29.3.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 97/1


Solo i testi originali UN/ECE hanno effetto giuridico nel quadro del diritto internazionale pubblico. Lo status e la data di entrata in vigore del presente regolamento devono essere controllati nell’ultima versione del documento UN/ECE TRANS/WP.29/343, reperibile al seguente indirizzo: http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html.

Regolamento n. 50 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi relative all’omologazione delle luci di posizione anteriori e posteriori, delle luci di arresto, degli indicatori di direzione e dei dispositivi di illuminazione della targa di immatricolazione posteriore dei veicoli appartenenti alla categoria L

Comprendente tutto il testo valido fino a:

Supplemento 16 della versione originale del regolamento - Data di entrata in vigore: 15 luglio 2013

SOMMARIO

REGOLAMENTO

1.

Campo di applicazione

2.

Definizioni

3.

Domanda di omologazione

4.

Marcature

5.

Omologazione

6.

Specifiche generali

7.

Intensità della luce emessa

8.

Procedura di prova

9.

Colore della luce emessa

10.

Conformità della produzione

11.

Sanzioni in caso di non conformità della produzione

12.

Cessazione definitiva della produzione

13.

Nomi e indirizzi dei servizi tecnici che effettuano le prove di omologazione e dei servizi amministrativi

14.

Disposizioni transitorie

ALLEGATI

Allegato 1:

Angoli minimi orizzontali (h) e verticali (v) della ripartizione luminosa nello spazio

Allegato 2:

Notifica relativa al rilascio dell’omologazione (o al rifiuto o alla revoca della stessa ovvero alla cessazione definitiva della produzione) di un tipo di dispositivo ai sensi del regolamento n. 50

Allegato 3:

Esempi di marchi di omologazione

Allegato 4:

Misurazioni fotometriche

Allegato 5:

Misurazioni fotometriche del dispositivo di illuminazione della targa di immatricolazione posteriore

1.   CAMPO DI APPLICAZIONE

Il presente regolamento si applica alle luci di posizione anteriori e posteriori, alle luci di arresto, agli indicatori di direzione e ai dispositivi di illuminazione della targa di immatricolazione posteriore dei veicoli appartenenti alla categoria L (1).

2.   DEFINIZIONI

2.1.

Definizioni di termini:

Al presente regolamento si applicano le definizioni fornite nei regolamenti n. 53 o n. 74 e nelle relative serie di modifiche in vigore alla data in cui è stata presentata la domanda di omologazione.

2.2.

"Luci di posizione anteriori e posteriori, luci di arresto, indicatori di direzione e dispositivi di vario tipo di illuminazione della targa di immatricolazione posteriore" designa luci che, nell’ambito delle suddette categorie, differiscono in aspetti essenziali come:

a)

denominazione o marchio commerciale,

b)

caratteristiche del sistema ottico (livelli di intensità, angoli di ripartizione della luce, categoria di appartenenza della sorgente luminosa, modulo di sorgenti luminose, ecc.).

Differenze nel colore della sorgente luminosa o di eventuali filtri non costituiscono un cambiamento del tipo.

2.3.

Al presente regolamento si applicano le definizioni relative al colore della luce emessa fornite nel regolamento n. 48 e nella relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione.

2.4.

I riferimenti fatti nel presente regolamento a una o più lampade a incandescenza di serie (di riferimento) e al regolamento n. 37, si intendono fatti al regolamento n. 37 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione.

I riferimenti fatti nel presente regolamento a una o più sorgenti a diodo luminoso LED di serie (di riferimento) e al regolamento n. 128, si intendono fatti al regolamento n. 128 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione.

3.   DOMANDA DI OMOLOGAZIONE

3.1.

La domanda di omologazione deve essere presentata dal titolare del marchio di fabbrica o commerciale o dal suo mandatario. La domanda deve specificare:

3.1.1.

lo scopo o gli scopi per i quali sia stato progettato il dispositivo da omologare;

3.1.2.

in caso di luce di posizione anteriore, se sia destinata a emettere luce bianca o giallo ambra;

3.1.3.

in caso di indicatori di direzione: la categoria di appartenenza

3.1.4.

A scelta del richiedente, se il dispositivo possa essere installato sul veicolo a diversi gradi di inclinazione dell’asse di riferimento rispetto ai piani di riferimento del veicolo e al terreno o ruotato intorno al suo asse di riferimento, o, in caso di dispositivo di illuminazione della targa di immatricolazione posteriore, se il dispositivo possa essere installato in più di una o in varie posizioni rispetto allo spazio occupato dalla targa d’immatricolazione; queste diverse condizioni di installazione (o posizioni differenti) vanno indicate nella scheda di notifica.

3.2.

Per ciascun tipo di dispositivo, la domanda va corredata della documentazione che segue:

3.2.1.

disegni, in triplice copia, sufficientemente dettagliati da consentire l’identificazione del tipo di dispositivo e che indichino in quale/i posizione/i geometrica/che il dispositivo possa essere montato sul veicolo; l’asse di osservazione da assumere come asse di riferimento nelle prove (angolo orizzontale H = 0°, angolo verticale V = 0°) e il punto da considerare come centro di riferimento in tali prove; i disegni devono indicare la posizione prevista del marchio di omologazione e degli eventuali simboli aggiuntivi rispetto al cerchio del marchio di omologazione;

3.2.2.

una descrizione tecnica sintetica che, in particolare, precisi quanto segue (escluse le luci munite di sorgenti luminose non sostituibili):

a)

la/le categoria/e della/e lampada/e a incandescenza prescritta/e; tale categoria della lampada a incandescenza deve rientrare nell’elenco di cui al regolamento n. 37 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione; e/o

b)

la/le categoria/e della/e sorgente/i a diodo luminoso (LED) prescritta/e; tale categoria deve rientrare nell’elenco di cui al regolamento n. 128 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione del tipo; e/o

c)

il codice specifico d’identificazione del modulo di sorgenti luminose.

3.2.3.

Due dispositivi.

4.   MARCATURE

4.1.

I dispositivi presentati all’omologazione devono recare in modo chiaramente leggibile e indelebile le seguenti marcature:

4.1.1.

la denominazione o il marchio commerciale del richiedente;

4.1.2.

un marchio (non necessario per le luci munite di sorgenti luminose non sostituibili), che indichi in modo chiaramente leggibile e indelebile:

a)

la/le categoria/e della/e sorgente/i luminosa/e prescritta/e; e/o

b)

il codice specifico d’identificazione del modulo di sorgenti luminose.

4.2.

Essi devono inoltre prevedere uno spazio di dimensioni sufficienti per il marchio di omologazione (v. paragrafo 3.2.1.).

4.3.

Le luci munite di sorgenti luminose non sostituibili o i moduli di sorgenti luminose devono recare il marchio indicante la tensione nominale o la gamma di tensioni, e la potenza nominale.

4.4.

In caso di modulo/i di sorgenti luminose, su di esso/i devono essere apposti:

4.4.1.

la denominazione o il marchio commerciale del richiedente; entrambi devono essere chiaramente leggibili e indelebili;

4.4.2.

il codice specifico d’identificazione del modulo che deve essere chiaramente leggibile e indelebile. Il codice specifico d’identificazione deve essere composto dalle iniziali "MD" per "MODULO" seguite dal marchio di omologazione, senza il cerchio descritto al paragrafo 5.5.1. e seguite, se si usano più moduli di sorgenti luminose non identici, da simboli o caratteri aggiuntivi; tale codice specifico di identificazione va indicato nei disegni di cui al paragrafo 3.2.1.

Il marchio di omologazione non deve essere identico a quello apposto sulla luce in cui viene utilizzato il modulo, ma entrambi i marchi devono essere dello stesso richiedente.

4.4.3.

l’indicazione della tensione e della potenza nominale.

5.   OMOLOGAZIONE

5.1.

Si rilascia l’omologazione se i due campioni di un tipo di dispositivo che sono presentati ai sensi del paragrafo 3 soddisfano i requisiti del presente regolamento.

5.2.

Se 2 o più luci fanno parte dello stesso dispositivo, l’omologazione viene rilasciata solo se ciascuna di tali luci soddisfa i requisiti del presente o di un altro regolamento. Le luci che non soddisfano nessun regolamento non devono far parte di tale dispositivo.

5.3.

A ciascun tipo omologato deve essere attribuito un numero di omologazione. Le prime due cifre di tale numero (attualmente 00 per il regolamento nella sua versione originale) indicano la serie comprendente le più recenti modifiche tecniche di rilievo apportate al regolamento alla data di rilascio dell’omologazione. Una parte contraente non può attribuire lo stesso numero a un altro tipo di dispositivo disciplinato dal presente regolamento.

5.4.

Il rilascio o il rifiuto dell’omologazione di un tipo di dispositivo ai sensi del presente regolamento vanno comunicati alle parti dell’accordo che applicano il presente regolamento per mezzo di una scheda conforme al modello riportato nell’allegato 2 del presente regolamento, corredata di un disegno, fornito dal richiedente, in un formato non superiore ad A4 (210 × 297 mm) e se possibile in scala 1:1.

5.5.

Oltre ai marchi di cui ai paragrafi 4.1. e 4.3., ogni dispositivo conforme a un tipo omologato ai sensi del presente regolamento deve recare nello spazio di cui al paragrafo 4.2. un marchio di omologazione internazionale consistente in:

5.5.1.

un cerchio al cui interno è iscritta la lettera "E" seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (2), e

5.5.2.

il numero del presente regolamento seguito dalla lettera "R", da un trattino e dal numero di omologazione;

5.5.3.

nel caso generale degli indicatori di direzione: un numero che indichi la categoria 11, 11a, 11b, 11c o 12 accanto al cerchio di cui al paragrafo 5.5.1. e sul lato opposto a quello del numero di omologazione;

5.5.4.

nel caso di un indicatore di direzione, che su un lato non raggiunga l’intensità luminosa minima prescritta fino a un angolo di H = 80° in conformità al paragrafo 7.7.1.: una freccia orizzontale, la cui punta sia orientata verso il lato in cui l’intensità luminosa minima ai sensi del paragrafo 7.7.1. viene raggiunta fino a un angolo di almeno 80°;

5.5.5.

sulle luci di posizione anteriori o posteriori i cui angoli di visibilità siano asimmetrici rispetto all’asse di riferimento in direzione orizzontale: una freccia indicante il lato in cui le specifiche fotometriche sono raggiunte fino a un angolo di 80°H.

5.6.

Se si ritiene che un dispositivo soddisfi i requisiti di più regolamenti, si può apporre un marchio unico di omologazione, consistente nel cerchio di cui al paragrafo 5.5.1., nei numeri di omologazione e nei simboli aggiuntivi appropriati secondo ciascun regolamento ai sensi del quale è stata rilasciata l’omologazione. I vari elementi di tale marchio di omologazione unico non devono essere di dimensioni inferiori a quelle minime richieste per il marchio singolo più piccolo dal regolamento ai sensi del quale è stata rilasciata l’omologazione.

5.7.

Il marchio di omologazione di cui al precedente paragrafo 5.5. deve essere chiaramente leggibile e indelebile. Può essere apposto su una parte interna o esterna (trasparente o no) del dispositivo che emette la luce. In ogni caso, il marchio deve essere visibile quando il dispositivo è installato sul veicolo o quando venga aperta una parte mobile come un sedile o il rivestimento di un involucro.

5.8.

L’allegato 3 esemplifica la struttura del marchio di omologazione.

6.   SPECIFICHE GENERALI

6.1.

Ogni dispositivo deve essere conforme alle specifiche del presente regolamento.

6.2.

I dispositivi devono essere progettati e costruiti in modo che, in normali condizioni d’impiego e malgrado le vibrazioni cui possano essere sottoposti, continuino a funzionare in modo soddisfacente e mantengano le caratteristiche prescritte dal presente regolamento.

6.3.

Sono permesse luci di posizione che siano reciprocamente incorporate con un’altra funzione, usino una sorgente luminosa comune e siano destinate a funzionare in permanenza con un sistema aggiuntivo di regolazione dell’intensità della luce emessa.

6.3.1.

Tuttavia, in caso di luce di posizione posteriore reciprocamente incorporata con una luce di arresto, il dispositivo deve:

a)

far parte di un insieme di sorgenti luminose multiple, oppure

b)

essere destinato a un veicolo munito di dispositivi di monitoraggio dei guasti per tale funzione.

Ciò va comunque annotato nella scheda di notifica.

6.4.

In caso di lampade a incandescenza sostituibili:

6.4.1.

può essere usata qualsiasi categoria di sorgenti luminose omologata ai sensi del regolamento n. 37 e/o del regolamento n. 128 purché il regolamento n. 37, e la relativa serie di modifiche in vigore alla data della domanda di omologazione, o il regolamento n. 128, e la relativa serie di modifiche in vigore al momento della domanda di omologazione, non ne limitino l’uso.

6.4.2.

Il dispositivo va progettato in modo che la sorgente luminosa possa essere montata solo nella posizione corretta.

6.4.3.

Il portalampada della sorgente luminosa deve avere le caratteristiche di cui alla pubblicazione CEI 60061. Si applica la scheda tecnica pertinente per la categoria di sorgente luminosa utilizzata.

6.5.

In caso di lampade a incandescenza sostituibili:

6.5.1.

possono essere usate lampade a incandescenza appartenenti a tutte le categorie omologate ai sensi del regolamento n. 37 purché quest’ultimo, e la relativa serie di modifiche in vigore alla data della domanda di omologazione, non ne limitino l’uso.

6.5.2.

Il dispositivo va progettato in modo che la lampada a incandescenza possa essere montata solo nella posizione corretta.

6.5.3.

Il portalampada deve essere conforme alle caratteristiche di cui alla pubblicazione CEI 60061. Si applica la scheda tecnica pertinente per la categoria di lampada a incandescenza utilizzata.

7.   INTENSITÀ DELLA LUCE EMESSA

Lungo l’asse di riferimento, l’intensità della luce emessa da ciascuno dei due dispositivi deve essere almeno pari ai valori minimi e non superare i valori massimi della tabella che segue. I valori massimi indicati non possono essere superati in nessuna direzione.

 

 

min. (cd)

max. (cd)

7.1.

Luce di posizione posteriore

4

12

7.2.

Luce di posizione anteriore

4

60

7.2.1.

Luci di posizione anteriori incorporate nel proiettore

4

100

7.3.

Luce di arresto

40

185

7.4.

Indicatori di direzione

 

 

7.4.1.

appartenenti alla categoria 11 (v. allegato 1)

90

700

7.4.1.1.

appartenenti alla categoria 11a (v. allegato 1)

175

700

7.4.1.2.

appartenenti alla categoria 11b (v. allegato 1)

250

800

7.4.1.3.

appartenenti alla categoria 11c (v. allegato 1)

400

860

7.4.2.

appartenenti alla categoria 12 (v. allegato 1)

50

350

7.5.   Al di fuori dell’asse di riferimento e all’interno degli angoli del campo visivo definiti nei diagrammi dell’allegato 1 del presente regolamento, l’intensità della luce emessa, in ogni direzione corrispondente ai punti della tabella di ripartizione della luce di cui all’allegato 4 del presente regolamento, non deve essere inferiore al prodotto dei minimi stabiliti ai paragrafi da 7.1. a 7.4. e della percentuale indicata in tale tabella per la direzione in questione.

7.5.1.   Se una luce singola contiene più di una sorgente luminosa:

a)

la luce deve soddisfare i requisiti di intensità minima in caso di guasto di una delle sorgenti luminose;

b)

quando tutte le sorgenti luminose sono accese, l’intensità massima di un insieme di due luci si calcola moltiplicando per 1,4 il valore prescritto per una luce unica ai paragrafi da 7.1. a 7.4.;

c)

tutte le sorgenti luminose collegate in serie si considerano essere un’unica sorgente luminosa.

7.6.   In deroga al paragrafo 7.1., si ammette un’intensità luminosa di 60 cd per luci di posizione posteriori reciprocamente incorporate con luci di arresto al di sotto di un piano che formi un angolo di 5° verso il basso e con il piano orizzontale.

7.7.   Inoltre,

7.7.1.

in tutta l’estensione dei campi definiti nell’allegato 1, l’intensità della luce emessa deve essere almeno pari a 0,05 cd per le luci di posizione e almeno pari a 0,3 cd per le luci di arresto e per gli indicatori di direzione;

7.7.2.

se una luce di posizione è raggruppata o reciprocamente incorporata con una luce di arresto, il rapporto tra i valori delle intensità luminose effettive delle due luci se entrambe accese e l’intensità della luce di posizione posteriore accesa da sola deve essere almeno pari a 5:1 per gli undici punti di misurazione di cui all’allegato 4 e situati nel campo delimitato da rette verticali che attraversano 0°V/± 10°H e rette orizzontali che attraversano ± 5°V/0°H della tabella di ripartizione della luce;

se la luce di posizione posteriore o la luce di arresto o entrambe contengono più di una sorgente luminosa e sono considerate come un’unica luce, quale definita al paragrafo 7.5.2., i valori da considerare sono quelli ottenuti con tutte le sorgenti luminose accese;

7.7.3.

vanno rispettate le prescrizioni del presente regolamento, allegato 4, paragrafo 2.2., sulle variazioni locali dell’intensità.

7.8.   In genere, le intensità vanno misurate con la/le sorgente/i luminosa/e accese in modo continuativo.

Se le luci sono destinate a funzionare a intermittenza, prendere ogni necessaria precauzione onde evitare il surriscaldamento del dispositivo. A seconda di come è costruito il dispositivo, se ad esempio si serve di diodi emettitori di luce (light-emitting diodes - LED) o se necessita di precauzioni contro il surriscaldamento, si possono misurare le luci in modalità lampeggiante.

A tal fine, il lampeggiamento deve avvenire alla frequenza di f = 1,5 ± 0,5 Hz con durata dell’impulso superiore a 0,3 s, misurata al 95 % dell’intensità luminosa massima.

In caso di lampade a incandescenza sostituibili, queste devono essere fatte funzionare al flusso luminoso di riferimento del periodo di accensione. In tutti gli altri casi, la tensione prescritta al paragrafo 7.1.8,1 deve aumentare e diminuire in meno di 0,01 s.; non è consentito superare tali valori.

Se le misurazioni sono effettuate in modalità lampeggiante, l’intensità luminosa rilevata deve essere rappresentata dall’intensità massima.

7.9.   L’allegato 4, cui si fa riferimento al paragrafo 7.5., precisa i metodi di misurazione da utilizzare.

7.10.   Il dispositivo di illuminazione della targa di immatricolazione posteriore deve soddisfare le specifiche indicate nell’allegato 5 del presente regolamento.

7.11.   Valori massimi degli indicatori di direzione anteriori

7.11.1.

Per i dispositivi appartenenti alle categorie 11 e 11a, l’intensità della luce emessa all’esterno della zona definita dai punti di misurazione ±10°H e ±10°V (campo di 10°) non deve superare i seguenti valori:

Categoria dell’indicatore di direzione

Valori massimi in cd al di fuori del campo di 10°

Luce unica

Luce unica, contenente più di una sorgente luminosa

11

400

560

11a

400

560

All’interno del campo di 10° (±10°H e ±10°V) e del campo di 5° (± 5°H e ± 5°V), i valori massimi ammissibili dell’intensità sono aumentati linearmente fino ai valori definiti ai paragrafi 7.4.1. e 7.4.1.1.

7.11.2.

Per i dispositivi appartenenti alle categorie 1b e 11c, l’intensità della luce emessa all’esterno della zona definita dai punti di misurazione ±15°H e ±15°V (campo di 15°) non deve superare i seguenti valori:

Categoria dell’indicatore di direzione

Valori massimi in cd al di fuori del campo di 15°

Luce unica

Luce unica, contenente più di una sorgente luminosa

11b

250

350

11c

400

560

All’interno del campo di 15° (±15°H e ±15°V) e del campo di 5° (± 5°H e ± 5°V), i valori massimi ammissibili dell’intensità sono aumentati linearmente fino ai valori definiti ai paragrafi 7.4.1.2. e 7.4.1.3.

8.   PROCEDURA DI PROVA

8.1.

Tutte le misurazioni, fotometriche e colorimetriche vanno effettuate con una sorgente luminosa standard, colorata o incolore, appartenente alla categoria prescritta per il dispositivo, e alimentata alla tensione che segue:

a)

in caso di lampade a incandescenza, alla tensione necessaria a produrre il flusso luminoso di riferimento richiesto per tale categoria di lampade a incandescenza;

b)

in caso di sorgenti luminose a LED, alla tensione di 6,75 V o di 13,5 V; il valore del flusso luminoso prodotto deve essere corretto. Il fattore di correzione è dato dal rapporto tra flusso luminoso obiettivo e valore medio del flusso luminoso rilevato alla tensione applicata;

c)

in caso di luci munite di sorgenti luminose non sostituibili: alla tensione di 6,75 V e 13,5 V rispettivamente.

d)

nel caso di un sistema munito di dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa facente parte della luce (3) applicando ai connettori di ingresso della lampada la tensione dichiarata dal fabbricante o, se non è indicata, una tensione di 6,75 V, di 3,5 V o di 28,0 V rispettivamente.

e)

in caso di un sistema che usi un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa non integrato nella luce, si deve applicare ai connettori di ingresso della lampada la tensione dichiarata dal fabbricante.

8.2.

Il laboratorio che effettua le prove deve esigere che il fabbricante fornisca il dispositivo di controllo della sorgente luminosa necessario ad alimentare la sorgente luminosa e le relative funzioni.

8.3.

La tensione da applicare alla luce va annotata nella scheda di notifica, reperibile all’allegato 2 del presente regolamento.

8.4.

I limiti della superficie apparente devono essere determinati nella direzione dell’asse di riferimento di un dispositivo di segnalazione luminosa.

9.   COLORE DELLA LUCE EMESSA

Le luci di arresto e le luci di posizione posteriori devono emettere luce rossa; le luci di posizione anteriori possono emettere luce bianca o giallo ambra; gli indicatori di direzione devono emettere luce giallo ambra. Per misurare il colore della luce emessa all’interno del campo della griglia di ripartizione della luce definita all’allegato 4, paragrafo 2, si applica la procedura di prova di cui al paragrafo 8. del presente regolamento. All’esterno di tale campo non deve apparire alcuna notevole variazione di colore.

Per luci munite di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza e d’altro tipo), le caratteristiche colorimetriche vanno verificate con le sorgenti luminose presenti nella luce, in conformità ai punti pertinenti del paragrafo 8.1. del presente regolamento.

10.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE

10.1.

Ogni dispositivo su cui sia apposto il marchio di omologazione prescritto ai sensi del presente regolamento deve essere conforme al tipo omologato e soddisfare i requisiti del presente regolamento. In caso tuttavia di un dispositivo prelevato a caso dalla produzione di serie, i requisiti relativi alle rispettive intensità minime e massime della luce emessa (misurate con una sorgente luminosa standard quale descritta al paragrafo 8.), possono oscillare tra l’80 % dei valori minimi specificati e il 120 % dei valori massimi consentiti.

11.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE

11.1.

L’omologazione rilasciata a un dispositivo ai sensi del presente regolamento può essere revocata se esso cessa di rispettare le suddette condizioni.

11.2.

Se una parte contraente dell’accordo che applica il presente regolamento revoca un’omologazione da essa in precedenza rilasciata, ne informa immediatamente le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento, per mezzo di una copia della scheda di omologazione recante in calce, a grandi lettere, l’annotazione firmata e datata "OMOLOGAZIONE REVOCATA".

12.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE

Se il titolare dell’omologazione cessa del tutto di fabbricare un dispositivo omologato ai sensi del presente regolamento, ne deve informare l’autorità che ha rilasciato l’omologazione. Appena ricevuta la notifica, tale autorità informa le altre parti dell’accordo che applicano il presente regolamento inviando loro una copia della scheda di omologazione recante in calce, a grandi lettere, l’annotazione datata e firmata "PRODUZIONE CESSATA".

13.   NOMI E INDIRIZZI DEI SERVIZI TECNICI CHE EFFETTUANO LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI

Le parti dell’accordo che applicano il presente regolamento comunicano al Segretariato delle Nazioni Unite i nomi e gli indirizzi dei servizi tecnici che effettuano le prove e delle autorità di omologazione che la rilasciano, ai quali vanno inviate le schede attestanti il rilascio, il rifiuto o la revoca dell’omologazione emesse sa altri paesi.

14.   DISPOSIZIONI TRANSITORIE

14.1.   Dispositivi sprovvisti di lampade a incandescenza

14.1.1.

A decorrere dalla data di entrata in vigore del supplemento 4 del presente regolamento, nessuna parte contraente che applica il presente regolamento potrà rifiutare il rilascio di un’omologazione ai sensi del presente regolamento, come modificato dal supplemento 4.

14.1.2.

Trascorsi 36 mesi dalla data di entrata in vigore del supplemento del presente regolamento, le parti contraenti che applicano il presente regolamento potranno rilasciare omologazioni solo se il tipo di dispositivi descritto al punto 14.1. rispetta i requisiti del presente regolamento, come modificato dal supplemento 4.

14.1.3.

Le parti contraenti che applicano il presente regolamento non potranno rifiutare di estendere le omologazioni ai sensi del presente regolamento, come modificato dal supplemento 3.

14.1.4.

Durante i 36 mesi successivi alla data di entrata in vigore del supplemento 4, le parti contraenti che applicano il presente regolamento continueranno a omologare i tipi di dispositivi descritti al paragrafo 14.1. che soddisfano i requisiti del presente regolamento, come modificato dal supplemento 3.

14.2.   Montaggio su un veicolo dei dispositivi di cui al paragrafo 14.1.

14.2.1.   Durante il periodo di 48 mesi successivo alla data di entrata in vigore del supplemento 4 del presente regolamento, nessuna parte contraente che applica il presente regolamento potrà vietare il montaggio su un veicolo di dispositivi descritti nel paragrafo 14.1. omologati ai sensi del presente regolamento, come modificato dal supplemento 3.

14.2.2.   Durante il periodo di 48 mesi successivo alla data di entrata in vigore del supplemento 4, le parti contraenti che applicano il presente regolamento devono continuare a permettere il montaggio su un veicolo di dispositivi descritti al paragrafo 14.1., omologati ai sensi del presente regolamento, come modificato dal supplemento 3.

14.2.3.   Scaduto il periodo di 48 mesi successivo alla data di entrata in vigore del supplemento 4, le parti contraenti che applicano il presente regolamento potranno vietare il montaggio di dispositivi descritti al paragrafo 14.1. che non rispettino i requisiti del presente regolamento, come modificato dal supplemento 4, su un veicolo nuovo cui sia stata rilasciata un’omologazione del tipo o singola più di 24 mesi dopo l’entrata in vigore del supplemento 4.

14.2.4.   Scaduto il periodo di 60 mesi successivo alla data di entrata in vigore del supplemento 4, le parti contraenti che applicano il presente regolamento potranno vietare il montaggio di dispositivi di cui al paragrafo 14.1. che non rispettino i requisiti del presente regolamento, come modificato dal supplemento 4, su un veicolo nuovo immatricolato per la prima volta più di 60 mesi dopo l’entrata in vigore del supplemento 4.


(1)  Quali definiti all’allegato 7 della risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3) (documento TRANS/WP.29/78/Rev.1/Amend.2. modificato da ultimo da Amend.4).

(2)  I numeri distintivi delle parti contraenti dell’accordo del 1958 sono riportati nell’allegato 3 della Risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento TRANS/WP.29/78/Rev.2/Amend.1.

(3)  Ai fini del presente regolamento "facente parte della luce" significa essere fisicamente incluso nel corpo del proiettore oppure essere ad esso esterno (separato o no) ma fornito dal fabbricante del proiettore come parte del sistema di luci. Le condizioni di funzionamento e installazione di questi sistemi aggiuntivi saranno oggetto di disposizioni speciali.


ALLEGATO 1

ANGOLI MINIMI ORIZZONTALI (H) E VERTICALI (V) DELLA RIPARTIZIONE LUMINOSA NELLO SPAZIO

1.   LUCI DI POSIZIONE ANTERIORI

V = + 15°/– 10°

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Luci di posizione anteriori (per una coppia di luci)

V = + 15°/– 10°

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2.   LUCI DI POSIZIONE POSTERIORI

V = + 15°/– 10°

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Luci di posizione posteriori (per una coppia di luci)

V = + 15°/– 10°

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3.   INDICATORI DI DIREZIONE APPARTENENTI ALLE CATEGORIE 11, 11a, 11b, 11c E 12

V = ± 15°

Angoli orizzontali minimi della distribuzione della luce nello spazio:

categorie 11, 11a, 11b e 11c

:

indicatori di direzione anteriori;

categoria 11

:

da usare a una distanza di almeno 75 mm dal proiettore anabbagliante;

categoria 11a

:

da usare a una distanza di almeno 40 mm dal proiettore anabbagliante;

categoria 11b

:

da usare a una distanza di almeno 20 mm dal proiettore anabbagliante;

categoria 11c

:

da usare a una distanza inferioore a 20 mm dal proiettore anabbagliante;

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4.   LUCI DI ARRESTO

V = + 15°/– 10°

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ALLEGATO 2

NOTIFICA

(Formato massimo: A4 (210 × 297 mm))

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ALLEGATO 3

ESEMPI DI MARCHI DI OMOLOGAZIONE

(v. paragrafo 5.3. del presente regolamento)

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a ≥5 mm

Il dispositivo su cui sia stato apposto questo marchio di omologazione è un indicatore di direzione appartenente alla categoria 11, omologato nei Paesi Bassi (E4) con il numero 00243. Le prime due cifre del numero di omologazione indicano che quest’ultima è stata rilasciata ai sensi del regolamento n. 50 nella sua versione originale.

In un indicatore di direzione, la freccia indica che la ripartizione luminosa è asimmetrica su un piano orizzontale e che i valori fotometrici richiesti sono soddisfatti fino a un angolo di 80° verso destra, con il dispositivo visto in senso opposto a quello della direzione di emissione della luce.

Moduli di sorgenti luminose

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Il modulo di sorgenti luminose identificato da questo codice è stato omologato insieme a una luce omologata in Italia (E3) con il numero di omologazione 17325.

Nota:

Il numero di omologazione va posto vicino al cerchio, sopra o sotto, a destra o a sinistra della lettera "E"; le cifre del numero di omologazione devono trovarsi sullo stesso lato della lettera "E" ed essere orientate nella stessa direzione. Nei numeri di omologazione, evitare la numerazione romana per non creare confusione con altri simboli.


ALLEGATO 4

MISURAZIONI FOTOMETRICHE

1.   METODI DI MISURAZIONE

1.1.

Durante le misurazioni fotometriche, evitare riflessi parassiti utilizzando una schermatura adeguata.

1.2.

In caso di contestazione dei risultati delle misurazioni, quest’ultime devono essere effettuate in modo che:

1.2.1.

la distanza di misurazione sia tale che si possa applicare la legge dell’inverso del quadrato della distanza;

1.2.2.

l’apparecchiatura di misurazione sia tale che l’apertura angolare del ricevitore, visto dal centro di riferimento della luce, sia compresa tra 10’ e 1°;

1.2.3.

il requisito dell’intensità per una determinata direzione di osservazione è considerato soddisfatto se l’intensità è ottenuta in una direzione che non si discosta di oltre 15’ dalla direzione di osservazione.

1.3.

Se il dispositivo può essere installato sul veicolo in più posizioni o in un arco di posizioni diverse, le misure fotometriche vanno ripetute per ciascuna posizione o per le posizioni estreme dell’arco sull’asse di riferimento stabilito dal fabbricante.

2.   TABELLA DELLA RIPARTIZIONE STANDARD DELL’INTENSITÀ LUMINOSA

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2.1.

La direzione H = 0° e V = 0° corrisponde all’asse di riferimento. (Sul veicolo esso è orizzontale, parallelo al piano longitudinale mediano del veicolo e orientato nella direzione di visibilità richiesta). Esso attraversa il centro di riferimento. I valori indicati nella tabella danno, per le varie direzioni di misurazione, le intensità minime in percentuale del minimo prescritto per ogni luce sull’asse (nella direzione H = 0° e V = 0°).

2.2.

Nella zona di ripartizione luminosa di cui al paragrafo 2, rappresentata schematicamente come un reticolo, il fascio di luce deve essere essenzialmente uniforme in modo che l’intensità luminosa in ogni direzione di una parte del campo formato dalle linee del reticolo soddisfi almeno il valore percentuale minimo più basso indicato sulle linee del reticolo che circondano la direzione in questione.

3.   CONDIZIONI DI PROVA

I risultati fotometrici vanno verificati come segue:

3.1.

in caso di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza e d’altro tipo):

con le sorgenti luminose presenti nella luce, in conformità alla lettera pertinente del paragrafo 8.1. del presente regolamento.

3.2.

Per le sorgenti luminose sostituibili:

 

se munite di sorgenti luminose da 6,75 V o da 13,5 V, occorre correggere i valori dell’intensità luminosa prodotta.

 

Il fattore di correzione per le lampade a incandescenza è dato dal rapporto tra flusso luminoso di riferimento e valore medio del flusso luminoso alla tensione applicata (6,75 V o 13,5 V).

 

Il fattore di correzione per le sorgenti luminose a LED è dato dal rapporto tra flusso luminoso obiettivo e valore medio del flusso luminoso alla tensione applicata (6,75 V o 13,5 V).

 

I flussi luminosi effettivi di ogni sorgente luminosa usata non devono scostarsi in misura superiore a ±5 % dal valore medio.

 

In alternativa e solo nel caso di lampade a incandescenza, si può usare una lampada a incandescenza standard collocata di volta in volta in una delle singole posizioni, fatta funzionare al suo flusso di riferimento e di cui si sommano le misurazioni corrispondenti a ciascuna posizione.

3.3.

Per eventuali luci di segnalazione (escluse quelle munite di lampade a incandescenza), le intensità luminose misurate dopo 1 minuto e dopo 30 minuti di funzionamento devono soddisfare le prescrizioni minime e massime; gli indicatori di direzione vanno accesi in modalità lampeggiante (f = 1,5 Hz, fattore di utilizzazione 50 %). La ripartizione dell’intensità luminosa dopo 1 minuto di funzionamento può essere calcolata a partire dalla ripartizione dell’intensità luminosa dopo 30 minuti di funzionamento, applicando a ciascun punto di prova la quota delle intensità luminose misurata nel punto HV dopo 1 minuto e dopo 30 minuti di funzionamento.


ALLEGATO 5

MISURAZIONI FOTOMETRICHE DEL DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE DELLA TARGA DI IMMATRICOLAZIONE POSTERIORE

1.   SPAZIO DA ILLUMINARE

I dispositivi possono appartenere alle categorie 1 o 2. I dispositivi appartenenti alla categoria 1 vanno progettati per illuminare uno spazio di almeno 130 × 240 mm; i dispositivi appartenenti alla categoria 2 vanno progettati per illuminare uno spazio di almeno 200 × 280 mm.

2.   COLORE DELLA LUCE

La luce del dispositivo di illuminazione deve essere sufficientemente incolore da non modificare sensibilmente il colore della targa di immatricolazione posteriore.

3.   ANGOLO DI INCIDENZA.

Il fabbricante del dispositivo di illuminazione deve specificare una o più o una serie di posizioni nelle quali il dispositivo deve essere montato rispetto allo spazio riservato alla targa; quando la lampada è nella/e posizione/i indicata/e dal fabbricante, l’angolo d’incidenza della luce sulla superficie della targa non deve superare 82° in nessun punto della superficie da illuminare; tale angolo si misura a partire dal punto centrale del bordo della superficie illuminante del dispositivo più lontano dalla superficie della targa. Se i dispositivi d’illuminazione sono più di uno, questa prescrizione si applica solo alla parte della targa destinata a essere illuminata dal dispositivo interessato.

Il dispositivo va progettato in modo da non emettere direttamente alcuna luce all’indietro, a parte la luce rossa se combinato o raggruppato con altre luci posteriori.

4.   PROCEDURA DI MISURAZIONE

Le misurazioni di luminanza vanno effettuate su una superficie incolore diffusa con un fattore di riflessione diffusa noto (1). La superficie incolore diffusa deve avere le dimensioni della targa o dimensioni che oltrepassino un punto di misurazione. Il suo centro deve essere posto al centro delle posizioni dei punti di misurazione.

La/le superficie/i incolore/i diffusa/e deve/devono essere posta/e nella posizione normalmente occupata dalla targa e 2 mm davanti al supporto di quest’ultima.

Le misurazioni della luminanza vanno effettuate perpendicolarmente alla superficie della superficie incolore diffusa con la tolleranza di 5° in ogni direzione, nei punti indicati dal paragrafo 5 del presente allegato; ogni punto rappresenta una superficie circolare di 25 mm di diametro.

La luminanza misurata va corretta per il fattore di riflessione diffusa di 1,0.

Per un dispositivo di illuminazione non dotato di lampade a incandescenza, i valori di luminanza misurati dopo 1 minuto e dopo 30 minuti di funzionamento devono soddisfare le prescrizioni minime. La ripartizione della luminanza dopo 1 minuto di funzionamento può essere calcolata a partire dalla ripartizione della luminanza dopo 30 minuti di funzionamento, applicando a ciascun punto di prova il coefficiente dei valori di luminanza misurato in un punto dopo 1 minuto e dopo 30 minuti di funzionamento.

5.   CARATTERISTICHE FOTOMETRICHE

In ognuno dei punti di misurazione indicati sotto, la luminanza B non deve essere inferiore a 2 cd/m2.

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Il gradiente della luminanza tra i valori B1 e B2, misurati in due punti qualsiasi 1 e 2 scelti tra quelli menzionati sopra, non deve essere superiore a 2 × B0/cm, in cui B0 è la luminanza minima misurata nei vari punti, ossia:

Formula


(1)  Pubblicazione CIE n. 17 — 1970, paragrafo 45-20-040.