51998PC0468

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori che modifica la direttiva 90/619/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE e 98/27/CE /* COM/98/0468 def. - COD 98/0245 */

Gazzetta ufficiale n. C 385 del 11/12/1998 pag. 0010


Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori che modifica la direttiva 90/619/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE e 98/27/CE (98/C 385/10) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(1998) 468 def. - 98/0245(COD)

(Presentata dalla Commissione il 19 novembre 1998)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 57, paragrafo 2, 66 e 100 A,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale,

deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato,

(1) considerando che è necessario, nell'ambito della realizzazione degli obiettivi del mercato interno, adottare le misure intese a consolidare progressivamente tale mercato e che tali misure devono d'altro canto contribuire al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori conformemente all'articolo 129 A del trattato;

(2) considerando che, sia per i consumatori che per i fornitori di servizi finanziari, la commercializzazione a distanza di servizi finanziari costituirà uno dei principali risultati tangibili della realizzazione del mercato interno;

(3) considerando che, nell'ambito del mercato interno, è interesse dei consumatori poter accedere senza discriminazione alla gamma quanto più ampia possibile di servizi finanziari disponibili nella Comunità, onde poter scegliere quelli meglio rispondenti ai loro bisogni; che per assicurare la libertà di scelta dei consumatori, loro diritto essenziale, occorre un certo grado di protezione per rafforzare la loro fiducia nel commercio a distanza;

(4) considerando che, per il buon funzionamento del mercato interno, è essenziale che i consumatori possano negoziare e concludere contratti con un fornitore insediato fuori del loro paese indipendentemente dal fatto che il fornitore abbia o meno un'agenzia nel paese di residenza del consumatore;

(5) considerando che l'instaurazione di un quadro giuridico applicabile alla commercializzazione a distanza di servizi finanziari deve contribuire a promuovere la società dell'informazione e lo sviluppo del commercio elettronico;

(6) considerando che la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza (1) stabilisce le principali disposizioni che si applicano ai contratti a distanza relativi a beni o servizi conclusi tra un fornitore e un consumatore; che i servizi finanziari non sono però contemplati da detta direttiva;

(7) considerando che, nel contesto dell'analisi da essa condotta al fine di determinare la necessità di misure specifiche in questo ambito, la Commissione ha inviato tutte le parti interessate a trasmetterle le loro osservazioni, segnatamente in occasione dell'elaborazione del suo Libro verde intitolato «Servizi finanziari: come soddisfare le aspettative dei consumatori» (2); che dalle consultazioni condotte in tale contesto è emersa la necessità di rafforzare la protezione dei consumatori in questo campo; che la Commissione ha quindi deciso di presentare una proposta specifica concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari;

(8) considerando che se gli Stati membri adottassero disposizioni divergenti o diverse di protezione dei consumatori in materia di vendita a distanza dei servizi finanziari ai consumatori ciò avrebbe un'incidenza negativa sul funzionamento del mercato interno e sulla concorrenza tra le imprese in esso attive; che è quindi necessario introdurre regole comuni a livello comunitario in tale ambito;

(9) considerando che, visto il livello elevato di protezione dei consumatori assicurato dalla presente direttiva, per assicurare la libera circolazione dei servizi finanziari, gli Stati membri non possono prevedere disposizioni diverse da quelle stabilite dalla presente direttiva per quanto concerne gli ambiti da essa armonizzati;

(10) considerando che la presente direttiva copre tutti i servizi finanziari suscettibili di essere forniti a distanza; che certi servizi finanziari sono tuttavia disciplinati da disposizioni specifiche della legislazione comunitaria; che tali disposizioni specifiche continuano ad applicarsi a detti servizi finanziari; che ciò in particolare nel caso delle disposizioni relative all'informazione previa del consumatore; che è tuttavia opportuno stabilire principi relativi alla commercializzazione a distanza di tali servizi;

(11) considerando che, conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati all'articolo 3 B del trattato, gli obiettivi perseguiti dalla presente direttiva non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque essere meglio realizzati a livello comunitario; che è necessario ma anche sufficiente prevedere misure che consentano al consumatore di informarsi e di riflettere sulle condizioni contrattuali proposte nonché misure tali da assicurare il rispetto di tali diritti; che occorre inoltre prevedere misure che tutelino il consumatore dalla vendita estorta di servizi finanziari nonché da certi usi non richiesti delle tecniche di comunicazione a distanza; che i consumatori potranno godere pienamente dei diritti conferiti dalla presente soltanto se si prevede un sistema adeguato di composizione delle controversie;

(12) considerando che i contratti negoziati a distanza implicano l'utilizzazione di tecniche di comunicazione a distanza; che queste diverse tecniche sono utilizzate nel quadro di un sistema di vendita o di prestazioni di servizi a distanza senza che si dia la presenza simultanea del fornitore e del consumatore; che l'evoluzione permanente di tali tecniche impone di definire principi validi anche per quelle ancora poco utilizzate; che i contratti a distanza sono quindi quelli in cui l'offerta, la negoziazione e la conclusione vengono effettuate a distanza;

(13) considerando che uno stesso contratto che comporta operazioni successive può ricevere qualificazioni giuridiche diverse nei diversi Stati membri; che occorre però che la direttiva sia applicata allo stesso modo in tutti gli Stati membri; che a tal fine occorre considerare che la presente direttiva si applica alla prima di una serie di prestazioni successive o al primo di altri atti di esecuzione periodica che possono essere considerati come un unico atto negoziale, sia nel caso in cui detta prestazione o serie di prestazioni costituiscano l'oggetto di un contratto singolo, sia nel caso di contratti successivi e distinti;

(14) considerando che riferendosi a un sistema di prestazioni di servizi organizzato dal fornitore di servizi finanziari, la direttiva mira a escludere dal proprio campo di applicazione le prestazioni di servizi effettuate su base puramente occasionale e al di fuori di una struttura commerciale avente l'obiettivo di concludere contratti a distanza;

(15) considerando che il fornitore è la persona che fornisce servizi a distanza; che la presente direttiva deve però applicarsi anche quando una delle tappe della commercializzazione comporta la partecipazione di un intermediario; che, in considerazione della natura e del grado di tale partecipazione, le disposizioni pertinenti della presente direttiva devono applicarsi a detto intermediario, indipendentemente dal suo statuto giuridico;

(16) considerando che l'impiego di tecniche di comunicazione a distanza non deve portare a una diminuzione indebita dell'informazione fornita al consumatore; che, a fini di chiarezza, la presente direttiva fissa requisiti volti ad assicurare un livello adeguato di informazione del consumatore sia prima che dopo la conclusione del contratto; che il consumatore deve ricevere, prima della conclusione di un contratto, le condizioni contrattuali per poter valutare opportunamente l'offerta fattagli e quindi scegliere con cognizione di causa; che tali condizioni contrattuali non possono essere modificate unilateralmente per un periodo di 14 giorni onde assicurare al consumatore un periodo di riflessione;

(17) considerando che occorre prevedere un diritto di recesso senza penali e senza obbligo di fornire un giusto motivo, da un lato allorché il contratto è stato concluso dal consumatore senza che questi abbia avuto a propria disposizione, al momento della conclusione del contratto, le condizioni contrattuali che vi si applicavano, e dell'altro quando il consumatore è stato indotto in modo sleale a concludere il contratto durante il periodo di riflessione concessogli dalla presente direttiva;

(18) considerando che occorre rafforzare il diritto di recesso dei consumatori per i contratti aventi per oggetto il credito ipotecario, le assicurazioni e le integrazioni di pensione;

(19) considerando che il consumatore dev'essere tutelato dalle vendite non sollecitate; che il consumatore dev'essere sollevato da qualsiasi obbligo nel caso di forniture non richieste e che l'assenza di risposta non implica consenso da parte sua; che tale regola non pregiudica tuttavia la possibilità del tacito rinnovo dei contratti conclusi validamente tra le parti;

(20) considerando che gli Stati membri devono prendere le misure necessarie per proteggere effettivamente i consumatori che non vogliono essere contattati tramite determinate tecniche di comunicazione; che la presente direttiva fa salve le garanzie particolari offerte al consumatore dalla legislazione comunitaria relativa alla protezione dei dati personali e della vita privata;

(21) considerando che occorre, per tutelare i consumatori, trattare la questione delle controversie; che si devono prevedere procedure appropriate ed efficaci di reclamo e di ricorso negli Stati membri onde disciplinare le eventuali controversie tra fornitori e consumatori utilizzando, se del caso, le procedure esistenti;

(22) considerando che, per quanto concerne l'accesso dei consumatori alla giustizia e più in particolare alle giurisdizioni civili in caso di controversie fra contraenti di Stati diversi, occorre tenere conto della comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo intitolata «Verso una maggiore efficienza nell'ottenimento e nell'esecuzione delle decisioni nell'ambito dell'Unione europea» (3);

(23) considerando che gli Stati membri dovrebbero incitare gli organismi pubblici o privati preposti alla composizione stragiudiziale delle controversie a cooperare per risolvere le controversie fra contraenti di Stati di diversi; che questa cooperazione potrebbe in particolare mirare a consentire di sottoporre agli organi stragiudiziali stabiliti nello Stato membro in cui risiede i reclami relativi a fornitori stabiliti in altri Stati membri;

(24) considerando che la Comunità europea e gli Stati membri hanno preso impegni nell'ambito del GATS (accordo OMC sugli scambi di servizi) quanto alla possibilità, per i consumatori europei, di acquistare all'estero servizi bancari e servizi d'investimento; che il GATS consente agli Stati membri di adottare misure per ragioni prudenziali, comprese misure per la protezione degli investitori, dei depositanti, dei sottoscrittori di assicurazioni o delle persone alle quali il fornitore di servizi finanziari è tenuto a prestare un servizio; che tali misure dovrebbero limitarsi ad imporre soltanto le restrizioni giustificate dalla protezione dei consumatori;

(25) che è necessario adattare la direttiva 90/619/CEE del Consiglio, dell'8 novembre 1990, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'assicurazione diretta sulla vita, fissa le disposizioni destinate a facilitare l'esercizio effettivo della libera prestazione dei servizi e modifica la direttiva 76/267/CEE (4), modificata dalla direttiva 92/96/CEE (5);

(26) considerando che, a seguito dell'adozione della presente direttiva, è opportuno procedere all'adeguamento dell'ambito di applicazione della direttiva 97/7/CE e della direttiva 98/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 1998, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori (6),

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

CAPO I CAMPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

Articolo 1

Campo di applicazione

1. La presente direttiva ha per oggetto il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori.

2. Per i contratti riguardanti servizi finanziari ad esecuzione continuata o che comportano distinti atti di esecuzione differita, le disposizioni della presente direttiva si applicano esclusivamente al primo atto di esecuzione, indipendentemente dal fatto che tali prestazioni, ai sensi della legislazione nazionale, costituiscano l'oggetto di un contratto unico ovvero di più contratti separati.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva s'intende per:

a) «contratto a distanza»: qualunque contratto avente per oggetto servizi finanziari, stipulato tra un fornitore e un consumatore nell'ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal fornitore che, per tale contratto, impieghi tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso;

b) «servizio finanziario»: qualsiasi servizio relativo alle attività degli istituti di credito, delle società di assicurazione e delle società d'investimento contemplati dalle direttive 89/646/CEE (7), 93/22/CEE (8), 73/239/CEE (9) e 79/267/CEE (10); l'allegato contiene un elenco indicativo di tali servizi;

c) «fornitore»: qualunque persona fisica o giuridica che, nell'ambito delle sue attività commerciali o professionali, fornisce personalmente i servizi oggetto di contratti che rientrano nell'ambito della presente direttiva o funge da intermediario nella fornitura di tali servizi o per la conclusione a distanza di un contratto tra le parti;

d) «consumatore»: qualunque persona fisica residente sul territorio della Comunità europea che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale o professionale;

e) «tecnica di comunicazione a distanza»: qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione a distanza di un contratto tra le parti;

f) «supporto durevole»: qualsiasi strumento che consenta al consumatore di conservare informazioni, senza che egli sia tenuto a procedere personalmente alla registrazione di tali informazioni, in particolare i dischetti informatici, i CD-ROM ed anche il disco fisso del computer del consumatore che tiene in memoria messaggi di posta elettronica;

g) «operatore o fornitore di tecnica di comunicazione a distanza»: qualunque persona fisica o giuridica, pubblica o privata, la cui attività commerciale o professionale consista nel mettere a disposizione dei fornitori una o più tecniche di comunicazione a distanza.

CAPO II DIRITTI E OBBLIGHI DELLE PARTI

Articolo 3

Periodo di riflessione prima della conclusione del contratto

1. Prima delle conclusione di un contratto a distanza il fornitore comunica al consumatore tutte le condizioni contrattuali per iscritto, o su supporto durevole di cui questi disponga o cui abbia accesso. Il fornitore non può modificare unilateralmente tali condizioni per un periodo di 14 giorni.

Le parti possono concordare un periodo più lungo.

Il consumatore può concludere il contratto prima che scada il periodo di cui al primo comma oppure quello concordato.

Il silenzio del consumatore al termine del periodo di riflessione non può essere interpretato quale consenso del consumatore stesso.

2. I periodi di cui al paragrafo 1 decorrono dal giorno in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali per iscritto, o su supporto durevole a sua disposizione e cui abbia accesso.

3. Salvo il disposto del paragrafo 1, per quanto concerne i contratti riguardanti i servizi finanziari di cui ai punti 5 e 7 dell'allegato, allorché il fornitore comunica al consumatore le condizioni contrattuali prima della conclusione del contratto, il prezzo la cui determinazione è funzione dei tassi del mercato finanziario che il fornitore non è in grado di controllare, è fissato con il consenso espresso del consumatore all'atto della conclusione del contratto.

4. Le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 non ostano all'applicazione delle disposizioni degli Stati membri in materia di conclusione dei contratti, e in particolare di quelle relative alla modalità di manifestazione del consenso.

Articolo 4

Diritto di recesso dopo la conclusione del contratto

1. Quando il contratto è concluso su domanda del consumatore prima che le condizioni contrattuali gli siano comunicate dal fornitore, quest'ultimo comunica al consumatore il contratto per iscritto, o su supporto durevole a disposizione del consumatore e cui il consumatore abbia accesso, non appena avvenuta la conclusione del contratto.

Per un periodo di 14 giorni il consumatore dispone di un diritto di recesso, senza penali e senza doverne indicare il motivo. Tale periodo è di 30 giorni per i contratti aventi per oggetto il credito ipotecario, le assicurazioni sulla vita e le integrazioni di pensione.

Il termine per esercitare il diritto di recesso decorre dal giorno in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali.

Il diritto di recesso non si applica ai contratti riguardanti:

a) i servizi finanziari di cui ai punti 5 e 7 dell'allegato, il cui prezzo dipende dalle fluttuazioni del mercato finanziario che il fornitore non è in grado di controllare;

b) le assicurazioni non vita di durata inferiore a un mese.

2. Se il contratto è concluso dal consumatore durante il periodo di riflessione previsto all'articolo 3 essendone indotto in modo sleale dal fornitore, il consumatore dispone di un periodo di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso, senza spese né penali e salvo il diritto di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito.

Ai sensi della presente disposizione non si considera incitamento sleale il fatto che il fornitore comunichi al consumatore informazioni oggettive relative a variazioni del prezzo del servizio finanziario collegate a fluttuazioni del mercato.

Il termine per esercitare il diritto di recesso decorre dalla data di conclusione del contratto.

3. Il consumatore esercita il suo diritto di recesso dandone comunicazione al fornitore per iscritto, o su supporto durevole di cui il fornitore disponga e cui abbia accesso.

4. Gli Stati membri prevedono nella loro legislazione che, se il prezzo di un servizio finanziario è interamente o parzialmente coperto da un credito concesso al consumatore dal fornitore o da terzi, sulla base di un accordo concluso tra i terzi e il fornitore, il contratto di credito è risolto senza penali per il consumatore allorché egli esercita il diritto di cui al paragrafo 1.

5. Gli altri effetti giuridici e le condizioni del recesso sono disciplinati in conformità alla legislazione applicabile al contratto.

Articolo 5

Pagamento del servizio fornito prima del recesso

1. Il consumatore che eserciti il diritto di recesso conferitogli dall'articolo 4, paragrafo 1 può essere tenuto esclusivamente a pagare quanto prima:

a) il prezzo del servizio finanziario effettivamente fornito, se il prezzo può essere determinato dal fornitore prima della conclusione del contratto;

b) una parte del prezzo totale del servizio finanziario oggetto del contratto, commisurata al periodo compreso tra il giorno in cui il contratto è stato concluso e il giorno in cui il consumatore esercita il diritto di recesso, se il prezzo non può essere determinato dal fornitore prima della conclusione del contratto.

2. Il fornitore comunica al consumatore, prima della conclusione del contratto, con mezzi adeguati in relazione alla tecnica di comunicazione a distanza impiegata, il prezzo, o l'importo che funge da base per calcolare il prezzo, che il consumatore dovrà corrispondere ai sensi del paragrafo 1, nel caso in cui eserciti il suo diritto di recesso.

Se non è in grado di fornire la prova del fatto che il consumatore è stato debitamente informato del prezzo, il fornitore non può esigere alcun importo dal consumatore allorché questi esercita il proprio diritto di recesso.

3. Il fornitore è tenuto a rimborsare quanto prima al consumatore tutti gli importi da questo versatigli in occasione della conclusione del contratto a distanza, ad eccezione degli importi di cui al paragrafo 1.

Articolo 6

Informazione del consumatore

Prima della conclusione del contratto il fornitore informa il consumatore, in modo chiaro e comprensibile, dei diritti conferitigli ai sensi degli articoli 3 e 4, con mezzi adeguati in relazione alla tecnica di comunicazione a distanza impiegata.

Articolo 7

Comunicazione su supporto durevole

La comunicazione delle condizioni contrattuali prevista agli articoli 3 e 4 può avvenire per iscritto o su supporto durevole a disposizione del consumatore e cui egli abbia accesso, senza tener conto di eventuali altre disposizioni che ne impongano la comunicazione esclusivamente per iscritto.

Articolo 8

Indisponibilità del servizio

1. In caso di indisponibilità parziale o totale del servizio finanziario oggetto del contratto, il fornitore deve informare quanto prima il consumatore di tale indisponibilità.

2. In caso di indisponibilità totale del servizio finanziario, il fornitore è tenuto a rimborsare quanto prima al consumatore gli importi da esso pagati.

3. In caso di indisponibilità parziale del servizio finanziario, il contratto può essere eseguito esclusivamente con l'accordo esplicito del consumatore e del fornitore.

In assenza di accordo, il fornitore è tenuto a rimborsare al consumatore gli importi da questo pagati.

Se il servizio è eseguito solo parzialmente, il fornitore rimborsa al consumatore tutti gli importi relativi alla parte di servizio non eseguita.

Articolo 9

Servizi non richiesti

1. Salva l'applicazione delle norme degli Stati membri relative al tacito rinnovo dei contratti, non è ammessa la fornitura a distanza di servizi finanziari ad un consumatore senza che questi ne abbia fatta previa richiesta.

2. Il consumatore non assume alcuna obbligazione in caso di fornitura non richiesta, l'assenza di risposta non implicando consenso.

Articolo 10

Comunicazioni non richieste

1. L'impiego di sistemi automatizzati di chiamata senza intervento di un operatore (dispositivo automatico di chiamata) o di fax (telecopia) a fini di vendita a distanza di servizi finanziari può essere autorizzato esclusivamente se i consumatori hanno previamente manifestato il loro consenso.

2. Gli Stati membri prendono le misure appropriate per far sì che le comunicazioni non richieste dai consumatori ed effettuate a fini di vendita a distanza di servizi finanziari con mezzi diversi da quelli di cui al paragrafo 1,

a) non siano autorizzate se non con il consenso previo dei consumatori interessati,

o

b) possano essere impiegate esclusivamente in assenza di un'opposizione manifesta del consumatore

Le misure di cui al primo comma non devono comportare costi per i consumatori.

Articolo 11

Carattere cogente delle disposizioni della direttiva

1. Il consumatore non può rinunciare ai diritti conferitigli in virtù della presente direttiva.

2. Gli Stati membri prevedono sanzioni adeguate in caso di violazione da parte del fornitore delle disposizioni di cui agli articoli 6 e 10 della presente direttiva.

In tale ipotesi, essi fanno il necessario per permettere al consumatore di risolvere il contratto in qualsiasi momento, senza costi e senza penali, e per assicurare il tempestivo risarcimento del danno da egli subito. Tale indennizzo può comprendere in particolare il rimborso degli importi versati dal consumatore al fornitore in esecuzione del contratto.

3. Il consumatore non può essere privato della tutela assicurata dalla presente direttiva se la legislazione applicabile al contratto è quella di uno Stato terzo, quando, da un lato, il consumatore abbia la propria residenza sul territorio di uno degli Stati membri e, dall'altro, il contratto presenti uno stretto collegamento con la Comunità.

CAPO III CONTROVERSIE

Articolo 12

Composizione delle controversie

1. Gli Stati membri vigilano affinché siano poste in atto procedure adeguate ed efficaci di reclamo e di ricorso al fine della composizione delle controversie tra fornitori e consumatori, se del caso utilizzando i sistemi esistenti.

2. Le procedure di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che permettano di adire secondo il diritto nazionale i tribunali o gli organi amminiatrativi competenti per l'applicazione delle disposizioni nazionali di attuazione della presente direttiva ad uno o più dei seguenti organismi:

a) organismi pubblici o loro rappresentanti;

b) organizzazioni di consumatori aventi un legittimo interesse a tutelare i consumatori;

c) organizzazioni professionali aventi un legittimo interesse ad agire.

3. Gli Stati membri esortano gli organismi pubblici o privati preposti alla composizione stragiudiziale delle controversie a cooperare fra loro ai fini della composizione delle controversie fra contraenti di Stati diversi.

4. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché i fornitori e gli operatori di tecniche di comunicazione, se sono in misura di farlo e sulla base di una decisione giudiziaria, di una decisione emanante da un'autorità amministrativa o da un'autorità di controllo loro notificata, pongano fine alle pratiche dichiarate non conformi alle disposizioni della presente direttiva.

Articolo 13

Onere della prova

Incombe l'onere della prova del rispetto, da parte del fornitore, dell'obbligo di informazione del consumatore, nonché del consenso del consumatore alla conclusione del contratto e, se del caso, alla sua esecuzione.

Costituisce clausola vessatoria, ai sensi della direttiva 93/13/CEE del Consiglio (11) la clausola contrattuale che ponga a carico del consumatore l'onere della prova del rispetto, totale o parziale, da parte del fornitore, degli obblighi che gli incombono in virtù della presente direttiva.

CAPO IV DIRETTIVE MODIFICATE

Articolo 14

Direttiva 90/619/CEE

L'articolo 15 della direttiva 90/619/CEE è così modificato:

1) Al paragrafo 1, il primo comma è sostituito dal seguente:

«1. Gli Stati membri prescrivono che il sottoscrittore di un contratto di assicurazione individuale sulla vita disponga di un periodo variante da 14 a 30 giorni, a decorrere dal momento in cui egli è informato della conclusione del contratto, per rinunciare agli effetti del contratto stesso. Tale termine è di 30 giorni nei casi di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 2 della direttiva . . ./. . ./CE del Parlamento europeo e del Consiglio del . . . , concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori (*).

(*) GU L . . .»

2) Il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

«2. Gli Stati membri hanno facoltà di derogare all'applicazione del paragrafo 1 i contratti di durata pari o inferiore a sei mesi, ovvero, in considerazione della situazione del sottoscrittore di assicurazione o delle condizioni in cui il contratto è concluso, quando il sottoscrittore non ha bisogno di tale particolare tutela. Gli Stati membri indicano nella loro legislazione i casi in cui il paragrafo 1 non si applica. Tuttavia, quando i contratti sono conclusi nelle circostanze di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 2 della direttiva . . ./. . ./CE, il sottoscrittore dispone di un termine di recesso di 14 giorni (*).

(*) GU L . . .»

Articolo 15

Direttiva 97/7/CE

La direttiva 97/7/CE è così modificata:

1) All'articolo 3, paragrafo 1, il primo trattino è sostituito dal seguente:

«- relativi ai servizi finanziari cui si applica la direttiva . . ./. . ./CE del Parlamento europeo e del Consiglio del . . ., concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori (*).

(*) GU L . . .»

2) L'allegato II è soppresso.

Articolo 16

Direttiva 98/27/CE

All'allegato della direttiva 98/27/CE è aggiunto il seguente punto 10:

«10. Direttiva . . ./. . ./CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori (*).

(*) GU L . . .»

CAPO V DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 17

Recepimento

1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro tre anni dalla sua entrata in vigore. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, esse contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative, regolamentari o amministrative adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva. In tale comunicazione essi forniscono altresí una tavola di concordanza fra ciascun articolo della presente direttiva e le corrispondenti disposizioni nazionali.

Articolo 18

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Articolo 19

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

(1) GU L 144 del 4.6.1997, pag. 19.

(2) COM(96) 209 def. del 22 maggio 1996.

(3) GU C 33 del 31.1.1998, pag. 3.

(4) GU L 330 del 29.11.1990, pag. 50.

(5) GU L 360 del 19.12.1992, pag. 1.

(6) GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 51.

(7) GU L 386 del 30.12.1989, pag. 1.

(8) GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 27.

(9) GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3.

(10) GU L 63 del 13.3.1979, pag. 1.

(11) GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.

ALLEGATO

ELENCO INDICATIVO DEI SERVIZI FINANZIARI

1. Accettazione di depositi e altri fondi rimborsabili

2. Attività di prestito, segnatamente crediti al consumo e crediti ipotecari

3. Locazione finanziaria

4. Trasferimenti monetari, emissione e gestione di mezzi di pagamento

5. Operazioni di cambio

6. Garanzie e impegni

7. Ricezione, trasmissione e/o esecuzione di istruzioni e prestazioni di servizi relative ai seguenti prodotti finanziari:

a) strumenti del mercato monetario

b) titoli negoziabili

c) fondi comuni d'investimento e altri sistemi d'investimento collettivo

d) contratti a termine e opzioni

e) strumenti inerenti al tasso di cambio e al tasso d'interesse

8. Gestione del portafoglio e consigli in materia di investimenti concernenti tutti gli strumenti enunciati al punto 7.

9. Conservazione e gestione di titoli

10. Locazione di cassette di sicurezza

11. Assicurazione non vita

12. Assicurazione vita

13. Assicurazione vita legata a fondi d'investimento

14. Assicurazione malattia, a lungo termine, non rescindibile

15. Operazioni di capitalizzazione

16. Regimi pensionistici personali