999

31996L0051

Direttiva 96/51/CE del Consiglio del 23 luglio 1996 che modifica la direttiva 70/524/CEE relativa agli additivi nell'alimentazione degli animali

Recepimento entro il : 01/04/1998 e 01/10/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

(termine per il recep.: 1/4/1998)

GRECIA 1998/0189, Ricorso-sospensione : 05/07/2000

FRANCIA 1998/0203, Ricorso-sospensione : 05/07/2000

IRLANDA 1998/0210, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1998/0218, Ricorso - Sentenza CGCE : 07/12/2000, Causa C-1999/395

LUSSEMBURGO 1998/0228, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1998/0241, Archiviazione : 05/07/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, IR, L, NL, A, P, FI, S

(termine per il recep.: 1/10/1999)

DANIMARCA 2000/0088, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 2000/0011, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0114, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0011, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 28/07/2000

GRECIA 2000/0106, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 18/09/2000

IRLANDA 2000/00821, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 2000/0063, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 03/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0027, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 2000/0140, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0129, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0166, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 2000/0153, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 2000/0071, Parere motivato - Data d'invio allo SM : 03/08/2000

31997L0008

Direttiva 97/8/CE della Commissione del 7 febbraio 1997 che modifica la direttiva 74/63/CEE del Consiglio relativa alle sostanze ed ai prodotti indesiderabili nell'alimentazione degli animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

FRANCIA 1998/0356, Deposito della richiesta: 06/11/2000, Causa C-2000/403

31997L0072

Direttiva 97/72/CE della Commissione del 15 dicembre 1997 che modifica la direttiva 70/524/CEE del Consiglio relativa agli additivi nell'alimentazione degli animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/03/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1998/0193, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1998/0231, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0019

Direttiva 98/19/CE della Commissione del 18 marzo 1998 che modifica la direttiva 70/524/CEE del Consiglio relativa agli additivi nell'alimentazione degli animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/05/1998 e 01/06/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1998/0339, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1998/0417, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0051

Direttiva 98/51/CE della Commissione del 9 luglio 1998 che stabilisce alcune misure di applicazione della direttiva 95/69/CE del Consiglio che fissa le condizioni e le modalità per il riconoscimento e la registrazione di taluni stabilimenti e intermediari operanti nel settore dell'alimentazione degli animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/01/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, L, NL, A, P, FI, S, UK

GRECIA 1999/0133, Deposito della richiesta : 08/05/2000, Causa C-2000/166

FRANCIA 1999/0006, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0077, Deposito della richiesta : 18/04/2000, Causa C-2000/148

LUSSEMBURGO 1999/0020, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1999/0178, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0162, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0054

Direttiva 98/54/CE della Commissione del 16 luglio 1998 recante modifica delle direttive 71/250/CEE, 72/199/CEE, 73/46/CEE e che abroga la direttiva 75/84/CEE (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 13/02/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

AUSTRIA 1999/0321, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0310, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0064

Direttiva 98/64/CE della Commissione del 3 settembre 1998 che fissa i metodi di analisi comunitari per la determinazione degli amminoacidi, delle materie grasse grezze e dell'olaquindox negli alimenti per animali e che modifica la direttiva 71/393/CEE (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

AUSTRIA 1999/0181, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0067

Direttiva 98/67/CE della Commissione del 7 settembre 1998 che modifica le direttive del Consiglio 80/511/CEE, 82/475/CEE, 91/357/CEE e 96/25/CE e che abroga la direttiva 92/87/CEE (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

GRECIA 1999/0137, Deposito della richiesta : 08/05/2000, Causa C-2000/166

FRANCIA 1999/0010, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1999/0110, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 1999/0023, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 1999/0182, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0097, PM - Data d'invio allo SM : 02/08/1999

31998L0068

Direttiva 98/68/CE della Commissione del 10 settembre 1998 che stabilisce il modello di documento di cui all'articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 95/53/CE del Consiglio nonché talune modalità relative ai controlli, all'entrata nella Comunità, di alimenti per animali provenienti da paesi terzi (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/03/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GERMANIA 1999/0365, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0402, Deposito della richiesta : 26/10/2000, Causa C-2000/397

FRANCIA 1999/0339, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1999/0389, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 1999/0374, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0346, Deposito della richiesta : 11/09/2000, Rinuncia agli atti : 21/12/2000

AUSTRIA 1999/0422, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0415, PM - Data d'invio allo SM : 17/02/2000

31998L0087

Direttiva 98/87/CE della Commissione del 13 novembre 1998 che modifica la direttiva 79/373/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione degli alimenti composti per animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

GRECIA 1999/0538, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0548, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 1999/0445, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 1999/0519, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0455, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 1999/0593, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 1999/0507, PM - Data d'invio allo SM : 2//02/2000

31998L0088

Direttiva 98/88/CE della Commissione del 13 novembre 1998 che stabilisce gli orientamenti per l'identificazione al microscopio e la stima dei costituenti di origine animale nell'ambito del controllo ufficiale degli alimenti per animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/09/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

GRECIA 1999/0650, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0020

Direttiva 1999/20/CE del Consiglio del 22 marzo 1999 che modifica le direttive 70/524/CEE relativa agli additivi nell'alimentazione degli animali, 82/471/CEE relativa a taluni prodotti impiegati nell'alimentazione degli animali, 95/53/CE che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli ufficiali nel settore dell'alimentazione animale e 95/69/CE che fissa le condizioni e le modalità per il riconoscimento e la registrazione di taluni stabilimenti e intermediari operanti nel settore dell'alimentazione degli animali

Recepimento entro il : 30/09/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, IR, I, L, NL A, P, FI, S

GRECIA 2000/0098, PM - Data d'invio allo SM : 18/09/2000

SPAGNA 2000/0109, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 2000/0005, PM - Data d'invio allo SM : 28/07/2000

IRLANDA 2000/0079, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 2000/0059, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0021, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0133, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 2000/0162 , Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 2000/0066, PM - Data d'invio allo SM : 03/08/2000

31999L0027

Direttiva 1999/27/CE della Commissione, del 20 aprile 1999, che fissa i metodi di analisi comunitari per la determinazione dell'amprolium, del diclazuril e del carbadox negli alimenti per animali, che modifica le direttive 71/250/CEE e 73/46/CEE e che revoca la direttiva 74/203/CEE

Recepimento entro il : 31/10/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

DANIMARCA 2000/0084, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 2000/0092, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 2000/0108, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 2000/0004, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 2000/0053, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0015, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 2000/0132, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0118, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0156, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 2000/0143, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0061

Direttiva 1999/61/CE della Commissione del 18 giugno 1999 che modifica gli allegati delle direttive 79/373/CEE e 96/25/CE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/10/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: tutti

BELGIO 2000/0028, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 2000/0090, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0002, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0072, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/0013, Archiviazione : 21/12/2000

PAESI BASSI 2000/0040, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 2000/0131, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0116, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0155, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 2000/0142, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 2000/0065, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0076

Direttiva 1999/76/CE della Commissione del 23 luglio 1999 che fissa i metodi di analisi comunitari per la determinazione del lasalocid sodico negli alimenti per animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/10/1999 e 01/02/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, EL, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

GERMANIA 2000/0044, Archiviazione : 05/07/2000

DANIMARCA 2000/0083, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 2000/0089, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 2000/0107, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 2000/0001, Archiviazione : 05/07/2000

ITALIA 2000/0052, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0012, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 2000/0039, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 2000/0130, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 2000/0115, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0154, Archiviazione : 05/07/2000

SVEZIA 2000/0141, Archiviazione : 05/07/2000

REGNO UNITO 2000/0054, MM - Data d'invio allo SM : 18/02/2000

31999L0078

Direttiva 1999/78/CE della Commissione del 27 luglio 1999 che modifica la direttiva 95/10/CE (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/11/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

GERMANIA 2000/0225, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0279, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0290, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

FRANCIA 2000/0173, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0188, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0343, Archiviazione : 21/12//2000

PORTOGALLO 2000/0319, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0367, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0357, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0251, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

31999L0079

Direttiva 1999/79/CE della Commissione del 27 luglio 1999 recante modifica alla terza direttiva 72/199/CEE che fissa i metodi di analisi comunitari per i controlli degli alimenti per gli animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, DK, D, E, F, IR, I, L, NL, A, P, FI, S

DANIMARCA 2000/0278, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0289, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

ITALIA 2000/0036, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0342, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0318, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0251, MM - Data d'invio allo SM : 13/07/2000

32000L0045

Direttiva 2000/45/CE della Commissione, del 6 luglio 2000, che fissa i metodi di analisi comunitari per la determinazione della vitamina A, della vitamina E e del triptofano negli alimenti per animali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/08/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione: B, D, IR, NL

Agenti contaminanti

31998L0053

Direttiva 98/53/CE della Commissione del 16 luglio 1998 che fissa metodi per il prelievo di campioni e metodi d'analisi per il controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni contaminanti nei prodotti alimentari (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/2000

Stati membri che hanno comunicato i provvedimenti di attuazione : L

Prodotti alimentari

31997L0060

Direttiva 97/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 ottobre 1997 recante terza modifica della direttiva 88/344/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti i solventi da estrazione impiegati nella preparazione dei prodotti alimentari e dei loro ingredienti

Recepimento entro il : 27/10/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

IRLANDA 1998/0573, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0028

Direttiva 98/28/CE della Commissione del 29 aprile 1998 recante deroga a talune disposizioni della direttiva 93/43/CEE sull'igiene dei prodotti alimentari, con riguardo al trasporto via mare dello zucchero greggio (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/08/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

IRLANDA 1998/0508, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 1998/0527, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0036

Direttiva 98/36/CE della Commissione del 2 giugno 1998 che modifica la direttiva 96/5/CE sugli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1998, 01/01/1999 e 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti

BELGIO 1999/0032, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1999/0105, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0066

Direttiva 98/66/CE della Commissione del 4 settembre 1998 che modifica la direttiva 95/31/CE che stabilisce i requisiti di purezza specifici per gli edulcoranti per uso alimentare (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, E, F, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GERMANIA 1999/0487, PM - Data d'invio allo SM : 13/03/2000

IRLANDA 1999/0517, PM - Data d'invio allo SM : 13/03/2000

PORTOGALLO 1999/0560, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0072

Direttiva 98/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 ottobre 1998 che modifica la direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti

Recepimento entro il : 04/05/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, E, F, IR, I, NL, A, FI, S, UK

GERMANIA 2000/0567, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0695, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0591, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0511, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0724, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

31998L0086

Direttiva 98/86/CE della Commissione dell'11 novembre 1998 recante modifica della direttiva 96/77/CE della Commissione che stabilisce i requisiti di purezza specifici per gli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, E, F, I, L, NL, A, P, FI, S, UK

GERMANIA 1999/0488, PM - Data d'invio allo SM : 13/03/2000

GRECIA 1999/0537, Archiviazione : 21/03/2000

SPAGNA 1999/0547, Archiviazione : 21/03/2000

IRLANDA 1999/0518, PM - Data d'invio allo SM : 13/03/2000

AUSTRIA 1999/0572, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 1999/0561, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0002

Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti

Recepimento entro il : 20/09/2000 e 20/03/2001

Stati membri che hanno comunicato: DK, D, EL, IR, A, FI, S, UK

31999L0003

Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 che stabilisce un elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti

Recepimento entro il : 20/09/2000

Stati membri che hanno comunicato: D, EL, IR, A, FI, S, UK

31999L0021

Direttiva 1999/21/CE della Commissione, del 25 marzo 1999, sugli alimenti dietetici destinati a fini medici speciali (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/04/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, E, F, L, NL, P, FI, S, UK

BELGIO 2000/0529, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0562, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

GRECIA 2000/0672, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0486, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0623, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

ITALIA 2000/0586, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0507, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0741, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0718, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0604, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0039

Direttiva 1999/39/CE della Commissione, del 6 maggio 1999, che modifica la direttiva 96/5/CE sugli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000 e 01/07/2002

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, F, IR, I, L, NL, FI, S

DANIMARCA 2000/0648, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0561, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0671, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0691, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0485, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0622, Archiviazione : 21/12/2000

ITALIA 2000/0585, Archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0506, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0740, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0717, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FINLANDIA 2000/0776, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0761, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0603, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

31999L0041

Direttiva 1999/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 giugno 1999, che modifica la direttiva 89/398/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i prodotti alimentari destinati ad un'alimentazione particolare

Recepimento entro il : 08/07/2000 e 08/07/2001

Stati membri che hanno comunicato: D, E, IR, NL, FI

BELGIO 2000/0799, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

DANIMARCA 2000/0842, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

GRECIA 2000/0848, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

FRANCIA 2000/0788, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

ITALIA 2000/0821, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

LUSSEMBURGO 2000/0796, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0878, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0867, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0889, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

REGNO UNITO 2000/0828, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

31999L0050

Direttiva 1999/50/CE della Commissione del 25 maggio 1999 che modifica la direttiva 91/321/CEE sugli alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, F, L, NL, FI, S

DANIMARCA 2000/0646, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0560, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0669, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0690, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0483, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0620, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

ITALIA 2000/0583, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0505, Archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0738, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0715, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FINLANDIA 2000/0774, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0759, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0601, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

31999L0075

Direttiva 1999/75/CE della Commissione, del 22 luglio 1999, che modifica la direttiva 95/45/CE che stabilisce i requisiti di sicurezza specifici per le sostanze coloranti per uso alimentare (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, E, F, I, NL, FI

GERMANIA 2000/0811, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

IRLANDA 2000/0833, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

LUSSEMBURGO 2000/0795, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

AUSTRIA 2000/0875, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0864, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

SVEZIA 2000/0887, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

REGNO UNITO 2000/0826, MM - Data d'invio allo SM : 30/11/2000

31999L0091

Direttiva 1999/91/CE della Commissione, del 23 novembre 1999, che modifica la direttiva 90/128/CEE relativa ai materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, EL, E, I, S

Tutela dei consumatori

31997L0007

Direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 1997 riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza - Dichiarazione del Consiglio e del Parlamento europeo sull'articolo 6, paragrafo 1 - Dichiarazione della Commissione sull'articolo 3, paragrafo 1, primo trattino

Recepimento entro il : 04/06/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, I, A, S, UK

GERMANIA 2000/0570, Archiviazione : 21/12/2000

SPAGNA 2000/0702, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

GRECIA 2000/0681, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0497, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

IRLANDA 2000/0633, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0517, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0554, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PORTOGALLO 2000/0730, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FINLANDIA 2000/0785, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

SVEZIA 2000/0767, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0610, Archiviazione : 21/12/2000

31997L0055

Direttiva 97/55/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 ottobre 1997 che modifica la direttiva 84/450/CEE relativa alla pubblicità ingannevole al fine di includervi la pubblicità comparativa

Recepimento entro il : 23/04/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, IR, I, A, P, S, UK

GRECIA 2000/0680, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0700, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0495, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0516, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0553, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FINLANDIA 2000/0783, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

SVEZIA 2000/0765, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0609, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0006

Direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 relativa alla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori

Recepimento entro il : 18/03/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, F, I, NL, A, P, FI, S, UK

BELGIO 2000/0536, Archiviazione : 21/12/2000

DANIMARCA 2000/0654, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0679, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0698, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0493, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0630, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0514, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0748, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0727, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0782, Archiviazione : 21/12/2000

SVEZIA 2000/0764, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0608, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0007

Direttiva 98/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998 che modifica la direttiva 87/102/CEE relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo

Recepimento entro il : 21/04/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, I, NL, A, P, FI, S, UK

DANIMARCA 2000/0653, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 2000/0569, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0678, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

SPAGNA 2000/0697, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

FRANCIA 2000/0492, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

IRLANDA 2000/0629, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

LUSSEMBURGO 2000/0513, MM - Data d'invio allo SM : 08/08/2000

AUSTRIA 2000/0747, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0726, Archiviazione : 21/12/2000

FISCALITÀ

IVA

31998L0080 Direttiva 98/80/CE del Consiglio del 12 ottobre 1998 che completa il sistema di imposta sul valore aggiunto e modifica la direttiva 77/388/CEE - Regime particolare applicabile all'oro

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti

AUSTRIA 2000/0349, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0303, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0270, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione : 21/12/2000

REGNO UNITO 2000/0255, MM - data dell'invio : 13/07/2000, Archiviazione : 21/12/2000

32000L0017 Direttiva 2000/17/CE del Consiglio, del 30 marzo 2000, che modifica la direttiva 77/388/CEE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto - disposizioni transitorie relative alla Repubblica d'Austria e alla Repubblica portoghese

Recepimento entro il : 01/01/1999

Stati membri che hanno comunicato: nessuno

AUSTRIA 2000/0874, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0862, MM - data dell'invio : 30/11/2000

Accise

32000L0044 Direttiva 2000/44/CE del Consiglio, del 30 giugno 2000, che modifica la direttiva 92/12/CEE per quanto riguarda i limiti quantitativi temporanei sui prodotti soggetti ad accisa introdotti in Svezia in provenienza da altri Stati membri

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: nessuno

SVEZIA 2000/0886, MM - data dell'invio : 30/11/2000

ENERGIA

Energia elettrica

31996L0092 Direttiva 96/92/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica

Recepimento entro il : 18/02/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

FRANCIA 1999/2185, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/2186, Archiviazione : 20/12/2000

Gas

31998L0030 Direttiva 98/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale

Recepimento entro il : 01/08/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, EL, E, IR, NL, A, P, FI, S, UK

FRANCIA 2000/2215, MM - data d'invio : 22/09/2000

LUSSEMBURGO 2000/2216, MM - data d'invio : 22/09/2000

PORTOGALLO 2000/2217, MM - data d'invio : 22/09/2000

GERMANIA 2000/2218, MM - data d'invio : 19/10/2000

Carbone e petrolio

31998L0093 Direttiva 98/93/CE del Consiglio del 14 dicembre 1998 che modifica la direttiva 68/414/CEE che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri della CEE di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi

Recepimento entro il : 01/01/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, F, IR, L, NL, A, FI, S, UK

ITALIA 2000/0241, MM - data dell'invio : 13/07/2000

PORTOGALLO 2000/0330, PM - data dell'invio : 29/12/2000

GRECIA 2000/0300, archiviazione : 21/12/2000

AUSTRIA 2000/0347, archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0268, archiviazione : 21/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0195, archiviazione : 21/12/2000

Energia rinnovabile ed efficienza energetica

31996L0057 Direttiva 96/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 settembre 1996 sui requisiti di rendimento energetico di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di uso domestico

Recepimento entro il : 03/09/1997 e 04/09/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

ITALIA 1997/0651, Archiviazione : 11/10/2000

31998L0011 Direttiva 98/11/CE della Commissione del 27 gennaio 1998 che stabilisce le modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante l'efficienza energetica delle lampade per uso domestico (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 14/06/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne I

ITALIA 1999/0492, PM - data d'invio : 03/08/2000

FINLANDIA 1999/0589, Archiviazione : 20/12/2000

PAESI BASSI 1999/0473, Archiviazione : 26/07/2000

AUSTRIA 1999/0568, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1999/0554, Archiviazione : 05/07/2000

GRECIA 1999/0533, Archiviazione : 05/07/2000

IRLANDA 1999/0512, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0484, Archiviazione : 05/07/2000

BELGIO 1999/0461, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0451, Archiviazione : 05/07/2000

TRASPORTI

Trasporti terrestri, su strada e per via navigabile

31996L0050 Direttiva 96/50/CE del Consiglio del 23 luglio 1996 riguardante l'armonizzazione dei requisiti per il conseguimento dei certificati nazionali di conduzione di navi per il trasporto di merci e di persone nella Comunità nel settore della navigazione interna

Recepimento entro il : 07/04/1998

Stati membri che hanno comunicato: B, D, I, L, A, P, UK

ITALIA 1998/0559, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1999/2003, Ricorso - invio : 22/12/2000, Causa C-2000/468

PAESI BASSI 1998/0236, PM - data d'invio : 01/07/1999

PORTOGALLO 1999/2006, archiviazione : 05/07/2000

31998L0076 Direttiva 98/76/CE del Consiglio del 1° ottobre 1998 che modifica la direttiva 96/26/CE riguardante l'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e di viaggiatori, nonché il riconoscimento reciproco di diplomi, certificati e altri titoli allo scopo di favorire l'esercizio della libertà di stabilimento di detti trasportatori nel settore dei trasporti nazionali ed internazionali

Recepimento entro il : 01/10/1999

Stati membri che hanno comunicato: DK, E, IR, NL, P, FI, UK

BELGIO 2000/0038, PM - data dell'invio : 07/09/2000

LUSSEMBURGO 2000/0025, PM - data dell'invio : 01/08/2000

FRANCIA 2000/0010, PM - data dell'invio : 19/10/2000

ITALIA 2000/0062, PM - data dell'invio : 03/08/2000

GRECIA 2000/0104, PM - data dell'invio : 01/08/2000

AUSTRIA 2000/0138, PM - data dell'invio : 24/10/2000

SVEZIA 2000/0151, PM - data dell'invio : 01/08/2000

GERMANIA 2000/0049, archiviazione : 21/12/2000

31999L0052 Direttiva 1999/52/CE della Commissione, del 26 maggio 1999, che adegua al progresso tecnico la direttiva 96/96/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 01/10/2000

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, E, F, I, P, FI, UK

31999L0062 Direttiva 1999/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 1999, relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di alcune infrastrutture

Recepimento entro il : 01/07/2000

Stati membri che hanno comunicato: E, I, UK

BELGIO 2000/0910, MM - data dell'invio : 5/12/2000

DANIMARCA 2000/0927, MM - data dell'invio : 5/12/2000

GERMANIA 2000/0915, MM - data dell'invio : 5/12/2000

GRECIA 2000/0931, MM - data dell'invio : 5/12/2000

SPAGNA 2000/0934, MM - data dell'invio : 5/12/2000

FRANCIA 2000/0902, MM - data dell'invio : 5/12/2000

IRLANDA 2000/0924, MM - data dell'invio : 5/12/2000

LUSSEMBURGO 2000/0906, MM - data dell'invio : 5/12/2000

PAESI BASSI 2000/0913, MM - data dell'invio : 5/12/2000

AUSTRIA 2000/0941, MM - data dell'invio : 5/12/2000

PORTOGALLO 2000/0938, MM - data dell'invio : 5/12/2000

FINLANDIA 2000/0947, MM - data dell'invio : 5/12/2000

SVEZIA 2000/0944, MM - data dell'invio : 5/12/2000

Trasporti ferroviari

31995L0018 Direttiva 95/18/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, relativa alle licenze delle imprese ferroviarie

Recepimento entro il : 27/06/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

FRANCIA 1997/0339, Archiviazione : 02/02/2000

IRLANDA 1997/0357, Archiviazione : 02/02/2000

ITALIA 1997/0370, Archiviazione : 02/02/2000

LUSSEMBURGO 1997/0383, Archiviazione : 02/02/2000

31995L0019 Direttiva 95/19/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, riguardante la ripartizione delle capacità di infrastruttura ferroviaria e la riscossione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura

Recepimento entro il : 27/06/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

IRLANDA 1997/0358, Archiviazione : 02/02/2000

ITALIA 1997/0371, Archiviazione : 02/02/2000

LUSSEMBURGO 1997/0384, Archiviazione : 02/02/2000

31996L0048 Direttiva 96/48/CE del Consiglio del 23 luglio 1996 relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocità

Recepimento entro il : 08/04/1999

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, E, L, NL, P,

FRANCIA 1999/0337, PM - data d'invio : 31/01/2000

REGNO UNITO 1999/0377, Ricorso-invio : 29/11/2000, Causa C-2000/441

IRLANDA 1999/0383, Ricorso-invio : 06/10/2000, Causa C-2000/370

GRECIA 1999/0396, Ricorso-invio : 21/12/2000, Causa C-2000/460

AUSTRIA 1999/0418, PM - data d'invio : 24/01/2000

SVEZIA 1999/0424, Ricorso-invio : 09/11/2000, Causa C-2000/410

FINLANDIA 1999/0428, PM - data dell'invio : 24/02/2000

PORTOGALLO 1999/0407, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0355, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0342, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0405, Archiviazione : 11/10/2000

BELGIO 1999/0349, Archiviazione : 11/10/2000

Trasporti terrestri, sicurezza/tecnologia

31994L0055 Direttiva 94/55/CE del Consiglio, del 21 novembre 1994, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada

Recepimento entro il : 31/12/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IR

IRLANDA 1998/0042, Ricorso - Sentenza : 26/09/2000, Causa C-1999/408

31995L0050 Direttiva 95/50/CE del Consiglio, del 6 ottobre 1995, sull'adozione di procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di merci pericolose

Recepimento entro il : 01/01/1997

Stati membri che hanno comunicato : tutti tranne IR

IRLANDA 1997/0506, Ricorso - Sentenza : 14/12/2000, Causa C-1999/347

31996L0035 Direttiva 96/35/CE del Consiglio del 3 giugno 1996 relativa alla designazione e alla qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia o per via navigabile di merci pericolose

Recepimento entro il : 31/12/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti tranne EL e IR

IRLANDA 2000/0272, MM - data d'invio : 13/072000

GRECIA 2000/0306, MM - data d'invio : 13/07/2000

PORTOGALLO 2000/0336, archiviazione : 21/12/2000

31996L0049 Direttiva 96/49/CE del Consiglio del 23 luglio 1996 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia

Recepimento entro il : 31/12/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL e IR

IRLANDA 1999/0384, Ricorso-invio : 10/10/2000, Causa C-2000/372

GRECIA 1999/0397, PM - data d'invio : 24/01/2000

PORTOGALLO 1999/0408 archiviazione : 21/12/2000

31996L0053 Direttiva 96/53/CE del Consiglio del 25 luglio 1996 che stabilisce, per taluni veicoli stradali che circolano nella Comunità, le dimensioni massime autorizzate nel traffico nazionale e internazionale e i pesi massimi autorizzati nel traffico internazionale

Recepimento entro il : 16/09/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

IRLANDA 1997/0633, Archiviazione : 21/12/2000

GERMANIA 1997/0574, Archiviazione : 11/10/2000

31996L0086 Direttiva 96/86/CE della Commissione del 13 dicembre 1996 che adegua al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IR

IRLANDA 1998/0045, Ricorso - Sentenza : 26/09/2000, Causa C-1999/408

GRECIA 1998/0022, Archiviazione : 05/07/2000

31996L0087 Direttiva 96/87/CE della Commissione del 13 dicembre 1996 che adegua al progresso tecnico la direttiva 96/49/CE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/12/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IR e EL

IRLANDA 1999/0385, Ricorso-invio : 10/10/2000, Causa C-2000/372

GRECIA 1999/0398, PM - data d'invio : 24/01/2000

PORTOGALLO 1999/0409, archiviazione : 21/12/2000

31996L0096 Direttiva 96/96/CE del Consiglio del 20 dicembre 1996 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative al controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi

Recepimento entro il : 09/03/1998 e 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato : tutti

PORTOGALLO 1998/0253, Archiviazione : 21/03/2000

31999L0047 Direttiva 1999/47/CE della Commissione del 21 maggio 1999 che adegua al progresso tecnico per la seconda volta la direttiva 94/55/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada

Recepimento entro il : 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti tranne EL e IR

IRLANDA 2000/0265, MM - data d'invio : 13/07/2000

GRECIA 2000/0294, MM - data d'invio :13/07/2000

PORTOGALLO 2000/0323, archiviazione : 21/12/2000

31999L0036 Direttiva 1999/36/CE del Consiglio del 29 aprile 1999 in materia di attrezzature a pressione trasportabili

Recepimento entro il : 01/12/2000

Stati membri che hanno comunicato : S

31999L0048 Direttiva 1999/48/CE della Commissione del 21 maggio 1999 che adegua al progresso tecnico per la seconda volta la direttiva 96/49/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia

Recepimento entro il : 01/07/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, E, F, L, NL, A, P, FI, S, UK

ITALIA 2000/0239, PM - data dell'invio : 29/12/2000

IRLANDA 2000/0264, MM - data dell'invio : 13/07/2000

GRECIA 2000/0293, MM - data dell'invio : 13/07/2000

PORTOGALLO 2000/0322, archiviazione : 20/12/2000

32000L0018 Direttiva 2000/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2000, relativa alle prescrizioni minime applicabili all'esame di consulente per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia e per via navigabile di merci pericolose

Recepimento entro il : 19/08/2000

Stati membri che hanno comunicato : B, DK, D, E, F, L, NL, A, FI, S, UK

ITALIA 2000/0819, MM - data dell'invio : 30/11/2000

IRLANDA 2000/0832, MM - data dell'invio : 30/11/2000

GRECIA 2000/0844, MM - data dell'invio : 30/11/2000

PORTOGALLO 2000/0861, MM - data dell'invio : 30/11/2000

Trasporti aerei

31996L0067 Direttiva 96/67/CE del Consiglio del 15 ottobre 1996 relativa all'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità

Recepimento entro il : 25/10/1997

Stati membri che hanno comunicato: tutti

SVEZIA 1997/0740, Archiviazione : 05/07/2000

PORTOGALLO 1997/0705, Archiviazione : 02/02/2000

BELGIO 1997/0543, Archiviazione : 05/07/2000

31994L0056 Direttiva 94/56/CE del Consiglio, del 21 novembre 1994, che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste su incidenti e inconvenienti nel settore dell'aviazione civile

Recepimento entro il : 21/11/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne EL e L

LUSSEMBURGO 1997/0107, MM 228 - data dell'invio : 27/09/2000

GRECIA 1997/0047, Ricorso-invio : 22/12/1999, Causa C-1999/494

31998L0020 Direttiva 98/20/CE del Consiglio del 30 marzo 1998 che modifica la direttiva 92/14/CEE sulla limitazione dell'utilizzazione degli aerei disciplinati dall'allegato 16 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, volume 1, parte II, capitolo 2, seconda edizione (1988)

Recepimento entro il : 28/02/1999 e 31/03/2002

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne IR

IRLANDA 1999/0274, Ricorso-sospensione : 21/12/2000

PORTOGALLO 1999/0307, Archiviazione : 21/03/2000

SPAGNA 1999/0295, Archiviazione : 21/03/2000

GRECIA 1999/0286, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 1999/0246, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0221, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0028 Direttiva 1999/28/CE della Commissione, del 21 aprile 1999, che modifica la direttiva 92/14/CEE del Consiglio sulla limitazione dell'utilizzazione degli aerei disciplinati dall'allegato 16 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, volume 1, parte II, capitolo 2, seconda edizione (1988)

Recepimento entro il : 01/09/1999

Stati membri che hanno comunicato : tutti tranne IR

IRLANDA 2000/0073, PM - data dell'invio : 03/08/2000

PORTOGALLO 2000/0117, Archiviazione : 05/07/2000

BELGIO 2000/0029, Archiviazione : 21/12/2000

GRECIA 2000/0091, Archiviazione : 05/07/2000

GERMANIA 2000/0045, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 2000/0014, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 2000/0003, Archiviazione : 11/04/2000

Trasporti marittimi

31998L0035 Direttiva 98/35/CE del Consiglio del 25 maggio 1998 che modifica la direttiva 94/58/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare

Recepimento entro il : 25/05/1999

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, E, EL, F, IR, FI, S, UK

ITALIA 1999/0493, PM - data d'invio : 31/01/2000

LUSSEMBURGO 1999/0452, Ricorso-invio : 03/08/2000, Causa C-2000/297

PAESI BASSI 1999/0474, PM - data d'invio : 05/04/2000

PORTOGALLO 1999/0555, PM - data d'invio : 27/01/2000

AUSTRIA 1999/0565, PM - data d'invio : 27/01/2000

GRECIA 1999/0644, Archiviazione : 11/04/2000

SVEZIA 1999/0578, Archiviazione : 05/07/2000

SPAGNA 1999/0543, Archiviazione : 21/03/2000

BELGIO 1999/0462, Archiviazione : 11/04/2000

FRANCIA 1999/0438, Archiviazione : 05/07/2000

31999L0097 Direttiva 1999/97/CE della Commissione, del 13 dicembre 1999, che modifica la direttiva 95/21/CE del Consiglio relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (controllo dello Stato di approdo) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 14/12/2000

Stati membri che hanno comunicato: E, P

31995L0021 Direttiva 95/21/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati Membri (controllo dello Stato di approdo)

Recepimento entro il : 30/06/1996

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne I

ITALIA 1996/0997, PM228 - data d'invio : 07/09/2000

31996L0098 Direttiva 96/98/CE del Consiglio del 20 dicembre 1996 sull'equipaggiamento marittimo

Recepimento entro il : 30/06/1998 e 01/01/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

ITALIA 1998/0391, Archiviazione : 21/03/2000

LUSSEMBURGO 1998/0408, Archiviazione : 11/10/2000

31997L0058 Direttiva 97/58/CE della Commissione del 26 settembre 1997 che modifica la direttiva 94/57/CE del Consiglio relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/09/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti

LUSSEMBURGO 1998/0541, Archiviazione : 21/03/2000

31997L0070 Direttiva 97/70/CE del Consiglio del'11 dicembre 1997 che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri

Recepimento entro il : 01/01/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne NL

ITALIA 1999/0072, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0044, Ricorso-invio : 03/10/2000, Causa C-2000/364

REGNO UNITO 1999/0090, Archiviazione : 05/07/2000

AUSTRIA 1999/0175, Archiviazione : 21/03/2000

SVEZIA 1999/0188, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 1999/0200, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0016, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1999/0002, Archiviazione : 05/07/2000

31998L0018 Direttiva 98/18/CE del Consiglio del 17 marzo 1998 relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri

Recepimento entro il : 01/07/1998

Stati membri che hanno comunicato: B, DK, D, EL, E, F, I, IR, NL, A, FI, S

LUSSEMBURGO 1999/0220, Ricorso-invio : 13/10/2000, Causa C-2000/377

REGNO UNITO 1999/0264, PM - data dell'invio : 03/08/2000

PORTOGALLO 1999/0306, PM - data dell'invio : 01/08/2000

AUSTRIA 1999/0317, Archiviazione : 11/10/2000

SVEZIA 1999/0325, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 1999/0331, Archiviazione : 05/07/2000

PAESI BASSI 1999/0235, Archiviazione : 21/12/2000

FRANCIA 1999/0211, Archiviazione : 11/10/2000

ITALIA 1999/0254, Archiviazione : 31/10/2000

31998L0025 Direttiva 98/25/CE del Consiglio del 27 aprile 1998 che modifica la direttiva 95/21/CE, relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (controllo dello Stato di approdo)

Recepimento entro il : 01/07/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne I

ITALIA 1999/0369, PM - data d'invio : 31/01/2000

LUSSEMBURGO 2000/0386, Archiviazione : 11/10/2000

PORTOGALLO 1999/0411, Archiviazione : 11/10/2000

31998L0041 Direttiva 98/41/CE del Consiglio del 18 giugno 1998 relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità

Recepimento entro il : 31/12/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne NL e A

PAESI BASSI 1999/0237, Ricorso-invio : 09/11/2000, Causa C-2000/413

AUSTRIA 1999/0319, PM - data dell'invio : 19/07/2000

SVEZIA 1999/0327, Archiviazione : 05/07/2000

FRANCIA 1999/0213, Archiviazione : 05/07/2000

FINLANDIA 1999/0332, archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 1999/0308, Archiviazione : 11/10/2000

LUSSEMBURGO 1999/0222, Archiviazione : 11/10/2000

31998L0042 Direttiva 98/42/CE della Commissione del 19 giugno 1998 che modifica la direttiva 95/21/CE del Consiglio relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (controllo dello Stato di approdo) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/09/1998

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne I

ITALIA 1999/0373, PM - data d'invio : 31/01/2000

LUSSEMBURGO 2000/0385, Archiviazione : 11/10/2000

PORTOGALLO 1999/0414, Archiviazione : 11/10/2000

31998L0055 Direttiva 98/55/CE del Consiglio del 17 luglio 1998 che modifica la direttiva 93/75/CEE relativa alle condizioni minime necessarie per le navi dirette a porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano merci pericolose o inquinanti

Recepimento entro il : 31/12/1998

LUSSEMBURGO 1999/0021, Archiviazione : 11/10/2000

PORTOGALLO 1999/0163, Archiviazione : 11/10/2000

31998L0074 Direttiva 98/74/CE della Commissione del 1° ottobre 1998 che modifica la direttiva 93/75/CEE del Consiglio relativa alle condizioni minime necessarie per le navi dirette ai porti marittimi della Comunità o che ne escono e che trasportano merci pericolose o inquinanti (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 02/11/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

LUSSEMBURGO 2000/0197, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0333, Archiviazione : 11/10/2000

AUSTRIA 2000/0350, Archiviazione : 21/12/2000

FINLANDIA 2000/0371, Archiviazione : 21/12/2000

31998L0085 Direttiva 98/85/CE della Commissione dell'11 novembre 1998 che modifica la direttiva 96/98/CE del Consiglio sull'equipaggiamento marittimo (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 30/04/1999

Stati membri che hanno comunicato: tutti

PAESI BASSI 1999/0361, Archiviazione : 05/07/2000

LUSSEMBURGO 1999/0348, Archiviazione : 11/10/2000

BELGIO 1999/0354, Archiviazione : 21/03/2000

31999L0019 Direttiva 1999/19/CE della Commissione del 18 marzo 1999 recante modifica della direttiva 97/70/CE del Consiglio che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri (Testo rilevante ai fini del SEE)

Recepimento entro il : 31/05/2000

Stati membri che hanno comunicato: tutti tranne B e NL

BELGIO 2000/0530, MM - data dell'invio : 08/08/2000

PAESI BASSI 2000/0548, MM - data dell'invio : 08/08/2000

DANIMARCA 2000/0649, Archiviazione : 21/12/2000

PORTOGALLO 2000/0719, Archiviazione : 21/12/2000

IRLANDA 2000/0624, Archiviazione : 21/12/2000

31999L0035 Direttiva 1999/35/CE del Consiglio del 29 aprile 1999 relativa a un sistema di visite obbligatorie per l'esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti roll-on/roll-off e di unità veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea

Recepimento entro il : 01/12/2000

Stati membri che hanno comunicato: DK, D, E

ALLEGATO IV

PARTE 1 - Tabella riassuntiva.

Stato della comunicazione dei provvedimenti nazionali

di attuazione delle direttive (situazione al 31 dicembre 2000)

>SPAZIO PER TABELLA>

PARTE 2 - Infrazioni per mancanza di conformità

>SPAZIO PER TABELLA>

PARTE 3 - Infrazioni per scorretta applicazione

delle misure nazionali d'attuazione delle direttive

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO V

Sentenze della Corte pronunciate fino al 31.12.2000

e che

non hanno ancora ricevuto esecuzione

Belgio

Sentenza del 27/9/88, causa C-42/87 Sentenza del 3/5/94, causa C-47/93

Discriminazione in materia di finanziamento pubblico; istruzione superiore di livello non universitario.

Con un decreto, adottato nel marzo 2000, la Comunità francese ha modificato la propria legislazione per conformarla al diritto comunitario. Continuano i contatti con le Autorità belghe sull'effettivo rimborso dei diritti di iscrizione (applicazione della regola di prescrizione, misure di bilancio).

Sentenza del 19/2/91, causa C-375/89

Aiuti in favore di Idealspun / Beaulieu

La Corte di appello di Gand avrebbe confermato, con sentenza del 16 novembre 2000, la sentenza del Tribunale del commercio di Courtrai, che ordinava la restituzione dell'aiuto versato. I servizi della Commissione attendono che le Autorità belghe notifichino ufficialmente tale informazione.

Sentenza del 21/1/99, causa C-207/97

Mancata comunicazione dei programmi di riduzione dell'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità.

Le Autorità belghe hanno comunicato le informazioni relative all'applicazione dei provvedimenti preannunciati dalle regioni fiamminga et vallona per conformarsi alla sentenza della Corte; detti provvedimenti sono attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 14/9/99, causa C-170/98

Accordi in materia di quote di carico, contenuti nell'accordo bilaterale Belgio-Zaire

I servizi della Commissione ritengono che il protocollo addizionale firmato con il Congo l'8 giugno 1999 ponga termine all'infrazione. La procedura potrà essere formalmente chiusa non appena tale protocollo sarà entrato in vigore.

Sentenza del 14/9/99, causa C-171/98

Accordi in materia di quote di carico, contenuti nell'accordo bilaterale UEBL-Togo

I servizi della Commissione ritengono che il protocollo addizionale concluso con il Togo il 27 settembre 1999 ponga termine all'infrazione. La procedura potrà essere formalmente chiusa non appena tale protocollo sarà entrato in vigore.

Sentenza del 14/9/99, causa C-201/98

Accordi in materia di quote di carico, contenuti nell'accordo bilaterale Belgio-Paesi CMEAOC

I servizi della Commissione ritengono che gli accordi conclusi con il Senegal, la Costa d'Avorio e il Mali siano stati adeguati correttamente. La pratica potrà essere archiviata non appena i protocolli addizionali saranno entrati in vigore.

Sentenza del 9/3/00, causa C-355/98

Restrizioni nel settore delle imprese di sicurezza privata

È stato promosso il procedimento ex articolo 228. Le Autorità belghe hanno notificato nel novembre 2000 un disegno di legge di modifica, che è attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 18/5/00, causa C-206/98

Regime di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Le Autorità belghe hanno notificato un disegno preliminare di legge recante adeguamento della legislazione relativa al regime di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro alle direttive europee.

Sentenza del 25/5/00, causa C-307/98

Conformità parziale della legislazione concernente la qualità delle acque di balneazione

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 26/9/00, causa C-478/98

Libera circolazione dei capitali - assunzione di prestiti in DM

I servizi della Commissione prenderanno contatto in un prossimo futuro con le Autorità belghe, per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 16/11/00, causa C-217/99

Etichettatura dei prodotti alimentari

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità belghe per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 30/11/00, causa C-384/99

Servizio universale

Sentenza recente

Germania

Sentenza del 22/10/98, causa C-301/95

Mancata conformità dei provvedimenti di recepimento della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

Le Autorità tedesche hanno notificato un disegno di legge; i servizi della Commissione ne attendono l'adozione. È stato deciso di adire la Corte a norma dell'articolo 228, 2 del trattato. Il ricorso è accompagnato da una domanda di penalità.

Sentenza del 8/6/99, causa C-198/97

Qualità delle acque di balneazione

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Alla fine del dicembre 2000 le Autorità tedesche hanno comunicato alcuni disegni di legge, attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 9/9/99, causa C-102/97

Eliminazione degli oli usati, rigenerazione

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Alla fine del novembre 2000 le Autorità tedesche hanno notificato alcuni disegni di legge, attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 9/9/99, causa C-217/97

Accesso all'informazione

È stato promosso il procedimento ex articolo 228, che segue il suo corso.

Sentenza dell'11/11/99, causa C-184/97

Mancata comunicazione dei programmi di riduzione dell'inquinamento causato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità.

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità tedesche per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 15/6/00, causa C-348/97

Mancata riscossione e mancato versamento delle risorse proprie per burro proveniente dai Paesi Bassi.

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità tedesche per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Grecia

Sentenza del 7/4/92, causa C-45/91

Rifiuti urbani a Creta

La Repubblica ellenica non ha applicato tutti i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza della Corte. La Commissione continua a reclamare il pagamento della penale, di cui è stata versata la prima rata, corrispondente al periodo compreso fra il 4 luglio e il 30 settembre 2000.

Sentenza del 22/10/97, causa C-375/95

Tassazione delle autovetture d'occasione

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso.

Le Autorità greche hanno notificato un disegno di legge attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza dell'11/6/98, causa C-232/95

Inquinamento del lago Vegoritis, sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso

Le Autorità greche hanno presentato progetti di programmi elaborati per conformarsi alla sentenza della Corte; i servizi della Commissione ne attendono l'adozione.

Sentenza del 15/10/98, causa C-385/97

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 93/118/CE del Consiglio, relativa al finanziamento delle ispezioni e dei controlli sanitari di carni fresche e di carni di volatili da cortile

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso

Sentenza del 28/10/99, causa C-187/98

Parità di trattamento tra gli uomini e donne in materia di sicurezza sociale

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 16/12/99, causa C-137/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 96/43/CEE, che modifica la direttiva 91/496/CEE del Consiglio, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi

È stato promosso il procedimento ex articolo 228, che segue il suo corso.

Sentenza del 13/4/00, causa C-123/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 94/62/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 25/5/00, causa C-384/97

Mancata comunicazione dei programmi de riduzione dell'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità elleniche per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 15/6/00, causa C-470/98

Finanziamento delle ispezioni veterinarie per i prodotti di origine agricola provenienti da paesi terzi

I servizi della Commissione prenderanno prossimamente contatto con le Autorità elleniche per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 19/10/00, causa C-216/98

Prezzo dei tabacchi lavorati.

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità elleniche per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 16/11/00, causa C-214/98

Finanziamento delle ispezioni e dei controlli sanitari delle carni fresche

Sentenza recente

Sentenza del 14/12/00, causa C-457/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 96/97/CE, che modifica la direttiva 86/378/CEE del Consiglio, relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nei regimi professionali di sicurezza sociale

Sentenza recente

Spagna.

Sentenza del 22/3/94, causa C-375/92

Restrizioni alla libera prestazione dei servizi di guida turistica

Le Autorità spagnole hanno comunicato le modifiche apportate agli atti legislativi. I servizi della Commissione ne attendono l'adozione definitiva.

Sentenza del 12/2/98, causa C-92/96

Inadeguata applicazione delle disposizioni previste dalla direttiva 76/160/CEE del Consiglio, concernente la qualità delle acque di balneazione, per quanto riguarda le acque interne

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso.

Le Autorità spagnole hanno notificato una risposta al parere motivato, contenente dati sostanziali, che è attualmente allo studio nei servizi della Commissione.

Sentenza del 25/11/98, causa C-214/96

Inadeguata applicazione della direttiva 76/464/CEE del Consiglio, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità (articolo 7: programmi di riduzione dell'inquinamento)

I documenti notificati dalle Autorità spagnole hanno richiesto un esame e indagini supplementari da parte dei servizi della Commissione.

Sentenza del 13/4/00, causa C-274/98

Mancata elaborazione dei programmi previsti dalla direttiva 91/676/CEE del Consiglio, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità spagnole per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte. La risposta delle Autorità spagnole è attualmente allo studio nei servizi della Commissione.

Sentenza del 23/11/00, causa C-421/98

Mancata conformità della legislazione spagnola relativa al riconoscimento reciproco dei diplomi di architetto (limitazione del campo di attività)

Sentenza recente

Francia

Sentenza dell'11/6/91, causa C-64/88

Pesca: inadeguato controllo del rispetto delle misure tecniche di conservazione

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso.

Le Autorità francesi hanno risposto al parere motivato complementare che era stato inviato loro. La risposta è attualmente allo studio nei servizi della Commissione.

Sentenza del 13/3/97, causa C-197/96

Lavoro notturno delle donne

Con ordinanza del 7 dicembre 2000 la Corte ha deciso di prorogare la sospensione della procedura, per permettere alla Francia di conformare la propria legislazione alla direttiva, conformandosi così alla sentenza. La sospensione è concessa fino al 30 dicembre 2001.

Sentenza del 9/12/97, causa C-265/95

Ostacoli all'importazione di fragole provenienti dalla Spagna

I servizi della Commissione stanno esaminando la pratica, per appurare se la sentenza della Corte esiga altri provvedimenti esecutivi.

Sentenza del 15/10/98, causa C-284/97

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 93/40/CEE, che modifica la direttiva 81/852/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle norme e ai protocolli analitici, tossico-farmacologici e clinici in materia di prove effettuate su medicinali veterinari

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso.

La pratica evolve favorevolmente; sono stati presi provvedimenti legislativi. L'atto che recepisce il disposto della direttiva 93/40/CEE dovrebbe essere adottato nella primavera del 2001.

Sentenza del 22/10/98, causa C-184/96

Preparati a base di foie gras

Il 21.12.2000 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale francese un decreto che istituisce una clausola di riconoscimento reciproco nella normativa francese sul foie gras. La pratica sarà archiviata in un prossimo futuro.

Sentenza del 18/3/99, causa C-166/97

Estuario della Senna, superficie insufficiente classificata come ZPS et regime di protezione incompleto

La pratica evolve favorevolmente.

I provvedimenti esecutivi della sentenza sono stati presi e vengono attuati progressivamente.

Sentenza del 19/5/99, causa C-225/97

Recepimento inadeguato della direttiva 92/13/CEE del Consiglio, relativa alle procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni (ricorso)

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza dell'8/7/99, causa C-354/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 96/97/CE del Consiglio, che modifica la direttiva 86/378/CEE del Consiglio, relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nei regimi professionali di sicurezza sociale

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso.

Sentenza del 25/11/99, causa C-96/98

Deteriorazione del Marais Poitevin

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 16/12/99, causa C-239/98

Recepimento non conforme delle direttive 92/49/CEE e 92/96/CEE del Consiglio, concernenti rispettivamente l'assicurazione diretta diversa dell'assicurazione sulla vita e l'assicurazione diretta sulla vita (terze direttive assicurazioni)

È stato promosso il procedimento ex articolo 228, che segue il suo corso.

Il senato ha adottato in prima lettura un disegno di legge. Il termine per l'applicazione da parte delle casse mutue resta fissato al 1. gennaio 2003, mentre le terze direttive avrebbero dovuto essere recepite nel diritto francese nel 1994.

Sentenza del 15/2/00, causa C-34/98

Contributo per il rimborso del debito sociale e lavoratori frontalieri

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 15/2/00, causa C-169/98

Applicazione del contributo sociale generalizzato ai lavoratori frontalieri

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 23/3/00, causa C-327/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 93/15/CEE del Consiglio, relativa all'armonizzazione delle disposizioni relative all'immissione sul mercato e al controllo degli esplosivi per uso civile

Le Autorità francesi hanno comunicato un disegno di legge che è attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 6/4/00, causa C-256/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, relativa alla conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche

È stato promosso il procedimento ex articolo 228, che segue il suo corso.

Sentenza del 15/5/00, causa C-296/98

Incompatibilità del codice francese delle assicurazioni con le direttive "vita" et "non vita"

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Le Autorità francesi hanno comunicato alcuni disegni di legge; i servizi della Commissione ne attendono l'adozione.

Sentenza del 18/5/00, causa C-45/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 94/33/CE del Consiglio, relativa alla protezione dei giovani sul lavoro

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità francesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza dell'8/6/00, causa C-46/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 93/104/CEE del Consiglio, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 13/7/00, causa C-160/99

Cabotaggio marittimo

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità francesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

L'11.12.2000 le Autorità francesi hanno notificato un disegno di legge che è all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 12/9/00, causa C-276/97

Non assoggettamento all'IVA dei pedaggi autostradali

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità francesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 26/9/00, causa C-225/98

Appalti pubblici di lavori - edifici scolastici nella Regione Nord-Pas-de-Calais

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità francesi per appurare quali provvedimenti possano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 26/9/00, causa C-23/99

Sequestro di pezzi di ricambio in transito - Proprietà industriale dei disegni e dei modelli - Problema delle merci usurpative

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità francesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte. La pratica evolve favorevolmente

Sentenza del 5/10/00, causa C-16/98

Appalti pubblici di lavori - MPTSE - SDE - Vandea

I servizi della Commissione esaminano la pratica per appurare se la sentenza della Corte richieda provvedimenti esecutivi.

Sentenza del 23/11/00, causa C-319/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 95/47/CE, relativa all'impiego di norme per l'emissione di segnali televisivi

Sentenza recente

Sentenza del 23/11/00, causa C-320/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 97/68/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, concernente i provvedimenti da adottare contro l'emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali

Sentenza recente

Sentenza del 7/12/00, causa C-374/98

Mancata classificazione come ZPS e insufficienza dei provvedimenti speciali di conservazione nei siti di Vingrau e Tautavel (Pirenei orientali)

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità francesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 7/12/00, causa C-38/99

Date di apertura e di chiusura della caccia non conformi al disposto della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, concernente la conservazione degli uccelli selvatici

Sentenza recente

Sentenza del 14/12/00, causa C-55/99

Procedimento obbligatorio di registrazione presso l'Agenzia del farmaco dei reagenti destinati ai laboratori di analisi di biologia medica

Sentenza recente

Irlanda

Sentenza del 21/9/99, causa C-392/96

Mancata conformità della legislazione irlandese con varie disposizioni della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Le Autorità irlandesi hanno trasmesso una risposta che è attualmente allo studio nei servizi della Commissione

Sentenza del 12/10/99, causa C-213/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale

Il procedimento segue il suo corso normale

Da contatti informali con lo Stato membro risulta che il testo del "Copyright and Related Rights Bill" è stato adottato dal Parlamento irlandese.

I servizi della Commissione sono in attesa della firma del "Commencement Order" e della comunicazione ufficiale di tali atti legislativi.

Sentenza del 25/11/99, causa C-212/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 93/83/CEE del Consiglio per il coordinamento di alcune norme in materia di diritto d'autore e diritti connessi applicabili alla radiodiffusione via satellite e alla ritrasmissione via cavo

Da contatti informali con lo Stato membro risulta che il testo del "Copyright and Related Rights Bill" è stato adottato dal Parlamento irlandese.

I servizi della Commissione sono in attesa della firma del "Commencement Order" e della comunicazione ufficiale di tali atti legislativi..

Sentenza dell'8/6/00, causa C-190/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 96/43/CE, del 26 giugno 1996, che modifica e codifica la direttiva 85/73/CEE del Consiglio per assicurare il finanziamento delle ispezioni e dei controlli veterinari degli animali vivi e di taluni prodotti di origine animale

Le Autorità irlandesi hanno adottato provvedimenti legislativi per rendere esecutiva la sentenza della Corte. La pratica sarà archiviata in un prossimo futuro.

Sentenza del 12/9/00, causa C-358/97

Non assoggettamento all'IVA dei pedaggi delle infrastrutture stradali

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità irlandesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 26/9/00, causa C-408/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 94/55/CE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada e della direttiva 96/86 che la adegua al progresso tecnico

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità irlandesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 14/12/00, causa C-347/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 95/50/CE sull'adozione di procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di merci pericolose

Sentenza recente

Italia

Sentenza dell'1/6/95, causa C-40/93

Accesso alla professione di dentista

Le Autorità italiane hanno notificato il decreto relativo all'organizzazione della prova di idoneità. I servizi della Commissione sono in attesa di una relazione particolareggiata sull'effettivo svolgimento di tale prova e dell'adozione della direttiva SLIM.

Sentenza del 29/2/96, causa C-307/94

Mancata comunicazione dei provvedimenti di recepimento della direttiva del Consiglio concernente il coordinamento delle disposizioni legislative riguardanti talune attività nel settore farmaceutico

La pratica prosegue favorevolmente. È stato promosso il procedimento ex articolo 228 e si sono svolte discussioni con lo Stato membro; le difficoltà residue sono in via di soluzione in relazione con la modifica della precitata direttiva, di cui si attende l'adozione in un prossimo futuro.

Sentenza del 29/1/98, causa C-280/95

Mancata esecuzione della decisione no. 93/496/CEE del 9 giugno 1993, relativa all'obbligo di recuperare gli sgravi fiscali concessi per il 1992 agli autotrasportatori professionisti

Un disegno di legge è stato presentato al Parlamento italiano. Ai servizi della Commissione non ne è stata comunicata l'adozione. È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza dell'1/10/98, causa C-285/96

Inadeguata applicazione della direttiva 76/464/CEE del Consiglio, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità (articolo 7: programmi di riduzione dell'inquinamento)

Le Autorità italiane hanno notificato alla Commissione un pacchetto di provvedimenti destinati a rendere esecutiva la sentenza della Corte, che sono all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 25/3/99, causa C-112/97

Divieto di installare apparecchi a gas conformi alla direttiva 90/396/CEE

A seguito dell'avvio della procedura ex articolo 228, le Autorità italiane hanno comunicato alcuni provvedimenti regolamentari.

I criteri previsti nel nuovo testo in materia di apertura di ventilazione dei locali nei quali devono essere installati tali generatori di calore, sono stati giudicati sproporzionati e tali da poter ostacolare l'impianto di detti apparecchi. È stata di conseguenza inviata allo Stato membro una lettera complementare di costituzione in mora. I servizi della Commissione stanno esaminando gli elementi della risposta dello Stato membro.

Sentenza del 9/11/99, causa C-365/97

Rifiuti vallone San Rocco

Le Autorità italiane hanno notificato in novembre una pratica sostanziale, attualmente allo studio nei servizi della Commissione

Sentenza dell'11/11/99, causa C-315/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 95/21/CE del Consiglio, relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati Membri

I provvedimenti annunciati dalle Autorità italiane non sono pervenuti ai servizi della Commissione, che ha deciso di adire la Corte a norma dell'articolo 228 2 del Trattato. Il ricorso è accompagnato da una domanda di penalità.

Sentenza del 9/3/00, causa C-358/98

Ostacoli legislativi alla libera prestazione dei servizi di pulizia

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Le Autorità italiane hanno notificato i provvedimenti atti a rendere esecutiva la sentenza della Corte; la pratica sarà pertanto archiviata in un prossimo futuro.

Sentenza del 9/3/00, causa C-386/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali esecutivi della direttiva 93/104/CE del Consiglio, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità italiane per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte. Non sono stati notificati disegni di legge ed è stato quindi promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 23/5/00, causa C-58/99

Restrizioni concernenti gli investimenti esteri nel capitale di imprese privatizzate

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità italiane per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

La risposta delle Autorità italiane est all'esame.

Sentenza del 25/5/00, causa C-424/98

Applicazione incorretta delle direttive sul diritto di stabilimento dei pensionati, degli studenti e delle altre persone che non espletano attività lavorative

I servizi della Commissione esaminano la conformità del decreto legislativo n. 358, recante modifica del decreto legislativo n. 470, in attuazione delle direttive 90/364/CEE, 90/365/CEE e 90/366/CEE.

Sentenza dell'8/6/00, causa C-264/99

Ostacoli legislativi all'attività di spedizioniere

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità italiane per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 30/11/00, causa C-422/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 97/51/CE, che modifica la direttiva 90/387/CEE del Consiglio, sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni

Sentenza recente

Sentenza del 7/12/00, causa C-395/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 96/51/CE del Consiglio, che modifica la direttiva 70/524/CEE, relativa agli additivi nell'alimentazione degli animali, e della direttiva 96/93/CE del Consiglio, relativa alla certificazione di animali e di prodotti di origine animale

Sentenza recente

Sentenza del 7/12/00, causa C-423/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 98/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale

Sentenza recente

Lussemburgo

Sentenza dell'11/6/98, causa C-206/96

Mancata adozione dei programmi di riduzione dell'inquinamento per quanto riguarda 99 sostanze comprese nell'elenco II dell'allegato alla direttiva 76/464/CEE del Consiglio, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità

Le Autorità lussemburghesi hanno notificato una relazione sostanziale sullo stato di avanzamento dei lavori en corso, destinati a garantire che la sentenza sia resa esecutiva; la relazione è attualmente all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 14/9/99, causa C-202/98

Accordi in materia di quote di carico, contenuti nell'accordo bilaterale Lussemburgo-Paesi del CMEAOC

Il procedimento ex articolo 228 segue il suo corso

Sentenza del 21/10/99, causa C-430/98

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 94/45/CEE del Consiglio riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo per l'informazione e la consultazione dei lavoratori

Le Autorità lussemburghesi hanno comunicato alcuni provvedimenti di recepimento, che sono all'esame nei servizi della Commissione.

Sentenza del 16/12/99, causa C-47/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 94/33/CEE del Consiglio, relativa alla protezione dei giovani sul lavoro

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità lussemburghesi al fine di conoscere i provvedimenti che intendono adottare per conformarsi alla sentenza della Corte. Dette Autorità hanno comunicato uno scadenziario preciso dell'adozione di atti legislativi; i servizi della Commissione ne attendono l'adozione.

Sentenza del 16/12/99, causa C-138/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 94/56/CE del Consiglio, che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste su incidenti e inconvenienti nel settore dell'aviazione civile

È stato promosso il procedimento ex articolo 228.

Sentenza del 13/4/00, causa C-348/99

Mancata comunicazione dei provvedimenti nazionali di recepimento della direttiva 96/9/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alla tutela giuridica delle banche di dati

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità lussemburghesi al fine di conoscere i provvedimenti che intendono adottare per conformarsi alla sentenza della Corte.

Paesi Bassi

Sentenza del 19/5/98, causa C-3/96

Mancato rispetto dell'obbligo di designare zone di protezione speciale, a norma della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, concernente la conservazione degli uccelli selvatici

La pratica evolve favorevolmente

Austria

Sentenza del 26/9/00, causa C-205/98

Aumento dei Pedaggi sull'autostrada del Brennero

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità austriache per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Portogallo

Sentenza del 21/1/99, causa C-150/97

Valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

La pratica evolve favorevolmente

Gli ultimi provvedimenti de recepimento saranno pubblicati in un prossimo futuro.

Sentenza del 4/7/00, causa C-62/98

Accordi in materia di quote di carico, contenuti nell'accordo bilaterale Portogallo-Paesi CMEAOC

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità portoghesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 4/7/00, causa C-84/98

Accordi in materia di quote di carico, contenuti nell'accordo bilaterale Portogallo - Jugoslavia

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità portoghesi per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 13/7/00, causa C-261/98

Inadeguata applicazione della direttiva 76/464/CEE del Consiglio, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità (articolo 7: programmi di riduzione dell'inquinamento)

Le Autorità portoghesi hanno notificato relazioni sull'identificazione e il monitoraggio delle 99 sostanze comprese nell'elenco II dell'allegato alla direttiva precedentemente citata. Tali informazioni sono all'esame; i servizi della Commissione hanno dovuto procedere ad uno studio e far eseguire indagini supplementari.

Sentenza del 12/12/00, causa C-435/99

Mancato rispetto dell'obligo di comunicare le informazioni previste dall'articolo 2, 1 della direttiva 91/692/CEE del Consiglio, per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all'attuazione di talune direttive concernenti l'ambiente

Sentenza recente

Regno Unito:

Sentenza del 14/7/93, causa C-56/90

Qualità delle acque di Blackpool e Southport

È stato deciso di adire la Corte a norma dell'articolo 228, 2 del trattato CE. Il ricorso è accompagnato da una domanda di penalità.

Sentenza del 12/9/00, causa C-359/97

Non assoggettamento all'IVA dei pedaggi autostradali

I servizi della Commissione hanno preso contatto con le Autorità del Regno Unito per appurare quali provvedimenti intendano prendere per conformarsi alla sentenza della Corte.

Sentenza del 7/12/00, causa C-69/99

Mancata conformità della legislazione relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole

Sentenza recente

ALLEGATO VI

RASSEGNA DELL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO

DA PARTE DELLE AUTORITÀ GIUDIZIARIE NAZIONALI

1. Applicazione dell'articolo 234 CE [204]

[204] Seguendo la prassi della Corte di giustizia, nelle pagine seguenti la Commissione citerà gli articoli del trattato che istituisce la Comunità europea nel seguente modo: gli articoli del trattato nel testo vigente prima dell'entrata in vigore del trattato di Amsterdam (1° maggio 1999) sono citati col loro numero seguito dalle parole "del trattato CE"; gli articoli del trattato nel testo in vigore dopo il 1° maggio 1999 sono citati col loro numero seguito da "CE".

Nel corso del 2000 sono pervenute alla Corte di giustizia delle Comunità europee (in appresso «Corte di giustizia») 224 domande di pronuncia pregiudiziale proposte da organi giurisdizionali nazionali che hanno incontrato difficoltà nell'interpretazione del diritto comunitario o hanno avuto dubbi sulla validità di un determinato atto comunitario.

Le domande di pronuncia pregiudiziale sono pubblicate integralmente nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee secondo l'ordine con cui vengono iscritte nel ruolo della Cancelleria della Corte di giustizia. La tabella seguente riepiloga il numero di questioni per Stato membro negli ultimi undici anni [205].

[205] Le quattro relazioni precedenti sono state pubblicate nella GU C 332 del 3.11.1997, pag. 198, nella GU C 250 del 10.8.1998, pag. 195, nella GU C 354 del 7.12.1999, pag. 182 e nella GU C 30 del 30.1.2001, pag. 192.

2. Evoluzione del numero di questioni pregiudiziali per Stato membro

>SPAZIO PER TABELLA>

Dopo l'aumento verificatosi all'indomani delle adesioni del 1995, il numero dei rinvii pregiudiziali si è mantenuto abbastanza stabile. Va segnalato che la Corte di giustizia del Benelux ha chiesto - per la prima volta - alla Corte comunitaria una pronuncia pregiudiziale per la definizione di una causa in materia di marchi [206]. Nella sentenza Parfums Christian Dior [207], la Corte comunitaria di giustizia aveva infatti dichiarato che, poiché la Corte di giustizia del Benelux ha il compito di garantire l'uniforme applicazione delle norme giuridiche comuni ai tre Stati del Benelux e poiché il procedimento che si svolge dinanzi ad esse costituisce un incidente nell'ambito delle cause pendenti dinanzi ai giudici nazionali, alla Corte del Benelux deve essere riconosciuta la facoltà di sottoporre questioni pregiudiziali alla Corte comunitaria, ai sensi dell'articolo 234 CE.

[206] Causa C-265/00, Campina Melkunie contro Bureau Benelux des Marques, attualmente pendente (GU C 247 del 26.8.2000, pag. 25).

[207] Sentenza della Corte del 4 novembre 1997, Parfums Christian Dior, causa C-337/95, Racc. 1997, pag. I-6013.

Tutte le giurisdizioni degli Stati membri, eccettuato il Lussemburgo, hanno presentato domande pregiudiziali. I 224 rinvii pregiudiziali rappresentano il 44,5 % dei 503 procedimenti instaurati dinanzi alla Corte nel 2000. La tabella seguente riporta per ciascuno Stato membro il numero di questioni proposte dai supremi organi giurisdizionali, nonché la denominazione esatta di questi ultimi.

Numero di questioni pregiudiziali poste nel 2000 dalle supreme autorità giurisdizionali degli Stati membri e loro denominazione

>SPAZIO PER TABELLA>

2. Sentenze significative pronunciate dalle giurisdizioni nazionali e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo

2.1. Introduzione

Dall'analisi che segue si può desumere in che misura gli organi giurisdizionali degli Stati membri e la Corte europea dei diritti dell'uomo abbiano tenuto conto del diritto comunitario. Contrariamente agli anni passati, la presente analisi non si limita più alle decisioni pronunciate dai supremi organi giurisdizionali nazionali poiché i giudici nazionali sono invitati ad applicare, in quanto giudici di diritto comune, le disposizioni pertinenti del diritto comunitario fin dal primo grado del giudizio.

Nel redigere la presente relazione, la Commissione si è avvalsa, come in passato, dei dati raccolti dal Servizio ricerca e documentazione e dal Servizio informatico della Corte di giustizia. Giova ricordare che ogni anno il Servizio ricerca e documentazione della Corte di giustizia esamina circa 1200 decisioni giudiziarie nazionali attinenti al diritto comunitario.

2.2. Oggetto delle ricerche

Le ricerche, che riguardano le decisioni pronunciate o pubblicate per la prima volta nel corso del 2000, si sono basate sui seguenti quesiti:

a. i. Se un organo giurisdizionale, le cui decisioni non siano impugnabili, si sia astenuto dal rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte di giustizia per chiederle l'interpretazione di una norma di diritto comunitario la cui interpretazione non sia manifestamente chiara.

ii. Se meritino di essere segnalate altre decisioni aventi attinenza con un rinvio pregiudiziale.

b. Se, contrariamente al principio enunciato nella causa 314/85 Foto-Frost [208] un organo giurisdizionale abbia accertato l'invalidità di un atto emanato da un'istituzione comunitaria.

[208] Sentenza della Corte del 22 ottobre 1987, Foto-Frost, 314/85, Racc. pag. 4199.

c. Se vi siano state decisioni giudiziarie che meritano di essere menzionate in quanto esemplari o in controtendenza.

d. Se vi siano state decisioni interessanti in applicazione delle sentenze Francovich, Factortame et Brasserie du Pêcheur.

2.3. Primo quesito

2.3.1. Omesso rinvio pregiudiziale

In Germania, il Bundesverwaltungsgericht [209] (Tribunale amministrativo federale), senza rinviare la causa alla Corte di giustizia, ha statuito che la normativa tedesca che prescrive un'autorizzazione preventiva per tutti i cittadini germanici di sesso maschile in età compresa fra i 17 e i 25 anni che prevedono di lasciare il territorio nazionale per un periodo di oltre 3 mesi [210] è conforme al diritto comunitario. Il Bundesverwaltungsgericht era stato adito da un cittadino tedesco, dottorando dell'università di Oxford, il quale era stato convocato in patria dopo il compimento del 25° anno, per effettuarvi il servizio civile sostitutivo del servizio militare. Il ricorrente aveva infatti cominciato gli studi senza aver chiesto la suddetta autorizzazione preventiva. In base alla normativa tedesca, l'inosservanza di questo requisito consente alle autorità di convocare in patria i cittadini tedeschi soggetti all'obbligo del servizio militare o del servizio civile sostitutivo dopo il compimento del 25° anno di età [211]. Il supremo giudice amministrativo ha statuito che l'autorizzazione preventiva, in quanto restrizione imposta dalla politica di difesa, non rientra nel campo di applicazione dell'articolo 8 A del trattato CE (divenuto, in seguito alla modifica del trattato, l'attuale articolo 18 CE) che garantisce ai cittadini dell'Unione europea il diritto di circolare liberamente sul territorio degli Stati membri. Il Bundesverwaltungsgericht ha precisato che, nell'ambito del trattato di Maastricht, che era applicabile alla fattispecie nel momento della convocazione del ricorrente, la politica estera e di sicurezza comune (e più particolarmente la politica di difesa) non erano state ancora inserite fra le competenze sovranazionali delle Comunità europee e che la cooperazione restava materia di competenza intergovernativa. Il Bundesverwaltungsgericht ne trae la conclusione che le questioni di difesa e di sicurezza nazionale, come pure quelle che si ricollegano al funzionamento e alla struttura delle forze armate, sono di competenza degli Stati membri. Il Bundesverwaltungsgericht ha inoltre rilevato che, se l'articolo 8 A del trattato CE dovesse essere interpretato come pretende il ricorrente, tutti i cittadini soggetti agli obblighi di leva potrebbero sfuggire, senza incorrere in alcuna sanzione, all'obbligo di prestare servizio nazionale semplicemente cambiando residenza e stabilendosi in un altro Stato membro della Comunità. La suprema giurisdizione amministrativa tedesca ha quindi ritenuto che questa sua giurisprudenza sia conforme alla sentenza pronunciata alla Corte di giustizia nella causa Sirdar [212]. Secondo il Bundesverwaltungsgericht, infatti, detta causa riguardava esclusivamente l'accesso delle donne all'esercito professionale, situazione che non è comparabile a quella dell'autorizzazione di soggiorni all'estero, il cui scopo è di garantire l'adempimento dell'obbligo generale di prestare servizio militare. Ammesso e non concesso che l'obbligo di munirsi dell'autorizzazione rientri nel campo di applicazione dell'articolo 8 A del trattato CE, esso risulta comunque giustificato da motivi di ordine pubblico, di sicurezza e salute pubblica che sono previsti in particolare dagli articoli 48, paragrafo 3 e 56, paragrafo 1, del trattato CE (divenuti, dopo il trattato di Amsterdam, rispettivamente articoli 39, paragrafo 3, e 46, paragrafo 1, CE) e che costituiscono limitazioni e condizioni contemplate dall'articolo 8 A. Inoltre, per il Bundesverwaltungsgericht, il requisito dell'autorizzazione non è in contrasto con l'articolo 6, primo comma del trattato CE (divenuto art. 12, par. 1, CE) poiché l'obbligo militare non rientra nel campo di applicazione del trattato ed anche perché il trattamento differenziato degli uomini assoggettati all'obbligo del servizio militare, rispetto alle donne, agli stranieri e a chi è riconosciuto inabile al servizio militare, è giustificato da ragioni obiettive. Infine, il Bundesverwaltungsgericht ha dichiarato di non essere tenuto a rinviare la causa dinanzi alla Corte di giustizia poiché, nel caso sottopostole, la corretta applicazione del diritto comunitario era del tutto evidente e non lasciava alcun margine di dubbio.

[209] Bundesverwaltungsgericht, sentenza del 10 novembre 1999, 6 C 30/98, Entscheidungen des Bundesverwaltungsgerichts 110, 40.

[210] Cfr. l'art. 3, 2, del Wehrpflichtgesetz (legge sul servizio militare obbligatorio).

[211] Cfr. l'art. 24, 1, punto 3, del Zivildienstgesetz (legge sul servizio civile sostitutivo).

[212] Sentenza della Corte del 26 ottobre 1999, C-273/97, Sirdar, Racc. 1999, pag. I-7403. Va osservato che la sentenza Bundesverwaltungsgericht è stata resa prima della sentenza della Corte dell'11 gennaio 2000, C-285/98, Kreil, Racc. 2000, pag. I-69.

In Francia, il Conseil d'Etat, adito in primo e ultimo grado con un ricorso per eccesso di potere promosso da taluni laboratori farmaceutici contro certi decreti che avevano modificato il prezzo delle specialità farmaceutiche, in una sentenza del 28 luglio 2000 [213], basata sulla teoria dell'"acte clair" ha deciso di non rivolgere alcun quesito pregiudiziale alla Corte di giustizia. I ricorrenti sostenevano, in sostanza, l'incompatibilità del meccanismo di fissazione dei prezzi (art. L.62-38 del Code de la Santé publique), sul fondamento del quale erano stati emanati i decreti impugnati) con, in particolare, l'articolo 2 in combinato disposto con l'articolo 6 della direttiva 89/105.CEE (fissazione dei prezzi) [214]. Più specificamente, i ricorrenti contestavano alle autorità competenti la facoltà di fissare in qualsiasi momento il prezzo dei medicinali da rimborsare, prescindendo da una domanda preventiva delle imprese interessate. Il commissario del governo aveva però sottolineato, nelle sue conclusioni, che la alta corte amministrativa si era "trovata in imbarazzo" nell'applicare l'articolo L.162-38 del Code de la santé publique, e aveva, di conseguenza, proposto di chiedere alla Corte di giustizia comunitaria un giudizio sulla compatibilità di tale norma col diritto comunitario. Il Conseil d'Etat, ritenendo che la direttiva abbia una sfera di applicazione limitata, ha peraltro disatteso il motivo fondato sull'incompatibilità dell'articolo L.162-38 del Codice con gli obiettivi chiaramente indicati dall'articolo 2 della direttiva comunitaria senza rivolgere alla Corte di giustizia un quesito pregiudiziale. A questo proposito, il Consiglio di Stato francese ha rilevato che né le disposizioni dell'articolo 2 della direttiva 89/105 né quelle del suo articolo 6 portano necessariamente a concludere che la decisione di modificare il prezzo di vendita al pubblico di una specialità farmaceutica descritta nella lista dei medicinali rimborsabili agli assicurati debba essere motivata ovvero che per la sua adozione debba previamente essere esperito un procedimento in contraddittorio.

[213] Conseil d'Etat, 28 luglio 2000, Schering-Plough, procedimento n. 205710.

[214] Direttiva 89/105/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, concernente la trasparenza delle misure che disciplinano la fissazione dei prezzi dei medicinali ad uso umano e la loro inclusione nel campo di applicazione dei sistemi di assicurazione malattia (GU L 40 del 11.2.1989, pag. 8).

In altri due casi, i giudici francesi, aditi in cause riguardanti l'efficacia diretta degli accordi internazionali conclusi dalla Comunità con Stati terzi, non hanno ritenuto necessario porre quesiti pregiudiziali alla Corte di giustizia.

In una sentenza del 3 febbraio 2000 [215], il tribunale amministrativo d'appello di Nancy ha annullato la sentenza con la quale il tribunale amministrativo di Strasburgo aveva rifiutato l'istanza di una cittadina polacca, giocatrice professionista di pallacanestro, con la quale chiedeva l'annullamento della decisione della Fédération française de Basket-Ball che aveva rifiutato di considerarla cittadina di un paese dello Spazio economico europeo ai fini della sua partecipazione alle competizioni ufficiali [216]. Rifiutandosi (in virtù della teoria dell'"acte clair", di accogliere l'istanza diretta a porre il quesito pregiudiziale alla Corte di giustizia, la Cour administrative d'appel conferma in primo luogo la sentenza impugnata con riferimento all'efficacia diretta dell'articolo 37 dell'accordo concluso tra le Comunità europee e la Polonia, in base al quale, ferme restando le condizioni e le modalità applicabili in ciascuno Stato membro, i lavoratori di nazionalità polacca legalmente impiegati nel territorio di uno Stato membro, non devono essere oggetto di alcuna discriminazione fondata sulla nazionalità, con riferimento alle condizioni di lavoro, di retribuzione o di licenziamento rispetto ai cittadini di tale Stato membro.

[215] Cour administrative d'appel di Nancy, 1ère chambre, 3 febbraio 2000, Lilia Malaja, Droit administratif 2000, n. 208.

[216] Tribunal administratif de Strasbourg, 27 gennaio 1999, Lilia Malaya, nn. 98-6193 e 98-6194 (IA/18597-A).

Per contro, mentre il giudice di primo grado aveva ritenuto che, nel caso di specie la parte attrice non poteva beneficiare di questa disposizione poiché il suo contratto di lavoro non era stato "omologato" dalla Fédération française de Basket-Ball, come esige il regolamento di quest'ultima, la Cour administrative d'appel ha dichiarato:

"Considerando tuttavia che (...) una siffatta condizione non può legittimamente avere lo scopo né l'effetto di disapplicare le norme del codice di lavoro relative alla conclusione ed agli effetti del contratto di lavoro, rispetto al quale la Federazione ha la qualità di terzo, ed impedire quindi che, in assenza di omologazione, il beneficiario di tale contratto possa essere considerato "legalmente impiegato" ai sensi dell'articolo 37 del suddetto Accordo di associazione;

considerando che [l'attrice] beneficiava di un contratto la cui validità alla luce delle disposizioni del codice di lavoro non è contestata e che era titolare di un titolo di soggiorno regolare e doveva quindi essere considerata "legalmente impiegata" in Francia alla data della decisione impugnata; che, di conseguenza, la Fédération française de Basket-Ball non poteva, senza disconoscere il principio di non discriminazione sancito all'articolo 37 dell'accordo citato, rifiutare di autorizzare l'attrice a partecipare agli incontri del campionato femminile ..." [traduzione libera].

Nell'altra causa, invece, la Cour administrative d'appel de Paris, nella sentenza del 1° febbraio 2000 [217], non ha riconosciuto efficacia diretta all'articolo 5 della Quarta convenzione di Lomé, in base al quale le Parti convengono di eliminare tutte le forme di discriminazione fondate in particolare sulla nazionalità. Tale disposizione era stata invocata dalla vedova di un cittadino senegalese beneficiario di una pensione militare, alla quale era stata respinta la richiesta di rivalutazione della pensione del marito in base al rilievo che, secondo la legge applicabile (del 1959) tale rivalutazione poteva essere concessa esclusivamente agli aventi causa francesi di impiegati pubblici francesi. La Cour administrative d'appel di Parigi ha statuito che l'articolo 5 era redatto in termini troppo generali per poter essere direttamente applicato alla situazione giuridica di ex impiegati dello Stato o dei loro aventi diritto. Al riguardo va osservato che varie sentenze, pronunciate in pari data, hanno invece accolto domande analoghe promosse da cittadini del Mali e del Senegal, fondate però sull'articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

[217] Cour administrative de Paris, sentenza del 1° febbraio 2000, Bangaly, Revue française de droit administratif, 2000, pag. 693.

In Italia, in una causa vertente sull'interpretazione dell'articolo 1° della legge 23 ottobre 1960 n. 1369, che vieta in modo assoluto l'intermediazione di manodopera nel rapporto di lavoro, la Corte di cassazione, con sentenza 1° febbraio 2000 [218] si è rifiutata di rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte di giustizia per chiederle se gli articoli 59 e 60 del trattato CE (divenuti, dopo modificazione, articoli 49 e 50) e l'articolo 62 (abrogato dal trattato di Amsterdam) si oppongano ad un divieto del genere. I ricorrenti, lavoratori formalmente assunti con contratto di lavoro da una cooperativa di portabagagli, ma che in realtà effettuavano le loro prestazioni presso un altro datore di lavoro, l'Ente Ferrovie dello Stato - si erano rivolti al giudice del lavoro per ottenere, in primo luogo, il riconoscimento del rapporto di lavoro indeterminato instaurato con l'Ente Ferrovie fin dal giorno in cui era iniziato tale rapporto "di fatto" e, in secondo luogo, per far condannare l'Ente Ferrovie al pagamento della differenza della retribuzione tra il lavoro fittizio ed il lavoro realmente prestato. L'Ente Ferrovie, condannato in primo grado e in appello, aveva proposto ricorso per cassazione invocando, tra l'altro, l'incompatibilità della normativa nazionale con il trattato CE.

[218] Corte di cassazione, Sezione lavoro, 1° febbraio 2000, n. 1105, Il massimario del Foro italiano, 2000, col. 112-113.

La Corte di cassazione ha anzitutto ricordato quali siano le condizioni prescritte per operare il rinvio pregiudiziale, e precisamente che il quesito posto al giudice nazionale deve riguardare l'interpretazione di disposizioni comunitarie, che sussistano gravi dubbi in ordine alla loro interpretazione, alla loro efficacia o al loro scopo e, infine, che la decisione del giudizio di merito dipenda dalla risposta della Corte europea al quesito pregiudiziale posto dal giudice di rinvio. Su tale base, la Corte di cassazione ha rifiutato di rivolgersi alla Corte comunitaria ritenendo che, nella fattispecie, tali condizioni non fossero soddisfatte. La Suprema Corte ha infatti ritenuto che l'intervento del legislatore italiano in materia di collocamento fittizio di manodopera costituisca espressione del suo potere discrezionale, che si è limitato a sanzionare situazioni di illegalità con riferimento ad una più ampia finalità, quella cioè della tutela economico-giuridica dei lavoratori subordinati. Inoltre, la Corte di cassazione ha considerato che il divieto di cui all'articolo 1 della legge n. 1369 lascia impregiudicate le situazioni giuridiche tutelate dal diritto comunitario e che, di conseguenza, non è incompatibile con le citate disposizioni comunitarie.

Sempre la Corte di cassazione italiana, adita in una controversia vertente su un contratto di credito al consumo, si è pronunciata [219], senza rinviare la causa in via pregiudiziaria alla Corte di giustizia, sulla portata di alcune disposizioni del decreto legislativo 15 gennaio 1992 n. 50, che recepisce nell'ordinamento italiano la direttiva 85/577/CE per la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali [220]. La causa principale opponeva una società finanziaria ad una sua cliente che aveva sottoscritto un contratto di credito al consumo per procurarsi le somme necessarie per consentire alla figlia di conseguire il diploma di estetista. Il contratto controverso era stato firmato nei locali dell'istituto di insegnamento. La parte attrice, opponendosi all'ingiunzione di pagare che la società finanziaria aveva chiesto ed ottenuto allo scopo di farsi rimborsare le somme di denaro direttamente pagate al suddetto istituto, invocava, a titolo preliminare, l'incompetenza territoriale del giudice adito, in virtù dell'articolo 12 del decreto legge relativo 15 gennaio 1992 n. 50, il quale prevede che il giudice territorialmente competente è quello della residenza o del domicilio del consumatore.

[219] Corte di cassazione, Sezione III civile, 4 gennaio 2000, n. 372, Il massimario del Foro italiano, 2000, col. 32.

[220] Direttiva 85/577 del Consiglio, del 20 dicembre 1985 (GU L 372 del 31.12.1985, pag. 31).

La società finanziaria ha proposto ricorso per cassazione sostenendo, da un lato, che tale normativa non era applicabile nel caso di specie, dato che il contratto non era stato concluso fuori dei locali commerciali, bensì nei locali dell'istituto che aveva agito in nome e per conto della società finanziaria. La ricorrente invocava poi l'articolo 1, lettera a) del citato decreto legislativo n. 50, che disciplina i contratti firmati, fra l'altro, nei locali in cui il consumatore si trova, anche temporaneamente, per ragioni di studio, di lavoro o di terapia medica. Poiché la controparte della ricorrente aveva firmato il contratto contestato nell'interesse della propria figlia e non già per finanziare i propri studi, essa non poteva, secondo la società finanziaria, invocare la tutela apprestata dal decreto legislativo. Benché le questioni sollevate in questa causa vertessero su aspetti nuovi - la portata delle nozioni "fuori e dei locali commerciali" e di "consumatore" quali si erano configurate nel caso di specie - e benché l'ipotesi considerata dal suddetto articolo 1°, lett. a) del decreto non figuri nell'articolo 1 della richiamata direttiva 85/577, la Corte di cassazione non ha esercitato la facoltà di rinviare la questione in via pregiudiziale dinanzi alla Corte di giustizia ma, al contrario, ha ritenuto che, nel suo complesso, la normativa istituita dal citato decreto consentisse di rispondere con sufficiente chiarezza alle questioni sottopostele. Secondo la suprema giurisdizione italiana, il decreto legislativo n. 50 non è applicabile nella specie poiché, in primo luogo, le disposizioni del suo articolo 12 operano solo se la controversia riguarda il diritto del consumatore di denunciare un contratto, mentre, nel caso sottoposto al suo esame si era in presenza di una domanda di risoluzione per inadempimento del contratto e, in secondo luogo, poiché l'articolo 1, lett. a) del decreto stesso, si riferisce esclusivamente alla persona del consumatore e non già ai membri della sua famiglia. Conseguentemente, le ragioni di studio indicate da tale disposizione non potevano comunque essere invocate nel caso in questione. Merita osservare che, in una situazione simile, il giudice di pace di Viadana ha proposto alla Corte di giustizia due questioni pregiudiziali analoghe [221].

[221] Cause C-541/99, Capo contro Idealservice, e C-542/99, Idealservice contro Omai, attualmente pendenti dinanzi alla Corte (GU C 47 del 19.2.1999, pag. 26).

I Paesi Bassi, in una causa vertente sull'assoggettamento di taluni prodotti all'IVA, l'Hoge Raad, con sentenza 25 luglio 2000 [222] - senza rivolgersi in via pregiudiziaria alla Corte comunitaria - ha statuito che va considerato come soggetto passivo dell'imposta in quanto esercitante attività economiche ai sensi dell'articolo 4 della sesta direttiva IVA (77/388) [223], una società in accomandita che affitta al proprio accomandatario (nel caso di specie un ospedale) apparecchi medici anche se l'acquisto di tali apparecchi sia stato interamente finanziato con fondi messi a disposizione dall'ospedale, che sia stato lo stesso ospedale a scegliere il tipo di apparecchio ed abbia indicato il luogo in cui installarlo e che abbia sottoscritto l'assicurazione e ne sopporti la responsabilità per il loro utilizzo. Lo Hoge Raad ha ritenuto che non sussistesse alcun ragionevole dubbio in merito al fatto che la società effettuasse operazioni che comportano lo sfruttamento commerciale di un bene per ricavarne un reddito con caratteristiche di continuità, qualificate come "attività economiche" dall'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva comunitaria. La suprema Corte olandese ha concluso che la società non poteva identificarsi con l'ospedale e che aveva quindi il diritto ad ottenere il rimborso dell'IVA pagata sull'acquisto degli apparecchi.

[222] Hoge Raad, sentenza del 25 luglio 2000, Beslissingen in belastingzaken, 2000, 307.

[223] Sixième directive 77/388/CEE du Conseil, du 17 mai 1977, en matière d'harmonisation des législations des États membres relatives aux taxes sur le chiffre d'affaires - Système commun de taxe sur la valeur ajoutée: assiette uniforme (JO L 145 du 13.6.1977, pag. 1).

In Svezia, con sentenza 10 aprile 2000 [224], il Regeringsrätten ha ritenuto di non essere tenuto a rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte di giustizia ai sensi dell'articolo 234, comma 3, CE (ex-art. 177, par. 3, del trattato CE), prima di respingere un ricorso con il quale le si chiedeva di statuire se la legge svedese che istituisce un'imposta sui redditi da pubblicità [225] sia contraria all'articolo 33 della sesta direttiva IVA [226], che vieta agli Stati membri di istituire imposte, diritti e tasse aventi natura di imposte sulla cifra d'affari, nonché agli articoli 3, paragrafo 1, lettera g) e 10 CE (ex-art. 5 del trattato CE). La causa di merito riguardava un'impresa che pubblica e distribuisce gratuitamente un "magazine" informatico finanziato con annunci pubblicitari. Secondo la legge svedese, l'editore è soggetto al pagamento di un'imposta sul reddito proveniente dalla vendita di spazi pubblicitari, imposta che riguarda unicamente la pubblicità destinata alla pubblicazione in Svezia.

[224] Regeringsrätten, 10 aprile 2000, RÅ 1999-630.

[225] Lag (1972:266) om skatt på annonser och reklam.

[226] Cfr. nota n. 20.

Il Regeringsrätten, facendo riferimento ad una propria sentenza del 1999 [227], nella quale il problema era stato accuratamente esaminato, ha dichiarato che non tutte le imposte sulla cifra di affari costituiscono necessariamente imposte vietate dall'articolo 33 della direttiva comunitaria. Nella citata sentenza del 1999, la Corte svedese, fondandosi sulla sentenza della Corte di giustizia nella causa Denkavit [228], nella quale la Corte comunitaria aveva statuito che l'articolo 33 della direttiva ha lo scopo di evitare che gli Stati membri non introducano né mantengano in vigore imposte, diritti e tasse che, gravando sulla circolazione dei beni e dei servizi in modo analogo all'IVA, comprometterebbe il funzionamento del sistema comune di quest'ultima e che, comunque, debbono considerarsi tali le imposte, i diritti e le tasse che, senza essere simili all'IVA sotto tutti i profili, ne presentano le caratteristiche essenziali. A tale riguardo, il Regeringersrätten, nella sentenza del 1999, aveva rilevato che l'imposta sulla pubblicità svedese non presenta caratteristiche di generalità, non è proporzionale al volume degli annunci pubblicitari, non è riscossa in ogni fase della produzione e della distribuzione, non è calcolata sul valore aggiunto e ne aveva tratto la conclusione che tale imposta non costituisce un'imposta sul valore aggiunto ai sensi dell'articolo 33 della direttiva.

[227] Regeringsrätten, 26 febbraio 2000, RÅ 1999-8.

[228] Sentenza della Corte del 31 marzo 1992, C-200/90, Racc. I-2217.

La Suprema Corte svedese ha ritenuto che, nel ricorso in questione non vi fossero motivi validi per contraddire la sua precedente pronuncia e che non esisteva alcuna ragione per rivolgere un quesito pregiudiziale dalla Corte comunitaria. Con riferimento all'articolo 3, paragrafo 1, lettera g), del trattato CE, in combinato disposto con l'articolo 10 CE, il ricorrente sosteneva che le riviste destinate principalmente al mercato estero e, per tale ragione, esentate da imposta, beneficiavano di un vantaggio nella concorrenza rispetto a quelle destinate al mercato svedese. A suo dire, stante l'obbligo di lealtà che vincola gli Stati membri ai sensi dell'articolo 10 CE, la Svezia non aveva il diritto di mantenere in vigore tale imposizione. Il Regeringsrätten ha invece statuito che queste argomentazioni non consentissero di concludere che la legge lede le disposizioni comunitarie invocate dal ricorrente. Il Supremo giudice ha inoltre respinto, senza apparentemente motivare, la istanza di rinvio pregiudiziale. Va segnalato che il Regeringsrätten, lo stesso giorno, ha rigettato, con identica motivazione, un altro ricorso che riguardava fatti e motivi di ricorso simili [229].

[229] Regeringsrätten, 10 aprile 2000, RÅ 1999-631.

2.3.2. Sentenze interessanti con riferimento all'articolo 234 CE

In Germania, il Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale) [230] ha annullato una decisione del Bundesverwaltungsgericht (Tribunale amministrativo federale) che non aveva rinviato alla Corte di giustizia delle CE una causa dinanzi ad esso pendente violando con ciò il principio costituzionale in base al quale nessuno può essere sottratto al proprio giudice naturale precostituito per legge (articolo 101, paragrafo 1, seconda frase del Grundgesetz, Legge fondamentale della Germania).

[230] Bundesverfassungsgericht, ordinanza del 9 gennaio 2001, 1 BvR 1036/99, <http://www.bverfg.de>.

Il Bundesverfassungsgericht era stato adito con un ricorso costituzionale di una dottoressa in medicina che aveva chiesto di ottenere il diritto di lavorare come medico convenzionato ad Amburgo, ma che si era vista rifiutare il titolo di "medico generico" dall'Ordine dei medici della città di Amburgo in base al rilievo che non aveva lavorato a tempo pieno per i prescritti sei mesi presso un medico convenzionato. Il Land di Amburgo (va notato che nell'ordinamento tedesco i Länder sono competenti ratione materiae) ha recepito le direttive comunitarie 86/457/CEE (formazione medica) [231] e 93/16/CEE (riconoscimento reciproco dei diplomi medici) [232], per cui l'ordine dei medici della città di Amburgo esige, dal 1990, il requisito di un'attività professionale pratica a tempo pieno di almeno sei mesi in cliniche riconosciute, integrate da sei mesi prestati a tempo pieno in gabinetti medici generalisti convenzionati o assimilati. La ricorrente, che soddisfaceva il primo dei due requisiti, aveva però lavorato per un anno presso un medico generico convenzionato, ma soltanto a tempo parziale.

[231] Direttiva 86/457/CEE del Consiglio, del 15 settembre 1986, relativa alla formazione specifica in medicina generale (GU L 267 del 19.9.86, pag. 26).

[232] Direttiva 93/16/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, intesa a facilitare la libera circolazione dei medici e il riconoscimento reciproco dei loro diplomi, certificati ed altri titoli (GU L 165 del 7.7.1993, pag. 1).

Dopo che i ricorsi in primo grado e in appello erano stati respinti, il Bundesverwaltungsgericht aveva a sua volta respinto l'istanza di revisione [233]. Il supremo giudice amministrativo ha fondato la sua decisione sulle considerazioni seguenti, basate su disposizioni di diritto comunitario che impongono un tirocinio a tempo pieno nel gabinetto di un medico generico, condizione che non era soddisfatta dalla ricorrente. È bensì vero che la Corte di giustizia non si era ancora pronunciata sul se tali requisiti siano contrari al divieto di discriminazione indiretta basato sul sesso; tuttavia, anche se nel caso in esame fosse stato applicabile il divieto di discriminazione indiretta sancito dalla direttiva 76/207 (parità di trattamento uomo-donna sul lavoro) [234], non vi sarebbe stato alcun obbligo di rivolgere un quesito pregiudiziale alle Corte comunitaria. È lo stesso diritto comunitario che - sempre secondo il giudice amministrativo tedesco - prescriverebbe chiaramente e inequivocabilmente, nelle direttive 86/457 e 93/16, che la formazione di medico generico deve comprendere periodi di tirocinio prestati a tempo pieno. Secondo il Bundesverwaltungsgericht, queste direttive prevalgono, in forza dei principi generali di specialità e di priorità, sulla direttiva 76/207. Tali disposizioni non violerebbero attualmente né i principi dello Stato di diritto né la tutela dei diritti fondamentali individuali.

[233] Bundesverwaltungsgericht, sentenza del 18 febbraio 1999, 3 C 10/98, Entscheidungen des Bundesverwaltungsgerichts 108, 289.

[234] Direttiva 76/207/CEE del Consiglio, del 9 febbraio 1976, relativa all'attuazione del principio dell'uguaglianza di trattamento tra uomini e donne per quanto attiene all'accesso al lavoro, alla formazione ed alla promozione professionale ed alle condizioni di lavoro (GU L 39 del 14.2.1976, pag. 40).

La Corte costituzionale tedesca ha invece accolto il ricorso costituzionale promosso contro questa sentenza, facendo riferimento alla propria costante giurisprudenza [235], secondo la quale, in primo luogo, la Corte di giustizia è un giudice naturale precostituito per legge ai sensi dell'articolo 101, par. 1, seconda frase del Grundgesetz e, in secondo luogo, che costituisce sottrazione al giudice naturale precostituito dalla legge l'inosservanza, da parte di un giudice nazionale, dell'obbligo di adire la Corte di giustizia in via pregiudiziale. Difatti, secondo il Bundesverfassungsgericht, l'obbligo del rinvio risulta violato in particolare quando una giurisdizione le cui decisioni non siano più impugnabili con ricorso interno violi gli obblighi che ad essa incombono in materia. Analoga considerazione vale quando non esista ancora una giurisprudenza della Corte di giustizia sulla questione di diritto comunitario idonea a risolvere una controversia oppure quando la giurisprudenza esistente non abbia risposto in modo esaustivo a tale questione. L'articolo 101, par. 1, seconda frase del Grundgesetz risulta violato quando il giudice competente in ultima istanza sconfina indebitamente dal margine di discrezionalità che gli spetta in tali casi. Ciò avviene in particolare quando il punto di vista difeso da tale giudice sulla questione di diritto comunitario dalla quale dipende la soluzione della controversia principale sia manifestamente superato dalle tesi contrarie. Peraltro, il Bundesverfassungsgericht può esercitare il proprio sindacato costituzionale sulla base di tali criteri soltanto quando sia stato reso edotto, con un sufficiente margine di certezza, dei motivi in base ai quali il giudice di merito, competente a pronunciarsi in ultimo grado, ha rinunciato ad adire in via pregiudiziale la Corte di giustizia. Alla luce di tali criteri, il Bundesverfassungsgericht ha statuito che, nel caso sottopostogli, il Bundesverwaltungsgericht, in quanto giudice di ultimo grado, aveva erroneamente disatteso l'obbligo, che gli incombeva, di adire la Corte di giustizia.

[235] Bundesverfassungsgericht, ordinanza del 5 agosto 1998, 1 BvR 264/98, Der Betrieb 1998, 1919 ; Zeitschrift für Wirtschaftsrecht 1998, 1728; Arbeit und Recht 1998, 465; Versicherungsrecht 1998, 1399; Europäische Zeitschrift für Wirtschaftsrecht 1998, 728; Neue Zeitschrift für Arbeitsrecht 1998, 1245; citata nella Sedicesima relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario.

Il Bundesverfassungsgericht ritiene, per un verso, che il Bundesverwaltungsgericht abbia risposto alla questione, da lui stesso sollevata, del conflitto fra direttive comunitarie in un modo che non può essere accolto nello spazio giuridico europeo. Infatti, il supremo giudice amministrativo aveva statuito sulla questione del conflitto fra la direttiva 76/207, da un lato, e le direttive 86/457 e 93/16 d'altro lato, senza ricorrere all'ausilio della giurisprudenza della Corte di giustizia o del diritto comunitario, ma basandosi unicamente sui criteri offerti dall'ordinamento nazionale. Il Bundesverwaltungsgericht non aveva fatto riferimento ad alcuna decisione della Corte di giustizia a proposito della problematica dei conflitti fra direttive, disconoscendo l'esistenza di una giurisprudenza su tale materia. Inoltre il Bundesverwaltungsgericht non aveva precisato su quale norma comunitaria si fonderebbe il diritto, che esso si attribuisce, di pronunciarsi sul conflitto di norme fondandosi su principi desunti dall'ordinamento tedesco (principio di priorità e principio di specialità). Né il giudice amministrativo aveva chiarito le ragioni in base alle quali ad esso sarebbe consentito esercitare un controllo sulle norme comunitarie alla luce dell'articolo 101, paragrafo 1, seconda frase del Grundgesetz. Secondo il Bundesverfassungsgericht, invece, un organo giurisdizionale che non sia adeguatamente informato sul diritto comunitario disconosce, di norma, i presupposti che rendono obbligatorio il rinvio pregiudiziale.

D'altro lato, secondo il Bundesverfassungsgericht, il Bundesverwaltungsgericht ha anche disatteso l'obbligo, che ad esso pure incombe, del rinvio pregiudiziale e violato l'articolo 101, paragrafo 1, seconda frase del Grundgesetz, avendo pretermesso che il principio di parità di trattamento dei sessi è parte integrante dei principi fondamentali del diritto comunitario non scritto, riconosciuti dalla Corte europea di giustizia. La Corte costituzionale tedesca ha quindi precisato che il principio di parità di trattamento fra uomo e donna e il divieto di qualsiasi discriminazione, diretta o indiretta, basata sul sesso, che ne è il corollario, fanno parte dei principi generali fondamentali della Comunità che sono stati enucleati dalla Corte di giustizia e che essa qualifica di parametri obbligatori per l'esame della legittimità del comportamento delle istituzioni comunitarie. Secondo il Bundesverfassungsgericht, se il giudice costituzionale non potesse, per difetto di competenza, operare un controllo nel merito dell'osservanza dei diritti fondamentali e se la Corte di giustizia comunitaria non potesse - per non essere stata adita in via pregiudiziale - controllare l'effettiva applicazione dei diritti fondamentali apprestati dal diritto comunitario derivato, si creerebbe una situazione in cui i diritti fondamentali della ricorrente non riceverebbero la prescritta tutela.

Sempre in Germania, il Bundesgerichtshof si è pronunciato sul quesito se - in presenza di dubbi circa la conformità di una normativa nazionale al Grundgesetz e al diritto comunitario - si debba rinviare la causa in primo luogo al Bundesverfassungsgericht o direttamente alla Corte di giustizia comunitaria. Nel caso in questione, dinanzi al Bundesgerichtshof era stato promosso un ricorso contro la decisione del Bundeskartellamt (Ufficio federale per la tutela della concorrenza) che vietava al Land di Berlino di imporre, nell'aggiudicazione di taluni appalti di opere pubbliche, il rispetto della retribuzione minima stabilita dalla convenzione collettiva applicabile sul suo territorio. Si chiedeva alla suprema Corte se la normativa del Land di Berlino fosse in contrasto con le disposizioni del Grundgesetz relative alle competenze dei Länder nonché alla c.d. "libertà fondamentale di coalizione" (Koalitionsfreiheit) che garantisce l'autonomia delle parti sociali nella fissazione delle condizioni di lavoro. Inoltre, secondo il Bundesgerichtshof, c'era da dubitare della conformità della suddetta normativa con il principio della libera prestazione dei servizi sancito dall'articolo 59 del trattato CE (divenuto ora l'articolo 49 CE). Il Bundesgerichtshof ha dichiarato di non essere competente a risolvere la questione della conformità di tale normativa con il diritto comunitario e che era opportuno rinviare la causa alla Corte di giustizia comunitaria. La suprema Corte tedesca ha inoltre ritenuto necessario rinviare la causa, in via preventiva, al Bundesverfassungsgericht affinché il giudice costituzionale si pronunciasse in primo luogo in merito alla conformità della normativa controversa con la legge fondamentale tedesca [236].

[236] Bundesgerichtshof, ordinanza del 18 gennaio 2000, KVR 23/98, Zeitschrift für Wirtschaftsrecht 2000, 426; Der Betrieb 2000, 465; Wettbewerb in Recht und Praxis 2000, 397; Neue Zeitschrift für Arbeitsrecht 2000, 327; Wertpapier-Mitteilungen 2000, 842; Juristen-Zeitung 2000, 514; Deutsche Verwaltungsblätter 2000, 1056; Zeitschrift für deutsches und internationales Baurecht 2000, 316; Zeitschrift für das gesamte öffentliche und private Baurecht 2000, 1736.

In Francia, il Conseil d'Etat, adito in forza dell'articolo 12 della legge n. 87-1127 del 31 luglio 1987, con una domanda di parere relativa all'interpretazione dell'articolo 141 CE (ex articolo 119 del trattato CE) e delle disposizioni della direttiva 79/7/CEE (parità di trattamento uomo-donna/ sicurezza sociale) [237] ha ritenuto, con sentenza 4 febbraio 2000 [238] di non essere competente a risolvere il quesito sottopostogli.

[237] Direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa all'attuazione progressiva del principio della parità di trattamento tra uomini e donna in materia di sicurezza sociale (GU L 6 del 10.1.1979, pag. 24).

[238] Conseil d'Etat, parere del 4 febbraio 2000, Mouflin, Revue française de droit administratif 2000, pag. 468.

La normativa francese sulle pensioni civili e militari riserva alle sole donne la facoltà di far valere immediatamente i propri diritti a pensione quando il congiunto sia colpito da infermità o da malattia incurabile che lo metta nell'impossibilità di esercitare una qualsiasi attività lavorativa. La questione delle compatibilità di questa normativa francese col diritto comunitario è stata sollevata da un ricorrente che aveva impugnato la decisione che gli negava i benefici della suddetta disposizione. Il competente tribunale amministrativo ha deciso (come gli consente la legge) di investire della questione il Conseil d'Etat. Quest'ultimo, dopo aver accertato che l'interpretazione richiestagli sollevava definizioni identiche a quelle che lo stesso Conseil d'Etat si era trovato ad affrontare nella causa Griesmar [239] (causa vertente sulla possibilità di far beneficiare i figli del trattamento che il suddetto codice riserva alle donne) ha ricordato che, in quest'ultima causa, si era rivolto in via pregiudiziale la Corte di giustizia comunitaria chiedendole di pronunciarsi sul se il termine "retribuzione" di cui all'articolo 141 CE (ex articolo 119) dovesse essere interpretato nel senso che ricomprende pensioni come quelle in applicazione del codice delle pensioni civili e militari francesi, oppure se tali pensioni dovessero essere considerate alla stregua di prestazioni di sicurezza sociale, disciplinate dalla direttiva 79/7/CEE.

[239] Causa C-366/99, tuttora pendente (GU C 366 del 18.12.1999, pag. 16).

Il Conseil d'Etat ha statuito che spetta al tribunale amministrativo valutare se, tenuto conto di tali elementi, ritenga opportuno, per emettere la propria sentenza, rivolgersi anch'esso in via pregiudiziale alla Corte di giustizia comunitaria, chiedendole di chiarire se le pertinenti norme di diritto comunitario ostino ad una disparità di trattamento come quella istituita dalla sopra richiamata disposizione del codice delle pensioni. Effettivamente, il tribunale amministrativo ha adito la Corte di giustizia [240].

[240] Causa C-206/00, tuttora pendente (GU C 211 del 22.7.2000, pag. 12).

In Italia, la Corte di cassazione si è pronunciata sulla sospensione di un procedimento in attesa che la Corte di giustizia rispondesse a quesiti pregiudiziali pertinenti per la risoluzione di una controversia. Il Tribunale di Bologna aveva sospeso un processo, in applicazione dell'articolo 295 del Codice di procedura civile, ritenendo che per la soluzione della controversia sottopostagli fosse necessaria l'interpretazione di talune disposizioni comunitarie che erano già oggetto di quesiti pregiudiziali rivolti alla Corte. Nel far ciò, il Tribunale di Bologna non ha ritenuto necessario rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte comunitaria. Con sentenza 14 settembre 1999, la Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza di sospensione del Tribunale di Bologna [241]. Nella motivazione, la suprema Corte ha ritenuto di dover interpretare le distorsioni dell'articolo 234 CE. Essa afferma che un organo giurisdizionale nazionale che non sia di ultimo grado, qualora ritenga che la soluzione della controversia sollevi una questione di interpretazione del diritto comunitario, si troverebbe davanti all'alternativa seguente: o rinviare la questione alla Corte di giustizia comunitaria, sospendendo il procedimento dinanzi ad essa pendente, o rispondere al quesito in via autonoma. Per contro, lo stesso giudice non può limitarsi a sospendere il procedimento in attesa che la Corte di giustizia si pronunci sul rinvio pregiudiziale operato da un altro giudice, poiché tale soluzione si tradurrebbe in una sospensione del processo per ragioni di opportunità, in violazione cioè dell'articolo 295 del codice di procedura civile italiano, privando per di più le parti della possibilità di partecipare al procedimento dinanzi alla Corte di giustizia.

[241] Corte di cassazione, Sezione II civile, 14 settembre 1999, n. 9813, Caribo contro Ministero delle Finanze.

Nel Regno Unito, nella causa R. contro Secretary of State for Health e.a. ex parte Imperial Tobacco Ltd e.a. [242], la House of Lords, ha deciso, a maggioranza, che quando un giudice nazionale è chiamato a pronunciarsi su un'istanza di provvedimenti inibitori diretta a impedire che il governo di uno Stato membro adotti disposizioni che recepiscono una direttiva comunitaria durante il termine previsto per la sua attuazione, la questione di quale sia il diritto applicabile (nazionale o comunitario) non può essere risolta senza avere esperito il rinvio pregiudiziale dinanzi alla Corte comunitaria.

[242] House of Lords, 7 dicembre 2000, R. contro Secretary of State for Health ed altri, ex parte Imperial Tobacco Ltd ed altri, Daily Law Notes.

Varie società produttrici di sigarette avevano adito la High Court per ottenere un provvedimento inibitorio nei confronti del governo, il quale intendeva adottare le necessarie disposizioni per il recepimento della direttiva 98/43 in materia di pubblicità e di sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco [243] in attesa che la Corte di giustizia si pronunciasse sulla validità del provvedimento comunitario. La High Court aveva accolto l'istanza ritenendo che i principi applicabili alla domanda di provvedimenti inibitori dovessero ricavarsi dal diritto nazionale, poiché il termine ultimo per il recepimento della direttiva comunitaria scadeva il 30 luglio 2001. La Court of Appeal, pronunciandosi a maggioranza, aveva riformato tale sentenza statuendo, in primo luogo, che i principi applicabili erano invece quelli desunti dal diritto comunitario ed individuati dalla Corte di giustizia nella sentenza Zuckerfabrik [244] e, in secondo luogo, che le società ricorrenti non avevano provato l'esistenza di un pregiudizio irreparabile qualora l'inibitoria non fosse stata concessa.

[243] Direttiva 98/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 1998, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di pubblicità e sponsorizzazione dei prodotti del tabacco (GU L 213 del 30.7.1998, pag. 9).

[244] Sentenza della Corte del 21 febbraio 1991, C-143/88 e C-92/89, Racc. pag. I-415.

Nel frattempo, il governo tedesco aveva impugnato la direttiva 98/43; nel corso del procedimento, l'avvocato generale Fennelly nelle sue conclusioni del 15 giugno 2000 ha suggerito alla Corte di annullare la direttiva in base al rilievo che la Comunità non era competente ad adottarla sul fondamento normativo che essa cita. In seguito a tali conclusioni, il governo britannico aveva deciso di non procedere al recepimento della direttiva nel Regno Unito, in attesa della sentenza della Corte di giustizia (quest'ultima ha deciso, con sentenza del 5 ottobre 2000 di annullare la direttiva [245]).

[245] Sentenza della Corte del 5 ottobre 2000, C-376/98, Germania e. al. contro Parlamento e Consiglio, ancora inedita.

La House of Lords, invitata a pronunciarsi se i criteri che dovevano essere applicati dal giudice nazionale per concedere i provvedimenti provvisori richiesti fossero quelli contemplati dal diritto nazionale o quelli contemplati dal diritto comunitario, ha dichiarato, con motivazione espressa a maggioranza (estensore Lord Slynn of Hadley), che si poteva difendere la tesi che, qualora una direttiva fosse stata recepita nell'ordinamento interno prima che scadesse il termine di recepimento, qualsiasi domanda di provvedimenti provvisori costituisse una questione di diritto comunitario; analoga conclusione si imporrebbe nel caso di una domanda di provvedimenti d'urgenza diretta a bloccare il recepimento della direttiva. Lord Slynn ha aggiunto che questa analisi non esclude tuttavia la possibilità, qualora dovessero ricorrere le condizioni stabilite nel diritto comunitario, che un giudice nazionale ordini provvedimenti urgenti nei confronti del governo nazionale, benché, in forza della giurisprudenza Foto-Frost, l'unico organo competente a dichiarare invalida una direttiva sia la Corte comunitaria di giustizia. Egli ha peraltro osservato che, se i criteri delineati dalla citata sentenza Zuckerfabrik e quelli contemplati dal diritto nazionale sembrano sovrapporsi per vari aspetti, potrebbero nondimeno esservi differenze, particolarmente per quanto attiene alla misura in cui debba tenersi conto del pregiudizio finanziario eventualmente subito. Infine, nell'ipotesi in cui, per pronunciare la sua sentenza nella causa in esame, la House of Lords avesse dovuto rispondere al quesito circa l'applicabilità e la sfera di operatività del diritto comunitario nel caso di specie, sarebbe stato necessario ed obbligatorio rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte di giustizia comunitaria. Lord Slynn of Hadley aggiunge che "per quanto ci si possa rammaricare per il fatto che il quesito posto resti senza risposta, tale rammarico è in certa misura temperato dalla considerazione che, in una domanda di questo genere occorre tener conto di tutte le circostanze del caso".

Sempre nel Regno Unito, la Court of Appeal è stata chiamata a pronunciarsi su un ricorso diretto contro una decisione di rinvio. Adita in primo grado in una causa vertente sull'importazione parallela di prodotti farmaceutici, la High Court aveva ritenuto necessario porre alla Corte di giustizia una serie di quesiti pregiudiziali [246]; la stessa Corte aveva anche rigettato l'istanza con la quale alcune delle parti chiedevano l'autorizzazione a proporre appello contro la decisione di rinvio [247]. Successivamente, le ricorrenti si sono rivolte alla Court of Appeal proponendo l'istanza dinanzi ad essa.

[246] High Court of Justice (England and Wales), Chancery Division, Patents Court, 28 febbraio 2000, Glaxo Group Ltd ed altri contro Dowelhurst Ltd and Swingward Ltd, Common Market Law Reports 2000, Vol. 2, pag. 571-652.

[247] High Court of Justice (England and Wales), Chancery Division, Patents Court, 7 marzo 2000, Glaxo Group Ltd ed altri contro Dowelhurst Ltd and Swingward Ltd, European Law Reports of Cases in the United Kingdom and Ireland 2000, pag. 660-664.

La Court of Appeal, pur non escludendo che le deduzioni dei ricorrenti in ordine all'interpretazione del diritto de quo nella causa di merito fossero corrette, ha respinto l'istanza, asserendo che la High Court aveva legittimamente ritenuto che i quesiti sollevati nella causa principale non erano chiari e che era quindi necessario che la Corte di giustizia venisse adita o dalla stessa High Court o da un altro giudice [248]. Inoltre, la Court of Appeal ha ritenuto che, anche ammettendo che l'istanza di appello fosse stata accolta, essa ben difficilmente sarebbe potuta pervenire alla conclusione che la risposta ai quesiti sollevati si imponeva con tale evidenza da rendere inutile il rinvio alla Corte comunitaria. Infine, la Court of Appeal ha aggiunto che una decisione di rinvio può essere presa soltanto nel momento in cui il procedimento dinanzi al giudice nazionale abbia raggiunto una fase che consenta al giudice di precisare la situazione di fatto e di diritto sulla quale si basano i quesiti. Ciò premesso, la Court of Appeal ritiene che tale fase fosse stata raggiunta dopo la sentenza della High Court. Una volta chiarita la situazione di fatto, la High Court poteva valutare se fosse o no opportuno sollevare quesiti pregiudiziali dinanzi alla Corte di giustizia oppure se tale decisione dovesse essere rimessa a un giudice di appello. La Court of Appeal ha dichiarato di non essere competente a sindacare l'esercizio, da parte della High Court, del proprio potere discrezionale di valutazione, a meno che il giudice abbia omesso di tener conto di un elemento essenziale o, al contrario, quando abbia preso in considerazione elementi non pertinenti oppure, ancora, quando la sua decisione sia manifestamente erronea. Nel caso sottopostole, la Court of Appeal ha dichiarato che questi presupposti non ricorrevano ed ha quindi rigettato l'istanza di autorizzazione a presentare appello, cosicché la causa è tuttora pendente dinanzi alla Corte di giustizia comunitaria [249].

[248] Court of Appeal (England and Wales) Civil Division, 29 marzo 2000, Glaxo Group Ltd ed altri contro Dowelhurst Ltd and Swingward Ltd, European Law Reports of Cases in the United Kingdom and Ireland 2000, pag. 664-671.

[249] Causa C-143/00, in pendenza (GU C 233 del 12.8.2000, pag. 12).

Anche nel Benelux esiste la possibilità di effettuare un duplice rinvio, come nel caso della Germania. I tre Stati membri del Benelux hanno infatti disciplinato in via convenzionale (trattato) alcune materie, adottando leggi uniformi comuni che si sostituiscono alle leggi nazionali: ne é un esempio la legge uniforme del Benelux sui marchi [250] e quella sui disegni e i modelli [251], in base alle quali i diritti di marchio o le privative sui disegni e i modelli conferiscono una protezione uniforme su tutto il territorio dei tre paesi. Per garantire questa uniformità di trattamento, l'articolo 6 dello statuto della Corte di giustizia del Benelux [252] contempla una procedura di rinvio pregiudiziale dinanzi alla Corte di giustizia del Benelux, simile per vari aspetti a quella istituita dall'articolo 234 CE. Quando si trovano ad affrontare questioni inerenti l'interpretazione di norme appartenenti sia alle leggi uniformi del Benelux sopra richiamate e alle direttive 89/104 (marchi) [253], e 98/71 (disegni e modelli) [254], gli organi giurisdizionali degli Stati del Benelux devono far luogo a una rinvio pregiudiziale dinanzi alle giurisdizioni competenti, ossia alla Corte di giustizia comunitaria ed alla Corte di giustizia del Benelux. Il problema che si pone quindi sul piano pratico è decidere se il doppio rinvio debba avvenire, per così dire "in serie" oppure "in parallelo". Nella prima causa in cui si è verificata tale situazione (causa relativa alla rivendita parallela, cioè al di fuori del circuito chiuso dei rivenditori riconosciuti, di profumi Christian Dior ad opera di una catena di profumerie discount, la Evora) lo Hoge Raad dei Paesi Bassi aveva operato un rinvio simultaneo dinanzi alla Corte del Benelux ed alla Corte europea di giustizia. Invocando la preminenza del diritto comunitario, la Corte di giustizia del Benelux aveva successivamente sospeso il procedimento dinanzi ad essa instaurato in attesa che la Corte comunitaria si pronunciasse nella stessa causa. Una volta emessa questa sentenza (si tratta della già citata sentenza Parfums Christian Dior) [255], la Corte di giustizia del Benelux ha riaperto il procedimento ed emanato la propria sentenza il 16 dicembre 1998 [256]. La stessa strada è stata battuta anche dal Gerechtshof te 's-Gravenhage (Corte d'appello dell'Aia) in una causa vertente su un motivo assoluto di rifiuto (il carattere meramente descrittivo) opposto dall'Ufficio dei marchi del Benelux (Bureau Benelux des Marques) ad una domanda di registrazione relativa al marchio verbale "Postkantoor" (ufficio postale) [257]. In seguito alla citata sentenza Parfums Christian Dior, nella quale la Corte comunitaria aveva confermato la possibilità, per la Corte di giustizia del Benelux, di adire la Corte di giustizia comunitaria, lo Hoge Raad der Nederlanden, in una sentenza vertente nuovamente su un motivo assoluto di rifiuto opposto, in questo secondo caso, al marchio verbale "Biomild", ha viceversa preferito rinviare eventuali questioni alla sola Corte di giustizia del Benelux, dando in tal modo a quest'ultima la facoltà di operare, a sua volta il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia comunitaria [258]. La Corte di giustizia del Benelux ha quindi iniziato la rituale attività istruttoria prima di deferire la causa alla Corte di giustizia delle CE nel giugno 2000 [259], cioè due anni dopo la decisione dello Hoge Raad.

[250] Traktatenblad 1983, n° 187; Mémorial belge del 14 ottobre 1969, modificato dal Protocollo del 2 dicembre 1992, Traktatenblad 1993, n. 12.

[251] Traktatenblad 1966, n. 292.

[252] Trattato relativo all'istituzione ed allo statuto della Corte di giustizia del Benelux, fatto a Bruxelles il 31 marzo 1965, Traktatenblad 1965, n. 71, 1966, n. 243 e 244; 1981, n. 159 e 1984, n. 153.

[253] Prima direttiva 89/104/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi (GU L 40 del 1.2.1989, pag. 1).

[254] Direttiva 98/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998, sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli (GU L 289 del 28.10.1998, pag. 28).

[255] Citata alla nota n. 4.

[256] Corte di giustizia del Benelux, 16 dicembre 1998, causa A-95/4, Nederlandse Jurisprudentie 2001, n. 133.

[257] Gerechtshof te 's-Gravenhage, ordinanza di doppio rinvio del 3 giugno 1999, che ha attivato il procedimento C-363/99, KPN contro Bureau Benelux des Marques, tuttora pendente (GU C 47 del 19.2.2000, pag. 11).

[258] Hoge Raad der Nederlanden, ordinanza del 19 giugno 1998, Nederlandse Jurisprudentie 1999, n. 68.

[259] Corte di giustizia del Benelux, 26 giugno 2000, Nederlandse Jurisprudentie 2000, n. 551, che ha promosso la richiamata causa C-265/00 (cfr. la nota n. 3).

2.4. Secondo quesito

Le ricerche non hanno rivelato decisioni del tipo sollevato da tale quesito.

2.5. Terzo quesito

In Germania, il Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale) ha chiarito, nella sentenza "Banane II" [260], il significato e la portata della propria giurisprudenza precedente in merito alla preminenza del diritto comunitario e alla propria facoltà di controllare la legittimità di atti di diritto comunitario, alla luce dei diritti fondamentali sanciti dal Grundgesetz tedesco. In un procedimento promosso dalle società importatrici di banane del Gruppo Atlanta, il Verwaltungsgericht di Francoforte sul Meno si era rivolto al Bundesverfassungsgericht in seguito alla sentenza pronunciata dalla Corte delle CE nel 9 novembre 1995 [261], nella quale si sanciva la validità del regime comunitario di importazione delle banane vigente a quel momento.

[260] Bundesverfassungsgericht, ordinanza del 7 giugno 2000, 2 BvL 1/97, Zeitschrift für Wirtschaft 2000, 1456; Wertpapier-Mitteilungen 2000, 1661; Europäische Grundrechte 2000, 328; Neue Juristische Wochenschrift 2000, 3124; Die öffentliche Verwaltung 2000, 957; Europäische Zeitschrift für Wirtschaftsrecht 2000, 702; Europarecht 2000, 799; Bayerische Verwaltungsblätter 2000, 754.

[261] Causa C-466/93, Atlanta, Racc. 1995, pag. I-3799.

Nella sua sentenza, il Bundesverfassungsgericht ha confermato che un rinvio pregiudiziale relativo alla validità di un atto di diritto comunitario derivato è prima facie irricevibile quando nei motivi di rinvio non sia esplicitato in modo particolareggiato che la protezione dei diritti fondamentali apprestata dal diritto comunitario (compresa la giurisprudenza della Corte di giustizia posteriore alla sentenza "Solange II" della stessa Corte federale tedesca [262]) risulti inferiore al livello garantito dal Grundgesetz, con la conseguenza che la tutela di tali diritti non risulta più garantita in modo generale. In sostanza, i motivi del rinvio dovrebbero procedere ad una comparazione della tutela dei diritti fondamentali a livello nazionale con la tutela apprestata a livello comunitario.

[262] Bundesverfassungsgericht, ordinanza del 22 ottobre 1986, 2 BVR 197/83 (Solange II), Entscheidungen des Bundesverfassungsgerichts 73, 339.

A giudizio del Bundesverfassungsgericht, il rinvio de quo non possiede queste caratteristiche, essendosi il giudice del rinvio fondato, in particolare, su una interpretazione erronea della sentenza "Maastricht", del Bundesverfassungsgericht [263], dando per scontato che, da quel momento, la Corte federale tedesca avrebbe esercitato nuovamente il proprio potere di sindacato degli atti comunitari, sia pure in cooperazione con la Corte di giustizia delle CE. Orbene, il Bundesfassungsgericht constata che la sua sentenza "Maastricht" non costituisce affatto un mutamento di rotta rispetto alla giurisprudenza "Solange II" e che non esiste alcuna contraddizione fra queste decisioni. Nel caso sottopostogli, dato che la Corte comunitaria di giustizia, con sentenza 26 novembre 1996 [264] aveva ritenuto che l'articolo 30 del regolamento n. 404/93, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle banane, obbliga la Commissione a prendere tutte le misure transitorie che essa reputi necessarie per facilitare il passaggio dei regimi nazionali all'organizzazione comune dei mercati, il giudice del rinvio avrebbe dovuto spiegare in maniera ancora più analitica in che misura la tutela dei diritti fondamentali non sarebbe risultata sufficiente. Il giudice del rinvio avrebbe dovuto, al più tardi nel momento in cui la Corte comunitaria aveva pronunciato la sua sentenza, riconoscere l'insufficienza della motivazione della propria decisione di rinvio. Come aveva fatto lo stesso Bundesverfassungsgericht in una sua precedente decisione [265], la Corte di giustizia delle CE ha infatti ritenuto che la tutela del diritto di proprietà esige l'imposizione di misure transitorie che agevolino il passaggio al regime comunitario: tali decisioni devono essere idonee a chiarire la correlazione dei procedimenti intesi a garantire la protezione dei diritti fondamentali ad opera dei giudici nazionali e dei giudici comunitari. La Corte federale tedesca ha di conseguenza rigettato, in quanto irricevibile, il rinvio pregiudiziale del Verwaltungsgericht di Francoforte sul Meno.

[263] Bundesverfassungsgericht, sentenza del 12 ottobre 1993, 2 BvR 2134/92 e 2 BvR 2159/92 (Maastricht), Entscheidungen des Bundesverfassungsgerichts 89, 155.

[264] Causa C-68/95, Port, Racc. 1996, pag. I-6065.

[265] Bundesverfassungsgericht, sentenza del 25 gennaio 1995, 2 BvR 2689/94 e BvR 52/95, Zeitschrift für Europäisches Wirtschaftsrecht 1995, 126.

Sempre in Germania, il Bundesverfassungsgericht ha dichiarato irricevibile il ricorso costituzionale promosso contro la sentenza del Bundesverwaltungsgericht in seguito alla decisione pregiudiziale della Corte di giustizia nella causa Alcan [266], in base al rilievo che, in quel caso, non vi era stata violazione di principi costituzionali della certezza del diritto e della tutela dell'affidamento.

[266] Sentenza della Corte del 20 marzo 1997, C-24/95, Alcan Deutschland, Racc. 1997, pag. I-1591.

Allineandosi alla sentenza della Corte comunitaria, il Bundesverwaltungsgericht [267] aveva rigettato in ultimo grado l'istanza con la quale la ricorrente chiedeva l'annullamento della decisione con cui il Land Renania-Palatinato gli aveva imposto di restituire l'aiuto - giudicato illegittimo - ad essa precedentemente erogato. Il Bundesverwaltungsgericht, nel sottolineare la natura imperativa della decisione della Corte, aveva dichiarato che l'autorità nazionale competente ha l'obbligo di revocare la decisione con la quale viene concesso un aiuto in violazione del diritto comunitario, e di ripetere la somma indebitamente versata, pur se il diritto tedesco escluda la possibilità di procedere alla ripetizione quando siano scaduti i termini all'uopo previsti e non vi sia stato indebito arricchimento del beneficiario dell'aiuto. Il supremo giudice amministrativo tedesco ha inoltre ritenuto infondata la tesi della ricorrente, la quale aveva criticato la Corte di giustizia per sconfinamento dalle competenze attribuitele dal trattato e per essersi sostituita al legislatore. Il Bundesverwaltungsgericht ha infatti accertato che la Corte comunitaria si era limitata a ribadire la sua giurisprudenza precedente, in base alla quale la ripetizione delle somme versato a titolo di aiuto in violazione del diritto comunitario deve effettuarsi nel rispetto delle procedure nazionali, a condizione che le norme nazionali non rendano il recupero dell'aiuto praticamente impossibile. Per quanto poi attiene alla tesi della convenuta, secondo la quale la Corte avrebbe disconosciuto il diritto fondamentale del rispetto della tutela dell'affidamento, il Bundesverwaltungsgericht ha ritenuto, da un lato, che la Corte aveva rispettato questo principio, in quanto, un operatore economico informato e diligente non può, in linea di massima, riporre alcun legittimo affidamento nella regolarità dell'aiuto versatogli quando la concessione di tale aiuto non sia stata notificata alla Commissione in applicazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CE (divenuto articolo 88, paragrafo 3) e, in secondo luogo, che la ricorrente avrebbe potuto, impugnando la decisione con la quale la Commissione constatava l'illegalità dell'aiuto, chiarire quali particolari circostanze avrebbero giustificato un legittimo affidamento meritevole di protezione.

[267] Bundesverwaltungsgericht, ordinanza del 17 febbraio 2000, 2 BvR 1210/98, Wertpapier-Mitteilungen 2000, 621; Zeitschrift für Wirtschaftsrecht 2000, 633; Europäische Grundrechte 2000, 175; Internationales Steuerrecht 2000, 253; Deutsche Verwaltungsblätter 2000, 900; Neue Juristische Wochenschrift 2000, 2015; Europäische Zeitschrift für Wirtschaftsrecht 2000, 445; Europarecht 2000, 257; Bayerische Verwaltungsblätter 2000, 655.

Il Bundesverfassungsgericht, adito a sua volta con un ricorso costituzionale contro tale decisione ha ritenuto che, trattandosi di decisione vertente sulla ripetizione di un aiuto indebitamente concesso, occorresse prendere in considerazione l'interesse pubblico della Comunità a veder attuate le regole di concorrenza comunitarie. Il giudice costituzionale tedesco ha ritenuto che il Bundesverwaltungsgericht, nel consentire che l'aiuto venisse recuperato nonostante fosse ormai decorso il termine previsto dalla legge tedesca, non aveva fatto altro che applicare il principio della preminenza del diritto comunitario. Premesso che la ricorrente avrebbe potuto rilevare da sola l'illegalità formale e materiale dell'aiuto al momento della sua erogazione oppure impugnare dinanzi al giudice comunitario la decisione con la quale la Commissione ordinava il recupero dell'aiuto, il Bundesverfassungsgericht ha dichiarato, in primo luogo, che la sentenza della Corte comunitaria non faceva che applicare l'articolo 93, paragrafo 2 del trattato CE (divenuto articolo 88, paragrafo 2) cosicché il quesito del se si trattasse di un atto costituente straripamento delle competenze della Comunità ai sensi della sentenza "Maastricht" dello stesso Bundesverfassungsgericht non si poneva e, in secondo luogo, ha dichiarato che tale sentenza si limitava ad un caso individuale senza creare una norma di diritto amministrativo di applicazione generale.

In Austria l'Oberster Gerichtshof [268] è stato chiamato a pronunciarsi nell'ambito di una causa promossa contro due amministratori di una società a responsabilità limitata ai quali era stata inflitta un'ammenda per non aver depositato i conti annuali della loro società presso il tribunale di commercio entro i termini prescritti dalla legge. Tale omissione è sanzionata dalla normativa austriaca relativa agli obblighi contabili dei commercianti e di talune società, la quale costituisce recepimento nell'ordinamento interno della prima direttiva 68/151 (garanzia prestate dalle società) [269], e dalla quarta direttiva 78/660 (conti annuali) [270]. Dinanzi alla suprema Corte austriaca, gli amministratori hanno invocato il fatto che l'applicazione della normativa austriaca in tema di obblighi contabili costituiva lesione dei loro diritti fondamentali in quanto li avrebbe obbligati a rendere pubblici i loro conti. I ricorrenti hanno in particolare invocato il libero esercizio della professione, il diritto di proprietà, il diritto alla protezione dei dati personali e il principio di uguaglianza. L'Oberster Gerichtshof ha, tra l'altro, dichiarato, facendo riferimento alla sentenza della Corte di giustizia nella causa Daihatsu [271], che il legislatore nazionale ha l'obbligo di recepire una direttiva anche qualora questa violi diritti riconosciuti dalla costituzionale. In altri termini, il primato del diritto comunitario opera anche nei confronti di disposizioni nazionali di rango costituzionali. La legge che recepisce la direttiva comunitaria e che viola tali diritti non può quindi essere dichiarata anticostituzionale.

[268] Oberster Gerichtshof, sentenza del 9 marzo 2000, 6 Ob 14/00b, Wirtschaftsrechtliche Blätter 2000, pagg. 286-288.

[269] Prima direttiva 68/151/CEE del Consiglio, del 9 marzo 1968, tendente a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono prescritte, negli Stati membri, alle società ai sensi dell'articolo 58, seconda comma del trattato, per tutelare gli interessi degli associati e dei terzi (GU L 65 del 14.3.1968, pag. 8).

[270] Quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978, basata sull'articolo 54 paragrafo 3 lettera g) del trattato e relativa ai conti annuali di talune forme di società (GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11).

[271] Sentenza della Corte del 4 dicembre 1997, C-97/96, Daihatsu, Racc. 1997, pag. I-6843.

Sempre in Austria, l'Oberster Gerichtshof è stato chiamato a risolvere la questione di quale sia l'istituzione di garanzia competente, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 80/987 (protezione dei lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro) [272], per il pagamento dei crediti di un lavoratore qualora il datore, risultato insolvibile, si sia stabilito in uno Stato membro diverso da quello sul cui territorio il lavoratore risiede ed esercita la sua attività. Nel caso di specie si trattava di un lavoratore austriaco dipendente di un'impresa che svolgeva la sua attività in Austria e che lavorava per questa impresa, a titolo temporaneo, in Germania. Dopo alcune settimane la società austriaca è stata dichiarata fallita e il lavoratore ha reclamato la retribuzione spettantegli presso l'istituzione di garanzia austriaca. Quest'ultima ha rigettato la domanda dichiarando di non essere competente in quanto il lavoratore aveva lavorato in Germania. L'Oberster Gerichtshof ha viceversa statuito - in conformità della sentenza Mosbaek [273] della Corte di giustizia - che l'istituzione competente è quella dello Stato sul cui territorio, a tenore dell'articolo 2, paragrafo 1 della richiamata direttiva, o è stata presa la decisione di aprire il procedimento con cui le pretese creditorie vengono soddisfatte o viene dichiarata la chiusura dell'impresa o dello stabilimento del datore di lavoro, in altri termini, nel caso sottopostole, l'istituzione austriaca [274].

[272] Direttiva 80/987 del Consiglio, del 20 ottobre 1980, riguardante il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa alla tutela dei lavoratori salariati in caso di insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.1980, pag. 23).

[273] Sentenza della Corte del 17 settembre 1997, C-117/96, Mosbæk, Racc. 1997, pag. I-5017.

[274] OGH, sentenza del 27 gennaio 2000, 8 ObS 148/99v (pubblicata in Wirtschafsrechtliche blätter 2000, pag. 232).

Con questa sentenza la suprema Corte austriaca ha abbandonato la sua costante giurisprudenza in tema di applicazione del principio di territorialità nella normativa sulla protezione dei lavoratori salariati in caso di insolvenza del datore di lavoro. Va tuttavia segnalato che tale decisione non sembra abbia tenuto conto della sentenza Everson della Corte di giustizia comunitaria [275]; in questa pronuncia, risalente a cinque settimane prima, la Corte aveva statuito che quando i lavoratori vittime dell'insolvenza del loro datore esercitano la loro attività salariata in uno Stato membro per conto della succursale ivi stabilita di una società costituita secondo il diritto di un altro Stato membro nel quale tale società ha la sede sociale ed è stata messa in liquidazione, l'istituzione competente, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 80/987, per il pagamento dei crediti di questi lavoratori, è quella dello Stato sul cui territorio essi esercitavano la loro attività salariata.

[275] Sentenza della Corte del 16 dicembre 1999, C-198/98, Everson, Racc. 1999 pag. I-8903.

In Belgio, in una causa vertente sul divieto di pubblicità ingannevole, la Cour de cassation [276], senza accogliere l'istanza di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia, avanzata da una delle parti, ha confermato l'interpretazione che la Cour d'appel de Liegi aveva dato alla nozione di "consumatore" tutelato dalla legge sulle pratiche di commercio e sulla protezione del consumatore (nel prosieguo "LPC") [277], legge nella quale le disposizioni relative alla pubblicità ingannevole e sleale costituiscono recepimento nell'ordinamento belga della direttiva 84/450 (pubblicità ingannevole) [278]; secondo tale interpretazione, la legge tutela il consumatore inesperto e poco istruito.

[276] Cour de cassation, 12 ottobre 2000, Revue de jurisprudence de Liège, Mons et Bruxelles, 2001, pagg. 188-196.

[277] Loi du 14 juillet 1991 sur les pratiques du commerce et sur l'information et la protection du consommateur (Moniteur belge, 29 août 1991).

[278] Direttiva 84/450/CEE del Consiglio, del 10 settembre 1984, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di pubblicità ingannevole (GU L 250 del 19.9.1984, pag. 17).

Lo Stato belga aveva promosso un'azione inibitoria nei confronti di una società di vendita per corrispondenza contestandole il ricorso a metodi pubblicitari vietati dalla LPC. Erano in particolare contestate: un'operazione promozionale sotto forma di sondaggio il cui scopo era di indurre il cliente a collocare un ordine e un'offerta di un regalo abbinato all'acquisto di un bene o un servizio. Lo Stato belga, che pure aveva visto largamente accolte le proprie istanze in primo grado, è ricorso in appello sui due punti nei quali le sue istanze non erano state accolte. La Cour d'appel de Liegi ha pienamente accolto l'appello ed ha riformato la sentenza impugnata. Successivamente, però, la società di vendita per corrispondenza si è rivolta alla Corte di cassazione. Nel primo motivo di ricorso, che si fonda sia sulla LPC sia sulla direttiva 84/450, la ricorrente criticava l'interpretazione data dal giudice di appello alla nozione di consumatore tutelato, in quanto facente riferimento al consumatore di scarsa istruzione e sprovvisto di spirito critico. Il ricorrente sosteneva che, se e in quanto la definizione di "consumatore tutelato" su cui si fonda il ragionamento della Corte d'appello è erronea, la decisione resa da quest'ultima doveva ritenersi viziata da illegittimità. La Corte di appello aveva ritenuto, infatti, che la tutela ricercata deve mettere al riparo i consumatori meno esperti i quali, sprovvisti di spirito critico nei confronti di ciò che viene loro astutamente presentato, non sono in grado di scoprire i trabocchetti, le esagerazioni e i silenzi ingannatori dell'autore della pubblicità. La ricorrente sosteneva, al contrario, che la legge de qua tutela il consumatore "medio" normalmente e ragionevolmente esperto ed invocava, a tale riguardo, la necessità, per il giudice nazionale, di interpretare le disposizioni della LPC conformemente alla direttiva 84/450 di cui tali disposizioni costituiscono recepimento. La ricorrente si richiamava altresì alla giurisprudenza della Corte di giustizia comunitaria, dalla quale risulta che la nozione di consumatore ai sensi della suddetta direttiva deve essere interpretato nel senso che prende in considerazione il consumatore medio, normalmente e ragionevolmente esperto. Infine la ricorrente proponeva alla Corte di cassazione, in caso di dubbio, di rivolgersi alla Corte di giustizia in via pregiudiziale.

La Cour de cassation ha rigettato il ricorso. In primo luogo, essa ha rilevato che la Cour d'appel di Liegi dichiarando che le pratiche commerciali sottoposte al suo giudizio erano contrarie ai corretti usi commerciali, si era fondata sul solo articolo 94 della LPC, il quale vieta, come norma generale, ogni atto e comportamento contrario agli usi commerciali corretti. Pertanto, per valutare se un determinato comportamento sia conforme all'uso corretto, il giudice ha facoltà, secondo la Cour de cassation, di tener conto della particolare situazione in cui vengono a trovarsi talune categorie di consumatori e della necessità di apprestare una più intensa tutela. Sotto questo profilo, la suprema giurisdizione belga ha ritenuto che la decisione del giudice di appello non fosse viziata da illegittimità per aver ritenuto che la legge applicabile protegga il consumatore poco istruito ed inesperto. Per quanto attiene poi al motivo dedotto dall'interpretazione della direttiva 84/450, la Cour de cassation si è limitata a dichiarare che il suddetto articolo 94 non costituisce recepimento della direttiva comunitaria e che, dalle considerazioni sopra svolte, si desume che la sentenza del giudice di appello è legittimamente fondata su tale base legislativa. La Corte di cassazione belga ha quindi rigettato i motivi di ricorso fondati sugli articoli 7 (definizione della nozione di consumatore), 22 e 23 (divieto di pubblicità ingannevole) della LPC, nonché, consequenzialmente, i motivi che si fondano sulle disposizioni della direttiva comunitaria della quale i suddetti articoli costituiscono il recepimento nel diritto belga.

Sempre in Belgio, in una causa vertente sulla natura giuridica dell'Ordine dei farmacisti, la Cour de cassation ha confermato, con sentenza del 25 febbraio 2000 [279], una linea giurisprudenziale inaugurata con la sentenza del 7 maggio 1999 [280], riguardante l'applicazione delle regole di concorrenza alle libere professioni. La Corte di cassazione belga ha infatti ripetuto che l'Ordine dei farmacisti costituisce una "associazione di imprese" ai sensi della legge belga sulla concorrenza (che ricalca gli articoli 81 e seguenti del trattato (ex articoli 85 e seguenti)) e che la legittimità delle decisioni dell'Ordine, se ed in quanto hanno lo scopo o l'effetto di recare pregiudizio alla concorrenza, debbono essere esaminate alla luce delle regole comunitarie di concorrenza dagli organi disciplinari dell'ordine stesso. Pertanto, quando un organo dell'ordine dei farmacisti impone a uno o più dei suoi membri limitazioni alla concorrenza che non sono necessarie all'osservanza delle regole fondamentali della professione, ma che, in realtà, sono dirette a favorire taluni interessi materiali dei farmacisti o a istituire o mantenere in vigore un determinato regime economico, tali determinazioni possono configurarsi come decisione di un organo di un'associazione di imprese la cui nullità può essere accertata d'ufficio dall'organo di appello. La decisione che irroga una sanzione disciplinare fondata su un divieto generale ed assoluto di qualsiasi pubblicità e la condanna di qualsiasi concorrenza sul mercato farmaceutico non trova giustificazione nella legge.

[279] Cour de cassation, 25 febbraio 2000, n. D.98.0041.F.

[280] Cour de cassation, 7 maggio 1999, Rechtskundig Weekblad, 1999-2000, pag. 112-11, citata nella Diciassettesima relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto comunitario (GU C 30 del 30.1.2001, pag. 199, seconda colonna).

Ancora in Belgio, con sentenza del 15 settembre 2000 [281], la Cour d'appel de Bruxelles, pronunciandosi con procedura d'urgenza, si è pronunciata sull'efficacia dell'esaurimento comunitario e sulla nozione di "consenso" del titolare all'immissione in commercio nello Spazio economico europeo di un prodotto contrassegnato da marchio ai sensi dell'articolo 7 della direttiva sui marchi 89/104 [282], nell'interpretazione datane dalla Corte di giustizia. La controversia vedeva opposti una società di diritto statunitense titolare di una celebre marca di jeans e una società di grande distribuzione che offriva in vendita prodotti muniti del marchio, importati per vie parallele. La ricorrente chiedeva al giudice di inibire alla società distributrice qualsiasi utilizzo del marchio per prodotti provvisti di tale marchio, a meno che detti prodotti fossero stati immessi in commercio nello Spazio economico europeo dal titolare o col suo consenso. In subordine, la ricorrente chiedeva alla Cour d'appel di sospendere la decisione in attesa che la Corte di giustizia comunitaria pronunciasse la sentenza nelle cause Davidoff e Levi-Strauss [283] e, in ulteriore subordine, a proporre al giudice comunitario una serie di quesiti pregiudiziali sull'interpretazione dell'articolo 7 della sopra ricordata direttiva nell'interpretazione fornitane dalla sentenza Sebago [284].

[281] Cour d'appel de Bruxelles, 15 settembre 2000, Revue de droit intellectuel, 2000, pagg. 263-284.

[282] Cfr. nota n. 50.

[283] Cause riunite C-414/99 (GU C 6 del 8.1.2000, pag. 18) e C-415/99 (GU C 79 del 18.3.2000, pag. 5), tuttora pendenti.

[284] Sentenza della Corte del 1° luglio 1999, C-173/98, Racc. pag. I-4103.

La Cour d'appel belga ha in primo luogo statuito che il diritto, che il marchio conferisce al suo titolare, di vietare ad un terzo di farne uso nel SEE per prodotti che siano stati posti in commercio al di fuori del SEE e che non siano stati reintrodotti nel territorio del SEE con il consenso del titolare, ha per scopo - secondo la giurisprudenza comunitaria - di garantire l'integrità del mercato interno [285]. In risposta ad una tesi difensiva della resistente, la Corte d'appello belga ha dichiarato che l'esercizio di tale diritto non può essere subordinato alla condizione supplementare che l'uso costituisca prima facie un pregiudizio alla funzione di indicazione della provenienza propria del marchio oppure che l'uso avvenga secondo condizioni e modalità atte a ledere l'immagine del marchio presso il pubblico.

[285] Sentenza della Corte del 16 luglio 1998, C-355/96, Silhouette, Racc. pag. I-4799.

La Cour d'appel ha precisato che, poiché l'articolo 7 della direttiva 89/104/CEE vieta l'esaurimento internazionale, la protezione di cui godono i titolari di marchi nel SEE non può dipendere dall'esistenza o dall'inesistenza di una restrizione alle esportazioni verso il SEE eventualmente imposte dal titolare ai singoli suoi distributori stabiliti in paesi terzi. Ogni diversa decisione equivarrebbe - secondo la Cour d'appel - a reintrodurre il principio dell'esaurimento internazionale, poiché al titolare del marchio è impossibile fornire la prova della "ermeticità" della rete di distribuzione mondiale dei prodotti muniti di marchio. Il fatto che il titolare del marchio non abbia imposto ai propri distributori stabiliti in paesi terzi il divieto di esportare verso il SEE non incide minimamente sull'obbligo, che grava sui titolari, di rispettare il contenuto specifico del diritto del marchio, cioè il diritto esclusivo di utilizzare il marchio per la prima messa in circolazione di un prodotto nel SEE. Pertanto, dall'assenza di un tale comportamento del titolare non può automaticamente dedursi il consenso implicito del titolare all'immissione in commercio nel SEE di prodotti provenienti da paesi terzi. Infine, la Cour d'appel ricorda che, come chiarito dalla Corte comunitaria nella sentenza Sebago, le nozioni di "immissione in commercio" nel SEE e di "consenso del titolare" all'immissione in commercio, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1 della citata direttiva, sussistono, in ciascun caso di specie, rispetto all'esemplare del prodotto per il quale l'esaurimento è invocato. Il giudice belga ha precisato che, contrariamente a quanto sostenuto dalla resistente, questa interpretazione non può implicare l'obbligo, per il titolare del marchio, di apporre sui prodotti un contrassegno che consenta a tutti i rivenditori di verificare se i prodotti muniti del marchio sono o non sono destinati al mercato europeo. Ed aggiunge che spetta al rivenditore che nutra eventuali dubbi circa la lecita immissione in commercio dei prodotti nel SEE, di accertare se vi sia o non vi sia stata assenza di consenso del titolare e quindi di astenersi dall'acquistare i prodotti di cui trattasi per rivenderli. Riguardo infine all'onere della prova dell'esaurimento comunitario, la Cour d'appel ha precisato che all'avversario del titolare del marchio incombe l'onere di produrre i documenti dai quali risulti che i prodotti che egli rivende corrispondono a quelli registratati in una fattura rilasciata, a monte della catena di distribuzione, da un rivenditore autorizzato.

Infine, rispondendo all'argomento della società resistente, secondo la quale il titolare del marchio avrebbe abusato del proprio diritto esclusivo, tentando di restringere la concorrenza sui prodotti di cui trattasi in seno al SEE, la Cour d'appel ricorda che non costituisce ostacolo alla libertà di commercio intracomunitario un ostacolo posto alle importazioni, nel SEE, di prodotti provenienti da paesi terzi e che, se è vero che il principio del divieto dell'esaurimento internazionale può colpire e pregiudicare tali prodotti, resta pur vero che la sua finalità consiste nel preservare l'integrità del mercato interno.

In Spagna, il Tribunal Constitucional, con sentenza del 30 novembre 2000 [286], ha confermato la propria giurisprudenza, secondo la quale, se è vero che il diritto comunitario derivato non assurge a rango costituzionale e non può quindi essere preso in considerazione per sindacare la costituzionalità di norme di rango legislativo, esso costituisce pur sempre un criterio interpretativo idoneo a determinare la finalità e la portata dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla costituzione spagnola. Il ricorso, che era stato promosso dal Defensor del Pueblo (difensore civico), mirava a far annullare alcune disposizioni della legge spagnola sulla protezione dei dati a carattere personale [287], che costituisce recepimento nell'ordinamento spagnolo della direttiva 95/46 [288]. Il ricorrente asseriva, tra l'altro, l'esistenza di una violazione del diritto fondamentale al rispetto della vita privata - sancito dalla costituzione - ed una violazione dei limiti che la costituzione pone all'utilizzo dell'informatica per garantire il diritto suddetto. Secondo i ricorrenti, infatti, il legislatore spagnolo avrebbe dato alle eccezioni all'obbligo di informazione posto in capo al responsabile del trattamento dei dati nei confronti della persona che deve rilasciarli, nonché al diritto di quest'ultima di accedere ai dati stessi una portata più ampia di quella prevista dalla direttiva. Il Tribunal Constitucional ha annullato le disposizioni della legge impugnata, facendo riferimento alla direttiva comunitaria ed all'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, i quali vengono a rafforzare la sua interpretazione costituzionale di tali diritti.

[286] Tribunal Constitucional, Pleno, 30 novembre 2000, n. 292/2000, Diario La Ley nº 5213, 27 dicembre 2000.

[287] Ley Orgánica nº 15/1999, de 13 de diciembre, de Protección de Datos de Carácter Personal (Boletín Oficial del Estado nº 298, 14 dicembre 1999).

[288] Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati a carattere personale e alla libera circolazione di tali dati (GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31).

In una decisione del 24 aprile 2000 [289], pronunciata dopo una sentenza pregiudiziale della Corte di giustizia [290], lo Juzgado de Primera Instancia e Instrucción n. 5 di Oviedo ha ritenuto che in tale sentenza il giudice comunitario, avrebbe "perso l'occasione" di interpretare la direttiva 93/83 (diritto d'autore / cavo e satellite) [291] alla luce della convenzione di Berna e di dare un'interpretazione uniforme, estremamente necessaria per gli organi giurisdizionali degli Stati membri, delle disposizioni menzionate dal giudice del rinvio. Quest'ultimo chiedeva alla Corte di giustizia comunitaria di dichiarare se uno stabilimento alberghiero il quale capti segnali televisivi via satellite o via terra e li distribuisca via cavo nelle varie camere dell'albergo compia o no un atto di comunicazione al pubblico o di ricezione da parte del pubblico ai sensi della direttiva. Lo Juzgado, per sottolineare la mancanza di uniformità nell'interpretazione della direttiva, ha proceduto ad un'ampia esemplificazione di sentenze contraddittorie dei giudici spagnoli e di giudici di altri Stati membri. Peraltro, facendo riferimento alle conclusioni dell'Avvocato generale in tale causa, e seguendo l'interpretazione della convenzione di Berna che quest'ultimo proponeva, lo Juzgado conclude che il fatto di captare segnali televisivi e distribuirli via cavo nelle varie camere di uno stabilimento alberghiero costituisce un atto di comunicazione al pubblico che richiede l'autorizzazione degli autori o il pagamento di un corrispettivo agli autori. Lo Juzgado si fonda cioè sul criterio, proposto dall'avvocato generale La Pergola del "fine di lucro", perseguito dal soggetto responsabile dell'atto di comunicazione al pubblico, nonché sulla qualifica dei clienti dello stabilimento come "pubblico nuovo", vale a dire l'insieme delle persone alle quali si dirige il singolo atto di comunicazione tramite televisore [Conclusioni Avv. gen. La Pergola, punto 24. N.d.T.]. Questi elementi consentono di differenziare questo tipo di distribuzione da quello che si realizza in ambito domestico.

[289] Juzgado de Primera Instancia e Instrucción nº 5 de Oviedo, 24 avril 2000, Entidad de Gestión de Derechos de los Productores Audiovisuales (EGEDA) c. Hostelería Asturiana, SA (HOASA).

[290] Sentenza della Corte del 3 febbraio 2000, C-293/98, Egeda, Racc. pag. I-629.

[291] Direttiva 93/83/CEE del Consiglio del 27 settembre 1993, relativa al coordinamento di alcune norme del diritto d'autore e dei diritti connessi al diritto d'autore applicabili alla radiodiffusione via satellite ed alla ritrasmissione via cavo (GU L 248 del 6.10.1993, pag. 15).

In Francia, la Chambre commerciale de la Cour de cassation, con sentenza del 22 febbraio 2000 [292], ha respinto una serie di ricorsi che contestavano la qualifica di medicinali soggetti al monopolio di vendita da parte delle farmacie, qualifica conferita con sentenza della Cour d'appel d'Amiens che attribuiva tale qualifica a una serie di prodotti assertivamente chiamati parafarmaceutici. La Cour de cassation ha applicato le direttive del Consiglio 76/768 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici e 65/65, relativa alle specialità farmaceutiche, nonché la giurisprudenza della Corte di giustizia nella causa Upjohn [293] in merito alla definizione di medicinali "per funzione" o di medicinali "per presentazione". Essa conferma peraltro la posizione della Cour d'appel francese che, con riferimento alla sentenza Keck et Mithouard [294], aveva ritenuto che il divieto di vendere taluni prodotti al di fuori delle farmacie sia una disposizione che rientra tra le modalità di vendita ed è quindi sottratta alla previsione dell'articolo 30 del trattato (divenuto articolo 28 CE), qualora la normativa nazionale incida nello stesso modo, in linea di diritto e in linea di fatto, sulla commercializzazione dei prodotti nazionali e dei prodotti importati.

[292] Cour de cassation, chambre commerciale, financière et économique, sentenza del 22 febbraio 2000, Beiersdorf, Bulletin des arrêts de la Cour de cassation - Chambres civiles 2000, IV, nº 34.

[293] Sentenza della Corte del 16 aprile 1991, C-112/89, Racc. 1991, pag. I-1703.

[294] Sentenza della Corte del 24 novembre 1993, cause riunite C-267/91 e C-268/91, Racc. 1993, pag. I-6097.

Va rilevato che la sezione penale della Cour de cassation francese è pervenuta ad un'identica pronuncia con sentenza del 5 settembre 2000 [295], nella quale ha statuito che la normativa istituiva di un monopolio farmaceutico, che si applichi indistintamente ai prodotti importati dagli Stati membri della CE come ai prodotti nazionali, è giustificata, sotto il profilo degli articoli 30 e 36 del trattato (divenuti oggi gli articoli 38 e 30 CE) da finalità di tutela della salute pubblica.

[295] Cour de cassation, chambre criminelle, sentenza del 5 settembre 2000, Gabard, Bulletin des arrêts de la Cour de Cassation - Chambre criminelle, 2000, n. 26.

In una sentenza del 14 giugno 2000 [296], la Cour d'appel di Parigi, traendo le conclusioni dalla sentenza Parodi della Corte di giustizia comunitaria [297], ha rimesso in causa la giurisprudenza della Cour de cassation francese [298] riguardante le condizioni alle quali un ente creditizio istituito in uno Stato membro può concedere prestiti ipotecari in Francia. La Cour d'appel aveva infatti dichiarato che la normativa francese antecedente alla direttiva 89/646 del Consiglio [299] non si limitava a creare un ostacolo alla libera prestazione dei servizi bancari - imponendo agli enti creditizi stabiliti e riconosciuti in un altro Stato membro l'obbligo di munirsi di una nuova autorizzazione presso l'autorità di controllo dello Stato di destinazione - ma rendeva impossibile l'esercizio di questa libertà comunitaria subordinando il rilascio dell'autorizzazione al requisito dello stabilimento del prestatore dei servizi sul territorio nazionale.

[296] Cour d'appel de Paris, sentenza del 14 giugno 2000, SCI Parodi, Recueil Dalloz, 2000, Jur., pagg. 614-616.

[297] Sentenza del 9 luglio 1997, C-222/95, Racc. pag. I-3899.

[298] Cour de cassation, Chambre commerciale, financière et économique, sentenza del 20 ottobre 1998, SCI Parodi, Bulletin des arrêts de la Cour de Cassation - Chambres civiles 1998, IV, n. 246.

[299] Seconda direttiva 89/646/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1989, relativa al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative concernenti l'accesso all'attività degli stabilimenti di credito e il suo esercizio e che modifica la direttiva 77/780/CEE (GU L 386 del 30.12.1989, pag. 1).

La Cour d'appel, nell'esaminare se tale normativa fosse indispensabile ai fini della tutela degli interessi in questione e riprendendo a tal fine la distinzione - proposta dalla Corte di giustizia al punto 29 della sentenza Parod - basata sulla natura dell'attività bancaria di cui si tratta e sul rischio che grava sul destinatario del servizio, ha ritenuto che la legislazione francese andasse al di là di quanto è oggettivamente necessario per tutelare gli interessi che essa ha l'obbligo di proteggere ed ha conseguentemente dichiarato che tale legislazione non è compatibile con il trattato.

In Grecia, con un ragionamento alquanto ellittico, il Symvoulio tis Epikrateias (Consiglio di Stato) non ha fatto riferimento, nella sentenza del 30 marzo 1999 [300], all'interpretazione che la Corte di giustizia aveva dato, con sentenza 5 giugno 1997 SETTG [301], in seguito a un suo rinvio pregiudiziale. La Corte comunitaria aveva ritenuto che la normativa greca, la quale prescrive a pena di nullità la forma giuridica del contratto di lavoro per le prestazioni di guida turistica presso gli uffici di turismo e di viaggio che organizzano programmi turistici, era contrario all'articolo 59 del trattato CE (divenuto ora l'articolo 49 CE). Il Symvoulio tis Epikrateias ritiene che l'interpretazione data dalla Corte comunitaria non sia pertinente nel caso di specie, in quanto la controversia non presenta alcuna connessione con il diritto comunitario. A parere del Consiglio di Stato greco, l'assenza di un criterio di collegamento con il diritto comunitario deriva dal fatto che nessuna delle parti nella controversia è un cittadino comunitario, stabilito in uno Stato membro diverso dal proprio, che desidera prestare i propri servizi in Grecia. La normativa sulla base della quale era stato operato il rinvio pregiudiziale viene quindi intesa come un semplice fondamento giuridico per il giudizio arbitrale sottoposto al controllo del Symvoulio tis Epikrateias nel procedimento principale, giudizio che costituisce di per sé l'unico vero oggetto della controversia. Il Consiglio di Stato greco ha quindi del tutto pretermesso dalla risoluzione della controversia de qua la questione dell'incompatibilità della normativa greca con il diritto comunitario, come pure la questione dell'obbligo - che ne deriva - di eventualmente disapplicarla in quanto fondamento giuridico della sentenza arbitrale. Apparentemente non è stata fornita alcuna spiegazione dei motivi che hanno spinto il supremo giudice amministrativo greco a considerare la risposta della Corte di giustizia al suo quesito pregiudiziale come ininfluente sulla controversia sottoposta al suo giudizio.

[300] Symvoulio tis Epikrateias, 30 marzo 1999, 1014/1999, To Syntagma, 1999, pagg. 1129-1135, Elliniki Dikaiosyni 2000, pag. 1131, EDDDD 2000, pag. 400.

[301] Causa C-398/95, Racc. pag. I-3091.

Sempre in Grecia va ancora rilevata, in tre sentenze del tribunale amministrativo di Atene del 31 agosto 1999 [302], una dissonanza tra una sentenza resa in un procedimento pregiudiziale dalla Corte di giustizia e la decisione finale del giudice di rinvio Il tribunale amministrativo ha infatti ritenuto che l'omesso recepimento della direttiva 89/48/CEE relativa al riconoscimento dei diplomi d'insegnamento superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni [303], non costituisce, nel caso specifico, una violazione da parte dello Stato degli obblighi comunitari che ad esso incombono, né determina, conseguentemente, in capo allo Stato l'obbligo di risarcire il danno subito dai privati in conseguenza del mancato recepimento [304]. Il tribunale amministrativo sembra quindi andare oltre alle prescrizioni desumibili dalla sentenza della Corte comunitaria, la quale si era limitata a dichiarare l'inapplicabilità della direttiva in situazioni puramente interne di uno Stato membro, senza entrare in una discussione relativa ai presupposti che determinarono il sorgere della responsabilità civile dello Stato per omesso recepimento della direttiva. Peraltro, va rilevato che non è stata presa in considerazione la condanna della Grecia per omesso recepimento della direttiva 89/48 pronunciata con precedente sentenza della Corte di giustizia [305].

[302] Sentenza della Corte del 2 luglio 1998, Kapasalakis, cause riunite C-225/95, C-226/95 e C-227/95, Racc. pag. I-4239.

[303] Direttiva 89/48/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni (GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16).

[304] Dioikitiko Protodikeio Athinon, 31 agosto 1999, 8240/1999, 8241/1999 e 8242/1999.

[305] Sentenza del 23 marzo 1995, C-365/93, Grecia/Commissione, Racc. pag. I- 499.

In Italia, la Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sull'ammissibilità di un referendum abrogativo, si è pronunciata sugli obblighi che, per gli Stati membri, derivano dall'attuazione di una direttiva comunitaria [306]. In Italia, l'organizzazione di un referendum abrogativo di norme di legge viene autorizzato se sono soddisfatte due condizioni: la domanda del referendum deve avere raccolto 500.000 firme di elettori e la Corte costituzionale deve avere previamente verificato che la questione sottoposta al referendum non implichi violazione della costituzione. Il referendum di cui trattasi mirava ad abrogare l'articolo 5 della legge n. 863 del 19 dicembre 1984, che limita il ricorso al contratto di lavoro a tempo parziale. Questa materia è disciplinata dalla direttiva 97/81 [307] relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE dalla CEEP e dalla CES, il cui termine di recepimento scadeva il 20 gennaio 2000 e che lo Stato italiano non aveva ancora recepito nel proprio ordinamento.

[306] Corte costituzionale, 7 febbraio 2000, Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 2000, Spec. 1, n. 7, pag. 65.

[307] Direttiva 97/81/CE del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente l'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES - Allegato: Accordo quadro sul lavoro a tempo parziale (GU L 14 del 20.1.1998, pag. 9).

La Corte costituzionale italiana ha in primo luogo verificato se la questione referendaria fosse compatibile, da un lato, con i limiti che l'articolo 75, n. 2 della Costituzione pone al ricorso al referendum abrogativo (tra l'altro sono vietati i referendum aventi ad oggetto leggi di ratifica di trattati internazionali) e, in secondo luogo, con i limiti derivanti da un'interpretazione sistematica della Costituzione. Questa interpretazione impone di esaminare se il referendum sia compatibile con le disposizioni delle direttive comunitarie, nonché se queste ultime producano effetti idonei a impedire l'abrogazione di una legge, nella misura in cui tale abrogazione impedisce allo Stato italiano di ottemperare agli obblighi impostigli dal diritto comunitario derivato. Infine, dopo aver affermato la supremazia del diritto comunitario sul diritto nazionale, la Corte costituzionale ha ritenuto che la legge sottoposta a referendum abrogativo costituiva un nucleo di disposizioni già conformi alla direttiva comunitaria. Pertanto, essa non poteva essere abrogata senza adottare altre misure che soddisfacessero agli obblighi derivanti dalla predetta direttiva. In altri termini, la situazione di "preconformazione" creata dalla suddetta legge doveva - secondo la Corte costituzionale - essere preservata anche dopo la scadenza del termine previsto per l'attuazione della direttiva stessa. A questo riguardo, la Corte costituzionale ha fatto riferimento alla giurisprudenza della Corte di giustizia, secondo la quale l'obbligo di leale cooperazione cui sono tenuti gli Stati membri implica che essi si astengano dall'adottare - durante il periodo che va dalla data di entrata in vigore di una direttiva alla scadenza del termine previsto per la sua attuazione - qualsiasi misura che possa compromettere il risultato che la direttiva prescrive [308]. La Corte costituzionale ha dichiarato che, nel caso sottopostole, non soltanto il termine prescritto per il recepimento della direttiva 97/81 era scaduto il 20 gennaio 2000, rendendo in tal modo lo Stato membro inadempiente, ma che, per di più, la direttiva prevedeva espressamente che, nella sua attuazione, non sarebbe stata giustificata alcuna regressione rispetto alla situazione legislativa esistente in ciascuno Stato membro con riferimento alla protezione garantita ai lavoratori. Ciò premesso, l'abrogazione, mediante referendum, della suddetta disposizione avrebbe implicato la soppressione pura e semplice della protezione dei lavoratori contenuta nella normativa sul lavoro a tempo parziale. Una situazione siffatta avrebbe reso lo Stato italiano responsabile di una violazione di uno specifico obbligo sancito dal diritto comunitario e avrebbe, di conseguenza, costituito pure violazione dell'articolo 75, n. 2, della Costituzione italiana.

[308] Sentenza della Corte del 18 dicembre 1997, C-129/96, Inter-Environnement Wallonie, Racc. pag. I-7411.

Sempre in Italia, la Corte di cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sull'efficacia diretta di una direttiva in ordine alle situazioni giuridiche sorte prima che scada il termine da essa stabilito per la sua attuazione ad opera degli Stati membri (sentenza del 1° febbraio 2000) [309]. La direttiva 93/13 [310] concernente le clausole vessatorie nei contratti conclusi con i consumatori è stata recepita nell'ordinamento italiano della legge 6 febbraio 1996, n. 52, mentre il termine prescritto era scaduto il 31 dicembre 1994. A norma dell'articolo 10 della direttiva, le sue disposizioni si applicano a tutti i contratti conclusi dopo quest'ultima data. Il nuovo articolo 1469-bis del codice civile italiano, modificato in conformità della citata legge di attuazione del 1996, qualifica come vessatoria una clausola che stabilisce come sede del giudice competente sulla controversia una località diversa da quella di residenza o di domicilio elettivo del consumatore. Il Giudice di pace di Roma, in una controversia relativa ad un contratto firmato nel maggio 1994 tra un professionista ed un consumatore, si era dichiarato incompetente a favore del foro di Udine, luogo di residenza del consumatore, poiché la tutela garantita ai consumatori dal citato articolo 1469-bis del codice civile era a suo giudizio parimenti applicabile anche ai contratti conclusi anteriormente all'entrata in vigore della legge attuativa della direttiva 93/13, stante l'efficacia diretta di quest'ultima. Il professionista ha impugnato tale decisione dinanzi alla Corte di cassazione, la quale ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa al Giudice di pace di Roma perché si pronunciasse sul merito. La Corte di cassazione, dopo aver ricordato che l'efficacia diretta di una direttiva presuppone, in primo luogo, che le sue disposizioni siano, dal punto di vista del loro contenuto, incondizionate e sufficientemente precise e, in secondo luogo, che lo Stato membro interessato non abbia dato attuazione alla direttiva entro il termine da questa previsto, ha affermato che non è sicuro che la direttiva del Consiglio di cui è causa possieda il requisito del carattere preciso e incondizionato. Tuttavia, la suprema Corte ha rilevato che alla data in cui il contratto litigioso era stato firmato (maggio 1994) lo Stato italiano non risultava ancora inadempiente poiché il termine ultimo per il recepimento della direttiva (dicembre 1994) non era ancora scaduto, sicché non potevasi attribuire alla direttiva 93/13 un'efficacia automatica, idonea cioè ad incidere - come dichiarato dal giudice di pace di Roma - sull'operatività della clausola contrattuale attributiva di competenza.

[309] Corte di cassazione, Sezione I, 1° febbraio 2000, n. 1099, Giustizia civile, 2000, pag. 1690.

[310] Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, relativa alle clausole abusive nei contratti conclusi con i consumatori (GU L 95 del 21.4.1994, pag. 29).

Infine, sempre in Italia, in una controversia vertente sulla privatizzazione di una società aeroportuale mediante offerta sul mercato della maggioranza delle azioni, il Consiglio di Stato ha ritenuto che il decreto ministeriale che limiti al 2% la partecipazione degli enti pubblici, economici e imprese pubbliche al capitale della società è conforme al diritto comunitario [311]. Nel caso in questione, una società pubblica, della quale il Comune e la Provincia di Milano detenevano il 99% del capitale sociale si è rivolta al TAR del Lazio chiedendo che fosse annullata la clausola, contenuta nell'avviso di vendita pubblica delle azioni della società aeroportuale, che riproduceva il limite del 2% di cui sopra. La ricorrente invocava, tra l'altro, la violazione del principio di non discriminazione, di libertà di stabilimento e di circolazione dei capitali e del principio di proporzionalità. Sotto questo profilo, il TAR, con sentenza del 14 luglio 1999 aveva respinto il ricorso, nella considerazione che il principio di proporzionalità non costituisce un criterio autonomo di valutazione della legittimità degli atti comunitari, ma unicamente un criterio interpretazione delle disposizioni del trattato [312]. Il Consiglio di Stato, adito dalla ricorrente, ha confermato la decisione del Giudice amministrativo di primo grado precisando la sfera di operatività del principio di proporzionalità.

[311] Consiglio di Stato, Sezione VI, 1° aprile 2000, Il Consiglio di Stato, 2000, I, pagg. 833-847.

[312] Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Sezione III, 14 luglio 1999, n. 2155, I tribunali amministrativi regionali, 1999, I, pagg. 3126-3133.

Il Consiglio di Stato, nel fare riferimento alla giurisprudenza della Corte comunitaria di giustizia [313] secondo la quale il principio di proporzionalità costituisce un principio generale del diritto comunitario, che le istituzioni degli Stati membri devono rispettare nell'esercizio del loro potere discrezionale e che serve a valutare sia l'attività del legislatore nazionale sia gli stessi provvedimenti legislativi. Pur riconoscendo che il motivo fondato sulla violazione del principio di proporzionalità non aveva trovato sufficiente svolgimento nelle deduzioni delle parti, il Consiglio di Stato ha nondimeno precisato che imporre un limite alla partecipazione delle società pubbliche al capitale sociale di una società che è oggetto di privatizzazione costituisce una misura necessaria e idonea alla realizzazione degli scopi di una siffatta operazione, che si concreta nel trasferimento di azioni da una società pubblica a soggetti privati mediante il pagamento di un corrispettivo che deve consentire di realizzare al meglio le finalità pubbliche previste dalla legge. Tali scopi verrebbero vanificati se fosse consentito trasferire azioni dello Stato ad una società pubblica e viceversa. Inoltre, una volta ammessa la legittimità del limite suddetto, quest'ultimo non può essere assoggettato al controllo da parte degli organi giurisdizionali poiché in esso si concreta una scelta di politica economica del governo, soggetto al quale spetta decidere quale sia la misura massima ammessa della partecipazione pubblica al capitale sociale di una società privatizzata.

[313] Sentenze della Corte del 12 marzo 1987, 176/84, Commissione/Grecia, Racc. pag. 1193; del 19 giugno 1980, cause riunite 41/79, 121/79 e 796/79, Vittorio Testa e.a., Racc. pag. 1979; del 25 febbraio 1988, C-427/85, Commissione/Germania, Racc. pag. 1123, e del 27 ottobre 1993, C-127/92, Enderby, Racc. pag. I-5535.

Nel Regno Unito, la High Court, adita con due ricorsi in appello diretti contro due decisioni contraddittorie della High Court in materia di trasferimenti di imprese ai sensi del Transfer of Undertakings (Protection of Employment) Regulations 1981 (che hanno dato attuazione, nel Regno Unito, alla direttiva 77/187 [314]) ha ritenuto che la responsabilità ex delicto del cedente nei confronti del lavoratore subordinato riguardante un danno corporale subito da quest'ultimo prima della data della cessione, è trasferita al cessionario ai sensi dell'articolo 5, n. 2 delle Regulations del 1981 [315]. La Court of Appeal osserva infatti che l'articolo 5, n. 2, lett. a) contempla "tutti i diritti, i poteri, gli obblighi e le responsabilità [del cedente] sorti in virtù del contratto di lavoro o in connessione con esso" [316], onde, il trasferimento dell'impresa non investe esclusivamente i diritti contrattuali, bensì tutti i diritti sorti "in connessione con" il contratto di lavoro. Anche in assenza di un riferimento espresso al regime della responsabilità ex delicto tale disposizione legislativa è quindi sufficientemente ampia per ricomprendere la responsabilità ex delicto del datore di lavoro. Conseguentemente, nel caso sottopostole, ha detto la Corte d'appello inglese, la responsabilità del datore di lavoro per propria negligenza era stata effettivamente ceduta al cessionario in forza delle Regulations del 1981.

[314] Direttiva 77/187/CEE del Consiglio, del 14 febbraio 1977, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti (GU L 61 del 5.3.1977, pag. 26).

[315] Court of Appeal (Civil Division), 16 maggio 2000, Martin contro Lancashire County Council e Bernadone contro Pall Mall Services Group Ltd ed altri, The All England Law Reports 2000, Vol. 3, pagg. 544-560.

[316] "All the transferor's rights, powers, duties and liabilities under or in connexion with the contract of employment".

Nella seconda causa la Court of Appeal ha ritenuto inoltre che i diritti del cedente ad un compenso in base ad una polizza assicurativa contro gli infortuni di lavoro, ancorché contrattata presso un terzo (l'assicuratore) sono da ritenersi parimenti trasferiti al cessionario. Dopo aver ricordato che scopo della citata direttiva 77/187 è la salvaguardia dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di impresa, la Court of Appeal ha dichiarato che le Regulations del 1981, in quanto provvedimento attuativo dell'ordinamento interno della norma comunitaria, deve essere interpretato, nella misura del possibile, nel senso che i lavoratori non vengono privati dei diritti di cui avrebbero usufruito nei confronti del loro datore di lavoro se il trasferimento non avesse avuto luogo e che sono sorti in forza del contratto di lavoro od in connessione con questo. Inoltre, il diritto del datore di lavoro ad un'indennità a carico dell'assicuratore copre anche la responsabilità sorta in relazione ad un contratto di lavoro. Di conseguenza, nel caso in esame, i benefici dell'assicurazione sottoscritta dal cedente dovevano ritenersi trasferiti al cessionario.

Ancora nel Regno Unito, la Court of Appeal [317], invalidando la sentenza di primo grado, ha ritenuto che l'articolo 7 della direttiva 93/104 concernente la riorganizzazione dell'orario di lavoro [318] non possiede i requisiti di precisione e incondizionalità necessari perché gli possa essere riconosciuta efficacia diretta. Nella controversia di cui trattasi, che vedeva una maestra di nuoto opporsi al datore di lavoro, un'amministrazione regionale, l'Employment Appeal Tribunal aveva ritenuto, prima che la causa approdasse dinanzi alla suprema Corte inglese, che la ricorrente, che non aveva ricevuto alcuna retribuzione durante le vacanze scolastiche, aveva diritto a ferie annue pagate di quattro settimane in forza dell'articolo 7, n. 1 della direttiva comunitaria la quale prevede che gli Stati membri prendono le misure necessaria affinché ogni lavoratore usufruisca di ferie annuali retribuite di almeno quattro settimane, secondo le condizioni di ottenimento e di concessione previste dalle legislazioni e/o prassi nazionali. All'epoca dei fatti controversi (1997) il Regno Unito non aveva ancora recepito la direttiva, benché il termine fosse scaduto il 23 novembre 1996. Il recepimento era successivamente intervenuto ad opera delle Working Time Regulations (SI 1998, No 1883), entrate in vigore il 1° ottobre 1998. La ricorrente sosteneva che era possibile invocare l'efficacia diretta della suddetta disposizione nei confronti dell'amministrazione per il periodo compreso tra queste due date. L'Employment Appeal Tribunal aveva concluso che l'articolo 7 era sufficientemente preciso ed incondizionato per ricevere efficacia diretta e che l'interessata poteva quindi invocarlo nei confronti dell'amministrazione convenuta.

[317] Court of Appeal (Civil Division), 21 giugno 2000, Gibson contro East Riding of Yorkshire District Council, Common Market Law Reports 2000, Vol. 3, pagg. 329-338.

[318] Direttiva 93/104/CE del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro (GU L 307 del 13.12.1993, pag. 18).

Nell'esaminare l'articolo 7 nel più ampio contesto della natura, della struttura generale e del tenore testuale della direttiva, Lord Justice Mummery membro della Court of Appeal ha preso in particolare in considerazione la nozione di "orario di lavoro", definito nell'articolo 2 della direttiva come "qualsiasi periodo" in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell'esercizio della sua attività o delle sue funzioni, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali. Il giudice Mummery ha ritenuto che tale definizione, redatta in modo alquanto impreciso e in quanto facente rinvio alle normative degli Stati membri, assumeva un rilievo particolare nel contesto della sezione seconda della direttiva ("Periodi minimi di riposo - altri aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro") in cui ricade l'articolo 7, quello, appunto, relativo alle ferie annuali. Infatti, se è vero che l'articolo 7 precisa quale sia il periodo minimo di ferie annuali retribuite (quattro settimane) non se ne può automaticamente dedurre che l'obbligo ivi previsto sia tanto preciso da consentire ai singoli di invocarlo dinanzi al giudice nazionale. Il quesito circa la durata dell'"orario di lavoro" che il lavoratore deve aver compiuto affinché gli spettino le ferie annuali previste da tale disposizione non trova risposta né nell'articolo 7 né in alcuna altra disposizione della direttiva. Lord Justice Mummery ha quindi concluso che alla disposizione invocata dalla ricorrente non poteva essere attribuita efficacia diretta.

Parimenti nel Regno Unito, l'Outer House della Court of Session [319] (giurisdizione scozzese) adita in un ricorso vertente sulla rottura di un contratto di agenzia ha, in primo luogo, ricordato il principio dell'interpretazione conforme del diritto nazionale e, in secondo luogo, ha affermato che, quando una direttiva ha desunto dal sistema giuridico di uno Stato membro uno dei suoi elementi, è possibile invocare il diritto di questo Stato membro onde determinare l'esatta efficacia della direttiva. Dopo aver constatato che la normativa inglese denominata Commercial Agents (Council Directive) Regulations 1993, invocata dal ricorrente, era stata adottata allo scopo di recepire la direttiva 86/653 relativa agli agenti commerciali indipendenti [320], Lord Hamilton ricorda la necessità che il diritto nazionale venga interpretato, nella misura del possibile, in senso conforme non soltanto al testo e alle finalità della direttiva che deve recepire, ma anche all'interpretazione datane dalla Corte di giustizia comunitaria, anziché limitarsi ad una semplice interpretazione letterale delle disposizioni nazionali. L'alto magistrato precisa inoltre che, in generale, una normativa adottata per dare attuazione ad una direttiva comunitaria non modifica le altre norme interne vigenti nel settore in questione se non nella misura in cui queste sono in contrasto con le disposizioni della direttiva comunitaria. Quanto alla questione, pure sollevata nel giudizio di cui si tratta, della possibilità di invocare, in Scozia, il diritto di un altro Stato membro, nonché la prassi dei giudici di tale Stato per apprezzare la sfera di operatività di una direttiva comunitaria che abbia recepito uno degli elementi di questo ordinamento giuridico, Lord Hamilton ritiene che una impostazione di questo genere si iscriva perfettamente nell'obiettivo di una armonizzazione legislativa all'interno degli Stati membri. Pertanto, se ed in quanto la direttiva de qua prevede una soluzione ispirata al diritto francese, può essere necessario, ai fini di un approccio armonizzato, prendere in considerazione l'esperienza dei giudici francesi, senza per questo attingere alla dottrina giuridica francese. Secondo il giudice inglese, si tratta di un vero e proprio esercizio di diritto comparato, per il quale la giurisdizione scozzese è perfettamente idonea a tener conto delle fonti di diritto straniero.

[319] Court of Session, Outer House, 10 marzo 1999, Stewart Roy contro M R Pearlman Ltd, Common Market Law Reports 1999,Vol. 2, pagg. 1155-1171.

[320] Direttiva 86/653/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1986, relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti (GU L 382 del 31.12.1986, pag. 17).

Adita con analogo ricorso [321], la Inner House della Court of Session (Scozia) ha ricordato che è necessario interpretare il diritto nazionale vigente alla luce del diritto comunitario. Informato del fatto che il regime di risarcimento istituito dalla direttiva 86/653 si fonda sul diritto francese, il supremo organo giudiziario scozzese ha proceduto all'interpretazione della normativa del Regno Unito alla luce del diritto francese che disciplina il sistema di risarcimento e indennizzo degli agenti commerciali indipendenti a seguito della rottura del contratto di agenzia.

[321] Court of Session, Inner House, 16 marzo 2000, King contro T. Tunnock Ltd, European Law Reports of Cases in the United Kingdom and Ireland 2000, pagg. 531-550.

Infine, sempre nel Regno Unito, l'Outer House della Court of Session [322] si è pronunciata sulla questione dell'esaurimento del diritto di marchio in una causa vertente sull'importazione parallela di prodotti della marca Davidoff da Singapore nel Regno Unito. L'azione, promossa dai ricorrenti, titolari del marchio, sul fondamento dell'articolo 5 della direttiva 89/104 [323], era intesa a chiedere al giudice di vietare ai convenuti, per difetto di consenso, la distribuzione e la vendita dei prodotti muniti del marchio nello Spazio economico europeo. Le parti si sono accordate sulla considerazione che la controversia riguardava essenzialmente la nozione di "consenso" di cui all'articolo 7 della direttiva. I ricorrenti sostenevano che i beni in oggetto non erano stati messi in circolazione nel SEE né da loro né dai loro concessionari e che detti beni erano stati invece messi a disposizione dei loro distributori a Singapore affinché fossero smerciati in quella regione. La vendita dei prodotti era oggetto di un contratto, disciplinato dalla legge tedesca, che riconosceva ai rivenditori il diritto esclusivo di distribuire beni nel territorio asiatico specificato nel contratto ed obbligava i distributori ad assicurare l'osservanza di questa restrizione da parte dei successivi rivenditori.

[322] Court of Session, Outer House, 4 aprile 2000, Zino Davidoff SA contro M&S Toiletries Ltd, Common Market Law Reports 2000, vol. 2, pagg. 735-753.

[323] Cfr. nota n. 50.

L'Outer House ha rilevato che la convenuta non aveva fornito la prova di aver ricevuto il consenso della parte attrice, nella considerazione, da un lato, che l'intenzione di quest'ultima di limitare la rivendita di prodotti all'interno del territorio contrattuale era da quest'ultimo chiaramente espressa e, in secondo luogo, che l'argomento della convenuta, secondo il quale il consenso della ricorrente sarebbe stato implicitamente desumibile dal fatto che essa non aveva preso alcuna misura per impedire la successiva importazione dei prodotti nel SEE (per es., il divieto espresso apposto sui prodotti stessi) non sono conformi alla realtà commerciale. Il giudice Lord Kingarth, membro dell'Outer House, si è discostato dalla decisione resa nell'aprile 1999 in una causa analoga [324] dal giudice Laddie, membro della Chancellery Division della High Court of Justice inglese. Quest'ultimo aveva infatti deciso che Davidoff non poteva far valere il proprio diritto di marchio britannico contro i prodotti importati da Singapore in base al rilievo che, secondo il diritto inglese dei contratti, in assenza di restrizioni esplicite imposte al distributore al momento dell'acquisto delle merci, il consenso del titolare alla rivendita delle merci stesse nel SEE è presunto. Giova sottolineare che il giudice inglese ha rivolto un quesito pregiudiziale alla Corte comunitaria chiedendogli di precisare la nozione di consenso implicito [325]. Lord Kingarth ha posto in rilievo le differenze del caso sottoposto alla sua cognizione rispetto alla decisione assunta dal giudice inglese Laddie, ed in particolare il fatto che il contratto di vendita, nella causa promossa dinanzi all'Outer House, era disciplinato dal diritto tedesco e non dal diritto inglese. Egli ha ritenuto che l'argomento della difesa, fondato sul consenso implicito, non era pertinente stanti le inequivoche restrizioni all'esportazione dedotte nel contratto di vendita, che stipulava che le merci potessero essere rivendute solamente nei territori dell'Asia specificati nel contratto. A questo riguardo, il giudice scozzese ha ritenuto che non fosse possibile presumere il consenso esplicito al successivo smercio nel SEE dei prodotti de quibus.

[324] Davidoff SA/A&G Imports Ltd, [1999] 3 All ER 711.

[325] Si vedano le cause riunite C-414/99, Davidoff e C-415/99, Levi Strauss, citate alla nota 82.

Per quanto riguarda più particolarmente la nozione di "consenso" di cui all'articolo 7 della direttiva, il giudice Lord Kingarth ha dichiarato fondata la tesi dei ricorrenti. Questi, pur senza negare la possibilità che il consenso possa essere implicito, invocavano il principio sviluppato nella sentenza Silhouette [326], secondo la quale l'articolo 7 paragrafo 1, in quanto deroga ai diritti conferiti al titolare del marchio dall'articolo 5, paragrafo 1, deve essere interpretato restrittivamente.

[326] Sentenza della Corte del 16 luglio 1998, C-355/96, Racc. 1998, pag. I-4799.

Infine poiché alla Corte comunitaria sono stati rivolti quesiti pregiudiziali in ordine alla nozione di consenso in connessione con le cause Davidoff e Levi Strauss, sopra richiamate, e poiché nessuna delle parti nel procedimento che si svolgeva dinanzi all'Outer House gli aveva chiesto di rivolgersi alla Corte, il giudice scozzese ha ritenuto che non fosse necessario rivolgere a sua volta un quesito pregiudiziale alla Corte. Di conseguenza, l'Outer House della Court of Session ha accolto l'istanza della ricorrente emettendo un'ordinanza inibitoria (interim interdict) [327]. Più in particolare, Lord McCluskey ha ritenuto che l'ingerenza deliberata nel codice a barre costituisse prima facie una dissimulazione dell'origine dei prodotti ed una violazione dei diritti del ricorrente.

[327] Court of Session, Outer House, 8 agosto 2000, Zino Davidoff SA contro M&S Toiletries Ltd.

Sempre nel Regno Unito, la High Court of Justice dell'Ile de Man [328], pronunciandosi in appello ha, con sentenza del 19 gennaio 1999, statuito che né l'articolo 52 del trattato CE, né le norme comunitarie sulla libera circolazione delle persone e la libera prestazione dei servizi trovano applicazione nell'Isola di Man e che, di conseguenza, le sentenze della Corte di giustizia in tali materie non hanno effetto alcuno nell'ordinamento dell'Isola di Man. La Corte ne ha quindi concluso che i giudici dell'Isola non sono tenuti a conformarsi alla giurisprudenza della Corte comunitaria.

[328] High Court of Justice of the Isle of Man, Staff of Government Division, 19 gennaio 1999, Fielding contro Oake.

Il ricorrente, cittadino britannico residente nell'Isola di Man, era stato perseguito per aver guidato il suo veicolo senza patente, per più di tre mesi, ma meno di un anno dopo il suo arrivo sull'Isola. A tale data egli risultava titolare di una patente di guida britannica in corso di validità, che non aveva però provveduto a cambiare facendosi rilasciare la patente dalle autorità dell'Isola nel termine di tre mesi imposto dalla locale regolamentazione. L'appellante invocava, tra l'altro, una disposizione del Road Traffic Act del 1985 che, a suo parere, imporrebbe alle autorità dell'Isola di adottare i provvedimenti necessari per dare applicazione, nell'Isola, alle disposizioni del diritto comunitario in materia di trasporto. La High Court dell'Isola di Man ha rigettato questa tesi ricordando in primo luogo che la normativa comunitaria in materia di trasporti stradali non si applica nell'Isola in forza del protocollo n. 3 allegato all'Atto di adesione del 1972 ed ha aggiunto che, se la disposizione invocata dal ricorrente autorizza le autorità dell'Isola a prendere misure per rendere il diritto comunitario ivi applicabile, essa non crea però alcun obbligo in capo ad esse. Poiché il ricorrente si era anche riferito alla sentenza della Corte di giustizia comunitaria nella causa Skanavi e Chryssanthakopoulos [329], nella quale il perseguimento di una persona titolare di una patente di guida rilasciata in un altro Stato membro e che non si era fatta rilasciare la nuova patente nel termine impartito dallo Stato di residenza era stata giudicata in contrasto con l'articolo 52 del trattato. A questo proposito la High Court ha ritenuto che né l'articolo 52 del trattato CE relativo alla libertà di stabilimento né la normativa comunitaria in materia di libera circolazione dei lavoratori e di libera prestazione di servizi trovano applicazione nell'Isola di Man e che, conseguentemente, tale giurisprudenza non era pertinente nel caso sottopostole.

[329] Sentenza della Corte del 29 febbraio 1996, C-193/94, Racc. 1996, pag. I-929.

2.6. Quarto quesito

In Austria, l'Oberster Gerichtshof (Corte di cassazione) è stato chiamato a pronunziarsi in due cause riguardanti il diniego dell'autorizzazione amministrativa richiesta per l'acquisto di beni immobili nel Tirolo.

Nella prima causa [330], un cittadino tedesco aveva acquistato nel luglio 1997 un casa nel Tirolo austriaco per stabilirvi il suo domicilio principale. L'autorità competente in primo grado (Bezirkshauptmannschaft Schwaz) aveva rifiutato di rilasciargli l'autorizzazione prescritta per l'acquisto dei beni fondiari dalla legge del Land del Tirolo sulle transazioni immobiliari (Tiroler Grundverkehrsgesetz), benché il ricorrente avesse invocato sia la libertà di circolazione delle persone sia la libertà di stabilimento, sostenendo di aver ottenuto un'autorizzazione per esercitare un'attività commerciale in Austria. L'autorità competente, nell'applicare al ricorrente le norme che la legge prevede per tutti gli acquisti di beni da parte di stranieri, ha motivato la propria decisione rilevando che, per il Land del Tirolo, mancava l'interesse commerciale, culturale o sociale allo stabilimento del cittadino tedesco nella regione.

[330] Oberster Gerichtshof, sentenza del 10 giugno 2000, 1 Ob 12/00x.

L'Oberster Gerichtshof ha dichiarato che la Bezirkshauptmannschaft non avrebbe dovuto ignorare che le condizioni indicate nella sua decisione non trovano applicazione nei confronti dei cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, come peraltro risulta da una circolare amministrativa del governo regionale del Tirolo. Stante la preminenza del diritto comunitario e in considerazione di una consolidata giurisprudenza della Corte, la Bezirkshauptmannschaft avrebbe dovuto osservare il principio della libera circolazione delle persone e della libertà di stabilimento, ancorché la legge nazionale preveda il contrario. La suprema corte austriaca ha inoltre precisato che lo Stato potrebbe essere riconosciuto responsabile quando l'organo di un Land non applichi il diritto comunitario oppure lo applichi in modo scorretto. Al termine del suo esame quindi, l'Oberster Gerichtshof ha quindi condannato il Land del Tirolo a rimborsare al ricorrente le spese del patrocinio legale occasionate dal ricorso contro la decisione - illegittima - da questi impugnata.

Nella seconda causa [331], nella quale il giudice di primo grado aveva sollevato quesito pregiudiziale dinanzi alla Corte comunitaria [332], l'Oberster Gerichtshof è stato chiamato a rispondere in via definitiva sul quesito se la responsabilità del risarcimento del danno subito da un singolo per l'inosservanza del diritto comunitario ad opera della legge di un Land incomba al Land stesso oppure allo Stato federale. Poiché la questione è tuttora controversa nella dottrina austriaca, l'Oberster Gerichtshof, aderendo alla ratio decidendi della Corte di giustizia comunitaria nella richiamata sentenza Konle ha statuito che la riparazione del pregiudizio che i singoli subiscono per effetto di provvedimenti interni adottati in violazione del diritto comunitario non deve necessariamente ricadere sullo Stato federale. Per analogia con la legge austriaca sulla responsabilità amministrativa (Amtshaftungsgesetz), che prevede la responsabilità dell'autorità pubblica che abbia commesso una violazione secondo criteri funzionali e ordinamentali, il soggetto tenuto a risarcire i danni subiti dai singoli è soltanto il Land interessato e non lo Stato federale. L'istanza è quindi stata respinta, poiché essa era diretta contro lo Stato e non contro il Land del Tirolo.

[331] Oberster Gerichtshof, sentenza del 25 luglio 2000, 1 Ob 146/00b.

[332] Sentenza della Corte del 1° giugno 1999, C-302/97, Konle, Racc. 1999, pag. I-3099.

In Belgio, con sentenza del 14 gennaio 2000 [333], la Cour de cassation è stata chiamata a precisare in base a quali criteri uno Stato possa essere ritenuto responsabile quando adotta un regolamento in contrasto con una disposizione comunitaria direttamente efficace nell'ordinamento giuridico interno. Il ricorso aveva ad oggetto la regolamentazione nazionale relativa alle caratteristiche tecniche dei veicoli. La Cour de cassation ha statuito che gli atti dell'autorità amministrativa devono essere valutati alla luce dei criteri generali cui si ispira la normativa belga sulla responsabilità civile, che sono più ampi di quelli istituiti dal diritti comunitario [334].

[333] Cour de cassation, 14 gennaio 2000, n. C.98.0477.F.

[334] L'articolo 1382 del codice civile belga indica quali siano i presupposti che fanno sorgere la responsabilità civile, e cioè il comportamento colposo, il pregiudizio e il nesso causale.

L'azione inizialmente instaurata dalla parte attrice tendeva a far dichiarare al giudice che, non consentendo - in violazione dell'articolo 30 del trattato (divenuto ora l'articolo 28 CE) - l'omologazione di autobus provenienti da altri Stati membri che non soddisfano la regolamentazione belga in materia di diametro di sterzata dei veicoli, lo Stato belga aveva commesso una violazione che aveva cagionato un danno alla ricorrente, danno di cui questa chiedeva il risarcimento. Nella sentenza impugnata dinanzi alla Cour de cassation, la Cour d'appel di Bruxelles, fondandosi sulla giurisprudenza Factortame [335], aveva dichiarato che quando un'autorità amministrativa adotta un regolamento in contrasto con le disposizioni del trattato, l'adozione di queste disposizioni può costituire colpa solo quando la violazione del trattato sia sufficientemente caratterizzata, grave e manifesta; il giudice d'appello ha inoltre precisato che, per considerare sufficientemente caratterizzata una violazione del diritto comunitario, il criterio decisivo è quello della palese disapplicazione del diritto comunitario ad opera dello Stato membro. La Cour d'appel era quindi passata ad enumerare i fattori che il giudice competente può prendere in considerazione per decidere se la violazione sia qualificabile come manifesta [336]. Con riferimento alle circostanze che avevano determinato il sorgere della controversia, la Cour d'appel aveva concluso che, nel caso di specie, la violazione dell'articolo 30 del trattato non era manifesta, quanto meno per il periodo per il quale la ricorrente aveva chiesto il risarcimento del danno.

[335] Sentenza della Corte del 5 marzo 1996, cause riunite C-46/93 e C-48/93, Racc. 1996, pag. I-1029.

[336] La Corte d'appello cita, fra gli altri, la chiarezza, la norma violata, il margine di valutazione discrezionale lasciato all'autorità nazionale, l'intenzionalità o l'inintenzionalità dell'inadempimento, la scusabilità o inescusabilità di un errore di diritto e la circostanza che l'atteggiamento assunto da un'autorità comunitaria abbia potuto contribuire all'omissione, all'adozione o al mantenimento in vigore di misure nazionali in contrasto col diritto comunitario.

La Cour de cassation ha cassato la sentenza di appello ritenendola viziata da violazione della normativa nazionale in materia di responsabilità civile. In primo luogo, la Cour de cassation ammette che, supposto che esista una causa che esonera dalla responsabilità, l'autorità amministrativa commette un'azione viziata di illegittimità se adotta un regolamento che disattende una disposizione di diritto internazionale avente efficacia diretta nell'ordinamento giuridico interno, con la conseguenza di rendersi civilmente responsabile verso il danneggiato qualora il comportamento illegittimo cagioni un danno. In secondo luogo, la Cour de cassation rileva che la Cour d'appel, senza aver assodato l'esistenza di una causa di esonero della responsabilità, aveva ritenuto che l'illegalità compiuta dallo Stato non costituisse un atto illegittimo. Sulla base di questa sola constatazione, e senza pronunciarsi sui principi di diritto comunitario svolti dalla Corte d'appello, la Corte di cassazione belga ha concluso che la sentenza di appello aveva violato le disposizioni nazionali in materia di responsabilità civile.

In Grecia, con la sentenza 2079/1999, del 26 febbraio 1999 [337], pronunciata in una causa vertente sull'omesso recepimento della direttiva 89/48 [338], il Symvoulio tis Epikrateias non è entrato nella problematica della sentenza Francovich ancorché il ricorrente avesse invocato la responsabilità civile dello Stato per omesso recepimento della direttiva comunitaria e la Grecia fosse stata condannata dalla Corte di giustizia proprio per tale inadempimento [339]. Pur riconoscendo che lo Stato ha l'obbligo di dar corso all'attuazione della direttiva, il Symvoulio tis Epikrateias afferma che spetta al legislatore ed al potere esecutivo scegliere gli strumenti giuridici appropriati per conformarsi a tale obbligo ed ha escluso la competenza del potere giudiziario ad intervenire in tale materia, in particolare riconoscendo la responsabilità civile a carico dello Stato per violazione dei suoi obblighi comunitari.

[337] Symvoulio tis Epikrateias, Olomeleia, (Adunanza plenaria) 26 febbraio 1999, Deltio Forologikis Nomothesias, 1999, pagg. 1783-1787; EDDDD, 2000, pagg. 98-104; European Current Law, 2000, Part 6, n. 75 (riassunto in inglese).

[338] Direttiva 89/48/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988, relativa al riconoscimento dei diplomi di insegnamento superiore che sanzionano formazioni professionali della durata minima di tre anni (GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16).

[339] Sentenza del 23 marzo 1995, causa C-365/93, Racc. pag. I-499.

In Irlanda, con sentenza del 29 ottobre 1999 nella causa Dublin Bus contro Motor Insurers' Bureau of Ireland (il MIBI) [340], la Circuit Court ha applicato la giurisprudenza Francovich in modo innovativo. L'Irlanda aveva infatti recepito la seconda direttiva 84/5 [341] sull'assicurazione degli autoveicolitramite stipulazione di un accordo con la convenuta, un'associazione di diritto privato che rappresenta le società di assicurazione operanti in Irlanda in tale settore. Tale accordo prevedeva una deroga più ampia di quella consentita dalla direttiva per quanto attiene la copertura dei danni provocati da veicoli non identificati, la deroga che viene estesa a tutti i casi in cui non sia possibile identificare il conducente. La Circuit Court ha stabilito che l'accordo così come stipulato non recepiva correttamente la direttiva comunitaria. Sempre secondo la Corte, visto il metodo scelto dalle autorità irlandesi per dare attuazione alla direttiva, il MIBI deve ritenersi emanazione dello Stato, e quindi soggetto in capo al quale sorge una responsabilità civile per la difettosa attuazione della direttiva. Tenuto conto del fatto che il MIBI era già al corrente del problema creato dalla più ampia deroga, vigente in Irlanda, in forza dell'accordo e visto che si era già dichiarato disposto a non farvi ricorso in altre cause, la Circuit Court ha dichiarato che sussistevano le condizioni indicate dalla Corte comunitaria nelle sentenze Francovich e British Telecom condannando quindi il MIBI a rifondere i danni subiti dalla parte lesa per effetto dell'errato recepimento della direttiva.

[340] McMahon J., ancora inedita.

[341] Seconda direttiva 84/5/CEE del Consiglio, del 30 dicembre 1983, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione degli autoveicoli (GU 1984 L 8 del 15.2.1984, pag. 17).

Nei Paesi Bassi, lo Hoge Raad con sentenza del 29 marzo 2000 concernente la normativa sull'IVA [342], ha statuito che la correzione di un'imposta, decisa dalle autorità fiscali in violazione della normativa in materia di IVA, normativa giudicata conforme alla sesta direttiva IVA 77/388 [343], non integrava gli estremi di una violazione del diritto comunitario e che quindi, ai sensi del diritto comunitario, non vi era necessità di accordare il risarcimento dei danni subiti dal soggetto di imposta. Lo Hoge Raad ha sottolineato che, se è vero che i Paesi Bassi avevano correttamente recepito la direttiva, la contestata ristrutturazione dell'imposta non si fondava però su eventi generatori dell'imposta ai sensi della disposizione de qua e che quindi, nel caso di specie, l'IVA non era dovuta. Il soggetto passivo, che aveva ottenuto soltanto il rimborso forfettario previsto dalla legge sul procedimento tributario, reclamava, dinanzi all'Hoge Raad, anche il risarcimento dei danni rappresentati dalle spese effettivamente sostenute in seguito al procedimento che aveva avviato contro la restituzione dell'imposta. L'istanza è stata quindi respinta.

[342] Hoge Raad, sentenza del 29 marzo 2000, Beslissingen in belastingzaken, 2000, 342.

[343] Cfr. nota n. 20.

Nel Regno Unito, nell'ambito di un procedimento intentato da varie migliaia di risparmiatori nei confronti della Bank of England in seguito alla liquidazione della Bank of Credit and Commerce International SA ("BCCI"), la House of Lords [344] ha chiarito in primo luogo quale siano gli elementi costitutivi dell'illecito extra contrattuale ("tort") chiamato nel diritto inglese "misfeasance in public office" (comportamento illecito da parte di pubblico ufficiale) e, in secondo luogo, sul quesito se la direttiva 77/780, che coordina le normative riguardanti l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio [345], conferisca ai singoli un diritto , azionabile dinanzi ai giudici nazionali, al risarcimento da parte dello Stato. Nel 1980, infatti, la Bank of England, agendo in qualità di autorità di vigilanza ai sensi del Banking Act del 1979, attuativo della sopra richiamata direttiva, aveva autorizzato la BCCI ad esercitare l'attività di azienda bancaria abilitata a ricevere depositi (licensed deposit-taking institution). Nel 1991, a richiesta della Banca d'Inghilterra, la High Court inglese nominò i liquidatori provvisori della BCCI. Tale decisione determinò la chiusura dell'ente creditizio nel Regno Unito e gravissime perdite finanziarie per migliaia di risparmiatori che videro volatilizzarsi i loro depositi. Il crollo della BCCI era principalmente riconducibile ad una frode perpetrata su vasta scala da parte degli alti dirigenti della BCCI. I titolari dei depositi hanno allora perseguito la Banca d'Inghilterra sostenendo, da un lato, che essa si era resa colpevole di "misfeasance in public office" (sulla base dell'allegazione che taluni alti funzionari avevano agito in malafede rilasciando l'autorizzazione alla BCI, mentre ciò sarebbe stato illegale, trascurando di vigilare sul comportamento della BCCI all'indomani dell'autorizzazione e omettendo di prendere i provvedimenti necessari per la chiusura della BCCI) e, per altro verso, sulla base delle disposizioni della direttiva 77/780.

[344] House of Lords, 18 maggio 2000, Three Rivers District Council ed altri contro The Governor and Company of the Bank of England, Common Market Law Reports 2000, Vol. 3, pagg. 205-269.

[345] Prima direttiva 77/780/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1977, relativa al coordinamento delle disposizioni, legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio (GU L 322 del 17.12.1977, pag. 30).

Per quanto attiene alle censure che trovano fondamento nella direttiva, la House of Lords ha ritenuto che il provvedimento comunitario non imponga agli Stati membri obblighi tali da conferire ai singoli diritti per la cui violazione possa fondare un'azione per danni. Secondo la House of Lords, infatti, riconoscere tali diritti non è necessario per conseguire la finalità della direttiva; questa costituisce infatti un primo passo verso il ravvicinamento delle normative nazionali inerenti l'attività degli enti creditizi all'interno della Comunità e mira ad eliminare gli ostacoli al diritto di stabilimento, pur riconoscendo la necessità di una normativa comune applicabile alle aziende di credito onde proteggere il risparmio. Ne consegue che le misure di ravvicinamento devono rispondere a questa duplice esigenza: da un lato, tutelare il risparmio e, d'altro lato, creare condizioni di concorrenza identiche fra gli enti creditizi che esercitano la loro attività in più Stati membri.

Secondo la House of Lords, se è vero che la direttiva impone obblighi di cooperazione alle autorità competenti quando un ente creditizio esercita la sua attività in uno o più Stati membri diversi da quello in cui si trova la sede sociale, è anche vero che essa non prescrive obblighi di vigilanza a carico dell'autorità competente all'interno di ciascuno Stato membro. Applicando in tal modo la teoria dell'"acte clair" la House of Lords ha quindi emesso la propria sentenza senza rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte di giustizia comunitaria.